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Dalle mie parti, quando si va a casa di qualcuno,
non bisogna presentarsi a mani vuote.
Poiché dovevo incontrare una persona molto importante,
ho portato una storia che riguardava l'America e la Sicilia
e che stava cambiando il corso della Seconda Guerra Mondiale
e la nostra vita.
Tutto era cominciato nel gennaio del 1943.
L'Europa era da tempo dominata dai Nazisti
e Hitler aveva come fedele alleato l'Italia fascista di Benito Mussolini.
Gli Stati Uniti, insieme agli Alleati, decisero di aprire finalmente
un fronte in Europa per Iiberarla dalla dittatura.
Nonostante l'ottimismo del Presidente Roosevelt, gli americani
non conoscevano la Sicilia. Per preparare
un buon piano militare, chiesero aiuto a una loro vecchia conoscenza,
Gli amici servono anche a questo.
In quei giorni non facevo ancora parte dell'esercito americano
e il mio unico pensiero era Flora.
- Facciamo una foto? - Facciamocela fare da quel signore.
- No, facciamola noi. - Non verrà mai.
No, viene. È più romantico. Guarda...
Sorridi.
Il ponte...
Come tutti gli innamorati, avevamo grandi sogni,
grandi progetti, grandi speranze.
- Arturo, la bottiglia! - Arrivo.
Purtroppo non era il nostro momento.
- Ecco, Signor Alfredo. - Adesso sparecchia.
Avanti!
Brindo all'unione e alla felicità
delle nostre famiglie.
Al fidanzamento di Carmelo e di mia nipote Flora.
Insieme ai piatti andò a pezzi anche il mio cuore.
Flora, la donna che amavo, era stata promessa sposa
da suo zio, e mio datore di lavoro,
a Carmelo,
il figlio di Don Tano Piazza, braccio destro di Lucky Luciano.
(in siciliano) Casa mia è dietro la montagna, e dopo c'è il mare.
- La spiaggia è molto lunga. - Ho capito.
Va bene. Mi aspetti un attimo.
- Che cosa ne pensate? - Sapevo che era la strada giusta.
Maggiore, se mi date altre due settimane, vi porto Hitler in persona!
Domani partirò per la Sicilia e non la vedrò più. Posso stare tranquillo?
Darò ai suoi uomini una lista di persone
che non hanno mai dimenticato Luciano.
Dov'è?... Eccolo! Inizia qui e finisce qui.
A Crisafullo la spiaggia è buona per i mezzi militari, non ci sono scogli.
Mio fratello abita ancora là, a Contrada Bevilacqua.
Ma è malato e non si può muovere. Sua figlia è qui con me.
Questo è Crisafullo.
È bello!
Destra... Sinistra...
Dall'altra parte del mondo, in Sicilia,
per convincere la popolazione ad abbandonare Mussolini,
gli americani utilizzarono le bombe.
Per intercettarle, i siciliani usavano tecnologia all'avanguardia.
- Fermo! - Che hai sentito?
I ciechi.
Le bombe! Le bombe!
Stanno arrivando. Le bombe!
Mio figlio è in guerra perché lo hai detto tu.
Però tu lo devi proteggere.
Ti prego.
Tu puoi tutto, più di ogni altro al mondo.
Noi siamo nelle tue mani.
(sirena antiaerea) - Sebastiano, vieni qua.
- Agostino, sbrigati, arrivano le bombe. - Un momento.
- La lettera! - Sebastiano, che fai? Vieni qua!
Devi venire subito.
Fate passare la Madonnina.
- Prima il Duce! - Prima la Madonnina!
- La Madonnina! - Il Duce!
Scendiamo tutti, veloci!
(parlano in tedesco)
- Fate passare il Duce! - Fate passare la Madonnina!
- Forza! Correte! - Andiamo...
- Si sieda qui. - Non si preoccupi, c'è posto qui. - Ma qui è più comodo.
Arrivano le bombe! Forza!
Non c'è più nessuno, vieni.
- Anche Mussolini? Ora siamo a posto! - Fingo di non aver sentito.
Stanno arrivando.
Stanno arrivando!
"Quando sei triste,
ricordati che il bello e il brutto tempo non durano per sempre."
Quando piangi e il naso ti cola, pensa all'asino che vola.
- Come quello della canzone, te lo ricordi? - No.
(canta ma la voce è coperta dal rombo del motore degli aerei)
Papà, non sento. Papà...
Papà, non sento!
Papà...
Le bombe!
Papà!
(scoppi delle bombe)
- Arturo... - Flora!
- Devo dirti una cosa importante. - Dimmi. - Non qui.
- Stasera, al solito posto. - Va bene.
- Ti amo. - Anche io.
Sei impazzita? Io mi sono impegnato con Don Tano!
Non puoi impedirmi di amare Arturo.
Che cosa ci trovi in lui?
- Perché lo ami? - Perché...
- Eh? - Perché...
Lo amo perché lo amo.
- Tu dovresti dargli più fiducia. - Io?
L'ho messo anche in sala a servire! Non ricordi che imbarazzo?
(non riesce a pronunciare la parola "water")
(non riesce a pronunciare "water")
WAR... WARER...
- C'è una possibilità. - Quale?
Vai da mio padre a chiedere la mia mano.
Lui è l'unico che può opporsi a zio Alfredo.
È un'idea meravigliosa! Andiamo subito. Dove abita tuo padre?
- A Crisafullo. - Prendiamo l'autobus.
- Anzi, un taxi. Dov'è Crisafullo, sotto Brooklyn? - In Sicilia.
- In Sicilia? - È un problema?
No! In questo momento,
in Sicilia c'è soltanto la Seconda Guerra Mondiale!
Hai ragione, non ci avevo pensato.
Ci andrò e convincerò tuo padre. Non dovrai sposare quell'uomo.
Andrò in Sicilia e gli farò dire di sì.
Ma dove vado? Non ho un soldo!
Come vado in Sicilia?
Acqua.
(non riesce a pronunciare "water")
VVARE R...
WARER... WAR.
WAR.
Ma perché nessuno mi capisce?
Shh! Top secret!
- Lo scanno! - Che succede?
Si è arruolato per andare in Sicilia a chiedere al padre la mano di Flora.
Siediti.
Siediti.
Quando conobbi tua madre,
feci il tuo stesso errore.
C'era uno spasimante, arrivato prima di me.
- Gli ho tagliato il mignolo. - Bravo, papà! - No.
Tua madre me lo rinfaccia ancora oggi.
Dobbiamo fare le cose per bene.
- Va in Sicilia? - Sì. - Lo faremo uccidere lì dai nostri amici.
C'è la guerra, nessuno noterà un morto in più.
Duce, dicono che arriveranno gli americani.
La gente dice che verranno a liberarci.
A liberarci da chi? Da noi stessi?
Io ho fede nei nostri soldati.
E sono sicuro che li fermeranno sul bagnasciuga, come dici tu.
Duce, buonanotte e iniziative d'oro.
(il bambino canticchia) - Sei ancora sveglio?
È ancora la canzone di papà?
- Mamma... - Amore? - Sei sicura che gli asini non volano?
Mettiamola così... Mussolini vola?
- No. - Allora gli asini non volano. - Fingerò di non aver sentito.
(ridono) - Adesso dormi?
Dormi?
Un pò più a destra.
Piano...
No, a sinistra.
No!
- A destra. - Arrivano da destra o da sinistra?
Sia da destra che da sinistra.
Girami.
Girami...
- Madre Santa! - Che c'è? - Sono tantissimi.
- Tantissimi? - Bisogna svegliare il paese. - Andiamo...
(rombo del motore degli aerei)
(sirena antiaerea) - Nonno, le bombe!
Mamma, le bombe!
- Agostino, sbrigati. - Non lascio solo il Duce.
- Tuo nonno è pazzo. - Ingrata!
(l'armadio non si apre)
Fate passare la Madonnina!
Fate passare la Madonnina!
Andiamo, amore mio!
(voci non udibili)
- Ho perso la lettera! - Stai fermo! Rischi di morire!
Ci sono le bombe!
Arriva!
Arriva!
(scoppi delle bombe)
(tossisce)
Sebastiano!
Devi stare vicino a me.
Andiamo da nonno.
Andiamo.
Ragazzi, porca puttana! Gli americani stanno arrivando.
(rumore di vetri rotti e grida) - Cos'è? - Rosalba!
(Rosalba grida)
Non sparare!
Buongiorno, signore. Volete verdura fresca?
(grida di terrore)
Allora è vero!
- Ormai lo sa tutto il paese. Non potrai più sposarti. - No! - Ormai...
(rumore dell'elicottero) - Cos'è questo rumore?
Vai in camera tua. Tu, abbassati.
(boato e urla) - Rosalba! - Corri!
Non è come sembra, non c'è nulla tra noi tre.
L'ho appena conosciuta.
- Mettiti la catena. - Sì.
Niente...
- Ma non ci sono riuscito perché il mio italiano... - È buono!
- Allora perché non mi ha capito? - Parlano solo siciliano.
Dobbiamo pensare una strategia
per uscire da questa situazione pericolosa.
Sto impazzendo per colpa vostra!
Mia figlia è illibata e onesta ma non troverà marito.
Posso capire che un uomo cada nel suo letto,
ma non due uomini e un asino!
Mia figlia mi resterà sul groppone per colpa vostra.
Guarda che faccia!
Parla.
- Allora come restiamo? - Come stamattina.
- Come? - Dovrò ammazzarvi. - Bene. Grazie.
- Prego. - A posto.
- Allora? - Ho chiarito l'equivoco, ha capito le nostre intenzioni.
Bravo! Dammi le chiavi.
- Ci chiede scusa per i suoi modi bruschi. - Non importa. Le chiavi.
- C'è un problema. - Quale? - Deve ucciderci.
Perché?
Si è sparsa la voce in tutto il paese. Due soldati e un asino
nel letto della figlia illibata. Deve difendere l'onore.
Io sono siciliano, non riesco a contestarlo.
Adesso come si fa?
Ci penso...
Grazie.
Grazie? Non merito un bacio?
- Un bacio. Dai! - Carmelo...
- Dai, Flora... - Basta!
Certe cose si fanno solo dopo il matrimonio. Credevo che tu mi amassi!
- Dopo? - Forse cerchi un altro tipo di donna.
- No, io... - Non vado bene per te. - Vai bene. - Mi hai deluso.
Si chiama Flora. È bellissima!
- La foto non si vede bene. - L'abbiamo scattata da soli.
Però è romantica.
Che c'entra Flora con la Sicilia?
Devo chiedere la mano al padre che sta qua in Sicilia.
- E voi, tenente? - Anche io sono in guerra per amore.
- Ah! - Ma non per una donna.
- Queste cose private non mi interessano! - Che cosa hai capito?
- Sono in guerra per amore verso il mio Paese, gli USA. - Scusate.
Quando siamo partiti dall'Italia eravamo molto poveri.
Adesso stiamo bene. Sono in debito con il mio Paese.
Il tenente Philip Catelli, dei Servizi Segreti,
aveva la lista per il Maggiore Maone
in cui Don Tano indicava gli amici di Lucky Luciano
che avrebbero favorito l'avanzata dell'esercito Alleato.
Stanno arrivando!
Il più fedele di tutti gli amici era un cittadino illustre di Crisafullo.
Don Calò, gli americani.
Stai calmo.
Sì!
- Voi siete il Maggiore Maone? - E voi siete Calogero Russo?
Chiamatemi Don Calò.
Adesso devo ordinare ai miei uomini di entrare in paese e conquistarla.
"Conquistare" è una parolona.
Non serve ricorrere alle armi, siamo tra amici.
Nelle guerre si spara.
No.
Datemi un'ora del vostro prezioso tempo
e io vi faccio entrare in paese senza sparare neanche un colpo.
- D'accordo. Un'ora? - Un'ora.
Americani!
(la macchina non parte)
(Scoppio)
Un'automobile!
Quello è Don Calò.
Fermi, non sparate! È Don Calò.
Don Calò...
Raccogliete tutte le vostre armi e consegnatele ai miei uomini.
Quando arrivano gli americani, vi arrendete
senza fare resistenza.
Così è più semplice e nessuno si farà male.
E se ci ammazzano?
Allora non avete capito, in questo paese,
chi vive e chi muore
lo decide...
Io!
(grida di gioia)
Sebastiano! Vieni, stanno arrivando gli americani.
(grida e applausi)
- Saro, arrivano gli americani. - Chiedigli del cibo.
- Chiedigli del cibo. - Mangiare...
- Mangiare. - Fame!
- Fame. - Ci hanno tirato una cosa.
- Che cosa? - Un pacchetto di sigarette.
Sigarette da mangiare? E magari fumiamo un piatto di pasta!
(grida confuse)
- Avete visto? - Sì.
Andiamo.
Tieni.
Grazie. Mamma! Mamma!
Fateli uscire.
Forza!
(voci non udibili)
(voci non udibili)
(voci non udibili)
Ferma! Questo vi farà morire all'istante.
Vogliono avvelenarci per prendere tutto.
Tutto? Mussolini ci ha lasciato soltanto i fichi d'India!
- Fingerò di non aver sentito. - Hai sentito benissimo.
Lo farò mangiare alla gallina. Se non muore, lo mangiamo.
- E se muore? - Mangeremo la gallina!
Tieni.
L'ha mangiato. Poveraccia...
Lo vedi? Poveraccia. Si muove lentamente...
Sta morendo.
- Che succede? - Se lo sta mangiando alla faccia nostra!
- Aspetta... - Apri la bocca, amore mio!
- Anch'io. - Smettila!
- Tieni. - Dammelo, sono anziano...
Mentre il Generale Patton andava alla conquista della Sicilia,
a noi fu affidato il comando di Crisafullo.
Qui aiutai il Tenente Catelli a superare i primi ostacoli
di carattere linguistico.
- Dice di non aver rubato la vacca. - Sì.
- Ha visto chi è stato? (fa di no con la bocca)
- Non sono stato chiaro? - Chiarissimo.
Le ripeto la domanda. Lei afferma di non aver rubato la vacca.
- Giusto. - Bene. - Ha visto chi è stato?
(fa di no con la bocca)
Se non mi risponde, la sbatto in galera! Ha visto chi è stato?
(fa di non con la bocca) - Mi dà un bacio? - Ha risposto.
In Siciliano, questo verso vuol dire "no".
- Me lo poteva dire prima! - Giammaresi.
Salve. Sono il soldato Giammaresi e ho una lettera per Don Calò.
È un soldato americano.
- Ha una lettera per voi. - Fallo entrare a bere qualcosa con noi.
- Entra. - Vi ringrazio ma devo tornare al Comando. - Ah!
- Così mi offendo. - Allora entro.
Cosa vi possiamo offrire?
Un bicchiere di un liquore squisito che facciamo noi in casa?
Grazie ma sono astemio.
Tonino, dai un bicchiere di liquore al nostro amico...
- Arturo Giammaresi. - Giammaresi.
"Caro Calogero, spero che tu stia bene."
"Ho un problema che puoi risolvere soltanto tu."
"In Sicilia arriverà un soldato che ha mancato di rispetto
alla mia famiglia. Si chiama Arturo Giammaresi."
- Come avete detto di chiamarvi? - Arturo Giammaresi.
- Bravo! - Grazie.
"Ha 35 anni, gli occhi chiari, i capelli neri ed è siciliano."
- Scusate. - Sì? - Mi è sembrato di sentire un accento familiare.
- Di dove siete? - Di Palermo.
- Bravo! - Grazie.
"So che sarà difficile, ma cerca di trovarlo."
"E non farmelo più vedere."
- Non bevete? Così mi offendo. - No! Bevo.
- Dagliene un altro bicchiere. - No!
Vi ringrazio ma devo tornare al Comando.
- Pasquale, accompagna il soldato... - Arturo Giammaresi.
Arturo Giammaresi. Qualunque cosa vi dovesse servire,
questa è casa vostra e noi siamo vostri amici.
Grazie, Don Calò. Con permesso...
Tonino...
A questo...
Pensaci tu.
In confronto all'impresa che doveva compiere Flora,
lo sbarco era stato una passeggiata.
Flora, andiamo! Ci aspettano.
Aveva il pericoloso compito di ostacolare il matrimonio.
Non mi piace.
Ma prima ti piaceva.
La stoffa pizzica e mi fa sembrare più grassa.
Così dovremo rifare tutto da capo, non so se ci riusciremo.
- Allora non mi sposerò. - Ma...
Amore, ho scelto bene? Ti piace?
Un cacciatore in tempo di guerra? Che cattivo gusto!
Gli sposi siederanno lì, i testimoni ai lati,
e tutta la sala avrà questi colori. Non la riconoscerai neanche!
Vi piace?
No! Dovrei festeggiare il matrimonio dove lavoro tutti i giorni?
Se questa è la vita che vuoi farmi fare, sappi che io voglio di più.
- Ma, Flora... - Mi scusi, Don Tano, è un pò nervosa.
Ora risolviamo tutto. Permetti, cara?
Flora, è normale essere nervosa prima del matrimonio.
Spero che sia solo per questo.
Non posso credere che una ragazza intelligente come te
abbia altri pensieri per la testa.
Pensieri che la portano lontano.
Magari in Sicilia.
Che c'è?
Non aver paura.
Ormai siamo una famiglia.
Finché resterai nella famiglia, non avrai problemi.
Hai capito?
- Sì. - Va bene.
- Scusate, dov'è la casa del signor Guarneri? - È laggiù.
Una settimana dopo il mio arrivo a Crisafullo,
potevo dedicarmi al vero motivo del mio viaggio.
Finalmente ero riuscito a trovare la casa del padre di Flora.
(Arturo bussa alla porta)
È permesso?
- Qui non c'è niente. - Qualcosa c'è, lo sento.
- Come fai? - Lo dicevo! - È una fetta di torta, Saro.
- Torta di fichi. - È un pò vecchia.
- Non importa! Da quanto tempo non la mangi? - Da una vita!
(bussano) - Chi è? - È permesso?
- È un soldato americano. - Fallo entrare.
- Prego, accomodatevi. Madonna Santa... - Zitto!
Scusate il disturbo. Cercavo il signor Guarneri.
- Chi? - Il proprietario di casa. - Ah! Non c'è.
Siamo qui per controllare, perché in giro c'è gentaglia.
Mannaggia! Sapete quando tornerà?
- No. - E chi lo sa!
- Almeno sapete dov'è? - Dov'è? - Che cosa volete?
Non potete andare a casa della gente a fare domande!
Avete ragione, ma sono qua per chiedergli la mano della figlia.
- Posso farvi vedere la foto? - Sì. - Si chiama Flora. È bella.
- Lui è... - Scusate.
Che bella ragazza! Complimenti!
- Saro, nella foto ci sono lui e lei. - Davvero?
C'è anche un ponte. Si vede un pò male, la foto è storta.
Sì, l'abbiamo scattata da soli. Pensavo fosse più romantico...
- Complimenti! È una bella ragazza. - Noi dobbiamo incontrarlo,
ve lo porteremo al Comando. - Allora non lo aspetto qui?
- Glielo abbiamo detto... - Non sappiamo quando tornerà.
- Che fareste qui? Non abbiamo niente da offrirvi. - C'è solo questa torta.
- Una sola fetta! - Ed è anche un pò vecchia.
Non importa, noi soldati siamo abituati a pasti peggiori.
L'ha presa lui!
- Com'era? - Buona. Ma a me i fichi non piacciono molto.
- Ah! - Vi aspetto al Comando. Chiedete di Arturo Giammaresi.
Portate il signor Guarneri.
- Certo! - Grazie.
Sei un cretino!
Alla fine, a mettere davvero in difficoltà gli americani in Sicilia
non furono gli italiani fascisti, e neanche i tedeschi nazisti,
furono gli Antichi Greci!
- Don Calò... - Sì? - Perché non c'è il soffitto?
- Lo abbiamo bombardato noi? - State tranquillo, Maggiore,
non lo avete fatto voi, questo danno. Nel corso dei secoli,
su questa terra sono passati molti conquistatori.
Voi siete soltanto gli ultimi.
Dopo secoli di conquistatori,
i siciliani erano diventati maestri nell'arte della trattativa.
Vi intendete di donne?
La Sicilia è come una bella donna, ha bisogno di essere corteggiata,
vuole bei regali,
deve capire se si può fidare.
Siete sicuro che questa donna non mi tradisce?
La donna siciliana è fedele. Basta trattarla bene.
Ho un suggerimento.
Una lista di fedeli antifascisti.
Giammaresi...
Lo Presti Tommaso...
Americano! Conosci la canzone dell'asino che vola?
- Come? - La canzone dell'asino.
Dai, non abbiamo tempo da perdere,
dobbiamo liberare l'Europa dai nazisti! Tieni.
Regalo di Roosevelt. Vai a giocare, dai.
- Americano... - Ancora!
Americano...
- Mi canti la canzone dell'asino che vola? - Ancora?
Perché sei fissato con questa canzone?
Me la cantava sempre mio papà, ma ora è in guerra.
Conosco solo il titolo, le parole sono state cancellate.
- La censura fascista? - Sì.
Edd!
- No. - No.
Bill!
- No. - Non la conosce nessuno.
Quell'uomo è tutto nero!
È l'America!
Non la conosce nessuno, non so come aiutarti.
Scusa... Conosci la canzone dell'asino che vola?
- Scusate, è un bambino... Lo caccio. - Non lo cacciare! La conosco.
- La conosce! - La conoscete? - Sì, i miei bambini l'adorano.
- La canti anche a me? - Sta scherzando... Lo caccio.
No. Vuoi che la canti?
Ora c'è la parte più bella.
- Fai sì con la testa, ma sai che vuol dire questa canzone? - No.
Che a volte le cose si possono cambiare, dipende solamente da te.
- Hai trovato qualcosa? - Niente. - Sto morendo di fame!
Aspetta...
Ehi!
Una lumaca!
- Saro, dove sei? - Qua!
Sono caduto su qualcosa.
Cos'è questa puzza?
Saro, è pieno di soldati americani morti ammazzati!
- Che schifo! Toglimi di qua! - Aspetta, Saro.
- Toglimi di qua! - Non fare così...
- Aiutami! - Sono qua.
C'è un altro soldato americano appeso laggiù, sull'albero.
- Toglimi di qua! - Sì, andiamo.
È morto?
Sì.
- Prendigli le scarpe. - Ma come? È morto! - Appunto.
Non gli servono più. Vuoi continuare a camminare con le scarpe sfondate?
No.
Saro, ho preso gli scarponi!
- Chi siete? - Lo Presti Tommaso fu Giuseppe.
- Nato ad Alcalà, il 7 ottobre 1905. - Eccolo qua.
"Lo Presti Tommaso, detto Animale."
"Condannato a 30 anni per furto di bestiame,
incendio doloso, percosse e tentato omicidio."
Siete stato graziato dal Governo Alleato.
Tutto questo per un paio di stivali!
Sapevo che non dovevamo fidarci degli americani!
E se ci separano? Io non so stare senza di te. Come faccio?
- Come faccio, Saro? - Come faccio io, che sono cieco?
Voi due, mettetevi in fila con gli altri.
"Condannato all'ergastolo per duplice omicidio minacce, percosse
e devastazione di bene pubblico."
- "Graziato dal Governo Alleato." - Allora ci liberano!
- Certo, abbiamo preso soltanto un paio di stivali! - Giusto! - Sì.
- Avanti il prossimo. - Restivo Filippo fu Carmine.
Nato a Crisafullo il 30 marzo 1899.
Detto "Culomoscio". Significa "pigro".
"Condannato per strage, triplice omicidio,
vilipendio alla religione, truffa, rapina, abigeato."
Per fortuna che era "Culomoscio"!
Anche voi siete stato graziato dal Governo Alleato.
Avanti il prossimo!
Cupane Saro, nato a Crisafullo, il 19 febbraio 1901.
E Passalacqua Mimmo, nato a Crisafullo, il 20 ottobre 1901.
Siete accusati di furto di materiale militare.
Non siete nella lista. "La Pubblica Accusa
vi rinvia a giudizio e chiede per voi la condanna a morte."
Maresciallo, abbiamo preso un paio di stivali!
Il problema è questo, dovevamo fare di più!
Con queste mani scanniamo uomini, bestie, vecchiette...
E le violentiamo!
Mi piace violentare le vecchiette!
Portatemi una vecchietta. Una sola, Maresciallo!
Mi dica la verità. Qui non c'è neanche un antifascista, vero?
Da oggi, sarete voi a decidere che cosa e giusto e che cosa è sbagliato.
Avanti un altro!
"Caro Arturo, amore mio, spero che tu stia bene."
"Le ho provate tutte ma ora non resisto più."
"Don Tano ha capito tutto."
"Fai in fretta a chiedere la mano a mio padre."
"Ormai manca poco alla data delle nozze."
"E senza di te, mi sento morire. Ti amo. Flora."
E se il padre di Flora mi dicesse di no?
Perché ti dovrebbe dire di no?
Anche io all'inizio non piacevo al papà di mia moglie.
Poi ha capito che ero una persona seria.
Mi ha visto in divisa, e alla fine mi ha accettato.
Ma voi siete un tenente, io sono un nullatenente!
Allora, quando andrai a incontrare il papà di Flora,
ti presterò la mia giacca.
- Fareste questo per me? - Certo. Siamo amici.
Ma io non so fare il tenente, non ci crederebbe nessuno.
È facile, devi sempre seguire una regola fondamentale.
Far credere agli altri che sai sempre tutto.
E se una cosa non la so?
La fai fare a un soldato semplice e, se sbaglia, gli dai anche la colpa.
È semplice!
"Mazzarella Tommaso fu Roberto."
"Veniva sorpreso a passeggiare in maniera provocatoria,
ostentando una camicia nera."
- È fascista? - No.
- Allora perché la indossi? - È morto mio fratello.
(in dialetto stretto) Se non metto la camicia nera, gli manco di rispetto.
- Devo portare rispetto a mio fratello. - Certo.
E se mia madre scopre che non porto la camicia nera,
le prende un colpo e muore. Poi la camicia nera non la tolgo più!
- E la gente che direbbe? No! Le cose vanno fatte bene. - Giusto.
- Non ho capito niente. - Porta la camicia nera
in segno di lutto per la morte del fratello.
- Quando è morto? (ripete in dialetto)
Da poco. Solo 5 anni fa.
5 anni? E quanto tempo deve portare il lutto?
Almeno 7 anni, altrimenti la gente pensa male!
- È così importante quello che pensa la gente? - Se scoprissero
che a me non interessa cosa pensano, che cosa penserebbero di me?
- Condoglianze. - Grazie.
C'è il soldato della crostata!
Che fate qui?
- Avete rubato le scarpe a un morto? - A lui non servivano più.
- Il tenente è un amico, forse potrà aiutarci. - Arturo!
- Vado al Comando, mi sostituisce il tenente Adamsky. - Certo.
Adesso come facciamo?
(parla in inglese)
Siete accusati di sciacallaggio. Raccontate come è andata.
Andavamo per la campagna cercando qualcosa da mangiare.
Lui ha visto un soldato morto e ci siamo avvicinati.
Poi?
Il soldato penzolava dall'albero e aveva gli stivali nuovi.
Abbiamo detto: "A lui non servono, in Paradiso non occorrono scarpe."
"Ci pensa Nostro Signore che è bello, bello..."
- È incredibile! - Guarda che stanno facendo per due scarponi!
Madre Santa! È un'esagerazione! Questa è la verità!
Puttana miseria! Per due stivali!
Puttana miseria! Ha detto bene!
- Non li ha messi. - Non Ii ho messi.
Tuo nonno non teneva tutto per sé.
- Quello che coltivava, lo dava anche agli altri. Era saggio. - Lo so.
Sai come si dice in Sicilia? Mangia e fai mangiare.
Non devi mangiare solo tu, dobbiamo mangiare tutti.
Mi dispiace essere violento, ma me le togli dalle mani.
Sono il tenente Catelli dell'esercito americano.
- È lei Tommaso Lo Presti? - Sì.
Il Governo Militare Alleato in Sicilia la nomina per le sue competenze
responsabile degli ammassi di grano nel comune di Crisafullo.
- A me? - Sì.
- Accetta? - Accetto.
Firmi qui.
Vedo che fai carriera molto velocemente, Lo Presti.
Dal carcere a una nomina così importante. Bravo.
- Ero prigioniero politico. - Ah!
Perché ti chiamano "animale"?
Perché mi piacciono gli animali.
Tenente!
Tenente!
Vi ricordate il padre di Flora?
- Avrei bisogno di un permesso... - Non è il momento.
- Che fai qua? - Vorrei un permesso per cercare il padre di Flora.
Ti interessa solo del padre di Flora? Non capisci che sta succedendo?
- Che sta succedendo? - Della tua terra non ti frega niente!
Boh...
- Mamma... - Sì, amore mio? - Si vede che non hai le calze.
Se cammino veloce, non se ne accorgerà nessuno.
- Teresa! - Che c'è? - Gli americani hanno liberato i prigionieri italiani.
- Scendi di corsa. - Amore mio...
Andiamo, forse riabbracceremo tuo papà!
(voci non udibili)
(voci non udibili)
Avete visto Salvatore?
Io mi fidavo di te.
Figlio mio...
Don Calò, non possiamo ucciderlo, non è mai solo.
- Lo abbiamo seguito giorno e notte. - Che stronzo!
Devo liberarmi di questo stronzo.
Ci sono troppi testimoni, è sempre un militare americano...
(Don Calò fa versi di sforzo)
Fuori uno!
Ora passiamo all'altro.
Allora...
Ragioniamo.
- Questo... Come si chiama? - Arturo Giammaresi.
Vuole sposare quella ragazza.
- Che fai, quando vuoi sposarti? Vai a chiedere... - L'anello!
- La mano! A chi si chiede la mano? - Al padre.
E dove abita il padre? Fuori dal paese.
Lo ammezzeremo lungo la strada. Anzi, non lo faremo noi.
Lo faremo ammazzare da gente forestiera.
Organizza. Così gli amici americani saranno contenti.
Devi usare il cervello.
(sottovoce) Ehi! Arturo! Arturo!
Buone notizie! Abbiamo trovato il papà di Flora.
Dobbiamo fare presto perché è malato. Dobbiamo andarci stasera.
- Va bene, grazie. - Prego.
Ti siamo riconoscenti per il favore che ci hai fatto in tribunale.
- Quale favore? - Come?
Ci hai aiutato. Se non ci fossi stato tu...
- Tu non sei Arturo. - No.
- Fammi scendere. - Che succede? - Abbiamo sbagliato finestra.
- Allora con chi parlavi? - Non lo so. - Non vi muovete, restate qui.
Restate qui.
Lo dicevo che dovevo salire io, tu sei cieco!
(in inglese) Le iris sono dolci tipici di Palermo. - Arturo. - Sì, signore?
- Vuoi ancora andare dal padre di Flora? - Certo.
Ci sono i tuoi amici, hanno scoperto dov'è.
- Posso andare? - Ti stanno aspettando.
- Vado. - Vestito così? - No?
Non ti ricordi della giacca?
Perfetto... Non dimenticare il cappello.
Così... Va bene?
Grazie.
- Mi scusi, vorrei un'informazione. - Sì.
I documenti sono andati distrutti durante i bombardamenti.
Come faccio a dimostrare che quella è casa mia?
Ottima domanda!
- Ricorda la regola del tenente Catelli? - Giusto!
Io lo so, ma devo andare.
Però vi potete rivolgere al soldato semplice Giammaresi.
Io vado. Arrivederci.
Soldato Giammaresi...
- A destra o a sinistra? - A destra.
- Come lo sa? - Vai. Vai.
- È qui? - Sì, è questa.
- Come fa? - Non lo so.
(voci non udibili)
È troppo tardi, è morto.
Hai attraversato l'oceano per lei, e ora vuoi tirarti indietro?
Ma è morto, sono vestiti di nero, stanno pregando...
Avrai la fortuna di dichiarare il tuo amore liberamente.
- Che ti prende, Mimmo? - Andiamo.
Sono venuto per fare le mie condoglianze.
- Non è morto. - È vivo? - Sì.
Che bella notizia! Hai visto, Arturo? Non devi arrenderti. Vieni.
Salve.
Salve. Sono Arturo Giammaresi.
Salve.
Forza!
Salve. Sono Arturo Giammaresi.
A New York ho conosciuto vostra figlia Flora
mi sono innamorato e ho intenzione di sposarla.
Mi sono arruolato nell'esercito americano, ho attraversato l'oceano
e ho affrontato la guerra per venire a farvi questa domanda.
Signor Guarneri, mi date il permesso di sposare vostra figlia Flora?
E Carmelo?
- Chi è Carmelo? - Non lo so.
Lo so io!
Siediti.
Carmelo ha lasciato Flora per una ballerina dell'Ohio,
che ha anche messo incinta. Flora ha sofferto molto.
Ma poi ha incontrato me. Sono tenente, avete visto?
Posso darle un buon futuro.
- E Carmelo? - Carmelo!
- È fissato. - Sì.
Carmelo ha abbandonato anche la ballerina dell'Ohio e il figlio.
Le ha rubato soldi e gioielli.
E prima di andare via, l'ha picchiata.
Ma ora parliamo di cose belle. Amo Flora e ho intenzioni serie.
(sussurra qualcosa) - Non ho capito.
(sussurra) - Che dice? - Non lo so.
Signor Guarneri, potete scandire meglio le parole? Non capisco.
- E Carmelo? - Carmelo!
- È un'ossessione! - Si è fissato.
- Non pensate più a Carmelo. - Vai avanti...
Carmelo si è trasferito nel Kentucky
e si è fidanzato...
con un idraulico.
Sì, a Carmelo piacciono gli uomini.
In America lo fanno.
Sì, in America lo fanno.
- Lo fanno? - continuamente.
Vi posso mostrare la foto di me e Flora davanti al ponte di Brooklyn?
Guardate quanto è felice.
- È Carmelo. - Non è Carmelo!
È possibile che vi mostri una foto di Carmelo e Flora?
Pensavo che scattarsi una foto da soli fosse romantico.
Invece è una grande cazzata! Mannaggia a me e a questa idea!
- Avrei dovuto chiedere a un passante! - Calmo, non ti agitare.
Signor Guarneri, mi date il permesso di sposare vostra figlia Flora?
Sì o no?
Vuoi veramente bene a mia figlia?
Sì, non posso vivere senza di lei.
- Buonanotte. - Ciao.
- Arturo era felice, vero? - Sì.
- Abbiamo passato una bella serata. - Sì.
Ti ricordi quando ti ho detto che anche io
vorrei dichiarare il mio amore a una persona?
- Sì. Hai incontrato una donna? - No.
Volevo dire che...
- Io mi trovo bene con te. - Anche io.
Altrimenti non staremo così da 20 anni.
No, Saro. Tu mi piaci.
Mi fa piacere. È importante piacere.
Aumenta la fiducia in se stessi.
No, Saro...
Io ti amo.
Mimmo...
Già ci considerano scarti perché io sono cieco e tu sei zoppo.
Ci manca solo che diciamo di essere omosessuali!
- Non ce lo possiamo permettere. - No.
- Giusto? - Sì. - Bene.
Buonanotte, Mimmo.
Buonanotte, Saro.
Giammaresi!
Tenente, ha detto sì!
Non c'è.
La giacca...
Tenente...
Arturo!
Lo hanno ammazzato.
Maggiore!
Maggiore Maone, ho un'informazione importante.
I miei ragazzi sono stati testimoni dell'accaduto.
Gli hanno sparato dei soldati tedeschi.
Adesso dobbiamo reagire con forza.
Questi nazisti cornuti dovranno pagarla!
Anche se era un semplice soldato, io... io...
Quello che aveva scritto Philip stava accadendo in tutta la Sicilia.
A Mussomeli, venne dato il controllo degli affari civili e militari
a Giuseppe Genco Russo, un potente boss mafioso.
A Villalba divenne sindaco il boss Calogero Vizzini,
famoso per aver portato il paese dal Movimento Indipendentista Siciliano,
dove qualcuno sognava di far diventare la Sicilia uno Stato americano,
a un partito appena nato su cui si riponeva tanta fiducia
e che in Sicilia trovò in galantuomini come lui
dei validi allea ti
per difendere l'Italia dal pericolo comunista.
Insieme avrebbero cambiato la storia e il destino dell'intero Paese
portando finalmente la tanto agognata democrazia.
Ma gli americani, sostenitori del merito,
permisero anche a una nuova classe dirigente di farsi avanti.
A Palermo, Vito Ciancimino, futuro sindaco mafioso,
imparò in fretta la difficile arte della mediazione
come collaboratore del colonnello Charles Paletti.
Quest'uomo moltiplica i soldi!
A Patti, il futuro banchiere di Cosa Nostra,
grazie agli Alleati, cominciò pian piano a farsi un nome.
- Le presento Michele Sindona. - Sono a sua disposizione.
Dall'altra parte dell'oceano,
Lucky Luciano era circondato da continue testimonianze d'affetto.
Lo sbarco in Sicilia era stato il miglior affare della sua vita.
Giammaresi.
Alfredo, ora che abbiamo questo business insieme,
dobbiamo ingrandire questo ristorante.
Così, quando noi saremo in pensione, ci penseranno loro.
Flora, facci un sorriso! Avanti!
- Cos'è questa faccia da funerale? - Alfredo, lasciala stare!
Le donne sono sempre nervose il giorno prima del matrimonio.
"Cara Flora, non sono sparito, qui in Sicilia sono successe tante cose."
"Tuo padre ha detto sì."
Arturo...
"Io sto tornando in America, ma non potrò venire subito da te."
"Ho un debito con un amico a cui dobbiamo molto,
il tenente Philip Catelli."
"Devo andare a Washington per portare al Presidente degli Stati Uniti
una lettera che ha scritto prima di venire ucciso."
"Ti chiedo di aspettarmi ancora."
"Ti amo. Arturo."
Purtroppo dal fronte di guerra arrivano sempre cattive notizie.
Scusate.
Questa è la storia che dovevo raccontare al Presidente degli USA.
Toccava a me spiegargli quello che Philip aveva capito
e che io, fino alla sua morte, non ero stato capace di vedere.
Don Calò, ci sono gli americani.
I Governo Militare Alleato in Sicilia,
per le sue competenze, la nomina sindaco del Comune di Crisafullo.
Non accetta la nomina?
Sì! Yes!
Yes!
Cari cittadini di Crisafullo, vi parla il vostro nuovo sindaco.
Oggi è una giornata speciale, una giornata felice,
perché grazie agli amici americani,
abbiamo ricevuto un regalo.
A Crisafullo è arrivata la democrazia.
Ora vi spiego che cos'è.
La democrazia è una festa, come quando nasce un bambino.
È una festa perché questo bambino è il nostro futuro.
Così è anche la democrazia.
Questo bambino, dobbiamo curarlo, proteggerlo,
tenerlo per mano, altrimenti potrebbe farsi male.
Dobbiamo farlo crescere al sole di questa nostra bella terra,
lontano dal freddo, dal gelo di certe terre buie dove abita il diavolo.
A noi non piacciono i russi, i comunisti.
Per questo gli americani si fidano di noi.
So che a qualcuno questa storia non piacerà
perché dicono che non siamo gente perbene,
che non siamo presentabili,
che siamo pericolosi.
Noi siamo pericolosi?
Allora vi domando, a voi che conosco uno per uno,
quando avevate bisogno di protezione, siete andati da loro o da noi?
Quando avevate bisogno di un lavoro, siete andati da loro o da noi?
Quando avevate bisogno di giustizia, da chi siete andati?
Da noi! Siete venuti da noi!
Noi siamo sopravvissuti a tutto,
alle guerre, ai governi, ai fascisti, ai nazisti,
e sopravviveremo anche ai comunisti.
La verità è che in questo Paese, noi siamo la democrazia!
(Arturo sospira)
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