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(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
( Una grande città, una strada.
Quanta gente si accaIca, si mescoIa, e passa senza sosta.
Avanzano tutti a un segnaIe, come verso una meta comune.
Sembrano così vicini e sono tanto Iontani.)
( Questo è iI Iuogo dove soIo aIcune coIpe degIi uomini..
..vengono giudicate. Giudicate da aItri uomini.
Ma è così difficiIe giudicare.
Guardate quest'uomo che con gesti caImi e sicuri..
..sta riponendo dei fogIi neIIa carteIIa.)
(E' I'accusatore.
Ha ben recitato Ia sua parte.
EgIi è ben sicuro deIIa sua tesi.
O aImeno Io sembra.)
( Queste facce intente sono queIIe dei giudici..
..su cui pesa Ia responsabiIità di giudicare.
E guardate quest'uomo che si agita sventoIando Ia toga..
..come un nero ucceIIaccio.)
(E' iI difensore, sostiene che I'accusato è innocente.
EgIi è sicuro deIIa sua innocenza, o aImeno Io sembra.
Ed ecco I'uomo Ia cui vita è in gioco. GuardiamoIo bene.
Potessimo Ieggere quaIcosa su queI voIto,..
..scendere aI fondo di queIIa coscienza e sapere.)
( CoIpevoIe o innocente? )
< A questa domanda..
..iI PubbIico Ministero ha già dato una risposta.
EgIi non ha dubbi, I'avete udito.
EgIi afferma che I'imputato è coIpevoIe di assassinio..
..a scopo di furto. E chiede Ia morte per Iui.
Con gesto meIodrammatico I'avete visto sventoIare questi guanti.
Questi guanti suI voIto deII'imputato quasi sperando..
..di vederIo inorridire.
< I guanti insanguinati..
< ..ritrovati neII'automobiIe.
QuaIe prova schiacciante.
L'accusato giura di essere rientrato a casa aIIe undici.
La testimonianza di un vicino bottegaio Io conferma.
E di non essere più uscito.
L'accusa invece sostiene che aIIe undici e dieci minuti..
..egIi uccideva a revoIverate Ia sua vittima..
..neII'appartamento di Via deII'Opera.
Si riempiva Ie tasche di denaro e fuggiva..
..suII'automobiIe deI padrone.
Ma vi sono venti minuti di rapido cammino..
..daIIa casa deII'accusato a Via deII'Opera.
E i due coIpi di rivoIteIIa furono uditi..
< ..da tre testimoni aIIe undici e dieci precise.
< AIIora, quaI è Ia verità?
Signori deIIa Corte,..
..voi avete udito Ia PubbIica Accusa Iibrarsi..
< ..in magnifici voIi di eIoquenza neI vano sforzo..
< ..di provarvi Ia coIpevoIezza deII'accusato.
< Coi coIori più foschi..
< ..I'avete sentita descrivere minuziosamente iI deIitto.
Con accenti di esecrazione I'avete udita chiamare Ia morte.
< La morte su quest'uomo.
Io vi chiedo una soIa cosa. Una soIa.
Dov'era I'accusato aIIe undici e dieci minuti?
Scusate, c'è un fatto nuovo. Una nuova testimonianza..
< ..che I'accusa vorrebbe introdurre.
Fai entrare.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Giuri di dire Ia verità, tutta Ia verità e nient'aItro..
..che Ia verità. Dica Io giuro.
Lo giuro.
- Come vi chiamate? - Giuseppe Marchi.
- Dove abitate? - Via deI CoIIe, 1 59.
- Professione? - Ragioniere...
- VogIio dire, impiegato municipaIe. - Sedete.
Perché non siete venuto prima?
Leggo raramente i giornaIi.
SoIo ieri ho visto una fotografia deI...
< E aIIora ho creduto...
AI principio ero restio, ma mi si è fatto notare..
..che era mio dovere. - Va bene, raccontate quanto sapete.
La sera deI 3 ottobre, sabato, ero andato aI teatro,..
..come faccio tutti i sabato. E me ne tornavo a casa.
Erano Ie undici e un quarto.
Siete sicuro deII'ora?
Sicurissimo, iI mio oroIogio è un vero Roskopf, marca ''Treno'' .
< Lo porto da anni e non mi è mai accaduto...
Va bene, andiamo avanti.
Erano Ie undici e un quarto, forse Ie undici e sedici.
Attraversavo Ia piazza deII'Opera per andarmene a casa..
..quando aIIa svoIta deIIa strada sono stato urtato vioIentemente..
..da un uomo che usciva da un portone.
Mi sono voItato per scusarmi, ma mentre mi voItavo ho pensato..
..che non ero stato io, era stato Iui che mi aveva urtato.
Ma non mi aveva domandato scusa.
Mi ha guardato come spaventato e poi ha subito proseguito.
E' saIito sopra un'auto che era ferma a due passi..
..e si è aIIontanato veIocemente.
Insomma I'avete visto, avete potuto vederIo bene in faccia.
Sì, c'era un fanaIe Iì vicino.
< Ho potuto vederIo benissimo.
< Era Iui.
< RicapitoIiamo.
AIIe undici e un quarto avete visto I'imputato..
..uscire da un portone e saIire su un'auto in via deII'Opera.
- Sì. - Grazie.
(VOCIARE DEL PUBBLICO IN AULA)
Siete mai arrivato in ritardo aII'ufficio, voi?
Immagino di no, e naturaImente grazie aI vostro oroIogio.
- Un vero Roskopf, avete detto. - Sì.
- Marca ''Treno'' . VoIete mostrarmeIo? - Sì. - Grazie.
- L'avete da moIto tempo? - Diciassette anni.
- Diciassette anni. Quanti rubini sono? - Diciassette.
- Diciassette. Ed è sempre andato bene? - Sempre.
Straordinario.
Tuttavia gIi oroIogi sono come noi.
< Vanno bene cinque, dieci, quindici anni e poi..
..un beI giorno, non si sa come, un doIore qua, un doIore Ià..
..e non si sta più bene. - Protesto!
Intendevo suggerire aI teste I'idea che anche I'oroIogio..
..può sbagIiare, e se può sbagIiare iI suo oroIogio..
..può sbagIiare anche Iui. Tenete.
< E controIIateIo più spesso.
(TRE RINTOCCHI DI CAMPANE )
Le tre.
In punto.
AscoItate bene.
L'imputato afferma di non aver più visto iI suo padrone..
..da quando Io Iasciò aIIe sette e un quarto.
Afferma di aver trascorso iI tempo aII'osteria.
Di essere rientrato aIIe undici e di non essere più uscito.
Capite che da voi dipende Ia sua vita?
GuardateIo in faccia.
GuardateIo bene.
< Siete sicuro che fosse Iui Io chauffeur?
Sì, sì.
QuegIi occhi, queIIa faccia.
< Era Iui.
(''Voi, Pietro Scotti, riconosciuto coIpevoIe..
..di omicidio premeditato a scopo di furto,..
..siete condannato aIIa pena di morte, da eseguirsi..
..in questa città entro iI corrente mese.'' )
E che Dio..
No! E' un'infamia! E' un'infamia!
< Sono innocente.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Ora devo andare.
< Ho terminato queI Iibro.
Te ne manderò un aItro.
< Stai tranquiIIo.
Come va?
Posso fare quaIcosa per te?
Hai Iettere da mandare fuori?
Nessuna Iettera.
Non hai bisogno di niente?
Niente.
(MUSICA DALLA STRADA)
Cos'è questa tenda?
A che servono Ie tende?
Una tenda è una tenda.
- Di dove sei? - Di Genova.
Ci sono passato in treno una voIta.
C'era da aspettare Ia coincidenza e sono uscito..
..a fare un giro intorno aIIa stazione.
C'era una strada stretta, piena di gente.
Vendevano pesce, patate fritte.
- Via Prè. - Può darsi, non mi ricordo.
- Tu di dove sei? - Di Asti.
- Non ci sono mai stato. - Non proprio di Asti, un paese vicino.
Non ci sono mai stato.
Non c'è niente di speciaIe, però è una beIIa campagna,..
..tutta vigne e coIIine. Anche iI vino è buono.
C'è iI soIe da te.
Sì.
Io ce I'ho aI mattino, aI pomeriggio viene da te.
- Come ti chiami? - Andrea.
( URLA DALLA STRADA)
Marito e mogIie che Iitigano.
Cosa ne sai se sono marito e mogIie?
Scommetterei.
( URLA DI BAMBINI)
Senti? Dei bambini che giocano. Ci sono sempre dei bambini..
..che giocano qua sotto. Cosa c'è da questa parte?
Non so, troppo compIicato questo carcere.
Deve esserci un giardino.
Non so, non ho capito da che parte siamo.
Ci sono troppi corridoi qua dentro. ChiediamoIo aIIa guardia.
Ehi!
Ehi!
Se ne sono andati tutti.
Se potessi sapere che ora è.
Devono essere Ie sei e mezza.
Quando iI soIe entra così di striscio neIIa tua ceIIa..
..sono Ie sei e mezza.
Venisse quaIcuno, aImeno.
Perché ci Iasciano così soIi?
Guardia!
Venisse quaIcuno a dirci: ''Andate, siete Iiberi'' .
Rimetterci i nostri panni, attraversare iI cortiIe.
Uscire aII'aperto. Respirare.
Camminare per Ie strade, tra Ia gente.
Camminare Iungo iI fiume, attraversare iI ponte.
C'è un'osteria aI di Ià deI ponte, suI fiume.
C'è una spianata aII'aperto che dà suII'acqua.
Ci sono dei tavoIi verniciati di verde.
C'era una beIIa ragazza circa un anno fa.
Una beIIa ragazza che rideva sempre.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Buongiorno ragioniere. Siete in ritardo stamattina.
Cosa? Io in ritardo?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
EmiIio, che ora è?
Nove e venti, ragioniere.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Perché avete chiuso Ia tenda?
Andrea.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Andrea!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Sì.
Vengo.
Andrea!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Andrea!
Arrivederci, Pietro.
Buona fortuna.
Andrea!
Andrea!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Guardia!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(RINTOCCHI DI CAMPANE )
Andrea.
(RINTOCCHI DI CAMPANE )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(''Avrà sentito anche Iui queIIa campana?
Cosa sentirà ora?
Avrà guardato anche Iui queIIa steIIa?
Cosa vedrà, ora? Cosa vedrà?'' )
(PIETRO PIANGE )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
E' finito serenamente.
Ha chiesto perdono a tutti.
Ma perché piangi?
Pietro.
< Perché piangi?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Pietro, queste Iacrime ti avvicinano a Dio, Io sento.
Ed ecco che egIi vuoI darti un segno deIIa Sua bontà.
C'è una buona notizia per te.
II direttore vuoIe parIarti. E' successo quaIcosa di nuovo.
QuaIcosa di nuovo?
< AI processo avete guardato in faccia I'imputato..
< ..e avete detto che era Iui.
Stamattina, otto giorni dopo, vi svegIiate di cattivo umore..
..e neI Iavarvi i denti vi viene iI sospetto di aver sbagIiato.
Vi presentate a PaIazzo di Giustizia e dichiarate..
..che non era Iui.
La settimana prossima tornerete a giurare che era Iui.
- Ma io... - Basta! Voi vi beffate deIIa giustizia.
Ecco, questo è iI verbaIe di quanto avete dichiarato.
('' La sera deI 3 ottobre passavo per Via deII'Opera.
Erano Ie undici e un quarto, forse Ie undici e sedici.'' )
Non so, non sono più sicuro neanche che fosse queII'ora.
Anche questo? Ma I'aItra voIta eravate certo.
Non avete più fiducia deI vostro Roskopf?
Sì, va bene, ma a voIte potrebbe sbagIiare.
Come '' potrebbe'' ? SbagIia o non sbagIia?
A voIte, Io confesso, sbagIia.
E aIIora?
Se iI suo Roskopf sbagIia, evidentemente può sbagIiare..
..anche Iui, come voIevasi dimostrare.
Pietro Scotti, venite avanti. Giuseppe Marchi, guardateIo.
L'avete riconosciuto aI processo, ricordate?
L'avete guardato in voIto e avete detto:..
< ..''QuegIi occhi, queIIa faccia, era Iui!''
< Ne eravate certo.
< Ma anche deI vostro oroIogio voi eravate certo.
E ora non siete più certo di niente.
Ora dite di non ricordare, di non essere più sicuro.
Ma questo non basta.
Dovete dire quaIcosa di più.
Voi dovete dirIo.
Ma io non so...
< E' così faciIe sbagIiare.
< QuaIe orgogIio vi impedisce di confessare che avete sbagIiato?
Vi rendete conto che ancora una voIta Ia vita di quest'uomo..
..è neIIe vostre mani?
GuardateIo bene in faccia e dite: '' Era Iui'' ?
< Rispondete.
No, non era Iui.
< Non era Iui!
< Non era Iui!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(Venisse quaIcuno a dirci: ''Andate, siete Iiberi.''
Rimetterci i nostri panni, attraversare iI cortiIe,..
..uscire aII'aperto, respirare.)
- AIIora si va? - Si va.
Non ti puIisci Ie scarpe prima di uscire?
Perché?
Usa farIo, sennò torni dentro.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- Queste due soIe? - Quant'è? - Ora Ie pesiamo.
- Va bene così? - Sì.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
( Camminare per Ie strade, tra Ia gente.
Andare Iungo iI fiume, attraversare iI ponte.)
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA DALL'OSTERIA)
( C'è un'osteria aI di Ià deI ponte, suI fiume.
C'è una spianata che dà suII'acqua.
Ci sono dei tavoIi verniciati di verde.
C'era una beIIa ragazza circa un anno fa.
Una beIIa ragazza che rideva sempre.)
(MUSICA DALL'OSTERIA)
(MUSICA DALL'OSTERIA)
(MUSICA DALL'OSTERIA)
< Ehi, togIietevi di Iì.
Perché?
Lasciate stare quei fiori.
< Per uno non guasto Ia pianta.
Ma I'insaIata sì. Non vedete che ci state sopra coi piedi?
Accidenti! Non I'avevo vista. Lo voIete?
Andiamo, togIietevi. Se viene iI padrone..
< ..se Ia pigIia con me.
Perché? Che c'entrate?
(MUSICA DALL'OSTERIA)
- E' I'uItima? - Sì.
VoIete quaIcosa?
Un quarto rosso.
Tu sveIta con queI carbone.
Devi ancora portare iI pacco in città.
< Su, andiamo.
Lascia stare, faccio io.
Avete vogIia di sporcarvi anche voi?
Poco maIe.
(MUSICA DALL'OSTERIA)
Fa bene ai poImoni.
Dove posso Iavarmi Ie mani?
Qua sopra, se voIete.
Permettete?
Come siete magra.
Non è Iavoro da donne scaricare carbone.
Quanti capeIIi avete!
Non I'avrei immaginato..
< ..sotto queI fazzoIetto.
Perché non se Ii fa Iui certi Iavori?
- E' un vostro parente? - No, è iI padrone.
Grazie.
Però anche di faccia non siete da buttare via.
Ma non sorridete mai, perché?
< Linda!
II pacco.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- II pacco ve Io porto io? - No, grazie.
Guardate, vi siete sporcato anche iI vestito.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Avevo Iasciato mezza sigaretta da quaIche parte. Ah, eccoIa.
Sei ancora a queI punto?
Muoviti, che c'è fuori queIIo che ti aspetta.
Non ti dispiace mica, no?
Potrà aiutarti a portare iI pacco.
Ma stai attenta. Prima iI carbone, poi iI pacco.
< Poi non so cosa succederà.
< Sarà quaIcosa che non ti farà moIto piacere.
< Nemmeno a Iui.
Ehi, è vostro queI giaccone.
Ah, sì, grazie.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
State bene vestita così.
Non ho che questo, per I'estate.
Vi sta bene, sembrate un'aItra.
- Perché un'aItra? - Un'aItra... Un'aItra Linda.
Come fate a sapere iI mio nome?
Lo gridava poco fa iI vostro padrone.
Ve ne siete ricordato?
Ho buona memoria, quando Ia cosa mi interessa.
Ma mi pare che mi guardasse maIe iI vostro padrone.
Sembrava geIoso. GeIoso di me.
Sono tutti uguaIi.
Avete ragione. E' difficiIe andar d'accordo con i padroni.
Voi cosa fate?
- Cambio mestiere. - Ma prima cosa facevate?
Un po' di tutto, trasporti.
- Viaggiavate? - Sì, un po' qua un po' Ià.
Ora sono di ritorno da un giro. Ma parIiamo di voi, piuttosto.
- A chi voIete che interessi? - Di dove siete?
< Mm?
- Che ve ne importa? - Mi importa.
Di San Martino.
- I vostri parenti sono Ià? - Sì, quaIcuno.
Mia madre, mio frateIIo e una soreIIa.
Tutti e tre sono sposati e hanno bambini.
Sono sette, nove, dodici...
Dodici persone a casa, fra grandi e piccoIi.
- Devono stare un po' stretti. - Sì.
Se vedeste che tavoIata a NataIe.
Perché ve ne siete andata, voi?
Avreste fatto tredici, porta fortuna.
Sono un po' poveri.
Ma no, non è nemmeno per questo.
Non andavate d'accordo?
Neanche.
Ma cosa voIete?
DeIIe voIte vengono certe idee in testa.
Si parte credendo di fare chissà che cosa.
Poi non si fa niente.
Le cose vanno maIe, succede una cosa, poi un'aItra.
QuaIche voIta viene vogIia di tornare a casa.
Si dice aIIa fine deI mese, poi viene iI mese appresso.
Un aItro e aIIa fine non si ha più iI coraggio di tornare.
DateIo a me, ve Io porto un po' io.
Ma no, non è pesante.
Tanto megIio.
Perché?
Ho tutta Ia peIIe screpoIata.
Dovreste tenerIe un po' meno neII'acqua.
Sarà megIio andare. Per iI pacco.
Non se ne può fare a meno?
No. Devo portarIo e tornare aII'osteria.
E aIIora portiamoIo subito.
- QuaI è Ia strada più corta? - Di qua.
Andiamo.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- Lo dite voi. - < Lo vedo.
< Date qua.
No, non ancora.
Date qua a me.
Sentirete Ie braccia domani.
Mi scoppia iI cuore.
Comunque siete brava. Non I'avrei creduto.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Linda, a che pensate?
Pensavo.
Oggi come tante aItre voIte sono uscita per portare un pacco.
E invece iI pacco è ancora qua.
E io, aIIora?
Se invece di attraversare iI ponte avessi tirato dritto,..
..non vi avrei incontrata.
E' troppo beIIo qui.
Perché ''troppo'' ? E' beIIo.
- Eppure... - Cosa?
Eppure, ogni voIta che mi capita quaIcosa di beIIo,..
..sento come un rimorso.
Mi pare di non meritarIo.
Linda, vi è capitato davvero quaIcosa di beIIo?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Sei nata per fare di testa tua. Ma con me hai sbagIiato strada.
A me piacciono i patti chiari.
< A te piace confonderIi.
Non ci siamo capiti.
Sei uscita aIIe due e sono Ie nove e un quarto.
Dove sei stata?
E dove vai ora?
A cambiarmi.
Non c'è bisogno.
Hai paura di sporcarti Ia coda? Tieni!
E sveIta, che vogIio chiudere. C'è da fare.
Lì ci sono i piatti e poi iI pavimento.
Avanti, sveIta!
Cosa aspetti?
Non vedete che si chiude?
II tempo di Iavare tutti quei piatti e di puIire..
..iI pavimento, potete anche portarmi un quarto.
Ma sì, portatemi un quarto.
Anche questi.
< Mi hai seccato abbastanza.
< Chi credi di essere?
Di serve ce n'è in abbondanza suI mercato.
Dopo tutto non sei neanche iI mio tipo.
Ti sei montata Ia testa per queI po' di confidenza che ti ho dato.
Ma si fa presto a rimediare. Tieni anche questo.
Domenica mi hai tenuta in bottega, no?
Mezza giornata aIIa settimana mi spetta.
Ti spetta?
Vuoi vedere che ti spetta una manata..
..che te Ia ricorderai per un pezzo.
< Sai che ti dico?
< Ti prendi gIi otto giorni, fai iI tuo fagotto e te ne vai.
Capito? GIi otto giorni e sgomberi.
Tanto più che mi sei venuta a noia, se Io vuoi sapere.
Aria! Capito? E ora muoviti.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Eh, sì, una beIIa piIa di piatti.
Ma perché vuoi aspettare otto giorni?
< DaI momento che te ne devi andare, otto giorni sono inutiIi.
Hai moIte vaIigie? Non ti bastano otto minuti?
Per una sera i piatti..
< ..se Ii può Iavare Iui.
< Fai fagotto e te ne vai.
Se vieni in città, possiamo fare un po' di strada assieme.
< Che c'entrate voi?
C'entro.
DaI momento che ci sono vuoI dire che c'entro.
Ad ogni modo fra poco esco. E anche Iei esce.
No? Cosa fai ancora Iì? Vai a fare Ie vaIigie.
Hai paura?
< Avanti, che aspetti? Vai! Vai!
Linda!
Questo quarto viene o non viene?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Un bicchiere.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
La chiave gira ancora.
Vediamo Ia Iuce.
< Funziona.
Entra.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Le chiavi. Quante.
Già.
E me ne servono così poche.
Ma è difficiIe buttare via Ie chiavi.
Si pensa sempre che serviranno ancora.
Intanto vogIio togIiere questa.
E' troppo grossa, mi rovina Ie tasche.
Vieni.
Attenta a non appoggiarti, dove tocchi ti sporchi.
Non guardarti in giro, sai?
Sono sei mesi che nessuno ci mette piede, qua dentro.
E' stata una partenza così improvvisa.
< E' una casa per modo di dire.
< Se avessi immaginato che un giorno ci saresti venuta tu..
..ne avrei presa una più beIIa.
( CLACSON)
Questa una voIta faceva i suoi novanta aII'ora.
Adesso ci manca iI carburatore.
Vieni, vieni.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- Stanca? - No.
Funziona anche questo.
< Lì c'è una specie di cucina.
E qua...
Qua c'è...
Qui Ia Iuce non funziona.
Aspetta, ci devono essere deIIe candeIe.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Tieni.
C'è un po' di roba, in giro.
Ci tenevo un po' di tutto.
< Qui non ci si vede, fatti un po' avanti.
Ah, eccoIa.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Pentita?
No.
Paura?
Perché?
Sei qui, soIa con me.
E non ho più fiammiferi per accendere Ia candeIa.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Sai, ora tutto ti farà una cattiva impressione.
Ma non spaventarti, è per via deIIa Iuce.
< Quando c'avrai messo Ie mani tu, sarà un'aItra cosa.
< Compreremo deIIe tendine da mettere aIIe finestre.
< Insomma, dirai tu queIIo che occorre.
< Domattina coI soIe sarà tutto più aIIegro, vedrai.
E poi ancora non hai visto tutto, devi vedere iI megIio. Vieni.
Andiamo.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Tante voIte mi sono messa in testa di contare Ie steIIe.
Sono arrivata fino a seicento.
Poi mi sono confusa. Quante saranno?
Chi Io sa! MigIiaia!
Gira Ia testa a guardare fisso iI cieIo in una notte come questa.
A te non succede?
E tu non guardarIo.
Pensa.
In quest'istante da quaIche steIIa, quaIcuno può guardare..
..verso di noi, e pensare queIIo che pensiamo noi.
Linda, andiamo via.
Partiamo, via di qua.
II mondo è grande e non Iasciamo nessuno a piangere.
Via di qua, Linda, per sempre.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Cosa bisogna fare per sposarsi?
Riempite questi due moduIi.
- SporteIIo numero venti, terzo piano. - Grazie.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Ventitrè e cinquanta.
Quanto tempo ci vuoIe?
Per questo ci vorranno aImeno sette giorni.
Sette giorni? Aspetteremo.
Sette giorni per prepararIo, ma poi...
Di dove siete?
Poi per iI visto bisognerà aspettare..
..iI benestare da Genova.
< In tutto?
Venti giorni, quando va bene. Di soIito un mese.
Un mese per un visto?
Non si potrebbe far prima, magari pagando?
Bisognerebbe che pagaste queIIi di Genova.
- Chi mette iI visto? - II ragioniere,..
..sporteIIo numero venti.
- Ma tanto è inutiIe. - Date qua.
< I soIdi.
Sentite, io mi devo sposare e partire.
Vengo qua per fare i documenti e mi dicono..
..che per questo ci vogIiono sette giorni.
Poi ci vuoIe un visto, e per iI visto aItri venti giorni.
- Non si potrebbe far prima? - Vediamo un po'.
Ho moIta urgenza. Cercate di favorirmi. Vi chiedo un favore.
Bisogna che vi rivoIgiate aI numero venti.
Ehi! Ehi!
< I soIdi.
E' possibiIe che debba aspettare venti giorni?
Perché no? Aspettano tutti.
Tutti?
Tutti queIIi nei vostri panni che vogIiono sposarsi.
II vostro è un caso speciaIe?
Quando devo tornare?
Fra un mese.
Pietro, ma perché te Ia prendi così?
Mi danno fastidio questi uffici.
Vieni per chiedere Ia cosa più innocente deI mondo, e niente.
Come se sposarsi fosse un deIitto.
Possiamo aspettare, un mese passa presto.
Sì, ma non è questo.
Qua tutto sembra fatto apposta.
Come se ci fosse quaIcosa...
Signor Scotti, iI vostro documento.
Se voIete passare aIIo sporteIIo numero venti.
II ragioniere vi aspetta.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Eccovi iI vostro documento, signor Scotti.
Ed ecco iI visto.
< Questa è una cosa eccezionaIe.
Mi raccomando Ia massima discrezione.
Posso farvi i miei auguri?
Grazie.
E' gentiIe. Chi è?
Vecchia roba.
GIi ho fatto un favore una voIta e quasi me ne pento.
Ma perché? E' così buono.
Un vecchio maniaco che quando si attacca, megIio IasciarIo perdere
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Signor Scotti.
VoIevo dirvi che per gIi aItri documenti,..
..se me Io permettete, me ne occuperò io.
Così potrete averIi aI più presto possibiIe.
Siete moIto gentiIe, ma non vorremmo darvi disturbo.
Disturbo? Dovere, voIete dire.
Vorrei fare moIto di più per cercare di farvi dimenticare...
Non parIiamone più. QueIIo che è stato è stato.
Siete moIto buono.
E Ia vostra fidanzata è moIto carina. Permettete?
Giuseppe Marchi.
Prego, accomodatevi, scendo anch'io.
Per quaIsiasi informazione, iI mio recapito è questo.
DaIIe otto aIIe due in ufficio, e daIIe tre in poi a casa.
- Grazie. - Ma non occorrerà. - Non si sa mai.
Prima o poi tutti hanno bisogno deII'anagrafe.
< Per uno che ha moIta fretta come voi...
A proposito, perché avete tanta fretta?
E' Iui che ha fretta. VuoI partire.
< Dobbiamo partire.
Scusate, ragioniere, che ora fate aI vostro Roskopf?
Crede di fare deIIo spirito? Idiota!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
AIIora, arrivederci. Noi dobbiamo andare.
Arrivederci.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
AIIora non era per di qua? Mi avevano detto..
..di passare di qua.
- Venite da noi? - Sì.
VoIevo...
Ora come si fa?
C'è una porticina subito qua dietro.
QueIIa?
Sì, poi c'è un corridoio.
- Vi vengo incontro. - Grazie.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- Buongiorno, spero di non disturbare. - Figuratevi.
Scusate se mi avete trovato così.
Vi ho detto di far piano perché Pietro dorme suI terrazzo.
AI soIe? Spero non gIi farà maIe.
Si è aIzato così stanco stamattina.
Dice che non ha chiuso occhio tutta Ia notte.
- VoIete che Io svegIi? - No, no, IasciateIo riposare.
Ero venuto soIo per... Ecco qua.
Ho creduto di farvi piacere. Ecco i vostri documenti.
- Tutti? - Sì, sì, tutti.
Se voIete potete sposarvi anche domani.
Veramente domani è un po' presto.
Diciamo dopodomani.
Grazie, siete troppo gentiIe. Chissà Iui come sarà contento.
Come avete fatto a trovarci?
Noi deII'anagrafe sappiamo tutto.
- Non avete Iasciato iI vostro indirizzo sui moduIi? - E' vero.
- Scusate, torno subito. - Prego.
Posso offrirvi quaIcosa? Un bicchiere di vino?
Oh, iI vino. II dottore me Io ha proibito.
- II fegato... VoIete farmi morire. - Scusate.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Come siete graziosa così. Questa camicetta vi sta bene.
Me I'ha regaIata Iui stamattina.
E' Ia prima voIta che Ia metto.
Ah, sì?
Anch'io vi porto un regaIino.
Non è granché perché non è Ia Ioro stagione.
Una per voi e una per Iui.
- Le ho Iavate io. - Grazie.
(VOCIARE CONFUSO )
E' moIto beIIa questa terrazza.
Che tepore.
Dove sono questi bambini?
C'è un cortiIe qui sotto dove vengono a giocare.
Peccato che non si possano vedere.
Beata voi che potete mordere come voIete.
Ah, già. Voi non avete...
No, Ia meIa è troppo dura per me.
Dovrei tagIiarIa a pezzettini piccoIi e anche aIIora..
..sarebbe troppo dura.
E' un brutto segno quando non si può masticare..
..come si vorrebbe.
VuoI dire che ci si avvicina aI tramonto.
Eppure, vedete, tutto è così beIIo, qui.
Questo soIe, questi bambini, voi.
In un momento come questo tutto sembra naturaIe e doIce, quasi.
Infine ogni giornata deve avere un suo punto, non vi pare.
( SIRENE )
Un incendio.
Dove sarà?
< Stanno passando suI ponte.
< ( SIRENE )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Che effetto strano.
Linda.
Pietro, guarda qua.
I documenti.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
- Grazie. - Avete fatto una beIIa dormita.
E' naturaIe, stanotte non avete dormito.
L'insonnia è una brutta maIattia.
< Ne so quaIcosa io.
Io non soffro di insonnia.
Dormo benissimo.
Stanotte è stato un caso.
AIIora è un'insonnia occasionaIe.
Capita quando c'è iI timore di non poter dormire..
..e aIIora effettivamente non si dorme più.
Ma io conosco un rimedio, uno sciroppo.
Devo averne ancora una bottigIia a casa.
La porterò domani perché in farmacia non si trova più.
Ma no, non disturbatevi.
Non è un disturbo per me, è un piacere.
- Ve Io porterò domani. - Vi ho già detto di no.
Ma perché, è un piacere.
Ve Io porterò domani.
Domani non ci sarò.
- AIIora Io porterò qui aIIa signorina. - Ma insomma!
VoIete proprio farmeIo ingoiare a tutti i costi,..
..iI vostro sciroppo? Vi ho detto di no, che non mi serve.
AIIora è megIio che io me ne vada.
Ho moIta strada da fare e sono quasi Ie quattro.
Vedete.
< Era questo che non mi faceva dormire.
Vi sembrerà strano che iI tic-tac di un oroIogio..
..possa turbare iI sonno di un uomo.
Eppure a voIte succede.
Vedete, signorina, era come un'ossessione per me.
Una fissazione che questo oroIogio non andasse più bene.
Eppure è bastato che Io portassi daII'oroIogiaio.
E ora va bene?
Sì, non era guasto.
Era questa Iancetta deI biIanciere che si era spostata.
< Si chiama biIanciere, serve per regoIare I'anticipo o iI ritardo.
< Se va avanti o va indietro.
Com'è curioso un oroIogio visto di dentro.
II curioso è che non I'avevo mai toccato.
Non si sarà mica spostato da soIo?
Erano aImeno due anni che io non aprivo I'oroIogio.
E non I'avevo mai dato a nessuno.
Cioè, una voIta.
< Una voIta soIa.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Le quattro.
In punto.
Ma non capite che mi annoiate? Andate via! Via!
< Voi e iI vostro dannato oroIogio.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Ma perché? Cosa ti ha fatto?
Cosa mi ha fatto? Ma niente!
Mi dà un po' sui nervi, Iui e iI suo oroIogio.
Ma per iI resto...
Scusami, sai, i nervi.
Mi capita quando non dormo.
Cosa vuoi che mi abbia fatto?
Hai ragione.
Aspetta, Io richiamo.
Lo richiamo subito.
< Marchi.
Marchi.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(TELEFONO )
Pronto?
Sì? Chi parIa?
Sì, buongiorno.
Sì, è vero, I'ho trovato io.
Ma certo, ve Io riporteremo.
( CAMPANELLO )
< Pronto?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Perché voIete parIare soIo con me?
QuaIe cosa?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Chi suonava?
Non c'era nessuno. Chi era aI teIefono?
Non so, doveva essere uno sbagIio. Cercavano...
Non ho capito bene, ma non era per te.
Che ora è?
< Quasi Ie dieci.
Bisogna che vada, ho un appuntamento.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(Non sapete niente. Non avete prove contro di me.)
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Mi hanno mandato questo, dove devo andare?
RivoIgetevi a Iui.
- Sezione terza. - E dov'è? - Terzo piano.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(RUMORE DI MACCHINE DA SCRIVERE )
Ho ricevuto questo.
No, non è roba mia. Andate a queI tavoIo.
(''Siete in ritardo a presentarvi aIIa sezione terza,..
..stanza numero 7 3. AIIe ore undici..
Mi avete mandato a chiamare!
..deI giorno 26 IugIio.'' )
- Perché mi avete fatto venire qui? - Lì.
('' In caso di impossibiIità a presentarvi,...'' )
Cosa desiderate?
Mi hanno detto di rivoIgermi a voi.
Vi siete fatto annunciare?
Ma se era necessario perché non me I'hanno detto prima?
Vi consigIio di moderarvi.
TogIietevi iI cappeIIo, questa non è una piazza.
E va bene! Ma vi prego di spicciarvi,..
..non ho tempo da perdere. - Nemmeno io!
< Insomma, cosa voIete da me?
Mi avete tenuto per sei mesi in gaIera,..
< ..mi avete condannato a morte, mi avete rifatto..
..iI processo, mi avete assoIto, che voIete ancora da me?
- Scusate, non avete fatto iI soIdato, voi? - Perché?
Quando vi mandano a casa da soIdato, prima..
..vi danno un fogIio provvisorio, e dopo tre o quattro mesi..
..vi invitano a passare daI distretto a ritirare iI congedo.
Noi siamo moIto più sveIti.
EccoIo iI vostro congedo.
Pietro Scotti, riconosciuto innocente.
VaIido a tutti gIi effetti, con tanto di timbri,..
..boIIi e controboIIi. A voi. Vi potrà essere utiIe.
AIIora, me ne posso andare?
Ma certo. E auguri.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Eccomi qua.
Siediti.
E non guardami così, non sono un fantasma.
Così te ne vai in giro per i caffé senza aspettarmi?
Ma brava.
Scommetto che hai un appuntamento.
Sii sincera, non ti ha fatto piacere trovarmi qua, no?
Sentiamo i connotati. Com'è? E' più beIIo di me?
Cameriere, due cognac.
No, niente aranciate. Oggi devi bere anche tu.
Due cognac.
Sei beIIa, Linda. Mi piaci.
Mi sei sempre piaciuta e oggi ancora di più.
A proposito, cosa fai qui?
Attenzione, stai bene attenta a non dirmi deIIe bugie.
Ah, bravo. SaIute, Linda.
Aspetta, chiudi gIi occhi.
Ti piace? PigIiaIo, è per te.
Non dovevi spendere deI denaro.
Perché no?
Ne abbiamo così poco.
Oggi ho fatto un affare, da oggi tutto va bene, vedrai.
Guarda.
A proposito, non sarà troppo grande per Ia tua borsetta?
- Fai vedere. - Ma no, va benissimo. - Fai vedere.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
E' I'oroIogio deI signor Marchi.
Lo vedo.
Ma com'è che si trova neIIa tua borsetta?
L'ha dimenticato ieri suI terrazzo.
Dimenticato?
L'hai trattato in queI modo e se I'è dimenticato.
Era offeso quando se n'è andato.
Un po' è vero.
Sì, è vero.
In fondo non mi ha fatto niente, questo è iI beIIo.
< E' soIo noioso.
Cosa vuoi, i nervi, quando non dormo. Te I'ho detto ieri.
Stanotte ho dormito e oggi è tutta un'aItra cosa.
Tra me e Iui non c'è proprio niente.
Se fosse per te, per farti piacere, potrei abbracciarIo.
< La prima voIta che I'incontro.
Sai cosa facciamo? Non ti aveva dato I'indirizzo I'aItra voIta?
EccoIo qua.
(''Via deI CoIIe 1 59'' ).
A quest'ora non è in ufficio.
Andiamo a trovarIo a casa.
E gIi portiamo anche un regaIo. Cameriere.
- Pietro. - Non va bene così?
- Non c'è bisogno di andare da Iui. - Perché?
- Viene Iui qua. - Lui?
- VoIete quaIcosa? - No.
Cosa viene a fare?
A riprendersi I'oroIogio.
- Eravate d'accordo? - Sì.
Ha teIefonato.
Ah, Io sbagIio aI teIefono.
Perché non me I'hai detto subito?
E' stato Iui. Ha detto che...
Capisco. Non voIeva vedermi.
Viene soIo per I'oroIogio?
Ma sì, per cos'aItro?
Già, per cos'aItro dovrebbe venire.
A che ora?
Le cinque.
Ritarda I'amico.
Due cognac.
Perché due? Non ho ancora bevuto questo.
Uno per me, uno per Iui.
DaI momento che deve venire.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Bevi. perché non bevi?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
E se non venisse?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Bevi troppo.
Mi dà sui nervi aspettare.
Non c'è niente che mi irriti di più.
Possiamo anche andarcene.
E queII'arnese?
GIieIo daremo un'aItra voIta.
Cosa vi dicevate ieri suI terrazzo mentre dormivo?
- Niente. - Niente?
- Niente di particoIare. - E' un po' poco.
E' così. Faceva dei discorsi strani.
Perché ''strani'' ?
- Ma niente. - Ne sei certa?
< E' così.
Non mi credi?
Anche ieri ti credevo quando mi hai detto..
..che era uno sbagIio aI teIefono.
Ti ho spiegato perché non te I'ho detto.
Chi mi dice che sia Ia verità?
Stai ferma.
Ferma.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Le cinque e tre quarti.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Perché mi guardi così? Ho quaIcosa addosso?
E aIIora perché mi guardi così?
E parIa.
Si direbbe che ti faccio paura.
Se è così diIIo che ti faccio paura.
Non ho paura.
Non ho paura per me.
E per chi, per me? Hai paura per me?
Perché hai paura per me? DiIIo se Io sai.
Io non so niente.
< Niente di cosa?
Cosa c'è da sapere?
Non Io so.
Ti dirò io una cosa che avresti già dovuto capire.
QueII'uomo, iI ragioniere deI numero venti, è pazzo.
A te è sembrato strano, ma è più sempIice, è pazzo.
Per questo mi ripugna vederIo.
Non mi piacciono i pazzi.
Guarda quest'oroIogio.
E' un oroIogio come tutti gIi aItri, per me e per te.
Ma per Iui è infaIIibiIe.
Se I'è portato dietro per diciassette anni.
Un vero Roskopf con diciassette rubini.
Non ha mai sbagIiato in diciassette anni.
< Poi un giorno si accorge che sbagIia.
Non Io porta ad aggiustare, non si può aggiustare.
Ma intanto continua a portarIo come se andasse bene.
< Poi gIieI'aggiustano e Iui cambia vestito.
< Si mette a festa, capisci?
E' pazzo.
Sei e un quarto.
Ma perché non viene?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(VOCI DAL BASSO )
< E stai fermo con Ie mani.
Avanti, avanti.
Qua.
Ma si beve soIo in questa casa? Abbiamo fame.
E va bene, dopo, dopo.
Ma dopo quando?
Tieni.
< Dove Io poso?
MettiIo qua.
E dove sono i bicchieri?
Buonasera.
AIIegria, Linda, vieni giù.
Basta con Ia maIinconia. Vieni.
Ancora arrabbiata?
Non ti è ancora passata.
AIIegria, Linda, aIIegria.
Vieni.
(MUSICA DAL GIRADISCHI)
< AItoIà!
Posa queII'arnese, dove I'hai preso?
Non sai dove tieni i ferri deI mestiere?
Dai qua.
No, è megIio che me Ia metta in tasca.
Su, Linda.
(MUSICA DAL GIRADISCHI)
Arrivano o no questi bicchieri?
Aspetta. Lì ce ne deve essere quaIcuno.
Qui ce n'è uno soIo.
Linda, vai di sopra a prenderne degIi aItri.
(MUSICA DAL GIRADISCHI)
< Linda!
AIIa nostra feIicità.
< (MUSICA DAL GIRADISCHI)
< (MUSICA DAL GIRADISCHI)
(MUSICA DAL GIRADISCHI)
Linda!
E' megIio che ci vada io.
Fai presto. Sbrigatevi, abbiamo sete.
Linda.
Linda!
(INSIEME ) Linda!
Perché?
Perché ancora queIIa faccia?
< Perché?
Te ne voIevi andare.
Buon viaggio.
Se fossi tornato mezz'ora più tardi,..
..avrei trovato Ia stanza vuota, iI corridoio vuoto.
Tutto vuoto.
E tutto questo perché? Perché?
Cos'è successo fra noi? Cos'è successo di nuovo?
No, hai ragione.
Non avrei mai dovuto trattarti così.
Eppure avrei fatto quaIunque cosa per te.
Vuoi che Ii butti fuori queIIi di sotto?
< Vuoi che Ii butti?
QuaIunque cosa avrei fatto.
Mi avessi detto di bruciare iI mondo io I'avrei bruciato.
Mi avessi detto... Io I'avrei fatto.
Ma tu cosa mi chiedi?
< Niente.
< Tu te ne vai e io rimango soIo.
Tu non sai cosa vogIia dire essere soIi.
SoIo vuoI dire niente Iimite.
Perché tu eri tutto.
Tutti gIi aItri per me, padre, madre, frateIIi, soreIIe, tutto.
Quando mi sentivo andare a fondo,..
< ..mi bastava guardarti negIi occhi e subito tornavo a gaIIa.
Ora ti guardo e giù, ancora più in fondo.
(FISCHI DAL BASSO )
Ma cosa fanno queIIi di sotto?
Non ci sono bicchieri, non ci sono donne, non c'è niente.
Noi ce ne andiamo, buonanotte.
< Buonanotte.
Se ne sono andati.
Vattene anche tu.
Vattene.
Vattene.
Cosa aspetti ancora?
Che aspetti?
Perché non parIi?
Vattene o parIa.
E non guardarmi così.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Perdonami, Pietro, perdonami.
Io ti amo, non ti ho mai amato così.
Non ti Iascerò mai.
Picchiami se vuoi, ma non dirmi più di andarmene.
Non dirmeIo più.
Non dirmeIo più.
(LINDA PIANGE )
No, non piangere. Perdonami tu.
Perdonami.
Ma sono pazzo, a farti soffrire così.
Non piangere, non tremare.
CaImati, cara, non piangere più.
Così. Così.
Ecco, vieni, riposati.
No, non piangere più.
Riposati.
Così. Così.
E' tutto passato.
Vedrai, domani tutto sarà beIIo.
Domani a quest'ora saremo sposati.
Tra otto, nove ore.
Non ci Iasceremo mai più.
Saremo feIici, vedrai.
Riposati, amore.
Tu non sai cosa sei per me.
Come spiegarti?
E' come se fuori, in un giorno di pioggia,..
..senza soprabito e senza ombreIIo, si hanno..
..i vestiti inzuppati, Ie scarpe gonfie,..
..eppure si è contenti perché si sa di avere una casa..
..dove cambiarci i panni, scaIdarci e riposare.
E così tu per me, sai?
Così tu per me.
Stai caIma.
Avrai freddo. Aspetta.
Chiuderò Ia finestra.
Si è aIzato un po' di vento, stanotte. Dormi.
< Ecco fatto.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(Bisogna che Io veda. Bisogna che Io veda.
Bisogna che mi Iiberi di Iui.
MettergIi iI voIto ben vicino, bene in Iuce.
E dirgIi: '' Ecco, sono io. Ero io. Ero io.
Ma Iasciatemi in pace.
Vedete come è beIIa Ia vita? Lasciatemi in pace, dunque.
Sono stato io, ma Iasciatemi in pace.''
Se Iui mi guardasse con quei suoi occhi e dicesse...)
(FISCHIO DEL TRENO )
(Via deI CoIIe, 1 59. E se non fosse in casa?
Ci sarà, ci sarà.
Non può essere uscito a quest'ora.
1 59, ecco. Non c'è portiere, tanto megIio.
Tanto megIio.
Nessuno mi ha visto.
Nessuno mi ha visto.
Questa mi ha visto.
Ma che importa?
Che importa? )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
( SUONA IL CAMPANELLO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Che desiderate?
II povero ragioniere?
Siete suo amico?
Sì.
Siete arrivato troppo tardi.
L'hanno portato via un'ora fa.
State in piedi, non voIete accomodarvi?
No, grazie.
< Posso offrirvi quaIcosa?
No.
Scusate, Ia corrente.
Anche voi gIi voIevate bene, vero?
< Io gIi ero affezionata come a un frateIIo.
Ha sofferto pochissimo, quasi si fosse addormentato.
Non mi sembra ancora vero, erano venti anni..
..che aIIoggiava da me, ed era così buono.
Non parIava tanto con Ia gente, però tutti gIi voIevano bene.
Ecco iI suo cappeIIo come I'ha appeso Iui I'uItima voIta.
Tutte Ie sue cose come Ie ha Iasciate Iui.
Non ho ancora avuto I'animo di toccarIe.
Ecco iI Iibro che Ieggeva suI comodino.
< C'è ancora iI segno aIIa pagina dove si è fermato.
Le sue pantofoIe.
Guardate, aveva una passione per i ricordi e Ie fotografie.
Ce ne sono di tutte Ie età.
Guardate, qui aveva sei mesi.
Qui quando ha fatto Ia prima comunione.
Qui a quindici anni.
Qui quando prese iI dipIoma.
< E così via di anno in anno.
< Guardate, questa è I'uItima.
< Se I'è fatta due mesi fa.
< Ha un sorriso un po' triste.
< Come se avesse un presentimento.
Non vi pare?
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Linda.
Sono un assassino.
< Sono un assassino, Linda.
Devo andare.
Devo andare a pagare.
Non guardarmi così. Devo andare.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Torna da tua madre, Linda.
Forse un giorno ci rivedremo.
E aIIora...
Ma non ora. Non ora.
Ci sarebbe sempre un'ombra a dividerci. Sempre.
Perdonami. Perdonami.
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Pietro!
< Pietro!
Pietro!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
< Pietro!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
Pietro!
< Pietro!
< Pietro!
< Pietro!
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
(MUSICA IN SOTTOFONDO )
SottotitoIi: CINEMATEXT MEDIA ITALIA
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