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Sarita!
Sbrigati! Kishori ti aspetta.
Vieni.
Sono venuti con la macchina.
- Ti aspettano da un bel pezzo. - Attenta!
Mandategli la ragazza.
Il ventilatore lo aggiusto dopo. Aspetto fuori.
Sbrigati!
Mamma, Shanta è già grande abbastanza.
Manda anche lei.
Va bene. Lo chiedo a sua madre e un giorno ti potrà accompagnare.
Guardami.
Ti scateni tutto il giorno. Muoviti!
- Sarita, esci di nuovo? - Torno presto.
- Non dar fastidio ai clienti. - No. Di che colore è la macchina?
Ora la vedi.
Ecco il magnaccia.
Ma è troppo giovane.
Salve. Scusate il ritardo.
Non fa niente.
- Spero non faccia storie. - No, si fidi.
- Sali. - Dietro.
Ah, lì?
- Salta su. - Attenta.
Hanno pagato bene. Non dare fastidio, ok?
- Arrivederci. - A lei.
Grazie, signore.
- Come ti chiami? - Kifaayat.
Come un usignolo nella foresta
Io canterò...
Tieni, assaggia.
Non è una ragazza, è un fuoco d'artificio.
Venite!
Prendila!
Afferrala!
Non scappare!
Spruzza anche lui!
Vieni, bel fuoco d'artificio!
Andiamo in macchina!
Non ho motivo di accettarli.
Si girò e vide...
...Shahab e Anwar, inerti quanto la banconota da dieci rupie.
Vedi come ci guarda?
Anche tu hai paura del suo sguardo?
Di papà, dico.
Non quanto dei tuoi racconti.
Nighi, la mia piccolina!
Amore...
...vieni qui.
Sei sveglia, piccola?
Perché compri tutte quelle penne, se poi non le usi?
Le penne di papà...
SAADAT HASAN MANTO
- Come va, Das? - Bene.
Che fai? Forza, circolare!
Buongiorno.
E ora alzati, piano.
Dialoghi!
Oh, mio saggio!
Perché è tanto difficile, la vita?
Perché Dio ci mette alla prova ad ogni passo.
Come possiamo superare la prova della nostra esistenza?
Piantando i semi dell'amore, bambina mia.
Cos'è questa schifezza?
- Che cos'è? - Sig. Manto?
"I semi dell'amore"? Ma per favore!
Digli di smetterla, coi fiori.
Toglitela.
Ha cambiato le mie battute?
Già tornato da Lahore?
Ho saputo che il tribunale l'ha assolta di nuovo.
Toglitela. È un ruolo difficile.
Sig. Manto...
...la sua fortuna ci garantirà un gran successo.
- Gradite del tè? - 2800 rupie.
Ora non posso permettermele.
Accordiamoci per 1800. Ci sta?
Mi dia quel che ha. Il resto settimana prossima.
Depositi l'assegno dopo lunedì.
Come sarebbe? Mi servono adesso.
- Allora posso dargliene solo 1200. - Ma che storia è?
Aftaab...
...quella scura è attraente, ma...
...prendi la più pallida.
A lei la scelta, Manto.
Milleduecento in contanti subito, o 1800 lunedì.
- Decida lei. - E va bene.
Ismat e Manto,
brindo alla vostra assoluzione.
Salute!
Ma che fai?
Non ora, giovanotto.
Ti prometto che presto non ci sarà più.
Su, scendi!
È stato il mio primo ed ultimo processo.
Non ho intenzione di essere di casa in tribunale, come Manto.
State a sentire.
"È vergognoso che Saadat Hasan Manto sia stato assolto per la terza volta.
Lui e il suo osceno racconto, Profumo,
andrebbero banditi. Purtroppo, però..."
Dovresti preoccuparti delle lettere minatorie che ricevo io.
Anche tu le ricevi, Ismat?
Una donna che osa scrivere di una relazione tra due donne?
Non sia mai!
A me è piaciuto quel racconto. Era così originale.
A qualcuno potrebbe dar fastidio, ma...
Il bello è proprio dar fastidio a quel genere di persone.
La trapunta è il tuo racconto migliore.
- A parte l'ultima riga. - Perché?
- Che aveva? - Decisamente pessima.
"Sollevata la trapunta, ciò che vidi...
...non svelerei per un milione di rupie!"
Se è pessima, perché te la ricordi a memoria?
Piantatela, voi due.
Safia...
...questi interminabili processi devono logorarti i nervi.
Non lo ammetterebbe, ma turbano anche lui.
Ti ho consigliato di unirti all'Associazione Autori Progressisti.
E un autore è progressista solo se ne fa parte?
- Ho detto forse questo? - Prof. Krishan Chander,
molti considerano progressiva la scrittura di Saadat Hasan Manto.
E a chi non piacciono le parole forti, quella di Ismat Chughtai!
Bravo.
Secondo me esageri.
A che serve provocare sempre?
Se trovate che i miei racconti siano osceni...
...è la la società in cui vivete a esserlo.
Allora concentrati sulla lotta dei lavoratori,
o sulle atrocità dei britannici.
Che fai, invece? Badi solo alle prostitute.
- Shahid? - Dico male?
Sono arrivato qui a 22 anni.
Dalla finestra della mia stanza, in Faras Road,
vedevo donne sparire nei loro tuguri con uomini inguardabili.
Non dovrei scrivere di loro?
Non fanno parte della società?
Sì, certo.
Gli uomini non vanno dalle prostitute per pregare.
Se loro possono andarci liberamente, perché non possiamo scriverne?
Come facevi a sapere cosa succedesse dietro quelle porte chiuse,
dalla tua finestra?
Non mi credi? Vieni a vedere.
Ismat ti prende in giro. Non prendertela.
Venite o devo andarci da solo?
Siediti, Manto. Era uno scherzo.
Tranquilla, Safia.
Andrà a Clare Road, si fumerà una sigaretta
e sarà di ritorno con un nuovo racconto in tasca.
Vuoi salire o devo scendere?
Cerchi qualcosa?
Una ragazza?
Ne ho una di sopra.
Alzati!
Ti ho portato un cliente.
Lasciami dormire.
Questo è l'ultimo. Poi puoi dormire.
Lasciami in pace.
Alzati, amore. Non fare resistenza. Che mangiamo, se no?
Preferisco morire di fame.
Ma io no. Alzati, puttana!
Alzati!
Ti supplico.
Non dormo da giorni.
Abbi pietà, per l'amor del cielo.
Lasciami...!
Fa' come ti dico. Non te lo sto chiedendo!
Non ci arrivi, con quella testa vuota?
Sparisci. Fammi dormire.
Io ti ammazzo.
"Chi vuole sbarazzarsi dei britannici dev'essere pazzo.
Loro hanno portato il progresso. Prima i corpi venivano solo sepolti,
ma ora ogni tomba è numerata. Quindi è più facile.
Puoi annotarla con gli altri numeri.
Ad esempio, scarpe: 38. Telefono: 44457.
Assicurazione: 225689. Tomba di mamma: 4817."
Tieni.
Mamma voleva essere sepolta accanto a papà.
- Preghiamo per loro. - No.
Solo per mamma.
Non preghi da nessun'altra parte.
Dovresti avvicinarti a Dio, Saadat.
Comincio sempre a scrivere dal numero sacro, il 786.
Perché nostra madre te lo fece promettere.
Qui giace Saadat Hasan Manto...
...sepolto insieme ai misteri del racconto breve.
Saadat!
Da sottoterra si domanda chi sia il più grande narratore, lui o Dio?
Dio! Ma che dici?
Hai accettato il posto a Lahore?
- Non se ne parla. - Come?
- Qui chi ti paga 1000 rupie al mese? - Nessuno. Ma voglio vivere qui.
Là saremo più al sicuro.
Che tu viva per strada o in una villa, questa città non ti chiede nulla.
Ma se Bombay decidesse di andare a Lahore, la seguirei!
Perché devi sempre scherzare?
Qualche giorno di dolore Qualche giorno di torture
Anche questi passeranno Come hanno sempre fatto
Un giorno nei nostri giardini La primavera tornerà
Se esiste un Paradiso Datecelo in Terra
- Due per Byculla. - Victoria Terminus Station.
Non hai portato la macchina fotografica?
- Non mi fai mai una foto. - Lo farò.
Non sembro una star?
Ma certo, Shyam Chaddha.
- Fa cado, toglitela. - Le star non soffrono il caldo.
Quei maledetti inglesi dovranno finalmente andarsene.
Guarda come si chiama questo battitore.
- Hiptulla. - Hiptulla?
- Hiptulla! - Che strano nome.
Riceve il premio... Hiptulla!
Sei una star, Shyam Chaddha.
Non puoi fumare queste, sono da impiegatuccio.
- Te la passi bene, eh? - Non mi lamento.
Scusate, potrei averne una?
Sono impossibili da trovare.
Che scroccone.
Un'altra per il viaggio di ritorno?
Hiptulla!
Non fare l'Hiptulla! Il treno non scappa.
- Viva la rivoluzione! - Viva Hiptulla!
Arif avrebbe la sua età.
Cinque anni e tre mesi.
Nostro figlio è ancora con noi, Safia.
Lascerà questo mondo solo quando lo lasceremo anche noi.
Guarda.
La treccia le colpisce la schiena come una frusta.
Ha anche barba e baffi!
Qualche pelo in eccesso ti disgusta, su una donna?
Niente affatto. Non disgusta nemmeno Hameeda.
Si chiamerebbe Hameeda?
Anche tu ti radi?
No. Io uso Baby Touch.
E quando me lo metto qui, mi fa starnutire.
E i baffi ricrescono dopo una settimana.
Anche Hameeda usa Baby Touch.
Lei usa il rasoio.
Capisco.
Quindi?
Quindi cosa?
Lo scrittore sei tu.
Tutti possono raccontare una storia.
Vero.
C'era un ragazzo, all'università con Hameeda.
Rasheed.
Era per bene, gentile.
Proprio come te.
Voleva essere amico di Hameeda.
Ma non ne aveva il coraggio.
E poi...
Ora tocca a te.
Un giorno vide dei ragazzi che la infastidivano.
"Sig. Hameeda! Due al prezzo di uno! Sia uomo che donna."
Rasheed voleva intervenire, ma non lo fece.
No?
Qualche giorno dopo, Hameeda si ammalò.
Scrisse a Rasheed e lui corse da lei.
Vide il volto di Hameeda ricoperto di folti peli.
Mise subito a bollire un po' d'acqua.
Preparò della schiuma, le ammorbidì la barba
e iniziò a raderla con delicatezza.
Da allora Rasheed rade due volti, non uno.
Non sono più comodi i sandali?
Jinnah dice che là saremmo più al sicuro.
Jinnah? Nehru? Cosa mi rappresentano?
Il mio Paese è Bhendi Bazaar.
Non andrei nemmeno a Grant Road e vuoi mandarmi a Karachi?
Questo è il loro Paese.
Induisti e musulmani non sono fratelli.
- Ci uccideranno, ci bruceranno casa. - Là è lo stesso.
Non è che là regni la pace. Sta' a sentire.
I nostri antenati sono sepolti qui. Come lo saremo noi.
Chiaro?
Fa' come ti pare. Io ci vado.
Lei è il signor Manto, vero? Che piacere incontrarla.
Mi ha appena visto e già è felice?
Compro la rivista Mussavar solo per lei.
Niente rubrica venerdì scorso?
La politica deve aver avuto la meglio.
Che è successo?
Ti ha fermato un'ammiratrice?
Che piedi orrendi, mi viene da piangere.
I miei sono ancora peggio.
Troppo femminili.
E allora? Le donne ti interessano parecchio, no?
Non vuol dire che voglia diventarlo!
Vi ammazziamo, musulmani! Bruceremo le vostre botteghe!
Niente paura, vi faccio uscire dal retro.
Hindi, Indù e Indostan! I musulmani in Pakistan!
Vi ammazzeremo tutti!
- Andiamo, Saadat. - Sì.
Hindi, Indù e Indostan! I musulmani in Pakistan!
Safia?
Safia!
Svegliati, Safia.
Perdonami, amore, ma dobbiamo festeggiare insieme. Vieni.
Guarda, Nighi.
Vieni.
Guarda in cielo.
Guarda!
Lunga vita all'India!
Vittoria per l'India!
Tu nascerai in un'India libera.
- Sig. Ashok, quando si gira? - Presto.
Ismat, ho letto il tuo racconto.
Sig. Naushad!
- Amico mio. - Shyam!
- Che bevi? - Whisky.
Ne prendo uno.
Che è successo? Non ci hai ancora parlato?
- No, ero... - Vieni.
- Ashok, conosci Safia? - Ma che dici?
Come dimenticare i suoi deliziosi keema paratha?
Allora non essere timido, dalle la mano.
Certo, diamoci la mano! Non bevi?
Himanshu! Scusatemi.
Sig. Manto, ha letto la mia sceneggiatura?
Che ne pensa?
Asif, le mie opinioni non sono più gratuite.
- Aspetti. - Scherzavo.
- Salaam. - Salaam.
Come stai?
Scusi, Jaddan Bai. Un minuto.
Ecco la ricompensa. Com'era la sceneggiatura?
Del tutto pietosa.
- Quanto sei crudele! - No, Jaddan Bai. Ha ragione.
Per questo ho deciso di realizzare Mughal-e-Azam.
E non ci sarà bisogno di leggerne la sceneggiatura.
Ecco, ne beva un altro!
Naushad!
Non vai a Lahore per le nozze di tua sorella?
Sì, ma senza di lui.
- Si rifiuta di venire. - Perché?
Non ti consigliano tutti di andare in Pakistan?
Stiamo bene qui.
Torno subito.
- Ashok, hai ricevuto una quarta lettera. - Che lettera?
Niente, è solo...
Accusano la Bombay Talkies di assumere troppi musulmani.
Chi?
Dei codardi anonimi.
Non hanno tutti i torti.
Alla Sagar e alla Filmistan ce ne sono meno.
Io, Ismat, Shahid, Kamall...
- Assumiamo chi vogliamo. - Licenziatemi. Uno in meno.
Non c'è bisogno di fare i martiri.
- Non si tratta... - Lascia stare.
Dimmi.
Perché hai detto che la mia sceneggiatura aveva meno Hiptulla?
- Perché è vero. - Che vuol dire?
Scusate l'interruzione...!
Con permesso, scusate. Grazie.
Signore e signori...
È incredibile, il nostro Paese è finalmente libero.
Ma non per merito nostro. Non abbiamo versato sangue o sudore.
È giunta l'ora...
...di essere più responsabili.
Ma...
...i festeggiamenti di oggi saranno completi...
...solo quando canterà Jaddan Bai. Che ve ne pare?
Che dire?
Ciò che incontrarti
Ha significato per me
Ho capito il senso del dolore
Ho ritrovato il mio cuore
Che dire?
Che dire?
Ciò che incontrarti Ha significato per me
Ho capito il senso del dolore
Ho ritrovato il mio cuore
Che dire?
Strappami via questo cuore ferito
Strappami via questo cuore ferito
O credi nella mia fedeltà
Ho capito il senso del dolore
Ho ritrovato il mio cuore
Che dire?
Quella lettera risale a tre mesi fa.
È successo qualcosa?
Non sei l'unico musulmano agli studios.
Ma ora minacciano di incendiarli.
- Non voglio che... - Tranquillo, Manto.
Sono solo idiozie. Passeranno.
Può darsi.
- Perché gira di qui? - Conosco una scorciatoia.
Ma è una zona musulmana.
Ma cos'è? Da quando lo porti?
Che fai?
E se ti riconoscono? Sanno che sei induista.
- Ti prego, mettitelo. - Sei pazzo?
- Ashok Kumar? - Ashok Kumar.
È Ashok Kumar! La star!
Ashok Kumar!
La strada è sbarrata, signore. Prenda la trasversale.
Fateli passare, forza.
Su, vai.
Arrivederci, sig. Ashok.
Ti sei spaventato inutilmente.
Che ti prende, Manto?
Avevi un motivo valido.
- Per forza hai avuto paura! - Perché?
Non ho mai visto una folla? Un corteo di nozze?
Ma i tempi sono cambiati.
- Per questo bisogna avere i copricapi. - I copricapi?
Uno indù e uno musulmano.
Che ci vuoi fare? Quando la religione dal cuore passa alla testa,
ci vogliono i copricapi.
Grazie a suo padre, Saadat prova timore.
Ma lui...
Sono contento che tu parta con Nighi.
Al vostro ritorno, le cose si saranno sistemate.
Metto anche queste.
Non mi piace andarci da sola.
Perché? Sarai con la nostra Nighi.
E poi c'è anche mia sorella.
Mi preoccupo per te.
Ah, non te l'ho detto.
Shyam starà qui per qualche giorno.
- Porta il 42 di scarpe, vero? - Sì.
Gliene porto un paio.
L'ultima volta ti sei scordato.
Io sono la tua luna, tu il suo chiarore
Il mio amore non è cosa passeggera
Io la tua canzone, tu la mia melodia
Io la tua canzone, tu la mia melodia
Non sembri dell'umore, Shyam.
Interrompiamo le prove.
Mi lasci continuare, sig. Naushad.
Domani andrà meglio. Ci vediamo in studio alle 9.
D'accordo.
Che c'è, star?
Mi sei sembrato poco convinto.
C'è mio zio, da Rawalpindi. Vieni con me.
Perché? Va tutto bene?
Manjeet.
Manjeet...
Manjeet.
Poi la folla si è avvicinata, urlando: "Ammazzateli!"
Ho detto a tutti di nascondersi in magazzino.
Ma a Manjeet...
Era il mio primogenito.
Gli ho detto:
"Lascia che resti di guardia con te".
Ma non volle saperne.
E subito dopo...
...sfondarono porte e finestre.
Ci rifugiammo sul tetto.
E da lì raggiungemmo la stazione.
Volevo tornare indietro per lui.
Ma come avrei potuto?
Come avrei potuto lasciare mia madre?
O le mie bambine.
Guardatele.
Sono ancora terrorizzate.
E mia moglie...
...non parla da allora.
"Dove saranno cremate o sepolte le ossa, una volta svanita la carne religiosa?"
Mio Dio! La pianti di trasformare tutto in prosa?
Non sono personaggi di un tuo racconto.
Sono i miei familiari.
Vivono e respirano. Sono persone vere.
O conta la vita di tutti,
o non conta quella di nessuno.
Ti viene facile dire queste cose?
O scriverle?
No.
Affatto.
Quei maledetti musulmani!
Anche io sono musulmano, Shyam.
Ci fosse una rivolta anche da noi che fai, mi ammazzi?
Non è da escludere.
786
Che fai?
Sei impazzito?
Non tutti i musulmani scappano in Pakistan.
Proprio tu, poi?
Amico mio...
Senti, non puoi andartene.
Non te lo permetterò.
Sei a malapena musulmano!
Abbastanza da venire ammazzato.
Avrei dovuto visitare la tomba di mia madre.
Amico mio...
- Mi dispiace per quello che ho detto. - Lascia stare.
Saresti più dispiaciuto se mi avessi ammazzato davvero.
Ricordi di quando Govind ci diede un paan?
Non avevamo i soldi per pagarlo.
Gli devo ancora una rupia.
Gliela darò io.
No.
Voglio restare debitore a questa città per sempre.
Brutto maiale.
Maiale pakistano.
Lunga vita al Pakistan.
Lunga vita all'India.
- Hiptulla! - Hiptulla!
Qui non c'era un negozio di scarpe?
C'è ancora. Dopo le nove.
Quante?
Tante così.
Zio, hai saputo?
Hanno ammazzato Gandhi.
- Cosa? - Sì.
Come?
- Chi è stato? - Un indù.
Tre pallottole nel petto.
Mio Dio!
Brutto insolente!
Non sai come si danno le cattive notizie? Sparisci!
Imran!
Tieni, piccolo. Mangia.
Avete trovato Sakina?
Ci sono novità?
- Avete trovato Sakina? - La troverai.
Sono quattro giorni che me lo dite.
Dimmi, com'era fatta questa Sakina?
Ve l'ho già detto.
Non ha nemmeno 17 anni.
Molto bella. Occhi grandi, capelli lunghi.
Ha un neo sulla guancia.
Ti prometto che oggi la troviamo.
Quando la troverete?
Mi dite sempre così.
Fratelli...
...avete visto Sakina?
Occhi grandi, lunghi capelli neri.
Un neo...
- Sakina! - Che fai?
Sono suo padre.
Apri.
Apri!
Il cadavere si mosse.
La sua mano esangue slacciò i pantaloni e li abbassò.
Il vecchio Sirajuddin gridò di gioia! "Mia figlia è viva!"
E il dottore sudò freddo.
Apri.
Incredibile!
Lo pubblicherò, sig. Manto.
Come le vengono in mente, certe storie?
Mi perseguiterà per giorni.
E il racconto Carne fredda?
Quello è troppo scabroso per la mia rivista.
Si accomodi.
Al giorno d'oggi...
...ancora non usa la macchina da scrivere?
Il ticchettio fa fuggire i miei pensieri come farfalle.
Mi basta una matita.
E le sue costose Sheaffer e Parker?
Sono in un cassetto, chissà dove.
Non creda che, solo perché scritto a matita, possa essere cancellato.
Lei non cancella mai le sue parole, come potrebbe osare farlo qualcun altro?
Un minuto.
- Ecco il suo ghee. - Grazie, Nadeem.
Ora non devo spedirlo fino a Bombay.
- Non posso credere che si sia trasferito. - Bombay vive dentro di me.
Di chi è questa poesia?
Di Faiz.
L'alba della libertà.
Ogni volta che la leggo...
"Quest'alba macchiata,
Questa sera divenuta alba,
Non è questa l'alba da lungo attesa.
Questa non è l'alba alla cui ricerca
Ci siam messi in cammino pensando che in qualche luogo
Nel deserto del cielo dev'esserci la meta della stelle.
La spiaggia della marea della notte in qualche luogo,
L'ancoraggio della nave del dolore in qualche luogo."
Ridammelo.
Volete svuotare tutta casa?
Almeno i libri di Saadat saranno in ordine.
Nuzhi mi ha preso tutti i giocattoli.
- E tu che hai fatto? - Sono venuta da te.
Allora siediti qui.
Ti racconto una storia. Vuoi?
C'era una volta Nani. La sua sorellina era Nahani.
E il suo fratellino Bisaula.
Costruì tre villaggi.
Due pieni di abitanti e uno senza.
Poi arrivarono tre ospiti.
Due portavano il broncio, uno era scontento.
Quello scontento ricevette tre baci.
Uno qui e uno qui.
E uno... fu dimenticato!
Vieni, Saadat.
Si fredda.
Saadat...
...hai pensato di trovarti un lavoro?
No.
Ma se vuoi posso diventare un servo del governo.
O vendere pozioni come quel ciarlatano di Ghulam Ahmad.
Tanto faccio fatica a scrivere.
Perché dici così?
Di cosa potrei scrivere?
Questa mattina, sei bruti hanno rapito una donna alla fermata.
Dopo averla stuprata, l'hanno abbandonata nuda di notte.
Correndo, il figlio le è morto in braccio.
Dovrei scrivere di tutto questo?
Papà.
E il terzo bacio?
Non te lo do.
Tranquilla. Scriverò abbastanza da non farci morire di fame.
È questa la mia paura.
Morire di fame per ciò che scrivi.
Spero non sia un articolo troppo serio, questa volta.
Qualcosa di più leggero, magari?
Parla di chi scrocca sigarette.
Che c'è di più leggero del fumo?
Caspita, ben detto!
Con permesso.
Sig. Manto.
I suoi racconti dimostrano una profonda empatia per le donne.
- Come mai? - Non per tutte.
Solo per quelle che non si vendono, eppure vengono comperate.
O per quelle che lavorano di notte
e dormono di giorno. E si svegliano terrorizzate
ogni volta che sognano la vecchiaia alle porte.
Sono loro le mie eroine.
Vogliamo discutere i termini di pagamento?
Che c'è da discutere? 50 rupie, come al solito.
- Vorrà scherzare. - Prego?
Non posso fare più di 20.
Ora è lei a scherzare.
Mi creda, è impossibile.
Può finirlo a casa e consegnarlo domani.
Per 20 rupie dovrei tornare due volte?
Lunga vita all'India!
Lunga vita al Pakistan!
Questi slogan hanno dato vita a molte domande.
Quando eravamo assoggettati, potevamo sognare la libertà.
Ma ora che siamo liberi, quale sogno potremmo ancora sognare?
"Qual è il mio Paese? Perché la gente viene massacrata?"
Tutte queste domande hanno risposte diverse.
La risposta indiana, la risposta pakistana.
La risposta induista, la risposta musulmana.
Alcuni cercano risposte tra le macerie delle rivolte del 1857.
Altri ritengono sia colpa della East India Company.
Altri ancora scavano tra i resti dell'impero del Mughal.
Guardano tutti al passato.
Mentre le atrocità odierne scrivono la storia con armi e sangue.
Se doveste colpirmi per le mie parole,
non farei una piega.
Ma se doveste uccidermi in uno scontro tra induisti e musulmani,
ogni goccia del mio sangue sarebbe una lacrima.
Io sono un artista.
Non sopporto le ferite insignificanti e i lividi inutili.
Quando mi sono immerso nel mare di sangue...
...versato dall'uomo per mano dell'uomo,
ho trovato qualche perla: di lacrime, rimorso e vergogna.
Sono racchiuse nel mio nuovo libro.
Margini Neri. Da cui vi leggerò tre racconti.
Doppio gioco.
"Mi hai venduto benzina a prezzo di mercato nero,
ma era così impura che non sarebbe mai bruciata.
Perdonami.
"Il coltello affondò nel ventre,
tagliando anche il pigiama.
Davanti all'uomo nudo, l'assassino disse una preghiera.
Perdonami, Allah, ho sbagliato."
E ora l'ultimo.
Si intitola Bisogno di riposo.
"Non è morto. C'è ancora un soffio di vita in lui."
"Lascia stare, amico mio, sono troppo stanco."
Se solo i nostri incontri attirassero sempre così tanta gente!
Comunque...
...come sempre, l'autore è qui con noi.
Se avete commenti validi, vi invito a condividerli.
- Allora concludiamo... - Signore.
Mi chiamo Ansaar Shabnam Dil.
Chiedo scusa.
Trovo che i suoi racconti siano deprimenti e nichilsti.
Spingerebbero chiunque al suicidio.
Con un nome simile, mi suiciderei anch'io.
Giovanotto, non puoi sapere cosa provino gli altri.
Parla solo per te.
Sig. Manto,
come ben sa, all'autore non è concesso rispondere ai commenti.
Sig. Manto!
Manto!
Incredibile! Che discorso. Avevo la pelle d'oca.
Andiamo?
- No, Shaad, vado a casa. - Al Clifton sentiranno la tua mancanza.
Almeno un sorso.
È l'ultima che ho!
Sig. Manto...
Mi dispiace, non volevo offenderla.
Beh, non puoi farlo.
I suoi racconti sono così inquietanti.
Carne fredda non mi ha fatto dormire.
- Bene. - Sì, ma...
Di questi tempi, come i cosiddetti "progressisti",
anche lei sceglie di essere ottimista?
- Cerco sempre il risvolto positivo. - Ehi.
Dammi.
Sono il segretario della Società letteraria all'università.
Verrebbe a parlare agli studenti?
Prima chiedi al Preside...
...se posso venirci ubriaco.
- Prego? - Sì.
Chiederò.
Ascolti.
- Lo conosce? - Mi deve dei soldi.
Capisco.
Quando mi vede, si imbarazza.
È un brav'uomo. Me li ridarà quando può.
Questa è la Lakshmi Mansion. Gli indù ci vivevano da anni.
Alcuni sono stati massacrati. Altri sbattuti fuori.
Ora ci viviamo noi.
Dimmi, cosa c'è da essere ottimisti?
Manto!
Ti cercano tutti.
Dov'eri?
Questi Parsi...
...mi ricordano un po' Bombay.
- Se gli studenti potessero... - Parlane col Preside.
Che è successo?
Non ha detto...
Eccolo qua. L'avevo detto che non era in casa.
- Che succede? - Perquisiscono...
Sig. Manto.
Lei è accusato di oscenità per il racconto Carne fredda.
Ecco il mandato.
- Vi prego, parlate piano. - I bambini dormono.
So che scrive molto. Dove sono le sue opere?
Abbiamo trovato solo dei fogli e una bottiglia.
Guardate in bagno.
Che cos'è? Vuole scherzare?
È un indirizzo di Bombay.
La mia roba è rimasta tutta là.
Signore...
- Questo è tutto. - Buttatelo.
Ascoltate.
Il viaggiatore va da un posto all'altro
Dimenticando la via di casa
Questa non la cantava Shyam?
Lui non sa Cosa è tuo e cosa è mio
E si dimentica di chi gli appartiene
E va bene.
Ci vediamo in tribunale.
- Andiamo. - Un momento, signore.
Stai bene? Di che canzone parli?
Saadat?
Che cosa è stato dimenticato? Come è stato dimenticato?
E perché lo vuoi sapere?
Accetta piuttosto che lui non ha colpe
È un uomo semplice Che semplicemente dimentica
Il viaggiatore va da un posto all'altro
Dimenticando la via di casa
Saadat Hasan Manto per aver scritto Carne fredda,
l'editore Anwar e il curatore editoriale Mateen per averlo pubblicato,
sono accusati di oscenità,
reato perseguibile secondo la sezione 292 del codice penale.
Dove sei stato in questi giorni?
Non lo so.
Che razza di risposta sarebbe?
Che ti prende, amore mio?
Kulwant.
Sì?
Dov'eri?
Giochiamo a carte.
Levati.
Smettila di giocare, Ishar! Scopri la carta vincente.
La carta vincente, Ishar Singh.
Scopri la carta vincente!
Chi è la sgualdrina che ti ha già spremuto?
Chi è?
Nessuno, Kulwant.
Nessuno.
Giura su Dio che non c'è un'altra donna.
Ti ho chiesto chi è quella sgualdrina.
Dimmi chi è!
Gli uomini sono fottute creature.
Vedi di venire al dunque!
Mi hai appena sgozzato!
E pretendi che parli più in fretta?
La casa in cui mi sono introdotto...
...ospitava sette persone.
Ne ho uccise sei.
Con lo stesso pugnale che tu...
Lascialo!
Ascolta...
C'era anche una ragazza.
Era bellissima.
L'ho portata sulle spalle.
Lungo la strada...
...l'ho fatta stendere sull'erba.
Prima ho pensato...
...che avrei solo giocato.
E poi?
Ho scoperto la carta vincente.
- Ma... - Ma cosa?
Era morta.
Era già cadavere.
Nient'altro che...
...carne fredda.
Amore mio.
Dammi la mano.
Che ve ne pare di questo racconto?
È del tutto perverso. Pieno di allusioni di natura sessuale.
I personaggi usano un linguaggio deplorevole.
Storie simili rischiano di corrompere la gioventù.
Mi dica in che modo.
Come scrittori, è nostra responsabilità educare i giovani
ai nostri sacrifici e alle nostre vittorie.
Scrivere di coraggio e speranza, non...
Certo! La verità non va mai raccontata.
Strappate le pagine che non vi piacciono!
Ordine!
Non si tratta di verità o meno.
Dico solo che se si vuole avere la libertà di scrivere
bisogna conoscerne le responsabilità.
È tutto, Vostro Onore.
Avevo detto di non contattare altri scrittori.
Ha fornito un testimone all'Accusa.
Non si preoccupi, avv. Khalid. Per ogni Zaidi, c'è un Faiz.
In questo Paese, gli scrittori dovrebbero sapere cos'è la vera oscenità.
Questo è un processo, non una gara di scrittura.
Si rende conto di quanto sia grave?
Avv. Khalid,
può presentare i testimoni.
Invito il famoso poeta urdu e caporedattore del Pakistan Times,
Faiz Ahmad Faiz, a prendere la parola.
Sig. Faiz, come coordinatore del dipartimento stampa,
conferma che questo abbia sporto denuncia contro Carne fredda?
Sì. Ma io ero assolutamente contrario.
Ho già detto in passato e sono tuttora convinto
- che il racconto non sia osceno. - E il suo linguaggio?
Forse non dal punto di vista parlamentare,
ma da quello letterario non trovo che lo sia.
Il racconto in questione non è un esempio di alta letteratura,
ma non può definirsi osceno.
Per oggi è tutto.
- Sig. Manto? - Saadat!
Saadat!
Ismat!
- Riportami a Bombay. - Cosa?
Manto, vieni con me.
Su, Manto.
Che le stavi dicendo? Andiamo!
Ma che fai?
Andiamo.
Aprile.
Tutti ti scrivono, ma tu non...
Quello era un altro mondo.
Che hai scelto di abbandonare.
Non ti capisco.
La gente parla a sproposito, quando è arrabbiata.
Non è per quello che ha detto Shyam.
Un giorno avrei potuto pensare la stessa cosa anch'io.
Non siamo poi tanto diversi.
No.
- Aprila. - Lascia stare.
Aprila.
Almeno leggi quella di Ismat.
"Manto, amico e nemico mio,
oggi ti pensavo.
Ricordi il nostro primo incontro?
Ero agitata...
...come prima di un esame.
Mi avevano detto dei tuoi commenti al vetriolo.
Invece fummo amichevoli e informali dal primo momento.
Come se dovessimo recuperare il tempo perduto.
Le mie lettere non avranno il potere di farti tornare,
ma potresti almeno rispondere."
"Manto è uno scrittore umano, testimone del marcio della società.
Eppure ha scelto la via del sensazionalismo.
Leggendo Margini neri si ha l'impressione
che stia rubando anelli e mozziconi da un mucchio di cadaveri.
Manto, i progressisti ti implorano
di elevare la tua scrittura e di darle intensità emotiva."
Torno... subito.
Posso sedermi?
È un luogo pubblico, siediti dove ti pare.
Tu...
...potevi dirmelo di persona.
Non è facile trovarti, di questi tempi.
Scusami, Manto... ma non frequento posti simili.
Il governo perseguita i nostri amici.
Arresta i nostri compagni.
E tu rifiuti di riconoscere i nemici?
Gente come Shaad...
Non preoccuparti di chi, quando e dove frequento.
E chi sarebbero questi amici?
I compagni che hanno deliberato contro di me?
O quelli che scrivono lettere aperte?
Ero preoccupato.
Per questo l'ho scritta. Per questo sono qui.
E poi...
...come ti sei ridotto?
- Questi scrocconi ti hanno avvelenato... - Non ti riguarda.
- Cerco solo di... - Nadeem!
Siamo amici...
...non sei la voce della mia coscienza.
L'avvocato è a Karachi per motivi personali.
Le chiedo di rimandare l'udienza.
Impossibile. Si trovi un altro avvocato.
Se permette, vorrei rappresentarmi da solo.
Come vuole.
Può controinterrogare il teste.
Grazie.
Maulana, prego.
Maulana Tahir.
Ha detto che il pubblico andrebbe protetto da Carne fredda.
Decisamente!
Se uno lo leggesse in pubblico, la gente gli sputerebbe in faccia.
E se lo leggesse in privato, la sua coscienza diverrebbe impura.
Leggendone la fine, non ha...
La prima parte era talmente disgustosa, che...
Mio Dio!
"La tua bocca sulla mia. La tua lingua intrecciata alla mia.
Il tuo amore mi avviluppa, il tuo abbraccio mi stringe."
Ordine!
Rispetti questa Corte e si attenga al caso.
Lo sto facendo, Vostro Onore.
Che opinione ha di questi versi?
Dove ha trovato questa porcheria?
- Anche questo poema è osceno? - Senza dubbio.
- Quindi anche il suo autore? - Certamente.
Cosa sta cercando di farmi dire?
Che per comprendere un'opera bisogna conoscerne il contesto.
Un autore non va giudicato per una parola o per un verso,
ma per la sua opera omnia.
Come cambiano i tempi, è importante che cambi anche la letteratura.
Per sua informazione, il verso era di Khwaja Mir Dard.
Impossibile!
- Dovrebbe saperlo. - Basta così.
Maulana, può andare.
La Difesa può chiamare il proprio teste.
Vorrei chiamare il preside del Dayal Singh College,
il prof. dott. Abid Ali Abid.
Prof. Abid, definirebbe osceno Carne fredda?
Prima di poter rispondere dovremmo stabilire cosa sia "osceno".
Molti libri sono considerati osceni non solo dai lettori,
ma anche dagli autori e dagli editori.
Pertanto vengono pubblicati sotto falso nome.
Lo scopo di tali scrittori
è quello di suscitare facili fantasie sessuali.
- E lo fa anche Carne fredda? - No, per nulla.
Infatti...
...anche la coscienza del suo personaggio
è profondamente scossa da quanto accaduto.
Mia figlia ed io abbiamo letto il racconto.
Ed è nostro parere che sia uno dei suoi migliori.
Grazie, prof. Abid.
- Allora può... - Professore.
Ha espresso il suo parere, può andare.
Per oggi è tutto.
Siamo in tribunale, sig. Manto, non è casa sua.
È vietato fumare.
Ma non stavo per farlo, Vostro Onore.
Signore.
"Salaam, caro zio.
Questa lettera è da parte del tuo nipote pakistano,
che nessuno conosce nella tua terra delle sette libertà.
Sei il mio zio preferito.
Perciò ti richiederei,
per una buona causa,
una minuscola e insignificante...
...bomba atomica!
Hai compiuto opere nobili,
come radere al suolo Hiroshima e Nagasaki.
Grazie e te, molti bambini americani sono nati in Giappone."
Verissimo!
"Qui, molte persone devote,
dopo aver urinato per strada, si puliscono...
...con un tozzo d'argilla.
Lo infilano nel pigiama e si sfregano per bene.
Ogni volta che ne vedo uno,
mi vien voglia di colpirlo con una di quelle bombe atomiche
e di farlo saltare per aria col suo pezzo d'argilla!"
Manto dovrebbe spedire le sue Lettere allo Zio Sam in America.
- State a sentire. - Sigaretta?
Dice...
"Sono nato in un posto che ora fa parte dell'India.
Mia madre è sepolta là, così come mio padre.
Anche il mio primogenito, Arif, è sepolto laggiù.
Ma quello non è più il mio Paese. Il mio Paese ora è il Pakistan.
Come il mio Paese, sono stato scisso nel nome della libertà.
Ma che se ne fa della libertà, un uccello dalle ali tarpate?"
Manto!
Sei qui!
Perché non sei venuto alla prima?
Se non fossi venuto stasera, ti avrei fatto rapire.
Prima dimmi come stai.
Come ti sembro?
- E la mia Bombay? - Tutto bene, immagino.
Ero ad Amritsar tutta la settimana.
Che strano! Solo un'ora di viaggio eppure è un altro Paese.
No, aspetta.
Dimmi.
Perché non rispondi alle mie lettere?
Ismat è arrabbiata.
Ashok è preoccupato e io sono offeso.
Non resta nulla da dire.
Allora torna! Bombay ti aspetta a braccia aperte.
Hiptulla!
Hiptulla.
Che c'è?
Non scrivi più per il cinema?
Conosco il proprietario della Tehseen Pictures. Ci parlo?
- Ci ho già provato... - Shyam!
Hai intenzione di ignorarci?
Amici,
sono contentissimo di essere di nuovo nella mia amata Lahore.
Qui imparai l'arte dell'amore.
Bravo!
Vino e seduzione vanno d'accordo.
Andiamo. Che fretta c'è?
Perché fumi questa robaccia?
Sono da impiegatucci, non da scrittori come te.
Ecco, tieni.
- Prendile. - No.
Da' qua.
Quand'è l'ultima udienza?
Tra qualche mese.
O magari l'anno prossimo. O quello dopo...
...o dopo ancora.
Su, alzati.
- La tua città ora è Lahore. - No. Safia è sola con le bambine.
- No... - Piantala di fare l'Hiptulla! Prendili.
No.
Forza, andiamo, Shyam.
È già tardi.
Sarà già finito anche lo spettacolo di danza.
Non andare via. Torno subito.
Aspettami lì.
- Andiamo sull'altalena. - Attenta, Nuzhi.
Avrei preferito che Faiz trovasse osceno il mio racconto,
piuttosto che definirlo indegno dell'alta letteratura.
Ci pensi ancora?
Mentre io sono nel panico per il verdetto del giudice?
Papà, guarda che è successo al mio serpente.
Allora aggiustiamolo!
Vuoi che gli raddrizzi la coda?
Fatto!
Va bene?
Che cattivo odore la tua bocca, papà!
Nuzhi, papà mi ha aggiustato il serpente.
Sono disperato, Safia.
"Non sono una canzone o una melodia. Sono la voce della mia sconfitta."
Non sarà Ghalib a risolvere i tuoi problemi.
- Se continui a scrivere e bere così... - Mi tiene in vita.
E le persone che ti circondano, invece?
Provi empatia solo per i tuoi personaggi.
Alla fine restano solo i racconti e i personaggi.
- Rivoglio l'uomo che ho sposato. - Bevevo anche allora.
Lo dissi anche a tuo padre.
Sì, bevevi, ma non così. Ora bevi anche di giorno.
Che hai fatto?
Lascia stare.
Chi non tiene a sé, come può prendersi cura degli altri?
Se sono così tremendo, allora lasciami.
D'accordo.
Se è questo che vuoi.
Me ne andrò dopo il processo.
Mamma.
Mamma, mi spingi?
Ammetto di aver scritto Carne fredda.
Ma non è affatto osceno.
Il mio racconto può piacervi o meno.
I critici potranno discuterne il livello.
Ma il mio racconto è letteratura.
E la letteratura non è mai oscena.
L'Accusa si concentra solo sul linguaggio di Ishar Singh.
Nella vita vera, migliaia di persone parlano come il mio personaggio.
Ad esempio, se dicessi:
"Brutto coglione, mi cerchi laggiù quando invece sono qui".
O se dicessi:
"Questo maledetto giudice non è poi male". Starei maledicendo lui?
La gente non usa espressioni simili?
Perché è vietato rappresentare la realtà?
Scrivo di quello che vedo e quello che so.
Negare la realtà ci rende forse migliori?
Ishar Singh sarà scurrile, il contesto sarà scellerato,
ma il racconto ci mostra che nonostante la sua natura animalesca,
Ishar Singh è di grande umanità.
Così come lo è il suo autore, Saadat Hasan Manto.
E invece di capirlo, la cosa assurda è che vengo processato.
Il francese Gustave Flaubert per Madame Bovary
e l'irlandese James Joyce per Ulisse ricevettero simil i accuse.
I miei racconti sono specchio della società.
Se a qualcuno non piace quanto vi è riflesso,
la colpa non è di certo mia.
Le foglie di neem sono amare, ma purificano il sangue.
Non ho altro da dire.
Ha solo perso tempo.
Basterebbe il suo discorso, per condannarla.
Imputati, in piedi.
Avendo ascoltato le testimonianze,
riconosco che questo racconto sia degno di essere definito letteratura.
Ma va comunque contro la morale di questo Paese.
La letteratura oscena è comunque oscena.
Pertanto, in base alla sezione 292 del codice penale pakistano,
Saadat Hasan Manto,
Naseer Anwar e Arif Abdul Mateen
riceveranno una multa di 300 rupie ciascuno,
il cui mancato pagamento comporterebbe tre mesi di reclusione.
Non voglio morire in galera.
Non voglio morire in galera. Non voglio...
Che è successo?
Non voglio morire in galera.
Devi aver avuto un incubo.
Sei riuscito a pagare la multa.
E faremo ricorso.
Stai tranquillo.
Questa casa, che ci ha dato Hamid,
il prestito del sig. Chaudhary...
Le donazioni dei miei sostenitori.
Non ce la faccio più.
Mi dispiace.
Mi dispiace tanto.
Mi dispiace.
Mi dispiace, angeli miei.
Tutto bene?
Manto?
Jamal Hussain mi deve anche l'altra settimana.
Ok. Faccio subito.
Dice di non avere i soldi.
Te li paga entrambi settimana prossima.
Jamal Hussain!
E ora che c'è?
- Si accomodi. - No, grazie.
- Va' pure, ti richiamo. - Aspetti.
Preferisco parlare di soldi davanti a tutti.
Ho già spiegato tutto al suo amico. Glielo chieda.
Mi ridia il mio articolo!
- Non c'è da arrabbiarsi. - Me lo ridia!
Va bene, come vuole.
Chi ce l'ha?
Ecco qua.
Dov'è la ricetta del medico?
Rimettile dov'erano. Etichetta le altre.
Come si fa a metterle via senza etichette?
Meraj?
Salaam!
Shaad Amritsari dice che il sig. Yunus vuole vedermi.
Sì, sono contento che sia venuto. Si accomodi.
Vado a chiedere.
Non scrivo sceneggiature da tre anni.
Ma la mia penna è più affilata che mai.
Da questa parte, prego. Il sig. Yunus è occupato.
Cercavo di contattarla da giorni.
Stavo per scrivere al sig. Shyam.
- Shyam? - Sì. Shaad non gliel'ha detto?
Il sig. Shyam continua a spedirci telegrammi. Guardi.
Vi prego di dare a Manto 500 rupie dal mio pagamento.
Ditegli 'Hiptulla', capirà."
Posso tenerli?
Certo, a me non servono.
Che Dio l'assista.
La Pak Tea House dovrebbe vendere alcolici.
Manto, perché la gente beve tanto?
Alcuni bevono per lenire il dolore.
E altri...
...per far tacere la coscienza.
- Ma con te non funziona. - Perché?
Almeno mi tiene caldo.
"Le foglie di neem sono amare, ma purificano il sangue."
L'alcol ha un odore amaro, ma tiene caldo il corpo!
Bravo, Manto!
Manto!
Dev'essere lui.
Quanto volevi farla aspettare, per le medicine?
E se fosse successo qualcosa a Nighi?
Su, alzati, Saadat.
Forza.
- Portami all'ospedale. - Va bene.
Portami all'ospedale.
- Va bene. - Voglio andare all'ospedale.
Smetterò di bere.
Smetterò di bere.
- E il tappo? - Dov'è? Era qui.
- L'hai preso tu. - Non litigate.
Sbrigati, Saadat. L'autobus sta per arrivare.
Non posso abbracciarle un'ultima volta?
Presto non avrai più l'alito amaro.
So che vuoi guarire. Almeno per le tue bambine.
Anche per te.
Soprattutto per te.
Saadat!
Andiamo? Sta arrivando il numero quattro.
Poi arrivarono tre ospiti. Due portavano il broncio, uno era scontento.
Quello scontento ricevette tre baci.
Uno qui, uno qui
- e un altro... - Qui?
Fermo! Fermati qui.
MORTO L'ATTORE SHYAM CHADDA.
CADE DA CAVALLO DURANTE LE RIPRESE.
Brutto traditore!
E ora con chi faccio l'Hiptulla?
Andiamo.
Il dottore ti sta chiamando.
Che cos'è il Pakistan?
È il nome di quel posto in India dove fanno i coltellacci per tagliare le gole.
Sopra la cas cas l’annesso la baia baiana biascicare le lenticchie della lantana.
Se noi siamo in India...
...il Pakistan dov'è?
E se siamo in Pakistan, allora com'è possibile
che poco fa eravamo in India?
Sai dove si trova Toba Tek Singh?
Né in Pakistan né in India.
Perché non ho dato disposizioni in merito.
Allora ti prego di farlo.
Guardate! Sono venuti a prenderci!
Sopra la cas cas del governo di Pakistan e indiano.
Sopra la cas cas l’annesso la baia baiana...
Su, fratello.
- No... - Forza.
- Voglio andare a Toba Tek Singh. - Siamo diretti proprio là.
- Andiamo a Toba Tek Singh? - Sì, vieni.
Toba Tek Singh.
Non piega le gambe.
Due o tre anni dopo la Partizione,
il governo pakistano e quello indiano decisero
di scambiarsi i pazzi, come si erano scambiati i criminali.
I matti musulmani in India furono spediti in Pakistan.
E i matti indù o sikh in Pakistan
furono consegnati all'India.
- Questa è Toba Tek Singh? - No, è in Pakistan.
Muoversi.
È in Pakistan?
Muoversi!
Forza, muoversi.
- In Pakistan? - Ehi!
- Aspetta, dove vai? - In Pakistan!
Che fai? Ti ho detto di andare in India. Vai!
Toba Tek Singh è in India? O in Pakistan?
Toba Tek Singh è in India? O in Pakistan?
Sopra la cas cas l’annesso la baia baiana biascicare le lenticchie!
Pakistan! India! Andate al diavolo!
L'uomo, rimasto in piedi per 15 anni,
ora era sdraiato al suolo.
Là, oltre il filo spinato, c'era l'India.
Qui, dietro al filo spinato, c'era il Pakistan.
Nel mezzo, su una striscia di terra senza nome,
giaceva Toba Tek Singh.
Sopra la cas cas l’annesso la baia baiana biascicare le lenticchie
del Pakistan, dell'India e di...
...Manto.
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