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< Uomo: Egli Aveva, sì, abbattuto molte piante,
mala foresta più bella, il gioiello che tutti ci invidiano,
il cosiddetto "Bosco vecchio", ebbene, quella foresta l'ha sempre rispettata.
< Bambino: Vola! (BAMBINI RIDONO)
Là, da centinaia di anni, non è stata tagliata neppure una pianta
per mano dell'uomo.
Grande merito, dunque, al cavalier Morro.
Noi, oggi, poniamo in questo luogo un segno di ricordanza imperitura.
- In riconoscimento dei suoi meriti forestali... - Chi è?
...on-o.. un…-un-
di uno dei nostri abeti più belli, proprio a voler significare
che da questo momento il cavalier Morro è divenuto egli stesso
parte di queste magnifiche foreste.
(BAMBINI FANNO VERSO Dl SORPRESA)
(TUONI)
Mi.…
- Bambino 1: Dai, andiamo! - Bambino 2: Non fatemi cadere!
Fatemi passare!
< Ho perso la scarpa! < Corri!
- Uomo 1: Fra un po' vien giù a secchi! - Uomo 2: Non piove, fa solo rumore.
(CLACSON)
Uomo: Datevi da fare! Fate passare l'auto!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< E così che niuno possa avanzare diritto alcuno,
io, cavalier Antonio Morro, lascio a mio nipote,
il colonnello Sebastiano Procolo, la casa, già mia dimora
e una lista di terreno boschivo di contorno, denominato "Bosco vecchio".
«l'Io-…o… Ho…-o
che detto bosco merita. Pertanto il beneficiario si impegna,
onde niuna diligenza, niuna cura, niuna spesa vada risparmiata
per conservare un così prezioso monumento naturale.
< ll rimanente di tutte le mie proprietà
fluo-Ido…
orfano di padre e di madre e del quale io sono stato tutore
fino a che, dopo la mia dipartita, subentrerà a tale impegno
il già menzionato colonnello Sebastiano Procolo,
il quale potrà entrare in possesso di tutti i beni a lui destinati
solo il giorno in cui prenderà definitivamente congedo
dalla vita militare.
(SQUILLO Dl TROMBA)
< Militare: Battaglione! Presentatarm !
(MUSICA BANDISTICA IN SOTTOFONDO)
A mela bandiera!
Per ordine di Sua Maestà il re, cedo il comando del reggimento
al colonnello subentrante e voi ne riconoscerete l'autorità.
(COLONNELLO Sl SCHIARISCE LA VOCE)
< Buongiorno.
Sono il fattore del povero Morro, siete tale e quale vostro zio.
- Avete Io stesso naso. - Invece di occuparvi di nasi,
occupatevi piuttosto dei miei bagagli.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MOTORE ARRANCA)
(SCOPPIO)
Basta, non va più avanti.
- Mancherà la benzina. - Le manca il fiato.
Ogni tanto si pianta come un mulo e non c'è più verso di farla camminare.
È così.
< Se non cammina lei, bisogna camminare noi.
(GAZZA GRACCHIA)
Colonnello: Cos'hai da strillare, brutta bestiaccia?
Sta facendo il suo servizio, signor colonnello.
- Quale servizio? - È la vecchia gaza guardiana.
Il povero Morro, vostro zio, la teneva in grande considerazione
come sentinella per avvisare quelli di casa.
< Un'oca, se non sbaglio.
L'ha fatta fare il povero Morro, come ha voluto lui.
È evidente che qui si imporranno alcuni radicali cambiamenti.
- Buonasera, sono Vettore. - Buonasera.
- Sono sempre stato al servizio del povero cavalier Morro. - Bene.
- Come mai a piedi, signor colonnello? - Si è fermata la vettura.
Col-…lo…
il te e pronto per essere servito. - Grazie, non e nelle mie abitudini.
Vettore: Al cavalier Morro ho sempre servito la cena alle 19 in punto.
Colonnello: Perfettamente, secondo le consuetudini dell'esercito.
< Colonnello: E ora la sciabola.
< Estraetela dall'apposita custodia e presentatela accanto al ritratto.
Dalla vostra parte sinistra.
Più accostata al quadro.
Non troppo accostata.
Ora, abbassate l'elsa e alzate la punta.
Di più. Ancora un po'. Più alta la punta.
Là.
Appendete esattamente in quel punto.
(GAZZA GRACCHIA 5 VOLTE)
- Questi sono i segnali della gaza. - Sì, signore.
- Avete udito anche voi. - Perfettamente.
Aspettate.
Ora, dopo tante chiacchiere,
vedremo quale affidamento può dare una sentinella di tal fatta.
< Cinque persone, immagino. - Cinque, esatto.
Una, due, tre, quattro e cinque.
- Perbacco! < Infatti la gaza ha lanciato 5 segnali.
Possiamo stame certi, non sbaglia mai.
Dammi la giacca, presto.
< Fate pure accomodare, io scendo immediatamente.
< Siamo la Commissione forestale.
< Ci dovete scusare, ma abbiamo un compito da osservare.
«infili…
- Dobbiamo fare un'ispezione ogni tanto peri tagli. - Mh.
Qui la maggior parte dei boschi era del Morro.
- Allora? - Voi sapete meglio di me com'era fatta quella buon'anima.
Ha lasciato com'era il Bosco vecchio,
ma il resto l'ha sfruttato più che ha potuto,
compresa la parte di vostro nipote, Benvenuto.
Dato che sono io da questo momento il tutore testamentario del ragazzo,
dovrete rivolgervi a me per risolvere ogni questione.
Film……
Ora, se non ci sono altre questioni, procediamo con l'ispezione.
- A proposito, qual è il vostro grado? - Noi siamo solo dei municipali.
I vostri subalterni, quando si rivolgono a voi, come vi chiamano?
Gaetano.
Precedetemi.
Là il Morro ha fatto tagliare tutto a spizico.
Se vien su una bufera, qui va tutto in malora.
Lavori così, roba da canaglia.
Avete sentito? Gliel'ha detto chiaro e tondo.
Cosa gli ha detto?
Un…… “…io-*.
- A nominarlo da vivo, eh. < Eh, si.
Ecco qua, signor colonnello.
Da qui fa tutto parte del Bosco vecchio
e va avanti fin sotto la cima del como.
Colonnello: Quest'albero, come mai non è stato utilizzato?
Questo è crollato da solo, è morto per vecchiaia, signor colonnello.
< Sapete bene che anche la buon'anima di vostro zio
qui non ha mai osato toccare neppure una di queste piante.
A quanto mi risulta, però, qui divieti non ce ne sono.
Comunque siamo tutti certi che il signor colonnello
non sarà da meno del suo nobile zio.
Il Bosco vecchio, perla gente di qui, è qualcosa di speciale.
Questi alberi sono i più antichi che si conoscano
e siamo convinti che anche voi… - Le mie intenzioni,
peril momento, non le conosco neppure io.
Di tal che non c'è alcun motivo
che giustifichi tanta invadenza da parte vostra.
Egregio colonnello, è inutile che vi scaldiate tanto, non è il caso.
Sentite, giovanotto!
Statemi a sentire voi, invece.
Molti secoli fa, questa terra era tutta pelata.
< Il suo proprietario era un certo Giaco.
Il brigante Giaco.
< Un uomo di quelli veri, pieno di iniziativa
.…- uno……
Un giorno Giaco tomò
senza più un soldato, stanco morto, pieno di ferite.
Allora pensò:
"Una volta o l'altra mi inseguono e io non avrò un posto dove rifugiarmi".
"Sarà meglio che io pianti un bosco, il luogo più adatto per ripararsi".
Detto fatto, piantò questa foresta.
Da allora sono passati tanti di quegli anni che sarebbe inutile contarli.
Ma chi vi dice, signor colonnello,
che il brigante Giaco non possa ritornare?
Di cosa andate fameticando?
Anzi, Io si aspetta da un momento all'altro.
«nana.
< Potrebbe anche accadere
stasera stessa.
«…un-l.…
non avrà più un soldo né un soldato,
inseguito da centinaia di nemici armati di schioppi e di randelli.
E allora? Non avrà il diritto di ritrovare il suo bosco intatto,
come lo ha lasciato?
< Dopo tanti anni e tanti padroni non è sempre roba sua Io stesso? (ECO)
< Toccare questo bosco sarebbe una malvagità!
< Anzi, sapete cosa vi dico? - Costui è pazo!
< Sarebbe un delitto! Avete sentito, colonnello?
Un delitto!
Un individuo così meriterebbe gli arresti.
(GAZZA GRACCHIA)
< Un segnale, una persona.
< Colonnello: Basta così.
Siete sicuro che sia un segnale della sentine--… della gaza?
Senza alcun dubbio.
Riconoscerei la sua voce in meno a mille.
Chiunque sia, gli direte che non ricevo nessuno
durante l'orario di mensa. - Senz'altro, signore.
(TICCHETTIO CADENZATO DEL PENDOLO)
(TICCHETTIO VELOCE DELL'OROLOGIO)
- Il Porto, signore. - Grazie.
A proposito, chi era mai l'importuno di poco fa?
Stavo giusto perinformare il signor colonnello
che, cosa quanto mai strana, nessuno si è presentato alla porta.
Ah! Allora vuoldire che il segnale della gaza era sbagliato.
Non era mai capitato prima d'ora.
< Un errore simile nell'esercito non sarebbe ammissibile.
Certamente, signor colonnello.
(GAZZA GRACCHIA)
È ancora lei!
Senza alcun dubbio. Ora vado a vedere.
Una volta si può sbagliare, due è inammissibile.
(PORTA SI APRE)
(PORTA SI CHIUDE)
Non si vede anima viva.
La pretesa più assurda
è pensare di fare affidamento sulle segnalazioni di una gazza.
Questo fatto ha qualcosa di veramente strano.
< Anzi, se posso permettermi, oserei dire di sospetto.
Avete delle opinioni in proposito?
< In questi casi, l'unica cosa è attendere.
Al massimo fino alle 20:45.
Alle 21:30 in punto, spengo la luce com'è mia consuetudine.
(OROLOGIO RINTOCCA LE 21:30)
(GAZZA GRACCHIA)
(GAZZA GRACCHIA)
(MUSICA DI TENSIONE IN SOTTOFONDO)
(GAZZA GRACCHIA 2 VOLTE)
(SCALPICCIO Dl ZOCCOLI)
Allarmi!
(MUSICA IN CRESCENDO)
< Soldati! Fermatelo!
Via!
(GRIDO)
(OROLOGIO RINTOCCA LE 4:00)
Cos'è?
Ah.
(COLONNELLO SBADIGLIA)
Santi Numi! Che…
Che ore sono?
Le quatt-- (GAZZA GRACCHIA)
< Bastaaa!
(GAZZA GRACCHIA)
Maledetta!
Se non la pianti, ti sparo!
(ECO DELLO SPARO)
Santi Numi, era carico.
Dieci volte hai dato il segnale. Non è passato mai nessuno!
In.- :...-
Perdere il sonno per colpa tua.
Questo valga una volta pertutte. (GAZZA GRACCHIA)
Un'altra e ti accoppo sul serio, eh!
< Dimmi se questo è il modo di svolgere un servizio!
(RUMORE INDISTINTO)
< Gaza: Vigliacco, mi hai colpita.
< Ora non saprai mai chi ho visto passare stanotte.
Un bel niente, hai visto passare! Ti sei sbagliata!
Ml- IMI…
< Anche quando sono arrivato io, hai dato il segnale,
eppure venivo da casa.
< L'unico momento che mi ero appisolata.
Se hai visto passare qualcuno, dimmi chi era.
Gaza: Ora devi scoprirlo da te, signor colonnello.
Lo, ormai, ho finito il mio servizio.
- Forse è solo una ferita da niente. < Non importa, non preoccupartene.
«N…-Moli. …la…
da questo posto sciagurato, ma sono sempre stata un'ingenua.
Pensavo chele mie segnalazioni fossero gradite.
< Ora, se proprio lo vuoi sapere,
anche il posto non lo posso più soffrire.
< Tutto è vecchio qui, tutto sa di muffa,
“ Mono 'e mono
e anche tu come età non scherzi, caro il mio signor colonnello.
- Guarda che ti sparo un altro colpo! - Tanto!
Prima, lasciami dire almeno una poesia.
< Una poesia?
- Ti sembra il momento? - E il mio unico svago.
A fare la sentinella, si ha tanto tempo per pensare.
Tu non hai mai provato perché sei un colonnello.
Io, invece, penso delle poesie.
Solo che con le rime ho qualche difficoltà,
faccio fatica. < Beh, non è cosa da tutti
saper comporre delle rime. < Ma poi bisogna che qualcuno
le stia a sentire, sennò a cosa serve la poesia?
- Posso cominciare? - Vabbè, comincia pure.
Così dicevan tutti i miei fratelli: “Tu sarai la più brava a volare"
"e la tua vita facile e lieve più lunga assai di tutte…"
Ecco, vedi? Non sono giusta con le sillabe.
- Beh, non stiamo a sottilizzare. < Allora, proseguo? - Prosegui.
< Non qui finivan le loro parole.
I'll-…i…
anche in dicembre, tra i freddi venti,
sempre questi eterni complimenti.
Hai fatto una rima!
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
< Colonnello: Venite avanti.
«…un.
< In questa zona, daremo inizio a nuovi tagli.
< Cominceremo col praticare un passaggio nel bosco
che consentirà di raggiungere la rotabile di fondovalle.
Procederemo al taglio di tutta una lista di alberi
fino alla parte alta della valle.
Attraverso questo varco, si trascinerà tutto il legname abbattuto.
< Ma noi, in questa maniera,
dividiamo in due il Bosco vecchio.
Ma è l'unica via possibile per raggiungere questa parte della proprietà
finora inaccessibile e quindi mi sfruttata.
< Qualche osservazione?
0 qualche timore?
< Insomma, sapete bene che ci sono certe voci in giro
sul Bosco vecchio.
Superstizioni. Credenze da semplicioni.
< Ma ci credeva anche il Morro. E A dirla qui come sta,
a ragione vera non ha fatto tagliare neanche una di quelle piante.
Forse...
Basta con le chiacchiere inutili.
Cominciate a dare agli uomini le istruzioni necessarie
e che siano pronti a un mio ordine.
< Qui troverete tutti i mappali dei terreni di proprietà dei Morro.
Siamo sicuri che siano stati tutti puntualmente aggiornati?
Penso di sì.
Il cavalier Morro ha sempre controllato di persona fino all'ultimo.
Ditemi,
da queste carte sarebbe possibile risalire ai precedenti proprietari?
< Sapere, per esempio, A chi è appartenuto il Bosco vecchio
prima del mio defunto zio?
< Per questo dovrete rivolgervi alla sorella del prete.
Su nel solaio c'è sempre il vecchio archivio parrocchiale.
< Là potrete trovare nomi e cognomi di tutti i padroni del Bosco vecchio.
- (sussurrando) E anche il resto. - Va bene, basta così.
Comodo.
Se ci fosse stato qui don Galdino, lui si che sapeva dirvi tutto
per filo e per segno.
Proprio oggi è dovuto scendere in curia per delle pratiche.
Mio fratello conosce bene la storia del Bosco vecchio
e anche certi fatti che è meglio lasciar stare,
fenomeni che possono accadere ancora oggi,
misteri.
«li.….. EMME-o…
«”…e… In……
Pubblicato in Verona nell'Anno Domini 1836.
«u…-..a doni.”…
< "Piacquemi, in questa valle amena, visitare una ricca foresta,"
"denominata 'Bosco vecchio" .
"E come io, abate don Marco Marioni ebbi a notare,"
quelle piante sono la dimora di geni, misteriose creature del bosco".
(VOCI DAL BOSCO)
< "Gli abitanti a cui chiesi notizia pareano ignari".
< "Credo che in ogni tronco sia un genio"
che a suo piacimento ne sorte in forma di animale o di uomo".
< "Sono esseri semplici e benigni, incapaci di insidiare chicchessia".
< "La loro vita è legata all'esistenza dei rispettivi alberi"
"è perciò destinata a durare centinaia e centinaia di anni".
< "Soprattutto i bambini, ancor liberi da pregiudizi,"
"di quando in quando si accorgono che la foresta è popolata di geni".
< "Tutti gli altri, invece, considerano ciò una stolta fola".
(TICCHETTIO VELOCE DELL'OROLOGIO)
< Chi è mai?
< E quel pazo del forestale!
< Bernardi: L'avete visto anche voi
ciò che sta accadendo.
…Mi… …-
&“… mini...…
< Ormai, tutto è perduto.
Ditelo voi, fratelli, se non ho fatto tutto il possibile.
Con chista parlando, quel forsennato?
< Voi lo sapete bene, persino questo mio travestimento da forestale
pertentare in tutti i modi di salvarci... - Ecco chi è costui.
< In questo modo, però, siamo riusciti A sopravvivere. - Uno di loro!
< Ora, invece, quel colonnello da un giorno all'altro può dare un ordine
e molti di noi verrebbero abbattuti.
< Ci sarebbe un'ultima possibilità per fermare quell'individuo,
l'unica che ancora ci rimane.
Una cosa che mai avrei pensato di dover fare,
ma a questo punto, per noi non c'è altra scelta.
- Liberare il vento Matteo. < Albero: Oh, no!
< Lo so, avete ragione. Conosciamo fin troppo bene i disastri
che ha combinato il vento Matteo.
Nessuno più di noi può sapere la fatica che ci è costata
rinchiuderlo nella caverna. - Rinchiuderlo?!
Andrò a trattare con lui.
So che sarebbe disposto a tutto pur di tomare in libertà.
< Detteremo le nostre condizioni
e dovrà rispettare i patti sotto giuramento.
< Questa èla sola arma pertrattare alla pari con quel colonnello.
< Non c'è tempo da perdere.
Vento Matteo!
< Vento Matteo!
< Ti devo parlare.
Sono il Bernardi.
< Sono venuto A proporti un patto.
< Colonnello: "Soprattutto i bambini, ancor liberi da pregiudizi,"
"di quando in quando si accorgono che la foresta è popolata di geni".
< "Tutti gli altri, invece, considerano ciò una stolta fola".
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(FISCHIO DEL VENTO)
(VOCE DALLA CAVE RNA)
Chi è là dentro?
Lui…-…
(FISCHIO DEL VENTO)
Sei tu il vento Matteo?
< (arrabbiato) Chi vuoi che sia? Mi vuoi prendere in giro?
- Cosa ci fai là dentro? < Porcaccia di quella bonaccia!
< Sei stato tu A rinchiudermi qui dentro!
È evidente che ti stai sbagliando con qualcun altro.
< Tu insieme A tutti quegli spiritacci del bosco come te!
- Sono il colonnello Sebastiano Procolo. < Non sei il Bernardi?
Ora sono io il padrone di tutti i boschi.
E d'ora innanzi i patti Ii farai col colonnello Procolo.
< Quante volte li devo ripetere? - Ripeti" perl'ultima volta.
- Io sono tutto orecchi. < lo, vento Matteo,
in questa valle padrone dell'aria,
giuro obbedienza a colui che mi libererà da questa prigione.
< Perlui radunerò tempeste
o punirò il cielo secondo ogni suo desiderio.
«Anno… ……-
ecc., ecc. Ora facciamo alla svelta che non ne posso più.
(FISCHIO)
Tocca a noi.
Bisogna far saltare questo macigno. Prima facciamo, meglio è.
Dai, Sisto.
Boia can!
(COLPI SORDI)
Zitta! Cos'è?
Correte, fate presto!
- Avvisate tutti! - Stanno perliberare il vento Matteo!
Passate la voce: liberano Matteo!
Liberano il vento Matteo! (ECO)
«on...… «I……
l'erede del vecchio Morro.
Amo.-ma.… «una…
…io…
< La vecchia volpe ha ragione. < Io dico
che se ci mettessimo a gridare tutti insieme... < Taci, merlo!
< E se provassi col mio pungiglione? Zac!
La mina è pronta.
< Attenzione chela miccia va in meno minuto.
Non vi preoccupate, state parlando a un ufficiale dell'esercito.
- E il fuoco? - Al fuoco ci penso io.
Voi potete andare.
Per quello che riguarda il vostro compenso,
…mi…
- È già stato avvertito. - Signor si.
Va bene, signor tenente.
Colonnello!
< Via! Più in fretta!
Ehi, là dentro! Sei sempre lì?
< Sono 20 anni che sono qua dentro. Spicciati!
(MATTEO ESULTA)
No! I miei boschi no!
Torna subito indietro! (MATTEO RIDE)
Senza un mio ordine, non devi toccare nulla!
«Fu-I.… c..-m
Hai capito? Le mie piante non le devi toccare!
< Ricordati dei patti!
Matteo: Erano anni che non facevo una corsa.
(MATTEO ESULTA)
- Non dare troppo nell'occhio! - E il vento, signor colonnello!
< Uomo: Tira! È lui! < Vigile: Florio! - Oh!
- Qualcuno ha liberato il vento Matteo! - Oh, Santa Madre!
(MATTEO RIDE)
Correte! Hanno liberato il vento Matteo!
Farà dei disastri! (MATTEO RIDACCHIA)
Chi è stato quel criminale?
Bosco, confortaci tu! Vento della malora!
- Maria Vergine e tutti i Santi del Paradiso! < Ventaccio infame!
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
Avete visto?
Sembra che tutto sia contro di noi.
Potrebbe essere la fine.
< Albero 1: Può anche darsi che in tutti questi anni
il vento Matteo sia rinsavito.
< Albero 2: Eppure il vento Matteo Aveva anche delle buone qualità.
< È vero. Vi ricordate quando si divertiva A cantare,
soffiando nei nostri rami? < Chi non lo ricorda? Era bellissimo.
< Eh, si. In certe notti tranquille, si udivano venir fuori dalle nostre foreste
melodie meravigliose. < Bisogna ammetterlo,
in quei momenti il vento Matteo si rivelava musicista sommo.
< Furono notti dolcissime. < Indimenticabili.
- Ehi, colonnello! - Sei il vento Matteo?
Sst! Non voglio che mi sentano.
Chi è tutta quella gente?
Quella non è gente qualsiasi, sono i geni degli alberi.
Sono tutti qui per assistere il loro compagno.
Ho… n….
< Ciò che sta accadendo è davvero triste.
Non ci eravamo più abituati.
Siamo venuti per dirti addio.
«…io-l… ...-|.…
di cui tanto abbiamo sentito raccontare quando eravamo piccoli.
Nessuno ha dimenticato le parole.
Ricordi?
< Geni (insieme): Nella verde foresta che non ha confini,
"il-l.-
don-In...…
né bostrichi che scavano il legno, né vermi che divorano le foglie.
Nella foresta eterna non cadranno fulmini
ne vedremo lampi, neppure nelle notti più calde dell'estate.
< Così ritroveremo i nostri compagni che ci hanno preceduto
e hanno ricominciato una nuova vita,
questa volta per sempre.
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
- Sei venuto per il contrordine? - Quale contrordine?
Pensavo che il padrone qui avesse cambiato idea
e mandato per un contrordine.
< Il colonnello Procolo non ha mai dato un contrordine in vita sua.
< Tu lo conosci? - Da molti anni.
«...li… mm……
che il taglio si possa rimarginare e io potrei continuare la mia vita.
< Uomo: Colonnello, indietro!
(FISCHIO DEL VENTO)
- Sono io, Matteo. - Non c'è bisogno di dirlo,
Io si capisce dalle buone maniere. - Sono venuto solo per avvertirti
che stasera devo allontanarmi per un impegno.
- Non mi interessa, fai ciò che vuoi. - Sarò via fino a domattina.
- Lasciami in pace! - Era solo perinformarti, signor colonnello.
Per pura cortesia!
Maleducato!
Attenti!
Fronte al centro!
Riposo. Spogliatevi.
(TICCHETTIO CADENZATO DEL PENDOLO)
Guardate un po' chi c'è. Anche la vecchia volpe
viene a sentire il concerto del vento Matteo.
Ormai, cosa ci viene a fare qui? Sorda com'è!
(TICCHETTIO VELOCE DELL'OROLOGIO)
Perbacco!
- Andiamo? - Andiamo.
< Animale 1: Venite avanti.
< Animale 2: Fate piano, tra poco comincia. < Da questa parte.
(GRILLI FRINISCONO)
(FISCHIO DEL VENTO)
< Ecco, è arrivato. E Matteo, Io riconosco dalla voce.
Ci siamo, ora comincia.
< Spegnete tutto. < Fate silenzio. < Sta per iniziare.
Che puntualità.
Fermatevi, non bisogna far rumore.
(MATTEO SOFFIA)
(PIANTE EMETTONO UN CANTO)
- No, non era così. - Non fa niente, Matteo, vai avanti.
- Non importa, ricomincia daccapo. - Sono stato rinchiuso troppo tempo.
Mm…-'d;
- Una nuova. - Sì, una nuova.
(MATTEO SOFFIA)
(PIANTE EMETTONO UN CANTO)
Benvenuto!
(CANTO DELLE PIANTE CESSA)
Chiti ha dato il permesso? (ECO)
< Uscire dal collegio di notte è diserzione! (ECO)
(GRILLI FRINISCONO)
Colonnello: Cos'è questa storia? Che ci faceva qui il ragazo?
Questa èla notte del 21 giugno, si fa festa nei boschi.
La cosa mi risulta nuova.
Si festeggia la prima luna d'estate.
- Non sono stato informato. < Ma anche altre notti, dipende.
Non c'è una data precisa.
Questa musica non era male.
Ormai il vento Matteo se n'è andato.
{M…-fil…-
Anche voi come tutti.
Finché si è bambini,
le attenzioni non bastano mai,
poi da grandi, affaticati e stanchi,
non c'è più un cane che ti degni di uno sguardo.
La questione, forse, è un'altra.
< A una certa età, tutti voi uomini cambiate.
< Non rimane più nulla di ciò che eravate da piccoli.
Diventate irriconoscibili.
Anche tu, un tempo, dovevi essere diverso.
Buonanotte, colonnello.
(CAMPANE RINTOCCANO LE 23)
(CIGOLIO)
Cosa vuoi? Cosa sono questi scherzi, ombra della malora?!
- Ombra: Quali scherzi? - Si vede benissimo
che approfitti della luna bassa per allungati in modo esagerato.
Cosa dici? Non vedi che la luna ormai sta scomparendo del tutto?
Allora sparisci anche tu e lasciami in pace.
Insomma, è inutile che insisti, tanto non mi fai alcune impressione.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MATTEO SIBILA)
- Sei venuto a scusarti? - Matteo: Scusami? Di cosa?
Di come te ne sei andato ieri notte, senza neppure finire il concerto.
Lumini.”
< Ora cosa vuoi?
Ero solo passato a sentire se per caso avevi bisogno di me.
(COLONNELLO SOSPIRA)
Ma se hai voglia di dormire, io me ne vado.
- Stavo pensando. - Allora non ti voglio disturbare.
- Pensavo a un sogno. - Io non so nemmeno cosa siano, i sogni.
Un sogno che faccio spesso in questi ultimi giorni.
Ilo-do…“…
< Dove vai? Torna indietro.
Chiudi la porta.
< Ho sognato che Benvenuto era morto
oh……
(GRIDA Dl BAMBINI)
< Colonnello: Starete con me perle vacanze.
< Così è stabilito dalla volontà testamentaria del vostro prozio,
il cavalier Morro.
< Vettore vi mostrerà la vostra stanza.
Di qualunque cosa abbiate bisogno, sarà a lui che vi dovrete rivolgere.
< Ai vostri impegni scolastici dovrete badare voi stesso.
Su al collegio non vi siete dimostrato un'aquila.
Sono io il responsabile dei vostri studi.
Di tal che, regolatevi a dovere.
Sissignore.
< Vettore: Se il signorine non ha bisogno d'altro,
auguro la buonanotte. < Buonanotte, Vettore.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
«tu..-.Il-
< Topo: Guarda che roba, porco di quel gattaccio ladro!
«mm...-...
«tu..-.Il-
< E ora, dico io, cosa si può fare?
< Nessuno ti ha detto che questo è il mio letto?
< Così, non sai nemmeno chisonoio!
- No. - Io sono il topo zoppo, il più vecchio della casa
e quindi il capo della comunità.
< Devi sapere che col colonnello Procolo abbiamo stabilito degli accordi.
Per esempio, che nelle notti di burrasca, io posso dormire qui,
in questo letto, dentro questo materasso.
< Ma ora non c'è la burrasca. < Ora non c'è, ma più tardi ci sarà.
Lo, col tempo, non mi sbaglio mai. (RIDE)
< Ora, fatti un po' più in là e spegni la luce,
sennò non riesco a chiudere occhio.
Domani sarà meglio chiedere al colonnello un altro materasso.
- Credi che ci ascolterà? - Eh!
Anche lui in principio era seccate. Ha persino minacciato di accopparmi!
Sisa come sono fatti questi colonnelli.
Poi, gli ho fatto intendere la ragione.
Tu lo sai perché è morto il Morro?
< Perché Aveva ucciso un topo. Porta sfortuna uccidere i topi.
Il colonnello e rimasto talmente impressionato
che ha preferito accordarsi con noi.
Topo:Buonanofle.
«…un-.»...
Lo zucchero.
Posso chiederle una cosa, signor colonnello?
Dite pure.
Allora?
Dovreste dare un materasso nuovo al capo dei topi.
- A chi? - Al capo dei topi.
< Stanotte è venuto a dormire sul materasso del mio letto.
Dice che è d'accordo con voi.
Non intendo favorire quella bestiaccia.
Se il topo vi dà fastidio, accoppatelo.
Ma porta sfortuna uccidere i topi.
Non crederete mica
a queste fandonie! - Sissigno-- No, signore.
Ora sbrigatevi. Oggi abbiamo una missione impegnativa da compiere.
E voi venite con me.
Benvenuto: Voi, signor colonnello, siete già stato da queste parti?
Conoscete l'orientamento?
…vi“… dominio
è un ufficiale dell'esercito.
Con una buona carta e una bussola ci si orienta su qualsiasi terreno.
Il sole se ne sta andando.
Spicciamoci, non c'è più tempo da perdere.
Ecco, va bene qui.
Prendete posto davanti a me.
Fate bene attenzione.
Prima, però, posate quel bastone.
Osservate questo strumento. Questa è una stadia.
- Vedete la valletta alle mie spalle? - Mi pare.
Io andrò laggiù, mentre voi starete qui e terrete ben dritta questa stadia,
in modo che si veda bene.
Ecco, tenete.
Non vi muovete da lì, mi raccomando.
Appena sarò nella valletta, io vi vedrò col binocolo
e cominceremo a misurare questi boschi
che prima d'ora mai nessuno aveva misurato.
< Capito? Mai nessuno.
(BOSCO BISBIGLIA)
…un-'.. …Il)
Dio mio! La bussola!
(BOSCO BISBIGLIA)
Matteo…
Sei il vento Matteo?
No,non sono Matteo.
Chi sei?
«inno-MI…
Allora vai via.
Lasciami in pace.
< Poco fa ho udito la voce di un bambino che chiamava.
Io non ho sentito nulla.
< Tu cosa ci fai nel bosco A quest'ora della notte?
< Questi boschi sono miei, non devo rendere conto A nessuno.
Per me, puoi anche rimanerci per sempre.
< Brezza: Cominciava la veneranda foresta A vivere una notte nuova.
< Forse, dietro alla cappa di nubi, non si era neppure alzata la luna.
< Forse le tenebre non sarebbero mai finite.
< Questo buio, per sempre,
…la…
< E forse, nel buio, i geni uscivano dai tronchi per sconosciute incombenze
e si aggiravano intorno a lui, invisibili nella notte.
< Perla prima volta nella sua vita,
il colonnello conobbe i rumori della foresta
e quella notte Ii contò uno ad uno,
ma due otre volte ci fu il vero silenzio.
(COLONNELLO GRIDA)
- Sono qui, signor colonnello! - Ah, siete qui?
Dov'eravate ieri sera quando vi chiamavo?
Non ho sentito niente, allora sono venuto a cercami.
Il fatto è che a un certo punto ho smarrito la bussola.
Infatti ho immaginato che vi era successo qualcosa.
Devo ammettere che, senza strumenti, è difficile
ritrovare la strada. - Possiamo cercarla insieme.
< Signor colonnello!
- Mi avete chiamato? - No, signore.
< Sei tu il colonnello Procolo?
Chiunque mi chiami, si faccia avanti.
- Santi Numi! - Ho sentito dei richiami
...al-mm...… u.…
Quello è il famoso colonnello Procolo...
- Non è così? - Tu chi sei?
Stavo andando a trovare mio fratello, quello che fa da sentinella a casa tua.
È lui che mi ha parlato di te.
Ad ogni modo, visto che sei lassù, puoi vedere la mia casa?
Ah, ho capito! Ti sei smarrito!
E ora vorresti che io ti indicassi la strada.
Chiunque si perderebbe in questi boschi.
Si dice che più di uno ci abbia rimesso la pelle qua dentro,
soprattutto bambini.
Se non hai altre chiacchiere, possiamo avviarci.
…li-I.…
- Io sono pronto. < Allora, seguitemi.
< Colonnello: È da molto che non vedi tuo fratello?
Sì, sono tre anni ormai. Sono venuta fin qui dalla Spagna
per vederlo, finalmente.
< Sei partita senza neppure informarti.
Non hai saputo che tuo fratello non c'è più.
Non c'è più?
È forse partito? Dov'è andato?
È morto.
Morto? Com'è successo?
Un incidente per via di certe segnalazioni sbagliate.
Oh, e io che sono venuta apposta da così lontano.
< Colonnello: Ad ogni modo, se vuoi, puoi rimanere
e se ti va, potresti prendere il suo posto
come sentinella.
< È una proposta seria, colonnello? - Certo.
< Allora, spicciamoci che c'è ancora molta strada da fare.
Andiamo con lei.
< ll 25 luglio era una giornata caldissima.
(CAVALLO NITRISCE IN LONTANANZA)
(MUSICA DI TENSIONE IN SOTTOFONDO)
Ehi, laggiù! Dove andate con quella baracca?
Cos'avete in quel cassone?
Giovanotto, se non lo sapete, qui siete su terreno mio!
Guarda che roba.
Fermatevi!
< Avete capito, si o no?
- Cosa nascondete lì dentro? - L'anima tua maledetta!
Chi è mai costui?
- Cosa fate? - Via! Via!
< Fuori di qua!
(UOMO FA DEI VERSI)
Via tutte! Siete libere!
Via da qui!
Viaaa!
< Bambino: Voglio provare anch'io! < Maestro: Prima di scendere,
guardate Sereno, poi fate come lui. - Dai, fate alla svelta!
- Bravo, Sereno! < Accidenti, ti sei fatto male?
Fate largo! Indietro!
(BAMBINI RIDONO)
Aspetta che ti aiuto.
- Pista! < Siate prudenti!
Indietro! State tutti indietro!
Sparpagliatevi!
Aspetta!
< Maestro: Berto, non salire troppo in alto!
…Il… ' I…
Viaaa!
Indietro!
Bravo, Berto!
< Dai, Benvenuto! Ora Tocca a te!
< Benvenuto, non verso le piante!
Girati! Volta gli sci da questa parte!
Matteo: Non te la prendere, Benvenuto, sono sciocchezze.
Un giorno anche tu imparerai a sciare. Perte, tutto deve ancora cominciare.
< Io, invece, sto per finire ormai. Ci sono cose che non ritornano.
< Quando sarà il tuo turno, non lasciartele sfuggire
perché poi, ciò che è stato è stato.
Le scarpe.
Ecco, ci siamo. L'antenna esterna è sistemata, ora proviamo.
Manopola delle frequenze, se non sbaglio.
< Esatto, pertrovare le stazioni. Bravo!
Accendetela voi.
Beh, nell'esercito, più che altro, si usava il telegrafo.
Dovete solo tirare questo pomello. E facilissimo.
- Questo? - Sì.
Non succede niente.
- Devono prima scaldarsi le valvole. - Giusto.
(MUSICA DALLA RADIO)
In qualche città del mondo stanno suonando un valzer.
Questa è Riga,
la città di Riga.
< Tecnico: Sul quadrante troverete tutte le indicazioni.
< Con questa radio potete ascoltare il mondo intero, qualsiasi città.
(RONZIO)
(MUSICA DALLA CASA)
Un momento.
Ecco fatto.
…“… «'il-n.
< Fate passare. - Sì, signore.
(MUSICA DALLA RADIO)
Ecco il "Faust".
Solo che il suono non è più bello limpido come prima.
Lo sentite anche voi
questo lontanissimo ronzio?
(RONZIO DALLA RADIO)
\ E vero.
- Sembra quasi il lamento del bosco quando c'è il vento. - Bosco?
Perché dite "bosco"?
< Ho detto così per dire.
La prima cosa che mi è venuta in mente.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< Colonnello: Scusatemi se vi ho fatto incomodare a quest'ora.
< Venite avanti.
(RONZIO DALLA RADIO)
< Bernardi, voi sapete cos'è questo rumore.
Lo sapete, vero?
Purtroppo Io conosco.
Ehm..“…
Cos'è questo maledetto?
Nemmeno i miei compagni sanno di cosa si tratta.
Ma tutti sentiamo che c'è qualcosa che non va.
È come una minaccia,
un male che cova dentro di noi.
- Come fa a sentirsi qua dentro? < È inspiegabile come questo congegno
riesca a captare la nostra sofferenza.
< E iniziato verso la fine di luglio,
quando una nuvola di farfalle bianche è penetrata nel bosco.
< Da quel giorno è cominciato il nostro tormento.
(ROSICHIO)
< Volpe: Solo alla fine dell'inverno si venne a sapere tutta la verità.
< Quelle bianche farfalle avevano impestato la foresta di uova.
< Al primo solo primaverile, migliaia di bruchi erano usciti dalle loro larve
e avevano cominciato a divorare le foglioline più tenere.
Un vero flagello.
< Ora, perl'intero bosco, è tutto un rodere e masticare
di quelle terribili mascelle,
giorno e notte, senza sosta.
(RONZIO DALLA RADIO)
< Forestale: Abbiamo interpellato un professore di silvicoltura,
ma anche lui dice che peril bosco non c'è più niente da fare.
< A questo punto, l'unico che può salvare il bosco
è il vento Matteo. < Se non interviene lui,
per quei poveri alberi sarà davvero la fine.
< Dovresti dirglielo tu al colonnello. - lo?
< Sei la sua nuova sentinella, hai una certa confidenza.
Quel colonnello ascolta solo quando si trova nei guai.
Allora stavolta ti starà a sentire.
- Non si vede ancora niente. Ci vorrà molto? - Il tempo necessario.
Qualche volta di meno, altre volte di più.
Aspetta e vedrai.
Colonnello: Cosa succede? Hai avvistato qualcosa?
Insomma, colonnello, ti ho detto che bisogna avere pazienza.
(ROSICHIO)
Colonnello!
Colonnello, il vento Matteo sta tornando!
Dov'è? Non vedo niente!
< Gaza: Non lassù, più in basso.
- Come? - Stavolta Matteo ce l'ha fatta.
< Cos'è che ha fatto? < Guarda laggiù tra i rami.
< Vedi quel turbinio di insetti? Li ha trascinati fin qui Matteo.
< Sono icneumoni. < lcneumoni?
Non sai proprio un bel niente! Sono i più feroci nemici dei bruchi!
< Ah! < Tra poco assisterai all'assalto. Sarà un'azione fulminea.
Accidenti! È formidabile!
(RONZIO INTENSO)
< Gaza: Ecco! L'icneumone ha avvistato un bruco.
< Guarda! Affile l'aculeo come una lama. < Interessante!
< Gaza: Quel poveretto non cela farà mai A sfuggirgli.
(BRUCO GEME)
< Colonnello: Perdinci! Magnifici combattenti questi icneumoni.
< Cosa ti avevo detto, eh?
Ecco fatto. Ora è tutto concluso.
(RONZIO Sl ALLONTANA)
(BRUCO GEME)
< Colonnello: Ma…
Accidenti! Quei bruchi si stanno rianimando.
< Guarda. Ricominciano A mangiare come se niente fosse.
(ROSICHIO)
«ml-l…- ”hl…
Che rana di ignoranti siete voi uomini a fare certe domande insulse?!
Maleducata! Meriteresti anche tu una fucilata.
Tu, invece, non meriteresti più alcun aiuto.
< Volpe: Proprio così, gli uomini hanno poca pazienza.
Infatti, non era ancora cominciata l'estate,
che per quei bruchi era giunta l'ora dell'espiazione
poiché gli icneumoni, con le loro punture nei corpi dei bruchi
ci avevano depositato le loro uova
che ora cominciavano a ridestarsi e a venir fuori sotto forma di vermi.
Neppure i geni rimasero a guardare quell'orrendo spettacolo.
< Ma da quel momento la foresta era salva.
< Uomo: Questo è un posto bellissimo, ma purtroppo molto umido.
- Ele medicine? - Eh, le medicine!
Le medicine non sempre sortiscono il loro effetto.
«I…MM …vi-n.d….
- Certo. - Non abbandonatelo neppure un momento.
Potete andare.
(RUMORE INDISTINTO)
- Perfavore, chiamatemi lo zio. - Dovete cercare di dormire,
se volete che vi passi la febbre. - Solo un momento.
Va bene.
(RUMORE INDISTINTO)
Cosa volete?
Lassù
c'è un topo che sta rosicchiando.
< Sentite? - Io non sento niente.
- Perché ora ha smesso. - Sarà l'effetto della febbre.
Spegnete la luce e dormite.
< Perdonate, se c'è buio, vedo gli incubi.
Sciocchezze.
«H…-lo.
Va bene. In via del tutto eccezionale, però.
Grazie.
Ora basta con le chiacchiere, dormite.
(RUMORE INDISTINTO)
< Zio! Eccolo di nuovo!
È tornato il topo!
< Zio! Lo sentite? Ricomincia A rosicchiare.
< Colonnello.
- Chi è? < Colonnello Procolo.
Ancora tu? Lasciami stare.
Colonnello, io ti ho sempre seguito, fin da quand'eri bambino
e non ti ho mai lasciato, neppure mentre dormivi.
Ti ho sempre accompagnato fedelmente, in silenzio.
Ho fatto con te tutte le marce, ho sfilato accanto a te nelle parate.
Poi, un giorno, hai deciso di lasciare la divisa
e mi è dispiaciuto di non portare più quella sciabola attaccata al fianco.
- Vattene! - Sì.
Infatti volevo proprio dirti che ti devo lasciare.
Voglio andarmene
perché ciò che sta accadendo qui ti disonore.
< Io sono rimasta sempre la stessa di una volta.
Li.…“-
Siamo troppo diversi ormai per continuare ancora insieme.
< Tornerò alla vecchia Caserma, ritroverò il nostro antico reggimento.
< Sembrano tempi tanto lontani ormai. Dovrò ritirarmi in un angolo buio.
E andare in giro solo di notte perché nessuno mi veda.
Sì, avrei vergogna che mi domandassero:
"Ombra, dov'è il tuo padrone? Dov'è rimasto il colonnello?".
"Il signor colonnello è finito", dovrei rispondere.
< Ecco cosa dovrei rispondere:
"La sua sciabola, l'ha mangiata la ruggine"
"e di lui è meglio tacere".
Mi dispiace lasciarti solo,
mala colpa è solo tua, colonnello Procolo.
- Ti sei scavato il vuoto intorno a te. - Taci!
Nessuno ha mai osato parlarmi così.
Se vuoi lasciami, vattene,
In…”... «I.
Io me ne vado, ma tu non rimarrai in pace.
Dove stai andando?
Ma...
Ombra!
Aspetta!
Santi Numi!
(RUMORE INDISTINTO)
dopo:-“mm…... ……
< Qui può crollare tutto da un momento all'altro.
Il trave è quasi interamente rosicchiato
e tra poco crollerà dritto sul letto di tuo nipote.
- Vedi? < Basta!
- Misericordia di Dio, basta! - Cosa dici, colonnello?
Io sto eseguendo i tuoi ordini.
Non ne voglio più sapere di ciò che ti avevo ordinato.
- Ma un ordine è un ordine, perbacco! - Ho detto "basta"!
- Bestiaccia della malora! < Ah!
Allora è un contrordine. Ho capito bene, colonnello?
…In… un fine……
(TICCHETTIO CADENZATO DEL PENDOLO)
(MUSICA DRAMMATICA IN SOTTOFONDO)
Mi stavi cercando, colonnello?
…In-uh.
“.In-…io…
< Un rimedio.
Avolte gli uomini muoiono perché devono morire.
Ci sono leggi che non si devono spezare.
Inflitti-…
Mini……
Conserviamo ancora qualcosa della nostra antica potenza.
Provate.
Vi prego, chiedete ciò che volete.
Lo sai cosa vogliamo.
Che ci lasci in pace, solamente.
Questo vogliamo.
Che non si tagli più neppure un ramo.
Tutti questi boschi
non renderebbero più niente.
Ammonta…
Sei tu che hai domandato.
< Colonnello Procolo, io devo andare.
Cos'hai deciso?
Noi”.-o……
(MUSICA CONTINUA IN SOTTOFONDO)
Matteo: Non aver paura. Ormai non puoi più tirarti indietro.
Mq.-m
Coraggio, vai!
< Maestro: Non da lì, sei salito troppo in alto!
< Stai attento, Benvenuto!
(BAMBINI INCITANO)
Fermati, Benvenuto!
Dove vai?
< Torna subito indietro!
- Matteo: Sei contento, Benvenuto? < Tanto! E bellissimo!
Tanto! E bellissimo! (ECO)
(MUSICA DALLA RADIO)
- Se a mezanotte desiderate brindare al nuovo anno... - Grazie.
Agli ordini.
(SIBILO)
- Sono Matteo. - Cosa vuoi? - Ho bisogno di parlarti.
- Ora? - È importante.
- Aprimi. - Neanche per sogno.
- Seti apro, entra un gelo polare. - È urgente.
Film…-bullo.
- Il signor colonnello ha bisogno di qualcosa? - Di nulla, grazie.
- Avvicinati. - Dove sei?
- Si è avverato ciò che sognavi. - Cosa si è avverato?
Oggi è caduta una slavina proprio dove Benvenuto stava sciando.
< Nessuno l'ha visto e nessuno saprà mai nulla.
- Oh, mio Dio! < Ora sei tu il padrone di tutti i boschi.
Sei soddisfatto, colonnello Procolo?
< Buon anno.
- Com'è possibile? < Buon anno, colonnello!
Com'è possibile?
(VALZER IN SOTTOFONDO)
Ma chi è quel pazzo laggiù?
Cosa ci fa quia quest'ora a passeggio sopra una slavina?
< È il colonnello Procolo.
< Non sa che per gli uomini è rischioso andare in giro nel cuore della notte?
< Ho sentito dire che è già in viaggio una corrente fredda che scende dal nord.
Si capisce. Con una luna così chiara!
< Sono velocissime queste correnti del nord. Terribili!
E lei!
Eccola, è lei!
Sta arrivando, è meglio ritirarci.
L… mm…-…
Perché non si mette al riparo? Morirà dal freddo!
(FISCHIO DEL VENTO)
- Piano, il colonnello muore. - Il colonnello muore.
Uscite, il colonnello muore. Uscite tutti.
Il colonnello muore.
Cos'è tutta questa adunata? (ECO)
Colonnello, cosa ti succede?
- Ah, sei tu. Cosa vuoi? - Tu hai bisogno di aiuto.
- Vuoi che chiami qualcuno. - No, non curarti di me.
Ma tu stai male.
Vai via, è un ordine.
...li. ““*…
(FISCHIO DEL VENTO)
- Sei tu, Matteo? - Sì, sono io, colonnello.
Cosa fai qui? Perché non sei a casa tua?
Ero venuto…
- Ero venuto per delle trappole. - E sei venuto col badile?
< Di' la verità, colonnello.
< Tu sei salito fin quassù per salvare tuo nipote.
< Ma Benvenuto non è qui.
< Io l'avevo detto solo per vederti contento,
per farti sentire il padrone di tutto, almeno per questa notte di Capodanno.
- E Benvenuto? < E al collegio, nel suo letto.
È la verità?
- Me lo giuri? < Telo giuro, colonnello.
< Ma anche tu, perchè non hai detto che avevi cambiato idea?
< Confessa, colonnello.
< È da un po' di tempo che anche il tuo cuore sentiva bisogno di calore
e non l'hai mai voluto dire. Perché? Ti vergognati, forse?
< Ti vergognavi di essere un uomo come tutti gli altri?
(TICCHETTIO DELL'OROLOGIO)
(TICCHETTIO VELOCE DELL'OROLOGIO)
(MUSICA SOLENNE IN SOTTOFONDO)
< Matteo: Tra i rami degli abeti,
iventi avevano principiato le loro canzoni.
< Fu certo una musica grande, da occasione solenne.
< Avvenne così che tutte le creature dimenticarono l'inverno
e si immaginarono di trovarsi già nel pieno di una prospera estate.
< Ciascuno pensò con grande fiducia all'avvenire,
sentendosi pronto a qualsiasi fatica.
< Non era che l'effetto della musica,
ma finché duro, quelle illusioni parvero vere.
< Molte bestiole presenti immaginarono persino di poter vivere in eterno,
tutte pensavano alle fortune dell'anno nuovo,
al modo di poter utilizare quei 365 giorni felici.
Sottotitoli a cura di STUDIO ASCI - Crema
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