All language subtitles for UN BICCHIERE DI RABBIA (VERSIONE INTEGRALE)X264.AC3_ITA.SUBS_ITA(RU.) - ITA per i non udenti

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian Download
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano Download
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian Download
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

(SGRANOCCHIARE)

(GRIDA TRIBALI)

(MUSICA TRIBALE)

UN BICCHIERE DI RABBIA

(MUSICA TRIBALE)

(RUMORE METALLICO)

Ma che cosa c'è?

Tu hai già mangiato?

Mangerò più tardi.

(Uomo) Era come un rituale silenzioso.

Più facevo l'indifferente, più le piaceva.

(Uomo) Per qualche minuto, in camera da letto, sembravamo due estranei...

...osservati da qualcuno.

Solo che questo "qualcuno" eravamo io e lei.

(Uomo) Mi levai con calma scarpe e calze, restando a piedi nudi.

I piedi che una volta aveva paragonato a due gigli bianchi.

(GRIDA TRIBALI)

(MUSICA TRIBALE)

(PORTA CHE SI CHIUDE)

(GEMITI DI PIACERE NON UDIBILI)

(GEMITI DI PIACERE NON UDIBILI)

(GEMITI DI PIACERE NON UDIBILI)

(GEMITI DI PIACERE NON UDIBILI)

(RISATA NON UDIBILE)

(GEMITI DI PIACERE NON UDIBILI)

(LA DONNA RIDE)

(LA DONNA RIDE)

(GEMITI DI PIACERE)

(con voce spezzata) Sei magnifico!

(con voce spezzata) Magnifico...

(GEMITI DI PIACERE)

(RESPIRA PROFONDAMENTE)

Mm... fammi tirar su di qui.

(VERSO DI DISSENSO E RISATINE)

Lasciami, sembri un rampicante.

No, come faccio a lasciarti, mio "cipressus erectus"?

(Uomo) Di botanica allora non sapeva granché.

Meno ancora di geometria delle conifere.

Quel poco che avrebbe imparato sulle piante, l'avrebbe imparato con me...

...e con nessun altro.

(VERSI DI DISSENSO)

(CANTO DEL GALLO)

Lavami la testa. Ho voglia che me la lavi.

(Uomo) Le sue mani mi penetrarono tra i capelli.

Le sue dita mi frizionarono con energia, raschiandomi la cute con le unghie...

...in un gesto che mi faceva impazzire, giù, dalla nuca fino al midollo.

(LA DONNA RIDE)

(LA DONNA SOSPIRA)

Donna Mariana, ci porti il caffè.

- Buongiorno. - Il caffè.

(Uomo) Vaffanculo, donna Mariana...

...te e il tuo imbarazzo, te e la tua incapacità di capire.

Sì, il letto è sconvolto.

Vaffanculo te e quel che pensi.

Ma che cos'hai?

(Mariana) Il caldo di ieri era solo un anticipo.

(SOSPIRA)

(SOSPIRA)

(SOSPIRA)

Ma che ti prende?

Si può sapere cosa...?

(RESPIRA AFFANNOSAMENTE)

(GRIDA E MUSICA TRIBALE)

Maledette bestiacce, figlie di puttana!

Figlie di puttana!

Figlie di puttana!

FIGLIE DI PUTTANA!

(GRIDA E MUSICA TRIBALE)

Andate a farvi fottere, formiche di merda! Così ordinate...

Voi e la vostra efficienza del cazzo!

Voi e la vostra organizzazione di MERDA!

(IL CANE ABBAIA)

(Uomo) Figlie di puttana! Figlie di puttana!

(RIDE NERVOSAMENTE)

(Uomo) E intanto lei se ne stava col culetto appoggiato alla portiera...

...con la sua disinvoltura da brava donna emancipata...

...e chiacchierava, democratica, con la gente del popolo.

Uno dei suoi segni di distinzione.

Lei che mai si metterebbe a fare faccende qui in casa...

...che a letto si fa servire da me, o dalla serva, sul terrazzo...

...lasciando che il caffè lo faccia io, se Mariana non c'è.

(SBUFFA)

Per così poco, moccioso che eppure ha una testa?

Era facile intravedere, lo si intuiva anche troppo chiaramente...

...tra quel che diceva e quel che taceva, il rimprovero che mi muoveva...

...di non avere a letto lo stesso ardore col quale avevo sterminato le formiche.

Senza contare che lei, controllando il sangue del termometro...

...si era messa a regolare perfino il mercurio della razionalità...

...non sospettando che la mia ragione in quel momento lavorava a tutto vapore...

...e ancor meno dubitando che la ragione non è mai fredda e senza passione.

E avrei potuto azzardarmi, rischiare all'estremo il raziocinio...

...spremendo fino all'ultima goccia il succo del suo sarcasmo.

E però io non dissi niente. Me ne stetti muto come un pesce.

Mi morsicai la lingua. Non ebbe ciò che voleva, solo quel che era sufficiente.

Basta, è ora.

Dove sta Antonio?

- Dov'è che sta Antonio? - (con tono impaurito) Lui...

(Uomo) Una risposta, mi bastava solo una risposta.

"Antonio è andato giù, ma torna subito, a vedere uno dei formicai. "

- Lui... - Le ho già detto che qui l'orario è dalle 06:00 alle 16:00.

Dopodiché non voglio vedermela per casa né trovarmi lui davanti.

Ma dentro questo orario non ammetto che... La signora mi capisce?

Faccia il favore di dirlo a suo marito. LA SIGNORA MI STA ASCOLTANDO?

Non capisco come riesci a trasformarti. All'improvviso diventi un fascista.

Mi lasci davvero perplessa.

Però non è salita in macchina. La conoscevo bene.

Non era certo il tipo che parla e poi prende e se ne va. Proprio al contrario.

È una di quelle che si divertono a punzecchiare...

...nell'attesa impaziente e spasmodica di prendersi una "mazzata" bella pesante.

In qualche modo io c'ero cascato.

O, da attore, mi limitavo a fingere il dolore che realmente sentivo.

Decisi lo stesso di raccogliere la sua sfida...

...di darle l'idea che avevo abboccato all'esca...

...succhiando il suo chicco di mais come se le succhiassi la punta del seno.

Non sarai certo tu a insegnarmi il modo di trattare una serva!

Chi è calpestato ha ben il diritto di ribellarsi a chi lo calpesta!

Ma prima deve riconoscere il proprio piede e il corpo posto sotto il vestito!

(Donna, con tono sarcastico) Ma che bello...

Non sono così ingenuo da esigere la tua coerenza e nemmeno lo pretendo da me.

Tanto, fessi o furbi, si vantano di servire un unico signore alla fine.

Bestie partorite dallo stesso ventre immondo.

Siamo tutti portatori delle contraddizioni più stronze.

Non intendo minimamente stuzzicare i tuoi conflitti, "mezzacalza".

Non confondo la puntura d'uno spillo con la botta che ti dà il mio "manganello".

Sono altri i motivi che mi "mettono sul piede di guerra".

Capirai quanto me ne frega dei tratti ordinari di un carattere triviale.

E nemmeno abbocco al tuo amo.

Non assecondo le volgari peripezie del tuo meschino raziocinio.

No che non mi fanno paura le unghie che metti nelle tue parole.

Lo so bene anch'io, intelligente quanto te...

...come si fa a mordere con i denti delle idee.

Perché è di questi cocci che si compongono in genere i nostri intrighi.

E partii più che in fretta per la tangente.

Mi spostai sul terreno che si era tenuta per sé, sul dominio che vantava suo...

...di femmina liberata.

Ed è lì che l'avrei colpita, solamente lì avrei aperto una falla.

Ma non era questo che volevo. Restavo chiuso in me stesso.

E che tumulto!

Ero alle prese con le coliche...

...con le contorsioni terribili di una violenta congestione...

...con tutto quello che mi fermentava nella pentola dello stomaco...

...con tutto ciò che c'era al di fuori...

...e che le mie formiche poco a poco mi avevano trasmesso.

Erano ottime agenti, quelle figlie di puttana. Erano proprio brave.

Quei maledetti insetti mi erano entrati dove avevano trovato un buco...

...per lo sguardo, per la vista, per le narici, per le orecchie...

...per il buco delle orecchie, specialmente.

Qualcuno doveva pagare. Qualcuno deve sempre pagare, lo voglia o no.

È uno degli assiomi della vita. Questa è l'origine spontanea della rabbia.

(RIDE)

Oh, dico a te! Dico a te, giornalistucola di merda!

Che cosa cazzo vuoi insegnarmi, giornalistucola di merda?

Cosa cazzo vuoi insegnarmi...

...se il poco che hai imparato dalla vita l'hai imparato con me?

Oh, mio onorato maestro!

Cazzo, non ti è mai passato per la testa, intellettuale di merda!

Non ti è mai passato per la testa che tutto quello che dici, che "vomiti"...

...è solo roba che ti sei limitata a orecchiare...

...che non fai nulla di ciò che dici, che ti stai "arrampicando sugli specchi"...

...che senza la "leva della mia barra" non saresti niente!

Vai, vai. Ripetilo, continua, vai.

Di' che in realtà non sei affatto l'eremita che mi immagino...

...ma che sei posseduto da demoni che nutrono quello che ti sta intorno.

Forza, dillo, dillo un'altra volta.

(ridendo) Demoniaco!

Sentimi bene, "mezzacalza", sta' a sentire!

Non parlare di cose che non sei in grado di capire.

Vai a "mettere bocca" nella tua redazione.

Vai là a fare le tue lezioni, a insegnare ciò che è giusto o ingiusto.

Vai là a versare la tua goccia nell'alluvione delle parole.

Vai, spreca pure la carta del tuo giornale...

...ma non "ficcare il naso" tra i fogli dei miei affari!

Sant'Iddio, quanta cautela.

Ma che pretesa di rassicurazione questa preoccupazione degli affari tuoi.

Cioè, mi fa impressione come tu viva riflettendoti in quello che dici.

Vai, continua col tuo sproloquio, finisci il tuo ritratto...

...ma poi vieni qui a guardarti in faccia.

Che orrore! Dai, tira su un muro.

Crea una fortezza, proteggi ciò che è tuo con lo spessore di una muraglia.

Non tirare conclusioni tanto facili.

È la conclusione del popolo.

- Sai tu a che cosa mi fai pensare, "mezzacalza"? - Mm-mm.

Mi fai pensare a un uomo. Un uomo che si veste da donna per carnevale.

Uno che si mette due grandi conchiglie di gomma come seni...

...si fa due bei pomelli rossi sulle guance...

...si gonfia con dei cuscini i fianchi e le natiche...

...e se ne va in giro con certe mosse...

...con certe mosse da fare invidia alla più estroversa delle battone.

E con quelle mosse esagerate quasi riesce a diventare...

...anche se lo tradiscono i peli delle gambe e del petto...

...più donna di una donna vera.

(IL CANE ABBAIA)

- E poi? - E poi?

E poi questo mi fa pensare che dogmatismo, caricatura e vizio...

...sono cose che spesso si ritrovano insieme.

E che i privilegiati come te, infatuati di popolo...

...mi sembrano tutti un branco di travestiti di carnevale.

È diritto di ogni cittadino di farsi due pomelli sulle guance...

...di mettersi una pallina rossa sulla punta del naso...

...di appendersi al braccio un filone di pane a mo' di bastone...

...e di andarsene a spasso a fare il buffone!

(RISATA FORZATA)

Dovevo fare i complimenti alla stronza.

Non avevo il suo talento, non arrivava a tanto il mio cinismo.

Fingere indifferenza nei pressi di un incendio.

Mettersi a ridere sul bordo del sacrificio.

Un leggero biancore mi spazzò per un istante la testa...

...mi sentii improvvisamente le gambe amputate.

Caddi in una totale immobilità.

Tranquilla, "mezzacalza". Gente come te svolge pure una funzione.

Tranquillo, presuntuoso, anche gente come te svolge la sua funzione.

Incrociando le braccia saresti solo connivente, ma mi sembra troppo poco.

- Dovresti essere giudicato come agente. - Non ho chiesto la tua opinione.

Per giudicare quello che dico e che faccio ho i miei personali tribunali.

Io non delego niente a terzi.

Non riconosco a nessuno la qualità morale di misurare le mie azioni.

Avevo 13 anni quando persi mio padre.

Non ho portato il lutto né ho sofferto il minimo senso di abbandono.

Non sarei a questo punto alla ricerca di una nuova paternità.

Avrei bisogno di riscattare la mia storia per finirla di essere orfano.

Tanti complimenti per la prodezza.

Sei il solo che riesce a essere allo stesso tempo orfano e brizzolato.

Lo ripeto, avrei bisogno di riscattare la mia storia per finirla di essere orfano.

So che è impossibile, ma è questa la condizione primaria!

- Alla tua età? - Non è più il tempo in cui credevo quella coesistenza vivibile.

Non è più il tempo in cui avrei acconsentito a un contratto.

Non è il più tempo in cui riconoscevo l'esistenza scandalosa...

...di valori immaginati, colonna vertebrale di ogni ordine.

Ma non ho avuto neanche il fiato necessario.

Sicché, negato il respiro, mi fu imposto il soffocamento.

Questa è la coscienza che mi libera, è lei che oggi mi spinge.

Sono altre ora le mie preoccupazioni, è altro l'universo dei miei problemi.

E con questo?

Signor Antonio, provveda alla vaccinazione di tutti i piccoli.

In un mondo a dir poco stravagante, definitivamente fuori fuoco...

...presto o tardi tutto finisce col ridursi a un punto di vista.

Signora mia, tu che vivi spilluzzicando le scienze umane...

...neanche sospetti di spilluzzicare una stronzata.

Non si dà ordine al mondo dei valori, non si riordina in casa del demonio.

- Demoniaco. - E poi mi rifiuto di pensare a cose in cui neppure credo.

Siano l'amore, la famiglia, la Chiesa, l'umanità... Io me ne "sbatto il culo"!

(Uomo) Mi spaventa soltanto l'esistenza...

...ma non ho alcuna paura di rimanere solo.

So di aver scelto l'esilio, visto che mi basta il cinismo dei grandi indifferenti.

Stai scivolando nella metafisica a furia di speculazioni...

...ma non sta in piedi, è un discorso vecchio.

Non servirebbe comunque, burocrate!

Però non posso non fare il punto, è importante.

Ho imparato a caro prezzo a trasformare in grazia il marchio che porto.

Conservandomi le mani assolutamente libere per agire.

È questa l'illuminazione che a un tratto può rivelarsi agli esclusi.

(Donna) Forse l'ho capito, forse l'ho risolto il rompicapo.

Ho scoperto finalmente qual è la vera occupazione del nostro "perdigiorno".

D'altronde è solo adesso che indovino la direzione delle tue mosse...

...poiché tutte le piste del tuo carattere portano a concludere...

...che non sei proprio un "bidonista" o un furfante o un falsario.

Cioè, non un falsario qualunque, per lo meno un falsario... laureato.

Oggi mi sento completamente libero.

Avrei preferito portare il peso del compromesso, che quello della libertà.

Ma non ho avuto scelta, sono stato scelto.

Non faccio in tempo a distrarmi che subito "parti in quarta".

Non rispondo assolutamente di nulla.

Non sono neanche padrone dei miei passi, attraverso solo la strada al segnale.

Quello che faccio è dare un'occhiata al poliziotto all'angolo...

...e un'occhiata alle orge della clandestinità.

Piantala con queste idiozie, cerca di "scendere dalle nuvole"!

Sta' attento, stratosferico, la scalata è molto facile.

Quel che conta nella vita è la qualità della discesa.

E non venirmi a rompere col destino, il segno, il karma...

...la cicatrice, lo stigma, il marchio...

Tutti i parafernali che sei solito chiamare "storia".

Se dalla tua metafisica mettessi i piedi per terra...

...ti accorgeresti che il casino del mondo esige delle soluzioni razionali.

Poco importa che siano sempre soluzioni limitate...

...quel che importa è che quando servono siano le migliori.

Quel che conta è spingere la palla in rete.

Si manda avanti la storia anche con l'aiuto della mano degli assassini.

Queste tue altissime aspirazioni e velleità da stupido perfezionista...

...vanno a parare nelle chiacchiere autoritarie di un rozzo iconoclasta...

...di un elefante in un negozio di cristalli...

...che per di più parla con questo tono tragico.

Lasciami perdere, fesso.

Dunque mi lanciava un'accusa infamante, quella di cercare la catarsi.

Parola di terribile potere demolitore.

E che per l'uso improprio o per l'abuso...

...trasformava il miserabile cervello della stronza in un fungo nucleare.

Ancora una volta rivoltai la frittata in un'equazione di algebra tropicale...

...come sempre pieno di ardore.

"Sangue e arena".

Ho detto che prima il limite era il mio tormento, ora è la mia fortuna.

Se mi ha respinto quando volevo essere partecipe, che il mondo si fotta.

Cadano città, soffrano popoli, finiscano vita e libertà.

Quando il Re è allo scacco matto...

...che ci importa della carne e della ossa di madri, sorelle, figlie e creature?

Non c'è sofferenza per l'anima se i figli muoiono lontano.

- Hai proprio "perso le staffe". - Venga pure giù tutto, io volterò le spalle!

- Delinquente! - È facile prevederti il futuro.

Oltre a quelli di una brava giornalista...

...hai tutti i più brillanti requisiti per entrare nella polizia femminile.

E poi, quanto ad abuso di potere...

...non c'è differenza tra un redattore capo e un comandante di polizia...

...come del resto non vedo differenza tra un editore e un capo di governo.

Non è con me, delinquente, ma col popolo che un giorno dovrai fare i conti!

PENSA, "MEZZACALZA", PENSACI UNA VOLTA PER TUTTE!

È semplice, per quanto sia una cosa strana estranea al tuo folclore!

Per quanto le tue orecchie così educate non si prestino a tanta dissonanza...

...IL POPOLO NON ARRIVERÀ MAI AL POTERE!

NON È CON LUI CHE QUEL GIORNO IO DOVRÒ FARE I CONTI!

Che c'è, lo "scemo del villaggio" ha di nuovo le convulsioni?

Umiliato e offeso il popolo è, e sarà sempre, una massa di governati.

Alle scemenze che dice, tu ti esalti tanto...

...senza capire che il popolo dice e pensa solo ciò che fa comodo a chi lo domina.

Ma tu non ti preoccupare, stronza! Lo sai dove finirai?

Piena di entusiasmo, sì, in una rivolta usurpata, una rivolta di seconda mano!

Quanto a questo delinquente...

...ti dico soltanto che nessuno può dirigere colui che Dio ha traviato.

E chi mai lo sa cosa può venire da questa trans?

So solo che non accetto niente di questo porcile né di qualsiasi altro ordine.

Guarda qui, stronza!

- Io ho un paio di coglioni e non riconosco nessun altro potere! - Ah...

Osanna! Finalmente il maschio! Narciso!

Sempre remoto e fragile e figlio dell'anarchismo.

Attenta, "mezzacalza", ogni ordine è privilegio.

Anche il disordine, a modo suo, è privilegio, a iniziare dalla forza bruta.

- Che non conosce né l'inganno né la legge. - Parlo della legge della giungla.

Che non lascia alcuno spazio all'ipocrisia.

Con o senza mutande resti pur sempre un gorilla.

Ma sai quanto me ne frega!

Resta lì nel cerchio della tua luce e lasciami qui nella mia densa oscurità.

- Non è da oggi che sprofondo nelle tenebre! - Gorilla!

Al contrario del buon samaritano non amo il prossimo, neanche so chi sia.

Non mi piace la gente!

Faccio, poi, mio tutto il male! Me lo assumo!

C'è tanto di divino nella malvagità quanto ne puoi trovare nella santità.

E poi, "mezzacalza", se non posso essere amato...

...ebbene, mi basta e mi avanza essere odiato.

Dato che non ragiona ora si resuscita ridicolmente come un lucifero!

Impeto e passione!

Ma lo sai cosa sei? Sei solo un banale sottoprodotto di passioni oscure.

Il tuo sproloquio ossessivo e sfilacciato serve solo a confermare vecchi sospetti.

A pensarci, l'aberrazione morale è sempre figlia di aberrazioni inconfessabili.

Soltanto questa può essere la spiegazione dei tuoi capricci.

Senza contare la paura che ti faccio in quanto donna che agisce.

Quanto al tuo arrogante esilio contemplativo ora è del tutto chiaro.

Rigettato dalla coscienza collettiva che non può tollerare i deboli...

...solo questo poteva essere il tuo destino...

...vivere in un nascondiglio, con qualcuno della tua specie.

Lucifero e il suo cane idrofobo!

Guardali: uno a tappare tutti i buchetti attorno, l'altro a montare la guardia.

Tutti e due attenti alla vostra riservatissima privatezza.

Così, poi, tra qualche graffio e qualche leccatina...

...potete lasciarvi andare alle vostre orgette clandestine.

(LA DONNA RIDE)

Ma che nausea!

Sì! Io il reietto, io il nemico del popolo, io l'irrazionalista!

Io il delirio, la dissennatezza, io l'appassionato!

- Bruciami, lingua di fuoco! - Sì, sì, io stoppino languente!

Io scintilla del disordine, io calore perpetuo, io fiamma che brucia!

Trasformami, fuoco mio, nelle tue braci!

(RISATA FORZATA)

Io maneggiatore del tridente, io che alimento un'enorme caldaia di zolfo...

...io lambendo con le mie labbra la carne candida e tenera delle creature.

Fuoco violento e dolcissimo!

Sì, io la cisti, la piaga, il cancro, l'ulcera, il tumore, la ferita!

Io tutto questo, senza ironia, e molto di più.

Ma non è certo con la fame del popolo che si soddisfa il proprio appetito.

Quanto devo cacare per dare fiato alle tue trombe?

Non dico per un principio d'igiene, non mi pulisco il culo con il tuo umanesimo.

La mia vita è altra e ha ben altro peso, nanetta.

È un po' troppo grande per penetrare la tua testolina!

Gliele avevo scosse mica male le ossa. Aveva colto nel segno la mia "mazzata".

Ma era spaventosa l'agilità di quella stronza.

Visto che non aveva parole con cui ribattere...

...la nanetta sempre più irritata si aggrappò alla coda della mia furia...

...passando lei a incitarmi alla lotta.

Oh, il moccioso è grandioso in tutto.

Moccioso fascista!

Lo confesso che in certi momenti divento un fascista e so bene di diventarlo.

Ma anche tu lo diventi anche se in realtà non lo sai...

...perché niente va più di moda oggi che essere fascista in nome della ragione.

Devo concludere che il fascista confesso è addirittura migliore paragonato a me.

No, proprio il contrario.

Se da un lato redime, la confessione può anche liberare.

E ora più che mai potrei agire come un fascista.

Che cos'è? È una minaccia?

Eh? Eh, delinquente?

Tipi come te sbavano per una scarpa.

Tipi come te sbavano per un piede!

Che c'è? Non penserai che stia per suonartele, eh, imbecille?

Bestia!

Puttana! PUTTANA!

(SBUFFA)

Ormai la conoscevo bene. Poco importava la qualità dello schiaffo.

Non ne aveva mai abbastanza e non si accontentava.

Era chiaro in quel momento che io avevo il bandolo...

...e il sicuro controllo di ciascuno dei suoi movimenti.

E tra me e me allora mi dissi: "Aspetta che adesso ti faccio vedere io."

"Aspetta lì che ne vedrai di tutti i colori".

In un instante ero di nuovo quello che se la scopava.

(con tono lascivo) Sì... sei tu il bastardo...

...che amo.

(GEMITI DI PIACERE)

(con tono lascivo) Bastardo...

(GEMITI DI PIACERE)

(con tono lascivo) Bastardo...

Te lo saresti immaginato, prima...

...che ci fosse nel tuo corpo un luogo tanto perfetto per il mio dito...

...dove trafiggerti fino a farti gemere?

(GEMITI DI PIACERE)

(con tono lascivo) Bastardo! Buttami addosso tutti quanti i tuoi demoni.

Soltanto con loro riesco a godere!

Te lo ricordi il piede che ti ho dato una volta?

Oh, amore...

Amore...

E che ci hai fatto col piede che ti ho dato una volta?

Amore...

Amore...

Lo vedi quante cose hai imparato con me? Lo vedi?

Sì, amore mio, sì.

Però tu insisti a insegnarmi.

Dimentica, amore... Dimentica.

Fa' attenzione ai tuoi giudizi.

- Mettici dentro un po' di questa materia ardente. - Certo, amore, certo.

Era chiaro in quel momento che l'avevo definitivamente stretta nelle mie mani.

Che potevo sovvertire a mio piacimento il supposto rigore della sua logica.

E chi è il tuo maschione assoluto, di' un po'.

Sei tu, amore! Sei tu!

Tu puoi usare la ragione solo se ci metti dentro anche le tue passioni.

(GEMITI DI PIACERE)

Ah, il mio amore bastardo...

Il mio amore bastardo...

Il mio amore bastardo...

(con tono rude) Dai, leva anche questa!

Prendi il ditone del mio piede e infilatelo in mezzo alle gambe!

Infilatelo e fatti massaggiare la figa! Dai, puttana del cazzo!

Taglia il dito! Taglia il dito finché sei in tempo.

È l'unica cosa che ti lascio, non avrai più niente del mio corpo!

Niente... NIENTE!

- Tu non sei un uomo! - Va' via, sparisci. Sparisci dalla mia vita!

- Non sei un essere umano, SEI UN MOSTRO! - SPARISCI!

- VA' FUORI DI QUI! VATTENE VIA, MERDA! - Sai cosa fai? Paura!

VA' A FARTI FOTTERE! VAFFANCULO! VA' A FARTI FOTTERE, FASCISTELLA!

- Levati o ti metto sotto! Ti metto sotto! - FIGLIA DI PUTTANA!

VATTENE VIA, SPARISCI!

BRUTTO FROCIO!

VA', MERDA! VIA! VA' VIA! PUTTANA! VA' VIA! VA' VIA!

VATTENE VIA! VA' VIA! LA PIÙ GRANDE TROIA DEL MONDO!

VA' A FARTI FOTTERE!

Va' a farti fottere...

(PIANGE)

(Uomo) Restai lì a vomitare stomaco, polmoni e intestino.

Sorpreso e sconvolto da quel mio lato oscuro.

Rimasi lì per un po ', immobile, guardando a terra come un impiccato...

...avviticchiato nella trama delle mie frodi...

...corroso nelle viscere dall'azione dell'acido.

Un attore di carne viva in totale solitudine...

...con un 'eco a volte di sangue e di voci,...

...a volte di schegge più remote.

Era nell'infanzia, senza dubbio, che si collocava il mondo delle idee.

Compiute, perfette, incontestabili...

...e che ora nella mia confusione, intravedevo attraverso la memoria.

E però avevano scritto sul loro rovescio...

...che la colpa migliora l'uomo, la colpa è uno dei motori del mondo.

E mentre piamente credevo a ogni parola pregna di valore...

...ciascuno portava nella pancia un peccato originale.

Così come dietro ogni gesto sempre si nascondeva una passione.

L'amore è l'unica ragione della vita.

L'amore...

...è l'unica ragione della vita.

(PIANGE)

Si ricordi di passare per le conigliere prima di partire per San Paolo.

Sono preoccupata per la gravidanza della Quitero.

La prima volta ne ha fatti 13. Si ricorda? 13! Da non credere.

(Mariana) E il padre, quel mascalzone di coniglio, il pitocco...

...vecchio com'è, procrea ancora.

Roba da matti. Roba da matti.

(Donna) Quando arrivai da lui, mi stupii che il cancello fosse aperto...

...poiché si stava facendo sera.

Quando scesi dalla macchina, lì, ai piedi della scala...

...vidi un biglietto con sopra scritto: "Sono in camera".

Un messaggio proprio nel suo stile:...

...breve, calcolatamente scarno, scritto tuttavia con intenzione...

...in un'accurata grafia da scolaro.

La porta della camera da letto era spalancata.

Il che poteva sembrare un altro segnale, ridondante...

...quasi ostensivo del fatto che stava aspettando me.

O forse l'espediente serviva a ricordarmi che io, per quanto in ritardo...

...sarei sempre venuta.

Incapace di ricusare le ricompense della visita.

(Donna) Salii al piano di sopra e mi fermai un istante.

Poi entrai nella camera...

...la mia cella, come l'aveva definita un giorno.

Mescolando in quello stoicismo cose monastiche e mondane.

Lui sembrava che galleggiasse alla luce di una candela.

Dormiva sdraiato sul fianco.

Non era la prima volta che fingeva quel sonno da bambino...

...né per la prima volta io mi sarei prestata ai suoi capricci.

Fui presa da una violenta vertigine di tenerezza...

...talmente improvvisa e insospettata...

...che trattenni a stento l'impeto di aprirmi tutta...

...troppo presto a ricevere dentro di me quel feto enorme.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.