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PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL FESTIVAL DEL CINEMA DI BERLINO
A LA DONNA È DONNA
PER LA SUA ORIGINALITA', GIOVENTU', AUDACIA E IMPERTINENZA.
MIGLIOR ATTRICE: ANNA KARINA
POICHÈ POSSIEDE QUALITA'
INSOLITE IN UNA DEBUTTANTE
Un café crème, molto bianco.
Un café crème, verde.
- Che ora è? - Le 5:30.
È bollente. Devo andarmene.
- Buongiorno, come va? - Buongiorno, bene.
ASPETTO UN BAMBINO
LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO
E questo?
Non ha qualcosa di più sexy?
Andiamo, bambini.
- Ciao. - Ancora arrabbiato?
- No, tesoro mio. - Allora, mi ami?
Sì...
Tesoro mio!
Guarda. Che bella cartolina, Emile.
Perché piangi?
Perché mi piacerebbe essere i due animali gialli nello stesso tempo.
Vuoi sempre l'impossibile.
Be', me ne vado.
- Ciao, Angela. - Ciao.
- Hai l'aria triste. - Io? Per nulla.
- Dobbiamo parlare. - Perché non vai a farti un giro?
- No, è importante. - Non ho tempo, faccio tardi.
- A cosa pensi? - A nulla.
Penso, dunque esisto.
Se ne va.
- Come va? - Bene. - Presto, Angela.
Ciao.
Ciao piccolino.
Felice non-compleanno.
- Posso leggere l'oroscopo del giornale? - Sì, tieni. Guarda il mio segno: Vergine.
- Angela, sei prima di Daniele, sbrigati. - Perché?
Non lo so, chiedi a Luciano.
- Ciao. - Ciao.
- Un pacchetto di Gitanes. - 2500 franchi.
Ti pago dopo.
- Dominique è uscita dall'ospedale? - Sì, ha il tuo non-so-cosa.
- Cos'è questo? Molto bello. - L'ho comprato ai grandi magazzini.
Molto bello.
Hai letto l'oroscopo?
Vergine...
Amore: un evento fortunato sta per succedere.
Davvero?
Formidabile.
Hai visto il mio nuovo numero? No? Guarda.
È formidabile.
- Angela, è andata ai Champs Elysees? - No.
- Perché no? - Perché.
- Cosa significa? - Avevo cose più importanti da fare.
Allora fai presto, Angela. Tra poco tocca a te.
- Angela. - Sì, eccomi. - Ho questo per te.
- Come funziona? - Oh, è facile.
- Lo metto nel cassetto. - D'accordo.
Sarete come l'uomo che vide l'uomo...
che vide l'uomo, che vide l'uomo...
che vide l'orso.
"Le opere d'arte sono i 40 giorni della vita gloriosa della natura".
La gente è solita ammirare la torre Eiffel.
Però io preferisco Angela, che è uno splendore.
- Ciao. - Ciao.
La gente si chiede perché...
gli uomini impazziscono quando mi vedono.
Non è difficile,
la ragione è evidente.
I miei seni fanno ululare gli uomini
e i miei occhi sono ametiste.
Un vestito da marinaio...
e mutandine di...
Detesto quando la mattina
mi alzo da letto.
Ma adoro quando mi accarezzano la schiena.
Io dico sempre di sì,
quando un tizio dice: "Vieni, bellezza",
perché se un tizio è affettuoso non è il momento di discutere.
Non mi comporto bene.
Sono molto crudele.
Però gli uomini non protestano mai,
perché sono...
molto...
bella.
- Fammi provare. - Certo.
Formidabile.
- Come funziona? - Preferisco il metodo della temperatura.
- Davvero? - Ha funzionato con il figlio di Cherie?
Non ascoltarla. Questo è scientifico.
Bianchini vuole delle ragazze per Marsiglia. Il salario è di 400 franchi.
- Firma qui. - Posso portarmi il ferro da stiro?
- Dove dormiremo? - In un hotel.
- Potremo lavarci la roba? - Certo. Vieni, Angela?
Non ne ho voglia. E poi odio la Costa Azzurra.
Né rossa, né blu.
Vado. Ciao!
- Non hai tempo, Angela? - Io, Angela, non ho tempo.
- Io? - Sì, lei.
Deve 2000 franchi all'hotel Bikini?
- Io? - Il 9 luglio.
Se n'è andato senza pagare.
Aspetti. Glielo dico.
Scrivo tutto quello che faccio.
Ottobre, settembre...
luglio...
20 di luglio.
Ecco, 9 di luglio.
È in errore.
"10 del mattino: chiamo Paul per giocare a carte.
A mezzogiorno... pranzo al bar.
5:30...". Ha ragione.
"Me ne vado dall'hotel Bikini senza pagare".
- Allora, mi vuole pagare? - No, giammai.
Idiota.
- Schifoso. - Figlio di puttana.
- Rotto in culo. - Faccia di merda.
- Giudeo. - Fascista.
Pervertito.
- Perché non mi hai aspettato? - Ho delle cose importanti da fare.
E non è importante che io ti desidero?
Strano, eh? È più buio di un'ora fa.
- Nulla di strano. - Va bene, non è strano.
Allora perché dici che è strano?
Non lo so. Sono triste.
Sei una ragazza strana.
Come sta Agnes? Ha avuto il suo bebè?
Non lo so. Non è più affar mio.
Sei strano.
Davvero non t'importa che ti desidero?
In francese, se l'aggettivo va prima o dopo il nome, cambia il significato?
- Come? - Per esempio, "un meraviglioso evento"
è diverso da "un evento meraviglioso"?
- È per questo che sei triste? - No.
Perché?
Perché mi piacerebbe fare una commedia musicale.
con Cyd Charisse,
e Gene Kelly.
Coreografia...
di Bob Fosse.
- Angela? - Cosa vuoi?
Non mi hai salutato.
Mancato.
Ieri mi hai chiesto perché amo Emile e non te.
Perché lui è bello e sveglio. E tu no.
- Io sono molto sveglio. - Ah, davvero?
Scommetto che non puoi fare quello che faccio io.
Vediamo!
- Grazie per l'arrosto. - Di nulla, signora Recamier.
Angela!
Angela! Ho qualcosa da dirti.
Adesso no.
"Signora,
l'indicatore dei cicli le permette di conoscere,
con precisione scientifica,
i suoi giorni fertili".
"Con precisione scientifica".
"Tenga l'anello bianco tra le dita della sua mano sinistra.
Giri il cilindro nero...
con la mano destra...
finché il triangolo è in posizione opposta
allo zero".
"I suoi giorni fertili
appariranno nella finestra del cilindro nero".
10 novembre.
Che giorno è oggi?
- Ciao. - Cos'è quella sciarpa?
Mi sono fatto un regalo di Natale anticipato.
Qui c'è il tuo Marie-Claire.
- È finita la partita? - Quale partita?
Merda, Angela! Real-Barcellona!
Ti avevo detto di accendere la tv!
Devo fare tutto io!
Cos'hai adesso?
Cos'hai adesso?
Prima di recitare la nostra piccola farsa, un saluto agli spettatori.
Cos'hai?
Tu non mi ami.
Sentite questa imbecille!
Sentite questa idiota! Amo solo te!
- Sei pazzo? - Amo solo te.
I tuoi occhi, il tuo collo, le tue spalle...
Il punto vita.
I piedi.
Emile, smetti di dire sciocchezze e mettiti a pulire.
Amo solo te.
Di Stefano ha la palla.
Attacca sull'ala destra. Favoloso.
È fantastico, è puro Shakespeare.
Divino Alfredo, il Giulio Cesare del calcio,
passa a Del Sol, Del Sol a Puskas, Puskas a Del Sol.
Del Sol a Di Stefano, Di Stefano a Del Sol.
Il Real è grande, oggi.
Del Sol si avvicina all'area di rigore.
È solo davanti a Ramallets.
Attenzione. Tira.
Non ho finito.
La cena è pronta?
Sì, sì.
Anche troppo.
Del Sol a Puskas, Puskas a Del Sol, Del Sol a Di Stefano...
Cosa vuoi per cena, carne o pesce?
- Emile! - Pesce.
E cosa avresti preferito, se tu avessi voluto la carne?
Non lo so. Vitello.
E se invece del vitello ci fosse carne di manzo...
cosa sceglieresti, una bistecca o un arrosto?
Una bistecca.
Se tu avessi detto arrosto, lo preferiresti poco o molto cotto?
Molto cotto.
Bene, sei sfortunato, tesoro.
Il mio arrosto è un po' bruciato.
Sei arrabbiato?
- Non vale la pena di litigare. - Peccato.
Perché sono molto nervosa.
Sono stato da Gerardin. È d'accordo per domenica.
Ah, sì?
Prima ha detto di no, poi ha cambiato idea.
- Formidabile! - Al Parco dei Principi...
- all'inizio della partita. - Ah, sì?
Ti faccio un uovo alla coque, invece?
Sì, tesoro.
- Però a una condizione. - Quale?
Vorrei un figlio.
Un figlio?
Sì!
- Sì, va bene. D'accordo, Angela. - Sul serio? Ne sei sicuro?
Certo. Non sono un mostro. Quando saremo sposati.
Allora sposiamoci. Chiederò a Copenhagen il mio certificato di nascita.
Abbiamo tempo.
Non ti capisco.
Vedi, se avessimo un bambino,
ci sposeremmo subito. Ma non è così.
Vorrei che fosse così.
Vedremo.
Cos'ha detto il tipo del Lido?
Non ci sono andata.
Hai fatto male, Angela. Il Lido è importante. È meglio dello Zodiac.
Perché sei così crudele?
Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?
- Proprio questo. - Questo che cosa?
Parlami con un altro tono.
- Con quale tono? - Un tono più basso.
Mi rompi i timpani.
Io parlo basso e mi va bene così.
Assolutamente no.
- Non parlo basso? - "Non parlo basso?"
Non sai nemmeno pronunciare la R.
Sì che so farlo.
Patetica.
- Perché sono sempre le donne a soffrire? - Sono la causa di tutte le sofferenze.
Oppure: "La donna è la causa". Entrambe le forme sono corrette. "Sono..." oppure "è".
Smettila, o ti darò una bella sberla e finirai a mordere la polvere.
Hai preso il giornale?
Ti disprezzo.
- Prendi, comunista. - Smettila, Angela!
Cosa c'è?
Non so se ridere o piangere.
Le donne sono brutte quando piangono.
Io no. Al contrario.
Come diceva Agnes, è molto bella una donna che piange.
Bisogna boicottare le donne che non piangono.
Le donne moderne sono stupide...
quando provano a elim... no, non è così.
Una donna che non può piangere è stupida.
Le donne moderne che provano a imitare gli uomini.
Sono stufa di tutti voi.
Arrangiatevi da soli.
- Tutti noi? - Cucinate da soli.
Tutti noi?
- Cosa intendi? - Non sei l'unico uomo sulla terra.
- Cosa intendi? - Voglio un bambino.
Abbiamo tempo. Lo dico sul serio. Davvero. Sinceramente. Allora cosa?
Precisamente. Voglio fare un bambino nelle prossime 24 ore.
Sei incredibile. Pensa ad Anquetil, il campione di ciclismo.
Quando sua moglie andava a trovarlo, perdeva la corsa.
- Devo essere in forma per domenica. - Allora me ne vado.
- "Allora me ne vado". - Davvero. - "Davvero".
Pensi che sono pazza. Ma non è così.
"Pensi che sono pazza. Ma non è così".
- Torno a Copenhagen. - "Torno a Copenhagen".
Va bene, farò quello che vuoi.
"Va bene, farò quello che vuoi".
- Io voglio un bambino. - Io...
- Non capisco perché, così all'improvviso. - Perché sì. Adesso.
Te l'ho chiesto perché credevo che tu mi amassi.
Però, siccome non mi ami, è molto semplice:
lo chiederò al primo che incontro.
- Scommetto di no. - Scommetti che sì?
- Allora vai. - Vai tu.
Vai, ti sta bene.
Polizia. Un terrorista ha messo una bomba qui vicino. Possiamo dare un'occhiata?
Emile!
Signore.
Legge l'Humanitè?
Bravo. Continui.
Arrivederci signori.
Sapevo che non l'avresti chiesto a chiunque.
- Allora, mi fai quell'uovo alla coque? - Allora, mi fai il bambino?
Chiunque, eh?
- Chiamerò Alfred. - Alfred?
Alfred...
Allora, vado?
Mi disgusti.
- Codardo. - Molto bene.
Vado.
EMILE PRENDE ANGELA SULLA PAROLA PERCHÈ LA AMA.
ANGELA CADE NELLA TRAPPOLA PERCHÈ LO AMA.
Va bene.
C'è Alfred?
Sali... sali!
Perché?
Tu sali. Sali!
Allora? Cosa gli vuoi dire?
- Che voglio un bambino. - Idiota.
- Gli ho detto di salire. - E le lampadine?
- Le ho dimenticate. - Idiota.
- Non passare il limite. - Cosa vuoi dire?
Nulla di speciale, quello che ho detto.
Non cambiare discorso. Quale limite?
Faccio esattamente come te.
Le donne hanno il diritto di cambiare discorso, signor Emile.
Gli uomini no.
- E perché? - Perché sì.
- Dimmi qualcosa di gentile. - Lasciami in pace, va bene?
- Per favore. - Lo dico io, per favore.
È PERCHÈ SONO INNAMORATI CHE TUTTO ANDRA' STORTO TRA ANGELA E EMILE,
CHE CREDONO, SBAGLIANDO, CHE IL LORO MUTUO E IMMORTALE AMORE
PERMETTE LORO DI FARE TUTTO QUELLO CHE VOGLIONO.
- Cosa c'è? - Emile vuole dirti qualcosa.
No, è Angela.
No, è Emile.
No, è Emile.
- Assolutamente no. - Assolutamente no.
Allora, cosa?
È Emile.
Decidetevi! Oggi in tv danno "Fino all'ultimo respiro".
- Allora, Angela? - Allora, Emile?
Allora, Angela-Emile?
Potresti fare un bambino con questa signorina?
È una tragedia o una commedia?
Con le donne non si sa mai.
- Vieni con me in bagno? - Posso?
- Se ti dispiace, dillo. - No, per me va bene.
- Perché fai questo? - Non lo so.
- Vuoi che resti? - Sì.
- Vuoi che me ne vada? - Sì.
- Dici di sì a tutto. Che stupida. - Sì.
Gesù disse a Matteo: "Scendi dal carro e gonfiami le ruote".
Ti sta prendendo in giro.
Bene, vado a mangiare da Chez Marcel.
Anch'io. Ciao, Angela.
Aspettatemi!
No, tu sei pesante.
Sparite, stupidi bastardi!
E io?
Cosa sono io?
Non ve ne siete ancora andati?
Andrai con lui o con me?
Sì, gli uomini sono curiosi come le donne.
Andrò con chi farà la cosa più straordinaria.
- Allora? - Soltanto pessimo teatro.
Siete crudeli. Non si scherza con l'amore.
- Non ci si può fidare delle donne. - Ce ne andiamo.
Ti amo.
Cos'hai detto, Angela?
Non ti amo.
- Benissimo, Angela. Perfetto. - Perfetto al caffè.
Emile!
"Addio, Camille. Torna al tuo convento.
Tutti gli uomini sono bugiardi, incostanti, falsi,
pettegoli, ipocriti e arroganti.
Quando amiamo, spesso ci tradiscono, ci feriscono e ci rendono infelici.
Però noi amiamo.
E sul nostro letto di morte possiamo guardare indietro e dire:
"Ho sofferto spesso,
e talvolta mi sono sbagliata,
però ho amato.
È la mia vita che ho vissuto,
e non un'altra,
senza orgoglio e stanchezza per il mondo".
"Ella esce di scena".
SPLENDIDI SENI
Torno subito.
Perché tutti gli uomini dicono "torno subito" quando se ne vanno?
Sono dei codardi.
In compenso, tutte le donne sono brutte.
- Allora, farò il broncio. - Ecco, lei fa il broncio.
Spero che noterai che ho il broncio.
Fingerò di non vedere.
Allora non ho motivo per fare il broncio.
No. Io non faccio il broncio, così smetterai di farlo.
Gli uomini hanno sempre l'ultima parola.
Le donne fanno sempre le vittime.
Allora mi rifiuto di fare il broncio.
Allora il broncio lo faccio io.
- Cosa facciamo? - Quello che volete.
- Vi accompagniamo allo Zodiac. - No.
- Così dobbiamo vedervi nude. Giusto? - Giusto.
Perché? Possiamo vederci dopo al Nettuno.
- Danno "Vera Cruz". - Col mio amico Burt Lancaster.
- No, io vado allo Zodiac. - No! - Sì!
- Togliti i vestiti. - No! - Sì!
Dove ci sediamo?
Cheri-Bibi. Con Cheri-Bibi scoprirete...
tutta la sensualità selvaggia dell'Amazonia.
Che schifo!
- La colpa è della tua amica. - Che musica orribile.
- Quando tocca a te? - Tra 15 minuti.
Guarda Angela.
- Viene qui spesso? - No, non spesso.
- Le piace lo spettacolo? - Sì, sì.
- Si sta innamorando. - È diplomazia coloniale.
Mi fate schifo!
Nella commedia, come nella tragedia, nel terzo atto l'eroina è dubbiosa.
Il suo destino è in bilico.
Il vecchio Corneille e il giovane Moliere la chiamavano sospens... ione.
Preferisci che mi metta il pigiama o la camicia da notte, mio tesoro?
Il pigiama.
No, mi metto la camicia da notte.
È più comodo.
È più comodo.
- Cosa hai fatto? - Cosa ho fatto io?
- Il sapone è tutto sciolto. - Non è vero.
- Sì, è vero. - No, non è vero.
Ti dico che...
E poi...
La prossima volta, io penso...
- D'accordo? - D'accordo, tesoro, però credo che...
Stupida.
Con te non parlo.
Nemmeno io con te.
Non ci parliamo?
No, non ci parliamo.
Ho il sedere freddo.
- Dormi. - Ho il sedere freddo.
Non ci parliamo.
MOSTRO
VAI A FARTI FOTTERE
BOIA
MUMMIA PERUVIANA
TRUFFATORE
SARDINA
TUTTE LE DONNE
AL PALO
Cosa c'è?
Non sento nulla.
- Cosa c'è? - Una telefonata per te.
Grazie, vengo.
Mi palpita il cuore e le mani mi tramano.
Non può esserci persona più infelice di me.
- Grazie. - Prego.
Pronto? Chi è?
Sono io.
- Come: "sul serio"? - Nulla. Solo: "sul serio".
No, non ti perdono.
Sì, ti perdono.
Cosa?
Perché...?
Quando ti ho supplicato di fare un bambino...
Ti ho fatto: brrr.
Emile, dimenticavo di dirti una cosa:
sei una merda!
- Problemi, signor Recamier? - Oh, che si frigga un uovo.
La mia faccia è orribile, però ho un bel...
- Signora Recamier? - Cosa c'è ancora? - Il telefono.
Arrivo.
Pronto? Ciao, Alfred. Un secondo.
Pronto.
Sì, ti ascolto.
Bene.
È successo qualcosa di molto importante.
Sì, ieri notte.
Ieri notte.
- Come sarebbe "non scherzare"? - Nulla, ho solo detto "non scherzare".
No. Adesso no.
Perché. Adesso no.
Sarò da Chez Marcel tra mezz'ora.
D'accordo, tra mezz'ora da Chez Marcel.
Cosa?
Ho detto: "okay". Non capisci il francese?
Come va?
- E lei, come va con "Jules e Jim"? - Moderato.
- Ciao Suzanne, tutto bene? - No, volevo vederti.
Cosa leggi?
"Sparate sul pianista"? Ho visto il film. Aznavour è favoloso.
Mi hanno cacciata dalla fabbrica.
- Perché distribuivo volantini. - Perciò mi hai chiamato ieri sera?
Sì. Credi che io possa lavorare allo Zodiac?
- E il partito? Non può aiutarti? - Mi hanno cacciata anche da lì.
Davvero?
Mi alzavo sempre tardi per vendere il giornale della domenica.
- Quanto pagano per il strip-tais? - Striptease.
No, strip-tais. Non è inglese, è americano.
- Davvero? - Sì, te l'assicuro.
Non t'importa di spogliarti davanti agli uomini?
- No, disprezzo l'umanità. - Anch'io.
- Quanto pagano? - 30 franchi al giorno.
Ottimo. Credi che potrei provarci?
Parla con Luciano, o con Bianchini.
Ha bisogno di ragazze per Marsiglia.
La mia amica Lola è andata a Marsiglia.
Ed è finita a Buenos Aires.
Allora parla con Luciano.
- Oh, dimenticavo di dirtelo. - Cosa?
Emile mi ha chiesto di spiarti.
- Perché? Oh, che onore! - Non lo so. Per sapere se vedi Alfred.
- Non avevate rotto? - Temo di sì.
- Aveva delle belle spalle. - Mi piacciono le ginocchia di Emile.
- Le ginocchia? - Sì, mi piacciono.
Signor Luciano.
- Cosa sta guardando? - Le ragazze della piscina.
- Buona fortuna. - Arrivederci.
- Ho fatto tardi. - Ciao, Angela.
- Sei qui da molto? - No, 27 anni.
Cosa prendi?
- Buongiorno. - Buongiorno. - Un Dubonnet.
Allora, di cosa parliamo?
Non lo so. Ho paura.
Sì. Anch'io.
Ho paura.
Ti ha sorpreso la mia telefonata di oggi?
Forse.
Ti ha fatto piacere?
Forse.
Di cosa parliamo, allora?
Non lo so. Sto pensando.
C'era un articolo divertente...
nel giornale di stamattina.
Cosa?
Una ragazza è innamorata di due ragazzi allo stesso tempo.
Manda due lettere, dando appuntamento al primo alla Gare du Nord,
e all'altro, 2 ore dopo, nella zona sud di Parigi.
Spedisce le lettere,
e subito dopo averle imbucate,
si accorge di aver confuso i due nomi.
Per esempio, la lettera con inizia con "Caro Paul"
è stata spedita a Pierre e viceversa.
Così è in preda al panico
e corre a incontrarsi con il primo ragazzo.
La lettera non è ancora arrivata.
Così lei gli dice: "Tesoro, riceverai una lettera".
"Non credere a quello che leggi".
Lei gli spiega tutto.
Alla fine, lui la lascia quando scopre che lei sta con un altro.
Così lei pensa: "Ne ho perso uno, ma ho ancora l'altro".
"Attraversa tutta Parigi per incontrare il secondo ragazzo".
Ma la posta è già arrivata.
Il secondo ragazzo non sembra arrabbiato. Al contrario.
Lei dice: "Come sei dolce, mi hai perdonato".
Lui ascolta calmo, in silenzio. Lei gli racconta tutto,
pensando che lui voglia prima umiliarla.
Poi, improvvisamente, anche lui la lascia
quando le mostra la lettera.
E infine lei si rende conto che non aveva confuso i nomi.
E allora?
Nulla. Lei era un po' come te.
Come me? Per niente.
Non dico la storia.
Ma... non so, la personalità.
- Sempre a sbagliare tutto. - Per nulla. - Sì.
Perché mi guardi così?
Perché ti amo.
Oh, andiamo...
Sì, Angela.
Stanotte non ho dormito.
L'ho capito così.
- Tu da solo? - Certo.
Non è vero.
Ti infastidisce?
- Cosa? Che non è vero? - Sì.
Non lo so.
Sì, è vero.
Non so cosa è vero e cosa no.
Mi sbaglio sempre.
Ma non c'è modo di saperlo.
Per esempio, dimmi una bugia.
- Piove. - E adesso una verità.
Il sole è tramontato.
Cosa c'è?
La tua espressione è cambiata.
E allora?
La verità dovrebbe avere un aspetto diverso dalla bugia.
Che vuoi farci?
Devi saperlo.
Tu lo sai.
Però gli altri non sono tenuti a crederti.
Ed è un peccato.
Perché la gente pensa soltanto a sé stessa.
Si arrangia sempre in qualche modo.
Sì, giustamente. È triste.
Perché non credi che ti amo?
Perché voglio essere sicura.
E anch'io.
Nemmeno tu sei sicuro, Alfred?
- Di me, sì. Ma non di te. - Allora, va bene.
- No, non va bene. - Sì, perché non m'importa,
se ti amo o no.
Abbiate pietà di questi due ciechi.
No, non a me.
Oh, scusa.
- Con questi occhiali scuri... - ...non si vede nulla.
- Ciao! - Ciao!
- Chi sono? Non li ho mai visti. - Lavoriamo insieme come informatori.
Quello vestito di blu è Albert.
Mi piace.
Aveva escogitato un trucco geniale.
Scriveva alle donne in gravidanza:
"Speditemi 10 franchi e indovinerò il sesso di vostro figlio.
Se sbaglio, vi restituirò il denaro".
Indovinava la metà dei casi, è ovvio.
È un piano geniale.
Io lo trovo orribile.
Non è disonesto.
Quando sbagliava, restituiva il denaro.
Anche così, è orribile.
Quello che mi sembra orribile
è stare con un tizio
e pensare a un altro.
E io penso che se non sai cosa dici, è meglio che taci, signor Alfred.
So quel che dico: stai pensando a Emile.
Assolutamente no.
Cosa posso fare per convincerti che ti amo?
Hai una moneta?
- Vuoi ascoltare un disco? - Sì. - Ok.
Quale? "Itsy-Bitsy"?
- No. Charles. - Aznavour?
Sì.
Guarda questa foto.
Cos'è questa foto?
Una foto.
- Chi è la ragazza? - È chiaro, no?
Sì, è chiaro.
Non hai risposto alla mia domanda.
Quale domanda?
Cosa posso fare per dimostrarti che ti amo?
Sì, cosa potresti fare?
Se dessi delle testate contro il muro, mi crederesti?
Non so se dire "certo" o "forse".
Lo farò.
Ti credo, d'accordo.
L'una e 30. Devo andare.
Merda. 300 franchi. Non ne ho abbastanza.
Io non ho nulla.
Ho un'idea.
Ti faccio una domanda.
- Rispondi sì o no, d'accordo? - D'accordo.
- Allora, vieni? - Arrivo.
Se rispondi di sì, ti devo 2 mila franchi.
Se rispondi di no, me li devi tu, d'accordo?
D'accordo.
Ecco la domanda:
puoi prestarmi 2 mila franchi?
- No. - Allora mi sei debitore.
E io ti pago la settimana prossima.
Non mi aspetti mai.
Perché devo preparare il pranzo.
Per Emile?
- Per Emile? - Ci sto pensando.
Vieni, Angela. Allora, avanti, andiamo...
Se in cinque minuti la tenda è ancora bassa,
significa che tornerò giù.
- E se è alzata? - Che non tornerò...
che ho fatto la pace con Emile...
e che sono felice.
- Voglio stare sola. Devo dirtelo in cinese? - Angela!
- E questa foto? - È una vecchia storia.
Potresti dirmi "baciami" se tu volessi farti perdonare.
Baciami.
- Voglio un bambino. - Non ricominciare.
- Non comincio. Continuo. - Non continuare.
- Non continuo. Ricomincio. - Cretina!
- Voglio un bambino. - Non essere grezza, Angela.
Non essere crudele, Emile.
Questa gonna a quadri non ti dona.
Meglio. Non voglio piacere a nessuno.
- Voglio un bambino. - Non fare l'idiota. - Bene, vado allo Zodiac.
Certo, vai a spogliarti in pubblico. Mi fai schifo.
Stupido. Non possiamo vivere coi tuoi 250 franchi.
- Codardo. - Meglio codardo che idiota.
Perché è idiota volere un bambino?
Smettila o me ne vado.
- E dove andrai? - Non so... in Messico.
- Tu sei matto. - No, lo sei tu.
Voglio un bambino.
Mi scusi.
Potrebbe dormire con questa donna e metterla incinta?
Adesso non posso. Sono molto occupato.
- Salve! - Buongiorno! - C'è Angela?
- Esce dopo Dominique. - Grazie.
- Cosa prende? - Angela è la prossima?
- No. - Perché? - Se n'è andata. - Merda!
- Testa di cazzo. - Anche tu.
È
TALMENTE TRISTE
CHE SE NE FREGA DI TUTTO
Così non ha senso...
che la gente agisca contro giustizia
e sia ingiusta e crudele.
Non ha senso... o così...
mi sembra.
È ingiusta e crudele.
- Devo telefonare. - Sì.
Arrivederci, caro.
Pronto? Buongiorno, signore. Sono Emile Recamier. Alfred Lubitsch è in casa?
Gli dica che me ne vado in Messico.
Perché in Messico?
Non è giusto.
Quando siamo insieme, non lo siamo.
E viceversa.
E questo cosa significa?
Significa che vado in Messico.
Non mi comporto bene.
So essere molto, molto crudele.
Però gli uomini non si lamentano mai.
Perché sono...
molto...
bella.
Non so cosa dire.
Dimmi la verità.
Sono stata da Alfred.
- Sono andata a letto con lui. - Non ti credo.
Non ti credo! Non ti credo!
Sì.
E perché, mio Dio?
Per avere un bambino. Tu non lo volevi.
- Mi prendi in giro, Angela. - Forse.
Non so se questa è una commedia o una tragedia, però è un capolavoro.
Ha messo quella canzone di Aznavour. Sai, quella che mi piace tanto.
Inizia così...
No, è...
No, è...
No, è...
- Per favore, Emile. - Vado a dormire.
- Spengo la luce? - Sì, spegni.
- È triste. Sì, è triste.
Mi dispiace, tesoro.
Non ti parlo più.
Leggi, stupido. Anche se non mi ami, io ti amo.
- E se sei in cinta? - Sarebbe terribile.
Ho un'idea.
Anch'io.
È molto semplice.
- Non sapremo per alcuni... - giorni se sei... - in cinta.
- Per essere sicuri... - puoi mettermi in cinta, così...
- sarei sicuro... - che sono...
il padre.
Cominciamo!
DOPO AVERLO FATTO, ANGELA ACCESE LA LUCE.
Per un soffio.
Perché ridi?
- Perché Angela sei infame. - Io?
Non sono INFAME
Sono UNE FEMME (una donna).
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