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Original subtitles

ROCCO!

(spari)

(spari)

Basta sparare, sono morto!

(suono della sveglia)

(il suono si interrompe)

(suono della sveglia)

(il suono si interrompe)

- Buongiorno. Un caffè? - Sì, ma molto forte.

- È stata una brutta nottata? - Sì, e forse le cose peggioreranno.

- Come in "Apocalypse Now". - Vuoi un cornetto?

No, Claudia mi ha messo a dieta. Forse uno piccolo...

No, è meglio di no. Com'è andato il tuo appuntamento la settimana scorsa?

- Andava tutto bene, però poi è arrivata la sua fidanzata. - No! - Sì.

- Buongiorno, geometra. Come va? - Buongiorno.

- Quant'è? - Oggi, niente. - Grazie. Oggi avremo una giornata difficile.

- Buono... Andiamo. - In bocca al lupo.

(insieme) crepi!

- Buongiorno, Rocco. - Ciao, Alfredo.

- Che bella donna! - Chi? - Anna, la cugina di Rocco.

Faccio colazione al bar solo per vederla.

- Pensavo al nuovo amministratore delegato. Come si chiama? - Welter.

- Walter? - No, Welter. Ti conviene ricordarlo.

Temo che caccerà metà del personale.

Dicono che sia fissata con questi giochi di ruolo.

A Francoforte ha fatto così, prima la guerra finta, poi tutti a casa.

No! Andiamo bene...

Le fusioni portano a un allargamento del mercato, non a una contrazione...

- Fontana e Molteni? - Presente! - Venite con me.

- Io e il signore... - La dottoressa deve essere a Francoforte alle 17.

- Prego... - Bravo, prega!

- Voi siete i responsabili designer delle due fabbriche? - Sì.

Malgrado l'andamento del mercato, Azzurra ha deciso

di tenere tutto il personale delle due aziende acquisite.

Però, a causa della fusione,

Azzurra non ha bisogno di due direttore creativi.

Dovremo sacrificare uno di voi.

Abbiamo studiato le vostre schede personali,

i risultati raggiunti con il vostro lavoro e quelli ottenuti ieri sera,

con il nostro gioco di ruolo.

- Fontana e Molteni. - Sì.

Fontana? È solo geometra ma ha grandi doti artistiche.

Ha una bella mano, è equilibrato, razionale.

Ha scarsa aggressività, poca capacità d'imporsi.

- Spirito anarcoide. - Un pò... - Famiglia numerosa.

Molteni, lei invece è un architetto.

Ha uno spiccato senso estetico ma scarsa tecnica.

Modaiolo e single.

- Vegano. - Sì, ma con delle aperture.

Noi abbiamo bisogno di qualcuno che abbia le qualità di entrambi.

C'è un modo per acquisire l'uno le abilità dell'altro.

Lo abbiamo sperimentato a Francoforte con enorme successo.

Non possiamo obbligarvi, però... Crediamo molto nei giochi di ruolo.

Dobbiamo scambiarci le vite per una settimana e creare una nuova

linea di sanitari per un grande distributore giapponese.

Quella pazza ha proposto lo scambio di vite, e quel leccaculo ha detto...

- Una proposta fantastica da una donna fantastica. - Quindi?

Accetto subito, senza pensarci.

- Molteni crede a tutto. Accetterebbe tutto! - Come?

- Quel buzzurro ha fatto anche lo spiritoso. Fantastico! - Perché?

Non ha capito e si è escluso, quindi non dovrò fare lo scambio di vite.

Anche se sembra la sorella tedesca di Crudelia Demon, si è messa a ridere.

Allora ho riso anche io e Molteni ha fatto la figura del deficiente

che non ha capito niente.

- Ho fatto bene, vero? - Leprotto, non capisci niente.

Voleva fare bella figura e mettere te in cattiva luce.

- Era solo un test, non poteva essere seria. - Dici?

Certo, non possono chiedervi di scambiarvi le vite.

Scusa... Fammi capire... Quindi?

Hai fatto un casino. Risolvi la situazione. E prendi l'insalata.

Animo!

(bussano alla porta) Avanti.

Dottoressa Walter... Welter, mi scusi.

Forse ieri le sono sembrato un pò titubante,

ma volevo soltanto consultarmi con mia moglie.

Ora sono sicuro, voglio fare questa cosa dello scambio.

Bravo! Lo scambio di vite è il mio gioco aziendale preferito.

Anche il mio!

- È arrivato il dottor Shimura. - Benissimo.

Chiama Molteni. È arrivato il nostro cliente giapponese.

- Espugniamo il Giappone? - Sempre con i cessi!

Il dottor Shimura ci ha richiesto una linea di sanitari "Made in Italy"

in grado di coniugare funzionalità ed estetica.

Ho enormi aspettative su di voi, non fatemi fare figure di merda.

Affinché il prodotto risulti migliore, i nostri due direttori creativi

sono anche disposti a scambiarsi posti di lavoro e vite.

- Hai accettato? - Tu, per primo.

- Sei matto! - È deciso?

- Sì. - Sì. - Benissimo!

(Parla giapponese)

Il dottor Shimura dice che è un'idea fantastica che porterà in Giappone.

Siamo d'accordo. Si comincia domani. Andate pure.

- Hai fatto una cazzata. Tu l'hai fatta prima di me.

- Hai accettato? - Me lo hai detto tu.

Non potevo immaginare che la Welter dicesse sul serio!

- Neanche io. - Papà, firmi questo? - Hai preso 4 in matematica?

- Va benissimo, brava! - Davvero? - Non va bene, ha preso 4.

Non ti va bene neanche nostra figlia?

Chiama la Welter, magari la scambia con la figlia dei vicini.

Claudia, non è uno scherzo, questi mi licenziano.

Che dovrei fare con quell'uomo? Pettinarlo? Coccolarci sul divano?

- No! - Dormire insieme a lui?

- Non lo so, mettilo a dieta. - Mamma, domani a scuola

vengono quelli dell'accademia. - Ancora?

- Mamma dice che sono bravo. - Lo dicevano anche a me.

- Ma ora disegni cessi! - Hai visto? Vai in camera tua. - Grazie, Rocco.

- Perché non mi chiama papà? - Ci chiamerà quello che arriverà.

- Io come dovrò chiamarlo? Leprotto? - No!

Claudia, per cortesia, mi aiuti a spiegare ai ragazzi che

il papà andrà via per una settimana e al suo posto verrà un altro?

- Papà andrà via per una settimana e al suo posto arriverà un altro. - OK!

Grazie.

Temo di aver fatto una cazzata.

Ma come potevo immaginare che lui avrebbe detto sì?

- Tu lo hai detto per primo. - Volevo soltanto fare bella figura,

e non ritrovarmi in "galera" con moglie e tre figli.

Già lo immagino: televisione, bastoncini di pesce e patatine OGM.

- C'è anche un lato positivo. - Quale?

Forse capirai che è bello avere un progetto,

qualcuno di cui preoccuparsi e che si preoccupa per te.

Dopo starai con una donna per più di tre giorni e ci farai 5 figli.

Sei pazza? Ho un sistema per lasciare una donna appena parla di figli.

Lo so, sono due anni che mi fai spacciare per la tua fidanzata.

Ehi! Allora...

- Noi siamo una squadra, giusto? - Giusto.

- Il tizio che verrà... - Vi state separando?

Non dire stupidaggini! Il tizio che verrà...

- È piuttosto belloccio. - Ma come parli? Si dice "figo".

Va bene, comunque, quando non ci sarò

voi controllerete tutto quello che fa o dice quel figo.

Ehi! Soprattutto se dà fastidio alla mamma. Va bene?

Tu vai in vacanza e noi restiamo qui a controllare?

- Sì. - Perché dovremmo farlo? 50 euro?

Da chi ha preso questa ragazzina? Tieni.

- Ho i soldi per il concerto. - Rocco, posso prendere il tavolo da disegno?

- Tanto ora non ti serve. - Sì. 50 euro.

Non smontare il mio studio.

- Fastidio, in che modo? - Amore mio... In che modo?

Se vedi qualcosa di strano, avvertimi subito. Promesso?

Rocco, al primo guaio, torni a casa.

- Sì. - Non smettere la dieta, appena torni ti peso.

- Sì. Tu fai attenzione. - A che cosa?

Non te l'ho detto ma Molteni è piuttosto belloccio, alto...

- Magro? - Sì.

Non ha neanche il mouse WiFi.

(sbatte i tacchi rumorosamente) - Puoi evitare di farlo?

- Ha convocato anche te. - Sì.

Eccovi! Oggi avete il pomeriggio libero.

Dovete imparare a prendere confidenza con le vostre nuove vite.

- È un'ottima idea! - Come va la fase iniziale di questo esperimento?

È formativa.

Dov'è l'interruttore?

Quel coglione ha la casa domotica. Che tristezza!

Che tristezza!

- Giovanotto... - Sì? - Lei prende il posto di mio genero? - Sì.

Chi è questo?

Sei il figo che deve prendere il posto di papà?

- Sì. - Oddio! - Buongiorno.

- Lei è Molteni? - Risposta esatta.

- Già qui? - Il capo ci ha dato il pomeriggio libero

per prendere confidenza con l'ambiente. - Certo.

- Ha già conosciuto mia figlia Alice e il suo fidanzato Christian? - Sì.

Lui è sempre qui...

Eccoci qui...

Posso aiutarla con la spesa?

Posso aiutare te, piccolina?

Mamma, ha fatto cadere la spesa!

Può parlare normalmente, la bambina capisce.

Attento a te, piccolino!

Ah!

Luce!

Mangiare.

Cibo.

Quinoa, Seitan...

Lasagna!

Voilà...

Che schifezza!

Secchio! Immondizia.

Aaah!

Il gabinetto è il suo posto.

- Questa è la stanza dove dormirà lei. - Ah.

- Non dormiremo insieme?

- È una battuta?

Saretta, fai vedere la tua stanza al signore?

Vado a preparare il tè.

Se tocchi i miei giocattoli, sei un uomo morto.

- Ciao, amore mio! - Mi manchi, però è tutto a posto.

È successo qualcosa?

Stai rispondendo con la testa? Rispondi.

Niente, però il tipo è arrivato e non è un signore.

- E che cos'è? - Un ragazzo grande,

alto, con molti capelli e magro. - Alla mamma è piaciuto?

Amore, rispondi con la voce, non con la testa. Alla mamma è piaciuto?

- No. Comunque gli ho fatto fare una figuraccia. - Bravissima!

Hai fatto sì con la testa?

Adesso ti saluto perché ho dei clienti davanti e...

- Ciao, amore. - Ciao.

È pronto a tavola!

- Cosa c'è per cena, bastoncini di pesce e patatine fritte? - No.

- Carbonara e saltimbocca alla romana. - Bene! - Invece, per lei...

- Direi che possiamo darci del tu. - Sì. Allora, per te...

Petto di pollo e verdure bollite.

Rocco mi ha detto che dovete fare esattamente le stesse cose.

- Quindi anche la dieta. - La dieta...

- Tutto a posto? - Sì, io sono vegano ma...

- Allora mangi soltanto le verdure. - Grazie.

- Più tardi farò due passi per digerire. - Come credi.

(segnale acustico dal cellulare)

(messaggio vocale) Appena torni ti peso

Ha il sesto senso!

Amore, ne prendo solo metà.

ECCO.

Vediamo che c'è in TV. (campanello)

Un momento! Arrivo.

Buonasera. Sei Rocco? Io sono Ines, la vicina. Luca ti ha parlato di me?

Veramente, no.

Ti avrà sicuramente detto che faccio la Look Maker.

- Che? - Truccatrice, personal trainer, consulente alimentare...

Luca mi aveva detto che c'era da lavorare, ma non pensavo così tanto!

Ti ho portato dei prodotti con cui ho ottenuto risultati ottimi.

Ti basta guardare Luca...

Con te ci vorrebbe un miracolo, ma noi crediamo nei miracoli!

Diventerò come questo?

Bravo, hai mangiato tutto il mio pastrocchio!

- La lasagna? - È una mia creazione. - Complimenti!

- Bambù, Seitan e alghe Kombu. - Ecco cos'era quel retrogusto di...

- Di? - Di Kombu! Buonissimo. - Non fare il furbo.

- Ho visto il merluzzo fritto. - L'ho hai visto? Chi e lo avrà messo lì?

- Stava già là. - Davvero? - Sì.

- Buonasera. - Buonasera.

- Avete qualcosa da mangiare? - Quell'insalata di cetrioli.

Siete tutti a dieta in questo paese?

Come stai?

- Bene. Che fai qui? - Ci vivo.

Momentaneamente...

È una storia un pò complicata.

- Sei lo stronzo che sta da Rocco! - Come lo sai? - Sono sua cugina.

Che fortunata coincidenza! Qualche giorno fa

eravamo in un ristorante... - Io, tu e la tua fidanzata!

Ex fidanzata.

- L'insalata va bene. - Mi dispiace, sto chiudendo.

Cerca un altro bar. Ma credo che a quest'ora siano tutti chiusi.

- Grazie. - Figurati!

(voci non udibili)

(voce non udibile)

Come, scusa?

Quando puoi, dai un'occhiata a Sara che è in casa?

Sì. Ciao.

(segnale acustico dal computer)

Come si risponde?

Luca, ci sei? Accendi la webcam, ho voglia di vederti.

Mio marito non c'è. Ho un giochino nuovo.

Come si spegne? No...

- Posso? - Sì. No! - YouPorn o Pornhub? - Ma che dice?

La cosa essenziale, che mi ha insegnato il dottor Molteni, è...

Cancellare la cronologia.

Sempre.

Però non...

- Scusi. Le ho rotto un'unghia? - Sì. - Mi dispiace. - Ho capito...

- Forza, bel giovane! Siamo in ritardo. - Per che cosa?

Per la partita a Burraco. Mio genero non glielo ha detto?

Non possiamo lasciare da sola la piccola Saretta.

- Ciao, nonna! Il carrozziere ti ha ridato l'auto. - Visto?

Certe cose non si possono evitare. Ciao, cucciola. Andiamo!

Perché si spaventa, cocchino? Guido molto dolcemente.

(ride)

Arriva la regina del Burraco!

- Ehi! Ma guarda sta vecchia! - Doveva attraversare proprio ora?

- Qui c'è il limite di 70. - Tranquillo, devo ancora compierli.

- Il 10 di fiori al posto della pinella. - Bene.

Con il 4 faccio Burraco.

- E ho chiuso. - Aspetta un momento...

Con questa mossa, abbiamo vinto!

(lei esulta e il cane abbaia)

No...

Sei libero per la Befana?

- Io... - Parla del 6 gennaio.

Scusi.

- Buongiorno. Sei pronto? - Per che cosa? Sono le 6 di mattina!

Luca mi ha detto che devi fare tutto come lui. Alle 6 facciamo la Zumba.

- Non ce la fai? - Non battere le mani, si accende tutta la casa!

- Dai, Rocco! - Non ho fatto neanche colazione. - Dopo ti preparo...

un frullato antiossidante a base di carrube e bacche. - Un caffè?

- Fa male. - Però sveglia. - Ti sveglio io con la Zumba!

- Dottore, le passo l'elettricista. - Che cosa vuole da me?

Per queste cose deve chiamare Fontana.

È stato lui a dirle di chiamare me? Ho capito...

Togliti.

- Le luminarie devono stare così. - Invece no!

- Quelle blu non vanno tutte in fila. - Il comitato ha detto...

Non me ne frega niente. Le luminarie vanno alternate, una rossa e una blu.

Altrimenti la Madonna si addolora e succede qualche disgrazia.

- Scusate... - Chi è questo? Che vuole?

- Sono Molteni. Piacere. - Che vuoi?

- Sostituisco Fontana. - Tu?

- Togliti! - Affrontiamo la cosa in modo razionale.

- Qual è il problema? - Ottavio vuole disporre le luminarie come sempre.

Se ogni tanto si cambia, non casca il mondo.

Non è così facile. Tu che cosa saresti disposto a cambiare?

Stai cambiando argomento...

- Chi vuole cambiare? - Il geometra Fontana, capo del comitato.

Allora non si cambia! Un architetto non fa quello che dice un geometra.

La Madonna non vuole? Non vogliamo neanche noi.

- Ciao, Luca. Stai bene! - Grazie.

- Grazie. - Che meraviglia! Scusate il ritardo.

- Figurati! - Possiamo cominciare. - No, tu non mangi quello.

- Per te, mamma ha preparato... - Rape con pesto di canapa.

Non ti dovevi disturbare, io non sono completamente vegano.

- Ho delle aperture sull'abbacchio. - No, sei vegano!

- Questo è un piatto vegano. - Mangio qualche patata. - Mangia!

Milioni di bambini muoiono di fame, non devi fare i capricci!

Ma vaffanculo!

Dove va?

(segnale acustico dal computer)

(dal computer) Luca, sono Alba.

- Non sono Luca. - Ancora quel giochino!

- Ti piace... - Non sto facendo nessun giochino.

Allora chi sei?

- Rocco. - Sì! Allora io sono Gloriana.

Vieni subito da me. Mio marito non c'è e io voglio farti una sorpresa.

- Mi confonde con... - Vieni, dai! Vuoi che venga io?

Indosso il cappotto senza niente sotto.

(campanello)

- Suonerò il campanello e tu dirai: "Chi sarà?" - Infatti!

"Sarà una donna desiderosa che vuole travolgermi di passione?"

(campanello) - Che fai, mi apri o no?

Mi lasci sola sul pianerottolo? Maschiaccio!

Scusa, Claudia, io apro!

E tu saresti quello che si scopa mia moglie?

Rocco... Rocchino... Rocky...

- Rispondi, che è successo? - Mi fa male qui.

- C'è sangue! - Che cosa è successo?

Ho aperto la porta e c'era un pugno.

- Mi dispiace, sei stato sfortunato. - Ti rendi conto che...

- Avrebbe potuto picchiarmi! - Vieni, ti metto la patata sull'occhio.

- Come? - Ti metto la patata sull'occhio.

Arrivederla, dottoressa Welter.

Sei u n Il

- Che hai fatto all'occhio? - Sono scivolato in bagno.

- Mi hai combinato dei guai? - No. E tu che fai?

- Oltre al "paraculo" con la Welter. - Non faccio il paraculo.

La serata di ieri è stata molto piacevole.

Claudia è una cuoca straordinaria. Ieri mi ha fatto l'abbacchio.

- Era meraviglioso. - No, tu devi fare la dieta!

(squilli di cellulare) - Scusa...

Alice? Dovevi chiamarmi soltanto per le cose importanti.

No, il concerto allo stadio Olimpico non è una cosa importante.

Papà vorrebbe portartici ma non può perché al suo posto ora c'è Luca.

Ti ci deve portare lui.

No, non si può rifiutare. Non ti puoi rifiutare.

Vado a dirlo alla Welter?

Ha detto di sì.

È vero che mamma ha fatto l'abbacchio? Alice! Ehi!

- Una birra fresca. - Grazie. - Figurati.

(musica in lontananza) Stavo dicendo che gli adolescenti

vanno seguiti molto, altrimenti ti sfuggono...

Anche stasera qualcuno andrà a casa a piedi!

- Porc... Un attimo, torno subito. - Prego.

Scusi... Scusi! No! No!

Cazzo!

(squilli di cellulare)

Sì?

Ciao, Melania, come stai? Non mi disturbi.

Quando ci vediamo? Non lo so.

Mi prometti che non ti offendi?

Ospito a casa mia un caro amico.

È una bomba.

Si chiama Rocco!

(campanello)

(in falsetto) Chi è? (voce femminile) Rocco...

- Sono Melania. - Come sa che mi chiamo Rocco?

- Che vuoi? - Voglio te!

- C'è anche tuo marito? - No, io non sono sposata.

- Sei sicura? - Certo.

- Fidanzata? - No, sono single. - Va bene, allora apro.

- Luca non c'è. - Fantastico, un uomo vero!

- Cerotto... - Ah! - Camicia a quadri da montanaro...

- Avevo questa... - Chissà che albero hai qui sotto!

- Mi fa il solletico.

- Che mutande! - È la tuta.

- Prendimi subito. Dimmi cose sporche, toccami. - No...

- Zitto! Anzi no, dimmi che sono una puttana. - Puttana.

Mi hai detto puttana?

- Toccami le tette, baciami il collo, mordimi la spalla. - In quale ordine?

- Toccami lì. - No. - Toccami le tette. - Va bene... - No!

Bravo, così, toccami. Toccati, dai...

Di più... Basta!

- Fai di me quello che vuoi. - Sì, però...

- Sei eccitato, taglialegna? - Sì.

Devi rinviare il piacere per rafforzarlo.

- È già forte. - No, lasciami!

Non mi toccare! Lasciami! Non mi toccare...

Bravo! Sì, così...

sì! sì] sì, Sì, Sì!

Tutto bene?

Benissimo.

Vado via, Rocco. Il piacere non consumato rafforza il desiderio.

E la volta dopo si scarica come una tempesta.

- Non consumato da chi? - Da te, Rocchino caro.

- Ciao, taglialegna. - Ciao.

Non ce la faccio più, voglio andare a casa mia!

Vaffanculo!

Melania! Un vero stallone?

Davvero?

Certo, te l'ho detto io.

Va bene, ciao.

Chiamiamo Rocco.

Sì, il concerto è andato bene. Sono qui fuori con Luca.

Gli hanno portato via la macchina. La tua macchina.

Dovresti venire a prenderci. Non troviamo un taxi e... Aspetta.

ROCCO ...

No. Rocco...

Ti dico soltanto un nome: Melania.

Poi te ne dico un altro: Claudia.

Fra 5 minuti? Okay. Ciao.

- Ehi! - Ciao. - Che hai fatto? Ti hanno menato?

- Lasciamo stare. - Per la storia dello scambio? - No.

- Come va? - Così. - La gente parla. Vengono a prendere il caffè e dicono:

- "Come sta Rocco?" "Luca è un gran figo." - E certo!

- "Claudia che ne pensa?" Che ne pensa? - Niente.

- Dovevi prendere proprio quello stronzo? - Non l'ho scelto!

- È colpa della tedesca. Quello...

- Shhh! È qui.

Ciao.

Posso avere cappuccino e cornetto o devo cambiare bar?

Vai pure, se ti accontenti di un cappuccino senza schiuma...

Mettici anche una spruzzata di cacao, per favore.

Va bene.

Alza lo sguardo!

- Buongiorno, dottor Molteni. - Buongiorno.

- Buongiorno, dottore. - Dobbiamo parlare del tuo aspetto.

- Perché? - Dobbiamo parlarne approfonditamente.

Perché?

(canta l'aria "Nessun Dorma" dalla Turandot di Puccini)

(campanello) Proprio sul finale!

Vestiti in maniera decente. Camicia nera, completo nero...

- Andiamo a un funerale? - Sciocchino.

Mi devi accompagnare a un corso prematrimoniale.

- Non ci si va con il fidanzato? - Mi serve qualcuno che finga di esserlo.

Luca non c'è, quindi... Ti spiego mentre andiamo.

- Togliti la fede. - Sì.

- Quale dobbiamo far ingelosire? - Quello riccio con la barba.

- Colletto bianco... - Quella specie di Serpico?

- Il trucido tascabile? Quello? - Non indicare! - Dove ti arriva?

- Andiamo. - Piano...

Vieni, cucciolo. Mettiamoci qua. Disturbiamo?

L'amore non è consumabile come un oggetto.

L'unione dei corpi deve essere funzionale

a quella delle anime.

- La conosci? - No.

- I figli sono il bene più grande. - Ma poi diventano una seccatura!

Il mio fidanzato scherza.

Noi vogliamo farne tanti.

- Vero, amore? - Sì, facciamoli.

Scusi.

(voci non udibili)

(voci non udibili)

(voci non udibili)

(non udibile)

C'è Molteni? Ehi, Rosario!

Devo prendere delle cose. Che giacca hai?

- Dov'è Molteni? - È andato con sua moglie a fare la spesa.

- La moglie di Molteni? - No, sua moglie, la signora Claudia.

Mia moglie?

- Il macerone! Che buono!

È vegano, vero? - Sì.

- Vado a cercare la carbonella. - Sì.

Signora, che ne dice, prendo lo zenzero per il mio uomo?

Dicono che sia afrodisiaco.

È già molto afrodisiaca lei!

No... Non è come pensa.

Stia calmo, è solo una coincidenza che io sia qui.

- Ci accomuna lo stesso problema. - Tu non uscirai in piedi da qui.

- Mi ha già picchiato una volta. - Posso farlo ancora.

Allora facciamo così...

Buongiorno.

Buongiorno.

Buongiorno.

- Rosario, così sei un figo! - Mi sono dato una svecchiata.

La cura Molteni inizia a funzionare. Telefonate?

- Chi c'è? - Rocco. - Va bene.

- Rocco! Come va? Hai passato una buona mattinata? - Ho lavorato.

- Tu invece dove sei stato? - Al supermercato. Perché?

Con chi?

Con Claudia.

- Che le hai detto? Che le hai fatto? Che le vuoi fare? - Niente!

Quando stiamo insieme... Non lo so...

Ridiamo molto, ci divertiamo, stiamo bene.

Non ti devi... Non ti devi permettere di fare...

Tensioni?

Aggressività inespressa? Scoppio di violenza incontrollata?

- No, si figuri... Anzi. - Peccato!

Buonasera.

Buonasera.

(musica ad alto volume in lontananza)

(musica ad alto volume)

- Ti prego, non dire nulla. - Neanche ti avessi beccato a farti le canne!

- Perché ti nascondi? - Mamma lo direbbe a Rocco

e lui mi obbligherebbe a fare Ingegneria per non finire come lui.

Non è così, Rocco è orgoglioso di quello che fa.

Non è bravo come me, ma è bravo.

È soltanto preoccupato per te

perché c'è crisi, c'è incertezza.

Continua, sei bravo.

Rocco non lo capisce.

Salvo...

Avere un padre che si preoccupa per te è figo, non è una seccatura.

Non deve toccare Claudia.

Li ho visti che ridevano insieme e lui l'abbracciava.

Che vuoi che sia? Stavano comprando verdura, non facevano sesso!

- A proposito, ti manca? - Sì, da una settimana non...

Che coppia affiatata!

Fate anche cose piccanti? Qualche trasgressione?

Che intendi per piccante? No, non dirmelo!

Rocco, ti parlerò seriamente, Luca è molto seduttivo.

Secondo me, sei un pò in pericolo.

Devi immediatamente fare qualcosa. Una sorpresa!

Noi donne adoriamo le sorprese!

- Che sorpresa? - Romantica, intrigante...

- O tutte due. - Sorpresa romantica?

Accidenti, hai dei piedi giganteschi! Quanto porti?

(scroscio d'acqua della doccia)

(urlano)

Tuo marito è un erotomane. Nudo.

Ovviamente, non è quello che sembra.

(fidano)

Non fare l'offesa, non sono riuscita a non ridere.

E poi adesso mia madre sa perché ti ho sposato.

- Perché tua madre stava in camera nostra? - Ha la caldaia rotta

ed è venuta qui a farsi la doccia.

Tu pensi mai a me?

Sì, un pò.

- Ti stai divertendo? - Che dici?

- Dov'è la fede? - È una storia lunga, te la spiegherò.

- Ah! - Dai... Ero venuto per stare un pò con voi.

Domani c'è il saggio di Sara. Io vado con Luca. Tu verrai?

- Non potrei... Vengo di sicuro! - Bravo! E rimettiti la fede.

(musica da "Lo Schiaccianoci" di Tchaikovsky)

- Che c'è? - Devi soffrire anche tu.

- È uno strazio!

Non ce la faccio, scusate.

Scusate...

(applausi)

Nella dodicesima coreografia, le allieve della seconda classe

si esibiranno sulla musica del "Faust" di Gounod.

Permesso... Scusate.

(voci non udibili)

Hai visto? Sono qua, donna di poca fede.

Capirai...

Brava!

È brava.

(non udibile)

Shh! La fai distrarre.

Non hai visto il balletto di Sara?

Veramente... Sono tutti uguali.

- I bambini... - Sei un cliché vivente. Single, sciupafemmine,

belloccio, non ami i bambini... Quanti anni hai, quasi 40?

Se ti dico che stasera sei bellissima, è un clichè?

No! Stasera puoi dirlo.

Non penserai di cavartela con un complimento?

- Alfredo, chiudi tu? - Certo.

Teniamoci in contatto.

Da quando sono qua, ci vediamo tutti i giorni.

- Tu sei lo stronzo del ristorante? - Sì.

- Vuoi altra grappa? - Sì.

- È finita.

- Ho sonno. - Voi scendete, io metto la macchina in garage.

Ecco la più brava del mondo.

Dove va sempre?

(musica in lontananza)

Guarda che fa Salvo!

- Oggi non si lavora? - Ciao.

Addirittura un sorriso!

Posso chiederti di prendere un aperitivo insieme?

Conosco un bar molto carino...

È proprio lì.

Non è colpa tua, sei solo uno stronzo come tutti gli altri uomini.

Sei più carino degli altri, ma sei comunque uno stronzo.

- Hai un'idea sbagliata di me. - Sì? - Non sono solo superficie.

Dimostramelo.

Non so qual è il problema,

ma dopo tre o quattro giorni che sto con una donna,

sento un irrefrenabile desiderio di fuga.

È un desiderio contagioso, anche a me è venuta voglia di scappare.

Vado in Thailandia. Da sola.

Scusa un attimo...

Come architetto, non posso trattenermi.

Queste due piante non stanno bene vicino.

- Quanto rompe! - Questa volta ha ragione lui.

- Davvero? - Vicino alla bouganville ci sta meglio l'hibiscus.

Se venissi in Thailandia con te...

Non riesci a stare con una donna per più di tre giorni,

e adesso vuoi andare in viaggio di nozze?

- Non ho parlato di viaggio di nozze. - Avresti il coraggio di provarci?

Hai visto? Meglio da sola.

Don Giovanni, ortensia o ibisco?

Si dice "hibiscus".

Sono disperata, non ho niente da mettermi.

Non devo sembrare troppo facile, ma voglio anche incoraggiarlo.

- Che ne dici?

- Così lo incoraggi! È carino.

Carino? Voi uomini sapete dire solo questo e non ci aiutate mai.

Scusa ma... è tardi.

- Che ne pensi? Troppo castigata? - No, va bene.

- Il tizio del corso matrimoniale che fine ha fatto? - Serpico?

Eliminato. Ora sono pronta per nuove ed eccitanti avventure.

Allora?

Va bene.

Così va anche meglio!

- Ciao. - Ciao.

Ciao...

- Ciao. - Ciao. - Auguri.

- Grazie. - Siediti qui. - A capotavola.

- Perché ci sono sette posti? - Ci sono anche mia madre e...

Auguri, Rocco.

Non guardarmi così, la tua famiglia mi ha chiesto di restare.

- Dov'è? - Ciao, nonna. - Ciao, amore.

Dov'è il mio compagno di Burraco preferito?

- Questa sera sei favolosa. - Grazie, Luca.

- C'è anche il nudista.

È il tuo compleanno, vero? - Sì.

- Buonasera, Erminia, stasera è favolosa. - Già lo so!

Devi dedicarti a cose più concrete, l'inglese, l'informatica...

- Ma tu non hai neanche Bups Illustrator! - Che cosa c'entra?

Io, che sono connesso con la realtà, penso che un giovane debba

seguire l'istinto. Tu non capisci neanche le cose che hai di fronte.

- Tu che capisci più di me? - I giovani. - E le donne!

- Anche le vecchie signore come me. - Tu non sei vecchia, Erminia.

Avete sentito il grande, spudorato adulatore?

Noi maschi siamo tutti un pò così.

È vero, Rocco?

Io non sono proprio connesso come te.

Ma forse nella mia casa da scapolo, con le mie amicizie...

Vorrei essere una mosca...

- Ah! - Rocco, che hai fatto?

Salvo, vai a prendere la pomata per le bruciature.

- Io prendo il borotalco. - Io che faccio? - Tu niente!

- Lo hai fatto apposta, ti ho visto. Sei infantile e stupido! - Vado via.

- No! - Scusa...

Papà...

Tieni. Questo è da parte mia, di Salvo e di Sara.

Ti ho messo su una chiavetta i video dell'anniversario.

- Dopo tre mesi! - Sei contento? - Sì.

Grazie.

Vado via. Dai una mano a mamma.

(voci e risate dallo schermo)

Scusa se te lo chiedo. Tu sei una brava donna,

intelligente...

- Perché hai sposato un... - Biondo?

No, io intendevo...

Ho capito che cosa intendevi.

Perché non mi sono mai piaciuti i tipi come te.

Ho sempre preferito gli uomini un pò più forti.

In tutti i sensi.

Poi lui mi fa sentire protetta.

È un uomo presente.

E per un sacco di altri motivi che non ti riguardano.

- Sei stanca? - Distrutta.

- Vuoi un massaggio ai piedi? - No!

- Alle mani? - No.

Al collo?

No.

Peccato, sono uno dei massimi esperti viventi di massaggino al collo.

- Solo un giro di prova. - Sì. Dai...

Sei molto tesa.

(campanello)

Che fai qui?

È successo qualcosa a casa mia?

Dobbiamo parlare.

Non lo dire a nessuno.

- Devo chiederti scusa. - Per cosa?

- Ho sbagliato a cercare di infilarmi... - Dove?

Nella tua vita. Ho voluto provocarti, umiliarti...

Ho capito una cosa.

Ho combattuto con mio padre tutta la vita e non voglio diventare come lui.

Era peggio di te?

Sì.

Se n'è andato quando ero piccolo.

Ha rovinato la famiglia della donna con cui si era messo e la nostra.

Io sono un bastardo ma non sono un rovinafamiglie.

E poi...

- Altro caffè? - No. E poi?

Una famiglia come la tua... non è male.

- Tu sei uno... - Sono uno sfigato che fa il figo.

No, sei uno stronzo.

Questo stronzo stasera ti dà l'occasione di capire una cosa.

- Che? - Andiamo.

- Lo ha fatto lui? - Sì, concepito e realizzato.

Salvo, ti rendi conto di cosa hai fatto?

Ti rendi conto che...

manca un pò di verde acqua e la profondità non arriva.

Tu vai a prendere una bomboletta di verde acqua.

Dobbiamo sistemare quello sbalzo sulla schiena.

Intanto occupati delle foglie.

Questo è verde acqua?

Questo è verde prato, c'è scritto. Usalo per le foglie.

- Vai a prendere il verde acqua. Tu fai qualcosa? - Controllo.

- Perché invece non fai il fondo grigio? - Stai calmo...

Veloce!

(sirene della polizia)

È un disegno d'insieme.

Che cosa ti è saltato in mente? A tutti e due!

- È venuto benissimo. - Ha ragione. Salvo ha fatto un buon lavoro.

Tu stai zitto! Sei stato il primo a scappare.

È grazie alle tue idee e ai tuoi consigli sul seguire l'istinto

che mio figlio è finito in caserma! - Giusto! - Che cosa?

Sei il più infantile dei tre. Volevi fare Michelangelo!

- Hai anche sporcato di blu la divisa del maresciallo. - Era verde acqua!

È stato un incidente, per sbaglio l'ho toccato e...

Mamma, lui è stato un grande! Ha detto ai carabinieri

che dovevano prendere solo lui perché

era tutta colpa sua. - È vero.

- Stranamente, Rocco è stato un figo. - Gira a sinistra, così lo vedi.

Cosa ti costa girare a sinistra?

Claudia...

Dai, gira a sinistra.

- È bellissimo! - Ti piace?

Il tocco di papà è stato decisivo.

Smettila!

Come mai non mi hai chiamato Rocco?

Certe volte, passare una serata in caserma dà soddisfazione.

Vedi perché sto con te? Perché sei cretino!

- Ciao, amore! - Che cosa è successo? - Niente.

Hanno arrestato tuo padre e tuo fratello.

Arrestato?

- Davvero? Grande! Racconta. - Niente...

- Vinca il migliore. - Geometra... - Sì? - Mancano i dati

sugli sviluppi tecnici. - Ce l'ho sulla pennetta di Alice.

È di là, torno subito.

- Fontana e Molteni? - Sono in sala. (squilli di cellulare)

- Pronto? Sì. - È per lei.

- Non è il momento. - È il Ministro!

- Andate, vi raggiungo. - Da questa parte.

Dottor Shimura, ecco i progetti dei nostri due direttori creativi.

(parlano in giapponese)

Il dottor Shimura dice che sono interessanti entrambi.

Benissimo! Allora possiamo procedere con la nostra presentazione.

O per meglio dire... con la nostra gara.

Fontana, è nervoso?

È impaziente? Allora cominci lei.

Come vuole. Comincio io.

Però forse prima lei dovrebbe dire al dottor Shimura, a Molteni e a me

che questa è solo una buffonata.

Buffonata? Che dice, Fontana?

- Rocco, che cosa stai facendo? - Quello che faresti tu al posto mio.

Prima ho sentito tutto.

Certo. Non mi interessa dei due creativi.

È tutto chiaro. Noi operiamo il trasferimento

e il posto va a sua nipote.

Va bene, Ministro.

(in tedesco) Arrivederci.

Poiché l'azienda tiene molto alla meritocrazia, ha deciso così.

- Traduca tutto, per favore. (parla in giapponese)

- Molteni, dove va? - Via.

(parla in giapponese)

Dottoressa Welter, Artois...

Andatevene a Francoforte!

Stronza!

- Luca, stai calmo. - Incompetenti!

- Non dargli soddisfazione. - Lasciami stare. - Ascoltami...

Ci licenziamo e fondiamo una società nostra.

Non è questo il punto. Voglio farla pagare a questi stronzi raccomandati!

Soprattutto a quella vecchia sadica.

- Ho anche dovuto scoparmela! - Ti sei scopato la Welter?

Non lo voglio sapere, non me lo dire!

- Non c'è modo di fargliela pagare. - Veramente...

un modo ci sarebbe.

Abbiamo scoperto una cosa

preparando la documentazione per i progetti.

(parlano giapponese)

- Dite. - Dottor Shimura...

Lei vuole prodotti italiani, invece loro hanno comprato queste fabbriche

per poter scrivere "Made in Italy" su quello che faranno in Romania.

Hanno copiato le nostre tecniche e hanno cominciato

a trasferire tutta la produzione. - Noi abbiamo contattato

due aziende italiane in autogestione che possono fornire

gli stessi materiali a un prezzo molto inferiore.

Dottor Shimura... perché parla con questi due?

' Shh! ' Shh!

(in tedesco) Prego?

(parla in giapponese)

Lo stimabile signor Shimura dice che gli piacciono molto

le linee disegnate dai signori Molteni e Fontana.

Vuole che siano i suoi fornitori di sanitari veramente Made in Italy.

- Grazie, stimabile Dottor Shimura. - Non se ne pentirà.

Dottor Shimura, lei non può.

Dottoressa Welter, sapete che cosa vi dico?

Andatevene a Francoforte!

- Posso chiederti una cosa? - Certo.

Con Ines, tu hai mai fatto...?

- Con Ines? - Sì. - Non è il mio tipo.

- Perché? - Ma come?

- Dici davvero?

- È molto carina.

Perché...

- Ines ha qualcosa in comune con quella ragazza... - Sì.

E qualcosa in comune con te.

Con me? Che cosa?

No.

Dai, non è vero.

No...

No.

- Guarda le luminarie, l'architetto

aveva ragione. - È vero.

- Hai visto come sta bene l'ibisco? - Si dice hibiscus.

Andiamo a prendere una birra.

- Buonasera! - Ciao!

- Sono venuta anche io a festeggiare. Dov'è Luca? - Non lo so.

Claudia, lei è Ines, la vicina di casa di Luca. Te ne ho parlato.

- Non la immaginavo così... - Alta? Non te lo avevo detto?

No.

- Tranquillo! Ora siamo amici. - Sì, sono sereno.

- Voi due... - Sì.

- Siamo amici "speciali". - Molto speciali!

È partita.

Anzi, sta andando in aeroporto adesso.

- Era Luca? - Sì. Sta andando in aeroporto da Anna.

Credi che gli darà una possibilità?

Tu che faresti al posto suo?

Ehi!

- Ma guarda... - Ci hai creduto? - Sì.

(voce non udibile)

Lo so, sono un clichè vivente,

belloccio, sciupafemmine, non amo i bambini,

ho quasi 40 anni...

Però ho pensato una cosa. Che ne dici se...

tu parti da sola e io parto da solo...

insieme?

No! Non puoi venire qui all'improvviso...

(colpi e gemiti di piacere) - Toccami. Toccati.

- Sei eccitata? - Sì. - Tanto? - Sì.

Allora ferma! Com'era?

Se ti fermi e rinvii il piacere, dopo...

Sì! Però torna giù!

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