All language subtitles for Cut Zombi Contro Zombi (2022) 720p Ac3 5.1 Ita Ac3 Fre Sub Ita-MIRCrew_track5_[ita]

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Original subtitles

Ti supplico, no!

Ken, svegliati! Sono io!

Smettila, ti prego!

Ti amo.

Cut.

- Questa che numero era? - La 31.

Ok, ascolta. Non ci siamo.

Non va bene. Non ci siamo.

È l'ultima scena del film.

Se la sbagliamo, tutto il film farà schifo.

- Hai capito? - Sì.

Devi avere paura, voglio il terrore nei tuoi occhi!

- Ci sto provando. - Esatto, ci provi e basta.

Si vede che reciti!

Ma non si vede solo, shh… che reciti,

ma che reciti male.

Voglio vedere sincerità. Ok? Non voglio lacrime finte.

- Le voglio vere! - Ma…

Niente "ma". Basta! Reciti di merda.

È normale, perché anche la tua vita è una merda!

Guardi sempre stronzate su quel cazzo di telefono!

Io ho bisogno…

Il film ha bisogno di questa cazzo di scena finale

e tu stai rovinando tutto!

- Perché fai schifo! Sei troppo… - Ora basta…

E tu che vuoi, stronzo?

Smetti di farmi incazzare! È il mio film, chiudi la bocca!

Mi rompi i coglioni dall'inizio delle prove!

Quindi chiudi quella cazzo di bocca!

- Basta! - Imbecille!

Smettila!

Cerca di darti una calmata.

Un quarto d'ora di pausa e ci calmiamo.

Vado a prendere un po' d'aria.

Stai bene? Pensa tu a lei.

Tutto bene?

Quello è uno psicopatico.

- Ti sembra il modo di reagire? - No, è colpa mia.

So che cosa vuole, ma non mi riesce.

No, è proprio matto. Mi ha dato uno schiaffo. Capisci?

Devo farcela.

Chiamerò il mio agente. Cosa crede? Di passarla liscia?

La prossima volta mordimi davvero.

Fammi male sul serio. Voglio riuscirci.

- Vengo da te stasera? - Sì, se vuoi.

Facciamo un bagno, ci insaponiamo…

- Per voi. - Grazie.

Trentuno ciak, roba da non credere.

- Mi dispiace tanto. - Non devi, non è colpa tua.

Higurashi è fuori di testa. Non so perché è così teso.

Aspetta.

Vi rendete conto che l'ascia è vera?

È così…

È molto pericoloso.

Come può essere coperto dall'assicurazione?

Ma fa sempre così?

Con questo film, si gioca tutto.

Si è indebitato fino al collo per farlo.

Lo si percepisce.

C'è troppa tensione.

Persino quando lui non c'è.

È questo posto che mette i brividi.

C'è un'atmosfera strana su questo set.

Che c'è?

No, niente.

Dai, dicci che cosa c'è.

Questo posto è veramente maledetto.

Non so se è vero, magari sono stronzate che si trovano su Internet.

Però girano delle voci su questo posto.

Non so, forse sono solo leggende.

Voci di che tipo?

Sembra che qui, durante la guerra,

l'esercito giapponese abbia fatto degli esperimenti.

L'esercito giapponese?

- Sei sicura? - Sì, l'esercito giapponese.

Chinatsu, è improbabile, ma non impossibile.

Mettiamo che sia vero, che esperimenti facevano?

Sugli esseri umani.

Cercavano di resuscitare i morti. Morti viventi che vivevano proprio qui.

- Vuoi dire… - Sì.

"Resusciteranno dalla stella di sangue".

Ah sì, certo.

Ma Hosoda vi racconterà la storia, la conosce meglio di me.

Vado a fumare.

Scusate. Ho cambiato idea.

Mi dispiace. Scusate.

Di cosa stavamo parlando?

Dicevo che ve ne parlerà Hosoda. Conosce meglio la storia.

Ecco, sì, è vero.

Hosoda.

Mi chiedo che fine ha fatto, sono…

Wow. Strano quel rumore, davvero molto strano.

Forse era il vento.

Sì, un vento molto forte.

No, scusate.

Di' un po', Natsumi, hai dei hobby?

"Deiobbi"?

Sì, dei hobby, passioni, interessi…

- Insomma, hobby. - Ah, degli hobby!

Ok, scusa, non avevo…

Allora, ne hai?

Sì, certo. Io pratico il Krav Maga.

- Krav Maga? - Già.

È un'arte marziale.

Ottimo.

- E ti piace? - Sì.

È divertente.

Se ti piacciono le arti marziali.

Lo fai da tanto?

Un anno.

Sì, più o meno un anno.

Un anno.

È tanto tempo.

Davvero tanto.

- Vuoi vedere qualcosa? - Sì, magari.

Ok, va bene. Perfetto, fantastico.

Capito? "Maga", "Magari"…

Allora, ad esempio…

- Posa il bicchiere. - Sì.

- Metti la mano sulla mia spalla. - Tipo: "Buongiorno, signora…".

- Tutto bene? - Sì!

Te ne faccio un'altra, ok?

Vai, dammi un pugno.

- Ok, però fai piano. - Sì, tranquillo.

Va bene.

Ma sei bravissima!

- Basta afferrare due punti. Facile. - Voglio di nuovo fumare.

Cazzo, non riuscivo più a respirare.

Hosoda, sei tu! Mi hai spaventato.

Che ti prende?

Ah, vuoi recitare? Tranquillo, ti troveremo una parte.

Aspetta, ma sei sporco di sangue?

Sembra vero. Che cosa hai fatto?

Che schifo! Aiuto!

Aiutatemi, qualcuno mi aiuti!

Per favore! Vi prego, aiutatemi!

Che diavolo è?

Natsumi, credi sia vero?

Non lo so, Ken.

Non so chi avrebbe potuto farlo.

Se fosse finto, però, sarebbe fatto molto bene.

- È disgustoso! - Aspetta.

Oh, no.

Non penso proprio che sia finto.

Non è uno dei tuoi accessori?

No, questo sembra vero.

C'è anche un orologio.

Ken, l'ora è esatta.

Quest'orologio mi è familiare.

No, non è possibile.

Yamakoshi?

Puzza di morto!

Ma è morto!

E gli manca un braccio! Quello è il braccio di Yamakoshi!

Mio Dio!

Attenta, Chinatsu! Attenta!

Fermo! Non mordermi, vattene!

Hosoda, svegliati!

No!

- Attenta! - Ehi, forza, aiutatemi!

Teniamo alla larga.

Forza, spingete!

Così, dai, spingete!

- Ma che succede qui? - Non temere.

Ma allora quelle voci…

No, non è possibile.

Dov'è il corpo di Yamakoshi?

Oh, mio Dio!

Dov'è finito il corpo di Yamakoshi?

Braccio.

Braccio!

Braccio!

Vuole il suo braccio. Chinatsu, prendi!

Prendilo tu, Ken!

Vuoi il braccio, zombie? Vieni a prenderlo.

Vieni a prenderlo, zombie!

- Forza, vieni! - Braccio!

Braccio!

Ma che cosa succede?

Che ti prende? Yamakoshi, capisci che cosa sei?

Non hai più nessuna identità. Nessuna volontà.

È così, Yamakoshi? Sei vittima della globalizzazione?

Della decadenza del sistema?

Sei una merda post-apocalittica!

Non hai nessuna volontà. Sei indiff… Che fai?

Che fai, eh?

Che fai, oltre a farti fottere dal sistema e dal capitalismo?

Non hai più un'anima.

Braccio!

Braccio!

Braccio!

Braccio!

Che cosa vuoi? Questo? È questo che vuoi? Va' a prenderlo, vai.

Braccio!

Chinatsu!

Chinatsu!

- Ken! - Chinatsu.

Stai bene?

Amore mio.

Ho voglia di… Ken!

- Sì, anch'io, ma ora non possiamo. - No, Ken. Guarda, girati.

Sì, ecco.

Qui c'è della sincerità. La senti?

- Higurashi, che fa? - La percepisci la sincerità?

- Senti l'emozione? - Fa paura.

È magnifico. Conservala questa paura. Vivila.

- Capisce che succede? - Shh, la senti?

Se me ne rendo conto? Certo.

Sono il regista, imbecille. Sono io che metto in scena.

- Ora sei vera. - Lei è malato. Spenga la telecamera.

Spegnere la telecamera?

E io avrei fatto tutto questo per spegnerla?

Sei cretino?

Li ho risvegliati io. Il bello inizia ora.

Non possiamo tornare indietro. Non spengo la telecamera. Ignorante.

- Higurashi, è stato lei a… - Sono stato io.

- Lei ha risvegliato la maledizione? - Sì!

- Non sta bene questo regista! - Non lo dire.

Non sai di che cosa parli.

Un anno fa,

ho scritto la sceneggiatura.

Ero qui vicino, nel piccolo villaggio di Shiwan Ju-ku.

Venivo spesso qui, non so perché.

Ero come attirato da una forza che non capivo.

E poi ho scoperto delle cose.

Cose che nessuno di noi può minimamente immaginare.

Ma allora,

quelle voci erano vere?

- Sì. Assolutamente vere. - No.

Ho versato il sangue per risvegliare i morti.

- No. - Adesso, ci mettiamo subito all'opera.

Perché vedo la sincerità che volevo.

Qui c'è della verità. Adesso siete caldi.

Giriamo quella cazzo di ultima scena,

perché avete davvero paura: questa è la vita vera

e voi avete visto la morte…

- Che fai? - Tranquillo. Continua. Non badare a me.

- Vado solo due secondi. Ti prego. - Non puoi.

- Mi dispiace, ma è urgente. - Non mi interessa, non esci, ci servi.

- Mi dispiace che mi dispiaccia, ma… - Ci sono dei mostri, è pericoloso.

I mostri sono dentro e fuori. Cosa dovrei fare?

- Se dico che devo uscire… - Ha ragione, è pericoloso!

- Basta con le stronzate, ci servi. - Ti prego.

Non mi importa essere pregato. Abbiamo bisogno di te, è…

Non rompermi i coglioni. Ti ho detto che devo uscire. Devo.

Jonathan!

Chiudi quella cazzo di bocca. Rompipalle. Stronzo. Pezzente.

- Ma che fai? Fermo! - Allontanatevi me la sto facendo sotto.

Dico sul serio. Per favore, andatevene.

Vado io. Vado a cercarlo. Continua, non spegnere la telecamera.

Stai bene?

Sì, sto bene.

- E tu? - Sto bene.

- E tu? - Sì, sto bene.

- E tu? - Sì, sto bene.

- Tu stai bene? - Sì, sto bene.

E tu?

Sì, sto bene.

Bene.

- E tu? - Sì, sto bene.

- Te l'ho già chiesto? - Sì.

Sì, beh, però…

Bene. Almeno stiamo tutti bene, è un bene.

Sì, è un bene. È…

È un bene. Rassicurante. Molto rassicurante.

Sì, molto rassicurante.

Già.

E…

dimmi, Chinatsu…

- Natsumi. - Natsumi.

Puoi dirci di più su queste voci, per favore?

Che vuol dire "resusciteranno dalla stella di sangue"?

Non so se ricordo bene,

ma credo si tratti di una confraternita

istituita da una dinastia il cui ultimo shogun, Shishima,

ha creato la Confraternita della Stella di Sangue.

Popolata da morti viventi.

Dovrebbero vivere in pace,

ma se ne uccidiamo uno, allora…

ci contageranno tutti.

Sembrerebbe che qualcuno li abbia risvegliati.

Ma chi ha potuto farlo?

Sono io, Higurashi!

Aprite. Ci sono dei mostri fuori, aprite.

Che facciamo?

- Svelti! - Non saprei.

Andiamo?

- Andiamo! - Io prendo l'ascia.

- Presto, ci sono i mostri! - Andiamo.

- È chiusa, sbrigatevi. - Ci sono.

- Aprite! - La porta è bloccata.

- Veloce, Chinatsu, non sto scherzando. - Nemmeno io, è che…

Si diffonde in fretta, cazzo.

Akira si è trasformato, arriva! Mi ha visto, mi insegue.

- Aspetta, lascia fare a me. - Aprite, cazzo.

Merda. Ha ragione, è bloccata.

- La porta è… - Aveva detto che era bloccata.

Vieni! Azione!

Così! Mordili, mordili!

Sì, fantastico. Sì, bene così.

Continua. Così. Bravo.

No, fantastico, magnifico. Aggredisci lei. Mordila.

Fantastico!

Fantastico!

Sì, levalo di mezzo. Sì, così!

È meraviglioso, continua così.

È un capolavoro, cazzo!

Tanti saluti, zombie di merda.

Bella battuta!

Zombie schifoso!

- Sì! - Muori, stronzo.

- Meraviglioso! - Puzzi di merda.

- Ti ammazzo, schifoso. - Sì.

- È questo che voglio, fantastico. - Schifosissimo!

Giriamo! Dov'è Ken? Ci serve Ken…

Presto, alla macchina.

Zombie maledetti. Vi apro in due!

Forza!

Veloci.

- La chiave. Non c'è! - La chiave?

- Chi è che ce l'ha? - Non si dice "chi è che".

- Chi ce l'ha? - Yamakoshi.

- Yamakoshi? - Yamakoshi!

- La chiave è nel borsello. - Giriamo, non fermatevi!

- Smettila. - Lasciami, Ken.

Ce l'ha nel borsello!

- Non puoi farlo! - Così, bravissima, ci siamo.

È il mio film, faccio ciò che voglio. Sono il regista.

Chiave!

No!

Chiave!

No!

Chiave.

Chiave.

Chiave.

Chiave.

- Chiave. - Aiuto!

Aiuto!

- Sayonara, braccio monco. - Grazie.

- Torniamo all'auto, Ken. - Sì, andiamo.

Fottuto capitalismo consumistico di merda!

Società consumista!

- Apri, Natsumi. - Siamo noi, abbiamo il borsello.

Natsumi, siamo noi.

- Abbiamo il borsello. - Natsumi!

Entrate.

Oh, che inferno. Un vero incubo.

Sei stata morsa?

Non lo so.

- No, credo che sia solo un graffio. - Dov'è…

- Eccola! Abbiamo la chiave. - Aspetta un secondo.

Credi o sei sicura?

Credo.

- Aspetta, non siamo sicuri. - Per questo lo faccio.

- No, calmati. Ok? - Io sono calma. Calmissima.

Non farlo, smettila!

Che stronza.

No!

Braccio.

Continuiamo a girare. Viene benissimo.

- Ti prego… - Spostati, tesoro. Togliti.

- Torna qui, troia. - Cazzo che male.

Natsumi,

ti prego, non ne posso più.

Per favore, lasciami andare.

- Su, è solo un colpo d'ascia in faccia. - Chinatsu!

- Oh, ancora tu. - Ehi.

Ferma, è un'ascia vera, cazzo.

Non questa mossa.

Smetti di riprendere.

Smetti di riprendere.

No!

No!

È questo ciò che vuoi?

È finita, amore mio.

- Allontanati. - Cosa?

Era impazzita, ma aveva ragione.

- Forse sono una di loro. - Ma no, non dire così.

Non voglio farti del male, amore.

Non voglio, Ken.

Chinatsu!

Chinatsu.

Braccio.

Braccio.

Ken.

Ma guarda, un'ascia. Che fortuna.

Ken!

Braccio.

Ken!

Ken.

Ken…

Oh, no.

Non è possibile.

No. Ti prego.

Ti amo.

- Bravi, sì. - Ken…

Continuate così, bravi. Fantastico.

Perfetto. Finalmente ci siamo.

- Ti prego, Ken. - Magnifico.

Vi lascio.

- Ti amo! - Ken, ti prego. Torna in te.

- Ti amo. - Ken, fermo!

- Ti amo. - Finiscila. Non posso, Ken.

Ti amo.

Ti prego, Ken!

Ti amo.

Ken…

Ti amo.

Che cazzo hai fatto?

Non dovevi ucciderlo, doveva morderti!

Non hai capito niente, cretina!

Aspetta!

Aspetta, ti supplico! Ok, d'accordo.

La tua fine è migliore. Dammi solo due secondi.

Azione.

Mi chiamo Higurashi Sisheiku Higurasai.

Questa è la registrazione delle mie ultime parole.

Ho risvegliato una maledizione,

che mi è sfuggita di mano.

Morirò.

La mia unica speranza è di resuscitare…

- ..dalla stella di sangue. - La fai troppo lunga!

No!

Cut!

Cut!

Cut!

Cut!

Prepariamoci per la prossima scena.

Era perfetta, Philippe. Dategli le lacrime finte.

Guarda in alto.

Su, sbrighiamoci.

Finito.

Ok, allora motore.

- Partito! - E azione!

- Aspetta, non ricordo perché piango. - Piangi e basta.

Ok.

Ciao, Rémi. Come stai?

- Ciao, Mounir. Bene, tu? - Tutto bene.

- Quanto tempo! - Sì. Un tuo progetto?

Sì, insomma, è solo una piccola cosa.

Possiamo parlare dopo?

- Sì, certo. - Bene.

- Chi sono? - Poi ti spiego.

Ok, cut!

- Andava bene così? - Sì, perfetto. Andiamo avanti.

- Che genere di film ha fatto? - Ho fatto molte cose.

Spot pubblicitari, ricostruzioni, filmati promozionali,

un episodio di una serie e un documentario sulla French Touch.

Molte cose.

Fa molte cose, ma niente di significativo.

- E anche cose per Internet. - Cose per Internet.

E il tuo motto qual è?

Il mio motto è "Rapido, economico e nella media".

Promette di essere rapido, economico e nella media.

È perfetto.

La signora Matsuda la reputa la persona giusta.

Davvero?

Bene.

Un film di zombie?

Si svolge durante le riprese di un film di zombie.

La troupe si trasforma in zombie.

Panico, lotta e inseguimenti, come un film di sopravvivenza.

In Giappone è stato un successo.

NO!

- Le condizioni? - Ci arrivo.

È per una nuova piattaforma. In Giappone è un successo. Si chiama "Z".

- "Z" come… - Come niente. Come Zeta.

Ci sono film di serie B.

Da cui "Z".

Esatto. E questo film la inaugurerà.

NO!

- Ok. - Lei è d'accordo?

Non ho ancora finito.

Ci sono delle condizioni.

- Quali? - Che vada in onda in diretta.

Ah, sì, dal vivo, certo.

NO!

Ti giuro è iper-entusiasta.

Poi deve essere in piano sequenza.

In piano sequenza, piano sequenza?

Sì, senza staccare la telecamera, mezz'ora senza tagli.

- Mezz'ora? - Sì, lo so, è assurdo.

È roba forte.

NO!

NO!

NO!

Cazzo.

NO!

Assurdo. Folle.

C'ero quasi cascato.

Una cosa da nulla.

NO!

State scherzando?

Che cazzata.

Accetta quindi?

- Lo potresti fare. - No, non me la sento.

Ti hanno proposto una cosa diversa dal solito.

Sì, perché gli altri hanno rifiutato.

Perché dici così?

È assurdo. Nessuno vuole averci a che fare.

Ha avuto successo in Giappone, può essere un'occasione.

Di passare per idiota.

Parliamo di mezz'ora in piano sequenza.

Deve filare tutto liscio come l'olio.

Al minimo incidente sei fottuto.

Accetti se sei disperato.

Non fare così.

È questa la realtà, Nadia, so cos'è un piano sequenza.

E so anche quanti sono 30 minuti.

- Ciao, papà. - Ciao, tesoro.

- Chi è che ha le chiavi? - Non si dice "chi è che".

Trovate. Io vado.

- Divertiti. - Sì, mi divertirò da matti.

- Non ti trovi bene? - Sì, giriamo un capolavoro.

- Un mix tra Scorsese e Coppola. A dopo. - Ciao, tesoro.

Non va molto bene.

Potresti passare da lei sul set.

Sì.

Sai che cosa sono? Lacrime finte per le attrici finte.

Tu non vorrai usarle. Tu sei brava.

Sai farlo come una vera attrice.

- Pensaci. Sei mai stata triste? - Non ricordo.

- I tuoi nonni sono ancora vivi? - Sì.

Merda.

Hai mai avuto cani o gatti?

Scusami? Scusa.

Abbiamo già discusso con la troupe e le lacrime finte vanno bene a tutti.

Ok, ma sto cercando di farla piangere da sola, senza trucchi.

Certo, lo capisco, ma il regista le ha approvate, quindi…

Sì, ma lui dice una cosa e io un'altra.

Così sua figlia non renderà e lei rovinerà il lavoro.

- Rovino il lavoro? - Sì.

- Ho sentito come le hai parlato. - Si calmi, so cosa faccio.

Non credo, mi spiace.

Lei non ci crede, ma è così. Non starò ad ascoltare una stronza.

Non importa. Non può fare come la pare.

- Troveremo una soluzione. - Non ce ne sono.

Non è possibile, scusa.

Ti hanno licenziata.

Non ho potuto fare niente.

Aspetta, Romy.

E comunque che ti è preso?

Lacrime finte. Che te ne importa?

Che me ne importa?

LACRIME ARTIFICIALI

- Con grande emozione… - Il tuo lavoro.

che Gérard Nolleau torna sul luogo dell'incidente.

RITORNO AI PIEDI DELLE GRU SULLA SCENA DEL DRAMMA

Solo, davanti ai suoi demoni, Gérard non trattiene l'emozione.

È stato un eroe, ma ha pagato un prezzo troppo alto.

E oggi, tirando le somme…

- ..Gérard ha avuto dubbi. - Guardi questa merda?

- Posso cambiare? - Direi di sì.

Ma certo, tesoro.

Merda.

Merda.

E altra merda.

È una serata di merda. Forte. Bella giornata.

- Ho adorato come mi guardava. - Grande.

Ha saputo prendere ciò che io gli davo.

- Chi è? - Raphael Barelle, un bravissimo attore.

Candidato al Festival di Cannes.

È un piccolo ruolo, ma un giorno sul set con Lars,

vale dieci anni di corsi di recitazione…

Scusa, amore.

Lars è un capo indiano, è una giostra di emozioni.

- Chi è? - Raphael Barelle. Lo adora.

È l'attore di punta del momento.

- Ora ha altri progetti? - Certo.

Ma non so se posso parlarne. Posso?

Ok, dunque… Allora, sì…

Farò qualcosa di molto cruento. Un film di zombie.

- Ok, un film di genere. - Sì, esatto.

E chi lo dirigerà?

Ancora non so, è confidenziale. Non posso svelarvi troppo.

- Un ruolo importante questa volta? - Il co-protagonista.

- Attendiamo di vederla sullo schermo. - Grazie.

Non vediamo l'ora. Raphael in un film di zombie.

- Gli americani ne fanno molti… - Sarà l'Adam Driver francese.

- Abbiamo iniziato ora, ma saremo bravi. - Grazie.

Buongiorno. Sono Mounir, il produttore.

- Buongiorno. - Lieto di conoscerla.

- Anch'io. - Come va? È un po' nervosa?

No, sono abituata, faccio molti shooting.

- Bene. - E poi, la buona notizia. Guardi!

Ho pubblicato la storia con la sceneggiatura.

- Ottimo. - Guardi qua: 134.000 views.

- Views? - Visualizzazioni.

- Ah, ho capito. Che idiota. - Sì.

Che bello, Minour. Il pubblico non vede l'ora.

Però il mio nome è Mounir.

Non voglio che reciti. Voglio sincerità.

Voglio sincerità. Voglio vedere la paura nei tuoi occhi.

Voglio vedere la paura nei tuoi occhi. Voglio sincerità.

Voglio sincerità. Voglio vedere la paura nei tuoi occhi.

Voglio sincerità.

Voglio vedere la paura nei tuoi occhi. Non voglio che reciti.

Lo zombie ha una funzione sociale estremamente forte.

È la mondializzazione.

Il consumismo spinto fino all'estremo.

È la globalizzazione. È il capitalismo.

È razzismo.

La perdita della volontà. È intolleranza.

Buongiorno, Armel. Interpreto l'assistente alla regia.

E lei è Philippe, giusto?

Possiamo darci del tu. Mi sembra più opportuno.

- Ok, va bene. Come vuoi. - Sì, facciamo così.

Ok.

A dopo.

Ci sono caramelle alla menta o gomme?

No, se non le vedi, non ci sono.

Che rottura.

Scusami.

- È acqua dura questa? - Come?

- È acqua dura questa? - Non ne ho idea.

Soffro di diarrea, non lo nascondo.

Bevo solo acqua dolce. Ho inviato un messaggio a riguardo.

Ok. Non lo sapevo, prendo nota.

- Non l'hai letto? - Credo di no.

Eppure io l'ho inviato.

- Puoi controllare? - Ma certo.

Voglio vedere la paura nei tuoi occhi.

Sì, reciti. Non voglio che reciti.

Si vede che reciti. Voglio vedere la paura…

La voglio vedere nei tuoi occhi. Non voglio che reciti.

Voglio vedere la paura nei tuoi occhi. Voglio sincerità.

Voglio sincerità. Io voglio sincerità.

Non voglio che reciti. Voglio vedere la paura tuoi occhi.

Scusa.

Tu chi fai?

La domanda giusta non è chi faccio, ma cosa faccio.

- Mi occupo delle musiche. Fatih. - Ah, ok.

Fatih è il tuo nome.

- Beh, non è il mio lavoro. - No, certo.

- Non ci chiamiamo tutti Philippe. - Non dicevo questo…

Per favore!

Credo che ci siamo tutti.

Vi siete già presentati. Se non vi dispiace, iniziamo.

Sono molto felice di vedervi tutti.

Sono molto felice di questo progetto speciale,

atipico e rischioso.

Grazie alla signora Matsuda per essere qui. Arigato.

- Grazie mille! - Non c'è di che.

Doitash… Doit…

Credo che sarà fantastico! Potrebbe essere fantastico.

No, voglio dire, sono sicuro che sarà fantastico!

Buongiorno.

Scusate il ritardo.

La tata mi ha dato buca e mio marito ha da fare.

- Scusate. - Me ne occupo io?

No, non preoccuparti.

Non disturberà.

È buonissima.

Sì, reciti. Si vede che reciti. Non voglio che si veda.

Voglio che tu senta la paura vera, che tutti la vedano.

Devono vederla nei tuoi occhi.

No! Signor regista, no! Non può volerlo!

Sì che posso. È il mio film, chiaro?

So cos'è meglio per il mio film. Quindi non ti immischiare.

Ora basta. Un quarto d'ora di pausa e ci calmiamo.

Ottima idea.

Non è che magari ha fame, no?

Mi scusi, Rémi?

Si può evitare che mi vomitino addosso?

Io non avrei problemi, ma il mio agente non vuole.

Sì, tranquilla, non crederai che sarà del vomito vero?

Sì, lo so. Ma è per i miei follower.

Tranquilla, non c'è problema. Consideralo fatto.

- Grazie. - Prego.

Scusa, Rémi. Ti spiace parlare del copione?

Ma certo, Raphael.

Con Lars lavoravamo sempre sul copione per renderlo definitivo.

Ok, e…

Non mi piace l'ascia: gli zombie non hanno forza di volontà

e non capisco perché usino un'ascia. Uno zombie non può averne una.

Se ha forza di volontà non è uno zombie.

Ah, sì. È interessante.

Lo zombie è disumanizzato e questo spaventa lo spettatore.

Quindi l'ascia lo umanizza di nuovo e si ha meno paura.

- Credi con l'ascia faccia meno paura? - Sì.

- Ah, è interessante. - Beh, sì.

Scusami, sto ascoltando senza ascoltare,

ma ci sono molti tipi di zombie:

alcuni vanno veloci e sono terribili, altri hanno armi, altri ancora parlano…

Non per zittirti, ma parlavo col regista.

No, aspetta, ci rifletterò su. D'accordo? Promesso, ci rifletterò.

E tu che ne pensi?

Di cosa?

Beh, poi attenzione, è una sceneggiatura giapponese.

Ne sanno molto più di noi sugli zombie.

Ma ci penserò su. È interessante. Giuro.

Ma guarda.

Ha fame. Parecchia fame.

È impressionante.

Le prove vanno alla grande. È la prima volta per me. Fantastiche, no?

Che c'è?

- Lo trovo un po' disgustoso. - Cosa?

Che si metta ad allattare davanti a tutti.

Ah, sì, quello. È la natura, non è disgustoso.

- Non è disgustoso? - No.

Io ora mi faccio succhiare una palla da un neonato, davanti a tutti,

e non ti scandalizzi?

Non è la stessa cosa.

"Non è la stessa cosa". Un po' sì, non credi?

Non lavora nessuno qui?

A quanto pare fanno pausa.

Coglioni.

Ok. Cominciamo da là sopra.

- Prendi telecamera e ascia. - Ok, ci penso io.

Ehi, Frédo.

Felice?

- Non c'è nessuna delle mie proposte. - Il mio monologo c'è.

È l'ultima versione?

- Ho letto la nuova versione, bravo. - Grazie.

Deve approvarla la produzione giapponese.

- Devono approvarla? - Non preoccuparti, lo faranno.

Speriamo. Se funziona là, non è detto funzioni qui.

- C'è del materiale molto giapponese. - Cosa?

- Cosa? - Ciò che hai detto è molto razzista.

No, è che non siamo giapponesi e ci sono cose che non capiamo.

Come l'umorismo cinese, o polacco,

- ..o tunisino. - O spagnolo, d'accordo, ho capito.

- Esatto. - Evita di dirlo alla signora Matsuda.

- Pronto? - Razzista? No. Ma per carità!

Bene, cominciamo così.

Ok, qui giriamo intorno. Raphael, in posizione.

- Restate così. Continuiamo a girare. - Ok.

Ora vediamo la troupe. Il microfono. Microfono!

E qui, ci mettiamo alle sue spalle…

- ..in questo modo. - Ok.

Hai tenuto l'ascia?

- Eh, sì. - È stupido. Così perdiamo l'essenza.

L'essenza dello zombie, ciò che rappresenta.

È un peccato… La smetti, per favore?

- Sei scemo? - Scusa.

È scemo quello. Che sta succedendo?

- Calmati. - Sono calmo.

- Cercavo di parlare. - Abbassa…

Si perde l'essenza dello zombie, di cosa rappresenta.

Sì, lo so.

Merda.

Che schifo la Francia!

- Mounir? - Sì?

All'inizio è un problema se uso le lacrime finte?

Ma no, nessun problema. È pur sempre cinema!

- Grazie mille! - Prego.

Non è questo l'importante, ok?

Dai, Rémi, non preoccuparti, andrà tutto bene.

Lacrime finte, vere. A chi cazzo può importare, giusto?

Ok. Ma dove sono finiti tutti? Non c'è più nessuno.

- Eccomi, sono qui. - Non tu. Gli attori.

Va bene, allora pausa. Facciamo una pausa.

Ho pensato qualcosa di micidiale.

- Ah, sì? - Sì.

Aggiungeremo dei suoni. Suoni gratinati, sai?

- Gratinati? - Sì, qualcosa che gratti.

Per dare un'atmosfera misteriosa e inquietante.

- Ah, degli stridii? - Sì, esatto.

Avevi detto "gratinati".

Sì, dei suoni che grattano. Hai capito che voglio dire, no?

Sai che significa?

Dimentica il gratinato. Ti parlo di graffi, se preferisci.

Sarà micidiale. Sarà stupendo. Sarà spaventoso.

Sarà incredibile!

Incredibile.

È la sceneggiatura?

Di che parla?

Di un regista di un film di zombie che lancia una maledizione

per girare un film con zombie veri. Sul set tutti diventano degli zombie.

- Sul serio? Ed è bello? - Sì, è forte.

Se gli attori sono bravi, verrà bene. Se ti piacciono gli zombie.

- E non ti viene voglia? - Di cosa?

Di recitare?

- No. - Non vorresti ricominciare a recitare?

- Invece di appassionarti al Krav Maga. - Non mi sono appassionata, mi piace.

- È un passatempo. - Il krav maga non è un passatempo.

Le parole crociate o il sudoku lo sono.

Ascolta, amore. Non voglio più fare l'attrice.

Neanche per sogno. Te l'assicuro, non fa per me.

Ma eri così brava.

Ah, sai chi ci sarà nel film di papà?

- Ciao. - Ciao.

- Come va? - Tutto bene.

Ah, sei tu, Frank. Mi hai spaventato. Che ti succede?

Vuoi recitare? Aspetta, cos'è quel sangue?

- Dove sarà il sangue? - In bocca. Su, ritmo.

- Nella sua bocca? - Sì.

- Il mio braccio. - Pronto?

Ah, il mio braccio!

- Qui mi giro. - Giù. E girati.

Il braccio.

Ottimo.

- La schiena. - Che cos'hai?

Mi servono due minuti. Scusa.

Nessun problema.

- Ti aiuto? - Lombari del cazzo.

Ah, che dolore pazzesco. Merda. Porca troia.

Fanculo il mal di schiena.

- Posso parlarti un attimo, Philippe? - Certo.

- Per il bere. - Sì, tranquillo.

- Ok. È che… - Tranquillo.

Scusami. Non sono convinto della battuta:

"È il suo braccio, il braccio di Antoine".

- Perché? - È stupido. Sembra faccia un puzzle.

C'è un braccio mozzato, è senza un braccio, è chiaro, no?

Passo per idiota.

Ma è il tuo personaggio.

E quindi? Il mio personaggio sono io.

Non giocare con le parole. Sembra Scooby-Doo.

- Tu che diresti? - Non direi niente.

- Non devo scrivere io. - Certo.

- Se fosse la vita vera? - Scherzi?

- Ma no. - Non parlarmi di vita vera.

- È un film di zombie! - Sì.

Niente è coerente né realista.

Quando il regista mi aggredisce, gli darei uno schiaffo.

Raphael, tu sei molto bravo.

Sai che quello che trasmetti

è solido. Sei una roccia.

Ti assicuro che puoi stare tranquillo.

È lo stile americano. Trasmetti emozioni, come Adam Driver.

Lo so, ma non sto parlando di questo,

ma di veridicità.

Ma tu non puoi capire.

E se il braccio venisse scoperto con un grande zoom, così?

Penso che faccia schifo lo zoom.

Sì, fa un po' schifo, ma se fatto bene, può essere bello.

Pensa. Siamo qui. Arriva lo zombie.

Facciamo uno zoom in avanti e poi una ripresa larga.

E poi torniamo lì.

Sei troppo vicina.

Scusa.

Ci sono i bagni? Come funziona?

No, ma faremo installare quelli chimici.

Vorrei sapere dove e quando saranno installati.

Ho capito.

Perché avevo mandato un'email.

Ok. Mi dispiace, non l'ho letta.

Non l'hai letta?

No, forse non l'abbiamo ricevuta.

Non leggete le email che vi invio?

Mi dispiace.

- Ho inviato un'email. - Sì.

Ho inviato un'email.

Ho capito. È colpa mia. Mi dispiace.

Io l'ho inviata.

La sig.ra Matsuda aspetta gli autori originali.

Pensa che vi siate presi troppe libertà. Alcune cose sono incomprensibili,

e altre, ridicole.

Ridicole.

Ah, interessante.

Ma è questo il punto.

L'idea era di farci capire meglio.

I francesi non ci sono abituati,

quindi bisogna stare attenti. Non sono al livello dei giapponesi.

Prenda l'impianto hi-fi, ad esempio.

- Perché l'hai detto? - Cosa?

L'hi-Fi. È da idioti. Crei problemi così.

Ma no, non creo problemi.

Cerco di risolverli, per far capire meglio la storia.

Perché? Noi la facciamo come i giapponesi.

E basta con questi giapponesi.

Non hanno fatto solo cose belle. Hanno fatto anche Pearl Harbor.

Non traduca quest'ultima cosa.

La prego.

Pearl Harbor?

Per favore, Fatih, puoi spegnere la musica?

Scusa.

- Stai lavorando? - Sì.

Beh, diciamo di sì.

DIRETTO DA QUENTIN TARANTINO

Non male la maglietta.

DIRETTO DA QUENTIN TARANTINO

Che se ne vada a fanculo, Tarantino.

Vai avanti, rivuoi il tuo braccio. "Braccio!"

- Braccio. - Braccio.

Così. Tu hai paura. Vai nel panico, e lui ti dà un colpo.

Bene, magnifico. Poi il braccio

finirà su Ava. Ok?

Sei il regista, vivi la scena, non stai fermo.

Così va bene?

- Dicevo: ti piace di più così? - No.

Insomma, non lo so. Ma non credo sia questo il problema.

Ok.

Quante volte può morire uno zombie?

Io credo nove volte.

- Ti confondi coi gatti. - Perché ti interessa?

Perché non è chiaro.

Li uccidiamo e tornano in vita, poi li uccidiamo ancora, ma non tornano.

Non si capisce niente.

Ok, tutto chiaro. Ottimo.

C'è qualcosa che vorresti?

Sì. Un regista.

Wow, che uscita!

Aspettate. È normale, ci siamo.

- È lo stress. - La parrucca è obbligatoria?

Sembro stupida.

Stai benissimo. Fa un po' Kill Bill, un po' Pulp Fiction. Ci serve per…

- ..l'ascia. - Pausa di cinque minuti?

Tieni.

Vado al capanno.

- Ok, facciamo una pausa. - Scusami.

- Il mio ruolo non è un po' piccolo? - No.

Non ci sono ruoli piccoli, ma solo piccoli attori.

Sì, ma ci sono comunque ruoli piccoli.

Meglio la schiena?

- Se non riesci, riprendo io. - Scordatelo.

- Mezz'ora con la camera non è da donne. - Ah, sì? Tu metti a fuoco col pisello?

- Hai capito cosa intendo. - E invece no.

Raphael è un tipo difficile.

- Nessuno è facile. - Sì, lo so.

- Ho una buona notizia. - Ah, sì?

Prendo delle pillole per non bere e sarò sobrio sul set.

Ho iniziato due giorni fa. Non posso mischiarle con l'alcol.

Ok.

- Te la caverai? - Sì.

Poi con il mio monologo e il resto…

Tanto mi sta rovinando la vita.

Guarda.

- Sì? - È mia figlia.

È bella.

Non vuole più vedermi.

Ho rovinato tutto anche con lei.

Avrei preferito essere un buon padre, ma…

- Per questo devo riuscirci. - Sì.

È dura.

- Quando non bevo è dura. - Va tutto bene.

Tranquillo, Philippe.

- Va tutto bene. - Non ce la faccio.

No, Philippe, non piangere.

Philippe, no. Shh… Va tutto bene, amico mio.

Stai bene?

Sì. Insomma, così e così.

Sono andate bene le prove?

Sì.

Così e così, direi.

Non preoccuparti. Andrà tutto bene.

Sicuramente non andrà tutto bene.

Buongiorno.

- Konichiwa. - Konichiwa.

La sig.ra Matsuda ha parlato con gli autori.

Vi dovete attenere al testo originale.

- Sono rimasto fedele. - Sì, ma ancora più fedele.

Non possiamo cambiare nulla, neanche i nomi.

Nemmeno i nomi?

Sembreremo idioti.

Come noi a Pearl Harbor.

- Fatih, smettila. - Scusa.

- Va bene? - Perfetto. Scendi.

Parte fuori campo, la rimettiamo all'ultimo.

- Buongiorno. - Nadia!

- Grazie dell'ospitalità. - Figurati.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Vuole vedere il padre all'opera. - Sì.

- Vuole fare la regista? - Sì.

- Le piacerebbe. - Tale padre, tale figlia.

- Rémi? - Sì?

I nomi giapponesi?

Beh, stavo per parlartene.

- Scherzi, spero. - Lo so. Pazzesco.

Ma non posso crederci. Questa storia ha dell'incredibile.

Quindi Laurent diventa Akira, Murielle Natsumi, e Anais Chinatsu?

- Siamo d'accordo che è assurdo? - Certo che sì.

E io sarei Ken?

Cazzo, certo che sono Ken.

- E tu non ridere. - No.

Non ridere di me! Sono io quello sullo schermo!

- Johanna vuole vederti. - Ho altro da fare.

C'è un problema ancora più grande?

Buongiorno a tutti.

- Ciao. - Che c'è?

Qualcosa non va?

Gaby e Melanie sono ricoverati per via di un incidente.

- Non possono lavorare. - Merda. Erano nella stessa auto?

Conosci gli attori.

- Avevano una storia. - Almeno stanno bene.

Chi se ne frega.

Proseguiamo.

- Senza di loro. - Come?

Adattiamo la sceneggiatura.

Ma no! No, sono i protagonisti, iniziamo tra 45 minuti.

- Li sostituiamo. - Siamo a due ore da Parigi.

O troviamo degli attori a Yvelines, o è impossibile.

Devono imparare il copione di regista e truccatrice.

Serve un miracolo.

Non si trovano attori così.

Avete di meglio?

Conosco le battute e sono credibile come regista.

- È vero. - Ah, ti ringrazio molto.

Io ti trovo perfetto. Mi piace.

- Sì? - Anch'io.

Sì, sembra Carlos col virus chikungunya. Non è male, no?

- Sì. - Grazie, Fatih, mi aiuti molto.

Ma finché non troviamo la truccatrice, il problema resta.

- Cazzo, la truccatrice. - Eccola!

Era attrice e sa le battute. Le avrà lette 100 volte.

- Davvero? - No, aspetta. Scusate un secondo.

No, è fuori discussione.

- Hai un'idea migliore? - Non sai che dici.

Non si controlla quando recita.

Crede sia tutto vero ed è la fine.

Mi sono scusato più volte. Tanti problemi, non solo con gli attori.

Ti parlo di soldi e assicurazioni.

Non voglio pagare per altri otto anni, è fuori discussione.

Ci ritroviamo nella merda. È fuori discussione.

Ha ragione.

Questo non era previsto, ma uno, non avevamo altra scelta

e due, Nadia è un'attrice.

E non è solamente un'attrice, ma soprattutto…

lei è davvero un'attrice.

In poche parole, non preoccupatevi, sono abituato, me la so cavare.

Rémi, posso parlarti, per favore?

Noi abbiamo avuto delle divergenze.

- Tranquillo. - Ma ora la penserai come me.

- Fermiamo tutto, è un suicidio. - No, che suicidio?

- Abbiamo un pubblico, non possiamo… - Possiamo. Dobbiamo farlo.

Non possiamo prendere in giro il pubblico.

Ascolta, fidati di me. Non preoccuparti.

Non sono io che mi preoccupo. Tu mi preoccupi. Tutto mi preoccupa.

- Capisco. - Rémi, apri gli occhi.

Nomi giapponesi, nuovi attori, un copione non adattato,

e zombie ridicoli: io sembro un puffo e lui un gigante verde.

Ascolta, Raphael,

sei sul trampolino più alto e vedi il vuoto.

Hai paura. È normale, vale per tutti. Ma pensa che il tuo tuffo

potrebbe essere pazzesco.

- E sotto, ti aspetta un bel bagno caldo. - O una piscina senz'acqua.

O una piscina senz'acqua. Secondo me non è finita.

Secondo me è possibile.

Se ci concentriamo tutti, possiamo farcela.

È come a teatro: alla fine sarà un successo enorme.

- Tu hai fatto teatro? - No, ma che importa?

Bisogna crederci.

Ok? Crediamoci. Ho bisogno di te. Devi trascinare gli altri.

E ricordati che i miracoli sono possibili.

È anche possibile finire nella merda.

C'è questo rischio.

Scusa un momento.

GREG AGENTE: HO SPULCIATO IL CONTRATTO.

SIAMO VINCOLATI. MI DISPIACE. TRANQUILLO, ANDRAI ALLA GRANDE.

- Puntiamo sul miracolo. - Esatto.

- È la borraccia di Jonathan? - Ho dimenticato la sua acqua.

Merda.

Ci fa impazzire con la sua cazzo di acqua. Come se non avessi altro da fare.

- Non lo sopporto. - È un coglione.

Se gli fa venire la diarrea, non è un mio problema.

Essendo cambiato il cast, potremmo avere qualche intoppo,

ma noi andiamo avanti. Di fronte a qualsiasi incidente, errore…

- Ok, magnifico. Grazie. - Perdonami.

Dunque, dicevo. Qualsiasi errore o incidente

lo sfruttiamo. Se non è grave, continuiamo a girare.

Non fermiamo mai la telecamera. State concentrati sul vostro ruolo

e accettate quello che…

- Che cos'è? - Sake, un regalo della signora Matsuda.

Ok, è gentile, ma non è il momento. Possiamo farlo dopo? Ok?

Dunque, dicevo, accettate quello che capita.

E state tranquilli. Non accadrà niente di grave, ok?

Dunque, bene, è arrivato il momento.

Quindi, forza, adesso tocca a voi. Cioè, ora tocca a noi.

Dunque, forza. Ci siamo! Merda a tutti!

Grazie, Fatih.

Un minuto.

- Tutto bene? - Sì.

Tranquillo. È l'ansia. Mi succede sempre. Vuoi dell'acqua?

- No, grazie, ho la mia. - Ok.

Per favore, ti prego.

No!

Voglio vedere la paura. La sincerità.

Voglio vedere la paura. Voglio vederla nei tuoi occhi.

- Merda. A più tardi. - Sì, grazie.

- Trenta secondi. - "Che numero era"? "La 31".

"Che numero era"? "La 31". Ok.

- "Questo posto è veramente maledetto". - "Hosoda, sei tu."

- "Non so se è vero. Potrebbe…" - "Mi hai spaventato."

- "Non lo so." - "La 31."

"Non ha più il braccio?"

"Un secondo. Ma lui è morto!"

"E non ha più il braccio. È il suo braccio! Di Yamakoshi."

"Si vede che reciti. Ma non solo, reciti anche male."

"Io voglio vedere sincerità."

- "Ok? Voglio vedere sincerità." - "Ti supplico, no!"

"No!"

- Dieci secondi. - Aspettate, dov'è Philippe?

Philippe! Cazzo, Philippe!

Ero a fare i bisogni.

I miei bisognini.

Ha detto "i miei bisognini"?

Azione.

Ti supplico, no!

Ti prego, ti supplico.

Ti amo.

Cut.

- Questa che numero è? - La 31.

Ok, ascolta.

- Non è Rémi Bouillon? - Sì, il regista.

Che strano.

È l'ultima scena.

- Non sapevo fosse così bravo Rémi. - …tutto il film farà schifo. Capito?

Devi avere paura, voglio vedere il terrore nei tuoi occhi!

- Ci sto provando. - Esatto, ci provi e basta!

Si vede che reciti! Ma non solo si vede, shh…

che reciti, ma che reciti male.

Voglio vedere sincerità, non lacrime finte.

Le voglio vere! Niente "ma", basta! Reciti di merda.

- Guardi sempre stronzate… - Ci va giù pesante.

- ..il film ha bisogno… - Sta improvvisando.

..di questa cazzo di scena finale, e tu stai rovinando tutto!

Fai schifo! Sei troppo…

- Basta così… - E tu che vuoi, stronzo?

Smetti di farmi incazzare! È il mio film, chiudi la bocca!

Mi rompi i coglioni dall'inizio delle prove!

Quindi chiudi quella cazzo di bocca!

- Non sta seguendo il copione. - Ma è bravo.

Cerca di darti una calmata.

Un quarto d'ora di pausa e ci calmiamo.

No, grazie.

Vado a prendere un po' d'aria.

Scusa.

- So che cosa vuole, ma non mi riesce… - È proprio matto.

- Come va? Che ne dite? - Magnifico. Sei stato grande.

Non mi ricordavo più le battute, ma ero un fiume in piena.

Si è visto.

- Ma andava bene? - Sì, era fantastico.

Ho alzato la voce per…

- Mi dispiace tanto. - Non è colpa tua. È Higurashi.

È fuori di testa. Non so perché sia così teso.

- È penalizzante questa storia dei nomi. - No. Fila tutto liscio.

Lo interpreti così? Geniale, molto credibile.

Sei un attore straordinario.

Sembra che, durante la guerra,

l'esercito giapponese abbia fatto degli esperimenti.

L'esercito giapponese?

- Sicura? - Dà carattere.

- Sì. - Ho un problema con Philippe.

Grave?

- Direi di sì. - Merda. Va in scena tra un minuto.

- Philippe! - Che succede?

Cazzo, Philippe. Philippe, svegliati, cazzo!

Il coglione si è ubriacato.

No.

Sbrigatela da solo.

Inventati qualcosa.

Cerca dei cartelli. Corri!

Forza. Philippe.

Alzati. Forza.

- Sto bene. - Ok.

Vieni…

Wow. Strano quel rumore, davvero molto strano.

Che male. Cazzo.

- Ahia. - Ho fatto un casino, eh?

- Forza, alzati. - Perdonami.

Fanculo. Ho fatto un casino.

ABBIAMO UN PICCOLO PROBLEMA. IMPROVVISATE.

Di' un po', Natsumi, hai dei hobby?

"Deiobbi"?

Sì, dei hobby, passioni, interessi, insomma, hobby.

Mi dite dove siamo? Mi sono un po' perso. Non nascondo che mi trovo in difficoltà.

Io pratico il Krav Maga.

- Che punto è questo? - Non è chiaro.

- Ma di che parlano? - È proprio questo che non è chiaro.

Lo fai da tanto?

Un anno. Sì, più o meno un anno.

Un anno.

È tanto tempo.

Davvero tanto.

- Non si può continuare così. - Abbiamo risolto. Mandate Armel.

Ma sei bravissima!

- Basta afferrare due punti. Facile. - Voglio di nuovo fumare.

Hosoda, sei tu! Mi hai spaventato.

Che ti prende?

Ah, vuoi recitare? Tranquillo, ti troveremo una parte.

Aspetta, sei sporco di sangue?

Che cosa hai fatto?

Che schifo! Aiuto!

Aiutatemi, qualcuno mi aiuti!

Per favore.

- Mi ha davvero vomitato addosso. - No, è finto.

Non dire cazzate. È vero, puzza di vomito.

No, è finto, ma puzza come quello vero.

Johanna, vieni.

Sei perfetto, sembri un vero zombie.

- Ah, sì? - Già.

C'è anche un orologio. Ken, l'ora è esatta.

Quest'orologio mi è familiare.

- Ok, sono pronto. - Perfetto.

- Dovrai ringraziare Philippe. - Esilarante.

Cazzo. Fai schifo.

- Ho vomitato un po'. - Ma non mi dire.

- Non mi è mai successo. - Muoviti, dai.

- Devo aver mangiato qualcosa… - Bevi.

Mi hanno messo dell'LGBT nel bicchiere.

Gli manca un braccio! Quello è di Yamakoshi!

Mio Dio!

Attenta, Chinatsu! Attenta!

- Fermo! - Non mordermi, vattene!

Hosoda, svegliati!

La signora ha proposto la scena.

Le piace lo sguardo allucinato dello zombie.

Ah, ok. D'accordo.

Ho vomitato di nuovo.

- Non capisco perché. - Fai silenzio.

Mi dispiace.

- Stai zitto. - Scusa.

- Braccio! - No!

Vuole il suo braccio. Chinatsu, prendi!

- Braccio! - Prendilo tu, Ken!

Vuoi questo, zombie? Vieni a prenderlo.

- Vieni! - Braccio!

- Che succede? - Sei incastrato.

- Liberami, cazzo. - Non ci riesco.

Braccio!

È questo che vuoi, eh? Rivuoi questo? Vieni a prenderlo!

- Ma dove sono finiti? - Braccio.

- Basta. Non c'è la telecamera. - Ah! Merda.

- Dove sono? - Ma non è possibile.

Che coglioni. Mi fanno cadere le braccia.

Puzzi. Non so che hai fatto, ma…

- Sbrigati. C'è un problema. - Anch'io ce l'ho.

Vai immediatamente.

- Ma che c'è? - Tieni.

Ah, fanculo.

- Che fai? - Non mi sento bene.

Ma tocca a te.

Ma che succede?

Che ti prende, eh? Yamakoshi, capisci che cosa sei?

È incastrato.

Non hai più nessuna identità. Nessuna volontà.

È così, Yamakoshi? Sei vittima della globalizzazione?

Della decadenza del sistema? Sei una merda post-apocalittica!

Non hai volontà. Sei indiff… Che fai?

- Tu continua. - Che fai?

A parte farti fottere dal sistema e dal capitalismo?

Grazie.

- Tu non hai più un'anima. - Braccio!

Braccio!

- Tutto bene? - Sì.

Sono in difficoltà.

Non è andata bene.

Ma vedrai che mi rifarò con il mio monologo.

Ero attirato da una forza che non capivo.

E poi ho scoperto delle cose. Cose che nessuno di noi può immaginare.

- Ma allora quelle voci erano vere? - Sì, erano vere.

Ho versato sangue per risvegliare i morti.

- No! - Adesso, ci mettiamo subito all'opera.

Perché vedo la sincerità che volevo.

Qui c'è della verità. Ora siete caldi.

No!

Giriamo la cazzo di ultima scena,

perché avete davvero paura: questa è la vita vera

e voi avete visto la morte.

- Che cosa fai? - Continua. Non badare a me.

- Solo due secondi. Ti prego. - No, non puoi.

- Mi dispiace… - Questo è previsto?

- No, improvvisano. - No.

- Ci sono dei mostri, è pericoloso. - Sono fuori e…

- È inguardabile. - Beh, non è… Stanno improvvisando.

Non rompermi i coglioni. Ti ho detto che devo uscire.

- Devo. - Jonathan!

- Jonathan? - L'ha chiamato "Jonathan"?

Ma che fai? Oh, ti stanno aspettando.

- Fermo! - Spostatevi. Me la sto facendo sotto.

È urgente. Dico sul serio, mi scappa. Per favore, andatevene!

Vado io. Vado a cercarlo. Continua. Non spegnere la telecamera.

- Torna. - Mi scappa!

Jonathan! Che hai? Sei impazzito?

- Due minuti. Non sto bene. - Che hai?

- Abbiamo bisogno di te. Devi… - Che puzza.

- Porca troia. - Oh, che cazzo!

- Jonathan, ma dai. - Ve l'ho detto, e ora è anche colpa mia.

Stai bene?

Sì, sto bene.

- E tu? - Sto bene.

- E tu? - Sto bene.

- Sono entrati in loop. - Beh sì, lo vedo.

Fanno pena, davvero.

- E tu? - Sì, sto bene.

Beh, lanciamo l'annuncio.

CI SCUSIAMO PER L'INTERRUZIONE A CAUSA DI UN PROBLEMA TECNICO

Sì, sto bene.

Sta diventando ridicolo. È imbarazzante.

Rémi, mi senti?

Rémi, sono Mounir. Mi senti?

- Sì. - Abbiamo un problema.

- Hai un piano B? - No. È successo un casino.

- Quindi fermiamo tutto? - No, aspetta. No, non adesso.

- A che punto sono? - Sì sto bene. Tu?

Stanno bene, da un po'.

Sono a un punto morto, è questo il problema.

Scusa. O trovi una soluzione, o fermo tutto.

No, aspetta dieci secondi. Per favore. La troviamo. La trovo.

Non possiamo andare avanti. Devo…

La chiudiamo qua.

Papà, ho la soluzione. Mamma sa il copione a memoria.

Lei fa Jonathan e lui diventa zombie.

Sì. Geniale, è perfetto. Sì, può funzionare.

Geniale!

Famiglia particolare.

Scrivi su un cartello di riprendere da pagina 17.

È un bene. Rassicurante. Molto rassicurante.

PICCOLO PROBLEMA CON JONATHAN

NADIA RACCONTA LA STORIA DELLE VOCI

Ma…

..dimmi, Chinatsu.

- Natsumi. - Natsumi.

Puoi dirci qualcosa su queste voci? Cosa significa

"resusciteranno dalla stella di sangue"?

Ecco, tieni.

Scusami. Non avevo capito che stavi male.

No, non fa niente. Non fa niente.

Ho rovinato tutto nell'ultima scena.

"E poi ho scoperto delle cose…" Ma che cazzata!

Non buttarti giù. Sei stato bravo.

Soprattutto nella prima scena.

Accidenti.

- Quanto manca? - Trenta secondi.

Allora vado.

- Dov'è la testa di Jojo? - È là.

- Sbrigati. - Sì.

Dai, forza.

Avanti. Muoviti!

Sono io, Higurashi! Aprite. Ci sono dei mostri fuori, aprite.

Svelti!

Dai. Sbrigati, cazzo.

Vieni qui. Svelti. Vi prego!

- Svelti, ci sono dei mostri! - La porta è bloccata.

- Forza, sbrigati. - Chinatsu, non sto scherzando.

Nemmeno io, è che…

Akira si è trasformato! Forza, muoviti!

Mi ha visto e mi insegue.

- Aspetta, faccio io. - È colpa mia, si diffonde in fretta.

- Sì, è bloccata. - Mi concentro…

È bloccata.

- Sbrigati! - È bloccata!

Vieni. Azione!

Così. Mordili. Mordili!

Fantastico! Sì, levalo di mezzo.

Sì, così.

Geniale, meraviglioso. Continua così.

- È un capolavoro! - Tanti saluti, zombie di merda.

Bella battuta!

- Zombie schifoso! - Sì!

- Muori, stronzo! - Geniale!

- Puzzi di merda. - È nel copione?

Sì. Non sono le parole esatte, ma rende l'idea.

Dov'è Ken? Ci serve Ken…

Presto, alla macchina.

Zombie maledetti. Vi apro in due!

Fa' presto, corri.

- La chiave! - Chi è che ce l'ha?

- Non si dice "chi è che". - Chi ce l'ha?

- Yamakoshi! - Devo andare.

Giriamo, non fermatevi. Continua.

È nel borsello.

- Prendi la chiave, Chinatsu! - Brava, ci siamo.

È il mio film, faccio ciò che voglio. Sono il regista.

Scusate. Scusa.

Braccio.

Non ti sembra astratta la storia?

Braccio!

Chiave.

Chiave!

Che faccio? Porca puttana.

Vieni, svelta. Forza.

- Rientra. - Chiave.

- Frédo, riesci ad alzarti? - No.

Ma che cazzo, scherzi vero?

- Non puoi riprendere? - No.

Scusa, ma come…

- Rémi, posso farlo io. - Aspetta! Che facciamo?

Fallo fare a lei.

Adoro questi zoom kitsch. Hanno cambiato cameraman?

- Mi hai dato uno schiaffo. - Scusa.

- Mio padre non l'ha mai fatto. - Non sono un attore…

- Non puoi farlo. - Scusa.

Aspetta, Nadia, cazzo! Che cosa fai? Ferma.

Sei contento? Alza il culo e stai al posto tuo.

Imbecille. Attore da quattro soldi.

- Nadia… - Voi siete pazzi.

- Pazzi. - Stai bene?

No. È tutto sbagliato. Una vera merda.

No, per favore. Non fare casino, non adesso.

- Nadia! - Dobbiamo rimediare, trovare un modo.

Sta andando bene, i produttori sono contenti.

- Non dire cazzate. - Ti prego, fermati. Calma.

Calmarmi? Ma sono calma. Molto calma.

- Sayonara, braccio monco. - Grazie.

- Torniamo all'auto, Ken. - Andiamo.

Fottuto capitalismo consumistico di merda!

Società consumista!

Sei stata morsa?

È bravissima tua madre.

Sì, è vero. Non l'avevo mai vista recitare.

- Che brava. - Perché ha smesso? È un peccato.

Sembra che non riesca a controllarsi. Si fa prendere la mano.

- Ah sì? - Già.

Recitava in un film di Van Damme e gli ha rotto il polso.

Van Damme, addirittura?

Allora? Come procede?

Per me, è una vera merda.

- Non è quello avevamo previsto. - Dai, Fatih, va bene.

Ci si adatta.

- Merda. - Cazzo, l'ha steso.

Ma no, esagerato.

- È tutto finto, non è niente. - È per finta. Recita.

- Deve essere fermata dagli zombie. - Che succede esattamente?

Torno subito.

Dai, tocca a te.

Forza.

Che… che fai? Che fate? Che…

Continuiamo a girare. Sta venendo bene.

- Ti prego… - Spostati, tesoro. Togliti!

- Torna qui, troia. - Cazzo che male.

Natsumi, ti prego, non ne posso più.

- Quella donna è pazza. - Lo so. Va fermata.

Lo fa spesso?

Sì, a volte capita.

Deve essere stata dura per te.

- Chinatsu! - Ancora tu.

Ehi.

Ah, eccoti. Vieni.

Ferma, è un'ascia vera, cazzo.

Non questa mossa.

Smetti di riprendere.

Smetti di riprendere.

Accidenti, finiscila!

Scusa, amore.

È un po' lungo, no?

Eh?

È questo ciò che vuoi?

Ok. Seguono di nuovo il copione, bene.

Non voglio, Ken.

Chinatsu!

Chinatsu.

Rémi, ha dimenticato l'ascia. Le serve per la fine.

Merda. Portagliela davanti al capanno.

- Ma cosa… - Niente "ma". Muoviti.

Vado in bagno.

Ken.

IMPAURITA

USCENDO TROVERAI L'ASCIA

Ma guarda, un'ascia. Che fortuna.

Non abbiamo la gru. Distrutta.

Basta fare un altro movimento.

Serve salire per vedere la stella di sangue.

- Se vogliamo mostrarla. - Dobbiamo farla vedere.

- È fondamentale. - Sì.

Deve capirsi: "I morti resusciteranno dalla stella di sangue".

- Rileggi il copione. - Possiamo non girarla.

Ma è la scena finale.

- La gente non se ne accorgerà nemmeno. - Invece se ne accorgerà.

Sa quando la riempi di stronzate.

Smettiamo di disprezzare "la gente", come dici tu.

Non sopporto questo cinismo…

Non ci importa un cazzo di…

E smettila con i tuoi "non ci importa un cazzo"!

Sei odioso. Credi di risolvere i problemi stando lì a trastullarti?

Io ti parlo di ciò che stiamo facendo, cazzo.

È importante.

Ken!

Ken!

Scusa, Mounir, sono un po' nervoso.

Non fa niente, Rémi.

Chi se ne importa. È solo un film.

"Rapido, economico e nella media", giusto?

Hai ragione.

Eliminiamo l'inquadratura. Partiamo dai piedi e ci allontaniamo,

riprendendo il più possibile la stella.

E poi titoli di coda.

- Fantastico. - Torno sul set.

Aspetta, papà.

Quante persone sono libere?

Non è possibile.

No, ti prego…

Che cosa fanno?

- La gru. - La gru?

Oh, cazzo.

Ti amo.

- Bravi, sì. - Ken.

Continuate così, bravi. Fantastico.

- Mi sono perso qualcosa? - Tu no, loro la dignità.

Vi lascio.

Shh, silenzio.

Ken, ti prego. Torna in te.

- Riprovate. - Ah, che male!

- Ti amo. - Ken, allontanati.

Torna in te, sono io.

- Ti amo. - Ken, allontanati!

Ken, svegliati, sono io.

Ti amo, Ken. Smettila.

Ken…

Ti amo.

Che cazzo hai fatto?

Non dovevi ucciderlo, doveva morderti!

Non hai capito niente, cretina.

No, aspetta!

Mi chiamo Higurashi Sisheiku Higurasai.

Questa è la registrazione delle mie ultime parole.

- La fai troppo lunga. - No!

Sì, così. Sì, è perfetto.

Sì, così.

Sì, furiosa. Furiosa.

Sì, fantastica. Perfetta.

Cut!

Cut!

Dai, su, veloci.

Papà, da questa parte.

Cut!

Ecco, ci sono.

Cut!

È… Abbiamo finito.

- Abbiamo finito. - È fatta!

- Non ci credo! - Ce l'abbiamo fatta!

- Bello, eh? - È andata bene.

Economico, rapido…

- ..e nella media. - Decisamente mediocre.

È stato incredibile. Sei un genio. Come hai avuto l'idea?

Era dall'altra parte.

È finito?

È finito. Oh, cazzo.

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