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Jill, Jill, guardami. Devi fare tutto quello che dico.
Tre, due, uno.
Non e' di Tom.
No, lui voleva che lo fosse.
- Cio' che importa e' che ha mentito. - Lo hai domato.
- La tua roba, tutto. - Ma posso controllarlo.
Beh, servirebbe un po' di pratica.
Conosco il posto perfetto.
Tom, sono Bill Hope, il padre di Jillian.
Devo solo dirle una cosa molto importante sulla sua famiglia.
Va benissimo, grazie.
Buonanotte.
Papa'?
Lascia in pace tua sorella.
Smettila!
Ok, eccoci qua.
Un'altra volta, ok?
A piccoli passi. Niente di troppo difficile. Iniziamo con una cosa semplice.
Un coniglio.
Un tenero coniglietto. A tutti piacciono, no?
E' facile.
Ora...
Ricorda, immaginalo nella tua mente.
Collegaci un sentimento.
Conforto.
Gratitudine.
Amore.
Immagina tutte le sue parti. Immagina i suoi baffi,
i suoi occhi, le sue orecchie, il suo naso.
C'e' qualcosa di diverso.
Qualcosa e' diverso.
Hai perso parte di te, ieri.
Giusto?
Ricordo quando ho perso la mia prima creazione.
Fu intenso, cazzo.
Lo creai qui, sai...
in questa casa, la prima volta.
Dopo averlo disegnato un milione di volte.
Amavo disegnare coi miei colori a cera.
La mia prima creazione, Ragazzo Alto, fece cose...
non molto carine prima che imparassi a controllarlo.
Ma con l'addestramento,
puoi imparare non solo a controllarlo, ma anche a usarlo.
- Che intendi? - Beh, puo' diventare
una specie di tua... marionetta.
E' una cosa speciale che solo tu puoi fare.
Tu e io.
E' fico. E' fantastico!
Sai?
Ti e' concesso godertelo.
E' un superpotere, giusto?
- Stai solo creando un coniglietto. - Ok.
E' la volta giusta. Ce la puoi fare.
Un respiro profondo.
Inizia.
Si', bene. Fantastico.
Molto bene. Molto bene. Si'.
Immaginati tutte le sue parti. I suoi occhi.
Immagina le sue orecchie, i suoi baffi.
Ci sei, dai.
Si', si', si'.
Quasi, quasi.
Il contatto fisico aiuta. Pronta?
Uno, due, tre. Ecco.
Hai fatto tutto tu.
Sapevo potevi farcela.
Forza.
Dai, vediamo quel coniglio.
Non scappare.
Non scappare.
Beh, non tutti possono farcela.
Come il tuo cane, sai.
Mi ci son voluti vari tentativi per farlo bene.
Il mio cane?
Hai creato il mio cane?
Si'.
Ti stavi trasferendo e ho pensato di mandarti un regalino.
Channel Zero - S04E05 "You Belong to Me"
Traduzione e revisione: catastrophe
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- Ehi. - Ehi.
Pensavo di aver lasciato il mio telefono nella borsa.
Merda.
E' morto.
Non ho mai rotto un telefono in vita mia.
Beh, se solo uno schermo rotto fosse il tuo piu' grande problema ora...
Giusto?
- Penso di aver bisogno di un po' d'aria. - Si'. Si', certo.
Ehi, sono Jill. Lasciate un messaggio.
Ehi...
sono io.
Non so dove sei.
O se stai con...
lui.
Non lo so e basta, Jill.
Ti prego, torna a casa.
Ehi.
Si'. Si'.
Ho bisogno di te, ora.
Manca anche a te.
Si'.
Ehi.
Ehi, dove vai?
Vuoi entrare in casa di Ian?
Ok.
Ian?
Ian?
Ian?
Ian?
La colazione e' pronta.
Ehi, Jill?
Ehi, Jill?
Ehi.
Ha un odore delizioso.
Ma che cazzo?
Ho una domanda.
Hai detto di aver creato il cane.
Come mai hai scelto quel cane in particolare?
Beh, sai... Non lo so.
E' solo che...
E' cosi' strano,
avevo un pupazzo uguale a lui
quando ero piccola.
Strano.
Com'era tua madre?
Mia madre?
Perche'?
Sono solo curiosa di conoscerti meglio.
Lei e' morta.
- Mi dispiace molto. - Si', gia'. All'inizio di quest'anno.
Era...
Era molto fiduciosa.
Era la sua debolezza, probabilmente. Era troppo fiduciosa.
Vedeva il mondo come voleva vederlo lei.
Beh...
nel modo in cui suo marito le diceva di vederlo.
Penso scelse lei di non vedere certe cose.
Puoi farlo, sai...
Creare la tua realta'.
Ma lei mi voleva davvero bene, sai? Tipo...
davvero tanto.
Non mi ha mai capito, ma... ma ci ha sempre provato.
Non ha mai smesso, e meritava...
davvero meglio di quello che ha avuto.
Stai bene?
Penso di dover tornare a casa.
Si', ok.
Non dobbiamo tornare ora, sai.
Insomma, potrebbe non essere... la cosa migliore...
per il tuo addestramento, sai?
Stavi andando molto bene.
- Lo hai visto? - C'e' qualcuno in casa mia.
Ehi, Tom.
Stai...
stai cercando qualcosa, amico?
Perche' eri al motel ieri sera?
Cosa?
Ti ho visto al motel.
Non ero in nessun motel ieri sera, amico.
Ero con Jillian.
- Tutta la notte. - Quale motel?
- A che ora? - Ero con te.
Io dormivo.
Ha chiamato tuo padre.
- Cosa? - Doveva parlarti di una cosa urgente.
Sulla tua famiglia.
Non riusciva a contattarti.
Cosi' sono andato a incontrarlo al motel sulla 270
e quando ci sono arrivato, lui se ne stava andando
e tuo padre non era da nessuna parte.
Quindi, dov'e' suo padre?
Perche' eri al motel?
Perche' hai tutte queste foto di lei?
Amico, io...
senti, non so nemmeno da dove cominciare.
E' una cosa folle, amico.
Che c'e'?
So chi sei.
Si'.
Ok, di cosa state parlando?
Deve aver comprato la casa dopo, vero?
Porto li' anche me e mia madre qualche volta.
I fine settimana al lago.
Ero quasi troppo giovane per poterlo ricordare.
Mi chiedevo se lo avresti ricordato.
Lasciai li' anche il mio pupazzo.
Vero?
Di che stai parlando?
Lui e' mio fratello.
Fratellastro.
Ehi, lo so, lo so.
Cio' che devi capire e' che ho saputo di te solo di recente.
Quando ero piccolo, mio padre
era sempre in viaggio per affari.
Mia madre era l'altra donna e io non lo sapevo.
Non sapevo che tu esistessi. Ma quando l'ho scoperto,
tutto ha avuto un senso.
Entrambi abbiamo questo dono.
Entrambi.
Non lo abbiamo voluto noi, ma lo abbiamo ricevuto
dallo stesso uomo che non riusciva ad amarci. Nessuno riuscira' mai a capirti
come ti capisco io.
Non volevo lo scoprissi cosi'. Non volevo che...
- pensassi fossi coinvolto con papa'... - Mi hai mentito.
Ho fatto tutto per te.
Ho fatto qualcosa di grosso. Ho fatto qualcosa di davvero grosso...
e voglio mostrartelo.
E' in garage.
Per favore.
Merda. Siete usciti dalle gabbie.
Jill.
- Stammi lontano. - Ok. Ok.
Ehi...
Ehi...
Ehi...
Eccoci qua.
Abbiamo raggiunto un limite.
Sai chi sono.
Io so chi sei tu.
Possiamo voltare pagina con gli occhi aperti.
Ma spetta a te.
Dimmi tu cosa succede ora.
Il Detective Fraser, per favore. E' un'emergenza.
Detective Fraser. Salve.
C'e' stato un omicidio.
Siamo al numero 48 di Brahms Bay Caldecott Street.
Si', resto in attesa.
Abbiamo un 10-54. Un probabile 187,
e dovrete mandare la Protezione Animali.
Poteva accennare dei 20 cani che lo stavano divorando, cazzo.
Non lo stanno divorando. Lo stanno rosicchiando.
Non vuole dire nulla sul perche' c'e' un cadavere nel suo garage?
Ce l'ho messo io ieri sera.
Lo ha ucciso lei?
Si'.
Li ho uccisi tutti io.
Tutti chi?
L'ho fatto per lei.
- Lei non ne sapeva nulla. - Tutti chi?
Ho ucciso mio padre.
E' in garage.
Ho ucciso il loro amico Jason e la signora della vasca della meditazione.
Ah, quasi dimenticavo. Se spostate delle buste di fertilizzante nel retro del garage
troverete gli O'Connell. Vivevano qui.
Li ho uccisi perche' mi serviva vivere nella loro casa.
Ma che resti tra noi, non gli restava comunque tanto da vivere.
Metta le mani dietro la schiena, Ian.
Ha il diritto di restare in silenzio.
Tutto cio' che dira' potrebbe essere usato contro di lei in tribunale.
Se non puo' permettersi un avvocato, gliene verra' garantito uno.
Lei e' uno stronzo.
Andiamo.
E' colpa mia.
Non dire cosi'.
Sai, quando ero piccola...
pensavo solo che se ne fosse andato.
Solo quando sono cresciuta, mia madre mi disse dell'altra famiglia.
Io voglio una famiglia con te.
Cosa?
E' cio' che ho sempre voluto.
Ho paura.
Anch'io.
No, intendo paura di me stessa.
Sono incasinata.
Sono squilibrata.
Quando mi sento cosi', e' li' che
succedono le cose.
E io che posso fare?
Si', baciami.
Non fermarti. Non fermarti.
Cazzo!
Cosa c'e' dietro quella porta?
Non lo so. Non mi stavo concentrando su nulla.
Ok, quindi magari non c'e' niente.
Aspetta.
Jill.
Questo e'...
Abbiamo...
Lo abbiamo fatto.
Ecco, vuoi tenerlo?
Cos... Che cos'e'?
E' il nostro bambino.
E' parte di me.
Penso stia morendo.
Non e' un serial killer.
Stronzate. Cinque omicidi sono avvenuti in momenti diversi, in posti diversi.
Da manuale.
E invece non lo e'.
Per l'amor di Dio.
Sorpassa lo scuolabus. Sorpassa lo scuolabus.
Cavolo, non intendo farlo. E' illegale.
Quindi se non e' un serial killer, cos'e'?
Un normale pluriomicida.
E' questo che sei, amico mio? Solo un normale pluriomicida?
Un assassino compulsivo.
Come, scusa?
Cavolo.
Guarda questo tizio che sembra uscito da un circo. E' grottesco.
E' davvero brutto.
Cavolo.
Se io fossi cosi' brutto, mi suiciderei.
Chi indossa i calzini con i sandali?
Sembra uno scarto di una boy band degli anni '90.
Deve aver fumato un sacco di erba al liceo.
Guarda quel bambino.
Sali sullo scuolabus, ragazzino. Fallo salire su quello scuolabus.
Ascolta, Timmy. Timmy, sali sullo scuolabus.
Il ragazzino vuole restare a casa.
Lascialo restare a casa.
Ma che cazzo?
No, no, no, no!
Dio!
Uccidilo, subito!
Subito!
No, no, no!
No!
No!
No!
No!
Grazie.
Non so cosa fare.
Vattene.
Prendi un po' d'aria.
Lasciami stare con lui.
Non voglio lasciarti.
Tom, ti prego.
Non fai sul serio, amico.
Posso letteralmente creare porte
con la mente da cui escono fuori mostri.
Pensi davvero che possano trattenermi nel retro di un'auto della polizia?
Perche' non impari ad accettare un no?
Dai, Tom. Entriamo.
No, tu non entri in casa mia.
Non sei il benvenuto.
Non farlo, Tom.
Non voglio uccidere nessun altro.
- Ehi, agente. - Rientri in casa.
E' lui il tizio che state cercando.
Non si muova.
Non io! Non io!
Spari a lui!
Ehi! A terra!
A terra!
Merda! No, no, no! Stai indietro!
- Hai... - Molla la sega.
- Lo hai creato tu? - Ho detto mollala!
- Ti avevo avvertito, Tom. - Fallo!
- Qualsiasi cosa succeda... - A tutte le unita', tornate!
- e' colpa tua. - Sono troppo aggressivi! Indietro!
Dio!
Jill.
Ma che cazzo?
Ehi, piccoletto.
Mi dispiace tanto.
Sono qui, ok?
Sono qui.
Non vado da nessuna parte.
Tom?
VEDIAMOCI NEL QUARTIERE FANTASMA
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