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Original subtitles

Un secondo per favore.

- Chi c'è oggi? Degli attori? - Capitan Random.

Hai presente l'omicidio a Dorset l'anno scorso?

Ah, sì. Si sposa di nuovo?

Sì, è lui, Cath. Me l'ha detto quello lì.

È Capitan Random. Sparò alla moglie.

Chiudi la bocca, Winnie. Se l'è cavata, no?

Solo perché non c'erano prove.

- Signora, una domanda. - Deve proprio?

Faceva la modella nel West End prima delle nozze?

- Sì, ma ora ho smesso, ovviamente. - Andatevene, avete le vostre fotografie.

Ci interessa questa moglie, vista la sorte della prima.

Cosa vuole insinuare?

- Vivrete alla fattoria Random End? - Non rispondo.

- Lo conosceva già al processo? - Non rispondere.

- Conosceva la prima moglie? - Andiamo.

Un attimo, signor Random.

- Bentornati. - Ciao, Ann.

- Lei è Harriet. - Piacere di conoscerti.

James ti ha detto che abito praticamente qui accanto?

Sì, per strada le ho indicato il tuo cottage.

Mi ha parlato molto di te.

- Sarete stanchi. - Sì, un po'. L'aeroporto non è vicino.

Ho richiesto la cena alle 20:30, ok?

Perfetto. Molto gentile da parte tua occuparti di tutto.

Mostra la camera ad Harriet. Io parcheggio e prendo gli altri bagagli.

Ecco qua.

Grazie.

È bellissima.

Era la stanza degli ospiti. L'ho preparata per te.

Loro… Lui prima usava le stanze sull'altro lato della casa.

Sì, capisco.

Ne puoi parlare. Non sono mica in imbarazzo.

Sicura?

Non vorrei sembrare inopportuna, ma sappi che so che questa è casa vostra.

Solo perché sono venuta…

Beh, so che vostra madre vi ha lasciato la casa.

Me l'ha raccontato.

Sei molto gentile, ma sto bene al cottage. Non si può dividere una fattoria.

Dopo incontrerai un vicino.

Cyril Sully, il veterinario.

Viene a visitare una cavalla.

James mi ha parlato anche di lui.

Vi fermate per cena?

Non vorrete ospiti la prima sera.

Restate, per favore.

Sei molto gentile.

A James non dispiacerà?

Sicuramente no.

Ok, chiamo Cyril. Ti lascio a disfare le valigie.

Va bene.

Vuoi venire o no a cena?

È stata lei a chiederlo.

Perfetto.

No, non elegante. Non essere sciocco.

In realtà è molto gentile e carina.

Sul serio?

Puoi andare alle stalle dopo cena.

Ok.

Cercavo il bagno.

- È di là, vicino alla tua camera. - Grazie.

È triste, vero?

- Una camera per bambini vuota è triste. - Sì.

È ancora dai nonni, giusto?

Sì, da quando…

Da quando è morta Eva.

James l'ha mandata via.

- Non ho mai visto Maggie. - No?

Ha compiuto 16 anni.

È una ragazza strana.

È un'artista. Disegna piuttosto bene.

Sei molto coraggiosa a venire qui con James.

Non mi spaventano le dicerie.

È un buon inizio.

Almeno, curando i cavalli, i pazienti non possono farmi causa.

Non avrai bevuto abbastanza?

Non usare quella voce con me.

Ti prendi cura dei cuccioli di Ann?

- Vorrei vederli. - Te li mostrerò.

- Li vendi? - Esatto.

Non potrei permettermi il cottage senza l'allevamento. È redditizio.

Forse un giorno tua cognata accetterà di sposare un veterinario.

- Se vuoi visitare la cavalla, non credi? - Ok, James, ricevuto.

Arrivo subito.

Ho un po' freddo. Andrò a prendere uno scialle.

Mi ha chiesto di Maggie.

Cosa voleva sapere?

Perché non può tornare a casa?

Ann, non voglio tornare sull'argomento.

Allora poteva essere un male necessario,

ma ora è davvero disumano.

Mandarla dalla nonna è stata l'unica scelta possibile.

In realtà non volevi vederla.

È meglio che stia con chi le vuole bene.

Lei ti adorava e si fidava di te e tu l'hai esclusa dalla tua vita.

L'hai allontanata solo perché ti ricordava sua madre.

È questo che pensano i vicini?

"Non c'erano prove, e ora non vuole vedere la figlia!

È uguale alla madre. Sarebbe come vivere con una morta."

Perché odi così tanto gli altri?

Non provi amore, non ti fidi?

Oh, Harriet.

Scusami, cara.

Vado a vedere come se la cava Cyril,

poi passo a trovare la sig.ra Banks, che è stata male.

- Fai presto, caro. - Ma certo.

Peggiora solo la sua situazione. Gli piace il dolore.

Anzi, lo cerca.

E non capisci perché?

- È stato infelice così a lungo. - Non stavo pensando a lui, ma a Maggie.

Sua madre l'ha cresciuta tra complimenti e rimproveri.

Per lei, James era una certezza. Ecco perché non lo perdono.

- Immagino abbia avuto le sue ragioni. - Immagino di sì.

Ecco Cyril, devo andare.

James tornerà tra poco. Il cottage è vicino.

- Spero ti troverai bene. Buonanotte. - Buonanotte.

- Tu chi sei? - Maggie.

Mi hai spaventata.

Mi scusi, avevo fame.

Ho preso pane e marmellata. Spero non le dispiaccia.

È la mia nuova matrigna?

Sì, ma tu chiamami Harriet.

Grazie, Harriet.

- Odio non sapere il nome delle persone. - Perché non sei dai nonni?

Sono scappata.

Non rimandarmici!

- Saranno spaventati a morte. - Ho lasciato un messaggio.

Ok, ma devo chiamarli per dire loro che sei qui.

C'era papà sul vialetto. Mi sono nascosta. Avevo paura mi cacciasse di nuovo.

Immagino si arrabbierà molto e non ha tutti i torti.

- Che seccatura! - Che succede?

- Non c'è luce in corridoio. - Io vedo al buio come i gatti.

Tanto il cavo è lungo.

Lo porto dove si vede.

- Faccio io? - Sì, per favore.

West Branley, 241, per favore.

Meglio se ci pensi tu.

Salve, sono la sig.ra Random. C'è il sig. Tenby?

A dormire? Capisco.

No, non li disturbi.

Dica loro che la signorina Maggie è a casa.

Sì, qui a Random End.

No, non c'è niente di cui preoccuparsi.

Sì.

La ringrazio. Buonanotte.

Convinci papà a farmi restare. Chiediglielo, lo farà.

Aiuterò in casa e alla fattoria. Non rimandatemi là.

- Maggie. - Odio non vivere a casa.

- Credi che ti piacerò? - Ma certo.

- Allora sei dalla mia parte. - Certo che sì.

Saresti dovuta venire domani col pullman piuttosto che introdurti così.

Lo so, mi dispiace. Mi sono fatta prendere.

Ma cosa ti aspettavi? Sai, non sono molto sveglia.

- Stupidaggini! - E invece è vero.

- Vado dallo strizzacervelli. - Dove?

Da uno psichiatra.

Non ci sono mai stata.

È come un gioco, ma non devi mai far capire cosa pensi davvero.

Dai, andiamo a trovare un posto dove farti dormire.

- Maggie! - Ciao, papà.

Cosa ci fai qui?

Beh, ormai è qui, James. Sarà meglio che rimanga, no?

Ne parliamo domani.

- Buongiorno. - 'Giorno.

- Lei deve essere la sig.ra Evans. - Esatto.

La sig.na Ann le avrà detto dove sono le cose.

Ho alcune uova e del pollame nel caseificio.

- Devo buttarle? - No.

Dovrei aiutarla in qualche modo?

Potrebbe occuparsi del pollame, ma nessuno si è mai lamentato.

- E non mi dispiace il lavoro duro. - Oh, capisco.

Forse non è il lavoro per me.

Buongiorno a tutte e due. Ho incrociato il postino.

- Posso aiutarvi? - James è da qualche parte nella fattoria.

E Maggie?

- Quindi lo hai saputo? - Sì.

Sta ancora dormendo.

Stamattina James non ha detto niente. Sembra alquanto preoccupato.

Non è più come quando stavamo a Londra, però inizio a sentirmi a casa.

VATTENE. NON TI VOGLIAMO.

- Che succede? - Cosa?

Niente.

Perché non lasci che si chiariscano tra loro?

- Vieni a vedere i cuccioli al cottage. - Grazie, ma preferisco rimanere.

Ok. Volevo solo chiedertelo.

Vado via, la mia presenza peggiora solo le cose.

Posso chiedere delle uova alla sig.ra Evans?

- Sì, prendine quante vuoi. - Grazie. Molto gentile.

- Ciao. - Buongiorno, Harriet.

Ricorda che sei dalla mia parte. Non aver paura di papà.

Ok. Pensavo di andare un'occhiata in giro.

- Vieni con me? - Sì.

Grazie.

Quella chi è?

È Jean. Lavora nella fattoria. Vieni, te la presento.

- Ciao, Jean. - Maggie!

Lei è la mia nuova matrigna.

- Come va? - Non la stringo, sono sporca.

- Quando sei tornata? - Ieri sera. Stavolta resto.

Bene. Scusatemi, ho molto da fare.

Ma certo.

Ciao, papà.

Vattene. Dobbiamo parlare in privato.

Non puoi cacciarmi di nuovo, Harriet ha detto che posso restare.

- Non ho mai… - Se mi cacci, mi uccido!

- Mi butto dalla finestra! - Va' dentro.

- Papà… - Vai in camera tua.

James!

James.

Perché la tratti così?

Sapeva che saremmo arrivati ieri sera. Era solo curiosa.

- Harriet, ora non posso proprio parlarne. - Che problema c'è se rimane?

Non posso spiegartelo. Ti devi fidare.

Fidati quando ti dico che non le farebbe bene restare.

Le vado a parlare.

No.

Lascia fare a me.

Oh, mi dispiace.

- Hai avvertito il sig. Random? - Sì.

- Prego, entra pure. - Grazie.

È al piano di sopra. Tornerà immediatamente.

Posso aiutarti? Anche se non so molto di agricoltura.

Volevo chiedergli di prestarmi l'auto.

- Posso già dirti io di sì. - Molto gentile da parte tua.

Io non la posseggo e a mia madre serve il dentista.

- Capisco. - È molto curiosa di conoscerti.

Mi piacerebbe incontrarla. Potresti portarla qui per il tè.

- Le mostrerò la casa e il giardino. - Li conosce. Vorrebbe conoscere te.

Prendi l'auto. Lo dirò io a mio marito.

Grazie.

Allora?

È tutto ok. Le ho detto che può restare.

Va' da lei. Ti vuole parlare.

Ti prego, non arrabbiarti.

- Non sono arrabbiata, io? - Scusa.

Non resto perché ho mentito riguardo la tua promessa.

- Non è quello. - Perché?

Gli ho detto un'altra cosa.

- Ho promesso di non dirtelo. - Non farlo.

- Ma non vorresti saperlo? - Non se è personale.

Voglio dirtelo. Mi sentirei meglio se te lo dicessi.

Allora dovrai soffrire. Devi imparare a mantenere le promesse.

Sembrava un rimprovero, ma te lo sei meritato.

- Cosa disegni? - Cavoli miei.

Non tenere il broncio. Non volevo impicciarmi, ero curiosa.

Tu sei gentile con me, vero?

Scusami.

Guardalo pure se vuoi.

Sei arrabbiata?

Certo che no.

Dai, andiamo a pranzo.

Vai pure. Io non mangio.

Harriet. Hai chiesto delle verdure.

- Queste sono per il fine settimana. - Grazie.

- Stamattina ti metto alla prova. - Sì?

Ho parlato con mia madre.

- Viene per un caffè. - Bene.

Non si faccia annoiare. È una snob e una pettegola?

Jean, come osi parlarne così?

Non dovresti pensarle certe cose su tua madre.

Queste le porto dentro.

Beh, mi scuso per Maggie.

Non devi, la conosco da quando è piccola.

È migliorata molto da quando sei qui.

Tra l'altro, so che odiava sua madre.

A proposito, posso usare l'auto per andare a prendere mia madre?

- Ma certo. - Grazie.

- Ciao. Lo zio sta chiedendo la tua mano? - Di nuovo tu, mostriciattolo!

Parlerò con James, perché ha dei problemi coi maiali.

- Sta mettendo il latte in frigo. - Ok, andrò a parlargli.

- C'è la signora Evans? - No, è in paese.

Volevo sapere se posso avere altre uova.

Vado io. Hai un cestino?

- In macchina. - Quante?

Una dozzina.

- Portane due. - Ok.

- Sicura di poterlo fare? - Certo.

- Devi scusare Maggie. - In un certo senso sono contenta.

È bello rivederla impertinente e felice.

E ora mi sta prendendo le uova.

- Credo sia il suo modo di scusarsi. - Sei brava con lei.

Ultimamente è così carina, anche se ha il maglione alla rovescia.

- Vorrei andasse d'accordo con James. - La tratta male?

No. Parlano a malapena.

Maggie non sembra farci caso.

Vive in un mondo tutto suo.

- Di solito sono così? - Chi?

Non importa. Non so molto di bambini.

Resta per il caffè. Aiutami con la sig.ra Dennison.

Va bene. La sig.ra Dennison è davvero una piaga,

ma non potrà dire niente di male su di te.

Non preoccuparti. Mi comporterò bene.

Sa, signora Random,

tutti non vedono l'ora di conoscerla.

Teniamo tutti molto a suo marito e ha passato dei momenti orrendi.

All'epoca,

nessuno osò dirgli niente. Nessuno!

Posso avere altro caffè?

Ora siamo così felici per lui.

Dopo tanti anni di infelicità, sposare una ragazza adorabile come te

deve essere come vivere in un altro mondo.

Forse sono un'impicciona e non vuole parlarne,

ma sono certa che lei sia una persona che preferisce parlare apertamente.

Io non ho tempo di perdermi in chiacchiere.

Hai detto "chiacchiere"? Questa è bella!

Trovo sbagliato non parlare di quanto successo.

Esatto, mia cara.

Fu un'incidente. Lo disse Jean all'epoca. Non è così?

Ho sempre odiato le armi, in particolare i fucili.

Può partire un colpo al momento sbagliato.

Ciò che intendevo, sig.ra, è che siamo tutti dalla sua parte.

L'intero paese lo è.

La ammiriamo molto.

Si ricordi che può contare su di me.

La ringrazio. Altro caffè?

Sì, grazie.

Pensavo di evitare un viaggio a Jean e di riaccompagnarla in paese.

Tranquilla, è tutto sistemato.

È molto gentile da parte di Ann e io non ho tempo.

Cara, non mi sognerei mai di portarti via dal tuo amabile letame

o qualunque cosa sia.

Verrà Archie. Resterà per il weekend.

Sta venendo qui?

Signora Dennison!

È mio figlio.

Harriet non lo sa.

Tranquilla, me lo ha detto James. Era l'altro uomo coinvolto nel caso.

Eva lo aveva ingannato. Non si può biasimarlo.

- Era un bambino. - Non è questo il punto!

- Non può venire. - Se ci mettessimo una pietra sopra?

È ora di andare a casa. Magari lo fermiamo prima che del vialetto.

Vi prego, non litigate per me.

- Io vorrei incontrarlo. - Non è per te.

- È per ciò che dirà James. - Forse è meglio andare.

Grazie del caffè, sig.ra Random. Sono felice di aver parlato con lei.

Jean, accompagnala tu.

- Prendi l'auto. - Grazie.

Venga pure da me per il tè.

Allora arrivederci, signora Random.

Che donna!

Mi dispiace. L'ho sempre presa in giro, ma è davvero un mostro.

L'ho chiesto a Jean così pranziamo insieme.

Vorrei, ma ho chiesto a Cyril la stessa cosa.

Va bene, Cyril è già qua. Restate.

No, meglio di no. Per via di James.

Non gli farebbe piacere. È molto freddo con Cyril.

Non si direbbe che sono cresciuti come fratelli.

- Ma sicuramente? - No, meglio di no.

Ann?

Ecco, prendi del pollo. Visto che non restate, mangiatelo a casa.

Harriet, che bel pensiero. Grazie.

Non preoccuparti della signora Dennison. È una vecchia stupida e maligna.

Ann?

C'era qualcosa tra Archie ed Eva?

Sì, c'era.

Bazzicava sempre qua mentre era in vacanza.

Era solo un ragazzo.

Piuttosto affascinante e diretto.

Non ho mai sospettato niente, ma sembra fosse noto a tutti.

Era qui il pomeriggio che Eva morì.

James ha ammesso di averlo visto.

Immagino che James lo sapesse.

O forse l'aveva appena scoperto.

Comunque vedere Archie qui quel pomeriggio?

deve essere stata l'ultima goccia.

In che senso?

Sarà bene che tu lo sappia?

Cosa vuoi dirmi?

James è sempre stato una persona molto retta e sincera.

Da piccola, credevo fosse uno stronzo. Si impone standard molto alti.

È onesto.

Quando è finita con Eva,

deve essersi sentito peggio

di chiunque altro.

Non pensavo che fosse capace di una cosa simile.

Ma l'ha fatto.

- Le ha sparato. - È stato assolto!

Non sai fin dove lo ha spinto.

No, non è vero.

Non dovevo dirtelo.

Non hai prove!

- Cyril dice che è sicuro. - Come?

Non lo so.

Ma temo che ne sia certo.

E ora mi odi per avertelo detto.

Io ho odiato Cyril quando me lo ha detto.

Ha reso tutto più semplice.

Come puoi aspettarti che creda a questa bugia?

Se fosse stato colpevole, Cyril ci avrebbe guadagnato.

Voleva sposarti per avere la fattoria. Ecco perché.

È così, vero?

Non lo sposi perché sai che ha mentito su James!

E sai perché ha mentito!

Salve.

Sono venuto a prendere mia madre.

Immagino che lei sia la nuova sig.ra Random.

Deve esserlo. Non è una dipendente.

Mia sorella Jean mi ha parlato di lei.

Bene.

James le sa scegliere bene.

Come osa presentarsi?

Vedo che mi conosce, sig.ra Random.

- Sua madre se n'è andata. - Lo so, l'ho vista.

Perché è qui?

Per curiosità.

D'altra parte, conoscevo molto bene la prima moglie.

Sa che sono la pecora nera della famiglia?

Ogni generazione di Dennison produce una pecora nera.

Ecco perché la fattoria non è più nostra. Una volta lo era. Lo sapeva?

No, non lo sapevo.

Vuole dirmi altro?

Sì.

Se ne vada velocemente da qui

e non creda a mia madre.

Non è stato un incidente e nemmeno un suicidio.

Qualcuno ha sparato a Eva.

Vada via prima che capiti anche a lei.

- Sta insinuando che mio marito? - Io non insinuo niente.

Non ho detto chi è stato.

Non so chi sia stato.

Però è morta.

- È meglio che se ne vada. - Va bene.

Arrivederci, signora.

Ti avevo detto di non tornare più.

Sono solo venuto a trovare la tua nuova moglie.

- Vattene. - Perché? Temi di perdere anche lei?

Bel marito che si è trovata.

Perché non te ne vai?

Scusa, cara, ma non ti preoccupare.

Siamo nei guai. Devo avvertire la polizia.

La polizia?

Non vuole chiamarli per il pugno.

I maiali sono malati. Dovranno essere abbattuti.

Però ne restano molti.

Mi hai sentito?

Ann non ti aspetta per pranzo?

Papà, ti prego, fammelo dire a Harriet.

Ti proibisco di dirlo a qualcuno, capito?

Non voglio dirle tutto, ma almeno parlarne.

Lei mi piace. È tua moglie e tu la ami?

Non dirlo a nessuno, neanche a lei.

Pronto. Polizia? Sono James Random.

Vorrei qualcuno che faccia da testimone per un abbattimento.

Sì, di alcuni maiali,

che hanno la peste suina.

Vai a finire la tua traduzione.

Cosa?

No, l'agente Earn va bene.

Benissimo. Intorno alle 15:30.

Bene. Arrivederci.

Il sergente ha avuto molti riguardi.

Come se ce l'avessi con l'agente Earn.

Lui non voleva arrestarmi.

James, oggi ho sentito molto parlare della morte di Eva.

Puoi raccontarmi qualcosa?

Perché rivangare il passato?

- Ti prego. - Può portare solo infelicità.

Non può essere peggio che tenerselo dentro.

Cosa vuoi che faccia?

Vuoi che ne parli male da morta?

Perché non ti fidi?

Sembra facile, vero?

- Beh, non lo è? - Sì.

- Ma preferirei sapere. - No.

- Prima di pranzo controllo i maiali. - Il pranzo! Che pessima donna di casa.

- Non mi sono ancora lamentato. - Lo farai.

Ho dato il pranzo a tua sorella. Mangeremo prosciutto in scatola.

I cervelli sono come radio,

pieni di piccole valvole e cavi.

Si mandano dei messaggi, che non possiamo sentire con le orecchie.

Li sentiamo con la testa.

Ma, proprio come le radio, riceviamo delle interferenze.

Un orrendo crepitio dietro gli occhi.

E non riusciamo a capire.

Basta con queste stupidaggini, mangia.

Non lo sono. Me lo ha detto la mamma.

Finisci e poi vai in camera.

Cercava solo di fare conversazione.

E poi, era un'idea piuttosto precisa.

Quella ragazza ha troppa fantasia.

Sa solo inventarsi cose.

Non è una bugiarda.

Credi praticamente a chiunque tranne che a me, vero?

Non mi racconti niente.

Non ho molto a cui credere.

- Lavo io queste cose. - Grazie.

Io metto a posto.

Dov'è Maggie? Dovrebbe aiutarti.

Immagino sia in camera.

Harriet.

Cosa c'è, Maggie?

Sai? Credo che papà mi odi.

Che stupidaggine.

A volte è severo, ma lo fa per il tuo bene.

Ora sono infelice qui. Molto infelice.

Non credevo lo sarei stata.

- Vuoi tornare dai nonni per un po'? - No, per favore no.

Devo rimanere qui.

- Perché? - Non posso dirtelo.

Rientra in ciò che non posso dire.

Ascolta, Maggie,

scusa se prima ti ho rimproverata.

No, avevi ragione.

Alcune promesse vanno infrante.

Forse dovresti dirmelo.

No, non posso.

Ma non per la promessa.

È una cosa orribile. Non posso dirtela.

Cosa stavi disegnando?

Non vuoi mostrarmelo?

Dai, Maggie, per favore.

Forza.

Sparano ai maiali. Non è un peccato?

È vero, me l'ero dimenticato.

C'eri anche tu e hai visto tutto, vero?

Altrimenti perché questi disegni?

- Rispondimi! - No, non posso.

Signora Evans?

- Maggie era qui il giorno dell'omicidio? - No.

La madre l'aveva mandata dai Bladen, a prendere uova d'anatra per la covata.

- È sicura che non abbia visto nulla? - Abbastanza sì.

Sono sei km a piedi,

ed è arrivata in orario.

Me l'ha detto Mavis,

che era lì a chiedere se Maggie poteva restare per la notte.

Questo posto non era adatto.

Non con il corpo di Eva alle stalle.

Scusatemi.

Sono venuta a prendere le birre per gli uomini.

Dove li mettono? Al Seven Acre?

Sì, metà sono già morti.

Le porterò io. Credo tu voglia tornare lì.

Sì. Volevo chiederglielo, ma sembra un po' stanca.

Non ho nessun problema, sono solo un po' pigra.

- Vado. - Grazie.

Sai, quando è arrivata, credevo fosse una che se ne frega gli altri.

Sembra gentile.

Prima credevo fosse stata lei a portarlo qui, ma ora non più.

Non dovresti incolpare nessuno. Ormai sono qui.

Dovremmo esserne felici.

Vattene da qui. Tu porta le birre al Seven Acre.

Ok.

Fossi in te, farei le valigie e tornerei a Londra.

È stato un incidente.

- Strano. Qualcun altro ha detto? - Cosa?

- Niente. - Va' via prima che ne capitino altri.

Ne capitavano tanti anche alla prima moglie.

Era spaventata a morte.

Vieni, vai a stenderti un attimo.

Andiamo di sopra.

Non mi sorprende che stia tremando. Sarà lo shock.

Ora mi sento bene.

Maggie, per favore, vai a prepararti.

- È quasi ora di cena. - Ok.

Ma cosa vai a pensare? Certo che è stato un incidente.

Speriamo sia così.

L'aratro mi sembrava in una strana posizione.

Chi credi ce l'abbia messo?

È colpa dello shock.

Però è difficile da spiegare.

- Gli uomini non sarebbero così sbadati. - E allora chi?

Nessuno che sappia di agricoltura lo lascerebbe in quel modo.

Vado al caseificio. Devo impacchettare tante uova.

Grazie per lo Sherry.

Non darle retta.

Anche gli agricoltori sono sbadati.

È stato un incidente.

Harriet?

Mi scuso per quanto successo stamattina. Scusami.

E a me dispiace per ciò che ho detto su Cyril.

Da parte mia era solo una ripicca.

Cyril è molto gentile.

Sai che vuole sposarmi.

Certo che lo sai. Lo sanno tutti.

Volevo chiederti: secondo te dovrei?

- Ann, io? - Scusa, è una domanda stupida.

È solo che?

Mi piacerebbe sposarmi.

C'è come una nube su questo posto.

Eh, vabbè.

Vado a controllare la cena.

Harriet!

Harriet!

Harriet!

Sto arrivando.

James, dove sei?

Harriet! Dove sei?

- Accendi le luci, svelto. - Cos'è successo?

- Stai bene? - Accendi le luci!

Sarà saltato il fusibile.

- L'interruttore principale era spento. - Harriet!

Ho perso l'equilibrio e sono caduta.

- Ti sei fatta male? - No, sto bene.

- Possiamo portarti del brandy? - No, grazie.

- Forse è meglio se andate a casa. - Sì, certo.

Buonanotte, Harriet. Rilassati. Fai fare qualcosa a Maggie.

- Ti do un passaggio. - Grazie.

Buonanotte.

James?

Non è stato un incidente.

- Qualcuno mi ha spinta. - No. Chi mai lo farebbe?

Perché mi stavi chiamando?

In realtà, non ricordo.

Importa davvero?

Vai a stenderti. Ti porto qualcosa.

Oh, Maggie!

- Mi stavo cambiando. Cos'è successo? - È caduta dalle scale. È un po' scossa.

A proposito,

ce l'ho da quando è venuto il postino.

SE NON TE NE VAI TI UCCIDERÀ

James! Vieni un attimo.

Che succede?

Hai visto un fantasma?

Io non mi sento bene.

Chiama il dottore.

Hai solo bisogno di riposarti.

Chiama il dottore, non chiedo altro.

Chiami il 4043, per favore.

Lo hai perso sulle scale.

Riposa, bevi qualcosa di caldo e prendi un'aspirina.

- Il dottore verrà domani. - Non già stasera? Ne ho bisogno ora!

Scusami, sono un po' isterica.

Ora ascoltami, cara?

perché hai tanta paura di me?

Scusa, non so cos'ho che non va.

Cerca di rilassarti.

Non ha la febbre. Non c'è niente di cui preoccuparsi.

Le darò un ricostituente.

- Grazie, Maggie. - Lo porto di sopra.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Cara, vado a una vendita di bestiame.

Una cartolina di tua madre. Vuole venire nel weekend.

Non credevo le interessasse.

Non sarebbe meglio aspettare che faccia più caldo?

- Non vuoi che venga? - Certo che voglio.

Pensavo solo che fosse più saggio aspettare finché non starai meglio.

Voglio vederla ora.

Certo, cara. Non credevo significasse tanto per te.

Harriet, non sarebbe bene se vedessi un altro dottore?

Qualcuno che capisca come funziona la mente.

Cerchi di dirmi che sono pazza?

Certo che non lo sei.

Però sei un po' irrequieta, vero?

Ti sembra strano?

Voglio che mia madre venga a trovarmi.

Parli come se questa fosse una prigione e io il carceriere.

Buongiorno. C'è James?

No, è appena andato a una vendita di bestiame.

Peccato, volevo parlargli della giumenta.

Resta. Vuoi bere qualcosa? Voglio parlarti.

Con piacere.

Non hai idea di quanto sia odiato tuo marito,

da quando si è presentato con la seconda moglie, che sei tu.

Tanto che, mentre stavi male,

i paesani hanno iniziato a dire che James ti aveva fatta fuori.

Perché dicono certe cose?

Non conosci i paesani.

Eri qui quel pomeriggio?

Come fai a saperlo?

Non è venuto fuori al processo. Perché no?

Se vengono alla luce cose irrilevanti durante il processo,

a volte altri vengono feriti.

Cyril.

Hai visto James uccidere Eva?

- Perché? - Hai detto a tutti che è stato lui.

A tutti?

Ho detto ad Ann che lo ritenevo plausibile.

Non è così?

Se non ne eri certo, è stata una cosa tremenda da dire!

Perché eri qui?

Va bene, te lo dirò.

Ero sotto l'auto a sistemare il tubo di scappamento.

Non puoi aver visto niente.

Quando ho finito di sistemarlo,

Maggie è uscita.

Maggie?

Ascolta, voglio la verità.

Cosa ha detto quando ti ha visto?

A quanto ricordo,

le sue parole sono state:

"Zio, stai andando via?

Perché sono in ritardo per le uova."

Aveva un bossolo in mano

e un paio di jeans distrutti in grembo.

Continuava a borbottare tra sé e sé:

"Non volevo che morisse".

Mi chiese di fermarmi. Scese e nascose i jeans sotto un masso.

Le chiesi perché lo facesse, ma lei non rispose.

Le dissi: "Se fossi tua madre, ti sculaccerei."

E lei rispose:

"Non puoi parlarle. È morta."

E poi?

Credevo stesse solo facendo correre la fantasia.

Sembrava vero, così le feci altre domande.

Allora le sfuggì:

"Mamma è morta.

Le ha sparato papà."

Ma se eri così certo fosse stato lui,

perché non lo hai detto?

Avrebbe significato portare anche la bambina alla polizia.

E James,

era un brav'uomo.

Se l'ha uccisa?

Gli è andata bene!

Era maligna e arrogante.

Non voleva che Ann mi sposasse.

Sono solo un veterinario.

Scusami, Harriet.

Sarà meglio che vada.

Cyril?

Cosa dovrei fare?

James era una persona abbastanza felice prima di cadere nelle sue grinfie.

Ha avuto la sua dose di guai. Non impensierirlo ancora.

Anche se l'ha uccisa, è l'uomo che hai sposato.

Ora che lo sai, l'unica cosa diversa sei tu.

Povera Maggie.

Cosa deve aver passato.

Sarebbe più felice se il padre fosse messo a morte?

James!

- Cos'è successo? Un incidente? - Sto bene, niente di grave.

Lo hanno lapidato!

Perché devi essere teatrale?

- Dei teppisti hanno lanciato dei mattoni. - Pensano voglia ucciderti.

Hanno urlato: "Assassino!"

È stato orribile.

È rimasto lì fino al mio arrivo. Allora sono corsi via.

- Era meglio quando non c'eri! - Jean!

Che cosa assurda!

Se vorrà andarsene, andrò con lei.

Non ho paura. Lasciateli parlare.

È il posto sbagliato per entrambi.

Dai, Cyril, chiedilo. Perché portarla sulla scena del delitto?

- Non intendevo questo. - Invece sì. Credi che io l'abbia uccisa.

E anche tu lo credi, vero?

Così come gli altri.

Ok, sarà meglio che vada a lavarmi,

visto che ho le mani macchiate di sangue.

Credo sia gravemente ferito.

Non fisicamente.

Però ho chiamato comunque il dottore.

Grazie.

Peccato.

Non l'ha ancora capito, eh?

Cosa?

- Che ne sei innamorata. - Ma va'!

Hai una cotta per lui.

Solo perché lo ammiro e lo capisco più di te o di lei, non significa niente.

Una Dennison che dice ciò che prova a un contadino!

E ti dirò un'altra cosa, sig. Cyril Sully!

James non ha ucciso Eva!

Forse sono stato io. O magari tu.

Sai benissimo chi è stato. E lo sa anche James.

Non provarci neanche. Ti ho visto portarla via di nascosto,

con il bossolo e i vestiti sporchi di sangue.

Ero nel mio nascondiglio segreto.

Non lo è davvero,

è un posto nelle stalle.

Sparavo ai piccioni dal lucernario.

Non ho dato troppo peso all'altro colpo.

C'è sempre qualcuno che spara qui.

A volte spariamo ai colombacci e spaventiamo le cornacchie.

Devo continuare? Lo zio non avrebbe dovuto dirtelo.

Ti prego, preferisco sapere.

Dopo un po', ho sceso la scala e sono uscita nell'aia.

Non c'era nessuno.

Tranne?

- Tranne? - Tua madre.

Esatto.

È stato tremendo.

Mi sono inginocchiata,

macchiando i jeans di sangue.

Papà ha detto di buttarli via.

Ho alzato gli occhi e l'ho visto lì, accanto a me.

Era molto pallido.

Sembrava tremasse.

Ho visto la sua arma vicino al corpo di mamma,

insieme a un bossolo.

Lo hai preso tu quel bossolo, vero?

Sì.

Quel giorno, mamma era arrabbiata con me,

e io le ho detto: "Vorrei che fossi morta"!

Magari tua madre stava pulendo l'arma ed è partito un colpo.

A volte succede.

No.

Le hanno sparato alla nuca.

È stato papà.

Non l'ha fatto di proposito, ma è stato lui.

Continuava a dire:

"È colpa mia.

Sono colpevole."

Non farmi parlare ancora.

Scusami, Maggie,

ma la tua storia potrebbe averci aiutate entrambe.

Ora vai a lavarti la faccia.

Poi vieni ad aiutarmi in cucina.

Che succede?

Che cosa hai combinato, cara?

I tuoi preziosi profumi.

Si sono rotti.

- Non sono stata io. - No.

Certo che no. È stato un incidente.

Non preoccuparti. Ci penso io.

Va' di sotto e versati da bere.

Ma non sono stata io.

Non sono stata io!

Come sta, signora? Non benissimo, eh?

Non voglio disturbarla. Si riposi.

Devo parlare col dott. Cole.

Aspetti che finisca di misurarle la temperatura.

Si sentirà meglio dormendo un po'.

Ha un po' di alterazione. Capita quando si è turbati.

È un po' d'isteria.

La prego, mi ascolti.

È importante.

Non sono isterica.

La mia mente è lucida.

Ha avuto un problema con delle bottigliette rotte?

Non si rimproveri.

Non pensi al perché lo ha fatto, ma pensi a riprendersi,

così da occuparsi di suo marito.

Ha preso molte batoste.

Si deve occupare di lui.

Smetta di pensare a se stessa.

Ma sto per morire.

Ne sono sicura.

Non è vero, è solo turbata. Suo marito le ha dato un sonnifero.

Per questo si sente assonnata.

Adesso si riposi.

Deduco che starà bene.

È un po' isterica. È cosa normale.

Non si preoccupi.

Le ho dato delle pasticche.

- Eccole, così non andate in farmacia. - Grazie.

L'ho fatto volentieri.

Anche se il braccio è ferito, almeno non si preoccupa di sua moglie.

Non ho rotto io le bottigliette.

Non sono stata io.

Si riposi.

Al risveglio starà benissimo.

Sì. Può aggiungere anche dei sacchi di preparato di melassa?

Bene, la consegna è domani.

Arrivederci.

Allora, come ti senti?

Dov'è Maggie?

Rimarrà da Ann per qualche giorno.

Perché?

Pensavamo avessi bisogno di un po' di pace.

- Parli di me con Ann. - Ma, cara.

L'hai cacciata perché vuoi che resti sola!

Scusami, James.

Non avrei dovuto dirlo.

A proposito, tua madre rimarrà per una notte.

Va da tua cugina a Chester.

Poi tornerà qui e rimarrà quanto vorrai.

Perché proprio adesso?

Cosa credi?

Volevo farti felice.

Ok.

Vado alla riunione.

Questa sera tornerò tardi.

E porterò con me tua madre.

Ora che ne dici di farmi un sorriso una volta tanto?

Pronto?

Pronto? Operatore?

Mamma! Sei tu, mamma?

Non verrà.

Perché no? Cosa le hai fatto?

Ho aspettato il treno.

È arrivata in ritardo.

Abbiamo preso un caffè e l'ho accompagnata al treno per Chester.

Sembrava inutile interrompere il viaggio per una sola notte, con un tempo simile.

Tornerà domenica.

Non l'hai mai voluta.

Ho provato a chiamarti ma la linea non funzionava.

Lo sapevi! L'hai tagliata tu!

Non essere sciocca.

Che succede? Parlami.

Beh, ho provato a chiamare Ann,

ma il filo era tagliato.

Volevo compagnia per cena.

Non sarebbe venuta. C'è Maggie.

Non l'avessi cacciata, non sarei stata sola.

Perché questa mossa improvvisa?

Ho dovuto. Lei?

Non eri al sicuro.

Al sicuro?

Quindi è stata lei a tagliare il filo, anche se non era qui.

Ha anche ucciso la madre?

Sono spiacente di farti sapere che è andata esattamente così.

Infatti, l'ho vista io.

Dalla finestra.

Non credo volesse davvero sparare.

È stata un po' una bravata.

Non ne conosceva le conseguenze.

Perché dirmelo adesso?

Mi ha lasciata qui sola

e non posso farci niente.

Hai mandato via mia madre.

Le avrai detto che sono pazza.

Ormai hai convinto tutti, non è così?

Lo hai fatto anche con Eva?

È così?

Ormai sei convinta, non è vero?

Ti sei persuasa!

Va bene. Me ne vado.

E chiudi a chiave tutte le porte!

Non eri da Ann? Cosa ci fai qui?

Dovevo parlarti.

So com'è andata.

Sono sicura. Guarda!

Maggie, ne hai disegnati così tanti di questi.

Guarda la porta della stalla. Non vedi il profilo delle ombre?

C'era qualcun altro, Harriet,

e credo di sapere chi fosse.

Beh, dimmelo allora.

Non mi credi, vero?

- Dove vai? - Alle stalle. Ho un sacco di disegni là.

Alcuni fatti quel giorno.

TI AVEVO DETTO DI ANDARTENE

Chi c'è?

Maggie?

Non scherzare, tesoro.

Maggie? No!

Oh, James!

Sapevo di aver ragione!

Quando guardai fuori, pensai fosse Maggie.

Una volta alle stalle, era inginocchiata.

E io pensavo fosse stato lui.

Ma col tempo, mi sembrò sempre più improbabile

che fosse stata lei.

Quando è tornata, sono andato a parlarle.

Allora ho capito che non era stata lei.

Dovevamo solo scoprire l'assassino.

Siamo stati duri con te ma era l'unico modo.

Quindi Jean ha ucciso Eva

e poi ha provato a uccidere me.

Perché? Eri innamorata di te, James?

Dio mio, no! Non lo è mai stata,

ma voleva sposarmi per la fattoria.

È appartenuta ai Dennison per 500 anni e lei la rivoleva.

Ora siamo insieme, papà.

Ma certo, tesoro.

FINE

Sottotitoli: Arianna Martini

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