All language subtitles for Amarcord (1973).IT

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Original subtitles

Le manine!

Se le manine sono arrivate dall'inverno siam scappati.

Le manine son lassù e l'inverno non c'è più!

La più bella la prendo io!

- Ciccio, andiamo a marina? - Guarda che bella quella lassù!

Le manine coincidono nel nostro paese con la primavera.

Sono delle manine di cui che girano, vagano qua e vagano anche là.

Sorvolano il cimitero di cui tutti riposano in pace.

Sorvolano il lungomare come i tedeschi...

...datesi che il freddo non lo sentono loro.

Ai... Al... vagano, vagano.

Girolanz...

Gironzano... Gironzalon...

vagano, vagano, vagano!

Siamo 1 4 figli. Quando sono nato io, per ultimo. . .

. . .mio padre s'era stufato e mi ha messo nome Definitivo.

Ma non poteva stufarsi prima, che avevamo un chiacchierone di meno. . .

. . .e la barba era finita?

- Buonasera. - Buonasera.

Ci vediamo in piazza.

Sono venuta a prendere mia sorella. E' presto?

Ninola, c'è la sorellina.

oh, Fiorella! Ho bell'e finito, entra.

Ma se è per quell'affare li, ho bisogno di un calmante, io. E' una belva.

Quest'anno la fogarazza è alta un metro e mezzo più dell'anno scorso.

Ma perchè ti sei messa le mie scarpe?

Vai alla festa stasera? E cos'è che suoni?

Una mia nuova composizione.

Adesso le faccio sentire un assaggino.

E' unico. Non ha rivali.

- Brava, Gradisca. - Via! Via!

Comperate da Biscein! Fave, balose, lupini!

Adesso, babbo, vediamo accendere la fogaraccia e poi vi porto a casa. . .

. . .perchè il dottore ha detto di andare a letto presto.

Gli dici al dottore che è un pataca, io vado a letto quando mi pare!

Questa volta, se vi sentite male, vi porto all'ospedale e vi lascio li!

Duroni alla menta-enta! Carrube-ube!

Comperate da Biscein!

Fammi passare! Quello è il mio posto!

Che ti venga un accidente!

Boiazza!

Fatemi passare! Largo! Sentite questa!

Un babbo fa per cento figlioli, e cento figlioli. . .

. . .non fanno per un babbo. Questa è la verità!

- Dai, fammi fare un botto anche a me! - Te non fai niente, te!

Ehi, Giudizio, ciapa!

Posso, comando e voglio! Viva Giudizio!

Volpina! Hai fatto l'amore oggi?

Come no? Quanti ne hai fatti fuori, di?

orca, Volpina, l'uccello lo metteresti anche nel caffelatte, te!

Eccola!

Mi fai morire Gradisca. Greta Garbo si deve andare a nascondere!

Andiamo a metterci là davanti!

Che ti venga un accidente!

Ronald Coleman, siamo qua!

Giudizio, prendi anche questa sedia qui.

Brucia anche questa! Mettila là sopra!

Ci metti seduta la sega vecchia!

Ma boia d'un delinquente, io te la faccio mangiare, la sedia! Portala a casa!

La sega vecchia!

La sega vecchia, eccola qua.

Prima di dargli fuoco la voglio sposa' !

- Cosa stai a guardare li, bamboccio! - No, ma io non guardo mica, anzi.

E sta' buono!

Non guardare! Va' via, che poi stai male!

l botti! Porta i botti!

Accendiam la fogarazza, bruciam la. . .

Bruciam la sega vecchia, accendiam la fogarazza.

con 'sto fuoco, vecchietta mia l'inverno e il gelo ti porti via.

Eccola qua, la primavera!

- Ma io non ho i cerini! - Ma ce li ha l'amore tuo, bellezza mia!

Accendi qua!

Bruciam la sega vecchia!

Viva Giudizio!

Posso, comando e voglio! Posso, comando e voglio!

- Dov'è la scala? La scala! - Giudizio, vuoi la scala?

- La scala, la vuoi? Prendi! - Dammi la scala.

E dammi la scala!

- Guarda che io brucio! - Prendi.

Dammi la scala! Dammi la scala!

ln America ho visto delle fogarazze alte 1 06 metri-etri.

- Ma quando sei stato in America tu? - lo sono figlio di americani-ani!

Ti stacco le gambe a te!

Ma allora se senti i botti che fa il mio babbo col culo!

Viva San Giuseppe! Viva la primavera!

Mi fa cosi impressione a me, e a te?

Eh, si, anche a me! Ma è l'inverno che muore, sai, e arriva la primavera.

Me la sento già addosso io, la primavera!

- Auguri, signor conte! - Auguri, sorella!

- Auguri, contessina! - Grazie!

Bevi un pochino anche tu! Ti fa bene! Anche la zia ne beve un goccetto, vedi?

No!

Perchè? No, no, no!

Bravo, Lallo! Ma non li dimostri i sessant'anni!

Ma che roba! Certo che tuo fratello è proprio un gran pataca!

Eh! Ma è giovane lui!

Adesso salta la tigre della Malesia!

- Un altro po' vai a finire sui tetti! - A casa ti stacco la testa a te!

- La scarpa. . . Ve' che roba! - E' saltato via il tacco!

- Adesso fai tutto l'anno con questa! - E quell'altro disgraziato dov'è?

Ciccio, buttaci dentro il bullone con la potassa!

Cosa fai li, invornito! Vai a letto! Ti metto nel collegio dei birichini a te!

c'è Scureza! Scureza di corpolò!

Bravo, Scureza! Bravo!

Scureza di Corpolò!

ln culo lo piglia e io glielo do!

La nascita di questo paese si perde dalla notte dei tempi.

Nel museo comunale, sulla piazza grande, ci sono degli utensili di pietra. . .

- Tanti auguri. - Riverisco.

. . .che appartengono alla preistoria.

lo stesso, poi, ho scoperto alcuni graffiti antichissimi. . .

. . .nelle grotte dei conti di Lovignano.

Comunque, la prima data certa è il 268 A.C. . .

. . .quando divenne colonia romana e punto di partenza della via Emilia.

Avvocato!

Anche questo fa parte del carattere beffardo di tale popolazione. . .

. . .la quale ha nelle vene sangue romano e celtico. . .

. . .è un carattere esuberante, generoso, leale e tenace.

Dal divino poeta Dante a Pascoli e D'annunzio. . .

. . .numerosi sono gli alti ingegni che hanno cantato questa terra. . .

. . .e i suoi innumerevoli figli che hanno onorato con segni di eternità. . .

. . .l'arte, la scienza, la religione, la politica. . .

Ma chi sei? Fai tanto lo spiritoso e non hai il coraggio di mostrarti!

Fatti vedere! Sono pronto a darti qualunque spiegazione a viso aperto.

- Avvocato! - Si, si!

Signori!

or dunque?

- Vogliamo metterci in posa, allora? - Se proprio insiste, signor preside!

Ma io vengo sempre cosi male in fotografia!

Gli alunni dell'ultima fila, sulla panca!

- orbene! De Santis! - Signor preside, non sono mica stato io!

Aldina!

Belaria, guarda come ti somiglia!

- Ma cosa succede? - Gigliozzi! Vada seduta, lei!

Asabasiv! Fermi cosi, per favore!

Fermi cosi! Là! Fatto!

- che cos'è questo? - Ma è un sasso!

- D'accordo, ma che cos'è? - lo lo so! Una fionda!

Una palla d'elefante?

Ve lo dico io: è un pendolo.

L'avrete visto tante volte anche nelle vostre case, un orologio a pendolo.

- E come fa, come fa? - Tic, tac. . .

Dove si ritira Tiberio quando lascia la guida dello Stato?

A Capri, si, si!

- Uccisione di Agrippina? - 69.

Perchè mi fa il segnetto professore? Non era il 69?

- Nel 59. - Ma è sicuro che non era nel 69?

Ma come sarebbe? Era nel 59.

Porca vacca! Lo sapevo!

Tu mi fai usci' pazzo! Vattene a posto!

Cosa ho fatto? Non poteva essere anche nel 69?

''Giorno, verrà, tornerà il giorno in cui. . .

. . .redivivi ormai gli itali staranno in campo audaci. . .

. . .e non col ferro altrui in vil difesa, ma dei Galli. . .

L'Universale in quanto Spirito s'incarna nello Stato. . .

. . .e non può non inverarsi nella Chiesa.

Ma questa riconciliazione Stato-Chiesa avviene attraverso il Demiurgo. . .

. . .eh, si, che mette ordine fra i membri dello Stato e quelli della Chiesa. . .

. . .richiedendo giustamente una ferrea disciplina e il diritto di intervenire. . .

. . .in tutta la sfera della vita individuale.

Egli è il Figlio di Dio per eccellenza. . .

. . .perchè ha la stessa potenza del Padre.

oh, e poi c'è lo Spirito Santo, da mettere sullo stesso piano. . .

. . .del Padre e del Figlio. Chiaro?

Ecco perchè Dio è uno e Trino.

- oggi vi parlerò del grande Giotto! - Che con le palle fa il botto!

Lo sapete, cari ragazzi. . .

. . .perchè Giotto è tanto importante nella pittura italiana?

Ve lo dico io! Perchè ha inventato la prospettiva.

La pro-spe-tti-va!

Signorina? Posso uscire? Bobo ha fatto una puzza!

Ma che dice mai?

Ma sei matto! Non è vero, non le faccio, le puzze!

- Le fai, le fai. - Non le faccio!

Alboino. . .

. . .firmò la pace. . . Gigliozzi! Fuori!

Ecco qua, non è difficile, risolva.

Gordimi.

Beh, ma perchè si ferma? Andava bene.

Cosa voleva fare?

- Suggeriscimi! - Passa!

Rifletta un momentino. X 9 più radice quadrata di K3.

Ma se è cosi evidente.

Si tolga! Ma cos'ha pasticciato qui? cos'ha fatto?

Rivediamo insieme. cosa c'è scritto qua?

Cosa ho scritto qua? Dico, sa leggere almeno? E allora?

- Ma io. . . - Ma stia zitto che è meglio.

X 9 più radice quadrata di K3. . .

Eccola qua, la soluzione.

X1 uguale 1 40.

X2 uguale 3/5 del totale, meno la differenza.

- E' chiaro? - Si.

Ma cosa ha fatto? Ma dico è impazzito lei?

Bidello! Bidello!

- Bella la lingua greca, vero? - ostia!

com'è musicale, eh?

Emarpszamen! Ripeti.

- Silenzio! State un po' zitti voialtri! - Non ci riesco.

- Coraggio. - Professore, può essere cosi gentile?

- Dimmi, caro. Che vuoi? - Me lo potrebbe far risentire?

Certo, certo, certo, guarda: Emar-pszamen.

Fai attenzione alla lingua. . .

. . .deve battere qui, contro il palato, cosi. . .

. . .e poi cacciala fuori:

Coraggio.

- Silenzio! - Faccio una gran fatica!

Dunque. Coraggio, su!

Ha sentito? E' difficile il greco.

Come la metteva, la lingua?

Non cosi fuori, tra i denti.

- Cosi? - Dai che ci sei vicino.

Questo è giusto.

- Vai a posto, perdio! - c'ero quasi riuscito, però.

- Chi è? - E' il ciccio!

orca, il Ciccio!

- ovo, lasciami la cicca! - Una tirata sola però, eh!

E' vero che hai scritto un'altra poesia per l'Aldina e lei te l'ha stracciata?

Ma io ne ho scritto un'altra!

Qual gentil donzella Tu mi appari, Aldina bella

E in tutto il tuo fulgore Mi fai battere forte il cuore

- Senti che bel caldino che c'è fuori. - A me piace la mamma dell'Aldina!

Chissà chi ci sarà al mare stamattina?

Fu Manchu!

Volpina!

Volpina!

Vieni qua!

Cosa fai tu qui?

- oh! cos'è che vuoi? - Ho perso il mio gatto!

Ah, si?

Guarda che qui non c'è il gatto! Su, fa la brava. Va' a casa.

Fa caldo, eh? Ma voi non avete caldo?

Ma guarda questa qui.

Sta' bonina. Va' a casa, su. Cammina! Non ci sono gatti qui!

Principale, lo sapete che Calcinaccio ha fatto un'altra poesia?

Ma quand'è che le scrive tutte 'ste poesie?

Calcinaccio, vieni qui. Fai sentire la poesia al principale.

Sentiamola, va!

- com'è che si chiama? - ''l mattoni'' .

- Ah, bella! - Mio nonno fava i mattoni

Mio babbo fava i mattoni

Fazzo i mattoni anche me Ma la casa mia n 'dov'è?

- Bravo! - Bravo, Calcinar!

Giusto! Perchè no? Ti ho capito a te, sai!

E' vero, ma anch'io ero un poveraccio, cosa credi?

Però, piano piano, sono diventato capomastro.

Non si può mica ottenere tutto pim, pum, pam!

Ci vuole pazienza, carino! Bisogna lavorare.

E lavorando uno. . . Lavora.

E non siam dietro a lavorare?

Basta!

- Non si beve prima della minestra! - Ma io ho sete!

- Non si deve bere! - Ma dov'è che è scritto?

Si gonfia lo stomaco, c'è scritto sulla Domenica del Corriere!

- Volete star buono con 'ste mani! - Mo li ci manca un cucchiaio, Gina!

- Scotta, Lallino? Trovi che scotta? - Una sfumaturina.

- A me dammene tanta mamma, eh? - Te ne do quella che ti spetta!

Ne vuoi un altro sgomarello? ce n'è ancora, Lallino, sai?

- E' giusta di sale? - Si, nonno!

- Gina, portane un po' anche al nonno! - Ma ha già mangiato!

E' ba de mi ba. Il babbo del mio babbo lo chiamavano ''carnassa'' .

L'he morto a 1 07 anni e ancora, oh!

- E allora? - E allora. . .

. . .mi ha imparato fin da bambino che si deve mangiare alle undici. . .

. . .prima che il sole ti bruci la testa, e alle quattro della sera.

Se no è tutto veleno che ti si pianta qui e che ti va nel sangue.

- E te non mangi? - No!

Che cosa avete fatto a vostra madre? Eh?

- Niente. - Niente, babbo, niente!

Non m'hanno fatto niente loro!

Ma viva la Madonna, uno s'alza la mattina alle quattro. . .

. . .lavora tutto il giorno come un somaro: : :

. . .e quando vieni a casa per mangiare un pezzo di pane. . .

. . .ti trovi davanti delle facce storte cosi!

Cosi non le vedi più, le facce storte!

Signora, è ora di levarlo dal fuoco, il bollitore.

Si.

- Ma come pesa! - lnsomma, cos'è che hai!

Non c'ho niente!

- E perchè non mangi allora? - Non mi va di mangiare!

- Ma perchè non ti va? - Perchè non mi va!

- Chiudete quella porta che fa fresco! - Subito. Subito.

Sono ancora convalescente io.

- Mo chi è a quest'ora? - Ma cosa ne so io!

- Vado ad aprire, signor Aurelio? - Eh, si, va' !

Ma insomma che cos'è il mio sedere, la pila dell'acqua santa?

A me la carne del pollo mi va sempre in mezzo ai denti.

- Ne prendo ancora un pezzettino, eh? - Fermo li!

- Ma un pezzettino d'ala! - Te la do io!

Toglimi una curiosità Miranda, c'hai messo la mentuccia?

Ma no, macchè mentuccia! La salvia.

Però te ne sei accorto subito che c'era un altro saporino.

Palato fino, Lallino.

Gina! Ma chi è?

- E allora? - c'è il cavalier Biondi.

- Stavo mangiando. - Ma non è il cugino del vescovo?

- A me! A me! A me! - Ehi! Ma cosa avete? Siete sfondati?

Sembra che non vi dia mai da mangiare!

Zio, stai a vedere.

- Se ti vede il babbo poi a te! - Capirai che roba!

Zio, fai te quell'altro! Quello bello, zio! Dai, zio, una volta sola!

Guarda, Titta!

Ma che bravo, il signorino!

- E' difficile, vero, zio? - Beh, sai.

Buono 'sto Sangiovese!

- E' buono, eh? - Eh!

- Senti un po', dove sei stato ieri sera? - lo?

- Al cinema, babbo. Al Fulgor! - Ah, si? E cosa facevano?

Zio, c'erano gli indiani nel film e gli americani. . .

. . .volevano entrare nel territorio dei Comanches. . .

. . .e avevano costruito un ponte con la ferrovia. Ma gli indiani. . .

. . .si sono messi li sopra e ci tiravano le frecce, quante ne tiravano, babbo!

E te cosa facevi, assassino?

Cosa è successo, adesso?

- Fermati! - Non ho fatto niente, babbo.

Aurelio! Lascialo stare!

Vieni qui! Se ti prendo, ti mando all'ospedale questa volta!

- Aurelio, c'è gente che ci guarda! - Buongiorno!

Da domani mattina niente più scuola, niente soldi. . .

. . .e viene a fare il manovale sotto di me!

- Però mi paghi, babbo! - Ti pago a martellate sulla faccia!

Te mi devi dire di chi è figlio questo pezzo di merda!

lo alla sua età lavoravo già da tre anni!

Si, lo so babbo! Che borsa! E davi tutti i soldi alla nonna!

- Porco d'un. . . - Adesso basta, su! Venite a mangiare!

Buongiorno.

Facciamo ridere i polli! l polli facciamo ridere!

- lo in casa mia faccio come mi pare! - E non lo fai, signor padreterno?

Dammi il piatto di tuo fratello. Dammi il piatto di tuo fratello!

- Metti giù quel piatto! Dove vai? - Ma cosa ha fatto?

Cosa ha fatto? Te lo faccio vedere io cosa ha fatto!

Cosa ha fatto? Cosa ha fatto?

- Parla, sai, che ti strozzo! - Ma non lo so, mamma!

Come, non lo sai?

Ecco il cappello del cavalier Biondi! E' andato al cinema ieri!

Senti qui che puzza! E lo sai chi è stato?

Quel lazzarone camorra di tuo figlio. . .

. . .si è messo a pisciare dalla galleria, e sotto c'era il cavalier Biondi.

Tre scudi, tre scudi ho dovuto dargli!

Sono sicura che non è stato lui, ma quei delinquenti dei suoi compagni!

ostia! Tutte le volte cosi! Non devi difenderlo quel boiaccia. . .

. . .che viene su sempre peggio!

Sono due assassini! Li hai tirati su male, malissimo!

Si, si? Allora te li tiri su te! Combattici te!

lo non ne posso più! lo divento matta! Matta!

- Ah, ma io vi ammazzo! - Si, domani!

lo vi metto la stricnina nella minestra!

Ecco cosa faccio io, una volta o l'altra!

No, tu non la metti, la stricnina nella minestra!

lo la metto, la stricnina!

Uno, due, tre.

Anzi, m'ammazzo prima io!

- Adesso! - Brava!

- Mo si! - E invece m'ammazzo prima io!

Zio, zio, guarda il babbo!

Ma perchè sono cosi disgraziato? Perchè? Cosa ho fatto?

Ma vigliacca della M. . .

- S'è fatto male? - Beh? Ma cosa fai li per terra? Eh?

Conte Poltavo, scansa questa se sei bravo!

Il cappello no!

Buonasera, signor preside!

- La Gradisca! - Dov'è?

E' laggiù!

Ma se lei concede all'Arcivescovo l'autorizzazione. . .

. . .di vendere i santini nelle scuole. . .

. . .sono sicuro che la faccenda possiamo liquidarla fra di noi.

Quand'è che lo date La valle dell'amore con Gary Cooper?

- La prossima settimana, cara! - Grazie tante!

Ma quand'è che porti a nanna il tuo principino?

lo ti do una borsettata in faccia a te!

Ah, no?

lnvornito!

Vattene, Giudizio, ora hai seccato!

Era tanto bello e ho pianto tanto!

Romanico, 1 200, perfettamente conservato.

Bifora. . . Scusate, continuo dopo.

Lallo! Leggi il telegramma che ha ricevuto Penna Bianca da Stoccolma!

''Ehi, vieni su subito che non ne posso più. lnge! ''

Ma chi è, quella dentona di quest'estate?

Cosa fai? Ci vai? ostia, ma fa freddo adesso lassù!

Dopo, se gli spari una revolverata in mezzo agli occhi, sei un assassino.

Dentro la calce viva, li butterei io!

La Madonna vi strascini tutti quanti!

E la mia mamma, eh?

Per quella dentona li, io la mamma sola, proprio. . .

ohè! E' la nuova quindicina!

Ehi, guarda!

- Guarda quella grossa col cappuccio! - Beh?

Un morto che balla!

Monto su anch'io!

lo sono qua!

. . .col sacrosanto diritto di un posticino al sole.

Ah, era un gran bell'omo! Somigliava a Wallace Beery.

Ve lo ricordate, ragazze? Con quel pizzetto pareva un duca di Parigi!

ostia, che imbarcata!

Scureza!

Buonanotte, Vittorio! Buonanotte a tutti!

Questo è il monumento della vittoria, andavamo a vederlo tutti i giorni...

...e io me lo sognavo anche la notte!

- lo vado, mamma. - E confessati bene.

Non è che hai bevuto l'acqua, se no non puoi fare la Comunione.

Ma l'acqua si può bere, è mangiare che non si può.

Neanche l'acqua. E digli che sei un delinquente.

- Che fai arrabbiare i genitori. - Si!

- Che rispondi male. - Si!

E che bestemmi. Tutto, hai capito?

- Ciao, mamma! - Tutto!

Chi è il primo?

- Da quanto tempo non ti confessi? - Da Natale!

- Bella roba, e ci vai a messa? - Non quando ho avuto gli orecchioni.

- onori il padre e la madre? - lo si. . .

Ma no! Ma no, non cosi! l fiori bianchi da una parte, e quelli gialli dall'altra.

- Non è lo stesso? - No, non è lo stesso. . .

- . . .è una questione di estetica. - Ho capito. Ho capito.

E allora, onori il padre e la madre?

lo si, ma loro non mi onorano a me, mi danno certe tozze sulla testa.

Si vede che li fai arrabbiare. Le dici, le bugie?

- Per forza le dico! - Desideri la roba degli altri?

E i fiori piccoli nei vasi piccoli.

cos'è che desideri?

Un mio compagno chiamato Sborone, ha un impermeabile pieno di fibbie. . .

. . .come quelli del detective, di William Powell e Myrna Loy.

Commetti atti impuri? Ti tocchi?

Lo sai che S. Luigi piange quando ti tocchi?

Si, piangi, piangi pure, tanto io non te lo dico se mi tocco...

...che poi fai la spia al babbo. Ma perchè, te non ti tocchi?

Ma come si fa a non toccarsi quando si vede la tabaccaia. . .

...con tutta quella roba, che ti dice:

Esportazione?

E la professoressa di matematica che sembra un leone?

Madonna.

Ma come si fa a non toccarsi quando ti guarda cosi?

E cosa credi che veniamo a vedere il giorno di S. Antonio...

...quando te benedici gli animali, le chiappe delle pecore?

olindo! lo ho la ruota sgonfia, mi dai la pompa?

Ecco, lo vedete come mi guarda?

Ma come faccio allora a dirgli della volpina?

Di quella volta che m 'ha chiesto se le gonfiavo la bicicletta.

lo non sapevo che si davano i baci cosi. Lei lo sapeva?

Con tutta la lingua che gira.

Sono io che faccio le domande, non te. Vai avanti!

E la Gradisca? L 'anno scorso, no, d'estate...

...l'ho vista da lontano che entrava al cinema.

No, perchè... Siccome...

...a me mi fa svenire la Gradisca.

lo voglio una moglie come la Gradisca!

Era sola.

Era li, davanti a me.

Cambiavo posto.

Cambiavo ancora posto.

Cambiavo ancora.

E finalmente...

Cosa cerchi?

Son rimasto come un pataca.

Mi volevo buttar giù nel porto!

Ma don Balosa queste cose non le può capire.

Allora, siccome qualcosa bisognava pur dirgli...

...gli dicevo che si, una volta mi ero anche toccato, ma poco poco...

...poi mi ero subito pentito.

Lui era contento cosi.

Mi diceva che dovevo dire tre Pater, Ave e Gloria e mi mandava via.

Tre Pater, Ave e Gloria. Ego te absolvo a peccatis tuis.

E tu ti tocchi?

Guarda che calamari che c'hai!

Ti tocchi? Si, ti tocchi!

Si, una volta sola, mi son toccato nel garage.

E sta' fermo!

- Beh, ma perchè? - Sempre a toccarmi.

- Jean Harlow! - La Gradisca!

Le tette della tabaccaia!

- Quella del circo! - Quale?

- Quella che aveva le chiappe nella rete! - L'Aldina!

No! L'Aldina è mia! Ti spacco la faccia!

- Plotone! Sugli attenti! - Plotone!

Sugli attenti!

- Plotone! Attenti! - Plotone! Attenti!

Eccolo! Eccolo!

Camerati!

Saluto al Duce!

Salutiamo con animo grato e con saluto fascista.

Il saluto di Roma imperiale. . .

. . .che ci addita. . .

. . .la via del destino dell'Italia fascista.

Fatemelo toccare. lo lo voglio toccare.

Viva il Duce! Bello, il Duce!

Il 99 per cento della popolazione è iscritto al partito.

Abbiamo 1 200 tra balilla e avanguardisti, 3000 giovani italiane. . .

- . . .4000 figli della lupa. - Noi siamo un unico cuore fascista. . .

. . .ma i lavori sul lungomare andrebbero accelerati.

E' meraviglioso quest'entusiasmo che ci rende giovani. . .

. . .e antichissimi allo stesso tempo.

Giovani perchè il fascismo è ringiovanito nel nostro sangue. . .

. . .con ideali luminosi. Antichissimi, perchè. . .

Ah, io dico soltanto questo: Mussolini c'ha due coglioni cosi!

oggi 21 aprile si festeggia la nascita di Roma, città eterna.

Che cosa significa? Significa anche che bisogna rispettare tutti i monumenti. . .

. . .i ruderi, le pietre che la civiltà di Roma ci ha lasciato.

Cosa che io faccio da molto tempo. . .

. . .sopportando il dissenso di qualche stornellatore notturno.

Perchè non vedere che in questa giornata radiosa di sole. . .

. . .il sole italiano che nessuno potrà mai sanzionarci. . .

. . .è un segno divino che anche il cielo è con noi!

Miranda.

- Chi è che ha chiuso il cancello? - Me.

- E perchè? - Lo sai perchè!

Dai! Vieni ad aprire!

Senti che solfa che stan facendo in piazza da stamattina alle otto.

- Apri che ho da fare! - Lo sento.

Ma non apro un accidente. E te rimani a casa!

E levati 'sta roba qua! Se voglio restar vedova t'ammazzo io!

Ti strozzo col tuo cravattino qua, guardalo!

Perchè io, secondo te, avrei paura di quei quattro pidocchiacci neri li?

Dammi la chiave, dai!

Dammi la chiave! Miranda!

Boia del. . .

Ma è possibile che ogni volta che c'è una manifestazione dei miei coglioni. . .

. . .uno debba star chiuso in casa! E' il massimo dei massimi!

Uno, due. . .

. . .tre, quattro. . .

. .cinque, sei. . .

. . .sette, otto.

Gioventù granitica!

Gioventù granitica, si, si!

Uno, due, tre, quattro. . .

. . .cinque, sei, sette. . .

- Saluto al Duce! - A noi!

- Saluto al Duce! - A noi!

- Saluto al Duce! - A noi!

Avanguardista Ciccio Marconi. . .

. . .vuoi tu sposare la giovane italiana Aldina Cordini?

E tu, giovane italiana Aldina Cordini. . .

. . .vuoi sposare il qui presente avanguardista Ciccio Marconi?

Bravo, Ciccio! Viva il Ciccio!

Camerati, hanno detto pane e lavoro. . .

. . .ma non è meglio pane e un bicchiere di vino?

- Fernet! - Caffè!

- Fernet! - Un'orzata.

Per il camerata federale! Eia, eia, eia.

Alalà!

Palla difficile.

- Palla difficile. - Palla difficile, Eccellenza!

Non vorrei averlo contro.

- Mo chi ha spento la luce qua? - Attilio, dammi la candela.

Accendi la candela!

l sono el fornografo la de sora.

l sono el fornografo la de sora.

- Ma cos'è che dici? - l sona el fornografo. . .

Silenzio!

Ma questo è l'lnternazionale!

- Ma cos'è quest'lnternazionale? - l sovversivi.

Ma dov'è? Da dove viene? Dove ti nascondi, miserabile?

E' incredibile!

Vigliacco! Vigliacco! Fatti vedere, vigliacco!

Comandante, agli ordini!

Tutti dentro! Dentro, a casa!

Chiudete le finestre!

Chiudi la finestra, te!

- Dentro! Vai dentro, tu! - Avanti, a casa! Avanti, avanti!

Che fai li? Svelta a casa, fila!

Ehi! E' lassù!

- Dai, vieni a casa. - Sul campanile!

Allarmi! Allarmi!

Allarmi siam fascisti Terror dei comunisti

Noi del fascismo siam i componenti

La causa sosterrem fino alla morte E lotteremo sempre forte forte

Sei libero.

Puoi andare a casa. Hai visto? l fascisti tanto cattivi. . .

Non ti s'è fatto nulla, non ti s'è torto neanche un capello.

Di, mancava poco che ti si pagava anche un caffè.

Buonanotte, bimbino!

Portatelo qua!

Togliti il cappello.

Mi scusi. E' un abitudine, anche a casa. . .

E com'è che non saluti romanamente?

Non sapevo che era obbligatorio.

Sa, io di politica non me ne intendo.

Mettiti a sedere!

Ah, non te ne intendi di politica!

E allora come mai ti hanno sentito dire questa frase:

''Se Mussolini va avanti cosi, io non lo so''?

Che cosa intendevi dire con quel ''io non lo so''?

Ma. . .

. . .io non l'ho mica mai detta una cosa del genere.

ln linea di massima parlo solo del mio lavoro.

Può darsi, ecco, avrò detto:

io non so com'è la politica, non so come funziona, ma. . .

- E' una minaccia? - No, assolutamente no!

- Sfiducia nel fascismo? - Ma no, perchè?

- o propaganda sovversiva? - No, non c'è motivo.

E neppure del grammofono tu non sai niente?

- Il grammofono? - Non fare il furbo con me! Rispondi!

Ma io dormivo, m'hanno svegliato loro. . .

. . .non ho avuto nemmeno il tempo di mettermi la cravatta.

La cravatta o il fiocchetto da anarchico?

No, che fiocchetto?

Senti un po', vuoi fare un bel brindisi alle vittorie del fascismo?

Sa, io veramente, a quest'ora. . .

A quest'ora, a quest'ora.

Maledetti imbecilli, ma perchè dovete approfittare cosi della nostra pazienza.

- Devi brindare alle vittorie dei fascisti! - Ci obbligate a sfasciarvi la testa. . .

. . .per farvi capire che il fascismo. . .

. . .vuole proteggervi e restituirvi dignità, coraggio!

- Ma andate all'inferno, ignoranti, bestie! - Bevi!

- Ma questo è olio di ricino! - Ah, non lo bevi?

Non lo bevo no! E perchè dovrei berlo? Che cosa ho fatto per berlo?

Ma cosa fai? Lasciami! Cosa fate? Perchè?

Stai bonino. Apri la bocca!

Apri la boccuccia! Su, da bravo. Mi vuoi fare arrabbiare?

To', bevi, bevi che ti fa bene.

Guarda come deve ridursi un uomo a quella età! Che scena disgustosa!

Vergogna!

Ma cosa fai, mi vomiti sulle scarpe?

E' questo che ci addolora. . .

. . .questa ostinazione a non voler capire.

- Ma perchè? - Lo prendono anche i bambini. . .

- . . .quando hanno la bua al pancino. - Ma perchè?

Te la bua ce l'hai nella testa!

Avanti, prendine un altro goccino che ti schiarisce le idee!

- Me la pagate! Me la pagate! - Si, mandaci il conto.

Madonna, le due!

Aurelio!

Ma cosa è stato?

Non vuoi dar retta, te. Non mi vuoi dar retta.

Vedrai!

Tirati su.

Ecco, asciugati.

Non prendere freddo.

- Babbo! - Va' a letto, te!

Va' a letto!

ostia, che puzza, babbo!

Se quello che ha fatto la spia, è quello che dico io. . .

. . .è meglio che cambi continente!

Perchè io gli mangio la testa, gli mangio i coglioni!

Boia d'un boia! Boia d'un. . .

Il Grand Hotel.

lo chiamo il Grand Hotel ''la vecchia signora'' .

ogni anno vengo qui per suggere il miele dell'amore.

Do tenerezza e desidero tenerezza.

Sono l'unico del borgo a frequentare il Grand Hotel.

Ah, dicono ci sia stata la Gradisca.

Anzi, fu in seguito a quella, per me improbabile, avventura. . .

. . .che venne chiamata, appunto, Gradisca.

Il suo vero nome è Ninola. Beh, dicono che tre anni fa. . .

- ...una sera d'inverno... - Ninola, facci fare bella figura.

oh, il principe è bellissimo, sai.

Se vedi che rimane contento diglielo dei lavori sul lungomare. . .

. . .lui con una parola mette a posto tutto, sai.

Sii educata, parla italiano.

E' un principe, sai, non è mica un pataca qualunque.

Poi è una grande occasione anche per te, Ninola. Il lungomare. . .

Signor principe. . .

Gradisca.

E cosi Ninola venne chiamata Gradisca.

Beh, io a tutta questa storia ci credo poco. . .

. . .e non credo neanche a tutto quello che racconta Biscein.

Lui magari è un bugiardo nato. Ne inventa una dopo l'altra.

Voi dovete sapere che due anni fa arrivò l'emiro con le sue trenta concubine.

Eh, c'ero io! L'ho visto arrivare.

Baldassar.

Ma cosa vuoi? Mi rompi la macchina!

L'emiro tutte le notti chiudeva a chiave le trenta camere.

Si, tutto questo è vero, ma è il racconto di Biscein che fa acqua da tutte le parti!

Figuratevi che lo sciocchino sostiene che la stessa notte...

Fave, balose, lupini e brusclein-ein.

Sono qui! Sono qui, bambine-ine!

Forza, Biscein!

Forza, Biscein!

Forza, Biscein!

ostia la fica!

Si! Si!

Le ho fatte fuori tutte: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. . .

Dice che tra belle e brutte, quella notte...

...ne ha fatte fuori 28!

Zio. Zio. Zio!

Sei polacca? Perchè solo le polacche hanno questo fuoco negli occhi!

Naso, balla bene mio zio, eh?

Comandante! Signore!

Allora sei cecoslovacca!

Perchè solo le cecoslovacche hanno questo fuoco negli occhi!

lo conosce italiano:

bellissimo, buonasera, Micelangelo, fangulo, o sole mio.

Buonasera.

- Zio! Zio! - Via! Via de li!

ostia, stoccafisso!

Pataca, pataca, pataca, pataca. . .

- Visto mare? - Mare?

Spazziren con me, laggiù? Andiamo!

Leopardi scritto poesia. Lei conosce Leopardi?

No, perchè è prima volta che io venuta qui!

Dante Alighieri qui, Leopardi qui. Anzi, qui!

Ah, bono!

Skol!

Lallo, come è andata?

E come doveva andare? Con le tedesche sono sempre andato tranquillo io!

E' innamorata cotta.

Mi ha dato la prova fondamentale, mi ha concesso l'intimità posteriore.

Zio! Zio!

Lo zio Teo era il fratello del babbo.

Una volta al mese, d'estate, lo andavamo a prendere con la carrozza.

Zio! Sta arrivando, babbo!

Adesso viene.

Ciao, zio!

- Come va, Teo? - E' contento, mamma.

- Ma come sta bene! - Si, sta bene! Sta bene.

- Fammi passare? - State attento a scendere!

Eccolo qua!

- Ciao, zio! Come stai? - Ma te come stai?

Ah, io bene, vado a scuola!

E lo sai dove ti portiamo oggi? A mangiare i passatelli al podere.

E' contento il mio fratello?

Guarda chi c'è! c'è anche il babbo, si!

Bello! Il mio figliolo. Dai un bacione al babbo!

- Sta meglio, no? - E' normale!

Hai visto com'è cresciuto? Fa la quinta!

- Signor Teo, come state? - E lui ha preso una sbornia l'altra sera.

- Come va, Teo? - lo sto bene! Anzi, meglio!

- Mamma, le paste! - Si, ce l'ho qui!

Zio, la mamma c'ha le paste per te!

Beh, torniamo prima di sera.

- To', fumali alla mia salute! - Ah, grazie!

Mettiti qui vicino al babbo.

E' ancora vivo don Pazzaglia?

Ma don Pazzaglia è morto da dieci anni.

E' un pezzo che è andato!

- L'anno scorso era vivo! - Quello era don Amedeo!

- E' morto anche don Amedeo? - No, don Amedeo è vivo!

Appunto! Quello che dicevo io.

L'ho visto l'anno scorso con un vaso di fiori in mano. . .

. . .che camminava, camminava. chissà dov'è che andava?

Teo a otto anni l'aveva una gran testa.

Vedi Aurelio, tu non te la devi prendere. . .

. . .ma Teo l'era molto più intelligente di te a scuola.

- L'era il più intelligente di tutti. - Non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo.

E' la verità. Ma anche adesso lo è.

Stai bene con noi, Teo?

Zio, laggiù c'è il mare! Guarda, è una riga blu.

- Babbo, posso guidare il cavallo? - No!

Ma che ci sto a fare qui, allora? Dai, fammi guidare.

E poi sarebbe la prima volta che si vede un cavallo guidato da un somaro.

Ma se passiamo di là non facciamo prima?

Ci sono delle buche come delle trincee, ci andiamo dentro con tutta la carrozza.

- cosa c'è? Qualcosa che non va? - Basta.

Perchè portate quelli, in tasca?

l sassi!

- Ma i sassi pesano, no? - Ma sono molto belli, i sassi!

Ah, si! Ferma, Tino, ferma! Ferma!

- Cosa dice? - cosa c'è, adesso?

- Teo deve fare un goccio d'acqua. - Se ha bisogno.

Attento a scendere.

- Anche te? - Beh, ma perchè?

oh, fai presto nonno che io ho fame, eh!

Il babbo del mio babbo diceva cosi:

''Per campè sen bsegna pisè spess cum e chen.

Per campar sano bisogna pisciar spesso come il cano'' .

Guarda che meraviglia, Teo!

- Bella 'sta cavallina. Quanti anni c'ha? - Tre anni e due mesi.

Ha solo un vizio: non può sentire il fischio del treno.

E io che faccio sempre servizio in stazione. . .

. . .faccio certi salti mortali per tenerla ferma!

- oggi cosa gli dai da mangiare? - Un bel piatto di cappelletti!

cos'hai fatto? Non ti sei sbottonato i pantaloni?

Babbo, lo zio si è pisciato addosso!

Boia di una. . .

E' normale! Ha detto che è normale!

Non si è sbottonato i pantaloni.

U's'è scurdè. Si è dimenticato!

Titta, è vero! Il mare di qui sembra una riga blu. Lunga.

- Zio, ma ti sei pisciato sotto! - Stai zitto!

Non si è aperto la bottega!

Non importa Teo, vi faremo cambiare al casolare.

Titta!

Vieni qui, che mi butto sotto le ruote!

Sta' seduto li! Assassino!

- Signor Aurelio, andiamo avanti? - Si, va', va' !

E anche oggi abbiamo mangiato.

Andate pure con Minghino a vedere la fonte.

lo resto qui con mio figlio Teo a berci un bel bicchiere di vino.

Mo volentieri. Però un bicchiere di vino, basta.

Sapete cosa faccio? Una dormitella, di qua.

Ah, bravo, qui all'ombra ti fa bene.

E' bello, eh, l'uovo, Teo?

Anch'io sono cosi.

ogni volta che vedo un uovo, starei li a guardarlo per delle ore.

lo mi domando, come fa la natura a tirare fuori delle cose cosi perfette?

caro, ma la natura l'ha fatto Dio, mica un ignorantone come te!

Ma va a fare le pugnette te, vai! Allora, ti ritrovo qui?

Mi raccomando a voi, babbo!

Minghino! Ma quant'è lontana. . .

Quant'è lontana questa fonte?

Zio! Sta' a vedere, l'indormio!

oliva!

oliva, c'è un rospo qua. Assomiglia a don Balosa!

Vai, bello!

- com'è? - Mondiale!

E non è traditore.

- Questo lo mettiamo qui, eh? - Buona idea.

Butta giù quel sasso!

Boia d'un birichino!

Ah, t'ho capito io, delinquente! Buono, sta' buono.

- Papà! - Cosa vuoi?

Lo zio è salito sull'albero!

- Ma cosa dici? Cosa strilla? - Non ho capito.

Lo zio è salito sull'albero!

Voglio una donna!

Voglio una donna!

Voglio una donna!

Ma dove te la vado a prendere adesso una donna, figlio mio?

- Che donna dovete prendere? - Guarda dov'è andato a finire tuo zio.

Voglio una donna!

Eccolo lassù, babbo!

Zio, ci sono i nidi, lassù?

Dai, Teo, scendi giù, no, che ti puoi far male!

Cosa fai li, te? Vai a prendere una scala!

E' cosi che state attenti? come ha fatto ad andare a finire su quell'albero?

Babbo, vado su a prenderlo io?

A te ti do un cazzotto in testa che ti faccio fare un buco in terra.

Voglio una donna!

Ma come ha fatto ad andare fin lassù? Ma se casca, si sfracella!

Miranda, chiuditi in casa. Non cominciamo a fare il teatro.

- Il teatro? - Voglio sapere come ha fatto!

Stavamo bevendo un bicchiere di vino qui con Tino, e tutto in un momento. . .

chi l'ha visto! E' schizzato su come un gatto!

Teo, ma cosa fai, tiri i sassi in testa al tuo babbo?

Teo, scendi giù! Basta, adesso!

M'ammazzo! Boia puttana!

Aurelio, ma dai, non fare cosi anche te!

Teo, scendi, non vedi che tuo fratello s'arrabbia?

Non fate il bamboccio. Venite giù, su!

Voglio una donna.

Beh, ma è un bisogno più che normale, c'ha quarantadue anni!

- Si, ma quello casca, eh! - Mo io a quarantadue anni. . .

Hai voglia.

Ma adesso basta, scendi giù!

- Scendi giù, Teo! - Zio, ricordati il nido.

Sono qui con la scala, signor Teo! Minghino viene su.

Bel colpo, zio! L'hai preso in testa, bravo!

- La testa! - Hai fatto centro!

Adesso vengo su io, ma a me non lo tirare, eh!

Ci portiamo a casa gli uccelli. . .

- Mo che roba è? - Mi hai fatto male!

- Mo ci vuoi ammazzare tutti, di? - Adesso vengo io.

Sissignore! Guarda che se mi prendi a me va a finir male!

Che briscola, Madonna!

ostia, ma questo è un assassino! Che ti venga un colpo nei coglioni!

Voglio una donna!

Cosa faccio adesso? Cosa faccio adesso? Una pugnetta, mi faccio!

E sono un pataca! Sono pataca! Sono un patac. . .

Allora si va a casa!

Tino! Dai, attacca il cavallo che ce ne andiamo!

Presto! Andiamo a casa! Tutti! Partiamo, a casa!

- Ma signor Aurelio, lo lasciate lassù? - Si! Attacca il cavallo! Andiamo!

- E va beh. Come volete voi. - Babbo! Titta!

Chiama la mamma! Dov'è la mamma?

- Lo lascio là sopra? - Ci sta benissimo lassù!

- Andiamo, voglio andare a casa! - Ma è mio figlio!

- Aurelio, sta' a sentire. . . - Voglio una donna!

Teo, lo vedi? Andiamo via. Scendi giù!

- Babbo! Venite via! - Ma è malato.

Facciamo finta! Muovetevi!

Aurelio, senti, mandatemi su a me. Ci parlo io!

Lo porto giù, vedrai!

Montate su in carrozza! Tutti!

- Aurelio ma. . . - Partiamo subito! Monta su, dai!

oh, Teo, te cosa fai? Rimani li?

Noi ce ne andiamo, sai. E' tardi.

E' quasi notte. Poi non c'è nessuno che ti porti indietro.

Vuoi restare li? E va bene, ciao!

Se gli tirassimo con lo schioppo forse. . .

Teo, venite giù!

Teo, viva la Madonna, scendi giù, si o no?

Guarda che andiamo via, sai! Vai!

- Teo, venite giù! Teo! - Ciao, zio!

- Voglio una donna! - ostia, lo zio ci stende a tutti, oggi.

Via, smontate giù tutti! Tutti giù dalle palle! Non fate domande dell'ostia.

Cosa piangi, tu?

Tino, te corri all'ospedale. Va' a chiamare gli infermieri. . .

. . .e torna subito, che mi butto nel pozzo se no!

cosa c'è da piangere? E' tutto da ridere! E' tutta una comica!

Voglio una donna!

Lo senti, Miranda? Poveretto.

Vi sentite meglio?

Voglio una donna!

Non lo posso più sentire! Fatelo star zitto! Basta!

- Basta! - Babbo. Babbo!

- Cosa vuoi? - Vado a chiamare la Volpina?

Babbo, guarda!

Mamma, sono arrivati!

- Buonasera, dottore! - Ma che è successo?

- Sta sull'albero. - Bel posto, aria fina.

- Ma è tutta roba vostra? - Eh, dottore, cosa dice? E' una casina.

- Sono cinque ore che è lassù! - Dove?

Lassù! Non si vede perchè è in mezzo alle foglie.

- Ma che gli avete fatto? - Niente. . .

. . .urlava, tirava i sassi.

Se deve andare avanti cosi tutta la vita, dottore, non lo so. . .

La monaca nana! Mamma!

- E' una maledizione per lui, per noi. . . - State calmo, ci pensa lei.

Stai a prendere il fresco?

Va su a prenderlo lei!

oh, sei diventato matto davvero? Vieni giù. . .

. . .che non ho voglia di giocare con queste stronzate.

ostia, che forza, mamma, lo fa venir giù!

L'ha fatto scendere, mamma! E' tutto contento.

Teo. Teo.

Eccolo qua!

Beh? Ti sei rimesso a fare un'altra volta il birbaccione, eh?

- No! - Come no. E lassù che ci facevi?

Contava quanti ossi hanno i fichi di 'sta stagione.

Vai a casa, va' ! Vai a casa. Portatelo a casa.

Che ci volete fare?

Certi giorni è normale e certi no. Come tutti noi, del resto.

- Ciao, zio! - oh, Titta! Stai bene, eh?

Si vedeva il paese di Gigino di lassù.

Quanto tempo è che non lo vado a trovare.

Tra le undici e mezzanotte. Si, con la barca di Caghetta.

Trenta piani, c'ha sedici fumaioli

Ma va là! Pensa cosa farebbe Sandokan con una nave cosi!

Vieni qui! Chiama tuo figlio!

Ma dov'è Ronald coleman, che non lo vedo?

La Gradisca! La Gradisca!

Viva la Gradisca! Bella, la Gradisca!

Hello sister. E' qua, il nostro piroscafo!

Accomodatevi!

Severino!

Ma dove va, tutta questa gente?

Dove va, tutta questa gente col cuore in subbuglio?

Dove va?

oggi è un'importantissima giornata per il nostro paese, per la nostra. . .

- Andiamo! Andiamo, partiamo subito! - Sono qui!

Se mi fai cascare nell'acqua mi paghi nuova.

Quanto mi piacerebbe dirvelo! Ma non ve lo posso dire.

Perchè datesi che trattasi di una cosa in sospeso.

Ma dove va, tutta questa gente, verso il mare aperto?

Levati! Non rompere!

- Professore, a quanti chilometri passa? - otto!

Ma grazie al signor Galileo lo vediamo a quattrocento metri!

Mirabile!

E' come se ci venisse addosso!

Avvocato, quanto peserà?

Per me, due volte e mezzo il Grand Hotel!

Due volte e mezzo il Grand Hotel più l'Arco del Buso.

- Sul mare luccica l'astro... - vai o velite del mare

Tu passi E il tuo fato

lo seguo nei flutti

Guardando la scia luccicare

Mettiti più vicino alla mamma. Signora, si metta più attaccata a suo figlio.

ostia, ragazzi! Ci sono le correnti gelate!

Mi hanno fatto diventare le palle come due fagioli secchi!

- Ma sei venuto a nuoto dalla riva? - E da dove allora?

Stile libero.

voglio ballare con te

Tutta la noche cosi...

Il terzo giorno vado là con la mia barchetta. . .

. . .faccio il solito fischietto-etto. . .

. . .risalta fuori il delfino-ino. . .

. . .mette la testa sulla barca, mi guarda e mi dice: mamma!

Ma vaffanculo!

E' vero! l delfini sono intelligentissimi, me l'ha detto anche il mio dentista.

Mo guarda quante ce ne sono, oh!

Milioni di milioni di milioni di stelle!

ostia, ragazzi!

lo mi domando come cavolo fa a reggersi tutta 'sta baracca!

Perchè per noi, cosi per dire, in fondo è abbastanza facile. . .

. . .devo fare un palazzo, tot mattoni, tot quintali di calce. . .

. . .ma lassù, viva la Madonna, dove le metto le fondamenta, eh?

Non son mica coriandoli!

Miranda! Che fai, dormi?

Rispondi!

- Hai freddo, vuoi la mia giacca? - Cosa vuoi?

- Prendi la giacca! - Non la voglio!

Dai, mettila sulle spalle se no sai che solfa che fai se ti raffreddi.

Ma dobbiamo star qui ancora molto? E' l'una!

Ma che ne so! Avevano detto verso mezzanotte.

Poi anche se tarda un po', sta venendo dall'America, oh!

- Andate tutti a prendervela nel culo! - E' un amico, eh!

Ti ha fatto gli auguri!

. . .e ogni volta mi sono illusa, e invece finiva tutto subito.

E cosi. . .

- Ma lo sai quanti anni ho? - 52.

Non mi vergogno mica a dire la verità.

Anzi, dico sempre qualcosina in più.

- Trent'anni! - Sorprendente, my darling.

- Eh, sono ancora qui che aspetto. - Pensavo twenty-seven, twenty-eight.

Vorrei un incontro di quelli lunghi, che durano tutta una vita.

Vorrei avere una famiglia io, dei bambini, un marito. . .

. . .per scambiare due parole alla sera, magari bevendo il caffelatte. . .

. . .e poi qualche volta fare anche l'amore, perchè quando ci vuole ci vuole!

Ma più che l'amore contano i sentimenti. . .

. . .e io ne ho tanto di sentimento dentro di me.

Ma a chi lo do? Chi è che lo vuole?

Eh, ma che fai? Ti metti a piangere? Quanto è scema, ha visto? Piange!

Piange perchè la ragazza è delicata, sensibile. Oh, yes.

Va là che ci son qui io.

No, ha ragione, perchè voi uomini. . .

- Non piangere cara! - . . .siete una massa di lazzaroni!

- Eccolo! - Babbo! Babbo!

Il Rex! Il Rex!

Viva il Rex, la più grande realizzazione del regime.

Rappresento il podestà. Vi auguro buon viaggio.

Viva l'Italia!

- Comprate da Biscein! - com'è?

com'è?

com'è? com'è?

Addio!

Gina!

Mo ve' che roba!

Non si vede proprio niente, oh!

Ah, ma io mi attacco qui al muretto.

Soltanto nel '22 c'è stata una nebbia cosi.

Piano! Ferma! Ci sono io! c'è un uomo qui!

Che ti venga un. . .

Gina!

Gina!

Ma dov'è che sono?

Mi sembra di non stare in nessun posto.

Ma se la morte è cosi. . .

. . .non è un bel lavoro.

Sparito tutto: le gente, gli alberi. . .

. . .gli uccellini per aria, il vino.

ln culo.

Tino!

Mi son perduto, non trovo più la mia casa. Dov'è che sono?

Ma come, dove siete? Siete davanti a casa vostra!

E' li!

Grazie!

- Ma dove vai con 'sta nebbia, di? - Vado a scuola. Ciao, nonno!

Ma guarda!

lo stato in Norvegia.

Due donne.

Belle, grandi, norvegesi-esi.

Fave, balose, lupini, bruscolini!

Ehi!

E' aperto qua! Si passa!

Chi arriva per ultimo è un busone!

Naso! Di qua! Vieni a vedere!

Guarda!

Bello!

Ma tu dove sei, amore mio?

- Il 25. Varzi sei un Dio! - E' Brilliperi!

- Era il 18. - 18, Campari!

Aldina, vuoi sapere chi era?

- Lo sappiamo, era Campari. - L'ho conosciuto in quel di Monza.

Aldina!

- Lallo! - Dov'è?

Stai attento, Lallo!

- che cos'è, Lallo? - Un'orecchia!

Guardate, un'orecchia!

E' permesso?

- E' chiuso. - Posso entrare, signorina?

- Buonasera. - cos'è che vuoi?

Una nazionale.

- La posso aiutare? - Ma sta' bono che non gliela fai!

Ma come, non ce la faccio?

lo posso alzare anche 80 kg. Una volta ho preso in braccio il mio babbo.

Questa è da ridere!

- Mo perchè no? Lei quanto pesa? - Ma non lo so.

- Vuol vedere che alzo anche lei? - Ah, si?

Vediamo.

- Guardi che io l'alzo davvero, eh! - Vediamo.

Casco!

Sciocco! Lasciami, mettimi giù!

- ce l'ho fatta! - Ma sei forte!

Visto? Adesso l'alzo un'altra volta.

- Non ci credo! - Guardi!

Ve', ma adesso basta!

Mettimi giù.

- Perchè a me lei. . . - Ti ho detto di no.

- . . .è sempre piaciuta. . . - Ma cosa fai? Mi fai cadere!

- Pazzo! Fammi scendere! - . . .da morire.

Sei proprio pazzo, sai.

Ma cosa m'è successo? La testa.

Ha visto quante volte ce l'ho fatta?

Ma si, ma si, tesorino mio.

Vieni qui, anche tu sei carino, sai.

Fammi impazzire! Fammi impazzire solo un po' !

- Che cosa devo fare? - Succhia, succhia!

Dai.

Ti do anche questa.

Ma cosa fai, soffi? Succhia, gioia!

- Va bene cosi? - No! Ma no!

Amore! Amore!

Devi succhiare, stupido!

- Ma cosa fai? - Non respi. . .

- Non respiro! - Ma lasciami stare!

Esci, che devo chiudere.

cos'è che volevi? Una nazionale?

To' ! Te la regalo. Fila!

Grazie!

- Non ce la faccio. - Mo levati, allora.

- Dai, passa. - Buonasera.

Su, bevi che ti fa bene.

- Scotta, mamma! - Ma no, deve essere cosi.

c'è una mosca, mamma.

- Ma dov'è la mosca? - E' li. E' là.

Era li.

L'unica casa che c'ha le mosche anche d'inverno.

Te e il babbo come avete fatto?

- Mo a far che cosa? - Che vi siete incontrati. . .

. . .poi vi siete voluti bene, poi vi siete sposati.

Ma che storia è questa? E poi, chi si ricorda!

Tuo padre non è uno che fa tante mosse, lo sai.

Lui faceva il manovale a Saludecio. . .

. . .e i miei che avevano un po' di soldi non è che lo vedevan di buon occhio.

Anzi. . . lnsomma. . .

. . .siam scappati di casa senza dire nè tanto nè quanto.

E il primo bacio? Quand'è che ve lo siete dati?

Ma che razza di discorsi tiri fuori, adesso?

E poi, non so neanche se ce lo siamo dato.

La prima volta che ci siamo visti lui si è cavato il cappello e basta.

Che era il massimo che poteva fare.

E sai, ai nostri tempi non è come adesso che se ne combinan di tutti i colori.

- Ma io non combino proprio niente! - Ma stai sotto che sei sudato, su.

Cosa vuoi combinare te che hai ancora i calzoni corti?

Allora fammeli lunghi anche a me, come l'altro che ce li ha.

Ma chi è quest'altro? Gina!

Lei m'ha detto: ''Non mandarmi più bigliettini'' .

- lo ho detto: ''Perchè?'' - Prendi la bicicletta. . .

- . . .e vai a dire al dottore se viene prima. - Sissignora.

Si faccia dare un'occhiata anche lei. Mi ha messo uno spavento.

Vai, vai!

E invece io i bigliettini glieli mando quando mi pare.

ln Africa! Divento dottore e vado in Africa.

- cosi s'impara quella li! - Si.

Fuori nevica! Nevica!

- E' vero, nevica! - Bello!

Professor Fighetta, to' !

Se continua cosi, non andiamo a scuola per tre giorni!

Guardate i monti laggiù, son tutti bianchi!

Ragazzi, andiamo a vedere la neve sul mare?

Macchè, questo è acquaticcio! Non attacca mica!

Va' via! Fuori dai coglioni!

Stia zitta li. l passeri!

- Buonanotte! - Aspetta! Vengo con te!

Dai, fai presto.

Titta! Guarda come viene giù!

Apriamo!

Bello!

Anch'io! Anch'io!

E vien giù ancora, oh!

Sono quattro giorni che rompe i coglioni! Boia di un vigliac. . .

Questo sarà ricordato come l'anno del nevone.

Se escludiamo l'era glaciale. . .

. . .è la prima volta che qui al nostro borgo nevica cosi abbondantemente.

Un metro e nova. . .

Questo dev'essere stato un ragazzo. Non è stato lui.

Come dicevo, dunque, furono eccezionali i seguenti anni:

1 541 , 1 694. . .

. . . 1 728, 1 888. . .

. . .quando, fatto più unico che raro, nevicò il 1 3 luglio!

Ma va' al casino, pataca!

Ma dove. . .

Come sta la tua mamma?

Adesso sta meglio.

E' ancora all'ospedale, ma il dottore ha detto che è fuori pericolo.

Sono contento, poverina! Ricordati di salutarla per me quando vai a trovarla.

L'è bona la tua mamma!

Lei mi dava sempre la minestra. . .

. . .un bicchiere de vin. . . Buona!

Buongiorno!

Mamma!

Ciao, Miranda!

Come stai?

- Ti ho portato i garofani. - Grazie! Come stai?

Ciao, Aurelio. Ma che belli!

Mi ero messa un po' alla finestra, ma adesso torno a letto.

Però sto bene oggi. Che bei colori.

- Hai caldo, mamma, con questo? - Grazie.

- Avete mangiato? - Abbiamo mangiato, si.

- Fai sempre arrabbiare il babbo, te? - Quello li mi da certe tozze nella testa.

Va a finire che divento scemo.

c'è un bel giardinetto qui dietro, eh? Non sapevo.

Con la neve sembra tutto fiorito.

Mamma, nevica ancora!

ln un certo senso sei fortunata, Miranda. . .

. . .perchè questo è proprio il tempo che si sta bene a letto.

E' stanco, poveretto, quando torna a casa la sera.

- Ha lavorato tutto il giorno. - Si, mamma.

Non gli devi rispondere, ormai sei un ometto.

Ma, non col ghiaccio! Mi fai male!

ovo, beccati questa.

con 'sta pioggia e con 'sto vento chi è che bussa a 'sto convento?

Scemo! No!

Mo che stupido!

- Mo sta' fermo! - Palla difficile, Eccellenza!

- Mo t'ho presto, eh? - La Gradisca!

Gradisca, senti questa.

No! La Gradisca no! No!

Mo ve' che roba! Bella forza!

Lasciatela stare, la Gradis. . .

Basta! Basta! M'arrendo!

- Gradisca è andata via! - Gradisca, vieni qua.

Volete che v'ammazzo tutti? Se mi rompete un vetro, viva la. . .

Ma chi è?

- Ma cos'è? - Ma, non lo so!

Guardate! E' il pavone del conte!

Eccolo! Eccolo là!

Viene giù!

Lo prendiamo, ragazzi?

ostia, che pataca!

Ma io non ho mica capito niente. cos'è che è successo?

Adesso, zio, ve lo spiego in macchina, eh?

Ma perchè in macchina? Dov'è che andiamo?

Mo qui vicino, zio! Al podere della Zaira.

c'è un parente che è venuto dall'America e vi vuole salutare.

Ma se mi vuole salutare perchè non è venuto lui qua?

E poi, chi è 'sto parente?

Ciao.

E' morta la zia!

Coraggio. Coraggio.

Titta, no.

Non fare cosi. Apri, Titta.

- Apri. - No! Non apro!

Lallo! E' svenuto!

Babbo, guarda, lo zio si sente male!

Portatelo al casino.

Fatti il segno della croce, papà.

- Come va? Lallo. - Sto meglio!

- Mirandina! - Dai, non fare cosi, fatti coraggio!

Falli mettere a posto! E gli orfanelli?

Piantala!

- Evviva gli sposi! - Evviva!

Dammi il braccio, Naso.

Permesso! Permesso! Mi si smuove tutto il latte!

Alzo il bicchiere agli sposi. . .

. . .e con il fieno e con la paglia, dico. . .

. . .siate felici a Battipaglia!

Quando sei ubriaco fai anche le poesie!

La Gradisca si sposa e se ne va!

Noi qualche volta ti abbiamo fatto arrabbiare, ma ora che te ne vai. . .

. . .ci dispiace tanto, ecco!

Ci mancherai molto!

- Evviva gli sposi! - Evviva!

Il silenzio è d'oro, la parola è d'argento. . .

. . .auguro agli sposi, di felicità anni cento!

- Dov'è la sposa? - Là davanti!

La nostra Gradisca ci lascia, se ne va perchè ha trovato il suo Gary Cooper.

oddio, Gary è un cowboy e Matteo un carabiniere. . .

. . .ma l'amore è sempre l'amore. Buona fortuna, Gradisca!

Evviva gli sposi!

Voi avete oggi coronato il vostro bel sogno d'amore.

Ma avete anche un gioioso dovere da compiere, fare molti figlioli.

Per la vostra famiglia, per la chiesa e per la patria!

Adesso che siamo qui in compagnia, beviamo tutti prima di andar via.

Fotografia! Fotografia!

Adesso facciamo una fotografia che spacca tutto!

- Lo specchio, Marina! - Tutti dietro la sposa!

ostia, che fotografia facciamo adesso!

Bella, la nostra Ninola! Ma cosa fai, piangi? Sei matta?

- Non piango più! - Ecco, cosi, più stretti!

Il carabiniere li, tirati un po' più indietro.

Andate via!

Ecco, prendi la luce.

- Fermi cosi! Ma che facce da pataca! - Ehilà, ma piove!

Un bel sorriso! Asabasiv! Asabasiv! Eh!

Ne facciamo un'altra!

Permesso!

Ma che fai? Le crolli addosso, ubriacone!

Me la voglio abbracciare anch'io!

Ma qui sotto è troppo buio. Andiamo al sole! Venite fuori di li!

''Se avanzo, seguitemi'' . Ecco, mettiamoci qua!

Formate un bel gruppo. La sposa al centro e il carabiniere li. . .

Ho fatto un'altra poesia che dice cosi:

Anche se il mondo è pieno di roba bella

L 'è pieno di paesi che ti piacciono Anche di più del borgo

Ma un po' d'acqua ti fa bene a te, cosi ti lava.

Alzati!

Non piove più! Mettiti a sedere!

E sta' giù! Suona.

- Sposa bagnata, sposa fortunata! - Ma è lo stesso mare, Ninola. . .

. . .che si allunga da qui fino alla nostra Battipaglia e perciò:

- Viva l'Italia. - Viva l'Italia!

Mo grazie!

Grazie!

Ma come farai, ma come farai

A stare lontana dal borgo?

Vi saluto! Andate a casa! Vi saluto!

- Biscein vi saluta! - Ho mangiato quattro minestre. . .

. . .due polli, tre metri di salsicce e una candela.

Naso!

Naso, io vado a casa!

Aspettami! Vengo in carrozza con te!

Aspettami, pataca!

l fiori! Aspetta, i fiori!

Addio! Vi voglio tanto bene!

- La Gradisca se ne va! - Sta partendo!

- Addio! - Gradisca, ti saluto!

- Addio, Gradisca! Addio! - Addio, Gradisca!

lole. . .

. . .guarda!

E' mia quella roba li!

Le manine!

- Titta! - Naso!

Ma Titta dov'è che è andato?

Andiamo a pescare sul porto?

Ma è andato via Titta, è un pezzo che è andato via.

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