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RESPIRI PROFONDI IN SOTTOFONDO
- Sì? - Buonasera, dottore.
- Avvocato, come siamo messi? - Siamo ancora sulle special indemnities.
- Però ho un'idea, ha un minuto? - Sì.
Alberto, usciamo da questa impasse.
Facciamo uno spin-off ed escludiamo lo stabilimento canadese dall'operazione.
- Con prezzo invariato? - Sì.
Quanto alla clausola di indemnity, accettiamo il vostro cup,
ma con una riduzione graduale dell'importo massimo su base annua.
Con le reps e warranties come la mettiamo?
Eliminiamo le responsabilità fiscali, ambientali e penali,
se ricomprese nella 231.
È un compromesso accettabile?
Proprio stasera? Sono qui dentro da dodici ore.
Domattina ripartono, e poi ci divertiamo.
- Oltre a De Groot chi c'è? - Il suo socio, un certo Van Der Meer.
La società che hanno individuato non è male.
Ho preso contatto con uno dei due soci, il prezzo è buono.
- Ma? - C'è il problema dell'altro socio.
Il fratello. I due si odiano, non si parlano da anni.
Bisogna capire come approcciarlo.
Se facessimo due negoziazioni disgiunte, ognuna per il 50 per cento?
- Stai scherzando? - Mica tanto.
Camilla, sei pazza? Pensa alle indemnities.
I due contratti devono comunicare, sarebbe un casino.
Se non vogliono sedersi allo stesso tavolo, che si fa?
Si fa di tutto per farceli sedere.
Di' a Dennis di controllare le cross reference, okay?
- (Lisa) Sì, ma ti aspettiamo? - Sì, appena finisco, torno da voi.
- Va bene, a dopo, ciao. - Ciao.
Botte di ferro. In inglese, "iron barrel".
- Cosa c'è, cos'è quella faccia? - Me lo chiedi pure?
Non sei contenta? Ha vinto la tua idea.
Ti rendi conto di quello che hai fatto o non ci arrivi?
Ho giocato la carta giusta al momento giusto.
- Loro si fidano di me e abbiamo concluso il deal. - Certo.
"La nostra Camilla si prenderà cura di tutto, siete in una botte di ferro..."
"Iron barrel" addirittura! Pensi che sia la tua valletta?
Quante storie! Ho venduto la tua idea, non una notte nel tuo letto.
Vaffanculo.
Camilla, senza offesa, ma hai un carattere di merda.
Poi ti chiedi perché ancora non sei diventata partner.
Si fermi, scendo qui.
Smettila.
Si fermi, per favore. Si fermi!
Dove vai? Torna qui!
(Camilla) Testa di cazzo.
Pronto? Lisa, sto arrivando. Sì, dieci minuti.
L'UOMO PARLA IN UNA LINGUA STRANIERA
Signora! Non si muova, come sta?
- Non è niente, mi fa solo male il braccio. - Chiamo un'ambulanza.
- Allora si è rotto? - Non è niente. - Sei sicura?
- Siete rimasti solo voi due? - Giulio è andato via alle tre.
Sul timing per le CPs non siamo riusciti a trovare un accordo.
- Torna alla sette e mezzo con Suardi. - Hai posticipato, brava.
Insiste che lo spin-off sia registrato in Canada prima del closing.
Okay, stampatemi il mark-up del contratto.
- È già sul tavolo. - E anche degli allegati.
(Lisa) Allora...
- Sicura che non vuoi tornare a casa? - No, prima finiamo.
- Prego. - Grazie.
- Buongiorno a tutti. Buongiorno. - Buongiorno.
- Ciao. - Ciao, buongiorno.
- Tutto bene? - Sì, grazie. Buongiorno, avvocato.
- Che ha fatto al braccio? - Niente, una stupida caduta. Caffè?
- Grazie, volentieri. - Buongiorno. Ti seguo.
Io ho un aereo alle due e non posso perderlo.
Oggi?
È in splendida forma, nonostante tutto.
Non c'è niente di meglio di un signing per tirarsi su, prego.
Mi sono appoggiata un attimo e sono crollata.
Sembri quasi buona quando dormi.
Ha parlato l'agnellino!
Che hai fatto al braccio?
Ieri sera due cretini mi sono venuti addosso in motorino.
Cosa? Potevi chiamarmi!
Sì?
Così correvi in ospedale nel cuore della notte?
Stupida! Ti avrei portato dei fiori, dei cioccolatini.
- Certo. - La boule dell'acqua calda.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
È da un fisso.
- Pronto? - Questura di Milano. Lei è Camilla Corti?
Sì, sono io.
Volevo informarla che il ragazzo dell'incidente è deceduto.
È appena arrivata la comunicazione dall'ospedale.
- Ma come? - Dovremmo farle qualche domanda.
- È una formalità, pochi minuti. - Ma io...
- Ho già detto tutto in ospedale. - Può passare domattina?
- No, domattina proprio non posso. - Stasera?
- Stasera a che ora? - Alle nove.
Va bene, d'accordo.
L'aspetto in Questura. Arrivederci.
Sì, arrivederci.
- È morto. - Chi?
Uno dei due del motorino.
Cazzo! Non avevo capito che era una cosa così grave.
Neanch'io. Ho visto solo che lo caricavano in ambulanza.
- Mi vogliono risentire. - Quando?
Tra un'ora. Volevano domani mattina, ma proprio non posso.
Mannaggia...
Va bene, dai, almeno ti togli il pensiero. Mi dispiace non poterti accompagnare.
- Che giornata! - Tranquilla, sarà una cosa di routine.
Ti va un bicchiere di vino? Ho preso una bottiglia.
- Sì? - Va bene.
Ispettore.
- Prego. - Buonasera.
- Camilla Corti. - Piacere. Si accomodi.
Abbiamo acquisito il verbale dai colleghi. Ci serve qualche altra precisazione.
- Sì. - Lei ha detto che sullo scooter erano in due.
E che quando lei era a terra, uno ha urlato qualcosa in arabo.
Sì, ma non sono sicura, non conosco l'arabo.
Le viene in mente qualcos'altro? La targa non l'ha vista...
- Magari il modello del veicolo, il colore. - No, è successo tutto velocemente.
Pioveva, stavo attraversando, e ho visto arrivare lo scooter.
- Poi mi sono trovata a terra. - Ha attraversato con il semaforo verde?
Sì, era verde.
Oltre alla persona che l'ha soccorsa, chi era presente?
- Un veicolo, un passante. - No, non ho visto nessuno.
Bene. Adesso le chiedo solo di mettere una firma.
- Tutto qui? - Sì, le avevo detto che era una formalità.
- Avete sentito i parenti? - No, non l'abbiamo identificato.
Non aveva i documenti con sé.
Possiamo recapitarle eventuali comunicazioni all'indirizzo che ha fornito in ospedale?
- Quali comunicazioni? - Apriremo un fascicolo contro ignoti.
È la prassi. Firmi in basso a sinistra... Ecco la penna.
Siete sicuri che è morto a causa dell'incidente?
Bisogna aspettare l'esito dell'autopsia, dall'obitorio.
Ade!
Adele?
- Allora ci sei. - Sì, ma sto uscendo.
- Che hai fatto al braccio? - Niente, un incidente.
Quando?
Ieri sera, mentre attraversavo la strada, mi è venuto addosso un motorino.
Cavolo, ma... Te lo sei rotto?
No, devo tenere questo coso per due settimane, poi mi mettono un tutore.
Gli auricolari...
- Esci con Paolo? - No.
Con degli amici.
Scusa, ma sono in ritardo.
- Dormi qui o da tuo padre? - Non lo so.
Ciao.
- Ciao. - (Maurizio) Ciao, tesoro, come stai?
Bene. Non mi aspettavo di sentirti a quest'ora.
- Dove sei? - In garage. Com'è andata in Questura?
Una cosa veloce, per fortuna.
Solo che...
Mi hanno chiesto se il semaforo era verde e io non lo so.
- Gliel'hai detto? - No, gli ho detto che era verde.
Hai fatto bene.
Comunque, se fosse stato rosso, te lo ricorderesti.
Dici?
Sì, può essere.
Era straniero, non aveva documenti, non si sa chi sia.
Sarà stato un clandestino. Almeno non c'è il rischio di denunce.
Fatti una bella dormita e non pensarci. Riposati, ti chiamo domani.
- Okay. - Ciao.
Buonanotte.
Buongiorno.
- Che hai fatto al braccio? - Un colpo di karate andato male.
- Non sapevo facessi karate. - Adesso lo sai.
Ce l'hai ancora con me? Sai come vanno queste cose.
- Vuoi le scuse formali? - Smettila.
Volevo dirtelo l'altra sera...
Ti ho proposto come Best Corporate Lawyer al New Legal Award di quest'anno.
Spero ti faccia piacere.
Grazie.
Ho convinto tutti a non fare altre candidature, così...
Sei il cavallo su cui tutti punteremo.
- Devo dire "cavalla"? - No, va benissimo cavallo.
Ti chiamo dopo e decidiamo per la call con gli olandesi. Ciao.
Avvocato, se mi dà il suo telefono, le trasferisco i dati. Ho quello nuovo.
- Appena ho un minuto, scendo io, grazie. - Di nulla.
SQUILLO DI CELLULARE
(Lisa) Lettera di conferma della PFN,
verifica soddisfacimento condition precedent.
(Denis) Ci sarebbe anche la bozza verbali assemblea e CDA.
Giusto. Da dove vuoi che cominciamo, hai preferenze?
- Camilla? - Eh?
Da dove vuoi che cominciamo?
Andate pure avanti con la bozza del verbale...
Io vi lascio soli per un'oretta, okay?
Ma sulla questione delle dimissioni degli attuali amministratori volevi inserire...
No, quello lasciatelo in sospeso. Pensate invece alle previsioni di Malleva.
- Scusate. - Prego.
Volevo...
Una persona che conosco è scomparsa e volevo sapere se poteva essere qui.
- Come si chiama? - Non lo so...
È straniero, arabo, forse.
- Quanti anni ha? - Non lo so.
Lo incontravo tutti i giorni fuori dal bar, vicino al mio ufficio.
Ieri sera hanno portato un ragazzo. Potrebbe essere mediorientale.
- Ma non lo hanno ancora identificato. - Potrei vederlo?
Sì. Me lo fate portare alla due?
- Prima però deve compilarmi questo. - Sì, certo.
Cosa gli è successo?
Incidente in motorino.
È lui?
Ha già controllato negli ospedali?
Una denuncia di scomparsa è stata fatta?
Signora? Tutto bene?
Mi scusi.
RESPIRO PROFONDO IN SOTTOFONDO
BUSSANO ALLA PORTA
Avanti.
È quasi mezzanotte, se non c'è altro, noi avremmo finito.
- Sì, andate pure, grazie. - Buonanotte, a domani.
Mi aspetti qui, grazie.
Cazzo!
- Oddio, che spavento! - Ma cosa stai facendo?
Niente. Come mai già a letto?
Adesso non va bene neanche se dormo?
Era solo una domanda. Com'è andata oggi?
- Bene. - Hai capito se riesci a dare quegli esami?
Senti, mamma, stavo dormendo. Mi hai anche svegliata.
- Scusami, pensavo che non ci fossi. - Va bene. Buonanotte.
'Notte.
- Silvano, buongiorno. - Buongiorno, avvocato.
- Eccolo. - Ottimo!
- Il tempo di trasferire i dati e glielo porto. - A proposito...
Mia figlia ha perso il PIN di un vecchio cellulare, come deve fare?
- Ha provato tre volte e si è bloccato? - Sì.
- Ha il PUK? - No, ha perso anche quello.
Se vuole, do un'occhiata. Altrimenti lo portiamo al negozio dove l'ha comprato.
SCROSCIO D'ACQUA
(Maurizio) Cosa c'è?
Sono andata all'obitorio.
All'obitorio?
Continuo a pensarci. Non si sa ancora chi è.
Camilla, tu non c'entri niente, lo sai.
- Era un ragazzino. - Sì, ma non è stata colpa tua.
Non sei passata con il rosso. Ti assicuro, te lo ricorderesti.
Sai che ho trovato un cellulare? Magari era il suo.
- Dove? - Sul luogo dell'incidente.
Tu sei tornata là?
Che ti prende? Ma cosa sei andata a fare lì?
Non lo so.
Correvano come pazzi, chissà quanto avevano bevuto!
- Si sarebbero schiantati comunque. - Che ne sai? Sai sempre tutto, tu?
Non sono io il problema qui.
- Cosa vorresti dire? - Potevano ammazzarti, ti rendi conto?
- Però è morto lui, non io. - Per fortuna!
Camilla, mi spiace, ma stai montando un caso dal nulla.
E poi se quel cellulare fosse stato suo, lo avrebbe trovato la polizia, no?
Era buio, pioveva, non si vedeva niente!
Secondo te, sono tornati là il giorno dopo perché è morto un immigrato?
Io non ti riconosco. Cosa ti prende?
Non lo so.
(Camilla) L'ho trovato sul luogo dell'incidente.
Non so se il ragazzo ne aveva già uno, però ho pensato che potrebbe essere utile...
- Grazie. - O lo avete già identificato?
Mi faccia capire, è tornata sul luogo dell'incidente?
Sì, cioè passavo di lì. L'ho trovato per terra, vicino al semaforo.
Ho pensato che potesse essere suo o di quello che è scappato.
Oppure di qualcuno che non c'entra niente.
Sì, certo. Ma quindi non l'avete identificato?
- No. Ancora no. - E l'altro? L'avete trovato?
Mi spiace, ma non siamo tenuti a dare queste informazioni.
- L'ha acceso? - No, serve il PIN.
Quindi l'ha acceso.
(voce registrata) Decimo piano, l'ascensore scende.
- Ehi! Ciao! - Ciao!
- Come stai? - Tu benissimo! Che hai fatto?
- Ti sei tagliata i capelli? - No. In realtà, mi sono rifatta le tette.
- No! - Eh, sì.
- Ma quando? - Tu non ci sei mai nei momenti importanti.
Hai ragione, sono anni che frequento solo gente del lavoro, è assurdo.
- Che bello vederti. - Sì. Ti fa male?
No, è una scocciatura.
Tra cinque minuti devi scappare, immagino.
- Venti. - Ah, venti. Bene.
Questo è quello che ho trovato. Ma prima voglio una promessa.
- Una cena insieme entro un mese. - Promesso.
Hai preso un impegno con un Pubblico Ministero, lo sai, vero?
- Sì, Vostro Onore. - Allora...
Sono riuscita a farmi dire qualcosa dal collega che segue la pratica.
Devi sapere che il pedone non è mai perseguibile penalmente,
anche se attraversa con il rosso.
Sì, ma non è questo. SQUILLO DI CELLULARE
- Scusa. - Rispondi pure.
- Massimo. Lo chiamo dopo. - Vi sentite? Come sta?
- Ci sentiamo per Adele. Si è risposato. - Sì, l'ho saputo.
E tu? Hai qualcuno?
Sì.
- Una storia segreta. - Davvero? È sposato?
- Naturalmente. - E che intenzioni ha?
Nessuna. Neanch'io, non avrei tempo per una cosa impegnativa.
O non vuoi averlo.
E sei felice?
L'altro giorno abbiamo litigato per la prima volta. In due anni.
Chi è? Cosa fa?
L'ho conosciuto a un signing, ci siamo stati cordialmente sulle palle.
Poi mi ha chiamata, un aperitivo e... Siamo finiti in una stanza di un albergo.
Niente, sembrava una classica storia che finisce lì.
Torniamo a noi, dimmi cosa ti ha detto.
Non era schedato, dalle impronte digitali non sono risaliti a niente,
nonostante nel database ce ne siano milioni.
E neanche dai suoi effetti personali.
Invece, per quanto riguarda l'autopsia...
Provenienza Iraq, Afghanistan, Siria. Età compresa tra i 17 e i 20 anni.
Il decesso è stato causato da un'emorragia cerebrale dovuta all'incidente.
È morto sotto i ferri.
Quello che è scappato aveva delle scarpe da ginnastica rosse, tutte sporche.
Mi è venuto in mente adesso.
Non so quanto questo dettaglio possa aiutare.
- Ma lo stanno cercando? - Non ne ho idea, la cosa mi stupirebbe.
Hai capito se aveva un cellulare?
No, mi ha detto che hanno portato tutto all'obitorio insieme alla salma.
Ti posso fare una domanda? Che cosa stai cercando?
- Pronto? - Non si usa più richiamare?
- Massimo, non ho avuto tempo. Che c'è? - Tu non ne sai niente, vero?
- Ma di cosa? - Di tua figlia.
Ieri sera eravamo dai Lombardi, c'era anche Luca e ha detto
che non ha mai visto Adele a lezione, lo sapevi?
- Non so di che cosa stai parlando. - In un anno e mezzo
ha dato solo un esame, Inglese.
- Chi te l'ha detto? - Lei.
Non è possibile! E Analisi? E Diritto Societario?
Tutte balle! Okay? Stavo per prenderla a sberle!
- E adesso dov'è? - Prima era sotto la doccia.
- Possibile che non ti sei accorta di niente? - Tu te ne sei accorto?
- Da qualche anno vive con te, non con me! - Massimo! Ti saluto.
Adele?
Perché non mi rispondi?
Sei in ritardo, io tra cinque minuti devo uscire.
- Cosa? - Avevamo detto alle otto.
Ma tu hai capito che lavoro faccio oppure no?
Il tuo lavoro viene sempre prima di tutto. Io però adesso ho un impegno.
- Mi dispiace, ma lo salti. - Non posso.
L'università puoi saltarla. O quello non è un impegno?
Sei arrivata seconda. Non ho voglia di un altro interrogatorio.
- Quando pensavi di dirmelo? - Io non volevo fare Economia.
- Non sapevi cosa fare. - Un anno sabbatico! Lo sai benissimo!
Abbiamo detto no solo a quello. Potevi fare Legge, Medicina,
potevi andare a Londra...
E finire in una multinazionale che incendia l'Amazzonia? Bella prospettiva.
- Cosa vorresti fare? - Non lo so. Voglio andarmene.
Trovare un lavoro e vivere per i fatti miei!
- Non puoi farlo dopo come tutti? - Chi sono questi tutti?
Sai quanto abbiamo speso per i tuoi studi?
- Non ho chiesto io di fare la scuola inglese. - Adele?
No, adesso parliamo.
Dopo vent'anni, hai deciso di fare la madre?
Sei impazzita?
Avanti.
- Disturbo? - Buonasera.
- Si ricorda? - Sì, certo. Prego.
Volevo... Ha un minuto?
Sì, giusto quello. Prego.
L'altro giorno le ho mentito. Mi dispiace.
Si accomodi.
Avete capito chi è quel ragazzo?
- No. Ancora no. Sa il suo nome? - No.
L'ho visto per la prima volta insieme a lei.
Io sono quella che...
Stavo attraversando la strada quando è arrivato lo scooter.
- Sono andati a sbattere per evitare me. - Cosa posso fare per lei? Mi dica.
Sa dirmi se tra i suoi oggetti personali c'è un cellulare?
Perché?
Ne ho trovato uno sul luogo dell'incidente.
Poi l'ho portato alla polizia, ma non me l'hanno voluto dire.
Non mi pare, ma... Vediamo.
- Infatti non c'è. - Posso vedere?
Diciamo che faccio un'eccezione.
Comunque, tra un paio di giorni lo mettiamo sul sito.
- Quale sito? - Quello dei cadaveri non identificati.
- Sua madre? - Chissà...
Ma qua c'è un nome. Ahmed Hassan.
Pare sia falso. Probabilmente era un irregolare.
Non danno mai le vere generalità, così non possono rimandarli a casa.
- Questo tesserino allora? - È quello della mensa dei poveri.
Lì non chiedono i documenti.
- Iracheno, questo è vero? - Forse.
Ho fatto una segnalazione all'ambasciata, ma senza un nome...
Ma se nessuno lo riconosce, che succede?
Lo seppelliscono al cimitero Maggiore, a spese del Comune.
Mi scusi, ma io devo proprio andare. Mia figlia mi aspetta.
3/19.
È il terzo morto non identificato dall'inizio dell'anno.
Posso chiederle un'ultima cosa?
Riesce a capire se il cellulare che ho portato in Questura apparteneva a lui?
Non è semplice.
- Posso provarci. - Allora le lascio il mio biglietto.
Camilla, bel nome.
- Grazie. - Io mi chiamo Bruno. Niente di che.
- Perché dice così? - Arrivederci.
Non importa.
Oddio!
Vuoi farmi venire un infarto?
- Sorpresa. - Sei già qui.
Siediti.
- Spero di avere indovinato. - Che cos'è?
Apri.
Mi guardavano da una vetrinetta all'aeroporto di Francoforte e...
Sono bellissimi, grazie.
Scusami per l'altra sera, ero un po' nervoso, forse.
- Venivo da una giornataccia. - Lo so.
Non ne parliamo più. Ero nervosa anch'io.
Poi ci si è messa anche Adele.
- Come mi sta? - Sei bellissima, guardati.
Cosa ha combinato Adele?
Dice che come madre faccio schifo.
Mi pare che in questo momento le faccia schifo più o meno tutto.
Che dici?
Che dico?
Dico che hai indovinato come sempre.
- Sì, ho visto la sua chiamata. - La cercavo per quel cellulare, buongiorno.
La polizia ha verificato, purtroppo non è il suo.
Ma com'è possibile? Non aveva un cellulare con sé?
Così pare. O forse è caduto, la polizia non l'ha visto e qualcuno l'ha preso.
- Ci avevo sperato. - Anch'io, lo ammetto.
Anche se spesso si tratta di SIM intestate a nomi fittizi.
In rubrica è raro trovare dei numeri di persone reali.
- In che senso? - Spesso sono nomi cinesi inesistenti.
"Numeri gialli", come li chiama la polizia.
- Posso chiederle una cosa? - Sì, certo.
Perché le sta così a cuore questa faccenda?
Se non ha un nome, non lo troveranno mai.
No, non si scoraggi.
Se qualcuno lo riconosce, l'avviso.
Buona serata.
A lei. Arrivederci.
MUSICA AD ALTO VOLUME
E adesso dove vai?
A Lubiana.
Puoi abbassare un po'? Ti dispiace?
- Che ci vai a fare a Lubiana? - Un giro.
- Con Paolo? - No, con un amico.
- Ci siamo lasciati. - Ma quando?
Da tre mesi.
Mi dispiace, non lo sapevo.
Speravo fossi qui nel weekend.
Per prenderci ancora a sberle?
No, per parlare un po'.
Chi è questo amico?
Cristian. Non lo conosci.
Certo che non lo conosco, non mi dici mai niente.
E tu invece? Mi dici sempre tutto?
Di tua sorella che cosa mi hai raccontato? Niente!
Nemmeno che faceva teatro, che amava cantare.
Che non faceva l'università, ma voleva viaggiare, andare in Nicaragua!
- Non dovevi leggerlo. Dammelo. - Perché le stavi sulle palle?
E come è morta?
È stato un incidente, ma che incidente?
L'hanno trovata nel Po. Annegata.
Perché non me l'avete mai detto?
Com'è successo?
Non si è mai capito.
Si è suicidata?
C'era stata una lite violenta con tuo nonno.
Lei doveva fare uno spettacolo in piazza e lui gliel'ha proibito.
Lei se ne è fregata, come sempre. È tornata alle tre e lui non l'ha fatta entrare.
L'ha lasciata fuori?
Sì.
E poi?
Tu dov'eri?
Dormivo.
- Pronto? - Sono Camilla Corti.
Amina è ancora lì?
"Nel vento..."
"Lasciare tra gli alberi..."
Però non è facile, sembra arabo antico.
È una poesia?
Forse mia nonna mi può aiutare.
- Lo posso tenere? - Sì, certo. Grazie.
- Si figuri. Allora, buonanotte. - Buonanotte.
Permesso, permesso.
- L'avvocato Corti? - Sì, sono io.
Piacere, Roberto. Venga.
Scusate! Permesso.
- Don Mario? - Sì.
Eccoci.
- Continua tu. - Va bene.
- Buongiorno. - Camilla Corti.
Benvenuta. Il ragazzo, controlliamo subito. Ha portato la tessera?
- No, però ho una stampa. - Va bene uguale.
Ahmed Hassan. Roberto, aiutaci tu che facciamo prima.
Un minuto.
(Don Mario) Quando hai finito, questo deve partire il prima possibile.
- Ecco. - Vede?
Qua ci sono gli ingressi e le varie attività dell'utente.
Il 9 di questo mese ha preso la tessera, ha fatto la doccia, ritiro vestiti e pranzo.
Quando fanno così è perché sono appena arrivati e hanno bisogno di tutto.
- E non è più tornato? - Non ci sono altri ingressi.
Pensa che potrei parlare con qualcuno che ha fatto la tessera?
Magari potrebbe dirmi qualcosa che...
Il martedì ci sono io alle tessere, ma di lui non mi ricordo. Mi dispiace.
Ne facciamo tante.
Nell'ultimo mese abbiamo registrato quattro Ahmed Hassan.
Anche se ricordassi qualcosa...
- Ti fermi a mangiare qualcosa con noi? - No, grazie. Vado di fretta.
Qui date anche le scarpe?
- Sì, due volte l'anno. - Che tipo di scarpe sono?
Dipende da quello che troviamo, donazioni o fondi di magazzino.
Dipende.
- Forse abbiamo trovato qualcosa. - Ciao.
Come ti chiami?
(in francese) Il tuo nome?
- Denva. - Denva. - Hanno dormito insieme in un dormitorio.
San Basilio. Letti vicini.
Quando?
Non so, un mese.
E le ha detto come si chiamava? Il suo nome?
Ha solo domandato... Quibla.
- Qibla? - Quibla è la direzione della Mecca.
Per pregare.
- Disturbo? - No, non si preoccupi.
- Però non ho novità. - Io sì, invece.
Ho trovato un ragazzo che ha passato la notte con lui nel dormitorio di San Basilio.
- Dove l'ha trovato? - Alla mensa.
L'ha riconosciuto dalla foto. Purtroppo non si sono detti molto.
Non sapeva il suo nome. Però è già qualcosa, no?
Sì, certo.
Pensavo di andarci uno di questi giorni. Magari la mattina presto, prima che escano.
Quel dormitorio è solo maschile. Non vorrei le facessero delle storie.
In che senso?
Potrebbero farle problemi per entrare nelle camerate.
Non l'ha riconosciuto nessuno. Comunque, dicono ci sia tanto ricambio.
Ho fatto mettere una foto in bacheca, magari saremo più fortunati.
A lei non è andata meglio? TUONO
Niente scarpe rosse.
Stavo pensando a quello che è scappato.
Non è possibile che fosse un suo amico. Non l'avrebbe mai lasciato così.
Magari era un trafficante.
Forse quei 200 euro che aveva in tasca gli servivano per raggiungere un parente,
un amico in Nord Europa, lo fanno in tanti.
Non è strano che non gli abbiano preso le impronte?
Probabilmente è arrivato via terra.
Se fosse arrivato con un barcone, lo avrebbero schedato.
Sono Paesi in guerra o comunque con un sacco di problemi.
- Chissà come è arrivato fin qui... - Ci avrà messo anni, sicuro.
E sarà stato un inferno.
Le cicatrici che aveva sul corpo sono segni di tortura.
- Tortura? - Purtroppo succede di frequente.
Può ancora succedere che qualcuno lo riconosca?
Speriamo.
Non mi è mai successo che qualcuno prendesse così a cuore un morto sconosciuto.
Se non avesse trovato me sulla sua strada, non sarebbe morto.
Ho anche il dubbio di avere attraversato con il rosso.
Da noi ne arrivano tanti che sono morti perché si trovavano nel posto sbagliato
al momento sbagliato.
È il destino.
È da tanto che fa questo lavoro?
Sette anni. Lavoravo già al Comune e poi mi hanno promosso.
All'inizio, più che una promozione mi sembrava una punizione.
Stare ogni giorno in mezzo ai cadaveri non era proprio il mio sogno.
Adesso invece ringrazio.
Fare i conti con la morte, ogni giorno,
ti fa apprezzare sul serio la vita.
Noi dimentichiamo di darle valore.
La mattina, quando ti svegli...
È troppo zen?
Ma no, perché? No, no!
Non pensavo che il direttore di un obitorio fosse così.
Neanch'io pensavo che un avvocato d'affari fosse come lei.
- Sono 4 e 80. - Ci penso io.
- No! - Veramente, è il minimo.
Saranno 15 anni che non bevo una cioccolata calda.
- Motivo in più per offrirgliela. - Sarà per la prossima volta.
- Grazie. - Grazie.
Domani facciamo un pranzo con mia figlia.
Il suo fidanzato è chef, è agli inizi, ma è bravo.
Se non ha niente di meglio... Pare ci sia anche il sole.
- Mi dispiace, ma domani devo lavorare. - È domenica.
Domenica? Che strana parola, che significa?
- (Bruno) Pronto? - Ho la traduzione del biglietto.
- Che biglietto? - Quello del ragazzo.
Ah, sì, certo.
- Disturbo? - No, nessun disturbo. Quello in arabo.
Che c'è scritto?
"Sul mare nubi sottili, come pieghe di un velo nel vento."
"Tra gli alberi un soffio lontano."
"Chiunque abbia voce, cantando un motivo, arriva al giardino del re."
Bella, che cos'è?
È la strofa di una vecchia canzone, pare.
È ancora lì?
Come va il lavoro?
Una gran noia. L'invito è ancora valido?
Sì, certo.
Assolutamente. La aspettiamo.
A che ora?
L'una e mezza? Le mando l'indirizzo.
Okay. Grazie. A dopo.
A dopo.
Beh? Cos'è quella faccia?
- Dice che viene. - L'avvocatessa pentita?
Smettila, scema.
- Quando finite, mettete a posto qui. - Sì, agli ordini.
- Anche in soggiorno! - Sì!
Papà, mettiti la camicia che ti ha regalato Mirko!
- Non è un po' troppo? - (Mirko) No!
- Ti fidi ora, eh? - Devo?
Certo, è perfetta!
- Perfetta per me. - No, esci subito dal mio regalo.
Già cominciano! Anche noi ci stiamo scannando.
Macché! Lei ha l'esclusiva, io posso solo guardarla.
CAMPANELLO Eccola.
È quasi puntuale.
- Ben arrivata. - Grazie.
- Un bianco e rosso per non sbagliare. - No, ma non era il caso...
Venga.
Le faccio strada.
- Camilla. - Ciao!
- Piacere, io sono Giulia. - Camilla.
- Lui è Mirko, il grande chef. - Sì, vabbè. Piacere.
- Mara e Sergio, appena arrivati dal Messico. - Ciao.
- Encantado. - Encantada.
- Partiamo con gli antipasti? - No, aspetta.
- Prima Bruno deve battezzare l'amaca. - No...
- Non farti pregare! - Non so neanche se l'avete legata bene.
- Non vorrei rompermi un femore. - Quanti ne compi oggi, novanta?
- È il suo compleanno? Non me l'ha detto. - Si vergogna perché sono troppi.
- Lei deve per forza pranzare con noi? - Ha portato il cuoco, ci tocca. Vado!
Olé!
- È comoda? - Lasciatemi qui, vi prego.
Alle medie eravamo compagni di banco.
- Non vi siete mai persi di vista? - No, purtroppo.
Dopo il liceo, io ho fatto un corso per odontotecnici.
- Dove ha avuto il privilegio di conoscermi. - E lui ha aperto uno studio di grafica.
- Di grafica? - Sì, ma parliamo dell'Età del Bronzo.
- E poi? - Le cose con il mio socio sono andate male.
Il lavoro era diminuito, mio suocero mi ha parlato di un bando del Comune...
Lui non voleva nemmeno provarci, l'ha convinto il nonno.
- Anch'io ho fatto la mia parte. - E siamo entrati nell'Età del Ferro.
- Voi due invece lavorate insieme. - Sì, incastro letale.
- Una volta diceva "fatale". - Però ci piace molto viaggiare.
- Hanno visto quasi cento Paesi. - Novantuno, per l'esattezza.
- L'obiettivo è arrivare a cento, no? - Complimenti!
Io mi sono fermato a ventidue. È nata Giulia e addio viaggi.
- È sempre colpa mia. - Io non so neanche se ci arrivo a ventidue.
- Non ci credo, con il lavoro che fai... - Davvero, vedo sempre gli stessi posti.
Londra, Parigi, Francoforte, al massimo Hong Kong.
Hong Kong è bella. Hai visto il panorama dal Victoria Peak?
No!
Dovrei potarla, ma mi piace così.
È come un sipario di foglie. Vieni.
- Scusa il disordine. - No, figurati.
Ecco...
Grazie.
Mi scusi, dottor Vigna, ho visto solo ora la sua chiamata.
I costi sono superiori. Possiamo recedere dall'offerta?
Sì! Se è stato messo in evidenza nel due diligence...
Lei mi assicura che non incorro in responsabilità precontrattuali?
Stia tranquillo. Mi lasci due ore, riguardo tutto e la richiamo.
Ora sta finendo la specialistica in Veterinaria.
- Avete un bel rapporto. - Ha avuto i suoi periodi bellici.
Quando era alle medie non mi ha parlato per un anno.
Perché?
Mi odiava per la separazione. Dava la colpa a me e un po' aveva ragione.
- Ho fatto un gran casino. - Non sembri un tipo che fa casini.
Ho avuto una storia con la moglie del mio socio.
In un colpo ho perso lavoro e famiglia. Giudica tu.
Non male! Sarà stata la crisi dei quaranta?
Diciamo così. In anticipo di quattro anni...
A te il coniglio è piaciuto davvero?
- Sì. - Sì?
- Ha vent'anni, devi avere pazienza. - È questo il problema.
- Vedrai che le cose cambiano in fretta. - Speriamo.
Ti somiglia?
No, non direi. Io sono più un soldato.
Lei invece ha smesso di studiare senza dirmelo.
Non so chi vede, che cosa fa.
- Ho paura che possa fare qualche cazzata. - Di che tipo?
Non so, farsi male, per esempio.
Ogni volta che in obitorio arriva il corpo di una ragazza, io penso a Giulia.
- Io non ero mai entrata in un obitorio. - Me ne ero accorto.
- Da cosa? - Da come hai reagito quel giorno.
Se nessuno lo riconosce, quanto tempo passa prima che venga seppellito?
- La Procura ha già dato il nullaosta. - Di già?
Ora dipende da noi. In questi casi, procediamo dopo due, tre mesi.
Allora, grazie del passaggio. E del pranzo, naturalmente.
- Sono stata bene. - Sono contento.
Non credevo che saresti venuta.
Ciao.
- In Svizzera sono tre. - A volte, anche in Francia.
Scusa.
Vuoi salire?
Prima che ci ripensi.
Cosa c'è?
Bella casa, complimenti.
Che fai? Rimani così?
Cosa c'è?
Non lo so.
Ma qualunque cosa sia è bellissima.
Credevo di essere diventato un sasso.
- Da quanto non hai una storia? - Una storia vera?
Sei, sette anni. E tu?
Anch'io.
Sei separata da tanto?
Mi sono sposata a 22 anni.
Poi è arrivata Adele, e a 28 mi sono separata.
- Anch'io. - Anch'io cosa?
Uguale a te. Solo che ci ho messo più tempo a separarmi.
Tu invece hai fatto tutto in fretta.
Beh, così non perdo tempo a farmi troppe domande.
Tipo chi siamo, dove stiamo andando?
Ma no! Anche meno, tipo...
Da quanto non vado...
a fare una vacanza, oppure...
Quando troverò il tempo per imparare a fare una torta,
o leggere un libro sdraiata sul divano.
- Non hai mai fatto una torta? - No.
- Mai? - No!
E una pedalata in bicicletta, come la vedresti?
Bene. Ne ho una in cantina.
- Sempre se mi ricordo come si fa. - Sai che potremmo fare?
Andiamo lungo l'Adda. Arriviamo al castello di Cassano. Ci sei stata?
- No. - È bellissimo.
- Quanti chilometri sono? - Una trentina.
Scusami. VIBRAZIONE DI CELLULARE
Buonasera, dottor Vigna. Stavo rivedendo le clausole.
- L'avrei chiamata tra poco. - Mi posso fidare?
Certo, mi metto in contatto con Willis. Lei com'è rimasto con Byson?
No, ma è assurdo...
CAMILLA PARLA AL TELEFONO IN INGLESE
(Camilla in inglese) Deve spiegare la situazione al suo cliente.
(in inglese) Non è difficile.
(in inglese) Troviamo un accordo con l'earn-out.
(in inglese) È un compromesso accettabile per entrambi.
Pronto? Sì, siamo appena arrivati.
Cinque minuti e siamo lì.
- Denis è già fuori con l'autista. - Bene.
SQUILLO DI CELLULARE
- Pronto? - Ciao. Come stai?
- Bene. - È un brutto momento? Disturbo?
No. Cioè, stavo lavorando, ma va bene.
Sono appena tornata da Londra, volevo salutarti. Non ci siamo più sentiti.
Va bene, mi sembra il momento sbagliato.
Senti...
Scusami, ma forse è meglio se ci fermiamo qui.
Siamo troppo diversi.
E avevi bisogno di venire a letto con me per capirlo?
No, lo sai che non è così.
E com'è allora? Sentiamo.
Ascoltami, non ho voglia di litigare. Lasciamo perdere.
Abbiamo altre priorità, altri valori, probabilmente.
Ma è per la telefonata dell'altra sera? Hai capito che lavoro faccio io?
Sì, è proprio per questo!
Non sono come i tuoi amici che vanno in giro per il mondo a mettere bandierine.
- Lascia stare i miei amici, capito? - E chi te li tocca!
Fai il filosofo, ma di me non hai capito un cazzo.
- Camilla, tutto bene? - Sì, andiamo.
(Lisa) Sì, poi ci sono le commissioni di arrangement, up-front e agenzia.
Per cui dobbiamo per forza chiedere una riduzione.
C'è quel nuovo articolo, ricordi, Camilla? Il 12.7.
Lo condividiamo, però dobbiamo chiedere...
Si fermi, scendo qui.
- Si fermi, le ho detto! - Camilla?
- Camilla, dove vai? - Voi andate, vi raggiungo.
Scusa! Scusa, scusa!
- Calze? - Sì, okay.
- Tre euro. Due, cinque euro. - Uno, va bene.
- Hai una moto? - Non capisco.
(in inglese) Hai uno scooter? - Scooter?
- No? - (in inglese) Non capisco.
Parli arabo?
PARLA IN ARABO
Un secondo solo, ti prego.
No, aspetta!
- Fate passare, per favore! - Aspetta.
Un attimo, per favore.
Amina, mi richiami urgentemente?
Okay, casa mia.
- Lavoro. - Sì, lavoro.
Compro tutte le calze! Vieni a casa mia, è qui dietro.
Ti fidi? Dai!
Tranquillo.
Tranquillo.
Vieni, vieni!
È qui.
Vieni, vieni!
- Dai, vieni! Casa! - Lavoro.
- Calze. - Sì, vieni! Ti prego.
Prego.
SQUILLO DI CELLULARE
- Sì? - (Lisa) Camilla, ti aspettano tutti!
- Prendi tempo. Arrivo tra cinque minuti. - Va bene, ci provo.
SQUILLO DI CELLULARE
Se hai fame...
Mangiare, okay? Puoi mangiare.
- Calze. - Sì.
Io tra un'ora torno, okay?
Con Amina, amica mia, che parla arabo. Un'ora!
- Lavoro? - Sì, lavoro, stai tranquillo.
Io torno. Un'oretta.
Il bagno è qui.
Perdonatemi, buongiorno!
Buongiorno, avvocato! Piacere.
Mi scusi, dottor Banfi.
- A che punto siamo? - All'articolo quattro.
- Abbiamo definito gli obblighi informativi. - Bene.
Della Definizione di indebitamento consentito avete già discusso?
- Sì, ma senza trovare un nuovo accordo. - Non è possibile.
Non possiamo ingessare la società in questo modo,
senza prevedere meccanismi che consentano un po' di flessibilità.
Avvocato, ne abbiamo già parlato ampiamente durante la sua assenza,
spiegando al suo cliente che la banca non accetta compromessi
sulla possibilità di assumere un ulteriore indebitamento.
Capisco, ma post fusione i parametri finanziari sicuramente miglioreranno.
Potremmo prevedere che qualora il financial covenant...
del rapporto PFN e BDA...
Senta, avvocato. Noi siamo qui da un'ora.
Lei è arrivata tardi, di questo noi abbiamo già discusso.
Siamo solo all'articolo quattro, non possiamo continuare così.
Il prossimo punto.
Il prossimo punto è negative covenant.
All'articolo cinque è previsto che la società mutuataria
non possa erogare finanziamenti infragruppo.
- Qui però abbiamo... - Scusate.
Abbiamo necessità legate alla gestione accentrata della tesoreria di gruppo.
- Non so davvero come ringraziarti. - Figurati.
Cos'è successo?
È stato lui?
Eh?
- Che fai lì impalata? Aiutami! - Sì, certo.
- Ti senti bene? - Sì.
Meglio che vai adesso.
- Non vuoi che ti dia una mano? - No.
Torna in studio, è tardi.
Okay.
Amina? Se puoi evitare di raccontare...
- (Lisa) Pronto? - Com'è andata?
Insomma, non bene.
- Banfi? - Incazzato nero.
Dice che paga per avere te, non per avere noi.
Dice che se non hai più tempo per lui, si rivolgerà a qualcun altro.
Ha ragione. Ho combinato un casino.
Dopo lo chiamo.
Mi spieghi che cosa sta succedendo?
È da un po' che te lo voglio dire, sei strana.
Ne parliamo domani, okay, Lisa? Ciao.
Che cazzo...
Ehi, tesoro.
Mi dispiace.
Immagino sia stato uno shock.
Avevo pensato di venire qui ad aspettarti. Per una volta che mi ero liberata prima.
Va bene. Se n'è accorto qualcuno?
Non lo so.
Che cosa cazzo cercavano qui?
Hanno portato via qualcosa?
Facciamo una cosa.
Andiamo via di qui, ci penso io domani. Okay?
Camilla, stavo pensando...
A fine mese vanno tutti dai nonni.
Se quel weekend tu riesci a liberarti,
potremmo andare da qualche parte insieme.
Io e te.
Vediamo.
Speravo in un minimo di entusiasmo.
Per questo grande passo?
Non mi pare che tu mi abbia mai chiesto questi grandi passi.
E ti sembra una cosa normale?
Ho capito, è stata una giornataccia, però non ci roviniamo anche questo.
Non ci pensare più.
Per te non pensarci è la soluzione di ogni problema.
Cosa vuoi dire?
- Non è vero che sono venuti i ladri. - In che senso? Che stai dicendo?
Sono stata io, ho portato lì un immigrato.
Pensavo fosse quello del motorino.
Gli ho detto che sarei tornata con una collega che parla l'arabo,
e l'ho chiuso dentro.
Tu hai portato un immigrato a casa e lo hai chiuso dentro?
Sei pazza! Ti rendi conto di quello che hai fatto rischiare a me?
- Il contratto è a nome mio! Lo sai! - Per me puoi disdirlo anche domani.
Cosa stai dicendo?
È finita, Maurizio.
Mi dispiace.
Tu sei veramente una stronza.
La prima impressione è quella che conta, è proprio vero.
Sei una stronza e io sono un coglione!
Ti riempio di attenzioni, ti propongo il weekend insieme!
Come se tu non capissi i casini che devo fare per provare a organizzarlo!
Il weekend insieme! Tanto a te che cazzo te ne frega?
Tu non meriti un cazzo. Questa è la verità.
SQUILLO DI CELLULARE
RESPIRO PROFONDO IN SOTTOFONDO
(Carnelli) Infine permettetemi di ringraziare i praticanti dello studio
che ogni giorno si sobbarcano la parte noiosa del lavoro,
che si avvicina al 90 per cento.
Non diciamoglielo troppo, o si montano la testa, no?
Tanto non sono qui, sono a lavorare!
Grazie, avvocato Carnelli. E ancora congratulazioni.
E ora è la volta dell'atteso riconoscimento
per il Best Corporate Lawyer, che la nostra blasonata giuria
ha deciso di assegnare all'avvocato Camilla Corti di Glenville e Associates.
- Stendili tutti. - Per l'eccellente capacità tecnica
e l'indiscussa abilità negoziale per le quali è ben nota a clienti e colleghi.
Grazie a professionisti come lei, in Italia,
il settore Corporate sta acquistando personalità di elevato standard.
È davvero un onore ricevere questo riconoscimento.
Ringrazio la giuria, lo studio Glenville,
i miei collaboratori, i clienti...
Grazie a tutti.
Bene. Finalmente un premiato con il dono della sintesi!
Congratulazioni ancora.
- Allora, te ne vai sul serio? - Sì, ho un forte mal di testa.
Perché... Avrei preferito parlarne davanti a un bicchiere di champagne,
ma visto che scappi via come Cenerentola...
- Parlare di che cosa? - Ecco il cappotto.
Niente...
Stavo pensando che sarebbe ora di proporti come partner.
Che ne dici?
Silenzio stampa?
Non me l'aspettavo.
Non è meglio così?
Allora ne parlo al prossimo incontro dei soci fra due settimane.
D'accordo?
- Ciao. - Ciao.
(canta) E noi con gli occhiali da sole,
guardiamo il cielo anche se piove.
Anche se poi, l'unica scelta da fare,
fragole, panna o limone?
E noi con gli occhiali da sole,
guardiamo il cielo anche se piove...
Ciao.
- È successo qualcosa? - No, volevo solo vederti.
Entra.
Lui è Cristian. Lei è mia madre.
- Ciao, piacere, Camilla. - Piacere, Cristian.
- E io sono Fabio. - Ciao.
Sarei il capo qui, ma da quando è arrivata sua figlia...
- Smettila che poi ci crede. - Vuole bere qualcosa?
Ci penso io?
Vuole sedersi?
- Sì, volentieri. - Prego.
- Di qua i tavoli sono già a posto. - Grazie.
- Beh? - Non lo so.
Senti, mamma...
Te lo dico subito, io qui sto bene.
In casa con Cristian siamo in cinque, ma sono contenta.
- Se vuoi convincermi a tornare a casa... - Canti bene.
Fai sul serio?
No, no! È Cristian che insiste.
Ti devo dire una cosa.
Non è vero che dormivo quella notte.
Ero a letto, ma sentivo tutto.
Mia sorella che picchiava con i pugni sulla porta...
Le urla, le minacce, ma tuo nonno non rispondeva nemmeno.
E la nonna, figurati, non ha mai osato mettersi contro di lui.
Poi Valeria ha cominciato a chiamare anche me.
Gridava, urlava come una pazza.
Perché non le hai aperto?
Perché avevo paura.
E poi non ne potevo più. Avevo 16 anni e lei era la sorella grande,
sempre in guerra con tutti.
Il nonno era molto autoritario.
Più la puniva, più lei si ribellava.
Poi se la prendeva anche con me.
O eri dalla sua parte o eri una merda.
Così ho fatto finta di dormire.
Non l'ho vista più.
Non ce l'ho fatta a entrare nell'obitorio.
Se quella notte mi fossi alzata, forse sarebbe ancora viva.
Non l'ho mai detto a nessuno, neanche a tuo padre.
- Domani? - Non è possibile, ci vogliono tre giorni.
Lo porto via domani.
- Ciao. - Ciao.
Dimmi.
Ho visto che sul sito non l'ha identificato ancora nessuno.
No, nessuno.
Volevo sapere se è possibile portarlo da un'altra parte.
- In che senso, da un'altra parte? - Un altro cimitero.
Dove vorresti portarlo?
Non lo so, ma non lì.
Non so cosa dirti, non mi è mai successo. Non con la salma di uno sconosciuto.
Prova a chiedere in Comune.
- Che c'è? - Stai bene con...
Ah, sì! È una scommessa con mia figlia.
- Salutamela. - Sì.
- Va bene, allora io vado. - Buona giornata.
Papà! Sergio è arrivato, l'ho sistemato con una birra.
- Cos'hai? - Niente, perché?
- Perché ti conosco. - Mangi fuori?
- Mi devo preoccupare? - Perché?
- Mirko, la cena iraniana... - La cena iraniana, sì! A che ora torni?
Ti ho detto che dormivo da lui.
I parametri vanno adeguati.
Okay. Comunque hai tutto nella mail.
Okay. Ciao, Denis.
- E questa? - Affittata.
Adesso mi dici dove andiamo?
Sali.
Almeno dimmi se torniamo domani o dopo. Io mi sono presa solo due giorni.
Non lo so di preciso.
E quella?
Ho pensato che potrebbe esserci utile.
Ho preso anche dei panini. Per te con bresaola, giusto?
No, io non mangio più carne.
Sei sicura che non è un problema seppellirlo da un'altra parte?
Ci vuole una dichiarazione di accoglienza da parte del cimitero.
Sempre che ci sia posto.
E se poi lo riconoscono sul sito?
Speriamo. Così lo trovano in un luogo meno deprimente del cimitero di Milano.
Perché proprio in Liguria?
Beh... Ho pensato alla canzone.
Il mare, il vento, il giardino del re...
Da piccola venivamo sempre qui.
La nonna aveva una casa a Lerici.
In un romanzo giapponese ho letto che...
quando muore qualcuno, si apre un buco nel mondo.
E se non si celebra il lutto, il buco non si richiude più.
Vabbè, io cambio il panino, così chiudiamo il buco nello stomaco.
La presenza di un AD interno inficia la redditività dell'investimento, no?
- Magari ne parliamo domani. - No, Lisa, domani non posso.
- Digli dopodomani, okay? - Va bene.
- Okay, ciao. - Ciao.
Mando un'ultima mail e andiamo a mangiare, okay? Hai fame?
Sì.
Sapevi che i musulmani non usano le bare?
Avvolgono i corpi in lenzuoli bianchi, tre per gli uomini e cinque per le donne.
E poi li mettono direttamente nella terra.
No, qui non si può fare.
E nemmeno cremarlo, per la questione del DNA che ti dicevo.
Tanto nell'Islam è vietato.
Però dovresti seppellirlo in direzione della Mecca.
La zia Valeria è stata cremata?
No. È nella cappella di famiglia.
Ti va di parlarmi un po' di lei?
Cosa vorresti sapere?
Non so, mi ha fatto impressione leggere quel quaderno.
Aveva la mia età, mi ha emozionata.
C'era tanta voglia di vita,
tanta passione, curiosità.
Non sembrava scritto da qualcuno che voleva morire.
Io non lo so, non ho mai capito.
Era anche una che si sarebbe buttata nel fuoco solo per provarci.
Forse è caduta, ha perso conoscenza, non è riuscita a nuotare...
Forse era così incazzata che...
voleva farcela pagare a tutti facendosi del male.
Tu credi al destino?
Boh, non so.
Tu sì?
A volte è difficile pensare che non ci sia.
E il quaderno? Perché ce l'hai tu?
Non volevo che lo trovasse tuo nonno.
Sapevo dove lo teneva nascosto.
Quando sono venuta a Milano per l'università, l'ho preso con me.
Non l'avevo mai letto.
Com'è? Lo vedi il mare?
Praticamente no.
Ma a te piace?
- No. - Nemmeno a me.
Era meglio quello con la chiesetta.
- Piano! - Sì, mamma. Non ti fidi?
No!
Guarda!
- Guarda che meraviglia! - Guarda avanti, però!
- Dai, ci fermiamo? - Dove?
Non so, una spiaggia.
Sai che c'era una spiaggetta di ciottoli da queste parti?
Come minimo, adesso ci sarà una colata di cemento.
- Eh? Visto? - È incredibile.
- È fredda? - No! Per niente!
Allo studio mi hanno proposto di diventare partner.
- Cioè? Anche tu diventi socia? - Sì.
Non mi sembri tanto entusiasta.
Non è proprio una passeggiata.
Devo presentare i risultati dell'ultimo anno, poi c'è una valutazione.
Alla fine significa più lavoro, più responsabilità.
- Non so se ne ho voglia. - Perché?
Perché ci sono altre cose.
Tipo?
Tipo stare qui con te adesso.
O... Non so...
Fare un giro in bicicletta.
- In bicicletta? - Sì.
Anch'io devo dirti una cosa.
- Scusa, non sei incinta, vero? - No, mamma, dai!
Oddio!
Mi hanno presa per un progetto di ristrutturazione ambientale.
Come volontaria. Parto tra tre settimane.
- Ma sei seria? Dove? - In Brasile.
In Brasile?
- Vai con Cristian? È una sua idea? - No, lui non c'entra.
Deve scrivere la tesi.
Quando hai deciso? Quanto stai via?
Sei mesi. Forse lui mi viene a trovare a fine settembre.
Non ci posso credere!
Dai, mamma!
Cosa c'è? Sei preoccupata?
Perché dovrei essere preoccupata se vai in giro da sola per il mondo?
Ma cosa dici? Non vado da sola!
Vado con altri volontari a fare qualcosa di utile. Con un'organizzazione!
- Tuo padre lo sa? - No.
Sei arrivata prima tu questa volta.
Io non lo so. Alla fine stai facendo quello che volevi, no?
Hai la testa dura come tua zia.
Ora l'ho capito.
- Sono spaventata. - No, dai!
Non c'è motivo.
Dopo ti racconto tutto bene.
Okay.
A me questo piace.
C'è il sole, il vento, il mare...
Non è proprio il giardino del re, però...
- Okay. - Sì.
Okay.
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