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- Le faccio male?
Sicura?
Sì.
Ha una lieve infezione.
Nulla di grave.
Però deve fare attenzione al peso.
Se dimagrisce troppo, rischia di perdere il ciclo.
- E i dolori alla pancia? - Sono tornati?
Sì, più frequenti.
Io non vedo niente di anormale, le prescrivo un'ecografia, se vuole.
Credo che sia psicologico, è tutto nella testa.
Può consigliarmi qualcuno?
- Sì. - Credo di essere pronta.
Preferisce un uomo 0 una donna?
SUONARE ED ENTRARE
Signorina Fortin?
Si accomodi.
Comincio io a parlare, immagino.
Come preferisce.
Soffro di dolori alla pancia da sempre.
Ho provato diete,
non mangio glutine...
Mi hanno visitato degli specialisti, ma niente.
A forza di sentirmi dire che è psicologico,
che la pancia è un secondo cervello...
ho pensato di vedere uno psichiatra.
Capisco.
Ho 25 anni.
Vivo da sola.
Non proprio sola, ho un gatto, Milo.
Cerco lavoro
e non è facile, sono stressata.
Parlo a sproposito, sbaglio tutto.
Da ragazza guadagnavo bene, posavo,
qualche sfilata, ora però ho smesso.
Ho avuto qualche storia d'amore.
Nulla che abbia lasciato il segno.
Anzi, credo di non essere capace di amare.
A volte mi sento vuota, mi manca qualcosa.
Mi capita di piangere senza motivo.
Ecco.
Crede di potermi aiutare?
Penso che il dolore che prova riveli qualcosa di lei.
Insieme cercheremo di scoprire di cosa si tratta.
L'ho già sognata.
È buon segno?
Mi dica.
Ero incinta,
di chi non so, ma sentivo molto male.
La pancia continuava a crescere, avevo paura che scoppiasse.
Ero qui, stesa su un lettino ginecologico.
Lei teneva in mano degli strumenti di ferro,
sembravano strumenti di tortura.
Le dicevo di non farmi male, ma lei non rispondeva.
Mi apriva le gambe e...
guardava il mio sesso.
Cercavo di chiuderle, credevo mi volesse violentare.
È ridicolo, no?
Quando posavo come modella, all'inizio era...
eccitante.
Poi è diventato squallido.
Da piccola sognavo di fare l'attrice.
Volevo incantare,
sedurre le persone intorno a me.
Soprattutto gli adulti,
gli amici di mia madre.
Mi piaceva sentire i loro sguardi su di me,
ma non mi piaceva essere toccata.
Ero timida,
a disagio.
Spesso facevo finta di avere una sorella.
Sì...
una gemella.
Una sosia che mi proteggeva.
A 7 anni, mia madre mi disse che ero nata per sbaglio.
Un uomo di una sola notte che aveva scordato,
che non avrebbe saputo riconoscere.
Forse le cose erano andate male con lui.
Oppure l'aveva pagata,
come una puttana.
Sono stata cresciuta dai nonni.
Mia madre non aveva tempo.
Era una donna molto bella, libera,
intelligente,
ma tra noi non c'è mai stata tenerezza.
Quando immagino la sua morte, il suo funerale,
non provo niente.
Vedo me nella bara,
morta.
Non la vedo più.
Ma sento come se mi sorvegliasse,
conoscesse i miei pensieri.
Nei sogni, mi guarda con severità.
Mi giudica.
Penso che non mi voglia bene.
E mi fa stare male.
Male dove?
Alla pancia.
Per una volta che parla!
Quando mi guarda così...
sento di esistere.
Buongiorno.
Mi hanno chiamato oggi.
Mi hanno assunto.
È un part time in un museo, pagato bene.
Guardasala.
Strano, no?
Strano?
Sorvegliare le persone è bizzarro.
Almeno è in un museo, non in una prigione!
Devo ringraziare lei, mi ha ridato fiducia.
È una settimana che non ho più mal di pancia.
Stranamente però, ho paura di guarire.
Perché?
Credo di voler rimanere debole.
Stare male, mentre lei...
mentre lei resta forte.
Oggi non ha nulla da dirmi?
Sto bene.
Credo di essere felice.
Bene...
Allora dobbiamo porre fine alle sedute.
Perché? Ho fatto qualcosa?
No.
Dipende da me.
Non mi era mai successo.
Provo sentimenti non compatibili con le nostre sedute.
- Sentimenti? - Sì.
Le indicherò una collega o un collega.
Ottimi terapeuti.
Non serve, grazie.
Sarebbe utile parlarne.
Non serve.
Non pensa di avermi guarito, dott. Meyer?
Lei, per me, è stato una medicina.
Arrivederci.
- Non si gioca con queste cose. - Io non gioco.
Buongiorno.
Ha preso lei in affitto l'appartamento del 13° piano?
- Sì. - Buongiorno!
Saremo vicine, sono sullo stesso pianerottolo.
Bene!
I vecchi affittuari mi piacevano,
ma sono dovuti andare via, lei era incinta.
- Ha un gatto! - Sì.
Che carino!
- Come si chiama? - Milo.
Milo, sei bello! Quanti anni hai?
- Sette. - Io adoro i gatti.
Ne avevo uno, è morto due anni fa.
- Dovrebbe prenderne un altro. - No.
Arrivederci.
Arrivederci.
PAUL PERSONALE
PAGINA ANNULLATA
DELORD PAUL NATO IL 14 APRILE 1981
Sono io.
- Chloé ci sei? - Sono qui.
- Ciao, amore. - Ciao.
Vedo che il gatto si sente già a casa sua.
- Vuoi da bere? - Sì.
- Com'è andata oggi? - Ero in ospedale.
È diverso vedere persone che soffrono davvero,
che hanno bisogno di me.
Una bella differenza da quelli come me.
Tu sei il mio caso speciale.
Tutto bene?
Sì.
Sicura?
È strano, tu sai tutto di me...
io invece a volte ho l'impressione di stare con un estraneo,
che mi nascondi qualcosa.
Perché dici così?
Ho trovato un vecchio passaporto.
- Hai frugato nelle mie cose? - Volevo solo sistemare.
C'era scritto un altro cognome.
Delord, credo.
Non ne vuoi parlare?
Ma sì, non è importante, per questo non te l'ho detto.
Quando sono andato a vivere da solo, ho preso il cognome di mia madre.
Paul Meyer, suona bene, no?
Avevamo detto in camera no.
Si deve abituare.
Vieni.
Paul?
Sì?
Prometti di non nascondermi nulla?
Tu prometti di non frugare più tra le mie cose?
Promesso.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Dormito bene?
- Non tanto, ho fatto strani sogni.
- È normale la prima notte.
Specie con un estraneo! Scappo.
Ho una giornata piena in ospedale.
Buona giornata, amore mio.
Anche a te.
- A stasera? - Sì, a stasera.
Ciao, puoi andare.
Oggi cos'hai fatto?
Ho corso tutto il giorno.
Dove sei stato?
In ospedale, non ho neanche pranzato.
Perché menti?
Non mento.
Ti ho visto, venendo via dal museo.
- Parlavi con una donna. - Che dici? L'ospedale non è lì.
Lo so, ma ti ho visto.
Ti sbagli, non ero io.
- Sarà stato uno che mi somigliava. - Sono sicura!
Chloé, calmati.
Dai!
Sei stanca, non hai chiuso occhio.
Piano...
LOUIS DELORD - PSICOTERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE
Buongiorno, vorrei fissare un appuntamento.
Mi chiamo Eva... Martin,
può chiamarmi allo 0634221916.
Grazie.
Pronto?
- La signorina Martin? - Sì.
Sono Delord, ho avuto il suo messaggio.
- Vuole fissare un appuntamento? - Sì.
Bene, possiamo fare tra due settimane.
Prima non è possibile?
Guardo.
Una paziente ha annullato l'appuntamento, domani alle 13.
Domani è perfetto.
- A domani. - A domani.
- Vi siete sistemati bene? - Sì, grazie.
- È felice? - Felice?
Sì, il gatto.
Lui sì, il mio compagno meno, non ama i gatti.
Gli uomini sono senza cuore, che ne sanno di animali?
- Arrivederci. - Buonasera.
Dove sei?
Chi ti ha chiuso qui?
- Pronto? - Sono io.
- Come stai? - Bene.
Quando torni?
Ho un'emergenza in ospedale, farò tardi.
Non aspettarmi per cena, non so a che ora finirò.
Va bene.
Arrabbia ta ?
No, buon lavoro.
Grazie, baci.
Signorina Martin?
Entri.
Si sieda.
- Le capita spesso? - Cosa?
Quel suo malessere.
No.
Solo in determinate circostanze?
Lei somiglia a una persona che conosco.
Davvero?
Sì, a Paul Meyer.
Normale, è mio fratello.
Lo conosce bene?
Non molto.
Ero in terapia da lui, ma non ha funzionato.
Siamo gemelli, abbiamo fatto gli stessi studi,
ma usiamo metodi terapeutici molto diversi.
- Non l'ha mandata lui, immagino. - No!
Un'amica...
cioè, mia sorella.
Un'amica, sua sorella...
- La conosco? - Non credo.
Mi chiamo Eva, ho 25 anni
e vivo con un uomo che adoro.
Lui mi ama, ma a volte sento tanta solitudine,
mi manca qualcosa.
Fate l'amore?
Sì...
Certo.
Credo che tutto nasca dalla morte di mia madre,
sento come se mi sorvegliasse, mi giudicasse.
Le dico tutto questo, senza sapere se potrà aiutarmi.
Se seguirà il mio iter terapeutico, che le costerà caro,
credo di poterla guarire, sempre se smetterà di mentirmi.
- Mentire? - Non credo alla sorella.
Lei è figlia unica, sbaglio?
Sua madre è morta davvero o spera che muoia?
Mentire per sedurre...
è una tecnica comune delle belle donne.
Soprattutto se frigide.
Pronto?
Sì.
Ti richiamo.
Baci.
Mi scusi.
Possiamo rivederci, ma l'avverto, può capitare che lasci un paziente.
Guarirlo dei suoi vizi, vorrebbe dire privarlo della sua unica attrattiva.
Mi scusi, ma non credo che possa funzionare.
Deve pagare l'intera seduta.
150 euro.
- E non dica nulla a mio fratello. - Non lo vedo più.
Meglio così.
La prossima volta vedremo se lei è una persona interessante
O una stronzetta .
Non ci sarà una prossima volta.
Come va al museo?
Insomma...
- Davvero? - No, va bene.
Ti annoi?
Perché dovrei?
Non so, restare lì per ore...
Perché non vuoi presentarmi la tua famiglia?
I miei vivono in America, quando tornano, te li presento.
Neanche tu mi hai presentato tua madre.
Amore!
Che ti succede?
Non lo so, scusa.
Forse dovresti riprendere la terapia.
Tu dici?
Se non stai bene... posso consigliarti qualcuno.
Io sto bene.
La prima volta che ti ho visto,
mi sei sembrata smarrita, ma più forte di molti miei pazienti.
Hai pensato che ero una stronzetta, vero?
No!
Solo una stronza.
Dimmi la verità, cos'hai pensato?
"Spero di non innamorarmi di lei".
Milo, cucciolo!
- Avresti voluto un fratello? - Un fratello?
Io ho sempre sofferto di essere figlia unica.
Non ne ho mai sentito la mancanza.
Ho avuto un'infanzia felice.
- E un fratello gemello? - No, grazie!
Avere sempre l'impressione di stare davanti allo specchio...
Forse ne hai uno e non lo sai.
Perché hai cambiato cognome?
Perché non volevi Delord?
Te l'ho detto, prendere il cognome di mia madre era la cosa più semplice.
È una vecchia storia.
Mio padre ha avuto problemi con la giustizia, con la sua azienda.
Conflitto d'interesse, reato di corruzione...
per mesi è stato sulle prime pagine dei giornali.
Non era colpevole, ma era responsabile.
Il caso è stato archiviato, ma ormai il suo nome era infangato.
Per questo i miei sono andati via.
Quando ho cominciato a lavorare,
ho dovuto prendere il cognome di mia madre.
Mio padre stesso me l'aveva consigliato.
Ecco, mi credi?
Sì.
Questo gatto!
Buongiorno.
- Tutto bene? - Sì.
Ho fatto una torta, ho pensato di dividerla con lei.
- Grazie. - Posso?
Sì...
Avete sistemato bene!
- Mi piacciono i colori. - Grazie.
Senta...
- Mi farebbe un piacere? - Certo.
Il mio compagno non va d'accordo con Milo, me lo terrebbe qualche giorno?
- Ma certo! - Grazie, sicura che non le dispiace?
- Mi prenderò cura di lui. - Grazie.
Adoro i gatti.
Un pò di dolce...
- Pensava che non sarei tornata? - Non ci ho proprio pensato.
Se ne pente?
Non mi è piaciuto come si è comportato.
- Ma penso che possa aiutarmi. - In cosa?
A guarire.
- Guarire... da cosa? - Dai miei problemi.
Dai suoi... o dal suo problema?
- Il mio problema, sì. - Come lo definirebbe?
- Non saprei. - Sì, lo sa.
No, sono qui per questo,
perché mi aiuti a scoprirlo.
Sta mentendo di nuovo, non è tornata per questo.
Invece sì.
Vada, l'aspetto la settimana prossima, stessa ora.
- La seduta è appena cominciata. - Decido io la durata.
Per oggi, ci siamo detti l'essenziale.
Arrivederci.
Arrivederci.
Mi scusi!
150 euro.
Allora, Agnès Wexler?
Bene.
Non vuoi raccontarmi?
Non ha parlato molto, mi ha soprattutto ascoltato.
Un pò come con te la prima volta.
Le hai detto della pancia?
- Sì. - Cosa ne pensa?
- Che è colpa tua. - Mia?
Scherzo.
Non ne abbiamo parlato molto.
- Ma sei contenta? - Sì, dice di potermi guarire.
Guarire? Ha usato questa parola?
Sì.
Strano.
Perché?
Non è da lei.
Che c'è?
Entri.
- Mi segua. - Dove?
Si spogli.
- Lei è pazzo! - Passiamo alla pratica.
- Si avvicini. - No.
Invece sì, ne ha voglia.
Non posso.
"Chi desidera ma non agisce, alleva pestilenza".
Io non la desidero.
Allora perché sei tornata?
- Per... - Sì?
Per conoscere la verità.
Allora lasciati fare.
La prossima volta dovrai venire.
Vai già via?
Devo andare al lavoro.
Ti è piaciuta la nostra seduta?
- Non mi era mai successo. - Non eri mai stata scopata così?
L'avevi immaginato, è uguale.
- Bello, è suo? - Sì.
Anch'io ho un gatto.
L'ho dovuto dare alla vicina, per via del mio compagno.
È allergico?
Lui dice, ma vuole essere il solo maschio in casa.
- È femmina? - No.
Danton è maschio, molto raro per un gatto tartarugato.
- Un gatto come? - Non conosci?
Sono gatti bicolori,
ma meno dell'1 per cento e maschio
e ha il pelo di tre colori.
Sono tutti gemelli.
- Gemelli? - Sì.
Si chiama "eccentricità genetica".
È data dalla trisomia del cromosoma sessuale.
Sono creature uniche, mostruose.
Quando l'ovulo della gatta è fecondato,
nell'utero si formano i feti gemelli,
dopo qualche settimana, si fondono in un unico organismo,
un gatto unico che possiede il corredo genetico di due gemelli:
XXY.
In realtà, è il gemello dominante.
Accade anche nell'uomo.
Alcune persone scoprono solo da adulte
di avere in sé il feto del fratello,
della sorella gemella.
Sono gemelli "cannibali".
Buongiorno.
- Milo sta bene? - Stavo venendo da lei.
Che succede?
Credo di aver fatto una sciocchezza.
Non c'è da preoccuparsi, i gatti vanno, vengono...
È scappato da lì.
Lascio aperto, così può rientrare.
Luigi, il mio amore!
Era il gatto di mia figlia.
- Sua figlia? - Questa era camera sua.
- Mi dispiace, non sapevo. - Non è mica morta!
- Meglio così.
- È solo malata.
È in un istituto, da quando aveva 20 anni.
Una ragazza tormentata.
Vieni.
Come ha conosciuto Paul?
Lui preferisce che non ne parli.
E Perché?
Non dovrei dirlo, ero sua paziente.
Certo.
- Conosce il fratello di Paul? - Paul ha un fratello?
Sì, gemello.
- Non l'ha mai conosciuto? - No.
Hanno studiato insieme.
Me ne ricorderei.
Mi scusi.
- Avete avuto casi di gemelli? - Cioè?
Per esempio, un paziente che vi nasconde di avere un gemello.
No, ma suppongo che accada.
Quando i gemelli vengono cresciuti nell'ossessione del mimetismo,
da adulti non vedono l'ora di far sparire il fratello o la sorella.
Ricordo una coppia preoccupata,
pensava che i loro gemelli fossero legati psichicamente.
Avevano un linguaggio segreto
e uno dei due succhiava il pollice del fratello.
Bizzarro, no?
Signorina...
Grazie.
Pi?
Ho fatto un giro.
- Chi è quella donna? - Mi prendi in giro?
- Perché? - Non la riconosci?
- No. - La tua psichiatra, Agnès Wexler.
Ho bevuto troppo.
Torniamo a casa.
- Attenta! - Lasciami!
- Che ti prende? - Niente.
- Ti senti meglio? - Mi sono tornati i dolori.
- Dopo che hai visto la Wexler? - Ma no...
- Da quando vai da lei... - Accosta.
- Cosa? - Devo scendere!
- Qui non posso. - Fermati!
Attenta !
Cosa fa?
Non ci credo!
Credi che io sia isterica, vero?
Basta dire idiozie.
Dai.
Sarebbe geloso il tuo amico, se sapesse?
Se sapesse, ti lascerei.
Allora mi ami meno di lui.
Con te faccio solo sesso.
Lui invece, pensi di conoscerlo?
No, non proprio.
Chi dei due è più seducente?
Non lo so.
Non lo sai o non vuoi dirmelo?
Quando sono con te, penso a lui.
Quando sono con lui, penso a te.
A che pensi?
- A te. - Bugiarda!
Davvero.
Stasera no.
- Ho mal di pancia. - Di nuovo?
Ho il ciclo.
Lasciami!
Smetti!
- Lasciami fare. - Non voglio.
Anche mio fratello ti scopa così?
Cosa?
Non sei la prima che usa uno pseudonimo.
Signorina Eva-Chloé.
- Da quando lo sai? - So dall'inizio che stai con lui.
Perché non hai detto niente?
Godevo nel vederti affogare nelle tue bugie.
Ho capito, mio fratello non sa curarti come ti curo io.
Devo andare.
- No! Ho fretta! - Aspetta!
- Dobbiamo parlare. - Dobbiamo smettere di vederci.
Basta non dirgli niente.
Tanto tu non esisti per lui.
Lo so.
Non ha mai sopportato di avere un gemello.
Così mi nega,
ha sempre voluto essere il solo,
il figlio unico,
il prediletto dei miei genitori.
Non esisto più.
- Penso che smetterò. - Hai appena ripreso.
Mi sembra di rimestare nella merda.
- È il principio della terapia. - Sono stufa.
Sembri una bambina che fa i capricci.
- Non è un capriccio. - Ne hai bisogno, lo sai.
- Gliene hai parlato? - No.
Fallo, lei capirà.
- Non mi piace. - Cioè?
Faccio di tutto per piacerle e per questo la odio.
Penso sempre a lei.
Vorrei pensare a te.
Bene, sei in pieno transfert, è buon segno.
Davvero?
Sì.
Devi insistere, vedrai, andrà meglio.
- Pronto? - Ti sto aspettando!
- Mi dispiace, non posso. - Perché?
Ho paura che Paul sospetti qualcosa.
- Gliel'hai detto? - Certo che no.
Allora non preoccuparti, ti aspetto domani.
Visto che ti piace?
Sì, ma...
Cosa?
Vorrei provare qualcosa di diverso.
Sì? Cosa?
Vorrei scoparti.
Non ti piacerebbe?
- Impossibile. - Perché?
La terapia consiste nell'esplorare i miei desideri repressi, no?
Sì, ma non lo farai con me.
E con chi?
Indovina?
Paul ha cambiato cognome per tagliare i ponti con te?
Certo.
Tu cosa provi per Paul?
Niente.
Penso di rado a lui.
Spesso ci confondono, ma si ferma lì.
Quando scoprono che sono il fratello maggiore,
mi chiedono sue notizie.
- Sei il maggiore? - Sì, di 15 minuti.
- Perché sorridi? - 15 minuti non sono molti.
Sono nato 15 minuti prima di lui,
cefalico.
Paul è nato dopo, podalico.
Per mia madre è stato atroce.
Ha perso molto sangue per colpa sua.
Io pesavo più di 2 chili e 400, lui neanche 2 chili.
Già nell'utero di mia madre, ero il gemello dominante.
Io sono destrimano, lui è mancino,
i nostri capelli si arricciano in senso opposto,
lui ci vede meno dall'occhio sinistro, io dal destro.
Siamo gemelli speculari.
Sai che alcuni popoli primitivi
uccidevano il gemello minore?
Perché era più debole,
aveva meno speranze di restare in vita.
Buonasera, abbiamo una prenotazione, Meyer.
Avevi ragione.
Abbiamo parlato.
Mi pare di capire certe cose di me,
di te.
- Di me? - Sì.
Perché mi hai attirato... perché ti amo.
E i dolori alla pancia sono quasi spariti.
Hai fatto bene, devi continuare, non manca molto,
vedrai ti sentirai più...
Lei non è più il mio psichiatra...
è solo il mio amante.
Sì?
Mi vuoi sposare?
Diventare mia moglie.
Mi aiuti?
- Non vuoi che andiamo in camera? - Preferisco qui.
- Sei sicura? - Sì.
Fai piano.
- Piano! - Dai...
Piano.
Mi fai male!
Era la prima volta?
Sì!
Ti è piaciuto?
L'ho fatto per te.
Perché non gliene parli? Non vuole figli?
Immagino che ne voglia.
Povera Chloé, sei persa,
perché non sai se è mio o suo.
Tranquilla, abbiamo gli stessi geni.
Smettila, Louis!
Qual è il vostro segreto?
Lo devo sapere, adesso.
Cos'è successo?
Cosa gli hai fatto perché ti cancellasse dalla sua vita?
Per favore, dimmelo.
Sono incinta e Paul vuole sposarmi.
Chiedilo a lui.
Il tuo segreto in cambio del suo.
E se invece fossi tu
a essere ossessionato da lui... geloso?
In due secondi, sei diventata brutta.
Tu odi Paul,
perché è lui il vero gemello dominante.
È lui che ti inculava?
Sparisci, vattene.
Vuoi che me ne vada?
Bene, prendo le mie cose.
Vado, Paul mi aspetta.
Vattene!
Stronza!
Fermo!
Puttana!
Sparisci, tu e il tuo feto, prima che ti ammazzi!
Milo!
Sentirà un pò freddo.
Spingo un pò.
- Qualcosa non va? - No, no...
Aspetti, guardo...
- Pronto? - Ciao, Chloé.
- Non posso parlare.
- È vicino?
- È nella stanza accanto. - Mi manchi.
- Ti sono mancato? - No.
- Non ti voglio più vedere. - Scusami voglio farmi perdonare.
- Ho voglia di scoparti. - Basta, smettila.
- So che ti manca il mio cazzo. - Sei pazzo.
- Voglio rivederti. - No.
Sai che adoro fare l'amore con le donne incinte?
- Basta, attacco. - Domani, stessa ora, stesso posto.
- Stai zitto!
- È figlio mio, verifica le date.
Smettila, attacco.
- Chi era? - Un collega del museo.
Un problema di organizzazione.
Paul!
- Ti disturbo? - Finalmente sei venuto!
Un paziente ha disdetto, ho pensato di invitarti a pranzo.
Grazie.
Bello, qui.
Vado in pausa tra dieci minuti, mi aspetti?
Sì, faccio un giro. A dopo.
A dopo.
Credevi che avessi scordato il tuo compleanno?
No, ma stamattina non mi hai detto nulla...
- Spero che ti piaccia. - Scommetto che è un gioiello.
Brava.
- Mi ricorda Milo! - Sono felice che ti piaccia.
Grazie.
Non dirmi che mi hai scambiato per mio fratello!
Calmati!
Non sapevo come fare per rivederti.
Voglio che riprendiamo la terapia, ti guarirò.
- Signore... - Sì.
No!
Amore, è il tuo compleanno!
- A noi. - Stronzo.
- Mi ecciti. - Non so cosa mi trattenga.
Il nostro segreto.
Paul ti ha parlato di Sandra Schenker, un'amica del liceo?
Cosa?
Prova con questo nome, Sandra Schenker e capirai.
Tanti auguri a te...
Ho un pensierino per te.
- Cos'è? - Indovina.
Una spilla a forma di gatto?
- Sarebbe di cattivo gusto. - Già.
- Ti piace? - Sì.
È bellissimo.
Grazie.
Rivedi mai i tuoi compagni del liceo?
Perché me lo chiedi?
Ho incontrato un'amica, non la vedevo da dieci anni.
È stato uno shock.
Eravamo molto amiche, ora invece non avevamo quasi nulla da dirci.
Si chiama Sandra.
Non rispondere!
Sarà un altro dei tuoi pazienti...
Mi piace che tu sia gelosa di loro.
Pronto?
Sì, sono io.
Sì.
Bene.
Domani alle 8 e 30.
A domani.
Chi era?
Il taxi per andare domani in aeroporto.
Quando torni?
Il convegno dura tre giorni, venerdì.
I gemelli Delord conquistano la folla
Caro Paul, non posso fare a meno di te, sei il mio equilibrio...
Ti amo tanto, la tua adorata Sandra.
Pronto ?
Potrei parlare con Sandra Schenker?
- Lei chi è? - Eravamo compagne di classe.
- Volevo avere sue notizie. - Mia figlia non esce più.
Da molto tempo.
Perché, di preciso?
Non ha saputo dell'incidente?
- Buongiorno. - Buongiorno.
Antigone, il suo ruolo più bello.
Ha interpretato anche Ofelia meravigliosamente,
anche se la pièce non era ben fatta, ma era così giovane...
Prima di ogni spettacolo,
si metteva in ginocchio e pregava.
- Non era graziosa? - Sì.
Sarebbe potuta diventare una grande attrice.
Sembrava così forte
e intelligente.
Saluta, Sandra, è venuta a trovarti una tua compagna del liceo.
Le parli pure, non abbia timore.
Ciao, Sandra.
Forse non ti ricordi di me...
Sono Chloé.
Non essere scortese!
È Chloé! Guardala.
Era felice della sua visita, ci siamo preparate,
ci siamo lavate i capelli, pettinate
e ha scelto il vestito migliore, per lei.
Ha momenti buoni e meno buoni.
Non si possono prevedere.
Mi scusi...
- Non avrei dovuto disturbarla. - Ma quale disturbo!
Anzi.
Sta bene?
Ha tempo per un tazza di tè?
- Volentieri. - Bene, venga.
Erano una coppia perfetta... Sandra e Paul.
Paul e Sandra.
Lui era timido, ma adorabile.
Non come il fratello gemello: un mostro.
Lui l'ha fatta bere, fingendosi Paul.
Sandra non aveva mai toccato alcolici,
era una ragazza seria,
innocente,
vergine.
Ed è successo quello che è successo.
L'ha violentata.
Quando Paul l'ha saputo, ha reagito con grande violenza.
Era geloso, ha cominciato a odiare il fratello.
Non ha più voluto vedere Sandra.
Sandra non ha capito
e ha commesso quel gesto.
Ha tentato il suicidio con una pistola.
I gemelli, sa...
si pensa che conoscendone uno,
si conoscano entrambi.
Ma i fratelli Delord...
Li ha conosciuti anche lei?
Sì.
Non le è capitato nulla con loro, vero, Chloé?
No, cioè...
È stata anche lei una loro vittima?
In che senso?
Ma a lei...
a lei questo è piaciuto.
- Vero? - No.
Misero verme,
ti è piaciuto.
Brutta libidinosa ...
- Brutta libidinosa! - Devo andare.
Lo sospettavo .
Puttanella!
"Chloé, il mio gatto ti offre il suo cuore, io il mio.
Colui che ti ama davvero".
- Buonasera. - Qualcosa non va?
Paul non c'è, mi sento in pericolo senza di lui.
La camera di sua figlia è libera?
Mi segua.
Qui sarà al sicuro.
Entri.
Temevo che ce l'avesse con me per Milo.
Tenga, una camicia da notte di mia figlia.
Grazie.
Si svegli!
C'è una persona per lei.
Guarda chi ho trovato qui sotto.
Amore!
Come sapevi che ero qui?
Mi ha avvisato Rose, le ho chiesto di vegliare su di te.
Torniamo a casa.
- Scusa, avrei dovuto parlartene. - Sì.
Se mi avessi detto di tuo fratello, tutto poteva essere evitato.
Tutto?
Non mi hai detto la verità, mi hai costretto a cercare,
a frugare tra le tue cose.
Perché?
Perché ti amo.
Non volevo più sentire parlare di quella storia,
di mio fratello, di Sandra.
Ho fatto tutto per dimenticare.
Lei mi ha tradito.
Lui l'ha disonorata.
L'ho lasciata perché non l'amavo più.
Non provavo più niente.
Provavo solo pietà.
Ma non è stata colpa di Sandra.
Tuo fratello si è spacciato per te e l'ha violentata.
Ma no! Sandra era attirata da lui.
Lei stava con me solo perché ero il gemello di Louis.
Ma era lui che voleva. Cosa credi?
Che è stata solo la vittima di due fratelli diabolici?
No, ha le sue colpe.
Il fascino, l'eccitamento per i gemelli
è questo che l'ha uccisa.
È ancora viva!
Una morta vivente.
Buongiorno.
Ha dormito bene?
Le ho fatto il dolce preferito di mia figlia.
Mi scusi.
Devo andare.
- Pronto? - Perché mi hai mentito?
- Chi parla? - Io.
- Paul? - Sì.
- Sei tornato? - Ho incontrato la Wexler.
Non sapeva chi tu fossi.
Ma...
Perché mi hai detto che andavi da lei?
- Hai un amante? - No, lascia che ti spieghi.
Sono io il padre?
Pronto?
Finalmente! Sono felice di rivedere la mia ex paziente.
Non mi toccare!
Non ti ha fatto piacere che ti abbia offerto il mio cuore?
Non dirmi che hai creduto che fosse il suo cuoricino...
Sai quanto lo amo.
Basta, Louis! Ho visto Sandra e la madre.
So quello che hai fatto.
Tu sai solo distruggere.
È una storia ridicola, tragica.
Sandra era una ragazza molto carina.
Ma del tutto isterica.
Quella troietta ha detto a mio fratello che l'avevo violentata.
Bugiardo.
La madre ti anche detto che era incinta?
Di me, ovvio.
Che strano, ti guardo e mi sembra di vedere lei.
- La stessa bocca golosa. - Sei un mostro.
Non c'è nessun mostro, solo esseri umani, come te,
me e Paul.
Oddio! È davvero il ritorno di Sandra Schenker.
Ma io non farò la sua fine.
È te che avrebbe dovuto uccidere, Louis.
Sei proprio sicura, mia cara Chloé, che io sia Louis?
E non Paul?
Non ti muovere o sparo.
- Cosa fai? - Abbiamo un ospite.
Mio fratello mi ha detto tutto.
- Non avresti dovuto mentirgli. - Lo stesso errore di Sandra.
Basta!
- Perché non posi la pistola... - ...e ti abbandoni.
- Così ti scopiamo a turno. - Perché è questo che ami e che vuoi.
Essere scopata da gemelli, come Sandra.
Silenzio!
Chi è Paul?
Sono io.
- Sono io. - No, sono io.
Lo vedi che sono Paul, non Louis.
È questo che volete.
Come con Sandra.
Cosa importa chi sono, non lo fare, hai in grembo mio figlio.
Se uccidi uno dei due, perderai l'altro.
Pensa a tua sorella.
Anche tu hai una gemella.
Ciao, Paul.
Mi sento così in colpa.
Lei non ha colpa.
Mia figlia è sempre stata fragile.
Ho fatto finta di niente.
Credevo che amandola l'avrei protetta, aiutata a vivere.
Amare non ha mai salvato nessuno.
Signor Meyer? Può entrare.
Come sta?
Stamattina, meglio, ha ripreso a mangiare.
Si è ripresa dall'intervento, può tornare a casa con lei.
Le ha detto... del bambino?
Certo, è stato difficile per lei,
soprattutto da capire, ma credo abbia capito.
Dalle lastre potete vedere
che l'escrescenza che Chloé ha scambiato per una gravidanza,
era in realtà una cisti che pesava quasi un chilo.
Ecco cosa le abbiamo asportato.
Vi avverto, non è facile da guardare.
Sulle foto sembra enorme, ma misura solo 15 centimetri.
Pensa che il suo malessere fosse dovuto a questo?
Scoprire di non essere incinta, ma di avere in sé il feto della gemella,
le ha provocato a livello inconscio uno shock emotivo
e un blocco sessuale.
Vuol dire che...
avevo dentro di me due feti?
Sì, all'inizio della gravidanza.
- Avrei potuto avere due gemelle. - Sì.
Se il secondo feto non fosse stato assorbito da quello di Chloé.
Ricorda le ecografie di allora?
No.
Ho scoperto molto tardi di essere incinta.
Chloé non era una figlia... voluta.
Capisco.
Paul e sua madre sono venuti a prenderla.
Ciao, tesoro.
- Stai bene? - Sì.
Ciao.
- Vi lascio soli. - Grazie.
La dottoressa dice che stai meglio. Non hai più i dolori?
No, non mi sento più la pancia.
Meglio così.
- Tu non sei triste? - Di cosa?
Di non avere un bambino.
Abbiamo tutto il tempo.
Presto potrai rimanere di nuovo incinta.
- Hai visto Sandra? - Sandra?
La mia gemella, il feto.
No.
Certo che no.
Ho letto su Internet che sono una gemella "cannibale".
Il termine esatto è "parassita", "gemella parassita".
Durante la gravidanza, ho divorato il feto della mia gemella.
C'era lei nella mia pancia.
No, Chloé!
Non l'hai divorato, l'hai assorbito.
Non è colpa tua, non ha neanche avuto il tempo di diventare un feto.
Era solo una specie di escrescenza,
solo membra e ossa.
Era mia sorella.
Faccia buon ritorno.
Lo so che mi serbi rancore.
Non ero presente, quando necessario.
Ma ora io ci sarò, per te.
Sei mia figlia.
La mia unica figlia.
Tutto bene?
Ti sarebbe piaciuto avere un fratello?
Basta con questa storia.
È finita.
Sì.
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