All language subtitles for Interview avec Corine Blue-it

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German Download
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

INTERVISTA A CORINNE BLUE Attrice - regista

Eravamo nella stessa agenzia.

Quel giorno ero davvero arrabbiata

perché non c'era mai lavoro, come succede spesso agli attori.

Perciò ho spinto la porta con notevole energia,

e davanti a me ho visto una persona che ha risposto a quella mia reazione

con un sorriso meraviglioso.

E io sono rimasta aggrappata a quel sorriso...

Ci siamo rivisti qualche giorno dopo il primo incontro.

Mi ha dato il suo libro e... l'ho letto.

Si tratta del romanzo che è molto diverso dal film.

E dopo aver finito il libro, non volevo più vederlo.

Dopo questo mio rifiuto di rivederlo...

abbiamo finito per vivere insieme.

Ecco com'è andata.

E molto presto, poiché stava preparando o meglio terminando la sceneggiatura,

ci siamo messi a lavorare subito insieme.

La nostra storia presenta vari aspetti: è una storia d'amore,

è una storia di vero incontro,

di motivazioni e di obiettivi comuni.

Intendo dire che entrambi, per ragioni diverse, avevamo bisogno

di portare a termine quello che poi è diventato il film.

Lui aveva già il film per le mani, e io avevo...

strumenti di lavoro come il lavoro di regista, di ricerca, di scrittura...

Inoltre, avevo una storia personale molto forte.

Il coinvolgimento è avvenuto in modo progressivo

proprio come nella vita privata.

Come quando ci si insedia in casa del partner

e ci si porta dietro lo spazzolino, il rasoio...

È successo proprio così, lui si è insediato da me

e io nel film.

Questo senza premeditazione, senza nemmeno parlarne.

È avvenuto da sé.

Mi sono ritrovata a preparare il film con lui, a fare il casting.

Il casting è stato davvero lungo e importante.

Ci abbiamo messo 6 mesi. Perciò è stato un lusso.

Avevamo la fortuna di poterlo fare a livello produttivo, ed è stato un bene.

Ad ogni modo era impossibile non trovare le persone giuste.

Era necessario trovarle assolutamente per ogni ruolo.

Oggi, se si guarda il film, mi sembra che tutti siano al posto giusto.

Ci è voluto davvero molto tempo prima di tutto per convincerlo

che lui sarebbe stato il miglior 'Jean' possibile,

e poi per trovare 'Laura'.

lo avevo già deciso prima di lui chi avrebbe interpretato la sua parte.

Non avevo l'autorità per deciderlo, ma lo desideravo intensamente

ed era chiaro che nessun altro avrebbe potuto interpretare la sua parte,

sarebbe stato stupido!

Dunque, da quel momento, ho cominciato a farlo lavorare,

spesso anche a sua insaputa, ed era divertente.

A lui piaceva recitare, amava prestarsi a questo.

Però non è stato così semplice perché ha voluto esaminare lo stesso altri attori.

Credo che avesse paura.

Avevo visto una piccola foto di Romane, è cominciata così.

Noi stavamo cercando 'Laura', ho ripreso forse 1000 persone per questo ruolo.

Poi ho visto quella piccola foto e mi sono detta: "E lei!"

Abbiamo cominciato a cercarla. Era irraggiungibile

perché era in tournée con una commedia di Shakespeare in Giappone.

E' stato un inferno trovarla...

Intanto continuavamo i provini con altre ragazze,

ma io l'avevo in testa.

E non appena è rientrata l'ho contattata.

E' tornata, l'abbiamo incontrata...

C'è stato un primo incontro senza prove, è arrivata, ha preso la sceneggiatura...

So che, quando ho aperto la porta, mi sono detta: "E lei".

Anche in questo caso, non lo so spiegare, è venuto dal cuore,

ne ero convinta, certa e Cyril, all'improvviso, è diventato quasi furioso:

"Come puoi esserne così sicura? E' impossibile!"

Ma era così.

Beh... dopo ci sono state le prove, le discussioni.

Ed è stato allora che ho detto che avrei voluto interpretare la madre di Laura.

Se avessimo scelto Romane, avrei interpretato il ruolo della madre.

Senza di lei, non l'avrei fatto.

E' stato un'incontro tra attrici.

Mi riconoscevo per certi aspetti nella sua foga.

Ha dato tutta se stessa, davvero.

Cyril sapeva farsi amare, ecco.

Ci sono persone che nascono con questa qualità straordinaria.

Oh, Signore, perché non me l'hai data?

Persone che sanno farsi amare istantaneamente da tutti.

Quindi questo stimola la parte migliore di ognuno

e l'altro che sta di fronte non smette di superarsi, e funziona benissimo.

E questo dà grandi risultati, anche i grandi governanti.

Ma dà l'esempio. Ciò significa che anche la sua persona paga lo scotto.

Ma sebbene avesse fascino e si dicesse che era carino,

uno schianto, era ben altro.

Era anche un po' furbetto. Tutte qualità per accattivarsi le persone.

Comunque, tutti considerano il film la storia di un colpo di fulmine.

Più che colpo di fulmine, è piuttosto una questione di energia vitale,

degli incontri di vite immediati o inesistenti.

Le persone schizzavano così in fretta e anche il film,

e, quando non avevano niente da fare, se ne andavano.

Accadeva tutto da sé, non c'era niente da fare.

Questa cosa era così forte... che non si può formulare

perché non è razionale, non è concreta, tangibile.

È più a livello di sensazione, di quello che chiamiamo spesso 'chimica'.

Tutto ciò che è avvenuto in questo film faceva appello ai sentimenti,

all'esperienza di ciascuno. In quell'ambito non si può truffare

e non si può fingere, è impossibile.

Perciò le scelte fatte, erano per forza quelle buone.

Lui era insopportabilmente esigente,

...fino allo sfinimento.

Sapeva bene che nessuno si sarebbe lamentato.

Ha dato un esempio talmente sovraumano,

chi si sarebbe permesso di dire sono stanco?

Ho visto persone che crollavano.

Manu si è addormentato sulla cinepresa una volta, non ve l'ha raccontato?

Bum! Tutti sono crollati, anche Brethez, l'ingegnere del suono.

Non filmavamo perché lui dormiva, non ne poteva più.

Cyril invece continuava. E' normale che lo facesse: era il suo lavoro.

Era la sua creazione, la sua 'cosa'.

Ha sempre messo la vita nella sua arte e l'arte nella sua vita

e non ha mai potuto separarle.

In questo film, ci sono varie storie d'amore mescolate.

Ma l'episodio iniziale che gli è capitato e di cui ha discusso in vari programmi TV

è avvenuto con una ragazza che non ha nulla a che vedere con il film,

che sta bene e che non è stata contagiata, è importante dirlo.

All'inizio, l'argomento non era l'AIDS ed è questo che deve essere capito.

Cioè, per Cyril non era un film sull'AIDS,

era un film su una storia d'amore tra una ragazza e un ragazzo,

sieropositivo che commette l'errore gravissimo di non dirglielo.

Ha fatto questo film, ha scritto questo romanzo per questa ragione...

perché effettivamente gli era capitato una volta,

Da quel momento, rendendosi conto della gravità della situazione

e sapendo che purtroppo doveva capitare a molti altri,

ha avuto la necessità di scriverlo, di condividerlo, di gridarlo,

di realizzarne un film sufficientemente aperto e accessibile a tutti,

affinché, giustamente, non si trattasse di un lavoro sulla malattia e la morte,

ma sulla consapevolezza di chi siamo

e della responsabilità di ognuno in quanto esseri umani.

E in quel contesto era l'AIDS, ma avrebbe potuto essere un'altra cosa.

lo oggi sono qui a testimoniare di non essere stata contagiata.

È evidente che non ci siamo mai esposti a rischi.

Dunque è possibile vivere bene con un sieropositivo e non esserne contagiato.

È anche il motivo per cui ho scritto questo libro, per testimoniare questo.

Perché nessuno ne parla, ne racconta.

Sono felice di constatare che una nuova generazione sta scoprendo il film

e lo guarda in quanto tale, riconoscendo finalmente

anche la bravura come scrittore e cineasta di Cyril,

e non vede più questo film come avvenimento.

Arrivare a questo è stato difficile.

Sono dei fenomeni sociali contro i quali difficilmente si può lottare come individui,

perché la mediatizzazione è un bulldozer, é terribilmente potente.

E' certo che dal momento in cui si ha così successo,

cioè quando si è lanciati così giovani in piena gloria verso la gloria,

tutti vogliono godere di questo,

vogliono una parte di questo corpo, di questo spirito, di questa fiamma.

E non si può neanche biasimare,

perché c'è il pubblico e il film è stato fatto per il pubblico.

Cyril diceva di averlo fatto per il numero maggiore di persone,

voleva che fosse visto ovunque.

Personalmente, sono un po' fuggita, ho scritto quello che dovevo scrivere.

Ma...

Riguardo al recupero del personaggio...

Si pensi a James Dean, a persone che sono morte così giovani...

in pieno successo...

tutti hanno la loro piccola storia, sulla persona.

Al limite non è così grave, perché il tempo cancella tutto.

Ma il recupero odierno del film è un'altra storia,

cioè non abbiamo potuto evitare di fare di questo film un evento

perché il suo regista è morto. Ma mi sembra che...

...stranamente non sia servito al film in quanto tale.

Non l'ho mai considerato un malato. Vorrei che si elimini questa parola

perché non gli si addice affatto.

Ha preso il virus, ne parleremo più tardi,

viveva con questo virus, viveva anche contrastandolo,

e viveva al di là di esso.

Vale a dire, di certo subiva molte limitazioni,

ma non é mai stato la priorità, non ha mai scavalcato altre cose.

Avevamo ancora molti progetti, stavamo scrivendo 2 lavori...

Sì... e poi di certo...

Tutto è continuato fino alla fine. Dipingeva, faceva musica.

E' stato un privilegiato, non se n'è reso conto.

E' rimasto attivo fino alla fine...

È stato davvero benedetto da Dio, perché sfortunatamente

con questa malattia succede di rado.

Pertanto, credo che ci sia riuscito, è uscito di scena a sua immagine...

Così, rapidamente... forza, andiamo!

Queste persone che muoiono così in fretta, così giovani,

sono necessariamente più dotate di noi per la vita.

Ho l'impressione che in realtà la loro percentuale di vita sia stabilita all'inizio

e che, all'improvviso, conoscano le istruzioni per la vita

molto prima degli altri.

È la ragione per cui sono così dotati

e per cui riescono a esplorare tutti i settori che vogliono.

In generale, riescono in ciò che intraprendono

e più in fretta di chiunque altro.

Ho l'impressione che noi mettiamo molto più tempo a decodificare,

capire l'avanzare, lo svolgimento della vita e così via.

E questi giovani che passano come meteoriti, stelle

e tutto ciò che si può usare come immagine poetica o astratta,

siano semplicemente delle persone che arrivano qui già completi

e pronti a fare le cose subito. Ad ogni modo, mi piace pensare che sia così.

Le persone muoiono solo quando non si pensa più a loro

e tutti li hanno dimenticati, ma non è il caso di Cyril.

E' difficile condividere la perdita di qualcuno con una folla.

Ma, allo stesso tempo, ricordo che questo mi ha dato anche un po' di conforto.

Di aver avuto tanto "pubblico", gente anonima

che condivideva questa mancanza, questa sofferenza.

È stata una cosa che mi ha aiutato

ma al tempo stesso è molto contraddittoria.

Credo che ti faccia sentire ancora di più la solitudine...

Ma non si può rimanere fermi, io ho ripreso a lavorare subito.

Non potevo fare altrimenti, perché innanzitutto avevo fatto troppe promesse.

Davvero, ero obbligata a mantenerle.

Come si fa quando l'uomo con cui condividi la tua vita, che ami alla follia

e che ti ama, muore e ti dice "Promettimi che non dormirai e che lavorerai?"

Non hai scelta.

Allora ho diretto film, ho scritto, ho messo in scena, non mi sono fermata.

È stato il mio modo di continuare e poi dopo...

Grazie a Dio, dopo c'è ancora l'amore, c'è sempre l'amore strada facendo,

quando l'amore è dentro di noi, allora se ne trova sempre dappertutto.

Oggi, e vale per tutti, quando muore qualcuno,

è come se ci sentissimo osservati: "Che direbbe di questo, che ne penserebbe?"

Dunque Cyril è sempre presente perché mi ha insegnato tante cose,

ma in modo concreto...

Ecco perché questa storia è forte, è stata completa

perché abbiamo imparato a vicenda tante cose.

lo ho imparato delle cose non del mondo del cinema, ma di quello dell'arte.

Quindi oggi tutto ciò che posso fare artisticamente...

non sono dei raffronti, sono delle integrazioni. Capisce?

In effetti, ho tratto delle cose:

le riprese, la preparazione, il missaggio, il montaggio, ecc...

È come una vocina che è sempre presente,

che mi dice soprattutto di restare in quello che devo fare,

di restare coerenti, non essere influenzati, non ascoltare, non cedere, rinunciare.

Se si ascoltano le testimonianze delle persone che lo hanno incontrato,

Cyril è stato, inconsciamente o meno, uno che 'risvegliava',

che percepiva e faceva scaturire il potenziale dormiente delle persone.

E il nostro incontro sul lavoro è avvenuto

perché anch'io faccio lo stesso con gli attori,

cioè andare alla ricerca di ciò che è nascosto nell'intimo di una persona,

e precisamente della sua essenza, la parte più interessante, e di farla uscire.

Sicuramente Cyril ha visto questo in me

ed è il motivo per cui sì è affidato a me come attore,

perché sapeva che avrei fatto quel lavoro.

Mentre lui lo faceva diversamente con i suoi collaboratori.

E questo scambio nel lavoro, per me è una cosa sempre presente

al di fuori della storia d'amore, che resta una cosa più personale.

CORINNE BLUE È STATA LA COMPAGNA DI CYRIL COLLARD PER 3 ANNI.

HA COLLABORATO CON CYRIL ALLA REALIZZAZIONE DI "NOTTI SELVAGGE"

DALL'INIZIO DEL PROGETTO FINO ALL'USCITA DEL FILM.

È ANCHE L'AUTRICE DI 'L'OISEAU LIBRE' PER LE EDIZIONI 'NIL' E 'J'AI LU'.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.