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E' in gioco, pensate, una finale
del campionato del mondo.
Donadoni...
Ahi!
Donadoni... si fa parare il tiro.
E' la crudele legge del calcio.
L'Argentina... ora manda dal dischetto Maradona...
Sbaglialo... sbaglialo!
Quattro tiri, quatto goal per l'Argentina
che è veramente a un passo dalla finalissima...
E va Serena a tirare dal dischetto.
No!
L'Argentina è finalista in Coppa del Mondo.
Una volta ancora passa attraverso i calci di rigore.
Serata di grande delusione per noi...
Serata di grande felicità per gli argentini.
Sono immagini che non avremmo mai voluto commentare.
Porca miseria! Fate fare le foto alla scientifica.
Ecco il Capitano.
Grazie... buonasera!
Allora Gianni... abbiamo sofferto...
Sì, con l'Argentina abbiamo avuto sfortuna...
Leandro Saponaro... capito chi è?
Capitano... ci sta il procuratore.
- Dr. Travagli, buonasera. - Buonasera, Capitano...
Sì, l'abbiamo identificato.
Nel frattempo io procedo e in caso la chiamo.
Eh lo so!
Dottò, che dobbiamo fare?
Noi siamo emotivi quando dobbiamo tirare i rigori... è sempre così!
Stava nel taschino interno della giacca.
Quella è cosa... è famosa pure lei... la ragazza coccodè, no?
Evitiamo battute, Medolesi!
Prego.
Declinate le vostre generalità.
Fusacchia Maria Giuseppina detta Giusy,
nata a Pasturago, il 4 marzo... vabbè, 1958.
Residenza?
In ufficio da lui.
Ma metta... Via di San Carlo 34, Cornaredo, Rho.
E' a casa dello zio Alfonso, ha la residenza lì.
E questa? Quando è stata scattata?
Ieri sera.
Cioè... stasera, prima.
Sono loro... sono degli assassini, lo hanno ammazzato!
Adesso ve la racconto io la storia.
Chi è il Comandante? E' lei il Comandante?
Si calmi!
Ammazzato come?
Mi scusi?
Mi scusi.
Mi potrebbe dire, per favore, a che ora è
- il prossimo treno per Messina? - Messina?
- Sì. - Boh!
C'è il rapido delle 6:05 per Palermo.
Minchia!
- Scordìa Antonio? - Eh?
- Prego, ci segua! - Come, vi seguo!
Ma che ho fatto? Perché?
Signorina...
Signorina!
Ehi!
- Malaspina Eugenia? - Eh?
Venga, venga.
E' solo uso personale, non è reato, vero?
- Venga con noi. - Ci spiega tutto al comando!
Però... che modi!
La porta si apre e compare... Sara, sconvolta.
Dov'è Ruggero?
L'anziana signora le fa un cenno con la mano
e la guarda e...
- Come la guarda? - Non lo so... impetuosa!
- No, più... - Arrabbiata?
Oh, basita! E anche un po' indecisa, dai!
Travagliata... la guarda travagliata.
Travagliata non è male!
- Ma posso venire anch'io, vi prego! - Non t'azzardare!
Semmai dopo, dai. Tranquillino!
Scrivi, scrivi...
- Casa dell'avvocato, interno giorno. - Aprite!
- Aprite, carabinieri... aprite! - L'avvocato siede alla scrivania...
Carabinieri!
- Tu come ti chiami? - Riccardo.
- Riccardo? - Riccardo.
Riccardo.... Russo.
Che cosa gli avete fatto? Assassini! Assassini!
Basta, ferma dai!
Assassini!
Cha cazzo hai combinato?
Guarda tu... sei molto scorretto ad accusarmi in questo frangente!
- Non iniziare... - Stai zitto!
Allora...
La sig.na Fusacchia ha detto che questa foto,
è stata scattata proprio questa sera.
Mi volete raccontare che cosa stavate festeggiando di così bello?
Io lo sapevo che non dovevo avere niente a che fare con voi due!
Stai zitta, ti do un ceffone! Ma porca puttana!
- Zitto! - Eh, eh, eh! Beh!
Allora, visto che siete così amici,
vi volete così tanto bene...
perchè non cominciate a raccontarmi come vi siete conosciuti?
Ambrogi?
- Scordìa? Ambrogi, Scordìa? - Eh... sarei Scordìa! Buongiorno.
Dobbiamo aspettare un altro finalista, questo Ambrogi.
Per favore, tienimi tu 'sto cartello. Io vi aspetto laggiù.
Ho parcheggiato che mi arrestano, sbrigatevi!
- Eccomi! - Lei deve essere Ambrogi.
Sono Luciano, non facciamo cerimonie...
Mi porti a fare un giro prima, mi garberebbe tanto vedere
- la famosa Trastevere. - Ma io veramente non...
Non c'è problema! Se dobbiamo andare subito a vincere questo premio, andiamo.
La macchina dove ce l'hai?
Ma in effetti non avevi mica la faccia da autista!
- Perché, che faccia c'abbiamo? - Tipo la mia, da lavoratore!
Lui è troppo delicatino, intellettuale da Magna Grecia.
- Guardate le famose fontane barocche! - Barocche?
Veramente 1901, opera del palermitano Mario Rutelli.
Oh sa tutto, sa! Non vorrai mica vincere te!
I 25 milioni del premio mi servono! Non rompere il cazzo!
- Accontentati della menzione speciale. - 5 milioni però.
E sputaci! Facciamo, chi vince vince e spartiamo io e te!
- Tanto vinco io, ti conviene! - C'è un terzo finalista.
- E noi lo freghiamo! - Non è etico...
Non gli pare etico... Madonna, a me Roma m'arrapa!
Tutte queste cupole come poppe, il traffico, i politici corrotti,
le puttane... la dolce vita! Ciao bimbe!
Dopo, dopo!
Con i 25 milioni si prende un pulmino, si torna qui e si carican tutte...
Scusate, noi saremmo i finalisti!
- Ambrogi e Scordìa? - Sì.
Prego da questa parte, vi faccio subito accompagnare.
- Li accompagno io i ragazzi. - Grazie.
Posso? Da questa parte.
Molti complimenti, Virgilio Barone.
- Gentilissimo! - Scusate!
Fate passare i finalisti, gentilmente. Prego.
Avete fatto benissimo a partecipare al Premio.
Io mi sono sempre trattenuto,
anche perché conosco tutti i membri della giuria:
Ugo, Pina, Mario.
Ma quando mi chiamano per fare una parte in un loro film,
accetto sempre volentieri. Giorgio, Fulvio, Piero, Leo.
Adesso non possiamo disturbarli
perché stanno seguendo Argentina - Camerun.
Emma carissima come stai?
Ho letto cose strepitose, dobbiamo sentirci assolutamente.
Loro sono i finalisti... andiamo a vedere il livello del buffet.
L'anno scordo Gillo aveva fatto venire i ricci freschi da La Maddalena,
come omaggio a Franco, compagno, amico, fratello, penna inimitabile.
Conoscete la figlia Francesca? Come stai?
- Ciao! - Ecco i finalisti! Evviva!
- Luciano. - Il toscano.
- E il siciliano! - Esattamente.
- Benvenuti. Annamaria? - Eccomi!
- Eccola! - Ma dove eravate finiti?
Qua c'è già la vostra collega Malaspina.
Eugenia, ti presento i tuoi... rivali!
- Una bimba come rivale! - Piacere.
Luciano... sei gelida! Stai bene, sei viva?
Ho sempre le mani fredde... è assurdo essere qui, no?
Ma vi accompagno al vostro tavolo, venite.
Prima conoscerete la giuria, in maniera conviviale,
poi andrete al loro tavolo per farvi... torchiare!
Prego torno subito!
Comunque meno male c'è topa, pensavo solo uomini!
- Prego? - C'è topa! Guarda quella laggiù...
- ...com'è che si chiama? - Ma... c'è anche Jean-Claude?
Jean-Claude Bernard, oso immaginare.
Molto palloso e puzzone Bernàrd. Come tutti gli attori francesi.
Ma guarda che in realtà è mezzo italiano,
come d'altronde Yves Montand, all'anagrafe Ivo Livi.
Non rompere il cazzo... cioè sa tutto, non lo sopporto. Ma che fai?
- Coprimi. - Che sono?
Fendimetrazina.
- Sono anfe? Ti fai di anfe? - E' chiaro.
Situazioni così non so come affrontarle. Vuoi?
No, casomai dopo. Una cannetta ce l'hai?
No l'erba no, mi agita! Però forse ho... il popper.
Volete vuoi?
Sono sostanze illecite, ci squalificano sicuro.
Maremma! Pronto a tutto!
Malaspina? Complimenti, Eleonora ufficio stampa del Premio.
Devo spostarti al tavolo BNL Rai.
Il direttore generale vuole farti il suo personale in bocca al lupo.
No, per favore... Oddio che paura... Posso rimanere qui?
Ma c'è Cristaldi, Mario Cecchi Gori.
Lalla Sanza di Repubblica, vuole raccogliere un tuo virgolettato.
No, davvero ti prego davvero, rimango qui.
Ormai sto con i miei amici... Rimango qui.
Buon odore, eh?
Imprevisti? Dove siete?
Oh, ma quella è... lei?
E' la madrina della serata. Dopo Celentano e Pozzetto,
partecipò a numerose pellicole d'autore,
ma è con Ferreri che si aggiudicò l'ambìto Nastro d'Argento.
Ma... e il calendario di Play Boy che anno era?
- Questo lo ignoro! - Torno subito!
- E se non torno non mi aspettate. - Non ho capito... chi è?
- Ma non lo sai davvero? - Posso? Scusate!
Tu non mi conosci, ma io ti so a memoria.
Siamo stati migliaia di volte nella mia cameretta insieme,
è come se fossimo stati fidanzati.
- E chi saresti? - Ambrogi Luciano, il vincitore.
Hai già vinto?
No, però intanto potresti farmi un regalino.
E che regalo, piccino?
Allora, tu mi dai le tue mutandine,
e io le porto ai miei amici a Piombino, come prova che ti ho incontrata.
Dopodiché, posso anche morire contento.
Le mutandine, gioia... io non le porto!
Ti prego fammi vedere... ti prego!
Non te l'hanno detto che mi piacciono gli uomini maturi?
A postissimo, io sono maturissimo. Ho un figlio di un anno, sai.
'Sti tromboni, mi hanno sempre trattato come una merda!
Non mi volevano mai nei loro film, ero robetta.
Però, intanto, facevano i lumaconi.
E adesso mi fanno fare la madrina!
E mettiti un po' più indietro, cucciolo! Mica mi devi fa la Tac!
- Figura intera, no? - Vai!
- Calma... - Sono calmissimo...
Oh Madonnina... robetta... Ma te sei un mito!
- Sei Marilyn, la Nilde Jotti. - Nilde Jotti?
- Oh, non lo dico a nessuno, eh? - Ma tanto chi ti crede?
E mo' sipario!
Roma!
- E dai! - Voglio stare qui tutta la vita!
E certo!
E il premio per la miglior sceneggiatura va a...
Ma è il titolo?
Sì, leggi pure cara!
"Olio", di Antonino Scordìa!
E batti le mani pure tu, no?
Non hai vinto.
Bravo!
Complimenti.
Io... non voglio annoiarvi oltremodo,
ma un ringraziamento lo debbo alle straordinarie persone
che hanno contribuito alla mia formazione,
a cominciare dalla mia professoressa di Italiano e Latino,
Pasciuto Maria Carla.
Simpaticissimo Antonino, grazie.
Grazie, Antonino. Grazie.
Un bacio!
Bravo!
Checco era la trattoria dove venivano negli anni '60,
poi si sono spostati tutti da Nino in Via Borgognona,
da Otello a Via della Croce, ma da quando fanno i mercoledi a prezzo fisso
allora sono tornati tutti un'altra volta da Checco.
Ettore, Mario, Citto, la stupenda Lina.
Non avevamo detto che dividevamo l'assegno?
Tu l'hai detto! E anche tu hai il tuo assegno.
- E poi la mitica Suso... - Vabbè!
Poi, ultimamente, si sono aggiunti anche Marcello,
- la straordinaria Mariangela... - Insomma tutti, abbiamo capito. Grazie.
No, ma anche Tullio, Ennio, Dino...
Facevamo film comici, film drammatici, persino film western
e adesso facciamo solo film cagate.
E allora ritiriamoci tutti... largo ai giovani!
Vi posso presentare i ragazzi, che sono i finalisti del Solinas.
Scordìa è il nostro vincitore.
Piacere, Luciano.
Complimenti.
Furio ha litigato con Mario, che adesso scrive solo con Suso, Piero e Leo.
O meglio, Suso parla, Piero ascolta e fa di no con la testa.
Tonnarello cacio e pepe o spaghettino al pomodoro?
Io ho un serio problema con gli spaghetti, non so voi,
ma ho un problema con le cose lunghe.
Lo sai che l'ho sentito dire da un mio cugino,
è una sorta di ansia da soffocamento.
E' un vero peccato che tu abbia un problema con le cose lunghe.
- Perché? - Dove vai?
Chiedo scusa, debbo fare una telefonata importantissima, scusatemi.
- Complimenti! - Grazie.
Io comunque vado sul sicuro col tonnarello cacio e pepe
e una cicorietta strascicata. Me la ordinate voi?
Scusate un attimo. Fulvio carissimo...
- Ma te? - Ma io?
Sei fidanzata? Sei di Roma? Scopi? Che scrivi? Sei lesbica?
Che domande sono, come si risponde?
E di che parla la tua sceneggiatura? Autobiografico? Storico? Drammatico?
Comico mi sa di no.
E' l'unica cosa che ho scritto e ci ho messo due anni.
Ed è l'unica cosa che ho fatto in questi due anni e mi sa che è una merda!
- Luciano mi metti ansia così. - Mi ha stretto la mano, hai capito?
Io ho stretto la mano a Zappellini...
E adesso c'è un ribollire di energie... è una cosa incredibile.
Io sono venuto a dirti che sei un cialtrone te e i tuoi colleghi!
Tuuti i maestri del cinema impegnato!
- Molto impegnato! - Dai, ridammelo!
Ferma, ma non è una merda per niente... accidenti a te!
Dialoghi parecchio belli.
Parlano d'altro, non della scena.
- Ma sei serio o mi stai deridendo? - Scherzi?
Anzi, questa cosa te la rubo, mi garba parecchio.
La rifaccio uguale, ma meglio.
Ma cosa? Non ho capito.
Perchè non scrivo io... scrivono i personaggi quindi...
Cioè, cos'è che mi rubi?
Vieni!
In che senso?
Vinsi l'assegno per la somma di 25 milioni!
Ma sei pazzo scusa io non sono vaginale.
Ho dei problemi con la penetrazione.
Lo trovo un gesto un filo arrogante, invasivo, e un po' fascista.
- E basta! - Dai, Eugenia!
Pontani? Oh, maestro...
E' stato fatto il cineforum su tutti i suoi film.
Lenti, ma belli, belli, bellissimi!
Adesso sono a cena, Caterina, con altra gente di teatro.
- ...per scrivere una pagina... - Ma come cazzo ti permetti?
Oh, ma che succede?
Noi... stavamo facendo un discorso interessante
su come si parlano le persone, perché...
Sì, ma perché litigano?
Pensi che il cinema si fa soltanto coi dolly e i carrelli...
- Sei un buffone! - Ma va a cacare!
Mi scusi signora, perché litigano?
Perché Alberto lunedì deve cominciare a girare
e Vincenzo non gli ha manco dato il copione.
Ci sta pure un libro, poteva almeno leggerselo.
Com'è che avevi detto... il romanzo... la struttura forte.
- Certo. - Sai dove te la tiro la struttura?
Te la tiro laggiù!
Quello è il libro che dicevo!
Bravo, un applauso.
Mi trovo sempre un cazzo addosso.
Capiscimi Luciano, non sono arrabbiata.
- E' come un senso di... claustrofobia. - Certo.
Potreste scriverla voi, no?
Vi faccio ricoprire d'oro!
E come si fa? Siamo in ritardo col nuovo Fantozzi!
Marione ci sbrana!
Mi scusi, e lei chi è, che fa? Scrive, dirige... recita?
Per carità... io so' la stronza di tutti 'sti stronzi!
Giovanna, l'avvocatessa di tutti,
molto più che un'agente, un deus ex-machina.
La faccio io la sceneggiatura!
Prendo un terzo, un quinto, un decimo di questi signori qua!
Ma sei capace?
O non sai fare un cazzo come tutti i giovani?
Gliela porto domani. Le dispiace se tengo il libro?
Fammi capire... tu chi saresti?
Ambrogi finalista ad un passo dalla vittoria,
poi soffiatami da quel siciliano palloso laggiù.
È bravo, è bravo! È quello della lettera.
Quale lettera?
Anch'io ti amo Caterì, sì! Ciao, amore.
Allora...
"Cari compagni Ettore e Giuliano,
vi segnaliamo il lavoro del giovane valoroso Luciano,
orfano del compianto compagno Ambrogi Silvano
sfiancato dalle battaglie per l'emancipazione dei lavoratori."
Non si ride così dai, poverino...
E so' stronzi!
Che vuol dire: "sfiancato dalle battaglie...", in che senso?
- Scusa io me ne vado! - Che si è rotto le palle!
E' uno scherzo, non avete capito? Sono i miei amici, toscani...
Le sapete queste cose Lo avete scritto voi due "Amici miei", no?
- Sono stronzi! - Vabbè, l'assegno l'avete perso,
quindi gli operai di Piombino possono stare tranquilli, ok?
Mi scusi, dove gliela porto la sceneggiatura?
Te lo do io l'indirizzo... anzi se vuoi ti accompagno.
Io però mi sono sfiancato le palle.
Arrivederci, ciao... vaffanculo... ciao!
No, scherzo, scherzo.
Io credevo di capire tante cose... perchè scrivo?
Perchè sto male? Perché ho paura delle persone... perchè ridi?
- Non ci credo... stai dicendo questo? - Cosa?
- E' impossibile capire perché si sta male. - Perché, chi sta male?
Tu che sei di Roma, conosci un ostello, un campeggio che costa poco?
Non ho mica sonno, ma devo lavorare.
Io approfitto della gentile ospitalità di una mia zia vicepreside.
- Via dei Consoli. E' qui vicino? - Mai sentita.
- C'è scritto Guidonia. - E' molto lontano.
Che ore sono?
Venite con me, condividiamo una cosa sublime?
- Venite, venite! - No, io devo lavorare!
Dai, corri, corri!
Giovani, giovani, che corrono!
Venite alla festa di fine riprese del film di Carlo?
Di qua! Vieni!
Ah bella, sono due giorni che non ti vedo!
Vi scoccerebbe troppo dormire da me?
- Come? - Vi scoccerebbe troppo dormire da me?
- Ma quando si guardano alla fine... - Eh, infatti!
Cos'è questo "Olio" che m'ha fregato il premio?
Una storia di frantoi, di salamoia, che cazzo è?
Il sottotitolo spiega tutto: La vita vera e sognata di Antonello da Messina.
- Perchè voi non avete visto l'inizio - La vicenda reale,
ma con taglio sottilmente onirico
del più grande innovatore della pittura italiana,
- che modestamente era della mia città. - Antonello da Messina, ma che sei pazzo?
No, non si tratta della solita narrazione biografica.
"Olio" contiene importanti elementi innovativi,
dal punto di vista del linguaggio cinematografico,
in quanto ispirato ad elementi visivi di straordinario impatto.
Non ci credo, mi stai prendendo per il culo?
Guarda che degli importanti produttori, si sarebbero già interessati.
Infatti avrei un appuntamento con il grande...
No, ti voglio bene, dammi un bacino...
- Fammi sentire il pacco! - Oh, smettila!
Pensavo fossi solo uno di quei fissati che sa solo di cinema,
invece sai tutto di tutto, quante cazzo di lauree c'hai? Due, tre?
Una laurea ed un dottorato.
- E qui chi ci abita, il Sindaco, il Prefetto? - No, quello coi baffi...
Com'è che si chiama? Il segretario dei comunisti.
Ma Occhetto? Abita qui? Suoniamogli il campanello!
Gli voglio dire che il mio amico Armando è disperato,
che vuole cambiare il nome al partito, non ti dà pace.
- Ma c'è la scorta... ci arrestano! - Dormono!
Non c'è il nome vabbè, io li suono tutti.
- Che bello scappiamo! - Che minchia fai?
Dove, dove, dove?
Cazzo, ma abiti qua? Ma è casa tua, ma sei ricca?
Proprietà o affitto?
- Hai capito la bimba? - Che bello!
Cosa fa il tuo babbo, l'industriale? Il narcotrafficante?
L'evasore fiscale? Evade il fisco!
- Non rompere i coglioni! - Mi dai il tuo assegno,
- tanto tu che te ne fai? - Ma lasciala stare!
Bravo, dammi il tuo!
Luciano, cortesemente, ridammelo.
Sii gentile! Ti ho detto ridammelo!
Coglione, t'ammazzo coglione!
- Non si può nemmeno scherzare! - L'hai fatto piangere!
Ma è solo un assegno... scusa amico mio!
Ci debbo aprire un conto alla banca giù a Messina, non ce l'ho.
E perché io ce l'ho? Non son mica lei, che ce l'avrà anche in Svizzera.
Eugenia scusa, ma questo pare un Morandi.
Una copia perfetta.
Me l'ha regalato Nonna Gaia per i 18 anni,
ma a me imbarazza, vale troppo. Dico sempre a mamma
- di venirselo a prendere, però... - Ma vendiamolo!
Ci compriamo un palazzetto e ci andiamo a vivere tutti e tre.
Che puzza! Ma sono i tuoi piedi,
o c'è un cadavere in decomposizione sotto il divano?
Io non ci dormo con te.
Bimba ospitami nel tuo letto.
Luciano, ne abbiamo già parlato.
- Di che di cosa avete parlato? - Si è detto niente penetrazione.
Ti faccio i grattini, come fossi un finocchio!
Non mi fare dormire con quelle fette dell'Italia Meridionale!
Quando venivano i miei cuginetti a Natale,
dormivamo capo e piedi, le risate!
Le risate sai, ti faccio ridere io... tira!
- Che c'è? Che debbo fare? - Tira, ti ho detto!
Ah va bene, sentila.
Ma che schifo!
Ma che è questa una risata o un prolasso della trachea!
Ma da dove ti esce dalle orecchie?
Ti ho scandalizzata?
No, è che non l'avevo mai sentita così... live!
Perché i tuoi amici non scurreggiano?
No, quelli vanno in settimana bianca!
Oddio, che tristezza il concetto di settimana bianca.
Orde di impiegati con berretti spiritosi.
- Ci dormi te con me, di te mi fido. - Io?
Grazie, se non disturbo...
Guarda là che pigiamino!
Guarda che non è una cosa bella che si fida di te!
Eugenia amore, me la daresti una di quelle tue pasticchette
che tengono svegli?
Guarda nell'astuccio nero, quello sul tavolino.
Ta-ta!
- Ma quante ne devo prendere? - Una, due...
Attento che non dormi poi, eh?
Capitano!
- Dimmi Savatteri? - Dopo accurato esame,
non avendo rilevato traccia d'acqua nei polmoni,
si evince che il Saponaro non risulta essere deceduto per annegamento.
Vogliamo tradurre a questi ragazzi in un italiano corrente?
Quando l'hanno buttato al fiume, era già bello stecchito.
Grazie Savatteri.
Andiamo avanti... E poi?
Ma non hai dormito?
Altre sei, sette scene ho finito. Ho disturbato con i tasti?
No... che meraviglia il tuo ticchettare, poi il respiro di Antonino.
Ho dormito senza neanche prendere il Bromazepan.
- Ma quanto cavolo hai scritto! - Me le numeri per favore?
E già che ci sei guarda un po'! Come va a finire?
Sto Carlo che fa... muore? Se la sposa? Hanno un figlio?
Sei pazzesco!
- Te sei stata a Vienna, ovvio! - Ovvio!
- Dammi due aggettivi... - Vienna?
Nitida, opulenta, stucchevole, vuota.
Opulenta... opulenta, perfetto.
Dipende dalla zona!
E c'era Lina con Enrico, il simpaticissimo Gigi con Lucia.
La stupenda Monica insieme a Roberto.
Il monumentale Vittorio con Diletta.
Ettore e Gigliola... Furio e Cora.
Bernardino e Francoise. Nino con Erminia.
- Ho capito, ho capito, di qua. - No, è di qua.
Poi venivano Franco e Zeudy. Vittorio e Rita.
- Sì. - Felice e Francesca...
Ambrogi? L'avvocatessa la sta aspettando.
Aspetta qui.
Il corridoio... e in fondo a sinistra.
Può chiudere la porta, per favore?
Scusi.
- Grazie! - Prego.
Allora, come stiamo andando giovanotto?
Come procede?
Ma l'hai finito in una notte? Ammazza se sei bravo!
Secondo me è arronzato però!
Ti vedo zitto, zitto... che c'è?
- Ma quello era Mastroianni? - Piange?
A dirotto!
Si è fatto di nuovo lasciare da quella stronza,
poi però gli passa!
Tu giovanotto hai bisogno di soldini, giusto?
Eh, farebbero parecchio comodo.
Qua so tutti vecchi... stanchi, non hanno voglia di fare niente
però sono pieni di contratti. Lo vuoi fare un po' il negro?
- Il negro? - Scrivi, ma non firmi!
Perché anche questa cosa di Vincenzo...
...la deve firmare lui. Poi più avanti vediamo!
Ma chissene frega di firmare!
Bravo, atteggiamento giusto.
Perché di solito i giovani alla prima cacata che scodellano
si sentono Rossellini.
Poi vediamo pure per il tuo copione, mi hanno detto che non fa tanto schifo.
- E' carino, no? - Carino magari... no!
- Può piacere. - Oh, non cominciare che vuoi fare il regista!
- No. - Perché qua è pieno di giovano bravi,
che non fanno tanto, tipo Fosco, Maldestri...
- Giovani? - Beh, avranno 60, 65 anni... giovanili!
Tu però intanto ti fai due soldini con Ennio,
che è il negriero numero uno. Che dici?
Mi scusi avvocatessa, ma la stronza che ha lasciato Mastroianni
è la Deneuve?
Ennio? Che ti rompo? Senti un po'...
Qua ci sta un giovanotto nuovo nuovo, velocissimo!
Papà sta leggendo quella cosa che hai scritto.
- Ma è vero che poi ci fanno un film? - Boh!
- E ovviamente muoiono tutti. - La storia di un cimitero.
Buone bambine, dai.
Il presidente.
Sì... sto mangiando, ma non ti preoccupare.
Ah questo sì, è un buon nome.
Però il direttore generale spetta ai liberali.
Ci penso io. Grazie.
Quindi... sarei io?
- Chi? - L'uomo vuoto!
Idealista da ragazzo e cinico da adulto.
Beh, non proprio...
- Vabbè... - Ok, non ti è piaciuto.
Non ricominciare. Papà non ha detto che non gli è piaciuto.
- E chi lo fa? - Chi fa chi? Cosa?
Me! Chi mi interpreta?
Il ruolo di Carlo?
Beh, io l'ho scritto pensando a Jean-Claude Bernard.
- Che scema... - E chi è?
Un attore francese, no?
Ha fatto "Cronaca di un inverno".
Fa solo capolavori, infatti è assurdo pensare che...
Giulio, puoi fare qualcosa?
- Vediamo. - No... mamma, papà...
- Vi prego, no! - Ma perché, cara?
Anche tu hai bisogno di qualche gratificazione.
Scordìa Antonino!
- Prego. - Gentilissimo, grazie.
Mi riconosci?
Non mi riconosci!
- Sinceramente, non mi sembra... - Non importa.
- Insomma, sceneggiatore. - Mah, per ora è una speranza...
Non fare il modesto.
Lui ti vuole incontrare, segno che hai scritto roba forte.
Speriamo!
Da piangere, da ridere o da paura?
- Fa riflettere, in un certo senso. - Ah, bravo!
Oggigiorno cè bisogno di riflettere un pò!
Mi raccomando... fai parlare lui, tu ascolta.
C'è sempre da imparare!
Non metterti a spiegare le scene.
Quando vedi che si spruzza col Ventolin allora parli tu,
- così gli dai tempo di rifiatare. - Giustamente.
- Dove vai? - Eh... dove vado?
Eccolo là!
Cocchina, mi senti?
No, io non ti sento.
No, ma... questo ce l'abbiamo solo io, Giusy mia e Montezemolo.
Vai a sederti.
No non ti sento! Prova a parlare più forte!
Eh, mi hai capito? No?
Ma io parlo più forte, ma tu non mi senti!
Ah... ora ti sento!
Per forza, sono qui!
Oh, non si sente un cazzo!
Secondo me pure Montezemolo fa finta.
Poi è troppo ingombrante...
Secondo me funziona, sei te che non schiacci il pulsante verde.
Che gli dico a quelli per l'intervista?
Ma quale intervista ma che ne so... Vai, vai.
- Come stai caro? - Molto bene.
- Gianfranco, gli hai offerto il caffè? - Sto bene così, grazie infinite.
Ragazzo mio, che ti devo dire...
Hai scritto un copione che è una favola, una bomba,
forse uno dei più belli che ho letto.
E tu lo sai che noi non abbiamo fatto solo cacate.
Modestamente, abbiamo pure una palmetta
La chiusura del maestro Pontani, capolavoro indiscusso.
Palma ingiustamente contestata, perché secondo certa critica
l'opera migliore del Maestro sarebbe quella andata in concorso
- due anni prima... però io... - Ma pure te con 'ste stronzate?
La palmetta ce la siamo messi in saccoccia noi,
- e chiuso il discorso. - Chiuso!
- Dico bene Gianfranco? - Non fa una piega...
Mickey Rourke.
In che senso, scusi?
Per fare coso... il protagonista.
- Antonello? - Eh!
Ma oserei dire che forse, scusate...
...ma è troppo... non so... giovane!
Gli facciamo fare il migliore amico.
Non c'è il migliore amico veramente... mi dispiace.
E vabbè, gli facciamo fare il collega pittore,
però... che sia uno veramente famoso.
Non lo so, tipo Caravaggio!
Rourke che fa Caravaggio è una cosa, no?
Non ti vedo convinto.
Ma sa Caravaggio...
Ci sarebbe una insormontabile incongruenza cronologica.
Non ho capito, che ci sarebbe?
No eh... se vogliamo individuare una figura rilevante dell'epoca...
- Eh, individuiamola, no! - Bravo, individuiamola!
Allora, Antonello, secondo certi documenti,
risulta che abbia conosciuto il Bellini.
Non era ancora rinomato come poi successivamente,
però ci potrebbe stare.
- Ahò... tu lo conosci 'sto Bellini? - L'aperitivo no?
Effettivamente la bevanda è un omaggio alla toga rosa chiaro
di un santo nel dipinto dell'omonimo pittore.
Lo vedi? Perfetto!
Mi hai convinto, a Rourke gli facciamo fare 'sto Bellini!
Pronto?
- Oh non di sente un cazzo! - Il tasto verde!
Ma che è 'sto tasto verde!
Eccolo, prova un po'?
- Pronto? - Cucciolo, mi senti?
Ah, ora ti sento è una bomba 'sto coso!
- Cocchina, perché non vieni qua? - Eccomi!
Oh... ora lo spegniamo 'sto coso...
Stavo dicendo all'amichetto nostro...
che si dovrebbe ingrandire il ruolo della fidanzata di Antonello!
- Antonello... giusto, no? - Sì.
Non vogliamo fare contenta la cocchetta mia?
- E' il ruolo tuo... come la vedi? - Come la vedo?
La fidanzata?
Stando alle cronache, Antonello si è sposato molto giovane
con Giovanna Cumminella, dalla quale poi ebbe quattro figli.
Quindi, semmai la moglie.
La moglie....ma quale moglie...
Che fa, lava, stira, cuce... no, no!
Ma sai che tristezza!
Malaspina?
Benvenuta carissima, vieni da questa parte.
Gianni si scusa, ma non è potuto venire ad accoglierti
- mi ha detto di salutare tanto papà. - Papà?
- Jean-Claude è pronto? - Mimmo lo sta aspettando,
facciamo la 39! Qualcuno chiama Jean-Claude, per favore?
Allora, lo vai a chiamare te, gli porti il caffè
e gli dici che è finita la pausa. E gli dai la tua cosa da leggere.
- Sta là! Vai! - Io?
Sì, mica morde! Mimmo?
Mi scusi tanto, dicono che è finita la pausa!
- Chiudi la porta. - Sì.
Il caffè lo lascio qui.
Mi fa male... molto male qui.
- Vado a dire che non si sente bene. - No, no!
- Vieni. - Sì.
- Siediti per favore. - Sì.
- Dammi la tua mano. - Sì... qui.
Ah, un massaggio al collo?
Io non lo so se sono capace.
C'è una mia zia che riesce a farmi passare il mal di testa
con una semplice pressione.
- Sei gentile... - Grazie.
- E molto dolce... Grazie. - Grazie a lei.
Aspetta, anche qui!
Ah, sì ah... tutto il mio dolore è qui!
Ah, brava ah... aspetta, aspetta.
Sei la vita la mia salvezza.
Anch'io la ammiro enormemente!
Jean-Claude, ci sei?
- Mimmo vuole fare una prova. - Arrivo! Vengo subito!
Grazie.
- Aspetto qui? - Eh?
Aspetto qui?
Non sei Daniela?
Ok.
- Grazie. - Grazie a lei.
Tutto il mio dolore è qui...
Tu sei la vita la mia salvezza.
Non ti credo... sei solo un codardo!
Stop!
Jean-Claude, un po' meno sorriso!
Veronica tu benissimo.
Ne facciamo un'altra.
Luca... un po' più stretto.
Ma quella lì... è Daniela, no?
Veramente Daniela sono io.
Ah, scusa...
Ma che guardi?
Questa è abbastanza buona.
Questa invece è una mezza stronzata.
Eh... questa non è male, fa ridere.
Ecco.
Nella quarta puntata, Greta scopre che Vincenzo la tradisce.
Nel finale ritorna Annapaola,
- che non ha capito un cazzo... capito? - Capito!
Bravo, grazie.
Allora, ecco qua...
- Uno e due... - Grazie, Ennio.
- Mi porti tutto domani, eh? - Va bene, grazie.
- Qua come va? - Quasi finita la seconda puntata.
- Bravi! Qui? Ti diverti? - Sì.
Te che m'hai portato?
Per ora nulla, Maestro, ma se serve qualcosa
- l'avvocatessa mi ha detto... - Ah, tu sei quello nuovo.
Vediamo cosa sai fare Aldo?
No! Ennio te lo giuro, ho fatto come mi hai detto te!
Me lo hai fatto sicuro moscio!
Questa è la prima puntata della nuova serie,
e devono subito affezionarsi alla nuova moglie del Commissario.
Hanno scelto un'attrice meno cagna, per fortuna.
Così almeno potremo scrivere qualche scena, come dire...
- dove si arrabbia. - Perfetto, la faccio anche arrabbiare.
La faccio sicuramente meglio. Per domani va bene?
La fai subito.
Luciano, non puoi capire il grande cinema italiano.
L'alto e il basso, cioè la Palma d'oro a Cannes
e le commedie erotiche.
La Royal Film, dove c'è la Palma del maestro Pontani!
- Eugenia! - Eugenia!
Ho visto Mastroianni, piangeva! Giuro!
Ho anche beccato un altro lavoro. Posso rimanere qui qualche altro giorno?
- Ma è successo qualcosa? - Ho avuto un incontro.
Un incontro intimo?
No... io non posso ancora parlarne... è troppo assurdo, devo capire.
Bimba, siamo qui. Quando vuoi, ti ascoltiamo.
- Non mi lasciate sola, per favore. - Ma certo!
Infatti ti dovevo dire che anch'io mi dovrei trattenere
ancora qualche giorno, perché sarei invitato da Saponaro
ad un ricevimento nella sua villa.
- Grandissimo Leandro. - Oh, Marione!
Che si dice là?
Stiamo guardando il goal che si è mangiato ieri Carnevale.
E noi ci mangiamo il tartufo!
- Io vado con le braciole! - Vai con le braciole!
- Lo vuoi ancora il caffè? - No, grazie!
Ah, meno male.
Gli sceneggiatori Ambrogi, Scordìa e Malaspina.
Carissimo Nino, il Direttorissimo di Rai Uno.
- Piacere Luciano. Ciao. - Ciao.
Molto piacere, Scordìa.
- Attrice, vero? - Eh, insomma!
- Mercoledì devo fare un provino. - Come saprai,
ti aspettiamo a Maccarese per l'Alcione d'oro.
Allora, queste riprese come vanno, tutto bene? Stanco?
I dialoghi funzionano o sono troppo scritti?
Guarda ci sarebbe per la sorellina dell'avvocato...
Simona qui, secondo me perfetta. Vai bimba.
Fagli sentire come dici: "Giorgio, smettila di pensare alla mia felicità."
"Giorgio, smettila di pensare alla mia felicità!"
Vabbè, poi la dirà meglio. Buon lavoro allora!
Come fai a a sapere tutte 'ste cose del mio film. Ma chi sei?
- Nessuno, dai ciao. - Chi sei?
Carissima Malaspina, come è andato?
Ti ha fatto sapere qualcosa Jean-Claude?
- Non lo so... - Devi dire a papà
che sono io che ti ci ho fatto parlare: Claudio Giovannini.
Che poi magari la prossima settimana passo a trovarlo, eh?
Pensa caro Scordìa che oggi per la terza volta questa settimana,
ho pensato di togliermi la vita. Non c'ho la forza.
Sono disperato... ah! Leonardo, carissimo come stai?
Hai letto quella cosa che t'ho mandato?
Il fax? Ci tengo che tu la legga.
Semmai ti chiamo io tra un paio di giorni.
Il brunch... Fanno il brunch!
- Ma che è 'sta parola. - E' crasi...
E' crasi tra breakfast e lunch.
Guardate bene, ascoltate, osservate.
E quando poi li scriverete, prendendoli giustamente per il culo,
non dimenticate di avere anche un po' di pietà,
per loro e anche per voi stessi.
Ecco il padrone di casa.
- Che onore che ci fai, caro Fulvio! - Come stai?
Grazie!
Antonino... dove sta lo scemo, Antonino?
Antonino... corri qui!
Il maestro qui ci vuole bene
e ha deciso di darci una mano.
Non ti spaventare, sembrano disumani,
ma poi scavi scavi e scopri che lo sono davvero.
Grandissimo Fulvio, mi fai morì.
Guarda che è lui il tuo sponsor,
è lui che ti ha fatto prendere il premio. E adesso ci facciamo dare una mano
con una sua revisione, e facciamo una sceneggiatura di ferro!
Capito cosa è in grado di dire un produttore?
Una sceneggiatura di ferro. Scrivila.
Maestro mi scusi, ma per me è un onore il suo cortese interessamento,
in quanto sincero ammiratore delle innumerevoli pellicole
che ha scritto in coppia con Bargelli,
opere capaci di unire l'intrattenimento popolare
ad un rigore filologico
e soprattutto ad una indomabile passione umana e civile...
E' giovane, ma coi controcazzi.
E' un figlio di una mignotta... Ludovica vero?
Quella che ha vinto il premio l'anno scorso?
Ma dicono tutti che sei intelligentissima.
E quando lo facciamo il tuo film?
Sta scrivendo, lasciala tranquilla.
Comunque quando vuoi ne parliamo...
andiamo a cena da Quinzi e Gabrieli, io e te il pesce freschissimo.
Ragazzi! Salutate il celebre produttore cinematografico Saponaro!
- Arrivederci. - Andiamo.
- Ma come, sta uscendo il sartù. - Ludovica, via!
- Ti apetto. - Non mancherò Maestro, grazie infinite!
Ciccio per piacere, puoi venire un momentino?
Sì.
- Antonino è... - Mi devi dare un consiglio,
- tu che sai tutto. - Sì.
Meglio questo prendisole o meglio il costume intero sgambato
con i volant... capito come?
Così fa un po' Raccordo Anulare.
Meglio direttamente in costume, che fa più Colpo Grosso.
Grazie, sig.ra Saponaro. Sono contenta che le è piaciuto.
Sei quello del premio tu?
Allora, io sono pronta!
Finiamo i capelli e poi andiamo a chiamare lui!
Poi per cortesia, rimettete tutto in ordine
perché stasera avrei degli ospiti!
Certo, sig.ra Saponaro!
Quindi tu sei la nuova passione di Leandro?
Scusi?
Attento a mio marito, non è malvagio,
in fondo la sua è una forma di stupidità.
Non credere che io lo odi, ti sbagli,
si odia abbastanza da solo.
E' che... mi fa una pena infinita.
Se ci fosse qualcuno che gli vuole veramente bene,
dovrebbe fermarlo, in qualsiasi modo.
In fondo, l'unica salvezza per lui sarebbe morire!
Di cosa parla questa tua sceneggiatura?
Si intitola: "Olio. La vita vera e sognata di Antonello da Messina".
Periodo siciliano o quello veneziano?
Beh, in un certo senso entrambi...
perché in punto di morte gli appare tutta la sua esistenza,
ma attenzione, in una forma realistica e allo stesso tempo onirica.
- Onirica? - Sì.
Mio marito non lo farà mai questo film.
Scappa, finchè sei tempo, povero caro.
Bambini andiamo... facciamo giocare il papà,
facciamogli fare questa pagliacciata!
Molto lieto signora... è stato un piacere!
La vuoi una salsiccetta?
No, in questo periodo la carne no, mi agita.
Oh, non me la agitate!
I miei amici mi hanno lasciata qua sola, ma adesso me ne vado.
Basta, le mani addosso no, però!
Signorina, tutto a posto?
A postissimo! Non ci amiamo, era giusto dirselo.
Lui è Luciano, uno dei miei amici finalisti.
- Annamo bene! - Salve!
Ma dove t'ho visto a te?
Che mi riconosci?
Ma certo che ti riconosco!
Tu sei quello che stava in tutti i film con Maurizio Merli,
con Tomas Milian, giusto?
"Roma a mano armata", "Roma violenta"...
Quella scena sensualissima con Barbara Bouchet!
Ma tu sei un grande. Dammi il cinque, grande!
Antonino, vieni qua!
- Hai capito chi è lui? - E' l'autista di...
Ma quale autista? Digli quanti film hai fatto, 100, 200?
Eh, circa 87.
E adesso perché autista? Saponaro non ti fa più fare film?
Io mica ero un attore.
Io sapevo fare le cadute, gli inseguimenti, le scazzottate...
Poi ogni tanto qualche battuta, qualche primo piano.
Scusa Gianfranco, non avevo capito che eri un'icona
di un certo cinema di culto.
Un'icona? Ma che l'amico tuo mi sta prendendo per il culo?
Ma quello era cinema vero,
e Saponaro era uno dei pochi che l'aveva capito.
E ha prodotto "La Chiusura" di Pontani.
I soldi li ha fatti coi film nostri, col cinema d'autore si è rovinato.
E la moglie gli ha portato via pure la casa,
ma Saponaro è un grande. Uno che ha una certa sensibilità.
Porca troia Gianfranco, cazzo!
Ma che è successo?
Il sartù, si è bruciato... aiutami no?
E vabbè... mettemo più braciole... dai!
Bravo Ciccio, facciamo le braciole dai! Datti da fare!
Cucciolo vieni!
Vengo.
Tieni la vestaglietta.
Sbrighiamoci a fare 'sta cazzata, ok?
Magari Saponaro lo mettiamo là dietro.
Come dietro? Leandro deve stare qui, davanti a me.
Vieni cucciolo.
No, questa Sicilia... nebbiosa, avvilita, mi sembra bella.
Coso Germi la faceva... abbacinante, tutta bianca e nera.
Tu l'hai fatta scolorita, bravo.
Grazie.
Non fare come quegli stronzi che delegano l'immagine al regista,
che poi se la fa fare dal direttore di produzione.
Dickens aveva uno scenografo?
Un costumista? Un direttore della fotografia?
- Te lo sto domandando. - Ah!
No... giusto?
E detto questo, cosa ti devo dire, cosa vi devo dire,
non avete proprio voglia di guardarvi intorno.
- Chi? - Come chi? Voi!
Ma lo fate il presente! E' io, voi stessi!
Il vostro inguine, il vostro intestino.
Altrimenti scappate di corsa nel 1463.
O in India o nel Paese dei Balocchi, che poi è la stessa cosa.
E diventate tutti asini!
Insomma, stiamo lavorando!
Gillo, scusa ti richiamo, sono impicciato.
Sì, anch'io ti voglio molto bene!
Portare gli occhi fuori dalla finestra no, eh?
Ma quindi... insomma, non va bene?
Non hai capito un cazzo.
No.
E qua? Cosa stiamo combinando?
Che carini che siete, sembrate tante scimmiette ammaestrate.
Battete sui tasti a caso, no?
Fulvio... noi avremmo preparato la scaletta!
Ci dovresti dire se fa schifo o se possiamo dividerci i blocchi.
Fa sicuramente schifo!
Nemmeno o neppure?
Dici a me?
Sai, sono entrambi avverbi e congiunzioni
che dipendono dal contesto e dalle concordanze.
Personalmente, tenderei a preferire "nemmeno",
perché "neppure" ha la "u" che conferisce una sfumatura comica.
- E' vero. Grazie! - Prego.
Vieni... vieni.
Ma guardi che io sarei d'accordo, ci voglio guardare fuori dalla finestra.
Voi e il vostro cinemismo!
Siete convinti che con la macchina da presa si risolve tutto.
Questo è qualunquismo creativo, quindi politico e narrativo!
Ma io veramente avrei provato ad inserire delle...
Ma il dolore, dov'è il dolore?
Vogliono far ridere senza il dolore! Come si fa!
Dov'è la sostanza da acchiappare?
Esiste Totò senza la miseria, la fame?
Charlot senza la morte, la malinconia?
Dov'è l'ombra? Dov'è il timbro? Non pervenuti!
- Fulvio? - Soltanto questi esterni color cacarella,
girati a Roma d'estate, con gli attori col trucco che cola,
i vestiti sbagliati, e le solite 18 comparse
- che fanno finta di camminare. - Fulvio, ti aspetto qua.
- Arrivo! - Grazie.
Tu lei non la devi proprio guardare, hai capito?
Addirittura rivolgerle la parola, è un insulto a me.
- Hai capito o no? Dì di sì. - Sì.
Adesso vai... ti voglio tanto bene.
Anch'io, tanto.
E accorcia il finale. Anzi, toglilo proprio.
I finali non servono a un cazzo.
Non vi basta il passare del tempo?
Cos'altro c'è da raccontare, se non questa cosa bellissima...
e terribile.
Il tempo che passa.
Chiamami quando vuoi,
ma non mi mettere in mezzo con quel fenomeno del tuo produttore.
Anzi, digli che se lo sento un'altra volta dire la parola cena...
...cena! A lei...
Lo ammazzo con le mie mani. Glielo dirai?
Certamente!
Mi scusi?
Sto cercando Fosco, il regista.
Pure io, lo stanno cercando in parecchi qua. Guarda là!
Lì?
Fosco?
Oh... oh...
Shhh... spingi!
Sono arrivato troppo presto? Stava riposando?
No, stavo pensando all'inquadratura.
Ora ti spiego, mettiti seduto!
Ti offrirei un po' di caffè, ma l'ho finito con questo freddo!
Beh insomma, è giugno!
Eh sì, però ho 'sta cazzo di pleurite!
Non mi molla...
Vuoi un goccetto di vino?
- Dai, ce lo dividiamo, dai.. - No, non importa.
Allora... la tua storia è atroce, terribile.
- Non le è piaciuta? - No!
Questo è il cinema che noi dobbiamo fare,
ma non ce lo fanno fare! L'inizio è una bomba!
Bello il suicidio dell'operaio,
lì l'hai rubata dal Grido di Antonioni, t'ho beccato!
E poi anche il flashback di lui morto alla Billy Wilder, 'tacci tua!
Eh, quel mondo cazzo... quella gente.
Bravo, hai studiato, ti sei documentato... bravo!
- Diciamo così... - Solo che... questi in Rai...
come sentono il mio nome, mi vorrebbero vedere in galera!
Dopo il film sul caso Lockheed...
Ha fatto un film sullo scandalo Lockheed?
Scusi, non l'ho visto.
Infatti non l'ho fatto.
L'ho solo pensato, mi hanno bloccato.
Io l'ho pensato, non l'ho detto a nessuno, loro l'hanno saputo
e me lo hanno bloccato!
Comunque questo film lo facciamo... bello anche il titolo:
"Gli operai sul prato verde".
La metafora... la metafora dell'essere senza soldi,
col colore della speranza... mortacci!
E' il famoso verso di Sandro Penna.
Ah... e infatti bisogna cambiarlo il titolo.
Troppo accondiscendente, capisci.
In un momento storico come questo,
bisogna andare giù duri!
Ci vogliono sul titolo parole come morte, sangue, suicidio...
"puten de la vacca"!
Buongiorno!
Buongiorno.
Eh? Come va?
- Hai bevuto a stomaco vuoto? - No, un...
Ti ho portato le polpette e la ratatouille.
Oh, ma ce l'avevo ancora da ieri...
Sono rimasti i fagioli e le patate.
Stavo facendo due chiacchiere sul cinema
col mio amico Luciano.
Lei è Jeanne, la mia ex compagna.
Vado via subito non vi disturbo.
Prima però ti devo far prendere la suppostina.
No, dai dopo, per favore.
No, io dopo devo andare via perché Giorgio torna con i ragazzi.
Oh, ci sono delle aperture per il Ministero e per il Luce.
Te l'ha detto Giovanna?
Solo che loro il ruolo di Valerio lo vogliono far fare ad Andrei.
Chi?
Max Andrei... lo conosci?
Chi, il principe Simbad? Quei telefilm per bambini?
Beh, lui non ha mai fatto cinema di un certo tipo.
Ma posso lavorarci!
Lui è uno conosciutissimo.
Le ragazzine gli tirano le mutandine... capisci?
Quello ci riempie il cinema, ci porta la gente...
Tra l'altro abita qua dietro, dopo te lo faccio conoscere.
Se cominci ora a fare compromessi
dopo che ci hai rovinati, io ti ammazzo.
Pronto?
Coprimi...
Ora vedrai che terrazza che c'ha!
E insomma Pier Paolo, il mio agente,
mi ha detto che è arrivato il momento che io faccia un film di questi... duri!
Un film d'autore, uno di questi che vanno a questi festival di un certo tipo!
Perché comunque è giusto che la mia carriera abbia uno spessore
che vada al di là, di quello che la gente si aspetta.
Che poi Maestro lei lo sa no, cioè voglio dire...
lei mi insegna che il pubblico va sorpreso, no?
Allora 'sto film...
cioè, deve essere un cazzotto nello stomaco, capito?
Perfetto, un cazzotto nello stomaco. Capito, Luciano?
- E' che non devono farcelo fare! - Ma come...
Allora che stiamo facendo qua? Stiamo perdendo tempo? No!
Poi sento che ci sta pure un certo feeling... voglio dì!
- Moltissimo. - Allora io l'altro giorno
cioè... mi ci sono proprio messo a pensare...
dico, fammi pensare una cosa.
E se lei mi permette, gli volevo dire quello che ho pensato.
Permettiti, cazzo. Il cinema è collettivo.
Noi stiamo qua a sentì la tua proposta, vero Luciano?
Allora, stammi a sentire...
Noi dovemo fare un operaio, giusto?
L'operaio c'ha la salopette!
Ma come la facciamo 'sta salopette?
Gliela facciamo bassa, capito?
Lo facciamo stare così, sta tutto duro fino in fondo, capito?
A torso nudo! E sta tutto così, capito, tutto duro!
Che poi io comunque la storia non è che l'ho letta tutta,
però Pier Paolo l'ha finita. So che ha vinto pure quel premio...
- Solinas. - Vabbè, 'sti cazzi!
Cioè, se vogliamo arrivare al cuore della gente
noi non dobbiamo fare uno sfigato, capito?
Cioè, questo dev'essere sì un'operaio...
...ma non deve essere un perdente!
Noi gli dobbiamo dare una botta d'adrenalina, di positività!
Capito?
Non vi convince?
No, no, anzi vai avanti!
Beh, per adesso è questo...
già mi pare un cazzo di messaggio, che questo sta tutto duro...
...capito così no?
Un operaio che si uccide,
- però avvincente e pieno di positività? - Sì, hai capito!
Questo d'accordo è un operaio... sta un po' gobbo, così...
Però non è uno sfigato!
Sta tutto duro fino alla fine... cioè è un vincente, capito?
- Fatte due botte, Giovà! - Luciano. Vabbè, come te pare...
- A torso nudo. - Bello, no?
Bellissimo!
La ricetta va bene quella vecchia, no?
Vabbè tanto Lexotan, Luminàl, Serotonàl.
Però promettimi che non ci fai i tuoi pasticci.
E un test di gravidanza, per favore.
Certo.
Ma falla finita!
Allora... ce lo danno o no questo miliardo?
Sì, ho capito!
Ma vaffanculo!
Che fate, traslocate, vi trasferite?
Ma che ne so!
- Il ragazzo è arrivato. - Il mio piccolo genio!
La mia salvezza... vieni caro, vieni.
Questo è il contratto... io l'ho già firmato, manchi solo tu.
Dai qua! Ah, con questa penna
l'hanno firmato tutti loro.
Vabbè insomma, hai capito accomodati.
Scusi.
Ma che fate aspetta...
Gianfrà... mettiti qua.
- Non facciamo scherzi, eh? - Dai, non farmi ridere!
Questo è un momento importante. Firma, firma.
- Qui sotto, qua. - Scusi tanto.
Ma che pure la penna?
Eseguiamo il pignoramento dei beni mobili elencato qui. Vede?
Vabbè, tanto tra noi basta una stretta di mano!
Gianfranco... prepara la macchina
- almeno lì... non ci rompono i coglioni! - Dobbiamo passare prima da quelli...
Oh, che ansia... mi stai angosciando!
Dopo, dopo dai... non farti impressionare da questo inconveniente.
- Sai quante volte... - Infatti poi vi riportano tutto, no?
Non puoi immaginare da chi ti sto portando.
Cocchina sei pronta?
Gli stavo dicendo di lasciare almeno il materasso, capito come?
Ma infatti... facciano la cortesia, almeno due cuscini,
un lenzuolo sennò dove dormiamo io e te? Un po' di coscienza...
- Sbrigati, dai! - Vengo con voi?
- Sì... certo! - E come mi vesto?
Mettiti una cosa elegante, sobria, quello che vuoi!
Lui oggi finisce il suo film ed è libero!
Lui chi?
Lo facciamo alla grande!
Oh, Mickey Rourke è una cazzata,
e poi 'sti americani non sanno di niente. Noi siamo il grande cinema italiano!
- Vai, verso la Pontina! - Non dobbiamo passare prima da coso?
Oh, che palle! Ti ho detto dopo!
Controlli meglio.
Al giornale mi hanno assicurato che l'accredito è arrivato.
- Attilio! - Buonasera prego.
Saponaro! Saponaro!
- Scusi... - Sono con loro!
- Non si può, non si può. - Dobbiamo fare... un'intervista.
- Ho l'accredito, eh? - La prego di uscire.
Aspettatemi qua, vengo a chiamarvi io.
Leandro... aspetta, ma non puoi fare così!
Quelli ci stanno aspettando. Io mi sono esposto per te!
Guarda è uscito il servizio... io e lui insieme.
Ah, c'è anche l'intervista, te la leggo.
Lui si è un pochino arrabbiato perchè ho detto questa cosa
che vogliamo un figlio... dice che poi gli avvocati della moglie
gli chiedono i danni morali e materiali.
Hai rotto il cazzo!
- Tu non puoi spiegare a me come... - Che succede?
Guarda, qui sono mora!
Leandro però è proprio fissato, mi vuole bionda!
- Ma cosa fai, te ne vai? - Che rimango a fa?
Tanto quello non mi ascolta!
Non ho capito, l'abbandoni anche te?
Mi sta mettendo davvero in difficoltà!
Se servo solo per guidare la macchina, che se la guidi da solo!
- Ma non ce l'ha la patente! - Non ce l'ha la patente!
E ce l'hai tu, no? Ci siamo visti!
Non ti preoccupare, fa sempre così.
Tanto poi torna.
Adesso mi si scioglie tutto il trucco!
Aspetta Giusi, aspetta.
Tieni.
Tieni.
Sono tutti fetenti con lui, anche la moglie,
vuole solo i suoi soldi.
Io a Leandro gli voglio bene come a un papà...
...anzi di più, visto che mio papà mi ammazzava di botte
e non te lo dico che cosa mi faceva,
lasciamo perdere.
- Si vede che ho pianto? - No.
Ma dove siamo esattamente?
- Giusi che film stanno girando qui? - Che ne so.
A me queste cose non mi prendono.
E' Leandro che è fissato, che dice che devo fare l'attrice.
Ma secondo te sarò capace?
Come a teatro che sanno tutte le parole?
Secondo me no.
Oh, guarda che lo voglio fare il tuo film, eh?
Ci sto studiando sopra, mi sto leggendo un librone
con tutti i pittori di marca, tipo il tuo...
Ma hai sentito come la vuole Leandro, no?
Non una santa noiosa.
E' un personaggio trasgressivo e moderno.
Come una ragazza d'oggi, un po' come me!
Allora mi son detta... mentre coso lì dipinge,
lei... per fargli venire l'ispirazione
gli potrebbe fare un... com'è il termine scientifico?
C'è la parola "lazio" mi pare.
Fellatio?
Capito come?
Oh, ovviamente questa è una cosa che rimane tra me e te.
Una cosa artistica.
Se lo sa Leandro ti ammazza, eh?
Attenta, attenta!
Lo fa, lo fa!
Gira l'ultima inquadratura e poi ci riceve.
Vieni dai, sai che ha detto?
Ha detto che Antonello è il suo preferito.
Gli facciamo firmare un contrattuccio, due righette.
A proposito, ma ce l'hai ancora quell'assegno
- che hai vinto al premio? - Sì.
Ti faccio l'onore di girarlo al Maestro!
- Entri nella storia del cinema! - Il Maestro chi?
Io veramente ci dovrei aprire il conto alla banca.
Ovviamente quando facciamo il contratto
te li ridò con gli interessi, ti copro d'oro!
Ma tu che fai, vieni con noi?
Mi raccomando stai zitta, non parlare.
- State entrando? - Sì.
Vi faccio entrare io.
Fate passare il produttore Saponaro col vincitore del Solinas
e Giusy di "Indietro Tutta". Permesso! Grazie!
Ah, sì, sì.
Zitti, mi raccomando.
Silenzio per favore, che giriamo!
Via dal campo fate il fumo.
Motore... partito!
Roberto... azione!
Eppure io credo che se ci fosse un po' di silenzio,
se tutti facessimo un po' di silenzio,
forse qualcosa potremmo capire.
Stop! Mi sembrava buona...
Grazie a tutti, il film è finito!
Dammi l'assegno, dai!
- C'è? - Sì.
Federico!
Federico!
- Minchia, mi ha salutato. - E ci credo.
Domani andiamo alla Titanus e ce li mangiamo tutti!
L'ha fatto, l'ha fatto!
E insomma è incredibile Eugenia,
questo film si fa e con un regista che, se ti dico il nome,
non ci credi. Non me lo chiedi? Non mi stai ascoltando?
Sì. Che cose belle e strane e inaspettate che ci stanno accadendo.
- E' un periodo magico. - Vero?
E infatti volevo fare un brindisi, anche con quel disgraziato di Luciano,
- ma dov'è finito, oh? - Io non posso bere.
Come non puoi bere, perché?
- Insomma sono tutti pazzi di te. - Di me?
Angelo è entusiasta.
Dice che t'hanno raccontato lo spunto
mentre ordinavate gli antipasti e al caffè gli hai mollato lo scalettone.
Invece come si chiama la tua amica sceneggiatrice?
Irene, passava sul set di Nanni a Testaccio,
sta girando una cosa in una sede del PCI.
- Andiamo anche noi? - Se vieni con me da Bernardo
dopo la trovi lì.
Guardiamo Italia-Stati Uniti, ci sono anche Peter O'Toole,
Debra Winger, Margareth Von Trotta.
Mi piacete tutte e due, non mi so decidere.
Non ti offenderai se ci provo anche con lei, vero?
Però mi piacerebbe scrivere la storia tua
e della tua amica sceneggiatrice, amiche da una vita,
- che poi magari vi innamorate... - Vieni con me!
Scusa Emma torno subito. Ahia!
Andiamo dove?
Avrei un impegno con certi amici, a casa di Bertolucci, il regista.
C'è anche Peter O'Toole, hai presente Lawrence d'Arabia?
Monta in macchina!
Katia si è è ingoiata 40 compresse di sonnifero.
Hai capito, sì?
Voleva andare all'altro mondo, quella povera creatura.
Per te! Bell'arnese, guardati.
Per me insomma. Mi dispiace. E come sta adesso?
Al pronto soccorso l'hanno ripresa per i capelli.
Ora l'abbiamo riportata a casa.
Mi fai una rabbia, ti spaccherei tutto!
Mi fa male, ahi!
E' arrivato, maledetto disgraziato.
Guarda che se sei qui è solo per rispetto a mia figlia.
Se era per me col cavolo che ci mettevi piede
- in questa casa, hai capito? - Ho capito.
Ehi piccino sei cresciuto!
Non ti sei neppure lavato le mani.
Guarda lo fai tossire... mostro!
Sei venuto.
Lasciateci soli.
Grazie che sei venuto.
La scema di mamma diceva che non te ne fregava nulla.
Hai visto bellino Lucianino.
Mi fa un'impressione.
Mi guarda e io non so cosa dirgli.
Meno male c'è mamma, che se lo vuole tenere sempre lei.
Katia, c'era bisogno di fare questa cavolata?
Senza di te io mi sento vuota. Mi manchi tanto.
Katia. Noi non stiamo insieme.
Io non voglio stare con nessuna.
Allora perché sei così geloso?
Vogliamo stare soli a vita, io qui e te lì?
Io geloso?
Quando mi hai visto con Fabio gli hai preso a calci la macchina.
Cosa c'entra la gelosia. E' un'altra cosa!
E cos'è?
Non lo so, mi da fastidio!
E dai!
Oh Seppia... ti sono mancato bello?
Eccola. Sa già tutto.
Che macello. Mi vergogno di andare a fare la spesa.
Fattela portare a domicilio.
E tornatene a dormire vai, ci manchi anche te.
Tutti a farmi la predica in questo posto di merda.
Vieni, bischero!
- Cosa pensi di fare, torni? - Torno dove?
Tu non sai quanto sto lavorando, mi pagano,
ho anche un'avvocatessa che mi fa da agente,
la stessa di Mastroianni e di Scola.
Guarda... guarda, pigliali, tanto a me non servono.
Cosa ci faccio io? Hai un figlio, dalli a Katia.
- E lo fanno il film dalla tua storia? - Boh... forse.
E il babbo chi lo fa?
Ma non è babbo, mamma, dai.
Eh, sì, vedrai. Io ci vedrei tanto Gassman.
Ma è un pochino anziano.
Però lavora bene, e mi ricorda tanto babbo.
Bello amore!
Bruno... vieni a salutare tuo fratello.
No!
- Come sta? - Sempre uguale.
Se tu torni a Roma ti preparo un po' di biancheria, due camicie.
Sei partito soltanto con la macchina da scrivere, vero?
Oh mamma, dai!
Non ci posso credere, Luciano!
Vieni.
Avevo detto a mamma di avvertirmi se tornavi.
Ciao Armando, è che riparto subito.
Devi venire a salutare Ermanno, Oreste, Piero.
Se sanno che ti ho incontrato e non ti ho portato m'ammazzano.
- Ciao! - Grande Luciano!
Com'è questo mondo del cinema?
Chissà quante belle bimbe stai facendo innamorare
- giù a Roma, eh? - Magari!
Così ha funzionato, la nostra letterina?
Quella che modestamente abbiamo scritto a Scola e a Montalto.
Sì, grazie tanto... è andata bene, sono arrivato terzo!
- Ma lo vedi! - Su tre.
Ma lo vedi.. se non ci si aiuta tra di noi.
Come sarebbe stato orgoglioso il tuo babbo.
E anche noi.
Ne hai tanti di babbi, qui. Tutti. Non sei solo.
Vabbè Armando, però non piangere, dai, su.
Oh, eccoti, non ti trovavo!
- Tu che fai qui? - Vengo con te a Roma,
- non ci sono mai stata! - Tu scendi a Campiglia, va bene?
- Non ci penso nemmeno. - Non sto scherzando Katia.
Fabio mi ha invitata a fare un week end all'Elba.
O vengo con te o vado con lui. Il bimbo sta con mamma,
son contenti tutti e due, si vogliono tanto bene.
Aiutami a sistemare la valigia. Buongiorno, scusate!
Van Basten si gira.
Van Basten, poi il servizio profondo per Gullit che tenta...
Perché qui noi ci stracciamo le vesti sulla morte della commedia,
sulla morte del cinema italiano,
ma vogliamo parlare di un fatto più rilevante,
- la morte del corridoio? - Ha ragione Fulvio!
Gli architetti di oggi non concepiscono
l'importanza psichica e narrativa del corridoio.
E' per avere più spazio, no?
Sai Fulvio, noi stiamo cercando di allargare un po' lo sguardo.
Già perché voi siete moderni, questo paese vi va stretto.
Ludovica, non fumare.
Avete letto Hillman?
Come no, Hillmann... me lo sono letto, riletto e sottolineato.
Non ho trovato però il capitolo su di me.
Ma tutto parla di te, Ennio, tutto, non fare lo stronzo, anche tu.
- Quindi sei così tu? - Così come?
No dico, stai con questa Katia!
Io con Katia, ma ti pare, mi ci vedi?
- Perché, a me pare molto graziosa. - Fatti i cazzi tuoi.
Ma è vero che avete un figlio che si chiama come te? Luciano junior.
Io ve l'ho detto, voi non mi avete creduto.
Senti.. Ma com'è avere un figlio? Ti cambia?
Ti fa sentire più forte? Lei com'è?
- E' diversa, è migliorata? - Insomma, mica tanto.
Ma perché l'hai fatta sedere laggiù? Falla venire qua, così le parlo.
Katia, è vero che stai bene lì?
Non c'è problema, grazie! Sto qui buona,
guardo un pochino la partita.
Peraltro davanti al tavolo del Maestro Pontani.
A noi due ci hanno fatti olmo.
Prego?
Si dice da noi, per via che l'olmo è quell'albero
che viene piantato da solo in mezzo ai campi,
per fare ombra a chi lavora.
Le dispiace... se mi siedo vicino a lei?
- No, s'accomodi, venga! - Grazie.
Una solitudine sommata ad un'altra solitudine
non deve per forza produrre due solitudini.
Lo diceva Trintignant, in un mio vecchio film.
- Ma la sto annoiando... - Shhh!
- Parla. - Chi?
Pontani... sta parlando.
Il Maestro dell'incomunicabilità sta conversando.
L'ultima volta che ha aperto bocca mi pare fosse il marzo del '79.
Ma perché l'hai fatta venire?
Madonna santa!
A volte un uomo è da solo perché ha in testa strani tarli,
come dicono i Pooh.
Questo I-Pù è un poeta giapponese, mi sembra.
Non conosce i Pooh?
Riccardo Fogli, che poi se ne è andato da solo...
Dodi Battaglia, Facchinetti...
E nell'anima...
Ma mi sta prendendo in giro che non conosce i Pooh!
Ci son cascata!
Ogni mattina mi sveglio e non so il mondo cosa mi regalerà,
da un momento all'altro mi può chiamare Fellini
per parlare della sceneggiatura. Capisci cosa sta succedendo?
- Infatti ti vedo strano. - Perché strano, è una cosa bella.
Esaltato, sciupato... un po' scemo!
Scemo. Ora uno che sta lavorando con Fellini, è scemo?
Ami un'altra?
Questo è un altro discorso Caterì, che c'entra?
- Quindi, sì! - Questo tuo discorso
è troppo netto, non ha sfumature.
Mentre qui c'è un vortice di emozioni, di intimità.
Anche Eugenia, insomma, condividere con lei questa avventura...
...è qualcosa di diverso, di particolare.
- La ami! - Caterì, uffa!
Non mi ridurre tutto secondo un'ottica provinciale.
- Adesso sono pure provinciale. - Non voglio dire che non la amo.
Eugenia piacerebbe molto anche a te.
Tu sei tu però.
Noi non siamo in discussione.
Semplicemente adesso c'è anche lei. In un certo senso.
Quindi la ami in un certo senso?
Non penso che lei si sia accorta di me in quanto soggetto amante.
Ma come soggetto scrivente e pensante
siamo una cosa sola io, lei e... insomma, Luciano.
Ancora non te ne ho parlato, c'è anche lui.
- Una cosa a tre? Alla Jules e Jim? - No!
Luciano ha provato ad indurre Eugenia verso una relazione di altro genere,
più corporale, ottenendone tuttavia un netto rifiuto.
Noi tre siamo affratellati invece da un sentimento culturale, artistico.
E quindi tu, con questa Eugenia... avete... un rapporto corporale?
Noi dormiamo insieme, perché lo vuole lei,
ma soffre di angoscia la notte, capisci.
Però questo sentimento non è chiaro,
prima di tutto a me,
e penso di dire che Eugenia stessa ne sia ignara.
- E com'è? - Com'è?
Lei... veste sempre di nero, è in lutto per la sua vita, dice.
E poi c'ha le mani gelate.
Se le parli non ti guarda mai in faccia, perché ha sempre questo occhio chiuso,
coperto da un ciuffo lungo.
E poi ogni tanto cammina da un lato inclinata,
infatti all'inizio la credetti affetta da un difetto posturale,
invece è proprio il suo stile cognitivo, artistico.
- Dove vai? - Sta partendo il treno.
Prenditi questi soldi, tanto io a Torino c'ho zia Rosetta.
Non capisco questa tua reazione, Caterina.
Questa tua chiusura francamente eccessiva.
E' mai possibile che il nostro stare insieme,
che io considero de-facto come assunto aprioristico e definitivo,
- possa essere messo in discussione? - Antonino...
E' meglio che io e te non ci sentiamo mai più!
Come non ci sentiamo mai più? E io a desso con chi parlo, Caterina!
Scusa amore non ho capito, che cosa hai detto?
Ma alleluja... e quindi abbiamo un fidanzato.
Quale fidanzato! Che parola assurda.
È un rapporto difficile da definire.
Ma vi conoscete da molto tempo, o è solo un flirt?
Io lo conosco molto bene. Lui un po' meno.
Io non ti capisco quando parli, che vuol dire?
Non sono sicura che lui abbia capito chi sono.
Però forse dovrei tenerlo... il bambino, no?
Che ne pensi?
Parlo del Brasile.
Perché telefoni? A chi?
La dott.ssa Scarsellati per favore?
E' una mia amica, è la più brava...
Però non una parola con papà, d'accordo?
Oddio che angoscia!
Malaspina? Chi è Malaspina?
Non è che avete un pochino d'alloro sul terrazzo?
Facciamo senza alloro...
"Partendo dal presupposto che tu sei me e io sono te..."
Dammelo! Non ti azzardare!
"Le nostre reciproche persone non sono entità distinte,
perché legate da un sentimento che oserei definire ancestrale."
Luciano, è insopportabile questa cosa che mi stai facendo!
- Bellissima! - Io non sono come te!
Io non so ridere di me! Dammela!
Eugenia, devi sentire la lettera di Antonino alla fidanzata!
- Chiudi, per favore, cazzo! - Oh, è tutto il giorno che dormi.
Non sto dormendo, sto pensando! Chiudi!
Scusa.
E dai, dammi un bacino!
- Vattene! - Oh!
- Chi è? - C'è Luciano in casa?
- Sì prego, ultimo piano. - Chi è?
Boh... ha detto un certo Fosco, cerca te.
E tu gli hai aperto, ma sei scema, ma sei cretina!
Non sei mai gentile con me, ma perchè?
Oddio!
Ma Fosco l'autore della "Terra dannata", Pardo d'argento a Locarno?
Peccato che non c'è Luciano, ci sono novità da parte del Luce.
Dice che sono disposti a finanziare la riscrittura del copione,
che già è valido,
per ringiovanire il ruolo del protagonista.
Andrei sembra indispensabile per la chiusura del progetto.
Il Principe Simbad? Fa il film di Luciano?
Non ci posso credere, quello scemo non mi dice mai nulla!
Mi sorprende che un cineasta del suo rigore,
la cui opera peraltro io apprezzo sinceramente,
possa accettare di adattare un testo
ad esigenze commerciali del mercato.
C'è un po' di panzanella, se volete!
Tu... hai vinto il premio Solinas, vero?
Sì.
Tutti slanci, illusioni... cazzate. Poi il film non te lo fanno fare.
Veramente avrei appena chiuso un contratto molto vantaggioso
- con il produttore Saponaro. - C'ho messo 40 anni
a capire che il sistema va abbattuto dall'interno.
- Saponaro? - Sì.
Hai detto Saponaro? Leandro Saponaro?
Sì.
Quel delinquente, disgraziato,
mi ha rovinato, mi ha tenuto un film fermo per 12 anni, capisci?
Un film necessario e senza sconti, sui minatori del Sulcis.
Gente come Saponaro dovrebbe essere processata
da un tribunale del popolo e giustiziata! Mortacci sua!
Scusi.
Sì?
Ah, è l'avvocatessa! Buongiorno.
Io suppongo che lei cerchi...
Certo, è anche il numero...
Un momento, per favore.
Eugenia... io credo che sia una telefonata molto importante,
dovresti rispondere.
- E tu che cosa fai? L'attrice? - Io?
Sei carina... si potrebbe organizzare un provino se vuoi,
c'è ancora qualche ruolo di spessore femminile.
Fammi vedere gli occhi.
Potresti venire in studio da me un pomeriggio.
Dai, organizziamo un provino.
- Si accomodi. - Vieni, vieni Malaspina.
Prego complimenti, copione straordinario.
- Grazie. - Vuole un tè o un caffè?
L'avvocatessa comunque verrà a salutarvi, vi lascio soli intanto.
Grazie... buongiorno.
Buongiorno.
Ho trovato nel mio camper questo copione.
Pensavo che non fosse mio,
poi Giovanna mi ha parlato di una cosa che devo leggere,
ed era proprio questo.
Ho letto le prime pagine così,
poi ho letto tutto due volte.
- Veramente forte. - E' impressionante.
Mercì... cioè... grazie.
No, no, grazie a te, sei veramente formidabile...
Il ritratto di un uomo di potere,
dedicato alla vita politica
e la sua nevrosi nell'intimità,
l'oppressione della religione cattolica.
Per me Dio e politica, insieme... è Italia!
Ci siamo già visti, no?
Ma... quindi tu... lei è interessato ad interpretarlo?
Sì, sì...
Forse pensi che sono matto,
però possiamo parlare con Marco se vuoi.
- Buongiorno... Malaspina, vero? - Sì.
Scusami Jean-Claude, ma Amedeo e il suo socio
- sono arrivati con un po' di anticipo. - Ok.
Scusami, è un piacere.
Continua pure il tuo incontro, ti aspettiamo quando hai finito.
Benissimo, grazie.
Se volete accomodarvi, arrivo subito. Grazie.
Stavo dicendo...
Ci siamo conosciuti 18 giorni fa, abbiamo fatto l'amore e sono rimasta incinta.
Ok... sei incinta.
Sì, sono incinta.
Ti ho pensato sempre mentre scrivevo... sola...
...e forse c'è un destino, un disegno.
Jean-Claude, tutto ci portava qui.
Ok, ok.
Ma adesso Marco sta facendo un percorso più personale...
...più... psicanalitico.
Ah... sigarette... sigarette.
Dovrei parlare con Giovanna della mia agenda, perché...
...ho altri due film da fare,
e aspetta che chiedo.
Scusa. Giovanna?
Claudio è entusiasta,
abbiamo anche l'interesse di Bruno e Pasquale.
Malaspina, carissima!
E comunque adesso andiamo a sentire il parere dell'avvocatessa.
E' assurdo no?
Ma come... ti mando un impegno firmato da Federico,
e tu che fai non mi ricevi?
Finiscila tu. È super buona.
Leandro l'ha presa da Giggetto il Pescatore.
Assaggia... mare.
No... non dicevo a te ma che dici?
Quattro serate su Raidue!
Altro che Fellini!
Che poi Fellini, diciamocelo, è un po' bollito, eh?
Bollito?
Non imbrocca un film da Amarcord...
Ma vuoi mettere una cosa televisiva, con un Placido, una Melato...
...facciamo entrare la cultura nelle case della gente.
Vai Giusy...
ti ho fatto pure conoscere il segretario.
Ma questo te lo sognavi a Messina!
Ferma, ferma, eccolo là!
Il grande, grandissimo segretario! Guardalo!
Grazie, grazie!
Ma è un film, come lo trasformiamo in quattro puntate?
Dovevo dire di no! Adesso dovete aiutarmi voi due.
Ma che no! Guarda che è meglio, tanto il film veniva una cazzata.
Io non ci andavo a vederlo un film che si chiama "Olio".
Possiamo solo migliorarlo.
Aiutarti, in questo periodo proprio non posso.
Perché non puoi, ci facciamo pagare bene. Saponaro paga sì?
Saponaro? Guarda, come accade nel suo ambiente,
ha i suoi alti e bassi, però abbiamo già un contratto Rai,
perché ha conoscenze in alto.
E poi ha questa giovane fidanzata e con lei...
...non so trovare la parola giusta, però è successa...
..una cosa improvvisa e...
- Pompino! - Sì.
Ti ha fatto un pompino, non ci credo...
Antonino è un grande!
Offrici qualcosa anche a noi, dobbiamo festeggiare,
dobbiamo fare pazzie!
Emma e la sua amica vanno ad una festa...
Andate a una festa vero? Bene!
Andiamo anche noi! Si balla! Cosa sono, anfe?
No, queste sono cose nuove.
Le ha fatte il Pentagono per i reduci del Vietnam,
gente che stava malissimo.
Si chiamano ecstasy.
Sennò, ho questo Psilocibina, magic mushroom.
Funghetti magici? Dobbiamo provarli assolutamente!
Non è pericoloso, vero?
Sì, mamma!
Ho frullato i fegatini con l'olio e i capperi, ho messo in forno il pane unto.
No, la milza non l'ho trovata, è strano vero?
In una città così importante come Roma non hanno la milza.
No, non me lo passare Lucianino sennò poi magari si stranisce.
Ma non so cosa dirle signorina, si tratterà di una dimenticanza.
Io sono amico intimo della famiglia, davo per scontato la mia presenza.
Evviva i finalisti... prego, fate passare i finalisti!
Signorina, io adesso accompagno i finalisti,
lei in caso mi lasci un suo recapito, fa cosa gradita.
Che bello, sono contento di vedervi, tempismo perfetto il vostro!
E anche oggi cari amici,
di nuovo il pensiero di togliermi la vita.
Allora mi sono procurato dei barbiturici, efficacissimi,
pochi minuti e tutto è finito, ma poco prima di compiere l'atto definitivo,
mi sono ricordato che questa sera c'era la festa del mio amico Tano
e mi è venuta voglia di ballare. Una irrefrenabile voglia di ballare!
Io non voglio morire... io voglio ballare, sì!
Scusa mi daresti tipo... qualsiasi cosa?
Qualsiasi cosa!
Salve, piacere, Scordìa Antonino, autore di "Olio"
già vincitore di un importante premio nazionale
e prossimamente in programmazione su Raidue, signora.
Amici, compagni e colleghi cineasti, scrittori e poeti,
imbecilli che siete, tutti a raccontare Marrakech,
i deserti messicani, la Cina imperiale, il lungomare di Biarritz!
Prendete l'interregionale tra Grosseto e Campiglia,
guardate quando il treno rallenta dentro le finestre,
quei tinelli con la tv accesa lì dentro ci sono pezzi di letteratura,
di cinema che nessuno sta scrivendo!
Tutto è pronto
per l'esecuzione del calcio di rigore.
Parte naturalmente Lineker.
La prima volta ha tirato alla sinistra e c'è il goal!
Goal di Lineker, 3 a 2 per l'Inghilterra.
- Sei sceneggiatrice anche te? - Io sono odontoiatra.
Brava.
Portiamo la cultura nelle case dalla gente.
La cultura nelle case della gente!
Scordìa... piacere Antonino Scordìa, sceneggiatore.
"Olio"... quattro puntate Raidue.
Pensi che l'ho addirittura sognato. Stavo sott'acqua, era tutto buio,
e c'era questo gattino con le pinne che si avvicinava verso di me.
Aspetta cara, fammi vedere meglio, con l'ecografo.
C'ho pensato molto.
Non voglio essere egoista, io voglio preoccuparmi della felicità
di questo bambino, o bambina.
Starebbe bene con me? O no?
Sono capace, o no? Sono pronta, o no?
C'è una piccola infiammazione ovarica
che probabilmente ha ritardato la maturazione dell'ovulo.
L'infiammazione è un problema per la gravidanza?
- Non c'è nessuna gravidanza! - Cioè?
- Cioè, non sei incinta! - No?
- Eh, no! - Neanche un po'?
Neanche un po'!
Beh, adesso facciamo le analisi del sangue
vediamo la ves e semmai facciamo un ciclo di antibiotici, se occorre.
Io ho fatto il test!
Danno spesso dei falsi positivi scusa, è meglio così no?
Scusi, ma... poteva dirmelo con più tatto!
Siete tutti così cinici voi medici... arrivederci!
Ed eccoci finalmente alla cena con Saponaro.
Voi tre, senza la signorina Katia!
Gliel'ho detto Capitano, era un incontro di lavoro no?
- Ma sto buona buona, non dico nulla. - Non è professionale.
Lo vedi che porto anche l'Olivetti?
Non fare la lagnosa, non si fa tardi.
Ti guardi Italia-Argentina così ce la racconti.
Chiuditi dentro, non aprire a nessuno.
Magari quando torno ti porto a fare una passeggiata, sei contenta?
No, no, è contenta, serena. Va tutto bene.
La passeggiatina... sì, come ai cani, guarda!
La passeggiatina!
Dopo ti porto a fare una passeggiata!
Io cosa sono? Un cocker?
Scusate, c'è Luciano Ambrogi?
Lo devo solo salutare, perché torno a Piombino!
Inserimento di Giannini, colpo di testa e tiro Goal!
Ancora Schillaci!
Alle quattro puntate!
Foto storica!
Dai 10.000 lire a 'sto pischello, dai!
Secondo me non c'ha una lira...
Però il Bellini è buono, vero... come ti chiami?
Fusacchia Giusy.
Volevo poi dirle che la mia agente avrebbe piacere
di accordarsi con lei, credo che la conosca, l'avvocatessa.
Giovanna? Grande amica mia, è una jena, ma è la numero uno.
Ma scusate, qui parliamo di soldi, di contratti... no, no.
Siete giovani, noi alla vostra età mica pensavamo a 'ste cose.
Se c'era da lavorare, si lavorava.
Ma scusa... non era già stato fatto un contratto
con un noto regista che non mi hai voluto dire?
Ma come, non gli hai detto di Federico!
Ahò sarebbe stato bello, ma 20 anni fa!
- Federico? - Eh, in effetti è un po' bollito, vero?
Ma bollito chi, ma Federico Fellini? Sarebbe lui il regista?
Ah... cocchino, per quell'assegno non ti devi preoccupare.
In qualche modo facciamo, non ci pensare!
- Quale assegno scusate? - Andiamo via?
- No! - Non te lo volevo dire
perché sei eccessivamente competitivo,
però devo ammettere con un certo orgoglio
che il mio assegno è stato girato al Maestro come rata firma.
Però vi prego, mantenete un certo riserbo
perchè non voglio suscitare invidie.
No, fammi capire... hai girato il tuo assegno a Fellini?
Ma non ci posso credere!
Sì, perché? E' vero, diteglielo pure voi!
Ma allora sei proprio un coglione.
Ti sei fatto mettere in mezzo da questo cialtrone!
Che stai dicendo? Ma chi sarebbe 'sto cialtrone, scusa?
Io vorrei andare via... me ne posso andare?
No, no, aspetta, stiamo calmi!
Leandro scusami, in effetti che cosa vogliamo fare con Fellini?
Magari gli facciamo girare una delle quattro puntate, che dici?
Eccolo!
Che facciamo, proponiamo al Maestro una roba televisiva?
O il film o niente, ve le devo dire io queste cose?
Siete giovani, ma mica siete stupidi.
Ma poi lasciamo perdere l'assegno,
che saranno mai qualche milioncino di misere lirette!
25 milioni... vabbè, però...
Ma con tutto quello che guadagneremo, che guadagnerete...
Poi ragazzi, ma diciamoci la verità... siete intelligenti,
e avrete capito... l'avete capito sì o no, che io sono
...sono alla canna del gas! E voi me dovete aiutare!
E questa è l'ultima occasione che c'ho!
Ha detto che è alla canna del gas.
Ricordati che ha prodotto "La Chiusura" del Maestro Pontani.
E "La Foca Bernarda", e "La Maestra ci sta col bidello",
e tutte le stronzate che hanno distrutto per sempre
- la reputazione del cinema italiano! - Non mancargli di rispetto!
Leandro è un mito e smettila di pucciare la roba
qua sotto con la mano!
No, non ho capito, che sta facendo questo con la mano?
E' tutta la sera che questo puccia qua sotto.
Ma chi ti credi di essere... lui è il mio ragazzo!
Ma non ti vergogni davanti a Leandro?
- E tu ti sei vergognata con Antonino? - Che dici? Sei scemo?
E' sempre così, tutta questa aggressività tra maschi!
Ma Leandro, non gli dici niente?
Ma Giusy... per favore!
Non ti incazzi, non sei geloso?
Ma perché gli permetti di insultarmi davanti a tutti?
Giusy, per favore... non ti ci mettere pure te!
E poi chiudi quella cazzo di bocca!
Che quando la apri fai solo i danni!
Tieni le chiavi della tua macchina e guidatela da solo,
tanto non sei capace, scemo!
Ti ho amato tanto, tanto intensamente,
con il corpo e con la mente, ma adesso basta, addio per sempre!
Addio per sempre!
Ma quale addio, ma dove cazzo vai, a scema!
A scema stronzi cazzoni... cojoni!
Li avessi io 20 anni, vi farei vedere come si spacca il mondo!
Avete la cosa più bella, che è la gioventù
e venite a rompere i coglioni a me! Buffoni!
- Buffone te, vecchio cialtrone! - Il cinema italiano
è morto per colpa di voi giovani!
Bella, questa è bellissima!
Vi diamo pure i premi!
E poi che vi credete, voi ragazzini,
io mi sono fatto un culo per essere quello che sono!
E scusami, che cosa sei?
Sei un vecchio fallito volgare, con l'amante che ha l'età della nipotina,
- e fa i pompini al primo coglione che passa! - Scusa, non ho capito!
Adesso chi è che sarebbe, con rispetto parlando, il coglione?
Veramente tu fai queste cose? Non mi sarei mai immaginata...
"Olio"! Quattro puntate su Raidue!
Ma andatevene a fare in culo tutti!
Digli a Gioacchino che passa qualcuno domani a pagare.
La pago io la cena a questi poveretti.
Ecco, il resto mancia.
E adesso... fuori dalla mia vita, io devo lavorare,
devo fare l'amore, io ho il diritto di essere felice!
Aspetta Luciano, dove vai?
- Scusa Leandro, con permesso! - Scusi.
Che fate, ve ne andate tutti quanti?
Ahò, ma Antonino... te ne vai pure tu?
Pazzo, pazzo sei...
Ma tu lo hai capito o no che adesso hai rovinato tutto!
Come minchia ti viene in mente di trattare le persone così,
- me lo devi spiegare! - Io?
Ma guardati così mellifluo che si fa cambiare
le sceneggiature dal ministro ballerino,
tanto colto, ma poi sei il più servo di tutti.
Servo! Figlio di generazioni di servi!
- Mellifluo a chi? A chi? - Ragazzi!
- Ah! - Che minchia fai!
E te vattene a casa... vai a casa, vai!
Sei un primitivo, sei fascista dentro!
Sei governato da istinti violenti.
Ti piace scopare soltanto per sottomettere gli altri,
- come hai fatto con Katia. - Non nominarla nemmeno Katia,
- frigida di merda! - Cinghiale maremmano.
Non so nemmeno perché vi ho fatto venire a casa mia.
Mi angosciate, non voglio vedervi mai più.
Vi siete soltanto approfittati di me mi fate schifo.
Siete dei maschilisti di merda anzi no, siete soltanto dei maschi!
La rovina dell'umanità, del cinema italiano, la rovina di tutto!
Io me ne vado!
Guarda, anch'io me ne vado!
Anch'io me ne vado!
Noi andiamo a vedere il secondo tempo da Cristaldi,
venite pure voi?
- Ciao, rinnovamento! - Che stronzi!
E dove siete andati dopo che vi siete mandati a quel paese?
Lo sapete benissimo, visto che ci siete venuti a prendere voi.
Quello, diciamo, era due o tre ore dopo
Nel frattempo che è successo?
Dico a lei!
Che ha fatto?
Perché mi guarda così? Lei mi mette paura!
E' che mi interessa di più, come lo chiamate voi scrittori,
il lato umano.
Lei nasconde i suoi lati più deboli
e questo la rende interessante come personaggio.
Scusa mamma se non ho pianto al funerale di babbo.
Scusa se non ho fatto che ridere,
è che non sopporto il dolore, perché ho paura, sono un vigliacco.
E diglielo a Bruno che gli voglio bene, che non glielo dico mai
e che non ho il coraggio di abbracciarlo e dirgli tutto quello che vorrei dirgli!
Che fai?
Oh... Emma, ciao!
- Ma stavi piangendo? - No, no, macché!
Sono qui per perché ti cercavo... tu abiti
- Qui! - Andiamo a casa tua?
- No, eh? - Porello, piangeva
- Andiamo. - Ah, intanto non piangevo, però...
Questo vostro resoconto non ci ha aiutato molto!
Come no, abbiamo risposto a tutto!
Sì Scordìa, però prima ci avete indotto alla convinzione
che ci stanno altre persone che avevano delle ragioni
per commettere l'omicidio di Saponaro.
Guardi, noi non abbiamo voluto indurre proprio niente e nessuno, si figuri.
Ah, no?
E la moglie o ex-moglie, come volete,
che avrebbe detto quello che Scordìa, ha riportato.
In fondo, l'unico sollievo per lui sarebbe morire, no?
Ma sarebbe un sospetto fin troppo scontato, no?
La moglie abbandonata per un'altra donna più giovane e piacente,
recriminazioni sentimentali, o meglio questioni patrimoniali.
Francamente Capitano, io non intendevo indurre nulla
E come avrebbe detto quell'illustre sceneggiatore
di tanti bei film italiani?
Lo ammazzo con le mie mani!
Adesso che lei mi ci fa pensare, in effetti Zappellini
nel dire certe cose, aveva una luce negli occhi un po' folle!
Ma mi avete messo anche sotto il naso il possibile movente
di quell'altro regista, come si chiama, scusate io non l'avevo mai sentito.
Ma chi, Fosco?
Questo deve morire! Mortacci sua!
Alla fine di questo vostro resoconto,
le strade che abbiamo davanti sono almeno due.
Almeno due?
Convocare qua Zappellini, Fosco, la sig.ra Saponaro,
e anche la nota avvocatessa, che aveva fatto intendere
un po' di sarcasmo nei confronti della vittima.
Oddio, no!
Allora ci rimane solo un'altra strada...
Siete voi... che avete indotto questi sospetti,
quindi siete voi, inevitabilmente, gli autori del delitto.
Tutti e tre, cari ragazzi.
O, Gesù Maria!
Liguori, un bicchier d'acqua per lo Scordìa!
Scusi Capitano, visto che da quel che ho capito
questo sig. Saponaro era una persona infelice e sola...
...non è possibile che si sia suicidato?
E' vero, cara ragazza, molto probabile.
Grazie.
E dopo morto, si è buttato nel fiume.
Sapete che vi dico:
a questo punto, convochiamo anche il Maestro Fellini!
Almeno per offrire la sua testimonianza di quell'incontro.
Eh... pensate come sono contenti i giornali, le televisioni...
Tutto il cinema italiano è convocato al Comando dei Carabinieri.
Li mettiamo sotto torchio!
Alla fine qualcuno parlerà! Eh? Ci divertiamo!
Francamente Capitano, lo eviterei.
Prendiamo le impronte digitali dal corpo della vittima,
le confrontiamo e risolviamo. Che dite?
Pensa davvero di fare questo, Capitano?
Vabbè basta, basta... un po' di serietà!
Voi volete fare le trame, volete scrivere i film, volete fare il cinema,
e non avete capito niente della vostra storia.
- Medolesi, l'avete preso? - E' di là col maresciallo Palmieri.
Ma vi pare che l'autore di un omicidio
nasconda la propria foto nella tasca alla vittima?
Cioè, volete fare gli sceneggiatori e non sapete fare gli spettatori.
E' bellissimo fare gli spettatori, eh?
Guardare, cercare di capire, appassionarsi alle persone.
Perché voi le guardate le persone, vero?
Brutto stronzo assassino, guardami in faccia!
Guardami in faccia, se hai coraggio!
Calma, piano!
Dobbiamo essere composti, per piacere!
Fuori ci sono i giornalisti.
E quindi ricapitoliamo al Capitano.
Il Saponaro l'ha chiamata e lei si è recato sul posto.
Mi sono fatto di nuovo pigliare per il culo, scusi.
Scusi il termine.
Ma... mi ha detto che aveva l'assegno per quelli.
- Per certi che conoscevo io. - Usurai?
Certi che conosco, ai quali avevo dato la mia parola per lui.
Solo che questa volta l'assegno non ce l'aveva?
Aveva bisogno di me perché non sa guidare la macchina sua.
- Non c'ho visto più. - E che cosa è successo?
- Gli ho sputato. - Sputato... e poi?
E dopo basta.
Capitano, glielo giuro non l'ho ammazzato io.
Almeno credo... io non lo so che cazzo è successo! Scusi.
- Mi hai sputato? - Sì!
Mortacci tua!
Non l'avevo mai visto così menava..
Come si mena ai ragazzini.
Più delle botte, mi faceva male vederlo così disperato.
Che c'hai?
Ho pensato... lo porto al Fatebenefratelli.
Poi però mi sono reso conto che...
...non respirava più... che era freddo, bianco...
...gli occhi rovesciati...
Che ce lo porto a fare al Fatebenefratelli...
Allora ho pensato: "Oddio... l'ho ammazzato io?"
"E' morto per le botte che m'ha dato?"
Mi daranno l'ergastolo, la pena di morte?
Allora... ho perso la testa.
Avete capito che non si è trattato di omicidio?
Saponaro lo ha ucciso l'enorme pena che gli ha dato la sua vita,
per molti aspetti gloriosa.
E allora diciamo che l'ha ammazzato sua moglie,
i creditori, i funzionari televisivi,
Giusy, la politica, il cinema italiano.
L'avete ucciso anche un po' voi, no?
Il suo cuore non ce l'ha fatta!
Adesso noi dovremmo perseguire 'sto poveraccio
che ha fatto 'sta cavolata del tuffo nel Tevere.
Omissione di soccorso, occultamento di cadavere.
Nei libri gialli che vi piacciono tanto...
- Non li sopporto i gialli. - Non rompere sempre il cazzo!
...tutto procede sempre secondo una logica
che è quella dell'autore e nella vita no?
Nella vita le cose accadono... punto!
E' questo... quello che dovreste raccontare nei vostri film.
Ne sarete capaci, cari giovani aspiranti sceneggiatori?
Scusi, ma quindi noi adesso possiamo andare a casa?
Un momento Liguori?
Eh, senza dimenticare questo.
- E' la sua borsetta, vero? - Sì.
Ci siamo permessi di trattenere tutte quelle pasticchette,
bustine, goccette mi raccomando signorina!
Glielo dico come fossi papà
E allora non me lo dica, che mio padre lo odio!
Con permesso.
Arrivederla... cioè... vabbè!
- E' libero? - Sì, prego.
- Non vieni? - No, è che...
Pensavo che c'è la stazione qui dietro.
Se corro faccio in tempo, perché c'è il rapido delle 6:05.
Aspetta, che giorno è oggi? Martedì 3, mercoledì 4...
Ecco, venerdì 6 ho un colloquio importantantissimo in facoltà.
Scusate ancora, ci terremo in contatto noi.
Eugenia?
Che facciamo, andiamo?
Sì scusi.
In piazza Lovatelli, per favore.
Meno male che almeno tu rimani.
Non ce la farei a restare sola dopo tutto 'sto casino.
Torno a casa con te, però... prendo Katia e vado via.
- Come via? - Ma sì, basta.
Devo tornare a Piombino.
Io ho un figlio, una ragazza che mi ama.
Sto perdendo tempo qui.
Il cinema... ma che c'entro io?
Dallo te a Ennio.
E' la puntata in cui Sara rimane incinta.
Ti darà 500.000 lire.. se me le mandi sono contento, sennò amen.
Le dai in beneficienza.
Katia sarà contenta di tornare a casa!
Mi lasciate di nuovo da sola.
L' "Alba" vinse il Grand Prix a Cannes,
ma forse meritava la Palma,
che invece mi hanno dato per "La Chiusura".
Succede sempre così, Franco, anche a Sanremo, no?
La canzone più bella non vince mai,
fanno sempre vincere il cantante l'anno dopo.
Molto, molto vero.
Guarda, qui ho girato la scena con Lea.
Ho aspettato questa luce, a quest'ora.
E vedi il gioco misterioso di luci ed ombre?
E attenta.
Wow!
Non sei solo un maestro, sei un mago. Sei magico!
Ma tu chi sei, a chi vuoi bene?
Io? A chi non me ne vuole!
Vedi lassù è casa mia... vuota, sola, triste.
Andiamoci.
Va bene, andiamo.
Grazie.
Di quei giorni romani, ho solo dei ricordi confusi,
un po' assurdi, non sono sicuro se li ho solo sognati!
Come la sceneggiatura che avevo scritto, è stata un'esperienza onirica.
Mi sono rimasti dentro certi concetti, precetti...
...che adesso uso anche con i miei studenti qui.
Per esempio che tra le cose da raccontare,
la più importante di tutte è il tempo, inesorabile, che passa.
Scusate, ma Caterina non è contenta se parlo di quell'estate.
Però ci terrei a specificare che nel 2006 mi ha chiamato la Fondazione Fellini
per restituirmi l'assegno, non era stato mai incassato.
L'ho incorniciato, eccolo qui.
25 milioni delle vecchie lire.
Mi è dispiaciuto che il Maestro non l'abbia mai adoperato.
In tutti questi anni mi è piaciuto tanto raccontare
che Fellini mi doveva dei soldi.
Antonino, che fate venite?
Veniamo subito.
Credo che sia pronto uno snack.
Il lavoro qui mi piace molto, e ho preso anche la stella, eh?
A volte capita anche qualcuno del cinema.
Ma preferisco non averci niente a che fare.
Ci mando Lucianino e gli altri ragazzi a servirli ai tavoli.
Tutti e cinque i miei figli lavorano qui con me al ristorante.
Anni fa Lucianino mi chiama e mi dice: "Guarda babbo, c'è mamma!"
Una commossa clamorosa standing ovation,
ha salutato ieri sera, a Venezia,
la cerimonia della consegna del Leone d'Oro alla carriera
al regista Franco Pontani.
Accompagnato dalla sua inseparabile compagna Katia.
Ci siamo scritti con Antonino anni fa, ormai.
Eugenia, mai più sentita, mi sono domandato
se almeno lei avesse fatto il cinema, ma
Ah... maremma! Incidente stradale?
Sì, sono la figlia, Eugenia Malaspina era mia madre, ma che volete?
Non le ha mai raccontato nulla di quell'estate del 1990?
No, mamma non mi ha mai raccontato niente di preciso.
Neanche dei suoi amici del premio Solinas?
Chi? Luciano e Antonino?
No, li ha nominati qualche volta.
Diceva che erano stati giorni bellissimi.
Senta, io parlare di mia madre così... veramente
Vieni.. vieni qua.
Solo una cosa ripeteva sempre,
che credo le avesse detto uno di quegli sceneggiatori
del grande cinema italiano che aveva conosciuto.
Che bisognava guardare fuori dalla finestra, sempre.
Cosa volesse dire boh!
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