Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
NETFLIX PRESENTA
Cos'è questo?
La persona che ha chiamato non è raggiungibile. Lasci…
Telefono del cazzo…
Cazzo.
- Wow! - Wow.
Puoi ancora venire qui?
Non mi ricordo, eh? Grazie.
Io me lo ricordo.
Quanto avevi bevuto?
Tu che dici, Beril?
Come stai? Che stai facendo?
- Quello che devo fare. Tu? - Aspetto Nazım. Ho dimenticato la giacca.
È qui?
- È sempre qui. - La prossima volta la regalo ai poveri.
- Seksek! - Nazım…
- Come stai? - Bene, tu?
- Bene. Benvenuto. - Grazie.
- Vuoi un drink? - No, grazie.
- Io vado. Grazie. - Resta.
Sai cosa? Puoi restare, se vuoi.
- Davvero? - Sì.
Noi siamo sempre qui. La domanda è se puoi restare tu.
- Dove sei, Semih? - Proprio qui.
Sei un po' in ritardo. Solo un po'.
- Ora ho un bar. Qui sopra. Passa. - Ok.
Se non è un problema.
Non mi piacciono i problemi. Non li voglio.
- Vado. Baci. Ciao. - Dove vai?
Sono passati tre anni?
- Come? - Non ci vediamo da tre anni?
Non ricordo.
Hai dato il nome al bar, ma non sei venuto a brindare.
Sono qui. Brindiamo.
Com'è?
Bellissimo.
L'attaccherò ovunque.
Dov'è Defne?
No!
Non lo dirà.
- Che diavolo ti prende? - Cazzo!
Sono bagnato fradicio!
Che diavolo fai? Baci ogni donna che ti sorride?
No, certo che no!
- È diverso quando sorridono per amore. - Era educazione.
Forse dovreste conoscervi? Semih.
- Perché? - Ha ragione. Dovremmo. Come ti chiami?
- Perché vuoi saperlo? - Per usarlo in una frase. Posso?
- Sei sempre così? - Così come?
Un po' strano.
"Trova la cosa più strana, quindi esplorala."
- Una citazione fuori contesto. - Contesto? Concetto?
- Il tuo liceo? - Scuola tedesca a Istanbul.
Entschuldigung. Abbiamo finito i concetti oggi.
- Abbiamo whisky. - Sì?
- E vino. - Che altro?
Come ti chiami?
Che fretta c'è? Che hai?
- Guarda, sono fradicio! - Meritavi di peggio.
- Dai, Defne! - Def?
È come un fratello per me.
E di solito è un ragazzo fantastico, ma…
Ma oggi è un po' strano.
- Nazım, idiota. Spostati! - Dove stai andando? Ehi!
Ascolta.
- Che? - Saremo allo studio nel weekend.
Tutti. Inclusa Defne.
Abbiamo un bello studio.
Ci sono impronte qui davanti.
Il che significa che c'era qualcuno qui.
Wow, Semih! Guarda chi c'è.
Sto solo facendo un giro.
Ora ho una lezione. Ne ho per un'ora. Poi ti faccio un programma di allenamento.
- Ok. - Va bene.
Grazie.
Ares, non hai lezione con Defne oggi?
Ha cancellato.
Capisco. Grazie. Va bene.
Semih, spero di non averti disturbato.
Figurati.
Ho chiamato Defne. Il contratto va rinnovato a fine mese.
Dice che vi siete lasciati e devo parlare dell'aumento dell'affitto con te.
Perciò sono venuto. Ma non è urgente, posso tornare più tardi.
Ha detto così?
Sei venuto a lavorare? Eh?
Che succede?
È super stressata. Sarà successo qualcosa con Uğur.
Sta arrivando.
Allora capisce. Non serve dire altro.
Come stai? Yezdan ha detto che eri malato.
Sto bene, grazie.
- Bene, ho bisogno di te. - Ok.
Forse dovresti chiederle perché ha bisogno di te, eh?
Zitta, Özge.
Non sai quant'era arrabbiata là. Ma è così gentile con te.
Ma ha ragione. I clienti sono pazzi. Non si sa cosa vogliono.
È meglio essere come te, ma…
È colpa mia se mi importa.
Dio, quando potrò fare ciò che voglio?
Vorrei suonare la chitarra, ma non posso.
Non andiamo più ai concerti. Non mi diverto. Non sopporto niente.
So che sto invecchiando. Ora le cose sono diverse.
Morirò presto. Speriamo. O può morire mio marito.
O possiamo avere un bambino. Questa routine…
- Dammelo, non riesci a leggere. - Questo cazzo di telefono…
Che telefono è?
- È rotto. È Defne? - Sì.
Prenderà la sua roba.
Vi siete lasciati?
- Dammelo. - Eh?
- Prendi la tua roba? - Ho dovuto leggerlo io.
Non so che succeda lassù, ma è terribile.
Forse c'è qualcosa di retrogrado. Tutti si sentono giù e demotivati.
Non sei arrabbiato, vero?
Pronto?
Sono Hande dell'Immobiliare Sevcen.
Scusi, chi?
Ha lasciato un messaggio dicendo che le serve un nuovo appartamento.
L'ho richiamata subito dopo il weekend.
Io non l'ho mai chiamata. È…
Pronto?
Sì, mi aiuti a trovare un posto.
Cerchiamo di trovarlo e piangerò dopo.
Metto giù. Buonanotte, non si faccia mordere dalle pulci.
Ho un cliente.
- Ho tagliato l'angolo. - Torna più tardi. Per l'amor di Dio!
Sì, credo di averla chiamata.
Dal telefono di Nazım. Il mio ha lo schermo rotto.
L'alcol e i telefoni non vanno d'accordo.
A volte bevo e twitto tutta la notte. E la mattina: "Dio, chi l'ha scritto?"
A proposito, non doveva venire fin qui per dirmi che non cerca un appartamento.
- Nevzat! Due tè! - Cosa?
Perché è qui se non sta cercando casa?
Non la sto obbligando. Volevo aiutarla perché mi ha chiamato.
Dice: "Immobiliare Sevcen". Significa con amore.
Allora? Cerchiamo una casa?
Mi fanno tristezza.
Non compra nessuno.
Li hai rubati?
- Li ho comprati, amico. - Ottimo.
- Ecco a te. - Presi.
- Vai. - Godiamoci lo zucchero filato!
Wow, sul serio?
Figurati!
Congratulazioni per il nuovo lavoro.
Vedremo se c'è da congratularsi.
Non ti convince?
No, non è questo.
Mia madre mi ci ha costretto.
- Oh! - Sì.
Quindi hai dovuto accettare il lavoro.
Dovevo? Non è che dovevo.
Allora cosa?
Non voglio più essere un peso per lei.
- Qual è il tuo vero lavoro? - Sul serio?
Sì, questi sono i miei bambini.
Bravo.
Ma non pagano le bollette.
- Quello che le paga non è divertente. - Wow.
Apprezzo il tuo lavoro.
Ok. Grazie.
- Che ne dici? - Eh?
Tu fai soldi e io faccio cose divertenti. Ti sta bene?
Dipendere da me ti darà fastidio.
Certo che no!
La amavi davvero?
Era diversa.
Diversa?
Forte.
Ma non era così diversa.
Eri tu che volevi chiudere?
Stavamo giocando i supplementari.
Credo.
Succede.
Non sopporto i supplementari.
Tu chiudi la partita?
Sì.
- Ho caldo. - Subito.
Va bene.
- Quindi… - Sì?
Hai una partita in corso di cui dovrei essere a conoscenza?
No. E non ne voglio una. Sto bene così.
Prova a innamorarti.
È fantastico.
Dico sul serio.
Se dovessi innamorarmi di tutti quelli che mi comprano lo zucchero filato…
Oh!
UN PO' STRANO
Sarebbe un po' strano?
Cosa?
Ehi, Seksek!
Semih!
Che succede?
Niente, amico.
- Cazzo! - Che c'è?
Ho sbattuto la mano contro la porta.
Avrei dovuto farla finita io.
Eravamo ai supplementari, ma non me ne sono accorto. Cazzo.
Andiamo al pronto soccorso.
Non mi servono due mani per batterti.
Così si fa!
Solo fortuna. Non conosci il calcio.
Non te la prendere.
Forse sarai fortunato in amore, ma anche lì ti fai autogoal.
Ha preso tutto, eh?
Ma quando ha deciso di farlo?
Sembra che ci abbia riflettuto.
Sembrerebbe.
Vero?
Ma certo.
Altrimenti come avrebbe potuto fare tutto così di corsa?
Le hai parlato?
No.
Cosa? Non vi siete mai chiamati?
Perché dovrei chiamarla? È finita.
Qual era il problema?
Non l'ho tradita. Non ho fatto niente di male.
Seksek, mia madre e la domestica vengono due volte a settimana.
Idem una prostituta. Mi resta un giorno per me.
Un'altra cosa sarebbe troppo.
È troppo per me.
Idem per te.
È stato improvviso.
Non me l'aspettavo. È stato improvviso. Ma starò bene.
Sono sicuro, ma…
Ma cosa?
Non è facile, amico.
Superarlo, intendo.
Ma lei l'ha già fatto.
Sta vivendo la sua vita.
Mi ha fatto fuori.
Cosa sto aspettando?
Non aspetterò.
Vivrò la mia vita.
Vacci piano.
Guardami mentre la dimentico.
Ciao.
Ciao.
Pensavo fosse il kunafa che ho ordinato, perciò sono sorpreso. Entra.
- È stato un bel concerto. - Sì, fantastico.
È stato bello.
Nazım è svenuto subito.
Quell'idiota vuole solo divertirsi.
Ma lei è stato molto dolce, sig. Semih.
Grazie. Anche lei.
Pensavo che mi baciassi di nuovo.
Cosa?
Davvero? Tu…
Perché non mi hai baciato tu?
Oh, scusa. Dimenticavo.
Non vuoi una relazione.
Voglio essere felice.
Possiamo farlo?
Dovremmo provarci.
Proviamoci.
Cosa?
- Va bene sia bianco che rosso. - Subito!
Porta quello che hai.
UN PO' STRANO
Per ricordarti la tua prima impressione di me.
Puoi dire che sono qui per questo.
A cosa pensi?
A niente.
Impossibile.
Il record del non pensare è di tre secondi.
Come l'hanno misurato?
Con un cronometro, credo.
Ok.
Mi è stato detto di andarci piano, ma…
Conta come secondo giorno.
È abbastanza.
Seksek.
Sai cosa dovresti fare?
Sai come si dice: "Pensa prima di agire"?
Ma dovrebbe essere in ordine inverso.
Prima dovresti agire. Puoi pensare dopo.
A proposito, col cavolo la dimenticherai.
Un paio di cose le so.
HO BISOGNO DI UNA CASA COSÌ! SEMİH
ACCONCIATURE SİBEL YÜKSEL
Wow! Che lei ci creda o no, ho un amico che le somiglia!
È solo un amico?
Era quello che preferiva essere all'epoca e io lo rispettavo.
Che rapporto avete adesso?
Non sarò il tuo ripiego.
Veramente voglio solo un caffè.
Bene. C'è un patio. Puoi sederti lì, se vuoi.
Wow.
Hai preso un mutuo?
Sì. Non guadagno molto, ma…
Ci provo. Dicono che bisogna lavorare sodo per avere successo.
Cosa vuol dire Akrasia? È un albero?
Sembra un albero, vero?
Significa debole.
Sono nervosa.
Le prime volte contano.
- Vieni qui. - Semih…
Quando… Come…
Come hai fatto? Ma…
Non posso crederci. Che succede?
Ascolta.
Vieni a stare da me.
È più vicino a dove lavori.
La supererai quando traslocherai?
L'ho già superata.
E se tornate insieme domani?
Troverà un appartamento vuoto.
Parliamo di sei anni.
Dovranno esserci perdite e danni.
Parli come un negoziante?
A proposito, sei davvero un disastro con le bende e tutto il resto.
A parte i capelli. Li adoro. Mi fanno impazzire.
Perché non trovi interessi diversi? Hockey su prato?
Corse di cavalli! Pensaci.
- Ciao. - Ehi!
Quand'è la riunione?
Che succede?
- Vediamo di cosa parlate ogni mattina. - Cos'hai fatto ai capelli?
Il nuovo vince sempre.
Basta cose vecchie, facciamo cose nuove. Non siamo legati al passato.
Che bello.
Grazie.
Dove l'hai preso?
È vecchio, sig.ra Ceyda. Non ricordo.
Bello. Mi piace.
Quindi vuoi che diciamo a questo tizio che è incompetente e che non sa un cazzo.
Glielo diciamo in faccia?
Non proprio così, ma dovremmo…
Sì, dovremmo.
E mi sono sempre chiesta come dirglielo. Dobbiamo trovare…
Fammi vedere. Cos'hai alla mano? Sei sempre ferito.
- Un piccolo incidente, sig.ra Ceyda. - Ci servono cose così.
Cosa aspetti? Sei qui per far scena, Semih?
Non capisco.
- Puoi migliorarlo? - Sì…
Bene, allora.
Dovrebbe avere una storia, una differenza…
Questo sembra privato. Manteniamolo così.
Vogliamo che abbia gusto, anima, originalità…
Se vengo non potrò restare a lungo comunque. Sì.
E comunque… Come hai detto tu. Ok.
Ne parliamo dopo.
Ciao, amico. Ciao.
"Comunque"?
Significa: "Comunque, Defne non potrà venire?"
Sì. Non è vero?
Continua a invitarci.
- Ora… - Ora può dare la colpa a Defne.
L'ho mai detto, per l'amor di Dio? Neanch'io voglio andarci.
- Dillo allora. - Cosa?
"Non voglio vederti, amico."
- Ma una cosa devo dirtela. - Ok.
Spacchi.
Ti sta bene. Ottima scelta.
- Davvero? - Sul serio.
Facciamo una sveltina?
Faremo tardi.
Pensi che sia tutto qui?
Guarda, togliamoci questo.
Ok? È il primo passo.
Possiamo anche sbarazzarci di questi.
Mettiamoci queste.
Guarda. Ok?
Ci siamo. Ok?
Semih…
Quindi li butti via tutti?
No, non essere sciocco. Li guarderemo insieme.
Allora facciamolo.
Semih!
Vieni qui!
Guardami, questo è il nuovo me.
Davvero? Va bene.
Faremo tardi, dai!
Dovrei uscire?
Dovrei uscire così?
Erotico!
Che ne pensi?
Anch'io sono pronta.
Scusa se ti ho buttato via i vestiti senza chiedertelo.
Ci siamo fatti vedere nudi dai vicini per una sveltina.
- Buon per te. - Sì?
Come credi sia andata?
Insomma… Normale. Noioso.
Come me?
L'ho mai detto? Come ti è venuta?
Cioè, è…
- Vieni qui. - Che…
- Forza! - Che stai facendo?
Signore, aspetti un attimo! Vieni, tesoro.
- Che stai facendo, Semih? - Fidati. Andiamo!
- Arriviamo! - Semih…
Che succede?
Non sappiamo dove va l'autobus.
Allora?
Non vuoi vedere dove va?
Allora?
Sì…
Defne?
Che succede?
Ti amo tantissimo.
Ok, continua.
Ti ascolto.
Ero sempre…
Nel profondo, ero sempre triste, sai?
- Lo sospettavo. - No.
Non mi hai mai vista così.
Era tutto buio.
Nessuno capirebbe.
E poi cos'è successo?
Ora non c'è più.
Mi hai aiutata a dimenticare.
Che sciocca…
Va bene.
Torniamo al lavoro.
La riunione è finita.
- Sig.ra Ceyda! - Ok…
Sig.ra Ceyda!
- Posso migliorarlo. - Cosa?
Voleva che lo migliorassi.
Fallo. È ciò che ci aspettiamo da te.
E già da un po', giusto, Semih?
Voleva sposarsi.
Ti ha detto questo?
- Chi? - Defne. Hai parlato con lei.
Non me l'ha detto. È quello che succede.
Vogliono che le sposi. Non lo fai, fine. Non è andata così?
Non ne abbiamo mai parlato. Mai.
È successo, ma non ne avete parlato.
Cosa ti ha detto di preciso Defne?
Che comunque non eravate felici.
Ha detto "comunque"?
Sì, ma…
Cioè, è finita… Comunque, no?
Sì, esatto.
Senti.
- Non sei arrabbiato, vero? - Ma no. Sono…
Sarebbe infantile.
Non reprimerti.
Datti un po' di tempo.
Sì. Comunque sono indaffarato.
- E cambio casa. - Oh, è fantastico.
- Quindi l'hai superata? - Certo.
Ottimo. Perché è così anche per Defne.
Non sapevo come stavi o se eri in vena di far festa.
Potevi dirlo, no?
Defne è in vena di far festa?
Mi è sembrato di sì.
Anzi, doveva venire qui oggi.
Poi ha saputo che c'eri tu.
Fatti abbracciare. Oh, povero piccolo!
Non mi hai detto di Defne. Stai bene?
Sto bene. Va tutto bene.
Ok, fantastico.
Il cliente ha detto sì.
- Finalmente. - Grandioso.
- Chiedono persino la scadenza. - Ottimo.
- Ti supplico. Capito? - Naturalmente.
Ok. Lo vedrai colpire nel segno dopo tutto questo tempo, tesoro.
Ce n'è voluto.
Ti sei preso tempo, Semih!
Non dire così! Sapevamo che cercava di adattarsi.
- Ma ce ne ha messo. - Basta parlare di lavoro.
Vieni qui. Guarda.
Non darti malato con scuse come i peli incarniti o la cefalea.
- Questo è diverso. - Chiaro.
- Dimmelo se non lo farai. - Tranquilla.
Ok, allora.
- Tansu se ne va. - Sì? Sto arrivando.
- Hai capito? - Non si preoccupi, sarò serio.
Fermati.
Fermati.
Semih…
Basta.
Fermati. Sarà uno scandalo.
Fermati.
Va prima tu.
Stavi andando alla grande!
- Quando sei arrivato? - Dove? Al saggio?
Dai, non so proprio suonare.
- Ci provo perché è un tuo regalo. - Ma è stupendo.
Non entrare con le scarpe.
- Ho l'emicrania per le ore su YouTube. - Ma è fantastico.
Lascia il lavoro per la musica, no?
Concentrati sull'ukulele.
È piccolo. Ne prendiamo uno più grande?
Non ti sforzi neanche.
Odiavo l'insegnante di musica alle elementari.
Non bere dalla bottiglia!
E riempila di nuovo.
E i miei vestiti?
- Scusa. Cazzo, l'ho dimenticato. - Ti ho chiesto un solo favore.
Lo so. Ti servivano per la riunione.
Ecco!
Cosa?
Cazzo.
Semih…
Aspetta, la risolvo. Avranno un numero qui da qualche parte.
- Come vuoi risolverla? - Aspetta, tesoro.
- Ok… - Vado a casa, Semih.
- Aspetta. Ti prego. - Vado a casa.
LAVAGGIO A SECCO LEVENT
IN VENDITA - HANDE SEVCEN IMMOBILIARE SEVCEN
Sto aspettando che pulisca quella finestra.
- Se rispondesse ai miei messaggi… - L'ho chiamata, sig. Semih.
Ha rifiutato la mia chiamata.
È impossibile.
Incredibile. Sembra così sicuro che mi viene il dubbio.
Se lo dice lei…
L'ho chiamata due volte. Ho pensato a un altro falso allarme.
Ho aspettato perché non volevo farle pressione.
Sono colpevole di questo.
Ma non sta cercando una casa, vero?
Sì. Mi serve una casa subito.
Allora dovrebbe cercarla online da solo.
E se chiedessi scusa?
Non le darò la caccia.
È strano, no? Sembra che la stia obbligando.
Non è affatto vero.
Comunque… Sa una cosa?
Credo che lei non stia cercando una nuova casa.
È quello che ha detto il primo giorno, giusto?
Buona nuotata.
Bel culo.
Bel culo. Devi riconoscerglielo.
Vuoi che te la rimorchi?
Non ce la fai.
Vieni qui.
Def!
Def!
Cazzo.
Scusi.
- Il mio ragazzo adora i tatuaggi. - Eh?
È impazzito per il suo tatuaggio.
Potrebbe dare un'occhiata più da vicino?
Def…
La tua gelosia è del tutto fuori luogo.
Chi decide se è fuori luogo o no?
È patetico.
Cos'è patetico, Semih?
La tua gelosia.
Sarà patetico per te stare con qualcuno.
- Def… - Forse sono patetica io.
No. Sono solo un po' strano.
- Def! - Bene.
Grande idea venire qui, vero?
Ma ti ho già detto cosa penso.
Non volevo un bambino.
Ma hai affrontato l'argomento.
No. La mia amica ha partorito.
Non posso dirlo?
E non lo farei con te.
In effetti,
prima dovremmo fare sesso.
Devo lavorare!
Non posso fare quello che voglio come te.
Devi sempre avere qualcosa in ballo, no?
Non puoi stare fermo un attimo.
Continua a remare.
No, stiamo fermi.
Vediamo com'è stare fermi.
Che fai? Ferma!
Andiamo.
Vieni qui!
Sì, so che non è ancora completo. C'è ancora molto da fare.
Sì.
Non è nel nostro stile. Pensavo avessi qualcosa.
- Ci sto provando. - A volte provarci non basta, no?
- Fai quello che vuoi, ma questo non va. - Ok.
- Posso chiederle una cosa? - Veloce.
Può darmi un anticipo, se possibile?
Un anticipo? Ti hanno appena pagato.
Lo so, ma è per l'affitto. Sto traslocando e il mio padrone di casa…
Pronto?
Semih verrà da te, Ismail. Dagli un anticipo.
Credo che dovresti ringraziarmi.
Grazie mille. Grazie.
Sì. Viene dalla commissione o dal tuo stipendio.
- Ovviamente. Certo. - Sia chiaro.
Chiaro.
Santo cielo…
Ho avuto il coraggio di dirgli che non ci ha scritto per la consegna.
E ha detto di averlo fatto.
Qual è il tuo problema, Özge? Dove hai la testa?
- Giuro, non l'ho ricevuto, sig.ra Ceyda. - Sono stufa di questi errori, Özge.
Non abbiamo mai ricevuto email…
Ciao, amore.
Che hai? Cos'è successo?
Oh, no…
No…
Oh, amore mio. Sì, lo so. Certo che sì.
Posso immaginare.
Non piangere.
Le mie condoglianze.
Ok.
Lo so. La mia povera bambina… Lo so.
- Ditemi una cosa. - Mi spiace.
Ok.
Tutto bene, allora!
Ascoltami. Non piangere, ascolta.
Ceyda ci ha chiamati in riunione ora.
Devo andare, ok?
Vedo se riesco a venire via, va bene?
Ok.
Ti amo anch'io. Ciao.
Quale riunione?
Non abbiamo una riunione?
Come se ci venissi.
La nonna di Def è morta.
- Le mie condoglianze. - Sì.
Non sono bravo in queste cose.
Quali cose?
Queste cose. I funerali e il resto.
I pianti e il resto.
Non ce la faccio.
Ma fa parte della vita.
Che ti è successo?
La solita storia. Me ne voglio andare, cazzo.
Ceyda mi ha rimproverata di nuovo.
Non faccio mai abbastanza.
Ehi, che succede?
Te la caverai. Va tutto bene.
Stavolta mi ha sgridato come fossi una bambina, Semih.
Lo so, ma Ceyda è sempre così. Non ci badare. Cos'ha detto Uğur?
Gli è piaciuto, ma dopotutto è il marito di Ceyda.
L'importante è quello. Lascia perdere Ceyda.
Sono così stanca.
Stai lavorando sodo. Perciò sei stanca.
Fatti un caffè e rimettiti in sesto, ok?
Sei strano. Mi stai consolando mentre c'è un funerale.
Asciugati le lacrime. Andiamo.
Get back to work.
Vuoi ancora aiutarmi?
Pizza e vino, offro io. Stasera. Eh?
Andiamo! Mi mangerà vivo, non capisci?
Andiamo!
- Ok, avverto mio marito. - Sei fantastica.
Tieni il ramo. Devo rispondere.
Pronto?
Sto andando, mamma. Niente panico.
È arrivato. Ti aspetta.
Perché non sei partito prima? Se gli capitasse qualcosa?
È grande. Cosa può capitargli?
Non potevate avvertirmi prima? Non sapevo quando atterrava.
- Ti ho scritto. - Te l'ho detto, ho il telefono rotto.
Fallo aggiustare.
Il sig. Hüseyin mi ha chiamato per la disdetta. Traslochi? Perché?
Cosa? Perché chiama te?
Perché hai il telefono rotto.
Va bene, ti chiamo dopo, mamma. Ok?
Ok. Ciao.
Salve.
No.
Non può essere.
Def! Che coincidenza!
Signore, conosco la signora. Possiamo scambiarci i posti?
No, non si disturbi! Va bene così.
Fa finta di non conoscermi. Ha capito? Posso…
- C’è qualche problema? - No, affatto.
La signora mi infastidisce. Non so cosa farci.
Insiste che mi sieda con lei. A me piace il corridoio.
Voglio vedere Kars, perciò vado là.
Sono stufa di queste follie, ok? Non pensare a me.
- Sono qui perché penso a te. - Interessante, non hai una riunione?
Lo so, ma Ceyda ci ha messi sotto torchio, ok?
So che è ridicolo, ma non potevo venir via. Ok?
Scusa se non sono venuto al funerale.
- Avrei voluto. - Vorrei che non fossi qui.
Sai che so che non ti piacciono i seminari.
Me la caverò. Senza di te.
Davvero? Senza di me? Guarda.
Farò schiantare l'aereo!
Dov'è la maniglia rossa? Lo faccio schiantare e fine!
Ci ammazzo tutti! Capito?
Scherzavo.
Cerchiamo di risolvere un problema.
Scusate.
Ci siamo quasi.
Ci vediamo a Kars.
Guarda.
Non disturbarmi oggi, ok?
Non farti vedere. Non chiamare.
Non fare cose ridicole.
Non ti inventare niente, ok?
Hai capito?
Non mi fai concentrare!
Non preoccuparti.
Ehi!
La tua compagnia serve alcol?
- Benvenuto. - Salve.
- Posso avere un whisky? - Subito.
- Grazie. - Prego.
Grazie.
- Un altro, per favore. - Subito.
Bel tatuaggio.
Una mia opera.
Wow.
Grazie.
Che ci fai qui?
Quello che devo.
Davvero?
Cosa devi fare?
La mia ragazza è qui per un seminario e io l'accompagno.
Per fare cosa? Sostenerla mentalmente?
Posso avere un tovagliolo?
Adoro Kars.
Davvero? Cosa ti piace di più?
Fa freddo.
Ma è una bella città.
Perché non sei al seminario?
La mia presenza è una formalità voluta da mio padre.
È il direttore?
Più o meno. Ho una famiglia con una lunga storia aziendale.
- Ok. - E pensano che ci sia speranza per me.
E non c'è?
Dove c'è vita, c'è speranza. Ma i seminari non fanno per me.
Che posto hai in mente?
Un posto che sia mio.
Così dovrei potermelo permettere.
Voglio solo servire buon caffè, snack
e, nel pomeriggio, qualche cocktail.
Fantastico.
Verrò a trovarti.
Ti prego, fallo.
Non ti stanchi mai di te stesso?
Non lo so.
Non ne ho il tempo.
Quindi sei indaffarato.
Comunque…
devo andare.
Che ne dici di scambiarci i numeri? Dovremmo farlo?
Lo scrivo subito.
Che entusiasmo.
Puoi tornare dalla tua ragazza in camera tua senza sentirti in colpa.
Non hai fatto niente di sbagliato.
Ma io dovrò dimenticarmi di te.
E me ne occuperò da sola.
Ora vado.
Bene.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buongiorno.
I fiorai erano chiusi.
Mi dispiace molto.
Chiedo scusa.
Chiedi scusa a mia nonna.
Ti voleva bene. Non so perché.
Ho finito il tatuaggio.
Non voglio tatuarmi.
Che vuoi dire?
Guarda.
Un pesce.
Simboleggia tutti i Pesci della famiglia.
Chi è Beril, esattamente?
Una vecchia amica.
Perché non la conosco?
Perché non la sento più.
E se ricevessi o mandassi questo messaggio a qualcuno che non sento più?
Ti chiederei di quella persona, Def.
"Sei come un negozio aperto 24 ore su 24.
Ma c'è la fila ogni volta che vengo."
È spiritosa.
Quindi non è come me.
È quello che ho detto, Defne?
Come le risponderai?
Con uno smiley.
Con uno smiley?
Che altro?
Non ho ancora finito.
Quindi…
Quindi vuoi che tutte le porte
restino sempre aperte, giusto?
E tu vuoi stare in corridoio. È così che sei fatto.
- Vedi, è spiritoso. - Mi spezzi il cuore.
Def!
Ottimo.
È con me, mamma. Stiamo tornando.
Ok, stai attento. Ti ho mandato del concentrato di pomodoro per Defne, ok?
- Ciao, mamma. - Fanculo il pomodoro.
Com'è Antalya?
Calda.
- Fa freddo qui. L'ho sentito atterrando. - Sì.
Non c'è Defne?
No. Abbiamo rotto.
Perché?
Meglio non chiedere, Generazione Z.
Sembra una cosa seria.
Cosa?
- È davvero arrabbiata con te? - Che succede?
Ha cancellato le tue foto dal suo profilo.
Tutte quante?
Sì.
Ma non ha ancora foto in bikini.
Che significa?
"Sono disponibile", più o meno.
Prendi la valigia.
Ok.
Devo fare una cosa.
Quanto costa?
Sono 900 per te.
Wow!
- Qual è il prezzo normale? - È tutto importato.
- Ne spenderò di più per uno nuovo. - Ecco.
- Che fai, scemo? - Li ha mandati mamma.
- Perché? - Perché non lo facevi riparare.
Prego, li prenda.
Poyraz! Vieni, ho ordinato la pizza.
Quant'è?
Tranquillo, troveremo un accordo.
- Hai dimenticato che venivo? - Ma no. Entra.
- Sto disturbando? - Niente affatto.
È fermo da tre anni.
Per fare l'università che voglio.
- Fanculo. Ci pensa suo padre. - E non pensa a te?
Mio padre ha pensato a se stesso. Il suo, a tutti.
- Abbiamo padri diversi. - Non lo sapevo.
Guarda. Ci corrono 13 anni. Come sarà successo?
Cosa vuoi studiare?
Biologia molecolare e genetica.
E alla Boğaziçi.
- Pensa in grande. - Sì.
È bello che abbia un obiettivo. Lascialo fare.
Sì, ma non pensa a dove stare. Io bado a stento a me stesso.
Non è vero.
Guardati intorno.
Non ho intenzione di vivere qui.
Hai considerato architettura?
No, biologia molecolare e genetica.
Sei determinato.
Fantastico.
Che cucina pulita.
Bravo.
Siete carini.
Abbiamo rotto.
Per sempre.
Farete pace.
Li sto scrivendo tutti.
Spero che te li ricordi.
- Buonasera, Semih. - Sì?
- Ecco l'avviso di sfratto. - Ok, grazie.
- Non c'è fretta, leggilo quando puoi. - Grazie.
Ricorda di leggere i miei appunti domattina prima della riunione.
Va tutto bene?
Sì.
Ok.
- Cosa? Va tutto bene. - Ok.
Sì.
IMMOBILIARE SEVCEN APPARTAMENTI IN AFFITTO
Pensi che cancellerei tutto?
Prima devi avere un account.
Ma ce l'hanno tutti. A te non interessa.
Diciamo che ho un account.
- Cancellerei tutto? - Sì.
Sennò vedrebbe il tuo profilo e soffrirebbe.
L'avrebbe fatto per me.
Certo. Prima di tutto, l'ha fatto per te.
Poi, forse, per se stessa.
Per non soffrire.
Questa conta come foto in bikini?
Finalmente hai un account?
Seguimi.
Va bene se non vengo con te?
Posso lasciarti al campus?
Mi abbandoni perché Defne è tornata in azione?
No, ho solo un sacco di lavoro.
Ora che traslochi…
Che succede se Defne torna?
Lo prenderà in quel posto. Troverà l'appartamento vuoto.
Non può solo cancellare le foto.
Sei depresso per caso?
Perché tutte queste domande?
Ero solo curioso.
Ecco…
Una roba del genere. Più o meno.
È tutto.
Alla prossima presentazione alzati, così sembrerà che ti importi.
"Ecco… una roba del genere."
Non credo che tu sappia di cosa parli.
Ti ho sempre sostenuto. "Dai, ragazzo. Forza."
Ma tu non ci sei.
Accontentiamo tutte le vostre richieste.
Non è vero?
O sono io in difetto. O non prendete sul serio il vostro lavoro.
E non sapete lavorare in squadra.
Comunque, andate. Ne riparleremo con calma.
Semih!
È una merda. Ha ragione.
Non ti vergogni? È questo che ti ho detto ieri?
Scherzo. È drammatica. Lo sistemerò, non preoccuparti.
- Mi chiedo come. - Non drammatizzare!
Cazzo.
Come va, Seksek?
Bene, tu?
Bene. Cos'è successo? Defne è tornata?
Di cosa parli? Sei impazzito?
E perché non mi chiami, stronzo? Pensavo foste tornati insieme.
- Ho una scadenza. - Ok. Hai traslocato?
Immobiliare Sevcen, andiamo a ballare!
Semih!
- Come stai? - Grazie, figliolo. Cos'è successo?
- Sto sistemando la questione. - Non c'è fretta.
Dai, hai chiamato mia madre. Troverò un posto entro due settimane.
- Ok, figliolo. - Ok. Saluta la sig.ra Melahat.
A presto. Grazie.
Il tuo tocco è delizioso.
L'affitto è ottimo. Puoi trasferirti subito.
È davvero buono. Ok.
Il padrone di casa è un uomo rispettabile. Lavorava nella finanza.
Non avrà mai visto l'appartamento. Sta aspettando un buon inquilino, ma…
Devo continuare a parlare? Che succede?
Dove hai fatto il tatuaggio? È bello.
- Ho un tatuatore di talento a Kadıköy. - Forte.
- Ma è un po' fastidioso. - Sì?
- Anche il tuo è bello. - Li creo io.
È un po' aggressivo, ma…
- Ok. - Ok.
Ok.
Andiamo a cena?
Non dirai che ero troppo sexy e non sei riuscito a trattenerti, vero?
No, intendevo una cena normale.
Non lo so.
Allora potrei chiederti: "Cos'è successo? Si è spenta la fiamma?
- E saresti a disagio?" - Senti.
Affitterò la casa, ok? Sto bene, va tutto bene.
Allora sono due mesi di cauzione. Non so se negoziabili.
La moglie del padrone di casa è adorabile, ma non si sa mai.
Aiuta conoscerli prima…
- Conosciamoli prima! - Ok.
Non negoziare con me. Avrò un mese di affitto.
Non negozierò neanche lo facesse lui. Il mezzo sesso non cambia niente, ok?
Non l'ho mai pensato.
Se la dessi a tutti i clienti, mi caccerebbero dal quartiere.
Che dici, Hande? Apri la porta?
Muoio dalla voglia di sapere chi ti sta inseguendo.
Come?
Scappi così in fretta che mi chiedo chi ti stia inseguendo.
Nessuno.
- Benvenuta. - Grazie.
Mio zio sta aspettando una risposta.
Il piano Hannover è archiviato?
Non vuoi fare l'impiegata statale.
È vero. No.
Ne abbiamo parlato.
La risposta è la stessa. Soffocherei là.
Non parlo la lingua. Cosa dovrei farci?
Tu puoi andare, certo.
Grazie.
Questo lo so.
Ma basta con la vita aziendale, no?
È il mio lavoro, Semih.
Non intendevo questo.
Ma non è la nostra vita. L'hai detto tu, non io.
Se non vieni, non ci vado.
Non dare la colpa a me! Perché non è così.
Ti ho detto di andare se vuoi.
Ma io non posso farlo. Non prendertela con me.
Non ci avevo neanche pensato
finché non mi hai detto che potevo far soldi.
A me non interessano.
Sei ricca di famiglia.
Sì, zio.
Sei in riunione?
Ok, sarò veloce.
Io e Semih ci abbiamo pensato.
La sua carriera sta andando bene qui. Dovrebbe restare.
Forse tra qualche anno…
Sì, ma non ora.
E mi stanno considerando per il ruolo di assistente al direttore.
Se succederà, saremo a posto.
No, siamo a posto.
Siamo a posto, ma staremo anche meglio.
Ti saluta anche lui.
A presto.
Ho il naso così lungo?
Abbiamo fatto bene a rinunciare a Hannover, vero?
Viviamo a Istanbul, Def.
Guardala. Ce n'è solo una.
Ce n'è solo una anche di me.
Ti amo tantissimo.
È stato bellissimo.
Dillo di nuovo.
Ti amo tantissimo.
Com'è la tua felicità?
Parzialmente nuvolosa.
Ma il sole uscirà, giusto?
Lo faremo uscire.
Che stai facendo, scemo?
- Ti stiamo aspettando. - Vengo.
- Forza! - Ok, vaffanculo!
Che stai facendo?
Stai bene?
Sì, faccio una foto.
Cos'è questa?
La caparra, sig. Semih.
Quale caparra?
La caparra, la cauzione per la casa.
Te ne lamenti da stamani.
- Se non ti serve, ridammela. - No, ok.
Sei così dolce.
Sei un bravo ragazzo, ma non sei sveglio.
Se fossi in te, non starei un altro minuto qui.
Hai talento. Sei un bravo artista.
Che stai facendo?
Vattene, cazzo.
Per andare dove?
Prendi il tuo portfolio di disegni e vattene.
Puoi andare in India o in Giappone.
Puoi fare soldi ovunque.
Mi mancherete.
Perché?
Andate in Germania, no?
In Germania?
A Hannover?
Sì. Anch'io me ne andrei di qui se trovassi il modo.
Sì, ne stavamo parlando, ma ci siamo lasciati.
- Cazzo. Non lo sapevo. - Non importa, non potevi saperlo.
- Defne se ne va, eh? - È quello che ha detto.
Ok. Voleva andarci comunque…
- Ci vediamo. - Ci vediamo. Ok.
Andiamo. Alzati.
- Hai la febbre, andiamo. - No.
Ho cercato online. L'influenza suina non attacca i porci come me.
Hai la febbre a 40. Andiamo in ospedale per una flebo.
No.
Non lavori oggi?
- Non se sei malato. - Vai, Defne.
- Chiamo l'ufficio. Che sciocchezze… - Defne!
Cosa? Stai dicendo sciocchezze. Forza, alzati.
- Che fai? - Non chiamare.
- Che fai? - Vado in bagno.
Pronto? Avete un taxi disponibile?
Ok. Per favore, lo mandi in via Açelya, 27.
Sì, cancelliamo.
Ho chiamato il tassista dal balcone. Ma non mi ha sentito.
Chiedo scusa.
Grazie.
Semih?
Semih, apri la porta.
Ti comporti come un bambino!
Poyraz?
- Non volevo interromperti… - Ma l'hai fatto. Dimmi.
Stasera suona un DJ svedese bravo.
Ci andiamo.
Ok, perfetto.
Vuoi venire? Potremmo andarci insieme…
Non posso. Devo finire questi entro domani per forza.
- Chiamo Nazım? - Ha preso i biglietti. Vado con lui.
- Sì? - Sì.
Va bene, allora.
- Ok? - Ok, divertiti.
- Ciao. - Ciao.
Poyraz, hai parlato con Defne di recente?
No.
Cos'è successo?
Niente. Ero solo curioso.
- Ok. - Ok.
- In bocca al lupo. - Crepi.
Seksek, c'è Defne qui. E l'atmosfera è fantastica.
Solo per fartelo sapere.
Ehi, come va?
Ve l'avevo detto che l'avrei fatto venire!
Ehi, dov'è Defne?
Chiede di Defne. Non è qui. Ci siamo solo noi qui a divertirci.
Guarda che faccia.
Visto che non puoi dimenticarla.
Dai, ci divertiamo.
- Vaffanculo! - Piano. Calmati.
- Sei pazzo? - Seksek…
- Che fai? - Calmati. Vacci piano.
- Zitto, Nazım. - Datti una calmata.
Va tutto bene. Dai.
- Che succede? - Va tutto bene. Prendiamo da bere.
Ti secca che abbia invitato Özge?
Tu non c'entri. Non so di che parli.
Ero d'intralcio l'altra sera, così l'ho invitata.
Tu non c'entri. Non mi interessava. Ma grazie comunque.
A proposito, guarda cos'ho.
- Cos'è? - Me l'ha data Nazım.
- Che ti prende? - Cos'è questa merda?
Che diavolo fate?
- Ti rovino con quella merda! - Lasciami andare!
- Calmati! - Vaffanculo!
Vaffanculo, Nazım!
Defne.
Pronto?
Ehi, amico.
Sono Semih. Piacere.
Indovina che fa Defne.
Se ne va a Hannover.
Ora basta.
Non perderò tempo.
Conosci Defne?
Vomito!
Non ci riesco.
Credo di dover stare con te.
Non credo. Ne sono sicuro.
E mi chiedevo dove fossi stato.
Sono tornato ora.
Hai del caffè?
Siamo chiusi.
Non volevo del caffè, Ber.
Ber?
Puoi dimostrarmi un po' d'amore?
Puoi dimostrare un po' d'amore a te stesso, Semih?
Sì, lo so fare.
È facile.
Tesoro.
È troppo tardi.
È stato un piacere flirtare con te.
Ma ora,
è finita.
Perché?
Sono incinta.
- Sono incinta! - Fantastico.
Posso abbracciarti?
Semih.
Ehi, alzati. Faremo tardi.
Buongiorno.
Buongiorno. Alzati o Ceyda ci ucciderà.
Cosa?
Non giudicare ora.
Perché ridi, idiota?
Sono solo confusa, lo sai.
E mi piace questa versione di me, ok?
Non guardarmi dall'alto in basso. Ti do uno schiaffo.
Non ho detto niente.
Zitto.
Faccio quello che mi pare. Voi fate di tutto. Ma se sono le donne,
giudicate.
Questo è per Semih.
L'hanno dato a me.
Def! Defne!
Defne!
Def!
Defne! Ti trasferisci in Germania? Eh?
Sì. La prossima settimana.
Perché?
Non puoi più chiedermelo, Semih.
C'è qualcun altro?
Che differenza fa?
Perché hai postato foto in bikini?
Ti dovrei rispondere?
No! Ma te lo chiedo lo stesso.
Pensavo non ti piacessero i social.
- Possiamo parlare un attimo? - Parlare di cosa?
- Come stai? - Bene.
Molto bene?
- Cosa vuoi sapere? - Non so cosa voglio sapere!
Mi hai dimenticato?
Ne abbiamo parlato ieri.
Ieri?
Defne?
Non te lo ricordi, vero?
- Non sei riuscito a vomitare. - Stavo…
Parlavo con un cane.
Mi chiedi se ti ho dimenticato? A casa tua ha aperto Özge.
- No, sta con Nazım! - Ok, come vuoi!
Sono venuta a portarti il telefono, ok?
- Addio. - Def, ho una domanda!
Dimmi se ho detto qualcosa di sbagliato.
No.
Ma neanche niente di giusto.
Cos'ho detto?
"Cos'ho detto?
Cos'ho detto? Cos'ho fatto? Avevo ragione o torto?"
Si tratta sempre di te, Semih.
Dov'è Defne? Non c'è da nessuna parte!
Non c'è da nessuna parte.
Ho aspettato un tuo segnale.
Qualcosa, qualsiasi cosa…
Perché pensi che sia finita? Ci hai mai pensato? Non l'hai mai chiesto.
Mai.
Non hai mai chiamato.
Hai chiamato.
Sì, ma non te lo ricordi.
Hai un ego smisurato.
Sei così impegnato da te stesso che non pensi a me.
Non importa, Semih.
Non importa.
Hai la tua strada.
Seguila.
Seksek!
Torna a trovarmi.
- Sicuro? - Certo che sì. Sono tuo fratello.
Lo sento. Entrerai alla Boğaziçi.
- Vado. - Va bene.
- Fammi sapere quando atterri. - Ok.
Prendi questa.
- Cos'è? - Una tazza. Dalla alla mamma.
Va bene.
- Ciao. - A presto.
Yezo, sto davvero male.
Lo so, è per domani.
Di' che ho l'hard disk rotto o un attacco di panico.
Non ho potuto finirlo. Mi uccideranno?
Non ce l'ho fatta, ok?
Non hai traslocato.
Sig.ra Ceyda?
È depressione?
Non lo so, forse?
La rottura.
Non è solo questo, sig.ra Ceyda. La rottura…
Non m'importa cosa diavolo ti stia succedendo.
Mantieni la promessa.
Non è un gioco.
Siediti, piangi, fai quello che devi e finisci ciò che hai iniziato.
Non ti senti in imbarazzo?
Hai detto che l'avresti fatto e hai avuto un anticipo.
Abbi un po' di dignità.
È facile essere un campione con le proprie regole. Non funziona così.
Mi chiedo se sei pigro o hai paura della concorrenza.
Poi penso: "Chi se ne frega?
Che mi importa del suo problema? Perché ci penso? Chi se ne importa?"
Ma la vita non è solo il marciapiede su cui cammini.
Mantieni la parola. Non rovinare il nostro rapporto.
- Lo so.… - Fanculo.
Pronto?
Semih.
Come va, mamma?
Poyraz mi ha detto delle cose.
Sì.
Come stai, tesoro?
Bene.
Cos'è successo?
Vuoi dirmelo?
Niente.
Figliolo, Poyraz mi ha dato la tua lettera.
Non è la mia lettera.
È di tuo padre, caro.
Lo so.
Ma era indirizzata a noi due.
Mamma.
Sì?
Quel giorno andai in bagno.
Quando papà andò via.
Ed era lì.
Prese tutto.
Non lasciò niente.
Come se non sarebbe tornato.
Ma ha mantenuto la parola. Non è mai tornato.
Quella cosa era lì la mattina che Defne mi ha lasciato.
Mio caro, ma perché l'avevi presa?
Era l'unica cosa che aveva lasciato.
Cos'è?
Credo che fossimo a Düsseldorf.
La comprammo lì.
Non è niente di speciale.
Non penso che la lasciò lì apposta.
La dimenticò nella fretta.
Avrebbe portato via anche i peccati.
Li ho io.
Cosa?
I suoi peccati.
Li ho io.
Non posso dire a nessuno: "Non andartene".
Come hai fatto?
Mi sentivo triste.
Questo lo so.
Cos'altro potevo fare, Semih? Cos'altro, caro?
Mi sentivo molto triste.
Non aver paura.
Da tuo padre ho imparato cosa fare col cuore spezzato.
Ma io non lo so.
Non me l'hai detto. Che si fa col cuore spezzato?
Ogni cuore si spezza in modo diverso, figliolo.
Beh, me ne vado.
Stavo controllando l'ultimo lavoro che hai mandato.
Sì, è finito.
Sì. Molto bello, congratulazioni.
Devo chiederle una cosa.
Perché è venuta da me?
Sentivo che non mi consideravi.
Voglio dire… Sentivo di non essere importante per te.
Inoltre tengo molto a tua madre, la mia insegnante, la sig.ra Elif.
Ecco perché.
Grazie.
- Abbi cura di te. - Anche lei.
Va bene. Ecco, questa è la tua chitarra.
La mia chitarra?
Begüm aspetta che la chiami.
Chi è Begüm?
La maestra di chitarra.
Semih, non posso crederci.
Chiedi scusa a mia nonna.
Ti voleva bene. Non so perché.
RIPOSA IN PACE
Mi piace.
UN PRURITO COSTANTE CONTRO LE ABITUDINI
La gente li prende per capriccio. Sempre.
Ma non è facile.
Bisogna pensare al futuro. Vero, signore?
Bisogna pianificare le vacanze di conseguenza.
Deve pensare: "Ho adottato questo cane, ma posso prendermene cura?"
Sì, la gente ama i propri cani. Ma non basta amarli. L'amore non è tutto.
Per esempio, deve portarli fuori,
farli correre, dar loro ciò che vogliono.
Ma i cani hanno anche una caratteristica interessante.
Amano il padrone, chiunque sia.
Sono pieni d'amore.
Tutti dicono che ne avranno cura.
Ma durano tre giorni. Poi li lasciano per strada.
Se non sarà in grado di occuparsene… Ho ragione? Allora perché adottarlo?
Ma credo che lei sia degno di fiducia, signore.
Non lo abbandonerà?
- Vero? - Cosa?
- Non lo abbandonerà. - No.
Credo di averlo già conosciuto.
Allora… Che ne pensa?
Può venire con me?
Che dire…
Rüstem… Posso chiamarti Rüstem?
Ok, grazie.
Vedremo come andrà, Rüstem.
Cerca di sopportarmi un po'.
Ho appena imparato alcune cose.
Lo ammetto.
Ma puoi fidarti di me.
Sì.
Puoi fidarti di me.
Semih?
Wow!
Chi è?
Rüstem.
Piccolo ragazzaccio! Sei così carino.
Come stai?
Sto bene. Va tutto bene.
- E tu? - Bene.
Mi sono abituata a vivere in Germania.
Sono qui per le vacanze.
Torno domani.
Bene.
Sono felice di vederti.
Anch'io.
Che strana coincidenza.
Cos'è successo?
- Cosa? - Questo.
"Un prurito costante contro le abitudini."
- È di Turgut Uyar. - Bella.
Lo è sempre.
Ma non so se ti definisce.
Ok, cosa mi definirebbe?
Non lo so.
Sei un fuoco d'artificio.
Che esplode nell'oscurità.
Se ricordo bene, mi avevi già detto tutto.
È bello ricordare, vero?
È così bello ricordare.
Andiamo.
Sottotitoli: Laura Cini
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.