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Original subtitles

Signori viaggiatori, la Stazione della Ria vi informa che il traghetto...

partirà alle 8:15 dal molo 3.

La Stazione della Ria vi informa che il traghetto partirà alle 8:15 dal molo 3.

Ciao.

Signori viaggiatori, la Stazione della Ria vi informa che il traghetto partirà

alle 8:15 dal molo 3.

- Ci siamo. - Tranquillo.

Sudo come un maiale.

Non ci pensare.

Santa!

Santa!

Aspetta un attimo.

- Santa, il biglietto. - Un attimo, cazzo.

Figlio di troia.

Nemmeno fosse suo il traghetto.

- Come sei elegante, vai a un colloquio? - Alle 10:00.

- Non ti stanchi mai. - Questo sembra buono.

Quattordici mensilità, ferie.

In ufficio.

"Veicolo proprio," non hai un veicolo proprio.

Sì, ma lo compro col primo stipendio. Salo vende il suo Express.

Sì, un veicolo proprio che vada. L'Express di Salo è dallo sfasciacarrozze.

Qui parlano solo di "veicolo proprio".

"Conoscenze d' informatica."

Sì, mi insegna mio figlio.

Guarda, 112.000 minimo più le commissioni. E possibilità di carriera.

Santa, il biglietto. Il capo dà la colpa a me.

Basta, ti ho detto che te l'ho già dato.

Col servizio di merda che date farei prima a nuoto.

I gin tonic dovrebbero essere gratis per quanto fate pagare. Dillo al capo.

- E le hostess. - Sì.

Non gente brutta come te. E pure antipatica.

Il problema è che c'è il limite d'età.

35.

Che c'è?

No?

35?

Proprio così.

Proprio così?

Con questi capelli? Guarda, qui dice "da 20 a 35".

- Bella presenza. - Io non ho una bella presenza?

- Non li fare innervosire. - Lino, vogliono dei ragazzini.

Non hanno i capelli bianchi.

In tanti hanno i capelli bianchi e bella presenza.

È chiaro. È un fatto mentale. Tu pensa che ti prenderanno.

Può darsi, ma penso che non mi prenderanno.

Non è meglio se pensi di sì?

Lasciami stare, tu non ne sai niente.

E tu sì?

Comunque... si vedrà.

Se ho i capelli bianchi, pace. E se non gli piace, che vadano in culo.

E di cosa si tratta?

Il lavoro.

Non ho idea.

Non lo sanno.

Forse. Dipende.

E comunque, se va bene mi chiameranno.

Quindi, no.

No, non lo so. Se va bene, mi chiamano.

Ma ti chiamano comunque per dirti di si o di no?

Se chiamano è per dire di si, giusto?

Tanto, anche se mi chiamano, mia figlia starà a parlare al telefono.

È già successo, qualcuno chiama e riattacca perché è occupato.

Ma quanto è durato il colloquio?

Cinque minuti.

Ti hanno scartato.

L'hanno scartato, Amador.

Non lo chiedere a me, di queste cose non me ne intendo.

- A dopo. - A dopo.

E non ho bisogno che ne parli qui, per favore.

Dai una bevuta a Amador,

Festeggiamo "che se va bene, ci chiamano".

Sì, mah... chi la paga, tu?

Sono mai andato via senza pagare?

Debbo qualcosa a qualcuno?

Santa, mi devi 6.000 della tua pensione.

E tu a me 2.300, ma 300 te le abbuono.

Nata.

Ce l'hanno con me, Natalia.

Che strano, sei così gentile.

Nata. È l'unica che mi capisce.

Perché un giorno non beviamo qualcosa senza tuo padre davanti?

Perché ho 15 anni?

Santa, se vieni a bere gratis è una cosa,

ma non scherzare con mia figlia.

Allora, che c'è?

Non ti è bastato ieri?

Questa...

...prende per il culo, è una figlia di troia.

Non farci caso.

Non far finta di niente, cos'è successo ieri?

José, non rompere.

Ci sono cose che un uomo... eh?

Tu mi credi? Ti fidi di me?

Io mi fido di lei.

E tua moglie, Amador, non torna?

Sua madre è peggiorata.

E tu sai come sei contento, eh?

Fai la bella vita da quando è andata via. Sei sempre qui.

Se te ne sei accorto sarà perché vai poco lontano.

Nessuno ha visto Reina? Ha detto che ci invitava a vedere la partita.

A me non ha detto niente.

Che fai?

È la mancia.

È la mancia, ma l'ha lasciata a me.

Non rompere, per te fa lo stesso.

Sto... reinvestendo in un affare.

- Ti fa molto male? - La destra in particolare.

- Dal ginocchio in giù. - Hai chiamato il dottore?

E quando? Non ho avuto il tempo.

Domani.

Poi dille che ti devi mettere a sedere.

E che mi facciano anche un massaggio.

Per come sono messa.

Ho voglia di restare otto ore in piedi.

Soprattutto di notte, cambiano il turno, è una rottura di cazzo.

Per quanto pagano.

Il giorno che mi stanco li mando a cagare.

All'azienda e al capo, che è un rompicazzo.

Che se lo mettano in culo, lavori la troia di sua madre.

La crema?

È là.

Mi piaci molto, Rosa.

Mónica.

Mónica.

Di' a mamma che la chiamerò io. Dille che la chiamo domani.

Non sa che non può portare donne in camera?

Non è una donna, padrona. È mia sorella.

Ancora peggio.

Viene dal tribunale?

Non avrai fatto niente di male?

No, ancora no, ma stia tranquilla che nel caso l'avviso.

Australia.

L'Australia è una figata.

Lo sai quanti km quadrati è l'Australia?

Dieci volte questo.

E abitanti?

- Non ho idea. - Meno della metà della Spagna.

Quindi, calcola.

Calcola quanto viene per persona.

Qui siamo proprio nella merda.

E a te danno la tua parte.

Davvero?

Quando vai in pensione...

per una legge loro...

dividono.

La dividono, così dicono, davvero...

Tanti km di terra,

non so, quelli che sono. Tra tante persone, fa tanto.

Non so, metti...

due km quadrati, tre km.

Quello che viene, e te li danno.

- A ognuno il suo pezzo. - Dai?

Ci pensi?

Bevi, giù... il tuo.

È tuo per sempre e tu puoi fare quello che cazzo ti pare.

La gente sta più tranquilla.

E anche il clima, in Australia è una figata, Lino.

Gli antipodi.

Gli antipodi.

Sai perché li chiamano gli antipodi?

Perché significa "il contrario".

"Antipodi"

Anti-podi.

Il con-trario.

L'opposto rispetto a qui.

Là hai lavoro, qui no. Lì c'è fica, qui no.

Antipodi.

Sono sicuro che questi caproni vanno da quelle parti.

Oggi che giorno è?

Lunedì.

Se lo consente, giudice, leggerò un'altra volta l'atto

in cui, con data 4 novembre dell'anno in corso,

in accordo con la risoluzione adottata

dalla Terza Corte di questo tribunale,

si dichiara l'imputato colpevole,

condannandolo al pagamento dell'indennizzo chiesto dalla parte convenuta

per la rottura del lampione, modello Urban Swimlight 270,

situato a 8 metri dal portone principale del cantiere.

È stato ammesso fin da subito, vostro onore, non si discute.

La difesa chiede che si tenga in considerazione

il contesto di conflittualità nel quale si svilupparono i fatti.

Che fu la chiusura del posto di lavoro e il licenziamento di 200 lavoratori,

tra i quali il mio assistito,

che ha fatto sì che, con molti altri,

abbia partecipato alla manifestazione che noi tutti conosciamo...

che si concluse con disdicevoli scontri...

tra i lavoratori e la forza pubblica.

- Figli di troia. - Considerato quindi...

il contesto in cui i fatti si svolsero

per i quali si chiede il risarcimento al mio cliente...

Ma il lampione non aveva nessuna colpa.

Questo è vero, vostro onore, ma era posto in una brutta posizione.

Quindi la colpa di ciò che è avvenuto è di chi ha collocato lì il lampione?

Forse...

in parte si potrebbe intendere così, vostro onore.

Avvocato, è la terza volta che ci vediamo in quest'aula.

Quant'è il risarcimento richiesto al suo assistito?

- 8.000 pesetas, vostro onore. - 8.000 pesetas.

8.000.

Ma come faccio a pagare?

Mi hanno buttato in mezzo alla strada.

Alla fine vogliono che paghi 8.000 pesetas.

Come funziona? Li pago per buttarmi fuori?

Hai rotto il lampione, no? Allora devi pagare, funziona così.

Un lampione del cazzo.

Manco per il cazzo. Era un Urban Swimlight.

8.000 pesetas di lampione.

Non lo pago.

Santa, è la terza volta che si va in udienza.

Alla quarta, sai cosa succede?

Lo sai o no lo sai?

A te che ti sembra?

Non è che sia caro o economico.

Per te è economico? Giusto.

Per me, no.

Josè è bello o brutto?

Questo dipende, a sua moglie piace comunque.

Le 8.000 pesetas, ad esempio. Quanto valgono 8.000 pesetas?

- In euro? - No, in pesetas.

Quanto valgono 8.000 pesetas in pesetas?

- 8.000 pesetas. - Ma no.

No. Lo vedi? No!

Per me, moralmente, valgono molto di più.

- 10.000? - No, molto di più, 10 milioni.

Di più, mille milioni.

8.000 pesetas che valgono mille milioni?

- Dico moralmente. - Va bene, moralmente. È uguale.

Continua a non sembrarmi cara.

Ci dev'essere qualcosa di grosso in tv.

Presentare un programma, ci pensi...

Vai là, dici quattro stronzate circondato da belle fiche, che vita...

- Sai quanto prendi a stare lì? - Io sono stato una volta in televisione.

In una pubblicità, da piccolino.

Io da bambino ero molto bello.

Di cosa era?

Di una bevanda, "Burbujas", te lo ricordi?

Sapeva di arancia e limone.

"Burbujas"?

Non mi dice nulla.

- Durò poco, l'azienda fallì. - Che dici, Lino.

"Burbujas," non ho idea.

Dammene un'altra.

È la quarta, Josè.

Non ti preoccupare, te la pago.

Non lo dico per questo.

Vuoi qualcosa?

Hai della "Burbujas"?

Arancia o limone?

Arancia, per favore.

Che coglione che sei.

Anch'io sono andato in televisione, con quelli del cantiere.

C'è qualcuno sulle banchine?

Era aperto di lunedì. Controllavano i macchinari.

Figli di troia.

Attento con le briciole.

Se le vede il caposquadra sono rovinato.

- Lino, prendi. - Passala! Passala!

Non ti incartare.

- Te la portano via. - Passala!

- Così vai a chiuderti. - È solo lo stronzo, appoggiala

- Si sta chiudendo da solo. - Appoggiala!

- È chiaro, cazzo, ora guardalo! - Ora avanti, ragazzo.

- In verticale, ora, avanti! - Guardalo! Guardalo! Non lo guarda!

- Chi era quello, Ferrer? - Ci mancano due piani, Reina.

Voi avevate un grande portiere, come si chiamava, Yasine?

- Yashin. - Yashin.

Il ragno nero.

Il miglior portiere del mondo.

Si vestiva sempre di nero.

E tutti avevano paura di lui.

I giocatori dell'altra squadra, quando facevano gol,

chiedevano scusa a Yashin.

Anche la palla aveva paura di Yashin.

Lui deviava la palla con lo sguardo.

Qui manca l'armatura.

- Hai bisogno di un esperto? - Perché? Conosci qualcuno?

Saldatore di primo livello. Quattro anni in marina.

Vieni da questa parte.

Chi vuole del formaggio? Reina.

- Stai attento alle molliche. - Se cadono, cosa vuoi che faccia.

Metti giù la mano.

Non rompere il cazzo, Reina. Guarda che me la stai menando.

Davvero, mi sembri mia moglie.

Davvero? Se ti tiro uno schiaffo allora sì che sembro tua moglie

Vieni un giorno da me a mettere a posto, è un macello.

È così perché tua moglie lavora fuori.

E allora, pensi di essere simpatico?

Ho solo detto che lavora fuori. Lavora fuori, no?

- Sì, e allora? - Niente.

- Sembra che ti dia fastidio. - Gli dà fastidio.

Guarda, guarda, guarda.

Merda, non si vede un cazzo.

Se volevi andare in tribuna, lo dovevi dire prima.

Non ti invito più.

E tu, mettilo giù.

Me lo posso tenere fino a martedì?

E come te lo porti via? Vuoi che mi buttino fuori?

Che coraggio che hai, tanto ne avete un altro.

Molla il trapano e vai a sedere, cazzo.

Cosa devo fare, portarti all'uscita?

Tranquillo, Reina.

Non tirare fuori la pistola.

Ora, ora, ora...

- Forza, forza. - Così, molto bene.

Andiamo, forza, forza.

Ancora, ancora, ancora.

Avanti, avanti.

Gol, gol.

Scommetto che ha fatto gol Salva.

Non ha molta pazienza.

Si arrabbia con tutti, qualsiasi cosa gli dici.

Questo è per l'uniforme.

- Reina è sempre stato un po' così. - No, stammi a sentire.

Questo è per la divisa.

- È tanto che non si vede. - Ora va in altri bar.

È solo un cretino.

Si soddisfa da sola, Amador.

Vattene finché sei a tempo.

Che tempo?

Il tempo.

Che tempo vuoi che sia? Ce n'è uno solo?

Cazzo.

Così spendo di più.

E che te ne frega? Tanto non lo paghi.

È José.

Che ci fa qui?

Che succede?

Niente, ho fissato con Santa. Come vanno le gambe?

Per questo sei venuto?

Ana, forza, si rimetta alla linea.

- Non posso parlare con mia moglie? - Zitto, José.

È un coglione.

Vuoi che mi buttino per strada anche a me?

Ana.

Sa tutti i vostri nomi?

Ci si vede a casa.

Figlio di troia.

Non può vivere senza di te, vero?

Guarda quant'è brutto quel figlio di troia.

Mi avrebbero dovuto pagare loro a me per romperlo.

A me, mi piace.

Sì, Lazzarino, figlio mio, ma tu non hai criterio.

Lo sai cosa è il criterio?

Se non sai cosa è, come fai ad averlo?

"Criterio" viene dal latino, "criterium".

E...

E vuol dire questo... criterio.

Te lo dice la parola stessa.

Ciao, Bizco.

Come va, José? Al lavoro?

- Hai tanto da fare? - Niente. Solo i tossici che si inculano.

Qui... è molto tranquillo.

Guarda.

- C'è qualcuno di sopra? - C'è... Alberto.

Hai del criterio, José?

- Criterio per fare che cosa? - Non lo so.

Se non è qui, non c'è.

Ci dev'essere, a me lo chiedono alla banca.

In che anno sei uscito?

'97.

Dichiarazione dei redditi dal 1994.

E poi la lista per il collocamento.

I moduli sono qua. Se li vuoi, li prendi da solo.

Self-service.

- Non li avete sul computer? - Ora non siamo più connessi.

Quando cominciano a costruire?

Non me lo chiedere, conosco solo le scartoffie.

Non me lo puoi fare un'altra volta?

No.

Perché se la tua nomina è dal '94 al '97,

pensi che la troviamo ora?

E la vergogna?

Non l'hai ancora trovata?

Potremmo chiamare 200 famiglie senza lavoro perché ci aiutino a trovarla.

Santa, vai in centrale e digli quello che devi.

Non mi rompere, non ho messo nessuno in mezzo alla strada.

Se vado alla centrale finiamo tutti sul giornale.

Amador. Amador.

Amador...

Lui sapeva che saremmo passati?

Aspettiamo un po'.

Hai già visto gli escavatori?

La sala-mostra sarà pronta in sei mesi.

Avranno bisogno delle licenze.

Le prenderanno...

Le prenderanno quando vogliono.

Guarda, eccolo lì.

Ehi, Amador, vai a fare spese?

Che fai qui?

Sono a controllarti, tua moglie ci ha chiesto di controllarti.

- Dammi, ti aiuto? - No, faccio io.

- Ma sono quattro piani. - Levati, per Dio.

Non ho chiesto nulla.

Che succede? C'è qualcuno sopra?

Ora vado io giù.

Ammazza, è messo proprio bene.

Bene, io vado.

A lavorare Santa, a mantenerci con le vostre tasse.

Preferisco non lavorare, che fare il poliziotto.

Niente poliziotto, attenzione. "Tecnico della sicurezza".

Pago io con questi.

Ci si vede.

Che c'è Amador, quando arriva tua moglie?

Viene il lunedì.

- Ne vuoi un'altra, José? - Domani vado in banca con Ana.

- Per il prestito. - Te lo danno o no?

Vedo cosa mi dicono domani.

- Non sei in ritardo? - Mi servono soldi per il taxi.

Smetteranno di chiamarti.

Guardi i bambini?

Hai preso i libri?

Gli appunti.

Se hai bisogno, chiamami.

Se hai dei problemi, chiama.

Va bene.

La cena è nel frigorifero. Riscaldala prima di dargliela.

- Sai usare il microonde? - Tu che pensi?

Penso di no. Comunque...

Mettilo a letto alle 11.

Non gli dare né caramelle né birra, niente, ha quattro anni.

E che non veda la tv. Non parlare né di politica, né di fica.

Il mio cellulare.

Non tornano fino alle 2:00. Io alle 1:45 sono qui.

E se chiamano loro?

Ho deviato le chiamate.

Questo è per te.

Tre? Non erano cinque?

E la mia commissione?

Il mondo funziona così, Santa.

Ti devi aggiornare.

Con chi hai fissato?

Con uno, visto che tu non potevi...

Quando finisce il film, avvisami.

Se ci sono degli scontri o violenza, cambia canale.

Sai dove si spegne?

- Qui. - Ecco.

Molto bene.

Prova il whisky, Santa, è di marca.

Il tipo ha buon gusto.

Il buon gusto ce l'abbiamo tutti. Lui ha anche i soldi.

Di cosa si occuperà?

Ci pensi, vivere così tutto l'anno?

Come si chiama il bambino?

Jorgito, Luisito.

Che c'è, figliolo?

Che lavoro fa tuo padre?

C'è una storia russa.

Due vecchi compagni di partito si vedono e uno dice all'altro:

"Hai visto? Quello che ci dicevano del comunismo era una bugia".

E l'altro: "Non è il peggio. Il peggio è che...

quello che ci raccontavano del capitalismo era vero".

E tu cosa stai facendo?

Studio alla Scuola Gagarin di Spazio.

- Stai scherzando. - Molti astronauti studiano lì.

Io studio 27 programmi dell'Unione Sovietica.

Io, nello spazio ora...

esattamente...

...qui.

Tra la stella grande e quella azzurra piccola.

Ma... il mio programma si ferma. L'Unione Sovietica, kaputt.

E ora sono qui.

È la vita.

Lo sapevi che il russo era un astronauta?

- Che succede? - Niente. Sul serio.

Allora tu devi stare di sopra.

Chiedi il cambio.

Lo sai cosa fa, il padrone di casa?

Scarpe.

- Ho aperto un armadio, era pieno. - Hai aperto un armadio?

Sì, ce ne erano almeno 200, tutte da donna.

Saranno di sua moglie.

- Questa gente ha parecchie scarpe. - E perché hai aperto l'armadio?

- Perché stavo investigando. - Investigando.

- Ascolta Santa, non drammatizzare. - Non drammatizzo.

La responsabilità è mia.

Se sparisce qualcosa o al moccioso succede la qualsiasi sono io ad avere rogne.

Non rompere, il bimbo potrebbe avere la testa nel forno e non te ne accorgi.

José, se sei qui è perché ti ho invitato io.

E qui si fa quello che dico io.

Perché è casa mia ed è il mio lavoro, è il mio bambino.

Bene, ma noi ti stiamo aiutando, no?

Con il bambino.

- Lo stiamo controllando tutti. - Ma cosa mi stai raccontando?

Lino ha ragione.

Lo stiamo guardando tutti, dobbiamo dividerci i soldi.

Le 3.000 pesetas?

E poi? Volete anche il contratto?

Siete diventati pazzi o cosa?

Dove stai andando?

Secondo te? A mettere a letto il bambino, ha quattro anni.

"La cicala e la formica."

Vediamo un po'.

"C'era una volta un posto dove vivevano una cicala e una formica.

La formica era affaccendata e laboriosa.

La cicala no.

Le piaceva cantare e dormire,

mentre la formica faceva i suoi lavori.

Passò il tempo e la formica lavorò e travagliò tutta l'estate.

Mise da parte quello che poté e quando arrivò l'inverno

la cicala morì di fame e di freddo,

mentre la formica aveva tutto".

Che figlia di troia la formica!

"La cicala bussò alla porta della formica

e le disse: 'Cicalina, cicalina,

se tu avessi lavorato come me...

non soffriresti la fame e il freddo'.

E non le aprì la porta."

Chi ha scritto questa roba?

Non va mica bene.

La formica è una figlia di troia e una speculatrice.

E poi non dice perché uno nasce cicala e l'altro formica.

Perché se uno nasce cicala, è fottuto.

E questo qui non lo spiega.

Questo non lo spiega.

Credi che piaceranno ad Ana?

Certo, sono belle.

Non lo so, sono un po' particolari.

Di sicuro ha un numero in meno, ma con una soletta...

Guarda, guarda. Guarda.

- Santa... - Vieni, guarda qui.

Guarda, guarda.

Santa, domani mi alzo presto.

Guarda quello che vuoi fare, andare in televisione. Guarda, guarda.

Buonanotte.

Buonanotte, signore e signori.

Benvenuti a "Indovina chi è il più frocio che conosco".

Stanotte la situazione è molto intrigante.

Alla mia sinistra, con una giacchetta

a quadri passata di moda, Paulino Rivas,

fermato a 80 kg di peso.

E alla mia destra, abbastanza frocio anche lui,

il campione della settimana scorsa José Suarez, un applauso.

- Posso giocare? - No, non può giocare.

Questo è un concorso per froci spagnoli.

Manda il tuo... nome e il tuo... numero di telefono...

alla direzione, e levati dai coglioni.

Non ho il telefono.

Bene, io vado.

Prima domanda: "A quante ore è l'Australia da qui?"

Un, due e tre, rispondete un'altra volta.

- In aereo? - No, nuotando.

- 10 ore. -10.

14, hai perso.

No, Serguei ha detto 10, lui è un astronauta.

Serguei è sveglio e non può parlare, Serguei non c'è.

Ti attacchi e si annulla la domanda.

E hai perso.

- Cosa ho perso? - Lei riesce a perdere

un meraviglioso posto di lavoro a tempo indeterminato, con 14 mensilità,

segretaria e possibilità di carriera a Torrevieja, Alicante.

José, aspetta.

Guarda che bello.

Questo non è tutto.

Ti piacciono?

Molto.

Sono di classe. Le ho scelte con cura.

Se vuoi, vado da sola in banca.

È sicuro che ci tengono l' un'ora.

È uguale, tanto avrò da firmare qualcosa.

Non ti buttare giù, non ti manca nulla.

Lasciami, che so di pesce.

Non sai di pesce.

Odori di sirena.

Vai, fatti la doccia.

Molto bene.

Credito personale 1.500.000. Vero?

Ha portato la copia del suo contratto?

È lei che lavora.

Stupendo.

- È un contratto fisso. - Temporaneo, operaia.

Stipendio netto mensile 110.000.

Variabile? Non ha il variabile.

Altre fonti di entrata, qualcosa di certo?

Bene.

Ha qualche avallo, qualcuno che risponda per voi?

Io.

Qualcuno che abbia uno stipendio, un parente, i genitori.

Serve?

Aiuta.

C'è qualche problema?

La pubblicità diceva che era facilissimo.

La pubblicità si sa com'è.

Dovete portarmi una copia del modulo di accettazione.

Firmi qui, per favore.

Il soggetto attivo.

Molto bene.

Entro dieci giorni le diremo qualcosa.

Perché la lascia lì?

Scusi?

La domanda, perché la mette lì?

Perché è il suo posto.

- E questo mucchio? - José, per favore.

Perché non la butta? Lo farà quando usciamo.

- La commissione... - Una minchia.

- Pensa che non mi rendo conto? - José.

Siccome non abbiamo soldi siamo ritardati mentali?

Mi dispiace.

Molte grazie, José. È stato di grande aiuto.

Ci sono tante banche

Tante banche? Ma tu... in che mondo vivi?

- Hai visto come guardava, rideva di me. - Non stava ridendo di te.

- Non rideva, stava facendo il suo lavoro. - Che si infili il lavoro merdoso in culo.

- Cosa era, un'udienza? - Sì, un'udienza.

Funziona così. Se gli piaci, ti danno i soldi, sennò no.

- Se non ti piace, vai in culo. - No, ci vanno loro.

Non mi giudicano per 1 milione, né per 12. Non mi piacciono i loro soldi.

Ero io a chiedere un prestito.

Decido io se mi piacciono i loro soldi.

È chiaro che non sono il soggetto attivo.

Allora cosa sono? Un cretino che non serve a nulla,

solo per un sorriso su una faccia di cazzo.

Lo sapevo.

Dovevo andare da sola.

Sì, ricevuto. Da sola, tutta sola soletta.

Tu lavori, tu chiedi il prestito. Ricevuto.

E io cosa? Cosa cazzo ci sto a fare qui?

Sapevo cosa sarebbe successo

da quando ho visto il bicchiere di whisky sul tavolo.

Perché sei parecchio sveglia.

Capisci quello che è successo, quello che succederà, tutto.

Così sveglia che non capisco come mai riempi le scatolette di tonno.

Questo dice di più di quello che puoi dire.

- Ana. - Vaffanculo, José.

Non potevi stare zitto una volta, era tanto difficile?

- Possiamo andare in un'altra banca. - Un'altra?

Per fare cosa? A insultarli ancora?

Sempre uguale.

Guarda come siamo messi, non abbiamo niente.

Né casa, né figli, né credito. Niente.

E sempre per la stessa cosa, per il lavoro di merda.

Ana, sei sveglia?

Mi dispiace.

Mi dispiace.

18, 21, 37,

e 47. E il numero complementare è...

Buongiorno.

Anche a te.

Guarda.

Chi me la vuole succhiare, alzi la mano.

La conosci?

Dall'altro giorno.

Già che non ci danno il lavoro, che almeno ci ciuccino la minchia, cazzo.

Che vuoi che faccia? Si metta lei al mio posto.

So che la lettera di licenziamento la tenevano loro. Quando la firmò?

- Quando firmai il contratto. - Così non va bene.

La lettera di licenziamento non si firma col contratto.

- Sì, ma me le hanno date insieme. - Deve andare a casa e stare tranquillo.

Verrà l'Ispettorato del Lavoro, verificherà tutto e deciderà.

Ma intanto non le posso dare il sussidio un'altra volta.

- Le ho portato il motivo. - Questo non mi serve a nulla.

Bisogna aspettare l'ispezione.

Ma non posso aspettare.

Non ti puoi arrendere, Samuel. Non fare così.

La prima cosa che le chiederanno è che consegni la lettera di dimissioni.

La chiami lei, per favore,

a mia moglie e glielo dice. Per sapere cosa dirà.

La cosa dell'Ispettorato e il sussidio e tutto il resto.

Glielo dice lei, per vedere se lo capisce.

Per favore, per vedere se lo capisce.

Mi hanno chiamato?

No.

Gli è passata?

Più o meno.

Lei dice di sì, ma...

Non lo so, la vedo un po' complicata.

E che fa?

Niente.

Non parla.

- Non parla? - Molto poco.

E pensa sempre, tutto il giorno a pensare.

Male.

- Ciao. - Ciao.

Non è svizzera, pensavo fosse svizzera per il vestito.

No, bene, il formaggio è svizzero.

- Vuole? - Sì.

Sono un esperto di formaggio, ti avverto.

Già.

Ci sei stata?

In Svizzera?

No, e tu?

A sciare.

Già.

No, è uno scherzo, a lavorare.

Come è il formaggio?

Non è cattivo.

Ma mi piaci più tu.

Come ti chiami?

Angela.

Spregel.

È "incantato" in svizzero.

Spregel.

"Spregel," quindi spregel.

- Posso? - Sì, certo.

José, vuoi del formaggio? Angela ci invita.

- Vado a pagare. - Bene, spregel.

Si usa anche come saluto.

Io esco.

- Un'altra volta, e dove? - A fare un giro.

- A fare un giro dove? - Per qui.

Lascialo fare, donna.

La questione non è se noi crediamo o no in Dio...

La questione è se Dio crede in noi.

Perché se non crede in noi,

siamo fottuti.

Non so se mi sto spiegando.

Io penso che non crede in noi.

Quanto meno, in me non crede.

E nemmeno in te, Santa.

In José...

forse un po' di più, non lo so.

Fa lo stesso, Amador, noi crediamo in te, questo conta.

Sì, ma tu non sei Dio, non dire cazzate.

Tu che dici Serguei, Dio esiste o non esiste?

Lo vedi quando vai lassù?

- Serguei è un astronauta. - Davvero?

Quando Gagarin atterrò dopo il primo viaggio...

un giornalista gli domandò la stessa cosa, se avesse visto Dio nello spazio.

E Gagarin disse, "Sì.

Ho visto da lontano Dio nello spazio...

e mi ha detto di dirle...

che non esiste".

Dammene un'altra.

Ora chiudo, Amador, s'è fatto tardi.

Quando torna tua moglie, Amador? Se non arriva presto, ti ammazzerai.

A te, coglione, che te ne frega?

Perché ti metti a parlare di mia moglie?

Io parlo della tua?

Dammene un'altra, dai.

Andatevene in culo tutti.

E Dio non crede in voi.

Sappiatelo.

- In nessuno. - Calmati.

E in te anche meno.

Intanto, ti ho ripreso.

Mi sono tirato su da solo.

Accompagnatelo, dai.

Dammene un'altra.

Aspetta, aspetta.

Vieni, Amador, cazzo.

È che no... non si può.

Non si può.

Non si può... non si può.

No, perché...

non c'è l'ingresso.

Come l'ingresso? Per andare a casa tua?

Cosa stai dicendo, Amador?

Ingresso.

- Tu ce l'hai l'ingresso? - Io? Sì, ho il tuo e il mio.

- Vieni, saliamo e te lo insegno. - Non c'è l'ingresso.

Non ti lasceranno entrare.

La compriamo su.

No.

Non si può.

Come i siamesi.

Gli stronzi che fanno la lotta.

Che siamesi?

I siamesi.

Non lo sai? I siamesi.

No, Amador, non li conosco i siamesi, tu sì?

Io, sì. Siamesi del Siam.

Con due teste.

E si abbracciano per nascere.

Perché hanno paura di nascere.

Ma poi... poi non si possono separare.

- E si accapigliano? - Si accapigliano.

E uno dei due vince.

Spinge l'altro e cade a terra.

E ride.

Ma anche lui sta cadendo.

Capisci?

Perché sono attaccati.

Cadono tutti e due, capisci?

E... come si dice...

Si prendono per il culo.

Capisci?

Si prendono per il culo.

Si prendono per il culo.

Cazzo, Amador.

Ora vedi tua moglie quando ritorna.

La luce.

Io vado.

Jaime Marques.

Paulino Ribas.

Paga, Santa, che così ti metti nei casini.

Carreño che dice?

Che devo pagare.

Sennò cosa ti può succedere?

Non è chiaro.

Anche il carcere?

Vai a sapere.

Dipende da che giudice ti capita.

Quindi in carcere, tu donne nemmeno l'ombra.

Voglio vedere chi ti porta da mangiare.

Te lo porto io, Santa.

Grazie, Nata.

C'è da capire chi fa più il gradasso, tu o loro?

Tranquillo, vinci tu di sicuro.

Non pagherò, non posso.

Non posso, non mi dispiace, non mi viene.

Non gli viene, andiamo a bere l'ultima con Santa.

Quella dell'addio.

Quanta dignità, cazzo.

Mezzo lampione, bevi.

Ma non ti abituare, eh?

C'è qualcuno che si spacca il culo per guadagnarli.

Che c'è, Lino?

Come è andata?

Normale.

Dammi una Rico.

Approfitta che Reina è generoso.

Che combini?

Mi è caduto.

Sei uno stronzo, Santa.

Uno stronzo e un orgoglioso.

Un po' sì, lo sono diventato, ho qualche anno, Reina.

Non mi metto a cambiare a questo punto.

Giusto, Amador?

Spregel.

Spregel.

Come sei elegante.

Sì, affari.

È tuo?

Ti piacciono i bambini?

Molto, molto.

Ehi, come va?

Che fortuna hai, bimbetto, con Angela.

Tutto a posto.

Sono sue?

Sì, andiamo dal medico, gli fa male un braccio.

Sei un medico?

Bene, più o meno, ho lavorato in un ospedale.

Nel bar e vedi, lasciano sempre qualcosa.

Questo mi sembra perfetto.

Questa settimana vado al pioppeto.

Se vuoi passare, per bere qualcosa...

Tu la conosci l'Australia?

L'Australia?

- No. - Ti piacerebbe andarci?

- Subito? - No, donna, non ora.

Quando capiterà.

Va bene?

1.000, 2.000, 3.000,

4.000, 5.000,

6.000, 7.000...

e 8.000. Molto bene.

Vedi che non successo nulla?

Questa notte vai a letto tranquillo.

E poi ti è andata bene, Santa.

Gli è andata bene anche a loro.

Ma guarda, che vadano in culo.

Tu hai fatto quello che dovevi fare.

Continua a diritto.

E poi, a modo, con classe.

Volete 8.000 pesetas? Bene, eccole, prendetevi le 8.000 pesetas.

Bevete qualcosa alla mia salute.

E sembra di no.

Sembra di no, ma queste cose servono.

Ti fanno crescere.

Da questa parte.

Di testa.

Ti vedo meglio, caro. Più maturo.

Fermo. Fermo.

Qui?

Solo un momento.

Ma questo...

Molto meglio.

E no, caro, no.

È più facile fare la vittima, così te la prendi vinta.

Il lavoro c'è. Se c'è per quelli di fuori c'è anche per quelli di qui.

- Per quelli da fuori c'è, giusto? - Giusto, Reina.

No, non è lo stesso.

A me levano tutti i mesi una balla di soldi

per mantenere un sacco di vagabondi.

- È comodo stendere la mano tutti i mesi. - Sentito? Dice che sei un vagabondo.

Non mi coinvolgere.

Sei coinvolto, dice che se volessi lavorare...

potresti andare ad Almería per 80.000 al mese,

spenderne la metà per l'alloggio e quel che resta mandarlo a tua moglie.

- Non dicevo questo. - Ah no?

E di cosa parlavi?

No, Santa, sennò è un casino.

Quello che dico io è che se ti impegni qualcosa puoi fare.

Guarda Rico.

Chiudono il cantiere, ci buttano tutti per strada e cosa fa Rico?

Prende i soldi dell'indennizzo e apre questo bar.

Non ti va male, no?

E ormai sono quanto meno tre anni.

Gli è andata bene, ma gli poteva anche andare male.

No. Caro, no.

Se ti impegni ti va sempre bene.

Amador.

Amador è andato via anche lui, no?

- E cosa ha fatto con i soldi? - Aspetta, aspetta.

Per cominciare, Amador non andò via, lo buttarono fuori, come a tutti.

E una cosa è andarsene, altra cosa è che ti buttino fuori.

Riguardo l'indennizzo, guarda, ti danno...

8 milioni di pesetas che sembra tanto e poi cosa fai?

Cosa fai a 49 anni, separato, due figli e 8 milioni in banca?

Te lo dico io cosa fai, non fai niente.

In... quattro anni, se li è spesi, come Amador, tu e chiunque altro.

Lo dico io che non mi hanno dato niente.

Lì il problema era un altro.

Veniva meno caro prendersi le navi da fuori.

No, ora ti racconto qual era il problema.

Tu l'hai letto sui giornali, ma io c'ero.

Il problema è che ti dicono: "Ne buttiamo fuori 80.

O ingoi o chiudiamo il cantiere".

E dicemmo di no.

Il cantiere non si chiude perché è il nostro lavoro,

quello dei nostri compagni e col lavoro non si scherza.

E non solo quelli a termine, eh, Rico? Ti ho visto lì...

con me e Amador lo stesso.

In prima linea a difendere il nostro, il mio, quello di José.

E quello di Lino, c'era anche lui.

Quando ci rinchiudemmo non eravamo 80, ma 200.

Tra avventizi e fissi.

Se non ci credi chiedi alla polizia, se lo ricordano.

E cosa avete ottenuto? Non avete ottenuto niente.

Che la gente almeno si interessasse.

Se lo sono dimenticati tutti.

E abbiamo ottenuto di restare uniti, questo non me lo scordo.

Poi ci misero alle strette e andò tutto a puttane.

Per te è facile, Santa, non hai né figli né moglie.

Ma quelli che avevano quasi 50 anni?

Andavamo in un altro cantiere?

D'accordo, d'accordo.

E firmaste l'accordo, e mi va bene.

Ma lo sapevi, lo sapevi che era una cazzata.

Lo sapevi sì o no?

- Ma non c'era altra strada. - No, non ce n'era un'altra. Ricevuto.

E ora che c'è? C'è n'è un'altra?

Perché siete usciti un anno dopo.

Tu hai preso questo bar e ti va bene, e sono contento.

Ma altri non hanno avuto la stessa fortuna. Amador, per esempio.

Sì, ma non è colpa mia, Santa.

Non è colpa tua, ma firmaste l'accordo.

Ne licenziarono 80 e l'anno dopo veniste con i figli dietro di noi.

E cosa successe?

Cosa successe?

Che non eravamo più uniti.

Ci hanno separato...

con l'accordo del cazzo.

Se non siamo uniti, ci inculano. Non da ora, da sempre.

Da sempre.

È per questo siamo qui ora, Reina.

A qualcuno è andata meglio, ad altri no.

Per questo Lino è sempre a chiamare a sua moglie...

a dire che... che non sa...

che può, forse lo chiamano.

Per questo mi girano i coglioni e non so cosa fare.

Certo, Santa, ma una cosa è chiara.

Io vengo in questo bar,

ma se mi fanno le bevute meno care di fronte, io vado di fronte.

E qui è lo stesso.

Se i coreani fanno le barche meno care è normale che...

No, mi sono rotto i coglioni dei coreani, non mi parlate dei coreani.

Il cantiere è competitivo.

Si lavora veloce, cazzo.

Gli abbiamo offerto di fare gratis gli straordinari.

Cosa dovevamo fare di più?

Quello che succede è che il cantiere è nel posto che è.

Il terreno vale tanti soldi.

Perché? Perché dà sul mare.

Avete visto le attrezzature? Lo spianano, faranno hotel, appartamenti di lusso.

Verranno a viverci i coreani del cazzo per riderci in faccia.

Perché è così, è molto semplice.

Io non vado al bar di fronte nemmeno se mi regalano le bevute.

È tre anni che vengo qui e continuerò a venirci.

Anche se avete firmato l'accordo.

Se avessi l'occasione, domani servo da bere.

Ma...

se tutti sono per strada non posso servire niente.

E questo mi fa girare molto le palle.

Questo mi fa girare le palle.

Avete firmato le dimissioni dei vostri figli, cazzo.

Erano i loro posti di lavoro quelli che erano sul piatto.

E abbiamo perso.

Dammene un'altra, vai.

Molto bene, Santa.

Ma sono due anni che continui così.

E allora?

Io non ti ho visto servire al tavolo come dicevi.

Lino quanto meno ci prova.

E io, bene o male, un lavoro ce l'ho.

Tecnico della sicurezza.

Sì, esatto. E grazie a me che vedi le partite.

Caro, metà partite e mi sono rotto il cazzo d'inventarmi l'altra metà.

Se ti dà tanto fastidio resta a casa, stronzo.

Vieni, Reina.

È la verità, non fa niente, ma tutto gli sembra sbagliato.

E di sicuro vengono a cercarti al bar...

per darti un posto di lavoro. Per la tua bella faccia, non te la menare.

È vero, ma non tutti hanno un cognato che ci raccomanda come il tuo.

Senti, subnormale, il mio cognato non c'era più quando sono entrato.

E a me nessuno mi ha regalato niente.

Io lavoro.

- Sai che sei? Un coglione con la pistola. - Davvero?

Perché chiedesti a mio cognato se ti trovava un posto?

Fu un'idea di tua moglie per avermi vicino.

Cos'hai detto?

Stronzo.

Hai esagerato.

No. No. Che smetta di rompere i coglioni se si lavora o non si lavora.

Basta, Santa, basta.

Per te è uguale, tanto il calcio non ti piace.

# Mi fa tanto male

# Mi fa diventare nervoso

# Distrugge la mia ambizione

# Continua così e vedrai

# Dov'è il nostro errore che non ha soluzione?

#La colpa fu tua o fu mia?

# Né tu né nessuno, nessuno può cambiarmi

# Mille campane suonano nel mio cuore

# Quanto è difficile chieder perdono

Ha visto Nata.

Si vedeva, cazzo, queste cose si vedono.

Certo, ti sarà sembrato.

Era tutto.

Il modo di ridere, il tipo che la tocca.

- Gli piacerà tua moglie. È naturale. - In che senso è naturale?

- Perché anche a te ti piace. - È un'altra cosa.

È un'altra cosa.

Ma che gli piaccia è normale. Tua moglie è messa bene.

- Che c'è, ti piace anche a te? - Cazzo, certo che mi piace.

Che ti arrabbi anche per questo, ora?

Se è discreta, è discreta. È normale che piaccia a me, a te e a tutto il mondo.

Ora basta. Stai parlando di mia moglie.

- Che è tua moglie non lo discuto. - Meno male mi dai ragione in qualcosa.

Se vuoi ti dò la ragione in tutto, ma non hai ragione.

Stai tranquillo che non ti succede nulla.

Sono colleghi, lavorano insieme.

È normale.

- E le prende la mano. - La mano, ora vedi.

E se è normale perché non me l'ha detto?

Perché ti conosce e sa che ti incazzeresti, per questo.

Chiedilo a lei.

Parlale.

- Vado a parlarci. - Devi.

Così ti tranquillizzi.

Ci vado a parlare, ora ci vado. Dammene altri due.

José, per parlarle fai una cosa, vai a casa.

- Non chiedere un altro bicchiere. - Sì, cazzo.

Devo pensare un po' a cosa le devo dire.

- E se mi lascia? - Non ti lascerà.

Sì, ma se mi lascia?

Guarda Lino.

Dai, andiamo.

Dai.

Parlare...

Parlare è la cosa più importante. Parlando ci si capisce.

E ci si chiarisce.

E io mi voglio chiarire.

Che succede?

- Ciao, Santa. - Ciao.

- Ti stavo aspettando. - Sì, ma mi sono messo a chiacchierare.

Lo vedo.

Noi dobbiamo parlare.

Parlare di cosa?

A dopo, bene?

- Ciao. - Ciao.

- Hai visto? Vuole parlare. - Bene. Giusto, no?

- È quello che volevi, parlare. - No, è quello che volevi tu.

- Non voglio, voglio che resti così. - Resterà tutto così.

Vieni a bere l'ultima?

Non mi va, ci si vede domani, va bene?

Dove vai? Vai via?

Con quella del formaggio?

Sembra che sia più tranquillo.

Di sua moglie si sa nulla?

E questo?

Una corona, non la vedi?

E chi la manda?

La Casa Reale.

Non ti pare?

Scusa.

Com'è andata?

Bene, normale.

Non è venuto nessuno, a parte quelli del bar.

Hai chiamato il dottore?

Quasi non la sento, è come se non l'avessi.

È che le sirene non hanno le gambe.

Si sa come è andata?

Beveva parecchio.

Ha ingoiato tutto, prima ce la faceva.

Era sempre lì al bar.

E poi andava a casa sua.

O qualcuno ce lo portava.

Stava da solo.

Santa mi ha raccontato che un volta è salito.

Sua moglie se ne era andata.

Si sarebbe stancato, era normale.

Questo sì, non diceva niente, a nessuno.

Beveva e se ne tornava a casa.

Non c'era nessuno ad aspettarlo.

Per questo non voleva mai andare via.

Non lo, forse non ha avuto la forza di continuare.

Forse, no, forse è cascato.

E poi dove è la differenza?

Ana.

Anita.

Che succede?

Anita.

Per esempio, per uscire, Control-Q.

Premi Control, vai sopra...

e poi Enter.

Attento, posto.

Come vai?

Carlos Fuentes.

Paulino Ribas.

Paulino Ribas?

Sergio Esteban.

Stava... venendo così bene.

Hai già visto i lotti?

Sono per l'asta.

E ora lo mettono a sorte...

tra i lavoratori.

A me, mi è toccato l'otto, credo.

Sì, l'otto. E a te?

È proprio così.

Certo, domani vengo e me lo porto via con il furgone.

A te, cosa ti è toccato?

Ma no..

Ma sì, guarda che c'è una lista lì dentro.

- Davvero? - Davvero.

Davvero, vai a vederla. Vai a vederla.

Vai a vederla.

No.

Bene, peggio per te. Meglio per me.

Per te.

- Che fai? - Lo battezzo.

Lo battezzo.

Guarda quanto è brutta.

Non essere triste, Nata. Ora è più tranquillo.

Che facciamo con questa?

La possiamo lasciare lì, nel suo angolo.

Sì, dalla parte del prosciutto, cazzo dici.

- Tutto passa nella vita. - E dove sono i trofei, Rico?

- Che fai? - L'ultima.

- Non rompere, Santa. - Che c'è, è Amador, c'è confidenza.

Na zdorovye.

Che fava. Non ha detto nulla.

Parlare, parlava. Ma non è che si capiva molto.

Come...

Come i siamesi.

Che rimangono attaccati.

E noi lo stesso, restiamo attaccati.

Non lo dico io, lo dice Amador.

Se cade uno, cadiamo tutti.

E se lo mettono in culo a uno, allora...

Allora è così.

- Per gli altri è la stessa cosa. - Perché siamo la stessa cosa.

La stessa cosa.

Come i siamesi.

La stessa cosa.

È chiusa.

Si è rotta.

Svelto, avvisali.

Noi andiamo.

Lo sai guidare?

Io ho lavorato in una nave...

- In cucina. - In cucina, ma ci ho lavorato.

Si comincia?

E l'urna?

- L'hai portata tu. - Io no. Se ne occupava Lino.

Io ti ho visto che la tenevi in mano.

Nel bar. L'ha presa Rico e l'ha data a te.

No, a me Rico non ha dato nulla.

- Come no, nella strada, caro mio. - No.

Tu non eri con Rico alla porta?

Io non ce l'ho.

Ma non dite cazzate, l'abbiamo lasciata lì.

- Io non l'ho toccata. - Sei stato tu di sicuro, perdi tutto.

Non dire stronzate.

Una cosa è che perdo tutto, un'altra che perdo le ceneri di un amico.

Povero Amador.

Che giorno è oggi?

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