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Ecco, è qui, so' arivata.
Ti faccio scendere.
Grazie.
Ciao, Tere'.
Ciao, ciao.
A bella, come stai?
- Sto bene... - Ciao.
Rosaria, dammela a me, ce penso io.
Dice che quanno ce sta la salute, ce sta tutto...
A me... nun me pare proprio.
Tino!
Sto qua, che te strilli?
È finito il gas.
Adria', damme 'na mano. - Certo.
Sei proprio 'n amico.
Ecco perché stanotte ho provato a suicidarsi col gas
e non ce so' riuscito.
Sta' a sentire, invece di andare in giro a suicidare la gente,
va' a cambiarla bombola, che è finita.
Togli l'antifurto, che magari... qualcuno si può far male.
Pure l'antifurto, ha messo...
pare che ha da difende i gioielli della corona…
è proprio pazzo da lega', la camicia da forza, ce volesse.
Niente caffè, oggi,
un bicchiere d'acqua al giorno,
toglie il medico di torno...
Disse la volpe all'uva...
Sta' a sentire, volpe all'uva,
il qui presente Garbarino Gino, t'ha tolto da mezzo a una strada,
perché sono un ricco, insomma…
un antiquario conosciuto qui nella zona
e quindi ci metto un niente a rimandarti in comunità, attento.
Va be', almeno i soldi perla bombola, me li vuoi da' o no?
Belin, che rottura di coglioni, sempre soldi, vogliono soldi,
chiedono soldi, sempre a chiedere soldi.
E chiedono soldi e vogliono soldi, c'hanno la mania dei soldi...
Ciao, Barba.
Grande notizia, ho trovato un par de scarpe, ce cammino pure mejo.
Che meraviglia. Ma sai che sembri più ricco, anche?
Ma io so' ricco, oh!
C'ho 'na barcata de mijardi che non so che facce.
Tu che me consigli? Titoli di stato, Borsa, Future?
No, per carità, mai fidarsi delle banche.
Materasso!
Perfetto.
Gino!
Chi è?
Gino... sto qua!
Avvicinati.
< Gino!
Senti... E togliti, ma non lo vedi che sto a urla', ma sei cretino?
Ma che fai? Togliti di mezzo! Mannaggia alla miseria.
Senti...
hanno chiamato pe' telefono,
devi smontare una cantina.
Hai capito?
Fatti dare il numero!
Ecco...
Sei! - Sei.
- Sei! - Sei.
- Nove! - Nove. Memorizza tu, rettile!
- Quattro! - Quattro, quartieri alti.
Due, uno!
Sì, gliel'ho detto.
Va bene, grazie!
Ma che grazie, deve fini' 'sta storia, io lavoro, capito?
Va be', prepara il mezzo, che tra cinque minuti… si parte.
Datti una lavata, tu.
Va be', lasciamo perdere, va'…
Chi vive in questo paradiso?
Gente che non paga le tasse, te lo dico io.
Chiedi a quello pelato, quello che innaffia.
Th! Scusi... th!
FISCHIA
- Siete quelli della cantina? - Sì.
Dovete fare il giro dall'altra parte, non qua.
- Ah, dovemo torna' indietro? - Tutto il giro...
Entra' dall'altra parte… - Grazie, scusi.
Sì, ma dov'è la roba che dovevamo portar via?
Il giardiniere dov'è finito, era li.
Boh…
th! Quella monnezza laggiù, quella!
È tutta roba vostra!
E nun toccate le macchine,
che pare che je se rovinano solo a guardajele, a 'sto purciaro,
impaccato de sordi...
Belin, bela roba, eh? Di gusto...
Allora, se il suo mobilificio non è il più grande d'Italia,
è sicuramente uno dei più grandi del centro-sud.
Beh, le dico solo questo,
quando ho cominciato a lavorare con mio suocero, buon anima,
i dipendenti erano 12, adesso so' più di 100,
è un dato che si commenta da sé. - Dai, non sta bene vantarsi.
In.-n..
Ah, non so se può servire per l'intervista,
ma anche questi dondoli Ii produciamo noi, li disegno io…
Scusi, ma questa non era la villa dell'avvocato Scotti Ferrara?
Sì, ma sei anni fa l'abbiamo comprata noi.
In contanti.
- Buongiorno, eh! - Si, va be'.
Ciao core!
Scusi, la servitù non è più quella d'un tempo.
Signora, da questa parte, che le ho preparato una sorpresa.
Belin, qui ci facciamo un sacco di soldi. Tino!
Va' a prendere il furgone, che facciamo prima.
Vieni Gino!
Ragazzi, che imbecille...
Ma cosa ci fai là dentro?
C'abbiam tutta la roba da portare via.
Cos'è, una Ferrari?
Dai Gino, entra, quando ci ricapita una cosa così, dai.
Entra qua. Prego, si accomodi, ecceHenza.
Che scomoda, che è, porca puttana.
Che scomoda!
A me 'na Ferrari cosi, ma fa mori'.
Senti 'sto profumo de cuoio? Me fa arrapa'.
Io non la vorrei neppure se me la regalassero.
Va be', facciamo un giro.
- Partiamo? - Vai piano.
IMITA IL ROMEO DI UN MOTORE
T'ho detto di andare adagio.
Attento alla curva, lì…
Attento... - Venga, da questa parte,
le voglio mostrare una cosa alla quale tengo molto.
Ecco le mie creature.
Ce ne doveva essere solo una, poi mio marito le ha volute tutte qua.
Ma io non è che le uso, signora, vengo qua quando posso,
ima”. ".:-_.“.
Tipico del collezionista...
Bella questa, cos'è?
- Questa è rarissima, una Jaguar... - Hai scureggiato?
Sì, ma piano, fuori non hanno sentito.
Sì… Maiale!
E diciamolo, su, sono le sue amanti.
Pensi che una volta l'ho beccato... con quella Ferrari là.
Stai giù, basso.
Vede, quando io guardo quella Ferrari,
scusi er francese ma… m'arapo,
come co' 'na donna,
me prende 'na fitta qua al centro, che me gira dietro ai reni,
me sale pe' la schiena un brivido, forte nella testa,
gira, gira, poi sento 'na botta forte, tipo "bum"...
ecco... - Una 1volta lo diceva di me.
Lei è una persona che è nata povera,
che si è fatta dal niente,
ma lei, un sogno nel cassetto, ce l'ha?
TOSSISCE Ce l'ho un sogno nel cassetto?
Eh, Mino mio, se non lo sai tu…
Oddio, 'na cosa ce sarebbe...
Non cominciare con la storia del padre fantasma...
Ma scusa, la signora gentilmente...
Signora, ecco...
Io non ho mai conosciuto mio padre
e me piacerebbe ritrovarlo. Lo so, non è facile...
Sì, non se sa nemmeno che faccia tiene, 'sto cristiano,
non l'ha mai visto, nemmeno in foto.
La tieni una foto? No e allora come fai, Mino?
Datti pace, non lo troverai mai…
Sela metti così, ti dico che m'hanno telefonate e hanno trovato
un Mario Petrini in Australia.
- Morto? - No, è vivo.
- Signora, io melo sento... - Ne approfitti, eh?
L'alimentazione sbagliata, te lo dico io, sei marcio dentro.
Per mia madre era morto, perché lei ha subito strappato le lettere,
ha bruciato le foto, i ricordi, mia madre era così,
era molto forte, temperamentosa e poi vorrei che vivesse qua con noi.
Dentro 'sta casa, vorrei che se godesse tutta 'sta roba.
- Se, se… - Sì, come sela gode tu' madre.
Ma perché tu' madre si e mi' padre no?
Scusa, non mi sembra il caso, davanti alla signora...
No, è interessante.
Comunque, ora devo andare,
come diciamo noi, vado a produrre. E stato un piacere, arrivederci.
Ciao, Teresa.
Belin, che storia.
< Oddio!
Oddio!
Oddio, oddio Gino, oddio!
Ma porca di quella miseria ladra.
Oh, Gino!
CANTICCHIA
È diventato matto.
IMITA UNA GALLINA
Che succede?
Che m'è successo? Che m'è successo a me?
Ma come, mi si è accesa 'na lampadina in fronte, alogena.
Guarda, un lampadario, tengo in fronte.
Ma che dico, una centrale elettrica, tengo!
Fermo con quella testa, mi rovini il letto.
RIDE
Mo io te spiego ate, come se diventa ricchi,
ma ricchi quelli... pam, pam, milioni, milioni... Sei pronto?
No, no. Non cominciamo a menarlo con quella cosa li….
Enalotto, enatutto, gratta e vinci, non c'ho più voglia
di cacciare soldi, io. - E statte zitto,
noi“.-inni l-.
Allora, tu mo…
dall'oggi al domani,
diventi il padre di quello là. - Ma di chi?
Come? Di quello che tiene il padre in Australia.
Ma che ne sappiamo, dell'Australia?
Ma… E poi c'han visti, ci conoscono ormai...
No, no, non ci ha visti nessuno, solo il giardiniere...
ma da lontano ci ha visti. E chi è, occhio di lince?
Lui, coso là, il principale con la moglie, non c'hanno visti.
Mate pare che un bambacione cosi, co' tutta la voglia che c'ha
di rivedere suo padre, nun c'abbocca come un pesce?
Ma ci casca co' tutte le scarpe e i pedalini...
Tu basta che gli apri il sogno nel cassetto,
esci fuori e fai: "lo sono tuo padre".
Ma cosa ne sappiamo noi,
di lui, della sua vita... non sappiamo niente.
Ah, allora sei proprio de coccio. Ci informiamo, ci documentiamo.
Va be', ci pensiamo domani a mente fresca, eh?
Dai, vai a dormire!
Australia, i canguri. Non sappiam niente, altro che...
Guarda che cattedrale che t'ha costruito tuo figlio.
E secondo te uno che ha costruito questa cattedrale
e ha fatto i miliardi vendendo i mobili,
spacciando“ per massello e invece sono di truciolato,
vai lie gli dici: "Ciao, sono tuo padre" e lui ci crede.
Ma mica vai là e dia: "Sono tuo padre”, con calma, metodo. Seguimi.
To', pija appunti, facciamo finta che dobbiamo arreda' la casa.
Dai, vieni dentro.
< Il nome del padre? -
< E così sia, ma che stai a di'?
- < Ah, scusami. - < Il nome del padre?
Sì, di mio… Dunque…
Mario Petrini, nato a Firenze,
il 30!12!1932, Capricorno.
Senti... Difetto fisico del nonno?
Il difetto fisico del nonno è che era…
Si, che era uno molto brutto e insignificante...
e quindi lo trattavano... - No, no, gli mancava?
Ah, late... gli mancava la testa.
- Gli mancava il mignolo. - Ah si, il mignolo...
della mano sinistra.
- Perché faceva il fa…? - Il fannullone e l'han punito.
No, è che faceva il falegname.
Ah, un inci... un incidente sul lavoro.
Come si chiamava la madre?
Evelina Mori, nata a Salerno, il 23 luglio del 1936.
Cancro ascendente Leone. - No, Leone ascendente Cancro.
Si, però il Leone l'ho detto.
Senti, tu come ti chiami?
Io Luigi De Marina, no?
Ma che m'importa come ti chiami tu!
Tu da oggi sei Mario Petrini e vieni dall' Australia.
- E vengo... Chiaro, no'? - E chiaro.
Senti, fa' 'na cosa, ripassata tutto qua.
Si. Eh... Va be'.
Evelina Mori, nata a Salerno, il 23 luglio 1936
e scomparsa nel labirinto dei Giardini di Boboli, a Firenze,
durante una gita aziendale. Mai più ritrovata
e pare... pare morta di fame.
Ma perché non te la compri, 'na televisione? Magari a rate.
Perché non c'ho una lira.
Però un giorno divento ricco e compro tutto.
Sì, te tengo tutto da parte.
- Th, allora? - Eh?
Ah Fernando, dimmi la verità,
ma tu mi... mi vedresti ricco? Ma non ricco...
ricco ricco da fare schifo, proprio.
Ma perché ricco, non fai già schifo così?
Grazie, eh. Ciao.
Senta, melo dà il polmone per il mio gatto? Grazie.
Molto gentile.
Beato lei, che c'ha il gatto che mangia il polmone.
II mio, solo scatolette.
Ma quale gatto, se lo pija gratis e se lo magna lui.
Miao!
- Ciao, Gine'. - Ciao, Paganini.
Mi so' accattato una corda nuova, che suona da sola.
Se lo dimentica sempre, 'sto belin.
E poi va in giro a dire che son matto.
Quando c'han rubato la corda... in casa.
Ah, sarei io, il matto.
CANTICCHIA
Belin, come sei agghindato.
Guarda che sei vai fuori, Paola la bagascia è andata con un cliente.
C'è solo il "Barbone", fuori.
Ma dove vai?
A diventare ricco.
Ricco.
E com'è che diventi ricco, ricco...
Vado da tuo figlio.
Ci vado io, che è meglio, se ci vai tu, sai i casini che combini.
Quali casini?
Mo te lo dimostro. Dunque…
Tu e sua madre... dove vi siete conosciuti?
Io ela mamma di mi...
di quel... di mio figlio…
ci… momento…
lo...
la mamma di, di, di…
l'ho cono...
l'ho conosciuta a Genova, no?
Hai visto? Meglio che ci vado io.
E cosa ci racconti?
E mica so' allocco come ate, io.
Ti presento Fausto Petrini, figlio di Mario Petrini.
“Film…-'In- .…-
appena tornato dall'Australia. - Dove parlan tutti comete,
perché tu c'hai il tipico accento australiano.
E infatti, io sono appena tornato dall'Australia,
perché sono andato a trovare mio padre,
che aveva ingravidato mia madre in Italia, prima di partire.
So' suo fratello. - Non gliene frega niente,
dei fratelli. È una sua malattia, lui vuole solo trovare un padre.
E va be' Gino, però un fratello è sempre un fratello, no?
Almeno un posto in ditta, me lo può sempre trova', no?
Senti Gino, poi un giorno di questi io torno
e ti vengo a prende co' la Ferrari. Ti faccio fa' pure un giro. Ciao.
Scusa, ma allora mi lasci così, senza….
Senza che?
Senza che? Senza preavviso?
Che ti devo dà gli otto giorni, che so' la cameriera tua?
Ma…
Ma a me, mi lasci solo, allora.
Scusa, l'idea di chi è stata? La mia 0 no?
Eh!
Ehi, Tino...
Te la posso dire... una cosa?
Mate la dico con… con molto affetto.
E va be', dimmela, Gi'.
Sei una merda.
Ha parlato il principe Torlonia.
Sai che ti dico? Me ne vado e ti ci lascio, dentro a 'sta merda.
Ciao, Gi'.
Ehi, attento a…
< URLO Dl DOLORE
Alla ta… alla tagliale, devi stare a… attento.
Anche lei, eh?
- Purtroppo. - Era bella, sua moglie?
Normale, normale.
- Arrivederci e coraggio. - Grazie, altrettanto.
Chi è lei?
No scusi, lei chi è?
Io sono… il marito di Evelina.
Chi?
Sono stato il marito di Evelina, poveflna.
Mi manca molto, sa'?
Si, ma qua non l'ho mai 1vista, èla prima volta che...
No, no, sono io, che non ho mai visto lei.
Io ci vengo qui…
molto spesso, a orari un po' strampalati,
per quello non ci siamo mai incontrati.
Lo, guardi che ci vengo anche tutti i giorni, qui da Evelina,
perché devo controllare che.
Sa che ci sono dei farabutti che ru bano i fiori
e li 1vanno a po... 3 por...
No…
No…
Ma allora.
Tu sei Mino...
Sì.
Che pezzo d'uomo, che sei diventato.
Insomma.
Sai Mino, che io ti ricordo che eri un batuffolino così?
Sono molto felice d'aver-ti rivisto.
Veramente molto.
Ciao.
Ti lascio solo con…
con la mamma.
Ciao, Mino.
Signore!
M..-un..….-
Cioè, io dico, lo conosco, poi, un giorno...
Aveni cosi, è una cosa... E come se fossi uno spettatore...
E quand'è che saresti tornato?
- Ma da dove? - Dall'Australia.
Chi c'è mai stato, in Australia.
Io non so neppure dov'è, l'Australia.
Quella è solo una palla che c'ho raccontato atua madre,
quel pomeriggio che…
Tu c'hai un padre, l'hai trovato, ma è un pezzo di merda.
Sai dove sono andato?
In corriera a Viterbo, con una ballerina.
Roba da vergognarsi, veramente...
Ma…
Peccato, perché tua madre, una gran donna, eh…
una donna importante, telo dico io...
Purtroppo,
c'avevo un difetto, tutte le volte che incontrava una donna...
si formava una specie di groppo allo stomaco,
dietro, nella schiena, su per la spina dorsale, "bam", in testa.
Una cosa che... non riuscivo a controllare.
Scusa, come hai detto?
E poi sai qual è la cosa strana?
Che tutte le volte mi innamoravo,
come un imbecille.
Immaturo, altro che storie…
Un padre stupido… e immaturo.
Sì però scusa, prima tu, stavi dicendo di quando ti…
prende… - Cosa?
No niente, lascia stare.
Che vergogna...
- Ti posso chiedere una cosa? - No denaro, eh?
- No... - No denaro...
Tu mamma l'hai conosciuta a Trieste, vero?
E no, eh? No! No, no, no…
No, bambino, no.
No, non mi fai l'esamino, non mi devi umiliare.
Per carità, se dovessimo andare a vivere insieme,
immagina che rottura.
E quando e dove, dove eravate... no, no, no...
ME!-"d.
Ognuno perla sua strada.
Sono molto felice di averti conosciuto, m'ha fatto...
m'ha fatto un'emozione che... non so se capisci.
Una cosa molto importante.
Ma è meglio cosi, tu a casa tua e io...
in giro, così...
per il mondo.
Fidati... è meglio.
Oh, ti voglio bene, eh?
Ciao.
Ah...
Vuoi sapere dove l'ho conosciuta, la mamma?
Salerno, pensione "ll pellicano”.
Siam stati insieme una sola volta.
Ciao.
Th, scusa, ho sbagliato.
Ti credo, dai, giuro che ti credo. - No, per carità...
Ma perché, non sto bene?
Sì, ma t'eri provato quel doppio petto grigio che te...
No, alt, un momento. Patti chiari,
io mi vesto come cazzo mi pare.
Oh, allora ci stai?
Non son capace, non son capace di raccontar balle,
sono a disagio.
Ma come faccio a fingere di essere un atro, spiegamelo...
Papà, non possiamo presentarci e dire: " Questo è mio padre,
da oggi vive con noi." Malo capisci?
Non lo capisco,
perché io, dentro, tu non mi conosci, ma son granitico,
tutto d'un pezzo. A me piace la verità. Cosa c'è di più bello?
Gli dici: " Buongiorno, questo è mio padre." E Finisce la cosa.
Sì. Ecco, noi la verità, la diciamo un pezzetto per volta,
piano piano. E dai?
tutti questi privilegi...
si fa 'na fatica, guardi…
E lo dice a noi, ora non si faccia ingannare dalle apparenze,
ma appena sposati, abitavamo in 45 metri quadri, al Prenestino.
Va be', tesoro, ma ora non è il caso...
Perché secondo te, io non lo so?
Guarda che io sono nato ricco, c'ho avuto grandi privilegi,
ma c'ho degli operai che si son fatti un...
Han fatto una fatica...
Mi scusi? Ma lei, nel dettaglio proprio,
chi viene ad essere, voglio dire, di che si occupa?
Mamma, il commendatore ha un mobilificio, te l'ha detto.
Si, ma mica un mobilificio cosi, una città vera e propria.
Gino è ricco, diciamolo, è ricco vero.
- Quanti operai c'ha? - Molti tesoro, più di noi,
moltissimi. - Ha figli?
C'ho un figlio… uno solo…
Però mi sento in colpa, perché non lo vedo mai,
perché giro molto, però ci voglio bene.
Non l'ho mai visto, praticamente,
perchè sono sempre in giro peril mondo.
Perché io sono un giramondo. - Ah.
Come Conrad. Lei conosce Conrad?
Sì, lo conosco, vecchio Conrad!
Una di queste sere ci telefono e ve lo faccio conoscere,
lo porto quia cena...
Conrad? Ma guardi che è morto da un pezzo.
No!
Belin, che notizia, ragazzi. E di cosa è morto?
Tesoro, Gino sta scherzando.
Lui primati attira nel… e poi ti spiazza col gioco di…
Mado', che mi ci stava a fa' casca' pure a me.
Conrad…
Ma lo sa che io è come se l'avessi già 1vista?
Lo, dice? No, gua…
è impossibile, non son mai venuto qui.
Non mi ha visto, lui... - No.
- Vulite 'n atro po' di spaghetti? - A me, un po'.
- Etu? - No, no.
- Non mangia mai. - Ma come, neanche un poco?
- Di' ma come parla questa? - E di Caserta, originale.
(unti-.in.
Non si dice negra, si dice di colore.
Ma io cosa ho detto?
Magna, a papà.
Comunque io sarei mezza e mezza,
mia madre tiene la pelle bianca come il latte.
Va be', anche mia madre tiene la pelle bianca come il latte
e io non... non sono negr... no di… come….
Di colore..
Insomma… Cin, cin.
Guarda che meraviglia, complimenti. - Grazie.
Questo mobile vale un sacco di soldi.
Allora te piace come ho reinventato il barocco,
perché questo non è proprio... però...
Per un mobile così, autentico, ammesso che lo trovi,
non bastano 60, 70 milioni. lo co' 6 milioni te lo porto elo monto.
Me pare onesto, no?
Gino, accomodati.
Grazie.
Complimenti signora, lei vive in una reggia.
In un stanza così, uno ci potrebbe anche organizzare
una partita di football.
Lei commendatore, si trattiene molto a Roma?
Io? Non lo so…
Speriamo.
Il commendatore è a Roma per aprire una succursale,
io gli faccio da consulente.
E poi, forse, facciamo pure un affare insieme.
Sì, se ne può parlare.
Certo però, 'sta cattiveria che m'hai fatto, del Grand Hotel...
Chi l'ha fatta?
Fa lo gnorri, fa!
T'ho detto sempre che se vieni a Roma sei ospite mio
e tu vai in albergo. Perché?
- Perché... - E andato al Grand Hotel,
perché all'Excelsior era pieno, lì fanno sempre convention.
Mi scusi commendatore, ma lei ci crede alle convention?
Chi? Ah... nel...
No, no, no… Guardi che io…
io… non sono credente, eh…
ho un immagine così. Un ente supremo…
- Che dice? - Zitta, ma'.
Sto spiegando!
FILM--il.
Delle… convention lì…
non ci credo, non ci credo.
Gino scherza sempre.
Certo, questa non è la reggia di Caserta,
però di spazio ce ne sta assai.
C'ha ragione Zaira, Gino. Ma perché non resti qua?
Ma come faccio, c'ho tutto li nell'albergo...
C'ho i telefonini, un'agenda, anche un computer...
Embè? Mando l'autista a prenderli.
Ma scusa, se il commendatore preferisce stare al Grand Hotel?
Non capisco perché insisti.
No, io potrei anche, è lui che… vede come insiste, insiste.
Pensate che io, prima di stare qui, lavoravo al Grand Hotel.
Ah, si?
Si, ci stava pure quello… come si chiamava?
Il portiere, pelato, alto, coi baffi...
Quello…
Eh,non….
No, l'han mandato via, quello là.
Dai Gino, resta, ti prego. Se resti mi fai felice.
E va be', ma come… come faccio?
Io sono proprio contento che resti con noi. Te?
Va be', visto che insisti tanto, io...
lo quasi quasi resto, eh? In prova, ma….
Ma resto.
Nove orizzontale: re di Lidia,
famoso per la sua ricchezza. Cinque lettere.
- Creso. - Ma che stai a di', quale Creso!
Ecchetelo tie', Tino. Stai pure sui cruciverba.
Ma che te ridi. Sfotti, sfotti...
Tu fa' che posso usci' da qua e posso cammina' co' le gambe mie,
poi vedi che te combino. Diventa straricco.
Coi soldi a palate. E alla faccia tua, sai dove vado a vive?
Dentro a 'na villa che pare 'na reggia.
Uè… su!
Qua stai come un papa, stai completamente autonomo,
c'hai tutto, il bagno, il letto, la televisione, il telefono.
Guarda, sta pure arrivando il tuo bagaglio dal Grand Hotel.
- Ma quello è il mio bagaglio? - Sì.
- Dal Grand Hotel? - Sì.
Papà, lì so' troppo fichi, ho telefonato
e hanno rimediato 'sto set di valigie e un guardaroba.
Poi hanno dato tutto all'autista,
come se tu fossi il commendator Gino (Barbarino, loro cliente.
Come la vedi? - Come vuoi che la veda?
La vedo molto bene, ma…
Scusa, io…
Scusa, io però c'avrei un piccolo problemino.
Che te manca?
Cioè, io ho delle pendenzine...
T'ho preso un po' di contanti.
Ma no, no, no... Non ti disturbare, non subito...
Domani, quan... quan...
Ma… quanti sono quelli?
Quattro, cinque milioni.
Va be', guarda, Ii prendo adesso, è meglio, che così...
domani magari non ti… non ti disturbi.
Uè, commendato', ma voi quando viaggiate vi portate mezza casa?
Beh... dipende...
Ma lui fa anche l'autista?
Sì, lui fa tutto quello che dico io, praticamente è il mio schiavo.
Ma lo sente come parla?
Siamo cresciuti insieme,
abbiamo fatto le scuole insieme, le prime sigarette insieme,
le prime ragazze insieme... Pappa e ciccia pe' 'na vita
e guarda come me tratta. - Sì, ma becchi sei pippi al mese.
- Quanto? - Sei milioni.
Che è troppo?
No, no, è…
Guarda che t'ho imparato io, a lucida' i mobili.
E poi lui se sposa la figlia del principale e attacca il sombrero.
'St' impunito. - th, allora?
Ma scusa, ma allora lui guida anche la Ferrari…
Sei stato giù in garage?
No, io non...
Scusi, ma come fa a sapere della Ferrari, quando l'ha vista?
Chi? No, ma… visto tutto l'apparato, io...
io immagino che anche lui... c'abbia una Fe… la Ferrari.
Beh, anch'io sai, io ne… ne ho... ne avevo...
Adesso l'ho... venduta a una.
Che c'è?
Ciao, Mino!
Ciao, Gino!
Ciao, bambini!
Tieni.
In..-..…
Perché hai mandato i bambini sul "Titanic"?
No... Lui m'ha chiesto se je la prestava, allora…
per ricambiare, m'accompagna i bambini a scuola.
A pane che non voglio che vedano i bambini su quel transatlantico
e poi guai a chi te la tocca, arriva uno sconosciuto
& gliela dai, ma chi è questo? - Tere'...
è un uomo molto importante, insieme faremo molti affari, dai.
Quello là?
Th, tu me lo vedi così, ma questo è uno forte, eh.
Teresa?
Tere', ma che nun te piace?
Em be'? Co sa c'è?
- Quanti anni hai? - lo?
Tanti, tanti...
È molto che vi conoscete, tu e mio padre?
No, tuo padre...
non lo CONOSCO, ma…
è come se lo conoscessi da sempre, pensa.
Alessia, vai al sodo, che manca solo una curva.
Sì, dovrei scendere, a scuola ci vado col mio amichetto.
Ti secca? - A me?
E parla chiaro, Alessia!
No, è che mia sorella vuole sapere una cosa sola.
Se lei scende e va a scuola con Tatoo,
lo dici a papà e mamma?
Parliamoci chiaro, eh?
Lo... sono vecchio, ma… non sono una spia.
- Ciao. - Ciao.
- Tu eri bravo a scuola? - Insomma.
Ma tu sei davvero così ricco?
Mela cavo, me la cavo.
E da piccolo ce l'avevi un nonno?
Certo, come tutti, no?
Io c'ho avuto solo due nonne,
una è morta due anni fa, l'altra resiste, per ora…
Ma mi sarebbe piaciuto più un nonno.
Papà dice che un nonno dovrebbe saltar fuori da qualche parte,
pare che ce ne sia uno in...
come si dice...
in Australia.
Eh, mi sa che salta fuori, questo nonno.
Vedrai... che salta fuori.
Dove la porto, commendatore? Il solito giro?
Piazza di Spagna, via Condotti…
No, no, oggi cambio programma. Vai in borgata, vai.
Prego, commendatore.
Che c'è?
Allora, ho bisogno di filetto,
vitello olandese e di manzo... danese.
Per il cane, naturalmente.
Mi piace viziarlo.
- A Ni'. - Eh?
Me sa che me so' affettato un dito.
Non si preoccupi, può capitare a quelli un po'… sfortunati.
Commendatore, scusi...
Commendatore, dove devo spedire televisore, parabola...
Poi ti faccio sapere, adesso smetti di rompere i coglioni. Andiamo.
Ma come ha fatto?
Gine', hai fatto 'na montagna de denaro, eh?
A Gi', ammazza, hai fatto i sordi.
Ingegnatevi anche voi, ogni tanto, che altrimenti ci merita, poveri.
Ehi, stai attento con la collezione di Tex Willer che è preziosissima.
Tieni il cane.
Qui la conoscono tutti.
Certo, perché io qui ho cominciato, un sacco di anni fa.
Da come la salutano, sembra che è andato via ieri.
- A Gine'. - Eh.
Costa molto?
Sì, costa moltissimo.
- Me la consigli? - No, consuma troppo.
Mail bagno c'è?
Certo che c'è.
Però... non c'è la vasca.
Non c'è la vasca? Allora che me ne frega?
- Grazie. Ciao, bello. - Ciao, Paole'.
SQUILLA IL CELLULARE - Ciao, Paole'. - Ciao.
Pronto?
Pronto? Indovina chi sono e dove sono.
Io non lo so dove sei. Ho capito, Gino.
Uè, lo sai che da queste parti gira uno tale e quale ate,
con una macchina enorme, ricco sfondato?
Sì.
- Ah, ha chiamato Tino. - Quando?
Due giorni fa. Sta all'ospedale, dice perché non lo vai a trova'.
Va bene.
Va bene, grazie. Ci vediamo.
Ciao, stammi bene, ciao.
IL CANE ABBAIA
Grazie.
Andiamo all'ospedale.
- Ma lei compra l'impermeabile da un barbone? - Sì.
- E perché? - Perché…
Perché per me ha un significato... mi evoca delle….
Ma che cazzo te ne frega a te? Dai, andiamo!
No, no, non ci posso credere, no. Non ci credo, no...
No, non è possibile, ma co… ma come hai fatto?
Ma come t'è venuto in mente?
Tu sei andato là da solo, conciato cosi?
M'ha rovinato tutto.
Eh, lo so...
Vedi, io ti confesso che a me mi sarebbe piaciuto, magari...
invece di portarti due arance di merda e dell'acqua minerale,
portarti lui e dirci...
Eccolo qua, questo è tuo fratello.
Abbracciatevi e vivete felici.
Dici che ho sbagliato?
Va be', ho sbagliato.
Pensa che c'ho anche detto che tu sei stato a Melbourne,
che hai incontrato suo padre, cioè vostro padre.
E lui?
E lui m'ha detto che d'un fratello così,
buttato, senza una lira, in una corsia d'ospedale,
non... non ce ne frega niente, ha detto.
No dai, non è possibile, non ci posso credere.
Cioè, io sto pieno di miliardi e vedo mio fratello che…
No, un momento, fratellastro.
Fratellastro, che sta in ospedale, conciato così.
E non gli do una mano? Mi sembra assurdo.
Sì, ate ti sembra assurdo, anch'io c'ho detto le stesse cose,
uguale.
Sai cosa m'ha risposto lui?
Te lo dico cosa m'ha risposto? Va be', non te lo dico.
- No, me lo devi di'. - No, no, non te lo dico.
Una cosa orrenda.
Guarda che, da questa esperienza, mi sono reso conto che…
che i ricchi sono di un cinismo rivoltante.
Guarda, rivoltante. Ha detto delle cose...
“Umi…
s'è un po' addolcito e…
m'ha dato...
M'ha dato questa.
Per te.
Sì.
C'hai fatto la cresta?
Ma cosa dici?
Che cresta... Sì, ho preso solo il...
il necessario per un biglietto di seconda, per Genova Brignole.
Sì, me ne vado...
lo ho smesso, dico la verità.
Vado a mo… vado a morire a casa mia.
SQUILLA UN CELLULARE
Che è?
Chi? È un…
Vado a casa mia…
Metto...
Metto...
Hai capito, no?
Torno... torno a casa per sempre.
Va be', tieni.
Te l'avevo promesso. Ti lascio tutto.
Tutto il mio patrimonio, il magazzino, la mia attività.
Aspetta, aspetta. Hai detto che te ne vai?
- Eh, si. - Non te ne puoi anda', aspetta.
E senza... senza che tu brontoli e spari le cazzate,
io non ce la faccio, Gi'.
Ce la fai…
Si, che ce la fai.
Sei giovane, c'hai tutta la vita, davanfi.
Sono io che sono un vecchio "rabat".
Però mi spiace molto lasciarti.
Mi mancherai molto, sai?
Ciao. - Ciao, Gi'.
Fammi capi', non è che questo tuo amico s'è piazzato qua,
non se ne va più? - Che te dà fastidio?
Hai visto i bambini come ce stanno volentieri?
E con questo ce lo teniamo fisso, a pensione?
Ma magari accettasse!
Coi tempi che corrono, sapere che c'è lui a casa,
la sera esco più tranquillo. Tu no?
Non lo so, doveva andare via domenica, è giovedì sta ancora qua.
Che fai, glielo dici tu?
No, se no glielo dico io.
Non lo so, c'ha fatto la forma, qua.
E poi non mi va che i bambini, a quest'ora,
stanno ancora davanti alla tv.
Teresa, dove vai? Teresa, c'aspettano al ristorante, dai!
Basta. Ragazzi, a letto.
- No mamma, dai. - Mam ma, anche tu, che sei stanca.
Andiamo! - No...
- Correre! - Gli faccia finire il primo tempo.
- Marsc'! - Ubbidite alla mamma.
Che se' quelle smorfie, dai.
- Ciao tesoro, buonanotte. - Buonanotte.
Non poteva aspettare un attimo?
Lei, commendator Garbarino, c'ha la sua tv in camera.
Vada a vedersela lì, che magari sta pure più comodo.
E chi le ha detto che magari ero più comodo qui?
Va bene, mi arrendo.
Obbedisco.
Tanto sapete cosa vi dico?
Che domani io faccio i bagagli... & smammo.
Tolgo il disturbo e non mi vedete più.
Non aver paura.
Lumi-ili
- Abbastanza. - Bene.
Beh? No, scusa, adesso che fai?
Mino?
Ti informo che Franco e Martina ci aspettano al ristorante.
“…C-unni.
Scusa, eh… No, scusa!
Se ogni tanto mi va di fare la madre dei miei figli.
Ma che cosa ti ho fatto?
Che cosa devo fare? Devo andare in camera sua a chiedergli scusa?
Dimmi cosa devo fare e lo faccio!
Allora? - Lascia perde Tere', che è mejo.
No Mino, adesso io e te parliamo.
Qua, da soli.
No Tere', non me va de parla'.
Non me va da usci', de anda' al ristorante, de vede' nessuno!
Vojo sta' da solo, io vojo sta' da solo!
Va bene... Ho capito.
Allora io adesso vado a chiamare Franco e Martina
egli dico che mio marito non vuole più uscire.
Per colpa di quello stronzo.
Teresa..
Quello stronzo…
è mio padre.
Ma è vero che tu saresti mio nonno?
Chi? lo?
Sì, sono il nonno, io.
E dai, davvero, malo sei o non lo sei?
Non lo so se lo sono, io, tuo nonno.
Va be', te lo racconto la prossima volta, è una storia lunga.
Voi due, adesso andate a dormire. Via, filate!
È tardi.
Però mi piacerebbe esserlo, tuo nonno.
< A Tere', ma perché nun voi capi', sembra che lo fai apposta.
< Apposta'? Mino ti rendi conto?
< Tu non ti rendiconto!
quando te pare capisci tutto!
< Scusa, prova a ragionare, se tu mi ascolti...
{“l-.Il…“ b-.
< Nun ce la fai… Nun me sembra che ce voja 'na scienziata!
< Non è possibile che uno arriva e dice sono tuo padre...
< Ma come? Ma per favore...
Mi fai parlare? Per favore, Teresa, mi fai parlare?
Ma chi ti dice che quello lì… quello lì non sia un imbroglione?
Ma ate chi te l'ha detto che è tuo padre?
Lui.
Ecco, appunto... Lo vedi, tu mi preoccupi.
Arriva uno e ti dice: "Buongiorno, sono tuo padre". E tu ci credi.
Ma se tu l'avessi visto, come l'ho visto io.
Se avessi visto come me guardava, come ha reagito, come me parlava.
Sì Tere', c'ho creduto, subito, c'ho creduto!
So' cose che un uomo... sente... - Mino, ascolta.
Mino! Ragiona.
Va be'… mettiamo che lo sia,
mi segui?
Ma uno, che ne so... qualche precauzione la prende, no?
Che ne so, si informa, cerca delle prove.
Blu-in..“. «un-u
M'ha fatto sentire un verme
e poi ce so' state delle sfumature, dei particolari,
che... comete li posso spiegare, vediamo...
Nun se può spiega', Tere', nun se può!
E prova, dammi la prova esatta, inconfutabile,
che quello di là è tuo padre...
e io ci butto le braccia al collo, Mino e lo chiamo pure papà...
Papà lo chiamo!
Ma voglio le prove. - E certo!
Adesso vado da là e gli dico: Papà, mi moja nun se fida,
che te faresti er test der DNA, così stamo tutti più sereni.
A Tere', io non c'ho 'na faccia del genere!
Io sì.
Menu:-. In.
Vado e glielo chiedo. - No, Tere'... tu resti qua,
resti qua e parli con me, va bene?
Senti Mino, io ho ascoltato anche troppo.
Tu mi fai paura, lo sai?
Io non ce la faccio più…
< VERSI DI DOLORE - Papà! Papà, che c'hai?
- Sto male. - Che te senti?
VERSI - Chiama il dottore, forza!
Come non vi abbiamo visto arrivare, gli ho detto, a Franco mio,
ma vuoi vedere che a Mino e Teresa è capitato qualche impiccio?
Grazie.
Ma non sai chi abbiamo visto al ristorante, Fulvio e Giovanna.
Due "troglox”!
Lui col cappello mogano, lei invece, a forza di tirarsi,
sembra una nipponica!
Chi è questo signore che si è sentito male?
Eh?
Chi è?
Che faccio, Mi"? Gliela dico tutta?
Teresa per favore. Te prego, per favore, eh?
Dotto', allora?
Niente di grave, era molto agitato, gli ho dato un calmante.
Poi bisogna vedere le analisi.
Comunque, da quello che ha detto,
uno della sua età che mangia così! - Caspita, se mangia.
Scusate se mi intrometto, quello non è che mangia, divora!
Ogni notte, se non vede il frigo 1vuoto...
Sto parlando col dottore! - Va be', non parlo più…
Allora dica, dottore.
La prima cosa è che suo padre si metta a dieta, ma sul serio.
Padre?
Non mi dite che Mino ha finalmente trovato suo padre?
Che notizia.
Dottore, posso andare da lui?
Veramente, mi ha detto che vuole parlare con la signora.
Vuole lei, Teresa.
Vuole me?
Perché?
< Posso?
Venga, venga, Teresa.
Sto benissimo, non si preoccupi.
Perché sta li, in piedi?
Sto bene così.
Ci volevo dire una cosa importante, sisegga.
Ce la dice?
Io non sono il padre di suo marito,
sa chi sono, io?
Sono solo uno, che 36 anni fa…
ha messo incinta sua madre, punto!
Finita la storia.
Io non contesto, per partito preso, che lei sia o non sia il padre,
io dico solo che uno, prima di accettare una cosa del genere,
dovrebbe quantomeno...
Non lo so... delle prove, documenti...
Teresa? Ci possiamo dare del tu?
Avanti.
Domani me ne vado, scompaia, cosa te ne frega delle prove?
Cosa te ne frega?
Piuttosto, sono io che ti voglio chiedere una cosa.
Tu devi dargli una mano, sei l'unica che lo può aiutare.
Quello li... non è di un padre, che ha bisogno,
ha bisogno di essere curato.
Ha bisogno di una persona che con autorità, lo prenda per un orecchio
uhm.--
E tu lo puoi fare. - Si, ci avevo già pensato.
Vedi, Mino è duro, eh? Quello tiene la capa tosta...
Guarda che se rimanevo qui, con quello, finiva a calci nel culo...
VERSI - Gino?
Vedi che il medico t'ha detto che devi stare calmo, eh?
Ma sono calmo, sono calmissimo.
- Senti?
Prima che te ne vada, te la posso chiedere una cortesia? - Ceno.
Perché non la pianti di farti le scofanate?
Il frigo, di notte... - Eh...
È una parola...
Ma ate chi è che te l'ha detto?
Buongiorno!
Buongiorno.
So' tornato, 'giorno atutti quanti.
Buongiorno. Come va? Tutto bene?
Senta, a me servono due bistecche "fiorentine", alte così.
Mo te lo dico... La fiorentina sta a 32 mila lire al chilo, capito?
32 mila...
E allora… a me me ne fai due chili abbondanti!
Ah, avete fatto Ii sordi, eh?
E Gino? Gino n'do' sta? Che fa?
Gino sta a Genova Brignole. Ha ereditato 2... 3 cantieri navali.
Me cojom bari!
M'ha detto: "E mo che ce faccio co' tutti sti miliardi?"
Ho detto: "Scusa, metteli da parte, no? Li vòi spende tutti?
Io mo liquido la baracca e poi te raggiungo."
th, e non me guarda', 2 bistecche alte così!
Subito.
Tino...
Ma è vero che avete vinto sei miliardi? - Sette e spicci...
CLACSON
Ciao, ma è vero che siete diventati ricchi?
Ma che ricchi e ricchi... Lo sto a fa' crede finché tengo 2 lire, no?
Cosi vado a credito pe' tutta la vita.
E allora, 'sta bottija de champagne?
Questa l'ho presa pe' noi, no? Stasera si festeggia.
Sentite che è 'sta pasta e fagioli, signo'!
È profumatissima.
- Zaira… - Assaggiate, poi mi dite.
Si, prima assaggio e poi ti dico... se hai fatto il miracolo.
- Adesso vediamo... - Uie' un po'...
Dotto', mangiate!
Approfittate che è buonissima. - Zaira...
eccezionale! - Dite la verità, signo'.
Grazie.
Ammazza, aoh! 'Na crema.
Eccezionale.
Sentite, signo'.
Com'è? - La profumeria...
E... Zaira, scusa,
ma a me non me l'hai messa.
Ma voi state a dieta, mo vi porto il riso all'inglese.
Chi? Cos'è 'sto riso all'inglese?
Bollito, in bianco.
Papà, è perla dieta.
E va be', ma io ho fatto tutto... Riso in bianco...
Com'è? Mm“...
VERSI
Chi è?
Siamo noi… Ma… com'è?
- Che cosa? - Pasta e fagioli.
Fredda è ancora più buona... Un goccino d'olio...
- Se ti beccano, sei fatto. - Ma siete voi, sono tranquillo.
Lo vuoi un po' di vino?
- Magari, dov'è? - Lo so io.
Nonno, e la dieta?
Quale dieta? Ah!
No, no, no…
La faccio solo diurna, m'ha detto il medico che di notte
mi posso strafogare come voglio. Non mi guardare così,
a te non te la posso dare che ti fa male...
Tie', pure il vino, che vuoi di più?
Devi ammettere che siamo due bravi nipoti, vero?
Sì, sono fiero di voi.
- E se ti chiedessimo un piacerino? - Quale piacerino?
La scuola sta per finire,
gli ultimi giorni che vai a scaldare il banco?
Dice il meteo che domani mattina è una bellissima giornata,
da mare! Che ne dici?
No, no, no…
Voi mi mettete nei casini... Io vi devo solo… accompagnare...
a scuola e basta! - Che fai, dici no?
0 dici si?
Ma Piero, l'autista, poi quello parla, eh?
No, lui, per due lire, si lascia corrompere.
Non ha mai parlato. - Allora, nonno?
Poi Ridge, anche lui vuole andare al mare, vero Ridge?
Ci mettiamo qua?
No amo', perché nun se mel-temo in riva al mare?
No, mettemoce qua, stamo più tranquilli, no? Non se sa mai.
Uno, due, tre…
Ciao... Ciao, bello.
Nonno, posso fare il bagno?
No! Era nei patti, niente bagno.
Ma fa caldo, l'acqua non è fredda...
Stai a sentire, siamo fuori stagione, non è vero che c'è caldo
e poi quando dico no, è no. Chiuso! Chiuso il discorso, niente bagno.
Vieni, Tatoo.
Nonno, andiamo a fare un tuffo.
Alessia!
Alessia, vieni qui!
Alessia, esci!
Venite qui! Venite…
Ho detto che c'è freddo!
Fuori!
Leo, ti prego, dai!
C'è freddo, t'ho detto!
Ma lei, scusi, potrebbe dare una mano, no?
E che c'azzecco, io? Il nonno è lei, ci pensi lei!
Leo, vieni fuori!
Leo!
Vieni fuori dall'acqua, sai!
È tuo nonno che telo ordina!
Chi se ne impone…
Ma che c'hai? Che t'agiti?
No, è che... mi sembrava d'aver sentito 'na voce...
che m'è fami...
No, non è possibile.
- Tino? - Dimmi.
Ma tu te lo ricordi Walter?
- Walter chi? - Quello con cui ci stavo prima.
Ah, quello co' la Tigra gialla, che teneva il motore drogato...
No, adesso c'ha il Porsche, usato ma bello da paura.
Senti Damia', stacca lontana da quel Walter là, che quello spaccia.
Sì, ma adesso è uscito, sta di nuovo in giro e.
L'ho rivisto.
Rivisto in che senso?
Nel senso che ci sono stata.
Sul Porsche?
No, sul prato...
“lidi-"-…
e poi Tino, quella co' Walter è 'na storia troppo importante.
Non so se è amore, sesso...
però è una realtà e tu la devi accettare.
Stai a scherza'? Accettare in che senso, scusa?
Con questo vento, avrai freddo.
Guarda, tutta la pelle... da gallina, hai.
Aspetta un momento che ti…
Leo, il gelato.
Metto... la camice… la camicetta ti… ti…
ti metto.
A che ora dobbiam...
A nonno... ma 'n'do stai?
A nonno!
Ma che stai a fa', là sotto?
Eh?
Dice a lei, che sta a fa'? Che sta 3 cerca'?
- Ho perso... - Che s'è perso?
-100 lire... - 100 lire?
Sì... e no cinque!
Ah no, 500 lire...
A secco!
Vie' un po' qua, scusa... Vie'.
Senti scusa, te che c'hai le mani libere,
c'è un vecchietto là sotto, che s'è perso 500 lire.
- Che s'è perso? - Ehm... s'è perso...
Ah no, niente niente, l'ha trovate.
Grazie, eh. Come non detto, ciao. - Ciao.
Leo!
Ahia!
Oddio, no!
Venite un po' qua, voi due.
Com'è che non siete a scuola?
- Siamo venuti al mare con nonno. - Ah, si…
quello là... Quel "bamba", che ho conosciuto a casa vostra.
- Ormai la scuola è finita… - La mamma lo sa, eh!
Ah, davvero?
Scusa papà, io non lo capisco. Me domando e dico,
ma come t'è venuta in mente 'na cosa simile.
Non lo so, per me è una questione di principio. Perché quando…
A papà, sto a parla' co' te, ma che stai a fa'?
Sto cercando di fare un po' d'acqua.
Allora sto a parla' da solo?
Ma proprio adesso la devi fare?
Non sono io a decidere…
è la prostata che decide per me.
Va be', senti,
questi bambini, sono o non sono i tuoi nipoti?
Si! Allora, che esempio gli vuoi dare?
Eh? Che fai, gli fai zompa' la scuola e li porti al mare?
Hai 1visto?“ C'è la luna piena, bella eh?
Sai qual è la funzione dei nonni? - No.
È quella di viziare i nipoti.
BISBIGLIANO
Ma, sinceramente, io non so se ho fatto bene 0 ho fatto male,
però lo rifarei. - Va be'...
Vuol dire che ci siamo messi a casa un nonno moderno.
- Teresa, metti lo scialle... - Ssh!
Che prendi freddo…
Sì, ho scoperto che mi' padre è un uomo moderno,
pur'io all'età loro, te non lo sai perché non c'eri,
pur'io facevo sega a scuola, annavo co' l'amici al mare, si…
però! - Ehi...
abbassa la voce, eh…
- Però vogliamo parlare di Alessia? - Parliamone.
È una bambina,
c'ha solo 13 anni
e tu che fai, la porti al mare, non solo, ma co' chi ce la porti?
Con uno molto più grande di lei, che ha già compiuto 16 anni, uno…
- Vecchio? - Bravo, un uomo già pronto, fatto
e per giunte negro!
Va be', diciamo di colore, se no qui a casa ce chiamano razzisti.
- Non si capisce niente, che dice? - Zitta!
Ecco, almeno 'sta cosa, l'hai capita, sì o no?
- Si che la capisco. - La rifaresti?
- Vuoi che ti dica la verità? - Sì.
- Si. - E allora sei proprio 'no stronzo!
Ammazza che pezza.
Oh, lo sai che mi sta diventando simpatico, quello?
Anche a me.
Ammazza che pigna, nonno.
Quando ci vuole, ci 1vuole, mio caro.
Ehi, a te, te l'ho mai dato uno schiaffo?
- A me, no. - Stai attento, eh?
Che io sono un duro. Stai molto attento, quindi.
- Cosa stai leggendo? - Sto leggendo Tex Willer.
Un classico della letteratura mondiale.
Vuoi che te lo leggo? Va bene.
"Uccidere o morire nel saloon”
”Don Diego, sta arruolando un piccolo esercito di volontari,
per invadere una zona del Texas ma crea una situazione pericolosa,
di tensione fra Stati Uniti e Messico..."
"Grazie, signori..." E Tex che parla.
"Complimenti, hai infilato la pista giusta.
Mi è sembrata la solita..."
Dormi?
Va be'… Allora spengo anch'io.
Allora, visto che dormi io… io comincio a dirtelo.
Io non sono il padre di tuo padre, quindi non sono neppure tuo nonno.
Io sono un bugiardo,
sono una carogna, proprio.
In questi momenti qua, io mi... io mi faccio quasi schifo.
Buonanotte, nonno.
< Attenzione, che è roba delicata, eh?
Ecco... e questa è la parabola.
Tie'!
Com'è che Gino, t'è venuto a trova', così, all'improvviso
e ha comprato tutta 'sta roba? - Boh. Ha pagato e se n'è andato.
Ma siccome io me so' rotto de tene' er magazzino occupato,
gli dici che so' passato e amen.
Ciao, bello. - Ciao.
Hai capito Gino?
Vado a Brignole, vado a Brignole…
e invece ha comprato tutta 'sta roba.
Ma i soldi chi glieli avrà dati. Boh?
La parabola... Che c'avrà a fa' co' la parabola.
Però... Tie' 99 canali…
Guardiamo all'estero.
Ma non capisco la lingua. Beh, guardo le immagini.
Oh Barba, ciao.
Aspetta un momento...
Che è?
Come che è?
È che c'hai...
No… Nel senso, che ho incontrato Gino...
qualche tempo fa e c'aveva...
un impermeabile uguale... a questo, sputato.
Più sputato de questo? Me sputano addosso tutti i giorni.
Pare chela miseria sia un insulto
e io, pe' insulta' la gente, ce vado a nozze.
Gino però lo rispetto, è un grande.
\ E un signore.
Ma do' lo trovi un altro che te dà 400 mila lire pe' 'sto capetto?
- Famme capi', scusa? - Quanto me dai?
- De che? - Pe' capi'?
:l-Il-H
Gino, pe' me, è un mito.
M'ha incontrato me fa: "Me impresti l'impermeabile, te do 4 piotte,
c'ho da fa' un movimento in ospedale".
Poi me l'ha rimandato, co' un pony. C'era pure un biglietto:
"Grazie, signore".
So' cose che nun se scordano.
Hai capito…
Sì… Sì te sto a senti', ho capito, Anto'.
L'impiccio è grosso, ma scusa...
Ma insomma, ma proprio io devo paga' le tasse?
Ma… Tesoro mio, tu ma devi aiuta', inventate quarcosa.
Te pago apposta, no?
Si, lascia... lascia perde' er ragioniere...
lascialo perde', sei tu er commercialista.
Non lo conosci quarcuno? Tu' zio era colonello della Finanza,
che fine ha fatto?
Ah, l'hanno... Va be' e trova qualcun altro, no?
Sì, inventate quarcosa, su bello, svejate, dai!
Se sentimo dopo, sì, ciao.
Ciao.
Senti, io è un po' di giorni che ti voglio dire una cosa.
Pure io, però...
Cioè... è che mi dispiace per l'altra sera, forse...
ho un po' esagerato. - No, made che, a papà,
anzi, quello schiaffo m'ha pure...
Te faccio vede' 'na cosa, vie'... - Cosa?
Eh?
Belin, sembra di essere in Africa...
Non hai esagerato un po', qui? - No.
E bravo Gino, guarda come s'è sistemato 'sto delinquente...
Pure la cameriera bona, s'è messo dentro la casa, eh?
Ciao, Zaira.
Zaira, sei troppo bella! - Diteglielo a vostra moglie!
No, niente… Siccome io non tengo pregiudizi razziali,
posso?
Eccoci qua…
Uno…
due…
etre.
Senti, ti dispiace se t'accom pagno dentro?
No, pare brutto se ti faccio entrare in casa.
E pare brutto se io e te usciamo insieme, che ne so, domenica?
No… non pare brutto.
Anzi... Ciao, Tino.
Ciao, Zaira.
Ciao.
Mo vedi, Gino, che scherzo che te combino…
'Sto vecchio rimbecillito.
Ah però, Zai', complimenti.
Signo', certo che 'sto vestito è proprio bello, grazie assai.
M'è costato 'na cifra... Va be', niente rimpianti,
a me non mi sta più, ora è tuo.
Ma voi vedete come mi sta bene?
Quello, Tino, quando mi vede così, casca per terra, casca.
A proposito, Zai', ma com'è 'sto Tino?
Ma... veramente signo'... bello non è,
ma… voi ci credete all'amore a prima vista?
Citofono.
Pronto, chi è?
Tino, ma come già sei arrivato?
Io non sono ancora pronta.
Signo', che dite, lo posso fare entrare? - Avanti.
Tino, ha detto la signora che puoi entrare.
Vieni, dai, t'aspetto.
E si, va bene.
Venga, si accomodi, piacere, io sono Teresa.
- Piacere. - Zaira tarda altri 5 minuti,
intanto le presento la mia famiglia. Lei è Siria, mia mamma.
- Piacere. - Lui è Tino, l'amico di Zaira.
- Questo è Mino, mio marito. - Piacere, Mino Petrini.
E questo è il nonno, il padre di mio marito, praticamente.
Piacere.
Piacere.
Prego, si accomodi. - Si...
Mi metto Ii?
Mi metto seduto qua? Grazie.
- Gradisca un caffè? - No grazie,
faccia come se ho accettato, è che oggi...
tengo 'na cosa qua…
Sicché, lei è il padre...
malo sa che lei e suo padre vi somigliate... due gocce d'acqua!
Papà hai sentito? Quindi lei trova che…
Sputati, guarda, pare che gli ha segato la testa... Uguali!
Teresa, ma lo sai che questo giovanotto ha ragione,
lo tenevo sotto gli occhi, ma non me n'era mai avvertita.
A guardarvi bent-:, siete proprio uguali, spizzicati.
Eh si, a capa testa, si assomigliano assai.
Beato lei, che ci ha ancora suo padre,
-l.'h-M
Sì, l'ho perso nel senso che non so più dove sta.
I. .il… … l-l-Ì.
Mala miseria nera.
A un certo punto, grazie a una mia idea, è diventato ricco
e m'ha lasciato in mezzo a non dico cosa, per rispetto alle signore.
No scusi, io continuo a non capire...
suo padre è diventato ricco per una sua idea,
poi è sparito e lei non sa dov'è?
“'U-hl…
E allora vada là, ve chiarite e lo riporta a casa, che problema c'è?
Sembra facile…
Guardi, se io potessi parla' mo, con mio padre...
proprio come, metti... posso fare, col suo,
lo sa che cosa gli direi?
Ma brutto stronzo,
possibile che non hai mai capito che io te voglio bene veramente?
È giusto che tu vivi tra il lusso, a 'ste comodità?
E a me m'hai lasciato in mezzo la strada, come un cane.
Povero, praticamente alla fame. Ti pare giusto, secondo te?
Oh, tengo a parla' co' te, merdo'!
Oh! Eh...
Scusate... mi so' immedesimato un po' troppo.
Embé, come sto?
Pronto, ci sei? Parlo con te!
Andiamo, va.
Scusate, eh?
Arrivederci.
Certo, povera Zaira, questo è un povero disgraziato.
Tu che ne pensi?
Perché a me, me pare a posto. Un po' sfortunato, però a posto.
Teresa, ma proprio a tuo marito, fai una domanda simile?
Che ti deve rispondere, che il ragazzo è fuori posto?
Va be', sentiamo. Papà, che dici?
- Ma di chi? - Di quel ragazzo, nun te piace?
Ah si, all'inizio m'ha fatto... m'ha fatto quasi pena,
ma poi... che ne so io di quello che mi piace, chi non mi piace...
perché mi piace. th!
Devo fare il padre, devo fare il nonno, è vietato mangiare
e la dieta, è vietata la spiaggia, far tardi a vedere la tv…
riso in bianco... th, mi son rotto, eh?
Il caffè l'ha fatto lei? - Sì.
Fa schifo!
- Quand'è cheti rivedo? - Giovedì sono libera e tu?
E io me libero.
Va bene, allora ciao, buonanotte.
Aspetta Zai', aspetta.
Te devo di' 'na cosa che tengo qua.
E dimmela, no?
Te sembra facile.
È che io non so parla' buono, ho fatto le scuole basse e male.
Libri manco a parlarne. - Embè?
Io quando t'ho incontrato al mercato, volevo…
però poi se' stato bene tutta la giornata con te, quindi…
Tu devi sape' che io… io ci tengo ate, eh?
- E che problema c'è? - No, nessun problema...
È che...
non vorrei che tu un giorno pensiche….
Che ho f... che ho fatto lo screanzato con te, capito?
Perché... - Perché che cosa, che cosa...
- Basta! Fine dei giochi, vai! - M'avete fatto paura.
- A casa! - Scusate, ma di che vi impicciate'?
T'ho detto: vai a casa!
Vai!
Che devo... scambiare due paroline con questo signore, io...
Che cosa vuoi?
Lo? Niente.
Ah, niente, eh? Sei qui per caso...
Guarda che questa qui è una brava ragazza, eh? Mi sta a cuore.
Non è come quelle che hai sempre avuto tu.
Guarda che se permette de di', quello che devo o non devo fa',
la ragazza… Lo sai che ci mettevo io, a dire chi sei o chi non sei?
L'ho fatto? No.
E allora stai calmo, molto calmo.
Come sei onesto.
Guarda che questa è gente che mi sta a cuore.
È gente per bene, ci sono dei bambini, mi ci sono affezionato,
quindi metti in moto... - Ma tu dovevi fa' l'attore.
Alti. M……
Questa famiglia, mi sono affezionato...
Ma sei naturalissimo, vero... Ti posso fa' i complimenti?
Si, io sono un attore, ma tu sei una merda umana.
Vai via, vai!
Senti, il Barba m'ha detto che sei diventato un mito,
che gli hai dato pure 400 mila lire, per uno straccetto.
Dammi la mano.
To'. Tutto quello che ho. Vai adesso, via!
- Questo è tutto quello che c'hai? - Sì.
Cioè, co' tutto 'sto... questo è tutto?
Tu stai qua a fa' il ricco, io sto là a fa' il povero,
ma che tengo la faccia da scemo? - Tu? Sì!
Senti... in questa storia, anch'io voglio diventare tuo figlio.
No, ho sbagliato.
Tu non c'hai la faccia da scemo, tu sei scemo. Vai via, vai.
Scusa, ma che te costa? Hai fatto trenta, fa' trentuno.
Facciamo cosi, mettiti a dormire, ci rifletti, ti do fino a domani.
Domani ci risentiamo. Sogni d'oro.
Che gran bella persona, che sei.
Caro Mino,
non puoi capire quanto mi dispiace
dirti quello che ti sto per scrivere.
Fai una cosa, mettiti seduto.
Io non sono, purtroppo, tuo padre,
ma un impostare.
E anche della peggiore risma.
Mi dispiace darti un dolore di questo tipo,
ma ti devo confessare che la cosa dispiace molto anche a me,
perchè avevo cominciato a essere felice,
a vivere nella tua casa.
E speravo anche di invecchiarci, in questa famiglia.
Mala cosa non mi è riuscita.
Certe cose non si possono…
mandare avanti troppo a lungo.
Ti voglio molto bene, tuo Gino.
IL CANE UGGIOLA
th, papà.
M'hai fatto paura.
Cosa stai facendo?
Sto cercando di salva' il salvabile, sempre che ce riesco.
Cioè?
A papà, c'ho un casino co' la Finanza che manco te l'immagini.
Questi se vengono qua, m'arrestano pure.
- Arrestano'? - Eh.
È un buco da qualche miliardo, te che dici?
- Miliardi? - Sî.
A papà, stavolta so' cazzi.
Senti, io t'avevo...
Volevo dire, non mi chiamare papà, chiamami Gino.
- Va be'... Io te chiamo Gino? - Gino.
Te chiamo Gino, ma sempre cazzi so'.
Ili-.
Quando te cercavo in Australia ho fatto carte false pe' trovatte.
Mamma m'ha parlato una volta sola da te,
ha detto che eri diventato ricco a palate.
Ma io mica te cercavo pe' i soldi.
No, io te cercavo perché te volevo…
Certo che se adesso invece eri ricco...
io avevo svortato.
E invece chi arriva?
Un morto da fame, co' le pezze ar culo.
Però io ho detto: aoh, meglio da niente.
E io, che son stato nella miseria più incredibile tutta la vita,
trovo finalmente il figlio ricco...
Er fijo ricco?
Ma guarda…
T'ho scritto una lettera. - Per me?
No, no, non è urgente, la leggi dopo.
La leggi quando io sono andato via.
Ehi, ti saluto male perché…
altrimenti magari mi...
Buonanotte, papà.
- Chiamami Gino! - Ah sì, Gino.
La salute, che manca.
La sfiga, invece, è quella che continua.
Tanto i poveri, diventano sempre più poveri e i ricchi...
Possono diventar poveri, alle volte, te lo dico io.
Va be', intanto io mi faccio questo tramonto, che non costa un cazzo.
Gino! Gino! Gino!
Gino! Una brutta notizia! - Un'altra?
Il Barbona sta molto male, ha bisogno di te.
Dice se lo vai a trovare.
Ginetto...
Amico mio, vieni.
Vieni.
Siediti.
Sì, ma non...
Dammi...
Beh, che è 'sta faccia?
Vado via contento.
Mi sono nascosto tutta la vita.
Per orgoglio.
La barba, la miseria.
Era tutto un nascondiglio.
- Ma che sta a di', questo qua? - Ssh!
Pensavo... che vivendo da povero,
avrei trovato… la santità.
Ho trovato solo… l'orgoglio dei pidocchi.
M'hanno sputato addosso tutta la vita,
però l'ho fregati tutti.
Tu solo mi sei stato amico.
M'hai chiamato pure "signore". Grazie...
Ti prego, dai.
Sono io cheti prego.
T'ho portato via pure le 400 mila lire dell'impermeabile.
Mate le ridò.
E cogli interessi,
perché io sono ricco.
Sì, sì, lo so. Tu sei ricco dentro.
Lascio tutto ate.
È tutto tuo.
Tuo...
Se n'è andato via.
Paranoia...
Va be', perlomeno tu, però, sei diventato ricco.
...Il-… "in-un.…
SQUILLA UN CELLULARE
Chi è? No, no, non posso, so' impegnata.
Oh! Oh!
Che cosa vuoi?
Ma ma chiedi che voglio? Dopo tutto quello che hai combinato?
Iregazzini piangono disperati, il cane non magna più,
mi moja me guarda storto e tutti me chiedono che fine ha fatto nonno.
Che je devo di'? Che me so' fatto frega' da 'no zozzone come te?
Perché diciamocelo, te sei solo un grande zozzone!
- Abbassa la voce. - Che vòi fini' sul carro da morto?
Adesso te me devi spiega' come conoscevi mi' padre,
come sapevi tutte quelle cose de mi' padre co' mi' madre.
Melo devi di'. Te lo sai chi è!
Non lo so chi è, non lo conosco e non lo voglio conoscere.
Adesso voglio accompagnare il mio amico, qui.
Ciao.
Nun t'azzarda' a cercamme, nun me devi cerca' più!
Nun te fa' vivo, sa'!
Sta' lontano da casa mia e soprattutto dalla famiglia mia!
Hai capito? Zozzone!
Ma chi sei? E vattene, a brutta.
Ringrazia Dio che più o meno sei 'na donna, se note gonfiavo!
7.022“.!
Dai, vallo a chiamare.
Solo lui, però.
Solo lui. Va bene.
Che vòi?
- Proporti un affare. - Pure!
- Tu hai bisogno di soldi, no? - Embè?
Eccoti i soldi.
Che è, 'n'altra sola?
Controlla.
Ma che hai fatto 'na rapina?
Non ti preoccupare, è denaro pulito.
È un'eredità.
Non so se bastano a risolvere tutti i tuoi casini, ma qualcosa fanno.
Perché li vuoi dare a me'?
Per comprarmi una famiglia.
MUSICA E BRUSIO Dl SOTTOFONDO
MUSICA E BRUSIO
Annamo a fa' 'na foto, su, annamo.
Allegri, sorridete che facciamo un bel gruppo di famiglia.
Buongiorno!
I'm Mario Petrini, sono Mario Petrini
e cerco Mino Petrini.
Vengo da Melbourne, Australia. I'm looking for my son.
Cerco mio figlio.
Sorry.
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