All language subtitles for 10.Ora.Facciamo.I.Conte.IT

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Original subtitles

Nutrisci il mio spirito della tua saggezza

e il mio fucile della tua volontà.

Fa' più aguzzo il mio sguardo e più sicuro il mio piede

sui valichi sacri della Patria,

quando il futuro soldato marcia accanto nei ranghi,

ch'io senta battere il suo cuore fedele.

Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei la benedetta fra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Vai, va'.

Metti la mia musica.

All'inizio si era pensato ad un omicidio

in rappresaglia dell'assassinio di Tonino Russo,

poi però gli inquirenti hanno scoperto

che il cadavere carbonizzato all'interno di questa vettura

è quello di una donna,

presumibilmente una ragazza, anche molto giovane.

Non si conosce l'identità della vittima.

L'unico segnale che potrebbe portare alla sua identificazione

è la presenza all'interno della vettura di un anello

con una coroncina di brillanti.

Intanto gli inquirenti si pongono una domanda,

se c'è attinenza tra l'omicidio di Tonino Russo

e quello di questa ragazza carbonizzata.

Per ora l'unica cosa certa è che i killer della camorra

non hanno nemmeno quei distorti codici d'onore da rispettare.

Nessuno più è al riparo dalla loro violenza.

Chi è stato, Gennaro?

Non lo so.

Guardami negli occhi.

Non sai niente né di Tonino Russo né di quella donna bruciata?

- E i tuoi ragazzi? - Ti ho detto che non lo so!

E allora devi farglielo sapere, e ti devono credere.

Salvatore Conte la morte di un suo uomo non la fa passare così.

Aspettami qua, torno subito.

Mi faccia il pieno, per favore.

Pronto, mamma.

Non ti ho risposto prima perché sto lavorando, mamma.

L'hai sentito Danielino?

Oggi? Sei sicuro?

E' successo che tuo fratello questa notte non è tornato a casa.

Stamattina mi ha cercato il padre della sua ragazza.

Mamma, lo vuoi capire o no?

Quello non è più un bambino.

Eh, magari ti ha fatto diventare anche nonna.

Mi raccomando a te, Massimino.

- E chiamami. - Non ti preoccupare.

Ora sto lavorando.

- Va bene. Ciao, ciao. - Ciao.

Buongiorno.

E questo cosa ci fa qua?

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Buongiorno, signore.

Vi posso parlare?

Mi dispiace per quello che è successo a Tonino.

Vi giuro che è come se avessero ucciso uno della mia famiglia.

Somiglia a una sigaretta vera'?

Come uno stronzo somiglia a un babà.

Va be', però in questo modo vi mantenete in buona salute.

A me non frega un cazzo della salute.

E allora perché avete smesso di fumare?

Ogni anno prendo una cosa che mi piace molto

e faccio voto di farne a meno.

E Perché?

L'uomo che può fare a meno di tutto, non ha paura di niente.

Ragazzi, dobbiamo capire chi ha ucciso Tonino Russo,

altrimenti non so come andrà a finire.

Genny, c'è anche quella donna trovata carbonizzata.

Eh! Dobbiamo capire tutto.

Dobbiamo spargere la voce che noi non c'entriamo niente

né con Tonino Russo né con quella donna.

Ho parlato pure con la moglie

e le ho detto che noi non c'entriamo niente.

Ma secondo me non ci ha creduto.

E adesso Salvatore Conte sta tornando. Sta venendo qua.

E i primi ad avere qualcosa da perdere

in questa situazione siamo noi, è chiaro?

Sì?

Allora?

E a me non me ne frega un cazzo.

Perché?

Perché il fatto che Gennaro è andato a casa di Tonino

per me non significa proprio niente.

Io voglio sapere come stanno i fatti, non quello che ha detto

o ha fatto quello stronzo di Savastano, hai capito?

Hanno ucciso uno dei miei fratelli e una ragazza.

E nessuno sa niente.

Anche una ragazza?

Cosa pensate?

Che sia stato Savastano'?

La verità è che ho lasciato a Napoli una banda di scemi

che non si trovano neanche il cazzo nelle mutande!

Non l'ho trovato.

Stai addosso a Bruno, il suo amico.

Ma senza fare casino, che ne abbiamo già fatto abbastanza.

E senza fare stronzate,

come il fatto dell'anello che hai lasciato addosso alla ragazza.

Ho capito.

Dobbiamo trovarlo.

Dobbiamo trovarlo, Rosario,

se no siamo fottuti.

Hai capito?

Vai, va'.

Vuoi rispondere a questo cazzo di telefono o no?

No, no, scusate. Non è niente d'importante.

Pronto, Daniele, sto lavorando. Ora non posso parlare.

Aspetta, aspetta, non riattaccare.

Sto lavorando.

- Massimino, non ti incazzare. - Allora non hai capito?

No, tu non hai capito.

Ho fatto una stronzata, Massimino. Una stronzata grossa.

Daniele, me lo dici dopo. Adesso non posso parlare.

Chiama mamma, invece, che è preoccupata.

Massimino, non posso chiamare la mamma.

Io non posso chiamare proprio nessuno.

Va bene, allora ti chiamo appena posso, dai.

No, è mio fratello.

Come sono queste orate della Grecia?

- Buone, sono come le nostre. - Io vedo una povera bestia

che deve fare tanta fatica per arrivare fino in Grecia,

e non serve a niente.

- Prego, signora, arrivederci. - Grazie.

- Posso aiutarvi? - Lo conosci Danielino?

Sì.

Sai dove lo posso trovare?

Ragazzo, sto parlando con te.

- Scusa, dove... - Togliti di mezzo.

In questi giorni non l'hai sentito?

Sì, l'ho sentito un paio di giorni fa.

Mi aveva chiesto un piacere, ma io avevo da fare.

Poi ora si è fatto dei nuovi compagni, nuovi amici.

Non ci sentiamo più.

Va bene, se ti capita di sentirlo, digli che Ciro gli vuole parlare.

Perché non vorrei che si dovesse ritrovare in una brutta situazione.

Guardate, se mi cerca, riferisco.

Ma credetemi, io e lui, veramente, non ci sentiamo più.

Va bene. Oh, stai tranquillo.

Tranquillo.

Me lo dite voi quando avete bisogno di fermarvi?

- Devi chiamare tuo fratello? - No, no, per carità.

Io lo dico per voi.

Se avete fame, sete...

Ho fame.

Esci qua.

Di media statura.

- Capelli scuri. - Gli occhi? - Gli occhi chiari.

Ma nulla lasciava pensare, insomma...

- Che cazzo è successo? - La gioielliera ha riconosciuto

l'anello della ragazza.

Dovrei ucciderti per questo, hai capito?

Anch'io vorrei uccidermi.

Adesso tutti verranno a sapere che è stato Danielino.

- Scendi, vattene. - Come cazzo facciamo, Ciro?

Me la vedo io! Scendi!

- Oh, cazzo. - Che c'è?

La polizia.

E ora?

E ora stai tranquillo.

Io sono Antonio Capano.

Ho un ristorante a Barcellona.

Se non fai stronzate, non succede un cazzo.

- Ciao, Ciro. - Ciao, ragazzi. - Oh, Ciro!

Ti devo parlare.

Aspettate.

In mezzo a tutto questo casino c'è uno dei nostri ragazzi.

Ma che stai dicendo?

- Chi è? - Lo conosci anche tu.

Veniva qua, veniva in discoteca... Danielino.

Quello che lavorava dal meccanico.

Ha fatto anche qualche servizio per me, dentro la piazza di spaccio.

E cosa c'entra Danielino in mezzo a questa cosa?

E' il fidanzato della ragazza che hanno trovato bruciata

dentro la macchina. La ragazza dell'anello.

Lo sto già facendo cercare, ma per ora non l'ho ancora trovato.

Comunque, Gennaro, se è come pensano tutti,

questa ragazza e Tonino Russo sono collegati.

Senti, fammi sentire una cosa.

Veniva qua, veniva in discoteca, ma era uno dei tuoi uomini.

- E tu lo devi trovare. - Lo trovo.

E devi portarmelo qua. Perché io devo capire.

Se è vera questa cosa che c'è Danielino di mezzo,

sulla morte di Tonino Russo c'è la nostra firma.

E' tutto a posto?

La macchina è un SUV nero...

Scusate, ma noi andavamo a velocità regolare.

Non capisco, che problemi ci sono?

Mi dispiace.

I documenti sono tutti regolari.

Non capisco.

- Qual è il problema? - No, no, nessun problema.

Ragazzo, togliti questa faccia, che sembra che hai fatto una rapina.

Sì.

Ok.

Signore, i vostri documenti. Potete andare. Grazie.

Avete scelto, signori?

Due fritture.

Grazie.

Mi scusate un momento?

- Massimo... - Muoviti.

Dimmi che cazzo sta succedendo.

Daniele, dove sei? L'hai chiamata mamma?

Ma vuoi parlare?

Sono stato io.

Cos'hai fatto?

Me l'hanno ordinato, Massimino.

Non lo sapevo chi fosse.

Te lo giuro, se lo avessi saputo non lo avrei fatto.

Mi avevano detto che era un uomo da niente.

Ma che cazzo stai dicendo?

Massimino, ho ucciso Russo.

Non sapevo chi fosse.

- Tutto a posto con tuo fratello? - Sì.

Che c'è, ragazzo? Stai bene?

Sì, sì, tutto a posto, ho solo molta fame.

Buonasera, signora.

Buonasera.

Scusate. Vi ho fatto spaventare?

Voi siete la mamma di Daniele?

E voi perché lo volete sapere?

Perché sono un suo amico,

e sono un po' preoccupato.

Daniele da ieri non è tornato a casa, vero?

Avete ragione.

Io vengo da voi così, all'improvviso...

Però, signora, io ho paura che Daniele

si sia cacciato in un grosso guaio.

Io posso tirarlo fuori da questo guaio.

Ma voi come lo conoscete?

Ha fatto un miracolo alla mia motocicletta.

E' bravo, Daniele.

Vostro figlio ha le mani d'oro.

E allora l'ho preso in simpatia.

Aspettate,

che questa è un po' lenta.

E che cos'è questo guaio?

Non lo so,

e quindi non voglio dirvi cose sbagliate.

Però io devo trovarlo.

Perché se lo trovo io, Daniele se ne torna a casa

tranquillo, tranquillo.

Altrimenti non lo so come va a finire.

Ma io non lo so dove sia.

Non l'ho neanche sentito.

Anch'io ho una figlia.

Lo so come vi sentite.

Io vi voglio aiutare.

E magari mi sto preoccupando anche troppo.

Facciamo così.

Io ora vi lascio il mio numero di telefono.

Va bene?

Se lo sentite, se torna a casa,

voi mi chiamate.

Va bene?

Buonasera.

Mi scuso per il disagio. Provvedo subito. Buonanotte.

Buonanotte.

Buonasera, come posso esservi utile?

Voglio una suite per stanotte.

Sì.

E' disponibile. Avrei bisogno di un documento e di una firma...

qui, per favore.

Grazie.

Stanza 420, quarto piano.

Da questa parte, buonanotte.

Vieni a chiamarmi alle 5:00.

E portami un caffè.

- Buonasera. - Buonasera. Un caffè, per favore.

- Posso? - Sì, sì.

- Massimo... - Non ho potuto chiamarti prima.

Massimino, che devo fare?

Dimmelo tu, che devo fare?

Ma tu lo sai per chi lavoro?

Io lavoro per Conte, l'hai capito?

E adesso sto tornando con lui.

Prima o poi lui lo viene a sapere.

Ma non lo sapevo chi fosse.

Hanno ucciso Manu, Massimino.

L'hanno bruciata per colpa mia.

E ora vogliono uccidere anche me.

Sta' zitto, Daniele.

Sta' zitto.

Il 14 luglio del 1789, a Parigi viene presa la Bastiglia.

E' l'apice della Rivoluzione francese.

Il 14 luglio del 2013, la Gran Fondo Pinarello,

in questo caso la presa del Montello,

dove si combatté la Prima guerra mondiale.

...numero 13. E' l'ultimo atto di una gran fondo,

di una grande pedalata...

Che cazzo fai, stronzo?

Che cazzo fai, eh?

Lo... lo so chi è stato a uccidere Russo.

E' un ragazzo.

Lui non sapeva chi fosse.

Gli avevano detto che non era nessuno, che era un uomo da niente.

Adesso lo cercano per ucciderlo, gli hanno ucciso anche la ragazza.

E tu hai cercato di risolvere tutto uccidendo me?

Dov'è tuo fratello?

Non lo so.

Io dovrei ucciderti.

Tuo fratello ha una possibilità:

che lo trovo io prima di Savastano, capisci?

Per me tuo fratello è la prova che quei fetenti di merda

mi vogliono fottere.

Solo io posso salvargli la vita.

- Pronto? - Ciao, Daniele.

- Dove sei? - Dove lavorava papà.

Ti ricordi?

Quando eravamo piccoli ci abbiamo anche dormito, qua.

Eh, sì, mi ricordo.

Daniele, senti, ora è tutto a posto.

Ho parlato con Don Salvatore.

Tu però adesso devi spiegargli tutto per bene,

e vedrai che si sistema tutto, va bene?

- Davvero? - Veramente Daniele.

Io gliel'ho detto.

Lui ha capito.

L'ha capito che ti hanno messo in mezzo e che tu non hai colpa.

Noi adesso veniamo là.

Tu non muoverti.

- Ma sei sicuro, Massimino? - Sì, Daniele è vero.

Siamo già in macchina.

Cinque, sei ore e siamo là.

Tu non muoverti da lì, non fare niente.

- Hai capito? - Sì.

Ciao.

E' finita, ragazzo.

Stai tranquillo.

Salvatore Conte sta tornando.

Allora dobbiamo prepararci.

C'è la nostra firma su tutto.

E se vuole farci la guerra, questa è l'occasione giusta.

Stasera te ne vai a prendere tua madre

e con tuo fratello ve ne tornate in Spagna.

Io vi trovo un lavoro, una cosa tranquilla.

Qua, lo capisci anche tu, non ci potete restare,

almeno fino a quando non sistemo tutto coi Savastano.

- E' lui? - Sì.

Don Salvatore...

Io veramente non volevo uccidervi.

E' che stavo impazzendo.

Però nel mio cuore non vi ho mai voluto male.

Grazie, Don Salvatore.

Ringrazia il Padreterno che ti ha messo dentro la mia macchina.

No, tu aspetta qua.

Sono Salvatore Conte.

E' tutto a posto, Daniele.

E' a posto.

E' a posto.

Io lo so che non è stata colpa tua.

Te l'hanno ordinato, e tu non sapevi chi fosse.

Tuo fratello mi ha detto tutto.

Solo una cosa mi interessa.

Chi ti ha ordinato di uccidere Russo?

Genny?

E chi, allora?

E' stato Ciro.

Ciro di Marzio.

Ho capito.

Vieni qua.

Vieni qua, vieni a prenderti il perdono, vieni qua.

Vieni.

E' tutto a posto, piccolino.

E' tutto a posto, è tutto finito.

E' tutto a posto, tutto a posto, tutto a posto.

No!

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