All language subtitles for Le Massaggiatrici (Lucio Fulci, 1962).ITA

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Original subtitles

Hai visto? Quelle due si sono fatte la macchina, poverine!

Così non si vedono le gambe storte.

- Invece ce l'hanno dritte. - Sì?

E sono dritte anche per loro, guarda là.

Avete visto come si fa? Imparate. Ci vediamo.

Hanno motorizzato anche il "pappone".

Ora la Merlin farà chiudere anche le autorimesse.

Lo non mi lamento. Lavoro anche a piedi, stai a vedere.

- Ciao, andiamo, bel maschio? - C'è uno sbaglio.

- Perché non sei maschio? - Sì, ma non esercito più.

- Ci penso soltanto. - Allora facci un pensierino sopra.

- Se ti viene qualche idea, io sto qua. - Certo. - Sto qua!

Quelle che hanno la macchina fanno più affari di noi.

- Ehi! Ferma! - Ladroni!

- Ehi! - Ma guarda!

Brutti ladroni mascalzoni!

Addio!

- E adesso? - Sì. E adesso?

Perché ti è venuto in mente di dargli le chiavi della macchina!

Non lo so! Non lo so! Non lo so!

Brutta deficiente, idiota!

Me l'ha chieste, sembrava tanto bravo!

Per te sono tutti bravi! Così prendi una fregatura dietro l'altra.

Ma adesso basta, mi sono proprio stufata.

Basta con questa vitaccia, non la voglio più fare.

Che dici, Milena? Che possiamo fare? Non sappiamo fare altro.

Ci sarà pure un altro mestiere per noi, no?

< Avanti.

Pronto? Pronto?

Sei tu, cara? Dimmi.

Come?

Non leggo i giornali?

Certo che li leggo, me lo hanno portato proprio ora.

In questo momento. Ma davvero?

La chiusura della Borsa è pubblicata anche sui giornali della sera.

Grazie. A Roma no?

Ma fammi il piacere! Sei tu che ti sarai dato alla dolce vita.

Ti conosco, non siamo sposati da ieri.

Lo so che non bisogna farsi prendere dal panico.

Però bisogna tenere gli occhi ben aperti.

A New Yorkil trust dell'acciaio si ribella alla politica di Kennedy

e gioca a ribasso e da noi si vedono le conseguenze.

Ma... hai sentito Malagodi cosa ha detto alla Tv?

Stamattina, ho gettato sulla Borsa di Zurigo

il pacchetto della Farmochimica.

C'è un buon margine di guadagno. E prima che escano altre leggi...

Sì, lo so che ho fatto bene.

Il liquido lo si giostra meglio a Zurigo?

E... quel benedetto affare dell'appalto, lì a Roma? Come va?

Benissimo. Con Manzini ci siamo messi sulla strada giusta.

Abbiamo trovato l'uomo che fa per noi.

Sì. Naturalmente non lo fa per i nostri begli occhi.

Costa un po' caro, ma il gioco vale la candela.

Ma, no!

No, cara, cosa vieni a fare? E' tutto combinato.

Probabilmente firmiamo questa mattina stessa.

Sì, certo.

Certo, fidati di noi. Perbacco, non siamo dei ragazzi.

Va bene. Adesso leggo subito questo famoso listino di Borsa.

Ciao, cara, ciao.

Baci, ciado.

Vediamo un po'.

Ecco: massaggi.

Per favore, signorina mi dà il 682685.

Pronto? Massaggi speciali?

Specialissimi.

Vedrà, resterà contento.

Sì, ho capito quello che vuole.

Lei sta bene, ha tutto a posto e non ha bisogno di un massaggio vero.

Quanto è duro questo!

Sì, certo che ho capito.

Va bene, allora l'aspetto fra mezz'ora.

Via Beccaria 214.

Primo piano. A presto, tesoro.

#Dimmi quando tu verrai.

#Dimmi quando, quando, quando.

#E baciando mi dirai...#

Manzini, sei sveglio?

- Ehi! Ancora a letto? > Entra, vieni.

Ti fai già contagiare dalle usanze romane?

- Salve!

Che "salve", sto veramente male.

Su, alzati, è una giornata meravigliosa.

Vado a fare quattro passi. Giriamo sempre per ministeri e uffici,

oggi ho deciso di andare a vedere queste famose bellezze romane.

Quei monumenti di cui si parla tanto.

Quelle cupole meravigliose, cose straordinarie.

Bellezze che hanno 400, 500 ed anche 2000 anni.

- Non ti piacevano di 18 anni? - Cosa c'entra,

ogni cosa a suo tempo, ora siamo sul lavoro.

C'è un'aria meravigliosa che farebbe resuscitare un morto.

Invece a me quest'aria umidiccia...

- Salute. - Ma che salute!

Mi ha procurato un attacco di lombaggine e il raffreddore.

Ti servirebbe una massaggiatrice.

A Milano c'è la vecchia Giorgina che mi rimetterebbe al mondo!

- Ce n'è un mucchio anche qui. - No, non mi fido.

Adesso mi prendo un'Aspirina.

Prevedo che l'appuntamento con sua eccellenza, se tutto va bene,

se ne riparlerà nel pomeriggio.

Bellini potrà essere qui dopo mezzogiorno.

Non vedo l'ora di levarmi dai piedi quella faccia da sagrestano.

Sagrestano, ma con molta voce in capitolo.

E' stato lui a promuovere la crociata

contro i manifesti dei film "scollacciati".

Dice che il vizio è peggio del delitto.

Ehilà! Attenti allora.

I nostri concorrenti hanno alle spalle un'eminenza.

Con questo Bellini così puritano, se non filiamo dritti...

lo, malato come sono, di certo non gli darò dispiaceri.

Nemmeno io. Le 9,30, io scappo.

- Serve niente? - No, grazie. - Mi raccomando, curati. - Grazie.

Ahi!

Pronto?

Qui parla l'ingegnere Manzini.

Per favore, mandi su un bicchiere di latte bollente e dell'Aspirina.

Sì, anche una massaggiatrice. Stanza 361, grazie.

Va bene, ho capito. Stanza 361.

Sì, vengo subito, il tempo di vestirmi e prendere un taxi.

Va bene, grazie.

- Chi era? - Îl portiere del Winsor.

- Un cliente che si sveglia con certe idee. - Ci vado io.

- Tu devi aspettare quello che ha telefonato. - No, vai a prepararti.

- Va bene. - Ciao.

Quello che deve venire mica riconosce la voce, salame!

Perché negli alberghi non mi ci mandate mai?

Con certi clienti ci vuole una furba come Marisa per farsi dare di più.

Guarda, ho fatto i conti.

Per finire di pagare il mutuo di questa casa,

ci vogliono 2 milioni 337 mila lire. Lire, non sono mica fagioli!

Se penso che ti sei fatta dare 5 mila lire da quello della Maserati!

Mi ha fatto pena, ha detto che aveva moglie e figli.

Noi non siamo un ente di beneficenza!

La posa di questa prima pietra...

del " Centro villaggio della Giovane"...

è un avvenimento...

il cui alto significato non potrà certo sfuggire a tutti coloro...

che hanno ancora il rispetto della decenza...

e il culto dell'onore.

Nella mia qualità di presidente...

dell'opera di assistenza morale da me fondata...

il cui nobile scopo è di difendere, di proteggere...

di aiutare le giovani affinché servino...

sino al matrimonio...

una integrità fisica e morale...

io prendo il solenne impegno...

di battermi strenuamente giorno e notte...

contro l'attuale decadenza dei costumi,

signore e signori.

Lo giuro, qui davanti a voi...

che fino all'ultimo istante della mia vita...

non avrò che un assillo, una preoccupazione...

un costante pensiero: la giovane.

La giovane... e ancora la giovane!

Pronto?

Ehi, Rocchi! Ciao, come stai, caro?

Sì.

Sì, certo che mi interessa.

Sì, aspetta. Aspetta che prendo nota.

Telefono numero:

682... 685.

Via Beccaria 214.

Primo piano a destra, sì.

Va bene. Sì, suono tre volte.

D'accordo. Scusa, come devo dire?

Va bene. Mi manda...

Mi manda il signor Zurlini.

Marisa?!

Anche il nome è simpatico.

Alta?

Bionda?

E' proprio il mio tipo.

Sì, certo, senz'altro. Grazie.

Se la raccomandi tu!

Formidabile!

Pure!

Pure e caste saranno le nuove generazioni.

Di pende solo dalla tenacia con la quale ci batteremo contro i vizi.

- Parlo con sua eccellenza Rocchi. - l miei più devoti omaggi.

Sì, è arrivato adesso il nostro caro Bellini.

Ti porge i suoi omaggi.

Ringrazia e contraccambia.

Sì, d'accordo.

Arrivederci e grazie ancora per la preziosa informazione.

Si accomodi.

A che punto siamo con l'appalto per il "Villaggio della Giovane"?

I titolari della ditta "Parodi e Manzini",

con i quali ho avuto soddisfacenti incontri, sono qui per concludere.

Aspettano solo il suo placet.

Parodi. Se non mi sbaglio è una donna.

La signora Parodi è la proprietaria delle azioni, ma suo marito

è il titolare della ditta. Lei se ne occupa, ma non figura.

Sarebbe meglio che ci fosse anche la moglie alle ultime trattative.

Certamente! Immagino che stia a Roma anche lei,

la avvertirò di venire qui subito col marito e l'altro socio.

Subito? Meglio di no.

Stamane... ho la riunione del comitato.

E poi...

quell'altra ditta di Varese che mi sembra molto seria.

Ho l'impressione che dia più affidamento.

Sua eccellenza forse non ricorda che "Parodi e Manzini"

daranno una percentuale molto più alta a favore del nostro partito.

E' vero! E' vero, dimenticavo!

Il partito innanzitutto, Bellini!

Il partito innanzitutto!

Convochi Parodi, sua moglie e Manzini a mezzogiorno e mezzo.

Verso quell'ora dovrei aver esaurito... tutti gli altri impegni.

- Saranno qui, eccellenza. - Bene, ci conto.

1.830 lire.

- Tenga pure il resto. - Grazie.

- Taxi, è libero? > Sì, è libero.

Hotel Wilson, per favore.

Qui c'è il deltoide e qui l'attaccatura del bicipite.

Chi ha gli acidi urici deve fare attenzione.

Gaspare! Guarda se va ad aprire!

Quindi si può ben dire che il Giovan Battista Marini

per l'estrosità dei versi e per una certa innovazione del linguaggio

è il perno principale, se non addirittura il motore del '600.

E il motore della "Giulietta"?

Fai pure lo spiritoso? Oltre a non studiare fai pure lo spiritoso.

Tuti devi applicare, anche se ti costa fatica, figlio mio.

- Come diceva il Tasso? - Boh!

Torquato Tasso, come diceva?

"Chi non suda, non geme, non si estolle dalla via del piacer..."

> Gaspare! - Eccomi.

- Hai capito ora? > Gaspare!

Sto venendo.

- Eccomi. - Vuoi andare ad aprire, sfaticato?

Ehi, io non faccio il cameriere, sai?

- Faccio il professore. - Ma vai!

Beh?

Scusi... lei è il cameriere?

No. Comunque si accomodi.

- Si accomodi. Sarà questione di pochi minuti. - Grazie.

Scusi... ma temo di aver sbagliato.

Lo cercavo... un massaggio speciale.

Sarà specialissimo. Lo farà mia moglie.

Lei è al corrente che sua moglie...

- Si capisce, si può dire che l'ho instradata io. - Pure!

Certo, e se avessi una figlia, le farei fare lo stesso mestiere.

Non è faticoso, lo si svolge a domicilio...

e si arrotondano le entrate.

Egregio signore, bisogna darsi da fare.

Come dice il Tasso: "Chi non suda, non geme

e non si estolle dalle vie del piacer là non perviene".

- Prego. - Grazie.

Dopotutto, sa che le dico? Contento lei...

Che c'entra? lo mica me ne sto con le mani in mano.

Lo lavoro, collaboro. Cerco di mandare avanti questa baracca.

Adesso, per esempio, ho di là un ragazzo.

Lo sto preparando al grande salto.

Non credo che sia maturo malgrado i suoi 16 anni passati.

La sua maturità è un punto interrogativo.

Se la prende, non se la prende. Comunque io ce la metto tutta.

Se c'è molto da attendere, io magari ripasso.

No, che fa? Si tratta di pazientare qualche minuto ancora.

Quello che è venuto prima di lei, sta già dentro da mezz'ora.

E' un uomo anziano, e arrivati a una certa età...

le cose si fanno tutte lentamente.

Eccomi a lei, venga.

- Vado? - Vada, io torno di là dal ragazzo.

- Se ha bisogno di me, mi chiami. - Non credo.

Sono tutta sua. Venga.

Prego, si accomodi.

- Sarà un alibi. - No, è il salicilato di metile.

E' molto aromatico. Su, non stia lì impalato.

E' la prima volta che si fa massaggiare?

Su, da bravo, si accomodi.

- Dove? - Qui, sul lettino.

Non è un po' piccolo?

Meglio, su quelli più grandi non si trova mai la posizione giusta.

E lei, scusi... dove si mette?

- În piedi perché? - E non si stanca?

No, stia tranquillo, sono allenata.

Su, si stenda.

Come vuole che la facciamo ad alcol o talco?

Ad alcol no, brucia. Direi che è meglio il borotalco.

Si sdrai.

- Mi faccia capire. - Mi dica, qual è il punto?

- Ma, ma... - Ho capito, è la zona sacro-lombare.

- Si giri. - Ma... perché, scusi?

- Non si preoccupi, si giri. - No, io mi preoccupo invece.

- Perché mi debbo girare? - Non si preoccupi, si giri.

- Signora, abbia pazienza... - Si giri.

- Vai. - A che ora vengo domani, professore?

"All'ora che volge al desio e al navigante intenerisce il core.".

- Ce ora sarebbe? - Alle 18.00, 18 e 30. Ignorante.

Quando passi tu? Quando? Gioventù!

> Delinquente! Mascalzone, fuori! Sozzone, svergognato!

- Signora, la prego. - lo sono una professionista onesta!

- Seria! - Ma è stato suo marito... - Che cosa?

- Zitto, tu! - lo credevo che lei fosse una massaggiatrice.

- Lo sono, ma con tanto di diploma. - Signora, la prego.

- Lei è un maiale! - No, no... - Fuori, se ne vada.

- Fuori da questa casa onorata! - Non sono un maiale! - Porco!

- Sono un industriale! - Fuori!

- Non strillare che ci sentono! - E mi devono sentire!

Idiota, mi hanno nuovamente scambiato con quelle sporcaccione?

- Calmati.

Lo, massaggiatrice diplomata!

Lo che mangio del pane sudato!

Scambiata con delle svergognate che hanno la vita facile!

Non giudicare così! Non emanare sentenze.

Ricordati come diceva il Metastasio:

"Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto."

Me ne frego del Metastasio, me ne frego di tutti!

E a quelle brutte disgraziate, ci penso io!

- Ho il dovere di difendere il mio lavoro! - Ma perché?

Ascoltami, cara, gli uomini che si fanno fare i massaggi veri...

sono una piccola percentuale.

Mentre quelli degli altri massaggi, sono la totalità.

- Come vedi, c'è lavoro per tutti. - Le difendi pure?

Già, tu non sei un uomo, sei un pupazzo.

Un pupazzo che non è capace nemmeno di difendere l'onore di sua moglie.

- Pupazzo a me? - Già. - Dimentichi che ho una laurea?

- Sarai un pupazzo laureato. - Sì? - Sì.

Va bene, ci andrò io da quelle lì.

Ti farò vedere io chi è il pupazzo!

So io come trattare quelle "veneri pandemie"!

- Veneri? Quelle sono delle... - Smettila!

Smettila, non trascendere!

Ricorda che sei mia moglie, non ti abbassare al loro livello.

Buongiorno! Buongiorno.

'Giorno.

Scusi, lei è quel signore che ha telefonato stamattina presto?

Beh... veramente... telefonato, no.

Lo vengo per una questione importante, privata.

- Allora aspetti, parlo prima con l'avvocato. - L'avvocato?

Sono organizzate, hanno pure l'avvocato.

Bene, così fra laureati ci si intenderà meglio.

Passi da questa parte, non abbia paura?

Venga, l'avvocato l'aspetta.

Buongiorno.

Sono Gaspare Petroni, marito della massaggiatrice... quella vera.

Dica pure.

Veramente mi hanno detto che avrei dovuto parlare con un avvocato.

- Sono io. - Lei ha una laurea.

Sarebbe una laureata in Diritto?

- Perché, non crede che io abbia studiato? - Si figuri.

- Prego, si accomodi. - Dove, scusi?

Grazie.

Se le interessa saperlo, i miei amici mi chiamano "avvocato"

perché ho fatto 2 anni di Legge.

Capisco. Come mai non ha abbracciato la professione?

Ho preferito abbracciare qualcos'altro.

- E' più redditizio. - Già.

Ma veniamo allo scopo della sua visita, professore.

A proposito, professore di che?

Italiano, anche se il mio accento è napoletano.

Bene... un letterato.

Cosa desidera, letterato?

Ecco, avvocato.

Le dispiace chiudere la toga? Non riesco a concentrarmi.

Ma le pare. Allora?

Signorina, la loro attività in questo stabile,

lo stesso dove mia moglie esplica il suo lavoro,

ci danneggia moralmente e materialmente.

- A prescindere dal fatto che la legge lo vieta! - Questo no!

La legge 20 febbraio 1958, numero 75, parla chiaro.

Essa punisce solo chi sfrutta il nostro mestiere e non chi lo fa.

Se vuole, le posso citare tutti gli articoli.

Li so a memoria.

Il nostro Paese tutela l'iniziativa privata.

Fin quando non decidono di nazionalizzare anche noi,

io e le mie amiche abbiamo il diritto di lavorare dove ci aggrada.

Sì.

Sigaretta?

Caro professore, siamo in una botte di ferro.

E io sto in un bagno di sudore.

Siccome tutto quello che la legge non proibisce è permesso,

nessuno ci può fare niente.

Tre volte. Mi scusi, dev'essere un amico.

Venga pure di qua.

Iris!

- Intrattieni un momento il professore. - Vieni, bello.

> Su, andiamo. - lo?

> Mi temi? - No, ma...

Andiamo, su, andiamo.

Chiuda, presto! Presto!

- Ma lei chi è? - Un amico del signor Zurlini.

Ho capito. Prego, si accomodi.

Lei è... Marisa?

No, adesso Marisa non c'è.

- Allora ripasso un'altra volta. - No, no!

Se proprio vuole Marisa, aspetti un momento.

Il fatto è che non vorrei che mi vedessero.

Discrezione e segretezza è il nostro motto.

Prego.

Grazie, cara, grazie.

- Bevi, bevi! - No, basta, ti prego. Non sono abituato.

- Questo ti tira su. - Sono già mezzo ubriaco, che mi fai fare?

Ci sarà parecchio da aspettare?

No, Marisa è uscita presto per fare delle commissioni, non tarderà.

- Vuole un cognacchino? - No, mai a quest'ora.

Un cognac fa sempre bene, a tutte le ore.

Glielo vado a prendere.

- Iris? - Chi è? - Hai preso tu la bottiglia?

Professore, cosa fa? Sei sempre la solita idiota!

Questo non è un cliente, è la quinta colonna. Via!

- Se diventassi un cliente? - Lei?

- Sì, perché? - Se è così... si accomodi.

L'avverto che la nostra tariffa è di 30 mila.

- Sì, 30 mila! - 30 mila lire?

- A rate? - În contanti.

- Allora che vogliamo fare? - Che facciamo?

- Come disse il Foscolo... - Chi è il signor Foscolo?

"Sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia nell'urna."

- Vada via, professore! - Un momento. - Vattene!

- Vi do le 30 mila lire a rate. - E vattene!

- O vi faccio una cambialetta a 6 mesi. - Vattene!

Ahi!

Continua sempre a fare la cretina!

Care, troppo care. 30 mila lire a rate, troppo care.

- Allora? Com'è andata? - Sono troppo esose, Bice.

Sporcaccione! Il rossetto, il profumo! - Cosa ci vuoi fare?

- Te lo do io cosa voglio fare! - Troppo care!

No, Bice, ricordati che sono tuo marito.

Vai via ora che Marisa sta per tornare?

Devo andare, ho un appuntamento importantissimo.

Mi dispiace, ma oggi blocco Marisa a costo di chiuderla a chiave.

Cercherò di tornare. Guarda per le scale, sento del fracasso.

L'onore della mia casa!

Sono gli inquilini di fronte, litigano sempre.

Porco!

Non c'è nessuno, puoi andare.

- Ciao. - Ciao.

Avanti.

- Chi è? - La massaggiatrice.

Venga, venga avanti.

Mi scusi per il ritardo, ma per venire ho attraversato il centro

- e a quest'ora c'è un traffico! - Sì, lo so.

Finisco il fumento e sono subito da lei.

Faccia pure, io intanto mi preparo.

Quell'aria umidiccia!

Mi ha rovinato. Uffa!

Ahi! Ahi!

Scusi, sa.

Ma dovevo finire perché questo è un affare...

- Cosa fa lei? - F'il 361?

- Sì, è il 361. - Mi hanno fatto chiamare e...

Ho fatto chiamare una massaggiatrice perché mi sento reumatizzato.

Non capisco, ci dev'essere un equivoco.

In altre circostanze, ben volentieri.

Ma in queste condizioni, capisce...

Se mi lascia il suo numero sarò ben lieto di... di ...

- Va bene, il numero lo lascio, ma sono 30 mila lire lo stesso. - Come?

- Se non mi fossi spogliata pazienza... - Ecco, sì.

Caro, entra. Vieni, vieni.

- Mi potevi anche dire... - Cosa?

Buongiorno.

Me lo potevi anche dire che la tua lombaggine era una scusa.

No, caro, la lombaggine ce l'ho davvero.

Comunque, io, viaggi a vuoto non ne faccio.

Se è per questo... ci sono qua io.

- Se la signorina è d'accordo? - Per me fa lo stesso.

- Allora, andiamo. - Salute.

Un momento, prendo la mia roba.

- Andiamo? - Andiamo pure.

Finalmente!

- Cosa? - Niente, cose mie.

- Uffa! Ma chi è? - Vai. Vai dentro.

Vengo subito!

Caro dottor Bellini, noi la aspettavamo a mezzogiorno.

Ho preferito anticipare perché desideravo precisare certi dettagli

prima di andare dal presidente.

Siamo... siamo a sua disposizione. Se permette, chiamo il mio socio.

- Manzini! - Che c'è? - C'è il dottor Bellini. - Sì?

- La ragazza è in camera mia. - Che devo fare? - Aiutami.

Caro dottor Bellini, ho una maledetta...

Bellini vorrebbe chiarire alcuni punti sul capitolato d'appalto.

- Prego. - Prego, si accomodi.

- Si accomodi. - Circa la percentuale.

L'abbiamo detto il 20%.

Sì, ma va al partito. Personalmente non vedo una lira.

Questa è una bella prova di disinteresse.

- Sì, sì. - Alcuni industriali che si interessano a questo affare,

hanno avuto il coraggio di offrirmi il 3% di premio.

Che lei naturalmente non ha accettato.

Li ho messi subito alla porta.

Immagino quindi che voi non oserete...

No, noi non ci permetteremmo mai.

Infatti non accetto meno del 5%.

Non lo faccio per speculazione, personalmente disprezzo il denaro.

Lo vivo come un fraticello, ma ho tanti poveri.

- Devo pensare a loro. - Sì, sì, certo...

Mi scusi, c'è qualche altra condizione particolare?

Una sola condizione,

fondamentale.

Noi esigiamo una condotta morale ineccepibile

da parte di coloro che costruiranno "Il Villaggio della Giovane".

Sarebbe grottesco che quest'opera fosse eretta da mani impure.

- Ritengo che voi siate d'accordo. - Sì, è giusto.

< Tesoro, allora, non vieni?

Sì, è... è la moglie di Parodi.

- Venga, signora. - Mi fa molto piacere che sia a Roma sua moglie.

- Mia moglie... - Ho ben capito che è la signora Parodi?

- Sì. - Sì. - Certo, naturalmente.

- Cara, mi permetti di presentarti il dottor Bellini. - Bellini.

Onoratissimo e complimenti, ha una moglie deliziosa.

- E' anche molto più giovane di lei. - Sì, l'ho conosciuta un po' tardi.

Immaginavo che fosse a Roma data l'importanza dell'affare.

Come? Non capisco?

Il signor presidente desidera che la signora Parodi

sia presente alla conclusione delle trattative.

- In tutto questo mia moglie c'entra come i cavoli a merenda. - Già.

Lo non posso che riferire quello che ha detto sua eccellenza.

Se volete rischiare di mandare tutto all'aria rifiutando, fate pure.

- No, ci mancherebbe altro. - No, no.

Naturalmente porteremo anche lei.

Benissimo, sua eccellenza vi aspetta alle 12,30 nel suo ufficio.

- Ci saremo, non si preoccupi. - l miei rispetti.

Il presidente sarà lieto di avere un appuntamento con la signora.

- A tra poco. - Arrivederci, caro dottor Bellini.

Prego, dottore.

Voi dovete spiegarmi adesso! Che sarebbe questo appuntamento?

Non è quello che credi, dovremo parlare di affari.

L'importante è che tu non ti faccia incastrare.

Un momento, un momento.

- Siete voi che mi volete incastrare. > Figuriamoci!

Chi vi dice che ci vengo?

Allora vuol lasciarci nei pasticci?

Se fa la brava, le faremo un bel regalo, vero, Parodi?

Certo, ci puoi contare. Guarda che roba.

Ci sto, ma voglio 2 milioni 337 mila lire.

Cosa?

Ho detto: 2 milioni e 337 mila. Né un soldo di né un soldo di più.

- Dobbiamo finire di pagare la casa. - Ma come si fa...

Altrimenti dirò la verità a quel tipo...

- Dai, Parodi. - Non c'è niente da fare.

Hai detto: 2 milioni e 337 mila lire.

E' una bella cifra. 2 milioni e 337 mila.

Ecco fatto.

Sarai contenta, oggi hai fatto un bell'affare.

Ecco, firma anche tu.

- Anche lui? - Sì, abbiamo la firma abbinata.

Non si muova perché...

che scrivania!

Lettera anonima, al salicilato di metile.

- Di che? - Di metile. Interessante però.

"In via Beccaria 214, alcune finte massaggiatrici minacciano

con la loro turpe professione, la moralità dell'intero caseggiato.

Cosa aspetta la Legge ad intervenire?

Liberateci da codesta vergogna. Fate in modo che l'uomo onesto

non debba esclamare: "Ahi, serva Italia di dolore ostello,

non donna di provincia ma..." Eccetera eccetera.

- Dottore! La lettera è firmata. - Sì?

Dante Alighieri, XI 237.

Calascione, quello è l'autore dei versi citati!

- Noi abbiamo il dovere di intervenire. - Intervenire?

Con quella gente abbiamo le mani legate.

Lo so meglio di te. Tuttavia a dare un'occhiata non ci si rimette.

- Signorsì. - Vai, vestiti elegante.

Vai a fare una visita a queste... gentildonne.

Se è il caso, fatti fare anche un massaggio.

Per farmi rimborsare i soldi scrivo sulla pezza d'appoggio...

Niente massaggio, l'essenziale è che ti rendi conto della situazione.

Signorsì.

A un miliardo e 8 non copriamo neanche le spese, dobbiamo alzare.

- Alzare notevolmente. - Alzi pure, non mi lamento mica.

Più si alza, meglio è.

Voglio dire, non mi opporrei se non esistessero già dei preventivi

che io non posso superare.

- Posso dire una parola, signor presidente? - Certo, dica pure.

Vorrei richiamare la sua attenzione sul punto più saliente

della trattativa.

Il commendator Parodi considera la nostra offerta insufficiente.

Pazienza. Purtroppo ci sono altre imprese pronte ad accettarla.

Certo, poi si spacca tutto come la via Olimpica.

Noi siamo una ditta seria.

Se diciamo una cifra, quella è.

Sentiamo la signora, lei ci starebbe per un miliardo e 8?

Ci starebbe anche Brigitte Bardot!

- Come dicevo, l'offerta di un miliardo e 8 è insufficiente. - Sì.

Forse si può arrivare fino a un miliardo e 9.

No! E' ancora poco, troppo poco.

- Sono del parere di mia moglie, è poco. - Sì.

Sua moglie, oltre ad essere un'incantevole creatura,

è anche una donna molto "in gambe"...

cioè, volevo dire "in gamba". Abilissima.

La sa lunga lei. Lei dev'essere uno di quei tipi

che buggerano il prossimo col sorriso e la persuasione.

Scommetto che è democristiano!

A meno di 2 miliardi e 3 non possiamo, mi creda eccellenza.

E' impossibile. E' impossibile.

Che le costa? Non sono mica soldi suoi.

Più l'affare è grosso, più si mangia tutti quanti! Non si usa così?

Perché, ho detto qualcosa che non va?

Lo credo che ci intenderemo molto meglio sulla questione...

se si potesse... trattare l'affare fra me e la signora soltanto.

Se sua eccellenza permette,

riterrei opportuno riesaminare bene il plastico del progetto

che si trova nell'altro ufficio per valutare con maggiore esattezza

la richiesta e preventivo che forse a prima vista

potrebbero sembrare eccessivi.

Senza che lei si scomodi, vado io di là con i signori Parodi e Manzini.

Buona idea. Buona idea!

Si, ma esigo che si tratti di un esame molto accurato,

definitivo. Ci metta il tempo che occorre,

ma vorrei che al vostro ritorno sia chiarito per sempre ogni dubbio.

Sua eccellenza può fidarsi di me. Signori, se vogliono seguirmi.

- Si potrebbe anche soprassedere. - Sì...

- Perché? - No, la cosa dev'essere risolta questa mattina.

Certo, vai caro. Vai.

Con permesso.

- Prego, signori. - Per di qua, prego.

Mia cara eccellenza.

Venga laggiù, staremo più comodi.

Con piacere.

- L'ingegner Parodi non ci ha avvisato del suo arrivo. - Lo so.

Ho deciso di venire dopo che gli ho telefonato.

- Le valige della signora al 359. - 359.

- Purtroppo non sappiamo dove può essere suo marito. - lo sì.

- Grazie. > Prego, signora.

Eccellenza, la prego, non approfitti così di una povera donna indifesa.

- Non sono di legno, io! - Nemmeno io, cara.

- Che ragazzo! - Hai ragione, mi sembra di avere 20 anni grazie a te.

Mi hai ubriacato con il tuo fascino, con il tuo profumo.

- "Oui à la crèòme" - "Uoi" Che parola deliziosa.

- Dimmi sì. - No! - Perché, angelo mio?

C'è mio marito di là, potrebbe entrare.

- Lo accendo la luce rossa così non entra nessuno. - Che sei scem...

Sarebbe peggio, visto che sanno che sono qui.

- Allora? - Il mondo non finisce oggi, eccellenza.

No, non chiamarmi eccellenza, chiamami Cipriano.

- Cipriano? - Cipriano, sì.

- Cip. - E' carino. - Sì, Cip mi piace.

Chiamami Cip. Cip.

Cip. Sembra di giocare una partita a poker.

Dilla tu la cifra, il vedo.

2 miliardi e 3.

- 2 miliardi e 3? - Cip.

Ero sicuro che avrei perduto.

Come anticipo. me lo dai un bacino?

Non posso rifiutare.

Ciprià, che ti dicevo?

Avanti.

È lei. Bellini.

Dunque, chiudiamo l'affare con la Parodi e Manzini a 2 miliardi e 3.

Benissimo, eccellenza.

La signora Parodi ha compiuto il miracolo.

Sì, ha portato una corrente di primavera in questo tetro ufficio.

Sua eccellenza ha forse cambiato corrente politica?

No, parlavo della primavera autentica,

quella che ha il profumo dei fiori.

Bene, anche questa è fatta.

Ecco qua il capitolato.

Tenga.

Ma... qui c'è la data di domani.

Sì, oggi è il 17 del mese ed è venerdì.

Ho preferito mettere un'altra data. Tanto non cambia nulla!

Sì, è la stessa cosa. Giorno più, giorno meno.

A presto.

Non tanto, purtroppo. Visto che parte stasera.

Lo? Perché?

Pensavo che tornasse a Milano con suo marito.

Già! Ma vengo spesso a Roma.

Ora, poi, ho un grosso debito da pagare.

Allora a ben presto.

{ - A prestissimo, Cip. - A prestissimo.

Adesso, urge Marisa.

Marisa...

6-8-2-6-8-5.

Pronto? Sono quel signore che è venuto stamani da parte di Zurlini.

Sì. Marisa, allora, è ritornata?

Non ancora? Guardi, sarò da voi verso le 16,00.

Mi raccomando, le dica di non muoversi.

Tenga presente che sono ansioso.

Sì, non è difficile.

Ecco qua! E' tutto in regola. Solo che è in data di domani.

Va bene lo stesso.

E' stato un grande affare per tutti, potremmo festeggiarlo insieme.

Vista la cifra raggiunta,

credo che sarà il caso di ritoccare la percentuale dovuta al partito.

- Non è vero, signora? - Certo, più che giusto.

Sì, ne parleremo a colazione. Siccome è venerdì

- potremmo andare a mangiare una zuppa di pesce. - A Fiumicino.

- À Fiumicino non si mangia più come una volta. - Andate dove volete,

- jo non posso venire. - Ci priva della sua presenza?

- A che ora riaprono le banche? - Alle 15,30 c'è tempo.

- Scusino, tra voi c'è l'ingegner Parodi. - E' lui. - Sono io.

- C'è sua moglie al telefono. - Mia moglie? - Sua moglie?

E' impossibile.

- Certo, è qui. - Già.

Ameno che tu non sia bigamo.

Evidentemente dev'esserci un equivoco. - Certo che è un equivoco.

Sarà mia sorella, tua moglie.

- Sì. - Sì. - Sua moglie, è mio cognato.

- Voi due siete... - Sì, siamo cognati.

- Così rimane tutto in famiglia. - Che bella sorpresa!

Vai da tua moglie, sbrigati. Noi ti aspettiamo qui.

- Che le dico? - Di' che sono bloccato dal presidente,

che non mi puoi avvisare. Portala il più lontano possibile.

- Con quelli? - Trovo io una scusa.

Mi fa piacere che venga con noi anche la signora.

Mia sorella non verrà, sta facendo la dieta sintetica.

Quei barattoli da sciogliere nell'acqua.

Soffrirebbe troppo a vederci mangiare le fettuccine, vero cara?

Certo.

Sì, sono dovuti scappare al ministero.

E' sorta qualche difficoltà.

No! Si può rimediare.

Altrimenti dovremmo aspettare un'altra settimana.

Ho capito, allora chissà quando torneranno.

- Muoio di fame, Manzini. - Anch'io.

Sa che le dico? Andiamo a mangiare insieme, sì subito.

Sono subito da lei. Sì, cara, ciao!

Cara?

E' impazzito.

C'è un bell'assortimento di pesce, cosa preferisce?

Non essendo andati a Fiumicino, una bistecca al sangue. - Di venerdì?

- Forse non ti ricordi che oggi è giorno di magro. - Veramente io0...

C'è un tavolo libero all'interno, dottor Bellini.

Gianni, cosa ci consigli oggi?

Per cominciare, un ottimo antipasto.

Sì, tutto quello che c'è con la maionese.

Consiglierei degli spaghetti alle vongole.

Niente spaghetti, fanno perdere la linea.

Insalata mista con tanta maionese.

Poi delle belle orate al cartoccio.

Dico... come sarebbe al cartoccio?

- Sarebbe... > În un cartoccio.

Così uno le porta a casa e le dà al gatto.

< Buona l'idea! - Alla signora... piace scherzare.

- Allora, orate? - Orate. - Orate?

Orate fratres!

- Al cartoccio. - Sì, come vuole lei.

Sì, anche il mio cartoccio... pieno di maionese.

Per lei, dottor Bellini?

Un bel filetto alla griglia.

Ma non è giorno di magro?

Lo ho la dispensa.

Ma.. è tutto pieno.

Già, ma c'è anche una sala. Il posto lo troveremo.

Dio mio!

- Non si sente bene? - Mi è caduto il tovagliolo.

- Eccolo Îì. - SSì... sì, certo.

- Cosa fa ancora Îì sotto? - Sto guardando se si è sporcato.

Venga fuori a guardarlo, no? Lì sotto come fa a vederci?

Sono nictalopo.

- Cos'è? - Un animale che ci vede al buio, signora.

Comodo per guardare le gamme alle donne. Sporcaccione!

Marisa!

Signora, quel tavolo si sta liberando.

Meno male. Venga, Manzini.

Ha fatto?

Sì, è pulito. Pulitissimo.

Guardi il cielo! Le è andato di traverso?

No, devo essere raffreddato.

C'è una corrente d'aria che viene da questa parte...

- Vuole mettersi al posto mio? - No! No, no.

Vorrei cambiare posto con Marisa, vuoi?

Vai, cara, vai.

Che modi.

Grazie.

Grazie.

- Si mangia bene qui? - Ci viene tutta Roma!

Se mio marito fosse tornato in albergo, potrebbe raggiungerci.

- Come facciamo a saperlo? - Si telefona.

- Qui non c'è il telefono. - Sì che c'è, signore.

Sì? Allora... l'hanno messo da poco.

No, da sempre. E' di là, al guardaroba.

- Allora ci vado subito. - No!

Ci vado io.

A 2 miliardi e 3 è stato un ottimo affare per lei.

Sì, certo. Se non ci fosse stata la percentuale per lei.

Il partito deve pur vivere.

D'accordo, ma con quella percentuale lì, noi siamo andati sotto.

Mamma mia!

Vede, signor Parodi...

- Dov'è andato? Cosa fa? - Boh.

Signor Parodi?

Con quella percentuale lì siamo andati sotto

- per chiarire meglio il concetto... - Lei è andato sotto il tavolo.

- Sì. - Non sono mica un idiota.

Non c'è bisogno di illustrarmi tutto ciò che dice. Per chi mi prende?

Accidenti, mi vede!

- Perché, si crede invisibile? - No. No, no, no.

Domando a lei. Lei mi vede?

Non sono cieco, che io sappia.

No, siccome sono controluce, temevo che lei non mi vedesse.

Forse per questo mi aveva chiesto di scambiarci il posto.

No, era lei che voleva cambiare posto a causa della corrente d'aria.

Grazie.

Signor Parodi!

Questi tovaglioli hanno l'argento vivo addosso.

Scivolano continuamente.

Se lo leghi intorno al collo.

Se... se le fa piacere.

- In albergo non c'era. - Le ho detto che ha molto da fare.

- Che caldo che fa qui! - Sì, fa caldo.

- Le dispiace se mi siedo di fronte alla porta? - Prego, si accomodi.

Prego, prego.

Ecco fatto, così.

Così va bene.

- Cameriere, il conto. - E la frutta?

Vuole già andare via?

Ho un impegno per le 15,30.

- Prendiamo almenao il caftfé. - lo non lo prendo mai.

- Un liquorino. - Non bevo mai liquori.

- Fumiamoci una sigaretta. - Niente sigarette, non fumo.

Lei non ha proprio nessun vizio?

Più che un vizio vero e proprio, direi che ho un hobby.

Mi piacciono i soldatini.

Lo chiama hobby?

Soldatini di piombo, signora! Ne faccio collezione.

Ma lei parla di quelli!

- Chissà che mi credevo! - Îl conto, signore.

- Faccio io. - No, no.

- Vi ho invitato io. - No, no. Tocca a me.

Se continuate così, restiamo fino a domattina!

Magari.

- Faccio io. - No, no, no.

- No, no, no. - E dai!

Se proprio ci tiene.

Sia fatta la sua volontà.

Guardi laggiù che sconcio!

Tutta quella carne in mostra.

Non le dovrebbe dare tanto fastidio, visto che ha la dispensa.

- Qui non si tratta di bistecche. - Di cosa si tratta, allora?

Si tratta di quella signora, se si può chiamare signora.

Guardi com'è impudica, così ignuda.

- Ma dove va? - A dirle il fatto suo!

- Dio mio, cosa succederà? - Ma che te ne importa?

Quella è mia moglie.

- Signora, si copra, la prego. - lo?

Il dottor Bellini!

- L'ingegnere Manzini. - Già, sono io.

- Anche lei qui? - Già, che bella sorpresa?

La signora, immagino. Molto lieto.

Buongiorno, ma cosa mi stava dicendo?

- Lo? - Sì, mi stava dicendo di coprirmi.

Sì, si copra.

C'è molta corrente con questa porta sempre aperta...

- Sì, gira. - Non si preoccupi, dopo mangiato ho sempre caldo.

Oggi ha fatto uno strappo alla sua dieta.

- La mia dieta? - La sua dieta sintetica.

- Me l'ha detto suo fratello. - Mio fratello?

Proprio lui. Commendator Parodi?

Vengo subito.

- Paolo! - C'è qui anche sua sorella.

- Vorrà dire "sua moglie". - Sì, lo so. Lei è la signora Manzini.

- La signora Parodi. - Già e c'è anche sua cognata.

Se l'avessi saputo, avremmo potuto mangiare insieme.

- Purtroppo abbiamo già finito. - {INSIEME) Sì.

- Adesso devo lasciarvi, ho un impegno. - Vada.

- Se ha fretta, non si preoccupi. - Scusate tanto.

- Allora in ufficio? - Sì. - l miei omaggi, signora.

- Pace e bene. - Pace e bene.

- La signora Bellini. - Sì, Bellini.

- Lei non va con suo marito? - Quale marito?

Il dottor Bellini. Vada, signora, vada.

Ho capito, va bene. Arrivederci.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Aspetta! Vengo con lei.

- Con me ? Perché? - Boh, me l'ha detto il commendator Parodi.

Quella è la signora Bellini come io sono Krusciov.

Perché? Cosa c'è di stano, ti assicuro che...

- Lei è la moglie, tu mio fratello. - Questo l'ha detto Bellini.

Nel senso che cristianamente siamo tutti fratelli. Lui è un uomo pio.

- Ma io non sono scema. - Lascia che ti spieghi.

Non vi credo. Non credo nemmeno che abbiate firmato il capitolato.

Eccolo!

- Vedere. - Eccolo Îì.

- Le modalità di pagamento? - Sono in calce.

Per farsi pagare da questi dovremo sudare molto.

Però 2 miliardi e 300 milioni sono una bella somma.

- Sei contenta? - Sì, ma con te dovremo fare i conti.

- Paghi, Manzini, andiamo via da qui. No, questa è mia. - Cameriere.

Così vuole andare in banca a riscuotere il compenso.

- Scusi l'indiscrezione, quanto? - Più di 2 milioni.

Urca!

Quello è il compenso per aver fatto la moglie di quel signore.

Ora l'accompagno in banca e poi ne riparliamo.

Quando avrà incassato i suoi soldi.

- Mi vuole sgridare? - No, tutt'altro.

- Si vuole scagliare contro quei due poveracci? - No.

E punire i due peccatori?

Non ci penso neanche!

E che vuole fare, allora?

Voglio peccare anch'io.

Bella!

Sì... ma non adesso, andiamo prima in banca.

Va bene.

Guarda che ora! Ma cosa fa questa Marisa?

E' l'Araba Fenice?

Non è mica araba, è anche lei di queste parti.

Non capisco perché ti sei fissato con questa Marisa. La conosci?

Non la conosco e è appunto per questo che...

Non capisco perché tardi tanto, è stata chiamata in un albergo.

C'è tanto turismo, adesso.

- Forse è lei? - Non credo, lei ha la chiave.

Comunque...

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Cosa desidera? - E' qui che si fanno massaggi?

Sì, ma oggi no.

Voi massaggiatrici il venerdì fate vacanza?

Sì, siamo superstiziose.

- Che tipo di massaggio viene fatto qui? - Terapeutico.

Boh!

Si potrebbe vedere la sala di massaggio, tanto per farsi un'idea.

Non vedo nessun lettino da massaggio.

Non facciamo massaggi in salotto.

Come si permette di entrare così in casa d'altri?

- Vada via o chiamo la polizia! - Non serve, è già qui.

Brigadiere Calascione, della Buon Costume.

- La polizia? - Sei ricercato?

Che scandalo! Poveretto me!

C'è un buco per nascondermi? Uno sgabuzzino?

- C'è solo quello, guarda. - Come? L'armadio?

- Qui, qui. - Non c'è altro?

- Entra. - Ficcami dentro. - Entra, dai.

Ce n'è un'altra.

- E con un bel lettone. - Se è per questo siamo in tre.

E la terza dov'è?

- Dentro l'armadio? - Brigadiere!

Brigadiere, mi scusi,

ha mai sentito parlare dell'articolo 6/09 del nostro Codice Penale?

- E che c'entra? - C'entra.

Come c'entrano pure i 3/23 e 2/24.

"Non si può entrare in casa privata senza mandato di perquisizione."

Beh... io sono qui in forma utfficiosa.

Sì? Però ora va via in forma ufficiale! Fuori da casa mia!

- Via! - Tornerò col mandato.

Torni pure col mandato, intanto ce la mando io!

Dov'è che mi manda e a che fare?

- Non l'ho detto. - Ma l'ha pensato. - E lo ripenso ancora!

Tanto il processo alle intenzioni non si può fare e perciò...

buongiorno!

Ci rivedremo.

Cessato allarme, puoi uscire.

- Il cuore. - Si sente male?

La congestione. Oddio.

Si sente male? Anzi, ti senti male?

Poveretto me.

Aspetta.

- Bevi un po'. - Non voglio quella roba.

Iris!

- Si sente male? - Certo, chiuso dentro fino adesso.

Ci vorrebbero dei sali.

Bagniamogli la fronte con questo.

- Îl suo profumo. - E' il profumo di Marisa.

"Uoi à la créme"

- Proprio come l'altra. - L'altra? - Ma che dice?

> Vieni, caro. - Ecco Marisa.

Marisa è qui?

Marisa è qui.

{MARISA) Non aver paura, che aspetti?

Ma non è sola?

> - Sei sicura che non c'è nessuno? - > Nessuno.

> F'il mio amico Bellini. - Bellini!

- Che bel nome "Bellini". - Bellini!

- Torno nell'armadio. - Entri, entri.

- Anzi, entra. - Chiudi! Chiudi!

Chiuso.

Vieni.

Guarda.

Contali. 2 milioni 337 mila lire.

Non ho mai visto tanti soldi tutti in una volta!

Una giornatina proficua. La casa è finalmente nostra!

Il merito è anche suo. Questo signore è il dottor...

- No! Non lo dire. - Già.

Segretezza e discrezione, questo è il nostro motto.

Andiamo, amore.

- Ma che fai lì? - Veramente...

stavo cercando un tuo vestito.

Smamma.

Sì, signora.

- Quante siete? - Tre.

E tutte "bonazze", vedo.

- Abbiamo molta fame, vedo. - Sai, l'appetito viene mangiando.

Guardalo Îlì, con quella faccia da "Messa cantata".

Altro che soldatini!

Non sul letto, porta sfortuna! Mettilo nell'armadio.

l miei omaggi, eccellenza.

Ma che fai?

Su, bello. Su!

Su.

Iris! Milena, venite!

A questo gli ha preso il "coccolone".

- Che c'è? - Cos'è successo?

Oggi è la giornata degli svenimenti.

- Porta un po' d'aceto, corri. - Olio e aceto?

Aceto ho detto, sbrigati!

Bisognerebbe fargli un massaggio al cuore.

Lo il cuore proprio... Ma che gli ha preso?

Non lo so, sarà stata l'emozione. Forse non è abituato, poveraccio.

- Ecco. - Sbrigati.

Si sta riprendendo.

Meno male.

Su.

Là!

- Nell'armadio. - Là, cosa?

- L'ha visto! - Ma chi? Cosa?

Che siete matte? Che ha visto?

Ma questo è sua eccellenza.

Oddio! Aiutatemi, presto!

Piano, piano.

Portiamolo sul letto, dai!

Mi perdoni, sono intemerato.

Mi perdoni, eccellenza.

Lei deve capire...

lo spirito è forte... ma la carne è debole.

Tu lo conoscevi?

Certo, è il presidente dell'opera per la "Protezione della Giovane".

- Era venuto qui per proteggerci. - Zitta, cretina.

Perché non mi hai detto che era qui?

Volevo, ma con tutti quei soldi...

Non mi guardi con quegli occhi severi, eccellenza.

- Dopotutto anche lei è qui... - Che parli a fare, è svenuto.

Ao! Non lo vedi che è morto!

- No! Non dite una cosa simile! - Adesso che si fa?

- Datemi uno specchio. - Dai, presto!

Dai qua!

- Se è morto, siamo rovinate. - Zitta!

- Sua eccellenza è defunto, purtroppo. - No!

- Adesso cosa facciamo? - Innanzi tutto non bisogna farlo trovare qua.

- Come si fa? - Sarebbe gravissimo data l'identità dell'estinto.

- Dovremo portalo via a qualunque costo. - L'hai già detto!

Ma come? Come?

Non c'è che una cosa da fare. Telefonare al commendator Parodi.

No! Non sono venuta da Milano per far la parte della cretina.

E non riparto se non ho scoperto tutta la verità!

La verità, a volte, assume gli aspetti più incredibili.

Fino al punto di volermi far credere le cose più assurde. Basta!

Per inventare delle bugie bisogna essere dei geni!

Non dei disgraziati deficienti come voi!

Peccato che Bellini non sia qui, potrebbe confermarlo lui.

Pronto?

Sì?

Come?

Non sento, parli più forte.

- Non può? - Con chi stai parlando? - Shhh!

Una cosa gravissima?

Con Manzini? Sì, vengo subito.

Stavi parlando con la signora Bellini?

No, con lui. Dobbiamo correre, pare sia successo un disastro.

Non mi ingannate, avete combinato un altro pasticcio.

Bellini ha detto che l'affare rischia di crollare!

Non ci credo, ma ragione di più che venga con voi.

- No, cara, Bellini vuole soltanto noi due! - Solo noi due.

Mi dispiace, arrivederla.

Mascalzoni.

- Un taxi, presto! - Subito, signore.

- Per dove? - Via Beccaria 214.

- Prego. - Presto.

Via Beccaria 214.

- Ci siamo riusciti a infilarlo dentro. - Per fortuna non è una 600.

E quei due non arrivano!

Che bella macchina!

- Ha visto mio marito? - Ha preso un taxi.

- Come faccio? Devo raggiungerlo. - Ci penso io.

- Aspetti un momento. - No, lo paghi e lo mandi via.

- Quant'è? - Tenga pure tutto.

No! Quelle erano 5 mila lire!

Non faccia il micragnoso. Non c'è tempo da perdere!

- Si può... - Si può sapere cosa succede?

{ Cosa vuole questa?

- Sa cosa c'è qui? - No.

- Un morto. - Non strillare! Vuoi che lo sappia tutta la città!

- Chi è morto? - Sua eccellenza Paoloni.

Bisogna portarlo subito nella sede dell'opera.

Perché domattina si creda che sia deceduto sul tavolo di lavoro.

Il capitolato ha la data di domani!

Sua eccellenza, per nostra disgrazia è morto oggi

- e la firma di un morto non conta niente! - Shhh!

- Lei sa guidare? - Sì.

Bene, siamo a posto.

Lo vi precedo con un taxi.

Apro il lucchetto del cancello dietro il fabbricato dell'opera.

Quando voi arrivate, entrate e chiudete il cancello.

Percorrete tutto il viale fino al palazzo.

Suonate, verranno ad aprirvi due guardiani.

Fate in modo di neutralizzarli, i mezzi non vi mancano.

Non ci devono impicciare!

- Però voi scucite altra grana. - Sì, sì, scuciranno!

Calcolate il tempo necessario perché si affiatino con i guardiani.

Poi venite al garage dove mi troverete.

- E' tutto chiaro? - {INSIEME) Sì.

- Tutto deve filare come l'olio! - Shhh!

Un minimo errore e siamo fritti! Andiamo!

- Vengo anch'io con Bellini. - No, tu combineresti altri guai.

- Resta a casa e non fare entrare nessuno! Vai! - Fila!

- Andiamo. - Sbrighiamoci!

Mascalzoni, con le donnacce! Presto, segua quella macchina!

Se non andiamo più in fretta li perderemo di vista.

- Corra, gli darò una buona mancia. - Mi dovrebbe dare un altro motore.

Specie di mammifero 6 lettere inizia con la "F" e finisce con la "O",

- "Fimminoso". - Ho detto mammifero.

E jo sono un mammifero fimminoso, mi piacciono le donne.

- Fe.. - Federico.

- Felino. - lo che dicevo? Federico Felino.

- Le donne, la dolce vita! - Quello è FELLINO, con 2 "L",

- Quanto la fai lunga! - Antica imbarcazione di media grandezza,

oggi usata come nave scuola.

7 lettere inizia con la "F" finisce con la "A".

- Usata.. - Usata. FIMMINA!

Ho detto: nave scuola.

Ci sono certe femmine, altro che nave scuola!

Fregata!

- Guarda che CACCIOTORPEDONIERO! - Smettila!

Dobbiamo tenere un contegno casto e puro. Siamo uscieri

della "Opera di assistenza della Giovane".

Il guaio è che di giovani qui dentro non ne entra una!

Tutte le donne che lavorano qui sono tutte befane!

Su!

Andiamo.

Siamo due giovani traviate che vorrebbero rifarsi una vita.

- Sono traviate, si potesse... - Si "potesse" niente!

Tornate domani troverete gli addetti a queste mansioni.

Aiutateci!

Ciccio!

Non rigettateci nel fango, siamo stanche.

Lo credo, siete sempre in continuo movimento.

Abbiamo bisogno d'amore.

Se ci aiutate, sapremo come contraccambiare.

Sì, sì.

Dateci una mano e noi vi daremo tutto.

Ciccio...

io la mano gliela do.

Ora che dobbiamo fare? Il più è fatto.

Portiamolo nello studio, la scala porta al primo piano.

Se non fosse stato superstizioso e metteva la data di oggi,

- non ci trovavamo in questo guaio. - Però aveva ragione sul venerdì 17.

Ma tra poco sarà il 18 e la firma sarà valida. Aiutatemi.

- Che orrore. - Beh, ride con gli angeli.

Coraggio, pensate ai 2 miliardi e 300. Datevi da fare.

Tenga.

Ecco.

Giù.

Prepariamo la scrivania.

Il capitolato.

Domattina lo troveranno con la penna in mano e il capo sui fogli.

Prima mi incateni e poi mi lasci?

- Ho paura che non fai sul serio. - Serissimo sono.

Non ho la faccia dell'ingannatore.

Franco, quella si è raffreddata.

- Pure lei è diventata di ghiaccio. - Tu non mi sai scaldare!

- Allora? - Aspettateci un momento.

- Bisogna riscaldare. - Riscaldiamole!

- Come? - Con "l'alcolismo", così non ci resisteranno più.

Dove lo troviamo?

Il presidente tiene le bottiglie di liquore nascoste nell'ufficio.

- Îl presidente? - Non se ne accorgerà se ne manca una.

- Va bene. - lo vado.

- Adesso vi riscaldiamo noi. - Dove va?

Ed ora... avanti!

- Avanti!

Arriva gente! Bisogna nasconderlo! Su, su!

VISKIO, proprio quello che ci vuole.

Finalmente ti ho preso, ladruncolo!

Il presidente! Ciccio! Ciccio!

Ciccio! Ciccio! Ciccio!

Ciccio. Ciccio.

Il telefono, che succede? Scusate.

- Chi sarà? - Boh!

Che c'è? Parla più chiaro.

Cosa?

Vengo! Corro!

No! Aspetta!

- Che siano stati scoperti? - La cosa inizia a puzzare.

Qui finiamo tutte alle Mantellate. Articoli 614, 610 e 412.

Milena, squagliamocela.

No! Prima quelli devono scucire!

Già, hai ragione. Tanto siamo complici.

Andiamo in garage prima che quelli se la squaglino.

- Chi "fu"? - lo "fui" e lui fu.

Era dietro la tenda, mi sembrava un ladro. Ta... ta.

- Adesso ci portano in galera. - Portano te, tu l'hai ammazzato.

Complici siamo, le donne, le bottiglie.

Mi è venuta un'idea. Dobbiamo farlo sparire da qua. Aiutami.

Spegni le luci.

Fai presto.

Aiutami a sollevarlo.

Aspetta.

Per fortuna sono andati via.

Rimettiamo il presidente alla scrivania.

Ehi, voi!

Credevate di farmela, vero? Ma ho fiuto io!

- Shh! - Siamo venuti per un funerale.

Basta con queste storie, vi ho visto in macchina con delle donnacce.

- C'è un equivoco. - Stia zitto e si vergogni!

Smettila con i tuoi sospetti. Il presidente è morto

e dobbiamo far credere che dopo la mezzanotte era ancora vivo.

- Perché questa tenerezza? - Il capitolato ha la data di domani,

- se scoprono che è morto oggi, non vale niente. - No!

Mio Dio, che succede? Dovrei credere a queste stupidaggini?

Ci crederai quando vedrai con i tuoi occhi il cadavere.

Forse. Ma dov'è questo cadavere?

Là!

Ecco, è qui.

Qui? lo non vedo nessun cadavere.

{INSIEME) E' dietro la tenda.

Qui c'è puzza di whisky, non di cadaveri.

Non c'è.

- Eppure l'avevamo messo qui dietro. - Basta, confessate la verità.

- Dove sono le donne? - Le donne sono nella tua immaginazione.

Calma! Signora, non perdiamo la testa.

Voi due, andate in garage e aspettateci Îì.

Cercherò di convincere la signora, su andate.

- Lo ti ammazzo! - Signora, stia calma.

- Si accomodi, la prego e si tranquillizzi. - Non sono pazza!

No, dico solo che deve calmarsi.

Giusto giusto, sembra fatta su misura. Perfetto.

Lo buttiamo nel Tevere e la polizia penserà a un delitto politico.

Speriamo.

Scappiamo.

- Non c'è nessuno? - Fortunatamente c'è ancora la macchina.

Sono stanca morta.

- E' tranquilla adesso? - Boh.

Peccato però. 2 miliardi e 300...

- Chi sarà il nuovo presidente? - Non ne ho idea.

Lo sono l'ultimo a cui si può domandare,

dopo quello che è successo... Andiamo, il tempo stringe.

E' stata una disgrazia. Ecco l'auto.

Sei un deficiente. Se c'è tua moglie, ragione di più di scappare.

Benone! Avevo visto giusto io!

Altro che cadavere! Donne!

Signora, non complichiamo le cose. Le ho già spiegato...

Non ha sentito?

Sua moglie vuole scappare con mio marito e lei non dice niente?

Oltre ad essere un bugiardo... è un bel cornuto!

- Ma non è mia moglie. - La sua amante, allora?

No, è l'amante di suo marito.

Signora, la prego.

Ti cavo gli occhi! Perderti con queste donnacce.

- Donnaccia sarai tu! - Come si permette!

> Per di più, spennacchiata. - Senta, badi che io...

- No, non posso perdermi con certa gente. - Brava!

Dateci quello che dobbiamo avere e andate in malora tutti!

Cosa pretendete? Non siete riuscite neanche a trattenere i guardiani!

- Sentilo un po'"! - Che cosa?

Allora dateci 15 milioni o diciamo tutto alla polizia.

- Vedremo chi di noi ballerà di più. - Anche i ricatti!

Se continviamo così, li informeremo noi.

Anzi, io me ne vado subito!

- E noi? - Su, montate!

Tutte oggi!

Mi scusi, la colpa è mia. Ma sono assicurato!

- Mi ha rovinato il portabagagli. - Chiamiamo la polizia stradale?

- Però basterebbe un colpetto per rimetterlo a posto. - Dice?

- Vogliamo provare? - Sì, ma qui i danni sono rilevanti.

Non lo nego, mi assumo tutte le responsabilità.

Intanto vogliamo vedere se si alza?

No

E' inutile, ci rinuncio. Non fa niente.

- No, la colpa è mia, voglio riparare. - Non insista.

Sono in torto e non voglio approfittare della sua cortesia.

- Buonasera. - Ma lei è proprio scemo, la colpa è di chi tampona.

- Lo vede? La colpa è mia. - Certo che la colpa è sua!

No! La colpa è nostra!

- Se non ci fermavamo di scatto, lui non ci tamponava! - Guardi...

Signora!

- Chiamiamo la polizia così diranno loro di chi è il torto. - No!

La macchina è mia e sono io che decido.

Le bastano 150 mila lire per il danno?

150 mila lire?

Ma... è la prima volta che mi succede di essere indennizzato

per un danno che ho fatto io.

Non possiamo perdere tempo,

dobbiamo andare a un funerale.

Abbiamo un morto in casa e...

Mi dispiace.

Scusi tanto. Ragionier Cerocchi.

Ragionier Cerocchi. Ragionier Cerocchi.

Parodi.

Lei è pazzo, vuol buttare via i suoi soldi?

- Non li accollerà a noi! - Che succede?

Voi non capite mai niente.

Il cadavere di sua eccellenza è tornato nel portabagagli.

- Incredibile! - Bel colpo!

- Che dici, torniamo? - Un altro bicchiere solo.

Quando vi calmate? Vi siete scolati quasi tutta la bottiglia.

- Un altro goccetto e ce ne andiamo. - E ce ne andiamo.

Cincin.

Mi ci voleva, adesso non ho più paura, e tu?

- Mi sento di affrontare un leone. - Bene.

Andiamo.

- Così proteso in avanti è perfetto. - Sì.

- La penna, la penna. - Già, è vero.

Ecco, magnifico!

Ed ecco venerdì 17... diventa sabato 18.

Pover'uomo, è morto sul lavoro.

- Che nobile fine! - Poche chiacchiere, andiamo.

Già.

Perfetto.

Facciamo sparire tutte le tracce e ce ne andiamo.

Non credi che le ragazze si siano stufate di aspettare?

Tu non conosci le donne, ragazzo.

Bisogna farsi desiderare per essere amati.

Speriamo.

Ciccio!

- Îl morto è ritornato! - No!

Nulla è più importante, più nobile e più sublime

dell'assistenza morale delle generazioni future.

Perciò questo villaggio della giovane

di cui oggi mettiamo la prima pietra,

sarà intitolato a sua eccellenza Cipriano Paoloni!

Che volle consacrare la sua esistenza all'amore del prossimo.

Sua eccellenza Paoloni, caduto come un soldato

sull'ultima trincea dell'onore e della virtù,

dedicò ogni sua energia a beneficio della giovane.

Della giovane! Della giovane!

E sopra ogni cosa, della giovane!

E' un'indecenza! Questa è una casa onorata, ha capito?

Retata di tutte le massaggiatrici, è l'ordine ricevuto. Poche storie.

E tu non dici niente? Non capisci che mi vogliono arrestare?

Guardi, brigadiere, qui c'è un grosso equivoco.

L'intervento della polizia l'abbiamo chiesto noi.

- La lettera anonima l'ho scritta io. - Bravo!

- Scriviamo pure lettere anonime! - Sì.

- Altro reato. Vuole venire con me? - Questo è assurdo!

- E' abuso d'autorità! - Se ne pentirà.

"Giorno verrà, presago il cor mel dice."

- Come? - Mi ascolti, lei sta incorrendo in un grosso equivoco.

Guardi, noi abbiamo conosciuto sempre un tenore di vita onorevole.

- Conoscete un onorevole? - lo? No.

Allora andiamo! Portala via!

- Non è possibile. - Andiamo.

- Cammina. - Mi lasci il braccio. lo sono un laureato!

Professore, lui non è capace, bisogna che venga lei.

Ci sono pure dei minorenni.

Ma che minorenni! Sono gli allievi della mia scuola.

Scuola di ballo, balletti verdi.

Un'altra aggravante: da 3 a 5 anni.

- Tienilo d'occhio. - Ma che ha capito?

Mi dispiace, professore, devo fare il mio dovere.

D'altronde, come si dice:

"Chi non suda, non geme e s'estolle dalla via piacer, là non perviene."

- E' giusto. - Andiamo, professore, muoviti, non ho tempo.

Però, il professore, bel dritto?

Perché non arrestate quelle tre sozzone?

Quelle non sono massaggiatrici, lì c'è scritto: manicure.

"Manicure."

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