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Original subtitles

Prova... Prova... Si sente?

Abbiamo qualche piccolo problema tecnico.

Parliamo un po' con i registi del documentario.

- Evviva! - Non siate timidi.

- Buonasera... - Buonasera.

La cosa importante è che abbiate capito il messaggio del documentario,

il dramma del profugo, l'abbandono della propria terra...

La parte migliore stava per arrivare.

Se volete, possiamo raccontarvela.

Questo lavoro è stato fatto 5 anni fa ma è ancora molto attuale.

- Com'è nato questo progetto? - Ho conosciuto Fabrizio all'università.

- Enrico era il nostro professore. - Assistente. - Sì.

Racconta tu.

Va bene. Allora...

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

- Beh... - Stiamo valutando...

- Delle proposte... - Nuove storie...

- Siamo in stand-by. - Sì, ma nel frattempo...

Sta ripartendo, continuiamo dopo.

Porco Giuda! Dovevamo partire prima.

Non mi date mai retta.

Stavolta ricordati il bouquet, l'altra volta ci è sfuggito.

L'ha lanciato mentre stavo mangiando.

Ai matrimoni, bisogna filmare solo tre cose:

gli anelli, il bacio e il bouquet. - Sì. - Ma non è un problema...

- La prossima volta che sbagli tu, sono fatti tuoi! - Che paura!

- Ciao, Fulvio, abbiamo appena parcheggiato. - Non è vero!

- Stiamo arrivando. - No, stiamo ancora in macchina. - Ti vedo.

Ah, sei dentro!

Stavamo parcheggiando e... Ha riattaccato.

- Grazie, ciao, ci vediamo dopo. - Ciao, ragazzi.

- Ehi! Mi raccomando... - Sì, gli anelli, il bacio...

No, attento alla macchina, altrimenti mio suocero rompe.

Per questo 25 aprile, vogliamo dare un messaggio nuovo, più moderno.

Sì... Abbiamo parlato fra di noi...

Ed è venuto fuori...

che stiamo dando un'idea un pò vecchia del sindacato.

- No. - Perché abbiamo chiamato voi?

Perché adesso ci sono nuovi modi di comunicare.

- È arrivato il caffè. Scusate l'attesa. - Per la moka si aspetta.

- Passami il caffè. - Allora io... anzi, noi...

Abbiamo parlato con l'associazione dei partigiani.

I ragazzi ci stanno. È chiaro?

- Avete indicazioni particolari da darci per il video? - Indicazioni?

- No. - Beh...

- Noi vogliamo una cosa forte. - Forte!

Questa volta il sindacato deve osare.

- Va bene, allora osiamo. - Osiamo. - Osiamo.

(grida e risate)

Italia Uno!

- Regista... - Io sto lavorando.

Ma no! Vieni con me.

Pippo è rimasto chiuso in bagno e non ha la carta igienica.

Vieni a filmarlo. Ciro!

- Stefano! - Laura!

- Ciao. - Che fai qui? - Sono un'amica della sposa.

Collega.

- Tu? - Sto lavorando.

È così che pago l'affitto.

Grande!

- Regista! Vieni qua... - Ci vediamo dopo.

- Sì. - Vieni a vedere.

Fammi un primo piano.

Benvenuti!

Mettetevi a ferro di cavallo.

Facciamo un applauso.

Abbiamo colei

che ha preso il bouquet.

Un applauso alla ragazza che ha preso il bouquet.

- Cosa si prova a prendere il bouquet?

- È un'emozione fortissima! - Sì!

Sai che fra pochi mesi ti sposerai?

- Manca la materia prima. - No! Guarda che bel giovanotto!

Facciamo un applauso alla materia prima.

Da qui è tutto... (tossisce)

- È arrivato. - Scusate. - Andiamo.

- Piacere, Marcello Biotti. - Piacere. - Piacere.

- Conosco tua moglie Maria Teresa da quando era alta così. - Maria Elena.

Ho visto il prospetto che hai mandato. Volete aprire una società?

Sì, abbiamo un'associazione culturale che si chiama "Altre produzioni".

Vorremmo trovare nuovi sbocchi e allargarci.

Cercare di diventare più grandi.

Rimanendo sempre nell'ambito del sociale.

Certo, bravi.

Vedo che voi pensate di poter

fatturare 80 mila euro l'anno prossimo. Giusto?

Sì, se tutto va bene...

Siete nella merda.

Scherzo!

No, siete davvero nella merda.

C'erano una volta tre porcellini...

che hanno guadagnato 80...

- Cosa mangiano i porcellini? - Non lo so.

- Di solito usa la storia di Pierino. - Allora parliamo di mele.

Se voi, tre porcellini, aprite una società che guadagna 80 mele,

3 mele vanno al notaio, 7 mele vanno a lui che vi gestisce i conti,

4 mele vanno via per le spese, lo Stato prende metà di quanto resta.

Vi rimane un totale di 25 mele, che diviso tre fa...

che vi tenete l'associazione culturale. Giusto?

- Giusto. - Qui ci salutiamo. Agnese vi accompagnerà alla porta.

Abbiamo tutti perso un'ora.

- Mi dispiace... - Ma dove andate? Sedetevi.

Qual è il compito di un buon commercialista?

Beh...

Tutelare il cliente, rispettare le normative e fargli pagare il giusto.

Bravo, far pagare meno tasse possibile.

- Come si fa? - La soluzione è qui vicino.

- In che senso? - Le vostre idee bellissime che vi vengono a Milano

non possono venirvi a Lugano?

Cioè?

Mi basta pensare alla Svizzera per sentirmi creativo e rilassato. Voi no?

Uno... due... tre!

Bene, bene... Grazie, grazie...

Ora una foto di famiglia, venite. Alessia, con i nonni.

Prendi tutti, Fabrizio.

Anche le insegne.

Se non vuoi spendere milioni...

...Vieni da Boldoni!

Bene, bene, bene...

Facciamo una foto con Fabrizio.

- Mauro, scatta la foto. - Non sono capace.

- Usa il cellulare. - Va bene.

Così ci sei anche tu.

ECCO...

Fermi!

Perfetto!

- E ora... al buffet! - Il buffet!

Papà ha detto che ci intesta la macchina

e ci lascia il Telepass.

La intesta a te! Così controllerà dove andiamo.

A me sembra una gentilezza. E poi, se è mia, è nostra.

È quello che volevamo, no? Lo hai sempre detto.

No, io ho detto soltanto che, poiché tu lavori con tuo padre

e usate la macchina per lavoro, era meglio intestarla a te.

- Non ho detto altro. - Non è vero.

E poi la usi più tu di me.

Se devi rinfacciarmelo, ne farò a meno.

Non reagire così, mio padre cerca di andare d'accordo con te.

Hai ragione, è colpa mia, lo stronzo sono io.

Va bene, mio padre ha un carattere di merda,

ma rispetto a prima... - Adesso è ancora peggio!

E che cosa dovrei fare?

- Sei Luca? - Sì.

- Ciao, sono Stefano. - Piacere. - Scusa il ritardo.

Non importa, ma sono qui da un pò e devo cacare.

Ah!

- Doveva aprirti l'altro coinquilino ma... - Sì.

C'è stato un disguido... Entriamo.

(voci dalla Tv ad alto volume)

(voce non udibile)

- CR7 è al centrocampo... - Ehi! - Spostati!

Mi hai fatto prendere un rigore! Che cazzo fai?

Coreano di merda!

- Perché non hai aperto a Luca? - Questi coreani sono fortissimi.

Non hanno niente da fare e ci umiliano. Cazzo!

- Perché non hai aperto a Luca? - Chi è Luca?

Il nuovo inquilino. Ha aspettato due ore.

Cazzo! Me lo ero anche segnato...

(rumore dello sciacquone)

Ora ci penso io, non preoccuparti.

- Luca! Scusami, sono mortificato. - Piacere.

- Ero preso dal gioco... - Ho aspettato due ore. - Hai ragione.

Ti faccio vedere la stanza.

Il nonno con il nipote e lo studente con la famiglia,

camminano tutti nella stessa direzione.

Poi arrivano altre persone

e si formano le immagini del "Quarto Stato".

In movimento.

- Cioè... - In video. - Esatto!

- Ci sono anche coppie non convenzionali. - Gay. - Gay!

Gay e lesbiche con in braccio figli di ogni razza e colore.

Poi la scritta:

"25 Aprile, la tradizione che abbraccia il futuro."

Poi dissolvenza... nero... brividi!

Bello! Bello!

Ci piacciono le cose che mescolano il passato e il futuro.

Sì, sì...

Però...

L'immagine dei figli in braccio alle coppie gay è un pò forte, no?

È giusto... ma è forte.

Però noi dobbiamo osare, abbiamo detto così.

- Esatto. - Sì, sì...

Però noi dell'associazione dei partigiani

dobbiamo rendere conto anche a persone con più di 80 anni,

che hanno una visione della famiglia un pò diversa,

più tradizionale, lontana da questa rappresentazione...

- Giustissima...

- È vero. - Scusate...

Propongo una cosa, anche se non sono un esperto.

I creativi siete voi.

- Se togliessimo i figli ai gay? - Sì.

Verrebbe a mancare la forza dell'idea, sarebbe un normale Quarto Stato.

È comunque una bella idea,

ma non limitiamoci.

Se nella coppia di operai uno fosse un pò femminile?

- Sembrerebbe ancora più gay. - No! - Come no? - Non è una brutta idea.

I partigiani sono anziani, non stanno attenti.

- È vero. - Per loro, un uomo con i capelli lunghi

è una donna.

Soprattutto se ha un figlio in braccio e non ha la barba.

- Certo! - Così è tutto più raffinato.

È come l'arte post-moderna, ognuno ci vede quello che vuole.

Per esempio, in "Guernica" di Picasso si dovrebbe vedere la guerra.

- Sì. - Io ci vedo un cavallo.

120...

120...

- Che fai? - Vedo se c'entra la culla, Modou mi ha mandato le misure.

Prepari qualcosa da mangiare? Ho molta fame.

Sì, ma è meraviglioso, c'è posto. Guarda.

È 60 per 120.

Quindi ci passo io e ci passi anche tu insieme a me,

nonostante tu sia una balena.

Possiamo aprire la finestra, chiuderla, fare un balletto...

Non capisco perché Renato dorme in camera tua.

- Ha affittato la sua stanza a un giapponese e ora viene da me. - Bene!

Questa casa è libera, tuo nipote è da suo papà.

- Forse anche io dormirò fuori. - Ah!

- Dormi fuori... - Che gesti fai, cretino?

Lo vedo da un mese.

Un conto è scoparci, un'altra cosa è dormirci insieme.

- Lo so! - Ti prendo le lenzuola.

Non preoccuparti, dormirò in camera di Michele.

Non toccargli i giochi perché se ne accorgerebbe subito.

- Ciao. - Ciao. Come si chiama?

- Ciao. - Dai! Lo conosco? - No.

- Ciao. - Ciao.

Ho parlato con Biotti.

Gli avete fatto una bella impressione.

Ha detto che siete volenterosi, appassionati e onesti.

Mi fa piacere.

Io non voglio intromettermi,

ma secondo lui, le prospettive economiche sono disastrose.

Mi ha mandato da quel commercialista per farmi un pò di conti in tasca.

Ma dove andate con 850 euro al mese?

A quel rumeno do 1.200 euro, più le ferie, la tredicesima...

Quanto guadagno sono affari miei, lei non si preoccupi.

Invece mi preoccupo. Sono affari miei!

Il marito di mia figlia guadagna meno di un rumeno.

Allora poteva sposare lui!

Tra rumeni e pugliesi... siamo lì.

Con questi discorsi mi fa venire i brividi, complimenti!

Ecco cosa non sopporto di te: questa tua aria di supponenza,

la tua mentalità da artista che disprezza tutti quelli che lavorano.

Secondo te, quelli non valgono niente, tu sei molto meglio.

(squilli di cellulare)

No, per carità! Ora ci manca solo Chiamenti!

No, dai...

Non dovevamo fare questo lavoro.

Guarda... È una pagliacciata!

- L'idea di partenza era bella. - Le idee lo sono sempre.

Poi ti dicono: "Cambia qui, taglia là, metti giù..."

- Dovremmo dirgli di no? - Certo!

Abbiamo perso il coraggio di dire di no.

La prossima volta che Fabrizio ci dice di fare qualcosa,

noi ci opporremo.

Se non lo capisce da solo, dobbiamo farglielo capire noi.

- Ciao, Fabrizio. - Ciao. - Tutta questa gente...

Ragazzi, Chiamenti mi ha mandato un messaggio vocale.

Vuole vederci allo Zerodue.

- Non ho voglia di andarci. - Sì, è pieno di stronzi.

Non voglio andarci da solo.

È costoso, l'altra volta ho speso 20 euro per una birra e un "bruscotto".

Allora andiamo lì e non ordiniamo i bruscotti.

Ho ordinato quattro bruscotti, così assaggiamo un pò di tutto.

- Uno è con il topinambur. - Ecco!

- Non mi sembrate contenti. - No, dai...

- Dicci. - Come sapete, collaboro con "Africando". Grazie.

- Non lo sappiamo. - Ora lo sapete. Africando è una Onlus,

leader nell'accoglienza degli immigrati.

Vogliono fare dei video promozionali.

Hanno avuto alcune idee interessanti e altre no.

Dopo 80 riunioni, si torna all'idea iniziale, la mia!

Puntiamo alla qualità, facciamo qualcosa di "emotional".

Basta con i soliti video da due minuti,

facciamo un lavoro che lasci il segno.

Ho fatto vedere al mio capo il vostro documentario. Bomba!

Era veramente colpito, soprattutto per la parte del negretto che...

- Che si specchia nell'acqua. - Bravo! Lì si è commosso.

E anche io. Bravi!

E quindi?

L'ho convinto a prendere voi per questo lavoro.

Niente? Tutto spento?

In una parola...

Africa.

Vogliono il lavoro di qualcuno che si immedesimi

in queste persone che lasciano alle spalle una situazione drammatica,

e vengono qua a cercare un futuro migliore per sé e per i propri figli.

- Scusa... - Ti richiamo, ora non posso.

- L'idea è bellissima... - L'ho avuta io. - Sì, però...

Per realizzarla occorrono soldi.

Mi ascoltate o pensate soltanto a mangiare bruscotti?

Ho parlato di Africando.

Hanno i soldi: fondi europei, fondi statali, donazioni...

Non preoccupatevi, ho fatto un preventivo.

Dovremmo farcela con 150 K.

Quanto?

150 K. Ditemi voi se volete qualcosa in più o in meno.

Per il momento, l'importante è far partire il progetto.

- Che ve ne pare? - Beh...

Secondo me... si può fare... Con 150 K...

Sapete come vanno queste cose,

se il lavoro gli piace e l'anno prossimo lo rivogliono,

c'è un ricarico.

Se lo vogliono anche l'anno successivo, c'è un ulteriore ricarico.

Ora ci pensate e poi mi chiamate.

Fate presto perché non possiamo stare ad aspettare.

Ora devo andare, mi scade il car sharing.

- Pensate voi al conto? - Sì. - Ci sentiamo presto. - Ciao.

Luca, sto parcheggiando sotto casa tua.

- Africa! - Ciao.

(risate)

Ragazzi, propongo un brindisi a Chiamenti

che stavolta ci ha trovato un buon lavoro.

Bravo Chiamenti!

Mai avrei pensato di fare un brindisi a Chiamenti.

Se sono 150 K...

- Possiamo dire 150.000 euro, per piacere? - No!

Mi piace K! Oramai si dice così.

Kappa! Kappa! Kappa!

Finalmente torneremo a fare il nostro mestiere.

- Un lavoro bello e pagato bene. - Ragazzi... Sono 50 K a testa.

Hai fatto con la calcolatrice 150 diviso 3?

- 50 K! - Sei ubriaco.

Africando è una cosa seria.

Se facciamo un buon lavoro, magari lo mandano anche ai festival.

- Come ha detto Chiamenti? - "Emotional". - No.

Ha detto che l'anno prossimo c'è un ricarico.

E l'anno dopo, un altro ricarico!

Che cazzate!

- Chiamo Fulvio e lo mando a fanculo. - Quello del sindacato?

Perché?

- Non ci credo. - Gli dico...

"Fulvio, per il 25 aprile, vi facciamo un video

con tutti trans!"

- Tutti trans con in braccio... - Figli trans!

Saranno trans anche gli uccelli e i cani.

Stiamo scherzando... Siamo compagni!

Non ce l'abbiamo con i trans. Ci lavoriamo, ho amici trans...

- Dove vai?

- È mezzanotte.

- No! - No! - Non fare il nonno, dai!

- Ma no! - Non abbiamo ancora brindato ai negretti africani.

(voci non udibili)

Secondo te, è meglio questo o questo?

- Che devi farci? - Che te ne frega? Tanto li ho presi tutti e due!

- E allora? - Adesso andiamo.

Però guida tu perché io non...

- Sei sicuro? - Sì, io faccio il navigatore.

- Va bene. - Ehi!

In macchina non si fuma.

- L'ho appena accesa. - Va bene, chi se ne frega!

Ahia!

Ah! Che cosa volevi fare?

Ti volevo fare una sorpresa.

- Non posso mangiare l'uovo crudo. - Non è crudo, è alla coque.

- Che dentro è... - Crudo.

Sono un disastro, perdonami.

- Posso prendere la macchina per andare a lavorare? - Certo.

Faccio volentieri due passi anche se piove.

Poi starò tutto il giorno all'università.

Sarò lì fra un attimo.

Per qualunque cosa, chiamatemi.

Sì...

A dopo. Ciao.

Ciao.

Scusa, ieri sera ho fatto tardi.

- È successo un casino. - Cos'è successo?

Mi ha telefonato Lucrezia, degli stronzi hanno disegnato...

un pisello enorme sulla vetrina di papà. - Un pisello?

Enorme?

(fidano)

Dovevi fare la rima, così non vuol dire niente.

- Che fanno cacare. - No, ci voleva un pò di estro.

- "Mobili Boldoni, mobili..." - Ho trovato! Vado.

Mi dispiace. Il rapporto con tuo padre non è buono, ma...

Un cazzo enorme?

C'è un errore di grammatica.

Si dice "da coglioni", non "di coglioni".

- Gli sbirri! - Dove?

Vai! Vai!

- Lucrezia pensa che sia stato un operaio. - Esatto.

Uno a cui non abbiamo rinnovato il contratto.

- Quanto costa? - 5 euro.

- Dammi questo. 5 euro? - Sì.

- Scusa un attimo... - No, signore! Dammi 4 euro.

Soltanto 4 euro.

Vedi? Quello costa quasi 30 euro. Dai, prendi questo.

Quello costa quasi 30 euro, il mio solo 4.

Per favore...

- Buongiorno, professore. - Ciao.

- Buongiorno. - Lui è amico di una compagna.

- Molto piacere, io sono Fazal. - Piacere, io sono Enrico.

- Dove lo portiamo? - Abita vicino casa nostra.

Gli diamo un passaggio perché c'è sciopero.

- Ti sei bagnato? - No, ho comprato un ombrello.

E che ombrello!

Hai capito, l'imprenditore...

- Macché! - Tuo padre sarebbe finalmente fiero di te.

Che c'entra mio padre?

Era un'occasione al 50%, l'ho pagato pochissimo.

Meglio che spendere 5 euro dai ci...

I cinesi vendono ombrelli che non durano niente.

- Scusa, ma quelli non durano niente.

- È giusto togliersi qualche sfizio,

ora che si guadagna qualche soldo in più.

Ora non esageriamo...

Se vuoi portarmi a cena fuori, io ci sto.

- Ma... - Te lo dico io.

Ma che dici? Per piacere...

Che tipo! Com'è la vostra maestra?

- Molto bella. - Fazal, stai calmo!

Hai capito, questo?

Non guardare, guarda fuori dalla finestra.

Propongo un applauso al mio grande amico Stefano

che ha portato da bere per tutti!

(in coro) Stefano! Stefano! Stefano!

Ehi! Guarda quella!

Ora ti faccio vedere come si fa con quelle di Sociologia.

Sì, ma stai attento che ti arrestano!

- Mi ha fatto male. - Che cosa?

Mi ha dato gli schiaffi.

Ti ha fatto male il rum. Siediti, è meglio.

- Si sta bene. - Sì, è una bella festa.

- Sei un amico di Luca? - Lui è amico mio! - Sì, più o meno.

- In che senso? - Togliti... Io ho finito.

- Anche io ho finito questa sessione. - Brava!

E domani parto per l'Erasmus.

- Brava! E dove vai? - A Salamanca.

- Ci sono andato anche io. - Davvero? - Sì, è bellissima.

- Dicono che è una figata. - Con gli spagnoli ti troverai bene. - Lo spero!

Quando sei tornato?

Beh...

Nel 2005.

Va beh...

Ciao.

Ciao.

- Ha vomitato. - Ha vomitato!

Lavoratori, partigiani, 25 aprile,

la tradizione che abbraccia il futuro.

Questa era buonissima.

Per sicurezza, ti chiedo di farne una un pò più calda, un pò più sentita.

- Ma questa era ottima. - Va bene.

Lavoratori, partigiani, 25 aprile,

la tradizione che abbraccia il futuro.

Facciamone una un pò meno...

Però poco, perché questa era bellissima.

Va bene.

- Lavoratori, partigiani... (rumore indistinto)

Stiamo registrando!

- Non sapete un cazzo? - Che cosa?

Possiamo parlarne quando avremo finito di registrare con Federica?

- Buongiorno, Enrico. - Ciao, Federica. Scendete, ragazzi?

Sì.

Dovreste leggere i giornali, ogni tanto raccontano belle storie.

Leggi

"Indagato Mario Bezzi, fondatore della nota Onlus Africando."

Leggi in fondo.

"Da tempo occultavano fondi destinati ai migranti."

Non lavoreremo con loro, non voglio fare documentari con soldi sporchi.

- Chiama Chiamenti e digli che salta tutto. - No.

Parliamone da soli.

Avete capito cosa sta succedendo?

Bezzi ha organizzato un sistema.

Prendono i soldi pubblici, dai fondi europei e ministeriali,

e se li mettono in tasca.

Gli servivano solo tre stronzi che andassero in Africa

a fare un bel filmetto pulito

per promuovere la loro immagine e prendere ancora più soldi.

- Io non farò questo lavoro! - Enrico, calmati.

- È un articolo de "Il Fatto Quotidiano". - E allora?

Le accuse vanno provate.

- Inoltre, se è stato Bezzi,

che c'entra l'Onlus? - È vero.

Bezzi è il capo!

Se ne parlano tutti i giornali, vuol dire che un pò è colpevole, no?

- Che cazzo ne so? - Non sai mai niente! - Sentiamo Chiamenti?

Esatto.

Voglio proprio sentire che cosa dice. Chiamalo.

- Metto in vivavoce. - Bravo. - Sì.

(segnale di libero) - Non risponde, è in prigione.

Smettila, dai! I giornali non possono fare i processi.

- Sei diventato garantista? Con Berlusconi non lo eri. - Smettila!

- Vuoi che vadano tutti in galera? - Per te, sono tutti innocenti? Dai!

(dal vivavoce) Ragazzi, stavo per chiamarvi.

- Avete letto i giornali? - Sì.

- Ciao. - Ciao, Fabrizio.

Ci dici di questa storia?

Tranquilli, sono accuse infondate.

Il lavoro è confermato.

Hanno già stanziato i soldi, quindi è meglio velocizzare.

Dopo il ponte, facciamo il contratto.

Va bene, però, vista la situazione precaria...

Volete un anticipo?

Basta chiedere!

Vi darò un anticipo.

Ci vediamo martedì per il contratto.

- Va bene, ciao. - Ciao.

Ragazzi, l'anticipo è sintomo di serietà.

Intanto ci darà un anticipo.

Non sentite la puzza del riciclaggio di denaro sporco?

Quando mai un nostro cliente ci ha dato un anticipo?

Di solito, ci pagano dopo 4 mesi!

Sai quante cose fai tu con i soldi sporchi senza saperlo?

È meglio fare cose pulite con soldi sporchi

o cose sporche con soldi puliti? - Ma vaffanculo!

Sono l'unico che si è rotto il cazzo di fare filmini ai matrimoni

e altri lavori di merda per quattro soldi?

- Questo lavoro è molto bello e tu sei molto brava. - Prendo un caffè.

- Sì. - Scusa, ti chiamo più tardi. - Ciao. - Ciao.

Per una volta che ci offrono

un lavoro che ci fa crescere artisticamente ed economicamente,

noi rifiutiamo perché i soldi ci fanno schifo?

- Ma che cazzo hai nel cervello? - Ragazzi, calmiamoci. Forse martedì

sarà tutto risolto. - In Italia i processi durano almeno 8 anni!

- Che cazzo dici? - Ho capito!

Sei il solito moralista del cazzo!

Allora vaffanculo perché qui c'è gente che vuole lavorare. Vai!

Fabrizio...

A stare dove stai, somigli sempre di più a tuo suocero.

Sei veramente un coglione.

Vuoi offendermi? Sei patetico!

Ti rendi conto che aspetti un figlio?

E ti permetti il lusso di mandare a puttane un lavoro del genere?

Ah, dimenticavo che il professore prende 200 euro lordi al mese!

Proprio perché aspetto un figlio non voglio lavorare con questa gente!

Voglio insegnargli dei valori, dei princìpi, una morale...

Perché ne parlo con te? Sei sempre stato un paraculo.

- Paraculo? - Sì, hai sempre scelto la strada più comoda.

- Ragazzi, basta, parliamo di lavoro. - No!

- Continua. - Francesca. - Che c'entra?

- Che cazzo c'entra? - Ci hai fatto due coglioni così!

"Francesca è la donna indipendente, consapevole, impegnata,

è la donna della mia vita, l'amore puro, il sentimento vero..."

E poi hai sposato la figlia del mobiliere con la casa di proprietà!

Ma dai!

- Basta, ragazzi, che c'entra questo? - Stefano...

Anzi, andate a fanculo tutti e due!

- Bravo, vai. - Non abbiamo concluso niente.

Vieni qua e decidiamo.

Ci vediamo martedì da Chiamenti e decidiamo a maggioranza.

Va bene? Ciao.

Non poteva prendere il tram?

È di strada, che ci costa? Qual è il problema?

- Non possiamo fare una conversazione in auto senza il cingalese. - Beh...

Abbiamo litigato di brutto.

- Perché? - Per Africando, te lo avevo detto.

Fabrizio lo vuole fare lo stesso.

Non avevamo mai litigato così... Mai!

Perché non dice chiaramente la verità?

Pensa sempre solo ai cazzi suoi.

Lui con la testa è già là.

Tu vuoi costringermi a venire là con te?

Io non ci vengo. Sono un uomo di princìpi.

Col cazzo che vengo là!

(Fazal ride)

- Lui vende le rose e ride di me? - Ehi!

Scusa.

È stata una brutta giornata.

Perché non ho fatto installare subito le telecamere?

Caro, non farti rovinare il compleanno.

Stai tranquilla, non mi farò rovinare il compleanno da quei mentecatti.

Dev'essere stato qualcuno della concorrenza.

No! Sono stati gli immigrati.

- Ne sono sicuro. - Scusa, Aldo, ma non credo che siano in grado

di scrivere frasi così articolate. Sarà stato qualcuno che conosci.

Sono stati gli immigrati perché la scritta dice: "Mobili Boldoni..."

"...Mobili di coglioni".

È una frase sgrammaticata.

Scusate, ma è solo una scritta,

si può cancellare, non occorre cambiare la vetrina.

Non mi interessa della vetrina! Potrei cambiarne anche otto.

- Otto... - Si cambia in un attimo.

Tra qualche giorno arriveranno le immagini. Mauro ha avuto l'idea

di chiedere il video di sorveglianza alla banca di fronte.

- Che bella idea! - Era logico. - Speriamo non ci voglia troppo.

Ci sarà anche la festa del 25 aprile.

Non vedo l'ora di vedere in faccia quel delinquente!

Cos'è il 25 aprile?

È la festa dei fannulloni.

La festa di zio Fabrizio?

Amore, non si dicono queste cose.

Tu dici sempre che zio Fabrizio è un fannullone.

- Lo dico per scherzo. - Per ridere!

- Fa ridere un sacco. - Sì, è per scherzare.

Le spiegavamo che mestiere fai.

Ho detto che io faccio l'ingegnere, che sua mamma fa la contabile

e che tu... - Non faccio un cazzo!

No, fai l'artista.

L'artista fannullone. Lo abbiamo detto per scherzare.

Alessia, a parte quello che dicono tua madre, tuo padre e tuo nonno,

il 25 aprile è una festa molto importante...

Sally! Cambi le posate.

- Scusi, signore. - Sì, ma cambi le posate.

- Va bene così, grazie. - No! In casa mia, si mangia con le posate pulite.

Va bene, scusami.

- Fabrizio... - Continui a seguirlo?

Fabrizio... Non puoi andare via così.

- Non fare così... Aspettami, vengo anch'io. - Lasciami stare.

(voci e musica dalla TV)

Tutti gli italiani si stanno facendo una sola domanda:

Quale sarà la scelta di Enrico?

Le accuse contro la Onlus Africando sono gravi

e una persona coerente come lui non le può accettare.

- È vero, Peter? - Secondo me invece dovrebbe accettare.

Come possiamo fare i puri, al giorno d'oggi?

- Ma... - Inoltre Enrico aspetta un figlio.

Ha un figlio, un lavoro precario e una casa troppo piccola.

Forse per i primi anni andrà bene, però...

Posso rivolgermi direttamente ad Enrico?

Non è molto ortodosso, ma... prego.

Enrico, accetta questo lavoro e non rompere i coglioni!

Ti daranno 50.000 euro!

Ma quando ti ricapiterà? E poi, anche se sono soldi sporchi,

non ti scoprirà nessuno. - Ma...

La Gabanelli, io e Marco Travaglio stavolta ci faremo i cazzi nostri.

- E anche Lilli non parlerà, vero? - Bocche cucite!

- Hai visto, Enrico? - E l'etica?

Ma quale etica? Siamo in Italia!

Torniamo al tema della puntata, la nuova legge su...

- Ciao. - Ciao. - Una birra. - 3 euro.

(voci non udibili)

Porca...

Stia fermo.

Non è possibile...

Ho 40 anni e devo ancora stare attento

a non spendere un euro in più... Ahi!

Fra poco le facciamo la TAC e la mandiamo a casa.

Come vado a casa senza bicicletta?

Devo spendere 100 euro per questo imprevisto.

- Ma come si prevede un imprevisto? Lei lo sa? - No.

Abbiamo finito. Fra poco, verrà l'infermiera a chiamarla. Arrivederci.

Arrivederci. Tante care cose a lei...

Ha presente chi avvolge le valigie negli aeroporti?

Ha presente?

Gli uomini che avvolgono le valigie con il nastro verde fosforescente...

- Sta parlando con me? - Ho sempre pensato:

"Perché avvolgere le valigie? Cosa possono rubarmi? Io non ho niente."

Poi, una volta, in aeroporto vedo quell'uomo,

mi fermo davanti a lui e penso:

"Dai... per sicurezza..."

E decido di farla avvolgere.

Uno... due... tre...

quattro... cinque strati, almeno.

Per ogni strato in più, io mi sentivo più al sicuro.

Perché mi sta raccontando questa storia?

Protesti tutta la vita contro il sistema...

ma un giorno scopri che il sistema sei tu.

Non te ne accorgi mentre succede, ma quando è già successo.

E pensi: "Io ho combattuto tutta la vita per cambiare il mondo

e adesso mi ritrovo con la valigia avvolta nel cellophane."

Aspetti...

Aspetti! Cosa vuole dire? Non devo accettare, vero?

- Cosa devo fare? - Viaggi leggero. - Cosa vuol dire?

Viaggi leggero!

Mamma!

Sono io.

Mamma!

Fabrizio! Sei venuto senza avvisare.

- Entra. Sei venuto in macchina? - Sì.

- Hai viaggiato tutta la notte? - Sì. - Perché non mi hai avvisato?

- Così... - Vuoi la torta e il caffè? - No, soltanto acqua.

- Hai problemi con Maria Elena? - No. - Avete litigato? - No.

- Vuoi la torta? - No. - Allora avete litigato e io ti do la torta!

(battito cardiaco)

(voci indistinte)

- Ehi! - Sì? Che c'è?

Cioè... Il cesareo, no...

- Che c'è? - Niente... Perché?

Niente.

(squilli di cellulare)

Mamma!

Mamma!

(voce di Chiamenti dal cellulare) Grande Fabrizio!

Chiamo per confermare l'appuntamento di martedì e per tranquillizzarvi,

l'avvocato ha detto che si risolverà tutto in pochi giorni.

Però è importante cominciare presto, subito dopo la firma del contratto.

Un abbraccio e buon 25 aprile.

Ciao.

- Ciao. - Un caffè, per piacere. - Subito.

- Scusa, ma Angelo? - Sono io.

Angelo! Mi cambi 20 euro?

- Michele! - Fabrizio!

Da quanto tempo non ti vedo! Che fai qui?

- Sono venuto a trovare mamma. - Non me lo hai detto.

- Ho deciso all'ultimo momento. - Sei ben vestito, hai fatto i soldi!

- Fabrizio! - No... - Vieni con me.

Ho da fare, qui ci sono gli sciacalli.

Grazie, Angelo.

- Vieni con me. - Il caffè... - Te l'offro io.

Te ne offro 10!

Ehi, io vi controllo! Qui dentro ho messo 100 euro.

Non vi azzardate a toccare questa macchina o vi mangio!

- Ci hai messo 100 euro? - Sei pazzo? Soltanto 60. - Ah!

Come stanno gli altri?

Evviva, due piramidi! Resta qui, mi porti fortuna.

- Sì, ma non... - Mi porti fortuna. - Come sta Francesca?

- Lo sapevo, cerchi Francesca! - Era solo per chiedere...

Che merda! Questa macchinetta non funziona, Angelo!

Stai calmo, Michele!

Io sono venuto per fare una sorpresa a mia madre. Ma Francesca come sta?

(musica dalla macchinetta)

Ho vinto! 100 euro!

- Lo sapevo che mi avresti portato fortuna! - Dai...

Resta qui.

- No... - Bello! Angelo, caffè per tutti, pago io.

(campanello)

Grazie, Modou.

Entra.

È bellissima! Ti devo un favore.

- È bellissima! - Figurati, ci mancherebbe...

- Hai preso una botta? - Lascia stare...

- Dove la mettiamo? - Fra il letto e il calorifero.

- Ho preso le misure, c'entra perfettamente. - Benissimo!

Sembra più grande.

No, le misure sono quelle che ti ho detto.

No, è 66 e mi avevi detto 60.

Sono misure standard, ci sarà una differenza di tre centimetri.

- Sei! - Ma che dici? - Io non ci passo.

- Io sono più grande e ci passo. - Però se ho una borsa...

Guarda... Bam! E il bambino si sveglia.

- Sì. - Poi ripassi e... Bam!

La culla è questa, se la vuoi.

Se ti girano i coglioni, non è colpa mia.

- Al mio tre, andate giù come svenuti. - Sì.

Uno, due, tre. Vai!

Amore mio, mia sposa,

la morte, che ha già succhiato il miele del tuo respiro,

nulla ha potuto sulla tua bellezza,

sulle tue labbra e sulle tue guance.

Mercuzio, che fai? Sei morto, devi stare a terra.

Ma lui è mio amico, voglio aiutarlo. Non ucciderti, Romeo,

vieni a casa mia.

(Francesca ride) - Beh?

(Francesca ride)

- Anche io. - Anche io. - Romeo!

(ridono) - Ma questo è un altro spettacolo!

Lo rifacciamo, per favore?

Giù.

Amore mio, mia sposa...

Amore mio, mia sposa, la morte che ha già succhiato il miele...

(tonfo) ' Ahi!

Cazzo, che male!

Culla di merda!

Che male!

- Sei impazzito? - Scusa, sono nervoso.

Sì, Enrico, lo vedo e lo sento che sei nervoso.

Ahia! Non è colpa mia, questa culla di merda è in mezzo alle balle.

La culla è troppo grande e la casa è troppo piccola.

Basta, Enrico! Sai quanto ci ho messo ad addormentarmi?

Mi sono fatto male, a te non succede mai?

Sì, però tu devi calmarti, sei isterico.

La donna incinta sono io!

Lo so che sei tu, altrimenti...

Altrimenti... che cosa?

Il lavoro, i problemi, le preoccupazioni...

Se fossimo stati più tranquilli, io avrei già deciso.

- Ancora? - Certo! Come potrei non pensarci?

- È una scelta troppo importante, riguarda me, te e il bambino. - No!

No, ti sbagli di grosso, non riguarda affatto il bambino.

Lui non c'entra proprio niente in questa tua scelta. Cresci!

Certo che riguarda il bambino,

più soldi abbiamo e più ce ne sono anche per lui.

Quando abbiamo deciso di averlo, ci abbiamo ragionato molto, giusto?

- Sì. - Abbiamo fatto anche dei calcoli e tornavano.

E questo lavoro ancora non c'era. Quindi, qual è il problema?

Se abbiamo più soldi, lui è più tranquillo!

È per la tranquillità del bambino.

No, Enrico, no!

Tu vuoi soltanto che qualcun altro, cioè io, scelga al posto tuo.

Vuoi che sia io a dirti di fare questo lavoro, così potrai dire

di averlo fatto per me e per nostro figlio.

Invece no, per noi non c'è nessuno problema.

Lo vuoi fare, fallo. Non lo vuoi fare, non lo fare.

- Sì, ma... - Vaffanculo!

Ehi!

- Sedano e zenzero, credo ti piaccia. Lo vuoi? - Sì.

Che c'è?

Niente... Stavo pensando che

ieri sera abbiamo parlato poco, non ci siamo raccontati niente.

Non c'è stato molto tempo per parlare.

- Effettivamente, no. - E sapevamo di essere entrambi sposati.

Sì, sapevo che eri sposata,

Però...

non sapevo che fossi sposata così.

- In che senso? - Le foto della jacuzzi non le metti su Facebook.

- Lamberto è ricco. - Lamberto! - Io sono sempre la stessa.

Fatico un pò di meno.

Ma tu che cazzo vuoi?

Niente.

È bello vederti ancora femminista, indipendente...

Anche tu non sei sistemato male.

- Entrambi coerenti. - Sì.

Solo che...

quando sono venuto a teatro ieri sera, in mezzo ai ragazzi...

Forse i ricordi... non lo so...

Mi eri sembrata proprio tu.

Dove vuoi arrivare?

La cosa bella di scopare tra due ex

è che dopo non devi giustificarti, teorizzare cose... - Sì.

Non fare quella faccia, dai! Si cambia.

C'è l'amore per cui ti strappi i capelli, e poi c'è Lamberto.

L'amore che ti fa stare bene tutti i giorni.

Vuoi la colazione o parti subito?

Complimenti per l'ombrello, signor Enrico.

È bello!

Grazie. Ma ci conosciamo?

Signor Enrico!

Avremo di nuovo il piacere di avere lei e la sua signora a Cortina?

Non so, devo chiedere a Sara.

- Speriamo che quest'anno la Finanza ci lasci tranquilli. - Arrivederla.

Ci sarà anche lei stasera a cena dai coniugi Perini? L'incubo è finito.

- Quale incubo? - Tre anni di domiciliari per un regalino tra amici!

Un imprenditore non può regalare una villa ad un amico assessore?

- Che vergogna! Vero, Enrico? - Boh!

Buongiorno, signor Enrico.

Le presento il dottor Bezzi.

- È il leader della Onlus Africando. - Buongiorno, Enrico, firmi qui.

- Cos'è? - Il contratto, siamo pronti a partire.

- No... - Non creda a quello che dicono di me, è solo invidia.

Lei è un professionista, non vedo l'ora di vedere il suo lavoro

che sarà certamente profondo e toccante.

No, grazie.

- Buongiorno, signor Enrico. - Buongiorno!

- Buongiorno. - Complimenti!

- Buongiorno! - Che bell'ombrello!

Che ombrello!

Buongiorno.

Lo Stato ruba metà del fatturato.

Che bell'ombrello!

Con questa magistratura rossa, non si può più telefonare.

Non vorrà iscrivere suo figlio a una scuola pubblica?

Ho costruito una villa sui faraglioni.

Tanto c'è il condono!

Ha preso la culla da un negro?

- C'è la Finanza! - Ah!

Ci casca sempre!

Come si fa a vivere con 1.500 euro al mese?

Ma che scarpe e che orologio ha?

Gira voce che la sua compagna...

Cortesemente, mi dà il suo Iban?

Buongiorno.

Ciao, figliolo.

Papà! Ma tu non sei...?

Morto? Sì.

Che bell'ombrello!

Tutte le persone perbene hanno un bell'ombrello.

Sono contento che finalmente ne abbia uno anche tu.

Gli ideali, i valori sono importantissimi.

Anche io da giovane avevo degli ideali.

- Vedi questo cappotto? - Sì.

- Di che colore è? - Nero.

Lo so, ma se 97 persone su 100 dicono che è giallo, allora è giallo.

È più facile convincere tre persone che il cappotto è giallo,

piuttosto che 97 che è nero.

- Che bel cappotto giallo! - Grazie.

- Complimenti! - Grazie.

Vedo che hai capito, figliolo.

Che ti piaccia o no, la fine è sempre la stessa.

Si muore tutti democristiani.

(grido)

(respira affannosamente)

(avviso di messaggio in entrata)

Pronto?

Ciao.

Ascolta... Io non... Guarda...

Non so proprio che cosa dirti.

È stata una cazzata incredibile.

Era un gesto di rabbia mentre ero ubriaco, mi dispiace.

Mi vergogno.

Mi sono sentito una merda.

La mattina dopo te lo volevo dire, ma come avrei potuto?

Mi hai fatto stare in pensiero, dove sei?

Sto tornando.

Sarai qui per cena?

Sì, per le 20:30 dovrei essere a casa.

Vai tu a prendere il sushi?

Certo, la domenica mangiamo il sushi.

Allora vengo alle 21, perché prima passo a prendere il sushi.

- Sì. - Okay, a dopo. Ciao, amore.

L'anno scorso abbiamo vinto il premio per I 'Onlus più trasparente d'Europa.

Fra pochi giorni

il nostro bilancio dell'ultimo anno sarà on-line come ogni anno.

Io non ho dubbi su trasparenza, premi e bilanci on-line,

ma vorrei tornare su quello che asserisce I 'Accusa.

Dei 35 euro destinati all'accoglienza e alle attività

di ogni singolo migrante,

ne venivano utilizzati soltanto 20.

Queste sono cazzate!

Noi siamo puliti!

Ho completa fiducia nell'operato della magistratura

e sono tranquillissimo,

ma gli accordi erano diversi...

(Renato borbotta qualcosa di incomprensibile)

(in inglese) - Quanti giorni starete qui? - Due.

- Due giorni? - Salve!

- Buongiorno. - Il caffè?

- È finito. - Succo!

Questi due polacchi non dovevano andare via due giorni fa?

Scherzi? Pagano a prezzo pieno!

Puoi parlare ad alta voce, tanto non capiscono.

È vero, teste di cazzo?

- Stefano, c'è Renato! - Digli che scendo.

- Sei sicuro? - Mamma, vado al G8.

Cosa vuoi che ci succeda?

Ciao!

Cos'è quella faccia?

È la macchina di mio fratello.

Andiamo al G8 con una macchina aziendale?

Abbiamo solo questa!

- E poi non paghiamo neanche il pedaggio, c'è la Viacard! - Sì!

C'è mia madre...

- Laura? - Sta arrivando, mi ha chiamato.

Non mi lasciate da solo per "limonare".

Ehi! Stiamo andando al G8!

Contro la globalizzazione, le multinazionali, i poteri forti...

- Non dovevi rispondere allo squillo. - Pensavo fosse una chiamata.

- Adesso dovrò fare una ricarica. - Scusa. - Lei è Cecilia.

- Può venire? - È un problema se mi aggiungo al gruppo?

Sì. Cioè, anzi no, ci mancherebbe!

- Sono Cecilia. - Piacere.

Ciao, io sono Renato.

Essere lì è fondamentale, basta con il capitalismo!

Cercano di resettarci perché hanno paura della memoria.

- L'unico antidoto è la conoscenza

collettiva. - Ha ragione. - È vero!

Per che cosa sta la G?

Come?

8 sono i Paesi coinvolti, ma la G sta per Genova?

- No. - Non può essere Genova.

- L'anno scorso era a Okinawa, ma non si chiamava O8. - Guarda, una mucca!

- Scusa il ritardo. - Sei sempre in ritardo.

- Venite a tavola. - Michelino! Ciao!

- Come stai? - Bene. - Hai fame? - Sì.

- Devi mangiare! - Dai, siamo già in ritardo.

Bravo... Alle 15:00 dobbiamo andare via.

- Dove andate? - Da Maurizio. - Chi è?

- Ah! Maurizio! Ora abbiamo un nome. - Sì.

- La storia si fa seria? - Potrebbe. Il tuo lavoro?

Partite o no?

(squilli di cellulare)

- È mia sorella.

Chiara? Ciao.

No, non siamo arrivati, c'è una coda pazzesca.

Sì... No, parcheggiamo fuori e andiamo a piedi.

Ho sentito che c'è bordello. Stai tranquilla...

Appena arrivo, ti chiamo. Ciao.

- Devo fare la pipì. - Dove ci fermiamo?

- Siamo quasi arrivati. - No, manca almeno mezz'ora.

- Io ho fame. - Fermiamoci al prossimo autogrill.

Non c'è niente fino al prossimo casello.

Se usciamo a La Spezia, in mezz'ora arriviamo a Sestre, a casa mia,

e ci riposiamo un pò. - Mangiamo una focaccia? - Sì!

Dai, arriveremo a Genova con calma,

la manifestazione non scappa, dura quattro giorni.

Ragazze, trattenete la pipì, siamo quasi arrivati...

- Dai, Stefano! - Giro o no?

Va bene, però stiamo solo due ore e poi ripartiamo.

(grida di esultanza)

(in coro) Focaccia! Focaccia!

E la storia di Renato e il poliziotto che vi aveva fermato?

E dopo che siete arrivati a Genova?

Dopo...

Bagno di notte!

Sì!

Stefano, vieni! Dai!

Dai, Stefano!

- Dai! - Stefano!

Dai!

- Ehi! Vieni! - Dai!

(voci non udibili)

(voci non udibili)

Alla fine, siamo stati tre giorni a casa di Renato.

Mi sono fatto trascinare, come sempre.

I miei amici vogliono andare al G8, va bene.

"Niente G8, andiamo a Sestre." Va bene, è uguale.

Nella vita, non ho mai deciso un cazzo.

Forse sono di sinistra solo perché ho fatto il liceo classico.

Se avessi fatto altro, ora sarei come nostro cugino: fascista e tassista.

Secondo te, io non lo avevo capito?

- Che cosa? - Che non siete mai arrivati al G8.

Renato che sputa al poliziotto, tu che gridi: "Non mi avrete mail"...

Siete tornati abbronzati!

Perché non me lo hai mai detto?

Dovevo dirtelo io?

Stefano, non c'è nessun problema, so che sei fatto così.

Sei mio fratello, ti voglio bene lo stesso.

Michele! Saluta Lorenzo e andiamo.

(in coro) Ora e sempre, resistenza!

(in coro) Ora e sempre, resistenza!

(in coro) Ora e sempre, resistenza!

(squilli di cellulare)

- Luca, dimmi. - Sei al corteo?

- Sì. - Renato sta male.

- Come?

- È svenuto.

- È grave? - Non so cosa fare.

- Chiamate un'ambulanza. - Sbrigati!

- Intanto chiamatela. - Vieni!

Sì, corro!

Eccolo!

Cazzo! Avrei fatto in tempo a morire!

- Gioca con il polacco: Polonia-Napoli. - Come?

- Lo so, è una partita del cazzo.

- Dopo ci gioco io. - È fortissimo!

- Che cosa stai dicendo? - Ci mancava il quarto.

- La ragazza è bona ma gioca male. - Non puoi pretendere di più.

Tu, spostati. Siediti là, dai!

Cos'è questa faccia?

Ti sei offeso?

- Renato... - Stavamo scherzando.

(campanello)

- Hai un appuntamento? - Sì, con Chiamenti.

- Permesso... - Ah! Il solito ritardo di un'ora e un quarto.

- Hai il fuso orario sbagliato? - Dove sono gli altri?

Sono venuti, ti hanno aspettato un pò,

poi hanno firmato e sono andati via. - Hanno firmato?

Sigla tutte le pagine e metti la firma sotto quelle degli altri due.

Anche Enrico!

Poi parlerete fra di voi, ma intanto ti dico che

si parte fra una settimana e i pagamenti saranno mensili.

I vaccini sono pronti, starete in un albergo gestito da francesi.

Ricordatevi che in Africa dovrete fare qualcosa di "emotional"...

Avrete costruito un immaginario collettivo vostro...

Al resto penso io.

Ci hanno già chiesto il secondo film, quindi...

(voce non udibile)

Aspetta, ho un messaggio.

Luca, ti ho fatto il bonifico stamattina.

Se non lo vedi entro tre giorni, richiamami e lo rifaccio.

Ultima cosa...

Dov'è andato?

(voce pensiero) Non conto un cazzo, hanno firmato senza di me!

Allora partite! Chi se ne frega, io me ne vado!

Non ho bisogno di nessuno, andate a fanculo!

Pensano che senza di loro io sia un fallito? Cercherò un altro lavoro.

Nonostante crisi e disoccupazione, troverò un lavoro,

a costo di filmare matrimoni per tutta la vita!

Vaffanculo a Enrico e alla sua superiorità morale.

Mette tutti in crisi e poi firma!

Stronzo io che gli do retta, ipocrita del cazzo!

Vaffanculo anche a Fabrizio, che non si è neanche posto il problema.

Quel paraculo di merda si è sempre fatto i cazzi suoi!

Andate pure! A me non interessa di prendere 3.000 euro al mese.

Preferisco prenderne 500, ma avere un'integrità morale!

Io ho una dignità che mi fa guardare allo specchio e dire...

Tre biglietti prenotati da Africando.

Africando...

Eccoli qua.

- L'imbarco è al gate D, da quella parte. - Grazie.

Buon viaggio e buon lavoro.

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