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:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
SRT project e' un gruppo amatoriale indipendente dai siti di video streaming.
Per consentire loro di vivere in liberta',
gli "aloitadores" immobilizzano le "bestas" con il loro corpo
per rasarle e marchiarle.
SRT project ha tradotto per voi:
Traduzione: 'goblin' [SRT project]
E tu cosa faresti?
Come minimo, smetterei di lavorare con lui.
"Come minimo", dici...
Questo e' da ghigliottina.
Per molto meno, di quello che ha fatto lui
un bel po' di persone hanno perso la testa, Poli.
Ti piace esagerare.
Poli, quando credi sia stato ghigliottinato l'ultimo francese?
Che cazzo ne so?
Be', dopo l'ultimo che ha subito la garrota, Bill.
Nel 1977.
Fottuto paese di bestie selvagge. E poi parlano sempre male di noi.
Esagero, i miei coglioni, Perri.
Senti, non ho sentito nessun altro lamentarsi del piu' giovane dei Rubio.
Be', nessuno si lamenta. Se non si vuol sapere, nessuno lo fa.
Tu hai sentito qualcosa?
Sei sordo, Poli?
Diglielo, cazzo.
Diglielo, cazzo!
Anche mio cognato ha avuto problemi.
Problemi, dici...
Tuo cognato, Poli, ha pagato una fortuna per un concime.
E il concime e' arrivato che gocciolava.
Gocciolava!
Chi gliel'ha venduto e' un incompetente, un deficiente...
o un figlio di puttana.
E' sicuro come la morte.
Questo silenzio e' perche' siamo d'accordo, no?
Il giovane Rubio e' appena agli inizi. E' normale che combini guai.
O tu sei sempre stato bravo, fin dall'inizio?
Non sbagli mai?
Be', e' raro che mi sbagli.
Signori, ecco qui Xan Anta, che fa tutto perfetto al primo colpo.
E' "Mister Perfezione".
Ecco qua.
Hai visto questi 5, adesso?
- A posto! - Calcolato, cazzo!
Perfetto!
- Conta bene tu, eh! - 23.
Paulino, dimmi una cosa.
Se ti consegnano il cibo per i maiali in ritardo e deteriorato, cosa fai?
- Li do in pasto ai maiali. - Eusebio...
Se lo portano in ritardo, deteriorato, di malagrazia, a singhiozzo,
e si lamentano...
Si lamentano!
Che cazzo fai, Eusebio?
- Chiama un altro fornitore. - Ho capito, Xan.
Ah, adesso hai capito. Adesso?
Solo adesso? Ora e' chiaro.
Ai vecchi tempi...
Amedeo Primo, di Savoia! Dimmi una cosa...
negli anni '90,
se ti portavano la 'roba' in ritardo, deteriorata e di malagrazia,
tu che facevi? Niente, amico, perche' avevi
dei 'cammelli' come si deve,
che ti portavano una cocaina che non gocciolava, cazzo.
Che non gocciolava!
E al giorno d'oggi, eh?
Oggi, Amadeo, se ti portano i semi in quelle condizioni, che cazzo fai?
- Vanno a farsi fottere. - Cazzo, Perri.
Ho la sensazione che tutti quanti la pensino come me.
Sei senza cuore, Xan.
E' il figlio di Eloi, e' praticamente di famiglia.
Se devo aiutare suo figlio, lo faro' come se fosse mio.
Ehi, ehi.
Attento.
Eloi, il padre...
e' stato da me un sacco di volte.
E' un brav'uomo, e' come si deve,
una brava persona...
- Vero, Loren? - E ci ha aiutato molto.
Si e' sempre preso cura di mio fratello Loren e di me.
E ancor piu' di mamma.
E' che, qui, siamo quelli che siamo, cazzo.
Siamo quattro gatti del cazzo!
Cazzo, se quel leccaculo va in giro per la Spagna
a imbrogliare anche il Papa,
finiranno per associare il suo nome al tuo.
E da un giorno all'altro, cazzo,
tutti nella zona saremo nella merda. E' vero o no, merda?
Tu fa' quel cazzo che ti pare, che e' quello che fai sempre!
Cazzo!
Eloi, il padre sarebbe d'accordo con me. E anche gli altri.
- Mi darebbero tutti ragione, cazzo. - Solo per farti star zitto.
Tu che dici?
Eusebio.
Grazie.
Dico che hai convinto Miguel a partecipare e ora non stai zitto.
Hai il coraggio di dirmi...?
Ti annoiamo, francese?
Come?
Ti annoiamo forse?
Vai via senza salutare, cazzo, non so. Qui in Spagna, si saluta, se si va via.
Se ce ne andiamo da un posto qui, in Spagna, salutiamo.
Non e' difficile, no?
A domani.
Ecco, cosi'...
Allora, Loren, quando...
- Buonasera - Salve.
Ciao.
Tutto bene?
Si'.
- Sei poi andato a Portela? - Si'.
E?
- Credo che il tetto reggera'. - Ma ha piovuto, no?
Si', ma ce la fara'.
Hai l'aria stanca.
Sono stanco.
E soprattutto, ho fame. Tu hai mangiato?
- Ecco qua. - Sono sexy i buoni mangiatori.
- Sono d'accordo. - Si'?
Adesso mi hai superato, non riesco a starti dietro.
Credo di piacere a Liliane.
Anche lei ti adora. L'hai conquistata del tutto.
- Si'? - Si'.
Come al mercato.
Cosa?
Piaci molto alle donne... alle donne...
- Alle donne... - Con esperienza, perche' sanno...
sanno cosa e' buono, signorina. E' evidente.
- Grazie. Arrivederci! - Due chili?
E due lattughe.
E i pomodori? Tra un mese e mezzo, giusto?
Si', giusto. Giusto.
Allora, tienine due o tre casse per me.
Certo.
Dice mia cognata che i pomodori francesi sono i migliori.
- Ringraziala da parte nostra. - Come ti chiami?
- Cheli. - Cheli. Che bel nome.
5,50, prego.
Cheli, fidati di noi, Cheli.
Vado a letto.
- Non hai mangiato niente. - No.
Arrivo subito.
Be', era da un bel po'.
Ciao, Pepino!
- Buon giorno! - Pepino!
Come stai?
Sto bene e voi?
- Bene, bene. - Bene.
- Questo e' per voi. - Grazie, Pepino.
Grazie.
- E un regalo. - Chorizo, vero?
- Vuoi un caffe'? - No, grazie. Non disturbarti, Olga.
- Stavo per farne - No, non preoccuparti. Grazie.
- Tu ne vuoi? - Si', portalo, amore.
Grazie, Pepino.
Per favore, non dirmelo di nuovo.
No, non dico niente.
- Non so cosa stiate facendo. - Questa terra deve riposare.
Ma qui, potresti mettere il triplo di pomodori.
E' la scienza del terreno.
Di cosa e' l'essenza?
La scienza!
Se leggessi di piu', lo sapresti.
E tu, se ti esercitassi di piu', parleresti meglio lo spagnolo.
Dio mio, che spreco di orto.
Titan.
Andiamo.
Titan, qui.
Vieni qui.
Cosa c'e'?
Non lo so.
Si e' fermato all'improvviso.
Sali. Ti porto io.
Forza! Muoviti!
- Allora? - Dai, su! Era uno scherzo.
Dai, entra!
Allora?
Non scherzate in Francia?
La prima volta e' uno scherzo. La seconda e' un insulto.
Va bene, dai. Scusa.
- Dai, sali! - No.
Era solo uno scherzo, dai.
Sali che ti porto da Fran, cosi' ce l'hai pronto prima di pranzo!
Allora!
Ho fretta!
"Ho fretta..."
Quando mai hai fretta?
Be'?
Imbecille!
Resta li', cretino!
Cosa fai?
Vieni qui...
Vieni qui.
Non arrabbiarti, francese!
Cos'hai? Ti diverti?
Sei un fottuto imbecille.
Quant'e', Eusebio?
Vado via. A domani!
Vai, vai, fa' contenta tua moglie!
Dopo la sbornia di ieri...
meglio fare il tuo dovere oggi, no?
Senno', niente partita, stasera!
Non credo ce la faccia, oggi. E' ben ubriaco.
Sbronzo completo.
Che non si schianti con la macchina.
Abbiamo portato via la sua macchina da poco.
Era in un fosso vicino al burrone.
Francese!
A che punto...
Non dare le spalle, francese, dai.
Vuoi giocare con noi?
A domino. Ci manca un giocatore.
Cazzo, hai paura? Non aver paura...
Vieni qui. Unisciti ai compaesani. Vieni qui.
Vieni.
Non sia mai detto, francese.
Cosi' mi piace.
Cosi' mi piace, sissignore.
Qui, accanto a me.
Dopo averci tanto guardato saprai giocare, no?
Annotalo, Luis.
Annotalo come...
Tonito, il Conquistatore.
Alla conquista, ovunque si trovino Sapevi che i francesi...
in tempi passati, vennero a conquistarci?
Ma tornarono da dov'erano venuti.
Vennero a conquistarci perche' pensavano fossimo...
degli idioti di merda. Lo disse lo stesso Napoleone:
"Sono degli idioti de merde".
Idioti de merde!
La pensi ancora cosi', francese?
Doppio 6.
Pensi ancora che siamo idioti de merde?
Non posso parlare per tutti i francesi.
- No? - No.
Allora, non e' uno dei temi centrali del vostro
conclave annuale di francesi che avete ogni 14 luglio?
Non ti avevo mai visto i denti.
Hai dei bei denti, come le tessere del domino.
Ormai pensavamo che non ne avessi.
Facciamo una cosa, francese, io e te.
Facciamo una cosa, io e te.
Se vinci questa partita... ti finisco tutte le case...
tutte quelle che stai sistemando.
Faccio una pazzia, come quelli della TV.
Come si chiama quel programma, Loren?
Quale?
- Quel programma delle case! - "Restauro Totale".
Questi del "Restauro Totale", fanno cose da pazzi.
- Tre vichinghi... - Si'.
Trovano una spelonca che non serve neanche per cagare...
e, pif paf, la trasformavano in un attimo, in un palazzo bizantino.
E tu lo vuoi fare qui: conquistare il villaggio e trasformarlo...
in un fottuto resort per guiris... guiris e poi guiris...
[guiris: turisti cui non importa niente della cultura locale]
No, non e' per guiris.
E' per la gente di qui.
Tocca a te.
Lascia che ti dica...
nei tuoi farneticanti progetti urbanistici del villaggio...
non ti sei reso conto che noi tutti non ne facciamo parte?
Non capisci che, quando tutta quella gente sfigata verra'...
a vivere qui, attratta dalle tue lattughe...
ecologiche, dall'aria pura e la fottuta
madre natura che ci ha fatti...
non so, quando vedranno i brutti ceffi mio e di Loren,
non se ne torneranno bestemmiando...
ai loro paesi d'origine?
Avresti dovuto firmare...
dovevi firmare per le eoliche, tu che sei...
un convinto ecologista, e...
andare a fare il tuo resort da un'altra parte,
con gente meno brutta, invece di fare...
una testa cosi' alla gente con quella parlantina...
quella parlantina da professore che Dio ti ha dato
e che, a noi, ci ha fatti incazzare, francese.
E poi, noi ci saremmo arrangiati...
con i soldi che ci avrebbero dato quelli delle eoliche.
- Xan. - Dimmi, Breixo, dimmi?
Se non ho firmato e' perche' non ho voluto.
Quindi, rispetto.
E' un rispetto diverso...
puoi pensare che sia lo stesso, ma non lo e', Breixo.
E perche'?
Per tanti motivi, Breixo, ma soprattutto per due:
primo, sei nato qui e probabilmente morirai qui.
Non puoi dirlo.
E secondo, se riesco a finire... con te, Breixo...
a differenza che con altri, si puo' parlare, ragionare.
Cazzo, Loren, e'... e' un problema, non...
non riesco proprio a capire l'umorismo francese
Ci credi che ho appena detto qualcosa di divertente e non...
Era una battuta?
Veramente, no.
Tu perche' non hai firmato?
Non ce l'hai mai detto chiaramente. Perche' non hai firmato?
Ne abbiamo gia' parlato, Xan.
Hai detto migliaia di volte quella cazzata...
che se e' massivo, non e' ecologico e non so cos'altro...
Dimmelo con il cuore.
Dimmelo con il cuore in mano perche' non hai firmato.
Non potevo.
Dice che non poteva.
Potevi, si', potevi, con questa mano...
la mano delle seghe.
Altra cosa e' che non ne avessi voglia.
Dimmi davvero perche' non hai firmato.
Perche' questa e' casa mia.
Xan. Basta cosi'.
Giochiamo, forza. Lascialo stare. Lascialo.
Questo e' Manolo.
Salve, piacere.
- Mia moglie, Olga. - Molto piacere.
- La casa e' di suo cugino. - Davvero?
Non capisce perche' lo facciamo.
Bel cane da guardia sei.
- Vieni, dai. - Arrivo!
- Guarda che ti tiro dentro. - Smettila di rompere, arrivo.
- Dai, non fa cosi' freddo. - Arrivo, Javi. Vengo.
- Bagnati un po', prova. - No, no!
- No, Javi, per favore! - Dai! Dai, ora sei bagnata.
Per Dio, no! E' gelata!
Venite qui!
Cosa vuoi, francese? Cosa vuoi?
Voglio parlare con voi.
- Di che vuoi parlare? - Venite qui!
Che c'e' adesso, francese!
No, non bevo quando lavoro.
Non bevo niente quando lavoro.
Venite qui.
- Stiamo lavorando, non possiamo... - Venite qui!
Continua a lavorare.
Xan, venite qui!
5 minuti e arriviamo.
Abbi un po' di pazienza, cazzo.
Non e' molto ecologico, no?
Dovremo prenderne altre due, oggi.
Per... 6 mesi...
non ci hanno parlato.
E l'altro giorno, nel bar di Eusebio, mi ha invitato a giocare a domino.
Mi ha chiamato "francese" davanti a tutti.
E di nuovo con le eoliche, perche' non ho firmato...
E il giorno dopo,
davanti a casa mia, c'erano due bottiglie di liquore fatto in casa...
Orujo?
- Orujo. - Si'.
Due bottiglie. E il giorno dopo,
altre due bottiglie.
E le sedie mia e di mia moglie...
pisciate.
- Le sedie pisciate. - Si'.
Be', allora parleremo con i due fratelli e
- se sono stati loro... - Sono stati loro.
Questo non puo' saperlo, Antoine.
Per favore, sono stati loro.
Vivete porta a porta, insomma.
Bevete una birra, parlate.
Queste sono cose da vicini.
Ma vorrei chiederle di non tornare indietro.
Tornare indietro? Non e' solo una cosa tra vicini.
No no. No.
Firmi qui, prego, in ogni pagina.
Capisce bene cosa intende il mio collega?
Con i precedenti che avete... be'... ahi, per Dio.
Non si preoccupi, parleremo con loro.
Certo.
Per piacere.
No, non vuole riconoscerlo. Fa come se niente fosse.
Uno, non restituisce i soldi e due, invece di renderli
ha il coraggio di invitarmi a bere con il soldi che le presto.
Be', Marie, se e' davvero un'amica,
ne parlate tranquillamente
e lei capira'... se e' veramente un'amica.
Si', lo so, ma...
Ma e' cosi' testarda, pensa che sia normale, e' complicato...
Forse non sono stata abbastanza chiara, ma...
Allora, dille che tuo padre andra' a trovarla.
Si', sono sicura che se glielo dico fara' il suo effetto.
Ottima idea.
- E come sta la mamma? - Bene.
Ti manda baci e abbracci.
- Speriamo di venire quest'estate. - Si'.
- Ciao, tesoro mio! - Ciao, nonno.
- Cosa? - Perche' e' vestito cosi'?
Che gli metti? Una tutina?
Si'.
E spegni quella sigaretta, Marie.
Perche' lo vesti da rana? Che tipo di pigiama e'?
Antoine.
- Guarda. - Cosa?
Li vedi?
No, ma ci sono.
Certo che sono qui.
Salve!
- Cosa prendi? - Come sempre, per favore.
Subito.
"Come sempre", il francese, che poi dorme come un sasso.
Ti piace dormire, vero, francese?
- Buona cena, buon sonno. - Non cominciare, ti prego...
Dai, Eusebio!
Scherziamo con il francese.
Tranquillo, non ti distruggeremo il bar.
Ti paghero' un giro di bevute.
No, non serve. Qui, i tuoi soldi non valgono.
Siamo noi a pagare.
Ma tra vicini dobbiamo aiutarci.
Dovresti fare attenzione, perche' un giorno...
Il 25 luglio si avvicina!
La Begona, due bottiglie intere di liguore al caffe'...
e mezza bottiglia di roba bianca, che era alcol puro.
Per quanto e' rimasta sveglia, dicendo che stava morendo,
che il cuore le scoppiava?
Due giorni.
Eusebio, allora, aspetto da mezz'ora.
Arrivo.
Sai cosa, Xan? Tuo padre era proprio una bestia.
Mio padre era un gran bastardo, Perri.
Loren, cosi' hai lasciato la ristrutturazione a meta'.
Ho dipinto la porta. Ora deve asciugare.
E io ti aiuto con la punta del cazzo.
Tuo fratello e' Picasso del paese.
Si', Picasso del Cazzo. Picasso del Cazzo.
Ehi, ti piace?
Il piatto di carne di gatto.
Ti piace?
Che dici?
Non sai che e' gatto?
Xan, non sa che e' gatto.
Come cazzo potrebbe saperlo?
In Francia non mangiano i gatti.
Eusebio.
Abbi le palle di dirglielo. E' gatto morto, o no?
Eusebio, cazzo!
E' gatto.
Non e' gatto.
No, non e' gatto...
E' canguro, fottiti!
Be', francese, non fare quella faccia, cazzo.
Abbiamo sempre mangiato gatto qui.
O cosa credi?
Ehi, cosa credi?
Che Eusebio ucciderebbe una vacca?
Per darla da mangiare a noi?
Eusebio non ha le palle per dirtelo perche' vuole che tu paghi.
E vuole che torni.
E ti dico una cosa...
e' l'unico che vuole che torni.
E' come mangiare coniglio, cazzo!
Raccoglieremo i cavoli entro mercoledi' o i bruchi se li mangeranno.
Sei davvero preoccupata per il fatto che filmo?
E' solo nel caso possa servire.
Non so.
- Ciao, Loren. - Ciao, Pepino.
- Salve. - Salve.
- Riposate? - Si'.
Fai sempre piu' fatica a venir su.
No, che fatica?
Ti stanchi molto, Devi star attento.
Lascialo stare. Non badargli.
- Ti senti piu' stanco, o no, Pepino? - E tu piu' stupido.
- Mi preoccupo per la tua salute. - Preoccupati per la tua. Guardati.
- Vieni, ti do la lattuga. - Si', non lo voglio neanche vedere.
- Hai il chorizo? - Certo.
Non c'e' un'anima qui, Manolo.
Si', e' vero.
E' una mattina tranquilla.
Sara' per...
le vacanze estive del cazzo.
Dammene 20...
Dammi quelle batterie...
Si', d'accordo.
Che fai qui, francese?
Compro il giornale.
Ti disturba?
E devi guardare me per comprare un giornale? Che cazzo guardi?
Niente.
Sei tu. Sei tu che mi guardi.
Come va, Antoine?
Bene.
Tutto bene?
E tu?
Bene, niente di nuovo.
- Quindi vuoi il giornale? - Si', grazie.
- Qualcos'altro? - Si'...
Ho i soldi in macchina. Torno subito.
Va bene, nessun problema.
Dammene 20...
- Dammi quelle batterie... Si', d'accordo.
E il giornale?
Cosa?
Dove cazzo e' il giornale, francese?
Cos'hai in tasca?
Ti gratti le palle? O mi stai filmando?
Sei paranoico, vicino.
Mi stavi filmando...
Ti hanno visto con una videocamera.
Mi stavi filmando, vero?
E' vero che mi stavi...
Vacca troia!
Figlio di puttana!
Fottuto bastardo!
Antoine?
Antoine, vieni a vedere!
Che c'e'?
Guarda.
Hanno messo due batterie nel pozzo, i bastardi.
E' piombo. Quello che hai visto e' piombo. I punti neri sono piombo.
"E' il 16 agosto. Sono le 11:00.
- "Stamani, mia moglie Olga..." - Che fai?
"...ha scoperto che i pomodori piantati tre mesi fa e gia' maturi..."
- Smettila. Smetti di filmare. - No.
Sei fottuto.
Dove vai?
Smetti di filmare!
Ciao, Loren.
- Tutto bene? - Bene.
Cosa fai?
Niente.
Niente?
E tuo fratello?
Dentro. Perche'?
Niente.
Loren.
Una domanda.
Hai assaggiato...
i nostri pomodori?
Che c'entra, adesso?
I nostri pomodori...
li hai mai assaggiati?
Lasciami! Mollami!
Avete buttato le batterie dell'auto nel nostro pozzo?
Si' o no?
Si' o no?
Rispondimi.
Rispondimi, Loren.
Vi mandero' in prigione.
Loren.
Ti entra in testa, cretino come sei, Loren?
Togliti, cazzo!
Vieni qui!
Vieni qui, Loren!
Vieni, vieni. Avvicinati.
- Il fucile lo userai? - Be', potrei anche.
- Ah, si'? - Vieni.
- Non riprenderlo. - Vattene!
Non filmarlo!
Il mio raccolto e' distrutto, Xan.
Che cazzo mi importa? Vai fuori di qui!
Capisci cosa ci hai fatto?
Ci hai rovinati!
- Sparisci, cazzo! - Rovinati!
Cosa fai?
Che fai?
Fuori!
Ci hai rovinati, bastardo.
- Fuori da qui! - Ci hai rovinato!
- Che c'e'? Via da casa mia! - Vattene!
- Vattene subito da casa mia! - Va' via, cazzo!
Vattene da qui!
Vattene da casa mia!
Vattene via da qui, cazzo!
Perche' cazzo l'hai lasciato entrare?
Che potevo fare, cazzo?
Parleremo con loro. E' molto grave.
- Dovete capire bene cos'hanno fatto. - Non preoccupatevi
Lo chiariremo.
Non devono avvicinarsi a casa nostra.
Glielo diremo. Ma lo stesso vale per suo marito.
- Vieni qui! - Scusa?
- E' entrato nella loro proprieta'. - E' diverso.
E' entrato senza permesso,
filmandoli, insultandoli e piuttosto agitato.
- E' sulla videocamera. - Hanno avvelenato il nostro pozzo!
Calmati, Antoine, lo indagheremo.
Antoine, ascoltami!
Ascolta, per favore, vieni qui.
Lo indagheremo.
Dovete evitare le provocazioni.
Lo hanno minacciato con un fucile. L'avete visto.
Non era carico.
- Questo non si puo' sapere. - Non lo era, ve lo assicuro.
Suo marito non doveva entrare dagli Antas, senza permesso.
Ah, capisco. Noi dobbiamo rispettare le regole,
ma loro possono fare quello che vogliono?
Avere armi, avvelenare l'acqua...
- Capisce perfettamente. - No, e' molto difficile capirlo.
E suo marito non deve approfittare della sua superiorita' sul fratello.
- Ma che cazzo dici? - Calmati.
Lorenzo e' lento, da quando ha avuto l'incidente del cavallo.
E tu sei un professore. Sei istruito, hai letto, viaggiato...
Ne ha approfittato e basta.
Avvisateli che non vogliamo vederli da queste parti.
In caso contrario, dovro' parlare con il vostro superiore.
Chiaro?
Chiaro. Si'.
Ora andiamo a dirglielo. Non preoccuparti. Andiamo!
Possiamo tenerci la card per analizzarla...
- Per le indagini? - Si'.
Breixo. Quanta gente viveva qui prima?
Molta.
C'erano anche bambini.
Quando le case saranno restaurate la gente tornera'.
Se lo dici tu.
Qui si vive bene.
A mia figlia piace venire con mio nipote.
Mio nipote ormai non viene piu'.
Lui li voleva quei mulini.
Ora, la gente pensa solo ai soldi.
Solo ai soldi.
Giusto.
Ma qui ce n'e'. Se si lavora sodo ce n'e' molti.
Il terreno e' esigente.
Arriva a divorarti.
Te ne renderai conto.
Quanto ci vuole perche' una capra dia del buon formaggio?
Se vuoi un buon formaggio, dev'essere di pecora. Le pecore...
sono piu' grandi e danno piu' latte.
- Ci riprenderemo. - Certo che lo faremo.
Ma, a quale prezzo? Lavorando come muli, usando i nostri risparmi.
Fino a quando?
E poi, cosa? Non si fermeranno. Sono incontrollabili.
Ci difenderemo.
Non siamo venuti qui per combattere.
Nemmeno possiamo andarcene.
Loro non hanno nient'altro.
E soprattutto non hanno niente da perdere.
Per questo ci serve registrare.
Sai bene cosa ne penso.
Non so cos'altro fare.
So che ti spaventa, ma non vedo altre soluzioni.
Per avere giustizia...
Smettila di dire che e' l'unica soluzione.
C'e' sempre un'altra soluzione.
Dormiamo?
Sai che non sono niente senza di te.
Eh?
Pensavo che potremmo comprare delle pecore.
Antoine, sono Rafael, il nipote di Breixo.
Mi dispiace tanto.
Meglio morire sulla montagna che in un ospedale.
Raccontavo a sua moglie dei bei ricordi delle mie estati qui.
- Vuoi un caffe'? - No, grazie.
Suppongo lo immagini, Antoine.
Mio zio era vedovo e non aveva figli. Ho appena ereditato le sue terre.
Vi dispiace se mi siedo?
E' da molto che non vengo piu' qui.
Ho le mie lavanderie, la mia vita. Questi soldi...
non mi risolvono la vita, l'ho gia' fatto io stesso.
Mi spiego?
No, non molto.
Be', si spiega da solo.
Dato che ho ereditato il voto di mio zio, si sarebbe 6 contro 3.
6 pro turbine eoliche, 3, contro.
Ho gia' detto ai miei avvocati: "Per ora, non contattate nessuno."
So che ci sono state...
discussioni, all'epoca, e poi problemi tra voi e alcune persone.
So con chi.
Mio zio mi diceva che era davvero molto preoccupato.
Ottimo il caffe'.
Tra noi, possiamo capirci.
I montanari hanno cose buone e cose brutte, come avete gia' notato.
Dobbiamo agire rapidamente o le eoliche andranno altrove.
Per la gente di qui, immaginate che occasione persa!
Andranno altrove?
Si', l'hanno detto loro ai miei avvocati.
- Dove andranno? - Ovunque ci sia vento.
Possiamo vedere?
Con me non ho niente, ma le mando i documenti.
Ci piacerebbe.
Si', vi mando tutto. Non c'e' problema.
Detto tra noi, i due che votarono contro, io li conosco.
Li convinse lei a votare "No". E' gente che neppure vive qui.
Uno viene a lavorare le sue due terre, l'altro viene solo d'estate.
Con loro si puo' parlare spiegandogli bene tutto. Adesso o mai piu'.
Be', posso sbagliarmi.
Ma, anche no. E se non mi sbaglio...
la cosa sarebbe... 8 si' e 1 no. 8, Antoine.
So che non vi importa dei soldi, ma qui c'e' chi ha un sacco di terra...
ma vive male. Dovreste capire.
- I soldi ci interessano come a tutti. - Come a tutti, no.
So che regalate le case che sistemate.
Non sono nostre, non possiamo chiedere soldi.
Invertite tempo, materiali, attrezzature, cose che valgono.
Per noi, no.
Vi importano altre cose, come a me. Anch'io sono cosi'.
Ma la gente qui ha sempre avuto vita dura: niente viaggi, ne' studi...
Noi ne abbiamo fatte di cose.
Ho le mie lavanderie e vanno a gonfie vele.
Ho la mia casa.
Come voi.
Lo si nota.
Avete un gran progetto, ma...
chi mai puo' voler venire a vivere qui?
Se fossero agriturismi... ma, case?
Se chi sta qui vuole andarsene e chi non vuole...
ci muore.
Noi ci siamo venuti.
- Pensateci, prendete i soldi e... - Non sono tanti soldi.
Pagano questi terreni molto meno del loro valore.
I soldi sono soldi, Antoine. Prendeteli e usateli da un'altra parte, no?
La Galizia e' piena di paesini e qui avrebbero la vita risolta.
- Gli si risolve la vita? - Pensateci.
Ci penseremo.
Avete iniziato con il piede sbagliato.
I montanari sono gente semplice.
Sia nel bene che nel male. Ve ne sarete accorti.
- E' la seconda volta che lo dici. - E' una minaccia?
Io non minaccio nessuno.
Credo solo che si debba stare attenti.
Incredibile.
Sentite. Io penso ai miei figli.
Che voglio lasciargli quando non ci saro' piu'?
Una vita piu' facile o piu' difficile?
Voi avete una figlia, no?
Be', questo...
questi terreni di montagna... problemi.
Per tutti.
- Mi promettete che ci penserete? - Ti abbiamo gia' detto di si'.
Bene. Vi ringrazio per il tempo dedicatomi e per il caffe'.
Corro via, ho lasciato le lavanderie senza nessuno, e avro' 100 chiamate.
Davvero un piacere avervi conosciuto.
Allora, Antoine, ci penserai?
Pensi l'abbiano mandato loro?
Non lo so.
Che succede?
Che facciamo?
Ci giriamo.
Per andare dove?
Chiuditi dentro.
Ci lasciate passare, per favore?
- Lasciaci passare, Loren. - Abbassa il finestrino.
- Andiamo a dormire. - Abbassa il finestrino.
Per favore.
Abbassa il finestrino.
Se non lo faccio, non se ne andranno.
Abbassa il finestrino.
- Fateci passare. - Apri di piu'.
- Fateci passare. - Apri.
- Apri di piu'. - Loren.
- Andiamo a dormire. - Non farlo.
Fateci passare, per favore.
Sono con mia moglie.
Fateci passare, per favore.
Non sei cosi' forte.
- Vuoi un caffe'? - No grazie.
Se non fossi stata li', ti avrebbero ucciso.
- Ma, no. - Si'.
- No. - T'avrebbero ucciso.
Cosa ci facevano li' ad aspettarci con un fucile?
Cosa aspettavano?
- Erano solo ubriachi. - E allora?
Sono cosi'.
Io ho paura. Adesso, ho paura.
E anche tu, ieri sera.
Continueremo a vivere cosi'?
Non voglio vivere cosi'.
Credi ancora volessero uccidermi?
Non me. Ma te, si'.
Ci vuole coraggio per farlo e loro non ce l'hanno.
Ne vale la pena?
- Che cosa? - Questo.
Certo che ne vale la pena.
Fidati di me.
- Cazzo, Loren, lascia stare il cane. - Seduto.
- Andiamo, Draco, qui. - Vieni, bello.
Andiamo, Draco.
Cazzo, Loren.
Preferisce me. Se tu fossi meno brutto...
Fanculo.
Oggi, lasci che ti offra io.
Ti chiedo di lasciare che ti offra da bere.
E non puoi dire di no.
Ci dai una bottiglia, per favore, Eusebio.
Siediti qui, Loren. Tranquillo.
Che c'e'?
Quando arrivai si e' bevuto insieme.
Mi chiedesti...
che mai ci facevo qui.
Non parlavo ancora bene la tua lingua e non riuscii a spiegarmi.
Si', e' vero che non ci ho capito una madonna.
Ho viaggiato in molti posti...
vivendo alla giornata.
Una notte ero cosi' ubriaco che ho dovuto fermarmi.
Mi stesi a terra... e vidi il cielo stellato.
Quando mi svegliai...
mi ritrovai qui, in questa valle.
Da allora, ci pensavo continuamente.
E mi dicevo: "Quando saro' vecchio ci andro'.
"E saro' libero".
E tu saresti libero proprio qui?
E' una storia...
una bella storia.
Pensi che questo posto sia per me un capriccio?
No, Xan. Questo posto e' tutto per me.
E' il mio progetto di vita.
- Mio e di mia moglie. - No, io...
non lo credo.
- Cosa pensi? - Non ti piacera'.
Dillo.
Credo non sia giusto che il tuo voto valga come al mio,
perche' non sei di qui, sei un forestiero, sei francese.
E' vero.
Non e' giusto, non perche'...
non perche' sei straniero...
Be', lasciamo stare.
Non e' giusto...
perche' sono due anni che qui giochi a fare l'agricoltore.
Io sono qui da 52 anni, e lui, da 45.
Mia madre, da 73 anni.
E non ne possiamo piu' di essere dei disgraziati. E non e' il peggio...
Il fatto e' che non sapevamo di essere dei disgraziati
finche' non arrivarono quelli delle eoliche a mostrarci quelle cifre.
E ora, ogni volta che mi alzo...
alle 5 del mattino, con una sbornia infernale...
e la schiena a pezzi, mi ricordo di te.
E li',
incomincia un'altra bella giornata.
Cosa faresti con i soldi delle eoliche?
Ci hai pensato?
Certo.
Cosa faresti?
- Ti importa, davvero? - Mi interessa, si'. Dimmi.
Un taxi. A Ourense.
- Un taxi? - Un taxi.
Mezza giornata, io...
mezza giornata, mio fratello.
- E tua madre? - Mia madre, a casa.
Senza lavorare, ha gia' fatto abbastanza, no?
A casa tua?
Si', a casa mia.
Pensi che i soldi delle eoliche bastino per tutto questo?
Questo lo sai tu.
No, te lo sto chiedendo.
L'hai studiato bene?
Me la cavo sempre, l'ho fatto per tutta la vita.
E' vero.
Ma hai 50 anni.
Non hai studiato.
- Mi dai dell'ignorante? - No. No.
In effetti, penso...
Quei soldi erano nel mio diritto.
Ne avevo diritto, cazzo!
E tu sei venuto a metterti in mezzo, tra il mio diritto... e me.
Sai che Loren era un gran bel ragazzo?
Ti stordiva, solo a guardarlo.
Ti stordiva.
Non lo sapevi?
Un giorno, lo portai a puttane...
ma non vollero che stesse con una.
E sai perche'?
Le puttane dicevano che le spaventava,
il fatto che fosse tanto rozzo.
Ma non era per quello.
Puzziamo di merda, qui.
Puzziamo di merda.
Voglio solo una donna. Una donna come la tua.
Una per me e una per mio fratello.
Qui e' mpossibile, non ce n'e'.
O un figlio, cazzo. Non posso averne uno? Qui, non si puo'.
Ricordi cosa hai detto l'altra volta?
Quando giocavamo a domino.
"Questa e' casa mia".
- "Questa e' casa mia". - Si'.
Mi e' rimasto impresso perche' l'hai detto
come se fossi il solo per cui significava qualcosa. Non e' cosi'!
E' anche casa nostra.
Da molto prima che arrivaste voi due, eh!
Pensaci!
Se davvero...
se davvero volete tutti andarvene da qui...
anche mia moglie ed io...
ce ne andremo.
- E' giusto. - Credo sia giusto.
E' la cosa giusta.
Ma c'e' un problema.
Hai avvelenato il nostro raccolto.
Mia moglie ed io abbiamo perso tutto.
Un anno di lavoro.
Guardami negli occhi e osa dire che non sei stato tu.
Osa farlo.
E' la tua vendetta?
- E' la tua vendetta. - No.
Cerco di spiegarti che, anche se...
volessi andarmene, non potrei.
Perche' i soldi della eolica non bastano per un nuovo progetto.
E' quello che cercavo di dirti, ma tu non ascolti, Xan.
Ascolti solo quello che vuoi sentire.
Tu ascolta me. Per un attimo, ho creduto che firmassi e te ne andassi
a farti fottere: e' stato un momento bellissimo.
Quando io e mia moglie faremo un nuovo raccolto...
e con il raccolto recupereremo cio' che abbiamo perso,
sarete disposti a votare di nuovo?
Se sarete 8 contro 1, ce ne andremo.
A quel punto, la eolica se ne sara' andata altrove. Fottiti francese!
Non mi fiderei del tuo amico Rafael.
Quelli del paese vicino si arricchiranno, perche'...
perche' siamo tanto idioti da non aver firmato.
Non capisci niente!
Quelli che si arricchiscono qui sono quelli di sempre.
Sai chi sono?
- Non gridare. - No?
Sono norvegesi che non vogliono le eoliche sulla loro terra,
ma vengono qui sulla tua per pochi soldi.
Non gridarmi contro.
- Non gridarmi contro. - Ti disturba?
Un po'.
Hai preteso, senza chiedermelo, che me ne andassi da casa mia.
Sei entrato nella mia proprieta',
hai avvelenato il mio raccolto.
Mi hai insultato, sputato in faccia
e per ultimo, mandi uno a casa mia a minacciarmi.
E a te da' fastidio che io ti urli contro?
Sei proprio un bel tipo.
Proprio un bel tipo.
Ormai mi conosci.
Non ne posso piu'.
- Tu non ne puoi piu'? - Si'.
E ugualmente, sono disposto a parlare con te, Xan.
Ma non mi ascolti.
Non ti parlero' mai piu', francese.
Non posso andarmene, perche' non posso.
E tu vuoi che me ne vada. Cosa faremo?
- Domanda da un milione. - Cosa faremo?
Faremo entrambi quello che dobbiamo fare.
Tu che farai?
Cosa farai?
Meglio se ti fossi svegliato in un altro villaggio.
Non e' una cosa che puoi cambiare.
Cosa farai?
Rispondi. Cosa farai?
Loren, dobbiamo andare a spigolare. Basta cosi'.
Ce la fai?
Si'.
Potremmo diserbare, no?
Ti aiuto. Adesso vengo.
Due minuti.
Che c'e'?
- Che c'e'? - Niente.
Che cos'e'?
Mi piacciono i regali. Cos'e'?
- E'... e' un cagnolino? - Si'...
- E'... e' un chorizo? - No, no, no!
- Si', certo... - Si', e'...
- Buon compleanno, caro! - Grazie.
I regali!
Non te l'aspettavi?
Buon compleanno, Pepino!
- Non si aspettava niente. - Ma cos'e'?
Ah, non so.
- Non ti piacera'. - No...
- Un gilet! - Ti piace?
- Non e' il tuo regalo? - Certo che no.
Be', cosa succede?
Che c'e'?
Non ti piace il colore?
- Mi piace. - Che succede?
Niente.
Due mesi di lavoro.
- Grazie. - Due mesi di lavoro?
Vediamo...
E' uno scherzo. L'hai fatto tu?
Non e' uno scherzo, giuro.
E' ridicolo, mi dispiace.
E tu, dove l'hai comprato?
Al mercato, caro.
Mi dispiace, e' terribile.
- Due e' meglio di uno. - Lo cambiero'.
Rimedio subito io.
- L'hai fatto tu? - Si'.
- Trovo io una soluzione. - No, no, Pepino.
- No, no! - Si', si'.
- Che fai, Pepino! - Questo e' per me...
e questo lo regalo al mio amico, Antoine.
Quello e' per tua moglie!
Olga, mi piace che lo tenga lui.
- Sei sicura? - Certo.
- Gli stara' benissimo. - Vi immortalo qui.
E' meraviglioso.
- Si', come una boyband. - Grande.
- Pepino, un discorso! - Si', un discorso, Pepino!
Per celebrare questo gilet.
Questo e' da festeggiare.
Ora e' tutto a posto.
E... grazie.
Grazie, alla mia Aurora... di avermi sopportato per un altro un anno.
E grazie a voi di essere venuti qui e di essere dei cosi' buoni vicini.
Brindo per continuare a esserlo ancora per molto tempo.
- Salute! - Salute!
- Salute! - Salute!
Lo stesso disegno. E' incredibile.
Proprio buffo.
Grazie, Pepino, per le tue parole.
Grazie a te.
E grazie di cuore a te, Aurora.
Perche' quando siamo venuti qui sapevamo
che ci sarebbero mancati i nostri amici.
E certo... ci mancano.
A te, di piu'.
Tu dici?
Forse. Magari si'.
Ma siamo fortunati ad avere voi.
Grazie.
E ti piace qui? Non ti manca la vita di prima?
Si', mi piace molto tutto questo.
Be', allora, salute a questo.
- A questo. - A questo.
Titan!
Lo rivuoi indietro?
Titan.
Andiamo.
Basta. Vai li'.
Titan!
Titan.
Titan.
Dov'e' il mio cane?
Dov'e' il mio cane?
Non preoccuparti.
Dov'e' il mio cane?
E' questo il tuo coraggio? Eh, Loren? E' questo?
Andiamo.
Titan!
Da qui a qui, e da qui a qui.
La prossima settimana, mi occupero' di questa zona.
Hai scritto?
Si'.
- Grazie - Voglio salire da questa parte.
Ma in questi giorni, no, fa troppo freddo.
Ma stia attenta, ci sono zone molto pericolose li'.
Si', si', lo so.
Xose', vieni un momento, per favore.
Mi scusi.
Che c'e'?
E cosa vuoi che faccia?
Allora, ha tutto?
Si', c'e' tutto.
Bene.
Me ne vado.
Tutto il resto va bene?
Si'.
- Gli affari vanno bene? - Si' si'.
Andra' alla fiera di Barberira la prossima settimana?
Si'.
E' un'ottima fiera.
- Grazie, buonasera. - Buonasera.
Signora Denis... siamo felici che venga ogni volta che vuole,
e che ci informi sulle sue ricerche,
se trova qualcosa che puo' aiutarci...
Ma?
Be', sa gia' che quell'area e' stata controllata un anno fa.
- Questo mi hanno detto. - Ed e' vero.
Va bene.
- Buonasera. - 'Sera.
Molto buono.
Grazie.
Quanto, il mazzo di porri, per favore?
1.60.
E 2,70 in tutto.
- Grazie. - Prego.
- Grazie. - Grazie, cara.
Si', volevo un mazzo di porri.
Li vorrei cosi' come questi, un po' piu' grossi.
Questo, questo e anche quello.
- Buongiorno! - Salve.
Salve!
- Disturbiamo se passiamo di qua? - No, per niente.
E per arrivare al fiume?
Andate bene, di la'.
Bene, grazie.
Prego.
E' tutto quello che c'e'. Dispiace piu' a me.
9?
Qualcosa potrai fare.
Cosa posso fare? Guardati intorno. Non c'e' niente.
Avevamo detto 15, non 9.
E' tutto quello che ho adesso. Se le vuoi, sono tue.
E le altre 6, quando?
Due o tre settimane. Chiamami prima.
- Due o tre settimane. - Si', Ho capito.
Allora, concludiamo?
Non so...
Credo proprio di si'.
Ma, devi pagarle tutte adesso. Ho tutto esaurito.
Dai, cazzo!
Che imbroglione.
Che cazzo ha detto la tua amica?
Non so cosa dice.
Non capisco la meta' di quello che dice.
Contali.
Arrivi
Stai bene?
- E tu? - Si'.
Allora, il viaggio?
Bene, ma sono esausta.
Perche' non l'hai portato?
E' troppo piccolo per saltare la scuola.
Mamma.
Devi andartene da qui.
E tu lo sai.
Staro' con te finche' ne avrai bisogno e ti aiutero' a vendere tutto.
Eva si prendera' cura di Pierrot, e partiremo insieme e...
verrai a stare con noi finche' non trovi qualcosa.
Non voglio andar via.
Puoi vivere con noi, mi piacerebbe.
Non voglio andare, Marie.
- Perche'? - Lo sai benissimo.
Puoi ridirmelo, per favore?
Be'?
Mi piace stare qui.
Con gli assassini di papa'?
Cosa pensi di fare?
- Stare qui da sola per sempre? - Non sono sola.
Ah, si'. E' vero.
C'e' un vecchio cane e 10 pecore.
- 9. - Mamma...
Non sono sola, Marie. Conosco persone.
Sono felice qui, sta andando bene, sai.
Va bene.
Ok, sei felice e non ti senti sola.
Ma non pensi che quello che e' successo sia ingiusto?
Secondo te?
E allora?
Ho cercato di capire ma non ci riesco.
E quanto piu' vengo e meno capisco.
E se lo dico ad altri, nessuno capisce.
Vorra' pur dire qualcosa, no?
Forse devi stare qui per capirlo.
Hanno ucciso mio padre, posso avere un'opinione, no?
Si'.
Ma devi accettare la mia decisione.
Ok, cosa farai?
La pastora la mattina, e cercare il corpo di papa', dopo pranzo?
- Si', e' quello che voglio fare. - No, cazzo, no!
Non voglio fare altro.
Ho paura, mamma.
Ti penso senza sosta, preoccupata che accada qualcosa. Capisci?
E quelli ti vivono a fianco.
Li vedi tutti i giorni e li guardi negli occhi. Come fai?
- Provo a non pensarci... - Invece, pensaci!
Hanno ucciso papa'. E sono li' tranquilli a vivere le loro vite.
E tu vuoi restare in questo merdaio, dove tutto e' permesso?
Non e' cio' che m'importa di piu'.
Non posso lasciartelo fare.
Verrai con me, che ti piaccia o no. Questo e' tutto.
Non stai bene. Hai bisogno di aiuto. Te l'ho detto la prima volta,
te l'ho ripetuto la seconda, ma tu mi ignori.
Devi abituarti all'idea che verrai con me. E' cosi'.
No.
Potrebbero venire a cercarti.
No. Penso abbiano piu' paura di me.
Paura di cosa? Di te?
- Che li perseguirai? - No, che la verita' venga fuori.
Non la conosci nemmeno la verita', no?
A nessuno importa.
E se hanno paura di questo, ce l'avranno con te. Non lo capisci?
No. Non mi faranno del male.
E' quello che diceva papa', e guarda.
Senti... ho parlato con uno psicologo.
Dice che se rimani,
e' perche' non vuoi accettare la verita'.
Hai vissuto una tragedia e continui a viverci dentro.
Ti rifiuti di andare avanti. Ma devi farlo, cazzo.
Cosa aspetti?
- Vuoi marcire qui? - Marcire?
- Mi hai capito. - Attenta a quello che dici, Marie.
Ma e' quello che accadra'. Finirai da sola.
Sei gia' sola qui, cazzo.
A quelle persone non piaci. Non amano le persone come noi.
Si sono fregati di voi fin dall'inizio.
- Perche' dici cosi'? - Tu sai bene perche'!
La polizia si e' presa gioco di voi, di te e papa',
con il vostro orto e la vostra arroganza.
Voi eravate i 'montanari'.
Non ti ho mai detto come vivere la tua vita, Marie.
Non ti abbiamo cresciuto cosi'.
No.
Voglio solo che mio figlio conosca sua nonna.
Visto che per suo nonno e' troppo tardi.
Non mi succedera' niente, ti ho detto.
Non vorrai vivere con noi? Mai?
La citta' e' cosi' brutta rispetto a questo paradiso?
Mi piacerebbe vederti di piu',
ma quando siamo venuti qui, sapevamo che ti avremmo visto di meno.
- Lo sapevi anche tu. - Se smettessimo di litigare?
E vivessimo insieme?
Ho bisogno di te.
E tu hai bisogno di me.
Marie.
Abbiamo le nostre vite.
Quando ti trasferisti a casa tua,
stetti male, ma lo accettai. E' la vita.
E qui all'inizio, fu difficile stare lontana da te, da Pierrot e dagli amici.
Ma ora non voglio piu' cambiare la mia vita. Qui e' casa nostra.
Non c'e' piu' il "nostro".
Non capisci?
Hanno ucciso tuo marito e l'hanno buttato in un fosso!
Vuoi fartelo entrare in testa?
Senti, se non vieni da me, non mettero' mai piu' piede qui.
Non vedrai piu' ne' me ne' tuo nipote. Vuoi questo?
Ti senti parlare?
Non voglio che mio figlio stia con una pazza.
- Fuori dalla mia cucina! - No!
- Non voglio piu' parlare con te. - Lo faremo finche' non ragionerai.
Ti prendero' con la forza.
Ma... come osi... come osi parlarmi...
a me, o comunque a chiunque altro, cosi'?
Come osi dirmi cosa devo fare della mia vita? Non capisci com'e'?
Piu' di quanto ne sappia tu.
Cosa hai fatto della tua vita, tu, a parte vagare qua e la',
passando da un'avventura all'altra,
da un idiota all'altro, con lavori di merda, senza ambizione,
sempre adducendo scuse, perche' dovevi fare "esperienze".
E noi cosa abbiamo fatto?
Non ti abbiamo forse supportato, o dato tutto cio' che volevi?
Non ho mai chiesto niente.
Si', perche' noi ti abbiamo cresciuto cosi'. Non dimenticarlo.
Non ha niente a che fare.
- Ah, si'? - Si'.
Ok, ma rifletti.
- Pensa alle decisioni che hai preso. - Non ho rimpianti.
Come avere un figlio con quel tipo, pensaci.
- La mamma pazza ti ha sostenuto. - Lascia stare mio figlio.
Ti ho detto cosa dovevi fare?
- Ti ho insultata nella tua cucina? - Finiscila. Basta.
Ascoltami! Ti ho insultato nella tua cucina?
O detto come vivere la tua vita? L'ho forse fatto?
Non hai idea degli uomini, papa' e' il solo che hai conosciuto.
Non hai la minima idea della vita di una madre single.
Non ho conosciuto altro,
perche' ho deciso di crescerti con il mio compagno.
Non hai deciso tu di non interferire nella mia vita, ma papa'.
Perche' era lui a decidere tutto e a gestire la tua vita.
Tuo padre voleva spaccare la faccia al padre di tuo figlio, l'ho fermato io.
Si', certo.
Ma... papa' ha sempre deciso tutto:
il posto dove vivere, come viverci, e quando fare le cose.
- Non sai nulla. - Sempre sottomessa.
Una patetica, piccola donna.
- Basta, Marie. - Ha sempre gestito la tua vita.
E sai? Lo faceva da vivo e lo fa ancora, ora che e' morto.
Non capisci niente.
Non capisco?
Sai cosa dicono?
Cosa dicono i tuoi amici?
Che forse ti ha lasciato.
Come puoi dirmi questo?
Non io, i tuoi amici, mamma.
Spero...
che un giorno... tu trovi l'amore...
e la smetta di essere cosi' amareggiata.
Va' a farti fottere.
- Ehi, dormigliona. - Ciao, Pepino.
Come stai, bella addormentata?
Bene. E tu?
Bene, bene.
Vieni ad aiutarci un po'?
Si'.
Che fai?
Buon giorno.
Buon giorno.
Va' all'ovile,
togli la neve e cambia la paglia, ok?
Va bene?
Resti molto?
Non lo so.
Cazzo.
Tieni premuto per 5 secondi.
Vieni qui, Titan!
- Titan, vieni qui. - Bravo.
Titan, qui!
- Titan! - E smettila!
Vieni qui, Titan. Titan!
Ragazzina. Finiscila una volta per tutte.
Vieni qui, Titan!
Finiscila, ragazzina.
Dai, vieni!
Va', Titan.
Qui!
Titan, vieni.
Muoviti.
Qui, Titan!
Ci vai?
Si'.
Sta per piovere.
Vedremo.
Ti accompagno.
Vendesi
Vieni?
Ci sono cacciatori in quella zona.
Si', li ho sentiti.
Grazie.
Ancora due settimane e deve smettere. Arriveranno forti temporali pericolosi.
Perche' non ti aiutano a cercare?
Faresti prima, no?
- Non sei obbligata a restare, sai. - Ma resto.
Tutto bene?
- Si'. - No, per niente.
- Perche' non cercate con lei? - Marie...
- Avete paura di trovare qualcosa? - Non capisco.
- Scusatela, e' arrabbiata. - E ti scusi anche?
Siete tali e quali agli altri due. Siete responsabili. Lo capite?
- Ma sei scema? - Questo non posso permetterlo.
Non capisci che devo averli con me?
- Ti chiedo di tradurre per me. - No, finiscila.
- Traduci, cazzo! - No, finiscila!
- Ehi, per favore! - Calma, per favore.
Calmiamoci un po'.
Si siede, e ci traduce.
Chiedi loro come un poliziotto puo' restare senza far niente
quando un cittadino riceve minacce di morte, oltretutto filmate.
Chiediglielo.
Ti sbagli.
- Mi sbaglio? - Non ci sono minacce filmate.
Ho visto i video.
No, in nessun video ci sono minacce di morte.
Quindi, invento tutto? E' cosi'?
No, ma confondi.
Le minacce non sono state registrate.
La roba registrata e' del tutto inutilizzabile.
Te l'ho gia' spiegato.
Be', me ne frego.
Dovreste vergognarvi, va bene?
"Come sempre". Il francese, che poi dorme come un sasso.
Ti piace dormire, vero, francese? Buona cena, buona sonno.
- Non cominciare, ti prego... - Dai, Eusebio!
Scherziamo con il francese.
Tranquillo, non ti distruggeremo il bar.
Ti paghero' un giro di bevute.
No, non serve. Qui, i tuoi soldi non valgono.
Siamo noi a pagare.
Ma tra vicini dobbiamo aiutarci.
Dovresti fare attenzione, perche' un giorno...
Sono le 6:00 del mattino il 25 ottobre.
Il mio vicino mi aspetta, ancora ubriaco.
Non posso uscire di casa per andare in paese.
Vedremo che succede.
Ehi, vicino. Ti manco?
Mia moglie lavora la terra e' grazia naturale.
Conquistatrice,
intrepida
coraggiosa...
controlla...
tutt'intorno, il suo territorio...
come una regina.
Dai, Marie, alzati, o faremo tardi.
Dobbiamo trovarlo, adesso.
Eccolo.
- Salve. - Salve.
Che ci fa qui? Non eravamo d'accordo cosi'.
- Si'. - No, no.
- Si', martedi' 20. - No, no. Oggi?
- Queste sono mie? - Non ci sono. Non ho le tue.
- Perche' non le hai? - Non pensavo fosse oggi.
Credo ti sia sbagliata.
Le pecore che avro' la prossima settimana saranno migliori per te.
Che dici?
- Sono per il formaggio? - Si'.
La prossima settimana sono molto meglio per il formaggio.
Allora, quelle che stai vendendo non vanno bene?
Si', sono buone. Ma puoi approfittare di una buona occasione.
- Non mi interessa. - Che succede?
Cerca di imbrogliarmi, come sempre.
Queste sono le mie pecore. Ho gia' pagato e le prendo oggi, ok?
No, sei arrivata tardi e le ho appena vendute...
Se venivi prima... Sai cos'e' annullare un pagamento adesso?
E' un tuo problema.
- Vieni un altro giorno. - No, no. No.
La prossima settimana.
Non mi muovo da qui senza i miei animali! Chiaro?
E la smetti di prendermi per scema, immediatamente!
Va bene, ho capito, si'.
Tranquilla, andra' bene.
Ehi! Annulla il pagamento e fai una nuova fattura!
Proprio queste?
Si', queste.
Queste, non credo. Le ho appena pagate!
Le aveva gia' comprate.
Posso portarmi via gli animali, per favore?
Si'.
Le mie 8. Posso?
- Marie. Mi aiuti, per favore? - Vieni a dare una mano, ragazzo.
Tienile forte per le zampe dietro. Zampe in fuori.
Vieni qui.
- Dove le porto? - Fuori.
Ehi.
Ti pesa molto?
Tienila ben stretta. Ma senza soffocarla.
- Che c'e'? - Non parlarle.
- Non guardarla neppure. - Sto solo dando una mano.
Ho detto di finirla.
Va tutto bene, Marie.
E' passata. Ti fidi di me?
Aspettami in macchina.
- Ciao. - Ciao.
Mamma.
Si'?
Ho pensato a te e papa'.
E...
l'amore tra voi era da far invidia.
Grazie.
- Tieni. - Grazie.
Gli piaceranno, vedrai.
Gia'...
Ti faro' sapere.
Ci salutiamo?
Abbi cura di te.
Non funziona?
No. Del tutto inservibile.
Impossibile recuperare le informazioni.
Ricomincerete a cercare?
Stiamo mettendo insieme una squadra e...
domattina cominceremo a cercare.
Non si preoccupi per questo.
Se la videocamera era li', e' perche' Antoine c'e' stato.
E' molto probabile.
Olga.
E' molto importante che l'abbia trovata. Davvero.
Che ci fai qui?
Voglio parlare con lei.
Di cosa?
Con te non voglio parlare. Voglio parlare con lei.
Be', invece, parli prima con me. Di cosa?
Andrete in prigione.
Ah, si'?
Cosa dice, questa qui?
E' cosi'.
Andrete in prigione.
Perche'? Cos'e' successo?
Hai fatto qualcosa?
Tu cosa pensi?
Posso?
No, lasciami.
Voglio solo parlare.
I suoi figli andranno in prigione.
E lei...
restera' sola, come me.
I miei figli non hanno fatto niente.
I tuoi figli...
hanno ucciso mio marito.
Non e' vero.
Hanno ucciso Antoine.
Restiamo noi, da sole.
Che facciamo?
Io sono li'...
se hai bisogno.
Abbiamo appena trovato il corpo.
- Ci andiamo subito? - Si', naturalmente.
Traduzione: 'goblin' [SRT project]
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