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IL SETTIMO CONTINENTE
PARTE I
'giorno.
'giorno.
Buongiorno, cara
Alzati! Evi!
'giorno.
Mettiti il tuo maglione rosso!
Sei pronto per andare a scuola?
- Stasera viene tuo fratello. - Lo so.
Ti va di aiutarmi per la spesa?
Verrò a prenderti.
Mi porterai qualcosa?
- Che cosa? - Qualcosa di buono.
Cari papà e mamma
perdonateci, Georg e me, per averci messo così tanto a scrivervi
ma sono successe così tante cose da quando la mamma è morta
che non abbiamo mai trovato il tempo per farlo.
Mio fratello Alexander era così turbato,
che non sapevamo cosa fare.
E' caduto in una profonda depressione.
Certi giorni non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto.
Siamo stati costretti a farlo ricoverare in ospedale
e la cura è stata molto dolorosa. E' stato orribile.
Ho dovuto gestire il negozio da sola,
eseguire le volontà testamentarie
e prendermi cura della casa,
della famiglia e di mio fratello, tutto allo stesso tempo.
Grazie a Dio le cose si sono più o meno sistemate.
Alexander si è ripreso abbastanza
da permettermi di prendermi il lusso di scrivervi.
Durante tale periodo, Georg è stato magnifico
malgrado anche lui stesse attraversando un momento difficile.
L'hanno trasferito ad un altro reparto dove gli hanno prospettato
maggiori probabilità di carriera.
Sfortunatamente il suo nuovo capo è un incompetente
a cui mancano pochi anni alla pensione
ma che crede di sapere tutto
e, temendo che Georg possa prendere il suo posto,
gli rende la vita molto difficile.
Ma voi conoscete vostro figlio:
tutto ciò è di sprone per lui
e sta impegnando tempo e energia
per fare il suo lavoro al meglio
e dimostrare di essere il migliore.
Ha ricevuto un aumento tale
che con la mia quota di eredità
la nostra situazione finanziaria è diventata eccellente.
Cos'altro posso dirvi?
Eva ci stava preoccupando,
ma all'improvviso pare in perfetta salute.
Dalla nostra visita dell'inverno scorso,
non ha più avuto alcun attacco d'asma e il dottore è molto soddisfatto.
Eva vi abbraccia entrambi.
Sono certa di avervi dato delle belle notizie
e aggiungo a quelli di Eva i miei baci e abbracci.
La vostra nuora Anna.
P.S.
Georg vi invia i suoi più cari saluti
e vi chiede di perdonarlo
per non avere il tempo di scrivervi lui stesso.
Lei è dentro.
Andate in classe.
Fatemi passare.
Allora,
qual è il problema.
Avanti, sii ragionevole
e dimmelo.
Lei non ci vede più.
E' la verità?
E' la verità?
Sì.
Da quando?
Quando ha smesso di vederci?
Prima, nel bagno.
E' la verità?
Prova ad aprire gli occhi.
Avanti, apri gli occhi!
Ti sto chiedendo di aprire gli occhi! Come faccio a vedere qual è il problema?
Molto bene, Eva. Se non apri gli occhi,
noi ce ne andremo e ti lasceremo qui da sola.
Venite!
Maestra!
Sì?
Non ci vedo.
Guarda verso di me.
Mi vedi?
- E questo? - No.
Cosa?
Cosa "cosa"?
- Cos'è che non vedi? - Beh, il suo...
Nessuno sospettava quanto miope lei fosse.
Lo ha nascosto incredibilmente bene.
Grazie.
E pensare che era mia amica.
Si sistemi, prego.
Può immaginarsi, a quell'età:
brutta, la sua faccia piena di brufoli
e ossessionata dall'idea
di diventare la mia migliore amica.
Non è che non avessi altre cose per la mente a quel tempo.
Mi creda.
In alto, prego.
Beh,
comunque,
un giorno, lei arrivò
con degli occhiali grandi e spessi. Davvero grotteschi.
Davanti a se, prego.
Sembrava proprio una rana.
Voglio dire,
faceva piuttosto pena, ma lo sa come sono i bambini.
"Come ti sembrano gli occhiali della tua migliore amica?"
"Orribili", le dissi.
Mi rivolse uno sguardo,
uno sguardo che non ho mai dimenticato.
- E col suo accento tedesco... - Guardi in basso.
...pieno di odio, ci disse:
"Spero che avrete tutti bisogno di portare gli occhiali!"
Noi morimmo dal ridere, naturalmente. Lei se ne stette lì,
senza sapere cosa fare e all'improvviso se la fece.
Uh, voglio dire, se la fece addosso.
Voglio dire,
si immagini: in piedi in mezzo alla classe
e d'un tratto, una piccola pozza sul pavimento.
E...
cosa ne fu della sua maledizione?
Beh...
entro l'ultimo anno, portavamo tutti gli occhiali.
L'intera classe?
L'intera classe.
L'insegnante entrò
e chiese cosa c'era per terra.
Lei corse via.
Così alla fine toccò a noi pulire il pavimento.
Ma,
voglio dire,
lo sa come sono i bambini.
Cos'altro potevamo dire?
Ciao.
187 scellini.
Sì, pronto?
Buongiorno...
Perché, di che si tratta?
No, mi dispiace, questa settimana non è possibile
Ma perché? Cos'ha fatto?
Cosa?
Non ci posso credere...
Cosa ti succede?
Ehi, non stai bene?
- Perché? - Cosa intendi con "perché"?
Come ti è saltato in mente di dire che eri cieca? Sei diventata matta?
Io non l'ho detto.
Che cosa non hai detto?
La tua insegnante non se lo è certamente inventata!
Ti prego, rispondimi!
Io non l'ho detto.
Guardami.
E' vero che hai finto di essere cieca?
Dimmi se l'hai fatto.
Voglio solamente sapere se è vero.
Avanti, dimmelo.
Non devi preoccuparti. Non ti farò nulla.
Ma dimmi:
Hai finto di essere cieca?
Sì.
"L'intera classe?" chiede Anna
"Sì," ella risponde, "l'intera classe
"indossava or-ri-bi-li occhiali!"
Le dissi:
"La tua piccola strega evidentemente non conosceva le lenti a contatto."
- Ne vuoi ancora? - Con piacere.
E' stata concessa la proroga per la cessione dell'attività?
Quasi.
Non abbiamo ricevuto la risposta ufficiale.
Il Sig. Kopp dice che la concederà visti gli investimenti
fatti per il negozio.
Non è poi così male nemmeno per te.
Direi!
Dovrei rifiutare?
Non da parte mia.
Grazie.
E' delizioso, sorellina.
Grazie.
Che condimento hai usato?
Beh, sale, pepe,
uno spicchio d'aglio, del timo,
basilico...
e per finire, un po' di tabasco.
Che c'è? Di che si tratta?
Aspetta.
Lo sai cosa ha detto mamma un paio di giorni prima di morire?
"Talvolta, mi immagino con persone che
"al posto di una testa opaca,
"hanno uno schermo sul quale posso leggere i loro pensieri."
Ti sei lavata i denti, tesoro?
Ti è piaciuto il Topolino che ti ha portato tuo zio Alex?
Ti vuole molto bene, lo sai?
Anch'io.
Sì.
Ti senti sola ogni tanto?
Vuoi bene a papà e a me?
Va bene, è ora di dire le tue preghiere.
Caro Gesù, fammi fare la brava bambina
così potrò andare in paradiso.
Va bene, è ora di dormire. Buonanotte.
Puoi lasciare la luce accesa ancora per un po'?
No, è troppo tardi.
Sogni d'oro.
Buonanotte.
Buonanotte.
Cosa c'è?
Niente.
PARTE II
- 'giorno, cara. - 'giorno.
Sta piovendo.
'giorno, tesoro.
Alzati, cara.
'giorno.
All'inizio del mese, quattro giorni fa
Georg ha iniziato il suo nuovo lavoro.
Le cose non sono andate proprio lisce.
Forse ricorderai
che quando venne trasferito,
il suo nuovo capo era piuttosto ostile.
Puoi ben dire che ha vinto la battaglia.
Il suo impegno ha giovato a tutto il reparto
e da quando il suo capo ha cominciato a soffrire
di una fastidiosa indisposizione intestinale
ed è stato perciò spesso assente per malattia,
hanno chiesto a Georg di sostituirlo
in qualità di direttore temporaneo.
Ad ogni modo, il suo capo è prossimo alla pensione
e la nomina di Georg a direttore del reparto
sarà una pura formalità.
Per cui avete tutte le ragioni per essere fieri di vostro figlio.
Inoltre, Alex sta bene ora.
Quest'estate ha fatto una crociera in Scandinavia,
che gli ha giovato molto.
Mi ha chiesto di salutarvi caldamente.
Stasera, il Sig. Breitenfels,
il direttore esecutivo di Georg, verrà a cena da noi
per contraccambiare la festa
che ci ha dedicato un paio di settimane fa, quando
il nuovo incarico di Georg è stato più o meno ufficializzato.
Dicono che sia un buongustaio,
perciò dovrò dare il mio meglio culinario per fare una buona impressione.
A tal fine, mamma,
la tua ricetta per l'anatra ripiena sarà fondamentale.
Augurami buona fortuna...
Sono passato per prendere le mie cose.
Non sono... non sono qui.
Perché?
Erano...
Le ho fatte mettere via.
Vede, non volevo mettere in disordine
le sue cose mentre lavoravo.
Capisco.
E dove le ha fatte... mettere?
Nel reparto Risorse Umane.
Capisco...
Grazie.
- Va bene. - Sta meglio ora?
Prego?
Oh già. Sì, certamente.
Certo.
- Sono contento di sentirlo. - Sì.
Deve aver dimenticato questo.
Mi dispiace di averla disturbata.
Di niente.
Buongiorno.
Salve.
Spero che la pioggia non le impedisca di venire.
Sua moglie ha il raffreddore. Verrà da solo.
Pensi che sia un pretesto?
E' stato molto gentile.
Cosa succede laggiù?
Un incidente, probabilmente.
PARTE III
E sii prudente alla guida.
La radio ha detto che c'è un sacco di traffico stamattina.
Sì, mamma.
Di nuovo grazie di tutto.
- Avanti, vai. - Stammi bene, mia cara Eva!
- Ciao. - Dammi un bacio.
Dai un bacio alla nonna.
- Ok, statemi bene. - Arrivederci, mamma.
- A presto, Eva cara. - A presto.
Arrivederci, mamma.
E scrivi ogni tanto. Almeno tu, Anna.
Lo so che è inutile ricordarlo a mio figlio.
Sì, mamma.
Non gli ha dato da mangiare né ieri, né oggi.
La Signora Gebhart non ha dato da mangiare ai pesci!
La licenzieremo. Domani.
Eva! Vieni a mangiare!
Vuoi mangiare qualcosa?
Grazie!
Grazie, basta così.
- Vai a lavarti? - Si, mamma.
Caro Gesù, fammi fare la brava bambina
così potrò andare in paradiso.
Va bene. Buonanotte, tesoro.
Puoi lasciare la luce accesa per un po'?
No, devi dormire. E' stato un lungo viaggio. Buonanotte.
Buonanotte.
Buonanotte.
'notte.
Dovremo disdire l'abbonamento al giornale.
Cari mamma e papà,
ecco già qui una mia lettera
sebbene mi abbiate sempre accusato
di non scriverne e di non stare in contatto.
Oggi, il giorno dopo la nostra visita,
mi sono licenziato dal lavoro.
Per il mio capo è stato uno shock
come dev'esserlo anche per voi,
ma egli mi ha detto che evidentemente devo avere migliori prospettive
e che non si deve mai trattenere
chi vuole andare avanti.
Ha ragione...
Dovete chiedervi come mai non ho detto nulla
durante la nostra visita.
Ma non credete anche voi che tali discorsi
avrebbero rovinato la nostra piacevole giornata?
Quando si prende una decisione, occorre rispettarla.
Questo è quello che hai sempre detto, papà.
E noi abbiamo preso la nostra decisione.
Abbiamo deciso di partire, perché a parte voi,
nient'altro ci trattiene qui.
Già prima della nostra visita,
Anna ha definito con suo fratello tutti i dettagli necessari
a trasferire l'attività a lui.
E' per un matrimonio?
- No, no. Così com'è. - Ha degli ospiti?
No.
Cosa c'è, Eva? Qualche insetto?
Mi prude tanto.
Fammi vedere.
- Non c'è niente. - Sì che c'è.
Sei tutta rossa per il grattare.
- Ma mi prude. - Siediti e smettila di grattarti.
Questa è l'ultima volta. Ora stai bene.
Grazie.
Ecco la ricetta.
Grazie.
E' tutto?
Sì.
Il saldo ammonta a 478.000,60 scellini.
Ma non posso aggiungere alcun interesse perché sono depositati da meno di 5 anni.
Non importa.
Perché questo denaro vi serve così presto?
Forse vi converrebbe di più un prestito?
Potreste ottenerlo dando a garanzia il vostro deposito.
Stiamo per lasciare il paese.
Per l'Australia.
Sì, pronto. E' ancora lì la Sig.ra Polasek?
Sì, grazie. Attendo in linea.
Sì, pronto. Sono Anna Schober.
Eva non può venire a scuola oggi. Deve aver preso freddo sciando.
Ha quasi 40 di febbre.
Cosa vogliono?
Hanno portato da mangiare.
Rimane solo la nostra piccola Eva...
e ci siamo interrogati a lungo se portarla con noi
o se fosse meglio lasciarla con voi.
Come puoi immaginare, mamma,
e sicuramente anche tu, caro papà,
la nostra decisione ci ha causato angoscia e grattacapi
perché sebbene siamo sicuri di quale sia il meglio per noi,
decidere il destino di colei che amiamo di più al mondo
è qualcosa di completamente diverso.
Forse vi ricorderete la scorsa Pasqua,
quando udimmo quella cantata alla vostra chiesa.
Diceva: "Mi rallegro al pensiero della morte."
E Evi disse dopo:
"Anch'io"...
e voi vi spaventaste tanto.
Ne abbiamo parlato molto da allora
e so che la morte non spaventa Evi per niente.
Ora che abbiamo deciso di portarla con noi,
ne abbiamo parlato nuovamente con lei
ed è stato bello e triste insieme
rendersi conto di quanto sia stato semplice per lei
decidere di stare con noi.
Ritengo che, ripensando alla vita che abbiamo vissuto,
sia facile accettare l'idea di una fine.
Vi prego, non siate tristi
e non accusate voi stessi
e non prendetela come una critica:
quello che sto cercando di dirvi è una considerazione
che non ha nulla a che vedere con voi.
Con tutto il mio affetto, vostro figlio Georg.
Penso che questa sia l'unica maniera per farlo.
E' meglio se metti delle belle scarpette, principessa.
E stai attenta a non ferirti.
Certo.
No.
No, lasciatemi andare!
Lasciatemi andare!
Calmati!
Fermati!
Mi dispiace.
Mi pare di aver sentito qualcosa.
Sì?
E' il servizio guasti telefonici.
Siamo stati chiamati per la vostra linea.
La gente non riesce a telefonarvi.
Dovete aver posato male la cornetta.
Sì, esattamente. Non volevo essere disturbato.
- Lo sa che è proibito. - No.
Siamo obbligati a tagliarle la linea telefonica.
Capisco.
Non è necessario. Riaggancerò la cornetta.
Posso vedere il suo telefono.
No!
Arrivederci.
Posso continuare a guardare la TV in camera?
E' così amaro.
Caro Gesù, fammi fare la brava bambina
così potrò andare in paradiso.
La famiglia S. venne trovata il 17 gennaio 1989.
A seguito della richiesta del fratello della moglie preoccupato,
la porta dell'abitazione venne forzata.
Il 20 febbraio la famiglia venne sotterrata.
Malgrado la lettera lasciata per i parenti,
essi rifiutarono di credere al suicidio
e sporsero denuncia contro ignoti per omicidio.
Le indagini della polizia a seguito di tale denuncia
furono prive di esito.
Il caso venne archiviato come irrisolto.
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