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Original subtitles

Bro! Permesso!

Sinistra.

Allo stop, a sinistra.

Uno, due, tre, quattro, cinque.

A destra.

THIS JUST IN LO SHOW COMICO NUMERO UNO

Signor Burnz?

Lei è Charlie Burnz?

Charlie Burnz, parlo con lei.

Signor Burnz, Charlie Burnz.

Da' una spazzata. Assicuriamoci che gli oggetti di scena siano al posto giusto.

- Ehi, Marge? - Ehi, Charlie.

Dove sono tutti?

Charlie, è lunedì. Sono alla riunione degli autori.

Ah, giusto. Beh, è stato un lungo weekend.

Va bene. Stammi bene. Ciao.

Sbrigati. Stanno proponendo gli sketch nuovi!

Sì, siamo stati molto attenti...

...a non offendere nessuno con il prossimo sketch...

...perciò godetevelo.

Okay, è--

È una televendita per un nuovissimo album comico.

Partiamo con riprese di pianeti e stelle, splendide riprese dello spazio.

Poi c'è una voce fuori campo e una scritta in sovrimpressione.

"Nella tradizione di George Carlin e Richard Pryor...

...ecco a voi una nuova grande voce comica".

E passiamo a una foto di... Stephen Hawking.

L'abbiamo photoshoppato davanti a un muro di mattoni.

Così sembra che sia al cabaret.

C'è un microfono davanti al computer.

"È un'impressione mia, o i buchi neri sono strani? Dico bene?

Vi piacciono le imitazioni?"

Secondo te, com'è andata la riunione?

Delle idee molto divertenti.

Ma Brad, qualcuno deve correggere le inflessioni di Roger.

Lo so. Penso che sia nervoso.

No, dai.

George Carlin, Richard Pryor.

Santo Dio, persino Stephen Hawking pronuncia i nomi meglio di lui.

Per il nuovo segmento.

O, come dice Roger, il nuovo "sègmento".

Va bene, lo do ai ragazzi.

Sai, c'è una nuova invenzione chiamata "computer".

Dovresti prenderne uno.

Ne avevo uno, ma mi piace questa.

Siamo partiti insieme. Amo la sensazione della carta.

Amo il fatto che il tasto lascia un segno che un secondo prima non c'era.

Ma mi sono procurato uno di questi.

Bravo. Sai come funziona?

Certamente, se non devo mandare un'e-mail, un SMS o fare una telefonata.

- Non è importante. - Per niente.

- Mangiamo qualcosa? - Ho un appuntamento.

Accidenti, quanto sei popolare.

È una che ha vinto un pranzo con me a un evento di beneficenza...

...per le biblioteche pubbliche.

Che divertimento.

Che bel ristorante. Scusi.

Ah, no.

Scusi. Arrivederci.

Forse lei, signore. Salve.

Ah, Phil Donahue. Piacere.

- Ma che fa, questa? - Salve, signore.

Oh, no, scusi il disturbo. Ho sbagliato persona.

Mi scusi. Arrivederci.

Scusi. Per caso, cerca me?

Sono Charlie Burnz.

- Mi prendi per il culo? - Cosa?

Questo eri tu?

Sì. Sì, sì, sì.

La vita ti ha dato delle belle botte, eh?

Sì, si può dire così, ma è una foto molto vecchia.

Fu scattata sulla Mayflower. Vinsi il torneo di bocce.

Beh, complimenti in ritardo. Io sono Emma Payge.

- Emma, piacere. Accomodati. - Scusa il ritardo.

Tranquilla. Nessun problema. Contento che tu sia qui.

E grazie per aver puntato su di me all'asta.

Lusingato che una della tua età apprezzi il mio lavoro.

- Vuoi la verità? - Certo.

Non so chi diavolo sei.

Il mio ex ha puntato su di te.

- Non tu? - No.

Ma come...?

È un attore e ha fatto una scena scritta da te a scuola di recitazione.

Voleva conoscerti, così ha puntato.

- Quanto? - Ventidue.

- Ventiduemila? Fantastico. - Ventiduemila un cavolo!

Ventidue dollari.

La puntata vincente era 22 dollari?

È partita da 20, poi è salita di 50 centesimi per volta.

Oh, che tristezza.

Salve. Benvenuti al Le Monde.

Sarò il vostro cameriere. Cosa vi porto?

- Hai mai mangiato qui? - No.

Fanno un ottimo panino con la bistecca. Prendo solo quello. È fantastico.

Perfetto. Prendo l'insalata di mare.

- Okay. E per lei, signore? - Io prendo--

Ah, posso avere vongole extra, calamari extra e granchio extra?

- Senz'altro. Per lei, signore? - Io--

Ah, e può aggiungere una coda di aragosta, con cozze extra?

Voglio tante cozze.

Della Nuova Zelanda, non del New Jersey. Hanno i peli neri.

Chissà che c'è dentro. Sono tossiche.

Hai finito? Ci sono delle specie che non hai menzionato.

Vai pure.

- Io prendo-- - Oh, mi porta una Diet Coke?

E per lei, signore?

Io prendo un panino al tonno, pane integrale, e un tè freddo.

Molto bene.

Perché il panino al tonno, se fanno...

...un ottimo panino con la bistecca?

Mentre tu ordinavi mezzo Oceano Atlantico...

...mi è venuta voglia di mangiare l'ultimo pesce rimasto sul menù.

Touché, vecchio. Touché.

Una domanda.

Se non sai chi sono, perché non è venuto il tuo ex?

L'ho beccato che mi tradiva.

Ha detto che è perché sono pessima a letto.

E fidati, non è per niente vero, okay?

Dovresti vedere le mie mosse. Altro che Cirque du Soleil.

Okay. Beh, prima pranziamo, però.

- Ti spezzerei la schiena. - Grazie.

Rimarresti steso, morto, col sorriso stampato.

E i tuoi figli direbbero: "Com'è morto? Com'è morto mio padre?"

E io li guarderei negli occhi e direi:

"Sopra di me".

Che pensiero meraviglioso.

Sei divertente, vecchio.

Sono contenta di essere venuta, anche se è solo per metterlo in culo al mio ex.

È un complimento che non si sente ogni giorno.

- Oh, è arrivata l'alta marea. - Sì!

- Grazie mille. - Buon appetito.

Emma, goditi il buffet.

Allora... Immagino che ti piaccia la comicità.

No.

Non ti piace?

Cioè, adoro ridere, ma nella vita reale. Capisci?

Beh, è il mio lavoro nella vita reale. Sono un autore comico.

Ha mai guardato This Just In, la domenica sera su Funny?

Scrivo anche per Broadway, il cinema e cinque libri.

E tu che fai?

Charlie, non mi sento tanto bene.

Perché la tua faccia è improvvisamente gonfia?

- Non mi sento le labbra. - Sei allergica ai frutti di mare?

Oh, cavolo, forse sì.

Che devo fare?

- Chiama l'ospedale. L'ospedale! - Cosa? Cosa?

Chiama l'ospedale!

Chiama l'ospedale più vicino! L'ospedale più vicino!

Non lo so. Controllo su Internet.

- Chiama l'ospedale! -Tutto bene?

Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Ma che ha fatto?

Non ho fatto niente!

Sono cozze del New Jersey!

- Cosa? - Lo sapevo che erano del New Jersey!

- No! Io sono del New Jersey. - È un'emergenza!

È un'emergenza!

Calmatevi tutti. Rilassatevi.

- Chiamiamo l'ambulanza. - Siri! Ma che problemi hai?

Signora, ha mai avuto reazioni allergiche ai frutti di mare?

Ha ordinato a caso, ed è successo?

- Avevo un languorino. - Okay, si rilassi. Siamo quasi arrivati.

Andrà tutto bene.

Charlie? Charlie.

Charlie!

Ho solo te, Charlie, non lasciarmi!

Oh, cavolo.

Signor Burnz?

Non devo compilare io questi moduli.

- Che rapporto ha con la signorina? - Mi ha vinto all'asta.

Può anche non credermi.

Non ha l'assicurazione...

...e non può andarsene di qui da sola.

Non ha l'assicurazione?

Okay.

Millecento dollari?

Sì. E il conto dell'ambulanza le arriverà per posta.

Può pagare all'uscita.

- Sua figlia se la caverà. - Mia--?

Fantastico. Non è fantastico?

Mi ha detto che l'ha adottata da quell'orfanotrofio in Kenya.

- Davvero speciale. - Ah, gliel'ha detto?

- Già. - Già, beh...

Beh, è speciale lei.

È stata una reazione grave.

Ha delle altre allergie?

Di questo dovrebbe parlare con lei.

O posso metterla in contatto con uno degli anziani della tribù.

Chieda di Mbolo.

Fortuna che ha reagito rapidamente.

Un altro po', e sarebbe stata un'altra storia.

Ecco le sue ricette.

La farmacia è da quella parte.

Seicento dollari?

Il panino al tonno mi sta costando quasi 2000 dollari.

- Benvenuto a New York, amico. - Questo cos'è?

Epinefrina. Deve iniettargliela entro un'ora.

- Altrimenti? - Morirà.

Avanti il prossimo.

"Rimuovere la sicura blu tirando direttamente in alto".

- Okay. - Perché ci metti tanto?

Non riesco a leggere le istruzioni senza gli occhiali.

E francamente, sono un po' nervoso.

- Okay. - Oh, no.

Col cavolo. Metti giù quell'affare.

Non puoi pugnalarmi con quel bastoncino Lego...

...con le mani che ti tremano così. Così mi cavi un occhio.

Hanno detto di farlo entro un'ora, altrimenti stai di nuovo male.

Aspettiamo un'ora. Se non muoio, puoi andare.

Va bene. Goditi il gonfiore.

E va bene. Infilzami, vecchio.

TERRENO SCIVOLOSO

Porca--!

Figlio di--!

Okay.

Fine dello spettacolo.

Mi faccio un tè, magari riduce il gonfiore.

"Tenere dentro per pochi secondi."

"Terreno scivoloso"?

- Hai guardato? - Per forza.

Non è una cosa da fare a occhi chiusi. Credimi.

Sarebbe potuto finire in qualche posto sconveniente.

Grazie. Prometto che ti ripagherò fino all'ultimo centesimo.

Non ce n'è bisogno. Come ti senti?

Come se mi avessi iniettato cinque bevande energetiche.

Credo che avrò circa 30 ore di energia! Sono gasata!

- Posso chiederti una cosa? - Cosa?

Perché hai detto che sono tuo padre?

Mi sembrava figo avere un padre bianco.

E la storia dell'orfanotrofio?

Ero piuttosto rimbambita.

Erano le cozze che parlavano per me.

Già, quelle cozze parlavano.

Già, direi di sì.

Beh, senti, cerca di riposare.

Serve altro? Ho ancora 20 dollari.

Me la cavo.

Chiedo scusa per aver detto tutta quella roba sul mio ex.

Non avrei dovuto.

Sei un brav'uomo, non era giusto nei tuoi confronti.

- Ti capisco. L'uscita è di qua? - Sì, da quella parte.

- Sei vivace. - Già.

Ottimo tentativo.

- Va bene, è-- - Era sulla linea.

Spiacente, Rex. Ho vinto il match.

Non so perché giochi con me.

- È una bella sudata. - Sì, per me.

Io corro come un matto, annaspo. Tu--

Tu stai fermo alla rete. E poi, sei-zero, sei-zero.

- Sei-zero. - Sei--

Ti dà piacere battere il tuo unico figlio così?

Sì, tanto.

Senti, papà...

Francine vuole sapere se vieni al bat mitzvah di Lindsay.

Mia figlia vuole sapere se vengo al bat mitzvah di mia nipote?

- Perché non dovrei? - Non hai risposto all'invito.

Perché non mi chiama, invece di chiedere a te di chiedere a me?

Papà, non te la prendere. Sai com'è fatta.

Sarà divertente. Staremo insieme.

Non voglio che Lindsay pensi che non verrò.

Chissà cosa le dice tua sorella.

Chiamala.

È stato divertente. Ci vediamo la settimana prossima?

Così puoi battermi ancora.

Devo andare.

Ho un appuntamento alle 15:00. Sono nervoso.

Proporrò il mio design per un nuovo edificio sulla Union Square.

Può essere una cosa importante, per me.

Ho risposto all'invito. Ne sono certo.

Non preoccuparti di questo. E augurami buona fortuna.

Per cosa?

Il mio edificio, il design.

Ah, ah, ah, sì, sì, sì. Sì.

Sì. Ci vediamo.

La chiamo subito.

Papà! Papà!

Papà!

Papà!

Ho fatto una cosa brutta, papà!

Ho paura! Papà!

Papà!

Ah, salve. Roba da matti. Ho--

- Ho dimenticato che armadietto ho usato. - Non fa niente.

Ho le chiavi.

- Partiamo da questa fila. - Okay, bene.

Perfetto.

Andrai alla grande. Batti il cinque.

Sono fiera di te. Stai andando splendidamente.

Sì. Sono solo un po' nervosa per il discorso.

- Hai iniziato a scriverlo? - Sì.

PAPÀ

È tuo nonno.

Ciao, nonno Charlie.

Ehi, Lindsay, tesoro. Come va con il bat mitzvah?

Bene.

Chiedigli se verrà.

Ma come? Il nonno non viene?

- Ci vieni? - Chiamavo per questo.

Certo che vengo. Non me lo perderei mai.

- Ottimo. Sono tanto felice. - Se sei felice tu, lo sono io.

- Posso parlare con tua mamma? - Digli che ora non posso parlare.

Dice che ti richiama.

Sì. Okay.

Non vedo l'ora di vederti.

Non vedo l'ora di vedere te.

Allora, dimmi. Hai preso un bel vestitino?

Lo vedrai quando verrai.

Okay.

Puoi aiutarmi con il discorso?

Sì, certo. Lo sistemiamo ben bene.

- Sì. - Okay, piccola. A presto.

È stata una brutta giornata.

Grazie per avermi accolto a quest'ora. Lo apprezzo molto.

Non-- Non ricordavo dov'era il mio armadietto, in palestra.

Ci vado da anni.

Dannatamente imbarazzante.

C'era da aspettarselo.

Non farti prendere dal panico. Stai facendo come abbiamo detto?

Sì. Cerco di non modificare la mia routine.

Prendo la stessa strada ogni giorno per andare al lavoro. Mangio sano.

Faccio esercizio.

E prendo le medicine.

A proposito, quel Namenda...

Accidenti, quanta stitichezza.

- Scusa tanto. - "Scusa"?

Ero costipato per otto giorni. Sembravo un pitone che ha inghiottito un cervo.

Charlie, per questo hai dei medicinali...

...e puoi sempre farti un clistere.

Lo tengo da parte per il mio compleanno. Qualcosa di speciale.

Come dormi?

Perché dormire, se puoi restare sveglio e terrorizzato?

Dormo circa quattro ore, forse.

E quei flashback?

Questa è la cosa più assurda.

Posso dimenticarmi cos'ho mangiato mentre lo mangio.

Ma poi mi vola in testa una cosa, tipo, bam!

Può essere un momento, un frammento, una frase.

Ed è come se fossi lì.

Lo vedo come lo vidi all'epoca. Non--

È come se sentissi gli odori. E poi, nero.

Diventa tutto nero, e sparisce così com'è arrivato.

Davvero assurdo.

- Come va con il lavoro? - Penso che aiuti.

Mi tiene la mente attiva e rafforza il senso di negazione.

Insomma, è uno show pieno di ragazzi giovani.

Io sono come il vecchio che ti buca il pallone se gli finisce in casa.

Ma va ancora in onda roba mia.

Aiuto ancora a plasmare lo show...

...e quando una mia battuta viene bene e il pubblico ride...

...è una sensazione unica.

È una cosa che adoro ancora.

Bene. Direi che stai andando bene.

Stiamo tenendo a bada questa cosa, ma è dannatamente imprevedibile.

Non lasciare che la negazione prevalga sulla ragione.

Ci sono ancora tante cose che non sappiamo, su questo tipo di demenza.

Okay.

- Al mese prossimo. - Okay.

- Se non hai bisogno di me prima. - Okay.

Grazie, amica mia.

Lo show della settimana scorsa mi è piaciuto.

Davvero?

- Chi c'era? - Insomma, il tipo... Come si chiama?

Il-- Quello di quel film. È sposato con--

Quello coi capelli.

Vuoi un po' delle mie medicine?

PER CARRIE

Spingi a terra una signora, eh? Vai addosso alla gente così?

Figlio di puttana!

Torna qui e riprovaci, bastardo smidollato!

Ehi, ehi, ehi.

Cos'è successo?

Stavo salendo a destra e ho fatto un frontale con un coglione...

...che stava scendendo a destra, ma per lui era la sinistra.

È colpa sua, perché non siamo in Inghilterra!

Come fai a sapere dove vivo?

- Google. - Google?

- Tieni. - Cos'è?

La prima rata dei soldi che ti devo.

Fai la spogliarellista?

No, cavolo. E tu per lavoro dovresti far ridere l'America?

Il mio ginocchio!

- Cazzo, le ginocchia! - Senti, vieni di sopra.

Ti ripulisco la ferita, e poi ti sciacquiamo anche la bocca.

Forza.

Oh, okay, okay.

Accidenti.

Questo tipo si dà da fare. Che bello.

CHARLIE BURNZ CELEBRA UN TRIONFO

Conosci un sacco di vecchi bianchi.

BROADWAY BRILLA

Oprah Winfrey?

"Per Carrie"?

Okay, ecco qua.

Secondo questo muro, non sei solo antico, ma anche famoso.

Siediti qui.

Sei un serial killer?

- Perché? - Beh, i serial killer non fanno così?

Collezionano foto di quelli che hanno macellato e sepolto in giardino.

Altro ginocchio.

- Loro chi sono? - Chi?

Ah, sono i miei parenti.

Perché hai scritto i loro nomi?

Sto scrivendo su di loro, mi aiuta a mantenere la concentrazione.

Come sei diventato scrittore?

Non credo che lo si diventi. Lo si è e basta.

Da piccolo, mi divertivo...

...a rendere più interessante la verità.

Quindi sei un bugiardo.

Sto scherzando. Che bello.

Già. Beh, sei come nuova.

Grazie.

Qui cosa c'era?

Un quadro che è caduto.

La domestica l'ha messo da qualche parte.

Devo tornare al lavoro.

Torni a inventarti cazzate perché la tua vita è noiosa?

Qualcosa del genere, sì.

Ascolta, grazie per il sacchetto di soldi riciclati.

I Corleone saranno contenti.

Ma non c'era bisogno.

È qui che ti sbagli, vecchio. C'era bisogno.

Ciao-ciao.

Ora tocca a Sarah e Roger. Questo l'hanno scritto Paula e Gary.

Spot pacchiano per uno studio legale.

Salve, sono Jerry Loomis.

E io sono Lorraine Loomis.

Quando ci siamo sposati...

...le regole sentimentali erano molto meno complicate di ora.

Ed è qui che subentriamo noi.

Siamo gli Arbitri Sessuali.

Veniamo con voi ai primi appuntamenti.

Mantenendo la distanza di sicurezza.

Così, se ci sono allusioni...

O confusioni...

Noi vi aiutiamo a chiarire quali sono le intenzioni delle parti.

Per evitare fraintendimenti...

...che possono portare ad accuse e cause legali.

Ci occupiamo degli aspetti più equivoci.

Ad esempio, siete in un'auto parcheggiata e lei dice: "Vuoi baciarmi?"

Ma per lui, lei ha detto:

"Caro, puoi ficcarmi un pollice in culo?"

Bella differenza, no?

Noi pensiamo di sì.

Oppure siete sulla ruota panoramica...

...e lui dice:

"Ho paura del vuoto". Ma lei dice che ha detto:

"Vuoi una foto delle palle del mio rottweiler?"

Capite perché avete bisogno di noi?

Noi vi proteggeremo da perfide accuse...

...ingiunzioni e querele per diffamazione.

Siamo dalla vostra parte.

Qualunque sia la vostra parte.

- Siamo Loomis. - E Loomis.

Mettiamo la "corte"...

...in corteggiamento.

Bello. Davvero bello.

È subdolo.

- Già. - Allora...

Okay, ottimo lavoro. Il prossimo sketch è di Darrell.

Thomas Cesso Junior.

Apriamo su un cortile scolastico inglese dell'800.

Dei bambini di 9 anni cercano di decidere...

...cosa vogliono fare ora che la scuola è finita.

Volete venire a casa mia?

No. Casa tua puzza.

Magari a casa mia?

No. Anche casa tua puzza.

Casa mia non puzza.

Come mai?

Sono Thomas Cesso Junior.

Mio padre ha inventato lo sciacquone.

Allora andiamo a casa sua.

Va bene, va bene.

Bene, ragazzi. Molto divertente.

Mettiamo insieme uno show.

Arbitri Sessuali.

Avete scritto uno sketch molto divertente.

Ma...

Ma cosa? Sarah e Roger sono stati esilaranti.

- Esatto. - Non so.

Non so. Charlie, che ne dici?

Idea molto divertente. Ma il pollice in culo, le palle del rottweiler--

Ma che dici? Hanno fatto ridere tutti.

Certo. Succederà sempre.

Ma è il giusto tipo di risata?

Perché è un'idea molto intelligente.

Bibliotecarie rabbiose?

- Buffissimo. - Facciamolo.

Sono d'accordo.

Thomas Cesso Junior.

Col cavolo.

Già. A Darrell sta scadendo il contratto...

...ma non è ancora andato in onda un suo sketch.

Non è tanto male.

Se avessero usato l'accento inglese...

...come avrebbero dovuto...

...sarebbe stato un po' meglio, ma è sbagliata proprio la struttura.

Dagli un'altra chance. Lo migliorerà.

Abbiamo assunto Darrell...

...perché ha scritto quei buffissimi saggi per il Lampoon.

Ma è difficile fare il salto...

...dai saggi agli sketch. Ci vuole tempo.

Pensi che scriva bene?

Sì. Ha le potenzialità.

Ma vanno incoraggiate.

Insomma, è difficile tenere il passo con voi.

E Roger, l'assassino di inflessioni, va preso a legnate in testa...

...finché non dice "ingiunzioni".

E dai, su. "In-giunzioni". Cosa sono? Giunzioni interne?

Sono giunzioni nascoste.

Sono sotterranee? Cioè, ma che problemi ha?

Ma il fatto è questo:

la comicità ha una sua musica.

Ha una musica. Ha delle note.

- Lui è stonato. - Ci stiamo lavorando.

Continuate, perché mi sta facendo impazzire.

- Bene. Poi cosa c'è? - Devo andare.

- Scusa, ho la-- Scusate. - Ah, giusto.

- Sì. - Divertiti.

Grazie.

Vorrei esserci.

- Ehi. Hai un lavoro. - Già. Bene.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Buonanotte.

Onorano Charlie...

...e tutto il cast all'American Film Society...

...per il 30º anniversario di Call Me Anytime.

Kevin Kline, Sharon Stone, regia di Barry Levinson.

Che film esilarante. L'avete visto?

Sì. È ottimo.

Va bene. Che c'è?

Senti, lo sai che amo Charlie.

Lo so, ti ha fatto esordire e tutto.

Ma... dai.

A questo punto, non so cosa apporta allo show.

A parte 40 anni di esperienza?

E una produzione artistica che include show...

...che hanno reso possibile questa serie?

Sentite, posso capire mettere in dubbio il valore di Charlie.

Ma è molto intelligente e scrive ancora belle battute.

Ed è il mio consigliere.

Perciò, quando scrivete sketch con pollici nel culo...

...o le palle di un rottweiler...

...è lui che mi ricorda cosa dovremmo mandare in onda.

Alla fine dei conti, finché produrrò io questo show...

...Charlie ci sarà.

- Okay? - D'accordo.

- Bene. - Sì.

- Torniamo al lavoro. - Sì.

Vai, vai.

Chiudi la porta.

Spegni le luci.

Vieni qui.

Non posso più fare questa cosa.

Perché?

Tu sei sposato, io sono sposata. Non voglio far male a nessuno.

Beh, neanch'io.

Ma non so che fare.

Aspetta, aspetta, aspetta. Facciamo un piano.

Ogni anno c'incontreremo qui, nel bagno dei Tuckman...

...alla loro festa di Halloween.

- E alla loro festa di Natale? - No, dobbiamo essere forti.

Salve, come va? Grazie per essere venuti.

Buonasera. Sono Bob Costas.

Diamo il benvenuto al regista di Call Me Anytime...

...Barry Levinson.

Allo sceneggiatore Charlie Burnz...

...e alle star del film, Kevin Kline e Sharon Stone.

Devo dire subito...

...che amo molto questo film.

Anzi, mi sto perdendo la partita Mets-Astros...

...per essere qui a fare questa cosa.

Quale fu il germe del film?

Come iniziò?

Beh, io e Charlie ci conoscemmo al Carol Burnett Show, secoli fa.

E lui scrisse molti sketch divertenti.

Un tipo timido, mi chiamava sempre "signor Levinson"...

...nonostante fossimo amici.

Insomma, lessi la sceneggiatura di Charlie e pensai:

"Bisogna fare questo film".

Il giorno dopo, mi chiamò Barry e disse:

"Ho letto una sceneggiatura fantastica. Devi leggerla.

Questo personaggio sei tu".

Dissi: "È completamente compulsiva, disposta a tutto. Ci sto".

Il giorno dopo, chiamò me. Lessi la sceneggiatura e accettai.

Ci dettero il via libera tre giorni dopo. Detti la buona notizia a Charlie.

Allora, Charlie, cosa ti disse Barry?

Chi?

Il signor Levinson.

Che piacere vederti. Che... Wow.

Piacere di conoscerti.

Mi emozionava e scioccava il fatto che...

Il signor Levinson.

...voleva dirigere-- Era la mia prima sceneggiatura.

Che Kevin Kline avrebbe interpretato Ben e che-- Aiutami.

- Meryl Streep. - Ciao.

Avrebbe interpretato Iris.

Pensai che se i miei genitori fossero stati vivi...

...la buona notizia li avrebbe uccisi.

Le opere di Charlie non sono solo comiche. Hanno una loro umanità.

E secondo me, parlano di persone vere.

È uno scrittore eccezionale.

Ehi, vecchio. Sei stato fantastico.

Ehi. Eri lì dentro?

Sì. E mi è piaciuto tanto. Seconda rata.

È un po' leggera, capo. Ti prego, non spezzarmi i pollici.

Ma che sorpresa meravigliosa.

Come sapevi di questa cosa?

Il mio sfigato ex.

Ho usato il suo biglietto. Mi hai fatta ridere tanto.

Mi dispiace.

No, è bello vederti lassù. Che figata.

Hai fatto tante cose.

Ho avuto fortuna.

La bravura non c'entra con la fortuna.

Forse hai ragione.

Perché hai gli uccellini nei capelli?

Perché no?

Merda, che ore sono?

Farò tardi al lavoro.

- Devo andare. Vieni. - Dove?

- Andiamo. - Ora?

Sì.

Che lavoro fai?

Ad Harlem, a un tavolo per due

Eravamo in quattro Io, te e i tuoi grossi piedi

Dalle caviglie in su Hai proprio un bell'aspetto

Ma da lì in giù Hai davvero troppo piede!

Sì, hai i piedi troppo grossi

Non ti voglio Perché hai i piedi troppo grossi

Non mi servi Perché hai i piedi troppo grossi

Ti odio Perché hai i piedi troppo grossi

Hai i piedi troppo grossi!

Dove li hai presi? Dove li hai presi?

Piaci alla tua ragazza Ti trova simpatico

Hai il necessario per andare in paradiso

Le piace la tua faccia Le piace la tua auto

Ma amico, accidenti Quei cosi sono troppo grossi

Hai i piedi troppo grossi

Non ti voglio Perché hai i piedi troppo grossi

Ce l'ho con te Perché hai i piedi troppo grossi

Ti odio Perché hai i piedi troppo grossi

Sì, vengo da una famiglia piccola.

Mia mamma e mio papà erano cantanti.

Mo e Jessie.

Erano un po' come Ashford & Simpson.

Ma non ce l'hanno mai fatta...

...perché c'erano già Ashford & Simpson.

Ci divertivamo tanto. Mi hanno insegnato ad armonizzare...

...e mio padre faceva dei fantastici segnavento.

E mia mamma fa dei bellissimi acchiappasogni.

Vivono appena fuori Charlotte. Li adoro entrambi.

Sembrano fantastici.

Adoro il profumo dell'aria dopo la pioggia.

Se hai bisogno del mio aiuto con quello che stai passando...

...o se anche vuoi parlarne con qualcuno, io ci sono.

Beh, grazie mille. Ma di che parli?

Hai dimenticato i nomi di Sharon Stone e Barry Levinson?

Ah. Mi sono bloccato.

Non mi piace stare sul palco.

Su che palco stavi...

...quando hai scritto i nomi dei parenti sotto le foto?

Te l'ho detto, lavoro così.

È un progetto a cui sto lavorando--

Lo so cosa mi hai detto, ma non prendermi per il culo, vecchio.

È iniziato in modo innocente.

Avevo difficoltà a ricordarmi le cose. Un nome, un luogo, una forchetta.

E pensavo: "Sei vecchio, Charlie.

Hai dei vuoti di memoria".

Ma un giorno, pranzavo con un tipo...

...e non mi ricordavo il suo nome.

E lui parlava e parlava.

Pensavo: "Chi diavolo è?"

Poi fece una battuta e rise.

Feci una risata finta, giusto per partecipare.

Ma intanto, mi prese il panico. Pensai: "Ma chi è, questo?"

Lo conoscevi?

Era mio figlio.

Sì. Sta succedendo.

Cristo, vecchio. Mi dispiace.

Chi è Carrie?

Ho visto il titolo, a casa tua.

Carrie era mia moglie.

È morta.

Tanto tempo fa.

E sto scrivendo una cosa per lei.

Devo finirla prima di perdere le parole.

Quando hai iniziato a scriverla?

Circa un'ora dopo la diagnosi.

E come sta andando?

Sta andando molto bene.

Mia madre direbbe che è un vassoio di stronzate calde.

Non mentire, vecchio.

So che non hai scritto neanche una parola.

- Dammi il cellulare. - Il mio?

- Il tuo. - Okay.

Okay.

Questo è il mio nome, questo è il mio numero. Okay?

Anche se non vuoi contattarmi...

...sappi che non sono una matta allergica ai crostacei...

...che ha la metà dei tuoi anni...

...e vuole aiutarti perché tu hai aiutato me.

Non ti fermi per le virgole, eh?

Chi ha tempo per le virgole?

Darrell, così è meglio.

Prova così.

Facciamola così alla prova generale. Che ne dici?

Sì. Ottimo.

- A posto? - Sì. Grazie.

- Bene. Ottimo. - Bene.

Volete venire a giocare a casa mia?

No, casa tua puzza.

Allora venite a giocare a casa mia.

No, anche casa tua puzza.

Casa mia non puzza. Possiamo giocare lì.

Ah, è il figlio di Thomas Cesso.

Suo padre ha inventato lo sciacquone.

Che gran cagata.

Non più.

Andiamo a casa sua!

Ah, sì. Thomas Cesso, il padre del water moderno.

Sono Jeff Goldblum.

Vi abbiamo presentato un momento poco noto nella storia dell'idraulica.

Cambiate il vostro water e cambierete il mondo.

Pausa pubblicitaria! Due minuti.

Niente male.

- L'hai sistemato bene, Darrell. - L'idea di Goldblum è buffa.

Grazie.

Penso che lo metteremo dopo la terza pausa. Andrà in onda.

Bene.

Sì. Sì.

Come hai conosciuto Carrie?

E dai, vecchio. Come vi siete conosciuti?

Dannazione, odio questa roba.

Ehi, sai cosa ci vuole?

Cosa?

Il burro.

- Hai detto "burro"? - Dammi retta. Il burro.

No, davvero. C'è tanto catrame in spiaggia, quest'anno.

Devi prendere del burro e strofinarlo nel catrame.

In qualche modo, il burro lo scompone, così viene via...

...e non devi usare quella conchiglia affilata...

...che probabilmente ti sta togliendo...

...l'epidermide dalla pianta del piede.

- Ciao. - Ciao.

Sono Charlie Burnz.

Ciao, Charlie Burnz.

Io sono Carrie.

Carrie? È un diminutivo di Caren o Carina o Catherine?

- Florence. - Florence?

Non chiedermi perché.

Florence. È un gran bel nome all'antica.

È il nome di una mia parente.

Non ho mai potuto immaginare i miei parenti da piccoli.

"Herman, vieni via dall'acqua."

"Irving, non metterti quel cucciolo in bocca."

"Mildred ha fatto la cacca nel vasino. Un applauso per Mildred."

- Non si sentono più quei nomi. - È vero.

Senti, io vivo in quella casa bianca lì.

E ho circa mezza tonnellata di burro.

Perciò, se...

Sì, ho vinto un concorso. Bisognava indovinare il peso della mucca.

E posso "scatramarti".

E lo dico molto rispettosamente.

Okay.

Wow, è fatto con i numeri?

Sei di nuovo tu. Ciao, Charlie Burnz.

Ehi, Carrie.

È molto bello.

- Sì? Ti piace? - Sì.

- Sai cos'altro mi piace? - Cosa?

- Le vongole al vapore. - Ah, sì?

- Sì. - Non le ho mai mangiate.

Okay, casa mia, ore 7:00.

Affare fatto.

Ecco qua. Okay, prendi la vongola. Aprila. Sciacquala nel brodo.

E poi nel burro. E poi in bocca.

Un assaggio di paradiso. Non è ottima?

Oh, Dio. Oh, mio Dio. Scusa.

È disgustosa.

- Non farmi causa. - Oh, cavolo.

- Pizza? - Chiamo da Gino.

È un tappeto nuovo.

Mi pare di dare la caccia a Bigfoot.

Ehi.

Ehi.

Carrie.

Buongiorno.

Tieni.

Buongiorno, Charlie Burnz.

Tieni. Qualcosa per colazione.

È una bella giornata.

Oh, Dio.

Okay.

"Scatramami."

Ma è un peccato sprecare il burro sul mio piede.

Vieni qui.

Okay.

Ciao.

Beh, ciao, vecchio amico.

1986, l'estate della mia vita.

L'estate in cui mi innamorai.

Appena ci conoscemmo,

capii di essere nei guai.

E il fatto era che

non la stavo neanche cercando, la trovai e basta.

Carrie. Radiosa. Affascinante. Bellissima.

E la cosa più sexy di lei -

mi faceva ridere.

Non si capisce la profondità di un pozzo Dalla lunghezza del manico della pompa

Baby, come puoi capire me?

Non si giudica la bottiglia dall'etichetta

Così sono io

C'è chi mi chiama un mestolo

Dammi una chance e vedrai

Non si capisce la profondità di un pozzo Dalla lunghezza del manico della pompa

Grazie, bello.

Baby, baby, baby

Baby, baby Baby, baby, baby

Come puoi capire me? Sì

Bene, non mancate di fare una donazione.

Grazie, ci vediamo tra qualche mese.

Andiamo in tournée.

In tournée. Quattro mesi, 50 città. Teatri, locali.

- E abbiamo un pullman. - Ti rendi conto?

È fantastico. Ci sto, alla grande.

- Fantastico. - Ragazzi, a più tardi.

- Ci vediamo. - Che figata.

Hai cantato alla grande.

Che ci fai qui?

Em, scusami. Ho fatto un casino. Ti prego.

È troppo tardi. Ho conosciuto una persona, e siamo innamorati.

Cosa? Di già? Stronzate.

- È laggiù. Vuoi conoscerlo? - Okay.

Vieni a vedere se è una stronzata.

- Ehi. - Ehi, vecchio.

Ciao. Sei stata fantastica. Semplicemente ottima.

Che succede qui?

Charlie, ti presento il mio ex ragazzo, Dwayne St. John.

- Ho sentito che sei un mio fan. - Questo è il tuo ragazzo?

- No, è il mio ganzo. - Hai usato il biglietto dell'asta!

Oh, sì, tutti e 22 i dollari.

E grazie. È stato il primo giorno del resto della mia vita.

Dico bene?

Sì.

- Adoro tutto ciò che fa. - E ora si fa me.

Dico bene, Charlie?

Hai proprio ragione... baby.

Dobbiamo andare a pranzo.

Ho tanta voglia di un'insalata ai frutti di mare.

- Okay. - Roba da matti.

A lezione di recitazione, ho fatto una scena della sua--

Vuoi farti una foto?

- Posso? Per lei va bene, signore? - Certo.

- Accidenti, fantastico. - Faccio io. Conosco già la password.

Bene, avvicinatevi.

Okay, ora sorridete.

Alza le braccia. Sì, come se avessi vinto qualcosa.

Ecco qua. Charlie, vieni qui.

Così va bene?

Ora ricorderai sempre me e il tuo idolo insieme.

Ciao-ciao.

- Stai bene? - Starò bene.

- Voglio un gelato. - Okay.

Ecco a lei una Tripla Delizia Vegana.

Wow, sembra la torcia olimpica.

Ehi, dovrò cambiare il nome.

Allora, quando partireste?

Tra circa un mese. È assurdo, com'è successo.

Un produttore discografico ha visto i nostri video e...

...gli siamo piaciuti, e poi bam!

Andiamo in tournée per quattro mesi, con un pullman...

...e stiamo già parlando di fare un album, è--

Scusa, sto parlando solo io. Hai detto che è successa una cosa bella?

- Ho scritto, ieri sera. - Davvero? Che figata.

È stato fantastico. Come ai vecchi tempi.

Itzhak Perlman ha iniziato a suonare, e io ho iniziato a scrivere.

Izzy Perlman? Chi è?

Non Izzy Perlman.

Izzy Perlman vendeva le veneziane ai miei genitori.

Itzhak Perlman è uno dei più grandi violinisti del mondo.

Chiedi al tuo cellulare chi è!

Vive nel palazzo dietro il mio e ama esercitarsi di notte.

Apro la finestra, ed è come un festival di Itzhak gratuito.

Comprammo la casa anche per questo.

Perché mi abbracci?

Non credo che avrei scritto niente, se non mi avessi spronato tu.

- Prego. - Grazie.

Ehi...

- Hai da fare, ora? - No.

È il mio giorno libero. Ti va di ridere?

- Sì, cavolo. - Andiamo.

- Museo delle cere? - Fidati, è divertente.

Non dirmi che ci sei anche tu.

- Andiamo. - Okay.

Marilyn Monroe in The Seven Year Itch.

Il prurito ce l'ha perché l'aria calda della metropolitana le soffia sul culo.

È davvero lui?

Ciao, Dalai.

E dai, regina. Sorridi, bella. Sorridi.

Cosa starà pensando?

"Non avrei dovuto mangiare l'insalata di mare."

- Picasso. - Non mi piace.

- Perché? - Sessista.

Se facessi un quadro di te con tre piselli, saresti contento?

Sarei in estasi.

"La teoria della relatività è: mai prestare i soldi ai parenti.

Non li rivedi più, quei 10 dollari".

"Golda, ripeti. Non capisco."

"Okay, signor Arafat.

Si dice 'Chanukah', non 'Hanukkah'."

"Ho dei problemi con...

Ho dei problemi con...!"

"Papa? Un tavolo per cinque?"

- "Non sono un imbroglione." - "Stronzate, Dickie.

Allora perché sudi tanto?"

Ha davvero gli occhi storti.

Ecco perché non ha trovato le armi di distruzione di massa.

- Hai due figli, vero? - Sì.

Francine insegna Matematica in una scuola media del New Jersey.

E mio figlio Rex fa l'architetto.

E Rex è un...

È un ragazzo geniale.

Dovrebbe esserlo. È nato al Museo di storia naturale.

Mi sono divertita. Grazie.

Voglio farti una domanda e sono un po' nervoso...

...perché non ricordo l'ultima volta che l'ho fatta, se l'ho fatta.

Ti va di accompagnarmi al bat mitzvah di mia nipote?

Si chiama Lindsay ed è l'amore della mia vita.

E sarebbe come una festa d'addio per te...

...tranne che è un bat mitzvah e non è per te.

Non ci sono mai stata a un bat mitzvah. Quand'è?

- Non ricordo, ma tra poco. - È un po' vago.

- Ho l'invito-- - Non importa quando.

- Ci vengo volentieri. - Sì?

- Ma a una condizione. - Quale?

Che balliamo insieme.

Oh, no, no, no. Non capisci. Sono pericoloso.

Ho l'assicurazione contro il mambo.

E dai, Charlie. Sarà divertente.

Va bene. Ma per sicurezza, mettiti casco e paraspalle.

- Affare fatto. - Ottimo.

GIORNATA DIVERTENTE: GELATO E MUSEO DELLE CERE.

MI DISPIACE CHE LEI PARTA. MI STA SIMPATICA.

Che c'è, Carrie?

Non voglio che finisca l'estate.

Beh...

...magari la nostra estate può andare avanti per sempre.

Buona idea, Charlie Burnz.

Allo stop... a sinistra.

Oh, spiacente, amico. Non si passa di qua. Non è sicuro.

- Ma io vado di qua. - Deve andare di là. Qui non è sicuro.

- Ma non so andare di là. - Deve andare di là.

Non so andare di là, io passo di qua ogni giorno.

È un nuovo giorno. Attraversi la strada ed è fatta.

- No! Devo passare di qua! - Dai. Muoviti!

Scusi.

Ma che ti prende?

Io passo di qua. Passo di qua.

Sei pazzo? Ma che fai?

Levati di mezzo!

Ehi!

Ehi, vecchio!

Levati di mezzo! Stai in mezzo alla strada!

Che c'è, sei sordo?

Ehi, vecchio! Sono pazza, o hai detto che tuo figlio è nato in un museo?

Guarda quant'è grosso quest'affare, tesoro.

- Charlie... - È l'unica cosa qui...

...più grossa di te. Guarda che forcella!

- Charlie. - Che c'è?

Mi si sono appena rotte le acque.

Dobbiamo portarti via di qui. Dobbiamo portarti via.

- Non ce la farò. - Tesoro-- Serve un medico!

- Serve un medico! - Qual è il problema?

- Mia moglie partorisce. - Quando?

- Ora! - Chiedo al supervisore...

- ...se si può. - Ma scherzi?!

- Sono un medico. - Di che tipo?

- Proctologo. Okay. - Può andare.

Oh, Dio. Sta arrivando in fretta.

Potete farlo altrove? Sta arrivando una comitiva.

Sul serio? A me sta arrivando un figlio!

Respiro profondo. Si rilassi. Chiami un'ambulanza.

- Ricevuto. - Salve.

- Le dico il mio nome. È Carrie. - Salve.

E l'uomo con l'aria spaventata è Charlie.

- Salve, Charlie. - È il papà.

- Bene. - Come si chiama?

Joe Katz. Okay? Respiri. Si rilassi. Sta andando alla grande.

Mi ascolti. Devo toglierle le mutande.

È un po' aggressivo, al primo appuntamento, non crede?

Ecco fatto.

- Ora che faccio? - Niente!

Abbiamo fatto una lezione con la bambola--

- Lasciaci in pace! - Okay. Scusate.

Charlie. È come quella volta a Rye Playland, ti ricordi?

Sulla ruota panoramica. Quanto eravamo ubriachi!

- Sai bene? - Sto pensando.

Chi ti ha tolto le mutandine a Rye Playland? Io non c'ero.

- Cosa? - Eravamo a Coney Island!

Ah, hai ragione!

- Oh, Dio. - Si sporga in avanti.

E spinga quando glielo dico io.

Stai andando alla grande. Ehi! Cosa guardi?

- E manda via questi scout! - Andiamo, ragazzi.

- Forza. - E che cazzo!

- Anche tu! - Ricevuto. E vi ricordo...

- ...che chiudiamo alle 17. - Vattene!

Okay. Sta arrivando. Sta arrivando.

Respiri profondamente e spinga forte, okay?

- Ce la farà. Ecco qua. - Okay.

Okay. Ecco qua. Ecco qua.

Ecco qua.

È maschio. È maschio. È maschio.

Ehi, Charlie.

Sì?

Chiamiamolo Rex.

È il nome perfetto.

Meno male che non è nato sotto la grande balena.

Già, perché "Moby Dick Burnz" sarebbe stato un nome terribile.

Avrebbe avuto problemi a scuola.

Oh, ti amo, Charlie Burnz.

Anch'io ti amo.

Cos'hanno in comune mio figlio piccolo e un T-Rex?

Uno è estinto, l'altro mi estingue!

Bene, Roger. Ti diamo il via tra cinque, quattro...

Tre, due, uno...

Buonasera. Benvenuti a un'altra puntata...

...di Vecchi che sono sempre stati vecchi!

Stasera parleremo di Keith Richards e della defunta Madre Teresa.

- Oh. Hai sentito? - Sì.

- Perché glielo fanno fare? - Non lo so.

Va bene, ascolta.

Gli sketch vanno bene, ma non devono sempre essere grandi.

Possono essere piccoli, più personali.

Qualcosa su di te, magari sulla tua fidanzata.

- Questo è un problema. - Perché?

Non ce l'ho. Sono incredibilmente single.

Visto? Fa già ridere.

Il fatto che mangio sempre solo?

- Oh, è esilarante... - No, no.

Parlo di un personaggio per lo show.

Il tipo incredibilmente single. È diverso dall'essere single.

È incredibilmente single. Può esserci qualcosa di buffo.

- Già. - Scopri cosa c'è di buffo in te...

- ...e scrivilo. - Okay. Ci proverò.

- Okay. - Posso dirti una cosa?

Sì.

Quando ero alla Harvard, a una lezione sull'umorismo...

...scrissi una tesina dal tuo punto di vista.

- Davvero? - Sì.

Leggevo tutte le tue commedie, conoscevo le tue sceneggiature.

Distinguevo persino le tue battute nelle serie per cui scrivevi.

E usai il tuo stile. Come se tu fossi stato alla Harvard.

E come andò?

Pessimo voto.

Il professore disse che abbiamo già un grande Charlie Burnz.

Ma non abbiamo ancora un grande Darrell Green. Aveva ragione.

Comunque, lavorare con te e conoscerti è molto speciale, per me.

Oh, grazie, Darrell.

Senti, mentre chiamo qualcuno che venga...

...a rimuovere la tua lingua dal mio culo...

...tu prova a scrivere del tipo incredibilmente single.

- D'accordo. - Bene. Oh, scusa.

Pronto? Ciao.

Ciao, sì. No, io--

Cosa ti metti?

Oh, non--

Quanto vintage? È molto vintage.

Sì.

No, ascolta. Sono al lavoro, posso richiamarti?

Okay. Ciao.

Porto una donna al bat mitzvah di mia nipote.

È una... persona molto divertente. Non ci è mai stata.

Neanch'io. Posso venire?

La mia famiglia non reggerebbe un'altra sorpresa.

E credimi, questa ragazza è piena di sorprese.

- Sembra simpatica. - Sì, lo è.

È-- È fantastica.

- Che c'è? - Beh...

...stai arrossendo.

- Hai la faccia un po' rossa. - Ah, è...

...la pressione sanguigna. Già.

Non avrei dovuto mangiare l'hot dog. È--

- Ci vediamo tra un po'. - Ciao.

Ora che ho fatto il bat mitzvah, vi lascio con questa storia.

Ho detto al rabbino Teplis:

"Studio da anni e anni...

...e le chiedo qual è il senso della vita.

E lei mi dice che è un biscotto?"

E il rabbino Teplis mi ha detto:

"Perché, non è così?"

In ogni caso, ai miei genitori...

...vi voglio tanto bene.

Mi avete dato tutto ciò che ho...

...e non sarei qui senza di voi.

Grazie mille. Vi voglio bene.

Mazel tov!

Mettiamo Lindsay sulla sedia!

Uno, due, tre!

Attenzione. Arriva la mamma!

Per aria, Francine.

Piegate le ginocchia, ragazzi. Arriva nonno Charlie!

Mazel tov!

Forza, siediti.

È fantastico!

Ho deciso, Dio. Mi converto!

Ciao.

Sono Francine. La mamma di Lindsay.

È una ragazza davvero speciale. Sarai molto orgogliosa.

- Già. - Io sono Emma.

- Ah, ciao. - Piacere.

- Sì, piacere mio. - Queste costolette sono deliziose!

Ah, bene.

Da quant'è che stai con mio padre?

Cosa? No, no, no. Siamo solo amici.

Immagino.

No. È stato molto gentile con me.

E adoro ciò che scrive.

Okay. Allora...

Allora, che fai, Emma? Di lavoro, intendo.

La cantante.

Può darsi che ti abbia sentita?

No.

Ma abbiamo un sacco di video di successo su Instagram.

- Che bello. - Vieni a vederci suonare.

- Suoniamo in tutta la città. - Dove?

- Sottoterra, principalmente. - Nei locali?

A volte, ma più che altro nelle stazioni della metro.

Tipo Columbus Circle, Union Square, Stazione Pennsylvania.

Vieni a vederci suonare. Sai cosa?

Vado a prendere un altro po' di costolette perché adoro la carne.

Se si può accarezzare, io lo mangio.

Lindsay...

...sono fiero di te per aver voluto fare questo bat mitzvah.

E voglio darti una cosa.

Questa...

Questa era di tua nonna Carrie.

E ora è tua.

Raccogliti i capelli.

Vediamo se riesco...

Bene. Oh, è perfetta.

- È molto carina. - Sì.

Te la regalo perché...

...oggi è il primo grande passo...

...e ne verranno tanti altri.

Ma io sarò sempre con te.

E non vedo l'ora di vedere chi diventerai.

Ti voglio bene.

Anch'io ti voglio bene.

Grazie, nonno.

Papà, a proposito... Hanno approvato quel progetto di cui ti parlavo.

Quale?

L'edificio sulla Union Square.

Sì. Il mio design è piaciuto molto.

Fantastico. Non è fantastico?

Complimenti, ragazzo. Vieni qui. Vieni qui.

Fantastico, no? Sai che Rex fa l'architetto?

Lo so. Uno nato in un museo dev'essere per forza intelligente.

- Te l'ha raccontato? - Sì, è molto fiero di te.

- È il suo primo bat mitzvah. - Come ti sembra, finora?

- Non male, finora. - "Non male"?

All'inizio era una festa calda, con i balli e le sedie, ma...

Con tutto il rispetto per la vostra tribù, ora è un po' noiosa.

Beh, stanno mangiando. Ripartirà.

Perché non l'aiutiamo noi?

Dove vai?

Papà. Papà.

Ehi, ehi, ehi.

Hai la versione strumentale di...?

Buonasera a tutti. Mi chiamo Emma Payge.

Sono una cara amica di nonno Charlie. Lindsay?

Puoi scendere in pista da ballo, per favore?

È la prima volta che vengo a un bat mitzvah.

E devo dire che mi sento molto benvenuta.

Mi sto divertendo tanto.

DJ, vai con la musica.

Questa è per te, Lindsay.

Se conoscete le parole, cantate con me.

Se non le conoscete, voglio vedervi ballare sfrenatamente.

Oh, dai Dai, dai, dai

Non ti ho fatto sentire Come se tu fossi l'unico uomo?

Sì, sì

Non ti ho dato tutto ciò Che una donna può dare?

E ogni volta dico a me stessa Che credo di averne abbastanza

Ma ora ti dimostrerò, baby

Che una donna può essere forte

Oh, dai Dai, dai, dai

E prenditelo!

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, baby

Oh, spezzalo!

Spezza un altro pezzettino Del mio cuore, sì, tesoro

Oh, prenditelo...!

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, sì, baby

Sai che te lo do Se ti fa stare bene

Vieni qui, baby. Sì.

Vai in giro per le strade Bello come il sole

E baby, nel profondo del tuo cuore Sai che non è giusto

Mai, mai, mai, mai Mai mi senti, quando piango

Ma ogni volta dico a me stessa Che non sopporto il dolore

Quando mi stringerai tra le tue braccia Lo canterò ancora una volta

- No. Papà, è-- - È fantastica. È fantastica.

...dai, dai

Prenditelo!

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, sì, baby

Spezza un altro pezzettino Del mio cuore, sì, tesoro

Oh, prenditelo!

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, sì, baby

Sai che te lo do Se ti fa stare bene

Ti vedo!

Ecco a te.

Sì.

Guarda qui.

E allora, dai

No. No, grazie.

Dai, dai

Prenditelo!

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, sì, baby

Spezzalo!

Spezza un altro pezzettino Del mio cuore, sì, tesoro

Prenditi un altro pezzettino Del mio cuore, sì, baby

Sai che te lo do

Se ti fa stare bene

Francine è fantastica!

Oh, mazel tov a tutti voi.

Mazel tov.

Hai dominato la shul. Sembrava Shabbat Night Live.

Eri la star della festa.

Credo di essermi divertita più della tua famiglia.

Perché mi guardano così?

Non sanno qual è la situazione?

In realtà, no. Emma, ascolta.

Tu non sai tutto.

- Cioè, c'è tanto rancore. - A proposito di cosa?

Beh, entrambi-- Specialmente Francine.

Pensano che non fossi molto presente, quand'erano piccoli.

Il che è probabilmente vero, ma lavoravo continuamente.

E dopo la morte di Carrie, ci fu un viavai di bambinaie.

E quand'ero presente...

...non davo loro ciò di cui avevano bisogno.

Cioè, ero tanto triste.

E cos'hanno contro di me?

Beh, dopo la sua morte...

...non volevo storie serie con nessuno, non potevo.

Così uscivo con tante donne giovani.

Probabilmente pensano...

...che non siamo solo amici.

Scusa se ti hanno turbata.

Signore e signori, Itzhak Perlman.

- È lui. - Accetta richieste?

Itzhak Perlman è un genio. Non accetta richieste.

- Mi devi ancora un ballo. - Ho già ballato la horah.

- Non conta. - È un ballo.

Ti muovi, ti tirano su e sudi col vestito buono.

È un ballo.

Non conta. Dai, Charlie. Balliamo.

- Dai. - Andiamo a ballare.

Chi balla a un concerto per violino?

Noi.

Okay.

Oh, ecco qua.

Attenzione. Attenzione.

Dove sei stata?

- Quando? - Nelle ultime otto ore.

- Qui. - E io dove sono stato?

- Qui. - Con te?

- Sì. - Era quello che temevo.

Davvero? Per me è stato bello.

Emma, non volevo che succedesse questo.

Non so cosa intendi per "questo".

Perché se con "questo" ti riferisci a "questo"...

...non è successo.

I fulmini mi hanno spaventata. Sono entrata e ci siamo messi a cucchiaio.

Tutto qui. A cucchiaio.

Tutto qui?

- Tutto qui. - Okay.

Senti, sei un anziano attraente...

...ma il tuo corpo fragile non reggerebbe tutto questo ben di Dio.

Ti spezzerei la schiena. È troppo, per te.

Non puoi salire su questa giostra. Troppi scossoni.

Potresti slogarti la spalla, e poi muori.

Non si può.

Comunque, grazie per avermi lasciato dormire qui.

Sei dolce, Charlie.

E dovresti procurarti dei boxer più grandi.

Non so se c'entra tutto il pacchetto azioni. Troppo piccoli.

Tre, due, uno, ora!

Divenni incredibilmente single quando il feto di mio fratello gemello...

...lasciò l'utero un mese prima di me perché--

Beh, disse di averne abbastanza.

La cosa continuò quando mia mamma si rifiutò di allattarmi.

Disse: "Andiamoci calmi, e se sono rose, fioriranno".

E ora vivo in questo monolocale, dove resto sveglio la notte...

...e penso a fare sesso con un'altra persona.

Sarebbe divertente... m'hanno detto.

Penso che sarei un buon amante. Troverei i punti nascosti...

...che fanno impazzire le donne.

Perché ho Google Maps.

"Tra cinque centimetri, a sinistra."

Se anche tu sei incredibilmente single, perché non mi chiami?

Se non lo fai...

...l'ira del mio Dio...

...il grande Zoomgali, anche lui incredibilmente single...

...verrà a prenderti...

...e i suoni coloreranno il cielo...

...ed egli verrà a prendere te e i tuoi cari...

...e ti condannerà alle fiamme dell'inferno!

Perciò chiamami.

Alla grande.

Fuori onda. Pubblicità. Due minuti.

Sei tu. Sei tu, amico.

- Grande! - Grazie.

Mio Dio. Credevo di averlo spento. Scusa.

Pronto. Sì. Sono ancora in studio. Non posso parlare.

- L'ho trovato. - Cos'hai trovato?

Il bel quadro di quella vecchia casa che era appeso al muro.

È bellissimo. L'ho riappeso.

Sei ancora a casa mia?

Sì. Ma sto per tornare da me.

- Toglilo. - Cosa?

- Non lo voglio vedere. - Scusa. Credevo l'avessi perso.

Emma, non lo voglio vedere, capito? Non lo voglio vedere.

- Sbarazzatene! - Va bene.

- Ragazza nuova? - No. Non lo so neanche.

Ehi, hai ragione tu.

- Diventerà bravo. - Sì.

Tre, due, uno, ora!

Parliamo di musica.

Lady Gaga ha annunciato che ora si chiamerà "Lady Gagaga".

Non ha dato alcuna spiegazione.

Secondo un sondaggio, gli americani temono un nuovo asse del male...

...che minaccia la democrazia:

Corea del Nord, ISIS...

...e il senatore Mitch McConnell.

- Voltiamo pagina. - No, no, no.

Ma dà fastidio solo a me?

Sentite dove sbaglia?

L'enfasi-- Sei un imbecille dell'enfasi.

Che sta facendo?

Dici tutto in modo sbagliato.

Non si dice "wi-fi", ma "wi-fi".

Non si dice "càlotte polari", ma "calotte polari".

Sei un kamikaze della comicità.

Anzi, un "comikaze".

Che diavolo fa?

Chiunque abbia il giusto numero di cromosomi...

...sa che si dice "Mitch McConnell", non "Mìtch McConnell".

Sembra che ci siano tanti McConnell.

Ce n'è uno solo.

Non c'è Stewie McConnell.

È presente un certo Stewie McConnell? No!

Che diavolo sta succedendo? Andiamo in pausa?

- In pausa? - No. Siamo in diretta. Continuate.

Gesù Cristo. No, scusa. "Gèsu Cristo."

Che naturalmente è nato a "Bétlemme".

L'ho scritto anche sul gobbo perché avevo...

- Tu ne sai qualcosa? - No.

Grazie, Al. Guarda qui.

Li ho fatti fare della stessa grandezza, così capisci.

"Mitch McConnell", non "Mìtch McConnell".

Mitch McConnell, vedi? Al.

Camera Uno, voltati. Dammi la reazione di Al.

Sì. Dillo a tutti. Te l'ho detto che sarebbe successo?

- Mi ha detto che sarebbe successo. - Reperto A, Al!

Grazie, Al, figlio di-- Dove va?

Seguitelo.

Tu.

Guardi, signora. Che c'è scritto?

- "Mitch McConnell." - Grazie.

- Lei. Si alzi. Che c'è scritto? - "Mitch McConnell."

- Di nuovo. Non la sento. - "Mitch McConnell."

Abbiamo un vincitore!

Dannazione.

Merita un premio dallo scaffale più alto!

Ditemelo tutti. Che c'è scritto?

- "Mitch McConnell." - Non vi sento.

- "Mitch McConnell." - Ancora.

- "Mitch McConnell." - Grazie.

Roger, sei un giovane di talento.

Ma devo dirti che sono stufo di scrivere battute...

...che tu poi maltratti, stupido stronzo.

Oh, cavolo.

Stupido stronzo!

Ditelo tutti. Stupido stronzo!

Stupido stronzo! Stupido stronzo!

In piedi. Stupido stronzo!

Stupido stronzo!

Stupido stronzo! Stupido stronzo!

Mamma, papà, venite. C'è nonno Charlie in TV.

Stupido stronzo! Stupido stronzo!

Quando io dico "stupido", voi dite "stronzo"! Stupido!

- Stronzo! - Stupido!

Oh, mio Dio.

- ...io dico "stronzo". - Stupido!

Allarga, allarga, allarga.

- Stupido! - Stronzo!

- Stupido! - Stronzo!

Stupido stronzo! Stupido stronzo!

Stronzo!

Stronzo! Basta, ho finito! Grazie!

Vuoi toglierti quei dannati uccellini dai capelli?

Larry!

Camera Uno. Torna su Roger e resetta. Ciak uno!

- Grazie, Charlie Burnz. - No!

"Charlie Burnz."

Scusa. Ci lavorerò.

Erano queste le notizie-- Le notizie.

Le notizie del--

Mi sa che sono uno stupido stronzo.

Grazie...

Buonanotte.

E siamo fuori onda!

Che è successo?

Che è successo?

Che diavolo è successo?

Charlie, che è successo? Era esilarante.

Quel coglione sbaglia tutti i nomi.

Che idea geniale, Charlie.

Oh, mio Dio, Charlie. Questo è il bello della diretta.

Charlie, perché non me l'hai detto?

- Non l'ho ancora detto ai miei figli. - Ora lo sanno. Siamo in diretta.

Colpa mia. Non sarei dovuto tornare lì.

Che stupido. Che stupido. È colpa mia!

Stupido? Ma che dici? È piaciuto a tutti.

- Quando ti è venuto in mente? - Mi viene continuamente.

Ogni secondo, non si ferma mai.

Ecco perché è stato così bello. Così reale.

Ragazzi. Twitter sta esplodendo.

Ti adorano, Charlie.

Adorano l'autore irascibile che si lamenta della pronuncia.

Ti trovano buffo.

Buffo? Buffo? Dire "torno tra pochi minuti"...

...e non rivedere mai più quella persona è buffo?

- Charlie, che--? - Non è buffo!

Come può essere buffo?

Lei è Charlie Burnz?

Charlie Burnz.

Signor Burnz?

Sono Charlie Burnz.

Non mi dica che qualcosa non va.

Charlie?

Charlie?

Non c'è nulla che non vada. Va tutto bene, Charlie.

Ehi, vieni nel mio ufficio.

Così ti stendi un po'. Sì?

Sono tanto stanco.

Va bene. Va bene.

Andiamo.

- Sono tanto stanco. - Va bene.

- Fino a stasera, stava bene. - Già.

A volte, lui è fantastico. Non ti accorgi che ha un problema.

E poi lo assale, ma mai come stasera.

Non avevo idea.

- È il nostro segreto. - Nostro?

- Non lo sa nessun altro? - No.

C'è un problema. I social stanno esplodendo. Lo adorano.

Tutti vogliono sapere chi è.

Vogliono rivederlo.

- Lo so, è virale. - Già.

Sono molto nervosa--

Dobbiamo postare qualcosa subito.

Twitter, Instagram.

Scusate se interrompo. Vi ho sentiti.

- Dai, Darrell. - Lascia fare a me, per favore.

So cosa dire.

Okay. Va bene.

- Dovrò chiedere al network. - Okay.

Ti presento Emma, l'amica di Charlie.

Lui è Darrell, lavora con Charlie.

- Ciao. - Piacere.

Io inizio.

Che notte.

Okay, Charlie. L'auto è lì. Sali.

Okay.

- Grazie. - Ehi, Charlie.

Sì?

Volevo darti la buonanotte e vedere come stavi.

- Grazie. - Già.

Ehi, ho--

Ho postato che:

"Charlie Burnz ha dimostrato perché è una leggenda della comicità...

...con la sua esilarante performance nei panni dell'autore arrabbiato.

Ti ringraziamo, Charlie.

La troupe e il cast di This Just In".

Hashtag, "stupido stronzo".

Ho scritto "ti" in maiuscole per dare l'enfasi sbagliata.

Grazie, ragazzo.

Buonanotte, Charlie.

Sai, Darrell sarà un grande scrittore, un giorno.

Non lo so.

Lo so io.

Ci vediamo, ragazzo.

Questa è una scansione del tuo cervello a febbraio.

Questa è quella che abbiamo appena fatto.

A me sembrano uguali.

Sì, ma i tuoi sintomi stanno cambiando.

Se ho ragione, hai una forma di demenza...

...detta "Malattia di Creutzfeldt-Jakob".

Se hai ragione?

L'unico modo per avere una diagnosi certa è...

...fare un'autopsia.

Beh...

...facciamola ora.

Ho un appuntamento per pranzo, ma posso rimandare.

Ora che succede?

Ci sono altri farmaci, oltre a quelli che già prendi...

...che potrebbero rallentare la cosa...

...ma è solo questione di tempo.

È questione di quanto tempo?

Un anno, forse.

Probabilmente dovresti trovarti un badante.

Un infermiere?

Sì, o la tua famiglia.

- I tuoi figli. - Beh...

...non se ne parla.

In questo periodo, devi essere circondato dai tuoi cari...

...o da professionisti che sanno prendersi cura di te.

Ci penso io. Mi prendo io cura di Charlie.

No. Tu te ne vai.

I miei progetti sono cambiati.

No. No, non sono cambiati.

È in una band e devono andare in tournée.

- No, non ci devo andare. - Sì, invece.

Ci deve andare.

Posso chiedervi che rapporti avete?

- Non lo so. - Non lo so.

Da quanto tempo vi conoscete?

Direi circa sei mesi.

Siete fidanzati?

Lo siamo?

Lei che definizione ha di "fidanzati"?

Beh, avete rapporti sessuali?

- Dormiamo a cucchiaio. - A cucchiaio.

Charlie.

E i tuoi figli?

Non so se dormono a cucchiaio.

Charlie.

- Non è il momento di fare battute. - Sì, invece.

È un ottimo momento per fare battute, dannazione.

Non togliermi il senso dell'umorismo. Preferirei morire ora.

Questo Dio... è un vero umorista, eh?

Che Dio esilarante.

"Ehi, vivi la tua vita, tanto non te la ricorderai."

Vaffanculo!

- Dannazione. - Andrà tutto bene.

Come può andare tutto bene?

Come può andare bene?

I miei figli non sanno nulla.

Glielo dirò al momento giusto.

Charlie.

Il momento giusto è questo.

Non puoi più stare da solo.

Finché posso, mi prendo cura io di lui.

Ti scrivo qualche ricetta.

Vi lascio un attimo soli.

Ma che ti prende?

- Non mi prende niente. - Tu non resti.

- Sì, resto. - No, non resti.

Hai sentito la dottoressa. È finita, okay?

Tutto qui. Lasciami in pace, per favore!

- Charlie. - Ma quale "Charlie"!

Tu hai una vita!

Hai la tua musica. Corri!

Scappa, ragazza. È finita. Te lo dico io, è finita.

Ti prego, voglio stare da solo!

- Io non me ne vado. - Non voglio che tu rimanga!

Hai capito? Che resti a fare?

Cosa c'è qui? Cosa rimarrà? Niente!

Non è vero, Charlie.

Mi sento perduto. Mi--

Aiuto, aiuto, aiuto. Mi sento perduto.

Mi sento-- Mi sento perduto.

Mi dispiace, amico, ma io resto.

Vuoi stare con uno sconosciuto?

Presto, sarete tutti degli sconosciuti.

Io no.

Io non ti lascio.

Grazie.

Ciao.

Di chi era questa camera?

Di Francine.

Questo spiega la freddezza.

Qualcosa non va?

Non riesco a dormire.

Che c'è?

- Ho scritto una cosa. - Bene.

- Voglio leggertela. - Okay.

Questo è il mio diario.

Ci sto scrivendo delle cose per il libro...

...perché battere a macchina è un problema.

Lo so.

Il libro s'intitola Per Carrie.

Questa è la dedica.

Si dedica sempre il libro a una persona che si ama--

- So cosa significa. - Okay.

"A Emma Payge.

Grazie per aver preso la mia verità e averla resa più interessante.

Ti voglio un po' bene. CB".

Anch'io ti voglio un po' bene, vecchio.

Davvero?

Sì. Eccome.

Non me l'aspettavo.

Mi fai sorridere.

Buonanotte.

Buonanotte.

Ehi, Emma.

Sono grato per il fatto che sei qui.

Voglio divertirmi. Voglio ridere.

Voglio non aver paura.

E voglio scrivere il libro, e voglio fare tutte queste cose con te.

Ma promettimi una cosa.

Che quando sarà ora...

...tornerai a cantare.

Sei un'artista, è ciò che dovresti fare.

Promettimelo.

Te lo prometto.

Bene.

Sono un affare, per 22 dollari. Non credi?

Sì, cavolo.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Mi sono addormentato. I nuovi farmaci causano sonnolenza.

Era dai tempi di Carter che non facevo una pennichella.

- Cos'hai lì? - Niente.

Fammi vedere.

Il...

- È quel-- - Emma, so cos'è.

Mi hai detto di sbarazzarmene, ma è talmente bello...

Dammelo.

L'ha dipinto Carrie. Già.

Guarda, ha scritto il suo nome nei cespugli. Vedi? Tra gli alberi.

Questo è il Lago Charlie.

Lago Charlie. Dov'è?

È a circa due ore a nord della città. Già.

Carrie mi regalò un lago per il mio compleanno.

Un lago?

Sì. In realtà, era uno stagno.

Ma "Stagno Charlie" non suonava bene come "Lago Charlie".

Aspetta.

Che c'è?

Dimmi tutto sul Lago Charlie.

Okay.

Era il mio 40º compleanno.

Tanti auguri, Charlie Burnz!

Tanti auguri, Charlie.

Ci fu una festa in giardino.

E quando andarono via tutti...

...Carrie mi mostrò una fotografia di un'area boschiva...

...con un bel lago.

Tanti auguri, Charlie Burnz. Questo è per te.

Per me? Cos'è? Cosa sto guardando?

Si chiama "Lago Charlie".

Lago Charlie?

Cercava sempre di farmi smettere di lavorare.

E di stare con lei e non fare niente.

E francamente, il pensiero di non fare niente mi terrorizzava, sai?

Ma l'amavo tanto, ed era tanto importante per lei...

...andare in campeggio lassù, tipo, in tenda.

Mi ci vedi, in una tenda?

Io i grandi spazi aperti li preferisco al chiuso.

Buongiorno!

Che profumo. Molto meglio del mio odore.

Wow-- Oh! Guarda cos'hai fatto.

- Ehi, Charlie? - Sì?

- Sai cosa penso? - Cosa?

- Che ci vuole una casa. - Una casa?

Sì.

Ai bambini piacerà venire qui.

- Bambini? - Non te l'ho detto?

Fu così che mi disse di essere incinta di Rex.

E così, andò in cerca di una casa.

Non ne costruiste una lì?

Oh, no, troppo facile, per Carrie.

Setacciò le campagne e trovò una casetta.

La comprò e la sollevò...

...la mise su un camion e la portò al Lago Charlie.

Ho comprato una casa, Charlie Burnz!

Grazie.

Gettammo delle nuove fondamenta...

...ci mettemmo la casa, la restaurammo...

...la verniciammo, la rendemmo un po' più grande.

Era la nostra isola felice.

Papà, andiamo! Andiamo a giocare. Dai, papà!

Aveva ragione lei.

Papà, dai. Giochi o no?

Ai bambini piaceva tanto.

Ora so perché non volevi appendere il quadro.

No, non lo sai.

Sono stanco. Non mi va più di parlare.

E dai, Charlie. Ti prego. Non portarti questa cosa via con te.

Non vado da nessuna parte, per ora.

Okay. La mia prima commedia su Broadway, It's My Time...

...aprì al Belasco Theatre.

Belle recensioni, ottimi incassi, ma a me non bastava.

La star era un attore di nome Jerry Orbach.

C'era un monologo alla fine del secondo atto.

Non veniva mai bene. Mi faceva impazzire.

Volevo solo che uno spettacolo fosse perfetto.

C'era tensione...

...tra noi due.

Stavo lavorando tanto.

Che stiamo facendo?

Avevo portato la commedia in tournée per quattro mesi.

Tutti volevano stare un po' insieme...

...al Lago Charlie, e io che facevo?

Stavo riscrivendo una commedia già di successo.

Charlie, dobbiamo partire ora.

Il traffico sarà tremendo. Non mi piace guidare di notte.

Mia madre è lì con i bambini. Dovevamo partire un'ora fa.

Ho dovuto riscrivere un monologo per Jerry. Non veniva bene.

Ottimo. Okay. Davvero ottimo.

Lo sta leggendo. Voglio essere sicuro che gli vada bene.

Ah, vuoi essere sicuro che vada bene a lui? E io?

E i tuoi figli, che non vedi da mesi?

Me l'hai promesso. Ce l'hai promesso.

Non gridare. Cinque minuti, promesso. Entro ed esco.

- I bambini ti aspettano. - Ho capito. Esco subito.

C'è gente in coda, lo spettacolo inizia tra un'ora.

- Cinque minuti? - Sì. Sì.

Lo so che sei arrabbiata, ma odio vederti così.

Charlie, se non torni tra cinque minuti, parto senza di te.

Ho sentito, okay? Ho sentito. Dannazione.

Ci misi 15 minuti. Quando venni fuori, lei non c'era più.

Ero arrabbiato. Guardai lo spettacolo, quel monologo non andava ancora bene.

Mi feci un paio di drink con Jerry e tornai qui.

Poi, ricordo solo i lampeggianti.

E un poliziotto alla porta che mi chiedeva ripetutamente il mio nome.

Pensai che se non gli avessi risposto...

...ciò che stava per dirmi magari non sarebbe successo.

Mi disse che Carrie stava guidando per una strada buia vicino alla casa.

Era giunta a un incrocio...

...e un ragazzo impasticcato in Jeep era passato con lo stop.

E l'aveva centrata in pieno.

Era morta sul colpo.

Il ragazzo non si era fatto un graffio.

L'ultima volta che vidi quel bel viso, era arrabbiata con me.

Ecco perché non posso più vedere quel quadro.

Mi ricorda l'unica cosa che voglio dimenticare.

Mi dispiace.

Anche a me.

- Serve qualcosa dal supermercato? - Zuppa di wonton.

Voglio farmi lo shampoo. Ho i capelli unti--

- Charlie. - Che c'è?

Sto scherzando. Sto bene. Te lo garantisco. Grazie.

Bene.

Sai cosa potremmo fare, un giorno? Potrebbe essere divertente.

Sei mai stata al museo delle cere di Madame Tussaud? Ci sei mai stata?

È molto divertente. È incredibile, quello che fanno.

Okay. D'accordo.

Sei già tornata? Okay. Arrivo, arrivo, arrivo.

- Ciao! - Ciao.

Entra. Entra. Che sorpresa.

Che c'è? Sembri sconvolta. Cosa c'è che non va?

Ho litigato con la mamma.

Ha detto che eri ubriaco e imbarazzante.

Io ho detto che sei stato divertente, in TV.

Perché ti tiene lontano da me? E ha detto una cosa brutta.

- Sa dove sei? - Crede che sia a scuola.

- Come sei arrivata qui? - Uber.

- Dobbiamo avvertirla. - No! Si arrabbierà con me.

- Ma Lindsay... - Ti prego. Devo sapere se è vero.

Se è vero cosa?

Ha detto che è colpa tua, se non ho una nonna.

Ti ha detto questo?

No, l'ho sentita parlare al telefono con lo zio Rex.

No, Lindsay, no.

Okay.

Lindsay non è andata a scuola, Rex.

Ha usato il mio account Uber, e indovina dov'è andata.

Ho preso la zuppa di wonton, ma lo chef dice che devi usare il balsamo...

Charlie!

Ho preso le costolette, saranno ottime.

Charlie?

Charlie? Charlie!

Dove sei, vecchio? Charlie, smettila di scherzare.

Ehi. Lei dov'è?

- Come siete entrati? - Siamo cresciuti qui. Dov'è?

- Chi? - Mia figlia Lindsay.

E nostro padre. Dov'è?

- Lindsay! - Papà!

Non c'è nessuno. Sono appena tornata a casa.

- "A casa"? - Vivi qui?

- Mi sono trasferita qualche giorno fa. - Che bello.

- Vostro padre ha bisogno di me. - Immagino.

Ti conviene rivedere il tuo atteggiamento, Francine.

Cos'è questo? Cos'è questa roba?

Ricerche per un progetto a cui sta lavorando.

- Con i nostri nomi sotto le foto? - Non sa chi siamo?

Non sempre.

Vostro padre è malato.

Ha una forma di demenza. E sta peggiorando.

Non può più stare da solo.

Per questo mi sono trasferita qui.

Sono sua amica. Sta scrivendo un libro su di voi, e io lo sto aiutando.

- Non ci posso credere. - Non sapevamo.

Perché siete sempre incazzati con lui.

Ben presto, non saprà neanche chi siete.

Ma voi ricorderete lui.

È già bravo a torturarsi senza il vostro aiuto.

Un tempo eravate felici.

Può succedere ancora, se permettete che succeda.

- Come li troviamo? - Gli ho messo un GPS nel cellulare.

- Okay. - Vediamo...

- No. No, no, no. - È qui. È qui.

Dove diavolo sono?

Se sta usando il mio account Uber, possiamo trovarli.

MAMMA

Non ci posso credere.

- Ehi. Che c'è? - Il viaggio è più lungo del previsto.

Dovete darmi cinque stelle. Non accetto niente di meno.

È la via migliore, questa?

È tutta colpa mia.

Ha sentito quello che ti ho detto. Abbiamo litigato--

- Ti ha sentita? - Sì. Lo so. Mi dispiace, okay?

- E se fa una follia? - Cosa vuoi che faccia, Francine?

- Cosa succederà? - Lui adora Lindsay. Non succederà niente.

Come puoi esserne sicura?

Lo conosco.

Nonno! Dove vai? Torna indietro!

- Fermati, ti prego! - Ehi, e le mie cinque stelle?

Oh, mio Dio! Lindsay, tesoro, stai bene?

Nonno Charlie è scappato!

Ha detto al conducente di accostare, è saltato fuori ed è scappato.

Ho paura. Sono nel bosco.

Lindsay, non preoccuparti. Guardati intorno. Vedi qualcosa?

Vedo la strada.

Vai lì. Vai alla strada. Ti troviamo noi.

Mamma! Mamma!

Lindsay!

Tesoro.

Forza. Torna in macchina.

- Oh, mio Dio. Rex. - Già. Troviamolo.

Papà!

- Nonno Charlie! - Papà!

- Charlie! - Nonno Charlie!

No, papà. No. Ti prego, papà. Papà.

- Charlie. - Papà.

Charlie!

Nonno Charlie!

Charlie!

- Papà! Papà! - Charlie!

- Nonno Charlie! - Papà!

- Charlie! - Papà!

Nonno Charlie, dove sei?

Charlie!

Charlie.

- Ehi. - Ehi.

- Ehi. Tutto bene? - Ho i piedi bagnati.

Anch'io.

Stai bene? Sembri sconvolta.

Sono solo felice di vederti.

Papà.

Che ci fai qui?

Ciao.

Volevo mostrare il Lago Charlie a Lindsay.

È la nostra isola felice.

Al tramonto, ci mettevamo qui.

Guardavamo il sole calare lì, e "ciao-ciao, sole, ciao-ciao, sole".

Qualcuno lo diceva.

Ero io, papà.

- Lo dicevo io. - Già.

- Mi dispiace per tua madre. - No.

- Papà, non ce n'è bisogno. - No, ce n'è bisogno, Rex.

Fammi finire, perché sto esaurendo le parole.

Francine, tua madre non morì per colpa mia.

Morì per colpa di quel ragazzo che non si fermò allo stop.

E io l'adoravo tanto. Amavo tanto vostra madre.

Ed è morta arrabbiata con me.

Non posso andarmene sapendo che anche tu ce l'hai con me.

Non posso rifare tutto. Non posso. Stavolta, non posso riscrivere.

Dai. Rilassati. Rilassa le mani.

Basta con i pugni. Rilassa le mani.

Papà. Perché non ce l'hai detto?

Perché non sapevo come dirvelo.

E avevo paura.

Di cosa?

Che magari non ve ne sarebbe importato nulla.

Oh, papà.

Perdonatemi. Vi prego.

Perdonatemi, così posso perdonare me stesso.

Perché la vista dei tuoi occhi arrabbiati mi tiene sveglio...

...e mi fa sudare, e non c'è più tempo per questo.

Non c'è più tempo. Oggi sono qui.

Papà, scusami tanto.

Franny, non fa niente. Non fa niente. Ti capisco. Ti capisco.

- Ti voglio bene, papà. - C'è posto per me?

- Vieni, tesoro. - Ti voglio bene anch'io, sai?

Emma. Emma. Vieni qui.

Quanto tempo, tra un abbraccio e l'altro.

Tre Mesi Dopo...

La mamma s'inventava sempre dei giorni per i bambini.

Adoravano particolarmente "il giorno capovolto".

Mangiavamo la cena a colazione e la colazione a cena.

No. Era "il giorno al contrario".

Esatto. Dio, che bello. Mangiavamo la torta a colazione.

- Possiamo farlo? - Sì.

Lo fate anche voi con noi, nonno Charlie ed Emma?

- Assolutamente. - Qualsiasi cosa, per te. "Al contrario"?

Sì. "Al contrario."

Me lo sono segnato. Fantastico.

- Sì? - Verrà molto bene.

Okay.

Ehi, Rex, racconta la storia di quando papà grigliava all'aperto.

Stava grigliando gli hot dog, quando venne un orso.

È una gran bella storia.

- Okay, era il 4 luglio, mi pare. - Papà adora il 4 luglio.

Che bello, qui.

Stai bene?

Sono qui.

Venite. Il sole sta calando.

Sta andando via. Forza, non ci aspetterà.

Forza. Non voglio perdermelo.

Sarà una bellezza.

Okay. Che bel paesaggio.

Ciao-ciao, sole.

Addio, vecchio.

Traduzione sottotitoli di: Bruno Basile

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