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Original subtitles

Sempre con noi, sarai sempre con noi,

Sempre con noi, sarai sempre con noi.

Sempre con noi, sarai sempre con noi.

Sempre con noi, sarai sempre con noi.

Parola del Signore.

Lode a Te, oh, Cristo.

Bruno non è potuto venire, ma voleva molto bene a Daniele.

Era il suo migliore amico.

Io non ho parole, signora Angela.

Tutti sappiamo che oggi non è morto un eroe,

ma per quante responsabilità possa davvero avere Daniele,

restano i suoi sedici anni.

I figli delle famiglie che nascono in altri luoghi d'Italia,

hanno opportunità che qui sono state negate.

Qui non ci sono colori.

Qui tutto è grigio.

Qui non ci sono luoghi dove far sviluppare nel bene

i talenti dei nostri figli.

Questo è un quartiere dormitorio.

Qui vogliono che la gente resti tappata in casa,

non deve uscire, non deve intromettersi.

Hanno voluto un'intera zona ad esclusivo uso

dello spaccio a cielo aperto.

Il Padreterno terrà conto del fatto

che se Daniele ha commesso degli errori,

sono stati errori commessi da un ragazzo di sedici anni.

Un ragazzo che certamente era responsabile

di quello che stava facendo.

Ma sedici anni...

Sedici anni sono così pochi

che ti costringono a guardare meglio cosa c'è dietro,

che ti obbligano a distribuire le responsabilità.

Quella di Daniele è un'età che bussa alla coscienza di chi ciancia

di legalità, di impegno, di lavoro,

e non bussa con le nocche,

ma bussa con le unghie.

In piedi.

E di quel suo amico, Bruno, non si sa niente?

E' sparito, dicono che sta a Marsiglia, ha dei parenti là.

Possiamo arrivarci.

Non possiamo fare un altro casino,

tanto se sapeva qualcosa aveva già parlato.

Per il momento lasciamo qualcuno sotto casa.

- Ragazzi, chi comanda qui? - Noi!

Massimo, il fratello di Daniele?

Non si trova neanche lui.

Abbiamo cercato dappertutto, nessuno sa dove sia finito.

Noi sappiamo chi ha ucciso Danielino.

Sì, ma non sappiamo perché.

Baroncino, a me non frega un cazzo del perché.

Salvatore Conte non si doveva permettere.

Questa è casa mia e Danielino era un problema nostro.

E invece Conte se ne è fregato.

Quello stronzo ci sta sfidando tutti.

Ma che stai dicendo, che stai dicendo?

Da quando Ciro è andato in Spagna,

noi con Conte stiamo facendo buoni affari,

ma affari molto buoni, e se Conte è tornato

è solo perché hanno ucciso Russo, e basta.

E allora perché questo stronzo è ancora qua?

E perché promette il Paradiso sulla Terra a chi passa con lui?

Bisogna chiudere con Conte.

Da oggi in poi, il suo fumo non lo vendiamo più.

Ma ragiona un po', Genny.

Ragiona.

Noi così ci mettiamo dalla parte del torto.

E quello che sta dicendo questo ragazzino

sono pettegolezzi, dicerie da comare.

Io sono sicuro che Conte non voleva mancare di rispetto a nessuno,

e magari non sapeva neppure chi fosse Danielino.

Salvatore Conte lo sapeva bene chi era Danielino,

ma soprattutto sapeva che questa era una cosa

di cui mi stavo occupando io personalmente.

Io non do i miei soldi a chi vuole farmi la guerra.

Gennaro,

solo una cosa non devi dimenticare:

noi questa casa l'abbiamo costruita tutti insieme a tuo padre,

e tutti noi abbiamo sempre rispettato una sola regola:

i soldi non hanno bandiera.

E noi qua stiamo parlando di soldi, di soldi e basta.

Il problema non è Conte.

Ci vediamo, Gennaro. Ciao, ragazzi.

Ciao, Gennaro. Tonino, noi ci vediamo a casa.

Zecchinetta ha un brutto carattere.

Non ha mai parlato così con don Pietro,

e poi davanti a tutti...

Ma che, siamo impazziti?

Però non è uno stupido.

Ha buttato l'amo, lo sa che in ballo ci sono parecchi soldi.

Qualche pesce abboccherà.

E pure questa faccenda di Conte...

E' ancora qua, non è tornato in Spagna.

Secondo me ha qualcosa in mente.

Ciao, Gennaro.

Ciro ha ragione.

Fanno più morti i soldi che le pistole.

Non mi è piaciuto come ha parlato Zecchinetta.

Non si doveva permettere.

Ma soprattutto non mi è piaciuto come lo stavano a sentire i vecchi.

Deve mangiarsi la lingua,

però prima dovete farvi dire dove è nascosto quella merda di Conte.

Agostino, bello!

Dov'è papà? E' a casa?

Sì, lo vado a chiamare?

Non preoccuparti, saliamo noi.

Ehi, piccolini, che state facendo, eh?

- Stiamo giocando. - Con le pistole.

Aspettate, vi faccio vedere una bella cosa.

Hai visto? Aspetta...

E intanto un congegno è stato trovato

nella stanza del presidente della giunta regionale della Campania.

Agostino, le chiavi.

Fa sempre così!

Agostino, e prendi queste chiavi!

Ma che succede? Sei impazzito?

Veniamo da parte di Genny.

- Aspetta, aspetta. - Che bella! - Aspetta. Tieni.

Ehi, che stai facendo vedere a questi bambini?

- Bella, la voglio anche io. - La vuoi anche tu?

Tieni. Aspetta!

- Aspetta. - Vuoi diventare un poliziotto?

Tieni, va' Fammi vedere, sai sparare?

- Sì. - Spara là, spara.

Tum, tum, mm.

- E' bella! Ma voi siete amici di papà, vero? - Certo.

Lo conosciamo da quando avevamo la tua età. Spara, spara.

Bravo.

Io sono il compare di cresima di Genny.

Non posso credere che vi abbia mandato lui.

E invece è così. Gennarino si è rotto il cazzo di te.

Io ho i miei figli qui sotto.

Non ti preoccupare, a loro ci pensiamo noi.

Tu devi solo dirci dove si nasconde quella merda di Conte.

Io non lo so. Non lo so.

Non ti credo!

Io non ti credo.

Io non lo so dove sta e non lo voglio neanche sapere!

Pezzo di merda! Sei già passato con Conte.

Sei già passato con Conte.

Quando avremo fatto fuori lui e quelle merde dei suoi scagnozzi,

noi dovremo spartirci il territorio,

e dovremo fare un patto per il futuro.

Chi è stato cacciato dai Savastano deve tornare

e non dovranno più esserci problemi.

Le piazze devono essere di tutti, e nessuno,

nessuno deve avere il monopolio di niente.

Ognuno si può servire del canale che vuole senza pagare mediazioni.

Le vendette private e gli affari vanno tenuti separati,

perché gli affari sono sempre la cosa più importante.

Io non chiedo a nessuno di tradire.

Io vi chiedo solo di prendervi quello che era già vostro,

come io voglio prendermi quello che era già mio.

Io sono nato qui come tutti voi.

Ragazzi, qui sono tutti impazziti. Ma vi rendete conto? Mio nipote!

Il sangue del mio sangue ha ucciso Zecchinetta.

Io non ci posso pensare.

Io l'ho cresciuto come un figlio, ora che devo fare, eh?

Non possiamo lasciare il clan in mano a Genny

e ai suoi ragazzini.

Dobbiamo fare qualcosa, per il bene di tutti!

Noi apparteniamo da sempre al clan Savastano.

Don Pietro è stato come un padre per me,

e penso che questo valga per tutti noi.

Pietro Savastano sì.

Ma suo figlio e i suoi ragazzini sono un'altra cosa.

Non pensano agli affari, non hanno rispetto, sono teste di cazzo.

Se dobbiamo fare la guerra, dobbiamo pensare bene

da che parte vogliamo stare.

Io e mio fratello siamo pronti a fare qualunque cosa,

anche a passare con Conte.

No, per me no.

Noi dobbiamo restare uniti, ora dobbiamo restare tutti uniti.

Oh, Ciro, tu Gennaro l'hai cresciuto,

e forse sei l'unico che possa farlo ragionare.

Vai a parlargli!

Posso provarci.

Però, Carlucciello,

anche tu devi fare qualcosa.

Oh, Ciro...

Tu va' a parlare con Genny, che a mio nipote ci penso io.

Ragazzo...

Forza, vieni qua, che ti devo dire una cosa.

- Cos'è successo, zio? - Muoviti, fai presto.

Fammi capire una cosa, Tonino, che cazzo vi siete messi in testa, eh?

Ma di che stai parlando? Non ti capisco!

Ragazzo, non fare lo scemo con me.

Io sono quello che ti ha cresciuto, perciò quello che fai,

volente o nolente, io vengo sempre a saperlo, non te lo dimenticare!

Abbiamo fatto quello che dovevamo fare.

- E' Genny che ci ha dato l'ordine. - Genny è una pisciatina.

La gente che ti fa guadagnare i soldi non si uccide, si compra.

A Zecchinetta volevamo tutti molto bene.

E perché ha continuato a fare affari con Conte?

Ma chi cazzo se ne frega con chi voleva fare affari?

Zecchinetta era uno di noi, lo vuoi capire, sì o no?

E tu lo vuoi capire che ora siamo noi quelli che contano?

Tu sta' buono lì e non ti muovere!

Ragazzo, tu non ti devi permettere, hai capito?

Tu e questo branco di pesciolini da lenza, i tuoi compagni,

dovete imparare a portare rispetto per la gente che ha più anni

e più esperienza di voi, hai capito?

- Siete voi che non capite. - Oh, scemo, abbassa questa cosa.

Siete voi che non capite un cazzo.

Siete come le macchine che non vanno più.

Dovete solo andarvene allo scasso.

Ah, sì?

Allora spara, fammi vedere quanto sei uomo.

Se uccidi me, uccidi te stesso, uomo di merda.

Ehi, ma che stai facendo?

Ma sei impazzito'?

Questo è tuo zio.

Abbassa la pistola.

'O Pop', metti in moto.

Dai, andiamocene, non è successo niente.

La morte di Zecchinetta ha scoperto le carte.

I vecchi della paranza

hanno fatto una riunione con Salvatore Conte.

Hanno detto che vogliono passare tutti da quell'altra parte,

perché dicono che di te, di voi,

non si fidano più,

perché non avete mai avuto rispetto.

Ma fanno sul serio?

Vogliono tradire te e tuo padre, questi infami.

Come abbiamo fatto con Zecchinetta, così dobbiamo fare con tutti,

Ha ragione o'Trak, dobbiamo ucciderli tutti,

anche se abbiamo il dubbio, tutti quanti!

Oh!

Zecchinetta è morto perché ha sbagliato.

Per il momento non deve morire più nessuno.

Domani vado a parlare con mio padre

e quando torno, non si parlerà più di Salvatore Conte,

ma di Don Pietro Savastano,

perché qua non solo io, ma tutti noi siamo suoi figli.

Papà, come stai?

Papà...

Il nostro amico è tornato dalla Spagna

e vuole fare la festa lo stesso giorno

in cui vogliamo farla anche noi.

Siamo preoccupati, papà, perché molti dei nostri amici

vogliono andare alla sua festa e non vogliono venire alla nostra.

Papà, tu devi parlare con i nostri parenti,

perché se no qualcuno ci rimane male.

Papà, io non so più di chi mi posso fidare, hai capito?

Papà?

Ma che stai facendo con questo telefono in mano?

- Sto messaggiando. - Con chi stai messaggiando?

Un mio amico.

Sempre con questo telefono in mano tu, eh?

- Questa è mamma. - Vieni, cucciolo.

Sì...

Sono Tonino, ho un messaggio da parte di Genny.

- E sali, dai. - No, non posso.

Devo fare delle commissioni. Scendi tu.

Allora, che fai? Scendi, sì o no?

No, io non posso scendere, sali tu.

Non è da solo, papà.

Ha visto. Andiamocene.

Andiamocene.

Va bene, però si è cagato sotto.

- Ma che si è cagato sotto! - Cagato sotto?

- Andiamocene, torniamo domani. - E come no?

Se ne sono andati, papà.

Voglio vedere se esce, questo bastardo!

- Là. - Bisogna metterne due.

- Guarda bene. - Dai, un altro.

- Fringuello! Fringuello! - Fringuello!

Uomo di merda!

- Fringuello! - Fringuello!

Ma che è questo casino?

Mi venite a rompere il cazzo qui sotto a quest'ora?

Ma che state facendo? Ma che c'è?

- Giovanni! - Oh, ha chiamato Giovanni!

Oh, sta scendendo, sta scendendo. Fai presto, fai presto!

Fringuello!

Fringuello...

- Eccolo. - Oh.

Pezzo di merda!

Chiuso dentro devi stare, come una scimmia!

- Uomo di merda. - Siete quattro figli di puttana!

Stronzo, ora chiamo tuo zio!

Uomo di merda, sei solo un moccioso! Stronzo!

Questi figli di puttana.

Uomo di merda, ti vengo a prendere nel letto, stronzo!

Giovanni! Questi quattro figli di puttana...

Guarda là, guarda. Giovanni, scendi!

Fringuello!

Uomo di merda, il cancello è chiuso! Stronzo.

Fringuello!

Vai, vai, vai!

- Ha preso. - Ecco. Ha preso.

- Baroncino! - Baroncino!

Uomo di merda!

Pezzo di merda, affacciati!

Il lenzuolo!

- Cornuto! - Affacciati!

Spara, spara!

Ti stai cagando sotto, Baroncino!

- Pezzo di merda! - Ti sei cagato sotto!

- Dai, andiamo. - Andiamocene.

E chiamala Stavolta faccio il numero

Litigare è inutile perché sai già che ti viene a cercare

Lui ama te E anche tu ci tieni

Si legge nei tuoi occhi Che tu non ce la fai

- Ciao. - Ciao, mamma.

Papà non ci sta più con la testa.

Non mi ha detto una parola.

Secondo me lo stanno imbottendo di psicofarmaci.

Non è più lui.

Questa cosa di tuo padre non la deve sapere nessuno.

Hai capito, Gennaro?

Nessuno. Per una volta nella vita, stammi a sentire.

Devi dire che tuo padre ti ha detto di cercare la pace.

Di ammettere i vostri errori e perdonare.

Perdonare che cosa?

Stanotte quegli scemi dei tuoi compagni

hanno fatto il terremoto a Napoli.

E stamattina i vecchi hanno ucciso Tonino Spiderman.

Domani devi indire una riunione.

L'aria è troppo tesa.

Deve essere una riunione con i parenti stretti messi a garanzia.

Ognuno deve mettere un parente nelle mani dell'altro.

Soltanto così puoi essere sicuro che non ti facciano scherzi.

Andiamo.

Ieri sono stato da mio padre, in quel carcere di merda,

e mi ha parlato con il cuore in mano.

Mi ha fatto capire veramente chi siamo noi.

Mi ha fatto capire che da questa

e da quest'altra parte, siamo tutti amici, parenti, fratelli.

Sì, ho sbagliato.

Anzi, io e i miei amici abbiamo sbagliato,

perché abbiamo agito senza pensare

e ci siamo scordati qual è la cosa più importante.

Il rispetto.

Io non dimentico il sangue di Zecchinetta,

così come non dimentico il sangue di Tonino Spiderman.

Ma questa catena di morte deve finire subito,

perché dobbiamo essere tutti uniti contro Salvatore Conte.

Deve tornarsene in Spagna,

perché qui è uno il clan che comanda,

e quel clan siamo tutti noi!

- Chi è? - Donna Imma!

- Buonasera, prego. - Buonasera.

Permesso.

- Buonasera. - Buonasera.

Bruno aveva paura, per questo non ha detto niente.

E poi, quando ha saputo della morte di Danielino e del funerale,

mi ha spedito questo.

E' un messaggio. Bruno l'ha trovato nella segreteria telefonica.

Segreteria telefonica.

Bruno sono Manu, la ragazza di Daniele.

Sono ancora qui ad aspettare.

Tu sei Manu, la fidanzata di Daniele?

Sei Bruno, il suo amico?

Sali.

Cos'è successo a Daniele? Dov'è?

Devi dirlo tu a me.

Tu non sei Bruno!

Sei carina e sei pure intelligente.

- Fammi scendere! - Dove vai?

- Fammi scendere! - Dove cazzo è Daniele, eh?

- Fammi scendere! - Guarda che so bene come farti parlare!

Dove cazzo è Daniele? Dov'è?

Non possiamo fidarci di lui.

Ha detto quello che ha detto solo per prendere tempo.

Io sono d'accordo con mio fratello.

Avete visto, no,

come ci stavano guardando là dentro.

Dobbiamo parlare con Conte, e dobbiamo anche farlo subito.

Perché soltanto con il suo aiuto possiamo fare la guerra a Genny.

Io penso che se questa guerra la possiamo evitare è meglio evitarla.

Di morti da piangere ne abbiamo già abbastanza.

E tu, Ciro? Che dici?

Secondo te ci possiamo ancora fidare?

Io ho fatto l'impossibile per tenere unito questo clan.

Ora penso che dobbiamo fare una scissione.

Ha ragione lo Zingaro.

Stasera Gennaro Savastano ha fatto una bella sceneggiata.

Dobbiamo offrire la nostra alleanza a Conte.

Dobbiamo fare la guerra a Gennaro,

prima che lui la faccia a noi.

Pensateci.

- Che succede? - Era O'Nano. C'è un problema con Donna Imma.

Ehi, Marina.

Questa è una copia della registrazione.

Domani mattina, appena ti svegli, devi farmi un piacere.

Ditemi.

Devi andare dal mio avvocato.

Io poi lo chiamo e gli dico che cosa deve fare

nel caso mi accadesse qualcosa.

Perché?

Che fate?

Vado a parlagli.

Devo salvare la vita a mio figlio.

Non capisco come fate ad andare da lui e a guardarlo negli occhi!

Io quando guardo Ciro vedo un uomo morto.

E vedo mio figlio vivo al suo funerale,

che fa un bel discorso davanti a tutti i capi della nostra famiglia.

La guerra, Marina, non la vince chi è più forte,

la vince chi è più bravo ad aspettare.

E questo nessuno lo sa fare meglio di noi donne.

Pronto.

Buongiorno, Ciro.

Scusa se ti disturbo di domenica, ma ti devo parlare urgentemente.

Ci possiamo incontrare?

Non c'è nessun problema, Donna Imma.

Voi lo sapete, l'avete sempre saputo.

Qualsiasi cosa, sono a disposizione.

- Ci vediamo dopo. - Va bene.

Maria Rita!

Andiamocene, dai.

Tu sei Manu, la fidanzata di Daniele?

Sei Bruno, il suo amico?

Sali.

Cos'è successo a Daniele? Dov'è?

Devi dirlo tu a me.

Tu non sei Bruno!

Sei carina e sei pure intelligente.

- Fammi scendere! - Dove vai?

- Fammi scendere! - Dove cazzo è Daniele, eh?

- Fammi scendere! - Guarda che so bene come farti parlare!

Dove cazzo è Daniele?

Dove cazzo è?

Hai ucciso una ragazzina di quindici anni,

e tradito tutti.

Queste sono cose che nessuno ti può perdonare.

Ma io voglio che Genny non venga mai a saperlo,

né lui né nessun altro.

Però tu devi fare quello che ti dico io.

Devi chiamare Conte

e devi dirgli che vuoi allearti con lui e che tutti i vecchi del clan

sono disposti a seguirti, che vi dovete incontrare

perché dovete decidere come fare fuori Genny

e tutti i suoi compagnucci.

L'imboscata.

E' l'unica cosa che si può fare per mantenere la pace.

Conte deve morire.

E Poi?

E poi te ne devi andare.

Tu, tua figlia, tua moglie,

dovete sparire, non dovete tornare mai più.

E chi ti dice che non ti uccido proprio ora, qua dentro?

Se mi succede qualcosa,

il mio avvocato darà a Genny un cd con questa registrazione.

Allora tutti sapranno che sei un infame.

Io l'ho sempre saputo che di te non mi potevo fidare.

Ti si legge negli occhi.

Tu non conosci sentimenti.

Non è vero.

Io per sopravvivere mi sono attaccato a un sentimento,

a uno solo:

l'odio che ho sempre provato per voi.

Fai quello che ho detto,

se ti vuoi salvare la vita.

Pronto.

Allora?

Bene.

Molto bene.

Sei stato bravo.

Va bene così.

Ci sentiamo dopo.

Ciao.

Vogliamo un incontro.

E Gennaro Savastano che dice?

Che deve dire?

Niente.

I Savastano rappresentano il passato.

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