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Original subtitles

>MARA VENIER IN TV: Sembra quasi un morbo,

>un morbo che dilaga in tutte le parti del mondo.

>E anche in Italia, ormai, pensate

>che separazioni e divorzi sono all'ordine del giorno.

>Secondo i dati acquisiti

>presso Ie cancellerie dei 165 tribunali civili,

>nell'ultimo anno si contano circa 352 sentenze di separazione.

>Pensate, una ogni 4 minuti. Tantissime.

>E oggi ne parliamo con un grande ospite che è venuto a trovarmi.

>È con noi Don Antonio Mazzi.

>- Caro Don Antonio, grazie di essere qua. >- Benedetta.

>Ma questi dati sono drammatici:

>una separazione ogni 4 minuti solo in Italia.

>DON MAZZI: si, dà l'impressione

>che ormai qui non c'è più nessun matrimonio regolare...

(VOCIARE IN DISTINTO)

Sai che hai ragione, Nico, però.

Ultimamente Rino mi è sembrato molto strano. No?

Mh-mm. Lui, eh?

Guarda che è stata Angela che se n'è andata.

Con Satong, la cinese. La sua fisioterapista.

Ma dai, non ci posso credere. Angela gay?!

Ma se era tutta pappa e ciccia col marito.

Be', si vede che ha trovato più ciccia e pappa con la "China".

Ma pensa te?! Ma dico, una, dopo 20 anni di matrimonio,

si accorge che le tirano le donne?

Magari è solo affinità elettiva.

O, magari, è stata attirata dalla lingua.

sei tu, eh?

No, prego: arresti domiciliari! E Nico che è tornato dentro.

Lui è in regime di semilibertà.

No, no. Adesso dormo ufficialmente qua e sono già 3 mesi.

Jessica ha capito e ha voluto riprovare.

Praticamente gli ha dato l'indulto.

Senti, dove andiamo sabato sera?

ho quell'appuntamentino...

- Non c'è più vino qua, Nico. - Oh, scusa.

Adesso lo vado a prendere.

proprio stronzi per cornificare

- E farsi anche beccare!

Ma che discorsi! Ma per fare sesso preferisco anch'io uno sbarbato,

ma tu esageri: addirittura con gli under 20!

Ma che vuoi?! Con gli over non rendo!

Se tu avessi dei figli, sarebbe diverso.

Può darsi. Ma, siccome non ne ho fatti,

mi faccio quelli degli altri. (RIDONO)

- A proposito, quanti anni ha tuo figlio? - Tsk.

- Sono buone quelle polpette? - Ma sono buonissime!

- Sono ancora in cucina, le vado a prendere? - Sì, grazie.

di essere questa magiara ripulita?!

- Ma dai, è così caruccia. - Mh...

- No? - No.

Dai, sappiamo tutti da dove viene, per favore. Se non trovava Nico...

Be', effettivamente...

Starebbe ancora a sculettare nei night di mezza Italia, eh?

- Nico?! - Ehm... Ehm...

>JESSICA: E tu, zoccola che non sei altro!

Ma, signora, non è colpa mia! Suo marito è un porco!

Vattene fuori, brutta troia!

È tutto okay. C'è stato un piccolo malinteso.

Come osi?! Brutto stronzo! (TUTTI RIDONO)

Prendi la tua roba e prendi anche tuo padre e vattene!

Ma cosa fai?! Lascialo.

che ti hanno fatto, Alice.

- Adesso vi tocca ricominciare. - Non è un problema.

Oramai rientreremo in quel 34% che ha elaborato l'evento

ed ha accettato la separazione.

Beati voi! Io, invece, ogni volta che mi sposto

da casa di mia mamma a quella di mio papà,

rivivo l'angoscia del distacco.

Tecnicamente, si chiama "sovraccarico emotivo".

Pensa al mio, allora: mia madre è già al terzo compagno.

Ma non c'entra: tua mamma è malata.

- C'ha la sindrome. - Sì, della zoccola.

Decidetevi, ragazzi.

Siete rimasti solo voi due ora a dare il cattivo esempio.

Glielo dico sempre di mollare quel citrullo.

(con accento napoletano) Ma il mio panzerottino queste cose non le fa!

Almeno, non più. È 'o vero, Già-Già?!

>MARA VENIER: L'uomo tradisce per vocazione. La realtà è così.

>Che poi non è neanche vero, perché pensa che in America,

>il 60% delle donne tradisce il marito o l'ha già tradito.

>Sì, però, Mara, poiché non possiamo migliorare gli uomini,

>peggioriamo le donne, così andiamo tutti a Patrasso. Ti va bene?

>Pubblicità, Don Antonio. Ti rispondo dopo. Pubblicità.

una volta l'ascensore qui, eh?

Chi è lì? Oh! Paolo! Paolo!

Potresti anche salutare, eh!

E non ti ingozzare, che dopo ti chiamano "ciccio"!

la Patty ha ragione.

- Meglio una pizza al volo, cinema e poi pub. - Dici?

- Sì, è molto meglio. - Chiara? Chiara?!

Ma esci anche stasera?

Cagato zero, eh?

Oddio, ma che, ti ha lasciato così, su due piedi?

Mamma mia, Lory, ma te l'ho detto: non ti mettere con gli sbarbati!

Sì, va be', il gas! Il gas!

Guarda, non le voglio neanche sentire queste sciocchezze.

- Francesca? - Ma sì che sto scendendo.

Ah! Meno male. Credevo di essere invisibile.

- Allora, Già-Già. - Eh?

Ci sono anche queste.

Ancora scarpe?!

Scarpe?! Sono opere d'arte. Sono Vic Matiè.

Sì, ma qui ne abbiamo le scatole piene, eh?

il museo del tacco a spillo?

Esagerato! Guarda, c'è pure questa.

- E questa cos'è? - Cos'è? La PlayStation di Paolo.

Forse è meglio che il ragazzo entri in una babygang, eh?

Magari ci porta a casa qualcosa.

Mamma, io vado. (BACIO)

No, ma... La bajadera qua cosa mi rappresenta?

Faccio un corso di danza araba.

Questo weekend facciamo uno stage con una ballerina irachena.

- Lo fanno tutte le mie amiche. - Brava, fai bene, brava,

perché è molto importante capire le nuove culture emergenti.

devono emergere a mie spese, eh?

Ragazze, io non ce la faccio più a finanziarvi. Cercatevi uno sponsor.

Ecco, quando c'è da fare dei sacrifici, tocca sempre a noi.

Uffa! Andiamocene, bell'e mammà! Andiamocene.

Noi siamo artisti. Lui è un freddo calcolatore.

No, no, no, cara! Qua il calcolatore è bollente.

- Ma vattinne, va'! Andiamo!

(MUSICA SENSUALE IN SOTTOFONDO)

Vuoi che mi metto io sopra di te?

Eh? Come? Come hai detto?

Ho detto, vuoi che mi metto io sopra di te?

Ah, sì. Grazie.

...Sì...

...Sì...

Sì...

Sì... Sì-

- Ti ho detto che puliva meglio la rumena! - Eh?!

Che schifezza! Guarda che polvere! Ah!

Ah...

>GIACOMO: Allora, ricapitolando. Cos'abbiamo oggi?

>L'attico di via Metastasio...

>UOMO: Due miniappartamenti in via Brera e superattico di Lambrate.

Oh, be', allora, già che ci siamo,

facciamoci anche il bilocale di viale Monza.

E l'attico di via Leopardi, no? Ma dai, come facciamo in un giorno

- a far vedere tutta 'sta roba? - No, eh?

Ti lamenti che galoppiamo troppo e poi vuoi farteli tutti.

Ma che ti è preso, Giacomo?

Fai presto tu a parlare, che sei single.

vanno via a manetta.

C'ho il conto corrente che soffre di incontinenza.

e mettigli il pannolone.

Allora, mio figlio oggi è andato in gita con la scuola: 300 euro.

a Baghdad: altri 200.

E, sul finale, Francesca mi ha sfilato 100 euro

perla cena settimanale di sole donne: pericolosissima.

>Lei va al ristorante e io mangio i toast.

>... Finché si distribuisce uniformemente.

(SCATTO DI SERRATU RA)

(PIANGE) Dai, Francy, amore, calmati.

in faccia, okay? E poi la finiamo.

Eccolo qua, eccolo qua.

Brutto vigliacco traditore che non sei altro!

Dai, amore mio, vieni qui.

- È distrutta. Distrutta. Sei un mostro! - Ma cos'è successo?

- Ah, dici pure: "che è successo"?! - Eh.

Se l'è già scordato!

- Tutti uguali! - Ma uguali a chi?!

Scordato cosa?

Il cumino! Con la cassiera del bar all'angolo!

- Oh, Madonna! La cassiera del bar! - Sì!

Ancora?! Ma è una cosa successa 11 anni fa.

Non c'è neanche più il bar!

Amore, credevo che fosse ormai una cosa metabolizzata.

- Ingoiato sì, ma mai digerito del tutto! - Ah...

E, guarda caso, le è tornata su proprio stasera, eh?

Scommetto che ce le hai messe tu due ditina in gola.

No, mi ha soltanto aiutato a farla uscire fuori

- e a prendere una decisione. - Che sarebbe?

Sarebbe che io non posso fare più finta di niente, ecco.

cose e le porto nello studiolo!

Già-Già non mi fermare,

lo stesso letto insieme a te.

Ma cosa cazzo vi hanno dato stasera al ristorante?

Involtini di vipera?

- Guarda, ti è andata alla grande! - Minchia!

- Buongiorno.

un ristorante nel palazzo?

E a me lo chiedete? Mi sa che quella è tutta roba vostra.

>LORY: Dio, Francy, è bellissima! Guarda che meraviglia!

- Allora, che facciamo? Accendiamo? - Sì!

- Dai, guarda. Così... Oh, che bello! - Dio santo!

- Che bello! - Vado a prendere la padella di là.

- Ma... Cosa succede qua?

- E tutto questo ambaradan? - Alta cucina!

Alta cucina... Scusami, se tante volte ti fosse sfuggito,

di là un'altra cucina ci sarebbe già, eh? Magari un po' più bassina

noi potremmo anche apprezzare.

- Vero, ragazzi? non hai mai sentito parlare

dell'emancipazione femminile, tu?

con mia moglie.

Be', in questo caso, è anche mia socia.

una svolta alla mia vita.

la mia indipendenza economica.

- È giusto.

tutto legittimo.

Ma, fatemi capire... Lavorare... come?

Ta-dan! "Le signore in padella!"

- Servizio catering... - (insieme) A domicilio!

- Di Francesca... - E Lory.

della cucina napoletana...

- E dell'antica tradizione texana! - Brava!

(RIDONO) Oh, Madonna!

per i costi? Tranquì!

- Abbiamo preso tutto in leasing. - In leasing? E chi lo paga.

- (insieme) Tu! - Ma va?!

Puorco! Puorco! Tu si' un' puorco fetente!

Ma lei cosa ci fa qui?

Ah, Già-Già, scusami, con tutto il da fare di oggi, ho dimenticato

di dirti che mammà si è trasferita al nord.

- Qui a Milano? - No, qui da noi.

- Ah. - E quel porco di papà si è invaghito della badante

e ha lasciato a mammà.

Dopo 50 anni 'e matrimonio. Che scuorno!

Se n'è salita...

E ha chiesto asilo politico alla figlia.

- «Certamente! E che, potevo negarglielo? - No, per carità.

>- LORY: Francy, andiamo? - Arrivo.

Va be', tu ti sistemi di là, sul divano, eh?

Ah, sì. Tranquilla, Filomena, vedrà, è comodissimo.

No. 10 dicevo TU ti sistemi di là sul divano.

- Lo? - E certamente.

- Su divano? - E certo.

- Con le cucine?

Cioè... Io vado sul divano... Con le cucine...

Aprite anche il gas... Certamente!

- Bravo, Paolo. - Francesca?!

- Devi imparare a girare così. - Io me ne vado, eh?

Ragazzi?! Me ne vado? Io me ne sto andando, eh?

Ragazzi?! Me ne vado? Me ne sono andato. Ciao, eh!?

>Allora, a quel punto, non ci ho più visto e me ne sono andato.

Chi da una parte, chi dall'altra...

I ragazzi... Francesca... hanno tentato di trattenermi,

ma io, a quel punto, ho tenuto duro.

Hai fatto benissimo, Giacomino.

(VERSO) non chiamarlo "Giacomino".

Non vedi che ha più di 50 anni?

Ah, sì? Sua moglie può chiamarlo "Già-Già"

e io non posso chiamarlo "Giacomino"?

Mamma, è enorme! Ho già mangiato le lasagne, anche.

E sei sopravvissuto. Va be', mi sembra di capire

che quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, vero?

Eh, sì, papà, eh. Quando è troppo è troppo.

Mi secca dirlo, ma guardate chele donne di oggi sono tremende.

E poi quella tua moglie, senti. Con quei "babà", "Già-Già",

"sciuè sciuè" mi è sempre stata sullo stomaco.

Hai fatto molto bene a separarti.

i consigli di quella lì.

un matrimonio così per una baggianate.

Va be' che adesso i giovani... Ma io non sono d'accordo.

E poi, che cosa credi?

Che in tutti questi anni non mi sia mai venuta la voglia...

...di scappare, di scomparire... E invece no.

Per pigrizia ma, soprattutto, per vigliaccheria,

sono sempre rimasto qui, a fingere di essere felice.

difficile sono i primi trent'anni.

E poi tutto si aggiusta.

- Ah, be', allora... sì... Allora cambia tutto, sai?

si diventa melanconici,

come una volta.

Anzi, si è completamente rassegnati.

Vedi tua madre, per esempio? Io la conosco bene.

Tempo un mese, sono sicuro che si impicca in bagno.

Speriamo, eh. Non so...

Brutto papà. (PIANGE)

Una mia speranza proprio--

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

così com'era.

- Mamma, eh-eh.

Ti ho conservato anche la paperella.

- Non potevi dormire da piccolo senza. - Grazie. Guarda!

Come sei cambiata.

- Starai benissimo qui. - Mh-mm, mamma!

Non ci montiamo la testa, eh? Sto qua solo qualche giorno.

- E dopo? - E dopo cosa?

Mamma, "Pirelli Re": vendiamo case in tutta Europa,

vuoi che non trovo un buco per me a Milano?

- E poi c'ho sempre il mio vecchio loft. - Quel tugurio senza armadi!

- Mm... - Leo! Leo!

- Sì, papà.

Ci stavo pensando anch'io.

E questo cos'è, Ivano?

serve.

- Papà... torna a vivere da solo. - C'a ritt?

- Niente, nonna. Papà se n'è iuta! - Oh...

Va be'. Allora, cosa faccio io? Aspetto?

(IN SOTTOFONDO "LIVING ALONE AGAIN" DI JERRY CALÀ E UMBERTO SMAILA)

2008, fuga da New York.

Il vecchio juke box.

Uh... Collegato con la mitica tavoletta antirumore.

Mm

(MUSICA DISCO) Oh, cazzo, funziona ancora?

(JUKE BOX SI ACCENDE E SPEGNE)

Che stronzata! Eccola qua.

Oh-oh! La mitica Java 350!

Non le fanno più così... Meno male!

Chissà se funziona.

(SCOPPIO)

Wonderful! Meraviglioso, stupendo!

Adoro arredare i grandi spazi.

I grandi spazi disincantano questa armonia,

questa strana architettura contemporanea dalle...

Senti, senti, senti, senti.

- Ma chi è questo qui? - Il numero uno.

in qualche punto focale.

Fatta, naturalmente, di volumi e controvolumi.

- Un assemblaggio di movimenti... - Senti adesso.

- È questo che lei vuole? - Mi ha letto nel pensiero.

Ah... Ah...

Adoro arredare questi grandi spazi.

Vado nel mio studio… A creare. ...A creare. Ah!

- Una pazza! - Meno male che gli è piaciuto.

- Ah, perché, c'era anche il rischio che non-- - Ma scherzi?

Questo qui è il top dei top degli arredatori.

Ricordati, il più caro di Milano. Guarda che è una che sceglie, eh?

- Ah, allora c'ho avuto culo?! - Eh.

Questo ho voluto portartelo io direttamente.

Il resto della roba è in macchina.

- Ma questo-- Ma questo qua è l'abito da sposa. - Sì.

- No, Francesca si dev'essere sbagliata. - Non credo.

Senti, ma a casa come l'hanno presa? Male, eh?

Scene di panico non ne ho viste.

>FRANCESCA: Ma non gli dia retta, avvocato. Lui adora far la vittima.

La verità è che si è sempre disinteressato di tutto.

Anche dei bambini, sin da piccoli. Ho dovuto fare da madre e da padre.

E lui dov'era, eh? Se lo faccia raccontare. Dov'era?

Sa dov'ero, avvocato? Ero a farmi un mazzo così. Ecco dov'ero.

- No, era la bar. - Non bevo, avvocato.

- A farsi la cassiera. - Ancora con questa--

Glielo dica di smetterla con questa storia. È successo 11 anni fa.

- Eh...

che io ho sempre tirato la lima

- per farle fare la bella vita - Questa, poi!

- Ah, no, eh? Ah, no, eh? . A..

Le ho dato una casa, una famiglia.

quando l'ho conosciuta.

scugnizza napoletana fuori corso

- Be', ora mi sono ritrovata!

E non voglio vivere più in un universo chiuso.

evadere!

Ah! Capito cos'è per lei la famiglia?! Una prigione.

Esatto. E ho scontato 20 anni. E ora voglio uscire. Libera.

Ma se hai sempre fatto quello che hai voluto.

Tranne il sesso. - Oh, be'...

- No, cosa c'entra adesso il sesso?

il sesso in un matrimonio.

. Ma--

neanche l'amore.

- Ogni morte di papa!

non le dico la fatica--

come fa l'amore lei!

Lo?! Ma come lo fai tu! Avanti, dillo all'avvocato.

- No, di' all'avvocato come fai l'amore tu! - Ma dillo tu come fai!

- Ma diglielo tu--

Allora, se preferite farmelo vedere, accomodatevi pure!

mia moglie, un'altra! Un'estranea!

Dev'essere penoso, lo so. Gli alimenti, la casa, l'affidamento.

Chissà come ci è andata giù pesante.

Pesantissima: mi ha ciulato anche l'ammiraglia.

- No? - Eh, si.

>- Cui figli come hai fatto? - Ah, be', lì mi sono impuntato.

- Bravo, perché quella è la cosa più importante. - Ah, sì.

Allora, li avrò due weekend al mese e ben 7 giorni questa estate.

Ah, meno male che ti sei impuntato.

Aveva il coltello dalla parte del manico.

È stata una cazzata abbandonare il tetto coniugale.

Ma aveva ragione mia madre, sai: le donne sono diventate spietate.

Hai fatto bene tu a starne alla larga.

Anch'io ho avuto un paio di storie, caro mio. Tutte e due sbagliate.

Poi ho chiuso, definitivamente.

Guarda, anch'io, se rinasco un'altra volta, faccio così:

- scapolo a vita. - Ma ormai è fatta, Giacomo.

È come in borsa, no? Metti che tu hai buttato tutto

su un titolo sbagliato e hai perso. Cosa fai?

Apro il gas?

Sei un amico.

- Sei pronto? - Eh...

Guarda, eh? Va-- Va-- Va che roba!

Veramente COSÌ non vedo un cazzo.

Ah, già, c'hai su la sciarpa. Aspetta, eh? Guarda.

Oh... Che ficata!

Finalmente adesso puoi dire di avere una casa firmata.

Sì, anche l'assegno che mi ha sfilato la tua amica era firmato:

- Giacomo Macchi! - Ma piantala, Giacomo, dai!

Et voilà! Cucina "Star Trek". Le mancano le orecchie.

E chi cucina, il Capitano Kirk? (RIDONO)

Motocicletta 10 HP, tutta cromata.

#(insieme) È tua se dici sì!#

Tavolo con gambe autoreggenti.

Lo dico?

Una volta sola, però.

Camera con vista sui Caraibi. Una settimana tutto compreso.

- Bevande escluse. - Minimo.

per la toilette.

Ah, lavandino doppio uso:

mentre ti fai la barba, ti alleni per la nottata.

- È di plastica. - Lo so.

I got you! Ah!

I got you! Ah!

la vellutata? - Mm, squisita.

- Ciao, mamma.

- Dove va? - Esce ogni giovedì.

- Secondo me c'ha un movimento con qualcuno. - Hai capito?!

va proprio di passare il weekend

- Neanche a me.

Ragazzi, non mi state rendendo le cose facili.

- Non sono facili neanche per noi. - Hanno ragione, poverini.

Lory, non ti ci mettere pure tu, per piacere.

- Ti prego.

Allora, ci sono degli accordi. Non posso permettermi di farli saltare.

Almeno fino a che non ingrano con il catering.

Non è giusto, però! Non è giusto!

- Voi fate casini e quelli che ci vanno di mezzo siamo noi. - Vero.

- Lory, pure tu, però, eh? Aiutami. - Ma che vuoi!

("OPEN YOUR MIND" DI MAX GUSMINI IN SOTTOFONDO)

Ma vaffanculo, va'!

Oh, scusi.

Benvenuto nel mondo del take away.

Ho provato col fai da te, ma non è per me.

Ma hai visto questo posto? È una vera manna per noi separati.

- C'hai ragione. - Dai, andiamo a bere una cosa.

Andiamo, va'!

- Scusa, due prosecchini. Grazie. - Subito.

- Hai gente a cena? - Eh, sì. I miei figli.

È il primo weekend. Anche tu, no?

Io sono un veterano. Qui sono cliente fisso.

Ti porti a casa dei pranzetti super chic.

Ah, no. Io, invece, sono andato sul semplice.

Sai, non vogliono che si accorgano che è roba pronta.

- Ah, vuoi far vedere che hai preparato tu. - E più carino, no?

Si vede che sei un principiante.

a cui non ti abitui mai

è di vedere i figli solo nei weekend.

Be', allora io ci guadagno, perché non li vedevo neanche in quelli.

- “È…

l'amico, eh?

Vedere la gallina.

(FISCHIA)

Uellà! Avete visto Jessica? Deve portarmi i bambini.

Stai ricominciando lo scambio degli ostaggi del venerdì?

Be', è il tipico rituale dei separati.

E lo facciamo qui, in zona neutrale.

Senti, ma la Cina lì dove l'hai trovata, su internet?

rischi la fregatura.

Il posto ideale rimane sempre quello: il supermarket.

Su questo non ci piove. Vero ricettacolo di donne sole.

- Sicuro? - Eh!

(BACI)

- Gelatine? - Sì!

Dai, sì, va bene, okay. Due gelati, va bene. Andate.

- Su, andate. Forza. - Grazie, papi.

Ciao a tutti.

- Ciao. - Ciao.

Vuoi sederti con noi?

No, grazie. Vedo che ti sei buttato sull'Oriente.

Ehm... Ma chi? Quella lì?

la fisioterapista del papà.

Okay, okay. Va bene.

ai ragazzi questo weekend, okay?

per loro già, non credi?

Okay.

- Queste sono le vitamine di Giulio. - Okay.

- E questo è l'elenco dei compiti che deve fare Alice.

- Nient'altro? - si, vorrei chiederti di maturare un pochino,

ma credo che sia inutile.

Andiamo, bambini.

- Ciao, ragazzi. Fate i bravi. - Ciao, mamma.

- Okay, andiamo. - Ciao.

- Ciao, Jessica.

- Eh!

che gli ha dato, eh?

Jessica è una con le palle.

Sì, altro che palle: è una gran fica!

Io ce l'ho sempre avuta qui.

10 un po' più in giù.

Io ci ho anche provato, ma mi ha dato un bel due di picche.

- Regolare. - Perché non ci provi tu, adesso?

- Libero tu, libera lei. - Va be', e se lo viene a sapere Francesca?

Sì, perché, secondo te, Francesca non si è già attrezzata?

- E la Madonna! Siamo separati da due giorni! - E allora?

Mia moglie dopo due ore è andata a letto col personal trainer.

V be', tua moglie, poveraccia, chissà quanti arretrati aveva

- da recuperare! - Che stronzo che sei!

>PAOLO: Guarda, si vede anche il mare.

- Ma che c'è il mare a Milano? Testina! - Ahia!

Ma non lo vedi che è finto? Andiamo, va'.

Mettetevi pure comodi, ragazzi. Sto finendo di preparare in cucina

il timballo di maccheroni che vi piace tanto.

- E per secondo un bell'arrostino, va bene? - Sì, sì. Va bene.

Vi leccherete le dita, vedrete!

se avete bisogno del bagno...

- Ma... è tutto a vista. - Tranquilla, dopo si oscura.

Ma chi ha curato l'arredamento, il Grande Fratello?

- Fico! - Ma quale fico, è allucinante!

Come ti siedi... tac!

Poi ti siedi, tac! Come ti alzi, tac!

Come ti alzi, tac!

Come ti siedi, tac! E poi parte la musica. Yeah! Yeah!

(SOSPIRA, RIDE)

- Dai, Chiara, prova. - Ma non mi scappa.

- Dai, prova. Prova. - Ma scusa--

Odo, eh?

Uno, due-- (MUSICA, CHIARA URLA)

- È partita la musica anti-rumore.

Dicono tutte che non gli scappa e dopo... Prr!

(FANNO PERNACCHIE)

(MUSICA DISCO IN SOTTOFONDO)

Questi sono due orologini per scandire le ore felici

che passeremo insieme in questa casa.

Guarda che bello, Paolo.

Ah, vedo che ti stai già sistemando, Chiara, eh? Brava.

Da qua. Sono perla mia sicurezza.

Ma non ti sembra di esagerare?

Meli ha dati mamma. Lei, almeno, ci pensa a me.

Sai cosa ti dico? lo certi pensieri non li faccio neanche.

Andiamo a tavola, va'.

Mh... Buono, eh?

Ha cucinato tutto il vostro papi. Da solo.

Non è così difficile. È un po' come a scuola: basta applicarsi.

A proposito, a scuola come va? Coi vostri compagni... legate?

Cioè, vi legate, vi menate, vi filmate… eh?

una cosa?

Certo, figliolo. Sono qua per dialogare.

Ci sarebbe della Coca?

- Cola? - Sì.

Ah, si, certo. Te la vado a prendere.

No, ma non è per impicciarmi, eh. È solo per fare quattro chiacchiere,

anche perché io con voi non vorrei sentirmi un soprammobile.

Cioè, io non sono un soprammobile.

- Che ha detto? - Dice di non essere un soprammobile.

anche un padre avrebbe il diritto

di sapere e, quindi, di chiedere.

- Okay, questo non si può proprio sentire. - Perché, cos'ho detto?

per creare una famiglia,

sei proprio fuori strada.

far finta di cucinare,

quando hai preso tutto pronto?

Sì, però ho riscaldato tutto io, eh?

>Insomma, ho fatto una figura di merda.

Certo, lei è andata giù bella pesante.

Aspetta, non è finita. Cosa c'è?

- È confermato anche via Leone XIII. - Grazie, Nicoletta.

Dopo non so cos'altro mi ha farfugliato, si è alzata

e ha detto che era meglio se se ne andava.

E se ne sono andati?

Eh. Avevano di meglio da fare che stare con il loro padre.

Ah, no. Adesso si volta pagina.

stesso. Voglio rifarmi una vita.

Tipo guarda che la prima che entra da quella porta me la porto a casa.

Ecco, però, siccome adesso dobbiamo vedere i Filippetti

per quell'attico che c'è in viale Zara,

ti spiacerebbe cominciare domani a…

- Signor Macchi? - Ahi...

Queste sono le piantine che mi aveva chiesto.

- Ah, grazie, Gertrude. - Prego.

Vada, vada.

Sì, va be', dai, comincio domani.

- "Il primo che entra in questo ufficio." - Eva be', sfiga.

- Era carina. - Eh.

(MUSICA DISCO SENSUALE IN SOTTOFONDO)

Già-Già, ma che combini?

Ma tu che cosa ci fai qui, scusa?

Niente, volevo farmi due spaghi col sugo.

>- Dove sei?

Sto andando in rosticceria, come al solito.

>Allora, lascia stare. Torna subito a casa. Ho una sorpresa!

Una sorpresa? Ah, ho capito! Arrivo!

Metto anche delle candele?

>IVANO: Wonderful! Adoro le atmosfere intime.

A me lo dici? Vai!

Ho quasi fatto!

No, ho appena stappato una bottiglia di rosso.

- Col rosso si carbura prima. - Un "Tre Donne", vai!

Grazie. Mi ci voleva proprio stasera una botta di vita.

Giacomo, non esageriamo. Una cenettina "botta di vita" non è--

No, no, guarda! Sai, poi da te non me l'aspettavo.

Di solito, tra colleghi non c'è tutta questa complicità.

Ma penso che possiamo considerarci un po' di più che colleghi, no?

Ma ci puoi giurare! Vieni! Vieni a vedere che tavola

- che ti ho attrezzato, eh? - Vediamo.

- Ma hai apparecchiato per 4. - Perché, siamo di più?

No, solo due.

Ah, ecco, non hai mica organizzato un'orgia, sarebbe troppo.

arrivano? Sono già le 9 passate.

- Ma queste chi, Giacomo? - Ehm... Le donne!

Oh, mio Dio.

Oh, mio Dio, c'è stato un terribile malinteso. Un equivoco pazzesco.

- Cioè? - La cena non è per 4.

Ma come? M'hai detto che ci sono due ragazze.

No, io non ho mai detto questo. Giuro.

Ivano, mi ha anche telefonato. "Giacomo, ho una sorpresa."

Ho una sorpresa, nel senso che sono io che preparo la cena,

facciamo questa cenetta, questa è la sorpresa.

tète-à-tète io e te come due froci?

A parte il fatto che non è carino dire queste cose degli omosessuali.

E a me che cazzo me ne frega, io non sono mica omosessuale.

Ma io sì, però.

Cfis'haì detto?!

Giacomo, io sono gay.

- E da quando? - Da sempre.

- Gay? - Gay.

Oh, Madonna.

Gay?

- Mah. sempre, sempre, no,

non mi sono neanche accorto.

e già lì avrei dovuto darmi una regolatina.

con una ragazza del liceo,

una mia compagna di classe.

Solo che al primo bacio mi è venuta l'orticaria dappertutto

e lì ho mangiato la foglia completamente.

- Ma scusa, le due convivenze? - Uomini, Giacomo. Uomini.

Il primo era un bastardone di uno.

Veniva da me soltanto per avere il posto letto, figurati.

una storia di due anni, pesante.

Poi l'ho lasciato, perché ho scoperto che era sposato.

Ti ho messo in imbarazzo.

Scusami, volevo soltanto farti un po' di compagnia.

Ma no, dai, su. Non è poi la fine del mondo.

non me n'era mai accorto.

- Perché io mi sono tenuto tutto dentro. - Troppo.

paura, hai capito,

di incrinare il nostro rapporto.

Ma perché, scusa, mi facevi così becero?

di come ho sofferto io, allora.

Hai fatto male. Stupido.

di vivere come crede.

- E, soprattutto, di amare chi gli pare. - Appunto.

Scusa, scusa, scusa, scusa, scusa.

Pensavo tu avessi capito.

No, io ho capito. Forse sei tu che non hai capito.

Quindi immagino che questo voglia dire... no.

Leva pure "immagino".

insieme tutti i giorni,

facciamo finta che non è successo niente, eh?

Proprio, guarda stasera qua non è successo niente. Beviamoci su, eh?

Perché stasera qui non è successo...

- Non è successo niente. - Niente.

Però, almeno un cin.

- Ehi, Macchi, sei in battuta? - Esatto.

(VOCIARE IN SOTTOFONDO)

Carino, come si chiama?

- Ciao. - Ciao.

Sono appena tornato a vivere da solo.

Uffa, un altro. Che palle.

Mi sa che qui bisogna andare sul pesante.

(MUSICA DISCO IN SOTTOFONDO, UOMINI INCITANO)

Vai, che ti do i dollari.

Oh, no, no! L'ho vista prima io. Vai via, va'!

È mia, è mia, è mia! Ocio!

Dai, bella! Balla, balla!

Dai, un altro dollaro!

Pussa via! Pussa via!

È mia! È roba mi

(URLA, UOMINI RIDONO) Antonello!

Ragazzi, buttatelo fuori!

- Via, via! - Via, testina!

Ma dove mi portate? Non ho fatto niente, io!

Giuro, non ho fatto niente! Aiuto!

>Ieri sera, finalmente, sono andato in battuta,

>però a momenti me la danno a me una bella sbattuta.

(SQUILLI DI CELLULARE) È mio padre, me lo sentivo.

Chiara, mi raccomando, ho già organizzato tutto.

Tranquillo, non rompere.

- Oh, stai calma. - "Stai calma" un corno.

Cioè, tu rompi, mia madre rompe, questo rompe. Mollatemi.

Pronto, papà? Che c'è? Sbrigati perché sto sul motorino.

No, niente. È venerdì e volevo mettervi d'accordo con voi.

Mettiti d'accordo con Paolo, allora,

- perché io questo weekend non posso. - Come, come?

Ti sto dicendo che non posso.

Ma lo sai, Chiara, che ci sono degli accordi, eh?

Infatti ne ho già parlato con mamma.

>No, no, no, no. Tu devi parlare con me, non con tua madre.

>- Be', ne stiamo parlando ora, no? >- Appunto.

Appunto ti sto dicendo che non posso. Papà, ho da fare.

Senti, Chiara--

Scusa, papà, ci sono i vigili. Devo attaccare. Ciao.

Chiara? Chiara? Tsk. Ha riattaccato.

Minchia, grande, Chia. I vigili!

Ma dico io, cos'ho fatto per avere una famiglia così?

così. Sono egoisti e basta.

Ma non è giusto, cazzo. Uno si fa in quattro per loro e poi,

- alla fine, cosa fa? Se lo prende nel... - Oh, tu parla per te, eh?

("LIVING ALONE AGAIN" DI JERRY CALÀ E UMBERTO SMAILA IN SOTTOFONDO)

- Jessica! - Ciao, Giacomo.

- Che imbranato, eh? - Devi prenderci la mano.

No, la verità è che non sono proprio tagliato

a fare il separato.

Devi andare a lezione da Nico, lui ci riesce benissimo.

Ah, no, ma… lo sono diverso.

Lo so. Nico è no-limits.

e l'ho amato anche tanto.

una casa, dei figli.

Sì, ma…

Tu gli hai dato molto di più, credimi.

a giocarsi una come te.

- Lo dici davvero? - No...

Ne sono convinto.

Oh, Dio, si è fatto tardi. Devo portare i ragazzi a Nico.

Ah, sì, il solito scambio degli ostaggi del venerdì sera.

Già... Ciao.

Che cazzone! "Cosa fai stasera?", no, eh?

Cosa le vado a dire?! "Lo scambio degli ostaggi il venerdì sera"...

Ci sentiamo ogni tanto!

Ho perso il marito, ma ho sempre lo stesso numero di cellulare.

Ah...

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Pronto? Chi è? - Sono io, Giacomo.

(RIDE) Non hai perso tempo.

Be'... Diciamo che ti ho preso in parola.

- Vuoi dire che melo sono cercata? - Direi proprio di sì.

- Okay, dimmi. >- No, niente.

>Pensavo... che stasera, insomma, potremmo unire le nostre solitudini

e, magari, bere insieme qualcosa. Da me.

Detta così, non si può rifiutare.

Allora è andata?

- Non hai i ragazzi con te? - No.

- Niente scambio di ostaggi? >- Mi hanno dato buca.

Senti, allora, potremmo mangiare qualcosa insieme

e, magari, vederci un bel dvd.

A patto che sia un'innocente cenetta.

Sulla cenetta garantisco, sul dvd un po' meno.

(RIDE) Okay, a più tardi, allora. Ciao.

WW?* .

- Ciao, Giacomo. - Nico...

chi era al telefono, una bella vacca, eh?

No, quale bella vacca?! Lavoro, l'ufficio.

- Sì, l'ufficio. - Sì, giuro. Appena venduto una villa.

- Col tetto o con le tette? - No...

organizziamo una bella maialata.

Magari da te, che è più grande.

- Da me?! - Sì, tranquillo. Ci penso io alle fighe.

No! No, Nico! Da me no! Nico!

io ho quello che fa per lei.

Questo prodotto è perfetto, perché tira molto su e non fa male.

- Non fa male? - Non fa male.

- Plus.

non fa male. Mi scusi.

- Buonasera, signora. - Buonasera.

- Per piacere, tenete o' "viagrà"?

- Il... cosa?

- Come lo vuole? Da due? Da quattro? - Da sei!

- Minchia! - Da sei...

Ecco qua, signora. E buona serata. Capirai.

Hai capito Filomena Marturano? ci dà dentro, eh?

- Oh! - Mi scusi.

- Sì, me l'ha dato.

Sali in macchina, dai. Facimm' ampress'!

- Iamme bell'! - E vai!

Povero Peppino... Sei?!

- Buonasera, signore. - Buonasera.

- Ecco, signora. È questo lo stivale che cercava? - Sì.

- Prego. - Grazie.

- Francesca, ciao. - Ciao, Ivano.

Hai visto che bei modelli?

Yv- “"'-'

Perché guarda che non è poco. Cambi 50 euro, oggi come oggi,

- e ti trovi quattro monetine, ma neanche quelle, via! - E vero.

I 50 euro sono diventati un po'

come le 10.000 lire di qualche tempo fa.

Ma che cosa mi vuoi dire adesso?

Che non ci sono più le mezze stagioni?

Ah, lo sai già che non ci sono più le mezze...?

Per la verità, sono venuto a parlarti di Giacomo.

- Ti ha mandato lui? - No, è stata una mia iniziativa personale.

("EINE KLEINE NACHTMUSIK" DI MOZART DALLO STEREO)

È lui che ha tagliato la corda.

Allora, Francesca, lui, devo dirti, non è più quel lui lì.

Lui è un altro lui, guardami. Giacomo è a pezzi.

Basterebbe fare un fischio e quello ritorna a casa in un attimo.

Ma non ho capito, lui sta male e io devo fischiare?

Fai almeno un cenno. Non possiamo--

Non potete buttar via 20 anni di matrimonio con due figli in mezzo.

Prova a pensarci. Fai 'sto fischio, dai.

- Ma non so neanche fischiare. - Ma basta che fai--

Mm… Francesca. Pensaci.

- E fischia! - Ma…

l[l

(CAMPANELLO)

- Ah, sei tu?

Scusa, passavo di qua e allora... Ma hai gente?

- No. - Perché sento la musica.

Ah... È il music-water che ogni tanto mi parte da solo.

Volevo dirti che ho parlato coi ragazzi

- e gli ho detto di non fare più i capricci. - Grazie.

Tutto bene?

Mah... Diciamo che mela cavo.

- No, perché Ivano, invece... - Ivano... cosa?

Niente. Forse si è sbagliato. Ciao, eh?

Boh… Io la chiamo.

(SQUILLI DEL CELLULARE)

- Pronto? - Jessica, ma… Ti sei persa per strada?

- No, sono a casa. >- A casa?

>- Certo, ho visto giù Francesca. - Ah, Francesca...

>No, sai, passava di qua, allora è salita su un attimo.

>- Ah, ritorno di fiamma? - Cosa?

Ritorno di fiamma? Ma no... Scherzi?

Be', io come facevo a sapere, scusa?

Ho rischiato anche che mi vedesse. E non sarebbe stato carino.

Amici che non si fanno i cazzi loro.

Comunque, è andata, mi dispiace. Sarà perla prossima volta.

- Facciamo sabato? >- Ma sabato è domani.

Non lo so, guarda. Dobbiamo risentirci.

- Ah… - Ti farò sapere, okay? Buona notte.

(CAMPANELLO)

- Ciao.

(FISCHIO DI APPREZZAMENTO)

Come mi sei in mutande?

- Colpa tua, no' - Mia? .

Eh. Non gli hai detto tu a Francesca di venirmi a trovare?

- Si, gliel'ho detto, però-- - Siamo finiti a letto.

- Ah-ah! E così ha fischiato. - Cosa?

No, niente. Sono contento per te.

una notte fantastica, bellissima.

ringraziare, sei un vero amico.

Quando posso fare un favore, lo faccio.

Ma chi cazzo te l'ha chiesto?!

l'unica serata decente

che mi ero organizzato da quando sono tornato a vivere da solo.

- Guarda che-- - Cosa? Guarda cosa? Eh?

Giacomo, me l'hai detto tu

che ti ci voleva una botta di questo genere.

così solo.

Ma che triste e solo? Sono solo come prima.

intorno e anche meno rompicoglioni.

A parte te, eh?

Parli così perché sei incazzato.

Ma tu lo sai benissimo cosa significa tornare a casa

e trovare calore, dai. E magari dividere con qualcuno

il peso di una giornata che è stata dura.

che cosa voleva dire.

Sì: che avevo sbagliato casa.

da una donna, scordatelo!

- Ma da un uomo, sì. - Oh...

- Buono lì, eh? - Ma non parlavo di me, scemo.

- Occhio, lì! - Sì, ocio.

Ma no, dico davvero, Giacomo. Per me va bene qualsiasi cosa.

Ma no, ma non preoccuparti.

Okay, prendi pure quello. A dopo. Ciao.

- Lo prendo. Lo metta sul conto di mio marito. - "Ex."

Già. È un piccolo regalo di divorzio.

>- UOMO: Allora? - Vai col brasato di struzzo.

- E via! - Va che me l'hai garantito, eh?

Ostriche, aragoste e tartufi in confronto non fanno ridere. Di più!

- Sicuro? - Carne di struzzo? L'afrodisiaco numero uno!

la inferni. - E allora... esagera!

- Tac! - Metti, metti, di più, di più.

- Vai che devo far bella figura. - Tranquillo. Zac!

>JESSICA: Dio, quanta roba! Ma tu vuoi prendermi perla gola.

>GIACOMO: No, solo farmi perdonare per ieri sera.

E sentirai con questo bel vinello fresco.

- E questo cos'è?

Però non vale. Avevamo detto "un'innocente cenetta".

E perché? Cosa c'è di peccaminoso?

- Lo struzzo. È afrodisiaco al massimo. - Ma va?

- Ma non mi dire che non lo sapevi. - Giuro!

(CAMPANELLO)

Ma adesso chi è che rompe le balle alle 10 di sera?

- Ma aspettavi qualcuno? - No.

(CAMPANELLO)

(CAMPANELLO INSISTENTE)

- È permesso? - No, ehm...

Niente enciclopedie, grazie. Ce ne ho già una in casa.

Ma che problema c'è?

si mangia in tre.

- Ti mangiamo tutto. - Oh, Madonna!

Ehi, hai visto che belle gattone? Queste miagolano, eh?

i mammiferi c'ho già la Treccani.

- Ma che, sei fuori? - Ma dai, Giacomo.

- Giacomino! - Ciao, ciao.

(SOSPIRA) Cazzo, che sfiga. Proprio stasera?!

- Ma tu guarda se devono rompere a quest'ora. - Enciclopedie?

Sì, e poi sempre nel momento sbagliato, mai quando servono.

- Ma c'è qualcuno ancora che li compra? - Ah, io no.

Dai, andiamo in tavola.

- Aspetta. Questo va riscaldato. ci penso io. - Ah, sì, giusto.

- Allora, io intanto vado avanti col pane e il vino. - Okay.

0 preferisci qualcosa di più tosto?

No, va benissimo. Meglio non eccitare le anime.

C'è già lo struzzo.

- Ma sarà davvero così efficace? - Lo vedremo dopo cena.

Certo che io ho detto una "cenetta semplice",

ma tu stasera ti sei messa giù da guerra, eh?

Allora, a tavola.

(CAMPANELLO)

- Torno subito. Stai lì. Aspettami. - Sì, sì.

(CAMPANELLO E COLPI ALLA PORTA)

Merda, merda...

Sì...

Papà.

Ma cosa ci fai qua?

Tua ma-- Tua madre.

Mia madre? Le è successo qualcosa?

Magari fosse successo qualcosa a quella lì.

È che ho scoperto che è lei che mi vuol portare alla tomba.

- Ho capito, avete litigato. - L'ho lasciata.

Come, l'hai lasciata?

È che tu sei ancora giovane. Insomma, giovane...

È che, sai, uno cerca di resistere e poi alla fine esplode.

E io sono esploso.

- Papà! - Eh...

- Non mi sento bene. - Vieni, vieni.

- Dove andiamo? - Vieni di là, ti porto in cameretta. Vieni.

- Ma c'è qualcosa da mangiare? - Dopo.

Senti, papà, ci parlo io con la mamma, va bene?

No! Quella lì non la voglio vedere neppure in fotografia!

Scusa, ho perso il controllo.

- Papà, non esageriamo, eh?

- Dove vado?

Ma non c'è luce qui.

- Ecco, dai, papà.

Ecco, buono, dai. Mettiti lì sul lettino e rilassati adesso.

- Si, mi rilassa. - Ecco, dai.

- -Tu aspetta qua che io torno subito. - Dove vai?

- Vengo subito, papà. - Torna, però.

("EINE KLEINE NACHTMUSIK" DI MOZART DALLO STEREO)

(PORTA SI CHIUDE)

(SOSPIRA) Scusa, eh?

- Ho sentito, capita. - Oh, hanno avuto 50 anni di tempo per litigare

e lo vanno a fare proprio stasera che c'ho anche lo struzzo!

- Ormai è andata così. - No, stai scherzando?!

Adesso vedi come te lo rispedisco a casa con un po' di insalata russa--

- No, ma lascialo. - No! Dammi solo un minuto.

Okay. (CAMPANELLO)

No... No!

Guarda che questa mi vuole portare a casa.

- Meglio, così vi chiarite, no? - No, ti prego! Abbi pietà!

- Ahia, la mano! - Papà...

- Papà, ti sei fatto male? - Mi sono maciullato la mano.

Mi dispiace. (CAMPANELLO)

Attento, eh? Guarda che io a casa non ci torno.

Piuttosto vado a vivere sotto i ponti.

Va be', allora dico alla mamma che non ci sei, va bene?

Sì, però mi raccomando… Dove...?

- Nell'armadio, dai. - Un classico.

(CAMPANELLO INSISTENTE) Dai, su, papà, dai.

Mi raccomando.

Scusa, papà.

… Dov e? Dov'è?!

- Dove l'hai messo? - Ma chi? Chi?!

Dove l'hai messo tuo padre? Dove l'hai messo?!

Qua non c'è nessuno.

- Non c'è nessuno. - Oh, vigliacco, vigliacco!

- Ma, mamma, qui non c'è nessuno.

- Non c'è nessuno. - Oh! Vieni fuori!

- No! - Vieni fuori!

- No! - Perché?

Perché... non sono io.

Vieni fuori, ti ho detto.

mi uccido con una forchetta di plastica.

>MADRE: Io ti uccido! Ti uccido io!

>LEO: Stai ferma con quelle manacce!

>MADRE: Vergognati, scappare di casa così come un ragazzino!

>LEO: Sei tu che dovresti vergognarti. >- E di che cosa?

ricordare tutto quello

che mi hai fatto passare negli ultimi 50 anni?

Vogliamo ricordare i 50 anni che mi hai fatto passare tu?

E le palle che mi avete fatto venire voi due?

- È fuori? - E matto.

- È stata... - Lui. - Lei.

(URLANO)

>GIACOMO: Allora, ho cacciato un urlo

e li ho costretti a patteggiare.

- Commedie e drammi di ogni matrimonio, caro. - Eh, sì.

Ma, intanto, mi hanno mandato a puttane la seratina con Jessica.

Ah, be', ma quella la recuperi, no? Se mai, ci vai dopo.

- Dove? - A puttane.

Mi sa che Jessica non ne vuole più sapere.

Dice che ormai è la seconda volta che salta tutto.

Ha cominciato a parlare del destino che è contro di noi, ma…

E ma può anche essere, sai, che il destino si acea--

Ehi! Ti ci metti anche tu adesso?

>- DONNA: Pirelli Re agency? - Ci sono i clienti.

- Prego. Venite, ragazzi. Di qua. - Dai, amore. Dai.

Hai visto? C'è anche il terrazzo. Che bello.

Ah, be', non c'è paragone rispetto a quello visto ieri.

No. Vero, amore? Eh, sì, lo sapevo che ti piaceva. Lo sapevo.

- È diverso anche il prezzo, comunque. - Eh...

Certo. Ma, comunque, uno sforzino lo possiamo anche fare, no?

Grazie, grazie. Poi la casa è un acquisto importante.

Be', a noi lo dice? E il nostro spirito guida.

E poi noi qui ci vogliamo invecchiare insieme.

- Chiaro il concetto, no? - chiarissimo.

Una curiosità: da quanto tempo siete sposati?

A fine mese facciamo tre anni.

Secondo me è meglio che chiudiamo subito.

Non so se resiste, il ragazzo.

- Vado a prendere il contrattino in borsa. - Vai, vai.

(IN SOTTOFONDO "LIVING ALONE AGAIN" DI JERRY CALÀ E UMBERTO SMAILA)

>DON MAZZI: Sì, però, Mara, sai, non è possibile

>che noi cambiamo mogli e mariti

come cambi le scarpe ei maglioni e le canottiere.

>MARA VENIER: Lo so, io sono d'accordo con te, Don Antonio,

>ma io credo anche nella famiglia allargata,

>- nell'incontrare qualcun altro... - Non allargarti troppo.

>Perfino il Cardinale Tettamanzi-—

>Scusa. Scusa se ti interrompa sul Cardinale. Pubblicità. E va be'.

>- Ti pareva. >- Tu lo sai, è un appuntamento fisso.

(IN SOTTOFONDO "LIVING ALONE AGAIN" DI JERRY CALÀ E UMBERTO SMAILA)

(con voce filtrata) Giacomo.

>Amore mio...

Amore mio...

c'è nessuno?!

Stiamo già scendendo, amore.

Okay, vi aspettiamo giù. (BACI)

Dai, Francy, sbrigati. Stanno arrivando.

Senti, io non lo so se ho fatto bene ad accettare.

Ma sono due ragazzi simpaticissimi.

Sì, ma ho paura per l'età.

Non essere ridicola, per favore.

Ridicola? È proprio di questo che ho paura.

Senti, questi due insieme non fanno l'età di una di noi.

E allora? Gli uomini possono permettersi le sbarbate e noi no?

Come on!

Mi hai fatto mettere pure il cappello, m'hai fatto mettere!

Oh, ma dove andate conciate così? c'è un rodeo a Gallarate?

(RIDE) No, tesoro.

Noi, invece, facciamo un bellissimo weekend con i nostri amici.

- Loro?

E come li hai rimorchiati questi, con le bustine dei Gormiti?

Ma per forza dovevi sposare il primo idiota incontrato a Milano?

Ma per favore!

Questa qua tienila lontana da nostro figlio, che non si sa mai.

Andiamo qualche giorno in collina.

E… il catering? "Le signore in padella?"

Attività superata. Ormai facciamo le "personal shopper".

Le personal... che? Accompagnano i turisti a fare shopping.

- Li guidano, li consigliano... e li spennano. - E il nuovo trend.

- Wow, sei uno schianto.

Non diciamoci "piacere".

Ma tu che cosa ci fai qui, scusa? I ragazzi sono già a casa tua.

No, ero venuto a portarti il tuo abito da sposa.

insieme alle mie cose.

Sì, ma non l'ho fatto per sbaglio.

- Ah...

non può attendere.

- Decolliamo! - Into the sky!

Sì, restaci, anche, su Sky.

Non c'è niente di male, no?

No, per carità. Niente.

A parte che lo sbarbato potrebbe essere il fidanzato di tua figlia.

Va be', io devo andare. Scusa.

- Ciao. - Ciao.

che Peppino sta male!

- Cosa gli è successo? - Nu sacciu. Steveme dint'o lietto e ha svenuto.

- Mi sa che "o'viagra" ha colpito ancora.

Era meglio la confezione da due!

Overdose di viagra.

No, niente ostaggi a questo giro.

Li ho scaricati a mia sorella, per fortuna.

Ho un testa a testa con un figone che ho beccato al supermarket.

Ma che culo!

Lo, l'unica volta che ci sono andato, ci ho beccato mia moglie!

E non hai capito che devi cambiare supermarket?

Intuito. Tecnica. Capito?

- Intuito. - Intuito?

- Scusate, ma voi chi cercate? - Siamo invitati da Chiara.

- Ma cosa c'è, una festa? - Sì.

Ciao, papà. Senti, ho invitato un po' di amici.

- Non ti dispiace, vero? - Eh...

(MUSICA DISCO IN SOTTOFONDO, VOCIARE)

Oh, oh, tu! Vieni giù da questo gioiello, sei matto?

Che sarà mai? È un residuato bellico!

Ma scherzi? Questa è una Java 350 dell'82, prima serie.

- Bravo, sbirlungo! - Ma cammina?

Ma certo che cammina, è una bomba! Proviamo a metterla in moto.

No, ocio che può esplodere.

E non avete ancora visto il music-water.

Sì, dai, andiamo a vedere. È una ficata pazzesca.

(ANSIMARE IN LONTANANZA)

Oh, ma cosa state guardando? Dove l'hai presa 'sta robaccia?

L'ho trovata lì. Ce ne sono tanti.

Ah... Li deve aver lasciati l'architetto.

Dai, riaccendi.

Piacere, Alex.

Sono il ragazzo di Chiara, no?

- Ah. Però questo non va bene. - Co--?

- Alex. m'ha scavallato il cannone.

< Dite qualcosa, no?

Forte, tuo papà. Si fa pure le bombe.

- Cosa? - Però.

Non male, eh?

(CAMPANELLO)

- Ciao. - Ciao, Jessica.

Lo vuoi un caffè? L'ho appena fatto.

- Si, anch'io mi sono appena fatto. - Come?

No… Sì, grazie. Ho proprio bisogno di un caffè.

>Avevo proprio bisogno di fare quattro chiacchiere con qualcuno.

Anch'io.

Invidia la tua serenità. Ma tu sei sempre così equilibrata?

No. È solo l'apparenza, guarda, perché sono a pezzi.

E per una donna è molto dura restare sola.

Anche per me.

È molto duro.

(MUSICA SENSUALE IN SOTTOFONDO)

Ma cosa stiamo facendo?

- Non lo so, ma non mi sembrava tanto male. - No, anzi...

oh... No, no, non possiamo. Tu sei il marito di Francesca.

No, non più.

E dai...

Non può funzionare! Non può funzionare!

E no, eh? Guarda che stava funzionando benissimo!

Aspetta. Aspetta, Giacomo. Almeno, non così in fretta.

Allora, cosa vuol dire? Che me ne devo andare?

Forse è meglio.

Allora... vado via?

Ma no, ma no. Resta.

(CAMPANELLO)

- Aspettavi qualcuno? - No.

Oh, Madonna.

(CAMPANELLO INSISTENTE)

- Ciao. - Nico! Ma cosa fai qui?

- Oh, cazzo! essere con i ragazzi?

- -Sono al circo con mia sorella. - Nico... Nico!

Scusami, Nico, ma dove stai andando? Questa non è più casa tua.

Sai, passo spesso qui sotto e…

- (sottovoce) Che sfiga! mi prende un po' di nostalgia.

Che cosa? Nostalgia? E di che cosa? Della cameriera o della tata

che sbattevi due anni fa quand'ero fuori?

Okay. Okay, ho fatto delle stronzate, lo ammetto.

Ma sappi che sono cambiato.

che ho visto in macchina

- che fine ha fatto? - Cancellata. Te l'ho detto, sono cambiato.

L'hai detto troppe volte.

la lezione, te lo giuro.

Chiedi ai miei amici, loro possono confermartelo.

- Tu ti fidi di Giacomo, giusto? - Ehm... Sì.

- Okay. - Ti credo sulla parola, guarda.

No, te lo chiamo, aspetta. Parlaci. Chiedi a lui, se non mi credi.

vero. - No, ti credo sulla parola.

- Non serve. - No, ci tengo. Guarda.

- Aspetta, eh?

(SQUILLI DI CELLULARE) Oh, cazzo!

- Ma... Non mi pare il tuo. - Ehm...

(SQUILLI DI CELLULARE)

Pronto? Oh, no, sta qui. Aspetta che te Io passo.

Giacomo? È tua figlia.

Ho dimenticato di metterlo in vibrazione. Intuito?

- Zero. - Ecco.

Sì, pronto?

Oh, no. Okay, va bene. Vengo subito.

- Mi dispiace. Devo proprio scappare. - Vai, vai!

Mamma, ma cosa succede?

Tuo padre è più di una settimana che è sparito da casa.

E me lo dici solo adesso?

ed ero tranquilla.

Avevo deciso di lasciarlo cuocere nel suo brodo

e, invece, ho incontrato quel suo amico geometra.

Eva be'. Vai avanti. E allora?

- Che?

L'ha incontrato alla stazione centrale.

- Partiva? - Magari!

ma ti rendi conto? E assurdo.

Sì, assurdo sarebbe se io tornassi a vivere con tua madre.

Ma come, dicevi che gli anni più difficili erano i primi 30,

adesso ne sono passati 50.

Hai ragione, lo dicevo. Ma mi sbagliavo.

tutto diventa insopportabile.

Come beve. Come mangia. Come dorme. Quando cammina.

Risponde al telefono. Quello che pensa. Quando grida.

Tutto. Non sopporti più niente. Tutto!

E io che vi credevo una coppia felice.

Poi qualcosa si è rotto.

- Cosa si è rotto? - Eh...

Eh, questo si è rotto.

arrivederci a tutti.

Si squarcia il cielo e finalmente riesci a vedere quello

che prima non riuscivi a vedere.

Di fiato... diventa alito.

E le stravaganze, manie.

stai tranquillo.

Guarda che sarebbe meglio anche per tua madre.

Si sta meglio da soli che da soli in due.

volta di incontrare un vedovo,

lo guardi: sembrano rinati i vedovi!

Si, ma, mi scusi, sono più felici le vedove, però.

Questo è il guaio. Muoiono anche dopo di noi.

E allora quello dà un po' fastidio.

il suo fastidio a Madre Natura?

Scusi, mi ha sganciato. Non ho capito.

La continuità della specie chi la garantisce?

- Più noi o le donne? - Mah... Tutte e due allo stesso modo.

su un'isola deserta cosa fanno?

- Si scannano, mi sa. - Oh, a prescindere da quello.

- «Possono fare un figlio all'anno, se gli va bene. - Sì.

Invece, cento donne con un uomo su un'isola deserta

- possono fare cento figli. - E tutti fratelli.

- Tutti fratelli. Ecco il segreto. - Il problema è trovare l'isola.

- Papà, dove vai adesso? - Non lo so...

VECCHIO: All'isola. Andiamo all'isola.

Ma quale isola? Sì, "L'Isola dei Famosi"!

Papà, torna a casa. Glielo dica anche lei.

- Vai, vai, presto! - Cosa presto?

- Ti ho detto, vai! - Ma cosa succede?!

- Presto! . Ma--

- Cosa succede? - Grazie.

- Grazie, signore. - Di cosa, cara?

- Tu salvato me da uomo molto cattivo. - lo?

(con accento portoghese) Mi aveva tolto il passaporto

e mi voleva costringere a battere i marciapiedi,

- ma io ho preso e sono scappata. - Ma come, scusa...?

- Calmati, adesso. - Io no prostituta.

- Ma io non-- -Io venuta a Milano per fare modella,

- ma poi innamorata di balordo. - Oh...

Dai, su, calmati. Vuoi soffiare il naso?

(SINGHIOZZI) Dai, ciccia, su.

- Grazie. - Va un po' meglio?

(RESPIRO AFFANNOSO) Dai, su.

- Come ti chiami? - Telma. E tu?

- Gia-- Gia-- - Già-Già?

- SÌ, Già-Già. - Ah.

(PORTA SI APRE)

Vieni. Non avere paura. Vieni dentro, Telma.

Ah, scusa, c'è un po' di casino.

Ieri c'è stata una festa e non ho ancora messo a posto.

Non si preoccupi, mi piace casino.

Ah, sì? Anche a me. Ogni tanto.

- Che linda casa, Già-Già. - Obrigado.

(MUSICA DOLCE IN SOTTOFONDO)

Sembra la casa del Grande Fratello.

che te la sei messa in casa.

E secondo te lasciavo per strada una strafica così?

Scommetto che te la sei portata pure a letto.

Non ancora. Mi è rimasto un colpo in canna. Però, adesso...

Ma tu sei matto?

Ma ti rendi conto, con quello che si dice oggi in giro?

Non basta un niente, lo sai, per trovarsi un coltello

infilato nella gola. o, magari, svegliarsi con un rene in meno.

- Ma chi è, Hannibal Lecter? - Sì, scherza tu. Scherza.

Io, invece, ti dico che questa qua te la scoperesti anche tu.

- Ma sei scemo?! - Guarda chela dovresti vedere.

- È una roba esagerata. - Non ho dubbi che sia esagerata,

ma credo che i miracoli non li possa ancora fare.

- No, eh? - Mah. - Mah.

- Altro? - Per me no, grazie. Basta così.

Iasagnette, due straccettini e...

Un po' di brasatîno di struzzo?

No, grazie. Sarà pure afrodisiaco, ma a me porta sfiga.

Sì, lo struzzo ti porta sfiga.

Secondo me, la sfiga te la tiri addosso da solo, Giacomo.

- {Giacomo che ha detto? - Niente. E scappato via come un ladro.

Che stronzo. Io, però, non me la terrei così.

Sì, ma mica finisce qui, eh? Appena mi capita a tiro la moglie, vedi.

Gino, presto, i pacchi. Dai.

Gran bella gnocca, Francesca.

Lo dici a me? È un bel po' che ci penso.

Non sei il solo. Io ci ho provato una volta, ma m'ha detto male.

A te.

- Alfonso, segna, eh? - Sei sempre di fretta te.

No, Ivano, non hai capito. No, di qua. Di qua.

- Ma come, di qua? Dovevamo andar di là. - No, è meglio di qua.

>Giacomo, non insistere, perché io non vedo l'ora

di mangiare un boccone e di andare a letto a dormire.

Ma dai, dai, su, Ivano. Cosa ti costa? Un minuto.

- Vieni su, dai.

Perché voglio un tuo parere.

Mamma mia, ma che sfinimento, Giacomo!

Va be', dai, su. Andiamo su e fammi vedere 'sta rarità, forza.

- Ma non sei un po' curioso? - No, neanche un po'.

- Ciao! - Ciao.

- Visto? Tutto pulito. Ma chi sei, Mary Poppins?

E cena pronta! Tutte specialità brasiliane:

“carmi: de camera“ e “coxhìuas“.

Hai visto? Cosa ti avevo detto?

È il tuo amico Ivano?

- Le ho parlato di te. - Grazie.

- Molto piacere. Telma. - Piacere.

- Stai a cena con noi? - Quasi, quasi--

- No, no. - Perché no?

- Non può. Ehm... - Non posso.

e poi lui la cena ce l'ha già.

- To', ciapa anche questa qui e fila. - Ciao.

- Ciao, Ivano. - Divertitevi.

(CANTA "DISCO SAMBA" DEI TWO MEN SOUND)

(FISCHIETTA)

Francesca! Ma guarda! Che combinazione!

(BACI)

(MUSICA BRASILIANA IN SOTTOFONDO)

Telma, à l'amor e al sexo!

- E non brindi tu? - Io no puedo.

- E perché? - lo finito con sesso.

- No… E da quando? - Da otra noche.

(con accento portoghese) Ho giurato a me stessa

che, se mi fossi salvata da quella brutta avventura,

- non avrei mai più fatto sesso. - Ma come?

Sì, Già-Già. lo ho dato tanto en mi vida, tanto. Troppo.

- Ma adesso... Ho detto basta. - Ma perché, scusa?

Perché no bene così. Ma tu lo sai che l'ho data sempre a todos?

- Proprio a todos? - A todos! A todos!

Una palabra dolce, uno sguardo de calor, una carezza...

E io dava, dava, dava.

- Cioè, prima a todos tu dava, dava-- - le dava, dava, dava.

- E ahora-- - Io no dà più.

Neanche per Natale?

("OPEN YOUR MIND" DI MAX GUSMINI IN SOTTOFONDO)

Bom-dia, Già-Già!

Buongiorno. Ma tu vai sempre in giro nuda?

No tengo nada que metter.

Hai ragione. E va be', oggi provvederemo anche a quello.

Grazie, Già-Già!

Tu es un angelo! (BACIO)

(con accento portoghese) E grazie anche per stanotte.

- Sei stato fantastico. - lo?!

Ma guarda che non ho fatto niente.

No, sei stato davvero "especial".

- "Especial?" Ma sei sicura? - Sicura!

Mah... Avrò anche un po' bevuto, ma non mi sono accorto di niente.

È la prima volta che un uomo si comporta così nei miei confronti.

- In che senso? - Tu hai capito la mia situazione

e non mi sei saltato addosso come hanno sempre fatto "otros".

Ah, ecco. Sì. "Otros" sempre: "Alé, tutti addosso!", invece io--

Tu non hai capito, ma c'è stato un momento

che se mi avessi sfiorato soltanto con un dito,

io cadeva fra le tue braccia come un cocco maturo.

Con un dito? E tu "dava"?

- Pensa che pirla! - No, è stato meglio così.

- Eh! - Vado a "prendermi" la doccia.

Sì. Dopo lasciala lì, però, eh?

- Già-Già! Chiudi! Chiudi! - Ah, sì. Scusa.

- Amore, guarda che bella borsa. - Basta con queste borse!

Ma dai, è bellissima.

- Oh!

subito.

- Ma che te ne frega? - ci frega, ci frega.

Ci frega subito, cavolo.

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Francesca? Il tuo cellulare. >- Arrivo!

E jamme, mammà!

Ma dentro la portineria non ci sta manco o' riscaldamento!

Bell'e mammà, l'amore non ha bisogno del calorifero.

L'amore! Mammà, Peppino è più morto che vivo!

- Ma 0' core o' tiene ancora. - Il cuore. Ma sentite a questa!

- Tu sei fuori, te lo dico io. - Chiara, è inutile che ti scaldi.

Sto arrivando. Ma che succede? >(ALEX URLA)

- Chiara?! - Chiara, mollami! Ho detto di mollarmi!

- Alex, fermati! Ascoltami! >- FRANCESCA: Ehi, Chiara?!

- Ah, sì, ciao. Sì, aspetta un attimo. >- FRANCESCA: Paolo?

Ah, Paolo. Ma che è successo a quei due?

- Ma che ne so, parlavano di Mirko. - Mirko?!

- Francesca? - Eh? Mirko, ma tu ne sai qualcosa?

- No, di che cosa? Tieni, è Lory. - Grazie.

Ah, una brasiliana! Buono a sapersi.

Cosa?! Mi vuole togliere i figli durante i weekend?!

Dice che non può tollerare che i suoi figli convivano

con una extracomunitaria anche se sono due giorni a settimana.

- Mi segue mentalmente? - La seguo.

Anche razzista, adesso! Allora io rispondo

chela brasiliana è solo un'ospite temporanea

e che fra me e lei non c'è assolutamente niente.

Allora non mi segue? Allora le dica che anche a me dà fastidio

che i miei figli frequentino il fighetto che si spupazza lei.

- Ma questo tizio non vive in casa come la brasiliana! - E allora?!

Temo che il giudice non tifi per il Brasile.

- No, eh? - Sono cazzi.

- Stavamo provando un nuovo ballo. - Sì, un ballo indiano.

- Si, il kamasutra. - Cretino!

Ma a chi volete prendere per il culo? Adesso che torna mamma, vedi.

- Tu provaci e le dico di quando stavi fumando. - Stai attento, eh?

che ti stavi facendo lui.

- Scommettiamo? - Oh, ma sei fuori?

- Io me ne fregherei. - È troppo grave quello che è successo.

Grave? Allora io che dovrei dire?

Ho beccato papà mentre si sbatteva la figlia della nuova compagna.

Be', io, invece, a mio padre voglio dirlo.

- Tu sei la nuova compagna di papà? - Ospite.

a scuola oggi?

- No, è per lui. Ha un po' di casini a casa. - Ma dai!

sgnaccava il boyfriend della madre.

- Davvero? lo ha sbattuto fuori di casa

e lei, per dispetto, gli è andata dietro.

- Oh, mio Dio, che brutta storia. - Non so neanche come dirlo a papà.

Non ti preoccupare, ci penso io a dirglielo.

- Davvero? - Ma sì.

- Allora possiamo anche andare. - Ma perché, scusa?

e non voglio altri casini a casa.

Tranquillo, vedrai che tutto si risolverà.

>GIACOMO: Ma bene! Ma che bella famiglia!

Ognuno per i cazzi suoi. Anche mia figlia, adesso.

Casini! Mamma mia, non aspettavo di meglio.

- Colpa tua e di tua "esposa". - Mia? Di mia "espose"!

Quando il matrimonio fa bum, la colpa è cinquanta e cinquanta.

Il problema è che pagano soltanto i poveri bambini.

Va be', e io cosa ci posso fare?

Mia moglie a momenti mi ha tolto la patria potestà.

Sono sempre anche figli tuoi.

Ma io ho cercato di fare sempre il possibile.

Dicono tutti così. Ma, sai, io ho fatto qualche volta la baby-sitter

e ho capito che i poveri bambini sono sempre da soli.

Il papà è al lavoro, i nonni sono stati allontanati per gelosia.

straniere. Ma che cosa brutta.

Ma, scusa, è colpa mia?!

Un antico proverbio del mio paese dice

che per allevare un solo bambino, una solo,

c'è bisogno di un intero villaggio, un villaggio intero!

- Sì, si, si.

Adesso ho capito come mai vi chiamano "il terzo mondo".

- Perché? - Perché il quarto siamo noi!

È vero!

Mio padre. Torno subito.

E tu che ci fai qui?

- Bella domanda. - Risposta di merda.

- No, senti, Chiara, aspetta. - Piantala!

Non ti ci vedo nei panni del pastore

che va a recuperare le pecorelle smarrite.

E infatti io non sono venuto qua per questo.

E allora perché sei venuto? Vuoi forse darmi dei consigli?

Avanti, spara le cazzate del caso e facciamola finita.

Certo che se fai così, diventa difficile, però.

Okay, che cosa vuoi dirmi?

Che ho agito d'impulso e che dovrei pentirmene?

0 che quel ragazzo non è per me e dovrei mollarlo

prima di essere troppo coinvolta?

Ehm... Ti sei fatta le domande, datti pure le risposte.

- La risposta è una sola. - (insieme) Cazzi miei.

Ma bravo, come hai fatto ad indovinare?!

Non ho indovinato, lo sapevo già.

Chiara...

Io era venuto solo qua per dirti una cosa:

che, comunque vada, puoi sempre contare sul tuo papà.

(MUSICA DOLCE IN SOTTOFONDO)

esattamente questo.

ma non ha avuto nessun effetto.

Tempo al tempo, Già-Già.

Ora lei sa che tu stai dalla sua parte. Questo è l'importante.

Se ne ricorderà, quando arriverà la prima crisi.

- E se non arriva? - Arriva, arriva...

- Arriva? >- Arriva, arriva...

>- Sicuro? >- Tempo al tempo, Già-Già.

Oh, sì. Dai, spogliati.

Ma no, continua, continua, che bloccarsi così di colpo fa male.

- Sei uscita prima. - Ti è andata male.

Una telefonata anonima. Hanno detto che c'era una bomba a scuola.

Ma era un falso allarme. Si vede chela bomba era qui.

- Lei chi è? - Non lo so, non la conosco.

Ah! Non la conosci?!

Non la conosci?! Ma sei proprio uno stronzo!

- Vaffanculo! Ti odio!

(MUSICA TRISTE IN SOTTOFONDO)

(CAMPANELLO)

Ma tu aspettavi qualcuno?

- No, ma… vado io. - Ah.

Avevi ragione tu, papà.

Stavo per fare una stronzata.

Era una vita che non mi chiamavi "papà".

È perché fra poco è Natale?

Ho sbagliato tutto con te.

No, amore. A questo giro, abbiamo sbagliato tutti.

Telma, aggiungi un posto a tavola.

- Una nuova compagna? - Ma no, è un'ospite.

Ma, guarda, mi è piovuta dal cielo. Vieni che te la faccio conoscere.

- Telma? Ecco. - Ma tu…

Volevo soltanto farti aprire gli occhi. Perdonami. Disculpame.

- Be', ci sei riuscita in pieno. - Non è stato così difficile.

No, ma… Ma cosa...?

Lui non sa niente. È stata tutta una mia idea.

Ma, insomma, mi volete dire cosa succede?!

Adesso ti spieghiamo tutto.

Sbrigatevi che sta per cominciare la riunione.

- Sì.

Ma chi sarà mai questa Telma, "wonder woman"?

Ah-ah! Non lo so, ma da quando è arrivata lei,

la mia vita è cambiata da così a così.

>GIACOMO: Chiara si è definitivamente stabilita da me

>e ha fatto la pace con il suo ragazzo.

>GIACOMO: Paolo, poi, viene quasi tutti i pomeriggi

>insieme a qualche compagno,

>ma non so se vengono soltanto per fare i compiti.

>Oh, fatto sta che fuori dalla porta c'è sempre la fila.

- Chi è l'ultimo? - Sei qui anche tu per Paolo?

- Ma quale Paolo?! - Ma c'è la brasiliana?

>Perfino mio padre ha cominciato ad affacciarsi.

>Conquistato dal "carurù de camarao" che gli prepara Telma.

LEO: Io melo mangio tutto.

>E, a volte, quando mia madre passa a salutare i ragazzi,

>si incrocia anche con lei... Ma ancora non si parlano.

- Devo andare! - Per favore!

Per favore te lo dico io!

>Non ti dico, poi, Francesca: un giorno sì e l'altro pure

>si inventa qualsiasi scusa per farsi vedere.

L…, mi dispiace, ma io deva andare a “mare i ragazzi.

È colpa mia se stanno sempre a casa da Giacomo.

Ma come faccio adesso con gli arabi, mi mandi proprio da sola?

Sì! E poi mi hai rotto, tu e questi arabi, uffa!

Sai cosa ti dico io? Se mi rompo io, ti mando proprio a fanculo.

Me lo auguro!

>IVANO: Ve la siete levata dalle palle, finalmente.

>GIACOMO: Be', uscita dalla porta, è rientrata dalla finestra.

In che senso, scusami?

Che si è messa con Sergio e, comunque, è rimasta nel giro.

- Ma, vedi, è Telma. È lei che... - Ti sei innamorato, eh?

Mano. Pensa, non la vedo neanche più come una donna.

- Mi sembra più un'amica. - Allora, ho ancora qualche speranza.

Ma va', scemo. Mi sto rivedendo seriamente con Jessica.

- E Francesca cosa dice? - Niente. È già due mesi che sta con Nico.

Oh, signore, ma è peggio di "Beautiful" qua!

>GIACOMO: Da allora è passato quasi un anno. Anzi, è volato.

>Ma temo che le sorprese non siano finite.

(VOCIARE)

- Ti piace o'cartone? O'cartone della televisione? - Sì, sì.

- Tom&Jerry. - Tom&Jerry! O' piccire'!

Cinque minuti.

Papà, cinque minuti. Cinque minuti.

Champagne? Ti piace lo champagne? Molto bene.

- Aspetta un attimo.

Francesca cara, se io fossi in te, cambierei la badante.

- Dici? - Sì.

- Ocio, ragazzi, che ve lodo io il capodanno!

- Francesca, ma-- - Come sei buffo con questo cappello!

Zitto, che c'è Jessica che ci guarda, scemo.

- Senti, ma tuo padre? È quasi mezzanotte. - Adesso sta arrivando.

(CAMPANELLO) Eccolo!

- Papà! - Ciao, bambina mia.

- Auguri. - Auguri, papà.

- Benvenuto a Milano.

- "Buono, buono." - Oh, Filomena...

Ma va', va'.

- Permettete che vi presento la mia fidanzata? - Ah, buonasera.

bada domani… È successo.

Buon principio e buona fine d'anno.

Meglio la fine... Tua!

Un bicchiere per il brindisi anche per lei.

- Echi è quest'adorabile bambina? - Eh...

- Enchanté, mademoiselle.

ma "non c'è trips pour thats". (RISATE)

Dai, riempiamo i bicchieri che è quasi ora.

Forza, che ci siamo! Vai, al brindisi!

(TINTINNIO DI VETRO) Scusate, scusate.

- Silenzio.

Vorrei dirvi una parola.

TUTTI: Discorso! Discorso! Discorso! Discorso!

Allora, qualcuno ha detto che si nasce da soli e si muore da soli.

anche di tutto per restare da soli,

signori, siamo proprio degli stronzi.

(RISATE, APPLAUSI)

E devo ringraziare soprattutto te, Telma, che me l'hai fatto capire.

- Grazie, Già-Già. - TUTTI: Oh.

- È vero, è vero. - Grazie.

- Anch'io ho un annuncio da fare a tutti.

Ho il cuore che scoppia di felicità,

perché finalmente anch'io ho trovato l'amore della mia vita.

TUTTI: Oh, brava!

- E chi sarebbe? - Ivano, mi amor!

- Ivano?

A te non ti piacevano gli uomini?

Sì, ma Telma non è proprio una "donna donna... donna".

Cioè, lei... lui?

Ehm... Lui-- Insomma, lei ha qualcosina in più, ecco.

Qualcosina.

Diglielo.

Il mio vero nome non è Telma.

- Ma Luis Ronaldo Cruzeiro de Saolimas Nasciente. - No!

Cazzo, ho rischiato grosso!

Ma in che squadra gioca?!

Dai, cosa sono queste facce?

Salutiamo la nuova coppia con un bell'applauso!

(APPLAUSO)

Allora, pace e bene.

caso, bisognerebbe dire...

Pax e pene! (RISATE, APPLAUSI)

(COLPI DALL'ESTERNO) TUTTI: I fuochi!

andiamo! - I fuochi! I fuochi!

Dai, dai, andiamo a vedere i fuochi! Forza, via!

Vai, tutti a vedere i fuochi!

Tutti a vedere i fuochi.

Meno male che ero tornato a vivere da solo!

Auguri, Giacomo.

>Bene, è arrivato il momento di salutarci.

>Finisce qui, finisce questa sera il ciclo di incontri

>con il nostro tema che è stato quello della nuova famiglia.

>Ma permettetemi di dire una cosa personale:

>io credo che continuare a volersi bene e convivere

>con tutti gli amori passati e quelli presenti sia bellissimo.

>Io auguro a tutti quanti voi di vivere quello

>che sto vivendo io nella mia vita:

>una grande famiglia allargata dove ci si vuole tutti bene.

>Per cui, davvero, tanti tanti auguri di buon anno a tutti quanti

>e, soprattutto, alle nuove famiglie. Ciao.

("OPEN YOUR MIND" DI MAX GUSMINI IN SOTTOFONDO)

(IN SOTTOFONDO "LIVING ALONE AGAIN" DI JERRY CALÀ E UMBERTO SMAILA)

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