All language subtitles for Settembre (2022) 1080p WEB-DL x264 iTA AC3 Sub ita eng - iDN_CreW

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Original subtitles

Ciao.

Buongiorno.

Ma che ti fissi?

Maria, non esci se prima non disfi la valigia, eh?

Sì?

Ho avuto un problema con una ruota della macchina,

arriverò verso le 10.

Intanto dite a Carracci di iniziare lui con le pazienti.

Lo so, che le posso dire, faccio il prima possibile.

- Buongiorno. - Buongiorno, dottore.

Stia stia Carracci, io devo fare una telefonata.

A me fa pure piacere,

però vorrei che non era solo un dovere, ecco.

I bambini vogliono attenzione...

Ciao.

L'altro giorno...

Il pranzo dalla zia, com'è andato?

Domenica scorsa non andavi a pranzo... la bufala?

Ah, bene, grazie.

Invece oggi cosa fai?

Ora vado a Messa.

Io ho chiesto solo due etti di olive.

Scusami, hai ragione.

- Quello lo offre la casa. - Grazie.

- Che ti do? - Ma mi fai pagare?

- Umberto, ci pensi tu, grazie. - Certo.

Che ti posso dare?

Un po' di pane, quello lì, metà.

E basta così.

Senti, ma...

ti posso accompagnare?

A Messa... ho bisogno di pregare un po'.

Sì?

Dammi 10 minuti e arrivo.

Eccomi.

Qual è la Chiesa?

- Quella dopo il ponte. - Ho capito.

Comunque è proprio bello che tu vai a Messa.

Cioè, io... non conosco praticamente nessuno che ci va.

Dei miei amici non ci va nessuno.

Mia nonna, i vecchi del mio palazzo, loro sì.

Cioè, per dire che tu sei la prima persona non vecchia che conosco, che ci va.

Che è una cosa bella, una rarità.

Io pensa, saranno...

cinque o sei anni che non ci vado.

L'ultima volta è stato per la Comunione.

E quindi sono pure di più, saranno almeno dieci anni.

Non ci avevo fatto caso.

Che dici, mi fanno entrare?

Va bene, sono pessimo...

E tu che fai a Messa?

Prego. Prego la Madonna.

E che gli chiedi?

Che almeno me manda buona.

Che almeno te manda che?

La vita... una buona vita.

- Come ti chiami? -Ana.

Bello. Anna.

- Bello. - Ana, con una 'n'

Bello anche con una 'n' sola.

- Ma non stanno meglio giù? - No, no. Vanno così.

- Vai. - Aspetta, allarga bene.

Grazie, mamma.

- Francesca? - Dimmi.

E questa? Mi hai detto che me la stiravi.

- Alberto, ho due mani, eh? - Va bene, te la lascio qui.

- Ma devo uscire. - Dove vai?

È freddo.

- Vai, è Debora. - Sì.

- Ciao, Debora. - Ciao, Alberto.

Francesca sta in cucina.

- Ciao, Francesca. - Ciao, Debora.

Ma non sei pronta?

Ho pure il lavandino otturato.

Vabbè dai, ti aiuto.

- A che ora hai l'appuntamento? -Alle dodici.

Sei agitata? No, no...

Ho una novità al lavoro,

forse mi fanno vice direttrice del punto vendita.

Ma dai!

Bisogna festeggiare.

Non è sicuro, non è sicuro.

Vabbè sì, ce l'hai la cosa...?

La ventosa? Sì, sta là.

- Ma ci ho provato tutta la mattina. - Va bene, ci riprovo...

Si è sturato...

La smetti?

- La smetti?

Ciao mamma!

Ciao Sergio, torni a pranzo?

No, ho da fare.

Ricorda che domani comincia la scuola, non fare tardi.

Ciao, Sergio.

Beh, mi vado ad asciugare.

Debora, vuoi una maglietta asciutta?

Eh? No. Ora si asciuga.

Ciao.

Che figura di merda!

- Quando sei tornata? - Ieri.

- Sei nera, eh? - Pure te.

Sei pure dimagrita?

Ammazza che tette!

Io ti avevo preso un regalo, però non so se...

- Grazie, io non ti ho preso niente. - Non fa niente.

Che belli, grazie.

Calcola che questi qui appena Ii ho visti ha detto,

sono per Simona, infatti, l'ho presi subito.

Ciao.

- Ciao Sergio. - Come va?

Tutto a posto? Tu?

Tutto a posto. Senti, c'è Christian...

E ha detto...

che mo ci starebbe.

Tu ci staresti?

Sì.

Vabbè, allora ciao.

Ti farò brillar come il sole

Cosi nelle sue mani vivrai

E ti rialzerò, ti solleverò su ali d'aquila

ti reggerò sulla brezza dell'alba

Ti farò brillar come il sole

Cosi nelle mie mani vivrai...

Senti, ma se ci mangiamo una pizza una sera?

- Se ti va, perché se non ti va, no. - No...

- No? -No... sì.

Allora mi lasci il numero cosi...

Tre, due, zero

quattro, uno, zero,

cinque, tre, cinque, cinque.

Io scendo. Tu sei sicura che non ti accompagno?

- Ciao. - Ciao.

Però mi rispondi, si? Non è che sparisci?

Simona.

Ehi, Simona.

Io gli ho detto di sì.

- Però, che ne so. - Che gli dovevi dire?

Beh... Allora io...

Sì, però io come cavolo faccio?

Guardati qualcosa su Internet.

Ti mando un link.

Okay, grazie.

L'abbiamo richiamata per verificare meglio, perché...

insomma c'era qualcosa che non ci piaceva.

Ed effettivamente ora dall'ecografia risulta esserci una massa.

Una massa?

Sì.

Vanno fatti ulteriori accertamenti per verificarne l'entità.

Certo, accertamenti.

Che tipo?

Stiamo parlando di una risonanza magnetica

ed eventualmente di una piccola biopsia per un esame istologico.

La risonanza possiamo farla subito.

La fretta è dovuto al fatto che la massa non ha un buon aspetto

e quindi è meglio intervenire.

Dice che bisogna aspettare...

i risultati dell'esame di oggi, la...

- Della risonanza? - Sì, la risonanza.

Scusa, ma la risonanza non è pronta subito?

No, la deve leggere un altro medico.

E poi...

mi daranno un appuntamento appena si può.

Non ti ha detto nient'altro?

Io li detesto, lo capisci perché li detesto.

- Stiamo calme, ok? Stai calma. - Sto calma.

Lo vedo che stai calma, infatti. Lo vedo che stai calma.

Un passo alla volta, perché uno quando |e cose non |e capisce bene,

fanno più paura. Poi invece...

Insomma, in qualche modo si fa, no?

Già.

Senti, Fra', io sto con te finché non torna qualcuno, ok?

Oh, Alberto... sempre!

Ci fosse una volta che non me lo fa!

Inutile dirgli che il cesto dei panni sporchi è là...

e che da soli non c'arrivano...

- Ma niente... - Ehi... Fra'!

No, scusa De'... però è offensivo, no?

Uno che ti butta roba per terra così...

- Scusa... - Ma scusa di che?

Magari sei un po' tesa, no?

Io non sto più bene.

Non sto più bene da un po'.

Io sono proprio triste.

E neanche mi frega niente di oggi, lo sai?

Io piango proprio per le mutande di mio marito.

Fra', non lo sapevo che stavi così.

Boh, è che...

quando mi sono sposata io pensavo che era diverso.

Che non è che poi ti ritrovi così sola...

Lo so.

Mica è venuto lui con me oggi.

Di sicuro manco mi chiede com'è andata.

Ma io manco glielo dico, voglio proprio vedere.

Io ho scoperto che Marco ha una.

Davvero?

- Ma come... - Sul cellulare.

Gli manda pure le foto zozze.

- Veramente?

Non ti eri accorta di niente?

Ma che ne so, Fra'.

Mi diceva che aveva i turni, ma che ne so?

Ma dici che per quello che viene a dormi qua ogni tanto?

Certo. Perché dice che va con Alberto a giocare a poker

e viene qua quando fa tardi.

Per non discutere. Sicuro.

Ma come stai?

All'inizio male, cioè, proprio disperata.

Poi, più passano i giorni, più dico, ma perché?

Ma chi me lo fa fare di stare così, eh?

- De'... — Eh?

Io se non c'eri te, mi ero già sparata.

Dillo a me.

Ciao.

Ciao.

Allora niente Fra', io vengo direttamente domani...

con Marco?

No, sì... certo.

- Certo. - Ok.

Papà?

Senti, mamma dice chela cena si può organizzare per domenica.

Lei viene con Carlo...

Tu vieni da solo?

Senti, i genitori di Margherita, sono molto...

Vabbè, lo sai...

Cerca di essere carino con mamma e Carlo, ok?

Vabbè, ti richiamo per dirti dove la facciamo.

Dov'è la cena. Ciao.

- Tu ridi quando lui parla. - Non ci riesco a trattenermi.

E gli altri?

Mia moglie si è rincoglionita, a forza di stare appresso a quello.

Mio figlio non è mai stato una cima.

Si arrabbiano, dicono che sono offensivo, ma dico io...

un po' di sano senso dell'umorismo, non ce l'avete?

Niente, gli manca proprio.

No, lì in mezzo l'unica carina è Margherita, la fidanzata di mio figlio.

Solo che quando le ho detto che deve stare attenta

perché si sta sposando un cretino, lui si è arrabbiato.

Vorrei vedere.

Chissà dove ho sbagliato? Melo chiedo spesso, sai?

E non me la so dare una risposta.

Io forse mi sono innamorata.

Ma dai?

Lo vedo sempre al supermercato.

E da quando?

- Sette, otto mesi. - Ammazza!

- Ma mi vergogno. - Come ti vergogni?

Ma com'è questo?

È bello... gentile.

Mi voleva accompagnare a casa, ma io ho detto di no.

E poi mi ha chiesto di uscire.

- E tu? - Ma io non posso uscire.

E poi che gli racconto?

Oggi mi chiedeva, mi chiedeva.

Ho detto che studio da estetista.

Perché ridevi prima?

- Quando? - Un minuto fa.

Ma, no...

- Sì, perché? - Ma niente...

Una che fa il tuo lavoro e che si vergogna, mi faceva ridere.

- Non mi posso vergognare io? - Ma no, non intendevo dire questo...

Stai zitto, ha ragione tuo figlio.

- Voglio andare. Mi paghi? - Sì.

Tu parli sempre di tutte |e tue cose che sei un casino

e io per la prima volta che parlo mi ci fai rimanere cosi.

Scusami, non volevo.

Fai tanto l'amico, ma ti senti tanto meglio.

Cosa ti credi?

Che se tutti non stavano sempre a pensare alla stessa cosa, io mica stavo qui.

A cosa pensano?

AI sesso... a cosa? Non fare il vago.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Silenzio.

- Baldacci. - Presente.

Calucci.

Calucci? Non c'è? Non viene mai?

Cascina?

Oh!

Ciao, Sergio.

Come va?

Tutto bene, te?

Bene.

Senti per quella cosa... quando avresti casa libera?

Mia madre...

ha quasi sempre i turni fino alle sette.

- Papà pure, più o meno. -Vabbè, allora...

gli scrivo, domani pomeriggio alle due.

Ma... ci posso prima parlare?

No, no, lui si vergogna.

Vabbè, io vado, eh?

Non sei molto pratica, vero?

Vuoi una mano?

Lo zaino se vuoi poggiolo pure qui.

- Vuoi qualcosa da bere? - Ok.

Allora te che hai fatto finora?

Io...

Ho avuto delle cose, però...

Ecco, cioè non è che si sia proprio concluso nulla.

Sì, però devi essere più specifica, se non ti posso aiutare.

Il fatto è che a me Christian piace. E ci vorrei fare bella figura.

Solo che ci sono veramente un sacco di cose da sapere.

Per esempio, secondo te...

Io vado bene così?

Il cappello levalo.

Poi, sciogliti i capelli...

Poi comunque, quando siete nude è uguale.

Ah?

Ma te l'hai mai visto uno nudo, sì?

No.

Però non gli fa sta faccia sennò a lui gli prende male.

Scusa.

Ora non arriva nessuno, vero?

In totale tranquillità.

Oh, ma che fai?

Tranquilla. Questa è una terapia d'urto di mio cugino.

L'ha fatto con l'amica sua, ha funzionato.

Ma sei scemo?

Dai, fidati, guarda.

Oh, ti fidi?

Sì lo so, è brutto, però, oh... sono tutti così.

No...

- Non è che brutto... - Sì è brutto, però...

almeno ci fai l'abitudine.

A posto? Sicura?

Comunque, grazie.

Di cosa?

Scusa, Fra'.

A che ora vengono stasera?

Otto e mezza.

Noi però alle dieci andiamo via che c'abbiamo il poker.

Dov'è che vai a giocare a poker, Albe'?

AI solito posto, Fra'.

Mi vuoi bene, Albe'?

È finito il colluttorio?

No, grazie, tanto devo scappare.

Scusami. Scappa.

Ma a te non sembra che manca qualcosa?

Cosa? Qualcosa, cosa?

Manca un... un contatto.

- Tra di noi, no? Dico sul serio. - Ancora con questa storia?

Io non sto più bene... No, mi sento proprio triste.

Non è possibile che ogni due mesi ricominci con questo disco rotto.

Magari se mi ascoltassi una volta.

Ma io ti ascolto, io ti ascolto sempre.

Dai, ciao. A dopo.

Tieni stretto qua...

e srotola. Ecco, poi se ti si incastra,

lo prendi da sotto

e lo fai scorrere.

Mi raccomando, sopra.

Certo, te sei proprio bravo.

Lascia stare.

Perché?

Rimane tra noi?

Più di così.

Vabbè...

Praticamente questa estate...

ho conosciuto una tipa che mi piaceva, cioè, mi piace un botto.

Era simpatica, carina, stavo solo con lei.

E tra una cosa e l'altra, a questa gli andava pure.

Così l'ultimo giorno, programmiamo una situazione in cui eravamo soli

e cominciamo a fare un po' di cose.

Poi però è arrivato il momento che mi dovevo mettere...

Tranquilla, quando è così lo cambi.

Vabbè, insomma?

Insomma, non sono riuscito a metterlo e mi ha preso un po' d'ansia,

quindi non ero più carico al 100“/u.

Ho provato a rianimarlo, però non ci sono riuscito.

Mi dispiace.

Sono la vergogna di mio cugino.

Guarda! Sei diventata meglio di me.

Ma perché te in classe non mi parli mai?

Perché...

Perché te prima eri un po'...

Ero?

Non lo so, non sarà capitato.

No, no, perché te mi vedi come Cinzia del primo banco.

No, come Cinzia del primo banco è impossibile.

Dai, ora però prova con un altro. Tieni.

Che è?

- Ma ti sei vista? - La smetti?

Dai, l'hai aperto?

Ma tipo quando Christian arriva...

Cioè io che faccio?

Ci parlo un po'?

Chiacchieriamo?

Guarda, mio cugino dice sempre, una donna meno parla meglio è.

Quindi non parlare.

Calcola che lui entra,

sicuro, si siede...

Tu fai la vaga però.

E ti metti qua.

E poi lui parte.

- E se non parte? - Fai te.

Fai così.

Ehi...

Ma che fai?

Io pensavo...

pensavo che mi baciavi.

Cioè tu sei gentile, eh?

Però io volevo baciare, prima lui.

Uno, era un esempio.

Due... tu non hai manco mai baciato.

Ciao, Fra'.

Ciao, De'.

Ho portato il gelato.

Buono.

- Marco? - E al lavoro.

Ah, ok.

- Entro? - Sì, vieni, vieni.

Papà ce l'hanno tutti, mi tocca sta sempre dietro qualcuno. Perché no?

Perché ti abbiamo comprato la bicicletta, è nuova.

Che lagna che sei stasera, Se'.

Fra'?

France'? Mi passi il vino, per favore.

Sì.

La bicicletta però è da sfigati, papà.

Cosa ci devi fare con sto motorino?

State sempre qua sotto, pare che ci sta la colla su quel muretto.

Dai, Se'...

Sei proprio un pulciaro.

- Non ho capito. - Dai, la bicicletta è da sfigati.

- Stasera stai a casa. - Come sto a casa...

Pulciaro lo dici a qualcun altro.

Impari un po' di rispetto.

E non ti permettere.

Marco, l'hai sentito?

No. Eh?

Marco... tuo marito, l'hai sentito?

No, non risponde. Sicuramente sta al lavoro.

Digli che io sono andato. Tanto lui dove sto, lo sa.

- Ciao. - Ciao.

- Sergio? ' (Sergim- Che c'è?

Esci, dai.

Però torna prima di papà.

Ma che davvero?

Vai, vai.

Grazie mamma, sei una grande.

- Ciao, De'. - Ciao.

Come ti senti?

Beh...

- Ti senti male? - No...

Mi sento bene.

E allora che hai?

Mi dispiace.

Ho fatto un po' casino.

Mi ha proprio...

proprio dato alla testa.

Ah...

Pure a me, eh...

Mi ha dato proprio alla testa.

- Impazzita. - Impazzita proprio.

- Che c'è? -Ti va di salire?

Ti devo parlare è importante.

- Ehi? - Che c'è?

Ma se mettiamo loro in una casa e l'altra ce la pigliamo noi?

Immagini che pace?

Mamma mia, stupendo.

- Debora? - Eh?

- E adesso? - Adesso, cosa?

Non lo so...

Se ci pensi sta cosa è strana forte, no?

Boh!

Non lo so, che cos'è strano?

Cioè la vita mia a me sembra strana...

io mi sveglio tutte le mattine e mi sembra strana.

Ana senti, ma...

Ti dispiace se ti faccio qualche domanda, così, per curiosità.

Ma tu... più o meno, quanta gente vedi a sera?

Tre, quattro... Dipende.

Ma come sono questi?

C'è di tutto.

Pure come te.

Cioè? In che senso come me?

Un po'...

Un po' tristi.

Sì, un po' tristi.

Vabbè che c'entra, io sono un discorso diverso, però.

Intanto ho iniziato in un momento di difficoltà, di solitudine.

Poi io vengo solo con te, non è che...

Ne ho tanti che vengono solo da me.

Vabbè, ma io con te ci parlo pure, no?

Guglie', so i fatti di mezza Roma,

se parlavate un po' meno, vivevo meglio.

Io credevo che...

Che?

Che il nostro fosse un rapporto un po' più...

Io davvero solo con te, non ho più neanche una moglie.

Guglie'...

Sei vecchio per me.

- Madonna... Madonna... - Che cosa?

- C'è lui. C'è lui. - Ma chi?

- Fai il vago, fai il vago. -Ana?

- Ciao. - Ciao.

- Salve. - Lui è...

Un amico di mio nonno.

Piacere, Matteo.

Piacere, piacere.

Come stai?

Bene.

Ti ho chiamato.

Ah, era il tuo numero...

Ti avrei richiamato ora.

No è che... Infatti immaginavo che magari...

Segnatelo il mio numero.

Così sai che sono io, quindi, poi rispondi, no?

Sì. Ecco, ora l'ho memorizzato.

- Io vado. - Va bene.

Ciao.

Amico di tuo nonno?

- Hai visto com'è gentile? - No, dico, proprio di tuo nonno?

Potevi almeno dire di tuo padre, non so...

Scusa, ma mio nonno è più o meno come te.

Ma perché tu quanti anni hai scusa?

19, quasi.

Come quasi, ma che hai 18 anni?

Ma a che età hai iniziato?

Quasi 17... 16.

Più o meno quando hai iniziato a venire tu.

No, non è così tanto, io sarà massimo un annetto che vengo, non di più.

No, è da quando hanno costruito il cavalcavia.

Quasi due anni.

Mannaggia Sacripante, mannaggia!

Ma pure tu, quando ti vesti sembri una di...

Ma porca miseria!

Guglielmo, cosa mi consigli di fare, ora?

Tu la devi smettere, questo devi fare.

Sei una ragazzina, guarda.

Ma tu pensi che mi diverto?

Che posso smette così?

Dove vado, che faccio?

Io qui sono sola, lo sai che mi fanno?

La fai facile tu.

Quando chiama Matteo...

che gli dico?

Che gli dici? Niente. Ci manca solo che scopra che fai?

E poi guarda, non lo so, mi hai sconvolto stasera.

- Io ti ho sconvolto? - Eh sì, porca miseria!

Ora finisce, che è colpa mia se tu vai con le prostitute.

Pronto?

Ciao.

No...

Eh sì, ho risposto.

AI mare?

Sì.

Va bene.

No, ti mando un messaggio con l'indirizzo.

Ok.

Ciao.

Ciao.

Cioè, io non ci contavo nemmeno.

- Cosa? - Dico, manco ci contava che venivi,

anzi io pensavo che nemmeno rispondevi.

Però non posso stare molto.

Io, quando vuoi, ti riaccompagno.

Allora, praticamente questa è la macchina di mia nonna,

quindi l'ho sistemata, ma è rimasta la Madonnina però tu apprezzi, no?

Senti che musica ascolti? Scegli te.

Ecco.

No, vabbè, cioè questo è il preferito di mia mamma.

Pure di mio papà.

Vabbè dai, nessuno mi voleva mettere la crema.

Ti eri impuntato che te la volevi mettere da solo.

Non ne voleva sapere niente,

l'ho beccato un paio di ore dopo... ragazzi, sulla schiena,

aveva due manate bianche... dipinte.

Che coglione!

Bruciata proprio!

Tipico, eh?

Perché no te la sei fatta mettere?

- Perché lo volevo fare da solo! - Non ci ha dormito per tre notti!

No, però ora stai esagerando, tre notti no!

- Eh no, è andata così. - Una.

- Eh no, erano tre. - Tre?

- Non è vero, Ana. - Ma è un bravo ragazzo.

Sei un bell'amico, eh!

- Faccio l'estetista. - Davvero?

- E com'è? - È bello,

Cioè, faticoso, eh... però no, bello, bello.

Hai solo donne o vengono anche gli uomini?

No, ora ho pure tanti uomini. Cerette, le lampade, massaggi...

Certi vogliono pure la manicure.

Poi... incontri tanta gente.

Certi parlano, parlano, ti raccontano tutta la vita loro.

Sì...

E...

toccano anche...

Anche culo o cose così?

Ragazzi, è straniera, si preoccupa.

Ha ragione, a volte capita, che deve dimettere distanze.

Mi ha detto Matteo, che anche tu stai facendo la scuola d'estetista.

Secondo me ti piace... poi si vede che hai gusto.

Perché quando fai |e cose esagerate alla gente non piace molto.

Devi essere fine, capito?

- Io tiro fuori tutto, ho una fame! - Vai, tira fuori tutto!

- Tira fuori pure le birre. - Non ce le ho le birre.

- Le dovevi portare te. - Io?

No ragazzi, vi state sbagliando, io non dovevo portare le birre.

Ragazzi, ve lo dico, io ora scapoccio se non trovo le birre.

- Non ci stanno. - Non ci stanno, eh?

Perché mi dovete fare questi scherzi ogni volta...

Senti Ana io questo l'ho fatto con le cose che piacciono a te.

Vedi se ti piace, eh?

E come piacciano a me li hai fatti?

Voi avete i panini con la mortadella...

Tenete, vai, ce ne è per tutti.

- Vi siete mangiati tutto! - Non è che c'era tanta roba, eh!

Poi vi siete... ti sei mangiato tutto!

- Quest'altro scappa con le birre! - Oh, me l'avete lasciate...

Oh, allora fra due settimane è il mio compleanno.

Poi lo dico a Matteo, va bene? Dai, ciao.

- Volete che vengo con voi? - No!

- Sei sicuro? - Sì. Ciao!

- Ciao. - Ciao, Ana.

Ciao.

Abbiamo fatto tardi?

Non fa niente.

Vabbè, sei stata bene.

E poi ci rivediamo.

Ma sei sicura che non vuoi che ti accompagno?

No, faccio subito con l'autobus.

Ok.

Va bene, allora...

Ciao.

Io faccio prostituta.

Io faccio prostituta.

Ma come...

Siamo andati a messa.

Io prega"

Prostituta... proprio...

Proprio.

Io vado.

Ciao.

Grazie.

Ma ti pare, per il motorino.

Sai se mi comporto così con mio padre che faceva?

E faceva bene.

Mi dispiace Fra', mi dispiace ma questa è colpa tua.

Questa cosa che ai figli si parla, si spiega, ecco.

Ho un figlio che se non gli compri il motorino non mangia.

Che poi ho trovato un pacchetto di sigarette con dentro una canna.

Contenta tu...

Vabbè...

Sergio...

Sei sveglio?

- Non hai mangiato nulla. - Non ho fame.

Guarda che la bici è bella, non è sfigata.

Lo so. Infatti mi piace la bici.

Mi dispiace che le cose non siano, cioè...

Mi dispiace vederti cosi.

E mi dispiace anche se...

Cioè, non essere più...

Non lo so nemmeno io, magari mi hai visto strana.

Di malumore.

- A cosa pensi? - Niente.

Sto così per cose mie.

Ah!

Ma cose tue, tipo?

Niente, cose mie.

Ho l'ansia, sono un coglione.

Ma non dire così, Se'.

È che le cose sono strane.

Eh! Sì!

Ho fatto di tutto per acchittare uno con una amica mia.

In che senso?

Che gli ho un po' spiegato la faccenda.

Abbiamo fatto pure delle prove.

Le prove?

Quando l'abbiamo fatto, sono morto, mamma.

Ma me ne sono accorto tipo oggi.

Io, già sono uno che di suo rosica, vabbè...

Però questo è uno che manco la tratterebbe troppo bene.

Io invece...

Beh.

La farei stare da paura.

Però sono un coglione.

- L'amore mio che cresce. - Dai, mamma, piantala.

Magari questa ragazza lo capisce prima.

Comunque io sto bene.

Sì, eh?

Tu?

Io vorrei solo che...

che andasse...

tutto bene.

Mi fai spazio?

Pronto?

Sì, sono io.

Ah, oggi?

Sì.

Sì, reparto ginecologia.

Terzo piano.

Dottor Gasparini.

Va bene.

A tra poco. Grazie.

Me l'hanno regalato quando mi sono separato, per consolarmi.

Beh, in realtà, è al contrario.

Dopo che si sposano le donne, sono infelici, gli uomini felici.

Poi dopo, quando si separano

gli uomini diventano miserabili

e le donne rinascono.

Lo dicono le statistiche. Poi non è che va per tutti così.

Allora, signora Miglietta,

qui è tutto a posto,

non c'è assolutamente niente.

- Come tutto a posto? - Sì, tutto pulito.

E la massa? Dice che c'era una massa?

Sì, lo so, ma vede...

l'ecografia ha sempre un certo margine di errore,

la risonanza no, non mente.

Si è trattato di un falso positivo, ma lei sta benissimo.

Mi dispiace signora, capisco che debba essere stato molto stressante per lei,

- ma purtroppo capita, - Ho capito, ma che si fa così?

Prima dite c'è una massa, poi dite no, tutto a posto.

No, infatti io mi scuso a nome dei colleghi

che dovrebbero essere decisamente più cauti

- quando comunicano queste cose. - Sì.

Sì, però adesso concentriamoci sull'aspetto positivo.

La risonanza è pulita, quindi...

Su, che è tutto a posto.

Ma non è tutto a posto, mi avete fatto fare un casino.

- In che senso? - M'avevate dato uno scossone.

Mi avete fatto fare una cosa che...

io volevo fare, ma non ho mai fatto...

...che nel dramma generale...

certe cose se le può permettere, capito?

E non mi guardi così.

Caracci, per favore.

Signora...

Forse lei di questo scossone, aveva bisogno.

Ma non ha per forza bisogno del dramma.

Mi sembra che basti e avanzi quello che prova lei, quello che sente.

Non trova?

Stia tranquilla signora.

Vedrà che qualcosa |e verrà in mente su cosa farci

con questo gran casino.

Bene.

Bene. Mi avevi fatto prendere un colpo.

Mi hai fatto prendere un colpo.

Già.

Bene, no? Tutto ok.

Forse è più semplice così.

Tutto ok, tutto...

come prima.

Lo so, eh?

Cioè, davvero lo so, so tutto.

Anche perché pure io, non è che c'ho capito molto, cioè, tutto...

Bene.

- Ciao, Se'. - Ciao.

- Come va? - Bene, tu?

Così.

Senti, ma...

No, niente. Lascia stare.

Comunque per quella cosa di oggi... non ti preoccupare,

tanto male che va, va male.

Ecco no, appunto, magari se si potesse spostare...

Forza Principato, mettiti a sedere, su.

Allora... buongiorno.

Buongiorno.

Allora, oggi con noi c'è la dottoressa Lima.

- Salve. - Buongiorno.

Che terrà una lezione di educazione sessuale.

Ridono. Isubnormali ridono.

Ma se possono fa domande sessuali, professoressa?

Queste...

sono le ovaie, dove si riproducono gli ovuli.

Gli ovuli o gameti femminili

passano attraverso |e salpingi o tube uterine, ok?

Il liquido seminale prodotto dalla prostata

passa attraverso le vie spermatiche ed arriva sino all'esterno.

E in ultimo...

vediamo una sezione

della cosiddetta penetrazione...

Stai diventando strano,

vieni e poi non vuoi fare niente.

Ma se a te va bene così, che vuoi pagare comunque.

Io vado, buona cena, e poi mi dici com'è andata.

Senti, ma...

l'hai risentito quel ragazzo, dico, l'hai più sentito?

Ci sono uscita.

Come è andata?

Ma perché vuoi sapere tutte le cose mie?

A me interessa, perché, non si può?

Bene.

È andata bene.

È stata una giornata...

bellissima, come da tanto tempo non succedeva più.

E poi, quando sono tornata, era arrabbiato,

mi ha menate un po', però..

Una giornata...

bella, bella.

Mi sarai presa ancora tante botte pur di rifarla.

Siamo andati al mare con i suoi amici.

La sua amica fa l'estetista, pure lei. Mi ha raccontava del lavoro.

Bello.

Poi?

E poi mi ha riaccompagnato.

E?

Mi ha dato un bacio.

Piano piano.

Ho sentito una cosa dentro...

Proprio...

Bello, bello.

E Poi?

E poi niente.

In che senso?

Gli ho detto tutto.

- Di me, del mio lavoro, tutto. - No!

- E lui? - E rimasto...

fermo.

Ma fermo fermo... così.

Ana, tu...

Continui a essere un totale mistero per me.

Mi piaceva tanto.

Ma che ci vuoi fare?

Ora non so neanche più,

dove andare a far spesa.

Quello è il supermercato più vicino.

Ora per comprare il pane devo fare tutto un giro che non ti dico.

- Vado.

- Ciao. - Ciao.

Io vado, Fra'.

Ci vediamo domani.

Buonasera.

Mi dà un bicchiere di vino rosso, per favore?

Faccia lei, qualsiasi.

Dottore?

- Oh signora. Salve. - Salve.

Come va?

Grazie.

Io ieri le ho dato una buona notizia.

Lo so.

Si è poi chiarita con quei suoi casini?

Ho seguito mio marito.

Volevo vedere se andava davvero giocare a carte.

E?

Niente, va a giocare a carte.

Cioè, va proprio giocare a carte.

Io pensavo che magari avesse...

un'amante, che ne so... qualcosa.

Invece proprio...

Vabbè, ma non mi sembra grave, è buono, no?

No, è grave.

È grave perché...

La mia esistenza, sono proprio sola.

Non c'è...

Non c'è nemmeno un motivo.

Che c'è di peggio?

Quando mi hanno dato la brutta notizia, io...

ho passato...

Già, mi sono sentita...

Non lo so.

Mi sono ricordata com'è quando uno è proprio felice.

Cioè che proprio, tutto fila.

Strano, no?

Quando non vuoi più sprecare nemmeno un minuto.

Le hanno dette anche a me queste cose, lo sa?

Solo che all'epoca...

non è che ci avessi capito molto.

Ero solo arrabbiato quando mia moglie mi ha lasciato.

Io mi sento egoista a lasciarlo.

Cioè, io pensavo...

che era per mio figlio,

ma poi no, perché lui ha la sua vita.

E allora?

È che io...

è un attimo che brillo.

Lui invece, finirebbe proprio male.

Eh, sì.

Pure io sono finito male.

Proprio male.

Ma se diventi miserabile, come dice lei, è perché già lo eri prima.

Quando siamo soli è solo più evidente.

Ma perché è finito male?

Ero arrabbiato...

che nessuno si occupasse più di me, credo.

Beh, io mi occupo io di me.

Poi pure di tutti gli altri.

Una volta, eravamo in stazione con mia moglie.

Agosto, un caldo torrido, il treno in ritardo.

Mi alzo, vado alla macchinetta, mi prendo un bel tè freddo

e me lo bevo tutto di un fiato.

Neanche il tempo di tornarmi a sedere e mia moglie mi fa, e per me?

Io avevo pure finito gli spicci, ma la verità è che...

io proprio non ci avevo pensato.

- Io adesso l'ho capito. - Cosa?

Che era vero, aveva ragione lei.

Io la volevo lì. Ma per me l'amore era...

lei che si occupava di me.

Io...

non pensavo per due.

Se suo marito va a finire male

non è una cosa di cui si deve fare carico lei, non sarebbe giusto.

Francesca?

- Salve. - Chi è questo signore?

- Il mio dottore. - Il tuo dottore?

Alle tre di notte? Ma mi prendi in giro?

Guardi, mi rendo conto che la situazione è alquanto bizzarra

ma sono veramente il suo medico.

E tu torni alle tre di notte con il tuo dottore.

Te torni sempre alle tre di notte e non ti dice niente nessuno.

Lei che fa sì con la testa, ma cosa ne sa?

- Ma niente. - Niente cosa?

No, pensavo solo che... non ce n'è mai importato niente,

poi improvvisamente la vogliamo a casa che ci aspetta

un minimo di coerenza, o ce ne importa, o non ce ne importa.

Ma lei che ne sa dei fatti miei?

Guardi che lo dicevo anche come autocritica, vale per tutti questo, mi creda.

È così, va solo accettato.

Ma cosa fa?

Ma che fai tu con mia moglie? Che fai tu con mia moglie?

- Sono le tre del mattino. - Tenga giù le mani.

Smettetela, vi fate male così.

Alberto, lascialo!

Dottore!

Lo lasci.

Vi fate male.

Forse ha smesso.

- La... Lascia! - No, non sanguina più, levalo.

Ma davvero non è il tuo amante?

Albe', no.

- Stai bene, sì? - Sto bene, sto bene.

Mi ha mandato un messaggio Marco, mi ha detto che eravate al pronto soccorso,

- mi è preso un colpo. - No, è Alberto che si è menate con uno.

Cioè, ha menate al medico della risonanza.

- Perché? - No, è una cosa lunga.

Ora stiamo aspettando che lo medicano.

Ciao, De'

Vabbè, se non vi dispiace io...

vado via un po' prima che so stanco ieri abbiamo giocato fino a tardi.

Ho pure vinto. Diglielo un po', Albe'.

Sì, ha vinto.

Non è vero, non c'eri.

Io ho seguito Alberto e tu non c'eri.

Mi hai seguito?

Guarda che lo so che hai una.

Lo so io, lo sa Francesca, lo sapete voi, tutti.

- Basta con le prese in giro. - Sì, almeno con quelle.

Cosa dici Debora? Ma te pare, eh?

Diglielo un po'...

Tanto anch'io ti ho tradito. Tranquillo, lo capisco.

Che hai detto?

Anch'io ti ho tradito.

Ma sei seria?

- Hanno l'amante tutte e due? - Ma poi proprio...

Proprio innamorata pazza.

Debora, mi stai prendendo in giro?

Scusa ma che ti frega a te?

Cosa significa che mi frega? Sei mia moglie, cosa significa che mi frega?

Tu lo sapevi?

- Certo che lo sapevi. - Ma pure tu hai una.

No, è diverso, è molto diverso.

Se lo fa un uomo è diverso, fidati, è diverso.

Albe', è il mio medico!

Mi dici chi è questo? Guarda che sei proprio una stronza.

Debora rispondimi, Debora veramente...

- Debora chi è questo? - E una.

Che?

Eh...

\ E una.

\ E una.

Va be', ne parliamo a casa.

Ma scusa, stavi sbroccando e ora ne parliamo a casa?

Che è, meno grave?

Eh...

Tranquilla, non ti preoccupare, poi a casa ne parliamo con calma.

- Può venire. - Sì.

-Aspetti qui? - Cosa?

Più o meno quanto ci vuole?

Mi sembra siano necessari dei punti. Ora vediamo.

Noi abbiamo pensato di andare a vivere insieme.

Non ho capito.

Io e Debora...

pensavamo... che potremmo andare a vivere insieme.

Tanto che stiamo a fare a casa insieme io e te?

- Ma che cavolo dici? - Ma si, non ha più senso ormai.

Ti prego, non puoi ricominciare con quei discorsoni adesso...

Ma ti sembra il momento di ritirare fuori questi discorsi?

Ma sì, infatti, voi vi prendete una casa, noi ce ne prendiamo un'altra.

- È la soluzione migliore per tutti. - Si.

Sì.

Che ti ha preso stasera?

Ma vi siete impazzite tutte e due?

Ti va se ce ne andiamo?

Sì... andiamo.

Aspetta, Fra', dove vai? Che fai?

Te lo giuro, che magari non adesso, però a un certo punto... capisci.

E ho preso degli antidolorifici, ma non mi fanno niente.

Il dolore persiste, mi fa male la spalla, il braccio.

Che devo fare? Non c'è una cura più efficace,

così posso stare meglio?

Questa settimana sempre qui stai?

Che vuoi fare?

Niente, non voglio fare niente.

Guglie', non mi far perdere tempo oggi.

Che perdere tempo, parliamo, no?

Sai, ho sentito che le psicologhe prendono anche 80 euro l'ora

per stare a sentire uno che parla.

Allora che vogliamo fare? Vuoi parlare, parla.

Ana, ma...

Ma tu, sinceramente...

che pensi di me?

- Io non so cosa penso di te. - Dai dimmi, sincera.

Ma che ne so? Nessuno mi ha chiesto mai cosa penso.

Dai, dimmi. Non mi arrabbia, vai.

Sei un po'...

sfigato.

Se io fossi stata in te non avrei scelto la vita che fai.

Avrei cercato qualcosa di più...

bello.

Tu puoi.

Questo penso.

Io pure sono sfigata.

Se ci penso, nemmeno io sceglieva la mia vita, però.

Sono sfigato, eh?

Hai ragione.

Senti, ma...

Quel corso da estetista che mi dicevi, quanto dura?

- Sei mesi. - Sei mesi.

Va bene. Allora senti, ti aiuto io.

Tu vieni a stare da me intanto, poi ti impegni con la scuola, intendo,

e poi... ti trovi un lavoro.

Che dici?

Come facciamo?

Non ti preoccupare, adesso pensiamo a tutto, no?

Così magari riesco pure essere un po' meno sfigato.

E noi ci togliamo da queste cose qua che non se ne può più.

Basta.

Potrei davvero essere tuo nonno.

Veramente? Non stai scherzando?

Ma perché ti sembra che sto scherzando?

Andiamo, ti voglio far vedere casa.

Ehi, Simo', sì sto qua.

Sì, alla fine, sì.

Non saprei.

Cioè...

Era tipo...

Tipo, appiccicoso.

Tipo un po' castoro.

Ah sì. Dai...

Sì, ti richiamo dopo, ti spiego meglio.

Dai, che mi finisci sempre i minuti.

Bene. Sì, ti aspetto. Ciao.

Allora?

Bella sta bici.

Grazie. È nuova.

Senti, ieri mi ha scritto Christian.

Mi ha detto se vi rivedete?

No. Per me basta così.

Cioè, ringrazialo, eh? Però, no.

Va bene.

Ciao.

Ma che mo pure lui?

No, no, ma che ti pare?

Quindi, è figo farlo o no?

Insomma.

Lo rifa rete?

No.

Ti odio.

- Molto meglio andare allo stadio. - Se, andare allo stadio...

Domani vieni a vedere la partita da me?

Ti credo, gioca la Roma.

- Prendiamo |e pizze? - Va bene.

Senti, io stasera vado a un concerto

e c'è mio cugino che mi presta il motorino.

Vuoi venire?

Sì.

Vabbè.

Allora fatti trovare sotto casa alle 7, okay?

Ciao.

Oh!

Tieni, questo è più comodo.

Sei qua, sei...

Dove dovevo andare a comprare il pane?

È un negozio questo, no?

Un filoncino di pane.

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