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Sai che progetti ha Peter per il futuro?
- Ti spaventa la concorrenza? - Spero sappia che ora gestirò io il ristorante.
Vai a farti fottere.
- Vuoi lasciare giurisprudenza? - Non ha mai fatto per me.
Che ne diresti se tornassi di nuovo a dirigere il ristorante?
Cosa ne pensa Gustaf?
Con questo accordo mi trasferisci la tua parte di Djurgårdskällaren.
Non firmerò mai questo accordo! Mai nella mia cazzo di vita, lo capisci?
Voglio solo che i miei figli siano felici.
Le persone che possono fare le proprie scelte, lo sono.
- Bisogna indagare sul suo abuso. - Quale abuso?
Ora basta, Nina! Che diavolo ti serve per farti svegliare?!
Chi vota per Margareta Nilsson come nuovo presidente?
Devi incolpare te stessa.
Riprendi in mano la tua vita prima che sia troppo tardi.
Ecco il nuovo chef aggiunto di Djurgårdskällaren.
Devo sapere. L'hai di nuovo vista? Nina.
Penso sempre a noi. Non ho mai smesso di amarti.
Scegli accuratamente uno dei due. Se aspetti, peggiorerà.
È una scelta che potrebbe rovinare la famiglia.
- Grazie per le foto. - Brindiamo al futuro.
Devo dirvi tre cose. La prima è che Gustaf ha deciso di farsi da parte.
La seconda è che io prenderò il suo posto. E la terza è che questo posto mi è mancato.
Se il signor Löwander inclinasse leggermente il mento...
- No, un po' più alto. Bene. - Non mi sembra molto naturale.
Va benissimo così, signor Löwander. Uno, due, tre...
- Molto bene, grazie. - Avanti!
- Il Ministro di Stato è qui. Se tu... - Assolutamente, qui abbiamo finito.
- Possiamo fare le foto al Ministro? - Possiamo chiedere ad Erlander.
- Quali sono i piani per il futuro? - Un momento.
Primo Ministro, signore e signora Gahn. È un piacere vedervi di nuovo qui.
- Potrebbe farvi una foto il Vecko-Journalen? - Sì, d'accordo.
Eh... cheese.
- Grazie mille e buona serata. - Grazie.
- Continuiamo in ufficio? - Un momento solo. Roos.
- Löwander. - Pronto, non scendi?
- Qual è il problema? - Mi stanno addosso come mosche.
- Arrivo! - Bene, grazie.
Cinque anni fa ho attraversato una specie di... crisi.
Ma Calle mi è stato vicino tutto il tempo. E poi ci siamo sposati.
Lo so, solo due minuti.
Qualcuno gestisce il DK Club?
Io e mio fratello lo gestiamo insieme. Abbiamo grandi progetti per il futuro.
Traduzione di Hanna Lise e Fjallraven
Regalo di Natale
Ferma così. Bene!
- Bene! - Si sta sporcando.
- Ciao. - Ciao.
Devo vedere dove sta mia madre.
- Salve. - Salve.
- Sono Ester. La moglie di Peter. - Ah.
Può fotografare Peter in ufficio, così posso partecipare anche io.
In realtà abbiamo già scattato delle foto di Peter in ufficio.
Qui vedo una storia fantastica.
- Nina e Calle, una vera favola. - Sì, è davvero bella. Infatti.
Oh, signora Svensson.
Signora Löwander. Ho mantenuto il mio cognome da nubile.
Così originale.
Löwander è più semplice.
- Oh, e sua figlia è qui da qualche parte? - È a Skåne col padre.
- Quando tornerà? - Vive lì.
Vive col padre?
Ho anche io un figlio da un matrimonio precedente.
Ah. Capisco.
Mamma!
Mamma!
Ehi!
Mamma!
- Che succede? - Mi fa male.
- Chiamo il dottor Boman. - No, Peter!
Torno subito, mamma!
Devo dire la verità: "Sono una cattiva madre".
- Nina, smettila. Non è vero. - È quello che ha pensato la giornalista.
- Christina viene per Natale? - Erik non mi dice niente, come sempre.
Mi manca!
Nina, è successo qualcosa a tua madre.
- Non vado in ospedale. - Probabilmente è stata un'angina.
A volte sento come una pressione sul petto, ma passa sempre.
- Sono dolori seri? - Di per sé no.
Ma quando arrivano spesso, aumenta il rischio di infarto.
- Vado a prenderti il cappotto. - Non possono costringermi ad andare.
Verrò da lei domani, dottor Boman, e potrete farmi tutti gli esami che vorrete.
Ma ora devo rimanere qui a riposare.
Allora rimaniamo così.
- Grazie. - Grazie.
- Mamma, sei sicura di stare bene? - Sì, sì.
Puoi andare a cercare Gustaf?
Margareta, sei allergica al coro dei bambini?
È bellissimo.
Oh, che carini.
- Scusi, vorrei un caffè e un dolce. - Certamente.
Lei è Margareta Nilsson. Abbiamo visto un conflitto sindacale qui.
- Allora il Primo Ministro se lo ricorda? - Ha fatto davvero un'ottima impressione.
- Adesso è presidente del sindacato? - Sì.
Questo mi rallegra.
Lui è Svante Gahn, architetto. Britt Gahn, presidente dell'associazione femminile.
Piacere di conoscervi.
- Siamo felici di avervi qui da noi. - Gentilissima.
Ancora patate fritte.
- Due Lyckholm per i signori? - Sì, e anche un Sexa Skåne.
- Ma io ti riconosco. - Sì? E dove ci siamo visti?
- Non eri al Djurgårdskällaren? - Sì.
Vendevi i coupon? Sei stato in carcere?
- Vado a chiedere le bevande. - Non c'è niente di cui vergognarsi!
Gustaf.
Che ci fai qui?
Mamma sta male. Ha avuto un attacco, un'angina, e vorrei andassi da lei.
- Adesso? - Sì, sarebbe meglio.
- È una cosa seria? - Non è in pericolo di vita, ma...
- Purtroppo non ho tempo. - Mamma ha chiesto di te, Gustaf.
Non è una mia responsabilità.
Che cazzo... fanculo!
Santo cielo... Helga.
- Come ti senti? - Meglio.
Conosco un medico, Jerstad, un cardiologo. Ti può curare lui.
Grazie, ma mi affiderò a Boman come sempre. Va bene così.
- L'hai trovato? - Sì. Ma non verrà.
- Perché no? - Ha molto lavoro al ristorante.
- Ma che scusa è? - Sta lavorando davvero.
Domani potremmo parlargli di nuovo?
Non voglio.
Amore, posso parlare un attimo da solo con mamma e Nina?
Sì, certo.
Grazie per la serata. Tornate presto.
Gustaf, vieni a sederti.
- Mi spiace per aver bevuto. Non succederà più. - No, non voglio parlare di questo.
Probabilmente sono la padrona di ristorante più felice di Stoccolma per averti qui.
- Grazie, mi fa piacere sentirlo. - Salute.
Non so come fai. Si respira un'altra atmosfera da quando sei qui.
Papà amava dire: sorridi sempre
e non mostrarti mai di cattivo umore.
Prenditi cura dei clienti più di ogni altra cosa.
- Perché non sei rimasto al DK? - Mio fratello mi ha spodestato.
- Ha fatto passare mia madre dalla sua parte. - Accidenti.
- Sì... succede nelle migliori famiglie. - Avevo dato l'anima per quel ristorante.
- Hai dunque venduto la tua parte? - No, ce l'ho ancora.
Allora sei socio, ma non puoi usarlo? Per cortesia, è da criminali!
Grazie. Sei gentile.
Salute, Gustaf. Perché sei dannatamente bravo nel campo.
- Quindi vuoi comprare Oscarshof? - Sì.
Dove lavora Gustaf?
Potremmo includerlo nella società. Compriamo il posto, lui lo gestisce.
Crederà che lo fai per fargli da padrone.
Oscarshof non naviga in buone acque, e sicuramente ci farebbero un buon prezzo.
Gustav la interpreterà come una dichiarazione di guerra.
Ma non è assolutamente così. Sinceramente, voglio solo tendergli una mano.
E mi è toccato sentire Bojan, che lavora nella ristorazione da una vita, dire:
"Sei dannatamente bravo nel tuo campo".
Ha ragione.
Mamma non me l'ha mai detto.
Lei è fatta così. Ma io te l'ho sempre detto.
Lo so.
Lo so, Astrid.
Buongiorno. Buongiorno.
- Margareta... - Sì?
Una persona ti cercava, un certo Gunnar Wegetoft.
Voleva mettersi in contatto con te. Questo è il numero di telefono.
Grazie.
- Serve più rödkål (cavolo). - Bene! Hans-Erik, più rökt ål (anguilla affumicata).
Scusi, come ha detto?
Rökt ål. Cosa aspetti?
Calle...
Serve più "rödkål", ma il capo ha capito "rökt ål".
- Che faccio? - Preparali entrambi.
"Nina Löwander è l'artefice del famoso DK Club,
un'istituzione dell'intrattenimento a Stoccolma. Suo marito, Carl Svensson...
è un cuoco ed una stella emergente.
- "Si vede che non ero a mio agio". - No, stai benissimo.
- E qui... - Sei bellissimo.
- Tante pagine con Nina e Calle. - Ma ci sono anche io.
Certo, ti hanno dedicato mezza pagina. Per Nina e Calle addirittura cinque.
Nina parla del ristorante.
"Per il futuro abbiamo grandi progetti, dice Nina Löwander.
Allestiremo un bancone per le bevande."
- Ne hai parlato con lei? - Non si farà.
- Gun! - Sì?
Karin va a dormire. Anitha, puoi andare anche tu.
D'ora in poi voglio essere con te quando parli del ristorante.
Ma sai che...
Ho conoscenze nell'ambito economico. E mi sono occupata per molto tempo di affari.
Lo so, amore.
Non capisco perché disturberei a stare lì con te.
Nessun disturbo.
- Che foto orribili! - No...
Ecco qui, col Primo Ministro. "Il direttore del ristorante Peter Löwander".
Cosa ha fatto a riguardo, dottor Boman?
Ho consultato un collega, specialista in cardiologia.
Abbiamo scoperto che lei ha un difetto congenito nei battiti cardiaci.
Per favore, si sieda.
Non voglio spaventarla, ma...
il difetto in combinazione con un'angina può essere molto serio.
- Quanto serio? - Rischia la vita.
Pertanto, è assolutamente importante che...
- Gustaf. Possiamo parlare un attimo? - No, devo aprire.
- Non ti tratterrò molto. - Un minuto.
- Non mi chiedi come sto? - Come stai?
Grazie, bene, considerate le circostanze.
Il dottor Boman mi ha segnato delle pillole di nitroglicerina per l'angina.
Vuoi venire da noi per la Vigilia?
Conosci la risposta.
Gustaf, tra poco saranno passati cinque anni. Dobbiamo riunirci di nuovo.
- Dobbiamo per forza? - Siamo sempre una famiglia.
Secondo il Vecko-Journalen, pare non faccia parte della famiglia.
Nemmeno un accenno su di me.
Puoi venire anche solo per un'oretta.
No, grazie, mamma. Il tuo sogno della famiglia riunita a Natale non si avvererà.
- Almeno pensaci. - Ora devo continuare col lavoro.
Non c'è bisogno che chiudi tu stanotte. Lo faccio io.
Va bene.
Era tutto di vostro gradimento?
Maitre, la vogliono al telefono. È il signor Löwander.
Abbiamo fatto entrambi delle stupidaggini in questi anni.
Sotterriamo l'ascia di guerra. Collaborando potremo solo guadagnarci.
Come ho detto, voglio parlarti di una cosa.
Ma prima...
Ci sono anche i negativi. Per quel che ne so, sono le uniche foto.
I grossi guadagni del DK devono essere investiti.
E credo che Oscarshof sia interessante.
Vuoi comprare l'Oscarhof?
- Prima vorrei sapere cosa ne pensi tu... - Devo trovarmi un altro lavoro?
No, no, assolutamente. Se lo facciamo, lo facciamo insieme.
Ma te ne occuperai tu.
- Che significa che me ne occuperò? - Sarai il direttore del ristorante.
Ma chi avrebbe l'ultima parola?
Se si dovranno prendere decisioni importanti, tutta la famiglia, come abbiamo sempre fatto.
Ma stavolta sarebbe il tuo progetto.
Ci penso.
- Rehnskiöld. - Pronto, sono Nina. Come stai?
Sto bene.
Volevo chiederti se hai pensato al Natale e Christina?
Festeggerà qui il Natale. Lo vuole lei.
Erik, per favore... voglio solo vederla.
Hai preso le tue decisioni, Nina. Hai scelto di lasciare me e lei.
Ero malata.
Non volevo esporla ad una battaglia per la custodia.
Sta bene con te. Sono contenta per questo.
Vorrei solo vederla.
Vengo a Stoccolma qualche giorno prima di Natale. Può venire con me.
- Grazie. Significa molto per me. - Va bene, ciao.
È da tempo che cerco di chiederti scusa.
- Sei perdonato. - Non mi sembri molto convinta.
Non cambia niente.
Mi sono comportato ingiustamente. Non so come spiegarlo.
Ero distrutto, lontano da casa.
Mi sembrava di vivere in una bolla, e che il mondo reale fosse sparito.
Ma avrei dovuto assumermi la mia responsabilità, ovviamente.
Ti ho perdonato. Ti serve altro?
Come si chiama?
Uno.
- Vorrei vederlo. - No.
- Margareta... - No.
Io e mia moglie non avremo mai figli. Uno è l'unico che ho.
Avevo 20 anni quando mi hai messo incinta!
E sei stato molto chiaro nel dirmi che dovevo vedermela da sola.
Avevamo bisogno di te allora.
Ora ce la stiamo cavando benissimo da soli.
Perciò non contattarmi più, e nemmeno Uno.
Che bocca enorme! Guarda che mandibola.
E che orecchie grandi che hai!
Sicuro orecchie migliori di quello del capocuoco.
Che hai detto?
- Che cazzo hai detto? - Scusa, è stato una battuta infelice.
Se continui a comportarti così, dovrai trovarti un altro lavoro.
E se qualcuno dirà qualcosa sul capocuoco, verrà licenziato immediatamente!
Domande?
Bene. Al lavoro!
Beh? Non vola una mosca. È morto qualcuno? Oltre questo.
Questo arrosto di maiale sarà il migliore di tutta la storia.
- Come va col cavolo? - Bene. Lo chef vuole provare?
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
- Gustaf ha promesso di pensarci. - Come stava?
Stava lavorando, ma ci ho provato. Gli ho spiegato che lo faremo insieme.
È meglio concedergli qualche giorno.
Bene, secondo il rapporto annuale Oscarshof perde soldi,
per cui Gustaf sarà più tranquillo con voi come capi.
Non è richiesta la tua opinione su questo argomento.
- Ester si offre di aiutare. È un problema? - I nostri coniugi non dovrebbero partecipare.
No, non prendo nessuna decisione, ci mancherebbe. Ma ho studiato a Påhlmans...
- Ma non hai esperienza. - Quando tu eri ammalata, ho lavorato...
Peccato allora che sia tornata!
Se mi lasciassi finire di parlare, ti dimostrerei che ho esperienza negli affari!
Abbassiamo i toni, adesso.
Scusate, starò zitta.
Per favore, stai zitta, ma non qui. La riunione è per noi proprietari.
Non ha niente a che vedere col ristorante.
Potrebbe esserci utile.
- Dovevi parlarne prima con noi. - Forse.
Dovresti farlo anche tu prima di parlare con i giornalisti. Un bancone?
Adesso apriamo una birreria?
- Non mi hai difesa. - No.
- Ascolta... - No.
Nina ha esagerato, ma anche tu l'hai fatto.
- Credi davvero che non debba partecipare? - Sì, lo credo.
- Nina ha ragione in una cosa. - Cosa?
Spesso penso a come sarebbe se non fosse tornata.
Ester...
- È che noi due insieme faremmo grandi cose. - Non voglio ascoltarti!
Certo, perché sei d'accordo con me ma non vuoi ammetterlo. Vero?
La tecnologia avanza nel settore dell'industria dei giocattoli.
Sicuramente, siamo tutti ancora indaffarati
a cercare un regalo di Natale per il famoso scambio sotto l'albero.
Arrivano!
- Sempre tutto all'ultimo secondo! - Calma, ci penso io.
- Fai fare a me. - Non dimenticarti del nastro.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao, Cristina. - Buongiorno.
Sì, grazie.
Erik mi ha detto che la tua materia preferita è scienze naturali.
Allora ho pensato sarebbe stato emozionante portarti qui.
- Ci sei già stata prima? - No.
Guarda, che bello quello.
- Ti piace andare a scuola? - Sì.
- Hai molte amiche? - Una.
- Come si chiama? - Ellen.
Ho un regalo di Natale per te a casa.
Posso dartelo in anticipo?
- Che hai? - Niente.
Hai visto la cartolina di Natale di Lilly e Torun?
- Sì. Lilly verrà qui a Natale? - No, non credo.
- La vedi? - A volte.
A presto.
- Che stai facendo? - Li sto grigliando.
Dovevi fare la gelatina! Cos'è che non ti è chiaro?
- Scusi. - Doveva essere una gelatina!
Capo, le ho chiesto se dovevano essere arrostiti.
- Quindi ora è colpa mia? - No, scusi.
Puoi andare a casa, Hans-Erik. Sei licenziato.
- Lo chef ha un minuto? - Che vuoi?
- Potremmo parlare in ufficio? - Sì, andiamo.
Beh?
- Vorrei che Hans-Erik rimanesse. - E perché?
Abbiamo una tavolata per Natale. Abbiamo bisogno di lui.
Mente spudoratamente. E dovrei far finta di niente?
Il fatto che il nostro chef non senta bene sta diventando un problema.
Sì, lo so.
Potremmo parlare più chiaramente e chiedere un seconda conferma agli ordini.
È uno schifo essere trattati da anziani.
Puoi restare.
- Grazie mille. - Fai come se non fosse successo niente.
- Sai cos'è? - No.
Sono tessere di plastica con cui puoi costruire qualcosa.
Come Meccano, ma di plastica.
Vediamo...
- Come sta il piccolo? - Ove? Sta bene.
È molto preso dalla storia del folletti.
- Tu e Nina? - Tutto bene.
- Non provate a fare un figlio? - Facciamo il possibile.
- Ti aiuto a lavarti i denti? - Ho finito.
Posso vedere?
- Come ti sta bene. - Grazie. Buonanotte.
Buonanotte. Mi abbracci?
- Ho promesso a papà di dargli la buonanotte. - Certo, naturalmente.
Il telefono è nel soggiorno.
- Sai chiamare da Stoccolma? - Sì.
- Rehnskiöld. - Ciao, papà. Sono io.
- Ciao, tesoro, come stai? - Sto andando a letto.
- Papà, non puoi venire a prendermi? - Non posso.
Ma non mi diverto qui.
- Mamma beve? - No. Bere cosa?
- Che hai fatto oggi? - Siamo state al museo.
- Non ti è piaciuto? - No.
Per favore, papà, puoi venire a prendermi?
Vengo domani mattina. Ora vai a letto.
Buonanotte.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Ha prenotato? - Sì, a nome di Henriette Winter.
Ecco qui. È accompagnata?
- No, potrebbe essere lei il mio cavaliere. - Farò del mio meglio.
Ho letto del DK sul Vecko-Journalen. Deve essere molto popolare.
- Sieda qui. - Grazie.
Viene gente famosa qui? Politici, qualcuno della famiglia reale?
Nessuno della famiglia reale, signora Winter.
Signorina Winter. Non ho ancora trovato l'uomo giusto.
O meglio, ne ho conosciuti così tanti che non ho saputo scegliere.
- Desidera qualcosa da bere? - Sì, grazie, un Kaiser Franz.
Non mi sovviene.
È tanto cognac assieme a tanto champagne. Sicuramente lo sapete fare.
Farò uno sforzo.
- Dorme? - Sì.
- Amore, che succede? - Vuole tornare a casa.
- Come fai a saperlo? - L'ha detto al telefono ad Erik.
È una novità per lei. Prima non era mai rimasta.
- Non ha bisogno di me. - Sì, certo che ha bisogno di te.
Forse ancora non si rende conto. Ma lo capirà.
- Papà. - Ciao, tesoro!
- Buon Natale. - Buon Natale. Christina...
È stato bellissimo averti qui.
È molto importante per me. Spero tornerai ancora.
- E buon Natale. - Buon Natale!
Eccellente. Sì, lo facciamo. Ti chiamo.
E comunque buon Natale. Grazie, salve.
- Posso prendere la cannella? - Sì, certamente.
- Chi era? - Una questione di affari.
Siamo invitati dalla nonna come al solito. Forse potremmo passare da lei.
Solo per qualche ora. Che dite?
- Sai che a me fa piacere. - Anche a me.
Bene, allora andremo.
- Quando verranno? - Alle due.
Alle due? Come faremo a tenere i pasti caldi?
Facciamo questo discorso tutti gli anni. E te la cavi sempre.
- Casa Löwander. - Ciao, mamma. Veniamo.
Vieni?
Grazie, Gustaf!
Gustaf. Significa tantissimo per me.
Ci vediamo, allora. Ciao.
Sì, questo mantiene caldo.
Che ha detto?
- Che vengono. - Non c'è da piangere per questo.
No, sono felice! Non importa.
- Io devo pensare a tenere caldo. - E basta con questa storia!
Quello che conta è che mangi con noi.
Io non rimango.
Ma cosa devi fare di tanto importante? Ti devi vedere con qualcuno?
- No. E comunque non sono affari tuoi. - Chiedevo soltanto.
Non posso starmene in santa pace la vigilia di Natale?
Sei pronta?
- Davvero posso mettermi questo? - Stai benissimo.
- Cos'è? - Siediti.
- Buon Natale. - Regalo di Natale in anticipo?
- Non posso aspettare più. - Ok.
Cosa sarà?
Che cos'è?
Sul serio?
- Sei felice? - Moltissimo.
- Vediamo dov'è la nonna? - Le bambine sono arrivate!
- Benvenuti! Buon Natale. - Ischoklad.
Oh, Ischoklad!
Grazie, Anitha. Che bello. Buon Natale, Peter.
- Buon Natale. - Buon Natale. È un pensierino.
Hai ricevuto il pan di zenzero? Vuoi il pupazzo?
- Come stai, Helga? - Bene, grazie.
- Non hai avuto più problemi? - No, la nitroglicerina sembra funzionare.
Bene.
Mi devo scusare per il comportamento dell'altro giorno.
- Non pensiamoci più. - Sì.
Ho detto cose che avrei potuto evitare.
- Tengo molto al ristorante. - Lo so, Ester.
- Buon Natale. - Anche a te.
- Auguri. - Fai gli auguri allo zio Calle.
- Buon Natale. - Buon Natale, mamma.
- Buon Natale. - Buon Natale.
- Che hai chiesto per Natale? - Delle bambole e i Lego.
- Benvenuto! - Buon Natale, mamma.
Gustaf, sono così felice che siate venuti. E Astrid.
- Buon Natale, Gustaf. - Buon Natale, Peter.
Tieni.
Che buono.
Adesso tutto l'albero è acceso.
- Grazie. - Ivar Lo-Johansson?
Sì. Prima di compiere 15 anni, voglio aver letto tutti i grandi scrittori proletari.
- Grazie, mamma. - Prego.
- Dove vai? - A trovare Christer un momento.
È così carino. Legge scrittori proletari.
- Sì, sta diventando grande. - Già.
- Dove festeggeremo il prossimo Natale? - In un appartamento migliore.
Sono troppo vecchia per traslocare. Puoi buttarmi nella spazzatura.
Troverò un appartamento bello e moderno in un bel quartiere.
Ci sarò anche la metro sicuramente.
- Uno sa che la casa sarà demolita? - Sì. L'ha saputo prima di me.
Uno è intelligente. Non gli sfugge nulla.
Come stai?
Il padre di Uno vuole vederlo.
E non l'ho detto a Uno.
Papà non mi ha parlato di Johansson?
- Herr Johansson? - Era come te.
Vai a dormire?
- Raccontaglielo. - Facciamo un altro giorno.
Si sono fatti dei bei discorsi tra loro.
Mia cara famiglia...
sono così felice di vederci tutti riuniti qui.
Significa molto per me.
Spero che questo segni un nuovo inizio per la nostra famiglia.
Salute e buon Natale.
Buon Natale!
Sì.
Grazie, mamma. Hai detto delle belle parole.
La famiglia, sì, è importante.
Può essere una grande risorsa. Finché non ci si rivolta uno contro l'altro.
Capisco perché era tanto importante che ci vedessimo tutti quest'anno.
Si tratta ovviamente di Oscarshof.
Voi credete che sia stata una fortuna che il Djurgårdskällaren sia sopravvissuto.
- Gustaf, aspetta. Possiamo parlarne dopo? - Mi hai tradito.
- Gustaf, per favore... - Possiamo evitare ora.
So esattamente cosa succederebbe con Oscarshof. Tutto è già organizzato.
- Se mi opporrò, verrò cacciato. - Adesso lasciamo stare...
Ma non succederà.
Comprerò da solo l'Oscarshof.
Per pagarlo, ho venduto la mia parte del Djurgårdskällaren. Buon Natale.
- Non puoi venderla a nessuno. - L'ho fatto.
A una danese. Henriette Winter.
Bene. È tutto.
Ce ne andiamo.
Scusate.
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