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TERRA PROMESSA
Attenzione.
- No, no, no, no. - Karol.
- Karol. Karol. - No. Avanti. Attenzione.
Attenzione. Moryc. Moryc.
- Moryc, Moryc. Sali. - Aspetta.
- Avanti. - Aspetta un secondo.
E ora sta a me.
Questa dall'altra parte.
E questa dritta in testa.
Il Padre tira le carte come una trebbiatrice.
Niente trebbiatrice, ma un trionfo.
Mi resta un'altra regina per massacrare il tuo re, Zajaczkowski.
Cristo santo, ma cosa dice, reverendo?
Buon uomo, ecco cosa le dico.
Lei è Zajaczkowski...
del nobile clan delle Pelli d'Ariete.
Jasiek, da accendere.
Reverendo, ringrazi Dio che è protetto essendo un sacerdote.
Altrimenti le insegnerei da dove vengono il mio nome e il mio stemma.
Glielo insegnerei io.
Com'è stonato. Attenzione.
È arrivato il padrone giovane.
- È arrivato il padrone. - C'è Karolek.
Via. Via.
Calmatevi, cani.
Non è un altro venditore ambulante ebreo.
- Sono Moryc. Un amico del nostro Karol. - Che Dio sia con te.
Figlio, sei stato gentile a venire. Mi sei mancato.
Anche tu.
Buongiorno, felice di conoscerla.
- Ci sei mancato. - Benvenuto, reverendo padre.
- Benvenuto. - Come stai, Karolek?
Com'è stato il viaggio?
- Sediamoci. - Non ci vediamo da tanto.
Sei diventato un uomo.
Anka.
Zajaczkowski è pronto.
Padre, si renderà presto conto di come finirà la partita.
- Se non ha i bastoni... - Scusi.
- ...dovrà soffrire. - Buongiorno, sig.na Anka.
Può darsi, quando il sig. Baum tirerà bastoni,
tirerò un asso e non capirà nemmeno cosa è successo.
Viva i produttori. Viva.
Oh mia cara. Oh mia cara.
TERRA PROMESSA
- Io credo... - Non sono d'accordo.
Moryc.
- E allora? - Karol, stiamo fondando una fabbrica.
Io non ho niente, tu non hai niente, lui non ha niente.
- Allora insieme abbiamo... quanto basta. - ...quanto basta.
Per fondare una grande fabbrica.
Sì, facciamolo.
Dobbiamo scrivere la data.
Maks, aggiungi una nota. Se qualcuno cerca di imbrogliare...
Tu, Borowiecki, sei un nobile, un von.
Sai, Maks, che ha messo lo stemma sui biglietti da visita?
È un personaggio potente a Lodz?
E tu no?
Io non devo parlare, io devo fare soldi.
Dio benedica il cotone di Lodz.
Tu e i tedeschi siete brava gente, ma buoni solo a parlare.
Andiamo, sognamilioni.
Vieni, ebreo, vieni.
No, io credo nei fantasmi, padre.
Mi sono svegliato, ho aperto la porta, era in mezzo al corridoio,
si è avvicinato e mi ha detto, "Vieni".
- Era un'allucinazione. - No.
Sono nato qui, badavo alle oche di mio padre.
Ed è qui che mi punivano.
- Ti sbagli, vicino. - Padre Szymon potrebbe dire qualcosa.
È troppo caro. Brauman fa pagare 7,5 copechi in meno.
È un ladro. Versa l'acqua sul carbone prima di spedirlo.
Chi può garantire che non lo fa anche lei?
Accetterò il prezzo chiesto da Brauman.
Bene, venga domani e ne parliamo.
- Ma quale Napoleone... - Io devo andare.
- Arrivederci, Zaiaczek. - Io vado, padre.
- Arrivederci. - Vada con Dio.
- Si sta facendo tardi. - Andiamo, Walus.
- Vai avanti, vai avanti più velocemente. - Padre, la prossima volta...
Mangia, Wilczek.
Verrò a Lódz, benedirò la fabbrica e poi vi sposerò.
E non permetterò a nessun altro di battezzare vostro figlio.
Anka si vergogna.
- Scappa. - Arrivederci, tanti auguri.
- Come sta? - Tutti la conoscono.
- Tutti sono orgogliosi di Wilczek. - Dal suo apprezzamento ho ottenuto
- solo dei guanti sporchi. - Maks.
Arrivederci.
Torna dopo e vi porterà lui.
Non avevo capito che la tua fidanzata sta qui.
Da quando sono morti i suoi genitori e io sono andato a studiare a Riga.
- Tuo padre è un grand'uomo. - Sì, un nobile polacco mummificato.
Prego.
Si annoia tanto da noi?
Come può...
Non rispondo a simili insinuazioni.
Sono stupefatto... dalla sua vita.
Così tranquilla e semplice.
Superiore, a quanto pare.
Sa...
sig.na Anka, da quando ho iniziato a venire qui...
capisco meglio i polacchi...
Karol.
Sai se è successo qualcosa di brutto a Karol?
Ha notato qualcosa?
Ho avuto quest'impressione.
Karol, vedrò di non intralciarti.
Ma ricorda i quattro secoli di tradizione della nostra famiglia.
Devi essere all'altezza della tradizione.
Padre, a cosa serve la tradizione...
nella produzione del percalle?
Come mi aiuteranno gli antenati con la fabbrica e con i crediti?
Gli ebrei offrono denaro.
Non voglio essere il servo di nessuno.
Devo liberarmi dal passato, dalla nobiltà.
È d'intralcio se devo affrontare un avversario che non conosce scrupoli.
Non avendo tradizioni è un avversario crudele.
Vive il suo passato, il presente e il futuro.
No, non parliamone. Buonanotte.
Padre nostro...
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo Regno,
sia fatta la tua volontà,
così in cielo,
come in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano...
e rimetti a noi i nostri debiti...
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Ecco, Mendel.
Un rublo.
Un vero rublo.
E tu, Abram, avrai solo 75 copechi.
Perché non ci hai messo il cuore.
Hai fatto finta di cantare.
Hai deciso di ingannarmi? Vero?
E anche Dio?
41, 42, 43, 44, 45,
46, 47, 48, 49, 150.
...55, 56, 57, 58, 59.
Maledizione. 60, 61, 62...
51, 2, 3, 4, 5,
6, 7, 8, 9, 300.
...51, 52, 53, 54, 55, 56...
320, 21, 22, 23.
360, 61, 62, 63, 64...
- Quanti? - 500.
628.
A posto.
È tutto nostro.
Io non ho niente, anche tu non hai niente.
Assolutamente niente.
Anch'io niente, quindi abbiamo quel che basta.
Quanto basta per costruire una fabbrica enorme.
Un attimo, cosa abbiamo deciso?
Costruiremo una fabbrica, proprio qui.
- Alla grande. - Alla grande.
Maks. Maks.
La tua mucca sta muggendo.
Karol, il tuo usignolo canta.
Spero che soffochi.
# Terra dei polacchi
# Se i tuoi figli
# che ora muoiono per te
# dovessero lavorare
# Se ognuno avesse preso
# una manciata di terra
# dalla sua... patria
# avrebbero costruito
# la Polonia con le proprie mani
Silenzio.
Forza.
Sig. Wilczek, può prestarmi 10 rubli?
Ruchla Wasserman è una donna povera ma onesta, sig. Wilczek.
Se non ho i soldi oggi non posso fare lo scambio.
Non do soldi senza garanzie.
Sig. Wilczek, giuro su quanto ho di sacro, non abbiamo niente da mangiare.
I miei bambini piccoli, mio marito e mia madre aspettano
che gli porti qualcosa.
Che muoiano tutti, che m'importa?
Sig. Wilczek.
Ha detto una cosa brutta.
Sig. Wilczek, mi presta...
Non capisce? Un uomo caritatevole...
Gitla, questa moneta da 10 copechi non vale niente.
- So che lei è caritatevole. - È una moneta senza valore.
- Solo dieci... - Gitla, ce ne vuole un'altra.
- Niente senza garanzie. - Non ho da mangiare.
Vai dal genero e prendi in prestito da lui.
Non lo nomini.
- Sa cosa ho fatto? - Steinowa, mancano 15 copechi.
Ho dato a mia figlia 40 rubli di dote...
Mancano 15 copechi.
Steinowa, dice sempre che va tutto bene, ma ci conosciamo da tanto.
Li conti lei, Steinowa.
Che capitale. Mi ha fatto il prestito.
La prego, sig. Wilczek. Farò un patto, mi dà soldi per una settimana.
- Sono tanti. - I miei figli avranno da mangiare.
- D'accordo. - Sig. Wilczek.
Non do nulla senza garanzie.
- Allora? - Ho una garanzia.
Lo prendo.
- Goldberg sta bruciando. - Canaglia, ha incendiato la fabbrica.
Ha lottato tanto, ma sapevo dall'inizio che doveva gettare la spugna.
Maks, devi smetterla di litigare con tutti.
- Che t'importa? - Danneggi l'azienda.
Dove? Cosa? Come?
Dici a tutti che i nostri produttori sono ladri.
- L'ho detto e lo ripeto. - Maks, siamo qui per fare soldi.
E tu sei un radicale.
Moryc, Moryc, sei un ebreo meschino.
E tu sei un crucco sciocco e sentimentale.
Tedesco.
State litigando sulle parole. Devo andare in fabbrica.
Ma Moryc ha ragione, Maks.
Punta al tetto.
Bella città.
Bella città, ma posso farci dei soldi?
Tengo tutto scritto.
- Chi vuole lavorare. - Signore. Signore.
Smettete di spingere.
Mendico perché la testa di mio marito è stata mozzata da un macchinario.
Sono rimasta sola con i bambini. Siamo poveri.
Sono venuta a chiedere giustizia.
Forse può aiutarmi, signore. La testa di mio marito è stata mozzata
dalla macchina.
Si calmi, ne parlerò con un avvocato.
Deve andare in tribunale. Altrimenti non la pagheranno.
Che Gesù e la Santa Madre di Czestochowa le diano salute e prosperità.
Sta da tanto a Lodz?
Credo da circa due anni.
Da quando ci siamo trasferiti qui a nostro rischio e pericolo.
Perché siete venuti qui?
Non lo so. Venivano tutti.
- Perché non torna in campagna? - Lo farò.
Quando pagheranno per mio marito lo farò sicuramente.
Che Lodz sia maledetta.
Magari morissero tutti, nessuno escluso.
Si calmi.
- Cosa c'è di nuovo, sig. Szwarc? - Weber è fallito.
- Del tutto? - Dovrà negoziare un accordo.
Ha fatto cattivi affari, succede spesso.
Quanto perderà l'azienda?
Dipende da quanto pagheranno in percentuale.
Bucholz lo sa?
Ancora no. Il presidente non è arrivato.
Lachman, controlli le tariffe, le ferrovie hanno addebitato troppo.
Chiami il magazzino, non dovrebbero dare neanche un rublo di merce a Frumkin.
Ci deve troppo.
Mi hanno detto che ha pianificato il fallimento.
Che di consiglio ha dato a quella donna, sig. Horn?
Le ho detto di cercare un avvocato. Dovrebbe citare in giudizio la fabbrica.
Sarebbero affari suoi?
Non capisco, ogni ingiustizia è affar mio.
- Qualsiasi povertà, qualsiasi... - Che lavoro fa qui?
Sono un tirocinante, lo sa bene.
Potrebbe non finire il tirocinio.
Per me fa lo stesso.
Ma non è lo stesso per noi.
Lei qua è un solo un ingranaggio.
Non l'abbiamo assunto per filantropia, ma per lavorare.
Non sono una macchina, ma un essere umano.
A casa. In fabbrica non deve essere umanitario. Non la paghiamo per questo.
Lei è una macchina come tutti noi. Deve fare quello che le viene chiesto.
- Sig. Borowiecki. - Sig. von Horn.
Ascoltami quando parlo.
L'avevo detto, è un errore nelle tariffe. Correggi.
- Direttore. - Cosa c'è? Di più di più.
- La 57 stampa? - Si.
- Va bene? - Tracce di lacca nei primi metri.
Hanno inviato un ordine per 500 pezzi di lamé.
Il Celadon 24.
Ha chiamato Becht con lo stesso ordine. Lo facciamo?
Oggi no. Abbiamo ordini più urgenti come il velluto a coste estivo.
Direttore, hanno chiamato per il fustagno 7.
Sta finendo. Vado a vedere.
- Cosa vuoi? - Il caposquadra, Pufke,
ha detto che dal prossimo mese ci saranno 15 lavoratori in meno.
È vero, direttore?
Cosa?
Installiamo macchine nuove.
E noi cosa dovremmo fare?
Cercatevi un altro lavoro. Resteranno solo i più esperti.
Ma lavoriamo qui da tre anni.
Cosa dovrei fare? Alla macchina non servi.
Suo padre chiede che lo firmi.
- Cosa dovrei farci con questo foglio? - Quello che vuole.
Buonasera.
- C'è questo affare. - Oggi sono impegnato.
- Sig. Welt. Sig. Maurycy. - Buonasera. Sig. Bum-Bum, vada via.
Buonasera.
Benvenuto, dottore, come sta il presidente? La salute di Bucolz?
- L'hai letto? - Ce l'ho.
Sig. Rubinroth, che succede?
- Sig. Rubinroth, che succede? - Niente.
Niente? Avrei dovuto saperlo stamattina.
Non c'era niente, non ho avvisato perché pensavo...
Devi ascoltare, non pensare.
Non sono affari tuoi.
Ti ho detto una volta per tutte che ho bisogno
di ricevere notizie tutti i giorni. È successo qualcosa o no?
Lei deve informarmi, per questo la pago.
Si calmi, la informo tutti i giorni.
Non abbastanza.
Vedo che ha tempo per i dolci
e per i giornali.
Ho saputo che farà una fabbrica.
L'ho già detto, non ho tempo.
Cosa, lana, cotone?
- Chi lo sa. - Ci sono i soldi?
Tanti. Un credito.
Una società?
Con Borowiecki e Baum. Conosci Maks?
- Mi scusi. - Sig. Welt, sig. Maurycy.
Che ne dice di un cognac doppio?
Sì, ho un sistema per farlo buttare fuori.
- Ho ordinato di portarlo. - Sì, una vecchia barzelletta.
Maledetto ebreo.
A cosa ti serve il polacco?
- A cosa ti serve il tedesco? - Maks non è uno sciocco.
Deve solo dormire bene. Poi lavorerà fino allo sfinimento.
E Borowiecki?
Borowiecki è uno dei potenti a Lodz.
No.
Non sono venuto a lavorare per te come un bracciante.
D'ora in poi dovrò avere una mia azienda.
Mi dai i soldi o no? Padre...
La fabbrica sta fallendo.
E continui a prendere soldi in prestito.
Invece di ridurre il tempo di lavoro, licenziare i lavoratori,
ti lamenti che la gente non ha niente da mangiare.
Se si è così testardi da voler sfidare le macchine a vapore,
bisogna essere avvisati.
E proprio ora,
quando tutta Lodz trema. Compresi Bucolz e Müller.
Non conosco Bucolz, Grünspan, Müller, nessuno di loro.
Una volta ci conoscevamo tutti.
Una volta a Lodz regnava l'onestà, non i milionari.
I giovani come te non sanno nulla di quei tempi.
Ti hanno mangiato vivo.
Eravamo l'azienda più grande.
Macchine a vapore, rotaie, elettricità,
cambiali, fallimenti, incendi dolosi
erano cose sconosciute.
Nessuno ne parlava.
Sì.
Ma così doveva andare.
Lo so. Perché parlarne?
Vai di fretta?
Sì, esatto.
È un peccato che tu non abbia fondato una fabbrica a Lodz 50 anni fa.
Oggi non c'è posto per le persone oneste.
Ci rovinerai, padre.
Alle macchine.
Forza. Alle macchine.
Quanta stoffa sprecata.
- Alle macchine. - Sì, signore.
- Karol. - Sei tu. Cosa è successo?
- Sono finito. - Cosa hai detto?
Sono rovinato.
Sabato ho delle fatture da pagare.
Ho solo le cambiali dei falliti, cioè non ho nulla.
Se non pago sabato, sono finito.
- Quanto devi pagare? - Vieni, parliamo.
Devo andare alle macchine. Quanto devi pagare?
15.000 rubli.
- Vai in bancarotta per così poco? - Non ce l'ho.
Hai parlato con Bucolz?
No, mi disgusta, per me sarebbe un'offesa.
- Una logica da aristocratici. - Non ne ho altre.
Non dimenticare che ora sei a Lodz.
Ascolta.
Ascolta, vorrei chiederti un prestito.
- No, assolutamente. - Dammi un prestito...
- e darò in pegno tutto ciò che ho. - Senti.
Mi fido di te, ma non hai fortuna. Non posso fare affari con te.
Devo aprire una fabbrica, se ti aiuto per un anno, fallirei.
- Almeno sei sincero. - Certo. Porti rancore?
No, no.
- Hai provato a trattare? - Cosa?
Hai provato a trattare?
No, posso solo essere arrivare a fallire onestamente.
Sei assicurato?
Avevo una buona assicurazione. Fino all'autunno.
Allora dovevi farti incendiare.
- Sei serio? - Molto serio.
Oggi è bruciato Kelman, ieri Grosman.
Domani brucerà Felus Fiszbin, Fusz, altri, che te ne pare?
No.
- Non voglio istigarti. - Peccato.
- Mi sparerò in testa. - Cosa?
Arrivederci.
Sig. Borowieck.
Le Watson funzionano bene?
Stampano quasi 10.000 metri al giorno.
È poco.
Ancora i reumatismi?
Sì. Prego.
Nuove macchine per la tintura. Perché non va a Nizza, presidente?
Servirà? Solo Zucker e gli altri...
saranno contenti, gli altri vogliono vedermi morto.
Presidente, credo che siano in pochi a volerla morto a Lodz.
La pensi così?
Sì. Sta costruendo una fabbrica?
- Non la capisco, presidente. - Lei è polacco. Un "von".
Presidente, anche lei ha una fabbrica.
Io sono un Bucholz, Herr von Borowiecki.
Posso avere quello che voglio.
Ma secondo lei non tutti possano avere una fabbrica.
- Basta con queste baggianate. - Mi congedo, presidente.
Borowiecki, un attimo. Non scordi che è ancora mio dipendente.
Presidente, lo ricorda troppo spesso per poterlo scordare.
Pensa che non sia necessario?
A un carro servono cavalli, ma anche la frusta e le redini.
Bel confronto, ma non lo applica a tutti i dipendenti.
Non lo applico a lei, solo alla massa operaia.
Per bene, idiota.
Sono animali. Perché mi guarda così? Posso parlarne come mi pare.
- Io gli do il pane. - Lavorano sodo per averlo.
Se lo guadagnano e io gli pago gli stipendi.
Cosa succederebbe se non gli dessi il lavoro? Cosa?
- Cos'è? - Non c'è niente.
Al telefono chiedono se c'è il sig. Borowiecki, cosa devo rispondere?
Sono Borowiecki, chi è?
Ti amo.
Sei una pazza.
Vieni a teatro?
Ci sarò.
Sig. Trawinski.
È uscito a fare due passi, sig. Trawinski?
- Sì, per una passeggiata. - Lodz è molto bella.
È un amatore, sig. Halpern.
Quando ci si vive 56 anni e si conosce tutto...
una persona del genere diventa per forza un amatore.
Cosa c'è di nuovo?
Brutte notizie, ci sarà un diluvio di cambiali non pagate.
Ma non è niente, sig. Trawinski. Non è un problema.
Cosa intende?
Buonasera.
I mascalzoni finiranno comunque all'inferno.
Ma Lodz resterà per sempre.
Sono sempre bei tempi per i saggi.
- Quando verrà il momento degli onesti? - Non parli così, sig. Trawinski.
Hanno il paradiso. A cosa gli servono i bei tempi?
Vorrei che la mia Lodz crescesse, che avesse magnifici palazzi,
bei giardini verdi.
E vorrei tanto traffico, tanto commercio.
Tanti soldi.
Che ne pensi di lei?
Va bene come manodopera.
Forme fantastiche. Ma comunque...
C'è un'offerta. E che dire di... che dire di quella?
Ha le lentiggini.
Ha una bella pelle bianca.
L'offerta è la seguente. Adler...
e Sihne hanno bisogno di un grosso carico di lana.
Un buon'affare, vero?
Possiamo ottenere un profitto del 15%.
- Quanto le serve? - 16.000 per Berlino.
Il 10%.
No, 7,5.
Ho saputo che vuole costruire una sua fabbrica.
Vogliamo fondare una fabbrica con Borowiecki.
Quella mora?
È fantastica, lavora qui da un mese.
Borowiecki, è un intelligente, ma...
non è affidabile.
Perché?
È polacco.
Perché essere socio di Borowiecki? Faccia una sua fabbrica.
Ma io non ho soldi.
Non c'è niente da ridere.
Venga da me stasera.
Dopo il teatro.
Padre.
Padre.
- Kessler è uscito con la nostra Zoska. - L'hai visto?
Si. Esatto.
Kessler ha fatto un segnale e il caposquadra l'ha portata da lui.
- Vado da lui. - Non vai da nessuna parte.
Non servirà a niente.
Vai via, Adam.
Non dire nulla alla mamma.
Me la vedo io con Kessler.
Bastardo.
Guten morgen, Herr Borowiecki.
Guten morgen, madame.
Bastardo.
Buongiorno, signor presidente.
Mi aiuti con la posta, Herr von Borowiecki.
Voglio farla divertire un po'. Sì. Con queste lettere.
Vedrà cosa mi scrive la gente.
Bastardo, portale qui.
Ufficio.
Knoll.
Fabbrica.
Sede centrale.
Stampa.
Ospedale.
Meyerhoff.
Privato. Privato.
Fabbrica. Sede centrale.
Tipografia. Tipografia.
Knoll. Knoll.
Attento, bastardo.
Ora ci divertiamo un po'.
Ne prenda una... e la legga.
"Eminentissimo presidente,
incoraggiato dalla fama e dal rispetto con cui gl'infelici ricordano il suo nome,
mi rivolgo a lei con un'implorante richiesta di aiuto.
Mio marito paralizzato è in agonia
- Che muoia, nel fuoco. - ...e io muoio di fame con quattro figli.
Nel fuoco.
Avanti, avanti.
La gente mi rispetta. Quanto amano i miei rubli.
"Capo della banda di ladri di Lodz."
Mi piace quando mi disprezzano.
Almeno è onesto e più divertente di altre lettere.
"Porco tedesco."
Bene, non è vero? Ha il senso dell'umorismo.
"Mascalzone e bandito, assassino, sanguisuga, mangiapatate."
Che burlone.
Lettera anonima.
Qualcuno ha denunciato un magazziniere per furto.
Bisogna controllare.
Continui a leggere.
Beva dalla vasca della miseria umana.
Aiuta a smaltire la sbornia.
Sig. Borowiecki, lei sa ascoltare.
Lei è intelligente.
È interessante quello che dice.
Bastardo, fuori.
Mi dia la mano.
Noi ci capiamo, Herr von Borowiecki.
Noi due facciamo una buona squadra.
Le do questo consiglio. Farebbe meglio a stare con me.
È sentimentalismo tedesco. Mio padre è un vecchio pazzo.
Cambiati.
Che crepi, ma perché devo soffrire anch'io?
Mateusz, cosa c'è di nuovo?
Dei contadini la aspettano in cucina.
- Contadini? - Sì, da Kurów, con una lettera.
Lasciali aspettare, portami la lettera e dagli del tè.
Aspetta, lasciali venire. Ci vado io.
Si, cosa c'è?
Sia lodato il Signore.
Siete di Kurów e avrete portato una lettera della signorina.
Ti chiami Socha?
Proprio così, Socha. Diglielo, madre.
È vero, lui è il sig. Socha, io sono la sig.ra Socha, sua moglie.
È venuto a chiedere al signor ingegnere un lavoro in fabbrica.
Sì, un lavoro. Diglielo, mamma, dall'inizio.
Pietrakowa è stata la peggiore...
Forza, mi dica cosa è successo.
Questa troia maledetta mi ha scagliato i cani contro.
- Che Dio la abbandoni alla fine... - L'ha presa per i capelli...
- L'ha buttata nella fogna. - L'ho presa a calci, come una cagna.
Quando ha incendiato la fattoria?
Eravamo in tribunale, l'usciere ha detto: "Sig. Socha, la sua fattoria è in fiamme".
Sì, vuoi un lavoro in fabbrica, giusto?
- Sì. - Sì, sua eccellenza.
Vieni martedì all'una, ora non ho tempo.
- Sei pronto? - Sì.
Senti cosa scrive sulle rose.
"Che belle rose, immagino che non siano di Lodz.
Forse le hai fatte mandare da Nizza?
Come una volta. Le curo tanto, non c'è un solo petalo a cui non direi,
toccandolo con le labbra, che sono innamorata."
Sbrigati.
"Per i soldi tutto a posto, tutti i 25.000 a tuo...
a nostro nome."
Che ragazza stupenda.
"Devo finire di scrivere, è ora di andare a letto.
Buonanotte, mio re.
Buonanotte. Anka.
Post scriptum: "Il padre si è rassegnato, si è preso un fischietto,
ci sveglia tutti e ci chiama per colazione."
Ti saluta.
Senti a me.
Dovresti far dichiarare tuo padre incapace.
E poi imporre le tue regole in fabbrica. È il solo modo per salvare tutto.
Tu lo faresti?
La cosa non mi riguarda.
Mio padre non ha niente.
Allora, andiamo?
Non toccarmi, pagliaccio.
Tre volte 200 rubli.
Tre volte.
Mio padre non mi dà niente. Posso contare solo su me stesso.
Un caso perso.
Vado a prendere Moryc.
- Fuoco. - Chi?
- Albert Grossman. - Oggi è il terzo incendio.
Si rifanno delle perdite dopo la bancarotta.
Cos'altro possono fare?
Quanto?
Circa 200.000.
Se paghi in contanti... basta.
Moryc. Andiamo.
Arrivo, Maks. Arrivo.
Moryc. Moryc.
Organizzo tutto io.
Non posso... Ah, arrivederci.
Ce la farò, ce la farò, ovviamente.
Buonasera. Ho un importante...
Non ora, dopo. Dopo.
Le ho telefonato in fabbrica, ma era già uscito.
- Che peccato. - Le ho anche scritto.
- Di persona. - Non ho ricevuto nulla.
- Ha un posto a teatro? - Ci sto andando.
Ho una sedia.
Allora andiamo.
Le offro 1.000 rubli in più se lavora da me.
Ma Bucolz me ne darebbe altri 2.000 per farmi restare.
Capisco.
Le darò 4.000 rubli in più.
Sarebbero dunque 14.000 all'anno. Offerta congrua, no?
La ringrazio per la proposta invitante.
Ma sfortunatamente non posso accettarla.
Resta con Bucholz?
No, sarò onesto con lei, sto fondando una mia fabbrica.
Cotone?
Sì, cotone, quindi non saremo in concorrenza.
Non mi interessa la concorrenza. Come può mettermi in pericolo?
Sono un milionario.
Se fallisse, la assumerò comunque. Ma per 8000.
Ora offrirebbe di più.
Naturalmente. Ora per me lei vale di più.
Grazie per la sincerità.
Dico sempre quello che penso.
Le credo. Mi lasci dire che se fallirò...
farò in modo che non succeda più.
Herr von Borowiecki, lei mi piace molto.
Faremmo ottimi affari.
Dovremo farli separatamente.
Per favore, venga nel nostro palco.
Grazie mille. Verrò da lei all'intervallo.
Karol, quanti milioni ci sono in sala stasera?
Bene.
Forse 200.
Io sento puzzo di milioni.
Piuttosto di aglio e cipolla.
Donna adorabile la sig.ra Zucker, eh?
Tu credi?
Ha di sicuro dei diamanti adorabili.
Diamanti, la sig.na Szajn ha una gioielleria addosso.
Se ne può permettere due.
Ho pagato, quindi mi diverto.
Karol, Madame Müller ci sta guardando.
Sembra un'oca spennata.
Ma riceve circa 50.000 rubli l'anno.
Che ragazza, farei degli affari con lei.
Karol, io la afferrerei, ha il diavolo in corpo.
E una dote ancora più grande.
Sig. Borowiecki, vorrei parlarle...
L'intervallo non è il momento adatto.
Karol, sei arrabbiato? Ogni occasione è buona per gli affari.
- Moryc. - Siediti.
- Perché? - Bisogna sapere con chi parlare.
Da direttore di una grande fabbrica non avrebbe potuto dire diversamente.
Sig. Horn, non si può agire contro
l'interesse della fabbrica.
Lo so, ma Lodz non la sopporto più.
- Cosa intende fare? - Ancora non lo so.
E la fabbrica di suo padre a Varsavia?
Non m'interessa.
Lei è proprio folle.
Senza paragoni.
Sig. Borowiecki.
Sig. Borowiecki.
Buonasera, come sta, si diverte?
Benissimo, squisitamente. E lei?
Squisitamente, benissimo. O benissimo, squisitamente.
Sig. Karol, vorrei chiederle dei titoli di libri polacchi da leggere.
Mio papà dice che sono stupida
e che dovrei concentrarmi sulla gestione della casa.
Ma a cosa le servirebbero i libri?
Perché voglio così.
Suo fratello dovrebbe avere una biblioteca nel suo palazzo.
A Wilhelm non piacciono i libri. Una volta si è arrabbiato con me...
e quando sono andata a fare compere con mia madre...
mi ha bruciato tutti i libri.
A Wilhelm non piacciono i libri, è in gamba.
Bene, le mando i titoli.
Ma com'è buono.
Un giorno venga a trovarci.
Che è successo? Hai rovinato la mia parte. E ora piangi.
Congratulazioni, signorine. Meraviglioso, affascinante.
I miei complimenti con tutto il cuore. Siete così giovani.
Mi chiamo Maks Baum, Piotrkowska 90.
Congratulazioni.
Lasciami in pace.
Bella danza, vero?
Sì, da amatori. Pensavo che si sarebbe esibita anche lei.
Lo desideravo tantissimo, ma...
non sono stata invitata.
Avranno valutato la possibilità, ma avevano paura del rifiuto.
Entrare a casa sua è difficile. Mi scusi.
# Florcia, guardami
# Allora, cosa vedi? Sono affascinante, sei d'accordo?
# Sei d'accordo, ma lo sei Quindi basta con queste battute
# Sono il più dolce di tutti Non dir di no, l'amore è la tua mira
# Florcia, realizza i miei sogni
# Florcia, voglio solo te
# Il mio cuore aspetta con ardore il momento
# In cui diventerai mia moglie
# Perché il mio cuore sogna...
È successo qualcosa. Guarda i palchi.
# Ti amerò per sempre Ti do la mia parola, sii mia, solo mia
# Cerca di non farlo, prova a non farlo Che il matrimonio ci unisca
# È giunta l'ora dell'unione dei cuori
# La sogno giorno e notte
# Florcia, realizza i miei sogni
# Florcia, sogno solo te
# Il mio cuore desidera con ardore il momento
# In cui diventerai mia moglie
È cotone. La lana e gli altri sono fermi.
# Il mio cuore desidera con ardore il momento
# In cui diventerai mia moglie
# Da buon marito, io...
Alpasow a Odessa un fiasco. Presto saprò i dettagli.
# Non dir di no, l'amore è la tua mira
# Ferdziu, realizza i miei sogni
# Realizza i miei sogni, Ferdziu, tu
# Il mio cuore aspetta il giorno
# In cui diventerai il mio uomo
# Ti sarò fedele
# Come un buon marito
# Quindi, se vuoi avermi, devi essermi fedel
# Non dir di no, prendimi per tuo uomo
# Florcia, realizza i miei sogni
# Realizza i miei sogni, Florcia, tu
# Il mio cuore dice che arriva il momento
# In cui diventerai mia moglie
- Che c'è? - So tutto.
- Avanti. - Frumkin a Bialystok. Lichaczew a Rostov.
- Sì. - A Odessa... Alpasov.
Falliti, erano tutte aziende solide.
- Perché? - Non lo so.
Quanto può perdere Lodz?
Lodz perde due milioni.
Tuo padre perderà qualcosa?
Mio padre non ha niente da perdere tranne l'onore, ma a Lodz non conta.
Maledizione, ma perché?
Meyer ha investito ben 100.000 rubli.
Dimagrire gli farà bene.
Sig. Karol. Sig. Karol. Quando verrà a trovarci?
Uno di questi giorni, mi scusi.
Karol. Karol.
- Pensavo mi avessi dimenticato. - È possibile?
Per te, sì.
Ma sono venuto. Dovevo.
- Al teatro. - Da te.
Davvero? Non mi hai mai parlato così.
Ma ho sempre voluto farlo.
Laggiù parlavate di me, vero? Potevo sentire.
Abbiamo parlato dei tuoi diamanti.
Nessun'altra a Lodz ha diamanti così belli, vero?
E della tua bellezza.
Mi prendi in giro.
- Non scherzo mai su ciò che amo. - Karol.
Vieni. Vieni, accompagnami alla carrozza.
Sì.
Partiamo insieme.
Fino alla fine del mondo.
Andiamo.
Karol.
Non capisco, è in codice.
Allora decifralo.
- Oggi il consiglio ha deciso... - Cosa ha deciso?
- ...dazi sul cotone americano... - Che?
...importato ad Amburgo e Trieste...
aumentato a...
25 copechi...
Verrà introdotto tra due settimane. Sarà annunciato tra una settimana.
Quando sarà introdotto?
Introduzione tra due... settimane.
E quando lo annunceranno?
Fra una settimana.
Cosa fai?
- Benvenuto, direttore. - C'è il sig. Welt?
- È andato dal presidente Kessler. - Lei viene di rado.
Abito lontano.
Cosa c'è?
Ha dei fili blu.
Sulla schiena, sono tutti impigliati.
Anche sulle spalle.
Ehi.
Forza, sig. Welt.
Ci hai pensato?
È una grande offerta.
16.000 marchi per Berlino. Guadagneremo il 15%.
No, no, no. L'ho già spiegato.
Ho un piano migliore, Borowiecki ora è alle strette.
Non ha soldi, ha speso tutto per i terreni e la fabbrica.
Le darò dei soldi e diventerà mio socio.
Una compagnia perfetta.
Organizzerò le cose in modo che...
Borowiecki diventi un pesce piccolo.
Sarà solo il direttore della fabbrica.
Uno o due anni...
e finirà per guadagnarne 40.000.
Sig. Kessler.
La ringrazio per la fantastica proposta.
Quanto le serve?
Ma Borowiecki a Lodz è un uomo più importante di lei.
Che schifezza, una schifezza orribile.
Buonasera. C'è il sig. Moryc Welt?
Sig. Borowiecki, sta per costruire una fabbrica, le dico una cosa.
Non una, non dieci fabbriche...
possono fare quanto fanno le macchine in Germania.
Per prima cosa devi civilizzare, creare una cultura industriale.
Solo allora i suoi tentativi non saranno più ridicoli.
Sì, lo so. Lei ha molto talento.
Il suo lavoro, la nobiltà, l'arte, la letteratura...
la sua vita...
sono vuoti luoghi comuni.
Appena inizia a fare qualcosa...
finisce in bancarotta.
Lei è il re del flirt.
Lo dico senza giri di parole, è quello che vedo.
Ha ragione e non ha ragione.
Un maiale, se dovesse pensare come un'aquila, la penserebbe così.
Mi scusi.
Naturalmente...
Sono Moryc Welt, Piotrkowska... 90.
Sono Moryc...
Welt...
Piotrkowska 90. Vai all'inferno.
Moryc, ci sono degli affari.
Ci sono degli affari?
I nostri affari troppo importanti.
Sono pronto.
Vieni a leggere.
Non guardare l'indirizzo. Non guardare.
Non capisco, è in codice.
"Oggi il Consiglio ha così deciso:
il dazio sul cotone americano importato ad Amburgo e Trieste
sarà portato a 25 copechi in oro per pud.
Da avviare tra due settimane. Sarà annunciato tra una settimana."
Karol.
Quindi il futuro è nostro.
Karol.
Quindi faremo...
un sacco di soldi.
Karol, questo telegramma vale...
100.000.
Almeno 50. Ora possiamo baciarci.
Non mi servono i tuoi baci, mi servono contanti, vieni.
Che affari. Che...
Perché non lo facciamo solo noi due?
Mollalo.
Quest'affare stupendo lo faremo noi due.
Maks.
Sai.
Ora ti conosco ancora meno di prima.
Bene. Dobbiamo svegliare Maks.
- Perché svegliarlo? - Dobbiamo parlare.
Perché non possiamo farlo solo noi due?
Perché lo faremo in tre.
Non lo dicevo anch'io?
Vado ad Amburgo.
E se l'affare non riuscisse?
Deve riuscire.
Dobbiamo avere una fabbrica.
Sentimi, in ogni caso dobbiamo avere una fabbrica.
Tu Karol, te la caverai di sicuro.
Con la tua professionalità, col tuo nome, il tuo "von".
Col tuo bel viso puoi avere milioni, per esempio con la sig.na Müller.
Ho una fidanzata.
È lì la questione, avere due fidanzate, amarle entrambe
e sposarne un'altra che ha i milioni.
Maks.
Cosa succede in città?
Niente. Ieri sera ha preso fuoco A. Weber.
Sì, nient'altro?
È bruciata anche la fabbrica di Kolberg.
Sono rimasti i muri, ma la polizia si è insospettita.
- Poi. - Niente, l'assicurazione non risarcisce.
Oggi il sig. Moryc è stato da Grünspan. E nella stanza del sig. Maks...
Lo so, vai.
Io darò 10.000 rubli. Di più non posso, buonanotte.
Vieni qua, accidenti. Dobbiamo trovare un accordo.
Vai all'inferno...
con tutti i tuoi accordi.
Non ho quasi mai dormito nei miei tre anni a Riga
perché i polacchi parlavano sempre fino all'alba.
Stessa cosa a Lodz.
Come vuoi, torna a letto.
No, resto.
Moryc, quanto dai?
Metto 10.000.
Di più non posso dare.
Io uguale.
Chi ci va?
Deve andarci Moryc, è la sua specialità.
Moryc?
Va bene, ci vado. Quanti soldi darai?
Ho solo 15 rubli. Posso aggiungere l'anello di diamanti.
Se lo prometti a mia zia otterrai più di me, Moryc.
C'è una soluzione.
Guadagnerete, ma senza rischiare.
Come?
Mi cedete l'affare e vi do 5...
10.000 di risarcimento.
Anche se dovessi perderci. In contanti. In poche ore.
Porco.
Lascialo stare, Maks. Lo fa per amicizia.
Sì, per amicizia.
Certo, per amicizia. E se perdessi?
- Firmerò cambiali in garanzia. - No.
Non perdiamo tempo in chiacchiere, rischiamo tutti insieme.
Lui va ad Amburgo. Basta.
Lo voglio per iscritto.
Comprerà coi nostri soldi e dirà che ha comprato per sé.
L'amicizia e la mia parola non valgono niente? Ma cosa dice?
La tua parola è oro, l'amicizia un pagherò ma dobbiamo assicurarci.
- Sistemeremo... - Un attimo.
Moryc acquista e manda tutto per corriere espresso.
- Un attimo. - Pagheremo dopo.
Come faccio a sapere che non mi imbroglierete?
- Porco. - Calmati.
Maks.
Moryc ha assolutamente ragione.
Ecco perché ho fatto un contratto scritto, eccolo.
Fammi vedere.
Bene. Ora abbiamo qualcosa di solido.
Quanto mi date per la trasferta?
- Per ora una quota della commissione. - D’accordo.
- Dopo faremo l'accordo. - Anticipatemi una parte...
e presenterò un resoconto per le spese del soggiorno ad Amburgo.
Non è un porco?
Karol, mi ha chiamato porco tre volte, risponderò una volta sola, idiota.
Ricordati che non è una storia d'amore, né un matrimonio, ma un affare.
Imbroglieresti il Signore se potessi.
- Vado a dormire, Karol. - Buonanotte.
Non disturbarmi.
- Moryc. Fatti baciare. - Vai via, vai via.
Ci vedremo prima della tua partenza.
Avrò i soldi, Karol, tranquillo.
Buona fortuna. E non ci fregare.
Si sente odore di truffa da qua.
Vorrei proprio conoscere... quello che riesce a fregarti.
Parli di me?
Cosa?
Karol, cosa...
Sì, sono stata con Kessler.
Non voglio morire nella filanda.
Allora vai da Kessler...
e se torni ti caccio come un cane e ti denuncio alla polizia.
Mamma, non ce la facevo più in fabbrica.
Lui mi ama. Ha promesso di sposarmi.
Non punirmi, padre eterno, per la mia cecità.
Non punirmi, Signore caritatevole,
per le colpe dei miei figli perché io sono innocente.
Non ho più una figlia.
Cara mamma. Carissima mamma.
Perdonami. Abbi pietà di me.
Non potevo passare tutta la vita in fabbrica.
Vattene.
Zoska.
Zoska, aspetta.
Non piangere.
II caposquadra ha detto che se non ci andavo mi licenziavano.
Non piangere.
La mamma si lascia convincere. Con papà ci parlo io.
Zocha è tornata?
Sì. Stamattina.
- Kessler. - Sì.
Ci penso io.
Lascialo stare, padre.
Stupido, ho da parlargli d'altro. Non ci provare.
D'accordo.
Non gliela farò passare liscia.
Non ci provare. Lei dov'è?
Mamma l'ha cacciata di casa.
Occupati di lei.
È tua sorella.
- Mi ha scritto, voglio rispondere. - Ha una pistola?
Sembrava un cane rabbioso.
Vuole soldi per la figlia, ci penso io.
- Vado. - Stia attento, presidente.
Malinowski.
Malinowski.
Mi hai scritto una lettera, vero?
Cosa ha fatto a Zoska?
Cosa vuoi?
Niente.
Ripagarti...
...mascalzone.
Stein, hai suonato domenica pomeriggio?
Abbiamo suonato, aspetta un attimo.
Cos'hai suonato?
Un frammento della sonata di Beethoven in Do diesis minore.
- Abbiamo suonato meglio che mai. - Davvero?
- E non puoi immaginare... - Stein. Il conto di Eichner e Peretz.
4, 17, 5, pignorati fino a 6.000.
Fino a 6? Non controlla, si ricorda tutto.
Poi abbiamo provato quello che avevo composto di recente.
Cos'è, polka, valzer?
Non scherzare, non compongo musica per organetti.
Cos'è, un'opera?
No. Qualcosa che ha alcuni elementi formali di una sonata.
Ma non è una sonata.
Inizia con l'impressione di una città che si calma e lentamente si addormenta.
Un gran silenzio, che diventa saturo...
di delicati mormorii suonati sui violini.
Poi il flauto parte con un canto straziante,
come di gemiti di alberi gelati o di senzatetto,
- Wilczek. - ..macchine che lavorano...
- Wilczek. - ...animali che verranno uccisi domani.
- Il presidente ti cerca. - Ci hai lavorato tanto?
Quasi un anno. Vieni domenica, potrai sentire le tre parti.
Cosa c'è di nuovo, sig. Stein?
- Victor Hugo è morto ieri. - Ha lasciato molto?
- Sei milioni di franchi. - Un bel gruzzolo.
In cosa?
Obbligazioni francesi al 3% e azioni Canale di Suez.
Buon investimento. In che settore operava?
- Letteratura. - Cosa? Letteratura?
Sì. Era un gran poeta, un grande scrittore.
- Tedesco? - Francese.
Dimenticavo, Mary mi ha letto delle parti più belle
del suo romanzo "Il fuoco contro la spada".
Dicono che lei suona il piano?
Ho studiato pianoforte al conservatorio
con Leszetycki a Vienna.
Mi scusi, presidente, devo andare. Ho molto lavoro.
Il lavoro non è un'oca. Non si scioglie nello strutto.
Sono infastidito dal tintinnio continuo dei bicchieri in ufficio
e dal sibilo continuo del gas.
Presidente.
Siamo arrivati così presto...
che non avevamo fatto colazione.
Fate bollire l'acqua con il gas.
E chi paga il gas? Io.
Ha senso? Da oggi pagherete voi.
Lo dirò ai miei colleghi.
Lo faccio per il vostro bene.
Ora vi vergognerete di bere il tè...
perché avrete rimorsi di coscienza visto che pago io il gas.
Pagherete e vi passerà la vergogna. Mi guarderete dritto negli occhi.
È molto morale, sig. Stein. Molto.
Il presidente mi ha chiamato e sono venuto subito.
Affari, vero? Facciamo svelti, così come sono venuto, per parlare
di una questione molto delicata.
L'affare è questo. Adler e Co. hanno bisogno di un grosso carico di lana.
Potrei farlo io, la lana c'è, ma non ho i soldi.
Le darò i soldi, faremo tutti e due un profitto.
Come al solito il 15%.
- Quanto le serve? - 30.000 marchi per Lipsia.
La fabbrica si sta ingrandendo?
Iniziamo tra un mese.
L'edificio sarà finito fra tre mesi e inizieremo la produzione a ottobre.
Mi piace questa fretta, è tipica a Lodz.
Mi piace molto Borowiecki.
Ma devo dargli un dispiacere.
Per me è una cosa molto sgradevole.
Così sgradevole che vorrei chiederle
di riferirglielo per mio conto.
Cosa è successo?
Ho dovuto ritirare il credito.
Lo troveremo altrove.
Mi dispiace davvero.
Non potrà più fare affari con lei.
Ma parlando tra noi, da amici,
sig. Maurycy, a cosa le serve essere socio con Borowiecki?
Non riesce a fondare una fabbrica da solo?
Ma io non ho soldi.
Ma non è una ragione valida.
C'è chi ha i soldi, lei ha talento e avrà la loro fiducia.
Perché oggi le ho dato 30.000 marchi così sulla parola?
Perché la tratto come un figlio?
Cosa dico? Come un figlio e una figlia insieme.
Perché la conosco bene.
E so di poterci guadagnare circa il 10%.
- Il 7,5. - Cosa significa migliorare la produzione?
Dovremmo far finire la spazzatura di Lodz?
Sono proprio le sue stupidissime parole.
Vuole intralciare Zucker, Szaja, Bucolz,
tutta la lana di Lodz. E sa perché?
In modo che i polacchi possano dire: "Loro fanno spazzatura,
imbrogliano, abusano dei lavoratori,
mentre Borowiecki, noi facciamo affari in modo serio, sano, onesto".
Potrei proseguire ancora.
Non c'è niente da ridere. È un vento che appesta.
Glielo dico, sono sicuro che non reggerete la concorrenza.
Loro hanno l'appoggio di tutto il Paese.
Ed è per questo che Borowiecki deve essere distrutto.
Se il mio capitale dà più profitto investendolo con Borowiecki resto da lui.
È un atteggiamento da mercanti.
Io le garantisco che quel capitale non le renderà niente.
Lo perderà tutto. Le auguro ogni bene.
Dico solo quello che pensa tutta Lodz.
Arrivederci. Grazie per aver attirato la mia attenzione su questi fatti.
Li valuterò.
Quindi Borowiecki non ha più credito da lei?
Non posso perdere i nostri produttori a causa sua.
Un complotto.
Quale complotto? Di cosa parla? Non è un complotto, è autodifesa.
Se non fosse Borowiecki, ma un altro, lo calpesteremmo...
con discrezione e morirebbe subito.
Ma lei lo sa che signore è...
e come ha sostenuto Bucolz?
È tutto vero.
Ma potrebbe anche farcela.
Ehi.
Come hai fatto a trovare i soldi?
È il mio segreto e la mia ricompensa.
Maks.
Vedo sulla tua faccia un'altra mascalzonata.
Lasciami in pace, Moryc.
Finalmente ho avuto i soldi da mio padre.
Ora la sua fabbrica non resisterà neanche un anno.
E se la fabbrica fallisse...
mio padre non reggerebbe il colpo.
Morirà anche lui, lo conosco bene.
Sei un tedesco sentimentale, ma... dammi i soldi.
Vai.
Ti potrà consolare il fatto che tuo padre è il più onesto di Lodz.
Certo.
Ed ecco il mio anello.
Dai, Moryc.
Ce la faremo. Ciao.
Buona fortuna.
- Arrivederci. - Arrivederci. In bocca al lupo.
Paga quella donna 200 rubli o va in tribunale.
Presidente, il barone Oskar Meyer l'aspetta. Dice di avere affari rilevanti.
Il Barone Oskar Meyer.
Oskar Meyer dovrebbe baciare il naso del mio cane.
Horn, sto per dettare.
Sii più svelto quando ti parlo.
Non dormire. Non ti pago per dormire.
Vai più veloce.
Non riesco a scrivere con due mani.
Metti troppa enfasi nelle tue parole.
Non riesco a parlare diversamente.
Le consiglio di avere più riguardo.
Per me fa lo stesso.
- Con chi crede di parlare? - Con lei, presidente.
Sig. Horn, la avverto. La mia pazienza sta per finire.
Non so se è paziente, non m'interessa.
Non interrompere... quando parla Bucolz.
Non vedo il motivo per cui Bucolz non possa tacere
quando parla Horn.
Lei non lavora più qui.
Trovo che lei e questo posto siano davvero disgustosi.
La faccio buttare fuori.
Provaci, stronzo.
Bastardo, buttalo fuori.
Lascia stare, August.
Non provarci o spezzo le costole tue e quelle del tuo padrone.
Maledetto. Andate via tutti e due.
Stai zitto, ladrone.
Sei uno stronzo. Non mi interrompere.
Non m'interessa sapere se sei paziente.
Non ho bisogno di sapere se sei paziente...
Smettila di interrompermi... stronzo di un tedesco.
Ora parlo io.
Parla Horn, e mi ascolterai finché continuerò a parlare.
Stai zitto. Ora parlo io.
Per favore...
Ti avverto, non mi serve sapere se sei paziente. È uguale.
Non interrompere.
Non vedo perché dovrei tacere quando parli tu.
Non mi interessa sapere se sei paziente.
Addio.
August.
Sì, signore.
Vieni.
Vieni.
Dov'è Horn?
L'ha licenziato, signore, è appena uscito.
Ma ti avevo detto di buttarlo fuori.
Perché non mi hai dato retta?
- Ma se n'è andato da solo. - Zitto.
Ci sono novità?
Il lavoro, presidente.
Bene.
C'è altro?
Oggi è tutto tranquillo in fabbrica.
Come al solito.
August.
Se fallissimo? Tutti farebbero bancarotta.
I fallimenti finiranno, gli affari miglioreranno.
Il raccolto invernale in Russia era ottimo ma il prezzo del grano non scende.
Stanno iniziando un programma di lavori pubblici che darà lavoro
a centinaia di migliaia di persone.
Vedrai.
In autunno l'industria tessile tornerà a crescere.
Nel peggiore dei casi lavoreremo il cotone.
- Ehi. Moryc. - Moryc.
Come va il cotone?
Ad Amburgo comprano solo Zucker e Mendelsohn.
I prezzi sono aumentati del 15%.
Venite.
Le scorte sono scarse. La prossima spedizione arriverà tra pochi giorni.
- Karol. - È tutto nostro.
- Più veloce. - Madre, il signor ingegnere.
- Sochas, buongiorno. - Grazie a Dio.
Domani andiamo a Kurów. Ti porto con me.
- Maks. Maks, dai. - Arrivo, arrivo.
Dà da mangiare ai polli tutti i giorni?
- Ogni giorno e da sola. - È tanto lavoro.
Sembrava... Zosia di "Pan Tadeusz" di Mickiewicz.
Sì, ma Zosia dava da mangiare ai polli per piacere. Buongiorno, padre.
- Buongiorno. - E lei?
- Io? - Buongiorno.
Per venderli bene a Lodz.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Prego.
Quel vostro prete Szymon è la bontà incarnata.
A Kurow la bontà è molto apprezzata.
- Sì? - Sì.
Provi a campare qui con le truffe.
Sig. Borowiecki.
Qui e a Lodz ho un nome diverso.
E in campagna un altro ancora.
Quando a Lodz mi chiamavo Kaczmarek,
qualsiasi crucco o ebreo mi diceva: "Kaczmarek, vieni qui, contadino".
Sì, e da quando ho un nome più nobile dicono:
"Sig. Karczmarski, potrebbe fare... Noi non ci andiamo".
Mi trattano come immondizia quei braccianti tedeschi, quando sono...
figlio e nipote di un fattore.
Non sono uno qualunque.
Sì. Quindi porta queste foto e i mobili a Lodz?
Sì.
Quando i miei antenati avevano la fattoria i tedeschi camminavano a quattro zampe
e mangiavano patate crude come maiali.
- Bravo, sig. Kaczmarek. - Dico la verità.
Tutti i Miller e Bucolz di Lodz sono una tale nobiltà
che Karczmarski potrebbe essere il loro re
e per loro sarebbe un onore.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Non sapevo che fosse lei.
Karol ha detto che qualcuno voleva comprare Kurów.
Ma aveva fatto un altro nome.
- Vuole del caffè? - Grazie, signora, è caldo?
Molto caldo, quasi bollente. Katarzyna.
Il caffè freddo non vale niente.
Vedo che se intende.
Ne bevo di continuo.
Quando si affari o si chiacchiera...
il caffè nero è il migliore.
Non tornerei in campagna.
Mio figlio si sposa. Lo faccio per lui.
Non è bravo negli affari.
Non ho niente per lui a Lodz. Gli compro una villa e diventerà possidente.
Se vuoi un funerale come questo devi convertirti.
- Non ti piace il protestantesimo. - Certo.
- E non mi convertirei mai. - Perché?
Sono un uomo che ama e che ha bisogno di cose belle.
Voglio avere un funerale meglio di quello di Bucolz.
Dopo aver lavorato sodo tutta la settimana ho bisogno di riposarmi.
Voglio andare in un bel posto con belle foto, belle sculture.
Una bella architettura, una bella cerimonia...
e anche un bel concerto.
Gli piacciono le nostre cerimonie, i colori, l'odore,
- le campane, il canto. - Esatto.
E il sermone non dev'essere noioso.
Lui deve ascoltare...
un discorso delicato su questioni superiori, qualcosa di nobile.
Lo mette di buon umore e gli dà voglia di vivere.
Cosa ho a Kirche? Quattro pareti e un interno così vuoto
come se tutto dovesse finire fra un minuto.
Il pastore dice cose tristi sull'inferno.
Vado in chiesa per infastidirmi?
Sono già nervoso, non sono un idiota.
Non voglio tormentarmi ascoltando discorsi noiosi.
Mi piacerebbe conoscere la ditta.
Il protestantesimo che azienda è?
Il Papa, quella è un'impresa.
Torno subito.
Penso che alla fine diventerai cristiano.
Oggi in tanti si prendono un giorno libero gratis.
Ti sbagli, gli è stata tolta mezza giornata di paga.
Così possono riposarsi un po'...
per salutare il defunto.
- Avvicinati, Karl. - Così va bene?
Karl, devo vederti.
- D'accordo. - Perfetto.
In questo modo si recuperano parte delle spese funebri.
Dovrò scriverlo nel testamento per gli eredi.
Ma cosa dici? Bucolz era più vecchio di te.
Bucolz è morto.
Era un signore.
Aveva una fabbrica, aveva milioni.
Era un conte ed è morto.
Non ho niente e domani devo pagare due cambiali, ma sono vivo.
Il Signore è buono.
Il Signore è molto buono.
Bucolz ha fatto importanti lasciti per enti pubblici e in beneficenza.
Potresti riderci sopra.
Bucolz non era uno sciocco.
Presidente, un telegramma.
Il cotone.
Torna indietro. Andiamo a casa. Svelto.
- Fai silenzio. - Va bene.
Presidente, il cotone, i dazi sono aumentati.
Di cosa parli? Quando? Gira, più veloce.
In ufficio, svelto.
Zucker.
Sai cosa sta succedendo col cotone?
Cosa me ne importa?
Hai letto le nuove tariffe del cotone?
Oggi non mi sento bene.
Sono triste, non parlarmi di cotone.
Moryc, come stai?
Come oggi il cotone.
Vuoi dire bene?
Brillantemente.
Hai letto le tariffe?
Le conosco a memoria dalla settimana scorsa.
Non mentire, sono appena state annunciate.
Non importa.
Lo sapevi e non l'hai sfruttato?
Ma sì, chi pensi che sia? Faresti meglio a chiedere quanto io e Borowiecki...
quanto c'è in stazione e quanto deve arrivare da Amburgo.
Sei troppo furbo, Moryc. Potresti restarci secco.
Non succederà perché devo guadagnare...
abbastanza per farmi un funerale migliore di quello di Bucolz.
Padre, siamo a Lodz.
- Prendilo. - Prendilo.
- Buonasera. - Buonasera.
Ben arrivati.
Ci siamo, padre.
Buonasera.
- Come stai, figliolo? - Buonasera. Entra, padre.
Buonasera.
Com'è andato il viaggio?
Bene, grazie.
Queste sono le mura della mia...
della nostra fabbrica.
Perché lavori così tanto?
- Non dovresti, davvero. - Sfortunatamente, devo. Prego.
- Cosa sono? - Soldi, 2.000 rubli.
- Dove li hai presi? - Ce l'avevo, non ho detto niente.
Non so come ringraziarti.
Arrivano nel momento giusto.
Smettila. Potrebbe entrare qualcuno.
Sei proprio una bambina.
Sono felice, sono innamorata.
Parli d'amore a voce alta.
Non bisogna vergognarsi dell'amore.
Karol.
Hai una pistola?
- Sì, perché? - Meglio.
Mi sentirei più sicura.
Calmati, di cosa hai paura?
Non lo so, ma ho paura di qualcosa.
Qua non ci sono dei delinquenti.
- Silenzio. - Ti prometto...
Silenzio.
Karol.
Sono così felice.
Avremo un bambino, il nostro bambino.
Che gioia.
Un bambino?
Karl, ora devo stare con te. Per sempre.
- È una follia. - Karol.
L'amore non è follia?
Certo.
Karol, ti amo davvero tanto.
Non essere arrabbiato con me, Karol.
Ho paura di non rivederti.
No, sono molto felice.
# I tuoi occhi
# Stanno guardando
# Giorno e notte
# Verso dove
# La debolezza dell'uomo
# Cerca il tuo aiuto
# La debolezza dell'uomo
# Cerca il tuo aiuto
- Buonasera, Karol. - Buonasera.
Sei stato in città?
Come al solito.
Faccia attenzione, signorina.
Presto, il sig. Karol è stanco.
Non hai fame?
Ti servo subito un tè.
Molto forte, vero?
Quanto zucchero?
Prego. Bevilo.
Vuoi della marmellata? Questa è di Kurów, sai?
Provala, ti piacerà.
Ho saputo...
che hai dei capricci particolari, trasformare la fabbrica in un ospedale.
Quell'uomo non ha famiglia, cosa avrei dovuto fare?
Qualsiasi cosa, non trasformare una fabbrica in un ricovero.
Ma ha avuto un incidente nella tua fabbrica.
Non lavorava gratis.
Dici sul serio?
Avrei dovuto lasciarlo per strada?
Ti piace sentimentalizzare le cose banali. È bello...
ma inutile.
Ma...
dipende come uno sente la sofferenza degli altri.
Non puoi aspettarti che mi intenerisca
per un cane zoppo, un fiore appassito...
o una farfalla schiacciata.
Sì, ma...
ha tre costole rotte, soffre e...
Che crepi, Dio lo aiuti.
Quindi che tutto ciò che dico è sciocco,
ridicolo, degno di essere trattato con ironia?
E lo dici così...
in modo brusco per ferirmi?
Perdonami, sono stanco.
Non posso. Non posso.
Non vivrò molto, ma ti dico una cosa.
Fai del male ad Anka e te ne pentirai.
Perché non la sposi?
Non voglio vedere una cenciaia, figlia di un affarista,
padroneggiare tra i ricordi di 400 anni di questa casa,
della gloria della nostra famiglia.
Cosa direbbe la gente?
Tutti ridete del passato,
la tradizione la chiami un cadavere, la nobiltà un pregiudizio...
e la virtù una superstizione.
Hai venduto l'anima al vitello d'oro. Vattene.
Più veloce, più veloce.
Moryc.
Moryc.
Non hanno mandato le macchine per la tintura.
- Andiamo. - Attenzione, adagio.
Ho scritto in Inghilterra.
Arriveranno un po' dopo a un prezzo più alto, ma arriveranno.
- Non vogliono vendere a credito, vero? - Crucchi maledetti.
Karol. È tutto troppo caro.
Sarà un palazzo, non una fabbrica.
La calce è densa come la pasta. Ho calcolato che spendiamo troppo.
Che gli altri costruiscano con la sabbia, non voglio che la fabbrica caschi a pezzi.
E in caso d'incendio non tutto andrà in fumo.
A volte l'incendio arriva in tempo.
Moryc, non fare il sapientone.
Vendi il cotone.
La cassa è vuota e non si riempirà da sola.
Stanno cospirando contro di noi? Dove chiedo credito, me lo rifiutano.
Dev'esserci qualcosa. Come può essere?
Investire 40.000 rubli in contanti e bloccarsi perché manca il credito?
Non ottenere credito, e dove? A Lodz, dove dopo ogni bancarotta
si costruisce una fabbrica senza un centesimo?
Chi costruisce una fabbrica a proprie spese?
Quanto ti serve?
Devo avere almeno 10.000 rubli entro sabato.
Karol. Ti sei scordato di Müller. Ti ha offerto un prestito.
Me lo ricordo. Basta una parola e mi apre la cassa.
Ma non la sentirà.
Karol, questo è il nostro futuro, la nostra fabbrica.
Se fossi in te lo farei. Se fossi in te.
Ma tu non sei me. Ricordatelo, Maks.
Moryc, vendi il cotone rimasto, sennò non dureremo tanto.
E non andrò dagli usurai.
Ti dico che questa fabbrica resisterà e finché vivrò, durerà.
Parli come un poeta, non come un imprenditore.
Buonasera. Come sta?
Danke.
Sehr gut.
Wie geht's...
Mein Gott.
A volte mantengo la parola data.
È la lista dei libri? È stato complicato?
No, perché è stata lei a chiedermelo.
- Mi scusi. - Prego.
Non dice bugie?
Secondo lei tutti gli uomini sono bugiardi?
Non lo so.
Hai dei fiori molto belli.
Là... e là.
Lo dirò a Gottlieb, sarà molto contento.
Naturalmente, chi sarebbe?
Il nostro giardiniere, ma il sig. Stern,
il nostro vicino non ama i fiori.
Ha detto che se coltivassimo le patate nei vasi di fiori sarebbe più redditizio.
È uno stupido, vero?
Mi scusi?
Mada.
Perché non sono stato informato che c'è Borowiecki?
Papa. Vieni.
Sig. Borowiecki.
La mamma non voleva interferire col tuo lavoro.
- Lasciaci. - Buonasera.
Ho un problema serio.
- Diminuisce la produzione? - Devo produrre meno.
Tanta merce, poche vendite.
Sig. Müller, non deve temere il peggio.
Le faccio vedere il mio palazzo.
Ne parlano tutti a Lodz.
Mi è costato centinaia di migliaia di rubli.
Ma è tutto nuovo.
Non compro roba vecchia come Grünspan.
Posso permettermi cose nuove.
Prego, si sieda sul divano. Un sigaro?
Prenda questo, sono forti, 75 copechi ciascuno.
Questo non è così forte, costa un rublo.
Provo uno di quelli più forti.
Pardon.
Vuole vedere tutto il palazzo?
Con piacere.
Sig. Mueller.
Deve aver importato tutto dall'estero.
Ha detto giusto.
Hüberman dice...
che qui si trova...
solo spazzatura.
Meraviglioso. Meraviglioso.
E questa è la nostra stanza spagnola.
Questa non è... la stanza spagnola.
Papà si sbaglia. È la nostra stanza mauritana.
L'ha arredato da solo, sig. Müller?
Herr von Borowiecki, ho pagato da solo.
Le piace questa stanza?
Sì. È affascinante e originale.
È costata tanto.
Ogni vero palazzo deve avere una camera cinese o giapponese.
- Lei non abita a palazzo? - No, perché...
mi sento molto più a mio agio nel vecchio casolare.
Ma non è uno spreco lasciarlo disabitato?
Lasci stare.
Tutti costruiscono palazzi, quindi anch'io.
Tutti hanno un salone.
Anch'io ho un salone.
Costa tanto, ma che costi pure, me lo posso permettere.
Tutti devono saperlo.
Müller ha i soldi e ha palazzi.
Questa è per Mada, quando si sposerà.
Davvero.
È una camera stupenda.
Hai una stanza come la Gretchen di Goethe.
Mada è stupida. La sposerò con un polacco.
Mi piace come tenete i saloni.
Mi piace intrattenere gli ospiti nel vostro stile.
Sig. Muller, trovare a Lodz un polacco abbastanza ricco
non sarà un compito facile.
Ho sentito che lei è in gravi difficoltà.
Ha indovinato.
È il motivo per cui sono venuto.
Ho delle difficoltà.
Per questo volevo parlarle.
Le darò i soldi e faremo una società in segreto.
Si libererà dei debiti.
Non so come ringraziarla.
Garantirò con tutto il mio patrimonio.
Certo, ma inizi a pensare come un vero commerciante.
Pensi da commerciante.
Sono tutt'orecchi.
A cosa le serve il matrimonio con la sig.na Anka?
Mi scusi, sig. Müller, ma è una questione personale.
Non dico più nulla.
Arrivederci.
C'è il presidente?
Sono giorni che la cerca.
Come sta?
Come sta, mio caro?
Ero molto preoccupato per la sua salute.
È scorretto lasciare i propri amici
così all'oscuro. Mi è mancato tanto.
Grazie, lei è una brava persona.
Cosa si potrebbe dire su di me?
Ieri ho dato 25 rubli per le colonie dei bambini poveri.
Guardi qui, è stampato.
Come va la nostra lana?
L'ho comprata e l'ho rivenduta in contanti.
Bene, oggi ho bisogno di molti contanti.
Chi non ne ha bisogno?
Lei li avrà perché hai una bella testa.
Lo sa che sua madre era mia cugina?
Vendeva gli avanzi in via Piotrkowska.
Lei le assomiglia davvero.
Era adorabile, aperta e generosa. Ha portato i soldi?
No.
Allora me li mandi prima delle 16. Ho delle cambiali da pagare.
Sta guadagnando bene?
Sì, io bene. E lei?
Siamo soci. Io ho messo il capitale.
No, il capitale è mio perché ce l'ho io.
Ma ci siamo accordati sul 10% meno i costi.
Quindi pagherò il 10%, ma non restituisco il capitale.
Che? Cosa dice?
Lei ha un po' di confusione in testa.
Sto dicendo che ho investito soldi nella mia attività.
I miei soldi?
I suoi soldi che ho preso in prestito a lungo termine.
Signor... Maurycy Welt.
Mi renda subito i miei 30.000 marchi.
Sig. Grünspan, non restituirò i soldi.
Ho 30 anni e devo iniziare a fare affari.
Le pagherò il 10% d'interesse annuo.
Restituirò i soldi da ricco.
Lei è folle. Lei è un demente.
È stanco di viaggiare, degli affari. Le serve un po' di riposo.
Sig. Stein. Telefoni alla polizia.
Ora le parlerò in un altro modo.
Mascalzone. Ladro.
- Io la faccio fuori. - Silenzio.
Altrimenti la farò arrestare per calunnia.
E non cerchi di spaventarmi con la polizia.
Dov'è la prova...
che i soldi che mi hai dato come assegno per Lipsia...
erano suoi e non miei?
Karol.
Mio padre è impazzito.
Cammina di notte per le officine e fa partire le macchine.
Karol.
Maks.
Karol, ho i soldi.
Karol, si porta dietro la tua foto.
Possiamo aprire la fabbrica.
Ci siamo.
Vieni, ci saranno degli spuntini.
La mia fabbrica.
L'ho presa e non la lascerò scappare.
Condivido la tua gioia, sono felice anch'io.
Mai quanto me. Mai quanto me.
È felice, sig.na Anka, vero?
In campagna una giornata così è molto più bella.
Certo, ma questa giornata non la rende felice?
Al contrario, mi rende molto felice.
Mi rallegra quando si realizzano i desideri altrui.
La sua voce sembra suggerire altro.
Andiamo, sig.na Anka.
"Il 6 agosto
è stato aperto un nuovo stabilimento per la produzione di cotone
dalla società Karol Borowiecki e soci.
Karol Borowiecki e Moryc Welt sono responsabili degli obblighi finanziari."
Brindiamo al direttore.
Sono felice, sono felice, perché... finalmente abbiamo la nostra fabbrica.
Mai dire "amen" prima di "in saecula saeculorum".
Cosa intende?
È un crucco. Il crucco è responsabile di tutto.
Sì, io la penso così. Karol mi dice cosa fare e...
io faccio, faccio, faccio. Non mi interessa altro.
Questa è una costruzione enorme, enorme.
Lui tratta solo macchine, macchine e macchine.
Anche lei ha i suoi meriti, sig. Moryc.
Dev'essere stato...
Bene. Bene.
- Alla salute, vicino. - Alla salute.
Con la fortuna possa crescere e non bruciare.
Karol, corriamo bei rischi. Compriamo un'assicurazione.
E i soldi?
Basta ciance. Ho detto che la fabbrica ci sarebbe stata ed eccola qui.
Perché dovrebbe bruciare?
Scusi, signore.
- Zucker la aspetta in ufficio. - Zucker?
- Sì. - Cosa vuole?
Vengo. Torno subito.
Sono felice di vederla, sig. Zucker, nel mio ufficio.
Mi spiace non poterle dedicare il tempo che vorrei.
Stiamo festeggiando l'apertura della fabbrica.
Buongiorno, signore.
Legga qua.
Cosa dovrei pensare, sig. Borowiecki?
Sono affari suoi.
Io non la farei passare liscia.
Sarebbe questa la sua risposta?
Cosa dovrei rispondere a questa orribile calunnia?
Cosa devo farne?
Cosa devo pensare?
Trovare l'autore della lettera e mandarlo in Siberia, per calunnia.
Non ne parli con nessuno.
Potrei aiutarla nelle ricerche.
Dopotutto la faccenda riguarda anche me.
Sig. Borowiecki, sono un uomo come lei.
Anch'io ho dei sentimenti e il mio onore.
Vengo da lei per tutti, per il Dio onnipotente.
La prego, le chiedo, questa lettera dice la verità?
È tutto vero?
Sig. Zucker, non è vero.
Sono un ebreo, un semplice ebreo.
Non le sparerò, non la sfiderò a duello.
Come potrei farle del male?
Non potrei farle male in alcun modo.
Partorirà fra pochi mesi.
Lei sa cos'è un bambino?
Lo sto aspettando da 14 anni.
14 anni e ora una tale notizia. Ma cosa so? Di chi è figlio?
Mi dica la verità. Deve dirmi la verità.
Sig. Zucker.
Le ho già detto che questa lettera è un'orribile calunnia.
Quelli come lei giocano con le mogli degli altri.
Prendi il vino e l'acqua gassata.
E questa, portala dove sai.
Ho ordinato a Mateusz di portare del vino
perché vedo che è stanco e irritato.
Mi dispiace molto per lei.
Ma non è vero e non c'è motivo di preoccuparsi.
Bene.
Prendiamo qualcosa da bere.
Sig. Borowiecki.
Un giuramento è una cosa seria.
Lei giurerà su questa immagine.
So...
che è molto sacra per i polacchi.
Lei giurerà che non è vero.
Bene.
Le giuro davanti alla santa immagine che con sua moglie
non ho mai avuto rapporti. Basta così?
Le credo. Le credo, mi ha salvato la vita.
Le credo, come credo a me stesso e a Lucy.
Caro sig. Borowiecki.
Karol.
E parlando di Kurów, sig.na Anka, era qualcosa di eccellente.
Non ho mai sperimentato una cosa del genere in vita mia.
Lì mi sono sentito meglio che a casa. Mai avrei creduto...
Naturalmente, ma mi faccia dire una cosa.
È una situazione in cui...
Ho sempre sognato un posto del genere.
Naturalmente, ma...
- Verde, calmo... - Io... non...
- Benvenuto, sig. Müller. - Buongiorno.
Grazie per essere venuto. Venga al tavolo.
In questa chiesetta vicino a Kurów un giorno sarò...
Mi scusi.
Buongiorno, signora.
Queste non sono le macchine, no.
Cosa è successo, Karl?
- È venuto a trovarmi. - Ho ricevuto il tuo biglietto.
È venuto da me stranamente felice. Mi ha dato zaffiri
e me li ha fatti indossare subito.
Senti, credo che sia meglio smettere di vederci.
Per un po' di tempo, per dissipare i sospetti.
Ha detto che mi avrebbe portato dai suoi parenti a Berlino.
Per tutto questo tempo...
Fantastico, proprio quello che avevo in mente, molto bene.
Karl, verrai con me, vero?
Sì, certo, mi piacerebbe, ma non posso.
La fabbrica ha dei problemi, maledizione.
Stanno cospirando contro di noi a Lodz?
Non lo so, mi servono soldi.
- Karol. - Ci rifiutano credito, servono macchine.
Se non vieni con me...
mi ucciderò.
Ma lui viene con te.
Viene solo a salutarmi alla stazione.
Comunque, dovrai venire dopo per vedere nostro figlio.
Quando parti?
Dopodomani.
Baciami.
No, non così. Baciami...
come...
una volta.
- Tereska, sbrigati, cara. - Sto arrivando.
Cara, appena sarai a Berlino vai a trovare la zia Rózia e lo zio Heinz.
Abbi cura di te e del nostro bambino.
Lucy, stai attenta, Lucy.
Ciao. Ciao, Lucy.
Attenzione. Il treno sta per partire.
Stai attenta.
Stai attenta, Lucy, ciao. Abbi cura di te e di nostro figlio.
Lucy, ciao.
Signor presidente.
Sei sicuro?
Sì, l'ho visto salire sullo stesso vagone.
Stasera darà fuoco alla sua fabbrica. Stia attento, io non ne so niente, chiaro?
Ho già incendiato due volte, lo farò di nuovo.
Sig. Borowiecki, avrebbe dovuto stipulare un'assicurazione.
Karol.
Karl, ho sempre saputo che mi ami davvero.
Vieni.
Muoviti. Cosa guardi?
Vattene.
Padre.
Cani. Cani.
- Maks. - Sto cercando Karol.
Non c'è.
- Cosa è successo? - Niente, ma...
Vorrei sapere cosa è successo.
Per favore.
Continui.
Vuole sposarsi.
Non sia arrabbiata con me, sig.na Anka.
Sono solo pettegolezzi.
Ma i pettegolezzi possono distruggere l'amore più bello.
Le sono molto grata.
Quali pettegolezzi?
Mi dica.
A Lodz dicono che...
Karol si sposerebbe volentieri con Mada Müller se...
...se non fossi d'intralcio.
- Allora lo sa? - No.
Me l'ha appena detto lei.
Mi dispiace.
Sa...
A dire il vero...
...non m'importa più di lui.
Anka, cosa è successo?
No, non è successo niente.
Anka. È in fiamme. La nostra fabbrica è in fiamme.
Gesù.
Anka, cosa succede?
- Ci sono delle persone. - Karol.
Acqua, altra acqua.
Moryc.
Presto, vieni qui.
Moryc.
Mio Dio.
Karol.
Karol.
L'acqua sta arrivando.
Moryc. Moryc, dov'è Karol?
- Cosa? Cosa? - Moryc.
- Cosa? - Dov'è Karol? Dimmelo, Moryc.
A Berlino.
Mandiamogli un telegramma.
Acqua, altra acqua.
Ci sono delle persone.
Più veloce.
Sig. Borowiecki, un telegramma.
- Karol, cos'è successo? - La fabbrica è in fiamme.
Quale fabbrica?
La mia fabbrica.
Karol.
- A destra. - Più forte.
Più veloce. Più veloce.
Bene. Continuate così. Ancora così. Di più.
Mascalzone.
Canaglia. Canaglia maledetta.
Dimmi, chi ti ha detto di incendiare la fabbrica?
Perché? Perché hai incendiato la fabbrica?
Chi te l'ha fatto fare?
Sig. Karol.
È meglio così.
È tutta colpa tua, Karol.
E delle tue storie amorose.
Maks.
No. Karol. Maks.
Di cosa parli?
Sei risentito, non sai cosa dici. Sono sicuro, non è stato Karol. Karol.
Karol. Dicci che non è vero.
Karol.
Io non ho niente.
Tu non hai niente.
Assolutamente niente.
Karol.
Karol. Questo significa che abbiamo...
- quanto basta. - Karol.
Quanto basta. Moryc.
Moryc.
Karol.
Molto bene. Quindi ora siamo...
...pari.
Karol, sai che non c'è canaglia
che non vorrebbe trasformarsi in un angelo.
Non c'è altro modo, Karol.
Sì
Sono d'accordo.
Non abbiamo altra scelta.
Che sparino.
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