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Beat time Milano! Beat time Italia!
E questa era Crazy del grande Gnarls Barkley.
Qui con voi c'è sempre il vostro Steph
che vi osserva dallo splendido studio di Radio105.
Ma che belle sono le luci di Milano e che notte meravigliosa!
E può esserlo ancora di più.
Ringraziamo Giovanni per la bellissima canzone che ha richiesto.
Giovanni, mi dispiace tanto per la terribile storia che ci hai raccontato,
ma sai l'amore è così, e ricorda, come diceva Ghandi:
"Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo."
Boom! Mi sento anche filosofo stasera, non mi fermo più!
Comunque Giovanni mi dispiace. Non hai indovinato perché non era Londra
la mia prima vacanza, ma questo non dispiacerà agli altri ascoltatori.
No, no, no, perché ladies and gentleman
vuol dire che i due biglietti per il concerto di apertura
della Milano Fashion Week sono ancora in palio
e mi raccomando non date retta ai social.
Gli ultimi due biglietti ce li abbiamo soltanto noi.
Biglietti del concerto, del volo
e la prenotazione di una suite all'Armani Hotel.
Ma le sorprese non sono finite qui,
perché al concerto con voi ci sarà anche, indovinate un po' chi?
MUSICA DAL MIX
Avete indovinato? Esattamente proprio io!
Aprirò il concerto con un mio DJ set
e sinceramente non vedo l'ora. Non so voi.
Per vincere questo regalo pazzesco dovete solo indovinare il posto
della mia prima vacanza tutto solo.
Quando ero un liceale squattrinato e triste.
Eh sì, signore, bello come il sole, ma triste.
Fra poco vi darò il secondo indizio, ma prima abbiamo un'altra telefonata.
Passiamo alla prossima! Pronto?
- Pronto? - (REGISTA) Che succede?
- (TECNICO) La linea c'è. Non lo so. - (STEPH) Sì?
Steph è in linea. Non so perché non parli.
Niente, abbiamo un problema di mutismo.
- Dobbiamo passare alla prossima, ragazzi! - (DAL TELEONO) No, no parlo parlo.
- Eccomi, sono Francesca. Ciao. - Ciao, Francesca!
(RADIO) < (FRANCESCA) Ciao. < Benvenuta su Beat Time. Come stai?
< Tutto bene? Sei pronta a indovinare? < Sì, grazie. Pronta.
RONZIO
< (STEPH) Dove sono andato nella mia prima vacanza tutto da solo.
- (FRANCESCA) Berlino? - No, nemmeno Berlino.
Mi dispiace Francesca, non hai indovinato.
Ma hai comunque diritto ad ascoltare la canzone della tua prima vacanza da sola.
(FRANCESCA) "El fuego dell'estate"!
- "Il fuego dell'estate"? - Sì.
Come "El fuego dell'estate"?
Bene, bene! Allora passiamo da Crazy al "El fuego dell'estate",
ma questo è il concorso della canzone di quando e noi accontentiamo tutti.
Specialmente te Francesca.
(FRANCESCA) Grazie. Ti ricordi che avevamo fatto quel selfie insieme?
- Sei bellissimo, Steph. - Grazie, grazie mille.
- Cerca! - (FRANCESCA) Sei il migliore di tutti.
- Oh! Troppi complimenti! - (FRANCESCA) Sei il più figo di tutti!
Guarda che poi divento antipatico e mi vizio.
(FRANCESCA) Ma no, è impossibile.
- Francesca io ti amo, sposami! - Ciao!
Allora, "El fuego dell'estate" sta per cominciare,
ma una promessa è una promessa e quindi vi darò il secondo indizio.
La città dove sono andato in vacanza ha un...
un... un elefante immobile.
Che cosa vorrà dire? Ma prima un po' di pubblicità .
- (REGISTA) Dove vai? - Ho bisogno di muovermi.
Steph, non sai che figata! Guarda!
Il post dei biglietti ha raggiunto più di 6.000 like e la diretta va benissimo.
Sei bravissima. Sei brava perché sai sempre tutto.
- Sigaretta dai cinesi? - Sì.
Steph, scusami. Non sapevo volesse sentire "El fuego dell'estate",
mi ha detto i Coldplay.
Al telefono a me ha detto i Coldplay, magari ha cambiato idea in diretta.
- Non so che è successo. - Vabbè, dai, ragazzi!
Lo sai da quant'è che non la ascoltavo? Da quando ci hai provato con le svedesi.
- Ti ricordi? - È vero, sì.
(ASSISTENTE) Guarda questa.
(STEPH) Questa però me la blocchi, è fastidiosissima ogni volta che la vedo.
- (STEPH) Dai vado. - Ti raggiungo.
Steph! Abbiamo un problema.
Dimmi.
- Prima hai detto un elefante. - Sì.
L'indizio del gioco: un elefante immobile.
Hai presente la statua di Dalì a Marbella?
È... è un rinoceronte.
Quindi?
L'indizio non... non ha senso se viene posto così.
Ma stai tranquillo. Secondo te non la trovo una soluzione?
Ce l'ho già qui, state sereni.
Steph, non si fuma.
CANZONE EL FUEGO DELL'ESTATE DALLA RADIO
Qual è la prossima telefonata?
Abbiamo Angela da Udine, 38 anni, che vuole sentire i Beatles.
Mario da L'Aquila, 26 anni, che vuole sentire Alice Merton.
Carlo da Palermo, 9 anni, che vuole sentire Fedez.
- Quale vuoi? - Voglio quello che non vince.
Non lo so. Con il bimbo dovremmo andare sul sicuro.
Ottimo. Manda il bimbo. Manda il bimbo!
(TECNICO) Steph, ci siamo...
in tre...
due...
Beat Time Milano, Beat Time Italia!
Siamo sempre in diretta e con voi c'è Steph che oggi vi accompagna
alla riscoperta delle canzoni che hanno segnato la vostra prima vacanza,
ma non solo perché abbiamo ancora due biglietti in palio
che aspettano un solo vincitore. Forse ce l'abbiamo proprio qui in diretta.
Partiamo con l'ultima telefonata.
Pronto?
Pronto?
Steph, è un bambino di 9 anni, aiutalo!
Pronto? Dai, non aver paura.
- (voce da bambino) Pronto? - Ciao, piccolino! Come ti chiami?
Soprattutto cosa ci fai ancora in piedi?
Dai, non aver paura, stai parlando con zio Steph.
Non me lo vuoi dire come ti chiami?
Pronto? Pronto? Pronto? Pronto?
(voce da uomo) Pronto!
- Chi è questo? - Boh!
Controlla un po'.
- Cos'è un'interferenza? - No, è la stessa linea.
Eh, sei cresciuto di colpo!
- Ciao, come ti chiami? - Ciao!
- Io? - No, io!
- Sì, tu. Come ti chiami? - Mi chiamo Carlo!
Ciao, Carlo! Da dove chiami?
- Io? < No, io. Sì, tu. Da dove ci chiami?
- Da Milano. - Oh, da qui. Perfetto.
Carlo, hai la possibilità di fare un regalo pazzesco a un tuo amico,
di quelli che gli puoi rinfacciare tutta la vita o fai un regalo alla tua ragazza.
- Ma io non ho la ragazza. - Mannaggia, non hai la ragazza!
- Ce l'avevo, eh! Ce l'avevo! < Lo immagino.
- Poi non l'ho più avuta. < Vedrai che la troverai ancora.
Forse possiamo aiutarti noi perché hai la possibilità ...
Ma chi è questo? Che telefonate ci passate?
Per il concerto di apertura della Fashion Week di Milano.
- Ah! La Fashion Week. < Esattamente!
No. Non mi interessa.
Non ti interessa la Fashion Week? Beh, ragazzi, i gusti sono gusti.
Allora dimmi qual è la canzone della tua prima vacanza.
Ma chi se la ricorda la musica della mia prima vacanza.
Non ti ricordi la tua prima vacanza, Carlo?
Sì, no, la prima vacanza me la ricordo benissimo.
È stata anche la, la, la...
la prima volta che... beh, lasciamo stare.
- Dai, avanti, raccontaci! - No, no, no, no!
Allora, facciamo così, se mi dici...
No, ma io non ho chiamato per... per la canzone, no.
Hai sbagliato stazione? Non fa niente. Regia, passiamo alla prossima.
No, no, no, no!
Non ho, non ho sbagliato stazione, no.
Sei un deejay?
- Scusami? - Dico tu sei un... il DJ!
No, il deejay, disk jokey.
Sì, sì sono un DJ, almeno così dicono.
Certo, certo, il disk jokey mette la musica...
- per gli altri, no? - Sì.
La metti per gli altri...
tranne per quelli che la musica se la scelgono da sé.
Carlo, se non hai una canzone, dovremmo terminare qui la nostra telefonata.
Tu la musica la metti per te?
Certo, la musica la metto anche per me.
Quindi non sei un DJ. Perché se metti la musica per te,
non puoi esserlo, ma se non metti la musica non lo sei comunque.
Tu non sei un DJ!
E te la sei giocata così. Mi dispiace Carlo ma abbiamo un'altra telefonata.
Regia, passiamo alla prossima.
No, no, regia, per favore...
io mi sto per suicidare.
(sottovoce) Porca puttana!
- Cosa facciamo? Attacchiamo? - Ma sei impazzito?
Vuoi abbandonare un suicida in diretta?
Senti, chiama il 112 e avvisa il direttore.
Voi, intanto, prendete tempo.
Steph, dobbiamo calmarlo.
Tienilo in linea, calmalo, ti prego.
< Carlo! - Sì.
Immagino non sia uno scherzo, vero? Sarebbe inutile anche pensarlo.
(CARLO) Sì, è inutile anche pensarlo.
Senti, io non lo so perché tu voglia farlo.
Ognuno di noi ha avuto dei momenti difficili, anche io ho sofferto.
Non ho idea di che cosa tu...
(CARLO) Io ho bisogno di essere... ascoltato.
Certo! Certo, tutti quanti abbiamo bisogno di essere ascoltati.
Tu ascolti?
Chiaro, io vivo con gli ascoltatori.
(CARLO) No, no. Tu non ascolti.
No, no, scherzi? Ascoltare è il mio lavoro.
No, ascoltare vuol dire...
saper spegnere il proprio ego e...
entrare in simpatia con l'altro.
(CARLO) Sai cosa vuol dire simpatia?
- Sì, però... - No.
No, tu sei simpatico, questo è possibile.
Ma tu non sai cosa voglia dire simpatia.
Carlo, per favore.
Simpatia viene dal greco syn - pathos.
Che vuol dire letteralmente sofferenza insieme.
(CARLO) È un concetto molto profondo.
Significa condividere un dolore, capisci?
Per arrivare ad ottenere una vicinanza, una fratellanza.
- Carlo. - Una simpatia.
- Carlo! - Steph!
Io spero che queste tue parole siano un'esagerazione.
- Steph! - No! Spero tu ci abbia fatto uno scherzo
- o voglia far sapere qualcosa a qualcuno. - Steph.
No. Carlo, non ti lascerò prendere in mano questa trasmissione.
Non ci saranno precedenti per un simile gesto.
Per il bene e il rispetto dei nostri ascoltatori io ora sto per riagganciare.
- No. - Sì!
Mi auguro davvero che tu non ti tolga la vita,
ma ricorda che ognuno è responsabile per se stesso.
ESPLOSIONE
No!
Steph.
Ho la tua attenzione ora?
Posso chiamarti Stefano?
Steph mi suona così strano.
Chi tace acconsente?
Stefano.
(CARLO) Io non ho intenzione di fare del male a nessuno, Stefano.
Non è necessario che io faccia del male a qualcuno.
Oddio, questo qui è un pazzo!
Ma per evitare questa malaugurata ipotesi io ho bisogno del tuo aiuto.
Tu mantieni la calma e sarà tutto molto semplice.
Stefano! Io ho bisogno del tuo sì.
Sì.
Bene.
Tu e qualche altro migliaio di persone
credo vi stiate domandando che cosa sia successo, vero?
Questa sarà una serata molto speciale.
Bisognerà rispettare qualche regola, però.
La prima è che questa telefonata non va interrotta.
Te l'ho detto, mi sto per suicidare, ma non ti ho detto come.
Sono in giro per Milano, nella mia macchina.
Accanto a me c'è un ordigno esplosivo piuttosto pericoloso.
Il detonatore è collegato direttamente al mio cellulare.
Sicché se tu riattacchi...
nel giro di qualche centinaio di metri intorno a me chiunque si trovasse lì...
non andrà al concerto della Fashion Week.
Nemmeno con i biglietti vinti.
Oddio, questo fa una strage.
Qui potete seguire il mio viaggio.
Il calabrone?
Ma non ho diritto a una richiesta musicale?
Mantieni la calma e fa' quello che ti dice.
(CARLO) Non funziona così il tuo programma?
Sì.
Sì, c'è davvero bisogno di musica in questa serata speciale.
Johann Sebastian Bach. Suite n.4 in Mi bemolle maggiore.
Nella versione di Mischa Maisky.
- Trovate il brano. - Sì.
(CARLO) Mi hai sentito?
Capisco che non sia una scelta comune tra i tuoi ascoltatori.
Ma ti assicuro, è straordinaria.
Lo sai quante persone fragili chiamano qui?
Secondo me te non ti farai saltare in aria, almeno non subito.
Non senza aver chiesto qualcosa.
E questa è la mia prima richiesta.
Johann Sebastian Bach.
Sei un DJ...
o no?
Redazione, abbiamo a disposizione la richiesta di Carlo?
Sì, ce l'abbiamo.
MUSICA CLASSICA
VOCI NON UDIBILI
VOCI NON UDIBILI
VOCI INDISTINTE DAL CELLULARE
(CARLO) Che fate ancora svegli?
Mamma dice che la luce delle stelle è di tanti e tanti anni fa.
E guardare le stelle è come viaggiare nel tempo.
CARLO RIDE
(CARLO) Quanto è intelligente la tua mamma, eh!
Ma perché quando siamo in città le stelle non si vedono? Si spengono?
(CARLO) No! No, no, è per l'inquinamento luminoso.
- (BAMBINO) L'inquinamento? - (CARLO) Luminoso.
(CARLO) La luce dei lampioni, delle case, di tutta la città insieme
non permette ai nostri occhi di vedere le stelle meno luminose.
(MAMMA) Praticamente se si spegnessero tutte le luci di Milano,
si vedrebbero tutte le stelle.
- (BAMBINO) Perché non lo fanno? - (CARLO) Perché è impossibile.
- (BAMBINO) Possiamo chiederlo a tutti. - (CARLO) A tutta la città ?
(MAMMA) Sarebbe bellissimo. Ora a nanna.
SIRENE
(CURATRICE) Steph, sei stato impeccabile. Continua pure così.
Scusate, sì, lo so, può sembrare cinico, ma questa cosa può anche essere utile.
Voglio dire, gli ascolti stanno crescendo di minuto in minuto.
Sei top trend in Italia!
Ho chiamato la dirigenza e avvisato tutte le autorità competenti.
Conosci tutte le procedure?
Non sottostimare la mia presenza per il suicida.
Non provare a dargli consigli o motivarlo.
Fare di tutto perché parli con uno specialista. Lo so, queste cose le so.
Steph! Non devi avere paura! È una cosa superfica, cazzo!
Ti stanno ascoltando tutti! Tutti parlano di te!
(REGISTA) Eh, eh!
- Colonnello, benvenuta. - Buonasera, Capitano.
Da questa parte, prego.
Ci sono aggiornamenti sulle esplosioni?
Il palazzo andato a fuoco, era in costruzione ed era vuoto.
Gli artificieri stanno valutando la possibile presenza di altri ordigni,
- ma ci vuole del tempo. - L'hanno localizzato?
Ancora no, chiaramente ha utilizzato un programma di voIP.
- Indirizzo IP? - Si collega tramite proxy.
Il segnale delle chiamate si sposta continuamente.
- Ha chiamato il nucleo investigativo? - È attivo.
Quando vuole sono in linea l'esperto di esplosivi
- e anche l'hacker che ha richiesto. - Molto bene.
Notizie sui video che sta inviando?
Inutili, sono completamente sfasati temporalmente,
noi sappiamo solo dove è già stato, ma non riusciamo ad anticiparne le mosse.
Gira per la città , ma...
- non abbiamo alcun tracciato. - L'identificazione vocale?
No, no, non è schedato nei nostri registri.
Ma come ha fatto allora a chiamare? Non sono filtrate le chiamate?
Deve aver utilizzato un sistema di chiamate automatiche a ripetizione
e poi un software per modificare la voce
e così simulare almeno 15 persone differenti.
Sì, sì, è bravo.
Infatti non credo che saremo in grado di localizzarlo facilmente.
Buonasera, Tenente Colonnello sono Amelia Rossi,
- la curatrice del programma. - Tenente colonnello Rosa Amedei.
È un vero piacere averla qui. Siamo tutti quanto ai suoi ordini.
- Siete già in onda? - Sì, stiamo per farlo, prego.
Prego.
Piacere, Massimo Darri, il regista.
Marco Costanti, sono il tecnico del suono.
Tenente colonnello Rosa Amedei.
- Prego! Qui può comunicare col DJ. - Sì.
Buonasera Steph, sono il tenente colonnello Rosa Amedei.
- Ho io il controllo dell'operazione. - Piacere.
Durante la diretta ti farò delle domande.
Rispondi con la testa, se non sai rispondere alza la mano.
(AMEDEI) Fa' quello che fai sempre.
Mi hai portato quello che ti ho chiesto?
(TECNICO) Tre... due...
Beat Time Milano. Beat Time Italia.
E questo era Bach con Suite n.4 in Mi bemolle maggiore
nella versione di Mischa Maisky, richiesta da Carlo da Milano.
Carlo, ci sei?
CLACSON
(URLA) Questo non era Mischa Maisky! Dovete essere precisi!
Quando vi chiedo le cose!
Scusaci, non abbiamo fatto in tempo a trovare la versione che hai richiesto.
La sua direzione è scolastica secondo alcuni, io amo definirla matematica!
Mi dispiace, non succederà più.
Quante persone avete in ascolto?
Devo chiedere.
A quante interazioni social siamo?
8, siamo a 8 e in crescita.
8 milioni.
Bisogna dirottare la chiamata, almeno non avrebbe un pubblico.
Posso provare a simulare un ritorno di voce
e chiedergli di abbassare il volume per far sì che il rumore...
Non ritorni tramite il microfono del cellulare.
E lui abbasserebbe la sua radio senza sapere che il programma è ancora in onda.
Facciamolo.
(VOCE CON ECO) Lo spartito è sempre lo stesso, sai?
Carlo, non ti sento bene, deve esserci un problema.
Stiamo simulando un effetto eco,
chiedigli di abbassare il volume della radio.
(VOCE CON ECO) Il talento è nel modo in cui dirigi.
Sento il ritorno della tua voce in cuffia,
dovresti abbassare il volume o spegnere la radio.
Sono arrivate le Forze dell'Ordine, vero?
Bene, le aspettavo con ansia.
Questa sera staremo tutti insieme.
E nessuno interromperà la trasmissione.
Oh, se dovessi risultare noioso...
posso sempre provvedere.
- Il nucleo operativo? - Sono in linea.
- (REGISTA) Ma cos'è? - Metti in allerta i ROS.
Ricevuto?
Indovina cos'è? È molto più semplice di quanto immagini.
Carlo, per favore.
Cos'è? Troppo difficile?
State vedendo anche voi?
(MONITOR) - Sì. - Sì.
È possibile rintracciargli l'account social?
- Se lo scordi. - No.
Di che tipo di ordigno si tratta?
(MONITOR) Non abbiamo abbastanza elementi.
- (AMEDEI) Quanto è pericoloso? - (MONITOR) È impossibile stabilirlo così.
Vuoi un aiuto?
Su, che sei bravo.
È una bomba.
Vedi che se ti concentri.
Che cosa vuoi?
È presto per dirtelo.
Per ora sarebbe bene che entro 15 minuti qualcuno fosse a piazza Castello.
- Perché? - C'è solo un modo per scoprirlo.
SIRENE
Tu conosci l'ozono?
(MONITOR) - Bomba all'ozono. - Questa è nuova!
(CARLO) È un gas molto interessante.
E si può produrre con estrema semplicità .
Ah, è ottimo come disinfettante.
SIRENE
È ossigeno, sì, con una struttura molecolare triatomica,
invece che diatomica.
- Ti annoio? - No, no. Assolutamente. Continua.
Si tratta di un gas soggetto a un altissimo tasso di rarefazione.
(CARLO) No, dicevo, ha 3 atomi invece che 2, come succede per gli altri gas.
Questo gli conferisce una elevatissima...
instabilità . Sì.
Che cosa vuol dire?
Vuol dire...
Boom!
- Che fai? - Non voglio più stare qui.
Non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio.
Da qui non se ne va nessuno.
Quanto è pericoloso?
Non lo so.
Ma un palazzo lo disintegra di sicuro.
Cosa volete che faccia?
- Carlo? - Colonnello, dovrebbe parlare qua.
Alza!
Carlo.
Sono il tenente colonnello Amedei. Ti invito a fermarti qui.
La tua situazione è molto grave.
La mia prossima richiesta è il concerto n.3
per pianoforte e orchestra in Do minore,
Opera 37 del buon Ludwig Van Beethoven
nella versione di Ferdinand Leitner.
Colonnello, se ha il piacere di ascoltarlo.
Te lo ripeto.
La tua posizione è molto grave.
Certo che lo è.
Fra 9 minuti e 7 secondi lo sarà molto di più.
Colonnello, i sedili appartengono a una FIAT Panda del 2005.
Praticamente il modello di auto più diffuso in Italia.
(CAPITANO) Sì. Ma è l'unica cosa che abbiamo.
Passa comunque l'informazione al nucleo operativo.
MUSICA CLASSICA
(CARLO) Giulio? Che fai?
- Sto contando. - (CARLO) E che cosa conti?
La musica. Sembra fatta di numeri.
< (CARLO) Hai ragione. La musica è fatta proprio di numeri.
- La finite di distruggere tutto? - (CARLO) Ma come distruggere?
Stiamo battendo il tempo in 4 quarti.
MUSICA CLASSICA
(TV) "Un folle che con un telefono
tiene in pugno una radio e un'intera città .
È così che Milano piomba improvvisamente nella paura.
Rimbalzano in rete segnalazioni di auto sospette..."
Siamo in tutto il mondo.
Devo assolutamente ritwittarlo.
Ho un brutto presentimento.
SIRENE
In posizione.
Possibile bersaglio in arrivo da est.
(AGENTE) Fermo!
Metti il pacco a terra e vieni verso di noi!
Rimuovi lentamente i vestiti!
- Cosa? - Rimuovi lentamente i vestiti!
Possibile obiettivo acquisito.
- Il maiale a che punto è? - È già operativo.
Maiale?
Che cosa c'è lì dentro?
Non lo so! 3 giorni fa un tizio per strada mi ha fermato,
mi ha offerto mille euro per portarlo qui a quest'ora!
- (RADIO) Chi era? - Non lo avevo mai visto prima!
Vieni verso di noi con le mani alzate!
Ti ho detto di venire verso di noi!
Interrogate il ragazzo e voglio un identikit del sospettato.
Fate entrare il maiale.
Tic... toc.
(CARLO) Tic... toc.
Tic... toc.
(CARLO) Tic... toc.
Tic... toc.
Tic... toc.
Tic... toc.
(CARLO) Tic... toc.
(URLA) Tic! Toc!
ESPLOSIONE
(RADIO) Responso negativo.
- Colonnello, le mando un'immagine. - Affermativo.
Che cos'è?
Sorpresa.
Che roba è?
Mi sono permesso di fare un piccolo scherzo.
Siete offesi?
Non si può essere eternamente seri.
Anche perché avete violato...
la seconda regola della serata.
Quale regola?
Ah, è vero!
Non ve l'ho ancora detto.
Seconda regola. Questa sera voglio parlare solo con te, Stefano.
Sicché...
di' alla gentile Tenente Colonnello...
di non intromettersi.
Di non intromettersi...
nella nostra conversazione.
Chiaro? Sono stato chiaro?
Sì, molto chiaro.
Non mi fate arrabbiare.
Immagino tu ti stia chiedendo perché io voglia parlare solo con te.
Perché ho bisogno di qualcuno con il tuo carisma,
con la tua personalità per condurre un nuovo grande concorso.
Un nuovo concorso?
Chi per primo scoprirà che cos'è il frammento nell'immagine che ho mandato
e raggiungerà con la sua risposta...
un milione di like...
riceverà il corrispettivo di un milione di euro...
in bitcoin gentilmente offerti dalla nostra radio.
Ma secondo voi cos'è?
Boh.
E se se li tenesse?
Ecco l'account.
La chiave d'accesso la consegnerò io stesso al vincitore.
Dimenticavo.
I soldi dovranno essere sul conto entro la mezzanotte.
Possiamo scoprire questi bitcoin dove andranno?
Sì, forse sì. Ma ci vorrà parecchio tempo.
E ora mandate le vostre risposte in redazione.
Il nostro Stefano le commenterà per noi.
Procediamo con la musica. Quartetto per archi n.15.
Opera 132 in La minore del vecchio Ludwig Van Beethoven
nella versione del Penderecki String Quartet.
Ma ora ho bisogno che tu lo dica.
- Che cosa? - E forza che lo sai!
Beat Time Milano. Beat Time Italia.
Stronzo!
MUSICA CLASSICA
Come stai?
- Una merda. - Mi dispiace.
Dispiace più a me.
Che sfiga! Non poteva chiamare Radio Vaticana 'sto bastardo?
Devi stare calmo però.
Pensa che tra 2 settimane inizi la tua prima serata tv.
Se sopravvivo.
Ma smettila! Ma poi guarda, otteniamo like di continuo.
Sei tipo un supereroe, cazzo!
È fighissimo!
- Stasera battiamo tutti i record. - Sì.
Meno male che ci sei tu.
Colonnello, è stata fatta l'analisi semantica delle frasi di Carlo
e c'è un risultato che potrebbe interessarle.
Ascolti quest'audio, Colonnello.
(STEPH) "La metto anche per me la musica ma non capisco questo ragionamento."
< (CARLO) "Quindi non sei un DJ.
Perché se metti la musica per te, non puoi esserlo,
ma se non metti la musica non lo sei comunque."
Sembra che sia una riformulazione intuitiva,
o figurata dell'antinomia di Russell.
L'antinomia di Russell. Certo, sì.
Un paradosso. Due tesi contraddittorie, ma entrambe dimostrabili.
Quello che sta facendo quest'uomo è senz'altro criminale,
ma la sua astuzia, le sue conoscenze, unite a questa riflessione.
Potrebbe trattarsi di un Matematico o di un Fisico.
O di un Chimico.
Sta lasciando troppi indizi. Non ha un movente apparente
tutto questo gioco che ha messo in piedi.
Non lo so, è come se volesse comunicarci qualcosa, ma cosa?
Cosa, cosa, cosa? Io direi di fare così.
Cerchiamo tra tutti i professori di nome Carlo residenti qui in Lombardia.
- Ma saranno centinaia. - Noi restringiamo il campo
a quelli con precedenti penali.
- Sempre che Carlo sia il suo vero nome. - Va bene.
Ma dove è andato?
- Sarà in terrazza a fumare. - Dov'è?
Al piano di sopra dopo l'ufficio dei cinesi di import export...
- Lo trovo. - Sì.
Hai capito?
L'autonomia di Russell.
No... dai.
(AMEDEI) Posso disturbare?
- Rosa Amedei. - Stefano.
Capisco che sei preoccupato. Lo siamo tutti.
Se gioca la Juve mi preoccupo. Questo qui è un pazzo terrorista.
Hai figli?
Cosa sono?
Io ho due bambine.
Elena ha 13 anni ed è una tua grandissima fan.
Ottimi gusti.
È normale avere paura, Steph.
L'importante è non farsi condizionare dalla stessa.
Abbiamo tutti bisogno del tuo aiuto.
- Ma se sono un DJ! - Continua a fare quello che fai sempre
e ne usciremo soltanto grazie a te.
Steph.
La tua città , il tuo pubblico,
mia figlia, tutti, abbiamo bisogno di te.
Colonnello.
Abbiamo 4 nomi schedati.
Sto facendo controllare gli alibi di tutti.
A breve dovremmo avere una risposta.
(MONITOR) Mi dispiace dirvelo, ma li abbiamo già contattati tutti.
Tre sono a casa con un alibi di ferro e il quarto è in viaggio all'estero
e comunque anche lui ha un alibi.
Dobbiamo allargare il campo.
(MONITOR) In tutta Italia di non schedati ne abbiamo circa...
300 da vagliare.
Va bene, va bene.
Un'altra brutta notizia.
A quanto pare l'identikit del sospettato è inconclusivo.
Quando il fattorino l'ha incontrato, 3 giorni fa,
indossava un cappello, una barba lunga, sicuramente finta,
e un paio di occhiali grandi che gli coprivano i lineamenti.
Quelli che ti fanno sembrare una mosca.
Aspetta.
Voglio una ricerca incrociata e la voglio con una parola specifica.
(MONITOR) Quale?
Il calabrone.
MUSICA CLASSICA
Amore mio, facciamo un bellissimo disegno.
Guarda.
(MONITOR) Carlo De Mattei, nato a Pistoia,
laureato alla Scuola Normale Superiore di Pisa,
professore ordinario di Fisica in varie università italiane, Milano inclusa.
Ha tenuto convegni in tutto il mondo.
Ecco, abbiamo trovato anche un riferimento alla parola "calabrone"
nel trascritto di una sua lezione.
È l'ultima apparizione pubblica di De Mattei.
Il video è online sul sito dell'università .
Le invio subito il link.
(MONITOR) La sua ultima lezione prima di scomparire.
Stiamo analizzando anche la sua voce.
Bene.
(CARLO) Ecco.
L'equazione di Dirac.
Nella sua forma più completa e definitiva,
ben lontana da quella divulgata...
sui social, tatuata sui corpi di qualcuno e...
Sembra la sua voce.
..conosciuta come equazione dell'amore.
La pseudo scienza si fa scienza
nell'immaginario collettivo e diventa mito.
Un po' come l'equivoco dietro al paradosso del calabrone.
Dovete sapere che all'inizio del secolo, in Germania,
qualcuno pensò che per il Bombus Terrestris,
un grosso apide, da alcuni erroneamente identificato come calabrone,
fosse impossibile volare...
viste le dimensioni ridottissime
e la forma delle sue ali rispetto alla mole del corpo.
E da lì cominciò a serpeggiare il mito
dell'enigma del calabrone.
Fino a quando, un giorno, qualcuno disse
"il calabrone vola...
perché non sa di non poter volare".
Una risposta del tutto irrazionale.
Eppure è una risposta.
È la risposta.
È lui.
< (TECNICO) 10 secondi alla diretta.
< (TECNICO) 6 secondi alla diretta.
Beat Time Milano! Beat Time Italia!
Stefano?
Che c'è? Non ti ricordi più come si conduce il programma?
Ti vuoi fermare proprio adesso?
Sono qui, Carlo.
Sono qui, non me ne vado.
Stavo pensando a quello che hai detto,
che ti vuoi suicidare, che nessuno ti ascolta.
Sono cose grandi, dolorose.
Ecco ti volevo dire che io sono qui per te, per la città .
Grazie.
Vedi come è tutto più facile quando si collabora?
Dimmi. Come vuoi proseguire?
Beh, potremmo cominciare a commentare i...
i like dei tuoi ascoltatori.
Se è questo quello che vuoi.
Comincio io. Allora vediamo un po'.
Con...
10.200 like...
una chitarra.
Con 10.375 like... un pezzo di ventaglio.
Con 10.390 like... la scheggia di una botte.
- Che c'è? - Gli ascolti continuano a salire.
Poi da quando ha lanciato il concorso...
Con 10.488 like un frammento di una cassetta di legno.
(MONITOR) Il riconoscimento vocale ha dato esito positivo.
Bene. Trovatelo.
(MONITOR) Purtroppo è impossibile. Non ha residenza né domicilio.
Circa 2 anni fa ha venduto tutte le sue proprietà ,
chiuso i conti bancari a lui intestati e ha anche smesso di lavorare.
(MONITOR UOMO) Praticamente da 2 anni quest'uomo è un fantasma.
Cosa ne pensa lei?
Penso che i fantasmi hanno sempre qualcosa che li trattiene su questa Terra.
Indaghiamo su parenti e conoscenti.
Ottimo.
Con 11.287 un pezzo di stuzzicadenti ingrandito.
Con 11.354 il pezzo di una scala.
Con 11.418 like un pezzo di parquet.
Con 11.425 like la scheggia di un albero. Non molto originale, eh?
Con 11.450 like una bacchetta cinese.
- Con 11.500... - Smettila!
Basta, Carlo, sono 2 ore che leggi.
Non ho finito.
Stai mancando di rispetto ai nostri ascoltatori.
Perché ci prendi in giro?
(CARLO) Perché vi prendo in giro?
C'è una risposta, sai, ma...
è talmente irrazionale...
E adesso vorrei ascoltare la Passacaglia
su un tema di Händel di Halvorsen
eseguita da Davide Alogna e José Adolfo Alejo.
Stronzo! E se non te la metto?
Steph?
Mancherò davvero di rispetto a questa città .
Fai quello che ti dice.
Stefano, tu sai perché nella savana il leone è il più rispettato?
No. Perché il leone viene rispettato?
Non provocarlo!
Perché è il leone.
MUSICA DELLA PASSACAGLIA
Addirittura!
Va bene, ti richiamo io.
Allora?
Il professore De Mattei una famiglia non ce l'ha più.
Il figlio si è suicidato all'età di 16 anni
e in seguito a quella tragedia la moglie è caduta in depressione,
si è ammalata ed è deceduta anche lei.
MUSICA DELLA PASSACAGLIA
VOCE NON UDIBILE
LA MUSICA SI INTERROMPE
Che succede? Stefano?
VOCI NON UDIBILI
Steph! Steph che cosa vuoi fare?
Lo sai chi non porta rispetto al leone in un branco?
Il leone più giovane.
Mi hai stancato. Non la voglio più assecondare questa violenza.
Non voglio far vedere che gente come te può averla vinta.
- Gente come me? - Probabilmente salterai in aria,
non lo so, questa città ti dà ascolto perché ti teme ma non ha paura di te.
Sei solo, Carlo.
Conterò fino a 3, poi o finiremo di ascoltare la musica...
- (STEPH) Sei solo! Solo! - Fidati Meglio la musica!
- Passiamo alla prossima. - Non pensarlo nemmeno.
- Uno! - Rimetti immediatamente quella traccia.
Due!
Oh! Rimetti la traccia!
Rimetti quella traccia!
Tre!
MUSICA DELLA PASSACAGLIA
- (TECNICO) Io non ho capito. Insomma... - Tu stai zitto!
Ma si può sapere che ti è saltato in mente?
Questa è la mia radio, è la mia trasmissione,
è il mio pubblico, cazzo.
Se non sai controllare questo maniaco lo faccio io.
Ascoltami bene, eh?
La situazione è molto, molto grave.
Tu adesso rientri lì dentro e obbedisci dal primo all'ultimo dei miei ordini.
Ci siamo capiti?
Ci siamo capiti?
- Sì. - Devi dire: sissignore.
Sissignore.
(STEPH) Beat Time Milano. Beat Time Italia.
Siamo sempre in diretta e qui con voi c'è Steph.
E ovviamente...
c'è qui con noi, ancora il nostro Carlo.
Hai qualcosa in contrario?
Hai il potere di avere qualcosa in contrario?
- Fammi sedere. - Prego.
Scusati con lui.
Scusami, Carlo. Hai ragione.
Questa trasmissione appartiene a me, almeno fino a mezzanotte.
Sai quante persone ci sono a Milano?
Sai quante persone ci sono a Milano?
Sai quante potresti uccidere?
Sai quante potresti uccidere?
Mi vuoi fare la morale? Eh?
No, professore.
No, professore.
Pensi che tutto questo avrebbe fatto guarire tua moglie?
Pensi che tutto questo avrebbe fatto guarire tua moglie?
Pensi...
che tuo figlio sarebbe stato più forte e non si sarebbe suicidato?
Pensi che tuo figlio sarebbe stato più forte...
e non si sarebbe suicidato?
Non nominare mio figlio.
Sei un uomo di scienza e forse non credi.
Sei un uomo di scienza...
forse non credi.
Ma se ti vedessero ora?
Se la tua famiglia vedesse quello che stai facendo?
Ma se ti vedessero ora?
Se la tua famiglia vedesse cosa stai facendo?
Chissà quanto stimava suo padre il piccolo Giulio.
Chissà quanto Alessandra amava suo marito.
Chissà quanto stimava suo padre il piccolo Giulio.
Chissà quanto Alessandra amava suo marito.
Un criminale, ecco quello che sei.
Un criminale...
questo è quello che sei.
Carlo De Mattei, un criminale.
Carlo De Mattei...
un criminale.
Sei il più forte, sei un leone...
e vincerai la partita.
Sei il più forte,
sei un leone e vincerai la partita.
Ma ai loro occhi, avrai sempre fallito.
Ma ai loro occhi...
avrai sempre fallito.
Lascia in pace la mia famiglia.
(MONITOR) - Stuxnet! - Non ci credo.
(MONITOR) È riuscito a prendere il controllo della centrale elettrica.
- Che succede? - Dev'essere Stuxnet o qualcosa di simile.
È un virus informatico creato dal governo statunitense e da quello israeliano.
Una volta è stato usato per sabotare una centrale nucleare in Iran.
Signori, qui ci serve un miracolo.
Grazie signori, vi contatteremo noi se sarà necessario.
(MONITOR) - A disposizione, Capitano. - A vostra disposizione.
Voglio ascoltare...
Quintetto per archi, opera 10 n.3 in Do minore...
di Luigi Boccherini.
La versione di Enrico Casazza. La magnifica comunità .
MUSICA CLASSICA
È servito a tanto il tuo giochetto di merda, brava.
Brava.
Steph, abbiamo raggiunto i 6 milioni di follower.
- Sto per pubblicarlo. - Stai zitta!
Colonnello, cosa pensa di fare?
- Non lo so. - Non possiamo stare così, senza ordini.
Non lo so.
Devo riferire al comando che siamo...
Non lo so! Non lo so!
(SEGRETERIA TELEFONICA) Il numero selezionato non è raggiungibile.
(STEPH) Non sapete cosa cazzo fare!
È assurdo! Non una cazzo di idea!
Questa merda di serata è un incubo! Siamo tutti morti, signore.
L'unica cosa è prendere tempo e continuare a farlo parlare.
Ancora? E perché?
A cosa serve?
- Dobbiamo trovare un movente. - Un movente.
Ci serve il movente. Se solo tu riuscissi a farlo parlare di più...
Di più?
Sono 2 ore che lo faccio parlare a vuoto e tu che cazzo hai scoperto?
Niente! Un cazzo di niente!
Tu sei un'incapace.
Magari se mandavano qualcun altro...
Ma tu sei inutile.
MUSICA CLASSICA
Colonnello.
Abbiamo un'emergenza. Devi venire immediatamente.
- (REGISTA) Ma dove cazzo vai? Fermati! - (CAPITANO) Devi stare calmo.
- (CAPITANO) Nessuno ti vuol far del male! - (STEPH) Dovete farmi andar via!
- Stai fermo, stai fermo! - Devi stare calmo, stai calmo!
Nessuno ti vuol far del male. Stai calmo, buttala giù!
Se non ti levi dalle palle ti giuro ti spacco la faccia.
- Nessuno ti vuol far del male. - Voglio andare via. Voglio uscire di qui.
- Stai calmo! - Levati! Levati, levati ho detto!
Vatti a sedere!
- Che cosa fai? - Te lo ripeto.
Siediti.
Io non posso fare niente. Avete capito, eh?
Cosa cazzo volete che faccia? Non posso fare niente.
Ti giuro che ti faccio saltare il cervello. Vatti a sedere!
Da qui non se ne va via nessuno, chiaro!
Torniamo in onda!
Fatti medicare.
Ma che è successo?
Non lo so. Ha dato di matto.
(TECNICO) 10 secondi alla diretta.
9...
8... 7...
6... 5...
4... 3...
2...
Beat time Milano! Beat time Italia!
Carlo, come andiamo? Come stai?
Vuoi sapere chi sta vincendo?
Vuoi sapere se gli ascolti sono raddoppiati, triplicati? Cosa vuoi?
No, a questo punto non mi interessa più.
Non ti interessa più? Ma come?
Dai, Carlo! Ci vuoi lasciare? Non li vuoi i risultati?
Mezzanotte è vicina.
È arrivato il momento.
È arrivato il momento, è arrivato.
Ma che cazzo dici? Dove cazzo sei?
VOCI NON UDIBILI
Eh... sono qui.
Stefano...
sono qui! Al centro delle vostre vite!
Che bello Carlo, che bel teatrino! Grazie, grazie!
Ma sai una cosa? Sai che c'è? Fallo!
Fallo! Te lo chiede per mia voce una città intera.
Metti fine alle nostre vite inutili, Carlo, eh?
Grande calabrone del cazzo!
Quanti anni hai, Stefano?
Gli anni che vuoi!
Hai gli anni che avrebbe avuto mio figlio.
Tutti ti ascoltano.
Perciò ho bisogno del tuo aiuto. Sei intelligente, divertente, ironico, bello.
Puoi aiutarmi un'ultima volta?
Perché? Perché dovrei farlo?
E... perché?
Perché altrimenti molte persone moriranno.
Che cosa vuoi che faccia?
Stefano, sai cos'è quel pezzo di legno?
No.
È il frammento di un oggetto di 300 anni fa.
Fu costruito da un artigiano di nome Giuseppe Guarnieri.
Appartiene alla famiglia delle viole,
con estensione intermedia tra il contrabbasso e la viola,
derivato dalla viola da gamba.
Ha 4 corde di minugia accordate per quinte Do-Sol-Re-La.
E viene suonato a terra per mezzo di un piccolo supporto.
È un ogget...
era un oggetto rarissimo.
Non si acquista in un negozio.
Viene affidato a un musicista... solo secondo il merito.
Un violoncello?
Congratulazioni, bravo, hai vinto.
Bravo.
Sul tavolo davanti a te.
Che cosa? Il monitor?
No, la busta, la busta con i biglietti del concerto, no?
Prendila. Aprila.
Stefano, non aprirla!
- Chi ha preparato la busta? - La redazione.
- L'ho preparata io la busta. - Che cosa c'è dentro?
I biglietti del concerto, la prenotazione dell'hotel.
(CARLO) Stefano.
Non aver paura, io rispetto le regole.
Non c'è nulla da temere, stasera le regole non vanno infrante.
- Stefano? - Che devo fare?
Apri...
quella busta.
Stefano?
ROMBO
Fermo! La apro, la apro.
No, no, quella non è la mia busta.
C'erano solo i biglietti del concerto, non è quella che ho preparato io.
(REGISTA) Ma cos'è?
Sono spartiti musicali.
L'ultima pagina.
Leggi.
Leggi!
"Cara mamma, caro papà ."
Continua.
"Non so se leggerete questa lettera.
Non so se voglio che qualcuno lo faccia veramente o forse sì.
O più semplicemente non avrei mai voluto scrivere una lettera simile.
Vorrei stare con voi, vorrei vedervi felici.
Magari suonando in un grande teatro.
Questo non accadrà .
Non riesco più a mentirvi.
In casa sento il vostro amore, ma fuori non è così.
Fuori è solo dolore.
Ho sempre nascosto tutto, ma ora non ce la faccio più.
Vorrei fare qualcosa, ma non lo so, non so che fare.
Fuori è come se dovessi suonare davanti a un pubblico enorme.
Sono tutti lì ad ascoltarmi, tutti mi guardano...
e io non so suonare.
Non ho mai suonato, scusatemi.
Scusatemi tanto.
Mi vergogno.
Mi vergogno di esistere.
Sento così dolore che vorrei non essere mai nato."
Vorrei non essere mai nato.
"L'unico pensiero che dà pace...
è scomparire.
Voglio scomparire e vorrei che nessuno si ricordasse più di me.
Rimarrete sempre il ricordo più bello.
Vi voglio bene, Giulio."
Giulio.
L'ultima volta che ho visto mio figlio è stato in teatro.
Avrebbe dovuto suonare i brani che abbiamo ascoltato stasera.
Quello che hai davanti è il suo spartito.
Li avevamo decisi assieme...
anche se io sostenevo che alcuni fossero un po'...
banali.
E lui diceva no, bisogna suonare anche cose famose
altrimenti il pubblico si annoia.
Diceva così.
Tutti i suoi amici erano venuti per ascoltarlo.
Una cerimonia scolastica di fine anno.
Io ero così orgoglioso di lui...
tanto da concedergli di suonare...
il mio violoncello.
Non avrei dovuto farlo,
quello strumento era sotto la mia tutela, ma lui era...
così contento.
E io ero...
così felice per lui.
Mi fidavo così tanto della sua passione, della nostra passione.
Ci siamo incontrati in teatro 2 ore prima del concerto.
E io ho visto subito che qualcosa non andava.
Non voleva neanche aprire la custodia.
Perché, Giulio?
Ho pensato fosse la paura, l'emozione. Perché?
E quando la aprì...
il violoncello era completamente distrutto.
Non era nemmeno più uno strumento musicale, era legna da ardere.
Gli urlai in faccia tutta la mia rabbia, tutta la mia delusione.
Gli dissi che mi aveva tradito
che...
Non disse una parola, scappò via.
E quella notte decise...
che quel dolore era troppo per lui.
E così...
come si dice?
Ha smesso di soffrire.
Ho ucciso mio figlio.
Ecco, io ho vissuto tutta la vita
accompagnato da questo pensiero.
Mia moglie non me l'ha mai detto, ma...
io sentivo, sentivo.
"Hai ucciso Giulio, hai ucciso nostro figlio."
Carlo.
- Questa... - Non parlare!
Zitto! Non parlare!
Perché non hai ancora imparato ad ascoltare.
E poi ho incontrato una ragazza.
È stata lei che mi ha trovato dopo tanto tempo.
È stata lei che mi ha aiutato a capire.
Era lì, in teatro, quella sera prima del concerto.
Mentre...
io incolpavo mio figlio di una colpa che non aveva commesso.
È stata lei a dirmi che...
lì sopra le nostre teste in galleria,
c'era...
lui, il colpevole.
Anche lei era stata una sua vittima, la chiamava: busta di piscio.
Qualcuno...
distruggeva la vita di mio figlio...
senza che io lo sapessi.
Stefano, tu andavi nella stessa scuola di Giulio, mh?
Tu sai chi c'era di sopra, in galleria?
Stefano?
Stefano, rispondi a Carlo!
Steph?
(CARLO) Stefano?
Tre... due...
Steph, dillo!
- Uno. - Di' quel nome!
Ero...
Ero io.
Ero io.
Ero io.
Era solo un gioco.
Lui provava a evitarmi, ma io lo trovavo sempre.
E più si nascondeva, più io lo stanavo e lo punivo, sempre.
A volte gli davo qualche spintone, qualche volta l'ho picchiato.
Una volta gli ho anche tirato la merda addosso.
Non doveva ribellarsi, era questo il nostro patto.
Ma lui l'ha fatto.
Mi ha dato un pugno, un cazzo di pugno.
Allora gli ho preso il violoncello...
e gliel'ho spaccato sulla schiena con tutta la forza che avevo.
Gli ho detto che avrebbe dovuto subire in silenzio.
Altrimenti avrei detto tutto.
Che era il più sfigato di tutti,
che era preso in giro da tutti,
che gli tiravo la merda addosso e ridevano tutti.
A chi?
A chi l'avresti detto?
L'avrei detto a te.
A te l'avrei detto.
Professor De Mattei del cazzo.
A te, e tua moglie e la tua famiglia perfetta di geni.
L'avrei detto a te.
Povero ragazzo.
Se solo avessi alzato gli occhi... l'avrei salvato.
Forse...
ci saremmo salvati tutti.
(AMEDEI) Al piano di sopra.
Gli uffici del piano di sopra. Gli uffici della compagnia cinese.
- Che cosa c'è in quegli uffici? - Niente, sono vuoti.
C'è la nuova sede della Da Huang feng. La stanno ristrutturando.
(sottovoce) Da Huang feng, Da Huang feng, Da Huang feng.
Cazzo. Bisogna evacuare immediatamente lo stabile.
- Tutti fuori! Tutti fuori! Di fuori! - Fuori, fuori, fuori, fuori!
Forza, veloci, veloci!
Controllate i piani inferiori ed evacuate l'edificio.
Buonanotte a tutti.
Spero vi sia piaciuto il concerto.
SEGNALE ELETTRONICO
RUMORE DI TRAFFICO
Siate felici, se vi è concesso.
Scendi dalla macchina con le mani alzate!
Professore, scenda dalla macchina!
Muoviti!
Scendi!
Lentamente!
(CAPITANO) Scendi!
Che fa?
- No! - Fermo!
SPARO
Avverti il Comando che non c'è nessun ordigno.
E fai chiamare un medico legale.
ACCORDI STONATI DI VIOLA
(GIULIO) No, non ce la faccio.
Non ci riesco.
(CARLO) Oh, Giulio!
Le cose si imparano a forza di errori, ricordatelo. Giusto, mamma?
- (MAMMA) Certo, professore! - Eh!
(MAMMA) Giulio, se non vuoi suonare non sei obbligato.
(GIULIO) No, no. È troppo difficile, impossibile.
(CARLO) Ascolta.
Te l'ho mai raccontata la storia del calabrone?
Allora molti, molti anni fa in Germania qualcuno pensò che per il calabrone,
data la forma piccolissima delle sue ali, fosse impossibile volare.
(GIULIO) Mamma, che c'entra adesso?
(CARLO) Tutti si domandavano come fosse possibile, capisci?
Nessuno aveva una risposta fin quando qualcuno disse:
"Il calabrone vola perché non sa di non poter volare".
(GIULIO) Non ha senso questa cosa.
Eh, non ha senso, no.
Però mi è sempre sembrata una buona risposta, sai?
(CARLO) Che fate ancora svegli?
(GIULIO) Mamma dice che la luce delle stelle è di tanti e tanti anni fa
e guardare le stelle è come viaggiare nel tempo.
(CARLO) Quanto è intelligente la tua mamma, eh!
- Tutto bene? - Sì, tutto bene.
(GIULIO) Ma perché quando siamo in città le stelle non si vedono?
- Si spengono? - No, no, no, no.
È per l'inquinamento luminoso.
- (GIULIO) Inquinamento? - (CARLO) Luminoso.
La luce dei lampioni, delle case e di tutta la città insieme,
non permette ai nostri occhi di vedere le stelle meno luminose.
(MAMMA) Praticamente, se si spegnessero tutte le luci di Milano
si vedrebbero tutte le stelle.
(GIULIO) E perché non lo fanno?
(CARLO) Perché è impossibile.
- (GIULIO) Possiamo chiederlo a tutti. - (CARLO) A tutta la città ?
(CARLO) Sarebbe bellissimo.
(CAPITANO) Colonnello.
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