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- Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
L'ho portata fino a qui.
Potresti avere la demenza. Dovresti andare da un neurologo.
L'altro giorno ho cucinato la pasta nel bollitore. Era deliziosa.
Dico davvero.
Mi scusi.
Vuole diventare un uomo, dottoressa. Si rasa i capelli.
- Per noi va bene. Quando farà 18 anni. - Per te va bene, per me no!
- Potrà farlo a 18 anni. - Mi stai umiliando! Ma quale intervento?
Non vedi quant'è triste? Non possiamo continuare così.
Forse lei può aiutarci.
Va bene.
Vi prego di aspettare fuori mentre parlo con Esma.
Mi manchi.
Mi manchi anche tu.
Immagino che sia accogliente lì.
Immagino che lo sia anche tu.
Dai, rilassati.
Che cosa mi farai?
Mi abbraccerai?
Mi accarezzerai?
Ti sto toccando ora, dalla testa ai piedi.
Vieni...
Vieni tra le mie braccia. Ti porto a letto.
Dai.
Alzati.
Forza, alzati!
Ehi, aspettatemi!
- Come stai, mamma? - Grazie a Dio sei qui.
Mi sento prudere ovunque. Puoi dare un'occhiata?
Poi fammi la puntura.
Guarda.
- È rosso, no? - Sì.
Grazie, cara.
Yusuf uccide gli animali, dottoressa.
Un giorno l'ho seguito. C'è un fienile accanto alla scuola.
Yusuf ci è entrato e io l'ho seguito.
L'ho visto reggere un agnello coperto di sangue.
Ma Yusuf non sembrava turbato.
Io l'ho rimproverato.
Lui si è rattristito. Non è vero, Yusuf?
Yusuf?
Che hai fatto all'agnello?
Perché l'hai fatto?
Mi stava innervosendo.
Capisco.
Ho un regalo per te.
Non preoccuparti per la lunghezza.
Se non va bene, lo facciamo sistemare.
- D'accordo? - Sì.
Ti sta bene.
- Ciao, mamma. - Ciao, cara.
- Come stai, mamma? - Così così.
- Come ti senti? - Mi fa male la schiena.
Hai parlato con l' imam ?
Smettila, mamma. Ne sei ossessionata.
Lascia perdere l' imam .
Dallo a me.
Ti prego, Dio, tienilo lontano.
Ti prego, Dio...
Non aver paura!
Non aver paura di me.
Duman. Piccolo mio.
Vieni qui, piccolo.
Vieni qui, amore.
Vieni qui, tesoro.
Come stai, piccolo?
Vieni qui, amore.
La mamma è molto stanca.
Hai mangiato?
Hai mangiato?
Da quanto sei qui?
Da poco.
Perché non me l'hai detto?
Non volevo disturbarti.
- Vieni. - Cem!
Smettila, altrimenti...
Altrimenti cosa?
- Ti uccido! - Lo faresti?
Aspetta!
Attenta!
Non dimenticarti i calzini!
La mamma ti manda il pranzo.
Va bene, mettilo lì. Poi le riporto i piatti.
Mi ha chiesto di prendere delle fasciature.
Comprerò del pane al ritorno.
Ha un buon profumo.
Come fai a farlo così?
Ho provato tante volte, ma non mi è mai venuto così.
Così.
Diciamo che ho un talento innato.
Ho fame. Dai, dammi da mangiare.
- Apri una bottiglia di vino. - Va bene.
Magari beviamo del raki ?
Ho detto vino. Pomerol.
Va bene.
Qual è il programma per domani sera?
Saremo in ufficio.
Vieni in ufficio e poi usciamo.
- Va bene. Chi altro viene? - Tutta la squadra.
- Salve! - Salve!
Parleremo più tardi. Significa di più
- quando vengono insieme. - Sì, funziona meglio.
Due valli uguali una di fronte all'altra...
- Ciao a tutti! - Ciao, come stai?
Bene, tu?
Che ne pensi della presentazione, Cem?
- È al centro del nostro progetto. - Esatto!
Bene, allunghiamo la parte davanti...
E separiamo queste due.
- Come va? - Ehi, come stai?
- Bene, e tu? - Bene, grazie.
Dovremmo espandere la strada qui...
Il figlio di Nezahat, quello sfigato.
- Huseyin la volpe? - Sì.
Ogni giorno chiede soldi a sua madre.
- Anch'io gli ho dato dei soldi. - Cosa? Non te li restituirà mai.
Lo so.
E sua moglie è incinta di quattro mesi.
Non lo sapevi?
Come facevo a saperlo? Non conto i bambini di Huseyin.
È un vagabondo che vive da re. Santo cielo!
Vai a prendere la torta, cara.
E portaci anche del tè.
"Vai a prendere la torta, il tè!" Vai all'inferno!
Il formaggio che ha comprato non era buono.
Perché hai mandato Elmas a comprarlo?
Dillo a me e te lo prendo io.
- Come farà a imparare? - Imparerà. È ancora troppo piccola.
Dimmi quello che ti serve e te lo prendo io.
Non mandare lei!
- Dallo a me. - È della mamma.
Elmas!
Non hai finito?
Quasi, mamma.
Sbrigati! Non fare attendere tuo marito!
Fammi finire.
Finirai domani. Ora vieni qui.
Devi farmi la puntura.
...è davvero un uomo malvagio.
Non capisce che lo faccio per non perderlo.
Vuole prendere i bambini. Non esiste.
Se dovesse provarci, vedrà che succederà.
Temo che potrebbe fare di peggio.
Hai le mani fredde.
Ti prego, Dio, tienilo lontano.
Ti prego, tienilo lontano.
- Dov'è Cem? - Sta prendendo da bere.
- Come stai, Naz? - Bene.
- Dov'è la tua ragazza? - Quale?
Non finirà. No.
Metti del carbone nella stufa.
Vai a lavarti.
- Andiamo! - Arrivo.
Elmas!
Che ci fai laggiù?
Ehi! Elmas.
Guardami!
Ehi, ti sei addormentata?
Non farmi spaventare. Mi prendi in giro?
- Mamma, vieni. - Che c'è?
Elmas non risponde.
La persona che ho trovato è morta.
Segnalalo immediatamente. Fai venire un'ambulanza.
Centrale, qui 64-55. C'è bisogno di un'ambulanza, c'è un cadavere qui.
Non toccare la porta.
- L'hai aperta? - Bene.
Mamma, e se le fosse successo qualcosa?
Che ci fai qui?
- Qualcuno faccia qualcosa! - Come ti chiami?
Forza.
Dai. Piano.
Di qua!
Donna di 18 anni. Pressione sanguigna 90-60, battito 60, temperatura 35.
Forza, sbrighiamoci!
Uno, due, tre!
Controllale i segni vitali!
- Come si chiama? - Elmas Karaali.
Elmas!
- Mi senti? - La temperatura è di 35°.
Com'è la situazione?
Il battito è 65, la temperatura 35. È in ipotermia.
Non abbiamo ancora prelevato campioni di sangue o urine.
Elmas...
Ti chiami Elmas, giusto?
- Dov'è la dott.ssa Sehnaz? - Lo sa. Sta venendo.
Elmas, non aver paura.
Non aver paura. Non ti faremo del male.
Guarda, non ho nulla in mano.
Vogliamo solo misurarti la pressione
e la temperatura. Non sentirai dolore.
Sta' tranquilla.
Eccomi.
Mi hanno informata in pronto soccorso. Che succede?
Innanzitutto, devo fare un esame ginecologico.
Faranno domande anche a te. È un'indagine.
Deve calmarsi. Non è facile averci a che fare.
- Come si chiama? - Elmas.
Ciao, Elmas.
Sono la dott.ssa Sehnaz. Sono una psichiatra.
Immagino sia stato orribile.
Ma ora sei al sicuro.
Nessuno ti farà del male qui, va bene?
Ora, lasceresti che l'infermiera ti misuri la pressione?
Infermiera...
Forza, cara. Fammi sapere se ti fa male.
- Non sentirai dolore. - Andrà tutto bene.
Dicci se ti fa male e l'infermiera si fermerà.
Puoi dirmi come ti sei fatta questi lividi?
Sul braccio.
Prima misuriamo la pressione.
Per favore, siediti dove preferisci.
È successo qualcosa di brutto a casa, Elmas.
Me ne vuoi parlare?
Com'è successo?
Me lo vuoi dire?
Vuoi andare in bagno?
Vengo io con te.
Forza, andiamo.
Forza.
C'è qualcosa qui...
che mi attrae molto, ma non so esattamente di cosa si tratti.
Questo posto mi riporta sempre all'infanzia.
Che ne pensi della situazione di Elmas?
Dunque...
Non ho trovato ferite, oltre a quei lividi.
E le lacerazioni interne?
Sono recenti. Probabilmente di ieri sera.
Quando otterremo il referto dell'autopsia del marito?
Ho inviato i campioni,
ma ci vogliono un paio di mesi per avere i risultati.
Sei ottimista!
Credo sia stata intossicazione da monossido di carbonio.
- Davvero? - Credo di sì.
Hai perso tuo marito e tua suocera.
Non aver paura.
È normale non ricordare.
È normale sentirsi confusi.
La mente gioca brutti scherzi dopo un evento tragico.
Non preoccuparti. Qui sei al sicuro.
Sono qui per aiutarti.
Mi parli un po' di te?
Cosa fa tuo padre, Elmas?
Da quanto sei sposata?
Due...
- Due. - Due?
- Due anni o due mesi? - Anni.
Allora...
Tuo marito si prendeva cura di te?
- E la vita sessuale? - Non posso parlarne.
- Commetterei un peccato. - Va bene.
Non fa niente.
Sai dove sono i tuoi genitori?
Li frequenti?
Sanno che sei qui?
Vuoi vederli? Vuoi che vengano qui?
Vuoi che vengano?
Solo mia madre... Non mio padre.
No, non voglio nemmeno mia madre.
Questo ha un profumo migliore.
Guarda dalla montagna La valle è così piatta
Sei qui?
No, non sono io. Non sono qui.
Che ore sono?
Le due, quasi.
Ti ho chiamato, ma non hai risposto.
Ti ho detto che ho chiamato...
Ho messo il silenzioso e me ne sono dimenticato.
Te ne sei dimenticato?
Mi stai dicendo che ti sei dimenticato?
- Sei davvero tu? - Ti ho detto che non sono io.
Forza, andiamo a letto.
Vieni qui.
Vieni, salta su.
Hai intenzione di parlare?
Elmas?
Abbiamo trovato le chiavi nella tua tasca.
Perché sei uscita sul balcone quella notte?
Tuo marito ti ha maltrattata?
Facevi tu le iniezioni di insulina a tua suocera?
È ciò che ci hanno detto i vicini.
Abbiamo trovato le tue impronte sulla siringa.
Sì, le facevo io.
- Le hai fatto tu l'iniezione? - Sì...
No.
Chi ti ha rinchiusa sul balcone?
Non hai sentito nulla mentre tuo marito moriva?
Ha detto: "Mamma, mi sento scontroso". Ma che significa?
Dottoressa, la paziente è in condizioni critiche.
Si comporta in modo strano da quando il procuratore l'ha interrogata.
Poi ha iniziato a urlare. Sua madre è qui e chiede di lei.
Il procuratore? Vediamo che succede.
Elmas, calmati.
Calmati, tesoro.
Calmati. Va tutto bene.
Uscite tutti, subito.
Puoi andare.
Elmas?
Mi senti?
Va tutto bene.
Mi senti?
Va tutto bene.
Respira normalmente, va bene?
Trattieni il respiro...
Ora espira lentamente. Bene.
Un'altra volta.
Inspira.
Espira.
Perché quell'uomo è venuto qui?
Perché mi ha chiesto di lei? Che ho fatto?
Ho piegato bene le lenzuola! Così!
Ho pulito ovunque!
Ho piegato le lenzuola benissimo!
Lei puzza.
Puzza tantissimo.
Puzzano entrambi.
Non mi ha mai dato dei soldi.
Per non farmi fare nulla.
Si arrabbia. Mi ha lanciato una maledizione.
Tieni.
Tua madre è qui. Vuoi vederla?
Questo è il mio piccolo paradiso.
Ogni mattina, mi tuffo nell'acqua.
Che sia estate o inverno.
Dove? Da qui?
Ovviamente no.
Ovviamente no. Da lì.
Non pensi che Elmas...
sia andata dalla suocera quel giorno?
Tu credi?
Le prove sono contro di lei.
Ma può essere che la suocera sia andata nel panico...
e abbia esagerato con la dose.
E poi il resto è chiaro.
A volte Elmas mi sembra così piccola.
Come una bambina.
- Chi è quella in foto? - Mia madre.
- È una bella donna. - Grazie.
Dov'è ora?
È morta.
Di cosa è morta?
Di dolore.
In che senso di dolore?
Si sedeva qui e aspettava mio padre.
Mio padre era un capitano. Era sempre in mare.
Lei se ne stava qui in piedi e aspettava.
Uno dei tuoi occhi...
è chiaro.
L'altro...
è scuro.
Quando li guardi insieme...
Non lo so.
È strano. Sei un uomo strano.
Come il dott. Jekyll e Mr. Hyde ?
Esatto!
Quando il tempo è così, griglio delle acciughe...
poi griglio le mie amanti e le seppellisco in cantina.
Che hai in mano, Elmas?
Che cos'hai lì?
Cosa vedi?
Un occhio.
Perché ce l'hai in mano?
È caduto.
Di chi è?
È mio.
Mio.
Forza, alzati ora.
Ora, inscena il sogno. Va bene, Elmas?
Lascia che mi spieghi.
Sceglierai degli oggetti da qui.
Darai un ruolo a ognuno e li farai parlare.
Fai così. Ti aiuto io.
Va bene?
Come quando da bambini facevamo Il gioco dei ruoli con gli amici.
Farai una cosa simile e io ti aiuterò.
Dov'eri nel sogno?
- In paese, a casa. - Capisco.
Guardati intorno.
Scegli un oggetto. Può essere nella tua casa in paese.
Puoi immaginarla?
Guardati intorno e pensa alla casa.
Com'era?
Cosa sceglieresti?
Cosa facevi nel sogno?
Stavamo correndo.
Correvamo e correvamo.
Siamo salite sulle scale.
Chi c'era?
Io.
Scegli un oggetto per te stessa.
Guarda gli oggetti.
Mettilo sul tavolo.
- Hai detto "stavamo correndo", giusto? - Sì.
Quindi c'era qualcun altro.
Una bambina.
Scegli un oggetto anche per lei.
- Dev'essere rossa. - Rossa?
Perché rossa?
- Indossava un vestito rosso. - Capisco.
Conosci questa bambina?
Chi è?
Mia sorella.
Stavamo combattendo.
Poi siamo cadute, ci siamo sporcate, avevamo freddo e siamo corse in casa...
abbiamo corso e corso.
Cosa vedi laggiù?
Cosa c'era laggiù, Elmas?
C'è qualcosa lì? Sembra che tu veda qualcosa.
- Mia madre è lì. - Tua madre?
Scegli tua madre, allora.
Forza, sceglila.
Questa è mia madre.
A cosa assomiglia?
A una spina.
A una spina.
E poi, cos'è successo nel sogno?
Mia madre ha preso mia sorella e sono andata alla porta.
Ho messo il cappotto e le ho seguite. La mamma ha detto che ce ne andavamo.
Poi ha indicato qualcosa.
Cos'era?
Una coperta.
Che tipo di coperta? Di che colore? Com'era?
Era una coperta orribile. Sbiadita.
Allora sceglila.
Che cosa fai con questa coperta?
Ci sono sdraiata sopra.
Forza, allora, stenditi lì.
Forza, stenditi un po'.
Chiudi gli occhi.
Cosa ti fa piangere, Elmas?
Perché stai piangendo?
Chi ti fa piangere?
Mia madre.
Tua madre.
Che ti ha fatto tua madre?
Sono morta.
Sono morta.
"Sei morta", mi ha detto.
La mamma ha detto: "Sei morta".
Mi ha detto: "Dormirai qui".
Come sei finita qui?
Ho fatto tutto. Ho fatto tutto quello che mi ha chiesto.
Pulivo la casa ogni mattina.
Piegavo bene le lenzuola.
Ogni mattina.
Mio padre non mi guardava minimamente.
Devo aver fatto qualcosa di peccaminoso.
Ho sempre pensato di essere molto stupida.
Perché mi avrebbero mandata via, sennò?
Perché l'avrebbero fatto?
Come sei finita qui, Elmas?
Come sei finita su questa coperta?
Avevo 13 anni.
Ero appena tornata da scuola...
e sentivo molto freddo. Avevo i piedi coperti di fango.
Sono corsa a casa.
Mi sono seduta accanto alla stufa per scaldarmi.
Mia madre stava cucinando i fagioli.
Mi ha detto di restare accanto alla stufa.
Mi ha detto che non sarei più andata a scuola.
"Niente più scuola per te", disse.
Era ciò che avevano deciso lei e mio padre.
Pensavano che dovessi sposarmi.
Mi ha detto che c'era un buon partito per me.
Che non avrei avuto problemi con lui.
Continuava a preparare i fagioli.
Non mi ha mai guardato in faccia.
Continuava a pensare ai fagioli.
Non mi ha guardato.
Nemmeno una volta.
Vieni qui.
Vieni, alzati.
Quale oggetto hai scelto per tua madre? Prendilo.
Mettilo su una sedia.
Prendi anche Elmas.
Appoggiala.
Ora mettiti dietro Elmas.
Mettiti dietro la sedia.
Questa è Elmas e quella è sua madre.
Fa' che Elmas parli... Falle dire qualcosa alla madre.
Cosa deve dirle?
Guarda la madre di Elmas. La sta guardando ora.
Cosa vorrebbe dire Elmas?
Forza, faglielo dire.
Falla parlare.
Cosa vuole dirle?
Mamma...
Mamma...
Perché mi hai lasciata andare?
Dimmelo!
Ora mettiti dietro la madre.
Falla parlare con Elmas. Cosa dice?
Elmas vuole che sua madre parli. Cosa le direbbe?
Vieni qui.
Sii più aperta.
Mamma!
Perché non hai detto niente?
Perché mi hai mandata via?
Come hai potuto dormire quella notte?
Parla!
Parlami!
Vieni qui ora. Fa' parlare la madre di Elmas.
Pensi che anche la madre di Elmas stia piangendo?
Sta piangendo anche lei?
Cosa vorrebbe dire alla figlia?
Elmas...
Mamma.
Posso tornare?
Certo, mia cara. Torna.
Madre, posso tornare?
Torna, figlia mia.
Perché sei andata via? Torna.
Madre...
Mio padre...
E mio padre?
Cosa dirà?
Cosa può dire? Non può dire nulla.
Puoi tornare. Non dirà nulla.
Madre...
No, non mia sorella!
Mai!
Stai badando a mia sorella?
Prenditi cura di lei!
Rispondimi! Stai badando a lei?
Non preoccuparti, figlia mia.
Non succederà a tua sorella. Non lo faremo a lei.
Non preoccuparti. Puoi starne certa.
Madre...
Allora?
È incredibile!
- Meraviglioso! - Bello, vero?
È incredibile quanto sia cambiato velocemente il tempo.
Sarà cambiato per te.
Ci siamo!
Ciao, Cem.
C'è stato un temporale ieri sera e ci hanno tolto la corrente.
Ti ho detto che c'è stato un temporale!
Devo andare in ospedale ora. Possiamo parlare dopo?
Ti chiamo su Skype stasera.
Va bene.
Quanti anni hai, Elmas?
18.
Il referto che ho qui dice che sei più piccola.
A chi dovrei credere?
La data sulla tua carta d'identità è falsa?
Sarebbe più semplice se fossi minorenne.
- Non è il caso. - Cosa?
Non è quella la data di nascita.
Quando sei nata?
Quando è stata cambiata?
Forza, dimmelo.
Non aver paura.
- Non posso. - Perché no?
Ho giurato.
Ti hanno detto di non dire nulla?
Chi ti ha fatto giurare?
Mio padre.
Va bene.
Quindi, hanno cambiato la tua data di nascita.
È successo prima del matrimonio?
È andata così?
Com'è successo? Chi avrebbe potuto farlo?
Mio padre.
Come?
Mi ha portata in tribunale.
Cos'è successo? Te lo ricordi?
Cosa ti hanno chiesto? Come hai risposto?
- Non ho mentito. - No.
Non ho fatto nulla di male. Non voglio tornare in tribunale.
Voglio solo andarmene da qui!
- Non ho mentito! - No.
- Non dovrai tornare in tribunale. - No.
Non hai fatto nulla di male.
Non preoccuparti.
Ora parlami del tuo matrimonio.
Cosa dovrei dire?
Com'era tuo marito? Ti trattava bene?
Come ti sentivi?
Soffocata.
Le pareti...
Le pareti mi opprimevano.
Non riuscivo a respirare.
Pregavo Dio ogni giorno perché non tornasse a casa.
Anch'io ho iniziato a puzzare.
Perdevo sangue da giù. Non facevo che sanguinare...
Dammelo. Rimettiamo a posto l'orologio.
Parlami di quella notte.
Non ho nulla da dire. Non ricordo nulla.
Per l'amore di Dio, non me lo chieda più!
C'è stato un temporale quella notte. Te lo ricordi?
Ti ricordi del temporale?
- C'è stato un temporale! - Sì.
C'è stato un temporale.
Cos'hai visto, Elmas? Dimmelo.
Fa freddo.
Dimmi cosa vedi.
Cosa vedi?
È venuto...
Mi ha afferrato le braccia.
Sono riuscita ad alzarmi.
- Dove sei andata? - Vicino alla stufa.
Vado alla stufa.
Mi fa male la schiena.
Carbone...
Vado in bagno...
Per lavarmi.
Cos'hai visto lì, Elmas?
Lui mi guarda.
È tutto rosso.
- Ho paura. - Chi è, Elmas?
- È lui. È lì. - È tuo marito?
Ho paura che mi afferri di nuovo.
Ho corso.
Dio, perdonami.
Dio, perdonami! Sono corsa sul balcone.
- Dio, perdonami! - Calmati.
Il risotto è pronto. Vieni?
Sì. Arrivo.
Smettila!
Ora basta!
- Smettere cosa? - Questo gioco!
- Sei tu che giochi. - No.
Volevi ingannarmi con la storia del temporale!
Ma che dici? Quale temporale?
Non avvicinarti.
È finita.
È arrivato il momento. Va bene?
Mi hai sentito?
- Hai capito? - Mi deludi.
- Non sei cambiata! - Solo tu sei deluso?
Cosa dovrei fare?
Vuoi che sia la tua sgualdrina? O la tua schiava?
- Dici cose senza senso! - Il mondo non gira intorno a te!
Hai trovato una nuova orbita?
Lo stai facendo di nuovo!
Cosa vuoi che faccia?
Quando mi amerai davvero?
Non dirmi che non ti amo!
Magari mi amassi quanto ami te stesso.
Fottiti, Sehnaz!
Sparisci da qui prima che io perda la pazienza!
Me ne sarei andata comunque. Lasciami!
Non vai da nessuna parte.
Né tu, né io. Nessuno esce da quella porta.
Lasciami andare!
Ti odio!
Non puoi picchiarmi!
Cos'ho detto?
Ho detto che resti!
- No. - Non andrai da nessuna parte.
- Non resto! - Invece sì!
Non resto!
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