All language subtitles for 1993 - 01x01 - Episode 1.Blackbit.Italian.HI.C.orig.Addic7ed.com

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French Download
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

FOLLA: (in coro) # ...Vuoi pure queste? Vuoi pure queste? #

♪ Bettino, vuoi pure queste? ♪

NOTTE: "Cosa importa se muoio?

Ho speso bene i miei soldi,

ho fatto bene baldoria,

ho accarezzato molte donne.

Andiamo a dormire."

Le parole di Danton,

dopo la sentenza del Tribunale Rivoluzionario.

- NOTTE: Esattamente due secoli fa. - Che c'entra?

Affàcciati.

FOLLA: # Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste? #

♪ Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste? ♪

♪ Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste? ♪

♪ Vuoi pure queste? ♪

La Camera lo ha già salvato tre volte, solo questo conta.

- Chiamo il Capo della Polizia. - # Bettino, vuoi pure queste? #

♪ Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste? ♪

(FOLLA URLA SLOGAN INCOMPRENSIBILI)

(MUSICA DI TENSIONE IN SOTTOFONDO)

BERLUSCONI: Coraggio, eh.

BERLUSCONI: Coraggio.

POLIZIOTTO: Siamo pronti, signor Presidente.

CRAXI: Bene.

- E' sicuro di voler uscire? - Spero che esca dal retro.

- CRAXI: Certo. - Signor Presidente, la folla...

Cazzo dice, Notte? Un vero uomo esce a testa alta.

CRAXI: Non ci penso nemmeno. La macchina è pronta?

(CAMPANELLO ASCENSORE) Sì, signor Presidente.

BERLUSCONI: Chi trema è colpevole.

- Venduto! - Buffone!

Sei un ladro!

(FOLLA INSULTA BETTINO CRAXI)

(MUSICA DI TENSIONE IN CRESCENDO)

(TINTINNIO DI MONETE CHE CADONO)

(MOTORE PARTE; SIRENA)

Tiratori di rubli.

(COLPI SULL'AUTO; VOCIARE INDISTINTO)

POLIZIOTTO: Via, via!

- Ladro! - Infame!

- Fai schifo! - Vergogna!

(TINTINNIO DI MONETE CHE CADONO; SIRENA)

NOTTE: Aveva ragione lei. Craxi è un gigante.

Non lo vede che è finito?

Sa cosa succede adesso?

Adesso è tutti contro tutti. (MOTORE PARTE)

C'è un numero limitato di sedie e molti contendenti.

Dovete essere veloci e spietati.

Bisogna prendersi il posto appena la musica si ferma, va bene?

BAMBINI: Sì.

- Pronti? - BAMBINI: Sì!

(MUSICA ALLEGRA DALLO STEREO)

Attenzione...

(RISATE)

BAMBINO: Oh, mio Dio!

NOTTE: Giulio, proprio tu, il festeggiato?

Scusa, papà, non sono stato bravo.

Ma no, sei stato bravissimo.

- E comunque... - Cosa?

Niente.

Vai a prenderti un bicchiere di coca, dai.

Mi aiuti con la torta?

TV: Nel corso della giornata Craxi aveva ricevuto

le visite di alcuni notabili del PSI

e di vecchi amici come Silvio Berlusconi.

GIORNALISTA: Come mai porta la sua solidarietà a Craxi?

Scusi, eh, ma che rispetto potremmo avere di noi stessi,

se voltassimo le spalle ai nostri amici

proprio nei momenti di difficoltà?

Ma quand'è che ti candida?

Be', prima devo convincere lui a candidarsi.

ARIANNA: Tu sei nato per convincere.

- Perché l'hai rimessa lì? - Per Giulio.

Magari gli fa bene ricordare che ha un padre,

anche se è sparito da mesi.

TV: Il finanziere Pacini Battaglia continua a fornire

alla Procura di Milano elementi per scoperchiare il vaso di Pandora

dell'affare Enimont.

L'inchiesta sta facendo passi da gigante

grazie al lavoro di Antonio Di Pietro

e del nuovo membro del Pool Francesco Greco.

Nell'89, su indicazione di Raul Gardini,

Eni e Montedison si uniscono.

Due colossi, uno pubblico e uno privato, danno vita ad Enimont,

un polo italiano in grado di competere

con i grandi della chimica mondiale.

Peccato che finisce tutto con un divorzio un anno dopo.

Eni si ricompra l'altra metà della torta per 2.805 miliardi.

Il valore di mercato era 600 miliardi in meno.

Gardini c'aveva un sorriso da qua a qua.

Scusate, ma quand'è che uno paga così tanto una cosa che vale meno?

Quando i soldi non sono tuoi.

E siamo buoni tutti coi soldi dello Stato.

Infatti i politici hanno detto sì all'accordo. Secondo voi, perché?

L'ipotesi che circola da anni è che sia stata pagata una tangente.

DI PIETRO: No "una", la tangente.

Signori, qua siamo di fronte a una montagna di miliardi.

COLOMBO: Chi potrebbe aiutarci a capire le cose

sarebbe Garofano, ex presidente Montedison.

Peccato che è latitante da quattro mesi.

Bisogna trovare altre vie.

Signori, al lavoro.

Pastore, tu quando mi segui così

in arrivo c'è sempre qualche rottura di coglioni.

L'inchiesta sulla Sanità. E' il momento, dottore.

De Lorenzo si è dimesso da ministro

ed è indagato per voto di scambio a Napoli, è debole.

Ma tu ti accontenti di uno, Pasto'?

Qua li dobbiamo tirar giù tutti!

Maria, niente telefonate. E chiudi la porta, per piacere.

- Sì, dottore. - Sono stato chiaro, Pasto'?

Hai capito? Priorità assoluta: Enimont.

Io ti voglio operativo sempre, giorno e notte.

Non dovevo lavorare su questo.

Allora non hai capito come siamo messi qua.

Mani Pulite è diventata un'indagine sul Sistema,

e siccome non so' fessi, il Sistema sta già creando gli anticorpi.

Te ne sei accorto che ci vogliono buttare giù, o no?

C'hanno già provato col Decreto Conso.

La chiave di tutto è la maxitangente Enimont.

Se la troviamo, in un colpo solo becchiamo tutti i partiti.

Diciamo che siamo in guerra, Pasto': o noi o loro.

Però tieni sempre 'sta faccia da cadavere.

Pasto', ci dobbiamo sbrigare, ci resta poco tempo.

Lo so, mi creda.

Ma poi, Pasto', di concreto, noi sulla Sanità che cosa c'abbiamo?

Se mi dà un po' dell'autonomia che mi ha promesso, qualcosa le porto.

E in capo a te s'indaga per vedere se c'è un reato?

Pasto', se c'è un reato, allora s'indaga.

Hai capito? Ci vogliono le prove.

E su Enimont, la maxitangente è una teoria, ma la prova dove cazzo sta?

Se volevi decidere dove vanno le indagini,

dovevi fare il magistrato.

Per i primi mesi ho fatto finta di niente.

Non l'ho detto a nessuno.

Se non ci pensavo, la malattia non esisteva.

Solo quando mi hanno ricoverato ho deciso di dirlo ai miei.

Gli ho detto: "Ho due notizie, una buona e una cattiva.

E quella buona è che sono gay.

Figuratevi quella cattiva!"

Prego, vieni.

Ci siamo sentiti per telefono, mi manda la dottoressa D'Elia.

Sono qui per il fascicolo.

Ah, sì, certo, Luca...

Be', siediti con noi.

Tra poco facciamo pausa.

- Magari aspetto fuori. - Come vuoi.

- Michele, continua. - E loro mi hanno mandato affanculo.

Hanno tre giorni di vita e passano il tempo a lamentarsi. Bah!

E perché ci vieni?

Per il sesso. Perché così tra malati non ci sono problemi.

Poi, quando stanno per morire, ci danno dentro.

Luca, quando vuoi.

- Tu cosa fai dopo? - Non sono malato.

RICCARDO: Ho passato anni in giro per l'Italia

a raccogliere testimonianze.

- PASTORE: Sono migliaia. - 3.612.

Tutte vittime del sangue infetto.

E' una strage, e nessuno ne parla, è incredibile.

Per questo serve gente come te.

- Sono solo un poliziotto. - Ma lavori per Di Pietro.

- Non c'è un cazzo qui dentro. - Ma come?

Ci sono i nomi, le date, provenienza degli emoderivati,

ospedali in cui sono avvenuti i contagi...

Dove si suppone che siano avvenuti i contagi.

Non ci sono le prove, non ci faccio un cazzo con questo.

Forse non a livello penale, ma per la stampa, i giornali...

- Da quant'è che sei malato? - Ma che dici?

Dai, sei un paziente della D'Elia.

Sai che notizia un sieropositivo alla Procura di Milano?

Ah, ho capito, vi serve una bandiera.

- Il mio lavoro lo faccio da solo. - Tienilo.

E' una copia, magari cambi idea.

Da soli si muore.

(MUSICA LENTA IN SOTTOFONDO)

DONNA: Ma te non vieni?

No, continua.

Due palle questo, oh.

Ve lo dico io quando smettere.

Baciala.

Avanti, baciala. Ancora.

Ecco...

BOSCO: Non c'è più un cazzo da bere.

Dai, vammi a prendere da bere.

Senti, è da ieri notte che sei qui.

Ti pago o no? Vammi a prendere da bere.

Basta! Noi vogliamo dormire.

Oh, vai.

BOSCO: Vai, vai.

Tieni.

Ecco, brava.

(MUSICA LENTA IN SOTTOFONDO)

Ehilà, sveglia.

Chi cazzo sei te?

Toh, le tue pasticche.

Vacci piano, che fanno male al cuore, eh.

- Dove sono andate le altre due? - A dormire, povere.

Bevi questo.

- Comunque io sono Linda. - Sì, Linda!

Sei più maschio di me, te. C'hai la sorpresina.

Non ti far venire strane idee, perché mi metto contro il muro.

Con voi non si sa mai, cazzo.

Tranquillo, presto me ne andrò in Brasile, e ciao ciao sorpresina.

Che schifo, cazzo! Contento te...

Perché non vuoi tornare a casa tua?

Ahia, non sono le pasticche a farti male al cuore, a te.

Una donna, eh?

Il telefono... No, cazzo! Troie di merda, me l'han rubato.

Me l'aveva regalato il Partito.

Suonava di continuo, che cosa dovevo fare?

- Hai risposto? - Sì, sembravi quasi morto.

Preferivi che chiamassi l'ambulanza, onorevole?

Permesso?

Oh, Signur!

Oh, Borto...

Ue', Borto, va' che... va' che...

Va' che... Va' che non è come sembra.

Eh, vabbe', dai.

- Su, alzati! - Aspetta.

BOSCO: Ahi!

Vieni.

- Un attimo. - Cazzo fai?

Su, andiamo, andiamo, andiamo. Cammina.

Quando ti tagliano il cazzo, fattelo mettere in un vasetto.

Caso mai ci ripensi...

Allora...

Grazie mille, e scusa il disturbo.

ONOREVOLE PSI: In un momento di profonda crisi come questo,

c'è bisogno di governabilità.

La politica deve farsi carico dei problemi del Paese.

Per queste ragioni, riteniamo doveroso sostenere la nascita

di questo Governo, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi,

col senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue.

Senso di responsabilità, i socialisti? Ladri!

NAPOLITANO: Onorevoli colleghi, vi richiamo all'ordine.

ONOREVOLE PSI: Significa che la politica rinuncia a farsi carico...

Basta! Andate tutti a casa!

NAPOLITANO: Vi richiamo all'ordine.

- Presidente, non posso continuare così. - Ladri! Vergogna!

- In galera! - Ladroni!

Borsellino, cosa fai? Non far lo show, mettilo via.

- Perché? Cosa me ne frega? - Mettilo via!

- No, Bosco, ti cacciano! Non fare il pirla. - Andassero a cagare!

Forca! Forca! Forca!

- NAPOLITANO: Ordine in aula! - Forca! Forca! Forca!

- Via 'ste mani! Forca! - Silenzio!

La smettano i deputati della Lega con queste buffonate!

- Intervengano i commessi! - Forca! Forca! Forca!

NAPOLITANO: Onorevole Formentini, la richiamo all'ordine!

Lei è un capogruppo!

Cosa cazzo ti viene in mente?

- 'Sti qua continuano a rubare. - Ma va'?

Sei sospeso per due settimane. Lo sai, sì?

Come se gliene fregasse qualcosa, a questo...

E' un mese che non ti si vede.

Sei sempre ubriaco e fuori di testa.

- Te la dai una regolata? - Va bene. Ho avuto dei problemi.

E allora risolvili.

Ascolta, Formentini,

io devo andar via da Roma.

Se resto ancora qua, muoio. 'Sta città è marcia.

Ma io cosa ci posso fare?

Ti candidi te come sindaco a Milano, no?

- E allora? - Portami con te a Milano.

Cosa me ne faccio di uno come te in Consiglio Comunale?

Fammi venire con te e ti giuro che cambio da così a così.

Non ho paura di farmi il culo.

Oh, te ordini, io obbedisco.

Ero un soldato, lo sai, no?

Bosco, come faccio a fidarmi?

Ti prego.

Ma se sgarri ancora, sei fuori.

Va bene, giuro.

Posso andare?

(SIGLA DEL PROGRAMMA "SALUTI E BACI")

(SIGLA DEL PROGRAMMA "SALUTI E BACI")

RAGAZZE: (in coro) Saluti e baci!

Brave, ragazze, stupende!

Siete tutte brave stasera, complimenti!

- Allora, com'era? - Stupenda, piccola.

Grazie.

GIADA: Ciao!

REGISTA: Ah, vieni, vieni.

Ragazze, vi presento una nuova arrivata, si chiama Giada.

- Starà qui con noi. - Ciao.

Ciao.

- Lucia, glielo diciamo? - Sì, ecco...

Devo smettere di ballare, per almeno nove mesi.

(BRUSIO DI STUPORE)

REGISTA: Auguri!

(CANZONE: "WHAT IS LOVE" DI HADDAWAY)

(CANZONE: "WHAT IS LOVE" DI HADDAWAY)

- UOMO: Sei bellissima. - Grazie.

DONNA: Brava!

Ciao!

- Oh! - Oh.

Domani hai il servizio per "Oggi", non fare tardi.

Oh, mi ascolti?

Domani "Oggi", capito.

Ma quello non è Pizzetti, il pezzo grosso della Rai?

Sì, perché?

Veronica!

Come stai? Quanto sei bella!

- Bene. Ciao, Simona. - Sei bellissima. - Grazie.

Senti, non è che sai di qualche programma che parte, che ne so...

- No. - Mi puoi avvertire, se magari senti qualcosa?

- Sì, certo. - E' un po' che sono fuori dal giro, quindi...

- Ho lavorato all'estero, però... - REGISTA: Veronica!

Scusa, mi chiama.

Fatti leggere la mano, non sai quanto ci piglia, è bravissima!

Dai, dai, son curioso.

Vedo una storia importante finita da poco, può essere?

No.

Il lavoro, invece, guarda qua.

C'è un'interruzione.

Poi però riprende, ma in una linea diversa.

E che vorrebbe dire?

Che non farai questo mestiere ancora per molto.

(ESPRESSIONI DI DISPIACERE)

Va be', vado.

Scusa, ma che ho detto?

A me, a me! Fallo a me, fallo a me.

- Tu sei Simona Merenda? - Sì.

Ti seguivo sempre quando ero piccola.

Veronica.

Sono Davide Corsi.

Ti volevo intervistare per il settimanale per cui lavoro.

Che settimanale?

- "Vip Mania". - Parla con la mia agente.

Anzi vieni a casa mia lunedì che è il mio giorno libero.

Viola. Scusa, te la rubo un attimo.

Ciao, Vero, che bello vederti!

Ciao, bella!

Ti vedo sempre in TV. Quanto sei brava, sei il mio mito!

Addirittura?

No, davvero, tu non sai quanto ti ammiro.

- Sai che adesso faccio televisione anch'io? - Ma dai?!

Sì, sto a "Non è la Rai".

Che bello, brava. Ci dobbiamo assolutamente vedere.

Sì.

UOMO: Viola, muoviti.

Dai.

Viola, dai, andiamo via.

Lascialo perdere questo, che c'avrà almeno 40 anni.

Allora, che mi hai trovato?

Devi fare quell'intervista per "Vip Mania".

E' una marchetta, lo so, ma l'editore è un amico.

Va bene, tu però mi fai avere un incontro con Pizzetti.

Ma perché ci tieni tanto?

Perché se non ci penso io al mio lavoro...

Sei la prima ballerina, stai tranquilla.

Hai presente Simona Merenda? Anche lei stava tranquilla.

Ti ho procurato un'ospitata.

"Maurizio Costanzo Show"?

No, Marzullo, "Mezzanotte e dintorni".

Va bene, però poi mi mandi da Costanzo.

Tu intanto giocati bene Marzullo, poi si vede. Un passo alla volta.

(MUSICA LENTA IN SOTTOFONDO)

Faccia attenzione.

Son bestie cattivissime, attaccano all'improvviso.

Buongiorno, Alfredo, come sta? Gli altri sono già dentro?

Cambio di programma, non l'hanno avvisata?

ALFREDO: Non si preoccupi, abbiamo una tuta anche per lei.

Cavaliere, lo sa che quello è un cedro di Fukushima?

Me l'ha regalato l'Ambasciatore del Giappone per il compleanno '88.

NOTTE: Ogni collegio elettorale ha circa centomila abitanti.

Di questi, gli aventi diritto saranno ottantamila

e quelli che andranno a votare 60.

Con le TV e i giornali possiamo fare propaganda per un candidato.

Basta organizzare una forza che riesca a raggruppare

25-30.000 elettori per rovesciare il pronostico.

C'è un enorme spazio al centro.

Quella gente non voterà mai i comunisti.

Lei la fa un po' troppo facile, Notte. Guardi qui.

Anche oggi, attacchi da tutte le parti.

Scalfari, Furio Colombo, Pansa,

di nuovo Muratori, è il quinto attacco che mi fa in un mese.

Marcello, controlla, magari mi son fatto la moglie.

(RISATE)

NOTTE: No, non è sposato.

Cosa ne sa lei?

E' un amico di famiglia, Muratori.

E' vero, lei un tempo mangiava i bambini.

(RISATE)

Signori, devo farmi una doccia. Non tramate in mia assenza.

DELL'UTRI: Non ti preoccupare.

Secondo i sondaggi, non c'è partita,

le prossime elezioni le vince il PDS.

LA COLOMBA: Io credo che dovremmo proporre loro un accordo.

Ai comunisti?

Notte, lei ha sempre amici dentro il Partito?

LA COLOMBA: No, con tutto il rispetto,

io penso che non sia il caso di mandare un esterno.

E invece sì, proprio perché è esterno è giusto che vada lui.

Se la sente, Notte?

Certo.

D'ALEMA: Perché non ci vieni a trovare, Leonardo?

Seguo sempre i tuoi interventi

e sono convinto che potremmo trovare delle convergenze.

Cos'è, ti manda mio padre?

Il Partito non vuole perdere contatto con i movimenti, diciamo.

Non so se li voglio io contatti col Partito.

Eh, sì, sì, certo.

Oggi la pensi così, giocare alla politica è divertente,

uccidere il padre è un passaggio obbligato, ma...

l'adolescenza, a un certo punto, finisce, no?

Tu che cosa vuoi fare da grande?

- Chi era quello? - Massimo D'Alema.

- Il segretario della FIGC. - Eh, sì, Beppe.

Cosa vogliono i giovani comunisti da te?

Evidentemente il Partito ha bisogno di gente come me.

Hai capito! L'hai mandato a cagare?

NOTTE: Ma secondo te mi vado a mettere con quelli lì?

Comunisti di merda!

Via, via, via!

Nicola! Nicola!

Ehi, Nicola! Oh!

Ehi, cazzo! Nicola...

Leo! Leo!

Leo!

Beppe!

- Ma stai bene! - Grazie, anche tu.

Vieni, ti faccio strada io.

Di' un po', ma è vero quello che si dice?

Il Berlusca vuole fare un partito?

Ma va' là! Ma chi glielo fa fare?

Sarebbe troppo bello.

Allora, che ci fai qui? Vuoi tornare tra i nostri?

No, grazie, sto bene dove sto.

Diciamo che dalle mie parti c'è un po' di preoccupazione.

- Tipo? - Tipo che lo sappiamo cosa succede se prendete voi il potere.

Andiamo, lo sai anche te com'è che ha avuto le frequenze il Berlusca.

Il suo amico Craxi gli ha fatto una legge apposta.

Non vedete l'ora di togliergli tutto, eh?

- La guerra è guerra. - Ma dai, Beppe, siamo cresciuti.

In politica la guerra non conviene a nessuno.

Ma fammi capire: stai cercando un'alleanza?

Ma chi è che ti manda?

Sono qui a titolo personale.

Pensaci.

- Ciao, Beppe. - Ciao, Leo.

Era tanto che sentivo parlare di te, Leo, finalmente ti conosciamo.

Hai visto? Esiste davvero.

- Non vivi qui a Roma, giusto? - No, faccio su e giù da Milano.

- E di che cosa ti occupi? - Politica.

Mh...

Guardatelo bene, che questo un giorno arriverà in Parlamento.

E com'è che vi siete conosciuti voi due?

Per caso, sono andato a fare fisioterapia da lei.

- Avevo un problema ad una gamba. - Che problema?

Ma la smetti di fare il terzo grado?

Un vecchio infortunio, un incidente di moto.

Lui è venuto a farsi massaggiare da te

e tu hai fatto la zoccola come al solito.

Erica! Veramente ha fatto tutto lui.

E poi, è tornato il giorno dopo e il giorno dopo ancora.

Quello dopo ancora, quello dopo ancora, e via dicendo.

E allora ho pensato: "Ci sta provando".

Mi sono informata e ho scoperto che stava con una,

la figlia di Mainaghi, quello che si è ammazzato.

Però, di punto in bianco, l'ha lasciata e ha scelto me.

Tu hai lasciato una miliardaria per lei? Ma sei un pazzo!

- Temo di sì. - Però la gamba va meglio, adesso.

Erica m'ha detto: "Finalmente uno decente!"

T'ho fatto fare bella figura. Sono stato bravo.

Sì, ma non mi piaci perché sei bravo.

- Ah, no? - No.

Mi piaci perché sotto sotto secondo me sei un figlio di puttana...

...capace di qualunque cosa.

Io?

Tu.

DONNA: Ho provato a chiamarti non sai quante volte. Mi senti, Luca?

Ho capito, i linfociti si sono abbassati.

Ma hai letto le analisi che ti ho mandato?

Non ho avuto tempo.

Luca, praticamente non hai più sistema immunitario.

Basta un'infezione qualsiasi.

Mario.

Anch'io ho solo un pensiero fisso: vorrei avere un cancro.

Se hai un cancro, ti vogliono tutti bene.

Con un cancro non lo perdevo il lavoro.

Con l'AIDS pensano: "O è un tossico o è un culattone".

- No, Luca, dove vai? - Io non c'entro niente qui.

- Luca, sei sicuro che non c'entri niente qua? - Sì.

Quello si faceva le pere, quello si è scopato mezza Milano.

Lo sapevate che vi potevate beccare l'AIDS,

quindi adesso che cazzo vi lamentate?

- Scusa, ma che cazzo dici? - No, buoni.

Che me lo merito? Vieni qua, che ti spacco la faccia!

- No, buoni. Calma! - E dai, vieni.

- Vieni qua! Ti spacco il culo. - Calma! Oh.

- Mollami. - Seduti.

Un bel respiro.

Io stavo in ospedale.

Che cazzo ne sapevo che mi davano il sangue infetto?

Ho pure rischiato di attaccarlo a mia moglie.

E la cosa peggiore è che ho pensato...

che era pure meglio se gliel'attaccavo,

così almeno non restavo solo.

Per un po' di tempo ho pensato solo a vendicarmi.

Non sono riuscito a fare neanche quello.

EVA: Luca!

Luca!

Che vuoi?

Allora sei malato.

(CANZONE: "ORDINARY WORLD" DI DURAN DURAN)

Cazzo, ne avevi di rabbia da sfogare.

Te sei scorpione, vero?

- Credi all'oroscopo? - Io credo a tutto.

Primo novembre, c'hai preso.

Vedi?

Ma prima, quando stavi parlando di vendetta, cos'è che volevi dire?

Lavoro con Di Pietro e...

in teoria, dovrei essere nel posto giusto per punire i colpevoli.

E invece...

E Di Pietro chi è?

Cosa?

No, vabbe', ne ho sentito parlare, però non so precisamente chi è.

- Non sai chi è Antonio Di Pietro? - Sì che lo so.

Dove vivi?

Nel mondo dei puffi.

Beata te...

Guarda che è facile. Basta vivere un po' così, un po' alla giornata.

- Quant'è che t'hanno dato a te? - Ho i linfociti a 87.

E perché non molli tutto e non te ne vai via?

Te ne vai via... A fare che?

Boh, non lo so. Intanto vai via, no?

- Io, appena ho i soldi, me ne vado. - E dove vai?

C'è questo posto a Panama che...

che sta sotto a un vulcano e... Boquete, si chiama.

Ti manderò una cartolina.

Dammi la mano.

Comunque, se ti va, possiamo rifarlo.

E' bello farlo così, no?

Ciao.

Come ti chia... ?

(CANZONE: "ORDINARY WORLD" DI DURAN DURAN)

- Vieni, è quello del cappio. - Eccolo.

Che cos'ha detto Bossi della sua sospensione?

- Che voleva dimostrare? - Onorevole, ci dica qualcosa.

- Almeno una dichiarazione. - Non c'ho un cazzo da dire.

Sì, ma almeno ce lo faccia un sorriso, onorevole!

- Buongiorno. - Buongiorno.

Ue', Borto!

Ue', Bosco, ciao.

- Come va? - Bene, te? - Bene.

Ho appena parlato con Formentini, pare che stavolta parti sul serio.

Me ne vado, basta.

No, fai bene. Certo, proprio adesso...

- Adesso, cosa? - Hanno chiamato da Milano Italia.

- La trasmissione? - Mh-mh. - E allora?

Sembra che ti vogliano invitare in studio.

Dico io...

Io sono nella Commissione Vigilanza dove si decidono

i destini della Rai, e non mi caga nessuno,

poi arrivi te, fai il pirla in Parlamento con un cappio

e tutti ti vogliono, ma dai!

No, aspetta, fammi capire, cazzo.

Che cazzo ci vado a fare? Cosa dico io in TV? Cosa dico?

Che cazzo ne so?! Arriva Miglio.

Buongiorno, professore.

PARLAMENTARI: Buongiorno.

- Onorevole Bosco, giusto? - Giusto.

Volevo complimentarmi con lei. Guy Debord sarebbe fiero.

Un cappio in Parlamento... Puro situazionismo.

Grazie, professore, grazie.

- Cos'è che ha detto? - Cazzo ne so?

Chi lo capisce Miglio quando parla?

Per quello che è l'ideologo del Partito, capito?

- Guy Debord, Guy Debord... - BOSCO: Che cos'è, un profumo?

LERNER: Onorevole Pietro Bosco, ci spieghi un po' questa bravata

del cappio in Parlamento: cosa voleva dimostrare?

- Be', la gente non ne può più di questi ladri. - Bravo!

Grazie.

Crede davvero che la forca sia la panacea

per rinnovare la classe politica?

Io non so neanche cosa vuol dire "panacea".

(RISATE)

Cosa ridete? Perché voi lo sapete tutti, no?! Bravi!

T'ho capito a te, Lerner. Hai portato lo scimmione allo zoo.

Vi credete migliori di noi voialtri, vero?

Ci guardate dall'alto in basso!

Sono due ore che vi parlate addosso

per far vedere quanto siete bravi, quanto la sapete lunga,

te e quell'altra...

Quell'altra sarei io, scusi? No, perché avrei un nome e un cognome.

Ah, sì? Brava! Brava!

Bosco, per favore, non se la prenda con Giulia Castello

che è una giovane e brava giornalista.

Andiamo avanti.

Alberto Muratori, qui si sventola il cappio in Parlamento.

Una persona della sua autorevolezza ci dica

dove sta andando questo Paese.

MURATORI: In questo vuoto di potere può succedere di tutto,

anche che si muovano forze oscure. La mafia, per esempio.

Senza parlare dei partiti.

Al centro s'è formato un enorme spazio,

e c'è già qualcuno intenzionato a riempirlo.

Per esempio?

Circolano voci insistenti di un interessamento alla politica

da parte di Silvio Berlusconi.

LERNER: Che lei osteggia, mi sembra di capire.

MURATORI: Ma le sembra che uno che controlla un impero mediatico

possa governare un Paese? Ma andiamo!

- Si chiama democrazia, Alberto. - Ma che, lo conosci?

Era molto amico dei miei.

Poi non si sono più parlati.

Perché?

Boh, mio padre era incazzato nero.

- E che gli aveva fatto? - Sai che non lo so?

Dovrei chiederlo a mia madre.

Magari mi può essere utile.

...soltanto per salvare le sue aziende.

Fonti autorevoli parlano di 4.000 miliardi di debito.

- Buonasera, arrivederci. - Arrivederci.

Vuoi un passaggio?

Grazie, ma sta arrivando il taxi.

Be', come vuoi.

Che hai da guardare?

Non è che, perché sei intelligente, devi andare in giro vestita così.

- Così, come? - Come una a cui non piace scopare.

Che cazzo vuoi da me?!

Sh... Stai ferma.

Stai ferma.

Fammi vedere chi sei, guardati.

Guardati.

Guardati. Guardati...

(SQUILLO DEL TELEFONO)

Il telefono!

- Pronto? - DONNA: Metti sull'1. Sbrigati. - Vieni qua.

- Adesso? - Sì.

Aspetta, aspetta che accendo...

Stai guardando?

Sì, lo guardo e poi ti dico com'è. Ciao.

Va bene, ciao.

Eccoci di nuovo, siamo tornati, sempre di notte,

sempre in compagnia di Veronica Castello.

Veronica, per lei, è importante il successo?

No, no, sono altri i valori della vita.

Facciamo degli esempi. Uno, per esempio?

La famiglia, prima di tutto.

MARZULLO: Non c'è nessuno nella vita di Veronica Castello?

C'era qualcuno, fino a poco tempo fa.

Poi, è diventato opprimente e violento.

Prima le ho mentito, Gigi.

In realtà, io aspettavo un bambino.

Poi lui mi ha picchiato e io l'ho perso.

Dico questo per tutte le donne che si trovano nella stessa situazione.

Aspetta.

Lèvati dai coglioni.

- Cioè me ne devo andare? - Vaffanculo te e tua sorella!

(PORTA SBATTE)

GIORNALISTA: Primo Greganti, il presunto cassiere dell'ex PCI-PDS,

in carcere da più di due mesi, continua a negare

che i 621 milioni del gruppo Ferruzzi

fossero una tangente per il Partito.

"Quei soldi erano per me", dice il compagno G., ma la Procura...

La famosa superiorità morale dei comunisti.

Guarda che noi siamo diversi dagli altri partiti.

Certo, però intanto le tangenti le avete prese anche voi.

Greganti è in carcere e ci resta finché non parla.

Ma è per questo che siamo diversi, i nostri mica parlano.

Allora, c'hai pensato?

Ovviamente anch'io sono qui a titolo personale.

Ovviamente.

Diciamo che se Berlusconi trasformasse una delle sue reti,

che ne so, Rete 4, in un canale a noi non ostile,

una volta al governo, noi non saremmo ostili alle sue aziende.

Parli già da vincitore.

Ma li hai visti i sondaggi?

Pensaci, conviene a tutti, no?

BEPPE: L'hanno ucciso loro Nicola.

'Sti fascisti di merda.

Senti, Beppe, me l'hai trovata?

Sei sicuro?

NOTTE: Contro il nemico bisogna agire con violenza,

e i comunisti sono nostri nemici, non possiamo allearci.

Deduco che la sua missione non sia andata bene.

Quale missione, scusate?

Basta incassare colpi, iniziamo a reagire.

Il mio nemico, per ora, si chiama Olympique Marsiglia.

Chi è che gioca in attacco?

Massaro e Van Basten, anche se Marco non sta benissimo.

Dai, che gli facciamo il culo.

Dottore, torni a casa con la Coppa.

Interista porta sfiga.

Quindi non hanno accettato.

No.

Perché ho l'impressione che stia mentendo?

Perché mi conosce bene.

Infatti io non mi fido di lei, Notte.

Vuole cacciarmi come ha fatto con Lodato?

Non le conviene, io le servo.

E' per questo che ha mandato me a parlare con il PDS:

per sabotare sul nascere ogni possibile alleanza.

Perché Silvio deve entrare in politica,

io e lei siamo gli unici a pensarlo.

Tutti gli altri qui non fanno altro che cacare dubbi,

lo sa meglio di me.

Mi dimostri che posso fidarmi di lei.

Allora? Cosa fate, venite o no?

Notte, lei che mi sta sempre addosso manco c'avessi la figa,

viene o no?

Vada, magari trova il tempo per fare una chiacchierata.

Se me lo chiede così, dottore.

(TRE FISCHI)

CRONISTA: Ed è finita! Al Milan non è bastata la migliore...

Ma vai a cagare! Vai a cagare!

Ma dai, ma col Marsiglia?! Ma non si può!

CRONISTA: ...ed è proprio quello che lo condanna

Ed ecco l'amarezza del Presidente in tribuna.

- Il Milan torna a casa sconfitto. - Tu quand'è che parti?

Due settimane, poi arrivederci, Roma. Via, basta.

Mi mancherai, Batman. Eh, sì.

Ascolta, Borto...

So che te hai già fatto tanto per me.

C'ho ancora un favore da chiederti, l'ultimo.

Che favore?

Ho lasciato la collana di Milo da quelle troie.

- Chi è Milo? - Era mio fratello.

E' una roba importante.

Andrei a prenderla io, però...

da quella roba lì voglio star lontano, basta.

Eh, ma quando? Perché io non so se ci riesco a...

Lascia fare, dai.

Ci vado io.

Ci vado io.

No, dai, va bene, dai. Mi arrangio.

Ci penso io, non preoccuparti, vado io. Ci vado io.

Grazie.

Mi mancherai anche te.

Due anni fa con il Marsiglia è andata anche peggio.

Guardi, non mi ci faccia pensare.

Vi siete ritirati perché si era rotto un proiettore.

Galliani.

Ma cosa ne sa lei?

Pensavo non gliene fregasse niente di calcio.

No, infatti.

HOSTESS: Prego, dottore. Desidera un caffè?

No, grazie, molto gentile.

NOTTE: Sì, grazie, senza zucchero.

Pensavo solo che non c'è niente di peggio che perdere

senza aver davvero giocato la partita.

Ho capito dove mi vuole portare.

Se aveste giocato fino alla fine, magari ribaltavate il risultato.

E lei crede che a 'sto giro vinciamo noi la partita?

Cos'è, vuole un posto in squadra?

Solo se gioca lei in attacco.

Senta, io che ho vinto tanto nella vita

so una cosa che solo in pochi sanno:

vincere non è così bello quanto è brutto perdere.

E quello che si prova dopo una vittoria

non dura altrettanto a lungo.

Mi creda...

...neanche lontanamente.

COLOMBO: Allora a presto, onorevole.

NOBILE: Spero non tanto presto, preferisco il clima di Roma.

Arrivederci.

Oh, Luca! Tutto bene?

Hai bisogno di qualcosa? Ti porto un bicchiere d'acqua?

Sì, un bicchiere d'acqua risolverà tutto.

Non molli mai, eh?

Ti pensavo oggi.

Sono tutte le vittime da sangue infetto.

Uomini, donne e bambini.

Sono più di tremila.

Lo devi leggere prima di andare a dormire.

Poi voglio vedere se chiudi occhio.

DI PIETRO: Beatrice Mainaghi?

Prego.

Che vogliamo fare, lo riapriamo 'sto cantiere?

Onorevole, onorevole.

Dobbiamo riprendere il discorso dell'altra volta.

Quale discorso? La memoria, sa, alla mia età...

Ci vediamo giù. (CAMPANELLO ASCENSORE)

PASTORE: I farmaci da immettere sul mercato,

la variazione della spesa sanitaria, gli emoderivati.

Mamma mia! Ancora dietro alla Zenith?

E' tutta la Sanità che è marcia.

E che ci posso fare io?

E' lei che lavora qui,

dove basta la parola di un delatore

per aprire un'indagine a carico di una persona onesta.

Perché lei lo sa, no,

che le accuse di Onofri nei miei confronti sono tutte false?

Quindi?

(NOBILE SOSPIRA)

Mi sta chiedendo di fare un passo verso di lei,

ma io ho una spina nel piede.

Se lei mi toglie la spina, quel passo lo posso fare.

Cosa posso usare contro Onofri?

Onofri, da bravo cristiano, ama molto la famiglia,

e in questo momento di difficoltà ci tiene che la moglie e il figlio

non patiscano la tensione.

E così, ogni fine settimana, li manda in montagna.

Il figlio, mi dicono, ama le passeggiate in alta quota.

Ciao.

Polizia. Che cosa c'hai nello zaino?

Niente.

Sia santificato il Tuo nome,

venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà...

Onofri...

Questo è suo, lo riconosce?

Buona idea portare i soldi in Svizzera così.

E poi, anche i ragazzini è meglio che imparino sin da piccoli.

Questi 150 milioni adesso sono una prova.

A meno che lei...

A meno che, cosa?

Non ritratti le accuse contro Gaetano Nobile.

Com'è andata con Di Pietro? Ce li fanno togliere i sigilli?

Il cantiere riapre la prossima settimana.

Devono fare prima un sopralluogo.

Dobbiamo ringraziare il tuo amico poliziotto, Pastore.

Non l'ho neanche visto.

(RUMORE DI VETRI ROTTI)

Cazzo...

Ubriaco alle 10 del mattino.

E' un pericolo, messo così.

- Fai qualcosa. - Se no?

Bibi, Bibi...

Sto ancora cercando di capire come mai sei venuto a trovarmi.

Dovresti essere contenta.

Non mi fido mai troppo delle tue sorprese, sai? Tieni.

Allora?

Vedo sempre Alberto.

- In TV, sui giornali... - Mh-mh...

- Mi chiedevo come mai non si parlino più. - Chi?

Alberto e mio padre.

Non ce la fai proprio a chiamarlo papà, eh?

Ti ricordi quella volta che gli urlava incazzatissimo al telefono

che era un ipocrita, che aveva una doppia morale?

Cosa gli aveva fatto Alberto?

Perché non lo butti 'sto coso?

Per i giapponesi, quando un vaso è rotto, se è ben aggiustato,

è ancora più bello di quando è nuovo.

Ma i giapponesi ci mettono l'oro, non l'Attak.

Dove ho sbagliato con te?

- Perché hanno litigato? - Non lo so.

E dai... Ci faceva sempre due palle così con Alberto

su quanto fosse integerrimo.

Qualcosa gli avrà fatto!

Ma non lo so neanch'io, forse una questione fra di loro e basta.

Lo dovresti andare a trovare, ogni tanto, tuo padre.

(CINGUETTIO DI UCCELLI)

Ehi.

Ah, finalmente.

Ce ne hai messo di tempo!

Mi devi la rivincita.

Che rivincita?

Alberto, sei rincoglionito? Non mi hai portato gli scacchi?

Sono Leo, tuo figlio.

Allora me li hai portati gli scacchi, sì o no?

Tu ti dimentichi le cose, sì.

Che ci volevi fare con la pistola? Un omicidio, Leo?!

E' questo che intendi per "lotta politica"?

L'hanno ammazzato davanti ai miei occhi.

Papà, qualsiasi cosa succeda, tirami fuori da qui.

Sei stato tu!

Mi hai denunciato tu.

Ti ho salvato la vita, e un giorno mi ringrazierai.

Allora, Ottavio, ti ricordi perché abbiamo litigato?

Sono Alberto.

Chi?

DONNA: Ehi, sei stata coraggiosa da Marzullo. Complimenti, davvero.

(CAMPANELLO PORTA)

- Scusa, ti devo lasciare. - Ti saluto, ciao.

Ciao, tesoro, ciao.

Arrivo!

- Colazione in camera. - Che ci fai tu qui?

Mi hai detto tu di venire a trovarti. Bello, qui.

- Mangi? - Lavori in TV, non puoi mangiare carboidrati.

Va be', tanto a me in quel pollaio neanche mi inquadrano, quindi...

- Quand'è che ti ho detto di venire? - Alla festa.

Che si fa?

Rifaccio un caffè.

Allora, che cos'è questa storia che non ti inquadrano mai?

E' che la produzione mi ha dato il ruolo della secchiona,

tipo Lisa Simpson.

Servo solo per far risaltare le più fighe per contrasto.

Le altre sono davvero più fighe, non c'è gara.

C'è sempre qualcuna più giovane e più figa di te.

E tu? Come hai fatto?

Avevi detto che mi ammiri. Perché vuoi rovinare tutto?

Voglio imparare da te.

Ok.

Vuoi conquistare la telecamera? Guarda qua.

Prima le ho mentito, Gigi.

Stai attenta adesso.

In realtà, io aspettavo un bambino.

Poi, lui mi ha picchiato e io l'ho perso.

(commossa) Scusate...

Hai capito?

Com'è che fai a piangere a comando?

Penso alle cose brutte, tipo che oggi è il mio compleanno.

Davvero?

Sì, vengono un po' di amici.

Se vuoi, rimani.

(CANZONE: "WOULD I LIE TO YOU" DI CHARLES AND EDDIE)

- Auguri, Veronica! - Auguri!

Grazie!

Auguri.

Grazie.

Senti, ma... quella non c'era anche all'altra festa?

Sì, si è autoinvitata. Una tristezza...

- Quanti anni ha, 35? - Per gamba!

Scusate.

Oh, dopo Marzullo mi chiamano tutti.

Pizzetti ha detto che ti vuole incontrare la settimana prossima.

- E Costanzo? - Ciccia, non è facile.

- Auguri, Veronica. - Grazie, Simona.

(FISCHIO DI APPROVAZIONE)

Tanti auguri.

- Ancora 27? - Zitta...

Tu, piuttosto, che hai fatto?

La madre superiora ti lascia uscire così?

Buon compleanno, scema.

Comunque stai bene, sembri me.

(CAMPANELLO PORTA)

- Un CD di Elvis? - Costello.

Ti sei sprecata.

C'è un pezzo che si chiama "Veronica".

Allora mi piace.

- C'è un signore per lei. - Arrivo, grazie.

Eh, no.

Anch'io sono contento di vederti.

Ora non posso, è la mia festa di compleanno.

- Mi hai detto te di venire. - Mi sono sbagliata.

Ci vediamo la prossima settimana.

Senti, ma tu chi ti credi di essere?

Come, scusa?

Pensi che non c'ho niente di meglio da fare che stare appresso a te?

Sei solo una che fa vedere il culo in TV, quindi stai calma.

E comunque auguri, eh.

Quant'è che ne fai? Quanto c'hai ancora di carriera?

Ma vaffanculo.

(CANZONE: "WOULD I LIE TO YOU" DI CHARLES AND EDDIE)

- Allora a domani, signora. - Sì.

- Arrivederci. - Grazie di tutto.

Miguel, ti ho detto mille volte di chiamarmi Veronica.

Va bene, signora Veronica.

Buonanotte.

(MUSICA ANGOSCIANTE IN SOTTOFONDO)

(TELEFONO SQUILLA)

Pronto?

BORTOLOTTI: Devi aiutarmi. Corri, vieni qui.

- Ue' Borto. - Corri!

- Cos'è successo? - Ti ho detto corri!

Eccola lì, non si sveglia più!

Sono venuto per prenderti questo,

e, sai com'è, una roba tira l'altra...

Lo vedo, cazzo!

Sì, ma non è colpa mia, te lo giuro!

Oddio mio, adesso cosa faccio? E se questa muore?!

C'è qualcuno qua? Ti ha visto nessuno?

No.

Adesso te vai a casa mia e m'aspetti lì. Ci penso io qua.

Sì, ma dopo...

Vai! Fila! Muoviti! Ci penso io qua.

Va bene.

Madonna santa!

Sei sicuro che è morto?

Basta, Borto. Non serve a niente, basta!

Cosa faccio io? Mi troveranno. Come faccio io?

Non t'ha visto nessuno!

Di tuo in casa non c'era niente, ho controllato.

Io ho provato a smettere, ma...

Quando sto su a Milano, sto lì con mia moglie tranquillo,

va tutto bene.

Quando torno qua da solo mi prende la smania,

è più forte di me, io non ce la faccio più.

Bevi.

Senti qua.

Sei te che torni a Milano.

E io cosa faccio là?

Lascio la Lega, lascio la Commissione Vigilanza...

Basta, smetto tutto, finito, morto?!

Sh! Basta!

Vai con Formentini.

Entri in Consiglio Comunale, ti occupi della tua città,

e ti togli 'sta merda dalla testa. Dai, cazzo...

Ti cedo il mio posto.

C'hai più bisogno te di toglierti da 'sta fogna.

(RINTOCCHI DI CAMPANE)

(RUMORE DEI TASTI DELLA MACCHINA DA SCRIVERE)

- Alberto. - Sì?

Leonardo!

Leonardo!

Be'? Che succede? Tutto a posto?

Sono stato a trovare mio padre.

Ah, sì? E come sta?

Non bene. Mi ha scambiato per te.

- Come? - Non credo che gli rimanga molto.

Mi dispiace.

Anche se non vi parlate da tanti anni, magari...

gli fa piacere salutarti.

Magari fa piacere anche a te.

Grazie, hai fatto bene a dirmelo.

Siediti. E tu, come stai?

E' una vita che non ci vediamo.

Ti occupi sempre di pubblicità?

- Ma poi perché avete litigato? - Eh?

Ma no, una vecchia storia.

Appunto, ormai puoi dirmela.

Lascia perdere.

(LEO SOSPIRA) No che non lascio perdere.

Mi sono rotto il cazzo di tutto 'sto pudore.

Eri sempre a casa nostra, poi da un giorno all'altro sei sparito.

"Che fine ha fatto Alberto? Dov'è andato Alberto?". Silenzio.

Allora, cos'è 'sta storia?

- Non la vuoi sapere. - Perché?

Perché riguarda te.

Quando ti hanno arrestato, tua madre era fuori di sé.

Mi ha detto che Ottavio ti aveva denunciato

e che le imputazioni erano piuttosto pesanti.

A quel tempo, io facevo ancora il giornalista

e andavo spesso nei tribunali.

Ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere

il pubblico ministero del tuo processo.

Circolavano delle voci su di lui, si diceva che fosse un corrotto.

E io... io l'ho minacciato di pubblicare quelle voci,

se non t'avesse lasciato libero.

Ma no...

Non... Non sono andate così le cose.

Non è stato il magistrato a farmi uscire.

E' così, è così.

Non sono andate così le cose, è venuto da me un poliziotto...

Fidati. Fidati, Leonardo.

Tuo padre me l'ha giurata.

Perché non l'ho mai saputo?

Meglio così.

Molte cose sarebbero andate diversamente.

Quali cose?

Ciao, Alberto.

E quindi tu, l'integerrimo,

hai ricattato un magistrato per far uscire un detenuto?

Se si sapesse, la tua carriera sarebbe finita.

Ma pensa... Io pensavo che fossi tornato indietro per ringraziare.

Leonardo, ma che cosa stai cercando di dirmi?

Silvio Berlusconi cammina su una banchina insieme al Papa,

il Papa inciampa, perde il breviario, che cade in acqua.

Berlusconi, sollecito, cammina sull'acqua,

prende il breviario, ritorna,

ricamminando sull'acqua, e lo consegna al Papa.

Titolo di Espresso, Unità e Repubblica:

"Berlusconi non sa nemmeno nuotare"!

(RISATE; APPLAUSI)

Voi ridete, ma intanto con le nostre aziende

avremmo potuto essere in tutto il mondo,

ma 'sta gente qua ce lo ha impedito,

ci ha costretto a rimanere qui in trincea!

Ma noi resistiamo, nel corso di quest'anno...

Oh, ma quello è Costanzo?

Sì.

Te la ricordi la puntata che fece contro la mafia?

Bellissimo... C'ho ancora i brividi, se ci penso.

Leo!

Ehi! Ciao!

Ciao.

- NOTTE: Come stai? - Benissimo.

- Ma tu che fine hai fatto? - Sono stato un po' in giro.

- Ti devo parlare. - Sì.

Conosci Arianna?

Veronica.

Piacere, Arianna.

- NOTTE: Allora, cosa mi devi dire? - Posso parlarti in privato?

- Sì, certo. - Scusami.

BERLUSCONI: L'anno scorso non facevano che parlare di crisi,

facevano paragoni insensati...

Come, ti ha rubato la coca?

Ma tu da quanto tempo non la vedi Viola?

- Qualche mese. - E' un po' cambiata.

Dovresti parlarle.

Le prediche non mi vengono troppo bene.

Ma quella è la tua fidanzata?

Hai visto? Sono diventato un bravo ragazzo.

Sì...

E chi ci crede?

Ma tu che ci fai qua? Sei della concorrenza.

A proposito, la carriera va alla grande, ho visto.

Sì, non potrebbe andare meglio.

Per questo sono qui.

Maurizio Costanzo, lo conosci?

Tutte fissate con Costanzo, stasera.

(APPLAUSI) Vieni.

Chi era quella?

Che importanza ha?

Sono tutte così le tue ex?

Dai, falla finita.

Io non capisco che cazzo ci faccio con te e con tutta 'sta gente.

Smettila, per favore.

Che, ti vergogni?

- Ma cosa stai dicendo? - E invece sì.

M'hai detto come vestirmi, come comportarmi

- e non mi presenti a nessuno. - Arianna, basta.

Io me ne vado.

Tu non vai da nessuna parte.

La Maggioranza si prenderebbe quasi tutto il Parlamento.

Cioè... No? Un bel problema, 'sto "Mattarellum", eh?

Scusami.

Torniamo dentro.

Io proprio non ti capisco.

- Mi dà il soprabito? - Subito, signor Dell'Utri.

Dottore!

Conosce Arianna, la mia fidanzata?

Veramente, io non conosco nemmeno lei.

Ah, ho capito, lei stava cercando mio fratello.

Marcello, c'è un signore che m'ha scambiato per te.

Sono il fratello gemello, Alberto Dell'Utri. Piacere, signorina.

- Piacere. - Scusate.

- Prego. - Dottore. - Grazie.

Buonasera.

Buonasera.

Marcello Dell'Utri, piacere.

Piacere, Arianna.

Allora, che novità mi porta, Notte?

Muratori... non sarà più un problema.

L'ho convinto che si sbagliava.

Gliel'ho detto, è un amico di famiglia.

Vada a dirlo al dottore.

Mi fa compagnia per un drink?

Volentieri.

BISCARDI: Un colpo di scena!

Mi dicono che c'è Silvio Berlusconi al telefono

in diretta con noi, è così?

BERLUSCONI: Abbiate pazienza, ma nella vostra trasmissione

sono state dette cose che non possono essere tollerate,

e io mi vedo costretto a intervenire in prima persona.

Voi siete professionisti della mistificazione!

Io non tollero chi dice le falsità,

e non tollero chi le dice a proposito di un gruppo come il mio

che è l'unico, tra i grandi gruppi industriali in Italia,

a creare ogni anno migliaia di posti di lavoro!

BISCARDI: Presidente, ma qui è televisione, non è giornale,

ci sono le registrazioni.

Evidentemente per lei il pluralismo è un optional.

No, lo è per lei, lo è per lei!

La sua trasmissione è l'esatta fotografia

di quello che succederebbe a tutti noi,

se certi nipotini di Stalin

prendessero il governo di questo Paese.

La saluto, Biscardi!

BISCARDI: Io la ringrazio per il suo intervento.

Stasera siamo qui per discutere del Milan.

Se è giusto dire che lo scudetto del Milan è il tredicesimo...

Basta subire.

...della storia del Milan, il terzo dell'era di Berlusconi...

Colombo mi ha chiamato. Abbiamo chiarito tutto, un vero gentleman.

Ora può restituire il favore.

E' sicuro di volerlo?

- Si sta tirando indietro? - No, per carità.

Però ci tenevo a farle sapere che si sta infilando in un ginepraio.

Lavoro a Mani Pulite, ci sono abituato.

Certo.

Voi buttate le bombe e i pesci piccoli vengono a galla,

ma quelli grossi nuotano sul fondo e non li prende nessuno.

Grazie per la lezione di pesca.

Gabriele Monaco.

E' un collaboratore di De Lorenzo.

Un collaboratore molto stretto, diciamo.

Era lui che raccoglieva le mazzette delle case farmaceutiche.

- Gabriele Monaco. - E' uno preciso.

Tiene i conti delle tangenti su un libro,

ma non sarà facile metterci su le mani.

MONACO: Pronto?

PASTORE: Monaco, domattina ci sarà una perquisizione nel tuo ufficio,

fa' sparire quello che devi.

MONACO: Chi parla?

(MOTORE PARTE)

TV: Alla Procura di Napoli è arrivato un pacco anonimo

contenente il libro mastro delle tangenti di Gabriele Monaco,

e sarebbe questa prova ad aver causato l'arresto, stamattina,

del collaboratore dell'ex...

C'hanno fregati sul tempo.

Io c'ho provato, ma lei...

Che palle, Pasto', sei 'na palla, sempre con 'sto ditino puntato.

Prima o poi te lo taglio.

EVA: Permesso?

(COLPI ALLA PORTA) Buonasera.

Salve, lei chi sarebbe?

Sono la sua ragazza.

Di chi? Di... Pastore?

Bravo, Pastore. E come si chiama la fidanzatina?

- Non lo so. - Eva, piacere.

- Salve Eva. - Salve.

Che ci fai qui, Eva?

Sono venuta a prenderti. Posso portarmelo via? Le dispiace?

No, no, no, anzi ci fa un favore. Vai, vai, Pastore, vai, vai.

- Vai, va'. - Quindi anche con lei è un po'...

Anche? Soprattutto con me!

Vai, Pasto', che non se fanno aspetta' le signorine. Va', va'!

Luca, eh! Eh...

- Arrivederci! - Arrivederci.

Hai capito Pasto'...

EVA: Un anno fa, ero in stazione e a un certo punto arriva un vecchio

che m'afferra la mano e mi dice che ho una malattia

e che mi devo fare le analisi del sangue.

E io ho detto: "Ma questo matto cosa vuole?"

Il giorno dopo sono andata a farmi il test e l'ho scoperto così.

E chi era questo vecchio?

No, ne hai sentito parlare sicuramente.

GUSTAVO: Gustavo Roll, molto lieto.

Prego, accomodatevi.

- PASTORE: Ma chi è? - EVA: Ma non lo conosci?

E' un sensitivo famosissimo, ci viene anche Fellini.

Mi hai portato fino a Torino per andare da un mago?

GUSTAVO: Mi definirei, piuttosto, un esploratore.

Da questa parte.

C'è uno spirito che vuole mettersi in contatto con te.

Lo sento forte.

GUSTAVO: Asso di fiori.

(ESPRESSIONI DI STUPORE)

- GUSTAVO: Sette di quadri. - Mamma mia...

(ESPRESSIONI DI STUPORE)

- Lo sai che c'è il trucco, no? - Sh! Apri la mente.

GUSTAVO: Tre di picche.

PRESENTI: Bravo! Bravo! Bravissimo!

GUSTAVO: Non occorre guardare per vedere.

Eva...

...il tizio nel quadro si è mosso.

GUSTAVO: Oh, sì, ogni tanto lo fa.

Ogni uomo ha un cammino da percorrere verso la luce.

Anche tu, Luca.

Ora sei a un bivio, non è così?

Da una parte la rabbia, dall'altra l'amore...

la paura e la speranza.

Io la vedo la morte dentro di te.

Vuole farsi strada.

Si alimenta del tuo desiderio di vendetta.

Non lasciarla vincere, non lasciarla vincere!

Vai anche tu verso la luce.

BORTOLOTTI: Bene, Bosco, grazie.

Sei proprio un amico.

Va' che parte.

- Ciao. - Ciao.

(FISCHIO DEL TRENO)

Così ti puoi far tagliare il cazzo in Brasile.

Un altro po' e mi rompevi le costole.

Non ti far vedere mai più in giro.

Sparisci, sono stato chiaro?

"'Nonna, nonnina, ma che orecchie grandi che hai!'

'E' per ascoltarti meglio!'

'Nonna, ma che occhi grandi che hai!'

'E' per guardarti meglio.'

'Nonnina, ma che bocca grande che hai!'."

(CANZONE: "DISARM" DI SMASHING PUMPKINS)

Ma che modi!

Buonasera, sono Pietro Bosco.

Sono il nuovo membro della Commissione di Vigilanza Rai.

Mi dispiace, non trovo il suo nome.

Ho preso il posto dell'onorevole Bortolotti.

- Prego. - Permesso?

Diamo un'occhiata in giro e togliamo i sigilli.

- Quindi domani il cantiere può riaprire? - Assolutamente.

- Certo. - Scusate.

MARIANO: Tu vai da quella parte, mentre io controllo qui.

- Fenati! - Eh?

(SQUILLO DEL TELEFONO)

Sì?

DI PIETRO: Abbiamo trovato il cadavere di Venturi

- al cantiere Mainaghi. - Cosa?!

L'hanno ammazzato. Vieni subito qui.

COSTANZO: Salutiamo Veronica Castello.

Grazie.

Grazie.

Grazie!

Buonanotte!

COSTANZO: Il "Maurizio Costanzo Show" torna domani sera.

(CLACSON)

RAGAZZA: Veronica!

Può fare un autografo a mia figlia?

Certo.

(SUONO DI ALLARMI E ANTIFURTI)

(MUSICA INQUIETANTE IN SOTTOFONDO)

Pietro Bosco. E' anche lui della Commissione di Vigilanza.

Piacere, Veronica.

Come cazzo fai a restare in una situazione così?!

Se ti dicessi che voglio uscirne, cosa cambia?

Se mi metti nei guai, questa storia esce.

Mi stai ricattando?

'Sto Paese è un casino. Stiamo sott'attacco, l'hai capito o no?

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.