All language subtitles for 1981 - Storie Di Ordinaria Follia.it

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Original subtitles

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

Bene! Eccomi qua.

- Vaffanculo, Serking! - Bada a come parli. Ho fatto i pesi.

- Fuori dai coglioni, ubriacone! - Bevo il mio vino e vado via, ok?

Ok. Lasciamo perdere le stronzate e occupiamoci della cosiddetta arte.

- Stile. - Charly, ti amiamo!

Lo stile è una risposta a tutto.

È un modo nuovo di affrontare la noia e le cose pericolose.

È meglio fare una cosa noiosa con stile che una pericolosa senza stile.

Fare una cosa pericolosa con stile è quello che io chiamo "arte".

La corrida può essere un'arte. Boxare può essere un'arte.

Scopare può essere un'arte o aprire una scatola di sardine.

Non molti hanno stile. Non molti possono mantenere uno stile.

Ho visto cani che hanno più stile degli uomini

anche se non molti cani hanno stile.

I gatti hanno stile in abbondanza.

Quando Hemingway si sparò il cervello sul muro, quello è stile.

Certi tipi insegnano lo stile. Giovanna d'Arco aveva stile.

Giovanni Battista, Gesù, Socrate, Cesare, Garcia Lorca.

In prigione ho incontrato uomini con stile.

Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori.

Lo stile è una differenza, una maniera di fare, un modo di essere.

Sei aironi che stanno immobili in uno specchio d'acqua

oppure tu che esci nuda dalla vasca da bagno senza vedermi.

Ciao.

- Sei vera? - Sì.

Sono scappata da casa. Quella è la mia camera da letto.

- Non mi caccerai, vero? - Non preoccuparti.

- Quanti anni hai? - Dodici.

Dodici anni!

- Sei sbocciata presto! - Sono nata in Virginia.

- Tu di dove sei? - Los Angeles.

Ci torno domani.

- Los Angeles è vicino a Hollywood? - Sì, bel culetto. - Portami con te.

Voglio andare a Hollywood!

Come ti chiami, miss Ambizione?

- Ti dico il mio nome se mi dici il tuo. - Mister Charles Serking.

Molto piacere.

Proprio come pensavo, hai le tette troppo grosse.

Hanno almeno otto anni al pezzo. Insieme fanno sedici anni.

Bugiarda!

A volte dico di avere dodici anni, ma posso averne quanti ne vuoi.

Adesso, se vuoi, ne ho quattordici.

"Ti amo."

Avete visto uscire una porca alta come un nano e con un sacco a pelo?

Mi ha fregato il biglietto.

Ho capito. Grazie.

Fare il poeta conferenziere era uno sbaglio.

Per fortuna avevo ancora 90 dollari e ho comprato il biglietto.

42 ore e 1.600 miglia di asfalto più tardi, ho rivisto Los Angeles.

Los Angeles, città degli angeli! Angeli perduti, come dice qualcuno.

Io ero uno dei perduti tornato là. Ero di nuovo a Los Angeles.

Volevo baciare il terreno, ma ho resistito. Poi volevo bere.

Per questo dovevo tornare nella mia parte di città, Hollywood.

Dicono che sia il posto delle stelle

ma sono andate via anni fa.

Ora è un posto per gente come me, pericoloso.

Tutto il peggio di papponi, puttane, finti artisti

e altri tipi con fantasie troppo disperate da raccontare.

Realtà nuda 24 ore al giorno. Ho un rapporto di amore con le strade.

Sarah!

Ti sono mancato, vero? Ti sono mancato?

Bevi, fa bene.

Ti lamenti? Stronzo!

Dove sei stato queste sei settimane? Mi sono rotta di pagarti affitto

e debiti al bar quando sparisci! - Allora non farlo.

Non sei mia madre, Vicky, e non sei più neanche mia moglie.

- Non rompere i coglioni. - Volevo solo aiutarti.

- Hai dimenticato cosa ha detto il dottore? - Ridammele!

Se continui a bere, ti troverai con lo stomaco a pezzi.

Troia!

- Ora mi ricompri la birra! - Non fregarmi più i soldi!

- Dammi la borsa! - Okay. Smettila!

- Smettila! - Ladro! - Volevo solo un paio di dollari. - Lo ammazzo.

Aspettavo che la fortuna cambiasse.

Sono andato alla spiaggia di Venice con sei birre

e ho fatto centro quando ho visto questa bionda.

Era del tipo raro che dà un'erezione immediata.

Un odore di sesso con un culo da animale selvaggio. Il mio genere.

Radiava calore mandando segnali. Fui subito agganciato.

La seguii. Che altro potevo fare?

Il mio sangue bolliva.

Una donna bionda, alta e sexy vive qui?

Grazie.

- Mi scusi. - No, lei non entra!

- Vada fuori! - Calma, signora!

No, lei è qui per sfrattarmi! Non ci riuscirà.

Io non ho nessuno, sono vedova e non ho un soldo.

Che cosa posso fare?

- Può dirmi dove abita quella bionda molto sexy? - Proprio di fronte.

- Seconda porta a destra. - Bene. - Grazie, per me e per mio figlio.

- Pari. - Quando vuoi.

- Ti conosco? - Dovresti.

Ti ho seguita per l'intera città.

Non mi uccidere!

Ehi!

Ehi!

Svegliati! Svegliati!

Ehi!

Ehi!

Che altro hai?

Aspetta un momento. Aspetta!

Vieni!

Vieni!

Entra!

Calma.

Calma, tesoro. Shh!

Calma!

Brava così.

- Come ti chiami? - Vera.

- Ti ho accontentato? - Sì.

Mi piace la violenza.

Quando sono scesa dal bus, credevo che ti saresti arreso.

- Gli uomini sono vigliacchi di giorno. - Porcona.

Devi essere violento con me.

La prossima volta usa la cinghia.

Non la porto. Dovrai prestarmela.

Forza, tigre. Picchiami.

Devi picchiarmi prima di mettermelo dentro.

Che bel "pistolone"!

Se vogliamo tenerlo su tutto il giorno, dovrai sfamarmi.

Ti preparo bistecca e uova.

Intanto tu fai un bel bagno, tesoro.

Dopo ti farò una bella sorpresa.

Casanova, vieni fuori.

È lui! Mi ha obbligata a fargli un "pompino"! Arrestatelo!

Lo porti via!

- Tu perché sei dentro? - Violenza carnale.

Violenza carnale!

Mi ha masticato come tabacco e mi ha sputato nell'auto della polizia.

Il giorno dopo Vera ritirò la denuncia.

Il suo psicodramma avrebbe potuto rendere un uomo paranoico.

Però io ho sempre considerato il paranoico un uomo normale.

Poi avevo la mia ambizione a confortarmi.

Desideravo essere uno sconosciuto, non voluto, inosservato.

Non sono tipo da masturbarmi sul grande sogno americano.

Preferisco ubriacarmi!

Ottimo!

La prossima settimana ti offrirò una cena.

Perché voi attori mi scroccate sempre da bere?

Guardami, Cass.

- Sono stanca di guardare sempre te. - Sei una porca!

Non ricominciare con la storia che sei troppo bella per la routine.

Sei solo una "battona".

Adesso porta il tuo culo sul marciapiede e vendilo.

Te l'ho detto. Oggi non lavoro e basta.

No, bambina. Io dico "basta".

Invece sì, basta.

Stanley, un altro.

- Stai attento. - Voltati e fatti gli affari tuoi!

- Sto parlando con la signora! - Non mi importa.

- Non rompermi il cazzo! - La casa te ne offre un altro.

- Tu, vai via o chiamo la polizia! - Ti aspetto a casa!

- Troia! - Vai via!

- Perché hai scelto me? - Non lo so.

- Forse perché sei brutto. - Tu sei bellissima. - Forse.

- Forse sei la più bella ragazza in città. - Forse.

Così mi trovi bella.

Non bella. Devastante è più adatto.

Cristo!

Cass, ti ho detto di non fare stronzate qui. Spaventa i clienti.

- È la mia faccia. - Questo è il mio bar. Fallo ancora e ti caccio.

Ha ragione, non dovresti farti male.

- Perché? - Perché fa male a me.

- Quindi tu sei un uomo sensibile. - Sì.

Okay. Offrimi da bere e forse mi comporto bene.

Ha cambiato la serratura!

- Non posso entrare. - Mi devi tre mesi di affitto. - Dammi la chiave.

No.

- Dammi questa cazzo di chiave! - No!

- Dovremo bere qualcosa con la padrona di casa. - E sua ex moglie.

Accomodati dove vuoi.

- Vuoi del brandy? - Sì.

- Come ti chiami? - Cass.

Cass!

Vuoi?

Lo bevo io.

- Una volta diceva "bella" anche a me. - Sei ancora bella.

- Ormai sono solo una vecchia ninfomane. - Io batto.

- Hai uno strano accento. Di dove sei? - Un sacco di posti.

- I tuoi dove vivono? - Sono morti quando ero bambina.

- Sono cresciuta in un convento. - Mi dai le chiavi?

Mi fai male!

Pazzo furioso!

Andiamo.

Com'è la vita in convento?

Possiamo parlare più tardi? Penso che ora voglia scopare.

Buona fortuna.

Amore.

Hai inventato la storia del convento, vero?

- Forse. - Forse!

Vogliamo fare l'amore adesso o sei occupato tutta la notte?

- Facciamolo domani mattina all'alba. - Va bene.

Però non morirmi addosso.

Non sono ancora morto, per ora.

"Amore, disse."

"Baciami, bacia le mie labbra."

"Bacia i capelli, le dita, il cazzo..."

"...le palle, gli occhi, il cervello."

"Fammi dimenticare."

- Allora domani all'alba. - Forse.

Sono come quel toro là fuori, tutto corna e muscoli.

Sei il solo uomo che ho conosciuto a non avere fretta.

Datti da fare, amante mio.

Amore.

- Ti pesano? - No.

Apri.

Molto, molto elegante.

È molto elegante, vero?

Mandala via.

Perché dovrei?

- Perché? - Già.

Perché voglio "chiavarti" e voglio essere chiavata

fino a non avere più niente nella pancia per gli altri.

Bellissimo!

Ho capito.

Vuoi il pieno, vero?

- Sì, riempimela. - Bene!

Però dovrai pagare. Anche lei.

Perché no?

Pagherò anche la stanza.

Ti uccido! Capisci?

Io pago la scopata. Sdraiati e abbassati i pantaloni, schiavo!

Adesso devi darmelo.

Prendimi l'anima con il tuo cazzo.

Cass è in galera. Sicuramente è colpa tua.

- Sì. - Ciao, amante mio. Voglio uscire.

Devi pagarmi la cauzione, per favore.

Hai i soldi?

Firma qui.

La mano destra.

Lì c'è la tua roba.

Vai a farti fottere.

Adesso sei mio prigioniero per sempre.

Cass aveva uno sguardo speciale che mi prendeva l'anima.

Come se fosse stata portata via dai venti dell'eternità

e stesse nuotando verso la vita controcorrente.

Accadeva qualcosa di misterioso, di umido

e io ci ero precipitato dentro. Ero immerso con tutto il corpo.

Era il cervello a dirmelo. Dovevo uscirne, respirare aria fresca.

Ma Cass era come fuoco fluido e la sua carne mi aveva inghiottito.

Dovevo allontanarmi da lei.

Era come tentare di uscire dal vortice di un gorgo.

Guarda chi c'è!

Aspetta, sono pronta in un attimo.

- Sei pronta? - Un momento!

Impaziente!

- Buono. Hai vino? - Un bottiglione. È nell'armadietto.

Vediamo che cosa offre la ditta.

Diavoletto!

- Amore! Ciao. Com'è andata la scuola? - Male.

Non importa. Tieni i soldi, vai a giocare a biliardino.

Una volta avevo un amico con uno strano desiderio.

Aveva l'ossessione di tornare nel ventre di sua madre.

Un giorno

la sua ossessione divenne realtà.

Sì, così! Vieni da me, bambino mio!

Non è vero.

Ho inventato tutto.

Avete mai sentito il suono di una bocca che urla?

Io sì, per anni. La mia!

Non volevo tornare a casa. Non volevo vedere nessuno.

Dovevo diventare invisibile per scendere tra i rifiuti

e perdermi con gli altri, gli sconfitti, i dementi, i dannati.

Sono le uniche persone reali in questo mondo.

Io ero orgoglioso di stare in loro compagnia.

Ciao!

Sono nato lo stesso giorno del presidente Reagan.

Mi hanno invitato al party, ma poi non mi hanno fatto entrare.

Già! Ti andrà meglio l'anno prossimo.

Proprio lo stesso giorno, ma a cosa mi è servito?

- Stai bene? - Tu vai, fatti una bevuta. Io non ce la faccio.

- Dov'è il posto? - È proprio dietro l'angolo.

- Quant'è la bevuta? - Hai i soldi?

Siediti.

Grazie.

- Il posto è tranquillo. - Qui c'è poco da parlare.

Su, ragazzi.

Allegria! Alla nostra salute!

Pazzia.

- Pazzia. - Ogni tanto. - Siamo tutti pazzi. - Sì.

Pazzi per la gloria, pazzi per la libertà.

Siccome siamo pazzi, possiamo solo ridere o piangere.

Ciechi agli inganni e alla realtà delle illusioni e delle follie.

Tutti senza senso.

Tutti uguali.

Tutti uguali a causa della pazzia e la pazzia è il nostro fato.

Ehi, tu! Sveglia!

Fuori dall'auto!

Fuori!

Calma.

- Va tutto bene? - Sì. Ho fatto un pisolino nella Cadillac.

Lo hai preso per un albergo? Figlio di puttana!

- Lascialo a me, babbo. - Calmati! - Ehi!

Non toccare mio figlio!

Fammelo ammazzare, babbo!

Basta così. Non voglio guai per un bastardo.

Sei fortunato. Vai via!

Grazie. Buona giornata.

Levati dai coglioni!

- Cosa vuoi? Sono occupata. - Vai via, ho bisogno della mia medicina.

- Buongiorno. - Hola!

Wow!

- Non immagini come me la mangia! - Ci sposiamo il mese prossimo.

- Lei è d'accordo? - Caffè, prego.

- Bentornato, straniero! - Per un po' ho pensato di non tornare.

- Festeggiamo a gazosa. - Devo avere le allucinazioni!

- Cass si è vista? - Chi è Cass?

- È la mia ragazza adesso, vero? - Giusto.

- Me la presti per un minuto? - Ma è la mia ragazza!

- Ma è la mia ragazza adesso! - Zitto, scemo!

- Sei sensazionale. - Grazie.

- Ti sono mancato? - Sì.

Ti ho pensato molto... a quello che facevi.

Che schifo! Gazosa! Per lo stomaco.

- Sai che batto di nuovo? - Ma che novità!

La vita è triste, perciò smettiamo di parlarne!

Cerchiamo un momento felice, ti prego.

Sì, perché no? Forse avremo anche fortuna.

- Devi proprio lavorare? - Lavoro? Non lavoro mai.

Tu vuoi un po' di attenzione, vero?

Non lo toccare.

Merda!

Oh, merda!

- L'ho fatto una notte con una bottiglia rotta. - Merda!

Oh!

Baciami.

Bacia le mie labbra.

E i capelli.

Le dita.

Fammi dimenticare!

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

Qui è dove scrivevo prima di essere famoso.

Gabbiani, non rompete i coglioni!

Una volta ho visto gabbiani in picchiata che cacciavano anatre.

Volavano a sud colpendole con le ali!

Pensavo lo facessero per fame, invece lo facevano per cattiveria!

- C'è qualcuno nella camera blu? - No!

Ma ho dovuto alzare il prezzo. Fanno 30 dollari coi pasti.

Vino a parte.

Perché continui a farti male?

Cosa ti succede? Non ti piaccio più?

- Non sono più "la bella"? - Cass, puttana!

Io ti amo! Sei la donna più viva che abbia mai incontrato!

Vuoi sposarmi?

Merda!

Mi ero addormentato dopo aver fatto di nuovo l'amore.

Cass aveva pianto a lungo. Non aveva emesso un suono.

Ma potevo sentire le sue lacrime. Erano calde e bagnate.

Sgorgavano da qualche ferita mortale nella sua anima

mentre si aggrappava disperatamente a me.

I suoi capelli erano riversi sulla sabbia come una bandiera di morte.

Perché cazzo te ne sei andata e mi hai lasciato solo su quel mare?

Potevo affogarci, laggiù!

Non posso crederci! Non mi prendevano per il culo!

Vogliono proprio che vada a New York.

"Amore, disse, fammi dimenticare".

Lo ricorderò sempre, questo.

Ti chiamerò da New York domani sera. Tu resta qui.

Se tutto funziona, ti mando un biglietto.

Staremo insieme.

Forse la fortuna si è ricordata!

Ehi... Ehi!

Ma è una pazzia!

Cosa altro cazzo ti sei fatta? Eh? Che cosa hai fatto?

L'ho chiusa! Per te e per tutti gli altri! Per sempre!

Calma, piccola! Stai calma, amore.

Ah!

Gesù Cristo Crocifisso!

Ci piace pensare che siamo una piccola isola di calma nella città!

Un posto dove i nostri scrittori possano rilassarsi e stare soli.

- Belle scarpe. - Ma ho preso il numero sbagliato, mi fanno male.

- Gliene compreremo di nuove. - Bene. Possiamo entrare? Ho freddo.

Da questa parte.

- Qui abbiamo molto spazio. - Vedo.

Salve, Alexander. Le presento uno dei nostri nuovi autori.

Lo abbiamo fatto fuggire dalla Russia. Alexander Concialoskij

Charles Serking. - Piacere.

- Dov'è un cesso? Non posso reggere più a lungo. - Da questa parte.

- Salve. - Salve. - Il freddo mi smuove dentro.

- Benvenuto a "Le Vie del Mondo", Signor Serking. - Arthur.

Peter.

- Il signor Strange, suppongo. - Si pronuncia "Straunge".

- Beve un bicchiere in compagnia? - Io non bevo, grazie.

Ce ne sarà di più per me, allora!

- Peter, tu siedi qui e io siedo là. - Va bene.

Voglio godermi il nostro poeta!

Mangiamo? Ho fame.

Capisco che tutto sia così improvviso per lei...

- Il viaggio a New York, sa... - Può dirlo!

Voglio che lei si senta a suo agio. È un po' che seguiamo il suo lavoro.

E sentiamo che è arrivato il suo momento.

- Forse. - No, non deve avere dubbi!

Vuole della frittata?

No, grazie, a quest'ora non riesco a mandar giù roba solida.

Mi basta il vino.

Dovrebbe capire che siamo qui per aiutarla, nella nostra maniera.

Per esempio, dovrebbe vivere e lavorare qui.

Un talento come il suo ha bisogno di altri tipi di nutrimento.

Di molta attenzione!

- Scusate. - E di che cosa?

Anche i cinesi ruttano. È un segno di appagamento!

- È stato un incontro interessante. - Decisamente strano.

- Cioè, "Straunge"! - È ora di vedere il suo ufficio.

No, va bene. Va bene.

Tralci magnifici! Quanto tempo ci è voluto a crescerli?

10 anni.

A Lei serve un dottore non un editore, mi disse.

Vaffanculo, dissi io.

E fu la fine.

Ero punto e d'accapo.

Ecco il tipo che sa tutto sulle donne!

Il "Signor So Tutto"!

Lo stronzo che sa sempre tutto!

Voglio dirti una cosa, mister, tu non sai un cazzo!

Un whisky, Stanley.

- Hai visto Cass? - Non lo sai?

- Che cosa? - Si è ammazzata.

- Come? - Si è tagliata la gola.

Questa è una profanazione! Ma non si vergogna?

- Sta commettendo un sacrilegio! - Buona! - Un sacrilegio!

- Mi lasci in pace! - Ahh!

Mi lasci dire il mio addio in pace!

Tu eri troppo bella... troppo bella.

Eri troppo bella... troppo bella.

Quando il fondo ti viene a mancare è una cosa terribile!

Per tutta la vita ho sfidato la morte dell'anima degli altri.

I pazzi, gli amici, i nemici, gli im broglioni...

Ho detto troppe parole, ma mi piace pensare che siano belle.

Ma ora non c'erano parole, solo il vuoto.

Ero accecato dalla brace fumante della memoria.

E da un milione di pensieri sulla più bella ragazza della città.

Se ne era andata... Cass.

Quell'angelo in forma di puttana che volò troppo vicino al suolo

e si schiantò!

- Stai attenta! - Sto attenta!

Signor Serking...

Sei tu Serking, l'uomo che scrive poesie?

Non scrivo poesie. Sono un ubriacone felice e contento.

- Mi scrivi una poesia? - Che cosa mi dai in cambio?

Da dove ti viene la poesia?

Mostrami le tettine e io ti faccio una poesia tutta per te!

Vieni sulla mia isola!

Tu saprai tutto sulla poesia ma non sai la strada!

Il sole ha in pugno la pietà, ma è una torcia tenuta troppo in alto.

E mentre i jet sfrecciano attraverso il suo occhio

e i razzi saltano come rospi

la pace non è più preziosa, per qualche ragione.

La follia serpeggia in noi come petalo di giglio sull'acqua

impazzito e senza senso.

I pittori dipingono e intingono i loro rossi, verdi e gialli.

I poeti mettono in rima la loro solitudine

i musicisti muoiono di fame. I romanzieri sbagliano mira.

Ma non il pellicano né il gabbiano.

I pellicani si tuffano in picchiata.

Si alzano agitando nei becchi

pesci radioattivi, sotto shock, mezzi morti.

L'alba è sempre rosa e arancione.

I fiori si aprono al mattino come sempre

ma coperti dalla polvere sottile del cherosene

e da funghi, funghi velenosi.

E in un milione di stanze

gli amanti giacciono intrecciati, perduti e malati come la pace.

Non possiamo svegliarci

dobbiamo noi per sempre, amici cari, morire nel sonno.

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