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( ANSIMA)
(con voce fioca) Mio padre... Mio padre...
(PREGANO IN TIBETANO)
- Chi sei? - Sono un novizio.
Un giorno sarò un lama, un monaco, consacrato alla dottrina del Budda.
- Come sono arrivato qui?
I miei fratelli ti hanno trovato semisepolto dalla neve.
ma il tuo karma non si era ancora compiuto.
- Il mio... karma?
Il viaggio della tua vita verso l'Unico è appena cominciato.
Dove sono gli altri? Dov'è mio padre?
- Non hai fatto che invocarlo. - Devo trovarlo, capisci?
È in salvo. Anche gli altri tuoi compagni. Hanno rischiato di morire per cercarti.
li hanno portati in salvo. - Sei sicuro?
(RINTOCCHI) Le senti queste campane?
a monastero. Non restiamo mai isolati.
(PREGANO IN TIBETANO)
È una preghiera. La diciamo ogni mattina perché tutti gli animali,
gli insetti che possono morire sotto i nostri piedi
possano rinascere a una vita superiore.
Comincio a ricordarmi ora. Ricordo la tua voce,
(SUONO DI C AMPANELLA) le campane...
Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me.
Non è noi, ma il Budda che devi ringraziare.
- E come devo fare?
sconfisse i demoni della superstizione e li fece suoi servi: i guardiani del Tibet.
viene sconfitto il peccato o la malattia,
diciamo: ''Dio è vittorioso''. Ula lo-ho.
- Ula lo-ho.
(PREGANO IN TIBETANO)
Questa sciarpa della felicità è il segno della nostra gioia di averti fra noi.
Si chiama kathak. Conservandola, conservi la benedizione di Dio su di te.
- Cosa stanno facendo? mettiamo in moto la dottrina del Budda.
in cui tutti vivono e muoiono per rinascere.
Ogni volta perdiamo un po' di imperfezioni, finché alla fine raggiungiamo il Nirvana.
- Nirvana?
le cose del mondo, che non durano.
Non c'è niente di vero: passioni, invidie, ambizioni sono solo illusioni.
(RINTOCCHI DI CAMPANA)
I tuoi compagni stanno venendo a raggiungerti.
(RINTOCCO DI CAMPANA)
Marco...
- Pensavamo di averti perso, ragazzo.
Che cos'è quest'abito?
(JACOPO RIDE)
fratello mio.
l'impero del vento, governato dai mongoli nomadi.
l'eterno viandante, ti accompagni.
pensare così di questo mondo fuggevole:
una stella all'alba, una bolla d'acqua nel fiume, un lampo nella nube d'estate,
una lampada vacillante, un fantasma, un sogno.
M ARCO: Il deserto del Gobi è tutto così?
- M ARCO: Che cos'è? di pista. Il prossimo pozzo è a ovest di qui.
(RUMORE DI CAVALLI AL GALOPPO)
(GRID A INDISTINTE E VERSI DI BESTIE)
Loro sono mio figlio e mio fratello.
- Benvenuti fra noi. Io sono Bektor Khan.
(GRIDA DI INCITAZIONE ALLE BESTIE)
(PREGHIERA IN MONGOLO)
è fatto? - È latte di cavalla fermentato.
(VERSO DI DISGUSTO) Oh, madre di Dio! Dov'è il buon vino di Venezia?
Siamo onorati e riconoscenti, Bektor Khan.
Ti preghiamo di accettare questo piccolo segno della nostra gratitudine.
(ride compiaciuto) Molto bello. Tu onori la mia povera ospitalità.
Un dono troppo prezioso, Polo. Ti ringrazio. Grazie. Dove siete diretti?
- A Shang-Du, la residenza estiva del grande khan Kublai.
Non più di quanto abbiamo già viaggiato quali suoi ambasciatori.
Sono tre volte onorato. Quando partirete vi darò una scorta fino a Shang-Du,
ma fino ad allora, vi prego, siate miei ospiti.
le tribù nomadi. Presto verrà qui da noi.
(VOCI E GRID A INDISTINTE)
(MUSIC AALLEGRA E RITM ATA)
(PARLA IN MONGOLO)
- Chi sono? Le figlie? - Le mogli più giovani di Bektor.
Sei piaciuto.
( ACCOMPAGNAMENTO DI PERCUSSIONI)
Vedi quello? È un giovane innamorato.
Deve stare seduto su una sella di fronte alla iurta della sua amata.
(I CAVALIERI GRID ANO IN CORO)
(CANTANO IN MONGOLO)
(CANTANO IN MONGOLO)
- Quanti anni hai? - 21 . - E quante mogli hai?
- Nessuna, non sono sposato. tua età, avevo già cinque mogli e dieci figli.
Nel nostro paese abbiamo usanze diverse.
al mondo abbia già il suo cavaliere.
(tutti) Kasar! Kasar! Kasar!
il nostro campione di lotta.
(INCITAZIONI IN MOMGOLO)
Due cavalli al vincitore. Cominciate!
(MUSIC A E GRID A)
Kasar! Kasar!
Kasar! Kasar!
Bravo, figlio mio! Bravo, figlio mio!
(in coro) Kasar, Kasar, Kasar!
Mio signore, hai detto che aspetti Caidu Khan. Quando arriverà?
Presto, molto presto. Viene a scegliere i nuovi cavalli.
Kasar!
- Kasar! - Marco! Marco!
(RIS ATE)
(VERSI DI STUPORE)
(tutti) Kasar! Kasar! Kasar!
(ESULTANZA DEL PUBBLICO)
- Bravo. Dove hai imparato a lottare così? - (affaticato) Nelle calli di Venezia.
Per finire, ringraziamo gli spiriti del cielo.
È venuto a scegliersi i cavalli.
(PERCUSSIONI)
( ACCOMPAGNAMENTO DI PERCUSSIONI)
- Questo è...
ma non molto.
Questo qui sembra piacerti di più. Dimmi perché.
Secondo te, questo cavallo è il più bello?
Paragonarlo agli altri è come paragonare... il sole a una candela.
Non è solo bello. Poi con questo petto, queste gambe forti,
sarà veloce come il vento e capace di galoppare tutto il giorno senza stancarsi.
- Hai occhi attenti. - Sei un uomo che impara presto.
Questi cavalli discendono dallo stallone del grande Gengis Khan.
È il potente simbolo di noi mongoli.
Ora che hai visto i nostri modi e le nostre usanze, cosa pensi di noi?
siano barbare, vero?
Sono dure, Caidu Khan. Ma probabilmente giuste per il tuo popolo.
Bene. Tu non hai paura, eh? Come un vero mongolo.
per i nostri cavalli, siamo selvaggi e liberi.
Se ci impongono delle frontiere, moriamo
ed è qualcosa che il grande Kublai sembra aver dimenticato.
Lui ci vuole ingabbiare nelle sue leggi!
Di' al grande Kublai che Caidu non accetterà mai i suoi ordini, mai!
Le nostre radici sono nel vento, non tra le mura delle città. Ricordaglielo!
Noi abbiamo conquistato il mondo a cavallo e stando a cavallo dobbiamo regnare!
Sì, anch'io ho pensato molto spesso che Marco lavorasse troppo di fantasia.
< Vi assicuro, fra Damiano, che ho lottato per tenerlo entro i limiti del plausibile.
di riportare alcune delle cose che mi disse
circa le curiose usanze delle popolazioni della regione di Kamul,
dove ''Sono molte città e castelli. Gli uomini là amano piacevoli divertimenti:
cantano e danzano, e suonano ogni sorta di complicati strumenti''.
all'evoluzione dei sentimenti.
''E se arrivano ospiti in visita, essi ordinano alle mogli di assisterli nelle loro necessità.
per due o tre giorni,
e le donne sono socievoli, belle... e arrendevoli''.
dove le donne portano venti paia di pantaloni
perché gli uomini amano vederle grasse.
Mi chiedo se dovrei conservare questa parte...
- No, no. Non è molto morale.
Siamo qui per esaminare fatti più importanti! Continuate.
''Lasciando la regione e cavalcando per tre giorni,
si trova una città chiamata Shang-Du, edificata per ordine del grande Kublai.
Il Khan ama passare la calda stagione estiva sulle verdi rive di un lago.
>Il grande Kublai ha decretato di costruire per lui una dimora sulla riva di un lago.
>E dovrà essere fatta con canne, ed ogni canna larga più di tre palmi.
>E sotto la sua cupola tutto è decorato con oro''.
- Che stanno facendo?
speciale di sasso che chiamano carbone.
Non ci crederanno mai a Venezia. Pietre che ardono...
Ci crederanno. (RIDONO)
- Ma non parla mai questa gente? i servitori che piacciono a tuo padre: muti.
solo se interrogati.
Ricordati di fare altrettanto davanti al Grande Khan.
possiamo tardare: siamo attesi in udienza.
< Ula lo-ho.
Ula lo-ho.
vittorioso''. L'ho imparato dai lama del Pamir.
- Chi è quel monaco? - Si chiama Phags Pa. È il capo degli archivi.
E di tutti qui è l'unico che non si augurava il nostro ritorno.
Stai dietro a noi.
Temevo che malattie o incidenti di guerra ve lo avessero impedito.
Entrambe le cose ci hanno fatto tardare, e anche dei disordini in Persia.
Per questo non avete portato i cento saggi preti cristiani richiesti?
Sua Santità il Papa era appena stato eletto, Grande Khan,
ma con i pieni poteri ne manderà dieci volte tanti.
le braccia e il cuore, grande signore.
questa lettera di saluto fraterno.
Quale sommo pontefice della Chiesa universale, Grande Khan.
La sua Chiesa non sarà mai universale finché non verrà accolta nel mio impero!
Abbiamo trovato ribellioni e guerre, ma siamo riusciti a salvare questi doni,
segno tangibile dell'ammirazione del Santo Padre per te. Jacopo...
Strano...
La vostra è l'unica religione che ha trasformato uno strumento di morte
in un oggetto di bellezza e in un simbolo di forza.
Abbiamo... Abbiamo anche salvato il raro dono
che tu hai chiesto: quale segno della benedizione divina,
Sua Santità ti manda l'olio del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
(sottovoce ) Marco, stai giù!
- Questo è proprio l'olio che arde sulla tomba del vostro Cristo?
sono stati dei salvacondotti nel tuo impero
ma, se siamo sopravvissuti alla natura e ai tuoi nemici,
forse lo dobbiamo al potere di quell'olio sacro.
E dev'essere accettato con reverenza.
Vedo che avete portato altri della vostra razza.
che ha portato l'olio sacro da Gerusalemme.
e suo zio, ne sarò molto felice.
La lealtà e la fedeltà nel mantenere la vostra parola di ritornare sono degne di ogni onore.
sono stati conservati per voi.
Qualunque essi siano, da questo momento sono raddoppiati.
Dovete ancora tradurmi la lettera del Papa e abbiamo tante cose da discutere.
Intanto, invierò l'olio sacro all'imperatrice Chabi perché lo custodisca.
puoi portarlo ancora per qualche passo.
< Va' con lui.
NICCOLÒ (sottovoce): All'indietro!
Finalmente.
Ho aspettato, e pregato, e sperato così a lungo...
- Sei stato proprio tu a portarlo? - Sì, mia signora.
Dalla chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.
E ha davvero il potere di guarire, di operare miracoli?
In molti casi sì, ma solo per chi crede al suo potere, per quelli che hanno fede.
Come vorrei averne io. Ho sentito del vostro Signore Gesù Cristo da mio nipote Nayan.
Mi ha detto del sacro olio di Gerusalemme e anche del vostro Santo Padre, il Papa.
Vieni!
Ho fatto fare questo per custodirlo.
Ma già cominciavo a temere che sarebbe rimasto vuoto per sempre.
E tu hai parlato con il tuo Papa in persona?
Manda la sua benedizione al Grande Khan e a tutta la sua famiglia.
Devi raccontarmi tutto di questo, e anche di Roma.
Se solo sapessi quante volte ho sognato Roma, i suoi palazzi, le sue chiese d'oro...
No. Qui, accanto a me!
Nayan ha sentito molti racconti sulla città santa e darebbe tutto per andarci.
È così meravigliosa quanto dice Nayan?
Come te, grande signora, io l'ho solo sognata. Desideravo tanto vederla.
- Tutto ciò che so l'ho sentito dai pellegrini a Venezia o in Palestina. - Davvero?
Dicono che Roma è un'immensa cattedrale, una foresta di chiese, torri e campanili.
La circonda una corona di mura. Il suo più prezioso gioiello è il palazzo del Papa:
mille stanze piene di specchi fatti di rame
che riflettono la luce e rendono la notte un giorno assolato.
e attraversa la città.
E in un luogo sacro si vedono le impronte lasciate da Gesù
quando apparve a Pietro che stava lasciando Roma per paura di essere ucciso.
Ci sono tante storie che dovrai raccontarmi. Io voglio sapere tutto.
Ogni giorno, ai pellegrini si mostra un pezzo della croce su cui morì Gesù,
mentre migliaia di voci risuonano insieme.
Allora Nayan ha ragione: è come se il cielo si specchiasse in questo posto unico.
Niente in Cina può esserle paragonato, ne sono sicura.
La Cina è così diversa! È difficile confrontare due meraviglie.
(MUSIC A ALLEGRA)
- Se ami una ragazza, qui si usa... - Sedersi davanti alla sua iurta,
- finché non decide di farti entrare.
Si cerca di conoscere un fratello, oppure una sorella.
Mi dispiace, non ho sorelle fra quelle ragazze. Ma conosco qualche fratello.
Quelle tre bellezze sono legate al Grande Khan. Tutte fanno parte della famiglia.
Lui ha più di una moglie, di certo lo saprai.
(imbarazzato) Non è prudente mirare così in alto.
Immagino che dovremo accontentarci di guardarle.
- Come ti chiami? - Chinkin. - Io sono...
Marco, il figlio del nobile Niccolò e il nipote di Matteo Polo.
< Chi è? - È il primogenito del Grande Khan, l'erede al trono.
Lu Tse Yu, capo degli stampatori imperiali.
paesi le copie dei libri sono scritte a mano.
hanno inventato delle macchine
che riproducono i libri in migliaia di copie.
Ecco, guarda: questo noi lo chiamiamo ''almanacco''.
È una raccolta delle previsioni degli astrologi imperiali, per ogni giorno dell'anno.
Viene pubblicato prima della fine dell'estate.
Nessun cinese ne farebbe a meno.
È la guida per una vita migliore, e anche una difesa contro la sfortuna.
Tutti i nostri libri, tutto ciò che è scritto, viene dagli avi.
Noi mongoli non abbiamo quello che voi chiamate alfabeto.
Apprendiamo la nostra storia, i racconti, le poesie, dai nostri canti,
che tramandiamo di generazione in generazione.
È fortunato il tuo paese: a tutti è possibile imparare a leggere.
Qui c'è tanta... serenità, bellezza:
una perfetta armonia.
si può sentire il lontano rombo della guerra,
- che ferisce questa armonia. - Quale guerra?
La Cina al momento è divisa in due:
il nord e tutte queste regioni appartengono all'impero del Grande Khan,
il sud è sotto il dominio dell'imperatore Du Zong, della dinastia Sung.
Proprio ora, mentre noi festeggiamo,
le armate del Grande Khan avanzano rapide nelle regioni del sud
per attaccare le ultime fortezze dei Sung.
Sarà versato molto sangue fraterno...
Offriamo questa coppa a Natigai, il nostro dio.
- Alla pace. - Alla pace.
(L'ARPA INIZIA A SUONARE)
Vieni, Marco.
Io so dove trovare una sella, una ragazza e una iurta accogliente.
che tu non abbia mostrato paura.
(SUONO DI C AMPANELLI)
(SUONO DI C AMPANELLI)
ho visto compiere uno straordinario prodigio,
così non mi ha stupito ciò che ha fatto lo sciamano.
sibilava verso di te?
Mi domando ancora come possa far vedere e sentire quello che non c'è.
sta ancora viaggiando. Verso dove?
ma... quella cosa lì, che cos'è?
le ore. Misura il passare del tempo.
È meraviglioso! Allora qui non dipendete più dal sole ormai.
- Ti distrai sempre con tanta facilità? - No, mio signore. Ero incuriosito.
- Tutto ciò che è nuovo mi affascina sempre. - Bene.
Dov'era quel monastero? Fammi vedere.
Qui, mio signore. E questa è la strada che...
- No, è sbagliato. La strada è segnata male. - Ne sei sicuro?
L'abbiamo tentata, ma i massi caduti bloccavano il passo.
- Dovemmo usare questa vallata, verso nord.
- Né tuo padre, né tuo zio lo hanno ricordato.
ragione: dice che ricordi i territori percorsi
meglio di qualsiasi viaggiatore che ha mai incontrato.
il mio interesse. - Non stai comodo?
- Non sono abituato a stare in ginocchio.
preferisci, ma solo quando siamo noi soli.
- Ora dimmi: cosa ti ha interessato di più? - Molte cose:
le diverse credenze, le abitudini, il modo di vivere...
- Quasi tutto.
Quello che la gente coltiva,
l'aiuto ai malati e agli anziani, come educano i figli,
il commercio, cotone a Cashgar, perle a Baghdad, e altre cose,
se estraggono dalla terra il metallo, le pietre preziose o cose misteriose come l'amianto.
che resiste al fuoco.
pelle di salamandra, ma non è vero.
che vengono tessuti.
la pecora selvatica delle montagne del Pamir, con corna di sei palmi,
e lo yak, il toro della foresta, la cui coda da voi è tanto apprezzata.
che creano i racconti, le leggende,
o incerto.
per aiutarmi.
quanti giorni ci vogliono per attraversarla
o la distanza tra una città e l'altra. E poi, ci sono anche...
manda dei segnali ai nostri occhi.
sono tracciati sentieri e strade,
l'allineamento degli alberi, le tracce dei solchi nei campi.
ed è orgogliosa del proprio lavoro.
Sì, certo! Nella mia città, Venezia, mia madre mi diceva spesso:
''Quello che la gente stende al sole ad asciugare racconta la storia delle famiglie.
Guarda, guarda quel rammendo: la cura con cui è fatto mostra il desiderio di conservare,
la dignità anche se si è poveri. Quei vestiti sono le bandiere della casa''.
Hai sentito, Chinkin? Sono proprio questi i segnali che l'occhio e l'orecchio ricevono
se sono guidati da una mente attenta!
Sì! Queste sono le informazioni che occorrono a un sovrano
per comprendere il vero animo dei suoi sudditi,
la vita che fanno tra le mura delle loro case, la loro abilità nel coltivare la terra,
così che, se la fame colpisce una regione,
già sia noto dove si può trovare abbondanza di cibo.
Ciò che ci serve sono notizie più precise che dobbiamo studiare!
- Dobbiamo conoscere meglio il popolo e il paese. - Caidu Khan dice che...
Che... è importante per un sovrano non smettere mai di viaggiare.
- Che altro ha detto mio nipote?! - Non vorrei parlare a sproposito, mio signore.
Continua!
Caidu dice che un vero mongolo non deve mai abbandonare il cavallo.
Solo così è invincibile.
Perdonami, signore! Scusami, non intendevo offenderti.
- Ha parlato in buona fede, padre.
Non aver paura.
Troppe persone qui si affrettano a dichiararsi d'accordo con me.
Trovare qualcuno che parla con franchezza è un sollievo.
Io ammiro Caidu, è un vero mongolo. Ma non riesce a capire!
Vi dirò una cosa che ambedue dovrete tenere sempre a mente.
Tu, Chinkin, perché un giorno mi succederai.
Tu, Marco, perché forse verrai al nostro servizio.
Il mondo può essere conquistato a cavallo, ma non può essere governato a cavallo!
finché la tua memoria è ancora fresca,
voglio che tu ti presenti al dotto Phags Pa e che gli comunichi le informazioni che hai.
- I nostri cartografi cinesi sono eccellenti,
ma alcune delle loro mappe sono superate.
Suggerisci i cambiamenti che ritieni necessari. Avrai la mia gratitudine.
per noi è una ricompensa sufficiente.
È il favorito dell'imperatrice e ha anche guadagnato l'amicizia di Chinkin e del Khan.
All'imperatrice sembra un inviato del suo nuovo dio.
- Vorrei che i Polo avessero portato i preti chiesti dal Khan. - Perché?
Io li avrei sconfitti e umiliati con la potenza della nostra fede.
Invece, ci hanno portato questo giovane e le sue superstizioni.
I favoriti hanno il fascino del nuovo, che presto scompare.
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