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Giorno!
lo, Sig. Loiacono, sono come Voi.
A tutto rinuncerei, tranne che un caff� preso tranquillamente
fuori, dal balcone.
Ma un caff� come lo faccio io, s'intende.
Con questa macchinetta, se ne possono fare due tazze.
Per� se ne possono ricavare pure tre, se ci sta uno terzo.
Io il caff� me lo tosto da me, pure Voi?
Fate bene, perch�, la cosa pi� difficile
� indovinare il punto giusto di cottura.
Il colore, a manto di monaco,
l'acqua deve bollire perlomeno 4 minuti,
� un piccolo segreto, ma importante.
Prima di colarla nella parte interna della capsula bucherellata,
bisogna cospargere il fondo con mezzo cucchiaino
di polvere fresca appena macinata, in modo che nel momento della colata,
l'acquabollente gi� si aromatizza per conto suo.
Ancora un altro consiglio: mentre sta passando, questo cotechillo di carta,
perch� il fumo denso del primo caff� che scorre, che poi � il pi� carico,
non si disperda.
Chisto coppetielo pare niente! Eppure c'ha la sua funzione!
Perch� io lo metto sul becco, ecco.
Eh sul beccuccio, chiaro?
Signorina, sono scapolo e posizionato, modestamente...
S�, canto, tenore al San Carlo di Napoli,
se pure nel coro naturalmente. Salario fisso, salute ottima,
denti sani, tengo 37 anni e sentimenti elegi,
la presenza, la vedete.
Signorina! Vulete spusa?
-A voi? -Eh! A me.
� cos�...
Ecco, 12 per 1 .
12 pastiglie per 1 .
Maria, scusami,
le mie sono 13. Scusa.
Sai, non � perch� � una di pi�, ma per il numero, hai capito?
Tredici!
Pasqu�, peggio di cos�.
-Come si pigliano? -Con l'aranciata.
Maria! Maria, c'hai fatto!
Acciu pigliate.
Mo tocca a te.
Tieni, amore.
Sei sicura che non fanno male? Allo stomacom, dico.
Ti addormenti e non ti svegli pi�.
Io se non bevo, non riesco a mandare gi� niente.
Tieni.
-Adesso bevo, eh? -S�.
Addio, Maria.
Addio.
Addio, Pasqu�.
-Addio. -Addio, Maria.
Oddio, non ti vedo pi�!
Ma com'� possibile, Pasqu�! Apri gli occhi!
-Ci vorr� almeno una mezz'ora! -S�, una mezz'ora.
Una mezz'ora, Maria. L'utima mezz'ora nostra!
L'utima mezz'ora e poi tutto finito, pensa!
L'amore mio, il tuo, il nostro!
Nu parl� cos�! Nu parl� cos�!
Com'eri bella, Maria!
Com' eri bella!
-Maria, vieni. -Dove?
-Andiamo -Dove?
Abbiamo solo mezz'ora per fare l'amore per l'ultima volta.
-Amore mio! -L'ultima mezz'ora!
-S�, andiamo. -Vieni, so io un posto.
Ecco qui, ci trover� un bigliettaio anonimo domattina all'alba.
No, no, il 1 7, no.
Di qua. Qui, vieni.
-Ecco. -Pasqu�!
-Pasqu�! -Maria, amore mio!
-Non c'� tempo. -Vieni, vieni.
Presto! Amore! Amore! Amore!
-Amore mio, moriremo assieme. -Moriremo, s�, assieme.
-Abbracciati... -S�, avvinghi, abbracciati...
-Per l'ultima volta. -L'ultimo abbraccio...
Morire...
Oddio, Pasqu�. Ma che succede qua?
Sediamoci, Pasqu�.
-Mi gira la testa. -Oh, Madonna!
Biglietti!
Il biglietto.
-Biglietti! -Due, due.
Per dove?
Capolinea.
E mo che facciamo? Scendiamo.
Eh, s� ma, scendiamo dove?
E che moriamo in pulman? lo mi vergogno.
Io pure.
Scendiamo. Suona il campanello, facciamo presto.
-S�, certo. -Facciamo presto per carit�.
Permesso! Ci fate scendere?
Eh mo?
-Addio, Maria. -S�, addio...
Mo pure in piedi come l cavalli! Pasqu�?
Mancu nu postu per mor� se potemmo f�!
Sono stato sempre sfortunato. Sempre, fino in fondo!
-Sto male. -Eh io pure, Maria.
Oddio! Oddio sto male!
-Si sente male? -Maria! Maria!
Fate largo! Gi� le zampe!
Fatela sedere. Assettate, Maria.
Sto male io pure!
Fate presto. Portateci all'ospedale.
Autista, gira e portalo all'ospedale!
Che vergogna, Pasqu�. Che vergogna!
Forza, fate presto!
La mia signora sta morendo!
La porto io. Coraggio, siamo arrivati.
Siamo arrivati.
-Che vergogna, Pasqu�. -S�, Maria.
-Gente, aiutaci! Ci sono due suicidi! -E l'altro dov'�?
lo! Presto!
Due lavande gastriche, due. Facimmo presto!
Madonna mia!
Madonna!
-Scusate, la portineria? -Da quella parte.
Scusate, sorella, domattina la mia signora e io lasciamo l'ospedale.
E allora, siccome vorrei preparare un p� l'appartamento
per accoglierla dopo quello che � successo, posso uscire un paio d'ore?
-E come vi chiamate? -lo? Loiacono, Pasquale.
Ecco grazie. Per� non dite niente a mia moglie
perch� vorrei essere un'improvvisata, grazie.
Sorella? Domani mattina ci dimettono a me e mio marito.
E dove andiamo? Posso uscire per un paio d'ore?
Tengo una speranza, giusto una speranza.
-Come ti chiami? -Maria Gennari Loiacono.
Ma per carit�, non dite niente a mio marito.
No, no, tenete.
Va bene.
-Buon giorno, Don Pasqu�! -Buon giorno!
Quella cameretta, quel basso, ce l'hai sempre? Mi servirebbe.
Come no, se sei disposto a spartirla con mia suocera, mio cognato
e lo zio che � arrivato dall'America, considerala pure a tua disposizione.
No, non mi sembra il caso. Grazie lo stesso, arrivederci.
Arrivederci, arrivederci!
Salute, caro maestro, buongiorno. Quella Tosca a Salerno si fa?
-Niente, � crollato il finanziamento. -� crollato! Grazie!
Signor Alfredo!
Signor Alfredo!
-Sia lodato Ges� Cristo. -Sempre sia lodato.
-Sono Maria, non mi riconoscete? -Come no.
S�, Maria, ho letto qualcosa di te, sui giornali. Di te e di tuo marito.
-Vorrei parlare con Signor Alfredo. -Ah, mi rincresce, � fuori.
-Lho visto entrare un momento fa. -S�...
� che io sono venuta proprio adesso, vieni, chiamiamo Suor Evelina.
Suor Evelina! Ma se ce sar� occupatissimo!
-S�, sorella? -Maria vuol parlare con Alfredo.
Senza appuntamento?
Ci vogliono altri 5 orfanelli per il funerale del commendatore!
-La vedova ha pagato per 15! -Tutti dietro di me!
-In fila e in silenzio. -Suor Benedetta?
Buongiorno Suor Bened�.
Qui ormai � tutto cambiato, con lui, la casa del purgatorio � rifiorita.
E adesso si potrebbe chiamare la casa del paradiso!
A destra c'� la tipografia, ci lavorano 30 ragazzi.
Maria.
Il laboratorio di santi. � tutto merito suo,
se oggi siamo i pi� grossi produttori di santi del Meridione.
Li esportiamo anche in America. Ne hanno tanto bisogno!
Voi che siete stata qui da piccolina lo sapete benissimo
che cos'era questo istituto prima dell'opera del professor Alfredo!
Un momento.
Anime sante del purgatorio, buonasera.
S�, subito.
Sua eccellenza per il professore.
Vedete? Anche il prefetto gli telefona.
Per favore lo dica subito al Signor Alfredo, al professore.
-Che gli devo parlare. -Aspettate qui, vedr�.
Ecco, fermi cos�. Perfetto, perfetto.
-Maria. -Prega per noi peccatori.
Maria!
Ges�. Ges� Maria.
Maria!
Oddio, oddio.
-Oh Maria, ti sei fatta male? -No, no, no.
Maria, anima mia.
-Sorella. -Ah, proprio come pensavo, figliola.
Non � possibile, � troppo occupato.
Forse domani, forse un altro giorno, quando sar� meno occupato.
Ho capito.
Grazie.
Maria. Maria.
Maria. Da quanto tempo Maria.
-Signor Alfredo. -Signor Alfredo?
Mi avevano detto che non c'eravate.
Ma io per te ci sono. Per te ci sono sempre.
Lo sapevo che saresti venuta.
-Lui, tuo marito lo sa? -Geloso come, se lo sapesse.
-Ancora gli vuoi bene? -S�.
No.
Non lo so.
Ditemi: si pu� voler bene e non voler bene nello stesso tempo?
-Maria. -M'hai fatto male.
-Ah, scusa. -� cos� sfortunato!
Sfortunato? Uno che ha sposato te � sfortunato?
Ma come fai a dire questo.
Mah, dice lui, come se qualcuno lo perseguitasse.
Qualcuno invece lo ha aiutato.
-Voi? -Eh.
Quando lo cacciarono via dal San Carlo io intervenni subito,
-inutile, � stonato come una campana. -No, no, stonato non �.
Fino dal giorno che tu hai voluto lasciare questo istituto
io ti ho seguita giorno per giorno, anche dopo sposata,
soprattutto dopo sposata.
E lo ho aiutato per amor tuo.
Santo le scocciatrici. Vieni.
Credimi non saprei proprio pi� come aiutarlo.
-Voi per me avete fatto anche troppo. -No, niente.
Non ho fatto niente. Per� io farei tutto.
Questa casa dove sono entrato orfanello
che per merito mio � rifiorita, per te la lascerei in un ora.
Io lascerei tutto questo, tutto. Per te.
Tutta l'opera mia. Soltanto che tu...
perch� anche tu hai diritto alla vita.
Maria. Io ti devo vedere. Ma non qui.
Alfredo, io ho gi� fatto male a venire qua.
Ti aspetto domani, alla stazione Vesuviana. Alle dieci.
-E poi? -Andremo a Pompei.
Ci inginocchieremo insieme nel santuario.
Alfr�, non sfidiamo il signore.
Ma che dici? Io ti rispetto. Per me sei sempre la Madonna.
S�, con le lampadine che pigliano fuoco.
Ti prometto che domani, che domani se vieni,
cercher� di fare, far� ancora qualcosa per lui,
ne parliamo domani quando vieni.
Verrai?
No domani.
Dopo domani.
Ma se vengo non voglio niente.
Se vengo Alfr�,
se vengo vuol dire che,
vuol dire che ho deciso.
-Tiene il becco felice. -Eccome no. � infallibile. Bravo.
-Tieni. -Grazie, signore.
Siete un uomo fortunatissimo.
Se avete avuto una lunga sequela di disgrazie
� perch� non avete saputo guardarvi intorno.
La fortuna sta proprio alle vostre spalle.
Vi interessa? Permettete, sono Raffaele Marani il guardaporte,
abito nel palazzo l� di fronte. Vi interessa?
Mi volete spiegare che significa con beneficio?
Con beneficio di chi se l'affitta perch� non si paga.
-Che cosa? -L'affitto. � gratis.
-� uno scherzo. -No. Quale scherzo?
Volete venire a vedere? Accomodatevi. Almeno venite a vedere.
Non gettate via la buona fortuna. Accomodatevi.
Entrate, entrate.
Avanti, avanti.
Entrate.
Questo � il grande cortile d'onore dove un tempo le carrozze
sostavano al fresco delle fontane.
Mentre le nobili dame ascendevano per il grande e sontuoso scalone
oggi un poco scarrupato che qui potete ammirare.
Bello.
Per� c'� una cosa che mi risulta oscura.
Che sta a significare questa buona entrata.
-Il contrario di buona uscita. -Cio�?
Che il proprietario se voi affittate tutto il piano
vi d� qualche cosa per le spese di impianto.
-Pi� l'affitto gratis? -S�, signore.
Per� il contratto lo dovete fare per cinque anni.
-Ma vaffan.... -Dove andate? Io non vi dico bugie.
� tutto vero quant'� vera la Madonna. Venite.
-Avanti? -Piano, piano.
-Stilo settecentesco. -Lo vedo.
Qua entriamo nella vasta anticamera di rappresentanza
con il camino del diciassettesimo secolo...
tutto in marmo pregiato colore rosso sangue.
-Ah, buongiorno. -Buongiorno professore.
-State mostrando l'appartamento. -S�, s�, signore.
-Si affitta? -Speriamo.
-Di chi si tratta? -� il professore Sant' Anna,
-conservatore dell'archivio. -Ah, l'archivio comunale.
� vedovo; perdette una sorella sotto il terremoto di Messina.
Tiene una piccola propriet� dalla parte di Salerno.
tiene il diabete. Io seguito a farvi visitare l'appartamento.
Accomodatevi da questa parte.
-Sign�, sign�. -Eh?
Ma che fate mi lasciate solo a me, eh che maniere.
-Restiamo vicini. -S�, s�.
Adesso apriamo cos� lasciamo entrare un poco di luce all'ambiente.
-Voi sareste il nuovo inquilino? -Pasquale Loiacono, per servirvi.
S�, s�, appunto.
Onorato e lieto, fa piacere rivedere la casa abitata.
L'ultimo, Don Vincenzino Stella,
quello che la terza sera gli pigli� un colpo,
se non sbaglio ormai � cosa di sette anni fa?
Profess�. Noi vi salutiamo, statevi bene.
Riverisco.
-Questo... -Scusate,
chi sarebbe questo Vincenzino Stella, che o professore ha detto che...
Uno che mor� sette anni fa
la terza notte che abitava in questo appartamento.
Dunque vi debbo dire subito che il proprietario affittando gratis
impone certe condizioni che io devo far rispettare.
-Lo trovo giusto. -S�, signore.
Un'ora la mattina e un'ora la sera voi vi dovete affacciare a tutti
i balconi e alle finestre per far vedere che la casa � abitata.
-Quanti sono fra balconi e finestre? -Trentaquattro.
S�, per� vi dovete affacciare come una persona viva.
-Eh, che s'� morto? -No, dovete, dovete far rumore.
-Dovete cantare, sbattere l tappeti. -Cantare, questo � facile per me,
tenore al San Carlo.
Scusate mi pare che siano condizioni strane assai.
Che ragione tiene, questo sbattere i tappeti, questo cantare.
-Voi non siete di questo quartiere? -No.
Non ci sono ragioni.
Tanto pi� che io tengo l'ordine di non parlare.
Ecco. Adesso io vi dovrebbe far vedere il resto dell'appartamento
che si prolunga in altre stanze piccole e scure.
Vediamole.
-Dieci stanze. Oscure. -Vediamole.
Perch� il palazzo � antico del 600.
Di quando a Napoli c'erano gli spagnoli
e fu costruito appunto da un certo Duca di Bermeco che...
-l'avete mai sentito nominare? -No.
-� morto. -Pace all'anima sua.
-S' � impiccato. -Ah.
In una di queste tante stanze.
Invaghitosi alla follia di una santa e bellissima monaca...
-Ah era una monaca. -Signor, s�,
la rapi portandola qua dentro per costringerla a fare con lui
le schifezze e ci riusc�. Le monache odorarono il fieto del miccio.
-Mangiarono la foglia. -Gnorsi.
-Per ci� lui la uccise. -E si impicc�.
Ed ecco che da questa morte violenta nasce
la leggenda delle apparizioni.
Quali apparizioni?
io sono pagato per non parlare e non parlo,
ma secondo voi perch� il proprietario vi affitta gratis
tutto un piano come a questo, per la vostra bella faccia?
Perch� abitando qua dentro
voi sfatate la vicenda che vialeggia.
E perch�? Perch� di leggenda si tratta.
Certamente.
-Diciteme una cosa. -S�?
Quel Vincenzino Stilla, la terza notte,
come muorette?
Una sincope.
E adesso se volete vedere il resto delle camere
accomodatevi da questa parte che vi faccio strada.
S�, s�.
Leggenda � certamente leggenda
e io tengo l'ordine di minimizzare.
Ma se vi facessi intuire
che nelle notti oscure di luna
il fantasma del Duca � stato visto molto spesso
che passeggiava sopra il terrazzo con il mantello?
Picciniera, una faccia bianca pallida
con gli occhi pittati di sangue.
Una faccio che mo te lo trovo davanti, e mo me lo trovo di dietro.
Una faccia che ti guarda come se ti volesse parlare
ma la voce non gli esce dalla bocca
di qua, di l�, rimane sempre...
Ah, chi �, chi �.
-Ah, siete voi. -E chi dovrebbe essere?
Eh gli spiriti sono tutte fesserie che dicono la gente, no?
Maria, Maria.
Benvenuta.
Benvenuta. Benvenuta Signora Duchessa nella vostra casa.
-Ges�, quant'� grande. -Che t'avevo detto, nu palazzo.
-Non ci credo. -Tuo marito ce n'ha messo del tempo
per darti una casa ma quando te l'ha data per�, eh?
-Che bella. -Gi� cominciavi a perdere la fiducia.
Ma no, Pasqu�.
Tutto il piano nobili, tutto per noi, ti piace?
Ges�, ma quant'� grande, non ce posso pens�.
� proprio bella.
E quante fontane.
Fontane che vengono dalle profonde cisterne
scavate qua sotto al palazzo,
vasche d'acqua misteriose che non tengono fondo.
-E voi chi siete? -Il guardaporte. Abito nel palazzo.
E in un palazzo cos�, ci danno tutto un piano? Gratis.
-E che u padrone � scemo? -No, no che non � scemo.
Ma no, perch� � scemo? Si tratta di una eredit� contestata,
il proprietario ritornando in America ci lascia come occupanti
-di fiducia, no � vero? -S�.
Per� ci sono delle clausole che vanno rispettate.
Perch� vedete sign�, il palazzo � antico del 600...
Maria dobbiamo fare in fretta a scaricare...
-Il camion deve ripartire. -Evvab� � quello che sto facendo?
-Va bene. -Allora, vogliamo andare.
Signore vi dovete sbrigare che sta oscurando notte.
Voi lo sapete che la luce elettrica ve la attaccano solamente domani.
-Ma insomma la volete finire? -Ma che ho detto di male.
Tutte le volte che parlate di questa casa
fate una voce che parete Dracula. Che sar� mai.
Maria cara, noi vi precediamo, vi aspettiamo sopra.
Va bene, va bene. Attenti al quadro.
Scusateci signora. � stato un incidente.
-E un p� di delicatezza, figlio mio. -Eh che volete f�, quello pesa.
Chiudiamo.
Mah, qui ci sta pi� polvere che a Pompei.
Ti avevo detto di fare le pulizie.
-Non � facile. -Come non � facile?
Non � facile.
Ma non ci sta una scopa, uno straccio.
-Va arraccatt� la scopa. -La scopa.
Ma non finisce mai questa casa per�.
-Ti avevo pure dato tre mila lire. -Gnor, s�.
-E io ho pulito come uno specchio. -Ma che?
Soltanto che dopo dieci minuti, la polvere.
-Ma questa scopa dov'� andata? -Si, vado io, sign�.
-Oh bravi mettetela qua. -Va va accatt� sta scopa.
A voi, portate all'altra roba, presto presto avanti.
-Pasqu�. Ma quante stanze sono? -Diciotto.
-Diciotto? -Eh, diciotto.
L�, l�, posate l�.
Noi, di diciotto stanze non abbiamo bisogno, � vero?
-Beh, direi. -Ecco allora avrei pensato questo.
Tre le teniamo per noi, quindici le affittiamo
e mettiamo su una bellissima pensione per artisti lirici,
figurati con tutte le conoscenze che tengo io, tenori, baritoni,
avrei pensato questo.
E dove li pigli l mobili? Ci hai pensato?
Signora? Eccomi, � servito. Qui c'� la scopa.
-E che � questa? -La scopa di San Gino.
Questa � una scopa? Ma questa � pi� spennacchiata di voi.
La vado a comprare io una scopa, mettete tutto qua, sul tavolo.
-l letti nell'altra stanza. -Ha ragione, � vuota, na schifezza.
Don Pasqu�? Qua c'� un pollo morto.
Lo mettiamo fuori dal balcone, cos� domani sar� pi� tenero.
Speriamo.
Adagio, adagio, attenti u porta, nu fammu u bottu.
-Eh, ma questo pesa. Dove lo metto. -Ecco arrivo.
-Eh, ma pesa. -Ci mettiamo qui.
Che volgiamo fare?
Don Pasqu� andate a dare una mano da quell parte che qua ci penso io.
-Siete pronti? -Allora pronti. Attenzione.
Forza! Forza!
La madia sta bene qua.
-iN faccia a questa parete. -Agli ordini.
Piano, piano...
La roba � stata portata tutta su, noi ce ne possiamo andare?
-latene via, iatene via -Andate, andate in grazia di Dio.
Allora Don Pasqu�, felice notte e tranquilla permanenza.
E che fate vi portate via la luce adesso?
-S�. -Gi�, tengo u pacco di candele.
Cio� ci dovrebbero essere.
-L'avete trovate? -� strano, era un pacco novo.
Allora Don Pasqu� datemi seicento lire
ed io ve ne vado a compr� un pacco ancora pi� nuovo.
Tenete.
Eppure ci stavano.
Ah, Don Pasqu�, vi debbo avvertire una cosa.
Guardate che qua ogni tanto sparisce qualche oggetto.
Anche oggetti di valore.
E non vi permettete di denunciare i furti
che debbono avvenire in questa casa senn�...
quelli sono fantasmi, non scherzano, schiaffi, pugni e mazzate in testa.
Vado a comprare le candele, con permesso, Don Pasqu�.
Disgraziato.
Scende per f� la commissione... niente ci...
ci sta tre ore. Glielo vado a dire.
Don Pasquale? Ecco le candele. Don Pasqu�.
Non � nessuno?
Ho fatto un poco tardi perch� il negozio qua sotto stava chiuso.
-Signora, eh che maniera di entrare. -Eh che maniera, a me? Meno male.
-Buonanotte, signora. -Buonanotte.
-Riposate in pace. -Grazie.
Spogliamoci, mammamia.
Da dove � uscito questo?
-Maria. -Ges�.
Ges�. E che fate voi qua?
Perch�? Perch� non sei venuta?
Ti ho aspettato due ore alla stazione.
-Andate. Andate via. -Maria.
Perch�? Perch�?
Perch� non sei venuta? Perch�?
Perch�?
Ma perch� non � giusto.
Proprio adesso ha trovato questa casa, Alfredo.
� un segno del destino.
io gli devo dare fiducia ancora una volta.
Ti ho portato
il manto della Madonna. L'hai conservato.
E la corona. Maria.
Per poterti rivedere mi hai costretto a pagare l facchini
e a viaggiare dentro l'armadio.
S�,
ho preso due fiori qua sotto, e un pollo.
Maria, tu sei, tu sei...
Tu sei denutrita. S�, s�, s�, s�.
L'altro giorno ti guardavo, s�,
perch� sei denutrita,
-ti guardavo quel petto. -Ma che fate.
Quel collo, tu sei denutrita, dimagrita.
-Ma lasciatemi. -Non lo posso sopportare.
-questa carne cos� denutrita. -Oddio!
-Cosa c'�? -Pasquale, mio marito, lasciatemi.
-Tuo marito. -Ed io cos� in vestaglio.
-Oddio -Geloso com e. Forza, l'armadio.
Geloso com'�.
-Maria. -Eh?
-Che fai l� cos� fissa? -Fissa?
Come, come incantata.
Ero uscito...
ero uscito per comprare le candele, pane,
steariche, le candele.
Quella candela l'ha portata il portiere?
-No, stava accesa. -Ah!
L'ho trovata.
-E l fiori? -Li ho trovati.
-Questo pollo? -L'ho trovato.
Un pollo arrosto.
Alla diavola.
Madonna mia santissima.
Alfredo?
Alfre...
-Maria. -Pasqu�.
-Vedi niente? -No.
-Allora, va. -S�, Pasc�, si vado.
Vai, meglio che uno di noi resta, vai a fare la camera,
Vai, va, va, va.
Va, va, anche la cucina.
� il momento della paura,
San Gennaro m'assicura,
San Gennaro m'assicura...
San Gennaro...
Chi sei?
Grazie. Grazie, grazie.
� volato via.
Pasquale?
Pasqu�.
Pasqu�.
-Che � successo? -Eh?
-Che � successo? -Niente, niente,
che doveva succedere?
No. Mi pareva di averti sentito parlare con qualcuno.
No, perch�? Perch�?
Hai visto qualcosa? Dico...
-Prima tu hai visto qualche cosa? -lo? No.
Allora.
-Pasqu�. -Eh?
Io ti vedo cos� strano.
Ma no �, no � un'impressione tua.
-Allora megliu accusi. -Ecco.
-Vieni a durm�. -S�, s�, s�.
Questa casa, non lo so, me fa paura a rest� sola, vieni.
Fa paura, e di che?
Buonasera.
-Buonasera pro... -Se non sbaglio poc'anzi
ho visto nella stanza certe fiammelle...
-Forse l fiammiferi miei. -Eh, bravo!
� cos� che vanno prese queste cose, con calma.
-Gi�. -Voi mi capite,
sono esseri suscettibili, irritabili.
E solo quando trovano un tipo come voi, calmo, comprensivo,
solo a lui e a lui soltanto si apprestano volentieri.
E magari... Gli fanno anche dei regali...
A volte, eccezionalmente. Buonanotte.
Buonanotte professore.
Grazie.
Prima rata. Allora ce ne staranno delle altre.
Che bella cosa!
� najurnata e' sole.
E la sera dopo la tempesta.
Canta Maria, canta, canta.
Belli, belli, seguita a cantare, Maria. Tu vieni con me.
Che bella cosa
� najurnata e' sole.
Mettili sul quel tavolo e attento a non romperli, vai, vai.
Qua � tutto rotto bisogna cambiare il tubo.
Cambia, questa qua � una bella pensione sontuosa scialate.
Scialate.
Anche voi e miraccomando, abbondante l'arricciatura.
Va bene, sarete servito!
-De sole. -Sta pensione verr� per l lirici.
Brava, canora ti voglio, cos� canora.
-Don Pasqu�, io ho finito. -Ah, bravo, fammi vedere.
-L'apparecchio va bene cos�. -Sta proprio bene.
-La fattura, ve la lascio Don Pasqu�? -S�, ecco dai lascia qua.
-Buongiorno. -Arrivederci, arrivederci
-Che vi lascio pure questa mia? -Naturale dai qui ammucchia va.
-Buongiorno, dott�. -Buongiorno.
-Vi d� anche questa? -Si dai qua, dai qua,
e d� al principale che poi passo io, eh?
-E quando? -E quando...
l balconi s� troppi.
Vediamo, oggi che cos'� fine ottobre,
il giorno dei morti quando cade?
-Il due novembre? Il tre. -Va bene, buongiorno.
Pasqu�.
Ma tutte ste spese e come paghi?
Pago Maria, non ti preoccupare.
Pago, pago, te l'aggiu detto tengo un finanziatore.
-Ma si pu� sap� chi �? -� un nobile.
Pasqu�, io ti vedo cos� strano, mi pari spiritato.
lo, no,
Tu pensa a cantare, Maria, eh? Vai, vai, Maria.
Ma io nu tengo pi� voce.
Ma � importante Maria, capisci perch� la gente che f�,
passa, vede, sente e dice,
che casa simpatica,
che bella signora che sbatte i t�ppeti,
e come canta bene, e che belle pulizie che ci fanno,
andiamoci a pensione. Hai capito, Maria?
Don Pasqu�, questa signorina vorrebbe una camera a pensione.
Lo vedi? Che ti dicevo.
Prego si accomodi, signorina.
Permette, Pasquale Loiacono, tenore drammatico al San Carlo,
sia pure nel coro. Signorina?
-Saionara. -Prego?
Avete visto l'occhio? Orientale. Per questo mi chiamano Saionara.
Le stanze sono comodissime, acqua corrente in cucina.
-Pasquale? -Amore.
-Vieni di l� ti devo dire una cosa? -Che cosa?
A cosa, a cosa, eh? Scusate signorina.
Scusate...
Accomodatevi, signorina Saponara.
-Pasqu�? -Maria.
L'hai guardata bene quella ragazza?
-Io tengo occhi solo per te. -Signora buongiorno.
Sta a tutte le finestre come lo spirito. Vieni acc�.
Quella fa il mestiere.
Quale mestiere?
Quella � mignotta andata e ritorno,
dai piedi alla testa e dalla testa ai piedi!
Dici u vero?
Ma tiene pure il nome Saionara.
E certo che il nome lascia perplessi.
Per� rimandare cos� la nostra prima ospite porta disgrazia.
E quante volte l'apparenza inganna, Maria.
-Pasqu�, io te l'ho detto. -Saionara.
Ecco questa � come si pu� vedere, � la grande stanza di soggiorno
dove la sera si vede anche la televisione.
Io la sera lavoro.
-Che bella cucina. -Uhm, comoda.
Tutta nuova. Ah la parete in tinta lavabile.
Anche il soffitto, eh?
Il soffitto che poi sarebbe il pavimento per chi abita di sopra.
-E chi abita sopra? -Eh, e io che ne so sign�,
io la camera l'ho affittata,
a un bravo giovane, molto distinto con la barba,
interessato a voi mi � parso, misterioso.
Con la barba bionda. Voi lo conoscete?
Io non conosco proprio a nessuno.
Come pensavo io, l miei rispetti signora.
Cucina a gas e frigorifero indesit
lire cento novanta mila,
otto lettini lire
cento diciottomila. Mila.
Guarda un poco questo mi fa parlare solo a me.
Signora. Prima di uscire vi ho riportato la tazzina.
-Ah, grazie. -Gliela lavo?
-No, non vi disturbate, grazie. -Ma io lo faccio volentieri.
Mannaccia.
Come mi dispiace. Ma non si potr� smacchiare?
E penso di no.
Signora. Io non voglio ingannare la vostra fiducia,
per questo vi devo dire una cosa che magari non si vede.
Io non sono onesta come sembro.
Figlia mia. L'onest�.
L'onesta.
Scusatemi tanto, mi rincresce.
Vi chiamavo per dirvi che ho rintracciato tutta la storia.
-Di lui. -Si, nell'archivio.
Di lui.
Il nome, si chiamava Juan Augusto Manuel Bermejo
Duca Derioca Sibarberius, a monaca si chiammava Esmeralda.
Esmeralda.
Storie del reame di Napoli. Ma lui non l'uccise.
La facette murare viva dentro il palazzo.
-A questo? -Eh, il vostro.
Allora le altre monache ricorsero al tribunale dell'inquisizione
e al Vescovo di Benevento.
Ma che centra a Napoli questo Vescovo di Benevento.
Non si sa, qua il foglio � strappato.
Allora il Duca per sfuggire al terribile processo si impicc�
e l'anima sua rest� dentro al palazzo stesso.
-Dentro all'armadio. -Per nascondersi dalle monache.
� per questo che vi da l denari. Per comprare il vostro silenzio,
perch� non lo diciate alle monache.
Ma io a queste monache nu l'acce mai viste.
Ma quelle sono monache di clausura, manco morte escono, � chiaro.
Lui vi paga perch� non parliate. Paga dobloni, ducati, scudi d'oro.
No, no, soldi moderni, tutti, tutte dieci mila.
Si vede che oggi l fantasmi si adeguano ai tempi moderni.
Allora. Anche il telefono che mi ha lasciato.
-Scusate. -Prego, prego.
Anime del purgatorio, buonasera.
-Pasquale, Pasqu�. -Che c'�?
-Ci sta il giornale? Venite. -S�.
-La signorina voleva il giornale. -La signorina vuole il giornale.
Il giornale, qua...
No, qua ci stanno solo le riviste, volevi il giornale.
-il giornale. -Sul tavolo.
Eccolo. Forse lo vuole per l'oroscopo, siete vergine voi?
Ma no la signorina voleva il bollettino.
Per tempo. Per sapere se devo portare l'impermeabile.
Per il tempo, s�, s�, s�.
-Sereno, dice serenissimo. -Meno male. Allora, lo lascio.
-Qui sull' attaccapanni. -S�, brava
-Io esco, signora. -Che la madonna vi accompagni.
-Io tengo la capa pesante. -Pure io.
-Quasi me ne esco un minuto. -Vai, io vado a letto presto stasera.
S�, vado a prendere una boccata d'aria.
-Tu vai? -Vado, vado.
Ecco. Tu non vai?
Sto andando, sto andando.
Vado.
Maria. Maria.
Voi qua siete venuto? Qua? Qua siete venuto?
Allora era vero.
Quass� c'eravate voi?
Vi siete messo proprio nella nostra casa.
Madonna il portiere, lui chiss� che cosa si immagina.
-Ti devo spiegare. -Andate via.
Che mio marito torna da un momento all'altro.
Fortunatamente non vi ha veduto.
Ma no, tuo marito l'altra volta, m'ha visto.
Duca Bermejo.
Signor Duca?
Signor Duca di Bermejo?
Ci siete? Io lo so che ci siete.
State tranquillo, conosco il vostro segreto.
Ma non lo dir�, a nessuno.
Per� acciu fattu tante spese e voi siete sparito.
Signor Duca, fatevi vedere almeno.
Discutiamo la cosa fra uomini.
Perch� altrimenti...
altrimenti signor Duca...
Credimi, � come dico io.
Ma non � vero. Non ci posso credere.
Allora dove ha pigliato l soldi? l mobili, le tende, la televisione.
Chi paga tutto questo? Chi � che paga?
-Dice che tiene un finanziatore. -Che sono io.
Guarda. E lo dica, lo dica pure a chi vuole,
e io Alfredo Marigliano insidio una donna sposata,
perch� io mi sento pulito,
e lui non � un uomo degno di te,
conosce il mio sentimento e lo sfrutta, e sfrutta te.
Alfredo.
E ha preso l soldi? Da voi?
Lo so che siete li. Spero che mi sentite.
Io non vi dar� disturbo, non dir� niente,
ma voi l'avete letta la cifra che sta scritta sul muro?
Io le cambiali le ho firmate sulla fiducia.
E adesso scade.
E quelle non si possono fermare ed io soldi non ne tengo.
-Scadono. -Baciami.
Baciami ho detto.
S�, s�.
Sei mia, sarai mia adesso.
No, che fate?
Maria, Maria mia.
-Poesia, follia. -Non qui.
Pazzia Maria.
No, non ora, dopo. Pi� tardi.
-In casa sua. Dev'essere in casa sua. -S�, s�. � giusto.
L'ultima stanza in fondo al corridoio.
-Me lo giuri? -L'ultima stanza in fondo.
L'ultima stanza in fondo al corridoio, s�.
Adesso voi questi denari non me li potete negare.
Io non mi muovo di qui, sapete?
Grazie, grazie, grazie.
Denari, mazzate.
Signor Duca voi siete uno spirito bizzarro assai.
Comunque se vi fa piacere, fate pure.
Sono io, sono tutta bagnata. Il giornale, quello di ieri.
Arturo mio ha pure menata, dice che sbaglio sempre col tempo.
Mi mena e io gli voglio bene. Noi donne siamo proprio stupide.
S�, proprio stupide.
-� successo qualche cosa? -No, niente.
No, niente no, voi non ci state con la testa.
Con la testa io vorrei stare sotto terra.
No, signora, non dovete dire cos�...
Venite, venite. Vi potete aiutare.
La capa.
Maria.
Bravo, o figaro, bravissimo, bravo o figaro,
bravissimo, fortunatissimo, fortunatissmo, cento.
Sono il factotum della duecento.
Sono il factotum duecento ottanta,
della citt�, della citt�. Duecento ottanta.
Eh a cavallo delle scadenze pi� immediate.
Della, grazie,
citt�.
Maria, che fai, dormi?
Tengo buone notizie, Maria.
Il finanziatore si � fatto vivo con un discreto acconto.
Maria, che fai, dormi?
Maledetta, maledetta.
Ho peccato con una prostituta.
Con una prostituta. Ho peccato.
Ho perso la mia anima con una prostituta.
Via, via, via.
Anche altro occhio nero.
Fare questo inganno a me, a me che la amavo pi� della vita mia.
Maledetta. Maledette. Distruggerle tutte le donne.
Distruggerle. Maria, Maria.
Maria, io che t'amavo come una santa.
Maledetta. Ti odio Maria.
Che tu sia maledetta.
-E anche tu. -Signor Duca?
-Tu, Maria. -Esmeralda.
-Maria. -Esmeralda.
-Maria, Maria. -Esmeralda.
Maria. Esmeralda. Ci mancava solo sta confusione.
Maria.
-Senti Maria. -El bagno � sempre occupato.
Maria, e stammi a sentire. Mannaggia.
E cavaliere, lo vedete,
non parla, non parla, pi� di dieci giorni che non parla.
Maria sta a sentire, proprio ora che la pensione funzionava,
abbiamo gi� sei clienti.
Ti piace? M'� venuta sessanta mila lire.
Maria. Maria.
Come con tutto lo spazio che teniamo a questo armadio vai a riempire?
Eppoi Maria tu non canti pi�, non sbatti pi� l tappeti.
Qua bisogna sbattere l tappeti.
Qua non c'e pi� nessuno che sbatte in questa casa.
No, � occupato.
-Scusate tanto. -Meno male.
Profess�, comincio a pensare che avevate proprio ragione.
Naturalmente che avevo ragione.
Da dieci giorni mia moglie non parla e lui,
mi capite di chi intendo, � sparito dicendo che non ritorna.
Ma � naturale. Vedendo vostra moglie l'ha presa per la monaca Esmeralda
e ne � rimasto violentemente sciocchizzato.
-Sciocchizzato? -Ma si, colpito.
Per me � molto chiaro, lui il Duca, voglio dire il fantasma,
innamorato pazzo di una monaca all'improvviso si trova per la casa
un'altra donna che monaca non �.
Gi�, che non � monaca.
E allora? Non mi avete detto che vostra moglie � tutta austera.
Non parla. S'� tirata i capelli. Quella � suggestionata dal fantasma
che la vuole monaca. Fategli trovare una monaca e lui ritorna.
-� una parola. -Convincetela a trasformarsi.
Magari a vestirsi da monaca.
Signora, vi posso aiutare?
Signora sono dieci giorni che non mi parlate.
Cosi mi fate pensare che ce l'avete pure con me.
Non ce l'ho con te, figlia mia. Ce l'ho con me stessa.
Perch� lui � un fetente, una fetenzia, una spazzatura.
Ma pi� spazzatura sono io.
Io, che non so com'� che nu trovo manco il coraggio de mette le corna.
Perch� gli volete bene.
S�, come una stupida.
Chi vuole bene non � mai stupido, signora, casomai scemo.
Come a me con quel pappone di Arturo
che mi continua a rubare l'85% e io che seguito a volergli bene.
Ma il marito vostro proprio pappone non �.
Si arrangia un p�. Poi si rimette in anzi,
ma solo perch� si cura di voi.
Credetemi signora, il marito vostro, pappone, pappone non �.
Esmeralda.
Esmeralda.
� calda.
Calda, calda ma buona.
Maria io u sacciu che tu ti senti strana,
anche tu si capisce, sei rimasta un poco sciocchizzata.
Macch� sciocchizzata, Pasqu�. lo tengo dentro l'inferno.
Maria, hai parlato.
Finalmente, almeno, hai parlato. � gi� una cosa.
Maria, guardiamoci in faccia, diciamoci la verit�, eh?
Guardiamoci.
Maria, sto nei guai. Guai grossi, guai enormi.
Per te capisci, per farti campare bene.
-Per me? -Tu non sai quanta paura ho avuto,
e la fatica per fare fronte a tutti questi pagamenti.
Ma fino ad oggi, io devo dire che anche grazie...
-Grazie a un anima buona. -Come hai detto?
Quel tuo finanziatore, la.
S�, proprio lui, un anima buona.
Maria, io ti voglio dire, tralasciando tutti l dettagli vero...
-Tralasciamoli. -Che la cosa, fino a adesso,
insomma � andata regolare, nel senso che al dunque lui
l denari li ha sempre tirati fuori.
Anche nei miei riguardi, vero, infondo a me...
A me personalmente dico, non mi ha mai chiesto niente.
Fortunatamente.
Gli bastava � vero che io lo lasciassi tranquillo,
standome qui, chiudendo un occhio...
Magari tutti e due.
Ma adesso proprio quando mi trovo impegnato fino qua.
-Non mi viene a mancare. -� muorto?
S�! No, � sparito, hai capito?
-Si �dileguato. -Come nu fantasma.
Ma io acciu chiesto consiglio a un esperto.
S�, e sai cosa � venuto fuori.
Che la causa principale di questa improvvisa sparizione,
saresti tu.
-Dici davvero. -S�.
Maria, io non posso parlare apertamente mi hanno detto,
parlate poco, siate reticente, perch� senn� la cosa finisce,
e invece la cosa non deve finire. La cosa non pu� finire.
Noi non possiamo ricominciare con una vita di stenti,
di privazioni, voglio campare bene.
Voglio mangiare bene, voglio bere bene.
-Vestire bene. -S�, capisce.
-Le sigarette non le vuoi contare. -Non le voglio contare.
-La domenica magari vuoi il dolce. -S�, certo,
insomma la cosa non pu�, non deve finire.
No, anzi potresti pure allargare il giro.
-Eh, magari, Maria. -E passiamo la voce.
Se quest'anima buona tiene degli amici.
Bhe, vedremo. Magari,
magari in un secondo tempo.
-Pasqu�. -S�?
Tu puoi contare su di me, che io il fisico lo tengo buono.
Grazie, Maria, grazie.
Io lo sapevo che al momento buono non ti saresti tirata in dietro.
Che vuoi, quello che potevo fare l'ho fatto, adesso,
adesso dipende da te.
Fai un piccolo sforzo, sai?
in fondo, istintivamente, inconsciamente hai gi� fatto
qualche cosa per adeguarti al suo ideale di modestia, vero,
di candore, si quei capelli cosi tirati,
quell'aspetto quasi monacale, � proprio ci� che lui vuole.
Non dico addirittura vestirti da monaca, ma insomma,
si pi� accogliente, Maria! Cos�, cos� lo posso chiamare.
Se � per questo lo posso chiamare pure io.
No, no, lui non deve sapere che tu sai che io so,
� uno all'antica.
Una cosa cos� a tre ufficiale, non gli andrebbe bene.
Io ci starei, per me figurati, per me. Ma lui non...
Maria, allora?
-Pasqu�. -S�.
Mi hai chiarito le idee. Grazie.
No. � pappone pappone e pure stronzo.
Buongiono, buongiorno.
-Profess�, un angelo, comprensiva. -Ne sono lieto.
-Profess�, io gli... -Ma adesso glielo diciamo.
Eeccolo, Don Pasqu�, scusate,
vi dispiace se proviamo il complesso?
-No, no, provate, fate pure ragazzi. -Grazie.
Pofess� io gli telefono.
Mi dia un gettone per piacere, grazie.
Pronto? Vorrei parlare con il professor Alfredo.
Loiacono.
S�, s�, Maria Gennari Loiacono.
No, mi rincresce, non � possibile,
no il professore non c'�, no, no non c'�.
S�?
Chi �?
Non � possibile, il professore � in ritiro.
No, no, sta facendo gli esercizi spirituali.
� Maria.
Maria. Sono Suor Gertrude.
Il professore � in ritiro per i suoi esercizi di penitenza
e tu lo sai perch�.
No, non gli puoi parlare, n� oggi n� domani n� mai,
non insistere,
-non � qui. -Maria.
S�, Maria.
Profess�, �' occupato.
Usate l sistemi antichi, evocatelo questa notte con la magia nera.
Siamo arrivate.
Profess�, due apparizioni.
Sono apparse due monache.
Mi � caduto sul fuoco la polvere che mi avete dato.
Questo � grave.
Le vedete? Le monache.
-Madonna. -Dove andate?
Che succede? Tenetemi informato.
Madonna quante. Quante!
-� tutto il monastero profess�. -Lasciatemi.
No, non torner� mai.
Monache, monache.
No, la mia anima � c�mbiata.
S�, rinasco, da oggi inizio una seconda vita.
Per le nostre anime innocenti,
che senza di te rimarrebbero abbandonate, ti supplichiamo.
-No. -Per quella donna tu ci lasci.
Tante monache, tante, tante.
L'hanno intrappolato, gli fanno il processo.
-Meglio dannato che questo inferno. -La fondatrice.
-Reverenda madre fondatrice. -Giudicami tu in questo evento.
Ci sta pure il vescovo di Benevento.
Figlio, scappatene via da queste indemoniate,
goditi la vita e l'amore finch� sei giovane.
S�, s�, anima santa.
S�, vado via, dalla mia donna.
Vado via, vado, me ne vado.
Che avimmo fatto profess�, quello parte.
L'hanno assolto, se ne vola via
mi lascia inguanato.
Ecco... me ne vado.
Alt.
Per la vostra bietta condotta la casa del purgatorio croller�,
� finita l'esclamazione dei Santi.
Ma anche per te � finita. Lui parte, sono finiti l danari.
Cadrai sempre pi� in basso.
La capa...
Maria, bisogna che te lo dica.
Questa casa purtroppo �...
Maria, non te l'ho mai detto, ma...
io tengo una forza medianica,
un potere in corso soprannaturale.
Pasquale � finita, io me ne vado.
Maria. Maria sei pronta. Hai altra roba?
Professore. Il taxista sta aspettando a basso al palazzo prendo le valigie?
-No, no, Maria, ma come? -Pasqu�, non facciamo storie.
-Ma tu allora lo vedevi allora. -Maria, vieni.
-Ma come lui... -Gi� le mani.
-Alfredo ma che fai? -So io come sistemarlo.
Ma allora.
Professore? Io vi scendo pure questa.
-Pasquale. -Lui, Maria. Esmeralda. Maria.
Il Duca, il Bermejo,
era lui, era lui che pagava
perch� era il tuo amante. E certo pagava l mobili,
tutto, le tende... tutto quanto pagava...
guardatelo qua lu cretino...
Tu Maria ne hai approfittato. Guardalo. Guardalo bene.
-Guardalo questo cretino... -Che fai?
Che all'et� mia crede ancora ai fantasmi.
Stupido, stupido, stupido.
Cretino, imbecille. T'accido. T'accido.
-Mangiali l denari. -Don Pasqu�.
-Trattenetevi, il cavalier Melfi. -Ma che vuoi te?
Vieni qua, dove credi di...
Ferma, Don Pasquale, ma che � questo scandalo.
Ma non lo vedete c'� tutta la popolazione.
Tutto il quartiere affacciato alle finestre.
Ma allora lo sapevi pure tu. Pure loro lo sapevano.
Don Pasqu�, lo conoscevo.
Anche la signorina lo conosceva.
La signorina. Tutti, tutti lo conoscevano.
-Certo. Nel condominio tutti. -Pure voi?
-Signor Pasquale. -Saionara, la gente di rimpetto.
Tutto il quartiere lo sapeva?
Che Pasquale Loiacono teneva e corna?
-Pure voi profess�. -Amico mio,
io l'avevo sempre sospettato.
Dov'�?
Dov'�? Dov'�? Fuori tutti.
T'accido.
T'accido. Brucia all'inferno.
Se ti trovo t'ammazzo a te e a lei.
Hai da divent� nu fantasma vero.
Un assassino. La giustizia � stata giusta.
Amici telespettatori.
In questo momento ci troviamo
negli scantinati accanto alla cisterna del delitto
che pari che comunichi con la grande cloaca Romana.
Attenzione, ecco che riemerge
uno dei sommozzatori che stanno cercando
il cadavere della povera Maria Gennari.
L'assassino infatti si � costituito dopo aver affogato la moglie
per motivi di dolore nel grande deposito d'acqua sotto il palazzo.
Hai trovato qualcosa questa volta?
Macch�, l� sotto � un labirinto.
Gallerie, cuniculi, e una corrente che ti porta via.
Mi scusi, che notizie ci pu� dare del cadavere.
Chiss� dov'� a quest'ora. Per poco ci rimaneva il mio.
L'ha gettata che era ancora viva dentro le cisterne.
Per cortesia mi fate la stessa faccia di quando avete visto l'assassino?
Mi pare inutile continuare, sospendiamo le ricerche.
Forse � meglio.
� gi� venuto il tempo delle viole.
Ci sono gi� le violette. Maria.
l fiori dell'altro giorno. Sono tutti secchi.
E polvere, polvere dappertutto.
E la lampada.
Non ci sta pi� olio? Ma dove va a finire?
Don Alfr�, quello che pensate non lo dovete pensare.
Olio purissimo di Lucca. Olio vergine. Benedetto.
Prego, professore mio, per quanto riguarda la sporcizia � vero,
anzi � probabile, ma l'olio, profess�.
Eh mi offendete. Ma come rubare l'olio a un morto.
E sarebbe un sacrilegio. Sarebbe un affronto per quell' anima santa.
Un affronto, peggio di quello che vuole fare il tribunale.
Assolvendo per delitto d'onore questo fetente del marito.
Guardate, guardate. Si premia dell' assoluzione, eh.
Delitto d'onore. L'onore dei corna.
Io gli darei la pena di morte a vita.
Ben tornato. Bravo. Ben tornato.
Evviva la giustizia. La giustizia � stata giusta, Don Pasqu�.
Ben tornato, Don Pasqu�.
Chiudete l cancelli, chiudete.
Venite Don Pasqu�, andiamo a casa, venite.
Giusto, tutto u popolo ha vinto coi vostri numeri al lotto,
io pure Don Pasquale.
Via, andate via.
Venite sfuggiamo a questa pubblicit� inopportuna.
-Ancora una. -Un'altra sola, un'altra sola.
Abbiate rispetto di un vedovo.
Ben tornato. Ben tornato, Don Pasquale.
Devo andare in orchestra
e temevo di non fare in tempo per dirvi ben tornato.
Sono il cavalier Melfi. L'unico pensionante rimasto.
-Vi devo sette mesi di pigione. -Con comodo.
Sono contento che siate ritornato.
-La casa � cos� grande. Strana. -Perch� strana?
Strana. Pulita. Come viva.
Ma, strana.
Color manto di monaco.
Esci fuori.
Andiamo, esci fuori.
-Uno? -Uno.
-Tu non dovevi sparire per sempre? -S�.
-Due? -Due.
Non l'avevi giurato solennemente, sepolta viva
da tua zia in Abruzzo, come da accordo?
-Tre? -Pasqu�, io sono una spergiura
-non ce l'ho fatta. -Tre?
Tre. Tre.
No, lo sai che lo bevo amaro.
Allora lo bevo io, a me mi piace dolce.
Grazie.
Tenevo una voglia di caff�.
E tenevo pure voglia di rivederti.
E pure n'atra voglia tenevo.
Da tanto tempo.
Sette mesi qua dentro aspettandoti.
Uscendo solo la notte.
Rubando ogni tanto la roba vicino al Cavalier Melfi.
Povero Melfi.
La roba gli spariva e lui non se ne capacitava.
Ma sai � vecchio.
Comprava la fettina di carne, na fettina di pane, un formaggino.
Io co la fame che me metteva de mattina il processo.
Mamma mia.
Che sbadata ci ho messo lo zucchero.
Fa niente va. Sta volta lo bevo dolce pure io.
Che bella impressione sentirsi di nuovo a casa sua.
E ma tu che fai l� in piedi.
Siediti. Stai li in piedi come se te ne dovessi andar via.
Io no. Tu.
-lo? -S�.
Dopo quello che � stato. Dopo l'ergastolo.
Che ho rischiato per salvare il mio onore.
l giornali, la confusione,
i numeri del lotto che sono usciti, la televisione.
Maria, tu lo sai che qua sotto ce sta lu monumento alla tua memoria.
Eh ma quello � un monumento vuoto.
Appunto. Dopo tutto questo io dico scusate.
Acciu scherzato qua ci sta la morta che cammina.
Maria. Non ti fare illusioni. Tu sei morta.
Pure per te?
Pure.
Pasqu�, tanto t'hanno gi� assolto.
Che vita sarebbe la mia. Ammazzami e facciamola finita.
-Te lo vado a fare? -No. No.
Ho capito. Tu non mi vuoi pi� vedere.
Adesso so quello che devo fare. Sparisco.
Brava.
Sparisco per sempre. Per davvero.
La roba mia, quelle poche cose stanno di sopra,
distruggile, che di me non restino tracce.
E domani finalmente, troveranno il cadavere nella cisterna.
E tutto sar� finito.
Tu non me lo puoi impedire.
Ma prima ti devo dire una cosa, Pasqu�. Posso?
Io ti avevo sempre giudicato un incapace, un povero illuso,
un retrogado, un dissossato. Pure uno pocu fesso.
Sola,
in tutti questi mesi c'acciu pensato sopra.
E sai che cosa ho capito?
Che io avevo ragione, Pasqu�.
Ma pure n'ata cosa ho capito, anzi ho scoperto.
Che proprio per questo mi ero innamorato dite.
Perch� sei un sognatore, sempre con la capa dentro le nuvole.
Uno che nemmeno a fabbricarselo apposta ci si riuscirebbe.
Uno che per amor mio alla sua et� crede ancora ai fantasmi.
Come una creatura. Come nu fesso.
S�, ma lu fessu onesto.
Pulito, nu santu. Nu poeta.
Per questo ti voglio bene, Pasqu�.
Questo ti volevo dire.
E te l'ho detto.
E adesso.
E adesso.
E adesso?
Adesso dove vai, che fai?
Ah, s�.
Ti vai a gettare nella cisterna.
Adesso, di giorno, con il cortile pieno di gente.
Allora aspetto la notte.
-Che fai? -Aspetto la notte.
Ah, cos� aspetti?
L� accanto alla porte che se uno entra ti vede?
E dove allora?
Beh, qui, di l�, chess�.
S�. Ma di l� c'� ci sta la camera da letto.
-Pasquale. -Le donne
non sol�mente vogliono essere ammazzate,
vogliono pure, vogliono pure avere ragione,
essere perdonate, ammazzate,
ammazzate, perdonate.
Sei contenta adesso?
Simulazione di reato,
auto accusa con calunnia contro me medesimo,
occultazione di cadavere vivo,
quattro o cinque anni di galera non me li leva nessuno.
Non ci pensare Pasqu�, non ci pens�.
Fossimo milionari, sarebbe facile pagarsi lu passaportu,
Brasile, Argentina, chi ci conosce.
Pazienza, rester�,
mi sistemer� di sopra dentro la stanza u letto.
L'ho fatto una volta per sette mesi.
Lo posso fare per tutta la vita.
-Non ci pens�, Maria, non ce pens�. -Pasqu�.
-Maria. Maria. -Non ce pens� Pasqu�, non ce pens�.
No, volevo dire tengo fame, Maria.
Lo credo.
� giorno.
Sai di chi �? Di Saionara.
Gliel'ho fatto sparire prima che se ne andasse.
Senti. Il Cavalier Melfi tiene due uova, te le faccio?
Io te le faccio.
Vado a comprare l'olio, eh?
-Che vai a comprare? -Vado a comprare l'olio.
Oddio. Maria.
Anima Santa.
Maria. Dio mio, ti ho uccisa io.
Per colpa mia. � solo colpa mia se tu sei morta.
E tu m'appari in spirito, mi appari bella,
santa, luminosa, vestita
vestita come le anime beate.
A me che ti ho perseguitata, che ti ho insidiata con ogni mezzo,
in ogni maniera. Nella tua stessa casa.
Ma adesso voglio pagare, voglio espiare,
pagare,
s�, voglio pagare...
-Eh, magari. -Pregher�.
-Non basta. -Far� penitenze,
-mi metter� il cilicio. -Non basta.
E allora? Io voglio pagare.
Eh s�, pagare.
Perch� io per ritrovare la mia pace,
devo compiere un lungo viaggio.
Volare. Sotto un altro cielo.
Beneficenza?
-A chi lo devo dare? -A Maria.
A Maria addolorata?
No. A Maria riconsolata. Lasciali qua.
S�.
Ecco. E adesso sar� perdonato?
E chi lo sa? Chi lo sa?
Piet�, piet�.
E adesso chiudi bene gli occhi
e lentamente recita tre glorie, anzi quattro, faccia a terra.
Faccia a terra.
Maria.
Anima santa. Dammi l numeri.
Sei quarantasette e cinquanta.
-Su quale ruota? -Bari.
Pasquale, svegliati.
Pasquale. Guarda. Guarda. Guarda.
Prego, venite avanti, vieni.
Ben arrivati in Scozia.
-Voi siete italiani, vero? -No, no, di Napoli.
Potete parlare italiano. Io ho conquistato l'ltalia.
Con mia amata.
Vi offrite come cuoco e cameriera.
-Beh! Cameriere non... -Cuoca e cameriere.
-Referenziati. -Bene.
Qui vita normale, servizio normale.
Orario normale.
Insomma, in castello tutto perfettamente normale.
Ecco Johnny arrivato. � mio antico antenato.
Quello � suo ritratto. Con testa naturalmente.
Eh gi�, sono quattro e venti. Ora esatta che sua testa fu tagliata.
Molto comodo per controllo orologio.
Maria, quello ti guarda con troppo interesse.
Non ricominceremo pure con questo, eh?
Eh, no, eh?
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