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Caro Diario...
...oggi è l'ultimo giorno di scuola. Comincia l'estate.
Ma la notizia più importante...
...è che io e Manuela siamo state invitate in piscina...
...alla villa di Daniele.
Sono mesi che aspetto questo momento.
Magari questa volta si accorgerà di me.
Elvira!
Elvira!
Ci pensi tu a svegliare tua nipote, che io sono in ritardo?
Melissa, sbrigati, farai tardi a scuola!
Elvira.
Elvira.
Elvira!
Ma che fai, non senti?
Per favore, puoi andare tu che io sono in ritardo? Devo finire di prepararmi.
Scusa.
Va bene, ci vado io.
Che disordine.
- Amore, la sveglia. - Esci fuori!
Scusa, amore mio, è che farai tardi a scuola.
Vattene via.
Alle quattro del pomeriggio eravamo lì.
Per tutto il tragitto avrei voluto fare marcia indietro.
Avevo il cuore in gola.
- Aspetta, non suonare! - Perché?
È ancora presto.
Ma no, Titti ha detto di venire a quest'ora.
Senti qua.
- Io non sento niente. - Ma come! Sembra che scoppia!
- Andiamo via, siamo ancora in tempo. - No. È un anno che gli muori dietro!
- E adesso che finalmente... - Proprio oggi che sono un mostro.
Macché, sei una figa spaziale!
- E se si accorge che non so nuotare? - Sta' lontana dalla piscina.
E se mi bacia e si accorge che è la prima volta?
Ma sei pazza? Con tutte le prove che abbiamo fatto?
Dai, sta' tranquilla.
Chi è quella?
Quale?
- L'unica scopabile. - Ehi, siete qua.
- Prendila, Patrizio, dai! - No, no, non mi va!
No! No, piantala di fare il bastardo!
- Ciao, Manuela. - Sono io Manuela.
- Io sono Melissa. - Allora, ciao, Melissa.
- Daniele, vieni, dai. - Ho le scarpe nuove, dai!
Scusate.
Piantatela! Basta, ho detto!
Beh, io...
Smettila, deficiente!
- Un pesce! - Era uno scherzo.
Siete proprio degli stronzi! Duecento euro le ho pagate!
- Chi è quella? - Lavinia.
La ragazza di Arnaldo. Una stronza.
Non provate a buttarmi in acqua come quella.
Sennò vi apro il culo, chiaro?
Amore.
Io vado là.
Stai attenta, quelli ti buttano in acqua.
No! Non sa nuotare!
Aiutatela! Fate qualcosa!
Ti sei spaventata?
Io? No.
Pensavo che sapessi nuotare.
Sì, so nuotare ma...
...all'improvviso, mi sono spaventata.
Ma come, hai detto che non ti sei spaventata.
Dopo.
Ti sei spaventata.
Vieni. Ti faccio vedere il punto più bello del giardino.
Eccolo là.
Hai visto il grande Daniele, eh?
E insomma non sai nuotare.
Se vuoi, un giorno posso insegnarti. Vieni qui, senza tutta questa gente.
- Allora? - Allora che?
Allora, ci verrai?
- Sì. - Ti piace qui?
Sì.
E io ti piaccio?
Abbastanza.
- Tuo padre che lavoro fa? - Ingegnere.
- Fa le strade? - No, petrolio.
Sta su una piattaforma in mezzo all'Oceano Indiano.
Tra un anno torna.
E tua madre?
Vende abiti da sposa.
- Hai fratelli? - No.
- Ho un'amica. - Ti confidi con lei?
Sì.
- E le dici tutto? - Sì.
E di me, che cosa le dirai?
Non lo so.
Sembri una bambina. Quanti anni hai?
Quindici e mezzo.
- Ce l'hai il ragazzo? - No.
E tu ce l'hai?
- Cosa? - La ragazza.
No, non ce l'ho.
Sei vergine?
Sì.
- Quanti ne hai baciati? - Due.
- E quale ti è piaciuto di più? - Boh.
Il primo.
Alzati.
Ma tu che cosa vuoi da me?
Mi vuoi baciare?
Mi vuoi baciare?
Mi vuoi baciare?
Mi vuoi baciare?
Sì.
E allora bacia il mio cazzo.
Prendilo in bocca.
Che fai?
Magari la prossima volta mi baci sulla bocca.
Da quel giorno non l'ho più visto.
Ho passato un'estate buia, di lacrime soffocate...
...aspettando una telefonata che non è mai arrivata.
Volevo scomparire, volare via lontanissimo.
Come mio padre, dall'altra parte del mondo.
Non fare quella faccia, rilassati.
Vorrei vedere te. Dopo quello che c'è stato, è sparito.
Quello non ti pensa proprio, è meglio che te lo scordi.
Non ti ho mai detto che a lui gli frega di me...
...ma che a me mi frega di lui. E ogni giorno è peggio.
Andiamo.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Ma prego, signorine.
Eravamo tutti contenti di aspettarvi, vero?
Appello.
- Ademo Elisabetta. - Presente.
- Bozzini Emanuela. - Presente.
Caldiron Clelia e Leo.
- Presente. - Presente.
- De Angelis Marco. - Primo giorno di scuola.
Sto malissimo.
È un nuovo studente. Cominciamo bene.
Devo vederlo. Ma lui non c'è.
Le vacanze sono finite per tutti, tranne che per lui.
Sono Marco De Angelis.
Ma lo sa che la dovrei sbattere fuori?
No, troppo semplice.
Venga dentro. Si cerchi un posto.
Cerco di odiarlo per quello che mi ha fatto.
Ma non ci riesco. Lo voglio ancora.
Il mio posto preferito. Lo chiamano "il posto della morte".
Che figo!
Che sfigato!
Ah, è un duro! Inauguriamo il registro.
Con un bel tre.
Lui non ha capito quanto mi piace.
E anche se mi ha fatto vergognare, io lo perdono.
Se potessi stringerlo forte anche una sola volta, glielo farei capire.
Chiamami, amore mio.
Chiamami, chiamami.
Chiamami, chiamami.
Uno.
Due.
Tre.
Sì, qui è mattina.
Sì, te la passo subito. Tu come stai?
Melissa, corri, c'è papà.
Melissa!
Aprite, c'è papà.
Ma perché vi chiudete sempre dentro?
Vuoi che ti passi prima tua madre o tua figlia?
- Finalmente. - Papà.
Lo sai che ti ho sognato?
Sì. Eravamo a Parigi.
Che però era casa nostra.
Non sarebbe più pratico se usassi il tuo bagno invece che il nostro?
Sì, io faccio la brava.
Ma fai il bravo anche tu.
No, ti prego, non fumare...
Aspetto sempre le tue e-mail. Me ne avevi promessa una alla settimana.
Sì, sì, sì, smetto subito.
Guarda, sto fumando l'ultima. Giuro.
Sì, te la passo.
Ciao, amore.
Ma certo che prendo le medicine. Perché dici sempre la stessa cosa?
E poi dicono che i vecchi sono rincoglioniti!
Caro Diario, la mia famiglia è un disastro.
Mio padre è così lontano, mia madre non capisce niente.
Fortuna che c'è la nonna. E Manuela, la mia migliore amica.
Vai più piano!
Tu con me non devi avere paura. Mai!
Sì, ma stai attenta.
Ti fidi di me?
Sì, sei fortissima!
Odio l'ora di ginnastica.
Ma di sicuro Manu la odia più di me.
Comunque almeno non dobbiamo studiare.
Quest'anno ho voglia d'altro.
Ogni giorno a scuola spero d'incontrarlo.
Finora è successo due volte in corridoio.
Non mi ha vista o ha fatto finta di non vedermi.
Questo oggi ci ammazza.
Così.
Spingi.
E tre e quattro. Avanti, ancora un'altra.
Uno, due, tre e quattro.
Va bene. Basta per oggi.
L'ora è finita.
Arrivederci, ragazzi.
Che strano, sento il mio corpo più di prima.
Mi piace.
Ma con lui mi piacerebbe di più.
Ma che, ti sei eccitato?
Però, sei messo bene. Chi l'avrebbe detto?
Tranquillo. È tutta invidia.
Lo voglio, ne sono sicura.
Sì, sono andata a vedere quella che dicevi tu.
Sembra una prigione.
No, ne ho visto un'altra.
Di lusso. Aspetta. Aspetta un momento.
Eccola.
"Ambiente signorile.
Personale medico altamente qualificato".
Mille e ottocento.
No, non le ho ancora parlato.
Lo sai che non è facile con lei, no?
Perché non le parli tu?
Va bene, va bene. Va bene, ci provo.
Melissa?
Beh, sì. Le dispiacerà, lì per lì. Però, poi...
Sai come sono fatti i ragazzi, no?
Sta' tranquillo, sul motorino ho tenuto duro. Tanto guida quello di Manuela.
Sì.
Si è voluta iscrivere a nuoto.
Stavolta pare... Pare molto decisa a imparare.
Pronto?
Mi senti? Pron...
Pronto?
Elvira.
Elvira!
L'avevo prestato a Melissa ma ora mi serve.
Ho un tè con gli amici.
Ma come fai a vivere in questo caos?
Almeno in camera mia potrò fare come mi pare, no?
Tieni, questa era nel living.
Scusami. Non si ripeterà più. Te lo prometto.
E come mai esci a quest'ora? Vuoi che ti venga a prendere io?
Non ti preoccupare. Prendo l'autobus.
No, prendi un taxi.
Il taxi costa.
Non importa, te l'offro io. Non farmi stare in pensiero.
Poi, ti devo parlare. Però, va be', adesso hai da fare.
Dimmi, dimmi pure. Gli amici aspetteranno.
- Hai preso la pillola? - Sì.
No, non l'ho presa.
Ma sono affari miei.
No, veramente sono anche affari nostri.
Tu non sai quanto ti fa bene, col cuore che hai.
Mia madre odia la nonna.
Alle volte penso che sia gelosa della nostra unione.
Fortuna che non può intromettersi tra me e Manu.
La adoro.
Secondo Manu devo farmi coraggio e parlare a Daniele faccia a faccia.
Dicono che Daniele è già qua.
Guardami.
Guardami. Guardami.
Guardami.
Ma tu sei Melissa?
Sei cresciuta. Quasi non ti riconoscevo.
Quanti anni hai?
Sto per fare sedici anni.
Vieni.
Arnaldo, ti ricordi Melissa?
Melissa.
Fai figura anche da asciutta. Complimenti.
Beh, allora brindiamo al nostro ri-incontro.
- Lavinia, tutto bene? - Voglio andar via, mi sono scocciata.
Mi hai pensato?
Voglio chiederti una cosa. Ma non qui.
Vuoi venire con me?
Andiamo.
Sei ancora più bella di quest'estate.
Posso farti una domanda?
Mi vuoi baciare?
Sei ancora vergine?
Sì.
Ti va di farlo con me?
Come ti voglio io.
Mettila.
Io ti amo.
Io ti amo.
Io ti amo. Io ti amo.
Io ti amo.
Io non ti amo.
Sei una cretina.
Chi te l'ha chiesto.
Papà. Caro, papà.
Come vorrei che tu fossi qui.
Ti direi: va' a casa di Daniele. Sputagli in faccia.
Mettilo in ginocchio.
Picchialo.
Umilialo come lui ha fatto con me.
Ma perché solo gli uomini si possono comportare così?
Da questo momento, giuro che anch'io farò come loro.
Penserò solo al mio piacere.
Li tratterò tutti allo stesso modo.
Senza curarmi dei loro sentimenti, senza badare a chi ho di fronte.
Tua figlia Melissa.
Se mi vuoi cacciare, dillo subito.
Ma no, ma cosa dici? Che c'entra, scusa?
No, io ti conosco, Daria.
Tu hai già deciso tutto.
Anzi, sai che ti dico, Daria?
Forse starò meglio lì che qui. Le tue premure mi danno ai nervi.
Lo so che sono sincere, però mi irritano lo stesso.
Io penso a Melissa.
Lei su di me ci conta.
Anche su di me.
Ne sei sicura?
Perché mi tratti così?
Ma sei sicura che si può fumare, lì?
- Sennò non ci vengo. - Potere, non si potrebbe.
Ma tanto lo fanno tutti, e così chiudono un occhio.
Purtroppo. Dovresti smettere, lo sai quanto ti fa male.
E tu non sai quanto mi fa bene.
Benvenute.
Caro Diario, mia madre ha sbattuto la nonna in un ospizio.
Accidenti come piove.
Dammi l'ombrello.
Ha preso questa decisione schifosa senza chiedermi niente.
- Su, Melissa. - Non significo niente per lei.
Ma quando papà tornerà a Natale, verremo a prenderla...
...e la riporteremo a casa. E la nonna starà per sempre con noi.
Vuoi darmi l'ombrello? Dai.
Elvira, ma che fai, così ti bagni tutta.
Amore, perché fai così?
Lo sai che la nonna è malata di cuore.
Ha bisogno di stare in un posto dove la curano.
Dai, su.
Grazie.
Buongiorno.
Beh? Adesso che c'è?
Su, su, bambina.
Beh? Carino, no?
Colori caldi.
Le infermiere qui sono un amore.
Quasi quasi ci vengo a stare anch'io.
Dove sono le prese?
Ah, eccone una.
- C'è attaccato il lume. - Ci vorrebbe una doppia.
E ci sarà sicuramente.
Trovata. Tieni, la doppia presa.
- Ah, che organizzazione. - Vero?
Dove c'è stereo, c'è casa.
Mi ha cambiato la vita!
Nonna...
Vado a chiamare la capo infermiera.
Melissa.
Melissa, non essere triste.
Tra noi non cambierà niente.
Tu mi vieni a trovare quando ti pare...
...e io ti faccio dei tè meravigliosi.
Davvero non ti importa niente di venire a vivere qui?
"Il paradiso è dove sono io", diceva tuo nonno.
Un egoista fantastico.
Ecco. Guarda come si fa.
Via questa coperta da vecchia di merda.
Hai visto?
È tutta un'altra cosa.
Basta niente.
Nonna! Nonna!
Non piangere, tesoro, non è mica un addio.
Ma sei tu che piangi.
Musica.
I tuoi preferiti.
Risotto ai funghi o paella?
Niente.
Non ti preoccupare per me.
Sai fare solo danni.
- Amore, perché mi tratti così? - Che fastidio ti dava?
Sarai contenta, adesso.
Finalmente i portacenere saranno puliti.
Ma ce l'hai con me?
Io adoro la nonna.
Senza di lei questa casa sarà vuota.
Credimi, dispiacerà più a me che a te.
- Ah, sì? - Sì.
E allora andiamola a riprendere.
- Subito. - Tesoro.
Ma lì starà meglio.
Ho conosciuto anche i suoi vicini. Gente simpaticissima.
Papà non lo avrebbe mai permesso.
E invece sì. Lo abbiamo deciso insieme.
Bugiarda.
Melissa.
Sta' un po' con me.
Caro Diario, mia madre è un mostro.
E mio padre? Erano d'accordo?
Non riesco a crederci.
Ma se fosse così?
Mi vorrei ribellare ma non posso fare niente.
Non conto niente.
Ormai sono sola. Completamente sola.
Rabbia. Rabbia.
Rabbia.
Schifo. Rabbia. Schifo.
Oggi è il mio compleanno.
Mia madre mi ha dato un regalo che non aprirò mai.
Papà ha chiamato quando ero fuori e non mi ha più cercata.
Svegliarsi senza la nonna è stato orribile.
La casa è vuota senza di lei.
Niente voti oggi.
Leggiamo il giornale.
Secondo una recente statistica...
...75 italiani su 100 sarebbero cattolici praticanti.
Compio sedici anni. Non sono più una bambina.
Voglio essere crudele col mondo come il mondo lo è stato con me.
Posso interrompere la sua toilette, Titti?
Lei crede in qualcosa?
Io, per esempio, sono agnostico.
In casa mia vanno tutti alla messa.
E anche durante la messa lei si occupa solo di maquillage?
- I gemelli, qua, "rosa e fiori"? - Noi siamo panteisti.
Come Paris Hilton?
È semplice.
Provocare, sedurre, usare...
...e poi buttare via. Ognuno si prende quello che vuole.
E lei crede?
In che cosa?
In Dio, per esempio. Siete religiosi a casa?
Mamma sì.
Papà no.
Io non lo so.
Ma dovrà pur credere in qualcosa.
Mi piacerebbe se Dio ci fosse.
Confidarmi con qualcuno che ti ascolta sempre.
Anzi, che sa già tutto e non gli devi spiegare niente.
Meglio di un diario.
Sarebbe bello se ci fosse.
Dio non ti può tradire.
Ma Daniele sì.
Se ci fosse un esame di immaturità...
...lei lo passerebbe a pieni voti.
Pensi ancora a lui, eh? Io se ero un ragazzo...
...non me la facevo scappare una come te.
Mi avresti amata?
Per tutta la vita.
- Io lo prenderei a schiaffi, quello lì. - Invece ha fatto bene.
- A trattarti in quel modo? - Così ho capito chi è.
È facile fare come lui.
Vieni. Ti faccio vedere.
Buongiorno.
- Due frullati. - Banana split lo fate?
No, mi dispiace.
Che caldo, no?
Ti piace quello là?
Quello? Ma sei matta?
Te lo faresti?
Manco morta!
Neanche io.
Ma lui si farebbe me.
Hai visto come mi guarda?
No.
Ecco i frullati.
Ora lo faccio impazzire.
Scommetti?
Smettila.
Così fa Daniele. Come me, guarda.
Che sta facendo?
Si è messo la mano in tasca.
Perché?
Fai uno sforzo.
Che vuoi fare?
Beh, io vado, eh?
Anch'io.
Vieni? Visto?
Facile, no?
Tu sei matta.
Nessuno riuscirà più a farmi del male.
Vincerò il dolore con la rabbia.
Mi sono tagliata il viso con la lametta.
Un male cane, ma ho resistito.
Io sono forte.
Io non piango.
Io non piango. Io non piango.
Papà finalmente ha chiamato, per dirmi che non verrà a Natale.
Elvira. Melissa!
- Scusa il ritardo. - Figurati.
Ti trovo benissimo.
Melissa, corri, c'è la nonna.
Nonna!
Melissa.
Amore mio, amore mio, mio, mio, mio, mio.
Beh?
Che fine ha fatto la mia poltrona?
Perché, non ti piace quella? È molto più comoda.
È brutta.
Ma no, è un modello famosissimo.
Me l'ha consigliata una cliente della signora Adele.
Come ti sei graffiata?
Non è niente.
Cosa mi hai cucinato?
Aspetta.
È quasi pronto, devo soltanto riscaldare.
Salsa di soia o chili?
Prima un tè. Me lo fai, Melissa?
- Con la mela? - Sì.
Allora.
Melissa ha dei problemi.
Attraversa un momento difficile.
Ma che dici?
Io la vedo molto tranquilla.
Ma tu la guardi mai in faccia?
Ma certo.
Melissa è ancora una bambina.
Pensa, che ancora non ha il fidanzato.
Secondo me dovresti seguirla di più.
Io la conosco.
Perché, io no?
- Ecco, nonna. - Beh? E a me niente?
La mia stanza.
L'ha ridotta a un ripostiglio.
Mi raccomando, però, tra sei minuti a tavola.
Lo sapevo che era qui.
Adesso ti faccio vedere una cosa che non hai mai visto.
Sapevo che non l'avrebbe trovata.
Bene, chiudi la porta.
Però, nonna.
Sei bellissima.
Era lui che mi voleva così.
Il nonno?
No, prima.
Ero poco più grande di te.
Due, tre...
...quattro, cinque.
Ce ne siamo scappati insieme a Parigi.
Eri innamorata?
Solo di notte.
Lui non capiva niente di me.
Solo il mio corpo.
E io capivo il suo.
Di giorno lo disprezzavo.
Ma non potevo farne a meno.
Lui mi tradiva.
Mi umiliava.
E dopo, con un bacio...
...gli perdonavo tutto.
Una sera non tornò, se n'era andato con un'altra.
Senza una parola.
Ma aveva dimenticato la pistola.
Io pensavo...
Mi sparo o... O sparo a lui?
Poi, invece, mi trovai davanti a uno specchio.
E cominciai a spazzolarmi così.
Colpo...
...dopo colpo...
...dopo colpo...
I miei ricci si andavano sciogliendo.
Oh, a quanto stiamo?
Trentaquattro.
Ma perché dobbiamo arrivare proprio a cento?
Perché...
...al centesimo colpo...
...i capelli erano tornati lisci.
Mi guardai...
Lui non aveva più potere su di me. Ero un'altra.
Trentacinque, trentasei...
Ah, trentasette, trentotto...
...trentanove...
Caro Diario...
...un altro anno è cominciato. Anno nuovo, Melissa nuova.
Darò un calcio a tutto quello che non mi piace più.
E troverò l'amore, ed il piacere...
...e la dolcezza e la passione.
- Pronto? - Sono Daniele.
- Ciao. - Solo "ciao"?
Che altro devo dire?
Per esempio: "Quanto tempo. Che fine hai fatto, Daniele?"
Già. Che fine hai fatto?
E tu? Che fine hai fatto?
Nessuna fine.
Ti sono mancato?
Perché tu mi sei mancata.
Ti posso chiedere se vuoi venire da me?
Subito.
Per fare l'amore.
- Cioè come l'altra volta? - Molto meglio.
Ti ho preparato una sorpresa.
Melissa.
Sei ancora lì?
Melissa.
Vuoi venire?
Sì.
Melissa.
Melissa.
Sei cambiato per davvero.
È questa la sorpresa?
No.
È molto di più.
Chiudi gli occhi.
Adesso aspetta qui.
Non ti muovere.
Ferma.
Daniele?
Tieni gli occhi chiusi.
- È lui la sorpresa? - Perché, non ti piace?
Io credevo che volessi stare con me.
Aspetta, aspetta.
Tre è un bel numero. Vedrai, ti piacerà.
Anch'io ho una sorpresa.
Me ne vado.
Melissa, non fare la bambina.
Bambina?
Bambina, eh?
Sono una bambina?
Sei una bambina fantastica.
Te lo faccio vedere io, che bambina.
Perché sei qui? La tua ragazza non ti sa spogliare così?
Ascolta.
Ho un'idea.
Oggi sono io la tua ragazza.
Stai zitta.
Dimmi se ti piace.
Daniele, guarda come si fa.
Daniele e Arnaldo insieme? Ma che dici, sei pazza?
Non so neanche io cosa mi è successo.
A un certo punto mi è scattato qualcosa dentro.
Una rabbia. Volevo dargli una lezione.
Che non ero il loro giocattolo.
E sai una cosa? Mi è piaciuto.
Non ti so spiegare cosa si prova.
Mi sentivo tutta viva.
E...
E poi hai avuto l'orgasmo?
No.
Io ti voglio bene, ma guarda che così sbagli.
Quelli lo vanno pure a dire in giro.
Giurami che non esageri più così.
Anch'io ti voglio bene.
Melissa, che fai? Ti stai massacrando le unghie.
Ti prego.
Ho scoperto il sesso in chat.
Non si soffre...
...si gode e basta.
Sono "Myself".
Cerco qualcuno per fare sesso.
- Melissa! - Chiunque.
Ma perché ti chiudi dentro?
Mi dai una mano a piegare il tulle, per favore?
Va bene, arrivo.
In chat posso dire quello che mi pare, essere tutto ciò che mi va di essere.
Sono libera.
Manuela non può capire.
Mi piacerebbe dirle in faccia che mi vorrei scopare il primo che passa.
E chissà che faccia farebbe.
...comportatevi bene. Ci conto.
Va bene.
Inquietante, direi.
Molto, ma leva quella mano.
Non assomiglia allo zio Luigi?
Guarda questo qui che faccia da scemo.
Non lo so.
Forza, andiamo nell'altra sala.
"Caro Diario, neanche io riesco a crederci.
Sono stata con il custode del museo.
Mi ha portata in un luogo nascosto e l'abbiamo fatto.
- Il mio corpo è esploso di piacere!" - Che troia!
"Non so con quale coraggio Daniele mi ha telefonato.
A casa sua c'era una piccola festa con delle persone che non conoscevo.
Mi sono fatta toccare da un ragazzo più grande...
- ...solo per far ingelosire Daniele". - Ma no, dai.
"Voglia improvvisa nei momenti più strani.
Ora in classe ho voglia di venire mentre il professore spiega.
Oggi compio 16 anni. Non sono più una bambina.
Mi sento diversa. Più libera, più vera.
Vorrei parlare con Manuela ma lei non mi capisce.
Se ne sta lì avvolta nel suo bozzolo di ciccia e ha paura della sua ombra.
Dammelo!
Mi dispiace.
E tu?
Hai lasciato che...
- Che razza di amica sei? - Io?
E che dovevo fare, io...
...avvolta nel mio "bozzolo di ciccia"?
Andate affanculo tutti.
Pure tu, Manuela.
Credono di sapere tutto di me.
Ma non sanno niente.
Diranno che sono una puttana. Comprerò un vestito sexy...
...e gli farò vedere che razza di puttana posso essere.
Io sono diversa da loro.
Ho il coraggio di essere me stessa.
Ho rotto con Manuela. Per sempre.
Ciao, Melissa.
Buongiorno.
Nonna?
Caro Diario...
...qualcuno mi guarderà mai in quel modo?
Chi mi stringerà con così tanta passione?
Mamma.
- Mamma. - Ciao, tesoro.
Tutto bene?
Benissimo, vedo.
Ti sei messa carina, finalmente. Che bel vestito. Era ora.
Allungherei di qualche centimetro, per il resto mi sembra perfetto.
- Quanto l'hai pagato? - Cinquanta euro.
Come mai questi cambiamenti? C'è qualcuno che ti piace?
Vado a studiare.
Melissa, aspettami.
Melissa!
Melissa, aspettami.
Posso darti un passaggio?
Non ho il casco.
Ho il tuo nella sella.
Voglio stare da sola.
Melissa, aspetta! Ti posso spiegare!
Ho cercato di fermarle ma non ci sono riuscita.
È stato orribile anche per me.
Il tuo telefonino.
Pronto?
Ciao.
Dove?
Arnaldo.
Eccomi.
Daniele non c'è?
Forse.
Andiamo.
Perché questo brutto posto?
Perché è un bel posto.
Dai, vieni.
Aspetta.
È un gioco.
Ma io qui che ci faccio?
Che domande.
Vai.
Ma perché mi hai bendata?
Perché sei una puttana.
E fai quello che ti dico io.
E ti piace, no?
Eccoci qua.
- Voglio andare via. - Non scherzare.
Non mi va più.
Non scherzare.
No.
Va tutto bene.
Inginocchiati.
Giù.
Giù.
Ora mi raccomando.
Uno per uno.
A regola d'arte.
Melissa.
Melissa.
Mi sono data i cento colpi di spazzola.
Non hanno funzionato.
Non hanno portato via né l'angoscia né il dolore.
Che importa?
Io non ho bisogno di dimenticare.
Nessuno mi può far provare vergogna per quello che sono.
- Non ci posso credere. - Non è giusto, non è giusto.
Melissa!
Melissa, tesoro, vieni a vedere cosa ti ho portato.
Melissa!
Pronto?
Sì.
Ecco le chiavi. Tuo padre ha detto di aspettarlo in casa. Interno 13.
Grazie.
Sì, arrivo subito.
L'utente da lei chiamato non è raggiungibile.
Vengo. Bacio. Più duro. Dentro. Odore di sperma. Cazzo in bocca.
Prima volta da dietro. Messo lingua.
L'odore del mio sesso. Cara nonna. Aula chimica.
Erano in cinque, succhiato a tutti.
Brutto voto. Umiliazione. È come droga. Dolore.
Dolore.
Uomo chat, sì, ci vado.
Melissa.
Come sta? Posso vederla?
No. Non è possibile. Mi dispiace. È in terapia intensiva.
Signora, si accomodi qui.
L'utente da lei chiamato...
La prego, si accomodi.
Scusi.
Lei è la nuora della signora Elvira, vero?
Io sono un suo amico.
Sa che non mi ha quasi riconosciuto?
No.
Coraggio.
Coraggio.
Myself?
Mi dispiace. Abbiamo fatto il possibile.
Grazie.
Myself?
Myself?
Vieni fuori.
Ma come ti sei combinata?
Hai mischiato tutto.
Scegli.
Devi scegliere.
Non ubbidisci?
Chi ti credi di essere?
Myself.
Puniscimi.
Ora tocca a me.
Voglio andare via! Ti prego, fammi andare via!
Nonna!
Dov'è lei?
Ho provato a chiamarti. Dopo ti ci porto.
Non fa paura, è così bella.
Ha sofferto?
Tu c'eri?
No. È successo all'improvviso.
Amore mio.
L'ultima volta che l'ho vista...
...era laggiù.
Sulla panchina.
Con lei c'era un uomo.
Le parlava d'amore.
Povera nonna.
Io non sapevo di volerle tanto bene.
Mi mancheranno le sue sigarette, il suo disordine.
Ma com'è possibile?
Mi ha lasciata sola.
Ci sono io con te.
Ci sono...
Io sono cieca.
Invece la nonna vedeva un sacco di cose.
Lei lo sapeva che tu...
Che cosa, mamma?
Questo.
Mamma, l'hai letto?
Perché?
Non dovevi.
Ma è vero quello che c'è scritto?
Adesso no. Ti prego, non adesso.
Ti prego.
È vero o non è vero?
E se non è vero...
...come hai fatto a immaginartelo?
È vero?
Scusami. Perdonami.
Io non pensavo che sarebbe stato così difficile.
Perdonami.
Adesso ci sono io.
Caro Diario...
...è finita la scuola.
Comincia l'estate.
Bullo.
Vieni.
Può un solo gesto cancellare tutto?
Si può cambiare alla mia età? Ed io...
...voglio davvero cambiare?
Melissa!
Dai!
Io ti ho telefonato quando ho saputo della nonna.
Ma appena ho sentito la tua voce ho riattaccato. Non ho avuto il coraggio.
Ti immagini come sono stata senza di te?
Anche tu mi sei mancata.
Da morire.
Sei impazzito?
Con tutte le donne che ho vado a prendere proprio la tua?
Pezzo di merda.
E tu credi alle cazzate che senti in giro?
Daniele, me lo ha detto Lavinia.
Ah, te l'ha detto lei?
E te l'ha detto che me l'ha sbattuta in faccia?
Te l'ha detto, quella stronza?
Arnaldo, non litigheremo per una donna, vero?
Ciao, ragazze. Promosse?
Stiamo andando a vedere. Io bocciata, me lo sento.
Melissa.
Promosse tutte e tre!
- E io? Bocciata, vero? - No, promossa pure tu.
Io invece ho tre debiti. Stronzi.
Comunque, vieni alla festa di Daniele, stasera.
Chiamala festa. Io non ci vengo.
- Daniele si offenderà. - E chi se ne importa? Non ci vengo.
Bocciato.
- Sei contento? - Sì.
Cioè, no.
Non per la bocciatura ma perché...
Perché tu mi stai parlando. È la prima volta.
Aspettatemi.
Ma sì, anche per la bocciatura. Così finalmente me ne vado all'artistico.
Vai via?
Sono io?
Ma come hai fatto?
Non me ne sono mai accorta.
È qui che mi sono innamorato di te.
Tu eri lì.
Mi ricordo.
- Posso farti il mio primo ritratto? - Il primo?
Il primo che lo sai anche tu.
Ma che bel ritratto.
- Che ci fai qui? - Ti cercavo.
Stasera da me c'è una festa. I miei non ci sono. Ci scateniamo?
Sono stufa delle feste. Sono tutte uguali.
Tutte uguali?
Melissa, le mie feste non sono tutte uguali.
Dai, ci divertiamo.
- A me non mi va più. - Ah, sì?
E da quando?
Io ti conosco.
Per la prima volta...
...lui mi sfiorava ed io non sentivo niente.
Non mi riconoscevo nei suoi occhi.
Melissa, Melissa.
Era lì che mi diceva tutte le cose che per tanto tempo...
...avevo desiderato sentirgli dire. E non me ne importava più niente.
Solo io so quanto sei bella.
Andrò a quella stupida festa.
Sarò forte abbastanza da dimostrare a tutti...
...che a me dei loro giochetti non importa più nulla?
Melissa.
Melissa.
Melissa!
Vieni qua.
Dove vai? Devi stare con me.
Sono un'altra.
Chissà adesso Marco...
...come mi disegnerebbe?
Sono proprio felice. Vedrai com'è venuta bene.
Ce l'ho messa tutta perché potessi vederla prima della partenza.
Ah, ho ritirato i biglietti.
Allora, fai scalo a Francoforte per alcune ore, e poi Gedda.
Ma ti ha detto se potrò andare sulla piattaforma?
Ha chiesto il permesso, sì.
Vorrei tanto venire lì con voi.
Però, sai, a giugno ci sono così tanti matrimoni.
Ma perché non chiedi alla signora Adele una settimana di vacanza?
Tesoro. La signora Adele è già stata un amore.
Mi ha lasciata libera due settimane per seguire i lavori qui.
E poi papà sarà felice di stare un po' con te...
...voi due da soli.
Mamma!
Ti piace? L'ho trovata in camera della nonna.
Era bellissima. Ti somiglia tanto, amore.
Mamma.
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