All language subtitles for [S01.E01] Intersection - Episodio 1.Italian

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Original subtitles

- Ayhan! - Buonasera.

- Buonasera. Come stai? - Bene, grazie.

- Buon compleanno. - Grazie.

Mio marito, Umut. Ali Nejat.

- Benvenuto. - Grazie. Piacere.

- Benvenuti. - Buonasera.

- Neslihan. - Naz, piacere.

Io sono Umut.

Miei cari amici,

non è facile per me parlare davanti a tutta questa gente.

Quindi, state tranquilli. Sarà un discorso breve.

I discorsi lunghi mi annoiano.

Coloro che mi conoscono lo sanno.

Non mi piace festeggiare il mio compleanno.

Ma questa è una serata speciale per me.

Papà, sono fortunato ad essere tuo figlio.

Mi hai dato tante cose

che gli altri non hanno.

La cosa più importante che mi hai insegnato

è di non rinunciare ai miei sogni.

Ho visto come hai inseguito il tuo sogno, giorno e notte,

e come sei arrivato dove sei oggi.

Per il mio compleanno,

ho deciso di farmi un regalo.

Mi fa piacere condividere questa notizia con voi.

Ali Nejat!

Anche io ho un regalo per te.

Buon compleanno.

Dai, piccolo, devi alzarti.

Mamma, voglio dormire.

Tesoro, per favore. Farò tardi al lavoro.

- No. - Me l'hai chiesto tu.

Ti faccio il solletico.

Uno.

Due.

- Due e mezzo. - Va bene, mamma, mi alzo.

Bravo.

Bravo, bambino mio. Lavati la faccia.

- Così. - Ho tanto sonno.

Mamma, perché devo svegliarmi tutte le mattine?

Non puoi stare a casa da solo.

Sì, invece!

Sei andato a prendere la macchina, vero?

- Avrei dovuto saperlo. - Vieni, facciamo un giro.

- Sto bene qui, grazie. - Andiamo, Ayhan.

- Ma devi andare piano. - Non preoccuparti.

Ti sei svegliato presto e hai fatto quello che volevi.

Siamo in Italia. Con il tuo permesso, ora facciamo quello che voglio io.

Ali Nejat!

Il principio attivo che è stato usato per curare questa malattia.

Il principio usato per ridurre

gli effetti negativi sulle funzioni renali dei bambini,

fino a limiti accettabili, è stato efficace,

con un coefficiente del 70 per cento, sui test animali.

Al momento, sono in corso le operazioni per finanziare

e acquisire i permessi legali per i test sugli esseri umani.

Ad ogni modo, speriamo di minimizzare gli effetti negativi

della febbre alta sui bambini.

- Hai la febbre? - No.

Apri la bocca. Mangia questo.

Non lo voglio.

Kaan, farò tardi al lavoro. Devo andare.

Poi, a casa di zia Esma, ti viene fame prima di pranzo.

Non mi piace quello che cucina zia Esma.

Ha un brutto odore.

Non ti azzardare a dirlo davanti a lei. Ci rimarrebbe male.

Ma puzza.

Kaan, apri la bocca e mangia. Dai!

- Fatto. - Non mi lavo i denti?

Di solito, ti supplico di lavarteli e tu non vuoi mai. Oggi è tardi.

- Alzati, ce ne stiamo andando. - Mamma, stiamo dimenticando una cosa.

- Di cosa si tratta, tesoro? - Il pesciolino.

Vedi quanto è ingiusto?

Tu puoi stare a casa da solo.

- Io no, invece. - Andiamo.

- Hai preso il libro da colorare? - Sì.

- Le macchinine? - Sì.

E Zıpzıp?

Sì, ho preso tutto. Andiamo.

- Mamma, devo fare la pipì. - Tesoro, perché non l'hai fatta prima?

Non puoi trattenerla fino a casa di zia?

Va bene, vai.

- Come è andata? - Molto bene.

- Sul serio? - Sei stata davvero brava.

- Naz, devo dirti una cosa. - Sì.

Il mio primario mi ha detto di non tornare senza di te.

Gli voglio bene, portagli i miei saluti. Ma è impossibile.

Quanto sei testarda.

Non posso lasciare i miei bambini.

Sto ancora scrivendo la tesi. Non ho finito.

Puoi scriverla anche con noi.

È vero, ma i miei bambini hanno bisogno di me, İrem.

Potremmo lavorare insieme.

Non arrabbiarti! Cosa fai oggi? Perché non vieni con me?

Devo pranzare con i miei colleghi. Tu cosa farai?

Innanzitutto, mi cambierò. Poi, me ne vado in giro a fare shopping.

Ok, ci vediamo in aeroporto.

Allora vado. Non posso fare tardi.

- A dopo. - Va bene. Ciao.

Compro questo. Grazie.

Pronto, Umut? Come stai?

Bene, tesoro. E tu?

Sto bene anch'io. Andrò all'aeroporto tra poco.

Tesoro.

Grazie.

- Ho buone notizie per te. - È grandioso.

- Un secondo, Umut. Aspetta. - Ayhan.

Non hai mai visto una porta come questa, vero?

Non ci crederai. Tre turchi sono bloccati in una porta girevole in Italia!

È incredibile.

Aspetta.

Non posso crederci.

- Mi scusi. - Come posso aiutarla?

Cerco il libro Toys for Boys.

Sì, dovrebbe essere qui.

Ne era rimasto solo uno, ma credo che sia stato appena venduto.

- Appena venduto? - Sì.

- Guarda un po'. - Andiamo, sto morendo di fame.

- Posso vederla, per favore? - Certo.

Caspita, guarda il prezzo.

La compro. Grazie.

Prego.

Perché spendi tanti soldi per una penna?

Sei pazzo!

Come ben sai, la civiltà è iniziata con la scrittura.

Sì, l'ho appena scoperto.

Ricordi quel libro sulle macchine che cercavi?

L'ho trovato qui.

Sul serio? Non l'hai comprato, vero?

Costerà una fortuna, non comprarlo.

Tesoro, ascolta. So cosa prendere a tua madre, ma per Gökçe?

Aiutami.

Non lo so, forse dei vestiti.

Ok, troverò qualcosa. Ti chiamo prima di partire.

Umut, mi manchi molto.

Anche tu mi manchi, amore mio.

Fai attenzione. Ti amo. Ciao.

Umut, sei arrivato presto.

Ho qualche idea. Ci sto lavorando.

Non sei mica rimasto qui tutta la notte?

- Sì. - Devi avere fame.

- Sì. - Lui dov'è?

In teoria, abbiamo un apprendista. Non ha mai aperto l'officina.

- Che mi dici della questione del peso? - Non ho potuto fare niente.

Ho spostato il motore dietro ma provoca problemi di equilibrio.

Lo lascio così com'è. Poi, c'è la questione del carburante.

Non trovo una soluzione. Forse, mi sto illudendo.

Lo perderò.

Fratello, ha chiamato Kenan. Vuole sapere se ci stiamo.

No.

Non faremo affari con lui. Perché insiste?

Non faremo affari con un uomo che conosciamo a malapena.

- Dove sei andato? - Sono qui.

İsot, lo vedo che sei qui. Dove sei stato fino ad ora?

Rispondi al tuo capo.

Vedi che se la ride? Sta sghignazzando.

İsot, non farmi arrabbiare.

Perché ti sei vestito come un clown? Togli gli occhiali.

Capo, questa è la mia filosofia. Io mi esprimo in questo modo.

İsot, faccio a pezzi la tua filosofia con una chiave inglese.

- Non hai capito come funziona. - Ok, hai fame.

Ti tremano le mani e i piedi. Hai la pressione bassa.

Vado a comprarti dei dolcetti, così non ci uccidi.

- Capo Umut, li prendo anche per te. - Se non ti secca.

Vieni qui. Non ti servono i soldi?

Oggi pago io. Torno subito.

Speriamo sia vero.

Buon Dio, che tipo strano.

Sono d'accordo.

Mamma?

Signora?

- Tutto bene? - Sì, sto bene.

- Kaan? - Mamma, perché non ce ne andiamo?

Ce ne stiamo andando, tesoro.

Cosa fai?

- Mangio. - Quello è mio.

- Pensavo fosse mio, capo. - Pensavi fosse tuo?

Ma se lo sto mangiando io.

Sei sempre scontroso. Ti prendo del tè.

Sì, vai a prendere il tè!

Ha mangiato il suo e voleva anche i nostri.

Perché guardi fuori? C'è qualcuno?

Nessuno, capo. Non ti alterare.

Oh, mio Dio! È qui!

Cosa?

Piano, fai attenzione.

- La sgancio. - Rallenta, non così veloce.

La lascio.

Cosa fai? Hai distrutto la macchina!

Ti sei drogato? Era già distrutta.

İsot caro, cos'è questa?

Una macchina. Vi piace il mio Principe Nero?

È una granata, un razzo. Ha una bella partenza.

Non dirlo. Ancora una volta, hanno realizzato un'auto fantastica.

L'anno prossimo ne faranno una migliore. Comprerai anche quella?

- È un ciclo che si ripete, Ali Nejat. - Ho altri piani per l'anno prossimo.

Quali? Vuoi comprare un'astronave?

Ayhan, ti dico una cosa e tu dici subito scemenze.

Ok, sto zitto. Non capisci le mie battute.

- Va bene. - Sei contento di essere qui con me?

- Sì. - Davvero?

Sì, sei elegante. Sai dove bere e mangiare bene.

Sei sveglio.

E sei un vecchio saggio. Ci tengo a te.

Mi stavo quasi emozionando, ma hai rovinato tutto.

- Ti piace come si mangia qui? - Molto.

È il posto migliore dove mangiare pesce.

È il migliore al mondo. Sono geloso di questo ristorante.

Non lo so, mi sembra...

Dai, non scherzare. Chi hai visto?

Non mi sento bene. Non riesco a respirare.

Ayhan, stai bene? Cosa ti prende?

Ayhan, cosa succede?

Chiamate un'ambulanza, per favore!

- Scusatemi, fatemi passare. - Per favore!

Ayhan, respira.

- È in shock anafilattico. - Come?

- Non riesce a respirare! - Un'ambulanza, per favore!

Chiamatela, per favore! Un'ambulanza, per favore!

Ehi, cosa fai?

Cerco di farlo respirare. Non toccarmi!

Mi serve una cannuccia.

Dai, mamma!

Tua zia Esma fa bene a non assecondarti.

Guardi davvero queste cose?

Va bene, basta così. Disegna un po'.

Quando te ne vai, Esma?

Mai, se dipendesse da me. Ma mi ha chiamata e non posso dire di no.

- Partorirà presto. - Già.

Mi ero abituata a questo piccolino. Non so come farò senza di lui.

Ce la caveremo.

Devo organizzare la mia roba nei prossimi giorni.

Preparerò i bagagli e tutto il resto.

Ti prego, perdonami. Mi sento in colpa ad abbandonarti.

Lo so. Non farti problemi, Esma. Troveremo una soluzione.

Devo andare. Tesoro?

Ci vediamo stasera, ok?

Mamma, stai bene?

Tutto bene? Non è niente, piccolo.

Sto bene, sono solo scivolata. Sto bene.

Grazie.

Tranquillo, il tuo amico si riprenderà. Vengo con voi.

Bisogna parlare col dottore. Stai calmo, andrà tutto bene.

Cosa dici? Possiamo sistemarla?

Perché no? Perché sei sempre negativo?

Forse, possiamo. Non è impossibile.

Questo rottame è ancora qui?

La sistemerò, capo Genco!

Come farai a sistemarla? Non c'è niente da sistemare.

Volevo dire che "noi" la sistemeremo.

La sistemeremo noi? Questo ragazzo è folle. Guarda qui.

Dove hai trovato questo catorcio? Di chi è?

Il mio. Cioè, di mio fratello maggiore. Ora è mio.

L'avete comprata, vero?

Avete speso dei soldi per questa cosa?

- Sì, qualcosina. - Qualcosina?

Sei un perfetto idiota! Portatela da un rigattiere.

Spero ti diano indietro i soldi!

Cosa dici? È la macchina dei miei sogni.

Al diavolo i tuoi sogni!

È il tuo mestiere.

Per l'amor del Cielo, parlagli e convincilo.

Guarda questa macchina.

Se la sistemiamo, diventerà un aereo!

Possiamo realizzare il primo aereo turco. Cosa ne pensi?

Smettila di dire scemenze o ti prendo a schiaffi.

Ha ragione. Non si può sistemare.

È assurdo. Perché ti attirano sempre i casi impossibili?

Cos'è quella faccia?

Le daremo un'occhiata. Ora ho da fare.

- Davvero? Me lo prometti? Lascia... - Smettila!

Se la sistemiamo, metterò la tua statua in nichel sul tettuccio.

Sistemeremo questa macchina.

Sì, proprio come pensavo.

Non c'è niente di cui preoccuparsi. Ho parlato col dottore, si rimetterà.

Non so cosa dirle. Mi ha salvato la vita.

No, non si sforzi. Potrebbe avere fastidio nel parlare.

Non è un problema per lui. Può parlare anche con un buco in gola.

Un'ostrica ha avuto successo dove io ho fallito. L'ha zittito.

Che simpatico, Ali Nejat.

Non ci siamo ancora presentati.

Grazie. Sono Ali Nejat.

Naz.

Scusate.

- Pronto, Alper? - Sei atterrata?

No, ho perso l'aereo. Perché?

Davvero? Quindi, torni domani?

Non lo so ancora. Cosa è successo?

Non riusciamo ad abbassare la febbre di Aslı.

Come no? Le avete dato l'antibiotico ad ampio spettro?

- Sì. - Quanto è passato?

Sei ore circa.

Sei ore. Ok, tenetela sotto sorveglianza per un paio d'ore.

- Se non migliora, richiamami. - Va bene.

Chiamo mio marito. Torno subito.

Io chiamo Mert.

- Come hai fatto a perdere l'aereo? - Umut, calmati.

C'è stato un contrattempo.

Come faccio a calmarmi? Che contrattempo?

Un signore si è sentito male e gli ho salvato la vita.

Cosa?

Sei l'unico dottore in Italia, Naz? Cosa stai combinando?

Niente, Umut. Avrei dovuto lasciarlo morire?

Sono in ospedale. Non farmi urlare, per favore.

Può sentirmi. Umut, sono un medico...

Mert, cancella i miei incontri di oggi.

Mert.

Ma verrà il comitato per la consegna del rimorchiatore.

Devi esserci.

Non posso cancellare quest'incontro.

Mert, parlo aramaico? Fai come ti dico.

Ok, ci penso io.

Cosa succede? Ali Nejat non può venire all'incontro?

Già, ha detto di cancellare l'incontro col comitato d'accettazione.

Se il comitato non approva, non verremo pagati.

Lo so Oğuz, ma ha detto che non può. Cosa posso farci?

Vengono dall'Inghilterra. Cosa gli diciamo?

"Vada, ripassi più tardi."

E se sospendono il progetto?

Come lo spieghiamo al signor Tarık?

Hai già spiegato tante cose al sig. Tarık.

Puoi spiegargli anche questa, direttore finanziario.

Scusami, ho del lavoro da fare.

Va bene. Ti richiamo più tardi.

Non lo so. Stasera o domani mattina.

Tornerò con il primo volo.

Va bene, amore. Ti amo. Tienimi informato.

Umut, cosa succede?

- Naz ha perso l'aereo. - Davvero? E ora?

Ne prenderà un altro.

Io vado a casa, mi faccio una doccia e dormo. Sono sfinito.

Ok, fratello. Vai, ci sono io qui.

- Prendo queste. - Prendile.

Ciao.

Cosa fissi?

"Capo, per favore."

Ali Nejat, sto bene. Possiamo andare.

Ayhan, stai zitto, per favore.

Ma ti sto dicendo che sto bene.

Ti comporti da irresponsabile, lo sai?

Siamo qui da meno di un'ora e stavi per morire.

Non pensi che dovrebbe restare qui?

Sì. Un altro giorno di riposo sarà sufficiente.

- Vedi? - Sto bene.

Ok, vado a parlare con il dottore.

Sarebbe bello.

- Bravo. - Perché bravo?

Bravo, cosa posso dirti? Oggi mi hai spiazzato.

Capo, per favore, accetta.

Non c'è molto da fare qui.

Ci terrà impegnati e non ci arrugginiremo.

Toglimi le mani di dosso!

Senti, ti prendo a schiaffi e ti faccio arrivare sul tettuccio.

Non fare gli occhi da disperato.

Guarda il labbro inferiore. Mettiamo che io ti dica di sì e iniziamo.

İsot, non è una macchina! Bisogna rifarla da zero.

Questo è un lavoro per capo Umut. Capo, tu non vuoi capirmi.

Se la ripariamo, la gente farà la fila

davanti all'officina. Te ne rendi conto?

Oggi mi hai fatto venire il mal di testa, davvero.

Hai mai avuto un sogno nella tua vita?

Vattene! Come va, Gökçe? Benvenuta.

Grazie, non ti disturbare.

- Ok. - C'è mio fratello?

Umut se ne è appena andato. È andato a casa a riposare.

Maledizione! Speravo di trovarlo qui. Ok, non fa niente.

Puoi dire a me.

Tranquillo, non è importante.

Dimmi, non sono mica un estraneo.

Dopo la scuola, voglio uscire con le mie amiche.

Volevo chiedere a mio fratello... Non preoccuparti.

Ho capito. Aspetta.

Ci penso io. Poi lo diciamo a Umut.

- Lascia stare. - Perché?

Prendi questi.

Scusa, è davvero imbarazzante.

Non preoccuparti. Divertiti.

Grazie mille.

Per favore, non dirlo a mia madre.

Se lo viene a sapere, romperà le scatole.

Ok, è un nostro segreto.

Grazie.

Grazie a te.

Perché ridi?

Non sto ridendo. Sono proprio così.

Vado a...

Vuoi un po' di tè?

No, ce l'ho già. Non vedi?

Perché urli? Lo bevo io.

Vuoi usare questa?

Ali Nejat.

Come si fa a spendere tanti soldi per una penna?

Dov'è la signorina Naz? Grazie.

La troverò.

Tienila. In caso parlassi troppo.

Ci sono dei voli stasera?

E domani?

Quindi, non avete biglietti né per stasera né per domani?

Va bene, grazie.

Mi dispiace molto.

Hai perso l'aereo a causa nostra.

Permettimi di aiutarti a tornare. Per favore.

Non preoccuparti, ci penso io.

Dai, permettimi di aiutarti.

Signore, attendiamo la sua conferma.

Decolliamo tra 15 minuti. Fate buon viaggio.

Grazie.

- Pronto, Neslihan? - Ali Nejat, siete atterrati?

Non ancora, siamo in ritardo.

- Riguardo la cena di stasera... - Non dirmi che non puoi venire.

Ho lavorato tanto per organizzarla.

Neslihan, ci sei?

Ali Nejat, posso chiamarti più tardi?

Tua sorella sta facendo di nuovo i capricci.

- Dai, cerca di venire. - Ok.

Non ce la faccio più!

Non voglio!

Signorina Feyza, per favore.

- Ci sentiamo dopo, Oğuz. - Signore, è molto importante.

Oğuz, un minuto!

Feyza, cosa fai? Datti una calmata!

Basta!

- Non ce la faccio più! - Potete andare.

Feyza!

Signor Tarık?

Che c'è, Oğuz? Puoi aspettare due minuti?

Signore, Ali Nejat vuole cancellare l'incontro col comitato di accettazione.

Non devi cancellare niente!

Arrivo, ti chiamo tra poco.

Va bene, signore.

Feyza!

Signor Tarık, è tutto a posto. Ci penso io.

Ok.

Feyza, apri la porta, per favore.

Lasciami in pace!

Ascolta, lo sai che potrei aprire la porta se volessi.

Ma voglio che la apra tu.

Naz aveva un piatto lungo, non lo trovo.

L'ho messo vicino agli altri piatti.

Ma non è quello il suo posto.

- Ayşen? - Sì?

Ci sono novità per quel lavoro?

Ti hanno detto qualcosa?

Cahide, purtroppo non si sa ancora niente.

È difficile nella tua situazione.

Qual è il problema? Il lavoro di Umut non va bene?

Se la cava, ma ci sono le tasse d'iscrizione di Gökçe.

Non dovevi mandarla in una scuola privata.

È difficile così. Naz è molto impegnata.

Tu non stai bene e cerchi un lavoro.

Se non avesse perso la borsa di studio, saremmo a posto. Mi sono arrabbiata.

Umut ha ristrutturato l'officina.

È ovvio che i soldi non bastino.

Cosa possiamo fare, Ayşen?

Umut spera che le cose migliorino, ma ora è questa la situazione.

Ecco perché sto cercando di occuparmi di alcune spese, senza dirlo a Umut.

Nessuno dovrebbe trasportare troppi pesi.

Poi ti innervosisci.

Cosa c'è? Perché discutete?

Sei entrato in silenzio come un ladro.

Perché sei tornato così presto?

Sono stanco, ho bisogno di dormire. Voi cosa fate?

Prepariamo qualcosa per Naz.

È un po' complicato. Naz ha perso l'aereo.

Cosa? Ha trovato un altro biglietto?

Non lo so, non mi ha ancora avvisato.

Poverina. Vedi?

Mamma, è squisito.

Io seguo la stessa ricetta, ma nessuno me lo dice mai.

Vado a dormire.

Non so perché ti dia ascolto.

Perché mi pagano per questo.

Feyza, perché ti comporti così?

Stiamo tornando indietro?

Dove eravamo?

Non è cambiato niente per me.

Non cambierà niente.

Già. Se non prendi le medicine, continuerai a sentirti così.

Feyza, perché non le hai prese?

Perché mi fanno venire le vertigini.

In realtà, non mi fanno sentire niente. Non ricordo neanche il mio dolore.

Come faccio a vivere dopo l'incidente?

Feyza, basta.

Se vuoi che ti aiuti, devi fare uno sforzo.

Nessun dottore ha la bacchetta magica.

Se mi dici che sei felice così,

me ne vado e non torno più.

Fermati.

Non andartene, per favore.

Feyza, smettila di pensare di essere una vittima.

Non sei l'unica donna ad aver perso un figlio.

Se prendi le medicine, starai meglio.

Coraggio, alzati.

Vestiti e usciamo. L'aria fresca ti farà bene.

Puoi sbarazzarti di questi vestiti neri? Sono tristi.

Ti aspetto di sotto. Ok?

Accidenti.

- Posso vederlo? - Certo. Ecco qui.

Ho lasciato il cellulare acceso.

Non è un problema, finché non partiamo.

Ciao, Umut. Amore, sono sull'aereo.

Umut, un attimo, mi sta chiamando Alper. Deve essere urgente.

- Pronto, Alper? - Naz? Aslı è peggiorata.

Ha 41 di febbre.

Abbiamo usato le coperte refrigeranti...

...ma se la febbre non si abbassa, morirà.

Come mai la febbre è ancora alta?

Cosa può essere?

Alper, mettimi in vivavoce. Veloce!

La dottoressa vuole parlarle.

C'era bel tempo questo fine settimana. Siete andati a fare un picnic?

Sì.

Alper, deve esserci una zecca.

Trovala e rimuovila.

- Dai, Alper, fai in fretta. - Sto controllando.

L'ho trovata, eccola.

Bene, rimuovila.

L'aereo sta partendo. Ti chiamo quando atterriamo, va bene?

Spero non sia nulla di grave.

Io spero di non farvi fare tardi.

Ciao, Umut, ho risolto. Sono sull'aereo, stiamo per partire.

Il capitano dice che dobbiamo partire, altrimenti perderemo il nostro turno.

Amore, devo chiudere. Stiamo partendo.

Ti chiamo quando atterriamo.

Non dovevi disturbarti, Oğuz.

- Ci avrei pensato io. - Nessun problema.

- Ci tenevo ad esserci anch'io. - Non sei costretto a farlo.

Spero che capiscano la situazione.

Benvenuto.

Salve. Non c'è il signor Ali Nejat?

C'è stato un imprevisto e il signor Ali Nejat...

Ali Nejat non c'è, benvenuto.

Ali Nejat non c'è, ma c'è il signor Tarık.

Lei conosce già il signor Tarık.

È il fondatore della nostra società, nonché presidente onorario.

Voleva esserci in questa giornata importante.

Vai, traduci.

Il signor Ali Nejat non può venire.

C'è il signor Tarık. Credo che lei lo conosca.

Che piacere vederla, signore.

- È un onore vederla, signor Tarık. - Grazie.

- Pensavamo fosse andato in pensione. - È difficile abbandonare gli affari.

Volevo prendermi cura di persona di un cliente importante come lei.

Da questa parte. Prego, signori.

Vedo che sono state date le dovute spiegazioni.

È stata usata una tecnologia speciale per realizzare questa nave.

Anche nelle condizioni più dure dei mari del nord,

può stabilizzarsi facilmente

e può raggiungere, senza problemi, le raffinerie di petrolio.

Siamo impazienti di vederla all'opera, il prima possibile.

Dovremmo essere in grado di terminarla nel giro di due mesi.

- Giusto, Mert? - Certo.

Complimenti, signor Tarık. Avete fatto un ottimo lavoro.

Grazie mille.

È un grande piacere per noi, grazie.

- Tutto bene, signor Ayhan? - Sto bene, non si preoccupi.

Mi prenderò cura di te.

No, sul serio, sto bene. Pensa alla signorina Naz.

Vi ho già creato abbastanza problemi.

Quali problemi? Nessun fastidio.

Ascolti, ho un bel ristorante. Vorrei invitarla a cena una sera.

No, non deve.

Se non accetta, la prenderò come un'offesa.

Non riesco a parlare. Non mi faccia sprecare il fiato.

- Ok, vedremo. - Promesso?

- Vedremo. - Vedremo. A presto.

Va bene. Si rimetta in fretta.

Da questa parte.

Eri in Italia per lavoro, o in vacanza?

- Per lavoro. Sono una pediatra. - Bello.

Ho partecipato a un convegno come oratrice.

Ayhan ha lo spirito di un bambino.

Ti chiamerà quando si ammalerà.

Scusami.

Pronto, Mert?

Non mi hai chiamato. Ero preoccupato.

Ho avuto una giornata impegnativa. Ho dimenticato di chiamarti.

Oğuz ha avvisato il signor Tarık, così tuo padre è venuto all'incontro.

Sul serio? In realtà, va bene così.

Gli parlerò io, una volta tornato.

Gli dirò di non prendere iniziative quando non ci sono.

Oğuz è invadente. Non so se riesco a gestirlo.

Fa troppe domande.

Fai quello che serve finché non torno.

- Poi me ne occupo io. - Va bene, signore.

Che c'è, Oğuz? Sei ancora qui?

Lavoro in questa azienda da 20 anni.

Non ho mai saltato un turno, neanche quando stavo male.

Bravissimo.

Ali Nejat è fortunato ad avere un direttore come te.

Ti serve qualcosa?

Questo trasferimento di denaro è stato effettuato da voi?

Sì, certo.

C'è la firma del signor Ali Nejat. Non vedi?

Sì, l'ho vista ma devo consultare il sig. Tarık, essendo una bella cifra.

Oğuz, tutto bene?

Ali Nejat è il presidente dell'azienda.

Mert, sto benissimo, ma devo avvisare il signor Tarık.

Ok, tu sai cos'è meglio fare.

Qualcos'altro? Me ne stavo andando.

Pensaci bene.

Prego.

Buona giornata.

Pronto?

- Alper, come sta Aslı? - È nella sua stanza.

Ho paura che fosse troppo tardi.

È colpa mia, non ci ho pensato. Credevo fosse una normale influenza.

Non preoccuparti. Come facevi a saperlo se il paziente non te l'ha detto?

E se non funziona?

Ho capito. Arrivo subito, stai tranquillo.

Va bene.

Può farmi scendere? Devo andare all'ospedale.

- Nessun problema, ti accompagniamo lì. - Ma è lontano.

Per favore. Qual è l'ospedale?

L'ospedale statale di Koşuyolu. Grazie.

Sembra che ci sia qualche problema.

La situazione è grave. Faremo il possibile e pregheremo.

Alcuni bambini sono molto forti.

Guarda che roba!

Come gli viene in mente?

Apra! Cosa fa, signore? Fa sedere un bambino davanti.

Non sono affari suoi. È un avvocato?

Le faccio vedere io se sono un avvocato.

- Chiamo subito la polizia. - Se ne vada! Chiami chi le pare!

Che maleducato! Ha anche il coraggio di parlare.

Non ho mai visto persone così ignoranti.

Che irresponsabile.

E se fanno un incidente col bimbo seduto davanti?

Mi dispiace, non sopporto queste cose.

Scusate.

Sei sensibile nei confronti dei bambini.

Molto.

Hai figli?

Umut, non voglio perdere il bambino!

No.

Tesoro?

Tesoro, che c'è?

Mamma, non mi sento bene.

Hai la febbre. Alzati, andiamo dal dottore.

Mamma, non voglio andare dal dottore.

Tesoro, sei grande. Non puoi avere paura degli ospedali.

- Mamma, non ci voglio andare. - Forza, tesoro. Senti un po', scotti.

- Che cos'è? - Mi piaceva e l'ho comprato. Problemi?

Dove hai preso i soldi?

Non è importante, avevo dei soldi da parte.

Non starmi sempre col fiato sul collo!

Torna in te. Come puoi...

Capisco, tesoro, ma hanno preparato un sacco di cose

per il tuo ritorno. Non è scortese?

Va bene, iniziamo. Ciao.

Cos'è successo?

- Deve andare all'ospedale. - No!

Iniziamo. Vieni, mamma.

Li metto nei piatti?

Con calma. Aspettiamo che torni il sig. Ali Nejat.

Vorrei che questa serata finisse bene. Ho paura che succeda di nuovo qualcosa.

Ora che hai aperto quella boccaccia, succederà qualcosa di sicuro.

Perché dici questo? Non si sa mai con la signorina Feyza.

Non ricordi? L'ultima volta che è venuto Ali Nejat...

Ayşegül! Basta così! Ti colpisco con la forchetta.

Va bene, sto zitta.

Avanti.

Ti sei vestita così per Ali Nejat?

Non essere ridicola. Come ti salta in mente?

Voglio solo che sia una bella cena.

Ti sei vestita un'altra volta di nero. Andiamo.

Posso restare qui? Non voglio mangiare niente.

Feyza, ne abbiamo già parlato.

Sai quanto mi sono impegnata per questa cena.

Vinci sempre tu.

Bene.

Calmati e cerca di essere normale.

Normale.

Scendiamo.

I bimbi sono più forti di quanto pensiamo.

Possiamo solo aspettare.

Ho fiducia in Aslı. Si riprenderà.

Spero accada in fretta. Buonasera.

Alper, controllala ogni due ore.

Se non migliora, raddoppia la dose di ribavirina.

Non è pericoloso per i reni, con una bambina di quell'età?

Lo so, ma è l'unica soluzione.

Prima la salviamo e poi pensiamo ai suoi reni.

Mamma, aiutami, per favore.

Aiutami anche tu, così starai meglio.

Forza.

Mamma, non voglio farlo.

Ti prometto che non farà male.

Ciao, cosa succede qui?

Io mi chiamo Naz. E tu come ti chiami?

Il suo nome è Kaan.

Kaan, che bel nome.

Kaan, hai paura?

Sì, non voglio la puntura.

Hai ragione. Al posto tuo, avrei reagito come te.

Ma pensala in questo modo.

Ci sono degli esserini piccoli e brutti, i germi.

- So cosa sono. - Sono riusciti a trovare una strada

ed entrare nel tuo corpo.

No!

Non devi avere paura. Noi sappiamo bene come cacciarli.

Ti daremo una piccola medicina e loro scapperanno via.

Ma per darti la medicina giusta, dobbiamo capire che tipo di germi sono.

Altrimenti, andrà così.

Prenderai la medicina e i germi diranno:

"È arrivata la medicina!" e avranno paura.

Però, capiranno che è quella sbagliata

e continueranno a ballare, dicendo: "Non ci fai niente!"

E continueranno a farti stare male.

Non se ne andranno mai?

Sì, ma dopo un sacco di tempo.

Sarai stanco e dormirai tutto il tempo.

Non riuscirai nemmeno a guardare i cartoni animati.

- Davvero? - Sì.

I tuoi amici giocheranno e tu dovrai guardarli da lontano.

- No! - Sono d'accordo con te.

È piccolissimo, te lo prometto. È un ago minuscolo.

Ti ha fatto male?

Dai, non ti ho fatto niente.

Davvero?

Te lo prometto. Vieni, siediti sulla mia pancia.

Devo chiederti una cosa, Kaan.

Se non mi aiuti, non riuscirò a trovarli.

Ora abbracciami. Senti un po'.

C'è un cartone animato in cui lottano il bene e il male.

Come si chiama? Non me lo ricordo.

Non riesco a dormire per questo.

Mi sembra che i buoni fossero vestiti di bianco. Qual è?

È finita prima ancora che mi rispondessi.

- Abbiamo finito? - Sì, abbiamo finito.

Non mi ha fatto per niente male.

Infatti. Gülay, prendi questo.

Grazie mille.

Nessun problema. Sei un bimbo coraggioso, proprio come pensavo.

Stai tranquillo. Niente può più spaventarti.

Il dottore vi darà la cura giusta non appena arrivano i risultati.

Grazie.

Si figuri. Ci vediamo presto, va bene?

Tutto bene?

- Mamma! - Gülay! Chiedi aiuto, veloce!

Come va a scuola, Gökçe?

Non male, ma credo che ci vorrà un altro semestre.

Perché non lo sapevo?

Non lo sapevo neanche io. L'ho appena scoperto.

Chiederò i voti all'insegnante. Se non va, ci sono i corsi estivi.

Gökçe, delle persone sgobbano per pagarti la retta. Abbi rispetto!

Ne parleremo con Gökçe in un altro momento.

Oggigiorno, studiare è davvero facile.

Chiedi i voti, altrimenti ci vorrà di più.

Se ci vuole un altro semestre, bisognerà pagare.

Naz ha finito gli studi nonostante le sue condizioni,

poi si è specializzata.

Quali condizioni, Ayşen?

Gökçe!

- Gökçe, non è il momento. - Perché?

Ayşen mi rimprovera ad ogni occasione!

Ma io non posso dire mai niente!

Gökçe, ho detto basta!

Senti, non hai compassione per tua madre?

Sta cercando un lavoro, solo per pagarti gli studi.

Non importa.

- Ne ho abbastanza. - Gökçe, siediti.

Vedi, Ayşen.

Ricevo già abbastanza rimproveri.

Almeno tu puoi lasciarmi in pace.

Gökçe, stai zitta!

Siediti e mangia. Stai zitta!

- Buon appetito. - Figlia mia.

- Me ne vado a casa! - Vado a parlarle.

Cosa le ho detto?

È impossibile parlare con lei.

Li porto in cucina.

- Ci penso io, non disturbarti. - Devo scendere comunque.

Ayşen, ho detto che ci penso io. Non disturbarti.

Per favore, vai a casa. Penserò io al resto.

Grazie.

Buon appetito.

Mio padre non c'è?

Sì, sono qui. Sei tu che non ti fai vedere spesso.

Iniziamo. Buon appetito.

Quanto dovevi stare in Italia?

Abbiamo avuto dei problemi.

Che problemi? Non era una vacanza?

Anche di lavoro.

Quindi, è così segreto che non vuoi nemmeno dirmelo.

Papà, parliamone più tardi. Sono appena arrivato.

Sì, niente questioni di lavoro a tavola.

Si parla solo di lavoro a tavola.

Non è vero, papà?

Cosa hai in mente?

Non capisco.

Hai posticipato la riunione del consiglio, mentre eri in Italia.

Sono andato all'incontro col comitato di accettazione al posto tuo, oggi.

- Lo sai? - Sì, lo so.

Non pensavo fosse un grande problema.

Ali Nejat, non è un gioco per bambini!

Non ti rendi conto di aver rischiato che fosse venduta all'asta. E se...

Papà, li abbiamo invitati qui e li abbiamo ospitati.

Avremmo organizzato un altro incontro.

Per te è tutto così semplice, vero? Ma io so cosa ti passa per la testa.

Non pensi ad altro se non alle macchine.

- Scusate. - Feyza, dove vai?

È tutto a posto. Ci penso io.

Non rinuncerai mai a questa ossessione.

Come sempre, è stata una cena stupenda.

- Papà. - Dove vai?

Non ho finito di parlarti, Ali Nejat!

- Ecco qui, İbrahim. - Grazie.

Buon appetito. Se hai ancora fame, ti preparo subito qualcosa.

- No, sono a posto. - Va bene.

Dobbiamo rimandare.

Avanti.

Signor Tarık, ha un minuto? Vorrei parlarle prima di andare.

Certo, accomodati.

Sa quanto mi sto impegnando per fare stare meglio Feyza.

Ma quello che è successo a cena è negativo.

So cosa vuoi dire. Ali Nejat deve capire alcune cose.

Non posso chiudere un occhio.

Non sono fatti miei.

Le chiedo solo di non parlarne davanti a Feyza.

Altrimenti, il mio lavoro è solo una perdita di tempo.

Hai ragione. Starò più attento.

Grazie.

Incolpa ancora Ali Nejat per quello che ha passato Feyza?

Chi dovrei incolpare?

Buonanotte.

Buonanotte anche a te.

Alper, che ne sarà di quel bambino?

Non lo so, Naz. Non c'era nessun altro con loro.

Non siamo riusciti a convincerlo a spostarsi.

Non preoccuparti. Ci prenderemo cura di lui.

Che nipote stupendo!

Ehi, sorellina.

Dove sei? Barış è con te?

Sì, ci stiamo divertendo un po'.

Quante volte ti ho detto di non portare mio figlio in quella macchina?

Pronto?

Ali Nejat?

Ali Nejat!

Pronto?

Pronto? Rispondetemi!

Ali Nejat!

Barış!

Cosa sta succedendo?

Ali Nejat!

No!

Tutto bene?

Signore?

İbrahim, perché hai tirato prima me fuori dalla macchina?

Signore, non continui a tormentarsi.

Non fa bene a nessuno.

Barış!

No!

Dove sei? Barış è con te?

Sì.

Quante volte ti ho detto di non portare mio figlio in quella macchina?

Pronto? Ali Nejat?

Pronto? Barış?

Cosa sta succedendo? Pronto? Rispondetemi!

Ali Nejat! No!

Mio figlio non è morto! Papà, non è morto!

Dovevi morire tu!

Dovevi morire tu!

Dovevi morire tu!

POLIZIA STRADALE

Umut!

Sono arrivata. Dove sei, amore?

Amore, so che sei arrabbiato con me, ma...

Ti prego, non litighiamo oggi. Sono troppo stanca.

Ti prometto che domani, litighiamo quanto vuoi.

"Non voglio litigare." Questa è nuova.

Mi sono abituato alle tue sorprese dell'ultimo minuto. Non ci faccio caso.

Mi sei mancato molto.

Stupido, mi sei mancato davvero.

Lo so. Sul serio.

Va bene, cosa posso dirti. Dato che non vuoi parlarmi,

lo userò come vassoio.

Non esiste! Dammelo!

- L'hai comprato davvero? - Allora abbiamo fatto pace.

- Certo che no, non ti perdono. - Allora non puoi averlo!

- Dammelo. - No, non te lo do!

- Non l'hai comprato per me? - Sì, ma lo avrai solo se facciamo pace.

- Dai! - Fammi dare un'occhiata.

Voglio vedere se hai preso quello giusto.

Umut, non puoi capire che giornata ho passato oggi.

Sono successe tante cose.

All'ultimo, la mamma di un bimbo che stavamo curando è svenuta.

Cos'è successo all'uomo del ristorante?

È quasi morto. Quasi!

Grazie a Dio, è vivo. Ho una fame da lupi.

Mamma Cahide ha fatto gli involtini di foglie di vite.

- Sì. - Cos'è successo?

I piatti sono ancora pieni. Nessuno odia mangiare.

Non farti ingannare dai piatti. Abbiamo mangiato, ma ci ha pensato

tua madre a riempirci lo stomaco, al posto del dessert.

Avete discusso di nuovo?

Discusso? Si può discutere con tua madre?

Ha parlato tua madre. Ha parlato solo lei.

L'abbiamo ascoltata e ci siamo saziati.

- Che c'è? - Sono sazia anch'io.

Oh, cavolo.

Guardami. Che ti prende?

Ho fatto un lungo viaggio e sono stanca.

E tu mi dai sempre belle notizie!

Non riesci a trattenerti? No, moriresti!

Cosa ho detto? Ho detto che tua madre si è comportata come al solito.

Parli ancora di lei, Umut.

- Smettila, per favore. - Cosa dovrei dirti?

Non dormo qui stanotte.

Lascia stare. Perché lo fai?

Dormo io sul divano. Tranquilla, conosco casa mia.

Ali Nejat, non posso farcela senza il tuo aiuto.

Hai insistito e sono venuto a cena.

- È cambiato qualcosa? - Non puoi arrenderti così facilmente.

Fra poco è il tuo compleanno.

È una grande occasione per riunire la famiglia.

Potresti parlare con Feyza.

Festeggiare un compleanno e confrontarsi. Due parole senza senso per me.

Forse, devi prima confrontarti con te stesso.

Come? Non mi serve uno psicologo. Se dovesse servirmi, ti avviso.

È meglio che vada.

- Se solo... - Per favore, basta così.

Grazie per avermi dedicato il tuo tempo. Buonanotte.

- È il cervello? - Sembra di sì.

Didem, devi farti forza. Lo sai.

Hai già sconfitto questa malattia, puoi farlo ancora.

Dobbiamo pensare anche a Kaan.

Dato che è al cervello, può essere complicato badare a lui.

Puoi creare dei problemi senza volerlo.

Puoi lasciare il gas accesso o perdere conoscenza.

Il trattamento è lungo.

Devi decidere cosa fare con Kaan, il prima possibile.

Quanto tempo ho?

Non parliamone adesso.

Scusatemi, passo più tardi.

Va bene, Naz.

Kaan, come stai?

Sto aspettando mamma.

Ah, sì? Fatti vedere. Stai meglio.

Curerete anche mia madre?

Leyla aiuterà tua madre.

- Starà bene? - Certo che starà bene.

Cosa hai disegnato? Fammi vedere.

Prima di iniziare il trattamento, ho bisogno di un po' di tempo

per mio figlio.

Va bene, ma non aspettare troppo.

- Mamma! - Tesoro!

Hai finito? Possiamo andare?

Possiamo andare, piccolo.

Stai meglio ora?

Si rimetta presto.

Grazie per essersi presa cura di Kaan.

Si figuri, adoro Kaan.

Forse ci incontreremo in un posto più bello.

- Ciao. - Ciao.

Perché no?

Ti porterò sei macchine al mese. Non ti bastano?

Senti, amico. Non vogliamo essere coinvolti in questa faccenda.

Non vogliamo farlo, tutto qui.

Grazie, ma rifiutiamo l'offerta.

Non dovresti farlo neanche tu.

Non è da noi fare soldi da macchine maledette.

Umut, devi superare queste superstizioni. In che epoca vivi?

Cosa cambiava sequestrandole? Avrebbero pagato lo stesso.

Genco, si preoccupano tutti per se stessi.

Se non lo fate voi, lo farà qualcun altro.

Va bene, grazie.

Noi non accettiamo.

Grazie, ti auguriamo il meglio. Ciao!

Tu vai per la tua strada e noi per la nostra. Stammi bene.

- Andiamo. - È ridicolo.

Gli offriamo il pane e lui non accetta.

A chi offri il pane? A chi dai da mangiare?

Lascia perdere!

Fermi! Cosa diavolo fate?

A chi dai il pane, eh?

Ricciolino, sii furbo.

Vaffanculo, bastardo!

İsmail, esci, per favore.

- Perché hai iniziato a spingerlo? - Non hai sentito cosa ha detto?

Ci dà i soldi per mangiare. Chi diavolo crede di essere?

- Non darci peso. - Come? Che significa?

Dovevamo accettare il lavoro.

Genco, cosa dici? Per l'amor del Cielo!

Ci porterebbe cinque o sei macchine al mese.

Sono macchine sequestrate. E quindi?

Le hai rubate ai proprietari?

Abbiamo molti debiti. Abbiamo comprato un nuovo macchinario.

Fra tre giorni, dobbiamo saldare dei pagamenti.

Non preoccuparti, troverò una soluzione.

Me la vedo io, ok?

Ci penso io.

Umut, siamo a posto per questo mese, e poi? Come facciamo il prossimo mese?

Non possiamo andare avanti con qualche lavoretto.

Ci ha offerto un lavoro regolare!

Perché mi guardi in quel modo?

Umut, tu sogni troppo.

Scrivi, disegni, pensi.

Io vado a casa e non riesco a dormire, perché penso a come pagare i debiti.

È colpa mia?

Fratello, non sto dicendo questo.

- E allora? - Torna alla realtà!

Torna alla realtà! Cosa faremo?

Cosa faremo? Siamo fottuti.

Ok, torno alla realtà.

- Cosa diavolo fai? - Torno alla realtà.

- No! - Lasciami stare!

Non toccarmi, ti spezzo le mani!

Hai ragione. Chi sono io per sognare?

Chi sono io per realizzare macchine?

Maledizione!

Ne fanno una questione di stato? Non posso crederci.

Sono troppo sensibili. Non ho fatto niente.

- Non si può dire niente? - Mamma, puoi lasciarci in pace?

Ti ho lasciata in pace e hai sposato un meccanico.

Hai studiato mentre eri incinta.

E ho studiato. Ho portato a termine gli studi.

Umut ha lasciato la scuola per permettermi di studiare. Ricordi?

È triste. Non dice niente, ma è triste.

La sua famiglia che si aspetta tanto da lui è triste.

Non ti ci mettere anche tu.

Io mi trovo nel mezzo. Fallo per me.

Litighiamo per altre cose.

Del tipo: dove hai messo i miei calzini? Perché non hai fatto l'insalata?

Non per la tensione che crea mia madre.

Mi hai invitata a pranzo per rimproverarmi? No, grazie.

Mamma, dove vai?

Perché non rispetti la mia sensibilità? Anche io sono triste.

Benvenuto, signore.

Chiama Ali Nejat, Mert e Oğuz.

Va bene, signore.

Non ti avevo detto che avrei parlato con il signor Tarık?

Come puoi approvare un trasferimento di denaro senza farmelo sapere?

Oğuz, calmati, per favore.

Come faccio a calmarmi? Chi ha dato l'ordine?

- Ti sale la pressione. - Ho dato io l'ordine.

Oğuz, sono il presidente dell'azienda.

Da quando metti in dubbio i miei ordini?

Obbedisci ai miei ordini.

I soldi devono essere trasferiti entro stasera.

Il signor Tarık è nel suo ufficio.

Dice che è urgente.

Intesi?

Sì, signore.

Bene.

Vuole che ci andiate tutti.

Accomodatevi.

Avrai capito che sono qui per terminare il discorso di ieri sera.

Volevo che ci foste anche voi.

Perché, da quanto mi risulta, siete tutti nella stessa barca.

Ora, aprite le orecchie.

E chiudiamo la questione, una volta per tutte!

Il nostro porto produce le navi più importanti

non solo della Turchia, ma di tutto il mondo.

O meglio, era così quando ho lasciato l'azienda ad Ali Nejat.

- Giusto, Ali Nejat? - È ancora così, papà.

Infatti, siamo cresciuti ulteriormente.

Sì, signore. Grazie a Dio.

Quindi, ho fatto bene ad andare in pensione.

Ma voglio che sia così per sempre.

Pensi che non andrà così?

Se sparisci nel bel mezzo di un incontro riguardante una nave

che sta per essere consegnata, cosa devo pensare?

- Papà, non è... - Aspetta.

Non è stato un problema. Tutti faranno quello che sanno fare meglio.

Per esempio, io produco le navi più forti e veloci del mondo.

Ora, se arrivasse qualcuno e cercasse di fare la stessa cosa,

quanta fortuna avrebbe?

Dovreste sapere quante aziende producono automobili.

Forse è l'industria con la concorrenza più spietata.

Immaginate se qualcuno vuole lanciare un nuovo marchio.

Secondo me, gli riderebbero in faccia. È così semplice?

Non è così difficile come pensi.

Sono abbastanza ricco da poter comprare l'auto più costosa sulla Terra,

ma non così ricco da poterne realizzare una!

Ricordalo.

Quello che facciamo è chiaro e non perderemo di vista l'obiettivo.

Se non rispetti le mie decisioni,

perché mi hai nominato presidente?

Non pensavo che avresti inseguito un sogno ridicolo.

Quindi, non posso prendere decisioni da solo.

Certo che puoi.

All'interno della nostra industria, puoi fare quello che vuoi.

Allora, posso anche realizzare un'auto.

Ne ho abbastanza!

Non voglio più sentire parlare di automobili.

Lo dico davanti a tutti voi.

Hai il potere, gestisci un'azienda, fai pure.

Sarai anche il presidente, ma l'azienda è ancora mia.

Così come ti ho promosso,

posso farti retrocedere quando mi pare e piace!

Scusate.

- Mi chiami la signorina Neslihan? - Subito.

- Pronto? - La signorina Neslihan è in linea.

- Pronto? - Ciao.

Pensavo alla festa di compleanno di cui mi hai parlato.

In realtà, non è una brutta idea.

Hai deciso di festeggiare il compleanno?

- Sono molto contenta. - Perché no?

Può riservare delle belle sorprese.

È la scelta giusta.

Però, mi serve il tuo aiuto. Puoi occuparti dell'organizzazione?

Certo. Cosa vuoi che faccia?

Voglio una festa stravagante.

Chiama i giornalisti.

Uomini d'affari, artisti, chiunque ti venga in mente.

Se dobbiamo farla, deve essere perfetta.

Ok, farò del mio meglio.

Pelin, la mia assistente, ti aiuterà.

Inizio coi preparativi.

Grazie.

Ali Nejat ha deciso di festeggiare il suo compleanno.

E vuole che l'organizzi io.

Bambino mio.

Mamma, non andrai più a lavorare?

- No, tesoro. - Urrà! Staremo sempre insieme.

PAPÀ

Pronto? Chi è?

Santo Cielo!

Venite!

Venite!

Venite, seguitemi.

Venite!

Venite! Vieni anche tu. Guarda cosa ho qui.

- Cosa succede? - Non ne ho idea.

- Come sarebbe a dire che non lo sai? - Però, è divertente.

È divertente ma...

Venite, ho delle sorprese per voi.

Sì, ecco qui.

Ecco a te.

Venite.

Ecco qui.

Va bene.

Questo è per lei.

Tre, due, uno e mezzo, uno!

Tagliato!

Entrate tutti!

Non posso crederci. È molto bravo, signor Ayhan.

Pensavo a come ringraziarla e mi è venuto in mente questo.

Spero le sia piaciuto. Cosa ne pensa?

Se mi è piaciuto? L'ho amato! Non vede come sono felici i bambini?

Facevo l'animatore in estate, quando ero giovane.

Capisco.

Mi ha ringraziato in modo spettacolare. Ora tocca a me ringraziarla.

Le chiedo solo una cosa. Possiamo darci del tu?

Affare fatto.

I ringraziamenti non sono finiti.

Te l'avevo già accennato. Ho un ristorante stupendo.

Ti invito a cena.

No, non voglio disturbarti.

Ma l'ho già organizzata. Se rifiuti, questo clown sarà molto triste.

Sarà triste.

Un piccolo regalo.

No!

Spero non debba servirti.

Certo, ma mi porterà fortuna. La porterò sempre con me, grazie.

Il numero da lei chiamato non è attivo.

Umut, perché non vuoi venire? Dai, accompagnami.

Mi annoierei. Non conosco quest'uomo.

Ma ci ha invitati entrambi. Vieni con me.

Devo vedere Genco. Abbiamo discusso e dobbiamo chiarire.

Certo, non lo vedi mai Genco. Devi vederlo per forza oggi.

- Certo. - Cosa vorresti dire?

Dai, Umut, ti prego. Vieni.

Vai e divertiti, ok?

Va bene, ci vediamo dopo.

Sul serio? Stai scherzando, vero?

Cosa hai detto? Non ci credo!

Quell'uomo finirà nei guai. Fidati di me.

- Basta, riattacca. - Che c'è, mamma?

Riattacca. Stai parlando al telefono da più di mezz'ora.

Merve, ti richiamo. Va bene?

Ok, riattacco. Ciao.

È vietato parlare al telefono in questa casa?

Gökçe, non è vietato.

Ma hai parlato del niente per più di 30 minuti.

Lui era vestito così, lui ha detto questo. È una perdita di tempo.

Sai di quant'è l'ultima rata?

- Quanto? - 110 lire.

Cosa posso farci? Non la pagherai tu!

- La pagherà tuo fratello. - Esatto. Ne abbiamo già parlato.

Ricordi quando non poteva dire niente

a sua suocera che continuava a rimproverarmi?

Quando sei diventata così insensibile?

Sono diventata insensibile, mamma! Sai perché?

Sono stufa! Sono stufa di vivere in questo modo!

Le mie amiche mi invitano ad uscire e devo rifiutare.

Mi invitano a un concerto e dico che non sto bene.

Cosa possiamo farci, Gökçe? È tutto quello che possiamo permetterci.

Se non ti piace, trova un'altra famiglia.

Se solo potessi!

Ingrata!

Amico, ti chiedo scusa per oggi. Sono stato troppo severo.

No, fratello, per niente. Anzi, scusami tu.

Umut, conosco quell'uomo. Conosco Kenan.

Quello che dici è vero. Non dovremmo, ma...

Vedremo, fratello. Lasciamo stare.

Sai cosa penso? Penso che tu abbia ragione.

Va bene, chiamalo.

Chi?

Kenan. Chiamalo e chiedigli di venire. Sediamoci e parliamone.

Lo vedremo domani in officina.

No, chiamalo e chiedigli di venire.

Chiamalo. Risolviamo subito la questione.

Fallo venire. Parliamone per bene.

Ciao, Kenan, sono Umut.

Ti chiedo scusa per oggi. Sono stato un maleducato.

Grazie.

Ascoltami. Sono al bar dietro l'officina con Genco.

Raggiungici, così parliamo. Siamo qui seduti.

Va bene, fratello. Arrivo.

È un posto stupendo.

Grazie. Questo è il luogo in cui mi sento più felice.

Avrai scelto tutto tu.

Sì.

Ragazzo, dove sei stato? Perché hai fatto tardi?

Antipasti e insalata.

Vi servirò, ma posso unirmi a voi?

Certo, accomodati.

Ayhan ha preparato le pietanze. È impossibile competere con lui.

Già. Avvicina il bicchiere.

Ora possiamo iniziare.

Salute.

È un vero piacere averti qui. Sono contento di averti come ospite.

Voglio brindare al destino che ci ha fatto conoscere Naz.

Mi fai arrossire. Grazie.

Ali Nejat ha preparato gli antipasti. Quindi, stai attenta.

Non dovrebbe mangiare tanto, no?

Tiro di nuovo fuori la penna.

Vediamo com'è.

È buonissimo. Grazie.

Buon appetito. Vedi, c'è anche qualcuno che apprezza la mia cucina.

Vorrei assaggiarlo anch'io.

Prego.

Affare fatto, Umut?

Affare fatto.

Tu ci porti le macchine e noi le sistemiamo.

- Siamo d'accordo. - In bocca al lupo a noi.

Questo è solo l'inizio. Vi porterò più macchine.

Faremo tanti soldi.

Fantastico.

Mi scusi.

- Ne vuoi un po'? - Grazie.

Credo che tu abbia un gatto.

Forse una femmina, col pelo lungo.

Sì, ho proprio una gatta così. Una gatta gialla col pelo lungo.

E femmina. In realtà, è della mia ex moglie.

Se ne è andata e ha lasciato la gatta. Non potevo buttarla fuori.

Come facevi a saperlo? Sei una maga?

No, certo che no.

L'ho capito dal graffio che hai sulla mano e dagli occhi lucidi.

È sintomo di un'allergia.

Si verifica per lo più in persone che hanno gatte femmine col pelo lungo.

Wow, incredibile. Cosa dovrei fare? Dovrei buttarla fuori?

Certo che no. Poverina.

Vai da un allergologo che ti darà un farmaco.

Puoi continuare a vivere con la tua gatta, per sempre.

Ottimo. Ne vuoi un altro po'?

No, grazie. Devo andare presto in ospedale.

Ma ho preparato un caffè davvero speciale per te.

Devi berlo prima di andartene.

- Va bene. - Torno fra cinque minuti.

Se lo dici tu.

Hai qualcosa da dire su di me?

- In che senso? - Come hai fatto con Ayhan.

Qualcosa che sia visibile agli occhi.

Eccomi.

Non troverai questo caffè da nessun altra parte.

Wow!

Ali Nejat, ho pensato anche a te.

È il caffè più buono del mondo. Grazie.

- Ti accompagno a casa? - Non ce n'è bisogno.

Non è un problema per me.

- No, sul serio. - Ok.

Vado da solo.

Ti voglio bene. Ciao.

Anch'io ti voglio bene. Ci vediamo domani. Fai attenzione.

- Avvisami quando arrivi a casa. - Va bene.

Grazie mille. È stata una bella serata.

Grazie a te.

Grazie.

Naz?

Domenica è il mio compleanno.

Voglio dire...

Dopo tanti anni, ho deciso di festeggiare.

Darò una festa. Vorrei che venissi.

Lo dico a mio marito.

Se non abbiamo altri impegni, ci veniamo.

Ok, fantastico.

Buonanotte.

Ciao, tesoro. Come è andata la serata?

Non stai bene.

Aspetta, ti preparo un caffè per farti tornare sobrio.

Chi è quell'uomo che ti ha accompagnata?

Ti ho già parlato di lui. È l'amico dell'uomo che ho salvato in Italia.

Perché non ci hai salutati quando ci hai visti?

Perché dovevo salutarvi? Perché è venuto anche lui a cena?

È un suo amico. Ha invitato anche lui.

- Dovevo dirgli di non invitarlo? - Sì!

Dici sul serio?

Sì, sono serio. Perché è venuto anche lui?

Ti ha accompagnata con la sua auto privata.

Aereo privato, auto privata. Cosa c'è dopo?

Andrai in vacanza sul suo yacht? Cosa succede?

Umut, hanno invitato anche te. Potevi venire.

Perché dovrei cenare con gente che non conosco?

Perché dovrei? È assurdo.

Ce ne stavamo andando. Mi ha offerto un passaggio e ho accettato.

Non c'erano taxi. Che male c'è?

Sarei venuto a prenderti io.

Perché vai in macchina con gli sconosciuti?

Non posso crederci. Sei una donna sposata.

Non puoi dirmi che non sono una donna seria, ok?

Sei ubriaco. Non ti rendi conto di cosa dici.

Domani, però, ricorderò quello che stai dicendo.

Non dimenticarlo! Scrivilo da qualche parte per ricordarmelo!

Lei non dimentica niente.

E io non dimentico cosa ho visto stasera!

Mamma, perché siamo qui?

Pronto? Chi è?

Pronto?

Papà?

Mamma, perché piangi?

Mamma, perché siamo qui?

Umut?

Umut?

Hai passato la notte qui?

Genco?

Non hai freddo?

Genco, smettila, per favore.

Parla piano, per favore.

- Sto parlando piano. - Non mi sembra proprio.

Capo, com'è il sedile? È più comodo del materasso?

Dimmi la verità.

È molto flessibile, ortopedico.

İsot!

Prendo dell'acqua minerale.

Ne riparliamo quando sei sobrio.

Cosa hai combinato a tua moglie?

Non mi ricordo. Cioè, mi ricordo, ma...

Preferisco non pensarci.

Qual è il problema?

Ho un grande rimorso.

Arrivederci. Che il Signore sia con te.

Papà?

Papà!

Papà, ascoltami, ti prego!

Papà.

Papà.

Mamma, quello è mio nonno?

Sì, è lui.

- Papà? - Vattene!

So che sei arrabbiato, ma ascoltami.

Ti ho detto di andartene.

- Non voglio vederti! - Papà.

Papà.

Come osi venire a parlarmi?

Posso andare anch'io sull'altalena?

Kaan?

Prendi tuo figlio e vattene!

Non riesci ad essere compassionevole?

Mi hai umiliato davanti a tutti.

Non potevo andarmene in giro per colpa tua.

Ora vieni qui e chiedi la mia compassione. Vattene!

Non ho niente da dirti.

È vero, hai ragione.

Ti ho fatto soffrire. Non mi aspetto il tuo perdono.

Non te lo chiedo per me stessa.

Kaan è tuo nipote. Ha bisogno del tuo aiuto.

Io ho solo un nipote ed è lì.

Papà, ti supplico.

È solo un bambino. Non ha fatto niente di male.

Basta. Dov'era il tuo buonsenso quando l'hai partorito?

Ora vuoi lasciarlo con me?

Sto morendo, papà.

Non mi resta molto tempo.

Puoi prenderti cura di lui?

Per me, sei morta già da anni.

Prendi il tuo figlio illegittimo e sparisci!

Sinan, vieni qui, piccolo. Andiamo dentro.

Kaan. Andiamo, tesoro.

Perché il nonno è arrabbiato con te?

Non li butteremo.

C'è molto lavoro dietro.

Sono preziosi.

Possiamo buttare questi, ma questi teniamoli.

Un giorno, avranno valore per qualcuno.

Non importa.

Vai a scusarti con Naz.

Non portarla per le lunghe. Prima ti scusi, meglio è.

- Non complicare le cose. - Va bene.

È come fare un tuffo nel mare. Lasciati andare.

Sai quali sono i suoi fiori preferiti.

- Selvatici. - Cosa?

- Selvatici. - Che significa "selvatici"?

- I fiori selvatici. - I fiori selvatici.

Sono così carino.

Mi ami tanto.

Mi ami tanto.

Mi hai fatto arrabbiare sul serio, lo sai?

Lo so e ti chiedo scusa.

Non berrò mai più.

Non userò neanche l'acqua di colonia.

Sei solo uno scimmione, lo sai?

Lo scimmione è bello.

Sono un asino.

Sono un orso. Sono fatto di legno.

Sì, sei tutte queste cose.

Però, ti ho portato dei fiori.

Sì, i fiori sono belli. Hanno anche un buon profumo.

Perdonami. Abbraccia tuo marito.

Naz?

- Vieni, Alper. - Pensavo fossi sola. Scusa.

Salve.

- Come va? - Bene. È arrivato questo per te.

- Ok. - Io sono in giro. A dopo.

- Va bene. - A presto, Umut.

SIETE INVITATI AL MIO 35ESIMO COMPLEANNO.

Non ci crederai. Sembra uno scherzo.

L'invito al compleanno di Ali Nejat.

Ovviamente, non ci andremo.

Dai, litighiamo.

No, perché litigare?

Sai cosa penso? Che dovremmo andarci.

Come mai?

C'è scritto Naz Özer e suo marito.

Chi è suo marito? Io!

Voglio andarci.

- Dici sul serio? - Andiamoci.

Posso rimediare alla mia stupidaggine.

Abbraccia tuo marito!

- Perché dovrei abbracciarlo? - Su, abbraccialo!

Tuo marito ti porterà al compleanno di gente ricca.

Tesoro, ascolta la musica.

Può aspettare un paio di minuti?

Ali Nejat!

Ti ricordi di me?

- Sei incinta? - Sì.

Sì.

Abbiamo un figlio.

Ali Nejat! Non è stato facile per me venire da te.

Non impazzisco dalla voglia di parlarti.

Ma non posso fare altrimenti perché sto morendo. Sono malata.

E quel bambino non ha nessun altro. Per favore, prenditi cura di lui.

Pensavo fosse una storia chiusa.

Non potevo!

Non potevo abortire. Non potevo farlo.

Cosa hai fatto con quei soldi?

Quali soldi?

Quali soldi?

Andiamo.

Kaan.

Vieni qui.

- Sei incinta? - Sì.

Cosa ti aspetti che faccia?

Volevo solo che lo sapessi.

Non penserai che voglia sposarti, vero?

Poteva andare diversamente tra noi. Spero che tu sappia cosa fare.

Vero?

Non rispondi?

Non preoccuparti, pagherò io.

Faremo ciò che va fatto.

Non mettere il broncio.

Può succedere.

Oğuz è al piano di sotto. Vai da lui.

Penserà lui a te.

Oğuz, sta arrivando una ragazza.

- Salve. - Salve.

Vorrei prelevare tutti i miei soldi.

Certo.

8.720 lire.

Ok, li prendo tutti.

Abbiamo un sacco di soldi.

Siamo ricchi, mamma?

Sì, siamo molto ricchi.

Cosa facciamo?

Quello che vuoi.

- Davvero? - Davvero!

Posso mangiare tutti gli hamburger che voglio?

Puoi.

Poi però, non devi mangiare troppe merendine. Ok?

Promettimelo.

Non me le comprerai comunque.

Giusto. Promettimelo, ok?

Ok.

Ecco qui.

- Tutto bene? - Sì, è tutto a posto.

Grazie.

- Andiamo. - Cosa facciamo ora?

Quello che vuoi.

- Cinema? - Va bene.

- Parco giochi? - Anche quello.

LA VITA È BELLA

Va bene, arrivo.

Signor direttore.

Vale tutti i soldi che abbiamo speso?

Non spetta a me dirlo.

Per il compleanno di Ali Nejat,

era quello che andava fatto. Non mi riguarda.

- Come? - Non capisci, vero?

Dovresti ascoltare il signor Tar?k. Ha molta esperienza.

Perché pensi che non lo ascoltiamo?

Per l'amor del Cielo, non ci provare. Non prendiamoci in giro.

Se il progetto dell'auto fallisce

e danneggia gli altri affari,

siamo fottuti.

Se conosco bene il signor Tar?k, scatenerà l'inferno.

In quel caso, non rimarrà nessuno di noi due.

Anche Ali Nejat dovrà andarsene.

Il signor Ali Nejat.

Non preoccuparti, andrà bene.

Scusami, devo fare alcune cose.

Se hai fame, ti mando il cameriere.

Puoi iniziare dai canapè.

Ascolta, deve essere simmetrico.

Questa va davanti al piatto.

CI SARÀ IL JET SET A QUESTO COMPLEANNO

Mamma?

Mamma, sei bellissima.

Grazie, tesoro.

Dove andiamo?

Lo vedrai quando arriveremo lì.

- Ayhan! - Ben arrivati.

- Buonasera, come stai? - Bene, grazie.

- Buon compleanno. - Grazie.

Mio marito, Umut. Ali Nejat.

- Benvenuto. - Grazie. Piacere.

- Benvenuti. - Buonasera.

- Neslihan. - Naz, piacere.

Io sono Umut.

Mamma, perché siamo qui?

Vieni.

Perché siamo entrati in questa macchina?

Tesoro, ascoltami. Faremo un gioco.

Un gioco?

Giochiamo a nascondino.

Tu resterai nascosto in questa macchina e non uscirai per nessun motivo, ok?

Da chi mi nascondo?

Da tutti.

Nessuno ti troverà e vinceremo noi. Ok?

Ok. Tu dove ti nascondi?

Io mi nascondo dentro, ma qui è più sicuro.

Vinceremo e batteremo tutti.

- Battiamoli! - Battiamoli!

Ti voglio tanto bene.

Mamma, torna presto.

Va bene.

Prendila, ti porterà fortuna.

Ciao.

- Ciao. - Ciao.

Miei cari amici,

non è facile per me parlare davanti a tutta questa gente.

Quindi, state tranquilli. Sarà un discorso breve.

I discorsi lunghi mi annoiano. Coloro che mi conoscono lo sanno.

Non mi piace festeggiare il mio compleanno.

Ma questa è una serata speciale per me.

Papà, sono fortunato ad essere tuo figlio.

Mi hai dato tante cose che gli altri non hanno.

La cosa più importante che mi hai insegnato

è di non rinunciare ai miei sogni.

Ho visto come hai inseguito

il tuo sogno, giorno e notte.

Proprio come hai fatto tu un tempo,

ho deciso di inseguire i miei sogni.

Il mio sogno più grande, o ossessione,

chiamatela come volete, sono sempre state le automobili.

Per il mio compleanno, ho deciso di farmi un regalo.

Il gruppo societario Karas si avvicinerà all'industria automobilistica.

Mi fa piacere condividere questa notizia con voi.

Ali Nejat!

Anche io ho un regalo per te.

Kaan è tuo figlio.

Buon compleanno.

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