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Original subtitles

ESTHER (in francese): "Papà...

ti scrivo questa lettera perché non riuscirei mai a dirtelo a voce.

Che peccato.

E che tristezza."

Mi hai insegnato a seguire la verità.

E non è colpa mia se oggi la mia verità è diversa dalla tua.

Se le mie risposte sono diverse.

Il tuo mondo è in bianco e nero.

Oggi, il mio è a colori.

Andrò in una direttone molto lontana dalla tua, papà.

Ma ti voglio tanto bene.

Non voglio mentirti, la menzogna è un peccato.

Ho perso la fede.

Perdonami.

ELIO: Questo secondo me non è kosher. Dammi il metro.

Infatti, due millimetri di troppo. Questo è buono per fare la marmellata!

Questa macchia nemmeno con la cera se ne va.

È troppo vicina al Pitom.

È bellissimo. l'avremmo venduto a 20 euro.

E meno male che i filari là in fondo non hanno sofferto il freddo.

Tanto quelli sono tutti innestati, Andrea.

Non ci servono. A che ora arriva il treno?

12:10.

No! Andrea, sono le 12:20, dai!

Per una volta volevo essere in orario.

- È da un sacco che te lo dico! - Chiama i ragazzi, andiamo!

ANDREA: Leva, Otar, andiamo, è tardi.

Abbiamo controllato i filari sulla casa?

No ancora no, ma quelli non hanno sofferto comunque,

Alla fine quest'anno ci sarà il 40% di raccolto in meno

per colpa di questo gelo maledetto...

Elio, io te lo dico...

alla fine noi perderemmo di meno a innestare che non vendere a Zelnik.

Ma poi dico io, ma tu si religioso? Sei ebreo? No. E allora?

Tuo padre stesso avrebbe preferito innestare.

ANDREA: Otar, è da stamattina che ho detto di toglierlo di là.

OTAR: Mi dispiace, non ho capito, ma va bene cosi comunque, c'è posto per tutti.

ANDREA: Non è un problema di spalto, questa è la statua di Sant'Antonio.

OTAR: Li facciamo sedere accanto, dov'è il problema?

Sì, li facciamo sedere vicino alla statua di Sant'Antonio gli ebrei ortodossi?

- Sali dai, fammi il favore. - Ha ragione, dai che è tardi.

Come ti viene in mente, eh?

(in francese) Sono felice di rivederti.

(in francese) Anche io.

ELIO (in francese): Mi dispiace per il ritardo.

MRON (in francese): Tranquillo, ne ho approfittato per studiare.

(INUDIBILE)

(INUDIBILE)

(CLACSON)

(PREGA IN EBRAICO)

TUTTI: Amen.

(PREGA IN EBRAICO)

TUTTI: Amen.

(Parlano in francese)

È stanco, vero?

Ora preghiamo. Guarda, c'è l'anguria. La vuoi, tesoro?

È bello essere di nuovo qui, Elio.

E questa volta, la famiglia è quasi al completo.

Ricordo quando avevi cinque o sei anni e mi dicesti:

"Perché fare tutto questo viaggio solo per un frutto

che non mangiamo?"

Dio ha chiesto a Mosè di mandare messaggeri qui in Italia

per raccogliere dei cedri per la festa di Sukkot.

La Torah ci dice che serve un frutto puro e perfetto

come quelli che si trovano qui, sulla tua terra.

Ecco perché facciamo tuttora una piccola devi al io ne

a casa tua.

Un'uscita fuori strada, in realtà!

(RISATINE)

(Continuano a parlare in francese) MRON: Elio,

non si discute l'ordine di Dio.

Quindi per questa devi al io ne,

io dico: "le Haim"!

- Le Haim! - Le Haim!

(Parlano in francese) NINA: Ruben, dov'è la tua Kippah?

DONNA: Nina, puoi guardare sotto il tavolo?

NINA: Ahi! Smettila, mi hai dato un calcio.

No, non c'è sotto il tavolo.

Mamma, Ruben non ha più la sua Ifippah!

(in italiano) Caterina, lasciamola nel forno e vai a dare una mano a Rosaria, va.

ROSARIA: Non ti preoccupare, ho finito.

(CANTI TRADIZIONALI PUGLIESI DALLO STEREO)

(DONNE CANTANO SOPRA)

Va bene bella, va bene, ora te lo preparo...

Ti piace il mio vestito? Dai, te lo faccio provare.

Pronta!

(in francese) Posso farmene una anch'io?

(in francese) Certo, vai pure.

(in francese) Elio...

Vedi, mia cara, per 50 anni ho passato parte delle mie estati qui con suo padre,

Era un amico, un uomo onesto e puro, come i cedri che coltivava

e che non ha mai voluto innestare per rispetto verso di me.

Tu sei rimasto fedele a quell'uomo

e ti sono molto grato per tutto quello che fai.

Grazie a te.

(in ebraico) "Lih' Leha"

ESTHER: (in francese) Leh'Ieha. Non c'è il punto sulla lettera.

Ora chiudi il libro, tesoro. È tardi.

(Continuano a parlare in francese)

BER: Cosa significa?

Mettiti in cammino e va verso di te.

È questo che ha detto Dio ad Abramo?

ESTHER: SÌ.

E se n'è andato di casa così? Ha lasciato i suoi genitori?

Sorella mia, anche tu andrai via quando sarai sposata?

Non ho intenzione di sposarmi subito. Dai, a ninna.

OFIR: Non reciti lo Shemà?

ESTHER: SÌ.

(pregano in ebraico)

(pregano in ebraico)

UOMO: (in italiano) Ragazzi il padrone è tornato...

venite a scaricare il camion, dai!

BRACCIANTE: Arriviamo.

(in georgiano) Come ti sei fatto male?

Con una spina del cedro.

Fammi vedere, andiamo a disinfettarlo...

Non ti preoccupare, non vale la pena.

(BUSSANO ALLA PORTA)

(Parlano in francese) Lei ha un computer?

- Sì. - Non vorrei disturbarla.

Niente affatto. Entri.

- No, non posso. - Perché?

Non posso entrare in casa di un uomo che non è mio marito. Non sono sposata,

ma non cambia niente, non ne ho il diritto.

Come facciamo? L'ho messo in carica nel mio ufficio...

Prendo una prolunga e lo porto qui, ok?

No, non importa. Entro.

Come preferisce. Prego...

(continuano a parlare in francese) ELIO: Ecco qui.

Quando ha finito, lasci pure tutto così.

ESTHER: Grazie.

Di nulla.

(in francese) "È così importante potervi scrivere...

Speravo che facendo questo viaggio,

venendo qui con mio padre a raccogliere il frutto che mi portava da piccola,

avrei placato la mia angoscia.

Ma non ci riesco.

Mi sento come il cedro che diventa impuro quando è innestato,

mescolato con l'altro,

col mondo esterno,

a ciò che non è più kosher ai loro occhi, non più conforme."

Dov'è?

(in francese) Qua...

(in francese) Non va bene. Non è kosher.

Ah, ok... ok.

Quelli buoni, ragazzi!

ESTHER: (in francese) "Mi sento così lontana da loro,

ogni preghiera mi brucia la bocca.

Non ho mai vissuto senta Dio, ma oggi mi sento soffocare.

Il mondo dove ho sempre vissuto mi è diventato estraneo.

Non so dove sto andando,

ma tutto ciò che dava senso alla mia vita, sta cadendo a pezzi."

UOMO: A tavola!

(in francese) Fammi provare, fammi provare!

(in francese) Sì! Funziona!

Eri troppo carino quando avevi l'età loro...

passavi le ore a spingermi sull'altalena.

Quanto mi piaceva.

- Eravamo un po' più grandi però - Mh?

Eh sì, io ti spingevo sull'altalena perché ti volevo vedere sotto la gonna.

- Ma davvero? - Non te ne sei mai accorta?

Smetti!

È passata Claudia con i bambini,

ha detto che vanno in Puglia, non si fermano.

- Ma come, non te li lascia? - No...

del resto neanche i bambini volevano restare, quindi...

E ti sorprende?

Ma cosa vuoi che facciano qui nel mese di agosto?

Non c'è niente da fare a parte sfinirsi a raccogliere i limoni.

Quando avevo l'età loro, pure io speravo che mi portassero altrove...

avessi avuto l'opportunità di andare a Roma come te...

non sarei mai tornata.

Beh, lo vuoi un frutto?

(Parlano in francese) Tsipporah?

Durante i giorni d'impurità?

I letti sono separati in modo che le coperte non si tocchino,

si può parlare ma a condizione che non si parli di...

No. Che non ci siano riferimenti sessuali.

Non può sedersi sul mio letto, né cenare con me allo stesso tavolo.

E durante il periodo non può dirmi "ti amo".

RIVKA: No, no. Se non risveglia il desiderio, va bene.

Dipende come viene detto.

(Parlano in francese) Sei così graziosa.

- È uno spreco. - Perché?

No, è così...

- Non è decente ballare con altri uomini. - Ma che dici! Non stai ballando nuda!

Verrò a ballare a casa tua qualche volta. Ti va?

ANDREA: Ho trovato l'assegno di Edoardo nella posta...

- È arrivato adesso? - Sì, adesso...

è un mese e meno che sta sopra a una pila di lettere...

non sei per niente come tuo padre, lui alle lettere rispondeva prima di aprirle!

Dammi una mano, stai attento al braccio che è attaccato veramente per un pelo...

Aspetta...allora, al mio tre...

- Ok, una...

due... tre!

(VOCI DI ANDREA E ELIO)

ELIO: Scusa non ho capito, che cosa dovremmo fare?

Innestare gli alberi da sotto e vendere dei cedri non kosher?

- Non ho mai detto questo. - Poggia, poggia.

Ho detto soltanto che Lucchetti faceva questa cosa per ripararsi dal gelo.

Lucchetti è uno stronzo,

e deve ringraziare i Ginsburg se sopravvive, e noi gli Zelnik.

Vai!

Se riusciamo a chiudere l'anno in positivo.

Andrea ti prego stai attento al braccio! Se tiene è un miracolo!

ANDREA: Ma perché non lo hai venduto a Gianni il pezzo di terra in collina,

che noi neanche lo coltiviamo. Era disposto a pagarlo il doppio del prezzo.

- Per il momento non lo coltiviamo. - Vabbè.

Forza... poi domani si vedrà.

Sei proprio di coccio.

ELIO: Poggiamolo qua.

- Ciao Andrea, buonanotte. - Buonanotte.

MEMBRO FORUM (in francese) "Esther, te lo ripeto, scegli subito uno pseudonimo.

Capisco la tua disperazione, ero come te.

Però mi sento meno sola da quando sono su questo forum."

MEMBRO FORUM 2 (in francese) "Ciò che descrivi, Esther,

è tutto quello che sto vivendo da anni.

Faccio finta, tutto il giorno,

quando prego, quando guardo i miei figli o mia moglie negli occhi.

Vivo una doppia vita.

Mi sento un impostore."

MEMBRO FORUM 3: (in francese)"là volte, ho quasi la forza di fuggire da questo mondo

e poi penso a coloro che renderò infelici.

Quindi mi rassegno e inizio a piangere per ore."

MEMBRO FORUM 4: (in francese) "Anch'io mi sento molto in colpa.

Perdere la fede è l'ultimo dono avvelenato che ci ha fatto Dio."

MEMBRO FORUM 5: (in francese) "Da quando sono andata via,

i miei genitori non vogliono vedermi, mi considerano morta.

È davvero difficile.

L'altra sera ero in un bar, un ragazzo voleva parlarmi,

ma cosa avrei potuto dirgli?

L'esodo dall'Egitto? Il Monte Sinai? Il vitello d'oro?

Non ho niente da dire, quindi sono scappata via.

Non so niente di questo mondo, ma non posso tornare indietro.

Da qualche giorno, ho dei pensieri orrendi.

Maledetto il giorno in cui Dio mi ha lasciata."

(ORTODOSSI PREGANO IN EBRAICO)

(PREGANO IN EBRAICO)

Caffè?

ELIO: Grazie, Carla.

- (in francese) Buongiorno. - (in francese) Buongiorno.

- Grazie... - Prego!

(in francese) Quanto?

ELIO: (in italiano) No, no, ci penso io... va bene.

"0...

(Parlano in francese) Grazie.

Di nulla.

Le serve un passaggio?

Normalmente non posso viaggiare con un uomo che non sia...

...che non sia suo marito. Lo so.

Ecco.

(in francese) Così non ci vediamo. Arrivo.

(CAMPANE)

' (Parlano in francese) E la prima volta che entra in una chiesa?

Sì.

Andiamo?

(Parlano in francese) Era la scorciatoia che prendevo quando tornavo da scuola.

Appena lasciavo la strada, provavo...

un'incredibile sensazione di libertà,

Nessuno poteva vedermi e giudicarmi.

E urlavo di gioia.

Una volta, probabilmente, urlando, ho fatto il verso della lince perché...

una lince ha...

- È saltata fuori? - Sì, esatto!

Così, davanti a me.

E mi guardava...

Immobile, a lungo.

E Poi?

Poi mi ha mangiato.

(CANZONE LINGUA INDISTINTA)

(Parlano in francese) Che bella. Cos'è?

- Non è italiano? - No, è georgiano.

Un operaio l'ha dimenticata a casa mia.

- Riesce a capire? - Assolutamente no.

Ma ho sempre pensato che parlasse di...

di viaggi. Non so perché.

Tutto bene? Vuole che mi fermi?

No, vada. Finirò per essere in ritardo.

Mi ha guardato.

Dio si vendica.

(TUONO)

(Parlano in francese) Possiamo parlare di Noè, se vuole.

Perché Noè?

Il diluvio.

Se vuole, a me non piace questa storia.

Creare gli uomini,

renderli cattivi e poi punirli per essere diventati cattivi.

Non lo trova assurdo?

Non saprei...

Non sono credente.

Ma se continua così,

bisognerà chiedere aiuto a Dio.

Io credo alla foglia che l'ha fatto piangere prima...

Agli angeli di Mosè che sono venuti qui per raccogliere un frutto che non serve.

Credo in suo padre, nella sua fede...

È impressionante...

Ammiro il rigore del vostro mondo.

Cosa ne sa del mio mondo?

Crede di sapere tutto perché ci vede 15 giorni all'anno?

Non ha nessuna idea di come sia il "mio mondo".

Di ripetere ogni mattina:

"Guardati dal sedurre e dal prostrarti davanti ad altri Dei.

L'ira dell'Eterno si scaglierebbe su di te".

Perché merito la sua ira?

Fabbrico tutto il giorno parrucche ad Aix les Bains.

Il bus, la fabbrica, le preghiere,

e poi ancora il bus, la sera la famiglia e ancora le preghiere.

Tutti i giorni della settimana fino a Shabbat,

quando esco di casa solo per andare in sinagoga.

È questo che trova ammirevole?

Non ha idea di cosa sia di essere presa in giro perché indosso i collant d'estate,

di non avere internet, di non essere mai stata in discoteca

o in un bar di sera,

di abbassare gli occhi di fronte ad un uomo che non è della famiglia.

Aspetti, che fa?

(PARLANO IN GEORGIANO)

- Che è successo? - No, niente di grave.

Sono due anni che ti dico che sarebbe successo...

i ragazzi non possono fare il giro tutti i giorni per andare alla stalla...

non c'era bisogno di spendere 15.000 euro per il fienile...

- c'erano cose più importanti da fare. - Andrea ma che cazzo dici?

Ma che cazzo dici? Lo sai perché abbiamo speso 15.000 euro per il fienile,

le scatole le buttavamo ogni anno, che si ammuffivano...

che dobbiamo fare? Non ce li abbiamo i soldi.

Dobbiamo pagare gli operai che stanno qua fino alle 5 del mattino, porca puttana!

ESTHER (in francese:): "Ogni giorno, uscendo dal lavoro,

passo con l'autobus davanti all'Escurial,

il cinema di Aix les Bains.

E ogni giorno, durante la sosta che dura qualche secondo,

guardo la locandina del film in protettone

e mi immagino tante storie durante il resto del tragitto.

Qualche settimana fa,

l'autobus è rimasto bloccato alla fermata davanti al cinema.

Sono stata sopraffatta da qualcosa di irrefrenabile,

I'IOI'I SO IÌGITIWIGIÌO COITIG SOIÌO finita in sala.

Si è fatto buio...

Era un venerdì,

controllavo sempre l'orologio per paura di perdere l'inizio dello Shabbat.

Poi è iniziato lo Shabbat...

E non mi sono M0553.

Respiravo molto velocemente, mi girava la testa.

Mi sembrava che tutti mi guardassero,

che la colpa fosse scritta sul mio viso.

Avevo anche la sensazione che l'attrice sullo schermo lo notasse.

Sono uscita, credevo che sarei rimasta fulminata.

Ma poi ho fatto un passo,

poi un altro,

e I10I1 è SUCCESSO niente.

Sono tornata a casa, molto in ritardo.

Ho detto che il bus aveva avuto un incidente.

E da allora non ho più smesso di mentire."

(Parlano in francese) RACHEL: Non hai saputo di Yankel?

TSIPPORAH: No, com'è successo?

RACHEL: Suo fratello mi ha detto che voleva uscire di nascosto dopo lo Shabbat.

Era in camera sua, ha aperto la finestra, è saltato

ed è caduto di testa.

Aveva un appuntamento?

Sì, credo con Hanna.

È orribile.

Sì, però... era Shabbat.

(in francese) Aiutami a tradirti,

tu, l'Eterno che eri il mio Dio, dammi la forza di lasciarti, ti prego.

La mia vita è altrove. Lontano da Te.

Non voglio più provare il dolore che mi dai.

Dammi la forza di lasciarti e ti dimenticherò. Lo prometto.

Senta alcun rimprovero.

Ho così tanta paura.

RIVKA: Esther!

(Parlano in francese) MRON: Estie!

Sai, andiamo via tutto il giorno, tua madre ed io pensavamo

che forse questa fosse l'occasione per riavvicinarvi un po' tu e Ariel.

- Per passare del tempo in modo... RIVKA: In modo più caloroso.

Ormai è come se fosse parte della famiglia!

Non ci sarà nessuno a disturbarvi. Ofir viene con noi.

Potrete parlare in pace.

Ti ho lasciato qualcosa per un picnic, così se volete fare una passeggiata...

- Esther, sbrigati! Stanno arrivando! - No, tesoro. Esther non può venire.

Deve stare qui.

Dobbiamo legare questo ferro.

OPERAIO: Però se lo tocco rischia di crollare tutto...

comunque prima o poi dovremmo sistemarlo per bene.

Di nuovo qua sta questa?

Lo so, colpa mia scusa, scusa...

mi sono dimenticato di avvisarti ieri sera, m'ha telefonato e le ho detto

di passare durante la giornata. Però è la seconda volta che annulliamo...

io non so più che dire a questa qua... scusa.

ANDREA: La signora Rubini, il Signor De Angelis.

- Buongiorno, Elena Rubini. - Piacere.

Ho avuto modo di conoscere suo padre, all'epoca gestivo l'ipermercato di Tropea.

In effetti la signora aveva la direttone di tutto il gruppo Casagrande.

Sì, sì, lo so.

- È bellissimo qui da lei. - Grazie...

mi scusi, purtroppo sono nel bel meno di un lavoro un po' delicato,

- per cui ho poco tempo. - Ma certo.

Le rubo solo un quarto d'ora se permette.

RUBINI: Conosco la cifra che le ha proposto Lucchetti, signor De Angelis.

ANDREA: E poi la signora isolerebbe il terreno...

ELIO: Sì, ho sentito Andrea... sono qua.

Il problema, signora, è che non c'è niente da vendere.

RUBINI: Credo di sapere che quello che è ad ovest della collina non è sfruttato...

quindi non vi serve a niente.

Eh infatti noi questo inverno abbiamo avuto un sacco di perdite,

e quel terreno serve soltanto per aumentare la produzione dell'olio.

Guardi, mio padre ha ceduto questa proprietà a me e ai miei fratelli...

e la cosa di cui andava più orgoglioso

è che nulla fosse cambiato da generazioni...

mio padre, e suo padre prima di lui

non hanno mai venduto un albero di questo posto...

io ci terrei a mantenere questa tradizione, capiscemtutto qua.

Però mi fa piacere il suo interesse... la ringrazio, anzi.

(in francese) Mi perdoni, sono passata dal tetto, non potevo...

(in italiano) Tranquilla, non c'è problema.

(in francese) Entri.

(Parlano in francese) Non sono qui per il computer.

Posso restare?

Che succede?

Non so dove andare.

Ma sì, certo. Vuole un caffè?

Un bicchiere d'acqua?

ELIO (in italiano): Sì?

(in inglese) Buongiorno. Sì.

' (in inglese) SI, posso venire dopo pranzo.

(in inglese) Sì, di cosa ha bisogno?

(in inglese) Un secondo,

(in inglese) il tempo di trovare un foglio di carta.

(in inglese) SI.

(in inglese) Sì la prego, mi dica.

(in inglese) SI.

(in inglese) Va bene.

(in inglese) Va bene.

(in ingle'se) Grazie, a piu tardi.

(in inglese) Arrivederci.

(Parlano in francese) I suoi figli devono essere felici di vivere in un posto così.

Non vivono qui.

Vivono con la madre, a Roma.

Sa, 'e...

È un po' complicato vivere qui.

È un po'...

Non so come dirlo in francese.

Lo può dire in italiano, cercherò di capire.

(in italiano) Anche in italiano è un po' complicato.

Non so, è un po'...

(Parlano in francese) Un po' innamorato di questa terra che ha ereditato.

Sì.

E anche perché sono un po' cretino.

No, non cretino.

Solo schiavo.

Non crede?

(SUONO DI STRUMENTO)

UOMO: A tavola!

(CANTANO IN GEORGIANO)

Bravi, bravi!

Bravi, bravi!

(PARLA IN GEORGIANO)

ANDREA: Certo è incredibile la vita...

tu non te lo puoi ricordare, ma 30 anni fa, la stessa scena...

tuo padre, gli operai georgiani, tua madre che ballava,

Silvia piccola...

C'era pure Giorgina mia... pace all'anima sua.

È troppo triste il vostro canto, finiremo tutti a piangere.

(CANTA IN PUGLIESE)

La piccola francese se n'è andata... ti ringrazia per l'invito.

Mamma mia quanto è carina!

(AUTO IN PARTENZA)

ARIEL: Esther?

Esther?

Esther?

(Parlano in francese) Non si fermi, la prego! Faccia come se non l'avesse visto!

Grazie.

Vogliono che lo sposi.

(in italiano) Sì, Claudia...

sì: quando?

Ma perché mi avvisi soltanto adesso?

(CANCELLO ELETTRICO SI APRE)

ELIO: Eh ci provo ma non te lo assicuro...

(in inglese) Benvenuta, entra pure.

ELIO: Va bene... ciao.

(Parlano in inglese) Allora, com'è vivere qui in inverno?

Immagino sia molto meglio di New York.

E hai dei figli, Elliot?

- Sì, ho tre figli. - Maschi e femmine?

Sì. Ma ora vivono a Roma, con la mamma.

Quindi lei lavora nei campi?

Sì.

È un momento importante dell'anno,

perché gli ebrei ortodossi sono qui per il raccolto.

Ebrei ortodossi? E che ci fanno qui?

Vengono a raccogliere i limoni,

il frutto benedetto da Dio, nella Bibbia.

Senta di loro, faremmo solo marmellata o...

macedonia.

Quindi siamo molto felici.

JOHN: È assurdo. Dobbiamo assolutamente leggere quel libro.

ELIO (in francese): Ha fretta?

ESTHER (in francese): No, niente affatto.

ELIO: (in francese) Devo comprare una cosa per la mia ex-moglie.

(in italiano) 5.700 lì in fondo, 6.000 mila qui davanti, 6.500 al signore

7.000 al signore lì in piedi là... Giorgia?

- 7.800. - 7.800 al telefono!

BANDITORE: 8.000 alla signora qui davanti... 8.000...

8.000 e uno... 8.000 e due... aggiudicato alla signora!

Adesso passiamo a questa opera singolare di Franco Toni.

E le offerte partono da 1.500 euro.

(in francese) 1.500 Non è un po' troppo caro? Non è neanche tanto bello...

(in francese) È anche peggio, è orribile.

- Ma è quello che devo comprare. - Quello? E quello che vuole lei?

BANDITORE: (in italiano) 1.800 qui sulla mia destra!

(in francese) Tranquilla, non è per lei,

il suo acquirente era disposto a pagare 5.000 euro,

sarà contenta.

BANDITORE: (in italiano) 2.500? Aggiudicato al signore!

BANDITORE: Invece adesso, signori, partiamo con questa

opera straordinaria di Modigliani.

È una litografia di tiratura limitata dedicata a Jeanne.

E l'offerta parte da 70.000 euro.

(in francese) Le dispiace se restiamo ancora un po'?

(in francese) No.

BANDITORE: 75 qui, 80 alla signora, 90 al signore lì di fronte,

100.000 euro giù in fondo a quel signore... chi altro?

110 sempre al signore!

- (in francese) Ma è una cifra enorme! - (in francese) Tranquilla. Va tutto bene.

BANDITORE: Litografia con tiratura limitata, abbiamo 130 al signore...

150 adesso!

170 alla signora!

- (in francese) Lei è pazzo! Lei è pazzo! - (in francese) Vale il doppio!

Mio Dio...

BANDITORE (in italiano) Nulla ancora al telefono...

180 qui alla signora che ha alzato la mano...

zoo?

(in francese) Andiamo?

BANDITORE (in italiano): 200 e uno, non c'è più nessuno?

250 al signore che ha alzato la mano!

' ESTHER (in francese) E vero che ha fatto le Belle Arti?

(in francese) Sì.

(Parlano in francese) All'epoca ero già appassionato di Modigliani.

Un giorno, io e mio fratello eravamo ad un'asta

e c'era... un dipinto di Modigliani.

Io allo il braccio a 600.000 euro,

mio fratello era dall'altro lato e ha fatto salire l'asta.

È salita, salita, salita ed è arrivata al limite!

E da lì...

È diventato il nostro gioco preferito.

Era come essere al casinò.

E così ho messo su una collezione straordinaria.

Ho quasi preso

cinque Picasso, De Chirico...

Kandinsky,

e non so quanti Modigliani!

Ma non ha nulla.

Scherza! Sono tutti qui!

Li tiro fuori quando voglio,

Ii ammiro, li metto via...

"OH ITIÎ serve IÌGITIITIGIÌO una cassaforte.

Ha mai avuto paura?

Quasi... c'è mancato poco.

C'è mancato poco?

ELIO: (in francese) Da queste parti diciamo che sono come fatine nell'aria.

(Parlano in francese) Lei crede alle fate?

Beh, lei crede in Dio.

Grazie.

C'è mancato poco che passassi una brutta giornata.

E invece c'è mancato poco che comprasse un Modigliani!

(in italiano) Buonanotte.

RIVKA (Parlano in francese): A cosa stai giocando, Esther?

Ariel ti ha aspettata tutto il giorno! Dov'eri?

Dov'eri?!

Hai 26 anni, non sei ancora sposata, ti rendi conto?

Sai cosa diranno dì te ad Dùxhs Baìns'?

SILVIA: Tac, tac:!

(PREGA IN EBRAICO)

Amen.

(in francese) Chiedo scusa.

MRON (in francese) Alcuni dicono che Mosè non voleva morire.

MRON (in francese) No. Mosè non accettava l'idea che Dio non lo lasciasse entrare

nella terra promessa,

mentre il popolo ebreo, che aveva condotto fino lì,

poteva entrarvi.

(Parlano in francese) RONNIT: Mamma,

perché non hai detto che Estie e Ariel erano in salotto? Sono entrata...

- Andava tutto bene? - Sì, mi sembra di sì.

Che mia figlia sia benedetta con figli e figlie che ti serviranno.

Dà loro la tua benedizione e ti obbediranno ogni giorno della loro vita.

(Parlano in francese) E l'ira di Mosè era tale che Dio

trovò un argomento e gli disse: "Mosè,

ti prego, sali sul monte flebo

e poi, voltati indietro e guarda."

E là il Midrash racconta

come Mosè sia stato spinto nel tempo, nel futuro

e come si sia trovato nel meno di una casa di studi

dove uno dei più grandi maestri che abbiamo, Rabbi Akiva,

insegnava dei segreti della Torah

di una complessità estrema.

Mosè stesso, addirittura, non ci capiva nulla.

Uno degli studenti domandò: "Maestro, dove sai tutto quello che ci insegni?"

MRON: Elio!

MRON: (in francese) E Akiva rispose: "Tutto quello che so è stato

donato da Dio a Mosè sul monte Sinai.

In realtà è Mosè che mi ha trasmesso questa saggezza."

Ogni generazione

fa sbocciare ciò che la precedente ha seminato

e che non vedrà mai fiorire.

Il nostro futuro non è davanti a noi, ma dietro,

nelle tracce lasciate dai nostri passi.

E solo coloro

che sopravviveranno a noi potranno leggervi il proprio futuro.

- (Parlano in francese) Ma che fai? - Non riusciamo a parlare così!

Non ti interessa cosa dice mio padre? E di cosa vorresti parlare?

Scusa.

(in francese) Vado a controllare i bambini.

(Parlano in francese) Tutto bene?

SÌ, perché?

Ce l'hai con lei?

Perché?

Ha il diritto di non amarmi.

Se non le piaccio...

Nella Torah non importa se le piaci o no.

Smettila.

ESTHER: Ahi!

(Parlano in francese) Mi faccia vedere.

Che c'è?

Venga.

MEMBRO FORUM: (in francese) "Ciao Guéoula. Hai fatto bene a usare uno pseudonimo

TI hanno organizzato uno shiddour?"

ESTHER/GUÉOULA: (in francese) "Sì, è stato uno shock.

Nessuno mi ha avvertita, ma sono certa che la famiglia lo sapesse.

Volevo urlare. Non abbiamo niente in comune.

MEMBRO FORUM: (in francese) "Ci sono passata anche io, Guéoula,

ma ho deciso di accettare, sarebbe stato troppo duro mollare tutto.

E alla fine mi ci sono abituata,

anche se siamo molto diversi, io e mio marito,

fa del suo meglio per essere gentile.

E oggi abbiamo due bellissimi figli."

ESTHER/GUÉOULA: (in francese) "Sì. Forse il vero coraggio è restare. "

BENVENUTO GODINO

ELIO/GODiNO: (in francese) "Non c'entri niente con questo forum, Dalila.

Forse per te è facile fingere, ma tanti non ci riescono."

DALILA: (in francese) "Se sono su questo forum, Godino,

è perché ci sono passata e possiamo farcela senta mollare tutto.

Senta far male alla famiglia, a quelli che ti amano...

Sì, è vero, all'inizio è difficile,

ma poi diventa un'abitudine.

Guéoula,

ti capisco, ma non lasciarti sopraffare dalla disperazione.

Oggi mi sarei pentita se avessi abbandonato la via."

ELIO/GODiNO: (in francese) "Guéoula,

il primo libro che ho letto, quando ne sono uscito, era di Camus.

C'era questa frase e sembrava che l'avesse scritta per me.

"Essere diversi vuol dire, forse, avere il coraggio di essere sé stessi."

ANDREA: Elio!

(in italiano) Sì, arrivo.

(in francese) Aspetti, le metto una fasciatura sennò sembrerà strano.

Fatto.

(Parlano in italiano) Tesoro, senti...

Giorgio, vieni, traduci!

Facciamo una piccola festicciola questa sera,

per festeggiare la fine del raccolto, la vostra partenza di domani...

so che non sarà facile per te, ma se vuoi venire mi farebbe piacere...

tardi, eh, non prima delle dieci.

(Parla in italiano) Ciao tesoro.

Stasera, qui, festa.

No tardi, eh.

E così avresti passato 5 anni in Francia? Ma che cavolo hai fatto laggiù?

Vai, vai, che così posso fare pure io...

Stasera, alle dieci, una festa, vieni!

(Parlano in francese) Vieni? Dobbiamo ancora fare le valigie!

Arrivo, ho quasi finito.

Sai, Chaoul taglia la testa ai polli al mattatoio di Raincy!

Mi fa strano...

Estie, credi che mi guarderà ballare?

- (in italiano) Vuoi? - Grazie.

(BRINDANO IN GEORGIANO)

(PARLANO IN GEORGIANO)

(in italiano) Non cantate più?

Siamo stanchi.

(Parlano in francese) Va un po' meglio?

Lasci stare, finiremo più tardi.

La porto in un posto.

(Parlano in francese) Ma questo è il Giardino dell'Eden!

Anche mio padre lo chiamava così.

(BAMBINI umano)

(Parlano in francese) Non potete andare a giocare fuori?

RONNIT: Mamma, hai visto Estie?

Bambini, se vedete Esther ditele che siamo stanche di fare le valigie da sole!

E ditele che la stiamo aspettando!

(Parlarono in francese) Lei è la prima persona che porto qui.

Non spettava a me gestire questa terra.

I miei fratelli non volevano, così sono tornato da Roma.

A me piaceva disegnare.

Da lei, ci sono delle mani attaccate sulle pareti.

Non potevo fare a meno di notarle.

Mi piace disegnare le mani.

Mi ci è voluto un po' per amare le mani di chi lavora la terra.

Le mie come le trova?

Pallida...

sottili...

delicate...

Dita scolpite...

e piccole venature blu,

discrete...

(Parlano in francese)

Da piccola, adoravo leggere le venature dei cedri che mio padre prendeva da voi.

Leggevo il futuro delle mie sorelle.

- E ha indovinato? - Per niente!

Ma mi piaceva tanto raccontare le mie storie.

Mi dicevano: "Ma sei sicura che sia così?"

Ma che importanza ha in realtà?

È la storia che raccontiamo l'importante,

non crede?

Io sono cresciuto con una sola storia.

La storia che mio padre mi ha raccontato la prima volta che mi portò qui.

Mio padre era un uomo molto serio.

Era impressionante.

Impressionava tutti.

Quel giorno si è seduto, spalle al mare,

mi ha mostrato le nostre terre e mi ha detto:

"È da quella parte che devi guardare".

Aveva le lacrime agli occhi.

Ed era strano, perché all'improvviso,

non avevo più paura di lui.

E mi son detto che questo doveva essere

un posto magico per fargli un effetto simile.

Ho pensato che tutta la verità del mondo fosse qui.

E dovevo esservi fedele.

(VOCI BAMBINI)

Per me, essere fedele non è questo.

Non è riprodurre in maniera identica.

Lei sa perché sono venuti qui i messaggeri?

Perché qui cresce il frutto che nessuna terra potrà mai produrre.

Forse è proprio il frutto del Giardino dell'Eden a essere stato trapiantato qui.

Forse non è un'uscita di strada come diceva mio padre.

Forse questa devi al io ne è ancora la strada.

Forse, è la strada.

Esther... vieni?

CLAUDIA: (al telefono) "EIio mi dispiace...

non volermene ma non ce la facciamo a passare.

Fra pochi giorni ricomincia la scuola

e io ho mille cose da fare con i bambini.

E poi loro vogliono tornare a Roma dagli amici.

Vabbè, non ti voglio seccare con queste cose...

so che si avvicina la fine del raccolto e che devi essere esausto.

La piccola parla molto di te, cerca di venire a Roma quando puoi,

così mi porti anche il quadro, grazie. Ciao."

(CANTANO IN GEORGIANO)

(MUSICA TRADIZIONALE)

SILVIA (in italiano): Bella!

Vieni, vieni.

Maria Rosaria, porta un bicchiere...

SILVIA: Cm cìn:!

(MUSICA TRADIZIONALE)

(in francese) "Papà...

ti scrivo questa lettera perché non riuscirei mai a dirtelo a voce.

Che peccato.

E che tristezza.

Mi hai trasmesso la tua ostinazione da perfezionista,

i tuoi occhi, il colore dei tuoi capelli, le tue dita lunghe...

Mi hai insegnato a seguire la verità.

Ma oggi la mia verità è diversa dalla tua.

Le mie risposte sono diverse.

Prenderò una strada molto lontana dalla tua, papà.

Perdonami.

Mi mancherai moltissimo.

(CANTI)

(PREGANO IN EBRAICO)

DONNA (in francese) Attento, Ruben! Resta accanto a me.

MRON (in francese): Pregherò affinché quest'anno tu venga di nuovo risparmiato.

(in italiano) Grazie.

(FISCHIO DEL TRENO)

(in francese) Non rinunciare.

("LA CASA IN RIVA AL MARE"- LUCIO DALLA)

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