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Zulu
Tra poco si va a votare.
Voi che fate? Io per chiarirmi le idee,
l'altro giorno sono andato a ripescare questo vecchio libro.
Un capolavoro di fantasia e umorismo.
Si chiama "Costituzione della Repubblica Italiana".
Cominciamo dall'inizio. Articolo 1 :
"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo".
E già questo fa molto ridere.
Vi racconto anche questa. Proprio ieri eravamo a Caserta
con l'amico Giansanti, a un certo momento mi si avvicina un giovane,
si chiamava Carlo, e a brutto muso mi dice:
Onorevole Spagnolo, io non mi posso ammalare
perché non ho i soldi per curarmi,
io non mi posso sposare perché sono disoccupato.
Ecco, mi dica lei, cosa devo fare,
mi devo ammazzare?
L'ho preso da una parte e gli ho detto:
Carlo, a differenza dei miei avversari,
io ti dico che tu hai diritto a un futuro.
Ma non ci può essere un futuro in questo Paese
senza queste tre parole fondamentali,
che sono: il lavoro, la sicurezza, la famiglia!
APPLAUSI
- Buongiorno! Come va? - Come deve andare?
Sei stanca? Dai, la mattina è appena iniziata!
Dottore, mi è caduta la dentiera dentro questa bottiglia.
Annibale, non è una bottiglia, non ci deve bere, te l'ho già detto.
- Mi aiuti a levarla? - Ti aiuta Debora. Dagli una mano.
- Basta che metti le mani a posto. - Amore. - Sì, amore.
Zio, io te le taglio quelle mani!
Marisa, come sei bella stamattina.
Se non la smetti di essere così gentile, finisco per innamorarmi.
Magari mi innamoro io!
- La macchinetta del cuore... - L'elettrocardiogramma.
- Non funzionava nemmeno oggi. - Va bene, ci penso io.
Intanto fatti vedere da Santini.
- Signora Marisa, sto qua. - Aiutami, fai due passi!
- Amore, come va? - Bene.
- Quanti milligrammi stai facendo? - 45.
Così lo ammazziamo! Ti ho detto non più di 20, dai!
- Mi sta ammazzando questa stronza. - Cesare, non ti permettere!
Riccardo, al sindacato vorrebbero fare il punto sul reparto.
Sbroffa, non ho tempo per queste cose, ti prego.
Dottor D'Onofrio? Dopo la dialisi si è rotto pure l'elettrocardiogramma.
- Ci stanno dieci pazienti che aspettano. - Io che ci posso fare?
- È il primario. Io dove li smisto? - Dove li smisti?
Ma non vedi che sto parlando col dottor Tommasi?
- Mi scusi tanto. - Prego.
(RICCARDO SOTTOVOCE) Ma vaffanculo.
Prendine un'altra.
- Grazie, arrivederci. - Allora? Come è andata?
Pare bene. Oh, auguri a tutte.
Fammi grattare subito. Me li scartavetro proprio.
- Susanna Spagnolo! - Siamo pronti. Siamo qui.
Susanna, sei un'attrice straordinaria, la parte è già tua!
Prego.
Questa volta la picchiano a quella cagna.
Come amministratore delegato uscente, permettetemi
di ringraziare tutto il Consiglio di Amministrazione per la fiducia,
per la stima che mi ha regalato in tutti questi anni.
Questa vuole fare uno stage. Guarda che bocce.
- Chiamala subito, glielo faccio io il tirocinio. - Non mi fare ridere.
- Questo dice che è avvocato. - Ma è negro.
Beh, fai il democratico. Oh, l'avvocato negro...
- Che ridi? - Se lo dici tu!
Per questo il mio successore dovrà essere una persona affidabile,
seria e mi permetto di proporre il nostro direttore del personale,
Valerio Spagnolo.
- (SOTTOVOCE) Ti ha chiamato. - Che?
Sì... Eccolo.
Che dire... sono molto emozionato e quindi... grazie.
Brillante come sempre.
La nostra azienda è di fronte a una grande battaglia,
ma se mi darete fiducia, sarò in grado di trionfare
come fece Napoleone a Waterloo!
Spagnolo, Napoleone a Waterloo ha perso.
Ma con dignità.
Allora abbiamo Manlio...
che ha l'officina piena di clienti
e quindi non può occuparsi della moglie
che sta per sgravare sulla tangenziale est.
Tu sei una arredatrice di interni
e non sai come comportarti. E allora, disperata,
chiami la ginecologa della donna, la dottoressa...?
- Sassone. - È chiaro? Perfetto. Motore!
- Questa mi sembra quella giusta. < Partito!
Azione!
(CON LA S SIBILANTE) Dottoressa Sassone, sono Alessandra Cossuto.
La signora ha uno spaventoso susseguirsi di spasmi convulsi.
Cosa devo fare? Me lo dica subito!
Subito!
- Non ci credo. - La mando via a calci?
È la figlia dell'onorevole Spagnolo. Dobbiamo prenderla.
Che Paese di merda!
Tante cose.
Onorevole, fa una foto con mia moglie?
- Certo, come dire no a questa bella ragazza. - Grazie.
Un sorriso, bella.
La natura, a volte, sa essere malvagia. Ciao.
Onorevole, mio cugino Marco. Aveva chiesto una persona di fiducia.
- Ah, sì. - Questo è lo psicopatico che perseguita mia figlia.
- Come si dice... - Stalker. - Perfetto.
Non è pericoloso, però mia figlia è terrorizzata.
Si chiama Susanna, è un po' particolare, vedrai.
(MICHELE) Le devi stare appresso 24 ore su 24. Mi raccomando.
Onorevole, Marco è fortissimo, non si preoccupi.
- Prima di fare la guardia giurata faceva l'attore. - Bravo!
Impara l'arte e mettila da parte. Per fortuna persone come me
- un posto di lavoro ve lo trova sempre. - Grazie, onorevole.
- Dai, è andata bene, no? - Eh...
Onorevole, tutto fatto, tranquillo,
- Valerio prenderà il mio posto. - Bravo.
Non è stato facile convincere tutti gli altri,
perché diciamolo, suo figlio non è "un fulmine di guerra".
Beh, Lattanzi, tu non sei questo gran fenomeno, eh!
Ora entri in RAI grazie a me, e non hai neanche mai pagato il canone.
No... infatti...
Guarda che ti fa Annibale!
Un giorno mi spiegherai che ci fai ancora qui.
Non funziona niente, guadagni due lire, ti fai pure il sangue amaro!
- È che sono innamorato di questa bellissima struttura. - Appunto.
< Vieni a Boston. Lì si fa ricerca seriamente, è tutto organizzato
e soprattutto pagano il triplo.
Ma se me ne vado, come fa questo poveraccio?
Si guadagnerà pure il triplo, però mi prenderebbe l'ansia.
Mi levi la Roma, gli amici, la donna mia...
- La lasagna. - La lasagna, impazzirei.
- Allora? > È mio il punto, ma che sei pazzo?
La boccia rossa è più vicina al pallino, il punto è di Annibale.
- Ti attacchi al cazzo! - Ma vai a mori' ammazzato!
- Dai, Cesare. - Ma che esulti? Cosa esulti?
- Fra due giorni stai nella cassa... - Ma vattene!
- Salve, signorina Spagnolo. - Che vuole? - Sono Marco.
- Guardi che chiamo la Polizia. - Mi ha mandato suo padre.
- Sono il nuovo... - Oddio, scusi.
(CON LA S SIBILANTE) Scusi, ero assorta nei miei pensieri.
Sono a disposizione, l'aspetto fuori in macchina.
Sì, faccio la visita e scendo subito.
Scusi, perché sta dal dietologo?
Per dimagrire, che domande. Guarda che pancia!
Certo.
(TV) Sfogati, solo io ti posso capire.
Potrei metterti in pericolo di vita.
Buonasera. Ciao a tutti. Sono tornato. Ciao ciao.
- È tornato papà. - E "accannami"!
(TV) - Sai chi è stato ad ammazzare Peppino? - No.
- Hai pagato poi la filippina? - Ssshhh! - Che è?
- Fammi sentire chi ha ammazzato Peppino! - Ma che stai guardando?
Valerio, stai zitto! Proprio adesso devi parlare!
Sei matta? Accompagna tua madre dal neurologo domani!
Non mi hai fatto sentire che ha detto Oronzo!
- Ho fatto una domanda! - Non devi fare le domande.
Devi stare zitto quando c'è "La terra del rimorso"!
- Hai sentito tua madre? - Ha ragione!
Ha ragione... Vado a prendere il bromuro.
Ora chi lo dice a papà?
# Senti come sento il sentimento.
Sentimento, sento sento. Sento sento il sentimento.
Uah! Senti come sento il sentimento... #
CANTA IN FRANCESE
Ti piace? L'ho imparato a burlesque.
Vai avanti, vai avanti, sbrigati.
Se mi raccomandi per la fiction, ti faccio vedere pure il culetto.
- Che dici? - Mi sento male.
Lo so, certe volte faccio questo effetto.
L'ambulanza, chiama l'ambulanza.
Oddio!
- Sono il figlio dell'onorevole Spagnolo. - Beato te.
- Come sta mio padre? - Tuo padre? Ma come stai tu?
- Stai dritto, hai un colore brutto, hai mangiato lo stracchino? - No.
Prendi un succo di frutta, siediti.
- Ti faccio sapere io come sta papà. - Grazie.
Michele, ti prego, non morire.
- Scusi, lei è qui per Michele... - Michele Spagnolo.
Mi aveva promesso una trasmissione tutta mia. E ora se muore?
Non ce la faccio più, sono anni che mi faccio un "mazzo" così!
Se l'avessi saputo, avrei fatto la mignotta!
Comunque io sono il figlio, Valerio Spagnolo.
- Anche lei sta in politica? - No.
Niente.
È meglio che vada via, la vedo molto stanca, provata.
Le do i soldi per il taxi, non ci sono problemi.
La prossima volta che la do a qualcuno,
- gli chiedo prima il certificato medico. - Brava, vada adesso.
- Come sta papà? - Ma come ti sei vestita?
- Stavo a una festa in maschera. - Chi era quella?
Quella? Quella era la... come si... l'anestesista,
grande professionista, molto sensibile...
- Dove cazzo sta l'uscita? - Di là. Guardi... vada.
Mettiamoci qua, mamma.
- I signori Spagnolo? - Allora, dottore?
- Lei è la moglie? - Sì. Ci sono anche i miei figli.
- Tranne uno. - Non è una grande perdita.
- Sempre il solito simpaticone. - Ecco Einstein. Siamo al completo.
- Ma che ti sei messa? - Una festa mascherata! Charleston!
Il peggio è passato, ma c'è una sospetta demenza frontoparietale,
la certezza l'avremo solo nei prossimi giorni.
Scusi dottore, ho capito solo la parola demenza.
Tu solo quella puoi capire!
Onorevole Giansanti!
Allora, per favore. Buoni. State buoni, buoni.
L'Onorevole Spagnolo sta meglio, la situazione è sotto controllo,
è circondato dall'affetto dei suoi cari e soprattutto è molto sereno.
Andatevene tutti 'affanculo!
- Papà basta! - Zitta tu con questa "S" che non ti si può sentire!
Signora, al momento suo marito è totalmente privo di freni inibitori.
Dice e fa tutto quello che gli passa per la testa. Comprese le parolacce.
Una specie di sindrome di Tourette?
Purtroppo è molto peggio.
Giovanotto, ma quanto mangi? Sembri un cinghiale.
- Come ti permetti? - A facocero!
- A rincoglionito! - A stronzo! - A merda!
Antonio! Ma sei impazzito?
A panzoni, sembrate due lottatori di sumo.
Non può fare a meno di dire la verità, tutta la verità.
Dottore, ma lei continua a parlare con quel coglione di mio figlio?
- La verità. - Uno che ha sposato quel troione alle sue spalle.
Ma Valerio! Lo senti tuo padre?
È molto malato.
- Merde! - (INSIEME) Grazie.
- Riccardo, che mi gioco? - Che ne so, Sbroffa, giocati...
- tutti i numeri pari. - Perfetto. Allora gioco tutti i dispari.
È una tattica, con questo sistema già ho vinto tre volte.
Io non capisco perché non vai a salutare tuo padre.
Amore, sono vent'anni che non gli parlo e sto molto meglio.
Poi magari un giorno mi spieghi perché.
Un giorno te lo spiegherò.
Ahia! Oh, ma sei matta?
C'è gente.
Bentornati a "Buon pomeriggio Italia".
Stavamo parlando del dramma di Susanna Spagnolo.
> Dicci la verità, come sta papà? - Papà si sta riprendendo.
Diciamo che ormai il peggio è paSSSato.
- Scusate. - Non devi scusarti, noi ti vogliamo tutti bene, non è vero?
Guarda... lo stalker.
< Psss.
(SOTTOVOCE) - Te ne devi andare. - Ma che vuoi?
> Cosa ti ha detto il tuo papà? - Prima di venire qui papà...
mi ha stretto forte tra le sue braccia e mi ha detto
con un filo di voce...
"Non mi importa se fai l'attrice, se lavori in cinema o in televisione,
tu per me sarai sempre la mia bambina."
Ma questa è un'attrice?
Zitta, bagascia.
Quanta tenerezza, quanta sofferenza! Progetti per il futuro?
(SOTTOVOCE) Ti sfondo.
Sto per girare la fiction "Elettrauti"
e sono molto "elettrizzata".
Che ironia! Dovrebbe essere lei a condurre, non quella raccomandata.
- È mia moglie. - Grossa professionista.
Forse prima o poi si incontrerà sul set con il nostro bel Max.
Sarebbe fantastico per me lavorare con un'attrice così bella e brava.
(CONDUTTRICE) Attenzione! Questa è una vera dichiarazione.
Susanna, attenta a non cedere anche tu al fascino del nostro bel Max.
Non credo, non sono una ragazza facile da conquistare.
Sì!
Sì! Sì!
- Piano, piano - Pensa a te, Pasquale, che sei un nano,
- io ho le gambe buone. - Ecco.
Bentornato, onorevole, come sta?
Bene, grazie a Dio, signora Scatozza, non c'è male.
Lei, un cesso come sempre.
Fa bene suo marito a metterle le corna con la negra.
- Cosa dice? - La nigeriana, quella che vi fa le pulizie.
È da tanto che trombano! Lo sanno tutti da queste parti.
- Andiamo. - Buona giornata, e buone corna.
Oh, mamma.
- Ricordi la signorina all'ospedale? - L'anestesista?
Non era un'anestesista. Era una che ogni tanto papà si "schiacciava".
Oddio! Tra l'altro orrenda, aveva un sedere grosso!
Questo che c'entra? L'importante è che mamma non lo scopra.
No, tranquillo, mamma non lo scoprirà mai.
> (GIOVANNA) Sei un porco! Porco!
Tu porti sfortuna.
Ti sono stata a fianco per quarant'anni, non me lo dovevi fare.
- Mi fai schifo! - Che esagerazione, per una scopatina!
- Sentite vostro padre? - Mamma, non drammatizziamo,
è stata solo una scappatella. Papà ti ama. Vero, papà?
Ma che ama! Sono 40 anni che ho vostra madre fra le palle!
Stai zitta.
- Mi fai ribrezzo. Io ti odio. - Sì, va bene.
- Mamma, papà è una persona molto malata. - Ancora?
Ti ha tradito, ma l'ha fatto una volta sola in 40 anni, succede.
Vero, papà che l'hai fatto una volta sola?
Veramente sono trecento, se arrotondo per difetto!
Vogliamo aggiungere le mignotte? Cinquecento.
- Basta! Vado a fare la valigia. - Mamma, era solo sesso!
Io con l'onorovole non ho mai fatto le "sporcerizie".
Ma ti sei vista? Sei uno scaldabagno!
Ti piacerebbe assaggiare questo abbacchietto? Poh poh!
Articolo 29:
"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia
come società naturale fondata sul matrimonio."
Per questo la gente non si sposa più.
Ciao "mammotta", è tutto sotto controllo.
- Stai zitto, scemo! - Grazie.
- Dove va adesso? - Alla casa al mare.
E facevi pure il razzista! Te la fai con le negre, pervertito!
E tu torna in Africa! E io non sono un cesso, sono un tipo!
- Giornatona, eh? - Sì, ma adesso come facciamo con papà?
State attenti. Ho diviso le giornate in cinque fasce orarie.
Riccardo ha il colore fucsia, Susanna verde e io arancione.
- Che c'è? - Posso avere il fucsia?
Rimane il problema delle notti.
Per questo primo periodo dovremmo andare tutti a dormire da papà.
- Che c'è? - Il mercoledì non posso, ho pilateSSS.
- Susanna, cerca di collaborare. - Stacci tu il mercoledì sera.
Susanna, il mercoledì c'è la Champion's.
Certo, basta che sistema i cavoli suoi!
Scusate se interrompo, ma io non posso venire laggiù,
è troppo lontano, ho l'ospedale.
Non puoi fare sempre come vuoi tu!
Prendiamo un'infermiera, è molto più semplice!
Allora, rispiego la cosa, che forse non si è capita:
non si deve sapere! Altrimenti papà lo cacciano dal partito
- e a me dall'azienda. - Questo è un problema tuo.
Dai, Riccardino, se non lo vuoi fare per lui, fallo per me.
Oh... eh?
- Tony, tesoro. - Ciao, talento indiscusso, come sta l'onorevole?
- Purtroppo sempre uguale. - Mannaggia alla morte!
Sei molto carino a preoccuparti per lui.
Figurati, per me è come un secondo padre.
Se schiatta, avvisami, così faccio un bel comunicato stampa.
Chiamami a qualunque ora, stasera lavoro fino a tardi.
- Va bene, grazie. Ciao. - Ciao.
Vamos!
MUSICA AD ALTO VOLUME
Vedo che hai improntato tutta la tua infanzia sulla cultura!
Questo cos'è, il tuo libro di recitazione?
No, è un libro sui cani.
Ah.
- Va beh, grazie, adesso puoi andare. - Sì.
No, è che... lo stavo rileggendo, ma credo che ne hai più bisogno tu.
- Shakespeare. - Sì, uno scrittore inglese.
Sì, famosiSSSimo.
- L'ho portato come provino in Accademia. - Anche tu sei un attore?
Oltre a chi, scusa?
Patti chiari e amicizia lunga, il lettino di sopra è mio.
- Fai come ti pare. - Fai come ti pare.
Ho dormito per 20 anni dentro a una grotta, per una volta...
È arrivato Gesù Bambino!
È tornato anche il figliol prodigo, che bella sorpresa!
Io vado a mangiare una mela.
"Non metterò mai più piede in questa casa!" E invece...
- Solo perché ti sei ammalato. - Ora saremo costretti
a stare sotto lo stesso tetto. Che sofferenza per te, eh?
Più che una sofferenza, è un fastidio.
- Ma sopportabile, papà. - Papà?
Oh! Mi hai chiamato papà!
Devo stare proprio male.
Buoni questi. Sono proprio buoni buoni. Molto buoni.
- Ma è un pigiama quello? - Sì. Fico, no?
È per mimetizzarsi col giardino.
Ragazzi, vi ricordate questa coppa?
Questa l'avete vinta voi da ragazzini,
in occasione della Madonna del Carmine, d'estate al mio paese.
Tu vincesti... sì, la gara coi sacchi, tu rompesti la pignatta
e tu mangiasti 20 fette di anguria con le mani legate.
- All'epoca ancora mangiava. - Era un sacco di tempo fa, papà.
Però eravate una bella squadra.
Adesso non vi incontrate neanche per un compleanno. Che vi è successo?
Abbiamo avuto un padre così presente che ci ha unito indissolubilmente.
Eeeh!
- Che mangi, tesoro? - Yogurt al mirtillo con fiocchi di kamut.
Kamut. Bella monnezza!
Cosa stai facendo? Tra un'ora hai le analisi, non puoi mangiare.
- Dallo a me. - Devi stare a digiuno.
Non ti azzardare!
Fregnoni che fate la fila, ribellatevi!
Io non ho fatto l'impegnativa, non ho il ticket
e in più sono raccomandato da mio figlio, che fa pure il comunista!
Stai zitto! Scusate, non è vero!
Abbiamo fatto tutta la trafila, è tutto regolare.
- Complimenti, signorina, bona! - Serve una mano?
- Magari. - Le hai dato una schiacciatina?
Papà, è Elena, la mia fidanzata.
Elena! Bel nome, storico. Elena di Troia!
> Papà, basta!
Scusi, perché questo passa davanti a tutti?
Calma, signorina, non c'è nessuna anomalia, siamo in Italia.
Io sono ricco e passo davanti, lei è povera e si attacca al cazzo.
MUSICA HAWAIANA
Fratelli Orsero: le migliori banane e ananas direttamente dalla jungla
a casa tua.
Squisita! ASSSaggiami!
> E stop! - Altro che frutta sana,
a sentire questa mi è venuta voglia di drogarmi.
(INSIEME) Non siamo animali, rispetto per noi,
la sbobba della mensa ve la mangiate voi!
È dura con questi, eh? Un macello.
- Ma che succede? - Sosteniamo la protesta dei degenti.
Hanno trovato uno scarafaggio nel purè.
E allora? Buono. Sono proteine!
Piuttosto, le mummie sanno che la mensa dell'ospedale
- è gestita dall'azienda di tuo fratello? - Che dici, papà?
Sbroffa, è inutile che scuoti la testa.
Mio fratello ed io siamo due persone completamente diverse.
È vero, con lo stesso cognome però!
- Me lo stai facendo apposta, papà? - È la verità.
Onorevole, vista la sua situazione, le consiglio di investire tutto
sulle nostre obbligazioni.
Così la banca prende la provvigione e io in tre anni perdo il 10%.
Io sto in politica da 40 anni, so rubare meglio di te!
Onorevole. Onorevole, io l'ho sempre votata.
Mi aiuti, mia figlia ha 25 anni ed è disoccupata.
È bona? Gli si può dare una "botta"?
- Arrivederci. - (MICHELE) Tante cose.
In questo momento di sofferenza devi trovare rifugio nel Signore.
Don Vincenzo, io in Dio non ho mai creduto.
Anche se il Padre Eterno, a livello elettorale, funziona molto.
- Ma che dici, papà? - Per carità, per i preti massimo rispetto.
Poi il fatto che non avete mai pagato l'ICI è geniale!
- Siamo venuti a trovare Michele. Gli dobbiamo parlare. - Sì.
No! In questo momento papà non può.
Sta facendo fisioterapia.
Fa anche pis...
- Allora lo dico a voi. - Sì.
Sabato c'è la conferenza stampa del progetto "Famiglia Italia".
Manca poco alle elezioni,
Michele non appare in pubblico da troppo tempo.
Stavolta deve venire, deve fare uno sforzo. Ci serve la sua lucidità.
RIDE
Non fate pis?
Ho l'onore di cedere la parola all'uomo che mi ha insegnato tutto
e a cui non smetterò mai di dire grazie:
l'amico Michele Spagnolo.
Grazie, amici. Per me è un onore essere qui oggi.
Credo fermamente nei valori della famiglia.
> E nonostante i tanti impegni di lavoro,
l'unica cosa che ha sempre contato per me,
è la mia famiglia.
APPLAUSI
Io adesso la dovrei picchiare.
- Dovresti, ma non c'è certezza. - Te ne devi andare.
Infatti me ne stavo anda... Vi assecondo, ma è illegale.
Ma che cos'è veramente la famiglia?
> La famiglia...
Amici, vogliamo dire la verità?
La famiglia è una grande rottura di coglioni.
Ma sì! Quattro o cinque estranei che si odiano fra di loro,
costretti a convivere sotto lo stesso tetto, amici.
Ma poi, non si scopa mai!
Io, per intingere il biscottino mi sono dovuto fare l'amante,
una certa Sonia Brandi, una cagna, dice che vuole fare l'attrice,
ma secondo me è incapace, una cagna peggio di Susanna, mia figlia.
(VALERIO) Scusate, è una gag scritta per far ridere.
- Abbasso la famiglia! - Un bell'applauso.
Questo poi è scimunito, ha sposato un puttanone. Dove sta tua moglie?
- (MICHELE) Eccola là. - Vincenzo, fotografa il puttanone!
(MICHELE) Non vi sposate! Abbasso la famiglia.
(TV) Abbasso la famiglia. Non vi sposate...
Le cose si stanno mettendo male, molto male, Spagnolo.
- Se papà salta... - No, gli amici del partito non lo mollano.
Ci dissociamo dalle dichiarazioni dell'onorevole Spagnolo.
Purtroppo è una persona molto malata,
non può più proseguire la sua attività politica.
Te lo dico in amicizia, il Consiglio ti sta abbandonando.
- Stanno puntando su Pellizzaro. - Ma Pellizzaro è un cretino.
Allora diciamo che partite alla pari.
(DALLA TV) Non vi sposate, abbasso la famiglia!
Buona giornata.
- Spagnolo, caro collega. - Ciao, Pellizzaro.
Pare che ci hanno messo l'uno contro l'altro.
- Peccato, eravamo tanto amici. - Qui si stanno chiedendo tutti
se stavolta ce la farai senza l'aiuto di papà.
Scusa, è un periodo che sono un po' teso.
Veramente mi sembri tutto tranne che teso.
- Dammi i soldi! - Non ho niente.
Zitta o t'ammazzo! Tira fori il portafogli!
(CON LA S SIBILANTE) L'ho lasciato dalla dottoressa Sassone,
- sono senza soldi. - Scusate. > Stop!
Scusa, mi è venuto da ridere. La rifacciamo subito.
Non è colpa tua, è colpa di questa cerebrolesa!
Lui ride e tu te la prendi con me?
Sì! Perché, non ti sta bene? Forse non ci siamo capiti.
Basta! Non ce la faccio più! Ma come parli?
Io non capisco niente di quello che dici!
- Basta, via, vattene! - Proprio per niente!
- Non puoi cacciarmi, ho un contratto. - Ficcatelo al culo!
- Chiamo il mio avvocato! - Chiama chi vuoi, basta che te ne vai!
- Io sono Susanna Spagnolo! - 'Sti gran cazzi!
- Riccardo? - Sì?
- Eccolo. - Ah, grazie.
È in fase sperimentale, però funziona, daglielo, tranquillo.
- Cos'è? - Un farmaco su cui sta lavorando Santini. Per mio padre.
Rallenta i sintomi della demenza frontoparietale.
- Dovrebbe tornare come era prima. - Come era prima è meglio di no.
Avete letto qua? Chiudono il reparto.
- Come? - Che bastardi!
Andiamo da D'Onofrio e facciamo un casino.
Sì, noi abbiamo il contratto che ci scade! Ci cacciano subito via.
Elena, qua ci vuole qualcuno più...
- Chi? - Dovresti andarci tu. - No, ve lo scordate.
No, non ci vado.
Allora?
Non capisco il tuo stupore, mancano i fondi, il personale è carente,
i macchinari non funzionano
e tra un mese è prevista un'ispezione dal ministero.
- Probabilmente dovremo chiudere. - Senta, guardiamoci negli occhi.
Se chiudono il reparto, i medici senza contratto perdono il lavoro.
E i quaranta pazienti che seguiamo vengono a dormire a casa sua?
Li smisteremo in altri reparti.
Intanto lei sta smistando le dialisi nella sua clinica privata!
Nella mia clinica i pazienti sono serviti e riveriti.
D'Onofrio, conosco bene questa prassi.
I macchinari sono fuori uso o se non lo sono, lo diventano.
E perché aggiustarli, quando ci sono tante strutture private come la sua?
Tanto lo Stato rimborsa tutto, no?
Spagnolo, basta, vai a lavorare, è meglio.
Abbiamo un mese di tempo per salvare il reparto.
Partiamo con una conferenza stampa, facciamo casino.
- Poi picchetti e sciopero. - Scioperiamo subito.
- Sentiamo prima cosa dice il sindacato. - Buoni quelli!
- Riccardo, tu che ne pensi? - Tanto chiudono lo stesso.
Se scioperiamo, si blocca il reparto e ci rimettono i pazienti.
Articolo 32: "La Repubblica tutela la salute
come fondamentale diritto dell'individuo
e garantisce cure gratuite agli indigenti".
E qua improvvisamente diventa un libro di fantascienza.
Da quanto vi dico che dovete sostituire queste macchine, eh?
Lasciami! Se vi mando la ASL qua dentro, vi fanno un mazzo così!
Buoni, buoni, buoni! Che è questa caciara, Cosentino?
Direttore, la signorina dice che ha avuto un piccolo incidente.
"Piccolo"? Per poco mi salta una mano!
L'affettatrice è un'arma impropria. Non è a norma.
- Lei come sa che non è a norma? - Ho il fatto il corso della Regione
e conosco a memoria il numero del sindacato. Che faccio, chiamo?
A parte che il sindacato non fa più paura da anni, si calmi un po'!
No, Cosentino, domini il gladiatore che è in lei.
Sostituiremo l'affettatrice e risarciremo la signorina...?
- Valentina. - Valentina. Capito, Mazzone? - Sì.
- Chi saresti tu? - Il direttore del personale.
Guarda che puoi fare.
- Questo telefono fa delle foto bellissime. - Eh?
Fa foto bellissime.
La situazione è molto brutta, tesoro.
In televisione non ti vogliono più, la pubblicità è saltata.
Per usare un'espressione un po' troppo colorita,
ma che non si distacca tanto dalla realtà: siamo nella merda.
Dico "siamo" perché tu sei la punta di diamante dell'agenzia.
Quindi, se vai a picco tu, affondo anch'io!
Ma non è il momento di arrendersi!
È il momento di pregare e sperare che tuo padre guarisca.
Sì, ho capito, ma a parte papà, ho anche una mia profeSSSionalità.
Mi è sempre piaciuto il tuo senso dell'umorismo.
Alla gente della professionalità non gliene frega niente.
Tu lo sai perché piaci? Perché sei mediocre, come loro.
E ancora non te ne rendi conto, ma hai una grande fortuna.
C'è chi sa ballare, cantare, suonare, recitare,
chi sa intrattenere, chi è spiritoso. Tu...
non sai fare niente. Assolutamente niente.
E dobbiamo ringraziare Dio per questo grande dono che ti ha fatto.
Dai retta a Tony, devi cercare di rientrare nel giro.
Quello psicopatico di Amleto si struggeva: "Essere o non essere".
La questione è un'altra: "apparire o non apparire".
E io dico: "apparire".
Questo è il problema.
# Tutti i giorni sballo e mi mangio il caciocavallo.
Tutti i giorni corro e mi sgruppo un capocollo.
Poi la sera ritorno e di certo rifiuto il pollo.
La notte non è cupa se mi mangio una cuzzupa!
Soppressata, kamikaze, caciocavallo, kamikaze,
provola piccante, kamikaze. 'Nduja 'nduja boom boom boom!
Kamikaze... Iamuia! #
Parole di fuoco da Lamezia Terme!
Grande Piccante. E adesso è il momento di un debutto,
un pischello che arriva da Prati, ma ha una grande rabbia dentro.
Questa sera qui, al Planet Alfeus, Krepa Mc.
- Ma che nome è Krepa? - A me piace.
Almeno lui ha un po' di fantasia.
- Questo pezzo è dedicato a mio padre. - Sono io.
Hai visto? È il suo modo di dirti "ti voglio bene".
# Perché mio padre è una merda, un poveraccio senza palle
che passa la giornata in ufficio a cercarle.
È buono solo a farsi prendere per il culo, è la vergogna di mia nonna.
Il cazzo non gli tira neanche con la mazzafionda,
papà, papà nel nome del figliolo,
crepa, crepa, meglio nascere da solo.
Papà, papà, vedi dove devi anda', mi vergogno da morire a chiamarti papà.
Papà, papà nel nome del figliolo, crepa, crepa,
meglio nascere da solo. Papà papà, vedi dove devi anda',
mi vergogno da morire a chiamarti papà. #
(TV) Voi state all'opposizione da 70 anni
perché sapete solo distruggere senza costruire.
Cerchiamo di costruire qualche elemento concreto...
Sono geniali, guarda come si incazzano l'uno contro l'altro.
E proprio in questo momento si stanno dividendo l'Italia
e noi nelle case invece pensiamo che sono l'uno contro l'altro.
Guardate che ci vuole talento!
Michele, scusa, sono le undici, bisogna prendere la medicina.
(MICHELE) Mi vuoi narcotizzare?
Mi addormento e il giovanotto ti schiaffa il pesciolone tra le cosce.
Papà, sei monotematico. Non siamo tutti come te!
- Prendi questa medicina e basta, dai! - E va bene.
- Anzi, vado a dormire. - (RICCARDO) Bravo. - 'Notte.
(MICHELE) Così vi fate una bella scopatina.
Ma che ridi? Vorrei sapere perché ridi.
- Beh, è simpatico. - Sì, tantissimo.
Mi vuoi spiegare perché non vi parlate da tanto tempo?
- Lo vuoi sapere? - Sì. - Allora te lo dico.
Avevo 20 anni e dovevo partire per il servizio civile.
Come al solito voleva raccomandarmi per farmi stare vicino casa
e io, come al solito, ho fatto il contrario,
sono andato a fare il servizio agli anziani a Perugia.
- Stavo con una e... - E quindi?
Si è fatto la donna mia.
- Questo mi sembra un valido motivo. - Direi.
Comunque è stata lei che ci ha provato con me.
Era una gran mignotta! E l'aveva già data a mezza Roma!
Mi dovresti ringraziare!
Grazie, papà.
- Scusate. - Tu proprio non ce la fai ad essere puntuale.
- C'era traffico. - Tieni le fialette per papà.
- Che ci devo fare? - Gliene devi dare due tra mezz'ora.
- Ogni quanto gliele devo dare? - Ma che parlo arabo?
- Due tra mezz'ora. - Ho capito.
- Ce la fai o è troppo difficile? - Non sono cretino.
No.
Sai perché tuo fratello ti prende sempre in giro?
- Perché sei scemo. - Oggi avete tutti una parola buona.
Da quando eri piccolo. Lui andava bene a scuola, tu eri ciuccio.
Lui prendeva 60 alla maturità,
a te per farti dare 36 ti ho dovuto raccomandare alla preside
che a sua volta mi raccomandò la nipote per farla entrare alla Posta.
Papà, che c'è, che c'è?
Mi ha chiamato Lattanzi. Perché non ti vuoi presentare
- come amministratore delegato? - Non è che non voglio,
mi ha spiegato che con te in queste condizioni non ce la posso fare.
Valerio, ti dà fastidio che tutti ti prendono per scemo, no?
Allora per una volta, Valerio, reagisci, tira fuori le palle.
- E portami quelle cazzo di fialette. - Mi sono dimenticato.
Se oggi noi siamo qua, non è perché non funziona qualcosa,
è perché non funziona niente.
E ora venite a dirci che chiudete il reparto?
Eh, no! Siamo qui per dirvi che non ci stiamo.
(INSIEME) Non ci stiamo. Non ci stiamo. Non ci stiamo.
- Questi bilanci non li capisco. - Io non ci capisco un cazzo.
Ma non li possono scrive in italiano?
È italiano, Mazzone.
- Ah... si era... - Vi vedo in difficoltà.
Mi ha spaventato. Che difficoltà? No. Assolutamente no.
- Noi stiamo cosando, vagliando, stiamo facendo... - Cosando.
Dottor Spagnolo, io credo che se non si farà aiutare, non ce la farà mai.
NITRITO
Lei è convinto di essere circondato dai collaboratori giusti?
Assolutamente sì.
Laziale infame, mortacci tuoi!
Non mi dire che ti ha dato buca pure quella cozza! Fai schifo!
Spagnolo? Ti devo dare una bella notizia.
Ricordi quel posto da assegnare con contratto a tempo indeterminato?
- Sì, allora? - Avrei deciso di darlo alla tua fidanzata.
Hai ragione, so che Elena è ancora un po' acerba
e c'è chi lo meriterebbe di più.
(D'ONOFRIO) Ma ormai ho deciso, il posto è suo.
Però la deve smettere di crearmi problemi con tutte queste proteste.
E così stai più tranquillo anche tu.
- Sa che c'è, D'Onofrio? - Sì.
- Elena non accetterà mai. - No? - No.
Ha già accettato.
- E per la bella Elena: hip hip... - (INSIEME) Urrà!
- Brava! Te lo meriti proprio. - (ELENA) Evviva!
Lo spumante l'ho comprato io con i soldi che ho vinto con Win for Life.
- Bravo, vuoi un applauso? - Stai "rosicando"?
- Guarda che capisco come ti senti. - No, non lo capisci.
Io sono nato in un posto dove il più intellettuale
leggeva il "Corriere dello Sport" e neanche lo capiva.
Per pagarmi l'università ho fatto il commesso, il cameriere.
Sono dieci anni che mi faccio il mazzo, sempre da precario,
sempre sperando di essere assunto.
E il primario dà a Elena il posto e a me non rinnova il contratto.
A fine mese ho finito, me ne devo andare.
Ora hai capito come mi sento?
Quindi, per portare più utili all'azienda che cosa dobbiamo fare?
"Dobbiamo fare" chi?
- E poi dipende. - Tutto è a incrocio.
BUSSANO ALLA PORTA - Avanti.
Dottore, sono io, spero di non disturbare.
- Invece disturba! - Lei si faccia una camomilla,
io volevo solo ringraziare il dottore, va bene?
- Cosentino! - (VALENTINA) Sei matto?
- Al lancio del pennarello siamo arrivati! < Sei su Youtube.
Chiedo scusa. Valentina, puoi tranquillamente chiamarmi Valerio.
Valerio. Niente, ho avuto il rimborso.
- È stato gentile da parte sua. - (VALERIO) Dammi del tu.
Okay, allora grazie... tu.
Prego.
Poi, una sera, Valentina e Valerio andranno a bere una cosa insieme.
Lei intanto torni a pulire i cessi.
Tu non stai bene.
- Ehi! - Che è successo? - Ha preso queste pasticche.
- Quanto tempo è passato? - Penso una mezz'ora.
- Lavanda gastrica immediatamente. - Che devo fare io?
- Stia qui tranquillo e non si preoccupi. - Sì, non mi preoccupo.
Dottor Spagnolo? Potrebbe fare un salto qui al Pronto Soccorso?
Ci è venuta a trovare sua sorella.
La gente ancora si "suicidano".
Se la portavi anche solo mezz'ora dopo, non l'avremmo salvata.
- Grazie. - Non sai che corsa ho fatto!
Quando l'ho vista così, mi ha preso un colpo.
Scusate, permesso? Posso salutarla un attimo?
Susanna... brava!
Quanto ti avevo sottovalutato! Questa mossa è stata geniale!
LAMENTI
Guarda che sofferenza, che talento questa "guagliona".
- Divina proprio. - Convoco una conferenza stampa
e per una settimana non si parlerà d'altro!
LAMENTI
Pensa all'esorcista. Vomita ora, vomita, dai...
- Demonio! - Non sto facendo finta, sto male davvero.
Va bene, facciamo due foto,
tanto il servizio lo vendo lo stesso. Più sofferenza, tesoro.
Fammi vedere il fallimento di tutta una vita.
Che state facendo? Ragazzi, fuori, per favore.
Ma guarda che bella faccia da cinema.
Ehi! Sei sordo? Te ne devi andare!
Ma anche lei potrebbe fare la fiction... il portiere obeso,
- il giornalaio scassapalle. - Uno che ti picchia, se non te ne vai.
Andate a giocare a "tre tre, giù giù".
Perdonate il ritardo, mi hanno "ganasciato" la macchina.
- Come sta? - (RICCARDO) Meglio.
- (VALERIO) Susannina... - Se stiamo tutti qua, chi ci sta con papà?
> (ALTOPARLANTE) Se scendiamo in piazza, non è per sfasciare,
per destabilizzare o per compromettere.
Ma è per dire a voce alta che ci siamo anche noi,
e che questa volta non ci possono tenere fuori.
Perché siamo tanti, abbiamo idee, possiamo cambiare questo Paese.
E allora cambiamolo.
> Dimostriamo che possiamo stare al timone
e facciamo vedere al mondo che l'alternativa c'è, ed è forte.
Ma dove vai? Stanno caricando, scappa!
Scappa!
Bernini, dobbiamo dirci molte cose.
< (VALERIO) Dove si sarà cacciato? < (PASQUALE) Onorevole?
- Proviamo di qua. Papà! - Eccolo.
Papà? Papà?
Andiamo a casa, non è la giornata giusta per fare una passeggiata.
Andiamo a casa, dai.
Oh, che fine hai fatto?
- È che... - Hai sentito quelli dei sindacati?
No, mi dispiace, in questi giorni sono stata incasinata.
Comunque toccava a te organizzare l'incontro.
Sì, ma ho avuto da fare.
Sì, va beh... ho capito.
# Svegliatevi, italiani brava gente.
Qua la truffa è grossa e congeniata.
Lavoro intermittente è solo un'emittente.
E pure l'aria pura va pagata.
E giran giran tutti a pecoroni... #
- Ciao, Marco. - Ciao, bella. Ti presento Susanna.
Sì, la conosco, è quella che scelgono sempre al posto mio.
Questo è un aperitivo per voi. Vi lascio il menu.
Grazie.
Che c'è? Tutto a posto?
Insomma. Tutti dicono che è brava e poi sta qui e fa la cameriera.
Beh, sai quanti biologi conosco che fanno i commessi,
avvocati che fanno i camerieri.
Pensa, c'è un attore strepitoso che fa la guardia del corpo.
A proposito... ti ho riportato questo.
- Grazie. - Alla fine l'ho letto.
Miracolo!
Mi ha colpito tantissimo quando dice:
"Sappiamo ciò che siamo, ma non sappiamo ciò che potremmo essere".
Io non so neanche quello che sono.
Visto che ti piace tanto Shakespeare...
Cercano i protagonisti per il "Sogno di una notte di mezza estate".
- Sì... ma che sei matto? - Perché? Ti preparo io e poi ci vai.
- Ma quelli mi sputano! - Può essere.
Scusami un attimo, torno subito.
# Soldi pesanti d'oro colato,
questo paese s'è indebitato.
Soldi di piombo, soldi d'argento... #
Frocio! Tu sei frocio.
Ma quanto sei frocio! Lo sanno tutti che sei frocio.
Ti piace il torrone?
Buono.
One, two, three.
(IN CORO) Coglione, coglione, coglione, coglione.
Coglione, coglione, coglione, coglione. Ah!
< Mi sono fatto malissimo! Chiamate il 1 18!
Mi sono fatto malissimo! Oddio, oddio!
Poi sono io il coglione.
- Dottore, dottore? - Che succede?
Non ha mangiato tutto il giorno, ha dolori addominali,
pressione altissima e nausea. È un infarto. Io lo mando a fare un ECG.
ECG? Ma hai capito che ha?
- No, per quello volevo mandarlo... - Ma che dici?
Guarda qua. Ecco l'ECG, guarda che ha mangiato!
- Che hai mangiato, Cesare? - Di tutto, dottore.
Di tutto...
Elena. Non puoi fare così!
Ieri quello con l'enfisema per poco non moriva!
Ora scambi un'indigestione per un infarto.
Un medico di ruolo questi sbagli non li può fare. Hai capito?
Riccardo, ci guardano tutti. Non mi puoi trattare così.
Infatti hai ragione. Facciamo una bella cosa, non ti tratto proprio.
Finiamola qui, è meglio per tutti e due.
La dottoressa Straccipuletti, la miglior logopedista d'Italia.
Cominciamo subito.
Sussurri e sibili sciamano soavi e suadenti simili a senili singhiozzi
sottratti a stenti senza senso! Ripeti.
- SuSSSurri e sibili... - Basta!
Sei una cagna scandalosa. Ne sei consapevole?
A parole!
Sì.
Sasso. Sassari. Sospiro. Sosia.
SPUTA
- Sputo. - Meglio.
- No! - Mi hai fatto male.
Gol!
Sasso.
Sassari.
No.
Che quel domani non vedrà mai il sole, la vostra...
la vostra faccia, signor... la vostra faccia, signor mio.
(PRONUNCIANDO BENE LA S) Sasso. Sassari. Sospiro.
Sosia. Sassuolo. Sospetto. Sesterzio...
Stop!
Ma non è un po' fredda la casa al mare, mamma?
No, si sta bene, non ti preoccupare. Quel mentecatto come sta?
Papà mi sembra meglio.
Con i nuovi medicinali è un po' più tranquillo.
Organizziamo una cenetta tutti insieme, così vi rivedete?
- Neanche morta. - "Neanche morta", perfetto.
- Non ti aspettavi questo invito a cena, eh? - Un fuori programma.
No. È strana questa cosa, questa lasagnetta.
È tiramisù.
- Questa roba diamo ai dipendenti? - Non solo ai dipendenti.
Voi mandate immondizia in giro per tutte le mense italiane.
Negli asili, negli uffici. Negli ospedali si stanno rivoltando!
- L'ho sentito - Eppure basterebbe poco per cambiare le cose.
- Cioè? - Noi qui lavoriamo come asini per due lire.
Abbiamo un contratto precario e a livello igienico non ne parliamo.
Per non parlare della sicurezza.
Lo dici a me? Mi sono rovinata una mano!
Se diventi il capo, devi fare qualcosa di intelligente.
Tanto non divento il capo, quindi il problema non sussiste.
- Io però non ti capisco. - Perché?
Se avessi i soldi che hai tu, me la godrei alla grande.
Starei sempre a viaggiare.
- Sai che io non sono mai uscita dall'Italia? - Davvero?
E dove ti piacerebbe andare?
A Parigi.
Romantico, eh?
BORBOTTIO DELLO STOMACO
- Non ti piace Parigi? - No, no...
Mi è venuta come una fitta, sai quando ti viene la puntina...
Da quanto non vai di corpo?
- Che c'entra? - C'entra invece.
- A volte ti liberi... sdrà... e passa tutto. - Sdrà?
Sdrà!
No, sarà questa cosa che ho mangiato.
- Ma questo è scaduto! - Qui quasi tutto è scaduto.
Siete voi che ci dite di servire la roba pure se è scaduta.
Brava!
Auguri.
- Grazie, grazie. - Quanti ne compi? 150?
Ma stai zitto, cafone!
Sta scherzando, io una bottarella gliela darei!
> Stiamo scherzando! - Però questi criceti non potrebbero stare qui.
Me li hanno regalati Annibale e Cesare, per farmi compagnia.
Quello brutto è Cesare, quell'altro sono io.
Sbroffa, chiudi un occhio per una volta, dai!
Sai che mi devo fare l'operazione al cuore?
Lo so, ma due by-pass ormai sono una passeggiata.
E poi qui c'è il miglior reparto di cardiologia, stai tranquilla.
Veramente il primario mi ha detto di farlo nella sua clinica.
Così faccio prima e ho anche una stanza tutta per me.
È stato carino, no?
Sì, non sai quanto.
Dottore, ci è venuto a trovare anche suo fratello.
Se mi dice quanti siete in famiglia, vi prenoto direttamente una suite.
Scusa, Marisa.
> Come gli è venuto in mente di mangiare quella roba?
Ancora te lo chiedi, mamma? È un coglione.
Sì, gli dica che lo sto cercando, sono il dottor Ricci.
Ricci? Non si chiama Mazzone?
È il nome d'arte.
> Come mai? > E come mai?
Mazzone. Grande mazza.
Insomma, la zeppola l'abbiamo tolta, i capelli pure,
che tra l'altro stai molto meglio così, più semplice.
Grazie.
Però adesso devi superare la prova più difficile.
Quale?
Questa.
- Due panini. - Quali... panini?
- Due panini "Cicciobello". - Tieni, ingozzati.
Grazie.
Non ce la faccio più, il resto lo mangio domani a pranzo. Basta!
Vedi? Una volta avresti detto "baSSta".
Diciamo che la prova è superata.
Scusa... sei sporca di ketchup.
Posso?
C'è una tecnica per togliere gli schizzi di ketchup,
una cosa studiata negli anni...
Noooo!
- Non mi sono fatto niente! Vada, vada. - Ora questo lo "sfondo".
No, fermo, ora mi sono rotta!
Si può sapere che vuoi da me?
- Un bacio. - Sei matto!
- Susanna, non mi riconosci? - No. Chi sei?
Saverio. Saverio Quadraccia, estate '94, Capalbio,
- il gioco della bottiglia... - No. - Ti ricordi?
È uscito "bacio", me lo stavi per dare,
poi ti ha chiamato tua madre per andare a comprare un pareo.
Quel bacio non l'ho mai dimenticato.
Stai dicendo che da tre anni mi segui perché vuoi un bacio?
Sì. Sono un inguaribile romantico.
Quindi se adesso ti do questo bacio, poi tu sparisci?
Giuro. Sparisco. Vado a vivere in Molise.
Vieni qua.
Ora non ti voglio più vedere!
Mannaggia, le potevo chiede una "pippa".
MUSICA DI FISARMONICA
Ehi!
- Sì? - C'è la musica. - C'è la musica.
- Andiamo a vedere. - (VALERIO) Vai. - Andiamo.
(VALERIO) Arrivo.
E ora voglio vedere vostra madre!
VOCE NON UDIBILE
Riccardo, guarda papà.
Scusa, non è colpa sua.
Papà, che cazzo, sulle mani!
Arrivo.
Ciao, mammotta!
È buona, eh? Questi sono i pomodori del mio orto.
Fatti proprio dal contadino, quello ignorante.
(DADA) E questo basilico "ti sturba"!
- Posso fare il bis della pasta? - Certo.
- Ma attento allo "scacatrone"! - Basta così, grazie.
Ne mettiamo un altro pochino?
Come mai questa improvvisata?
Ha detto che ti voleva vedere.
- È stato lui a insistere per venire. - Sì?
Giovanna mia, ti trovo benissimo. Certo, ti sei un po' "inchiattata".
Pure! Va beh!
- Mamma, mamma. - Dai papà, non si dice.
Non le ho detto che è una "chiavica"?
- Ho detto che ha messo 3 o 4 chili sui fianchi, che sarà mai! - Niente.
Ci penso io.
L'abbiamo messa in banca.
Ti va di parlare con me? Da soli... io e te.
Senza nessuno che ci rompa le scatole.
- Ehi, vattene. - Scostumato.
- Cozza! - A "soreta". - A "mammeta".
(DADA) Ma va, va. Vecchio rincoglionito.
Allora...
io capisco, sei arrabbiata con me e ti chiedo scusa. Va bene?
Ma ti voglio bene.
Non ti amo, anzi non ti ho mai amata, ma ti voglio tanto bene.
Questo sentimento vorrà dire qualcosa o no?
Il rispetto si guadagna con i fatti, non con le parole, Michele.
Senti, Giovanna. Comportiamoci da adulti, per favore!
Ci stanno i ragazzi, è una bella giornata, rilassiamoci.
Si è chiusa al bagno.
Dai, apri la porta, forza.
Vuoi aprire questa porta o no?
Fai i capricci?
Come una ragazzina. Vuoi aprire o no la porta?
Neanche al cesso posso stare? Mi dica dove caspita mi devo mettere!
Se non sono matti, non li vogliamo!
SQUILLI DEL CELLULARE
Che è successo? Lo stalker è arrivato fin laggiù?
No, figurati.
Pensavo che mi farebbe piacere provare quel provino a teatro,
- magari mi fa bene. - Dici veramente?
Sì.
Provaci, certo... male non ti fa.
- Perché non lo fai anche tu? - No... io devo lavorare.
Cioè, se mi licenzi, ci penso.
- Mi licenzi? - No.
Valentina, ciao! Stavo chiamando mia moglie,
e dato che i nomi sono simili, mi sono sbagliato.
- Non si chiama Anna, scusa? - Infatti.
Senti, come stai? Che fai? Ti stai rilassando davanti alla tv?
Non sai che relax, sono stata finora a capare la cicoria!
- A capare la cicoria. - Ehi! Nadir.
Ti ho detto che non devi buttare le frattaglie, domani le ricicliamo,
che cazzo!
Scusami, ma domani facciamo lo "zuppone".
(VALERIO) Ehilà, lo zuppone, eh?
Ciao, Walter, come stai?
Benissimo. Ho appena fatto una rettoscopia a una suora di 90 chili.
- Tu? - Diciamo che potrebbe andare meglio.
- È ancora libero quel posto a Boston? - Certo.
Stai venendo?
(DAL VIDEO) Saluta lo zio.
Seguici. Andiamo da Riccardo e Valerio.
Il facocero!
Ma sei scemo?
Non ti si può sentire con questa "S" normale.
- Sembra quasi intelligente. - Fa impressione.
So che pensi che sono stupida.
Sto scherzando. Dammi il bacetto della pace.
Non con la lingua, fa schifo! Per piacere.
Che sta facendo papà?
- Sta raccogliendo le telline. - Le telline?
- Sono estinte. - Sono estinte?
Avete mai pensato se anche noi fossimo costretti a dire la verità?
- Sarebbe un bel casino. - Perché?
Ti dovrei dire quello che penso di te come attrice.
- Dai, dillo. - No. - Stai sereno, dillo.
Lascia stare, dai.
Perché? Tranquillo, dai.
- La verità? - Sì.
Diciamo che non è il mestiere tuo. Se papà non ti avesse raccomandata,
forse non avresti fatto tutte quelle fiction, no?
Ah... bene.
- Mi hai detto tu di dirti la verità. - Ma c'è modo e modo!
Prima lanciate i giochetti, poi "rosicate" se uno dice la verità?
- Ditemi quello che pensate di me. - No, è un gioco stupido.
Non me la prendo. Susanna, dimmi quello che pensi di me.
Penso che sei un egoista, e che ti credi 'sto cazzo!
Fai tanto l'anarchico, ma non sei diverso da papà, anzi.
- No, come papà ti sbagli. - Ora rosichi tu.
Se non era per papà, staresti ancora cercando lavoro.
- Tu come sei entrato in ospedale? - Me lo sono meritato,
- a differenza tua. - No, no.
Al concorso sei arrivato secondo. Poi è arrivata la telefonata di papà
e miracolosamente sei diventato primo.
- Chi te l'ha detto? - Papà, ormai dice tutto.
È la verità. Secondo sei arrivato.
- Era meglio se stavo zitta. - Sì.
Credi di essere onnipotente? Io non volevo il tuo aiuto!
Mi sono sempre fatto un culo così per tutta la mia vita,
- per non chiedere niente a nessuno! - E hai fatto male!
Nessuno ce la fa da solo! Se non ti avessi fatto vincere il concorso,
saresti rimasto un poveraccio come il tuo amico Santini.
Per te una persona onesta è un poveraccio, eh?
Che mentalità di merda hai!
Grazie a questa mentalità ho realizzato un sacco di cose!
Ma che hai realizzato? Hai perso su tutti i fronti!
Hai perso come uomo, come marito e hai perso come padre.
Non vali un cazzo!
Ahoooo!
GEMITI DI PIACERE
- Ti piaccio, Mazzone? - Sì, mi piaci.
- Dimmi che sono bellissima. - Sei bellissima.
LA PORTE SBATTE
- Vieni qua. - Ciao, papà.
- Ascolta questa canzone, fammi la base con la bocca. - Sei matto?
Fammi la base con la bocca!
SIMULA LA BATTERIA
La vita non perdona, tua madre è una battona,
mi dici "non ti tira"? Non ti do più una lira.
Yò!
Valerio!
Dove stanno le mie mutande?
Non so perché, ma questo quadro mi mette di buon umore.
Sì? Si chiama "Il funerale".
Ciao, carissimi, anche voi a guardare questi schizzi di vernice
buttati a cazzo di cane?
- Sì, dicevamo proprio questo. - (TONY) Max, vieni? - Ehilà!
Ho portato qui Max perché voglio raccontarti un'idea strepitosa.
- Ciao. - Ciao.
Susi... Ecoutez-moi.
Tu e Max vi sposate!
Che? Io questo non lo sposo.
Susi!
Sì, ma poi divorziamo... genialata.
Esatto! Tu non lavori più da quando tuo padre si è rincoglionito,
lui non lo chiama più nessuno per la storia del trans.
Con questo matrimonio vi rilanciate e ripartiamo alla grandissima.
L'ideale sarebbe fare un figlio.
- Su questo ci lavoriamo. - Io non ho parole.
Lo so. Non mi devi ringraziare.
Ho organizzato il matrimonio per la settimana prossima.
Ho già venduto l'esclusiva del viaggio di nozze.
Tony, forse non ci siamo capiti.
Io questa cosa assurda non la farò mai.
Mi ferisci.
- Che fai? - Sono stato troppo irruento?
Avevi detto che non sei mai uscita dall'Italia,
che volevi vedere Parigi.
Ti ci porto io.
Valerio... grazie.
Prego.
Però io sto con Nadir.
E ci sposiamo tra due mesi.
- Non lo sapevo, mi sono sbagliato. - No, no, è...
Scusa.
Regalo di nozze.
Quando prendi una decisione, non sai mai se è quella giusta oppure no.
Il ragazzino sta lì, davanti al pallone.
Tutto il pubblico lo guarda, lui si volta verso la madre...
- Che c'è? - Ma tu sei sicuro che sia la cosa giusta?
Susanna. Buttati, ok? La sai, la fai benissimo, buttati.
Concentrata e vai.
Brava.
- Grazie, Ele! - Grazie a te.
< Quando abbiamo occupato questo teatro
abbiamo deciso che sarebbe stato uno spazio per tutti.
Stasera ci è venuta a trovare un'attrice
che non abbiamo visto tanto spesso da queste parti,
ma che vuole portare il suo sostegno.
Susanna Spagnolo.
"Coerenza" di Amélie Lacombe.
(INSIEME) Voce!
"Coerenza" di Amélie Lacombe.
Sussurrando senza voglia di reagire,
mi siedo sulla notte.
Allora io vi chiedo, che cos'è la vita?
Che cos'è la morte? Che cos'è il sacrificio?
Che cos'è la coerenza?
La coerenza è che tu non devi salire su questo palco! Hai capito?
Tuo padre ha rubato per una vita e adesso ci vieni a fare la morale?
Senti che puzza di compagno.
- Vattene! Raccomandata! - Te ne devi andare!
Bravi, bravi! Siete tutti bravi.
Andatevene voi! Lei ha il diritto di stare su quel palco come tutti!
Sono comunisti, gli piace scannarsi tra di loro.
FISCHI
- È arrivato Zorro! - Ma vaffanculo!
No, no, scusate, scusate!
Susanna. Susanna!
Oh! Ti fermi un attimo?
Non vedi dove mi hai portato? Io per loro sarò sempre il nemico.
- Erano 4 deficienti, gli altri ti stavano seguendo. - Non è vero!
Lo pensano tutti. Per loro sarò sempre la figlia dell'onorevole,
- la raccomandata, la stronza! - Sei già un'altra persona...
e neanche te ne rendi conto.
SQUILLI DEL CELLULARE
- Pronto? - Riccardo, è meglio che tu venga.
- Che è successo? - L'operazione è andata male.
Perché sta qua? Non si è operata in clinica da D'Onofrio?
- Pure io sapevo così. - Così avevano detto.
Amici del Consiglio, se vogliamo ottenere profitti il prossimo anno,
dobbiamo essere spietati. Allora le priorità sono tre:
ridiscutere i contratti con i fornitori e...
Ridistribuire le...
Ridistribuire strategicamente la merce scaduta
e fare tagli drastici al personale.
Le dipendenti in maternità non ce le possiamo più permettere
- e le dobbiamo cacciare. - Perfetto.
Insomma...
Com'è la storia dei tagli?
Se vogliamo ottenere profitti per l'anno prossimo,
il 15% del personale lo dobbiamo licenziare.
E quindi li buttiamo in mezzo alla strada.
Chi ti ha suggerito questa stronzata?
Onorevole, è l'unico modo per rimanere competitivi sul mercato.
Competitivi sul mercato.
Accompagnami in un posto.
Papà?
Ho preso la mazzetta per far costruire questa palazzina.
Tanti anni fa.
E con quei soldi ho dato l'anticipo per comprare la casa
dove sei cresciuto tu.
Articolo 54, comma secondo:
"I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche
hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore."
Bene, io mi sento già più tranquillo.
Ciao.
Sono venuto per salutarti, da oggi non lavoro più per te.
- Dai, Marco. Aspetta un attimo. - Tanti auguri.
Tua madre da ragazza era molto bella, sai?
Ma io l'ho sposata solo perché mio suocero stava in politica.
Io ero molto ambizioso,
pensavo che mi avrebbe fatto entrare nel partito,
che avrei fatto carriera.
Papà, non voglio sentire queste cose, già sto male.
Adesso mi stai a sentire.
Per sposare tua madre, ho lasciato la mia fidanzata al paese.
Si chiamava Teresa. L'unica a cui ho voluto veramente bene.
Ogni tanto ci penso ancora... a Teresa.
Aveva un culo...
Comunque i tuoi genitori sono stati molto cafoni a non venire.
Va bene, dai. Felicità, felicità!
Ti faccio sposare da un personaggio di grosso spessore.
Non guardare, prova a immaginare.
Esprimi un desiderio... surprise!
Ragazzi, tutti insieme, sposalizio,
sposalizio, sposalizio, sposalizio!
Stop! Viva gli sposi!
< Viva gli sposi! Che meraviglia!
Che succede?
Susanna! Così mi rovini!
Ciao, papà.
Guarda questi documenti, riguardano la tua azienda.
Hai visto mai...
SQUILLI DEL CELLULARE
- Che c'è? - Riccardo, allora?
- Non mi va di parlare, papà. - No, adesso mi ascolti.
Fin da quando eri piccolo avevi questa spocchia, questa severità.
Sempre a giudicare quelli che facevano le cose.
Magari sbagliavano, ma le facevano! Ricordati: solo chi fa, sbaglia.
E a te è riuscito particolarmente bene, no?
È vero! Ho fatto un sacco di fesserie, ma almeno mi sono mosso.
Tu invece sei sempre stato lì fermo, senza fare niente.
Invece di guardare gli errori degli altri,
è il momento che ti assumi qualche responsabilità.
Le cose non ti vanno bene? Cambiale!
Sono rovinato, sono...
MUSICA AD ALTO VOLUME
- Adoro la vostra superficialità effimera. - Uuuh!
- Effimeri! - Uuuh!
- Gildo, fammi sedere - Tony, tesoro, è una festa bellissima,
ci stiamo divertendo come delle pazze, andiamo a ballare.
- C'è anche Filippone! - Che mi importa di Filippone!
- Dai, altrimenti si offende! - Lascia! Basta!
Io non sono "ricchione"! Ho sempre fatto finta!
In questo Paese per lavorare devi far parte di una lobby.
E io sono entrato nella lobby dei ricchioni,
ma io non sono ricchione,
a me piace il triangolo delle Bermuda.
Viva la fregna!
Scusate se vi ho buttato giù dal letto a quest'ora della notte,
ma tra poche ore c'è l'ispezione prima della chiusura.
- Possiamo ancora fare qualcosa. > (ANTONIO) Che facciamo?
- Ci facciamo incatenare all'armadietto dei cateteri? - No.
Qui c'è scritto che il giudizio al reparto
verrà dato in base al funzionamento dei macchinari,
al numero dei pazienti e alla competenza del personale.
Allora "stiamo a cavallo". I macchinari sono distrutti,
il personale casca a pezzi e i pazienti,
con tutto il rispetto per le cariatidi, sono quattro moribondi.
Invece sai che ti dico? Adesso noi,
tutti insieme, ripariamo i macchinari
e rimettiamo in piedi questo reparto.
(INSIEME) Bravo, così si fa!
Noi potremmo chiamare un po' di amici per farli ricoverare.
- Tanto stanno più di là che di qua. - Bravo, Cesare.
Scusate un attimo, ma come si ripara un ecodoppler,
una dialisi? Chi lo sa fare?
- Per quello ci pensa Scorfano. - È un'amica sua brutta?
No. Sono io.
- Come ti chiami? - Scorfano. - È un nome vero o è un soprannome?
- È il mio nome. - È scritto pure sui documenti? - Regolare.
Coraggio, ragazzo. Hai tutta la mia solidarietà.
- Ti ringrazio. - E di cosa? Ci mancherebbe.
- Tu sai aggiustare queste macchine? - Beh, di solito riparo lavatrici.
Però ci posso provare.
Ma quanto pesa questo coso!
Gaetano? Fatti venire una sciatica, poi ti spiego! Vieni subito.
Mannaggia questi vecchi, tutti sordi.
I criceti li mettiamo qua.
Mamma mia... ma che mangiate!
Curatevi! Da domani purghe per tutti.
Vediamo se così funziona.
- Era la centrifuga. - Grande, Scorfano.
Riccardo?
Che c'è?
Anch'io ti posso aiutare.
E come?
Che salta in sella con un balzo troppo lungo
e cade dall'altra parte.
Va bene, grazie.
- Arrivederci. - Bravo.
- Molto bravo. - Grazie.
- Come ti sembrava? - Lui mi piace.
Se non abbiamo niente di meglio, lo prendiamo.
- È andata benissimo. - Insomma... secondo me potevo fare meglio.
Passiamo al prossimo, grazie.
- Lei è, signorina? < Susanna Spagnolo.
- La figlia dell'onorevole? - Purtroppo sì.
< Che cosa ha preparato? - Un sonetto di Shakespeare.
Addirittura.
- Nella traduzione di Serpieri, spero. - Veramente non lo so.
Prego.
Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
come le piogge di primavera sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro per accumular ricchezza.
Prima orgogliosa di possedere,
e subito dopo, rosa dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima vogliosa di restare sola con te,
poi fiera che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta sazia di banchettare del tuo sguardo,
e poi affamata di una tua occhiata.
Non possiedo né perseguo alcun piacere.
Se non ciò che ho da te
o che da te io posso avere.
Questa è brava.
- La prendiamo? - No, no.
Buongiorno. Salve.
D'Onofrio, avevi detto che c'erano pochi ricoverati, guarda che bolgia.
- Questa è la sala dialisi? - Sì, prego.
Come vedrai, tutti i macchinari sono fuori... uso.
- Buongiorno. - Buongiorno.
> Veramente non mi sembra, D'Onofrio, qui funziona tutto.
Come faccio a chiudere questo reparto?
Non lo so, non capisco cosa è successo qua.
Volete proseguire il giro?
Prego.
Purtroppo le condizioni igieniche del reparto sono quelle che sono.
A me sembra tutto molto pulito e profumato.
> (ISPETTORE) In effetti...
Eucaliptolo. "Improfumo" quotidianamente il reparto,
ma se sono particolarmente ispirato spruzzo anche della menta piperita.
- Le piace? - Molto. - Bravo.
Venga, ispettore, le faccio vedere le altre stanze.
Beh, allora?
Mi sembra tutto molto... regolare.
- Bello, no? < (ISPETTORE) Magnifico.
Ma quelli cosa sono?
Ah... quelli sono i criceti di una signora, di una paziente.
Criceti, nutrie, roditori, sono tutte pantegane!
Non posso tenere aperto un reparto dove circolano i ratti nelle corsie.
Sono costretto a farlo chiudere, domani stesso.
Ha ragione, ispettore. Mi dispiace... Ha ragione.
Ho capito.
A voi due dovrebbero dare l'Oscar.
- Non capisco. - Ho capito io.
Vado a organizzare il trasferimento dei pazienti.
O gli facciamo prendere la "lectospirosi"?
Leptospirosi.
Accettalo, Spagnolo. Hai perso.
Ecco il documento.
Sai che è questo, D'Onofrio?
È il certificato del decesso di Marisa.
Dice che non è stata operata qua.
I by-pass li ha fatti nella tua clinica,
ma è andata male e tu l'hai riportata qua, in sala rianimazione.
Ma ormai era già morta.
- Hai falsificato un referto. - Si va in galera per questo.
Ora abbiamo perso tutti e due.
Quindi, nell'interesse dell'azienda, io mi impegnerò a perseguire
tutti questi obiettivi, anche a costo di essere spietato! Grazie.
Mi sembra che il programma del dottor Pellizzaro sia esaustivo,
- soddisfacente. - (PELLIZZARO) Soddisfacente.
Vogliamo sentire pure il dottor Spagnolo?
SQUILLI DI CELLULARE - Scusate. Me lo spegni, per favore?
- Eccoci qua, signori consiglieri.. - Pronto? Valerio?
Il mio programma si distanzia molto da quello del dottor Pellizzaro,
perché io non ho intenzione di comprare cibi sotto costo
da rifilare ai nostri clienti, non ho alcuna intenzione
di risparmiare sulla sicurezza dei nostri dipendenti
né fare tagli drastici al personale.
Nonostante questo sono convinto che verrò eletto e vi spiego perché.
Ha rosicato, eh?
Vedo che la cosa vi fa sorridere e mi fa piacere.
Tanto per cominciare voterà per me il dottor Scarponi, a sorpresa.
Per non far sapere al mondo il suo vizietto del giovedì sera.
Roba fine, eh? Questi sono cubani e brasiliani, complimenti!
> Fate circolare, così vedete meglio. Gli ha dato giù, eh?
È anche molto fotogenico. Poi voteranno per me il dottor Lagrasta
e il dottor Valvo che ridevano tanto.
In questo video corrompono un ufficiale della Guardia di Finanza.
> C'è anche una versione HD,
se qualcuno la vuole, è a vostra disposizione.
Poi voterà per me l'evasore Cerbai, eccolo qui.
Cerbai, lei lascia in giro le prove! È chiaro che poi la scoprono.
E poi voterà per me ultimo, ma non ultimo,
uno a cui piacciono tanto le minorenni, ma del quale,
per decenza, per il momento non farò il nome.
Mi stavo strozzando.
Mi sembra che siamo tutti d'accordo.
Chi vota per il dottor Spagnolo?
Scusate, voglio solo dire... Amministratore delegato.
- Però adesso andiamo a mangiare, ho fame. - Preparo io però.
"È dovere e diritto dei genitori mantenere,
istruire ed educare i figli."
Ora la domanda però è un'altra: i genitori chi li educa?
- Posso carpirti un drink? - Prego. - Grazie.
- Cotto e crudo insieme, no! È proprio l'ABC... - Di che?
Potevate mettere qualcosa di più sfizioso, una mozzarellina,
qualcosa di ambientato nel mondo del formaggio!
- Mondo del formaggio. Amore? > Sì, sì!
Aperitivo!
- Grazie. - Le presine?
- Ma tu non fai niente? - Sono amministratore delegato.
(INSIEME) Ma vaffanculo!
Io scolo così, senza presine. Ahia, brucia!
- Quanto brucia! - Ma prendi le presine!
Stasera vi voglio dire la verità, il mio articolo preferito
è l'Articolo 21 .
- Papà? - Lo devi andare a chiamare, non ti sente.
Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero,
anche quelli che non l'hanno mai pensata come te.
Per questo sono curioso di sentire cosa è venuto a raccontarci
l'onorevole Michele Spagnolo.
- So io dov'è. FISCHI DALLA TV
Ragazzi, per favore, non fischiamo, bisogna avere rispetto.
No, grazie, non ti preoccupare.
Immagino la faccia che stanno facendo i miei figli
in questo momento a casa.
Non ci poSSSo credere.
Sapete, io sono qua perché ho un problema:
non riesco più a dire bugie.
Ma poiché ho qualcosa da raccontare, se permettete, lo faccio.
Andiamo. Dai, dai andiamo, andiamo.
- Valerio, ha detto andiamo. - Sì, arrivo.
Scusate, scusate.
Al ristorante, quando arriva il cameriere con il conto,
voi leggete quello che c'è da pagare oppure no?
Voglio dire, preferite scegliere voi quello che dovete mangiare
o vi accontentate di quello che vi diamo noi?
Perché, se non l'avete ancora capito,
qua noi stiamo rifacendo "l'inciucio".
Come con la Bicamerale, come con il compromesso storico,
fatevi raccontare il Compresso Storico, parlo ai giovani,
dai vostri genitori cosa è stato.
E anche in questo momento noi stiamo decidendo cose grosse,
senza chiedervi il permesso. E voi che fate? State zitti.
(RADIO) Voglio dirvi una cosa. Per conservare la vostra identità
come cittadini di questo Paese
dovete pretendere di inserire un nuovo articolo nella Costituzione.
L'articolo 140, che dice:
"Tutti i cittadini hanno il diritto di conoscere la verità".
Vedo la tua faccia, dice: "Ma onorevole,
se non ci dite la verità, come facciamo a conoscerla?"
(TV) Avete ragione, io faccio questo lavoro da 40 anni
e chi ha mai detto la verità?
Io ho sempre pensato agli affari miei
assieme a quei "galantuomini" dei miei colleghi,
a quegli ipocriti dei miei avversari.
Che poi, qui da noi, essere furbi è quasi un merito.
La gente ci invidia pure!
"Io voto quello perché è un paraculo. Quello ha capito tutto,
meglio quello che va con le ragazzine che quello con i trans".
Insomma, si sceglie il meno peggio.
Lo si porta ad esempio. Come se non ci potesse essere strada migliore,
come se ci fosse solo una possibilità.
Insomma, come si fa ad invidiare uno come me
che ha parlato sempre di valori, di famiglia
e non ha mai rispettato la moglie!
< (MICHELE) Uno che ha collaborato a costruire un Paese
dove ci sono persone che avrebbero diritto a un lavoro,
ma sono costrette a trovarlo all'estero.
(RADIO) Altri non hanno un lavoro, i giovani non hanno i soldi
per cercare il lavoro all'estero e sono sottopagati, sfruttati,
con il timore di essere licenziati da un momento all'altro,
con la paura che non vedranno mai uno straccio di pensione!
Ragazzi, ricordatevi, siete ancora in tempo per cambiare le cose
perché siete proprio voi che state andando a votare.
È meglio pensare che credere,
è meglio scegliere facendo sacrifici,
piuttosto che fregarsene e fare gli indifferenti.
< Credetemi, perché se ci sono contrasti,
significa che ci sono idee.
E se le idee sono tante, diverse...
allora sì, c'è la democrazia.
Però, attenzione, a noi ci dovete fare "pelo e contropelo",
prima di darci la poltrona in Parlamento e una pensione a vita,
perché in questi anni, veramente, abbiamo votato gente
che ha avuto a che fare con mafia, camorra, 'ndrangheta,
sacra corona unita e compagnia cantante. E qualcuno lo sapeva.
E l'ha votato.
Adesso si è deciso da quest'anno
che dobbiamo pensarla tutti più o meno allo stesso modo
e dobbiamo stare tutti sulla stessa barca.
Però io su questa barca non ci voglio salire,
anzi, non ci vogliamo salire.
Io non so se questo Articolo 140
verrà mai scritto nella Costituzione.
Ma per quanto mi riguarda il diritto alla verità
per me è già in vigore. Lo sto imparando io,
lo stanno imparando anche i miei figli.
E spero che piano piano lo imparerete anche voi.
Sapete, avrei tante cose da dirvi su come ho gestito questo Paese,
assieme ai miei colleghi, a tante domande sarei capace di rispondere.
Però, tranquilli, questo non è un comizio.
Io ho chiuso con questa politica, sono guarito.
Quindi mi metto a disposizione della magistratura.
Sì, Michele Spagnolo sta qua.
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