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UN PIEDE IN PARADISO
Sì, torno sempre volentieri in questa parte dell'universo.
E noi la rivediamo sempre con grande gioia, Signore.
Ecco la Terra, il mio primo giorno di lavoro.
- Come vanno le cose laggiù? - Con alti e bassi, Signore.
Quella mela non l'hanno proprio digerita.
- Miglioreranno... miglioreranno. - Speriamo.
Se lo dico io che miglioreranno, miglioreranno
ci vorrà tempo ma miglioreranno.
Certo, se lo dice lei.
Su, dimmela tutta, osa c'è che non va?
È che gli uomini... sì, insomma, sembra che facciano a gara
per rincorrere i cattivi esempi.
E quelli della concorrenza sono maestri nei cattivi esempi.
È naturale, fanno il loro lavoro.
Se non esistessero le tentazioni
il libero arbitrio andrebbe a farsi benedire, non ti pare?
La concorrenza vive di questo.
Dovremmo essere più vigili.
- È capitato che non lo siate stato? - Qualche volta.
No, non ci siamo!
La lotta tra le forze del bene e del male...
è eterna, non è intermittenza.
Intermittente lotta tra le forze del bene e del male, s'è mai sentito?
L'eterna lotta.
Provvediamo, eh?
Certo. Provvediamo subito, Signore.
- Ben arrivato, Victor. - Grazie, fratello maggiore.
Un momento solo... e sono subito da te.
Niente male, eh?
- Un colpo eccellente, fratello maggiore. - Grazie, Victor.
- Sono lieto di ritrovarti. - E io di esserti utile.
Ti dispiace se vengo al punto, fratello?
Rileggendo ciò che è scritto...
ho individuato un'anima che deve assolutamente essere nostra.
Il suo momento è prossimo, fratello maggiore?
No, ma è opportuno che faccia subito una scelta di campo, è vitale.
- È un uomo importante? - No.
Per il momento è importante soltanto per la sua famiglia.
Che vuol dire: per il momento?
Un evento eccezionale... si sta preparando.
- E il tuo uomo ne sarà il protagonista. - Davvero?
Sì, il suo comportamento potrebbe alla fine influenzare
quello di molti altri comuni mortali.
Capisco...
Davvero previdente, fratello maggiore.
Mi auguro che la concorrenza non lo sia stata altrettanto.
Mia cara, sei davvero bellissima.
Tutto per te.
Che rammarico conoscere già tutto del peccato.
Sei sempre galante.
Vieni, Veronica...
ho un nuovo cuoco, sai... è francese.
Non sarà solo per deliziarmi d'un peccato di gola che mi hai fatta chiamare.
Beh, no no, oggi no.
Allora, cosa posso fare per te?
Un illustre sconosciuto balza agli onori della cronaca.
Il mondo lo invidia al punto che tutti vorrebbero essere come lui
I media frugano nella sua esistenza, ma il pubblico è sempre più curioso.
E finalmente quando la verità viene alla luce si scopre che questo campione...
non è altro che un personaggio cinico, amorale e traditore.
- Che cosa te ne pare? - Mi sembra perfetto.
- Voglio che te ne occupi tu. - Bene.
Ma devi rispettare la regola: il tuo uomo dovrà preferire
senza ripensamento né indugio di vivere per sempre nel peccato.
Il libero arbitrio innanzitutto, eh?
Tu sai quanto detesti stare ai patti e rispettare le promesse
ma in questo caso un indemoniato non ci servirebbe a niente.
Noi abbiamo bisogno di una vera carogna di prima classe
capace di qualsiasi bassezza, ho reso l'idea?
- Dimmi qualcosa di lui? - È un autista di taxi.
Dovrei interessarmi di un tassista qualunque?
Ho dannato gente ben più importante di un banale tassista.
No, non è quello lì è l'altro, quello più raffinato.
Un tassista è un tassista.
Vedi, Veronica, questo non è affatto un uomo banale.
Col tempo si è calmato ma ha avuto un passato burrascoso.
La cosa sì fa interessante.
Ti farò avere il suo dossier.
Adesso direi di dedicarci a questo delizioso paté.
- È un'ottima idea. - Come ti metti adesso?
Ti saluto, Phil.
- È libero? - Salta su.
- Destinazione? - A Beside, e di corsa.
La mia squadra parte per Tampa esattamente tra 20 minuti.
Fa conto di essere già lì.
Io ho solo 10 dollari, dice che bastano?
Fa conto di essere ancora qui.
Oh, Dio, è la fine per me...
non ce la farò mai ad arrivare in tempo.
Hai mai sentito dire che esistono gli autobus?
Mio padre mi ha nascosto le scarpe da football, lui non vuole che io...
È una lunga storia.
Ho dovuto comprarne un altro paio e ho perso un sacco di tempo.
Okay, vorrà dire che sarà la mia buona azione di questo decennio.
Dice sul serio, davvero? Grazie, amico, grazie di cuore.
Già.
Che cos'ha tuo padre contro il football?
Niente, è solo imbestialito perché non ho un lavoro come si deve.
Dice che a quello dovrei pensare prima di farmi rompere le ossa
correndo dietro a un pallone come un scemo.
Beh, non è per demoralizzarti ma tuo padre ha ragione da vendere.
Lo so, ma il football è importante per me.
È come, non riesco a spiegarlo, ma...
- Ho avuto lo stesso problema. - Davvero, e come ha risolto?
Beh, tanto per cominciare tenevo sempre un paio di scarpe di riserva in cantina.
Lo immaginavo che era uno dei nostri, lo sa?
E magari andava forte.
E già, è vero... se l'avversario tenta di sfondare sulla sinistra
hai sempre due uomini per andarlo a chiudere.
- Capito adesso? - Sì, me lo ricorderò.
- Questo è per lei, grazie. - Ma che roba è?
È un po' di soldi e un po' di tutto, e grazie per lo sconto.
Buona fortuna, ragazzo.
50 cents, 10 dollari.
Un chewingum,
un buono per due hamburger, va bene per la mia dieta.
E questo che cos'è?
- All'aeroporto, ho molta fretta. - Ce l'ha i soldi?
- Che domande? Certo che ho i soldi. - Okay, salti su.
- Sei tu, Bull? - Sì, sono io.
- Stanco, tesoro? - Beh, è stata una giornata dura.
Hai qualche problema?
- È stufato, scommetto? - Sì, hai indovinato.
Chi è l'ospite?
Candice è tornata, amore.
- Candice? - È di sopra in camera sua.
- Sii comprensivo, tesoro. - Sì, certo.
- Bentornata - Ciao, papà.
Ciao, papà! È tutto qui?
- Senti, papà, lo sai io non sono più. - Sì, lo so, non sei più una ragazzina,
questo è un paese libero, e tu hai diritto di vivere la tua vita.
Ma potresti farti sentire un po' più spesso.
Okay, hai ragione mi dispiace però io...
No, dico, due cartoline, una telefonata in tre anni.
Mi sembra un po' poco. Zitto tu.
Ho ragione o non ho ragione?
E questo cos'è?
È mio figlio, papà.
- Tuo che? - Mio figlio.
Ma non ci hai detto che ti eri sposata.
Non ve l'ho detto perché non lo sono.
Scusami la domanda ma chi è il padre?
- È così importante? - Certo che è importante.
È vitale, è fondamentale, è tutto.
E con questo è chiusa la faccenda, okay?
Ecco, brava, l'hai detto, è chiusa la faccenda.
Comprensivo, eh?
Voi due non vi muovete di qui, siamo intesi?
Ti voglio bene, papà.
- Ciao, Tim - Ciao
106 dollari e 25 cents, niente male, eh?
- Chi c'è di là? - Indovina?
E non ve lo dico solo in qualità di legale rappresentante della Rockwood Enterprise...
ma perché, comunque la guardiate, non avete scampo, signori.
Siete in un vicolo cieco, quindi vendeteci tutto
e i vostri guai saranno finiti.
Per quella miseria che ci offrite?
Scusa tanto, ancora lei, eh?
Non eravamo d'accordo di vederci solo alla fine del mese?
Delle scadenze di fine mese si occupano i nostri esattori, mister Webster.
Io sono qui per conto di mister Rockwood per rinnovarvi l'offerta.
Sì, coraggio, sentiamo le novità.
Non ci sono novità, Bull, è la solita solfa di sempre.
In questo caso... la risposta di sempre.
Mister Webster,
le posso chiedere, se non sono indiscreto
come spera di estinguere l'ipoteca?
Avvocato Morrison, questi sono problemi nostri, ne parlerò con mister Rockwood.
- Molto divertente. - Sì, e adesso che si è divertito...
perché non si prende il suo cockerino e lo porta a spasso a fare la pipì?
Andiamocene, Steve!
Ci rivedremo, mister Webster, e molto presto.
Ma certo, a fine mese, come sempre.
Che dicono i numeri?
Che la nave sta affondando, amico mio
ma se facciamo un altro taglio alle nostre quote
possiamo restare a galla ancora per un po'
Sì, okay, vada per il taglio.
E che il cielo ci aiuti.
Oh, mio dio!
No, sono solo un suo umile collaboratore.
- Lei riesce a vedermi? - Sì, direi di sì.
- Sa che non dovrebbe vedermi. - Non dovrei?
Per favore...
posso darle un consiglio...
dimentichi di avermi visto.
Diciamo che...
qualcuno lassù deve essersi distratto.
Ah, ecco, come...
Capo... capo, corra subito qui.
- Guardi che ho scoperto. - Che hai scoperto?
Beh, vacci piano con le limonate.
E adesso, vai.
- Ehi, guardate là. - Non ci credo, è una visione.
Non so chi sia né da dove venga, ma io voto per lei, passo.
Signora, questo è un paese libero,
ma le assicuro che non è igienico girare di notte e da sola da queste parti.
Sarebbe un vero peccato far fare lo straordinario a quelli della morgue.
- Non crede, signora? - Eh sì, eccome.
Ci vuol dire come ha fatto ad arrivare fin qui, signora?
- È una lunga storia. - C'è di mezzo un uomo, eh?
A voi non si può nascondere niente, vero?
Potreste essere così gentili da chiamarmi un taxi.
Taxi? Qui non ci vengono neanche di giorno, questa è zona di guerra.
- Le diamo un passaggio noi, signora, sarà molto più sicuro. - Sì.
- Okay - Dov'è diretta, miss?...
- Flayne... Veronica Flayne.
- Dopo di lei, miss Flayne. - Grazie.
- Le mie valigie. - Ci pensiamo noi.
Archibald, i bagagli di miss Flayne, prego.
Beh, siete davvero gentili.
Dovere, miss Flayne, soltanto dovere, prego.
- Il tuo piatto preferito. - Che odorino.
- A proposito, il signore come si chiama? - John.
- John Bull Webster Junior. - Junior.
Il primo boccone...
al futuro mister universo.
- Oh, no - Che cosa c'è?
Come sarebbe che cosa c'è? Lo stufato al bambino? No.
- Non va bene? - No, non va bene, è ancora piccolo,
John ha le sue pappe.
Sarà per la prossima volta, ragazzo.
- Chi può essere? - È Arthur, Betty.
Voi cominciate pure, io torno subito.
Ciao, pappone.
Ciao, sediamoci lì.
Allora, coraggio, fuori il rospo.
Devo parlare da amico o da avvocato?
Beh, da amico avvocato, Arthur.
- Siete nella merda. - Questo è del tutto normale.
Vi siete fatti incastrare come turisti, caro Bull.
Lo sai perché la Rockwood Enterprise vi ha concesso il prestito...
a quelle ottime condizioni?
Perché ha comprato la nuova compagnia di taxi
che vi fa concorrenza e vi ha dimezzato i profitti.
Ci hanno concesso il prestito...
mettendoci poi nell'impossibilità di poterlo pagare.
Esatto. Ti agguantano per le palle
e quando arriva il momento giusto... te le strizzano.
- È un trucco vecchio come il mondo. - Senti un po'
E se noi cedessimo tutta la baracca ad altri?
Nessuno, sano di mente
tenterebbe di togliere l'osso di bocca alla Rockwood Enterprise.
Che possiamo fare?
Sperare che vada meglio e restituire il prestito.
- Eppure una via d'uscita ci dev'essere. - Mi dispiace.
E se riuscissi a parlare con questo Rockwood, che ne pensi?
Buonanotte, Bull.
- Mister Webster - Sì.
Mister Rockwood la sta aspettando.
- Davvero? - Mi segua.
- Prego - Grazie.
Si accomodi, si metta a suo agio
John Bartolomeo Webster, detto Bull, vediamo il suo dossier.
All'età di 12 anni...
viene mandato a riformatorio per aver rotto uno sgabello
in testa all'insegnante che l'aveva rimproverato.
Strillone di giornali, lavapiatti, lavamacchine.
Mister Rockwood, li tiene tutti schedati i suoi nemici?
Lei si sopravvaluta, amico mio.
Lei non è un nemico, lei è solo un fastidio
I miei nemici così come i miei amici siedono al senato degli Stati Uniti
e non come lei dietro al volante di un taxi.
Vede, se sono qui a dedicarle qualche migliaio di dollari del mio tempo...
è per rendermi conto come faccia un personaggio come lei, un po' originale...
ma sicuramente in gamba, e pieno di risorse, a non capire.
- Capire cosa? - Che la sua è una battaglia persa.
Lei non crederà veramente che tutto questo si possa fermare
davanti a 30 vecchi e sgangherati taxi?
Voi ci avete raggirati, mister Rockwood.
Avete approfittato della nostra buona fede
e della nostra ignoranza su ipoteche, garanzie ed altre schifezze
per metterci tutti quanti alle corde.
E tempestarci di colpi bassi.
Ora io non credo che questo sia molto onesto.
Amico mio, lei non è solo un romantico, è anche un ingenuo.
Ma certo che abbiamo approfittato della vostra buona fede.
Perché mai l'avvocato Morrison avrebbe sgobbato per tanti anni sui sacri testi.
I sacri testi?
Li legga anche lei, mister Webster, anzi gliene farò avere un volume oggi stesso.
Lo sai dove te lo devi mettere il tuo sacro testo?
Che linguaggio, mister Webster, ecco, lo vede, parla come un camionista.
Io parlo come un camionista, perché sono un camionista.
E adesso ascolti me, ed apra bene le orecchie, caro signore sacro testo.
Noi non molleremo, noi vi combatteremo fino in fondo
anche se saremo costretti a vivere a pane e acqua.
Buon appetito... mister Webster.
Che ti succede, tesoro?
Beh, ieri ero molto preoccupato, oggi invece la vedo proprio nera.
- Chi è? - Dice di avere qualcosa per te.
Gli ho detto di ripassare ma lui ha insistito, ha voluto aspettarti.
- Ma quando è arrivato? - Saranno 20 minuti, perché?
Ma no, niente, solo curiosità.
Il signor John Bull Webster, suppongo?
La supposta è giusta.
- Ho qui un omaggio per lei. - E cos'è?
Il libro dei libri.
- Il sacro testo? - Sì, lo può chiamare anche così.
Hai fatto in fretta. Di' la verità, sei passato col rosso?
- Come dice, prego? - Dov'è il cockerino?
Non vedo in giro il cockerino.
Cockerino? In effetti non vedo nessun cockerino.
Già, tu non hai bisogno del cockerino, tu sei un duro, eh?
Con tutta franchezza, signor Webster, temo proprio di non capire.
Con tutta franchezza, sai che cosa fai adesso?
Sloggi immediatamente di qui, non voglio più vederti ronzare qui intorno, chiaro?
Questa è la porta, adesso te ne vai e non ti fai più rivedere, okay, fuori.
Che sta succedendo, tesoro?
Quelli della Rockwood hanno mandato quello scagnozzo a provocarmi.
- Perché ch'è successo? - Niente niente, sta tranquilla.
Signore... signore, per favore.
Vai, che portassi questo pacco all'hotel Haitte, suite 527.
Buttalo là dietro, e chi è che paga la corsa?
Il cliente paga, naturalmente.
Ecco un bel dollarone per lei.
Per favore, mi raccomando, sia molto attento alla ceralacca.
Molto generoso, con questo ci andrò in vacanza alle Bahamas.
Vorrei che la macchina passasse a prendermi alle 4 precise.
- Certo, signora, provvedo subito. - Grazie.
Per la 527, 16 dollari e 380 cents, e occhio alla ceralacca.
Salga, salga pure, 5° piano, la signora la sta aspettando.
- A me? - Sì, da quella parte, prego.
Avanti, è aperto.
- Sì accomodi, prego - Okay.
Metta pure il pacco sul tavolo.
Mi scusi se l'ho fatta salire ma non mi fido dei fattorini degli alberghi.
- Sono un po' indiscreti. - Un po' troppo indiscreti.
Salve, sono qui.
- La schiena. - Che meraviglia, il mio pacchetto.
- Quanto le devo? - 16 dollari e 80 cents.
Ma è un centone... non ha moneta da gente comune?
Sono suoi, tenga pure il resto.
Beh, le ho fatto perdere un sacco di tempo, davvero va bene così.
Beh, grazie, grazie mille.
- Scusi un attimo - Sì?
- Lei è libero? - Beh, sono sposato, ma...
No, io parlavo del suo taxi.
- Il mio taxi, oh lui è libero. - Resto qui per affari qualche giorno.
E vorrei che lei mi facesse d'autista.
Per qualche giorno? Le costerà una cifra.
Sa, il tassametro non ha pietà.
- Ma è un problema? - No, nessun problema.
- Allora, ci vediamo giù, okay? - Okay.
Okay.
Apri la bocca, ho detto la bocca.
- La tua colazione, Bull, è qui. - Andiamo.
Non insistere, ne ha abbastanza, l'hai già rimpinzato come un tacchino.
Tu dici?
Beh, solo 4 uova?
Il bacon, i fagioli, il burro, la marmellata, i corn flakes.
- Okay, dov'è Candice? - Vado io
Candice è uscita, vuole trovare un lavoro e non mi pare una cattiva idea.
- Eh, no. - Buongiorno, sceriffo, accomodati.
- È lo sceriffo, Bull - No.
Ciao, sceriffo, allora come butta?
Beh, a me bene, a te un po' meno, Bull.
. Mettiti a sedere, vuoi un caffè? - Dopo.
Un tizio all'ospedale dice di essere stato buttato fuori di casa tua
e di aver ricevuto una bibbia da 3 libbre sulla testa.
Vogliono incastrarmi, la bibbia? Bibbia, un accidenti.
Questa è la tua versione dei fatti, ma io ho controllato
e sulla prima pagina c'è scritto: il primo giorno Dio creò il cielo e la terra.
E a me suona come una bibbia. E a quanto risulta quel tale
si guadagna da vivere vendendo vangeli, bibbie e roba del genere.
- Oh mio dio. - È quello che continua a ripetere anche lui.
Se dovesse denunciarti sarò costretto
a invitarti a prendere un caffè da me giù alla centrale.
Vuoi dirmi quando imparerai a tenere in tasca quelle grosse e grasse manacce?
Ma quali manacce? Io l'ho solo accompagnato alla porta.
Ma è finito all'ospedale, Bull.
Con due costole incrinate, una ferita lacero contusa alla fronte,
e in stato confusionale, visto che continua a parlare da solo come un matto al telefono.
Come sarebbe da solo come un matto?
La centralinista mi ha assicurato che non c'è nessuno all'altro capo del filo.
Va bene che gli umani sanno essere disumani...
ma Bull Webster è veramente un bruto.
Temo che sia irrecuperabile, fratello maggiore.
Nessuno è irrecuperabile, Victor, nessuno.
Quello ha le mani d'acciaio.
Fratello, ho paura che la prossima volta mi rispedisca al mittente.
Non credo che ci sia questo pericolo, Victor, e poi ci siamo sempre qui noi, no?
Sì, beh, c'eravate anche quando mi ha cacciato di casa?
Non esagerare adesso, non ti ha fatto neanche un graffio.
È vero, non è stato onesto da parte mia
ma era l'unico modo per poter riprendere subito i contatti.
Il tempo stringe, fratello maggiore.
Per questa volta chiudiamo un occhio, ma cerca di ricordarti da che parte stai.
Ma sì, certo.
- Hanno bussato. - Sì, ho sentito.
- Ma chi può essere? - Di' avanti e lo saprai.
- Già, è molto sensato, grazie, fratello maggiore, arrivederci. - Ciao, Victor.
Avanti.
La signora Webster.
Anche il signor Webster.
- Va meglio? - Eh, no, no.
Mi dispiace.
È stato un maledetto equivoco.
È che l'avevo scambiata per un lurido bastardo.
Sì, insomma... per uno stra-figlio di...
Comunque non mi sembrava di averle fatto...
Mio marito sta attraversando un periodo molto difficile ed è molto irritabile.
Ma le assicuro che non aveva intenzione di farle del male.
Il guaio è che a volte non si rende conto della sua forza.
No, non è questo, io so solo che l'ho accompagnato gentilmente alla porta.
Noi non la biasimeremo se vorrà sporgere denuncia
è nel suo pieno diritto ma, la prego, non lo faccia.
Stia tranquilla, signora, la vendetta non è un'erba che cresce nel mio prato.
Grazie...
la ringrazio molto, signor.
Mi chiami solo Victor.
C'è qualcosa che possiamo fare per lei, Victor?
Oh, no no no.
Beh... è così imbarazzante.
Ecco, io vivo solo del mio lavoro
e domani appena uscirò da questo ospedale
francamente in queste condizioni non so proprio dove andare.
Ma noi saremo lieti di darle il nostro aiuto, non è vero, tesoro?
- Come no. - Sa che facciamo, Victor?
Ecco, sarà nostro ospite finché non si sarà rimesso completamente.
Tante grazie, grazie di cuore.
Sì, non c'è di che.
- Veronica - Ciao.
Ciao, Veronica.
Allora, come va il tuo protetto?
Lui è l'onestà fatta persona, incallito e impenitente.
Andiamo, Veronica, nessuno è completamente onesto.
- E tu lo sai. - Sì, certo che lo so.
Ma questo è un soggetto difficile, devi credermi.
Conosce solo i vizi della gola, non fa altro che mangiare.
No, questi non sono peccati.
Potrei trascinarlo in un gorgo di lussuria...
mi basterebbe un niente... ed è fatta.
No, no, i tassisti eccitati li trovi a un dollaro a dozzina.
Noi vogliamo che tu lo trasformi in un figlio di puttana di prima classe.
- Non sarà affatto facile, credimi. - Tu insisti.
Cerca un neo, una debolezza.
Provocalo, studialo, scava nella sua personalità.
Senti, io quel tizio lo conosco come il palmo della mia mano.
Avrò fatto 10.000 miglia girando in lungo e in largo su quel cesso di taxi.
Non c'è niente da fare, siamo in un vicolo cieco.
Siamo... siamo di fronte a un fottuto problema di valori morali.
Lui crede nella giustizia, nella fratellanza, nella famiglia.
Certe volte... certe volte mi viene da vomitare.
Lo sapevo che era un osso duro.
Per questo abbiamo mandato te.
E tu puoi farcela, ne sono convinto.
Sì, lo so e ho anche qualche idea in testa, ma...
Voglio essere sicura... di fargli male quando lo colpirò.
- Pronto. - Il suo taxi è arrivato, miss Flayne.
Sì, scendo subito.
È qui, è lui.
- Buongiorno, miss Flayne. - Ma che cavolo fai, l'ho vista prima io.
- Buongiorno, miss Flayne. - Buongiorno, Bull.
- Prego, miss Flayne. - Ho detto che l'ho vista prima io.
Non ci provare, io l'ho vista nascere.
Questa me la pagherai, giuro che me la pagherai.
Lei è un tipo deciso, vero?
Non ho mai permesso a nessuno di sfilarmi il sorcio di bocca.
Il sorcio? Grazie.
No, mi scusi, miss Flayne, le chiedo perdono.
Intendevo dire il cliente.
- Dove la porto? - 312, Stevenson Avenue.
- Cioè, alla Rockwood Enterprise? - Esatto.
- Dicono che siano i padroni della città. - Lo dice a me?
- Devo incontrare l'avvocato Morrison. - Oh!
- Lo conosce, per caso? - E sì, sfortunatamente.
- Cosa sa di lui? - Beh, non ne so molto, ma...
I suoi migliori amici dicono che abbia più di un padre.
- Bull, sei in ascolto? - Ci sono.
- C'è Betty in linea - Ricevuto.
Bull, mi senti?
Sì, forte e chiaro! Problemi, tesoro?
- Pannolini. - Cosa?
Junior è rimasto senza pannolini, Candice è fuori
e non vorrei far uscire Victor così come sta.
Okay, appena posso li compro e te li porto.
- Qualcosa non va? - No, è solo che...
Che Bull Junior è a corto di pannolini.
- Se non le spiace, è di strada. - No, certo che no.
Faccio in un lampo, miss Flayne.
- Non si preoccupi. - Grazie.
Tutto famiglia e lavoro, che schifo.
- Betty... dove sei, Betty? - In cucina
- I pannolini sono sul tavolo. - Senti, per favore, vieni a cambiarlo tu.
- Chi, io? - C'è la sua pappa sul fuoco, Bull.
Ma ho una cliente là fuori che mi sta aspettando.
Andiamo, ci vuole un attimo, ecco.
Ecco.
Su su, sta buono, è tutto okay.
- E Victor dov'è? - È uscito a prendere un po' d'aria.
Beato lui.
Oh mio dio, che temporale.
Speriamo che Victor sia riuscito a mettersi al riparo.
Un attimo fa non c'era una nuvola, smerdillo è pronto.
Allora, io scappo.
- Prendi un ombrello. - Non serve l'ombrello, è già passato.
Miss Flayne... miss Flayne.
Quella donna è della concorrenza, fratello maggiore.
L'ho percepita con la massima certezza.
- Credi che l'abbiano in pugno? - Non è detto.
Quell'uomo ha una strana morale.
Ma ora che sanno di noi cominceranno a giocare pesante.
La situazione è critica.
Chiedo immediatamente autorizzazione ad agire secondo procedura d'emergenza.
Mi garantisci di non travolgere il libero arbitrio del tuo uomo?
- Conosco le regole, fratello maggiore. - Via libera.
- Puoi fidarti, fratello maggiore. - Bene.
- Ti terrò informato. - Grazie.
Prego.
- Pronto. - Il telefono è rotto, signora.
- Pronto - È rotto.
C'è miss Veronica Flayne, avvocato Morrison.
- La faccia entrare - Prego.
- Buongiorno, miss Flayne. - Buongiorno.
- La prego, si accomodi. - Grazie.
La mia segretaria mi ha passato un appunto su cui ho letto
che lei si occupa di transazioni, se non sbaglio?
Un banale eufemismo.
- Davvero? - Davvero.
Beh, allora, vuol dirmi cosa posso fare per lei?
- Potrei essere io a fare qualcosa per lei. - Per me?
- John Bull Webster. - Lei lo rappresenta?
Io rappresento solo me stessa, avvocato Morrison.
Prego, continui.
Ho saputo che le sta creando qualche problema.
Può darsi.
- Posso risolverglieli quei problemi. - Come?
Facendogli accettare la sua proposta.
Glielo ripeto: come?
Non sia così indiscreto, avvocato Morrison.
Posso sapere per quale ragione lei farebbe questo per me?
Per denaro, avvocato Morrison.
Capisco.
In questo caso, vedrò di prendere la cosa in considerazione.
Da quello che Webster va dicendo di lei
ero sicura che alla fine noi due ci saremmo intesi.
Soltanto se lei potrà dimostrare che il suo non è millantato credito, miss Flayne.
Taxi, dica pure.
Senta, vorrei parlare con mister Bull Webster.
- Io sono miss Veronica Flayne. - Resti in linea, prego.
- È lei, miss Flayne? - Bull, mi scusi per questo pomeriggio.
Ma controllando l'agenda ho visto che l'appuntamento era prima di quanto pensassi.
- Capisco... capisco. - Avevo molta fretta, Bull.
E poi quel temporale. Mi dica che mi perdona.
Certo che la perdono, mi consideri a sua disposizione in qualsiasi momento.
- Miss Flayne - Grazie, Bull.
Ma ora devo lasciarla perché l'avvocato Morrison mi sta aspettando.
Non si fidi di lui, sarebbe capace di vendersi la madre all'asta.
Grazie dell'avvertimento, e stia tranquillo.
Ci vediamo domani alla stessa ora.
Okay, a domani, alla stessa ora.
- Soddisfatto? - Lei è una donna davvero pericolosa, miss Flayne.
Io vivo di pericolo.
Qualcosa mi dice che le circostanze sono completamente a mio favore.
- Cena alle 8? - Da me o da lei?
Dov'è il letto? Dov'è il letto?
Un momento.
- Ciao, dolcissima Veronica. - Arrivi al momento giusto.
Sei anche tu, anche tu, ti amo, ti amo.
Ero ansioso di sapere qual era il piano che avevi in mente ma devo riconoscere
- che hai superato la mia immaginazione. - Certo.
Dimmi che mi ami anche tu, che hai bisogno di me, che mi desideri.
E ritengo che quell'uomo sia l'ingrediente fondamentale.
Altrimenti perché sarei qui.
Dimmi che non ci lasceremo mai.
Sì, è l'unica soluzione possibile, credimi.
Sì, ti credo... ti credo... ti credo... ti credo.
Ti consiglierei di andarci piano con quel tipo.
- Se ti serve vivo. - Hai ragione.
- Buon lavoro, Veronica - Ciao.
- Posso darti un consiglio, Bull? - Sì, certo, se è buono.
Dovresti evitare di eccedere col cibo.
La gola è un peccato capitale, lo sai?
Non so chi te l'ha detta ma è uno che soffre di fegato.
Io ancora non riesco a crederci, un posto in un asilo nido
dove poter lavorare con Bull Junior accanto tutto il giorno.
È il massimo che potessi sperare.
- Ed è tutto merito di Victor. - Ma no, ma è.
- Se non avessi scoperto quella inserzione sul giornale. - Ma che dici?
Io non l'avevo visto eppure gli annunci li ho letti tre volte di seguito.
Uh, un violino.
Chi è che suona in famiglia? Tu, Betty?
Oh, no, no, è Bull.
Bull? Ma non mi dire.
Sì... ma è così ogni tanto.
È il mio lassativo, nel senso che mi rilassa.
- Forza perché non ci suoni qualcosa? - No no.
- Ma sì, papa, avanti non farti pregare. - Andiamo, Bull.
- Ti prego, papà, fallo per me. - Forza, maestro, la prego.
Beh, ricordate che l'avete voluto voi.
Muoio dalla voglia.
Vi suonerò un famoso pezzo folk ungherese.
Beh, non vi aspettavate mica che suonassi come il grande Shevarnaze.
- Non mi dite che non v'avevo avvertito. - No, no, no, Bull.
Non rinunciare, non puoi, permettimi un altro consiglio.
La musica è un dono che viene dal cielo, Bull.
Lo strumento che hai nelle mani è un mezzo per avvicinarti all'Onnipotente
non un'arma rivolta contro il mondo.
Dammi ascolto, Bull, apri il tuo cuore con umile spirito di gratitudine.
Su, coraggio, prova un'altra volta.
E senti la gioia, la serenità, lasciati andare, avvicinati al cielo.
Bravo, bravissimo, non avevi mai suonato così bene, amore.
Non sapevo che fossi così bravo, papà.
Hai visto, è facile, tutto sta nel trovare la giusta ispirazione, Bull.
Vedi Junior, ci sono i buoni e ci sono i cattivi
I cattivi vogliono sempre conquistare il mondo, con la crudeltà e con l'inganno.
Ma i buoni, vogliono solo quello che è giusto.
E li combattono, e alla fine vinceranno.
Perché il crimine non paga, sono i buoni che trionferanno sempre.
Tutte idiozie, marmocchio.
Ti sta facendo il lavaggio del cervello.
Non ci riuscirai.
- Te l'ho detto, è inutile. - Fermo qui, eh!
- Hai finito? - No!
Contento adesso?
Senti abbiamo il monopolio su queste scatole, non te l'ha detto nessuno?
- Puoi andartene o no? - No, se non chiarisco una faccenda
- molto importante con te. - Io non ho niente da chiarire con te.
- Preferisci un incidente diplomatico? - Come sarebbe a dire?
Quel temporale lo hai provocato tu e questo non è negli accordi.
Quale temporale?
Smettila, hai anche esagerato con i tuoni.
Un temporale improvviso è una cosa normale da questa parte del mondo.
E comunque non puoi provarlo.
Se la vuoi buttare sugli effetti speciali basta che tu lo dica.
- No, no, non sarebbe corretto. - Senti, non fare il furbo con me.
Farai meglio a giocare le tue carte senza barare.
E io giocherò le mie ma come umani tra gli umani, secondo le regole.
- Sì, d'accordo. - Così va meglio.
Senti, lo sai che sei un gran bell'angioletto?
Il vizio, la corruzione,
le perversione, e la depravazione.
Questa sono le uniche carte con cui sai giocare.
Sono quelle con cui si vince, passerotto.
Ha qualche difficoltà a far centro, Morrison?
Succede quando il terreno non è scorrevole.
Ma io la pago perché tutto scorra alla perfezione.
Se allude alla compagnia di taxi la consideri già sua, mister Rockwood.
Sì, me lo auguro per lei, avvocato.
Avvocato Morrison, una chiamata per lei.
- Io la precedo, ci vediamo. - D'accordo.
- Sì, pronto - Ciao, amore.
- Veronica. - È successo l'incredibile.
- Senti, io... - La grande occasione della nostra vita.
- Cosa? - No, niente domande.
- Raggiungimi qui, subito. - Dove?
Sì, Bull, quella tua cliente ci ha portato un po' di ossigeno.
Ma quanto potremo andare avanti.
- Beh, almeno tutta la settimana. - E poi che succede?
E poi che succede? Inventeremo qualcosa.
Ma come fai a restare così calmo quando il mondo ci sta crollando addosso?
Me lo vuoi spiegare, Bull?
Prima di darsi per morti, bisogna avere esalato l'ultimo respiro.
È un po' che stiamo esalando l'ultimo respiro.
È vero, Bull, siamo al patibolo e stiamo mettendo la testa nel cappio del boia.
Può anche darsi che sbagli.
Ma io dico che c'è sempre tempo per darsi per vinti.
Tu che ne dici, Monty?
Che per vincere quella somma ci vuole un culo come una casa.
Peccato che i nostri ce li siamo rotti a forza di lavoro.
Me lo volete spiegare che diavolo c'entrano i culi?
Come lo chiami uno che vince 150 milioni di dollari.
Uno con un gran culo, quasi due.
150 milioni di dollari esentasse saranno vostri
se avete giocato 7, 15, 17, 21, 27 e 32.
- Ripeto 7... - Neanche uno ne ho preso
21, 27, 32.
E se qualcuno adesso sta ridendo, oggi abbiamo in studio
forse uno degli uomini più sfortunati del mondo.
Signore e signori, Frank Doyle.
Un giovane che afferma di essere l'autore della giocata vincente
e di aver dato via il biglietto.
Raccontaci la tua storia, Frank.
Sì, è la verità, ho avuto tra le mani 150 milioni di dollari.
- Aveva il biglietto e lo ha dato via. - Il biglietto l'avevo comprato
quando ho comprato le scarpe da football.
E 10 minuti dopo, come un idiota, l'ho dato via per pagare un taxi.
Hai sentito? L'ha dato a un tassista.
Ehi, amico, spero che tu mi stia ascoltando.
Ti ricordi di me, sono quello che hai portato a Beside.
- Via, via, largo, largo. - Ma dove vai?
- Deve averlo saputo lì dentro. - Incredibile.
Che ti dicevo, lo conosco come il palmo della mia mano.
Per una coincidenza, lui ti fa vedere quel biglietto della lotteria
e a te restano quei sei numeri fotografati nella mente.
- Esatto. - Sei stupefacente, Veronica.
- Sei stupefacente. - Credimi, ho anche tante altre virtù.
Beh, allora, sei pronto?
Amore, è una cosa da niente. Cosa ne dici?
- 150 milioni di dollari - E me.
Steve.
Allora, ascoltami con attenzione.
- Il biglietto. - Ma che succede, Bull?
Il mio biglietto era qui.
- Che ti prende? - Era qui.
No, dov'è, dov'è?
Dai, calmati, Bull. No, Bull, no.
Lascia che ti dia un consiglio, non cedere mai all'ira per nessun motivo.
E io invece cedo. Betty
Betty, ma dove sei, dov'è Betty?
Non lo so, ha ricevuto una telefonata ed è uscita.
- Sì? - Dammi qua, Betty, sei tu?
- Bull Webster? - Chi è?
- Tua moglie è nelle nostre mani. - Che cosa?
- Hai capito bene, tassista, ce l'abbiamo noi. - Chi siete?
Se vuoi rivederla viva, preparati a consegnarci il biglietto.
- Il biglietto? - Quello da 150 milioni di dollari.
- Lo sappiamo che ce l'hai tu. - E come lo sapete?
Apri le orecchie, Bull Webster.
- Bull, vogliono uccidermi. - Betty.
Sentito, tassista? Prepara il biglietto o te la rispedisco a pezzi.
Non fate del male a mia moglie o...
Il biglietto, Bull Webster.
Il biglietto? Ma io non riesco a trovarlo.
- Inventane un'altra. - Ma è la verità.
Ci risentiamo tassista, e se provi ad avvisare gli sbirri ti ritrovi all'obitorio.
Ehi, un momento, aspetta.
- Hanno rapito Betty. - Oh, mio Dio.
- Vogliono il biglietto. - Il biglietto?
Sì, il biglietto, il mio biglietto.
Sanno che ho vinto, ma come è possibile?
Se 10 minuti fa non lo sapevo nemmeno io.
- Pronto, Betty - Victor?
Chi? È per te, devo trovare biglietto.
- Pronto. - L'hai nascosto tu quel biglietto, vero, Victor?
- Fratello maggiore. - M'avevi garantito il rispetto delle regole.
Io volevo soltanto far coincidere il ritrovamento del biglietto
con un atto di generosità.
Così che per il futuro la sua vita fosse interamente ispirata dalla virtù.
Strappare il pane di bocca a un affamato secondo te ispira alla virtù?
Quel pover'uomo potrebbe non rispondere più delle sue azioni.
- Ma dov'è? - Forse ho sbagliato, fratello maggiore.
- Ma come potevo immaginare. - In cucina.
- Sì, devo averlo messo in cucina. - Certo che hai sbagliato, Victor.
E con il riscatto come la mettiamo?
Non è in condizioni di pagarlo e noi rischiamo di vederci recapitare
un'anima che non aspettavamo.
Oh, mio Dio! Che posso fare per impedirlo?
Questo è affar tuo, tu hai combinato il guaio, spetta a te provvedere.
- Okay, spetta a me, hai ragione. - Buona fortuna, Victor.
- Forse in camera da pranzo. - Grazie, fratello maggiore.
Io ho combinato il guaio, e io devo provvedere.
Bull.
- Bull - Che c'è?
Il biglietto | biglietto era dove l'avevi lasciato tu.
- Che? - Ecco, vedi, sono stato io a spostarlo da lì.
Che hai fatto?
Già, io ho nascosto il biglietto.
Tu stai rischiando la vita, questo lo sai, vero?
Beh, è difficile da spiegare, Bull.
Ci sono circostanze che sfuggono alla comprensione dei comuni mortali, Bull.
Allora, parla e cerca di farmi capire.
Io sapevo che avresti vinto la lotteria.
Cominci a dire le preghiere, dov'è?
Nell'armadio, nella tasca di un giubbotto.
- Quale giubbotto? - Blu con un pesce sul taschino.
- Con un pesce, i Miami Dolphins. - Sì.
È lì.
- Non c'è - Invece c'era, Bull.
Ieri mattina c'era, era proprio lì dentro, te lo posso giurare.
È la verità, Bull, perché te lo avrei detto altrimenti?
Forse l'ha preso Betty per pulirlo o per rammendarlo.
Bull, dobbiamo pensare a Betty, è lei che dobbiamo trovare adesso, andiamo.
- E dove, tu sai dov'è? - Io so chi l'ha rapita.
- Sentiamo. - È stata quella donna, Bull.
Quella con la quale stai lavorando, è lei la causa di tutti questi problemi, andiamo.
Ma che cavolo stai dicendo?
Come faceva a sapere che avevo il biglietto fortunato?
No, Bull, la fortuna non esiste... non esiste... non esiste.
È lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare.
Nella vita di un uomo ci sono spesso delle circostanze
che non si possono spiegare solo con la logica.
È che a te, che a te queste circostanze stanno succedendo tutte insieme.
- Tu per chi m'hai preso, per un idiota? - No, Bull, quel biglietto.
Io sapevo dov'era e sapevo che avrebbe vinto
avrei potuto prenderlo e scappare via.
Che roba è? Macumba, magia nera, voodoo?
- Clairvoyance - Clair, cosa?
Chiaroveggenza, la facoltà di prevedere il futuro.
Bull, noi chiaroveggenti ci riconosciamo a prima vista.
E quando il giorno del temporale, te lo ricordi, vero? Ho visto quella donna
ho sentito, ho percepito che era in malafede e che voleva approfittarsi di te.
Per questo ho pensato di togliere il biglietto dal vaso
e metterlo in un posto più sicuro.
Sta a sentire, io non ti seguo più, ho un cervello solamente.
Quello che so è che i miei 150 milioni di dollari
sono sempre comunque i miei 150 milioni di dollari, hai capito?
Sì.
E prega iddio di aver detto la verità, altrimenti.
- Sì? - Avvisa miss Flayne che sono arrivato.
Miss Flayne si è stancata del tuo vecchio scassone
e stamattina ha noleggiato una bellissima macchina.
Una Corvette rossa decappottabile.
Visto?
Beh, allora potresti prendere una Pontiac a chilometraggio illimitato
oppure una Cadillac, una Cadillac dell' '84.
Ehi, un momento, ma che sta facendo? Come si permette?
Ci scusi, è una caccia al tesoro.
Una caccia al tesoro?
Andiamo, entra... entra.
- Tim, mi ascolti? - Bull, ma dove sei?
Avvisa i ragazzi di segnalarmi... una Corvette rossa decappottabile...
dell'ottantanove
targata FLAJN7LQ.
- Betty è in pericolo. - Okay, passo subito il messaggio.
Però non siamo grandi come la concorrenza.
Con 30 taxi non possiamo coprire tutta la città.
Che aspetti? Passa il messaggio, Tim.
- È tutto pagato, signore, offre la ditta. - Molto gentile.
- Vada. - Ehi, si può sapere che cavolo fai?
Dai, entra.
- Ma che cavolo vuoi? - Mettiti a fianco del mio taxi.
- Sei impazzito? - Avanti, muoviti.
Sì sì, va bene, va bene.
Il mio amico sta cercando la moglie che è scappata di casa.
E io che c'entro?
Chiami la base e gli dici: qui c'è un tale pronto a allungare 300 dollari
- al primo tizio. - Sarebbe meglio 1.000
1.000 dollari al primo tizio che segnala una Corvette rossa decappottabile.
Targata Florida YN7LQ, coraggio, dai, telefona.
Centrale...
- Rispondi, Jo, ci sono novità, pronto. - Accosta... accosta.
Rispondi forza.
Qui, Jo Grent, che novità?
L'ho trovato, ho trovato la Corvette rossa decappottabile.
- Dov'è? Dov'è? - Dov'è? Dimmi dov'è?
- I 1.000 dollari ce li hai? - Sì, ne rispondo io.
È nel parcheggio del Country Club, gli ho appena portato un cliente.
Grazie, questo me lo tengo per ricordo.
Questa non la dimentico, me la pagherai, giuro che me la pagherai.
- Non ti fidi di me, eh? - Neanche un po'
- Dove andiamo? - Al Country Club.
- Dai, dai, dai. - Eccola lì, sta con Morrison.
- Ha chiesto un telefono. - Come cavolo fai.
Sì, so leggere le labbra.
- Da quaggiù? - Ho un'ottima vista, grazie a Dio.
Grazie. Ha ringraziato il cameriere.
Bene, sentiamo come sta la nostra ospite.
- Lo ha detto lui? - Sì
6, 7, 8, 7, 7, 9, 1.
7, 9, 1.
- Pronto, Steve, sono io. - Steve il cockerino.
Ah, così non riesci a trovare il biglietto.
E la vecchia gallina come sta?
- Betty - Okay, bene.
Ci sentiamo più tardi. No, tutto qui
- 6, 7, 8, 7, 7, 9, 1, giusto? - Giusto.
Se cerchi di fregarmi sei fregato. Andiamo
150 milioni di dollari.
Il denaro non da tutte le risposte, Bull.
Faresti bene a preoccuparti di Betty, piuttosto.
Certo che mi preoccupo di Betty.
Lei è l'unica che sa dove sta il mio giubbotto.
Ecco, quelli laggiù sono gli uffici. Devono essere lì.
Ehi, sono arrivati.
Bull, sei sicuro che ci sia Morrison dietro questa storia?
- Strano che arrivino a tanto. - Non potevo crederci neanche io.
Comunque, per Betty noi siamo tutti con te.
Grazie, ragazzi, non lo dimenticherò.
Per un po' abbiamo sperato che li avessi vinti tu quei 150 milioni di dollari.
Be', se mai dovessi incassare quella montagna di soldi.
- Voi sareste i primi a saperlo. - Andiamo, Bull, andiamo.
Dov'è il mio giubbotto, il giubbotto blu?
- Dov'è il mio giubbotto. - Quale... quale giubbotto?
Il mio giubbotto blu.
Calmati, amore, io sto benissimo, non preoccuparti.
Sono calmissimo, super calmo, dov'è il mio giubbotto?
- È in tintoria, tesoro. - Quale tintoria?
La solita Bull, dal cinese sulla Lexington Street.
Ma, Bull, ma dove vai, non mi sleghi?
Tranquilla, Betty, grazie a Dio, è tutto finito.
Ehi, Bull, ascolta.
- Sono scappati da quella parte, Bull. - Ma che succede, Bull?
Ehi, ma.
- Bull, Bull, ti vuoi spiegare. - Dev'essere impazzito.
- Ma che diavolo gli prende. - Andiamo, ragazzi, c'è Betty dentro.
Prega Dio che il cinese non mi abbia fottuto il biglietto, altrimenti.
Ma davvero saresti capace di farmi del male.
Reggiti forte.
No, no, no, no.
La giustizia ha trionfato, si sono fermati, andiamocene.
Quelli vogliono me non te, tu resta qui.
- Bull, ti uccideranno, andiamo. - Tu resta qui, ho detto.
Dai, forza, prendiamolo quel bastardo.
- Ehi, aspetta - Ma che fa?
Dev'essere impazzito.
- No! - Fratello maggiore, ci sei?
- Oh, mio Dio - Ci sei?
Ci sta correndo dietro.
- Sei tutto d'un pezzo? - Ma certo, sto bene.
Tu devi spiegarmi molte cose.
Ma è un vecchio trucco, non mi dirai che non lo conoscevi.
Chi io?... Andiamo.
Brutto figlio di puttana.
Ma che fai?
Ma perché, perché, perché questo cavolo di lavanderia è chiusa?
- Ehi, tu, per favore. - Bull, calmati, Bull.
- Perché è chiusa? - Ma io non lo so, sono un turista.
- Chi sei? - Un turista.
Ehi, tu! Ehi, tu!
- Che c'è? - Dov'è il lavandaio cinese?
- Che? - Dov'è il lavandaio cinese?
- Parli più forte, sono sordo. - Parla più forte, è sordo.
Dov'è il lavandaio cinese?
Hanno chiuso, festeggiano il trentennale di attività.
- Tu sai dove abita? - Credo che sia scritto sulla porta.
Deve essere qui, buongiorno signore.
Signore, il cinese, dov'è il cinese?
Dice che le dispiace ma non parla la nostra lingua.
Ha detto ma perché tu parli.
Io parlo perfettamente il cinese, non c'è problema.
Chiedile dove abita quel dannato cinese.
- Ma che c'è da ridere? - Ha un gran senso dell'humour.
Ha detto, qui tutti quanti sono cinesi, 5 fratelli, 25 figli dei 5 fratelli
e 125 nipoti dei 25 figli dei 5 fratelli.
Sì, ma chiedile dov'è quel dannato lavandaio cinese.
- Che ha detto? - Lei ha detto
di dire all'onorevole omone, cioè a te, che il padrone della lavanderia
è andato a celebrare con la famiglia alla grande muraglia.
- In Cina? - Changun.
Changun, che cos'è il Changun?
È un ristorante, il ristorante Grande Muraglia.
Andiamo.
Non era mica facile sai, ha un terribile accento del sud.
Sì, l'ho notato.
- Ma non c'è nessuno. - Ma sì, laggiù.
Troppo tardi, signori, la festa è finita.
La mia deve ancora cominciare, dov'è il lavandaio?
È andato a ringraziare Confucio.
- Dove abita Confucio? - Al tempio, nella 10ª strada.
Dai.
Mi dispiace, ma non parlo cinese.
Ma chiediglielo nella nostra lingua, no! Dov'è andato il lavandaio?
Confucio dice, il lavoro dà onore, l'onore dà lavoro.
- Lavora con onore e onora il tuo lavoro. - È tornato al negozio.
- Chi, Confucio? - No, il lavandaio.
- Ma è chiuso. - No, è aperto, tira.
- Posso aiutarla, signore? - Voglio il mio giubbotto.
Il giubbotto?
Il mio giubbotto blu, con lo stemma dei Miami Dolphins.
- Quando l'ha portato? - L'altro ieri, l'ha portato Betty.
- Betty? - È sua moglie, Betty Webster.
- Controlli sul registro. - Ora vedo, un momento...
Webster con la doppia V.
Sono spiacente, il giubbotto non è pronto.
- Meglio così, trovalo, svelto. - Va bene... va bene.
- Ci vorrà un po' di tempo, non è facile. - Perché?
Prima di lavarli, noi mettiamo insieme tutti i capi blu.
Su, forza, datevi da fare.
Ecco il suo giubbotto, signore.
- Dammi qua. - No, Bull, un momento non è.
- Sta zitto tu - Bull, ascolta.
- Ho detto sta zitto. - Sì, ma c'è...
Certo, eccolo qua.
Non muoverti... o vai a ingrassare i vermi, Bull Webster.
- Dammelo - Daglielo, Bull.
È assurdo farsi ammazzare per i soldi
1 soldi.
- Ma che cosa...
Washington Redskins.
- Ma questo è un biglietto dello stadio. - Come?
- E questo cos'è? - Te l'ho detto, Bull, non è quello giusto.
- Te l'ho detto. - Che cos'è che m'hai detto?
Non urlare in questo modo, per favore, Bull.
Non devo urlare, eh?
Chiudete le porte, non fatelo scappare.
Avete sentito? Chiudete le porte.
Tutto bene? Non è cattivo è solo un po' nervoso.
No, signore, non si lasci trascinare dall'ira.
Svelto, trova un'uscita.
Fermo! La prego, signore, la prego.
Scusi, signore, lei sa dov'è...
Scusi, mi sa indicare...
Senta...
Scusa...
Qui non ci sono uscite.
Ecco, adesso siamo pari, andiamo.
- Se non lo trovo, giuro che t'ammazzo. - No, Bull.
Io volevo dirtelo, ma non mi hai lasciato parlare.
- Non è quello il giubbotto. - Ah, no?
- No, non lo è - Non lo è?
- Blu con un delfino sul taschino. - Sì, ma diverso.
Di un'altra stoffa e poi più corto, più corto e con tante tasche.
- Tante tasche, eh? - Sì, dappertutto anche sulle maniche.
Eh, il mio giubbotto da lavoro, Betty sa dov'è.
- Betty Betty. - Grazie, grazie infinite.
- Posso andare a casa adesso? - Ma certo... certo, vada pure.
- Oh, Bull, amore. - Dov'è il mio giubbotto?
Il mio giubbotto da lavoro.
Quello blu, quello con tante tasche.
Ma che cosa succede, che ti prende, Bull?
Dov'è il mio giubbotto?
Ma dove vuoi che sia? A casa, l'ho messo in lavatrice.
Lo hai lavato?
No, non ancora, è programmata, inizia a lavare alle 8.
Oh, merda!
Muoviti, Victor.
Sono venuto a presentarti il conto, bastardo.
Andiamo, bello, un ultimo sforzo.
- Ci sono addosso, Bull. - Sì, lo so... lo so.
Pronto, Tim, sono io, Bull.
Bull, mi vuoi dire che stai combinando?
- Collegami con i ragazzi. - Okay, sono in linea.
Ragazzi, 150 milioni di dollari stanno per trasformarsi in poltiglia.
È fottuto.
Coraggio, ragazzi, qui ci giochiamo tutto.
Dobbiamo bloccare quella lavatrice.
- Ehi, tutto bene? - Sì.
- Sei sicuro? - Sì.
Okay, e allora resta là.
Fratello maggiore.
Mancano 20 minuti, non ce la farò mai.
La centrale... la centrale elettrica!
- Ehi, è vietato entrare qui. - Scusa, amico.
Andiamo... andiamo, vieni fuori, vieni fuori.
Eccolo qua!
150 milioni di dollari, tutti miei.
Allora... porca puttana, ma non c'è luce.
La torcia... dov'è la mia torcia?
È tornata la luce.
7, 15, 17, 21, 27, 32!
Fine della corsa, tassista.
Dammi subito quel biglietto o puoi dire addio al tuo amico.
Hai preso un granchio, avvocato, lui non è mio amico.
Allora non ti dispiacerà se lo ammazziamo?
State bleffando, ce l'ho io il biglietto, lui a che vi serve?
A ricattarti, Bull.
Farti fuori è pericoloso, hai detto a troppa gente che hai vinto.
Senza contare che la polizia potrebbe far cantare uno dei miei.
- Era la tua ultima carta. - Esatto, e questa mano è mia.
Lui lascerà che Morrison ti uccida, io ho vinto e tu hai perso.
Non c'è che dire, siete dei gran bastardi.
Questione di punti di vista, Bull Webster.
Secondo il mio punto di vista potete andare a farvi fottere.
Giù! Io l'ammazzo e l'avrai voluto tu.
- Accomodati pure. - Visto, che ti dicevo.
D'accordo, è una tua scelta, iniziare la tua vita da ricco
con un morto sulla coscienza.
No, Bull, non glielo permettere.
E va bene.
Non è un bel giorno per uccidere un uomo anche se è un rompiballe.
- Cos'è, tassista, hai cambiato idea? - No, ma penso che...
Non un secondo di più!... dammi subito quel biglietto o l'ammazzo.
Su, andiamo, deciditi.
Avanti, Bull, goditi la vita, che ti frega di questo rompiscatole.
No, ti metti un peso sulla coscienza, e tu una coscienza ce l'hai, Bull.
Allora, sì o no?
Sì o no? 150 milioni di dollari.
E va bene, sono vostri.
- Porco diavolo. - Sei un grand'uomo, Bull.
- Non c'è tempo da perdere, andiamo. - Dove?
Lui ha scelto di rinunciare, quello che è scritto è scritto, e tu questo lo sai.
Raccogli quel bigliettone.
- Su, che aspetti? Prendilo, è nostro. - No.
- Cosa? - Non posso farlo.
Che significa, non posso.
Ma che stai facendo? Ferma, tesoro, vieni qui.
- Vai a fare in culo. - Veronica, io ti amo.
Abbiamo 150 milioni di dollari, io ho bisogno di te, torna indietro.
Ma perché fai così, Veronica?
Torna qui, perché mi fai questo? Torna da me, ti prego.
Ma quella è pazza o cosa?
Lo era prima, adesso non lo è più.
Se l'iniquo abbandona le sue iniquità, e segue gli azzurri sentieri del cielo
egli avrà nuova vita, e i suoi peccati gli saranno perdonati. Ezechiele.
- Ezechiele, il lupo? - Ma no, questo era il profeta.
Non stai dimenticando qualcosa?
Certo... certo... grazie, Bull.
- No, io volevo dire... - Ma certo... certo.
- Che sbadato - Che sbadato.
Guarda dentro.
Eccolo, è lui che ha fatto rapire mia moglie.
Ehi, Bull.
Salve, amici, è fatta, i nostri guai sono finiti
Betty, 150 milioni di dollari.
- Fratello maggiore. - Dimmi, Victor.
Lo sapevo che eri tu, soddisfatto?
Eri tu che dovevi trascinare lui, non lui te.
Beh, è la stessa cosa, abbiamo vinto, no?
Lui ha vinto, non noi.
Tu non l'hai cambiato di una virgola, questo è il nostro guaio.
Ti rendi conto di che cosa hai scatenato?
Bugie, trabocchetti, giochi di prestigio, scazzottate
sparatorie, locali devastati, carambole di macchine.
Ti sembra il repertorio di un angelo, questo?
C'è mancato solo che andassi a pu...
fammi stare zitto se no squalificano anche me.
Squalificato? Non dirai sul serio, fratello maggiore?
Mi dispiace, Victor, dovrai riguadagnarti le ali.
Dove? Qui? Sulla Terra? Oh Dio, ci salvi.
Sì, sulla Terra, buona fortuna, Victor.
No, fratello maggiore, fratello maggiore! Ma che cazzo ho fatto?
Meglio andarci piano, questa è roba che brucia.
- Un doppio bourbon, liscio. - Subito.
- Non mi dirai che anche tu... - Già.
Anch'io un umano tra gli umani.
Perché non sono riuscito a cambiarlo di una virgola, così ha detto.
Già, ci è capitato un osso duro, bisogna ammetterlo.
E sì, proprio così.
Ma che cosa hai combinato?
Gli umani dicono che un bel cazzotto in un occhio risolve qualsiasi problema.
- Cosa intendi fare ora? - Beh...
Quello che fanno tutti gli esseri umani, lavorano, amano, soffrono, amano.
Piangono.
Amano.
Che fai stasera?
Quello che ho fatto ieri sera.
Penserò ai miei problemi, non sarà facile affrontare il futuro così.
Senza passato, senza conoscere niente e nessuno.
Beh, qualcuno lo conosciamo.
Ho letto che la dea della fortuna aiuta sempre quelli che si aiutano.
E deve essere vero.
Siamo rimasti insieme quando tutto sembrava ormai perduto.
- Bene - Bravo, Bull, bravo.
E la dea non si è fatta aspettare.
C'è stata vicina e si è data proprio da fare.
È simpatico, eh?
Se siamo tutti qui oggi, è perché vogliamo dimostrare
alla dea della fortuna che abbiamo meritato il suo aiuto.
Adesso andiamo a spararci un po' di champagne.
Coraggio, andiamo a brindare.
Non so come ringraziarti, Bull.
Allora siamo pari, neanch'io so come ringraziarti.
Ehi, sei grande.
Ecco l'ordine di servizio.
Okay, miss efficienza, coraggio.
Sì, Monty e Bigbay all'aeroporto
Roscoe e Billy all'Hilton.
- Tu, Brown, e Phil al... - Bull.
Che cosa c'è, vuoi un altro aumento, per caso?
No, no per adesso, è arrivato un telex dal consolato giapponese.
Vogliono sette limousine per una loro delegazione in visita a Cape Kennedy.
Okay!
Gli hai detto non più di sei persone per ogni vettura?
- Non glielo detto - Richiamali
I giapponesi sono piccoli.
Sono capaci di infilarci mezza Tokyo in sette limousine.
- Okay. - Sei fantastico ne sai una più del diavolo.
Saperne una più del diavolo vuol dire avere un piede in paradiso.
Questa è carina.
- Confucio? - No, Bull Webster.
[ITALIAN]
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