All language subtitles for SDH.ita

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic Download
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew Download
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Downloaded from YTS.MX

Official YIFY movies site: YTS.MX

[musica in sottofondo]

[prega bisbigliando]

[musica in sottofondo]

[tuoni]

[in sottofondo "My Lady Story" di Antony and the Johnsons]

[cognato] Le figure di merda, Saverio,

io non le faccio fare a mia nipote.

Già a mia sorella non hai fatto fare il viaggio di nozze,

pure tua figlia vuoi vedere infelice?

Dall'altra parte hanno pagato la casa, i mobili,

il viaggio di nozze, il servizio fotografico,

il filmino, le fedi e pure la torta nuziale.

A te tocca il ricevimento, le bomboniere e l'abito da sposa.

È chiaro?

Questo è il preventivo di Michelini.

È l'opzione più economica:

antipastino di mare, linguine dello chef...

Sarebbero con gli scampi.

[moglie] Alternativa: pennette alla vodka.

Per secondo, frittura di calamari e gamberi...

[cognato] Fresca, niente merda congelata.

Fresca. Insalatina,

melanzane alla maniera del marinaio,

caffè.

Il tutto... 15 euro.

È ancora molto caro. Non c'è un'opzione più economica?

Più economica sarebbe una spaghettata aglio e olio a casa tua.

Ma quanto vorresti spendere?

Sono 200 invitati.

Moltiplica per 15 euro, sono 3000 euro.

Vini, bomboniere e abito da sposa esclusi.

- Io non ce la faccio. - [moglie piange]

[madre] Vienimi a cambiare la padella!

Pigliati una polacca!

[tonfo in acqua]

[madre] Vieni a cambiare la padella, puzza!

Hai scelto l'opzione macro o micro?

Macro.

[campana batte le 15:00]

[Silvia] Carissimo!

[ride]

Ho solo quattro minuti,

poi devo andare al matrimonio di Armando e Irina.

Sono la testimone, naturalmente. Accomodati.

Qui voglio vedere la vostra foto!

[Geremia] Speriamo sia la volta buona.

Senti, se ti sistemo questa volta, cambio lavoro.

Perché?

Perché sistemare te è come vincere il Nobel:

poi non c'è più niente. Nessuna sfida.

Allora, Belana viene dalla Romania.

Da Bucarest, dalla capitale, non so se mi spiego.

È appena arrivata in Italia, ha 22 anni, è vedova...

e io te la consiglio caldamente.

È dolce, di animo buono, mansueta e servizievole.

Voi adesso fate una cosa:

vi fate una passeggiata, un po' di conoscenza,

tu le mostri casa, magari stasera la porti a mangiare una pizza,

al limite un cinemino... e poi la riaccompagni.

Lei ora è ospite da due sue amiche che fanno le pulizie.

Stanotte ci dormite sopra e domani, a mente fresca, decidete.

Che te ne pare?

Non parla italiano, Silvia.

E io, come sai, faccio risiedere nell'arte della parola

la mia grande arma vincente di seduzione.

La tua grande arma vincente di seduzione, Geremia,

si chiama "speranza".

E se credi in Dio, "preghiera".

Che vuole?

[Silvia] Forse vuole sapere cosa hai fatto al braccio.

Ah, il braccio?

Ehm...

Niente, ehm...

Niente di grave.

Niente di grave.

[gocciolio]

La casa.

Qui dorme mamma

e c'è anche la cucina.

Qui c'è il bagno.

Il barometro non funziona.

Il pavimento è nuovo.

Gigi.

[Geremia] Fascia di cotone con patate:

antico rimedio popolare contro il mal di testa.

Mio padre.

Ha lasciato mia madre che avevo nove anni,

non l'ho rivisto più.

Vive a Roma, di fronte al Colosseo.

Mamma dice che sul lavoro è un fenomeno, un talento.

Fa lo stesso lavoro mio.

Qualche anno fa mi ha mandate quella foto.

Dietro ha scritto:

"Accelerazione della legge di Darwin,

questi sono i tuoi fratelli."

Lui non mi considera proprio, e io non considero lui.

È il sistema per andare d'accordo.

Mamma...

dice che non lo molla, il letto grande.

Allora...

io ho pensato:

"Se si toglie la scarpiera, possiamo mettere una branda,

vicino a me, per te."

Comunque, questa è la casa. Ti piace?

- Acqua. - Certo.

[rumore di skateboard]

[rumore di skateboard]

Sorella cara, devo essere franco con voi.

E badate bene, parlo contro i miei interessi.

Voi siete una bellezza, non avete bisogno di niente.

Ho bisogno di cocktail e discoteche, di stare tra i giovani,

- il sabato sera. - I sabato sera non c'appartenono più.

Se li sono presi quelli con la pelle liscia.

[Tiziana] Pelle liscia, appunto. E l'amore, Geremia?

Abbiamo tutti diritto ad amare.

Signora Tiziana, l'amore non è più un buon rimedio,

da quando tutti si innamorano.

- Mi aiuterete? - Siete sicura?

Sicurissima.

Io non vi capisco. Così come siete, uno come me vi sposerebbe subito.

Uno come voi sì.

Non mi avete riposto. Mi aiuterete?

Sette giorni.

E "Geremia Cuore D'oro" vi dà una risposta. Ora rivestitevi.

L'ottavo vado dal Pirata.

E perché volete fare questo gesto, sorella cara?

Voi siete una bella persona, e quello è una brutta persona.

Non ho tempo da perdere.

Questo l'ho capito. Non solo non lo volete perdere,

voi addirittura lo volete cambiare, il tempo.

[rumore di macchine da cucito]

È passata la febbre al piccolo Mattia?

[donna] No, ha ancora 39,5.

[Geremia] Vi mando Coppola, è il miglior medico generico in città.

Grazie, ma non si disturbi.

Che disturbo? Gli amici che ci stanno a fare?

E poi, Coppola mi deve un favore. Anzi, due favori.

Ma come devo fare con voi?

Siete di una gentilezza antica, démodé, che mi mette in difficoltà.

Mettete l'animale sul divanetto.

[donna] È un modo per ringraziarla, dottore.

Magari fossi dottore! Sono solo un semplice artigiano.

Sempre servi vostri.

Non ci sono più servi, purtroppo,

la democrazia ha fatto piazza pulita delle buone abitudini.

- Gran bella cosa, la democrazia! - Diciamo...

"Il problema della democrazia è che votano cani e porci."

È una bella frase che ho letto sul Reader's.

Come sta la bambina? Si evolve?

Lei sta bene, grazie.

Io ho una passioncella antica per quella creatura.

- Abbiamo cominciato a svezzarla. - Momento magnifico!

Lo svezzamento è l'anticamera del ristorante.

Ah! E ricordatevi sempre una cosa fondamentale:

il mio ultimo pensiero sarà per voi.

Ma l'ultimissimo sarà per voi, sorella cara.

Ci sarebbe questa Tiziana Senatore, che sta in via Manzoni 19.

Vedi un poco.

Geremia...

- Cosa dici, ci andiamo stasera? - Non posso,

tengo mamma sporca.

Prendo questa caramella digestiva.

Terrei anche la tessera per gli sconti.

Per usufruire dello sconto bisogna fare una spesa di almeno 100 euro.

Quindi su questa caramella non è previsto lo sconto?

Temo di no.

Mi dovete dare atto, però, che è un sistema truffaldino,

questo delle tessere degli sconti.

La prenda pure gratis, quella caramella.

Questo è molto gentile da parte vostra. Grazie.

[musica in sottofondo]

Una monaca ha portato questo coso.

Si dovrebbe comprare una brocca per l'acqua, in questa casa.

Teneva male alla schiena, la monaca.

Quella è l'umidità.

Chissà dove l'ha rubato, questo coso.

- Mamma, le monache non rubano. - Rubano tutti, Geremia...

e tutti sono infelici.

Tutti.

[applausi]

[presentatrice] Volevo chiedervi scusa,

anche a nome dell'organizzazione, per il problema delle sedie,

ma dovete sapere che, all'ultimo, lo sponsor si è tirato indietro.

Peggio per lui, dico io.

Ma noi siamo davvero giunti al clou della nostra serata insieme.

Rullo di tamburi!

Amici, la nuova Miss Agro Pontino è...

Rosalba De Luca!

- [applausi] - [uomo] Brava!

Come promesso, questo è l'assegno di 500 euro in premio

che ci arriva direttamente dalle mani del direttore di filiale

della Cassa di Risparmio Littoria.

I tuoi genitori hanno scritto sulla scheda d'iscrizione

che c'è una cosa che tu sai fare molto bene.

La cosa che Rosalba sa fare molto bene è...

ballare!

[musica]

[uomo] Lui ti segue passo passo.

Si preoccupa per te.

È pronto ad ascoltare i tuoi problemi.

Se vuole, se sta di buon umore, chiude un occhio sui tuoi ritardi.

Insomma, diventa un amico di famiglia.

[Saverio] E questo è un bene o è un male?

[uomo] Tutte e due.

Come ogni amico di famiglia, te lo trovi accanto quando serve,

ma purtroppo anche quando non serve.

[Saverio] Però tu me lo consigli. È umano?

[uomo] Troppo! È irascibile, tirchio, falso,

vendicativo, gentile, logorroico...

Ed è bruttissimo.

E non ha un buon odore, suda molto.

- [Saverio] Come si chiama? - [uomo] Geremia De Geremei,

ma tutti lo chiamano "Geremia Cuore D'oro".

A lui piace questo soprannome,

pensa davvero di avere il cuore d'oro.

[Saverio] Quanto si prende?

[uomo] Il doppio del prestito, se stai nei tempi,

altrimenti diventa il triplo.

Ti fa delle rate in base al tuo reddito.

[Saverio] E se uno mente sul proprio reddito?

Saverio, se pensi di fregare uno di questi, cominci male.

Questi sono degli squali.

E poi, che ti credi?

Prima di prestarti il danaro prende informazioni, sa tutto di te.

Se ti fa male la prostata, lui lo sa.

Eeeh! Non vorrà mica controllare di persona!

Se ti fa male la prostata è capace che dovrai pagare medicine costose.

Se devi pagare le medicine, non potrai più pagare lui.

Per lui non sei più un investimento, dunque,

non ha più motivo di prestarti il danaro.

Che succede se non paghi?

Quelle sono Chiquita.

Sono le più care, le Chiquita.

Se c'è una cosa che non sopporto,

è fare le minacce alle persone brave e oneste come voi.

I prosciutti non bastano più. Tu sei fuori di 6000, fratello caro.

Sei poco serio.

- È un regalo del battesimo. - Il battesimo non serve a niente!

Tutto questo non è giusto.

Io ho reso possibile il vostro sogno, sorella cara,

e questo è giusto. Ma i sogni a un certo punto finiscono.

La mia visita si chiama "risveglio", pure questo è giusto. Dove sta la cucina?

Una zanzara.

Qua era tutta una palude, prima del nostro duce.

Ma le zanzare sono rimaste.

Mettete il fornellino. Soprattutto per la bambina.

Eh? Eh?

- Eh? - [Geremia] Ah!

Questo è buono. Questo fa un sacco di cose buone, di ricette. È vero?

Io lo volevo regalare a mia madre, ma costa 900 euro.

Uno schiaffo alla miseria.

- Altri preziosi? - No.

Arrivederci.

Che c'è?

È scattato il contatore.

[Geremia] In una situazione di agio

l'essere umano tende a mettere le mani in tasca.

L'ho letto sul Reader's, reparto psicologia.

Le mani in tasca indicano nonchalance.

Ma io, qua,

ne vedo poca, di nonchalance.

Quello che cercate l'avete già trovato.

Sorella cara

il mio ultimo pensiero sarà per voi.

Ma guardate se un uomo di 53 anni si deve vestire come un deficiente!

Il country.

Come faccio a spiegarti?

È tutta la mia vita.

Hai una visione angusta della vita, fratello caro.

[Gino] Quella Tiziana Senatore...

è a posto.

Ha una pensione di invalidità da 500 euro. Fasulla, ma ce l'ha.

- Che lavoro fa il fratello? - Ha una fabbrichetta di go-kart,

che va bene.

Il mondo è pieno di deficienti.

Cosa vuole fare coi soldi?

Pensa che i miei soldi, in mano a un chirurgo plastico,

le ridaranno la freschezza. "Fresca come un cocomero", dice lei.

E dire che io l'ho informata. Le ho detto:

"Il cocomero non esiste, è un'illusione.

È tutta acqua, il cocomero."

E lei cosa ti ha detto?

Che il cocomero è buono e l'acqua non sa di niente.

Allora ho taciuto.

- [Geremia] Come va il tuo bar? - [Gino] Insomma...

Ma tanto, prima o poi ci riesco, ad andare via.

[Geremia] Sempre con l'idea del Tennessee, tu.

- Cambiamoci di posto. - Va bene.

[Gino sospira]

- Ascolta, Geremia... - Mh?

Devo farti una domanda.

Secondo te...

siamo amici, noi?

È un'eventualità alla quale non avevo mai pensato.

Dottore, il bambino può prendere un gianduiotto?

Quali gianduiotti? E chi li tiene questi gianduiotti?

Tieni, vai al bar e comprati qualcosa di dolce.

- Che vi siete fatto al braccio? - Ditemi tutto.

Non sto bene in salute. Se vado avanti così, muoio.

L'unica mia salvezza è andare a Parigi e operarmi.

- Quanto chiedete? - 9000.

- Che garanzie offrite? - Ho la pensione di mio marito.

Non è molto. Vi posso dare...

diciamo, 50 euro al mese.

In questo modo, sorella cara, muoio io, prima di rivedere i soldi.

Posso chiedere a quell'ingrato di mio figlio se si vende i BOT.

Quanto possiede?

- Credo 15.000 euro. - Se volete, lo convinciamo noi.

Mica gli volete fare del male?

[Geremia] Geremia Cuore D'oro fa solo bene, alla comunità.

[donna piange]

Sentite molto dolore?

La morfina non mi fa più niente.

Voglio fare una follia per voi.

Ve li do subito, i 9000.

[Saverio] Immagino che ora vorrà parlare di soldi.

È una malattia.

- Cosa? - La porcellana.

È una malattia. Io vi capisco. Te ne regalano una,

e da quel momento è finita. Scatta l'impulso irresistibile

a comprare quante più statuette è possibile.

[Saverio] Sì, è vero. Pure lei ne possiede?

Per carità! Quelle belle costano un patrimonio. Le vostre, però,

non valgono una lira. Sorella cara, siete l'ospitalità fatta persona.

- Quant'è bella. - Grazie.

- Signora... - Sì?

- La sapete una cosa? - No.

- Il mio ultimo pensiero sarà per voi. - Grazie.

[Saverio] Allora, signor Geremia,

- vogliamo parlare di soldi? - Ma voi non pensate ad altro?

La mia è solo una visita di cortesia.

Il brutto di questi anni è che si è persa l'abitudine...

a fare le visite di cortesia. Un imbarbarimento dei tempi.

- Io, invece, sono all'antica. - [porta si apre]

[Saverio] Rosalba,

ti presento un vecchio amico di famiglia che non conosci.

Si chiama Geremia.

[Geremia] I miei più sinceri rallegramenti.

Piacere.

Rosalba ha appena partecipato a Miss Agro Pontino.

Papà!

[Geremia] Perché non me l'avete detto prima, fratello caro?

Pina Calabrese, la bottegaia in giuria,

è una mia vecchia amica. Potevo raccomandare la ragazza.

Non ce n'è stato bisogno, grazie. Ho vinto lo stesso.

Rallegramenti. Lì la concorrenza è selvaggia.

E avete già incassato i 500 di premio?

[Saverio] Rosalba vuole donarli in beneficenza a Emergency.

Ma l'emergenza è qua, la beneficenza ce la dobbiamo fare tra di noi.

- Sei d'accordo? - No.

Ah.

- Rosalba, sei contenta che ti sistemi? - Molto.

E dimmi, in questi bei momenti, uno che stato d'animo ha?

Non do molta importanza ai miei stati d'animo.

Fermi tutti! Questa è una risposta piuttosto interessante.

Saverio, tua figlia è molto intelligente.

Lo credo bene.

[Geremia] Hai preso in considerazione l'ipotesi...

- che lui sull'altare ti dica no? - Mi sembra impossibile.

Non confondere mai l'insolito con l'impossibile.

Va beh, io devo andare.

Arrivederci, è stato... un piacere.

Ciao, Rosalba, ci vediamo presto.

[musica in sottofondo]

[uomo] Sessantasei.

Nove.

Cinquantatré.

Ottantasei.

Quarantanove.

La stavo aspettando.

A chi? A me?

Non ci conosciamo, mi chiamo Tesauro.

- Che si è fatto al braccio? - Che volete da me?

- Un prestito. - Non parlo di queste cose per strada.

Venite nella mia sartoria.

No, ora. Per me è importante. Andiamo a parlare a casa sua.

Meglio qua. Di che si tratta?

- Devo comprare dei titoli nobiliari. - BOT, CCT?

[ridacchiando] Sono certificati che attestano che ho sangue blu.

Ho capito. E per farne cosa?

Per chiudere un affare col Vaticano.

Come saprà, sono sensibili a questo genere di credenziali.

Non è un buon affare per me. Arrivederci.

Un attimo!

Che uomo d'affari è lei? Mi ascolti, almeno.

Sentite, non ho fiducia nel Vaticano, né in Dio.

Lei non ha fiducia in Dio?

È lui che non ha avuto fiducia in me.

Se l'avesse avuta, mi avrebbe fatto più aggraziato.

Allora, per il prestito, niente da fare?

Provate col Pirata.

No...

ho paura del Pirata.

Di lei no. Lei mi sembra umano.

Vi sbagliate.

[uomo] Sessantasei.

Ventinove.

Trentuno.

Ventuno.

Trentasei.

Diciotto.

Ventotto.

Sessanta.

- [Gino] Signora... - [uomo] Trentacinque.

- Trentadue. - Non è bello, questo.

Cinquantacinque.

- [uomo] Bingo in sala! - Cosa, non è bello?

Io penso che adesso Geremia Cuore D'oro si dispiace.

Perché lui, quel benefattore, le ha prestato i soldi

per curarsi la salute cagionevole, mica per sputtanarsi tutto

al gioco d'azzardo.

[donna] Qui c'è un equivoco. Io sto giocando con i soldi miei.

E questa è la mia vita privata.

Sì che c'è l'equivoco, e grosso, anche.

Perché lei non ha più soldi suoi,

fino a completa restituzione del debito.

E neanche vita privata. È tutto di Geremia.

[Geremia] Andiamo al reparto "bomboniere da 3,50 euro".

La smetti con questo cazzo di telefonino?

Ah, questa sì che è una bomboniera!

Bellissima!

- Ti piace, Giacomo? - Bella, bella.

[Rosalba] A me fa schifo. È una pacchianata.

Non per fare il saccente, ma c'è un tempo per il soggettivo,

e uno per l'oggettivo.

E io ti dico che la carrozza coi cavalli...

- è oggettivamente un bell'oggetto. - È oggettivamente cafone.

- Come lei. - [insieme] Rosalba!

Chi è questo che deve scegliere le bomboniere al posto mio?

Rosalba... Geremia è un amico di famiglia.

[Rosalba] E che cazzo significa? Io voglio il cucchiaino d'argento.

È sobrio, elegante e serve a qualcosa.

Spiacente, ma non si torna indietro dalla carrozza coi cavalli.

[Rosalba] Davvero? Allora facciamo così:

o la carrozza o il matrimonio.

Manderesti a monte il matrimonio per questa cazzata?

No, lo manderei a monte in nome delle cose giuste.

Mi commuove la tua ingenuità.

Non esistono le cose giuste, in questa vita.

[Gino] Se posso dire la mia, ecco...

mi sembra che il cucchiaino d'argento è una cosetta più adatta

per una coppia giovane.

Geremia, facciamo contenta la ragazza.

Siamo stati tutti giovani, e tutti abbiamo commesso i nostri sbagli.

Lasciamoli fare anche a loro.

Anch'io sono dell'opinione che la carrozza è più bella, ma...

Il fatto è che la carrozza coi cavalli

possiede anche un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Se la dessero gratis, sarebbe un ottimo rapporto qualità-prezzo.

[Saverio] Allora, aggiudicato il cucchiaino?

Il cucchiaino viene anche 30 centesimi in meno!

Voi non capite un cazzo, fratelli cari.

[donna canta canzone country]

[la canzone finisce, applausi e acclamazioni]

[donna canta canzone country]

[Rosalba] Quel coglione col braccio ingessato non ti fa dormire.

È vero?

Papà, chi è quello?

Un usuraio.

Che pena, papà.

Indebitarsi per offrire un pranzo a degli sconosciuti.

Per farmi vestire di bianco...

e per illudervi che sono una vergine bambina.

Io non sono né l'una né l'altra cosa.

È tutta una farsa.

Tu e mamma siete atroci.

Pensi di sapere tutto, invece non sai niente.

Lo so che non sei né vergine né bambina.

So anche che sarà un pranzo scadente,

con la pasta scotta e la frittura congelata.

So che non te ne frega niente del matrimonio sfarzoso,

- che per te sono soldi buttati. - E allora rinunciamo!

Fai tutto questo per me, ma a me non interessa.

Non lo faccio per te. Lo faccio per me.

Perché non voglio più essere umiliato.

Sei mai stata umiliata, tu? Mai. E lo sai perché?

Perché le umiliazioni che erano destinate a te...

me le sono prese tutte io.

Mamma, te la ricordi Amanda?

Buonasera.

[Geremia] Al rallentatore.

[colpo sul tavolo]

Più lenta.

[conato di vomito]

Scusa, non mi sono sentita bene.

Ho un giramento di testa.

- Vuoi un po' d'acqua e zucchero? - No, meglio un Alka-Seltzer.

Ho mangiato i peperoni.

Non ce l'ho l'Alka-Seltzer. Ha raggiunto costi proibitivi.

Fa niente.

Dopo i trent'anni i peperoni sono come l'uranio impoverito.

[Amanda] La verità, Geremia, è che sono una donna malata.

Sono quarant'anni che prendo un sacco di umidità.

Noi abbiamo il tanfo delle persone malate, Amanda.

Siamo malati, ma siamo bellissimi.

Di notte, a letto, ci pare di sentire i rumori della notte,

ma quelli non sono i rumori della notte.

Sono i rumori della nostra malattia.

Allora ci sentiamo morti e perduti.

E invece siamo degli angeli.

Degli angeli rumorosi.

[musica in sottofondo]

[ronzio del metal detector]

[ragazza] Oh!

Deficiente, ma che cazzo fai?

Scusa.

[Geremia] Scusa...

[musica in sottofondo]

Allora, il grande giorno è arrivato.

Questa è la sua bomboniera.

Perché fate questo per me?

La sua dedizione a noi ci ha molto colpito.

A me fa piacere quando posso dare una mano.

Ora però, Geremia, io le devo chiedere una grande cortesia

che solo una persona buona e generosa come lei può farmi.

Purtroppo le regole sono uguali per tutti.

- Il concetto di dilazione... - No, mi ha frainteso.

Io so che lei serba rancore verso mia figlia per la scelta

sbagliata della bomboniera,

però è successa una cosa che solo lei può risolvere.

So perdonare gli errori. Ditemi, cosa è successo?

Si è scucita la spallina dell'abito nuziale,

e tra un'ora dobbiamo essere in chiesa.

Mio marito mi diceva che lei è sarto.

Sì... ago e filo bianco. Subito.

[Saverio] Grazie, ci vediamo in chiesa.

[Geremia] Sì.

Dove si è ubicata la figliola?

- Vengo con lei. - Sorella cara, il tempo è tiranno

e le cuciture sugli abiti da sposa sono una cosa delicata,

da chirurghi. Se venite con me, mi mettete ansia.

E se divento ansioso, non faccio un buon lavoro.

E se non faccio un buon lavoro, ci roviniamo la giornata.

Allora io vado a finire di prepararmi.

Opzione magistrale, sorella cara.

[Geremia] Grazie.

Prego.

[Geremia respira pesantemente]

- Lei mi sta toccando. - Non è vero.

Io sto toccando il Paradiso.

Non è il Paradiso. È la giovinezza.

[Geremia] Non ho mai potuto toccare il Paradiso, io.

Tu conosci il significato della parola... beneficenza?

La beneficenza non c'entra niente.

Qui si parla di umiliazione. E l'umiliazione ha un prezzo.

Sì, è vero.

Gli interessi del 100% hanno un nuovo prezzo: 80.

Umiliata e offesa.

Mi guardi bene. Io sono il Paradiso. Vanno calcolati correttamente

i piaceri del Paradiso.

- Cinquanta per cento. - Dieci.

Dodici per cento, sorella cara.

[musica in sottofondo]

[musica in sottofondo]

[applausi]

[Rosalba piange]

[Geremia] Che ci fai tu qui?

Ti devo parlare.

[Geremia] Che vuoi?

[Gino] Ci sono problemi con la nonna del bingo.

Insomma, questo figlio i BOT non ce li ha più.

- Cosa vuoi fare? - Levala di mezzo.

- Ma cosa dici? - Quello che ho detto.

Levala di mezzo. Usa i fratelli Contessa.

- Io non lo faccio. - Non importa. Lo faccio io.

- Ma è una vecchia di settant'anni. - Appunto.

Non abbiamo mai toccato questi punti.

Prima o poi doveva capitare.

[fruscio di plastica]

[rumore di macchina da cucito]

Spiombala meglio.

Piacere, Attanasio.

- Che tenete in bocca? - Un gianduiotto.

Questa è una sartoria, non è un bar.

Per le pieghe, pagate direttamente alle ragazze.

Non sono qui solo per le pieghe.

Siete qui anche per mangiarvi i gianduiotti miei.

C'è anche una terza ragione.

Sono il direttore commerciale della Montanaro SRL,

e lavoro a stretto contatto con Giulio Montanaro.

Tutte le fortune con voi. Ma chi è questo Montanaro?

- Il "Re del bidè". - Nel senso che è bravo a farsi il bidè?

No, nel senso che produce sanitari.

È un industriale. Ha 38 anni e tre protesti.

- Sodeggiate. - Non ho capito.

Sodeggiate. Andate al sodo.

Non ha solo tre protesti. Ha anche una sorella che vive a Londra...

e che ha sposato l'amministratore delegato di una multinazionale,

che detiene due catene alberghiere in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Più o meno sono cento alberghi.

Più o meno ogni albergo possiede 200 stanze.

E vogliono rifare tutti i bagni.

Perché, per battere la concorrenza, devono mettere in ciascun bagno

quello che manca.

- Gesù, cosa manca? - Il bidè.

Nei paesi anglosassoni non hanno il bidè.

- Non fate il saputello. Lo so. - Scusatemi.

Più o meno ci saranno 20.000 bagni da rifare.

E quanto vorrebbe da me? Ventimila? Trentamila?

Più o meno ci serve... un milione di euro.

[Geremia scoppia a ridere]

Vi serve una lavanda gastrica.

Voi avete mangiato troppi gianduiotti.

Io sono un benefattore,

faccio piccoli prestiti alla povera gente, per tirare avanti.

Avete sbagliato interlocutore.

Un milione di euro? E chi li ha visti mai?

Nell'arco di 60 giorni diventerebbero due.

Me ne può dare pure tre. Ma io non entro in una cosa più grossa di me.

Sono piuttosto intelligente, io.

A ragioneria, nella pagella di diploma, scrissero:

"Si consiglia di continuare gli studi."

Non so se mi spiego. Poi gli eventi della vita...

[Attanasio] Bene, signor Geremia. Io non imploro nessuno.

Io faccio affari.

Avete 48 ore di tempo

per farmi sapere se volete incontrare Montanaro.

Se non vi sento, andiamo dal Pirata.

A presto, spero.

[Geremia] Ti ho visto piangere, Raimondo.

Ora io lo so, l'ho letto sul Reader's,

l'uomo non perdona colui che ti ha visto piangere.

Ma la nostra amicizia... io ci ho creduto Raimondo, tu no.

Un amico non si nasconde nel cesso di una discoteca,

tutto questo è umiliante per me, lo capisci, Raimondo?

Ti ho visto piangere e tu mi vuoi dimenticare? Va bene.

Ma come faccio a dimenticare che mi devi dare 42.000 euro?

Io devo avere, tu devi dare. Ma non è questo il mio vantaggio.

Ti ho visto piangere, Raimondo, questo è il mio vantaggio su di te.

[musica da discoteca]

Un milione di euro?

Roba da pazzi!

- È quello che dico anch'io. - Eh!

- Hai fatto bene a rifiutare. - Non ho ancora rifiutato.

- E cosa aspetti? - Mamma...

dice che mio padre le tratta, queste cifre.

Sì, beh, tu però hai sempre trattato altre cifre.

La prudenza è la tua forza.

Per una cifra così alta ci vorrebbe...

un uomo d'affari vero. Coraggioso, anche. Capito?

- Perché mi scoraggi? - Perché sono tuo amico.

Io non ho amici.

Lo so.

Come ti sei regolato poi...

con la nonna del bingo?

[Geremia] Si è volatilizzata, quella vecchia malefica.

[donna] Gino, voi cosa sognate di fare nella vita?

Andare a vivere in Tennessee.

Eravate solo?

No.

Tornavamo da un raduno country.

Avevamo ballato tutta la notte.

Eravamo stanchi.

[donna] È bello ballare.

[Gino] Sì...

con moderazione, però.

[donna] Perché non togliete questi poster?

Sembra di stare in carcere.

[Gino] Mi fanno compagnia, tutto lì.

Gino, voi siete molto gentile ad ospitarmi,

ma io vorrei riprendere la mia attività.

Signora, se lei va fuori di qui,

non c'è più nessuna attività da riprendere, va bene?

Io la sto proteggendo, capito?

Gino, perché il Tennessee?

Perché è lontano.

[Rosalba] Cosa vuole? Il negozio è chiuso.

[Geremia] Sono un poveraccio, un meschino,

un essere squallido, lo so.

Non sia indulgente con sé stesso.

Lei è niente. Perché non tenta il suicidio?

Perché nessuno verrebbe a salvarmi.

Salvarla sarebbe il delitto.

[Geremia] Il suicidio ha sempre un risvolto ironico,

e io non posso permettere di suscitare ironie su di me.

Lei è un topo. Un topo presuntuoso.

Io... ti ho uccisa, lo so.

Ma quando uccidi una persona, muori con lei.

Io sono morto con te. Lo capisci, Rosalba?

Io e te siamo sulla stessa barca.

[ronzio del metal detector]

- [Montanaro] Che vi offro? - [Geremia] Un'aranciata.

Un caffè, grazie.

[schiocco di dita]

Bene, ora, come si fa di solito in questi casi, potremmo parlare

del più e del meno. Ma a che serve, mi chiedo?

Siamo qui per altro.

Resteremmo tutti e quattro a pensare:

"Ma quando si parla di quello di cui si deve parlare?"

- È d'accordo? - Sì. Niente chiacchiere.

Vorrà sapere che garanzie offro.

Le garanzie sono tutto, nel mio lavoro.

[Montanaro] Io ho qualcosa di meglio:

i contratti. Firmati e controfirmati.

- E dove stanno questi contratti? - Davanti a lei.

[tintinnio di bicchieri]

Prego.

Di quanto avete bisogno?

[Montanaro] 1.200.000 euro.

[Geremia] Anche i contratti firmati e controfirmati, a volte,

- sono falsi. - Anche il denaro, a volte.

A volte. Ma meno volte.

Perché per falsificare gli euro ci vogliono gli scienziati.

Per i contratti, bastano i morti di fame.

Naturalmente, non sto insinuando nulla.

A me sembra il contrario.

Allora vi dico questo:

voi prendete i contratti, ve li portate,

fate i vostri controlli e poi me li portate indietro.

Tutto questo ha un senso se mi date gli originali.

Va bene.

Non possiamo fare uscire gli originali.

Per noi va bene, signor Geremia.

E allora, per adesso...

mi pare che ci siamo detti tutto, no?

- Ho solo una condizione da porre. - No, no, no...

la parola "condizione" la uso solo io, signor Montanaro.

- Io ho fretta. - Sono quarant'anni che aiuto il prossimo,

e il prossimo ha sempre fretta.

Bene.

[Montanaro] No, un attimo! Se volete seguirmi...

Prego, venite.

Signor Geremia, signor Gino, siete stati molto gentili

a concedermi il vostro tempo.

Per questo, io avevo pensato di ricambiare subito la gentilezza.

[musica in sottofondo]

Prima mi mettete fretta,

poi create le condizioni per farmi perdere tempo.

Mi deve scusare, voleva essere una specie di buon augurio

per gli affari che abbiamo insieme.

Noi non abbiamo ancora affari insieme, signor Montanaro.

[Gino] Ha voluto fare un po' il gradasso.

[Geremia] Per chi mi ha preso?

Se voglio una donna, mica ho bisogno di una prostituta.

So conquistare le donne, io.

So parlare e ho cultura. E capisco di tutto:

politica, psicanalisi, geografia, aste fallimentari,

arte, moda e spettacolo.

[Gino] Ma sai che hanno dato fastidio anche a me, quelle due nella vasca?

[Geremia] Non è vero. Ti saresti tuffato.

La tappezzeria del tuo camper parla chiaro.

Montanaro è una brutta persona.

[Gino] Io dico di lasciar perdere.

[Geremia] Verificare questi contratti non costa nulla.

[Gino] Come vuoi tu. Posso chiedere a De Martino, che è un amico, no?

[Geremia] No. Massa, quello di Roma,

quello che ha la relazione extra-coniugale con tua cugina.

[Gino] Ma quello è uno onesto, bisogna vedere come reagisce

con un prestito a usura.

[Geremia] Non vorrà che tu racconti alla moglie di lui e tua cugina?

[campanello porta]

Ma voi che volete da me? Sono le 8:00.

Posso offrirvi solo un po' d'acqua del rubinetto.

Va benissimo.

Domenica mi piacerebbe invitarla a caccia.

Mi spiace, non so sparare.

Mi deve perdonare, quella sera sono stato aggressivo e scostumato.

Non fa niente. Ho sempre provato simpatia

per le persone aggressive e scostumate.

Mio padre era nobile.

Aveva una relazione segreta con la governante

e sono nato io.

- Non mi ha mai voluto conoscere. - E nemmeno riconoscere.

Quello è suo padre?

- Bell'uomo. - Tesauro,

perché siete venuto?

Perché si vende il titolo nobiliare di mio padre,

e sono io quello che lo deve comprare, se lei mi presta i soldi.

Voi sognate, fratello caro.

Quando i padri se ne vanno, in cielo o in terra, non importa,

non tornano più.

Ci rimane il ricordo,

e dopo un poco neanche più quello.

Allora diventano i nostri eroi.

E gli eroi non hanno cognome, figli, famiglia.

Sono uomini adulti,

soli contro tutti e orgogliosi di esserlo.

Noi siamo i figli, ma non saremo mai eroi.

Tutte queste parole sono un rifiuto?

[Geremia] Sì.

[Geremia] Venite a vedere.

[Geremia] Bello, eh?

Sono vedovo e sono gay.

Mi dispiace.

Di cosa?

Che siete omosessuale, fratello caro.

[musica ritmata in sottofondo]

[Saverio] Bisogna parlare un'altra volta di soldi.

- Il funerale ha un costo. - Non è questo il momento, Saverio.

Questo è il momento di piangere tua moglie.

Si era chiusa nella stanza da letto a chiacchierare con Rosalba.

Poi ho sentito un rumore, Rosalba che urlava... e infarto.

Condoglianze, Rosalba.

Io ti sono vicino, in questo momento di dolore.

Tu mi sei vicino solo perché vuoi scoparmi un'altra volta.

[sottovoce] Ciao.

[sottovoce] Ho fatto le cotolette, mi vengono bene.

[sottovoce] Prendi quelle dell'Alfa e mettile sulla Volvo.

[colpi ritmici]

- Allora te ne vai, Giacomo? - Sì, devo tornare al lavoro.

Mi dispiace, soprattutto per la frittata!

Il funerale è venuto così e così, con qualche incertezza.

Peccato! Ho visto funerali più belli, più accattivanti.

- Arrivederci. - Te ne vai?

E vai, vai.

[colpi ritmici]

Tuo marito, Giacomo, sembra un bravo ragazzo.

È un deficiente, e ho fatto una cazzata a sposarlo.

Stiamo insieme da quando avevamo 13 anni.

Non ha più segreti né mistero, per me.

Indovino persino i risultati delle sue partite di calcetto.

Sei innamorato di me, eh?

Completamente.

[Rosalba] Io no.

L'infarto di tua madre...

le stavi raccontando quello che è successo tra noi due?

Le stavo raccontando che sono incinta.

Doveva essere una bella notizia.

Si muore pure per la felicità, qualche volta.

Sei incinta?

E...

E chi è il padre?

È mio?

È mio?

Non lo so.

Lo capirò quando nasce.

Se è un mostro, è tuo.

[uomo] Quarantatré, due, sei.

Superbingo in sala! Attenzione, al vincitore vanno 40.000 euro!

La nonna mi ha detto di darle questo.

Ha detto che lei paga tutto in una volta.

Fratello caro, ti meriti proprio un bel gianduiotto.

La nonna mi ha detto di non prendere niente da lei.

[Geremia ansima]

Se dici che mi ami, azzero il debito di tuo padre.

Non importa se lo dici per finta, mi basta che tu me lo dica.

Come si diventa disperati come te?

Trascorrendo un'infanzia felice.

[Gino] Avvocato, perché si è voluto scomodare?

Potevamo venire noi nel suo ufficio.

Io non faccio mettere piede nel mio ufficio a gente come voi.

Le cose stanno come sostengono le carte.

- Quindi, voi mi consigliereste... - Le consiglio di guardarsi dentro.

Un bell'esame di coscienza.

Sono stato informato sul suo conto: lei è un usuraio.

Si redima, questo è il mio consiglio.

[Geremia] Ehi, avvocato!

Siete qui tutti in affitto.

Il mondo vi è stato dato solo in prestito.

Io vi presto il mondo, quando ogni tanto lo perdete.

[insieme] Ah!

- Quant'è brutto, eh? - Mh.

- [campanello porta] - Oddio, Tesauro!

[madre] Mandalo affanculo.

- Non mi sono messa le mutandine. - Ah!

[tonfo]

Geremia, che hai rotto?

Perché porti questa fascia in testa?

L'emicrania. Mi uccide.

- Ma ora mi è passata. - No, non toglierla.

Ti dona.

Tu mi prendi in giro.

Ti ho quasi violentata il giorno del tuo matrimonio.

E sono l'essere meno affascinante della Terra,

con o senza fascia.

Mi fai tanta pena.

Ah, ecco, ora mi raccapezzo.

[Rosalba] Innamorarmi di te

è l'ultima cosa al mondo che mi doveva capitare.

Una cosa orrenda e schifosa.

Però è capitata.

E io non voglio tirarmi indietro,

non voglio essere codarda

e avere rimpianti per il resto della mia vita.

Voglio essere coraggiosa.

Il coraggio è l'unica possibilità che abbiamo

di cambiare le nostre vite,

quando non ci piacciono più.

I rimpianti, invece,

ci fanno morire tristi e soli.

[musica in sottofondo]

Ma che è?

Niente, una fetta di patata, non ci badare.

Ahia!

- Sto sbagliando? - No, ho il gesso nello stomaco.

Senti, forse è meglio se ci fermiamo un attimo.

Ci fermiamo?

Questo braccio maledetto.

[musica in sottofondo]

[Geremia] Ho deciso:

una sola mandata, mamma, è tutto quello che abbiamo.

Un milione di euro, e ce ne daranno due.

[madre] Non t'ho insegnato questo.

Ti ho sempre detto: "Piccoli prestiti, poco alla volta, come le formiche".

E infatti siamo diventati ricchi.

Se tu presti tutti i soldi in una mandata sola,

corri il rischio di non rivederli più.

Di colpo potremmo diventare poveri.

Sono cresciuto, mamma. Non sono più un bambino.

Non ho bisogno più dei tuoi consigli.

Tuo padre avrebbe potuto fare un'operazione del genere.

- Tu no. - Io me ne vado, mamma.

Ora ho una fidanzata. Andremo a vivere insieme.

E tu... andrai all'ospizio.

- Tu sei il mio ospizio. - Non più.

Non baderò a spese. Il migliore ospizio privato, per te, mamma.

[madre] Sei cambiato. Sei diventato spendaccione.

È quello che succede agli uomini quando incontrano le donne.

Ma le donne fanno fare una brutta fine agli uomini come te.

E sai perché?

Perché tu sei buono.

E i buoni, come dicesti tu, muoiono bambini.

[Geremia] I bambini sono immortali.

[musica in sottofondo]

[verso di disperazione]

Mamma! Mamma! Mamma!

[gridando] Mamma!

[suono del citofono]

[Geremia dal citofono] Papà... papà...

[Geremia] Che ci fate voi qui?

[in romanesco] Niente. Abbiamo ammazzato due leoni al Colosseo

e ora andiamo dalla moglie dell'Imperatore, che ci vuole scopare.

[risate]

Mettiti dietro, papà.

- Siete padre e figlio? - Sì, ma io sono il maggiore.

- E perché siete vestiti da deficienti? - Per vivere.

Per i turisti.

- Voi vi siete presi i soldi miei. - Magari!

L'amico tuo se li è presi.

A noi ha dato 5000 euro per fare la recita e ci ha salutato.

Quale amico?

Gino, quello che stava sempre insieme a te.

Ora vi sparo.

Salutate tutti.

Ciao a tutti.

Ma non fare stronzate, ci sono i testimoni.

Senti, noi ci andavamo a fare una pizzetta. Vuoi venire?

Ma che pizzetta!

Sono due passi, qua, dietro al Corso.

Papà, ha appena perso un milione di euro. Non ha fame!

Chi mi dice che non vi siete presi voi i soldi?

Ma ti pare? Se avevamo un milione di euro,

passeggiavamo ancora per Roma

vestiti da gladiatori, come tre stronzi alle 4:00?

E su! Vieni a farti una pizzetta e non ci pensiamo più.

Mi spiace, ma è andata proprio così.

Quell'amico tuo, Gino, ci ha avvicinati qualche tempo fa.

Ci ha portati a pranzo e ci ha spiegato i particolari.

Ci ha chiesto se ce la sentivamo, e noi gli abbiamo detto di sì.

Siamo attori, una volta a Cinecittà eravamo di casa.

Oh! Io ho fatto la comparsa col maestro Fellini, due volte.

Poi il cinema italiano è entrato in crisi...

- [Geremia] Era solo? - [Attanasio] No,

con quei due picchiatori, i gemelli.

[Montanaro] Sì. Ma sei frocio? E la bomba?

- Che bomba? - La bomba, Miss Agro Pontino.

Grandezza di Dio. Quella la fanno Miss Lazio,

te lo dice Augusto.

Il mio ultimo pensiero sarà per voi.

[spari]

[Rosalba] Non devi più niente a Geremia.

[Saverio] Io ho contratto un debito, e i debiti si pagano.

[Rosalba] Parli così perché non sai

cosa è stato capace di fare.

[Saverio] E tu, cosa sei stata capace di fare?

Meglio che io non sappia.

[Rosalba] Ora ti dico addio, papà. Vado a Roma.

Ma cosa vai a fare a Roma? Tu sei come me.

- Come te, cosa? - Senza ambizioni.

Io ho i miei progetti e so come realizzarli.

- Come? Cosa sai fare tu? - Io...

io so ballare.

Tu non sai fare niente. E ti stai cagando sotto dalla paura.

[note di chitarra, Gino fischietta]

[musica in sottofondo]

[Geremia] Le corone di fiori, lasciatele sul pianerottolo.

Non è arrivata nessuna corona di fiori, dottore.

[Geremia] Perché tutti lo sapevano che a mamma non piacevano i fiori.

[campanello porta]

[campanello porta]

Grazie.

[rumore di macchine da cucito]

[Geremia] Ci siamo seduti dalla parte del torto, papà.

Perché tutti gli altri posti erano già occupati. E va bene.

Ci siamo detti: "Facciamo i cattivi, perché i buoni muoiono bambini".

E pure questo va bene.

Ci siamo solo dimenticati di dirci qual è il limite.

Perché c'è il limite, papà.

Ma io non lo conosco.

[ronzio del metal detector]

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.