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Parigi 1964
Nel 1964, ero un giovane scrittore che viveva a Parigi.
Avevo scritto qualche articolo su Alberto Giacometti,
uno degli artisti piu' affermati e rispettati della sua generazione.
Diventai un buon amico di Giacometti e di suo fratello Diego.
E un giorno, dopo un'esposizione, mi chiese di posare per un ritratto.
Mi disse che ci sarebbero volute non piu' di 2 o 3 ore.
Un pomeriggio...
al massimo.
SRT project ha tradotto per voi:
"Ritratto finale"
Oh, l'esposizione era stupenda.
Per me lui non e' mai contento.
Pero' mi ha chiesto di posare per lui.
Si', esatto, tornero' tra pochi...
Si'.
Ha detto che ci vorra' pochissimo.
Traduzione: LeleUnnamed, cerasa, ilaria [SRT project]
Revisione: ilaria [SRT project]
Chiedo scusa.
Ok.
Ah, buongiorno, Jim!
- Buongiorno, Annette, come stai? - Bene, tu?
Bene, grazie. Benissimo.
Vado a pranzo, Alberto. Vieni?
Ok.
Vado al Le Dome, vuoi unirti a me?
Mi piacerebbe, ma forse stiamo per...
Si', sei la prossima vittima di mio marito.
- Divertiti. - Buon pranzo.
Ok? Non e' troppo piccolo...?
- Ah, Jim! - Diego.
- Buongiorno. - Sapevo saresti venuto.
- Come va? - Ah, a posto. A posto.
- Cos'e'? - Ho appena fatto questa base.
Ma... potrebbe essere un po'...
Questa?
Si'.
Va bene questa?
La base e' perfetta.
La scultura e' merda.
E' senza speranza.
Ok.
Ok.
No.
Hai la testa di un bruto.
- Caspita, grazie. - Si'.
Sembri un vero criminale.
Grazie.
Se adesso ti dipingessi cosi' e la polizia vedesse poi il dipinto,
verresti sbattuto il galera, come niente.
- Forse e' meglio fermarci, allora. - No, no, no.
Fa lo stesso, non riusciro' mai a dipingerti cosi' come ti vedo.
- Sei sicuro? - Si', certo.
E' impossibile.
Per tua informazione, e' impossibile concludere un ritratto.
In che senso?
Be'...
Un tempo i ritratti venivano conclusi.
Per forza.
Erano necessari.
Sostituivano la fotografia.
Adesso...
i ritratti non hanno significato.
Quindi stiamo facendo qualcosa di insensato?
E impossibile.
E non lo sto nemmeno facendo davvero, posso solo provare a farlo.
Quindi, a tal proposito,
ci fermiamo per oggi?
- E' un punto di partenza. - Si'. Certo, certo...
Non e' ancora finito. Puoi tornare domani, vero?
Certo, certo, ma... ho il...
- Cos'hai? - Ho il v...
il volo il giorno dopo, tutto qui.
- Va bene. - Facciamo in tempo?
- Si', certo. - Ok, bene. Quindi...
- Domani alla stessa ora? - Certo, certo. Grazie.
No, no, grazie a te.
Be', vedremo se mi ringrazierai domani,
dopo che ti avro' torturato un altro po'.
- Hai fatto progressi. - Non so se e' la parola giusta.
- Qual e' la parola giusta? - Schifezza.
Esatto, proprio quella.
- Ciao, piccola. - Buongiorno.
Buongiorno, ma grisaille. Fa freddo, no? Fa freddo?
[NdT: ma grisaille, poiche' era solito ritrarla con toni di grigio]
- Ma guarda che ho trovato? - Ma no...
L'ho trovato solo per te.
- Solo per te, ti piace? - Te l'ho comprato io. Che monella.
Caroline, conosci James?
James, no.
Ah, James.
- Si', piacere di rivederti. - Ciao, James.
- Allora a domani, Alberto. - Si'. Bene, bene.
- Grazie. - No, grazie a te.
- E' ancora qui? Non doveva partire? - Andiamo.
Aspetta.
E qui. Ancora, ancora, ancora, ancora, ancora.
- Ancora. Uno, uno solo. Uno solo. - No.
Si'!
Dai, avanti. Si'. E qui no?
Uno qui. Qui.
Qui!
Ogni sera, dopo aver lavorato con me, Giacometti si lavorava Caroline,
una prostituita con cui aveva apertamente una relazione da 3 anni.
- Hai finito? - Si'.
Era diventata la sua principale modella,
la sua compagna per la notte,
e...
la sua ossessione.
- Ammetto che Parigi mi manchera'. - Gia'.
- Scusatemi un attimo. - Salve, James.
- Buongiorno, Pierre. Tutto bene? - James. Ho visto il ritratto.
- Oh, e...? - Be'...
Pierre pensa che non lo vendera' mai.
Mai detto.
Piu' che il dipinto, il problema e' il soggetto.
Comunque non intendo darlo a te, Pierre.
- Voglio darlo a Lord. - Giustamente.
Sta venendo divinamente. Forse il tuo lavoro migliore.
Oh, adesso che l'hai detto, andro' a rovinarlo.
Tipico, eh?
- Prendi un caffe'? - Volentieri, grazie.
No, dobbiamo tornare al lavoro.
- E' stato un piacere, Pierre. - Che peccato.
- A presto. - Alla prossima.
Buona giornata.
Cosa fai?
Ti dispiace?
No, no, che m'importa?
Oh, cazzo!
Sono un buono a niente.
Aspetta, puoi restare, vero?
Dovrei partire domani.
No, pero' potrei...
- Un altro giorno o... - Uno o due al massimo, poi...
se non ne esce niente di buono,
posso dire addio per sempre alla pittura.
Non ridere.
Scusa.
Sei sempre stato cosi'?
Cosi' come?
- Dubbioso sulla tua bravura. - No, certo.
Peggiora di anno in anno.
Pero' tu hai piu' successo di anno in anno.
Il successo e' il miglior terreno fertile per il dubbio.
Non sorridere.
- L'hai fatto anche tu. - No.
- Si', invece. - Non ho sorriso.
Oh, cazzo!
Sta andando proprio male.
Concluderlo e' fuori questione, quindi...
Allora che ci facciamo qui?
Cosa?
Ho... ho detto, perche' siamo qui?
Mi torna utile.
E cio' che mi merito, presumo, dopo 35 anni di...
disonesta'. E' cio' che sono. Sono disonesto, un bugiardo.
Disonesta'? In che senso?
Tutti questi anni in cui ho mostrato qualcosa...
Erano... Erano tutti lavori incompleti.
Forse non avrei nemmeno dovuto cominciare.
Ma poi se non avessi esposto niente mi sarei sentito un codardo e...
Ah! Non lo so. Sono nevrotico.
Be', lo capisco.
Avevo un amico talmente nevrotico che fini' col suicidarsi.
Mi dispiace.
Ci pensi mai?
Al suicidio?
Ogni giorno.
Certo.
Non e' che la vita mi sembri brutta, e' che...
considero la morte l'esperienza piu' affascinante di tutte.
Sono solo...
Sono solo curioso.
Il modo migliore sarebbe tagliarsi la gola da un orecchio all'altro.
Non so se avrei il coraggio di farlo.
Si possono prendere dei sonniferi, ma non sarebbe proprio un suicidio.
E' solo...
E' solo dormire.
Tagliarsi i polsi non vale niente.
Quello che davvero mi attira e' bruciarsi vivi.
Quello si' che vale qualcosa, mi piacerebbe davvero farlo.
Be', fallo o sta' zitto.
- Potrei farlo. - Oh, Dio.
Potrei farlo io, cosi' non dovro' piu' starti a sentire.
Ti prego, fallo.
Potrei farlo. L'unico problema e' che
lo si puo' fare una volta sola.
Ecco. Dalla galleria.
Gesu'!
Cosa? E' solo un milione.
Due. Due milioni.
Beh, ce n'e' un po' per te...
Un po' per me...
E il resto...
teniamolo li' e via.
Oh, Dio.
- Che burlone. - Perche'?
Pensavo che le pose non facessero per te.
- Era forzato? - Un pochino.
- Si', pero' ha fatto ridere. - Vero.
Ho diversi milioni nascosti qui dentro.
Dove?
E' quello il punto, sono nascosti cosi' bene che non so dove sono.
Perche' mai vuoi nasconderne altri due?
Che altro potrei farci?
Li metti in banca!
- Oh, no, non ci si puo' fidare. - Non ci si puo' fidare delle banche.
Siete svizzeri.
No.
Della Svizzera italiana.
Oh, per l'amor di Dio.
Forse sotto il letto non e' una grande idea. Che ne dici?
E' abbastanza ovvio.
Pero' voglio poterli ritrovare.
Magari sotto il como'?
- Potrei incollarli al fondo. - Infatti.
Me lo ricordero'?
Non lo so.
E quassu', invece? Sulla trave.
Tieni. Fallo tu, sei piu' alto.
Lo metto quassu'?
Che te ne pare?
Riesco ancora a vederlo.
Tiralo giu'.
Vediamo.
Dev'esserci un posto adatto.
Penso ci vorra' qualche altro giorno.
Certo, anche tu mi manchi.
Davvero.
Oh, ma smettila.
Senti, penso sia importante. Voglio che lo finisca.
- No... - L'ho nascosto nel gabinetto.
Non dentro. Sopra.
Non importa.
Non posso mettergli fretta. E'...
Non saprei come, tanto per cominciare.
Sara' solo qualche altro giorno.
Giorno 3
Allora, facciamo lo scambio.
Vorrei riavere i miei primi 4.
- Si'. Si'. Gli acquerelli. - Li adoro.
Si', li adoriamo davvero.
- E ha portato il nudo? - Prego?
Il nudo. Posso togliervelo di torno.
Si'. Va bene, ottimo, si'... Assolutamente.
Ecco qua.
Si'.
- E... - Lei puo' prendere questi tre.
Si'...
Oh, e questo qua.
Che io adoro.
Si'. Oh, si'.
- Magnifico, magnifico. - Bene.
- Va bene. - Si', perfetto. Magnifico.
- Perfetto. - Ah, si'.
- Grazie. - Si', signore. Grazie.
Molto lieto.
Il desiderio.
Guarda qua.
Com'e' andata?
Se l'e' fatta come un capitalista.
Non li vedevo da tantissimo tempo.
Non ne ho molti cosi'.
Questo nudo e'...
l'ultimo che ho disegnato dal vivo,
nel 1935.
E tu cosa gli hai dato?
Disegni come ne ha fatti a centinaia.
Ed erano contenti?
Contenti? Certo che si'.
Sanno che sono quelli che vendono.
Quelli sono dei Giacometti!
E quelli?
Questi ti sembrano forse dei Giacometti?
Di fronte, sembri un bruto.
Di lato, sembri un degenerato.
Sei molto gentile, grazie.
In un modo vai in galera, nell'altro dritto in manicomio.
Probabilmente saro' li' a farti compagnia.
Dio.
Ok, cominciamo.
- Ti sei mosso. - No, affatto.
- Invece si'. - No.
Abbassa il mento.
Un po' a destra.
Non troppo.
Alza la testa molto lentamente.
Ecco.
Non so perche' provi a fregarmi.
Non so di che parli.
Ecco. Fermo cosi'.
Oh, cazzo!
Vale la pena continuarlo?
Oh, si'.
Si'.
Un vero amico mi direbbe che dovrei abbandonare la pittura.
Chi ha detto che sono un vero amico?
Siamo pronti?
- Muoio di fame. - Si', certo.
Andiamo.
- Bene. - Andiamo.
Grazie. Non ne potevo piu'.
Ok, ok.
- Da Gand veniva un giovinetto... - Non questa, Alberto.
- No, dai! Dai, lasciamela dire. - E' orribile!
- Non questa. - Lasciami fare. Ok.
Un giovinetto, con un uccello... No, no, no, era un attrezzo.
Con un attrezzo cosi' lungo che non restava eretto.
Per risparmiarle guai, lo ripiego', casomai,
e invece di venire, se ne ando' di getto.
E' terribile, perche' gliela lasci raccontare?
Prendiamo altro vino. Alphonse?
Altro vino. Ehi, scusatemi.
- Dove hai imparato... - L'orinatoio chiama.
Allora, come sta andando?
- Sta andando bene, credo. - Si'?
- Si', e'... - Ti piace posare?
- Mi piace. Davvero. - Si'?
Si', pero'... Sai com'e', puo' essere estenuante.
- Ah, si', lo so. - A volte mi rende nervoso.
Si mette a urlare alle tele quando non va come vuole lui.
- Mi capisci? - Si'.
Ma la cosa inquietante e'...
che il dipinto sembra andare e venire,
come se Alberto non avesse alcun controllo su di esso.
Lo so.
Poi alcune volte... sparisce completamente.
Si'.
Temo possa andare avanti per mesi.
A volte capita.
- E nessuno puo' farci niente? - No.
Nemmeno Alberto?
Soprattutto Alberto.
E'... e' una sensazione terribile di...
fatalita', non e' vero?
Ti ci abituerai.
Ordiniamo un altro po' di vino?
- Gia' fatto. - Ah si'?
- Si'. - Sai, io... vado a controllare.
Scusami.
Oh, Alberto, ti prego!
Giorno 4
Buongiorno.
Che ore sono?
- Le 14:30. - Merda. Di gia'?
Volevo prendere qualcosa da bere prima di iniziare.
Va bene.
Vuoi andare, ehm...?
Va bene, va bene.
Andiamo.
Va bene, va bene.
Prendiamo qualche uova e del vino.
- Oh, prendo le sigarette. - Ci sono le mie, se...
Bene, andiamo.
- No, lavoriamo. Dai, dai. - D'accordo.
Si', ora il naso e' a posto.
E' un progresso.
Ora facciamo pausa.
La schiena mi uccide. Ho...
Ho dormito malissimo, stanotte!
E' impossibile, sai. Non c'e' sentimento nella mia opera.
Trovo che dia molte emozioni.
Be', in tal caso... malgrado me.
Signore e signori.
- Buongiorno! - Buongiorno.
Un vassoio per il signor Alberto.
- Signor Alberto. - Ah, salve. Grazie.
Buon appetito.
- Vuoi qualcosa, Jim? - Ah, si', una Coca-Cola, per favore.
Si', signore.
Una Coca. Su, svelto.
- Ecco qua. - Grazie.
A lei.
- Penso che oggi andra' benissimo. - Mmm. Forse.
Domani sara' meglio.
Domani potremo cominciare davvero.
- Quando parti? - Fine della settimana.
Pensavo che avresti cambiato la prenotazione.
L'ho fatto.
Svelto, svelto.
Bene, andiamo.
Va bene.
Grazie.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Grazie.
No, no, no, no. No, facciamoci una passeggiata.
- Va bene. - Dunque...
sono confuso. Hai cambiato la prenotazione fino a...?
- Si', fine settimana. Si'. - Oh, capisco, capisco.
Ma... ma, sai, potrei ricambiarla.
Vorrei... vorrei solo sapere, quanti giorni ti servono?
Oh, non lo so.
Penso che sarebbe forte lavorare per un'altra settimana.
- Una settimana? - Una, si'.
Penso che una settimana andra' bene.
No, no, no, una settimana va... Ehm, va bene. Va bene. Io...
posso spostare il mio volo...
per mercoledi', potrebbe...?
Mercoledi'?
Si', mercoledi' va bene. A posto.
E mercoledi' sia.
D'accordo.
Bene.
- Ma poi, sai... - Cosa?
Be', e' fuori questione che il ritratto sia mai concluso.
No, no, no. certo, certo.
Hai mai voluto essere un albero?
No.
Aspetta. Dammi un minuto.
Isaku, come va? Felice di vederti.
No, no, no, no, non ti alzare.
Dove sei stato?
James ed io stavamo passeggiando. Potrei fare un pisolino.
Ma devo lavorare, sai.
- Bene. - Si'. Noi parlavamo un po'.
Bene. Cara.
Bu!
Salve, Caroline.
Ciao, Jim.
- Dov'e' quella vecchia canaglia? - E'...
- Eccomi. Sei gia' arrivata? - Be', si'. Ero troppo impaziente.
Ero troppo impaziente, e dato che il piccoletto, Martin,
si', te ne ho parlato, be', e' partito per Lione,
io mi sono detta: vado a trovare Alberto.
Vado a trovare ma grisaille.
- Mio piccolo grisaille. Guarda. - Cosa fai? No, no, no!
- Rosso, rosso, rosso. - No, no, no, no. Si', si' e' rosso.
Guarda!
No, no, Caroline, no. Si', si', e' rosso. E' rosso.
- E' un bel colore, no, il rosso? - Si', ma non su di me.
- Certo che e' un bel colore. - Con i sedili bianchi?
- E' costosissima. - Bene.
- Molto, molto costosa. - Molto, molto bene.
- E' un'auto, una che le piace molto. - No, no. Non che mi piace. Che amo.
Il vendicatore dice che ce la danno in pochi giorni.
Che intendi per "vendicatore"? No, no, no. Il venditore.
Si', be', il venditore, allora? Che si fa? Che si fa? Che si fa?
- La compiamo? - La compriamo. Perche' no?
- La compriamo? - Si', si', si'.
Ma non ora. Tra qualche giorno, ok?
La compriamo! Noi la compriamo!
Caroline, no!
No. E' sbagliato. Non ora.
- Devi gironzolarmi intorno? - Certo che si'.
M'innervosisci parecchio cosi'.
- Ecco! Arrivederci, James. - Ok, d'accordo.
- Mi spiace, James. Mi spiace. - Adesso poso io.
Ecco qua...
E uno.
Ci vediamo domani, allora. Ti chiamo dopo?
Grazie, James. Grazie.
- Adesso stai ferma, eh. - Grazie, grazie, grazie.
Stai ferma.
No, no. Va bene. Ok.
Cosi' sembri un po' un pesce!
Ti e' rimasto del rosso.
- I tuoi capelli. - I miei capelli cosa?
E' solo che...
Giorno 5
- Ah, tutto bene? - Ah, come stai?
Io sto bene. Lui e' qui?
No, no, non c'e'.
Avevamo... Dovevamo...
Sai quando tornera'?
N-no. E' scomparso.
- Da tanto o...? - Non lo so.
- Tornera', prima o poi. - Alla fine si', immagino.
Sto leggendo un nuovo libro.
Uno dei miei?
Dio, no. No.
Come si intitola?
Si intitola... "La spia...
"che venne dal freddo".
Di che parla?
Parla di una spia...
che... viene...
dal freddo.
Tu potresti essere una spia.
Io sono una spia.
Cazzo. Cazzo.
Ehi, ehm... cosa...?
Cosa...?
Aspetta, aspetta. Che fai?
- Getto tutta questa roba! - Cosa? No, no, no. No, no, no.
- No, aspetta un minuto. No. - Si'!
- No, no, no. Guardiamo... - No!
- Diego, ti prego. - Non sono buoni.
Non sono utilizzabili.
La carta e' troppo vecchia.
- Diego. - Alberto.
Che c'e'?
Che e' successo?
Sono andato dal litografo, va bene?
Volevo chiedergli di trasferire queste cose su pietra,
ma lui mi fa: "Questa carta e' troppo vecchia."
- Per disegnare va benissimo. - No!
Li ho intesi come litografie. Dovevano essere litografie,
e ora non possono esserlo.
Puo' anche fottersi.
Oh, merda!
Hai bruciato dei disegni che erano su carta buona.
Dici?
Davvero?
James?
Siediti.
Fui felice quando la sessione del giorno fini'.
Giacometti era infelice e il suo umore pervasivo.
Stavo per scoprirlo la sera in cui Caroline scomparve.
- Ma dov'e' andata? - E chi lo sa dove va?
Ovunque le dica il suo magnaccia, eh?
Salute.
E' troppo attaccato a lei.
- Chi, Alberto? - Si'. Senza di lei da' di matto.
- Si tira scemo da solo. - Si', perche'?
Mio fratello...
puo' essere felice solo quando e' disperato e sconfortato
su tutti i fronti.
Be', allora dovrebbe essere felicissimo.
Ma pare sia deciso a rimanere completamente insoddisfatto.
No, non completamente,
ma perfettamente.
Si'.
- E' intrigante. - Chi, Caroline?
No, no, be', si', ma... L'uccello che mi hai fatto. Grazie.
Si', figurati.
Pero' non volera' mai.
Annette, per favore.
Arrivo.
- Fa freddo. Sto gelando. - Non fa mica cosi' freddo.
Non se sei vestito.
Alza la testa.
Un po' di piu'.
Dunque...
Un po' piu' a destra.
No, no, a sinistra.
Un po' piu' bassa.
Oh, merda.
- E' cosi' che stavo. - No, no, no, non esattamente.
- Perche' ti sei mossa? - Si', ok, ok.
- Adesso va bene, eh? - Bene cosi'.
- Cosi'? - E dai!
- Cosa stai facendo? - La pianto qua.
Ma perche'?
Che ti prende?
Niente.
- Cosa posso fare di piu'? - Niente.
Ti ho dato tutto.
Mai detto di volere qualcosa.
E io che ti chiedo?
Un po' di soldi per comprare i vestiti. Una gonna, una camicia, un vestito.
Un cappotto. Un cappotto per l'inverno.
- Ce l'hai gia' un cappotto! - Si'. Un cappotto, un solo cappotto.
- Ho un solo cappotto. - E quanti cappotti ti servono?
Mi fai uscire pazza.
Non posso parlare con te di questo, ora.
- D'accordo. Va bene. - Non posso!
Mica ti chiedo un visone o una pelliccia!
Ho smesso di chiederti cose come una casa, per esempio.
Qualcosa che sembri una casa con una cucina!
Ti ho comprato un appartamento! Che altro vuoi, porca troia?
- Una casa mia! - Questa e' casa tua!
- Vai a vedere di la'! E' casa tua. - No, non lo e'!
Voglio una casa con te. Una casa con te dentro!
- E io no! - Perche' no?
Io no, cazzo!
Ecco il perche'!
Mai voluto. E tu lo sai, l'hai sempre saputo.
Perche' continui con questa storia? Mio Dio!
Mi fai venire il voltastomaco.
Allora vomita e vattene a letto.
Dove vai, Alberto?
- A trovare quella troia schifosa? - Oh, mio Dio!
Bene! Vai! Vai da quella puttana e dalle tutti i tuoi soldi.
Dalle tutto cio' che hai. E' davvero cosi' brava con te, eh?
- Dalle tutto! Tutti i nostri soldi! - Vuoi i soldi, eh?
- Vuoi i soldi? - Si'!
- Vuoi i soldi? - Che stai facendo?
Guardami.
- Aspetta, aspetta. - Ma falla finita.
Ma porca merda!
Vuoi dei soldi, eh?
- Tieni. Prendi. - Smettila!
I soldi. Eccoli. Per il tuo cappotto.
Per la tua camicetta.
- Per le tue scarpe. - Alberto, smettila!
E per un altro cappotto.
Ecco, tieni. Tieni i soldi.
Soldi. Soldi. Soldi. Io me ne fotto!
Sei felice, ora? Felice con tutte queste cose, eh?
Sei borghesuccia e banale.
Dove vai, Alberto?
Torna qui.
- Dove vai? - Fuori. Vado a puttane.
Resta qui!
Con centinaia di puttane.
Alberto!
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Hai mai ucciso qualcuno?
Scusa?
Hai mai ucciso qualcuno?
No.
Perche' me lo chiedi?
Penso che tu sia il tipo capace di fare di tutto,
e lo intendo come un complimento.
Grazie.
E tu? Hai mai ucciso qualcuno?
Nella mia testa ho ucciso parecchia gente.
- Qualcuno che conosco? - No.
E non li conosco neanch'io.
- Chi sono questi poveri cristi? - Gente.
Donne.
Davvero?
Si'.
Per addormentarmi, da giovane,
ogni sera fantasticavo di uccidere due donne.
Dopo averle stuprate.
E...
e ti aiutava a dormire?
Si'.
Mi dava conforto.
Cazzo!
- Lavora per un po' su sfondo o corpo. - No!
Ogni cosa a suo tempo.
Se dipingo lo sfondo o il corpo solo per fare qualcosa, avro' solo...
riempito dello spazio. Sarebbe sbagliato.
E poi dovrei abbandonare completamente il ritratto.
- Non... non farlo. E'... - E' quel che dovrei fare.
Dovrei abbandonare tutto quanto, il dipinto intero.
Lo so che prende parecchio.
Si', so che ho detto che io...
Senti, se mi stai rimproverando, riattacco.
Be'...
E' caduta la linea. Puoi ripetere?
No, non posso controllarlo.
Si'.
Grazie. So che non e' un'operazione al cervello.
E grazie per minimizzare il processo.
- Pronto? - Pronto.
Vorrei modificare una prenotazione, per favore.
Giorno 9
- Cezanne aveva ragione. - Su cosa?
A squadrare tutto.
Ogni cosa e' un cono, un cilindro o una sfera.
- Immagino tu abbia ragione. - Cosa?
- Ho detto che penso tu abbia ragione. - Lo so che ho ragione.
Cezanne e' stato l'ultimo, grande pittore.
E' stato davvero un peccato che il cubismo l'abbia assorbito tanto.
- Producevano opere davvero carine. - Oh, e a chi serve la roba carina?
Quando hanno capito d'aver raggiunto un punto morto, hanno mollato.
I veri colpevoli sono stati Picasso e Braque.
Si', ma Picasso ha continuato.
Oh, si', per copiare ogni grande artista mai vissuto.
- Be'... - E' vero.
- Lo so, ma ogni artista copia. - Si', ma si fa come esercizio.
- E' solo un esercizio. - Oh, Alberto.
Che c'e'?
- Penso che tu sia un po' rigido. - No, e' vero. Te lo dico io, e' cosi'.
Picasso sa essere davvero pomposo.
"Sono stato incapace di raggiungere la cima nella scala dei valori,
"quindi ho distrutto quella scala." Si', che stronzata.
- L'ha detto davvero lui? - Certo che si'. Chi altri mai?
Picasso fa sempre dichiarazioni del genere.
Di primo acchito paiono zeppe di spirito,
ma sono sacchi di merda. Assolutamente senza significato.
- Be', ti e' parecchio affezionato. - No, non lo e'.
- Pensavo foste amici. - Lo siamo stati per un po', ma...
insomma, ho lasciato perdere.
Si', ma...
non ti ha chiesto un parere su una scultura su cui lavorava,
- che ha modificato dopo... - Chi te l'ha raccontato?
- Dora Maar. - E che ha detto?
Che e' venuto da te, ti ha chiesto un parere e...
Te lo dico io com'e' andata. Viene da me e mi dice: "Dammi un parere."
Io gli dico: "Ok, be', penso che tu debba fare una modifica."
E lui fa una modifica. L'esatto opposto di quella che avevo suggerito.
E questo perche' non ha alcun interesse nelle idee di...
collaborazione o cameratismo artistico.
Dai, e' troppo insicuro.
Gli piace solo rubare il lavoro degli altri
e fingere che sia farina del suo sacco.
Quell'uomo e' un ladro.
Decisi di iniziare a nuotare,
per alleviare non solo la tensione fisica delle sedute,
ma anche quella che stava diventando tensione psicologica.
Una mattina, dopo la nuotata,
fui invitato a vedere il soffitto dell'Opera
che Chagall aveva appena dipinto.
La sua magnificenza mi diede una leggerezza che non provavo da giorni.
Poi...
andai a posare per Giacometti.
Oh, cazzo!
Bruto.
Ma che cazzo!
- Alberto. - Che c'e'?
- Basta un po'. - Si', perche'?
Guarda qua. E' senza speranza.
La testa e' tutta sbilenca. E' un casino!
Ma porca puttana!
Stamattina ho visto il soffitto di Chagall.
All'Opera?
L'hai visto?
Io non vedo l'ora. Alberto mi porta all'inaugurazione, domani sera.
Non vedo l'ora che tu lo veda. Lo adorerai.
- E' eccezionale? - Squisito.
- Ne sono certa. - E' stupendo. Pare abbia dipinto il...
E smettila di muoverti.
Scusa.
E non grattarti.
- Avevo un prurito. - Be', non pruderti.
Sai una cosa?
Ho comprato un nuovo vestito. Ho saputo che ci sara' un gala'.
Annette!
Si', tesoro?
Si', certo.
Allora, dove hai preso il vestito?
In un negozio carinissimo.
E' proprio un bel vestito. E' giallo con una punta di rosa.
E ho comprato le scarpe. Sono cosi' belle.
- Sono col tacco? - Si', giallo con dei fiori rosa.
Hanno il tacco alto. Le trovo molto cari...
Bellissime.
- Posso prenderlo? - Se e' finito.
Si', e' finito.
Chagall.
L'Opera.
Fottuti quadri di case.
Non si possono paragonare a cio' che tento di fare io qui.
Oh, cazzo!
Ok.
Finiamola qui prima che...
distrugga tutto.
Puoi scusarmi un attimo?
Oh, mio Dio.
Che c'e'?
Quanto ancora puo' andare avanti cosi'?
Potrebbe continuare per sempre.
Dice che e' impossibile concludere un ritratto.
Posso capirlo.
Naturalmente no. Incredibile che non abbia mai visto un suo ritratto.
Ci moriro', li' dentro.
Non posso andare avanti cosi'. Devo tornare a New York.
Ho rimandato il viaggio cosi' tante volte che mi sta costando una fortuna.
Magari puoi...
stabilire una scadenza.
Ad Alberto a volte piace lavorare in prossimita' di una scadenze.
Si'.
Magari puoi parlarci tu per me.
No.
Per favore?
No. No, no.
Be'...
ad ogni modo non posso continuare cosi'.
E' come se posassimo per ore e ore senza che accada nulla.
Ecco perche' io non poso piu'.
Perche'?
Grazie.
Perche' la tua intera vita puo' essere inghiottita.
Allora...
che ne pensi?
Incantevole.
- Molto carino. - Grazie.
Dovreste vedere la borsa. E' bellissima. Ve la mostro.
Alberto!
Alberto!
- Puttana. - Svegliati!
Vieni a vedere!
- Oh, mio Dio. Mio Dio. - Cavolo.
- Ti piace? - E a te?
- Cavolo! - Bella, eh? E' molto rossa.
In realta' si sono sbagliati e hanno fatto i sedili neri.
No, neri sono belli.
- Sali? Ma Alberto! - No, no, no, no. Vai tu.
Non mi va tanto.
Che ha che non va? Avevi detto che volevi ti portassi a fare un giro.
Ti porto a fare un giro. Sali in macchina.
- James, sali in macchina. - No, no. Devo fotografare il ritratto.
Oh, ma fanculo al ritratto. Sali in macchina.
Su, James.
- Ci si vede dall'altra parte, eh? - Forza, su. Si parte.
- Non troppo veloce! - Che femminucce. Non e' possibile.
["Jazz a gogo" di France Gall
Giorno 13
Hai freddo?
No.
Io sto gelando.
Fuori c'e' un bel sole.
Ah, si'?
Sto gelando. Magari e' perche' ero in quella stupida macchina
- Che stai facendo? - Fara' caldo e la stufa e' accesa.
Devo togliermi la maglietta.
No, no, no. Tienila. Siediti.
- Mettiti la giacca. - Va bene.
Siediti.
Forza.
Sono andato troppo oltre.
Ma allo stesso tempo, non abbastanza oltre.
Non trovero' mai una soluzione.
Be', possiamo sempre fermarci.
No.
Non ci possiamo fermare.
Devo fermarmi.
Ok.
Cavolo.
E' bellissimo.
Cos'hai fatto?
Non ne ho idea.
Devo andare a sdraiarmi.
Diego mi ha detto che non si sente bene.
Ha la febbre.
A 39.
Non posso andare all'Opera.
Mi dispiace.
Tanto sara' da manicomio.
Si', infatti. E'...
D'accordo. Be', riprenditi.
E... passo domani a vedere come stai.
Buonanotte.
Vuoi qualcosa?
Magari...
qualcosa di fresco?
Si'.
Annette?
Un cognac?
- Un pochino di cognac. - Si', certo.
Un pochino di cognac.
Grazie.
Be', sembra divertente, ma pensarci mi mette in agitazione.
James, credevo davvero che ti sarebbe piaciuto.
Ascolta, non dico che non verrei, ma solo che propr...
- Ciao, splendore. - Ciao, Caroline.
Ti ho spaventato?
- Be'... - Ti sei eccitato?
Prima di capire che eri una donna.
- Io ti convertiro', James. - Posso presentarti...
- Ed io opporro' resistenza. - Bene, mi piace chi resiste.
- Caroline! - Ci', che c'e'?
- Andiamo? - Arrivo.
Ciao, James. Bacia Alberto per me.
- Non posi, stasera? - No, sta male e...
Insomma, ciao!
Giorno 14
Chi e'?
Sono io, Jim.
Ah, ciao Jim,
Vedo che qualcuno sta meglio.
- Oh, si', grazie. Molto meglio. - Solo un pochino di coccole.
Gli serviva solo quello, vero?
Si', vero.
Guarda l'albero.
Non l'ho mai visto cosi'.
- Si'? Li vedi tutti i giorni. - Lo so, ma sembra diverso.
Tutto sembra diverso.
E' piu' bello. Anche tu.
Oh, come sei dolce. Devo andare a fare delle commissioni.
- Oh, no. No, no, no, no. - Si', si', si'.
- Resta qui con me, tesoro. - Su, basta. Ho delle commissioni.
Grazie.
Quindi?
Vogliamo andare?
James!
Aspetta, aspetta.
Vieni.
Facciamo una passeggiata.
Vorrei tanto poter vedere le cose nel modo in cui le vedi tu.
Questo cerco di fare. Voglio mostrare come le cose appaiono ai miei occhi,
ma non sono in grado di farlo.
Questo non e' vero.
Quando ero giovane, pensavo di poter fare tutto.
Crescendo mi sono reso conto che non so fare niente.
Ecco cosa mi ha fatto andare avanti.
Altre 4 sedute. Che te ne pare?
Grazie.
No, no, no, intendo... N-non so come ringraziarti.
Non devi farlo. Ci abbiamo lavorato insieme.
Oh, non so. E'-e'... Forse e' cosi'.
Di certo non mi sento come si sentiva madame Cezanne.
Che intendi?
Alla fine disse di sentirsi una mela.
Gia'.
Sai, non ho mai pensato fosse simpatica.
Di solito vado in barca, ma questo e' un viaggio un po' piu' lungo.
Oh, mio Dio.
Cos'e' successo?
- Hanno rubato qualcosa? - No, no.
- Dobbiamo chiamare la polizia? - No, no, no.
Non erano ladri. Sono venuti per me.
Erano i magnaccia di Caroline.
E' un avvertimento.
James, dammi una mano con questa.
- E quello chi e'? - Un mio amico americano.
Facciamolo.
- Il prezzo resta lo stesso... - No, no, no. In inglese, per favore.
- Io non parlo inglese. - Traduco io.
Il prezzo resta lo stesso.
Esatto.
Sia che tu dorma con lei o che resti seduta davanti a te.
Capisco.
Stesso prezzo per entrambe le cose.
Non volete che paghi di piu' per una delle due?
- Cosa? - Che ha detto?
Chiede se prendiamo di piu' per una delle due cose.
- Si', per scopare. - Quale mi costerebbe di piu'?
- Scoparla. - Si', per scopare. Per scoparla.
Ti costano di piu' tutte e due insieme.
Uno sconto per tutte e due.
- Si', perche' e' economico. - Ok. Ok.
Non m'importa.
Ok.
Ok.
Allora...
Altri 10... l'ora...
- per ognuna. - Bene.
- Bene. Bene. - Si', bene.
Piu' altri 20 l'ora per farla posare.
- Cosa? - Che ha detto?
- Perche' posi per me. - Ora che ha detto?
- 20 in piu' per posare. - Ok, si'. Cosi' va benissimo.
Ma questo da dove viene?
- Si', si'. - No.
- No, cosa? - No, e'... Ho detto no.
- E' molto ragionevole. - Lo so, lo so, ma abbiamo detto 10.
- Ma che? Perche' dici cosi'? - Tu zitto, cazzo.
- 10. Oltre agli altri 10, per posare? - Si', si', si.
Cosi' siamo a posto.
- Ve ne do volentieri 20. - No, vanno bene 10.
Va bene.
Questi sono tutti retroattivi.
Che?
E' il pagamento degli ultimi 6 mesi che ho passato con lei.
- Non capisco l'inglese. Che vuol dire? - Vuole pagare per gli ultimi 6 mesi.
Mentre questo e' l'anticipo per i prossimi 6 mesi.
E' l'anticipo per i prossimi mesi.
- Salute! Salute! - Cosi' va bene.
E' stato un piacere.
Piacere nostro.
- Bene. - Grazie.
- Ciao! - Sta' fermo.
A quanto pare li hai fatti felici.
Ti prego, avrei pagato 10 volte quella cifra.
Che vuoi dire?
Mi ha dato cosi' tanto.
Oh, cazzo!
Che stai facendo?
Pessimo lavoro.
Devo farlo.
A volte, sai, per fare qualcosa...
puoi farlo solo disfacendola.
Si', ma quante volte?
- Quante volte? - Ottima domanda.
Non e' sempre facile come pensi.
Che cosa?
Disfare qualcosa.
Per me il ritratto era molto bello.
Quando?
Prima, quando abbiamo iniziato.
Puo' essere molto allettante ritenersi soddisfatti con...
cio' che e' facile.
Accade spesso quando la gente ti dice che qualcosa e' buono.
Ecco.
E' buono.
Peggio, eh?
Be'...
Che ti prende?
Niente, solo che...
a volte mi sembra che la speranza sia veramente poca.
Speranza?
E' questo che vuoi? Speranza?
Non sarebbe male.
E' un bel po' che ci lavoriamo.
Si'...
ma, sai, per me, ogni qualvolta mi sento carico di speranza,
e' la volta in cui mollo tutto.
Come un uomo che conoscevo, che cadde scalando le montagne di Stampa.
Rimase aggrappato alla parete rocciosa
di un dirupo per molto tempo...
fino al momento in cui arrivo' la squadra di soccorso.
Stavano per raggiungerlo, per afferrargli la mano...
e lui mollo' la presa.
Precipito'.
E mori'.
- Ma tu non sei in pericolo di morte. - No.
Ma a volte e' come se lo fossi.
Giorni 15, 16, 17
["Attraction" di Paris Combo]
Vorrei modificare una prenotazione, grazie.
Giorno 18
Non dovevi dargli una scadenza?
- L'ho fatto. - Sai cosa significa scadenza?
Si', so cos'e' una scadenza, ed ho tentato. Ma lui... e' cosi'...
Lo so.
Hai ragione.
Senti, faro' cosi'...
Hai presente quando usa il pennello grosso con la pittura grigia e disfa
tutto quello che ha fatto?
Dopo, di solito, prende un pennello nero a punta fine
e ricomincia daccapo a costruire la testa da zero
- per la centesima volta, giusto? - Si'. Di base si'.
Poi passa ai punti luce con l'ocra, il grigio e cosi' via,
per poi finire con gli ultimi tocchi di bianco.
Dopodiche' riprende il pennello grosso
e distrugge tutto quello che ha fatto.
Esatto.
- E' li' che lo fermero'. - Che intendi dire?
Intendo dire che provero' a fermarlo.
Ok.
- Gia'. - Ne hai di coraggio.
- Dammi un minuto, ho mal di schiena. - Ehi, ma che fai?
- Devo... Devo solo... - Cosa? Ok.
Rilassa la schiena e poi ci rimettiamo al lavoro.
Sta venendo su.
Adesso...
inizia ad avere reali possibilita', eh?
Dici?
Si', perche' il disegno e' buono e lo spazio intorno e'...
- piu' solido. - Molto solido.
Questo e' il momento in cui si puo' davvero...
davvero iniziare qualcosa.
Vero.
Vero.
Be', mi spia... Mi spiace, ma devo andare.
Oh, no, no. Devi andare?
Si', ti...
ti ricordi? Te l'ho detto. Devo tornare a New York.
Oh, be', che peccato.
Che peccato, siamo andati un bel po' avanti.
Avremmo potuto far di piu', ma abbiamo fatto abbastanza.
E' qualcosa.
Si'.
Be', davvero, non so come ringraziarti.
E' stato un onore posare per te.
Ma sei fuori di testa?
Non ho mica detto di volerlo rifare.
Il giorno seguente io e Giacometti andammo a passeggio per salutarci.
Mi disse che avrebbe voluto accompagnarmi in aeroporto,
ma era restio a salire di nuovo su una macchina nel prossimo futuro.
Il ritratto venne spedito ad una mostra negli USA,
mentre io tornai a New York a lunga permanenza.
Io e Giacometti ci scrivemmo spesso, ma non ci rivedemmo piu',
poiche' lui sarebbe morto poco tempo dopo.
Nell'ultima lettera, Giacometti scrisse che gli era piaciuto molto dipingermi,
e che sperava che sarei tornato presto
perche' potessimo...
ricominciare...
daccapo.
Un'altra traduzione di SRT project
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Traduzione: LeleUnnamed, cerasa, ilaria [SRT project]
Revisione: ilaria [SRT project]
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