All language subtitles for La Porta Rossa S0102

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Original subtitles

E' la prima volta che vengo al bar della Procura. Com'è il caffè ?

Caffè.

- E' senza zucchero. - Mi piace amaro.

- Va bene non lasciarla sola, ma neanche starle addosso. - Lo so.

Dico solo che dovrebbe venire qualche giorno con noi.

- Anna è più forte di quanto sembri. - No, sbagli. E' debole.

- Per questo si è attaccata a quel... - Papà ! - Va bene.

Rispetto per i morti. Ma avevo detto che non era l'uomo adatto a lei.

- Ciao, tesoro. - Cosa avresti detto, scusa ?

- Ne parliamo un'altra volta. - C'è sempre qualcosa che avevi già detto.

- Non voglio discutere. Se vuoi, sfogati. Non voglio litigare. - Bene.

- Quanto zucchero ? - No, lo prendo amaro.

- L'hai sempre preso con tanto zucchero... - Mamma, amaro ! Grazie.

- Scusami. - Senti, io devo andare. Altrimenti faccio tardi

- per aprire il negozio. Scusami. Però ci vediamo dopo. - Va bene.

- Ciao, papà. - Ciao.

Scusa, non...

- Cosa vuoi fare oggi, tesoro ? - Non lo so.

- E' appena morto mio marito, non ho grandi piani. - Lo so.

- Però reagisci, la vita va avanti. - Evitiamo di fare finta di niente ?

Beatrice ci ha detto che vi eravate separati.

Ci eravamo allontanati.

Anna, mi dispiace per come sono andate le cose

- ma tu meritavi molto... - Devi smetterla ! Basta.

- Lui che si è fatto ammazzare come un incosciente ti amava ? - Basta.

Basta !

- Vane. - Ehi.

- Avevi detto che mi mandavi un messaggio. - Scusa, l'ho scordato.

- Immagino. Però ora dammi gli appunti di Dante. - Merda.

Cosa ? Li hai dimenticati ? No.

- Tanto ti ha già interrogata. - No, è che... - Cosa ?

- Non voltarti, fai finta di niente. - Cosa c'è ?

- Un uomo che ieri stavo per investire ora è qui. - Dove ? - Lì.

- Ma non voltarti. - Dove ?

- Dove ? - Era lì.

- Te lo giuro. - Va bene, ciao.

Che fai ? Non vieni ? Campanella

- Sta cercando me ? - Sì.

- Se è per ieri sera, mi dispiace. - Aspetta.

Aspetti lei. Ho preso la patente ieri.

- Sarebbe un peccato se mia zia venisse a saperlo. - Non è questo.

E' una cosa complicata da dire e imbarazzante.

Io sono morto.

- Lei è pazzo. - No, dove vai ? Sei l'unica che può vedermi !

Mi lasci stare !

Buongiorno, Vanessa. Ben arrivata.

Vediamo chi interroghiamo oggi. Vediamo.

- Ehi. Hai presente quel tipo lì fuori ? - Ancora ? Basta.

Vanessa. Se hai tanta voglia di parlare, vieni.

Dai, prof. Ieri abbiamo festeggiato la patente.

Fingiamo che non abbia sentito. Dai, Vanessa.

Libro di Dante, Canto I.

Dai, sei brava.

"Quando vidi costui nel gran deserto"

- "Miserere di me, gridai..." - Che c'è ?

Dai, Vanessa.

- "Qual che tu sii..." - Avanti. - Cos'ha ?

- Si è bloccata. - Vanessa, che c'è ? Vai avanti.

- Ora hai capito ? Non mi vedono. - Vanessa, vai avanti.

"Rispuosemi: Non omo, omo già fui." Hai festeggiato parecchio ieri sera.

- Guarda. - Vanessa.

- Non possono neanche sentirmi. - Vanessa, ci sei ?

- Sei l'unica che mi vede e sente. Non so perché, ma è così. - Vanessa.

- Vanessa, cos'hai ? - Era l'unico modo per fartelo capire.

- Vanessa ! - Ora ascolta, devi dirti una cosa importante.

- Mi senti ? Ehi, guardami. - (voce ovattata) Vanessa.

- Guardami ! - Vanessa. - Non fare così.

Mi senti ? Voce non udibile

Quando si ha fretta e si cerca qualcosa...

- Ah, ecco. - Grazie.

- Vi accompagno ? - Non c'è bisogno, facciamo da soli.

Finalmente l'ha trovata.

- Non potevo immaginare diversamente la stanza di Cagliostro. - E' vero.

- di casa ? - No.

A me l'aveva detto.

Mi aveva chiesto di non parlarne con nessuno.

- Credevo che almeno con te... - No, non mi ha detto niente.

Dai, cominciamo.

- Vane, sei stata grande. - Non era un trucco. - Stavi male davvero ?

Ila, ho visto quell'uomo che stavo per investire ieri sera.

Era in classe, ma lo vedevo solo io.

- Stai impazzendo o mi prendi per il culo ? - Lo giuro, era lì.

- Io lo vedevo. Cioè, mi sembrava di vederlo. - Appunto, ti sembrava.

Sì, dai. Sei solo un po' stressata.

Andiamo a fare un po' di shopping, ti va ?

No, grazie. Sono a corto di soldi, di sonno. Di tutto.

Facciamo una cosa. Quando smetti di vedere cose strane, mi chiami.

- Grazie, ora potete andare. - Non possiamo lasciare la casa così.

Mamma, ti prego.

Anna. Cerchiamo solo di prenderci cura di te.

Vogliamo approfittarne per parlare dei documenti ?

- Quali documenti ? - Beh... Conti correnti.

Lo stato di intestazione di proprietà, della vostra separazione.

Avevate già formalizzato ?

Non mi sembra il caso, papà !

Non mi frega un cazzo di chi sia ! Perché ha rilasciato Gamberra ?

- Prego ? - Il commissario Cagliostro, dottoressa.

- Ne ho sentito parlare. - Io non la conoscevo fino a cinque minuti fa

- quando mi hanno portato questa. Sa cos'è ? - Certo.

L'ho firmata io. Lo facciamo noi magistrati quando arrestate qualcuno

- senza prove sufficienti. - Ha messo in libertà un assassino.

Mi porti le prove e lo risbatto dentro.

- Una donna in carriera. - No, una donna a cui piace il suo lavoro.

- Mi dicono sia lo stesso per lei. - Non confondiamo, sono uno sbirro.

Però ci accomuna la legge.

Oddio, stando a quello che si dice di lei non saprei.

- Intendo dal punto di vista formale. - Perché ?

Che si dice di me dal punto di vista informale ?

Ancora non so questo.

Non ho tempo per la formalità e neanche attitudine.

- La differenza tra me e lei si vede dalle scarpe. - Dalle scarpe ?

Le mie sono vecchie, sporche, rovinate e adatte a correre.

Le tue con quei tacchi vanno bene solo sulla moquette degli uffici.

Se tolgo i tacchi, so correre anche io.

E molto veloce.

- Bussano alla porta - Dottoressa Mayer. - Sì.

- E' arrivato un pacco dalla Questura. - Altri atti. Grazie.

"Vediamo se stai al mio passo."

Anna, queste ? Come se non avessi i soldi per comprarne un paio nuove.

- Le butto. - No, le lasci a me !

Campanello

- Chi è ? - Valerio.

- Ciao, vieni. - Permesso. Buongiorno.

I miei genitori. Lorenzo, un collega di Leo.

- Se disturbo, torno più tardi. - No, andavano via. - Permesso.

- Arrivederci. - Arrivederci. - Tesoro, ci sentiamo più tardi.

Vieni.

- Scusa il disordine. - No... - Siediti pure.

Mi dispiace trattare male i miei genitori, ma non li sopporto.

Devi capirli, proprio per il fatto che sono genitori.

Sembra che lo abbiamo nello statuto

quello di rompere le scatole ai figli.

- Ti va un tè ? Io me lo faccio. - Sì, grazie.

Piedi uniti.

Se non ci prepariamo bene, non arriviamo alle finali.

Vanessa, non va bene.

Ci sei o no ? E' già la terza volta, cazzo.

Dai, fai una pausa.

- Scusa ! Hai visto Raffaele ? - Era qui poco fa.

Dev'essere andato via.

Anna, immagino che in momenti come questo ci siano cose

che proprio non si ha la testa per fare.

Il funerale, la messa.

Gli avvisi. Vuoi che ci pensi io ?

Ma che senso ha ?

Il Dio di cui parli tu.

Se ci fosse, tutto questo non sarebbe accaduto. Non ora.

Se è per questo, non dovrebbe accadere mai.

Io sono convinto che una ragione ci sia.

- Anche se non la conosciamo... - Io conosco benissimo la ragione.

Leo si sentiva onnipotente, ecco la ragione della sua morte.

Non è giusto che tu dica così.

- Da dove è adesso Leo... - Dov'è adesso ?

Non mi frega un cazzo di dove sia adesso Leo.

So che io sono qui, sono sola e lui non c'è.

Scusa.

Scusami.

Va bene, facciamo questa messa. Non farà male a me né a lui.

Sono d'accordo.

L'ho trovata nella camera di Leo. Credo che dovresti tenerla tu.

A un grande poliziotto, un grande uomo e un grande amico.

- A Leo. - A Leo. - A Leo.

A Cagliostro.

- Dottore, un altro giro ? - Per me basta così.

Direi che basta così anche per voi.

Domani vi voglio puntuali e operativi. Lo dobbiamo a Cagliostro.

Zagalì, mi dai un passaggio ? Non fate tardi, ragazzi.

- Notte, ragazzi. - Notte. - Buonanotte.

- Che fai ? Mangi o giochi ? - Scusa, mi ero incantata.

Lo vedo. Ti hanno interrogato e non sapevi niente ?

- Come lo sai ? - Alla tua età ci si preoccupa per i ragazzi o la scuola.

La prof mi ha interrogata, ma non mi sono sentita bene.

- Che hai avuto ? - Mal di testa. - Hai la febbre ?

- No, zia.(Tv) La morte di un commissario... - Nausea ? - No.

- So che sei grande, ma sai che esistono precauzioni... - Shh !

- Zia, non sono incinta. - (Tv) E' stato ucciso nello scontro a fuoco

con un trafficante di droga, Eugenio Pertusi detto Messicano.

Potrebbe essere legato allo spaccio della droga detta "Red ghost"

in rapida diffusione in città.

- Il vicedirigente della Squadra Mobile... - Dove vai ? - In bagno.

(Tv) Un personaggio discusso per i suoi metodi poco ortodossi

lascia la moglie Anna Mayer. Squilli di telefono

(segreteria) Anna, sono la mamma. Ci sei ? Volevo sapere come stai.

Squilli di telefono (segreteria) Sono Marcella...

Squilli del telefono (segreteria) Anna, sono Bea.

Rispondi alla mamma, per favore.

Squilli del telefono (segreteria) Anna, rispondi.

Stai già dormendo ? Chiamami.

Ci mancherà. Mancherà alla Centrale.

Serve ricordarlo. Il caso Tradati

l'omicidio Barzini risolto in 24 ore.

L'Operazione Crimine con Andreina Di Udine in galera.

- Il sequestro record di cocaina. - Franchini.

Che cazzo c'entra ? L'ispettore Franchini è entrato in banca

- senza copertura. - Per seguire Cagliostro in una delle sue cazzate.

- Vaffanculo ! - Ora ci sono una vedova e due orfani.

Facciamo un altro brindisi.

A un grande poliziotto e uomo.

- Spaccone, arrogante e anche un po' opportunista. - Basta, Paoletto.

- Hai rotto i coglioni. - Perché ?

Dico quello che pensiamo tutti.

Quasi tutti.

La verità è che sei sempre stato invidioso di Cagliostro.

- Se parli del caso Barzini... - E' un collega morto in servizio !

Come volevi che morisse ? Quelli come Cagliostro si cercano la morte.

A volte se la meritano pure.

Questo non te lo permetto. Paoletto ride

Sei una merda.

- Sei una fighetta, Lorenzi. - Sì ? - Sì.

Lorenzi !

Voci confuse

Non dovevi venire qui stasera. Vaffanculo, Paoletto !

- Grazie, ma non era necessario. - Non l'ho fatto per te.

L'ho fatto per Lorenzi che ha famiglia

e non merita di finire nella merda per uno stronzo come te.

Buonasera, dottoressa. Come sta ?

- Vuole il solito tavolo ? - Sì, grazie. - Venga.

Da quanto tempo. Tutto a posto ?

- Suo marito non c'è ? - No, sono sola questa sera.

Ho un regalo per te. Così quando mi vedi troppo orso

- mi guardi attraverso la palla e sei a posto. - Sei al contrario.

Che bella ! Sarà il mio portafortuna.

- Mi hai capovolto la vita. - Anche tu a me.

Credo di non avere più fame.

Bussano alla porta Sì ?

- Tutto bene ? - No... Sì, scusa.

Sì.

Io sono morto.

Non devi restare in casa.

E' qui che succederà.

Sì, ma quando ?

C'è la luce.

C'è il verde.

C'è il verde.

Questa è la stanza, Anna ! Succederà qui.

Sì, lui è qui e tu qua.

C'è qualcos'altro dietro.

E' l'albero di Natale. E' Natale !

A Natale succederà. Tra due mesi... tra due mesi, Anna.

Ancora, pensa ! E' qui.

Non gli vedo la faccia, cazzo !

Vedo solo la mano, la pistola e te.

La pistola, la mano. Pensa ! C'è un anello o qualche cazzo di cosa

per riconoscerlo !

I guanti.

Guanti neri, Anna.

E' un professionista.

Valerio.

- Buongiorno, don Giulio. - Buongiorno, Valerio.

Don Giulio, io ho fatto una cosa di cui mi vergogno.

Una cosa molto grave.

Vuoi parlarne ?

Vieni.

E' stato molto sfortunato.

La fortuna va aiutata, invece Cagliostro l'ha sempre sfidata.

Dottor Piras, le ricordo che Leo era uno dei miei migliori uomini.

Non voglio dire che non lo fosse o fosse inesperto. Il contrario.

Però questo può non bastare.

Era troppo sicuro, impulsivo, indipendente.

Rambelli, le procedure non servono per ostacolare.

- Esistono per evitare tragedie come questa. - Infatti.

- Le aveva chiesto autorizzazione. - Io l'avevo negata.

Avevo le mie buone ragioni, ma voi non siete interessati a capirle.

Non siamo interessati ? Mi dispiace, dottor Piras.

Sta dimostrando di non essere un campione di sensibilità.

Per me Leo era come un figlio e non critichi la gestione della squadra !

Invece la critico, eccome. Di questa storia è responsabile anche lei.

Io ? Squilli di cellulare

- Pronto ? - Ho bisogno di te.

Devo fare una cosa.

Sì, certo. Arrivo.

(sottovoce) Ma che cazzo ne sai !

Tu che cazzo ne sai ?

Che Cagliostro abbia sempre messo in ombra Paoletto è vero.

Sì, ma Paoletto è il poliziotto più sfigato di tutta la Questura.

- Tu sai della moglie ? - No, cosa ?

Il maritino tutto premuroso torna a casa prima dal lavoro.

- Le aveva promesso di riparare una tapparella. Cosa trova ? - No, dai.

- La moglie a letto con un altro ? - Ora ex moglie.

- Si parla del diavolo... - E spuntano le corna ?

Mi fai passare ?

- Posso ? - Certo, è libero.

Aspetta un secondo, per favore.

- Per quanto riguarda ieri sera... - Non c'è niente da aggiungere.

Invece sì. Mi dispiace se ho offeso i tuoi sentimenti.

Ma penso davvero tutto quello che ho detto.

So di passare per invidioso, che ce l'avevo a morte con Cagliostro.

Non me ne frega niente.

Cagliostro sfruttava il lavoro degli altri e si prendeva tutti i meriti.

- Era il capo. - Ah.

- Quello operativo e vice di Rambelli. - Certo.

Gli hai mai sentito dire qualcosa sui suoi uomini ?

Un ringraziamento, un elogio, una pacca sulle spalle.

Niente, di niente, di niente. Segnale di un SMS

- Campanella - Vane, vieni ? - Sì, arrivo.

- Ma Vanessa... - Le gira male in questo periodo.

- Ehi. - Oh !

- Mi ha fatto prendere un colpo. - Scusa, ma non c'è mai nessuno qui.

Anzi, credo che questa psicologa Martoni non esista.

- C'è qualche problema ? - No. Nessuno.

Allora perché sei qui ?

Sono venuta a dare un'occhiata.

Ciao.

Preferirei rimanere da sola.

Certo.

Rumore metallico

- Anna, tutto bene ? - Sì, tutto bene.

- Io sono qui fuori. - Arrivo.

- Dottore, mi ha fatto cercare ? - Vieni, Paoletto.

Ho saputo dello spettacolo di ieri sera. Complimenti.

Un collega è morto e voi fate queste cazzate.

Proprio ora che dobbiamo lavorare insieme e restare uniti.

Che dite, possiamo andare oltre ?

Bene. Bisogna repertare gli effetti personali di Cagliostro.

Lo fate voi e subito. Ho promesso ad Anna di passare da lei.

Non voglio dirle che le indagini sono ferme

perché i miei uomini sono sotto inchiesta. Non ho finito.

Non ho visto darvi la mano.

- Dottore, abbiamo capito. - Non mi pare.

Prego.

Dividiamoci i compiti.

- Tu reperti le cose di Cagliostro, io vado a bere una birretta. - Eh ?

Lorenzi, sto scherzando. Prego.

Senso dell'umorismo non pervenuto, eh ?

Musica dalle cuffiette

Vanessa.

Vanessa.

Vanessa.

So che mi senti.

Ascolta, non avere paura. Non voglio farti nulla.

Fermati, stai calma.

Te lo spiego, stai tranquilla. Non ti farò nulla.

- Sei l'unica che mi vede, te l'ho già detto. - Perché ? - Non lo so.

Basta. Vanessa urla

Urla. Di' a tutti che vedi fantasmi così ti prendono per pazza.

Ragazzina, io non ho un cazzo da perdere ! Ascolta.

Da domani divento il tuo nuovo compagno di banco.

In piscina sarò lì con te. Ti starò così addosso che ti farò scoppiare !

Altrimenti tu fai una cosa per me. Una sola e scompaio dalla tua vita.

Cellulare Cagliostro, 271-1507.

- Poi... - Questo lavoro mi sta angosciando.

- Ti va un caffè ? - Offri tu ?

- Offro io. - Dai.

Laggiù è rimasta una cabina telefonica isolata. La vedi ?

- Che fai ? Ti muovi ? - Basta, voglio andare a casa. Ho paura.

- Senti... - Lo capisci ?

Voglio andare via, ho paura. Io non vengo lì con te.

Lo vedi ? Pensa che sia matta e ha ragione.

Sono qui da sola.

Non ho tempo da perdere con queste stronzate, capito ?

- Non sono un'allucinazione, sono solo morto. - Appunto.

Sei morto.

- Ma se sei morto... - Cosa ?

- Hai sentito male ? - Non bene, tu che dici ?

- Quindi dopo c'è questo ? - Sì, questo.

- Non l'aldilà ? - Che cazzo ne so io !

Ascolta. Stavo per scoprirlo, credo.

Mi ha fermato una cosa.

Ti dicono che quando stai per morire

ti vedi passare tutta la vita davanti. E' una stronzata.

Io ho visto il futuro.

Ho visto mia moglie Anna minacciata da un tizio con la pistola.

Era Natale, quindi ho poco tempo. Devo impedirlo.

Ora vai in quella cabina, per favore ?

Tieni tenuto il pulsante e schiaccia 333. Così bypassi la centralina.

Dille che non deve fidarsi della gente che ha vicino, è in pericolo.

- Okay. Dimmi il numero. - 040297071.

Squilli del telefono

- Non risponde ? - Sta squillando.

- Pronto ? Chi è ? - Anna, lei non mi conosce, ma ho un messaggio.

Lei è in pericolo. Non deve fidarsi di nessuno, nemmeno degli amici.

Come ? Non devo fidarmi di nessuno ? Squilli di cellulare

- Pronto ? - Spegni !

- Chi parla, scusi ? - La prego, mi ascolti.

Dille che le succederà qualcosa di brutto in quella casa.

- Io devo solo avvisarla da parte di suo marito. - No, cazzo !

Che c'entra mio marito ?

Pronto ? Anna.

Pronto ? Non ha attaccato, ma non parla più.

Grazie, hai fatto un casino !

Ma chi sei tu ?

Che cazzo vuoi ?

Dove sei ?

Anna.

Anna ! Campanello

Dai, cazzo !

Che è successo ? Scatto della serratura

- Anna ! - E' Stefano. Rambel !

Anna.

Cristo ! Anna !

Anna.

Sveglia.

Per trovare un colpevole devi farti le domande giuste.

Perché l'ha fatto ?

Di cosa ha paura ?

Cosa gli sta a cuore ?

Cosa rischia ?

La lista dei sospetti non è infinita.

E spesso non serve cercare lontano.

Chiunque può avere un lato oscuro.

Perfino la persona più vicina...

Può nascondere il più grande dei segreti.

A cura del Servizio Sottotitoli RAI

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