All language subtitles for Rocco.Schiavone.S02E01.400p.WEB-DL.ViruseProject.ita1

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Original subtitles

- Chi è? -Rocco, il questore e il PM ti stanno aspettando.

- Sono pronti per I'interrogatorio. - Digli che arrivo.

Buona fortuna.

Dottor Schiavone, vorremmo capire perché il latitante Enzo Baiocchi

sia entrato in casa sua per ucciderla

e invece abbia ucciso la sua amica Adele Talamonti che era sua ospite.

Che ha da dirci, Schiavone?

Schiavone, risponda alla domanda.

Che posso dirvi di Baiocchi? E' una storia lunga, complicata.

- Non ne so più di quanto ne sappiate voi. - Non ha capito, Schiavone.

O lei ci dice quello che sa e perché un criminale la vuole morta

o dovrà rendere conto a Roma e non sono tutti pazienti come Baldi e me.

Se volete sapere perché Baiocchi voleva ammazzarmi, ma ha preso Adele

dobbiamo iniziare da prima, molto prima.

Allora iniziamo con il racconto.

Ci allieti.

Aiuto!

Lo confermano gli esperti meteo.

Per i prossimi giorni, prevedono un aumento delle temperature

con picchi che arriveranno a toccare anche i 40 gradi in molte città.

L'afa e le alte temperature torneranno a farsi sopportabili

da mercoledì, quando I'alta pressione africana

punterà verso I'Italia e i Balcani portando aria calda e afosa.

Buongiorno, amore.

Che fai?

Rocco, mi spieghi...

Che devo spiegarti?

Da dove prendi tutti questi soldi.

Non dirmi bugie perché non lo merito.

Vuoi saperlo?

Ho guadagnato qualcosa con qualche carico di marijuana sequestrato.

O con qualche carico di armi di contrabbando.

Ho venduto dei quadri che avevo ritrovato

ma non ho mai fatto del male alla povera gente.

Non ho mai piegato la testa di fronte ai potenti. Non ti basta?

- Questo sei tu? - Questo sono io, non lo sapevi?

Ma dove vai?

Marina!

Devo ridirtelo? Stavamo in 30 metri, eravamo in quattro.

- Abbiamo chiamato gli strozzini... - Per il funerale di tuo padre. -Sì.

Tu vivevi in quartieri alti, hai sempre avuto i soldi, che ti frega?

Gli strozzini stavano sempre sotto casa di mia madre.

Allora io ho chiamato Brizio e Furio e gli abbiamo fatto una visitina.

- Mi hai detto tante cazzate. - Sono tornato con un pacco di soldi.

A mia madre ho detto che avevo fatto Tredici e lei ha finto di crederci.

Puoi fingere di crederci anche tu?

Marina!

Abbiamo fatto Tredici.

- Ehi! - Non lo so, Rocco, devo pensarci.

- Spostati. - Dove vai? -Vado da mia madre.

Non chiamarmi.

Guarda, ho fatto il pezzo sulla dichiarazione del sottosegretario.

Fai vedere.

- Così succede un casino in Giunta. - E' quello che voglio.

Scusa.

- Alberto Ferri. -Tu non accendi mai il cellulare. -No.

Per evitare telefonate come questa.

- Che vuoi? -Stanotte Giovanni non è rientrato. -Sarà da un amico.

No, Matteo non sa dove sia e Giovanni ha il cellulare staccato.

- Clara, Giovanni mi ha chiamato ieri alle 23. -Che ti ha detto?

Non lo so, stavo dormendo. Ci sono i messaggi che segnalano le chiamate.

- Madonna mia! -Ora chiamo tutti gli ospedali e i commissariati.

Ma non è successo nulla, stai tranquilla. Ti chiamo dopo.

Ciao.

- E' successo qualcosa? - Giovanni non è tornato stanotte.

Starà con una ragazza.

Aiuto!

Aiuto! Aiuto!

E' morto!

E' morto! Aiuto! E' morto!

- Che è successo? -Chi è morto? - Al laghetto c'è un morto, venite!

- Che dici? Chi è morto? - Non è uno di noi. Al laghetto!

- Dove? - Venite!

Laggiù! Venite.

Dio mio!

Schiavone. Che c'è?

A Tiburtina siamo rimasti in pochi.

- Ora siete pochi e siete venuti a rompere i coglioni a me? -Sì.

- Chi è il patologo? - Spartaco Pichi. -Spartaco Pichi.

- Come si arriva Ià? -Vai a piedi. - E per risalire, mi dai una corda?

- Di chi sarà questa? lo la prendo. Partirà? -Provaci.

Da qua sopra, sembra panna schizzata con amarena, ribes, ketchup...

Fa impressione, è terribile.

- Tu hai bisogno di una settimana di ferie. -Davvero? -Sì.

- E' una possibilità. -Una sicurezza. - Vengo anch'io? -No, resta qui.

Ci sono il ribes, la panna...

- Ciao, Uccio! - Ciao, Rocco.

- Ti sei fatto I'auto nuova? - Ho trovato solo questa.

- Povero ragazzo! Ha i documenti? - No, forse non è nemmeno italiano.

La maglietta è degli Oakland Athletics, è originale.

- Questa la trovi solo negli USA. - Tu come lo sai?

- Seguo il baseball. - Segui il baseball? -Mi piace.

- Com'è morto? -Prima lo hanno pestato di botte, guarda.

Poi vedi qui alla base del cranio?

Un colpo solo con una lama, un punteruolo, uno stiletto...

- Zac! Secco. - E dopo lo hanno buttato... -Sì.

Le fratture che ha sono compatibili con un volo simile.

- Forse volevano buttarlo nel laghetto. -Va bene, vado.

- Vai su? Mi dai un passaggio? - Sto con quella, devi metterti dietro.

- Dietro? - Davanti non c'entro nemmeno io!

Mamma mia! Questo "coso" è una trappola.

- Che cazzo è?- Che cosa?- No, va bene... Non voglio crederci.

E' un preservativo, come possono farlo qua dentro?

- Io avevo difficoltà nella 500! - Sono arrivati i giornalisti. -Ciao.

Ciao! Digli due stronzate e mandali via.

- Io devo andare da chi ha trovato il cadavere. Dov'è? -E' in direzione.

- Parlateci voi. -Sì. -Senta, scusi... -Parlate con loro.

Ragazzi, non sono...

Arrivo, signorina.

- Chi lo ha visto per primo? - L'ho trovato io, dottore.

- Omar Shawki. -L'ho visto mentre facevo la pipì tra i rovi.

Mi sono affacciato e ho visto il corpo insanguinato.

- Nessuno aveva mai visto prima quel ragazzo? -No. -Ho capito.

- A che serve quel lago? -Per I'acqua, ci bagniamo le catene.

- Quanto è profondo? - Tre o quattro metri.

- Come sarà entrato? C'è la recinzione. -Ma poi finisce.

Non tutto il perimetro è recintato.

E allora perché I'hanno messa?

- Non si sa. Non c'è un guardiano? - Sì, c'è un vecchio.

- Luigi Cuticchio. - Detto Gigi Er Cesso.

Provi a parlarci per due minuti e capirà.

- Giovanni! - Che succede?

- Madonna! - Giovanni!

- Giovanni! - Hanno detto che è un giornalista. Voleva fare una foto

e quando ha visto il corpo, ha urlato ed è corso verso il lago.

Ti prego, Giovanni, apri gli occhi.

Giovanni! Aiutatemi! Vi prego, aiutatemi!

- Lo conosci? - E' un mio collega, della nera.

Lo ha riconosciuto dalla maglietta.

Gliel'aveva portata questo inverno dalla California.

- A chi? - Al figlio.

Andiamo.

- Rocco! - Ciao, Sasà.

Allora?

Un ragazzo di 20 anni, lo hanno trovato morto in fondo alla cava.

- Una scena bruttissima. - Perché?

Il padre, un giornalista, era venuto a fare delle foto con un collega

e se lo è trovato davanti.

Non ci si abitua mai.

Io ho 56 anni e non mi ci sono mai abituato.

Dai, andiamo.

- A casa tutto bene? - Più o meno.

Salutami Marina. Tu non la meriti.

Questo è certo.

No, devo chiamare mia moglie.

Ma devo farlo io, so come vanno queste cose.

Se lo facesse uno di voi, mia moglie si sentirebbe male.

Voi non avete tatto, non avete grazia. Che ore sono?

- Le 14. -Le 14? Non la sento da stamattina.

Cioè no, mi ha chiamato verso mezzogiorno, mentre venivo qua.

E' incredibile, vero? Uno dimentica le cose in un attimo.

Lei ce la fa a rispondere a qualche domanda?

Fuma?

Come si chiamava suo figlio?

Si chiamava Giovanni, ma a me "Giovanni" non è mai piaciuto.

Rodolfo... Lo avrei chiamato Rodolfo.

- Quanti anni aveva Giovanni? - Venti.

Mia moglie si era accorta che stanotte non era rientrato a casa.

Non gli avevo dato importanza, pensavo fosse con una ragazza.

Invece era qui.

Sì, si può sfogare.

- Aveva qualche amicizia strana? - Non lo so.

Viveva con la madre. Noi siamo divorziati da sette anni.

Lui doveva finire le medie.

Ora lui era iscritto al primo anno di Giurisprudenza, era bravo.

Ogni tanto veniva con me al lavoro, seguiva le indagini con me.

Voleva fare il cronista. E' buffo, vero?

- Possiamo chiedere un bicchiere d'acqua? -No, sto bene.

Mi gira solo un po' la testa.

- Dev'essere la cervicale. Sto bene, grazie. -Fuori c'è un'ambulanza.

- Sto bene, cazzo! Devo solo chiamare mia moglie. -Va bene.

- Mi fate chiamare mia moglie? Dove devo andare? -Di Ià.

Di Ià.

- Di qua? - Sì. -Grazie.

Se quello continua così, gli saltano le coronarie. Rocco...

- Tu che ne pensi di questa cosa? - E' una rottura di coglioni.

Un ragazzo di 20 anni buttato giù da un burrone di 30 metri

...con una coltellata al collo... - E' la fine che fanno i bastardi.

Allora forse non era esattamente un bravo ragazzo.

Forse è così oppure ha fatto qualche cazzata.

A volte possono farla anche i bravi ragazzi se incontrano un "orco".

Le favole sono piene di queste cose.

- Hai avuto paura? - Un po'.

- Che vuoi? -Vicequestore Rocco Schiavone. Devo parlarle.

- Io non so niente. - "Mortacci"... "Li mortacci tua"!

- Ma che vuoi?- Sono quello di prima, ora mi hai rotto i coglioni.

- Se mi risbatti la porta in faccia, ti "suono". -Ma io sono vecchio.

- Io ti "suono" lo stesso. -Che vuoi sapere? -Dov'era ieri sera.

- Ero qua. -Hai sentito rumori? - Ho capito che vuoi dire.

- L'ho saputo. -Lo hai saputo? - Sì.

Da qui si vede. So che hanno ammazzato quel ragazzo, poveretto!

- Però non ho sentito rumori. - Ma continui a scac...

Fermati! Ti scaccoli, ti pulisci le orecchie, sputi... Ma che fai?

- Gentilmente, ha chiuso lei il cancello ieri sera? -Sì.

- Ma la recinzione non è ovunque. - Lo sappiamo. Perché I'hanno messa?

- Se lasciano i buchi, perché mettono la recinzione? -Non lo so, ma...

- Ma tu mi stai prendendo per il culo. -No, dottore.

Mi hanno dato casa e ora faccio il guardiano.

Mi hanno dato anche 400 euro al mese.

- Certo, che vuoi di più? - Infatti.

- Quindi non hai visto niente. Sei sicuro che stavi dentro casa? -Sì.

Però dovete credermi perché...

Perché?

Perché queste cose a me...

Il fatto che sia morto un ragazzo...

- Mi fa schifo! - Mamma mia!

- Qua finisce la recinzione. - Sì.

Magari sono passati da qua. Andiamo al distributore.

Attento.

- Salve! -Scusi, qui ci sono delle telecamere a circuito chiuso?

- No, perché? -Qualcuno ha toccato quella colonnina? -No. Chi siete?

- C'è stato un omicidio alla cava. - Davvero? Porca puttana!

- Chiudi tutto e nessuno tocchi la colonnina. -Che dico al principale?

Non lo vedi? Polizia di Stato, vicequestore Rocco Schiavone.

Non toccare niente qui e chiudi.

- Gizzi, ascolta. - Ho già pochi uomini

e tu me ne mandi uno a controllare il distributore sulla statale?

Controlliamo anche tutti quelli sulla Tiburtina!

Anche a me "rode" il culo lavorare a giugno.

- Volevo chiederti alcune cose. -Già, mi farai anche la lista della spesa.

- Che vuoi? - Penso I'abbiano buttato da qua.

- Al 90% è volato da qui. -E da dove sono arrivato io? Hai visto?

- Lì non ci siamo arrivati, dobbiamo arrivare anche Ià? -Fai come vuoi.

- Hai finito? Puoi anche andartene. - Grazie. -Attento. -Sempre stronzo!

- Ah! -Che c'è? -Ho un regalo per te e la tua squadra.

- Un preservativo nell'Ape. -E' un omicidio, non una violenza carnale.

E poi è strano che I'assassino, dopo aver ammazzato il ragazzo

...si sia fatto una scopata nell'Ape. Non mi convince. -Neanche a me.

Comunque, dall'alto della tua professionalità

io ti porto il preservativo e ci fai ciò che vuoi, anche il palloncino.

Sì, vai... Attento!

"Rodeva" a tutti lavorare d'estate, a me poi...

Quella non era nemmeno un'estate come le altre.

Un attimo si moriva di caldo e un attimo dopo diluviava.

"Il cliente da lei chiamato... "

Avevo sul "groppone" un omicidio irrisolto ed ero rimasto solo.

Non era una bella situazione.

Da una parte avevano ammazzato un ragazzo di 20 anni

...e dall'altra, mia moglie era andata via. - Perché? -Problemi di gelosia.

Va bene, Schiavone, prosegua con il racconto.

Dottore!

Alfredo, almeno fammi arrivare.

- Vuole prima la bella notizia o quella brutta? -Di' ciò che vuoi.

La bella notizia è che la notte dell'omicidio

tre persone hanno fatto benzina usando il Bancomat. -Quella brutta?

Ha telefonato il PM D'Inzeo, I'aspetta a casa della vittima...

A casa della madre. Ho fatto venire Parrillo per farla accompagnare.

- Togli la chiave. -Me la lascia qua? - E dove la lascio?

- Qualcuno metta a posto la moto del dottore! -Parrillo!

- Eccomi. -Hai imparato a portare I'auto, vero?

- Prego, vi faccio strada. -Grazie. - La casa è in disordine, scusate.

Non si preoccupi.

Prego, di qua.

- Suo marito come sta? - Alberto è stato ricoverato.

Purtroppo ha avuto un infarto.

- Prego. - Mi dispiace molto, signora.

Noi dovremmo farle delle domande su suo figlio.

Lei ha mai avuto I'impressione che frequentasse gente strana?

Ha mai avuto problemi comportamentali?

Ultimamente è successo qualche episodio che I'ha allarmata?

Era fidanzato?

Che io sappia, no.

Ci racconta una giornata di suo figlio Giovanni?

Era iscritto al primo anno di Legge, aveva già dato due esami.

Aveva amici in facoltà.

Ogni tanto andava allo stadio, giocava a tennis

e frequentava un pub, mi sembra si chiami Killian's.

Questo era Giovanni, un ragazzo normale.

Girava con il motorino regalatogli dal padre quando aveva 16 anni.

Arrivava sempre per ultimo e gli amici lo chiamavano "Bradipo".

Questo era Giovanni.

Io non so che cosa sia successo e non lo sapremo mai, vero?

- Non possiamo dirlo. -Sarebbe bello se non foste due angeli vendicatori

ma semplicemente due angeli venuti a riportarmi mio figlio.

- Salve. -Salve. Steven, c'è uno. - Capo, che prendi?

- Un caffè, grazie. -Lo vuoi all'africana o all'italiana?

- Com'è all'africana? - E' così.

- Io vorrei una spina chiara piccola. -Una spina chiara?

- Sei in servizio. - No, non darmela.

- Tu di dove sei? - Etiopia.

- C'è sempre questo mortorio qua? Lavori solo tu? -Non si vede?

- Io lavoro con la testa. - Quello si vede. Come ti chiami?

- Steven. -E io Davide. - Steven e Davide.

Conoscete Giovanni Ferri? Si chiama così questo ragazzo.

Il Bradipo. Lo chiamiamo così perché ha un motorino che va a 2 all'ora.

Ogni tanto viene qua e prende una birra con gli amici, è uno sereno.

- E' sereno... -Che succede? - Il signore cerca Giovanni Ferri.

- Di solito, la sera viene, ma ieri non si è visto. -Non è venuto.

Ma lei è della polizia?

"Otocolobus manul" o gatto delle steppe, è abile a non lasciare tracce

e per contrastare le temperature invernali accumula materiale adiposo.

No, Finanza.

- Ah, Finanza, qui... -No, non me ne frega niente degli scontrini.

- Volevo sapere con chi era I'altra sera Giovanni Ferri. -Non lo so...

L'altra sera era qui con gente che non avevo mai visto.

- Poi è andato via. -Pulivo i tavoli fuori ed erano le 21.

- Lo so perché a quell'ora iniziava una partita di baseball. -Ti piace.

- Certo. - Credo piacesse anche a Giovanni.

- Aveva una maglietta degli... - Athletics. -Sì, certo.

Gli ho chiesto tante volte di vendermela

ma ci era troppo affezionato.

- "Mortacci... " -Che c'è? -E' una "ciofeca". Fallo africano, è meglio.

- Tieni il resto. - Grazie. -Grazie a voi.

- Gentilissimo. -Lo scontrino! Grazie per il vostro aiuto.

Va bene, ho capito, ci vediamo più tardi. Ciao.

- Chi era? - Era Rocco.

- Andiamo a cena dopo. - Che ha fatto?

Spegni questo "coso" per una volta, così parliamo da persone civili.

Mi sto asciugando i capelli, dai!

Sei bellissima.

- No, Sebastiano, devo andare da mia sorella. -Che palle!

No, tesoro, dai!

- Dimmi che ha fatto. -Non lo so, ma quando chiama per andare a cena

vuol dire che c'è qualche "cetriolo" volante in arrivo.

Che c'è?

Niente, ma forse un'ora ce I'ho.

- Ora ce I'hai? -Sì, ce I'ho. - Ma ora non mi va più. -Davvero?

Togli questa roba!

Sempre da Gino dobbiamo mangiare?

- Se cacio e pepe vuoi mangiare, da Gino devi andare. -E' una cazzata.

- Ehi! -Che guardi? -Sono troppo giovani per te. -Sono ragazzine.

Il poeta dice: "La rosa va colta al mattino, il pomeriggio si rovina".

- Il poeta dice così, hai capito? - Vaffanculo. -Siete ignoranti!

- Non voglio venire qui perché con questo sembro deficiente. -Perché?

- Non hai fame? -No, non ho fame, mi rode il culo. -E' I'estate. -No.

Marina è andata via, ha scoperto delle cose...

- Ha indagato, ha voluto sapere dei soldi. -Che le hai detto?

Lei sa quanto guadagno al mese.

- Non le hai detto la cazzata della tipografia di tuo padre? -Ancora?

- Ma dov'è andata? -Dai genitori. - Avrebbe dovuto sospettare da prima.

- Marina è pura. -Ci conosce da tanto e non ha mai avuto un sospetto?

Lei sa che siete tre banditi.

Ma non pensava che i banditi fossero quattro.

- E' come il fatto dei tre moschettieri. -Sì.

Tutti pensano che siano tre, ma alla fine si scopre che sono quattro.

- Hai letto il libro. - No, I'ho visto in Tv. -Certo.

Qual è il problema? Tu vai dai genitori, bussi, apre la porta

la guardi e le dici: "Torna a casa, parliamone".

- Con questa faccia da funerale, era meglio se stavi a casa. -Infatti.

- A fare che? A "insaponarsi la corda"? -No, preferisco spararmi.

E' meglio.

- Dottor Schiavone. -Salve. - Buongiorno.

- Uccio! - Ciao, Rocco.

- Allora? - E' Matteo Livolsi, 20 anni.

Lo ha riconosciuto la nonna che lo aspettava per andare alle Poste.

La signora ha avuto un malore appena I'ha visto. Guarda.

Anche lui ha ricevuto un colpo secco alla base del cranio.

Perché non c'è il sangue per terra?

Non lo hanno ammazzato qui, ma non ci sono tracce di trascinamento.

- Con una coltellata dietro al collo, non c'è sangue? -Lo avranno pulito.

- No, perché? -Allora lo hanno accoltellato a testa in giù.

E' un maiale?

Qui bisogna meditare, ragazzi.

- Parrillo! - Dica, dottore!

Vai con il collega a fare un giro.

Negozi... Chiedi in giro. Quelli che hanno la finestra da questa parte...

- Chiedi se hanno visto qualcosa. - Sì.

- Dici sì, ma non ho ancora parlato. - Una cosa posso dirtela subito.

E' la stessa lama da taglio dell'altro giorno.

Un punteruolo di dieci centimetri.

Come si fa ad ammazzare una persona in pieno centro, nel rione Monti

...e passare inosservati? -Non lo so. - Infatti non lo chiedevo a te.

Io sono solo, lo sai?

- Vicequestore Schiavone! -Sì? - Il dottor Gizzi I'aspetta al bar.

Arrivo.

Ragazzi, non si può alzare un po' la temperatura qui?

- Non si può passare dall'Africa al Polo Nord. -Allora, ascolta.

L'omicidio alla cava. Abbiamo trovato un'impronta da analizzare

...su uno dei tasti del self-service. - Certo.

Abbiamo trovato delle tracce di sangue

che vanno nel tragitto dal benzinaio alla rete di recinzione.

Abbiamo anche individuato il punto da cui è caduto il ragazzo.

- Perché ti sei intristito? -Mi "rode" darti ragione. -Va bene.

Allora possiamo dire che il ragazzo era in auto con gli assassini.

Perché non hanno tentato di nascondere il corpo?

Se non lo sai tu... Io faccio le analisi.

Però forse può essere utile una cosa, il preservativo.

- L'hai analizzato? - Me lo hai dato!

- No, te lo sei preso. -L'ho preso e I'ho analizzato perché sono preciso.

Appartiene a un certo Luigi Cuticchio detto Gigi Er Cesso.

Me lo ha confessato. La notte va con le nigeriane.

- E' rientrato verso mezzanotte. - Con I'Ape? -Sì.

Magari tornando, li ha visti e sono scappati.

- Può essere. -Che c'è? Ora ti sei intristito tu.

No, penso a quelle povere nigeriane.

Lo conosci?

Non lo so, qua vengono tanti ragazzi.

- Lei non è della Finanza, vero? - No, sono un poliziotto.

- Lo sapevo, Davide mi deve 20 euro. - Dov'è Davide?

Oggi non è venuto, ha detto che aveva la febbre.

Come fai ad avere la febbre d'estate? Ma perché tante domande?

Questo ragazzo si chiamava Matteo.

- Si chiamava? - Sì, è stato assassinato.

Insieme a Giovanni, a due giorni di distanza precisamente.

Io ho capito tutto, ma non mi convince il sangue.

Questo ragazzo non aveva macchie di sangue da nessuna parte.

- Infatti io ho meditato. Una scala. - Una scala?

E' stato tenuto fermo su una scala e qualcuno lo ha colpito da sotto

e magari il sangue è colato... - Guarda.

Queste sono dell'altro cadavere, di Giovanni.

Riporta una frattura dello zigomo e I'incrinatura di due costole.

- Vedi? -Vedo... Non faccio il medico, dov'è questa frattura?

Qui si vede chiaramente, il ragazzo è stato picchiato.

L'arma del delitto è la stessa per i due omicidi, un'arma a punta

penetrata per molti centimetri alla base del cranio.

Giovanni Ferri aveva, sotto le unghie lacerate, tracce di cotone.

Quindi deve aver lottato contro gli aggressori.

Dico "gli" perché le tracce di cotone erano diverse.

- L'ora della morte? -Tra mezzanotte e I'una. Vai al microscopio, guarda.

Guarda.

Cocaina trovata nelle tasche dei jeans di Giovanni e di Matteo.

Nessuna traccia nel sangue dei ragazzi.

- Questo non ci fa pensare a un uso personale. -No.

Si sono messi in un giro più grande di loro.

Giovanni e Matteo si sono messi a spacciare infastidendo qualcuno

...e li hanno eliminati. -Sarà qualcuno che controlla il territorio. -Certo.

Giovanni è stato ucciso a mezzanotte circa. Siamo d'accordo?

Allo stesso orario, è rientrato anche Gigi Er Cesso

che era stato a prostitute sulla Tiburtina.

Lui potrebbe dirci perché il cadavere non era nel laghetto.

- Bravo. -Gigi non vede bene, quante probabilità c'erano

che avrebbe potuto vederli per poi riconoscerli? Era anche buio.

Quante persone potrebbero essere così riconoscibili anche da Gigi?

- Un attore famoso. - Un attore famoso? Per favore!

- Non diciamo cazzate. - Anche uno molto alto.

Uno molto alto sì, ma dovrebbe essere molto, molto alto.

Cioè che tu lo vedi e dici una cosa. Dici: "Quello è... "

Sono neri.

- Questi sono neri! - Potrebbe essere così, nigeriani.

Ma Matteo Livolsi? E' stato ammazzato in pieno giorno.

Livolsi aveva capito tutto, ha avuto paura

e prima che venisse ad avvertire noi, lo hanno raggiunto ed eliminato.

Hai capito?

Dove porta questa grata?

Boh?

- Il signor Nino? -Sì. -Le grate qui sopra danno nei vostri garage?

- Sì. -Possiamo dare un'occhiata? - Certo, accomodatevi.

Tra i vostri clienti c'è la famiglia Livolsi?

Sì, certo. Hanno una bella macchina.

- Dottore, lei mi ha chiesto della grata, vero? -Queste qui sopra.

- Si passa da qua? E' acqua, vero? - Sì, è acqua, dottore.

Questa porta a Salita Borgia.

Ragazzi, questo è sangue.

- Hanno ammazzato qui il ragazzo. - Ma che state dicendo?

Chiama la Scientifica.

Chissà se questa si apre.

Hai capito? Lo ha fatto rotolare qui.

- Certo. - Ma non parlavo con te. Nino!

Nino, torni indietro. Mi aspetti su!

- Va bene. -Vuole aiuto? - Ma vattene!

- Aspetta... - Cazzo.

- Dottore. - Salve.

- Salve. - Salve, dottore. -Buongiorno.

- Posso prendere una torcia? - Sì, dottore, poi la riporti.

Vediamo...

- Ehi! - "Tacci tua"! "Tacci tua".

Ma fai un rumore, avverti.

Sì, ora mi metto il campanaccio al collo.

Guarda che bel nascondiglio.

- E guarda che ho trovato dentro. - Scotch da pacchi.

No, questo è I'imballo di quella che probabilmente

era una busta di cocaina o di eroina.

Dopo le analisi, te lo dirò con certezza.

- Chi è? Anche qui prende? - Come fa a prendere qua sotto?

- Non lo so, non prende mai. - Hai il satellitare. -Vaffanculo.

- Chi è che "scassa"? - Dottore, sono De Silvestri.

Venga in ufficio, abbiamo aperto il computer di Matteo Livolsi.

Dottore, Livolsi non era fidanzato.

Si era iscritto a Giurisprudenza, ma non aveva fatto esami.

- Che faceva nella vita? - Che faceva? -Usciva con gli amici.

- Giocava a calcetto... -Non faceva un cazzo. -Esattamente.

- Il padre ha detto che voleva fare un viaggio all'estero. -Dove?

- In Costa Rica. -Costa Rica? - Voleva aprire un chiringuito.

Dobbiamo capire il rapporto fra i due ragazzi, Giovanni e Matteo.

Due ragazzi ammazzati a due giorni di distanza con la stessa modalità

...qualche punto di contatto devono averlo. -Certo.

Tu devi lavorare su questo caso, vai.

- Va bene. - Smuovi il culo.

- Forza! - Partiamo dalla cronologia.

Guarda quanti siti porno. Interessante!

Costa Rica, spiagge caraibiche...

Questo forum è interessante. "Matto '87". E' il nickname di Matteo.

Mi piace "Svelo". Ieri, secondo me, c'era.

- "Serata bellissima. Domenica tutti in curva. " -Ecco qui!

"No, Bradipo, non si parla più con Skin. Non fidarti di Skin, Giò. "

- Bradipo è Giovanni Ferri? - Sì.

- "Non fidarti di Skin, Giò. " - "Skin" vuol dire "pelle".

- Tu sei padrone della lingua. - Modestamente...

"Skin" vuol dire "pelle". Potrebbe essere lui la prossima vittima.

Steven! Come stai?

- Mi riconosci? - Sei il poliziotto.

- Il poliziotto, bravo. - Buonasera.

- Andiamo a farci un giro in macchina. -Perché?

Perché non mi piace essere preso per il culo, Steven.

Giovanni e Matteo. Tu li conoscevi benissimo.

E' vero o no? Spacciavano tutti e due?

- Magari proprio al pub. - Senta, commissario... -Come?

"Commissario sta ceppa!" Sono vice questore, Steven.

E' la prima e I'ultima volta che te lo dico, ok?

- Senta, vice questore... - Bravo.

Io non so che facevano quei due.

Lo sapevo, però mi facevo i fatti miei.

Quelli stavano in un giro grosso. Spacciavano coca.

Spacciavano coca?

E gli amici tuoi di Porta Maggiore non c'entrano niente?

- Che hai comprato da loro? Ti ho visto. - rba.

Erba?

Si può vedere, Steven?

Eh!

Ti hanno preso per il culo.

Questa è merda. Che cazzo ti fumi?

- Oh! -Eh! L'avranno fatta dentro un garage.

"Mortacci tua!"

O sul Raccordo. Hai capito?

- Certo. - Lei se ne intende, vero?

Me ne intendo più di quanto tu possa pensare, Steven.

Per chi spacciavano questi ragazzi?

Non lo so. Qualche volta venivano al bar. Un giorno sì e uno no.

Davano qualche bustina a qualche ragazzo.

Quel pub è pieno di figli di papà. Giuro, non sono amici miei.

Non sono amici tuoi? Ti chiamavano Skin.

- Ridi? - Skin?

Ha pensato che mi chiamavano Skin perché sono nero?

- No, ha "toppato". -Ho toppato? - Skin è Davide Mariotti.

Quella merda ha la febbre e io mi "accollo" tutto il suo lavoro.

- Skin è Davide Mariotti? -Sì, quello che lavora con me al pub.

Sa perché lo chiamano così? Ha visto cos'ha in faccia?

Ha tanti brufoli e sembra che si è lavato la faccia con il brecciolino.

- Si è "sgrattugiato". - Questa non è male, Steven.

- Chi è? - Polizia. Apra, per favore.

Salve. Vice questore Schiavone. C'è Mariotti Davide?

- Abita qui? - Sì, ma mio figlio non c'è.

- Ah! Dov'è andato? Posso? - Prego.

- Salve, signora. - Salve.

- Dove sta? - Non lo sappiamo.

- Da quanto è sparito? - Due giorni.

- Posso vedere la sua stanza? - Venga pure.

Che cosa è successo? Ha fatto qualcosa che non doveva fare?

- No, no... posso? - Prego.

- Ha portato via qualcosa? - Qualche maglietta...

- Il computer. -Abbiamo chiesto a parenti e amici, ma niente.

Ha lasciato questo sul tavolo.

"Non mi cercate. Torno presto, non vi preoccupate. "

- Davide? - Davide.

- Alberto come sta? - Sedato, in Terapia Intensiva.

- Che storia di merda! - Sì, proprio una storia di merda.

Giovanni veniva spesso qui?

Sì, ha ereditato la passione per il giornalismo dal padre.

- "Ficcava" il naso... - Continuamente.

Questo è il tavolo di Alberto.

Ci sono gli appunti se vuoi controllare.

- Ti faccio un caffè? - Grazie, magari!

- Posso? - Prego.

- Questo foglio non le dice nulla? - Dove lo ha trovato?

- Dentro la cartellina. -Alberto teneva le ultime inchieste lì.

- Sì? - Sì.

Mi ha accennato di un traffico di stupefacenti, però...

- E' chiaro, no? Sono le zone. - Fammi vedere.

I quartieri Quadraro e Porta Maggiore fanno capo a L. B. e S. S.

- Che si sa? - Porta Maggiore è dei nigeriani.

Lo so, ma chi li rifornisce?

- S. S. Chi può essere? -Come chi può essere? Fai il poeta?

- Silvano Saracchi. -Silvano Saracchi? E' morto da due anni.

- Morto?- Sì, ha smesso di respirare. E' morto.

- Io non sapevo un cazzo! - Neanche io.

- Sergio... Sergio Stigliano? - Ma che dici?

- Fa il bidello a Morena. - Con quella faccia fa il bidello?

- Da tanto. - Invece questa sigla?

SLRU971197-8. Che può essere?

- Sarà una password. - Non so!

Mai vista una cosa simile.

Che hai la pasta così preparo aglio e olio?

Pensi sempre a mangiare.

Si ragiona meglio! Io ho fame.

- Hai il guanciale? - Fai aglio e olio con il pangrattato.

- Ci metti due minuti. - Mamma mia!

Chi è che "scassa"?

Dottore, sono De Silvestri. Dovrebbe venire in ufficio

perché c'è uno che vuole parlare con lei.

Salve.

- Buongiorno. - Salve, dottore.

- Vice questore. - Eh!

Davide.

Allora? Mi spieghi che cosa sta succedendo o no?

Un casino, dottore.

- Lo so. -Giovanni e Matteo si erano messi nella merda.

Io I'ho sempre detto, ma loro non mi davano retta.

Dicevano che ero un cagasotto. Se vuoi fare i soldi

non devi avere paura. Pure mio padre... -Piano, Davide.

- Di chi era la roba? - Non lo so.

- Sicuro? -Una notte io stavo chiudendo il pub...

Fuori c'erano Giovanni e Matteo. Stavano parlando.

Giovanni diceva che tramite il padre...

- Ho scoperto una pista per fare soldi. -Quanti?

Non lo so, ma tanti.

- Avrebbero fatti tanti soldi. - Perché non sei andato via?

Non sapevo che avrebbero spacciato.

Giovanni non si faceva neanche le canne!

Se sei dentro, sei dentro. Se no, alza il culo e vattene.

Così sono rimasto. Però quando sono andati a prenderla, io non c'ero.

Li aspettavo al pub. Sono venuti e abbiamo diviso la roba.

- Quant'era? - Tanta. -Che significa?

A me hanno dato 3 etti.

Tanta davvero. Ora dove sta questa roba?

- Io I'ho nascosta... - Dove?

Dentro al cesso del pub.

Dietro lo sciacquone.

- Sta ancora lì? -No, quando ho saputo quello che era successo...

Io mi sono cagato sotto e I'ho buttata tutta.

Tu sai chi ha ammazzato Giovanni e Matteo? Lo sai o no?

No, dotto'! Non lo so.

Però mi sto cagando sotto. Il prossimo posso essere io.

Non preoccuparti, tu fidati di noi.

- Alfre'. - Sì. -Qui tocca...

"Tocca trovà" una cazzo di soluzione.

Dai, che devo fare? Vieni a casa mia, Davide.

- Magari, dotto'. - Quando le acque si sono calmate

...te ne vai a fanculo! - Grazie, dotto'!

Grazie! Grazie.

Ave!

Rocco, abbiamo fatto un po' di spesa. Nel frigo avevi le ragnatele.

- Il ragazzetto si è offerto di cucinare. -Chi vi ha fatto entrare?

- Davide! - Buonasera, dotto'!

- Chi li ha fatti entrare? - Hanno bussato... -Che significa?

- Non sai neanche chi sono! - Mi ispiravano fiducia. -E' matto.

Queste tre facce ti ispiravano fiducia?

- Non sono amici suoi? - Dai, senti che profumo!

Dai! Mettimela qui che si fredda prima.

- Che palle, Furio! - Sembra buona, vero?

- Te la mangi fredda? - Rocco, passa i piatti.

Raffaello Perugino, specialista in vergini, chi è?

- Sono due. -Due che? - Due pittori.

Raffaello e Perigino. Furio, mangia!

- A te è morta la maestra. - Non sa neanche leggere.

- Ora ti chiederai perché ci siamo invitati a cena. -Eh! Perché?

Non perché stai solo e ti ha lasciato Marina. No.

E' un altro il motivo.

Però il cuoco deve uscire sul terrazzo e chiudere la finestra.

- Vai. - Vai.

Chiudi bene.

- Allora? -Mi è venuto in mente all'improvviso.

Ricordi quando Sebastiano ha detto quella cosa della doppia iniziale?

S. S. La doppia iniziale...

Io ci ho pensato. Sandro Silvestrelli.

Non mi è nuovo, perché? Chi è?

Sandro Silvestrelli è un pezzo di merda

con cui io e Sebastiano abbiamo avuto a che fare tempo fa.

Quando è arrivato a Roma, non lo considerava nessuno.

Noi gli abbiamo dato de i gioielli e ha cercato di darci la"sola".

- A noi, hai capito? -Perché siete così sicuri che è lui?

E' una possibilità. E' diventato ricco all'improvviso.

Gira con le Porche, si scopa le bielorusse da 1000 euro a notte...

Noi pensavamo che avesse solo centrato un colpo.

Però poi abbiamo capito e ci siamo ricordati che procurava la roba

...per i festivi a Palazzo Madama. - Aveva i capelli lunghi.

- Ora li ha corti. - Ha una cicatrice sulla gola.

- E il naso schiacciato, ma quello sono stato io. -Sì.

- In più, Rocco... -Sì. - Io so che ha una copertura.

Un mobilificio sulla Tiburtina, ma tutto fa tranne che vendere mobili.

Sulla Tiburtina? Dove sta la cava?

- Va bene, facciamo subito la prova del nove. -Cioè?

- Davide! - Sei sicuro? -Certo.

Questo rischia la vita.

- Sei io ti dico Sandro... - Silvestrelli.

Silvestrelli. Ti dice niente?

- No. - Ha una cicatrice sotto la gola.

- Gira con macchine costose, pieno di mignotte... -Naso schiacciato.

- Sii sicuro quando rispondi. - No, io...

- Pensaci bene. -Davvero, no. - Va bene, rivai di fuori. -Aho'!

- Vattene di fuori. - Richiudi.

- Allora... dobbiamo fargli una visitina. -Sì.

Mai come in questo caso vale la regola del Chitarrella.

Le carte insegnano. Vale più una sbirciata che cento pensate, Rocco.

- Andiamo al mobilificio. - Andiamo, dai.

Ci sono le telecamere di sorveglianza sul cancello.

- Le vedi? -E i sensori ai lati. - Anche i pali sono nuovi.

Andiamo a controllare il retro.

- Qui almeno non ci sono telecamere né sensori. Almeno sembra. -Fermo!

- Fermati! - Che c'è?

Che succede?

Chi è?

Io lo conosco. Dai, come si chiama...

Chi è? Non lo vedo.

- Non mi ricordo. -C'è una guardia armata. Che facciamo? -Aspettiamo.

- Sensori, telecamere... non vi sembra troppo? -Luigi Baiocchi.

- Ecco chi era! -Ecco chi era! Stava in un giro di ricettazione.

E' un bastardo. Uno che spara alle spalle.

- Ricettazione in che senso? - Insieme a Corrado Er Sorcio.

Mai sentito? Derubavano i container al porto di Civitavecchia.

- Ti ricordi? - Luigi Baiocchi è L. B.

Sandro Silvestrelli è S. S.

Manca solo di decifrare la formula quella scritta dal giornalista.

I suoi amici... ci parli un po' di loro.

Con Sebastiano siamo amici da sempre.

Andavano all'asilo insieme a Via della Scala.

Invece ho conosciuto Furio e Brizio giocando a calcio.

Che volevate sapere? In che ruolo giocavano?

Lei è veramente irritante. Lo sa, sì?

- Da quanto sta dentro? - Da stamattina.

- Ci sono novità? - No, non è uscito nessuno.

Lo stanno mettendo sotto torchio.

Tu sai qualcosa?

No, forse riguarda i viaggi che fa a Roma

...la storia di Baiocchi... - Cazzo!

Vuole capire che lei ha molti nemici?

E non solo tra i delinquenti. Anche al Viminale. L'hanno mandata qui

ma poteva capitarle di molto peggio. Non avrà alleati, Schiavone.

Né in me né nella Procura.

Vada avanti con il racconto.

Quella sera dopo il mobilificio feci una scoperta interessante.

A me Davide sembrava un bravo ragazzo.

Mi stava anche simpatico, ma qualcosa non mi tornava.

Sul telefono c'erano delle chiamate.

Aveva chiamato un certo Emika.

Un nome straniero. Non lo so.

La cosa mi è sembrata strana così mi sono scritto il numero

per capirci qualcosa di più.

- Dottore, mi scusi. -Che succede? - Hanno telefonato dall'ospedale.

Il giornalista Alberto Ferri non ha superato la notte.

Che cazzo! Grazie. Questa è una brutta notizia.

Era I'unico che poteva dire qualcosa.

- Senti, ma... come si chiama... Emika. -Sì. Emika Orizo.

- Hai controllato il telefono? - A parte il nome, sembra un fantasma.

- Un nome africano. Nigeria. - Nigeria.

- Ha chiamato Gizzi. - Che dice? -Le impronte trovate

sul self service del benzinaio sono di un certo Luigi Baiocchi.

- Ah... - Ha molti precedenti penali.

- Le impronte hanno 17 punti in comune. -E' una buona notizia.

- Lei conosce questo Baiocchi? - Certo.

Si faceva i container che arrivavano a Civitavecchia.

- Ha un mobilificio con Sandro Silvestrelli. -Forse hanno affari

...con il porto. Scaricano lì i mobili. -Certo.

Vieni un attimo.

Bonifici!

Cerca le immagini dei container.

Vedi se c'è una sigla che assomiglia a questa.

SLR... controlla.

Eccolo. L'ho trovato.

Chiama I'Agenzia delle dogane a Civitavecchia.

Metti il vivavoce.

- Agenzia delle dogane, Giardini. - Sono il vice questore Schiavone.

Le dico una sigla. Lei mi dica se corrisponde a qualcosa.

- Va bene? - Sono a disposizione.

La sigla è "SLRU971197-8".

E' il codice BIC. Si mette sui container.

Il primo è il prefisso alfa. E' il codice del proprietario.

A seguire, "971" è la matricola del container

e "8" è la cifra di auto controllo.

- Può dirmi a chi appartiene? - Sì, c'è una lista dei container.

- Se mi dà un minuto, glielo dico. - Prego. -Vediamo. -Dai, ragazzi.

E' un container pieno di mobili. E' di Silvestrelli

e arriverà al porto di Civitavecchia dopodomani.

- Sì, dopodomani sarà al porto. - Da dove? -Messico. -Messico...

Questa conversazione non c'è mai stata, lei capisce...

- Certo. - Grazie davvero.

Starai lì tutto il giorno?

Dai, sali.

Ce la fai?

Sono un vicequestore, non un imbianchino.

Ecco.

E' bello, vero?

- Questo è il famoso affresco su cui... -Sì...

- Su cui c'è la famosa scritta. - Bravo.

- E' il primo...? -Il primo fumetto... - Della storia. -Certo.

- Te lo ricordi? - L'hai detto tu.

- Forse non ricordi la storia. - No.

Beh, insomma...

Allora, qui è rappresentato il miracolo di San Clemente.

- Eccolo, è lui. Vedi? - Sì. -Con le braccia così.

Il prefetto Sisinnio scopre che la moglie, Teodora

ha iniziato ad adorare Cristo e lui non vuole.

Allora va a riprendersela con dei soldati

mentre San Clemente sta dicendo messa.

Questo è il momento.

Solo che Dio non lo permise. Accecò Sisinnio e anche i soldati.

Così, al posto della moglie, i soldati hanno portato via...

questa. Guarda.

- E' una colonna di marmo. - Eccola lì.

Non ho capito. Sisinnio...

quando è rimasto solo a casa, si è reso conto di aver sbagliato?

- Non lo so, però ormai era troppo tardi. Non credi? -Sì.

- Lo era. - Teodora era già cristiana.

C'è da capire quale dio era nel giusto

se quello di Sisinnio o quello di Teodora.

Quindi mi chiedo...

tra noi due...

chi sbaglia?

- Perché guarda quest'affresco. - Sì.

E' qui da mille anni.

Si possono fare due cose. Si può ridipingerlo di bianco

o si fa come faccio io. Con pazienza e amore

si cerca di recuperare affinché resti per altri mille anni.

Perché qualcuno possa guardarlo un giorno, come me e te

...e riflettere sulla propria vita e su quello che è giusto. -Ho capito.

- Perché non torni a casa? - Eh!

- Perché? - Sì. -Sai quante volte ci penso?

Dico: "Marina, lasciati andare. "

"Vai! Vivi con quell'uomo, perché se I'hai scelto... "

"qualcosa di buono ce I'avrà."

- Ti ho mai detto che hai gli occhi più belli del mondo?- Sì.

Me lo hai detto.

Ma non è vero.

Mari', torna a casa.

- Andiamo. -No, non ancora. - Stasera. Dai, ti aspetto.

No, Rocco.

Ti ho visto.

- Eccomi, dotto'. - Eccoti qua.

- Zuccari. - Sì.

Vado a dirgli che può tornare a casa. Quando Davide esce

...stagli attaccato. Non perderlo di vista mai. -Ho capito.

- Va bene. - E' tutto a posto.

C'è solo una cosa.

C'è poca benzina.

- Lo dici a me? Mettila! - Non è che...

- Non hai soldi. - No, perché sono in servizio.

Zuccari, quando vinciamo così? Così non si vince.

Chi è?

- Sono io. - Ah, è lei, dotto'. -Sì, sono io.

- E' tutto a posto, Davide? - Sì.

Alla fine li abbiamo presi.

- Chi avete preso?- Gli assassini di Matteo e Giovanni.

Già hanno confessato. E' incredibile!

- Lo sai chi sono? - No, chi sono?

Due cinesi del cazzo.

Sono stati coinvolti in una bisca clandestina di piazza Vittorio.

La storia di droga non c'entra.

Dovevano solo dei soldi a un cinese. Che cazzo ne so.

- Che tristezza! - Sì, è triste.

- Quindi io... -Tu non c'entri. Sei libero come I'aria.

Puoi andare dove vuoi. Tranquillo, vai a casa. Ti aspettano.

- Va bene? -Sì. -Mi raccomando, in futuro "riga dritto".

- "Sì, sì. Pijo la roba. " - "Sì, pija la roba. "

Gli assassini hanno costretto Davide a fare la spia

per cercare di sapere che cosa avremmo scoperto.

Hai capito? Lui è venuto in questura e io I'ho portato a casa.

- Forse è a conoscenza del traffico. - Non lo so.

Forse I'hanno scoperto e ha avuto paura.

- Come procediamo? - Arriva la parte più importante.

- Come procediamo? - Sì.

- "Daje!" - Questo è di Alberto Ferri.

Indagava sul traffico di coca. La cosa importante è la sigla.

- "SLRU971197-8". - Ciao a tutti. -Sì.

- E' questa? -Sì, è di un container pieno di mobili.

E' di Silvestrelli e arriverà dopodomani a Civitavecchia.

- Dobbiamo andare a Civitavecchia. - Credo di sì. -Eccoli.

- Tonno e carciofi e uovo e pomodoro. -Questo è mio.

Grazie.

Marina.

Rocco. Dove sei?

Sotto I'acqua. Tu?

Sono a casa.

Sono fradicio.

Allora? Dammi questa sentenza, Mari'.

Dai, facciamola finita.

- Quale sentenza? - Vita o morte?

Vieni qui.

Lì?

Fermo! Rocco!

Ho passato giorni a riflettere, quindi ascolta quanto ho da dirti.

Sì.

- Io non so stare senza di te. - Nemmeno io. -No, stai fermo.

Rocco!

Io ho sempre saputo chi eri

da dove vieni, chi sono i tuoi amici e tutto il resto, però...

tu così non mi piaci.

Quindi mi devi promettere che non farai più queste cose.

Promesso.

Giuralo.

Lo giuro.

Ti amo. Adesso basta con queste stronzate.

Dove sei?

- Oh! - Buongiorno!

- Sei già vestita? - Sono le otto e mezza.

Vado a portare le analisi di mamma e poi vado a lavoro.

GRUNF. GRUNF.

- BAU. - Dai, per favore.

No, no. Tu ci riesci a fare una tregua di tre giorni?

- Perché devo fare una tregua di tre giorni? -Così. E' una scommessa.

Io dico che per tre giorni non ce la fai.

Io dico di sì. Che ci giochiamo?

Un gelato con la panna...

e se vinco io, pure il Natale a casa dei miei.

- Il Natale con i tuoi no. - Dai. -Che rompimento di coglioni.

Mettiamo alcune regole.

Mettiamo alcune regole. Niente scollatura, va bene?

Niente tacchi perché sai che sono suscettibile.

Non devi mettere gli occhiali quando leggi

...e non devi succhiare le matite. - Che cafone!

Sei un cafone!

- Ah! E' andata? - E' andata.

Vabbè...

Ti ricordi che stasera c'è la cena con i miei colleghi?

No, però adesso me lo hai ricordato. Grazie.

- Ne sei sicura? -Sì. - Che rompimento di cazzo.

Questa è una rottura di coglioni minimo dell'ottavo livello.

Ho fatto come mi ha detto. Ho seguito Davide

da quando ha preso il taxi. E' andato a casa. E' stato lì

per un paio d'ore. Poi ha iniziato a piovere e sono entrato in un bar.

Ho preso un caffè. Ho preso un cornetto.

- Zuccari, dai! - E' importante.

Al terzo cornetto, il barista mi fa

"Tre cornetti li mangia solo Davide!". Gli ho chiesto

se si riferiva a Mariotti. Ha risposto: "Sì,

lui e il negro ne mangiamo pure 10 di seguito. "

- Ha detto proprio "il negro"? - Sì, è molto scorretto.

Comunque ho saputo che ogni mattina fanno colazione al bar.

Stamattina sono tornato lì. Prima è arrivato Davide

...poi è arrivato I'altro. - Il negro. -Sì.

Ecco, ho fatto una foto.

- E' lui. - Lo vedo.

- Ciao, ragazzi. - Salve. -Buongiorno.

Domani vi porto al mare. Andiamo al porto di Civitavecchia.

- Arriverà un carico dal Messico. - Si tratta di droga?

- Sì, si tratta di droga. -Chi aspetta il carico a Civitavecchia?

Sicuramente Silvestrelli, forse Baiocchi

e il ragazzo di colore che vedete in foto. Come si chiama? -Emika.

Emika.

Per I'istantanea ringraziamo Zuccari e i cornetti.

Grazie, Zuccari.

Organizziamo la retata con I'Agenzia doganale

e I'Antidroga. Ci sono altre domande?

- A che ora dobbiamo essere lì? - Verso le 17.

"Già cenati. "

Zuccari, su. Andiamo al pub. Dai.

- Che cosa dobbiamo festeggiare? - Muoviti.

Vado al pub.

Tu ridi sempre? Vai!

Fai con calma, Zuccari, eh! Piano piano.

- Ecco Steven. - Steven. -Salve.

Mi dica.

Conosci questo bel ragazzo?

Oh! Non ci vuole molto.

Lo conosci oppure no?

Non so come si chiama. Questa gente è pericolosa.

Ogni tanto lo vedo con un amico a Porta Maggiore.

E' uno grosso pelato.

- E' nigeriano? - E' muto. -E' muto?

- Come avrei dovuto essere io oggi. - Tu sai più di quanto dici.

- No, glielo giuro. - Non rompere i coglioni, va bene?

Se non parli, dico a Davide che il nome del nero I'hai fatto tu.

- Attento, fa sul serio! - Io ti prometto

che se parli, entro domani sarà tutto finito.

Hai capito?

Prova.

- La sera prima di quando è venuto... -Quale? -La prima.

Io e Davide stavamo chiudendo.

Sono apparsi all'improvviso. Uno dei due ha portato dentro Davide.

Io sono rimasto fuori con quello grosso, pelato e muto.

Dopo un po' Davide è uscito e loro sono andati via.

Davide mi ha detto di fare come se non avessi visto nulla.

Dovevo farmi i cazzi miei, se ci tenevo alla mia vita.

- Che cosa avevano? -Mi è sembrato di vedere un sacchetto.

Non credo fossero soldi. Il capo svuota la cassa prima di uscire.

Hai capito? Tu non hai capito un cazzo, eh?

Davide ha nascosto la coca dietro lo scarico.

Poi I'ha restituita e si è salvato il culo.

Hai capito?

Vai, Steven. Torna a lavorare.

Hai la mia parola d'onore, stai tranquillo. Grazie.

- Io non ho capito proprio bene. - Non hai capito? -No.

Davide aveva preso la coca. Poi lo hanno scoperto, I'ha restituita

e si è salvato il culo. Non c'è molto da capire.

I neri come hanno scoperto il furto?

Davide si è venduto i suoi amici condannandoli a morte.

Che pezzo di merda! Facevano bene a non fidarsi.

Dopo Civitavecchia andiamo a fargli visita.

- Marina, il cuscus è buonissimo. - Sì. -E' vero. -Brava.

E' bravo il cuoco che I'ha preparato.

- Allora, al museo è arrivato questo Buddha Kanakamuni. -Sì.

E' una statua policroma del XVI secolo

che lasciava a bocca aperta. Immaginate la scena.

Il sovrintendente e il console erano allineati davanti alla statua.

- Io mi sono avvicinato e ho sentito qualcosa di strano. -Che cosa?

Non lo so. Mi sentivo a disagio, ma non sapevo perché.

Come quando si è tavola con te.

Io chiedo di fare a spese mie, una spettroscopia molecolare.

- Che è successo? - Il peggio, Marina.

- Risulta che era una statua del XX secolo. -Cazzo!

- Sì. -Vado a parlare con la sovrintendenza. C'erano governi

...e ambasciate coinvolti. - La statua era del Cinquecento?

- Ancora! - Era falsa.

- Sei di legno. - Denuncio la cosa.

Non sapete che cosa è successo! Io porto i risultati delle analisi

e mi dicono perché le ho fatte. Io lo scopro e loro si incazzano.

- Se non fossi il mio superiore, mi innamorerei di te. -Ah!

Mamma mia, questi due sono insopportabili!

- Sembra "Il tempo delle mele". - Dopo tanti anni ancora?

- Sono innamorato. - Non vi sto ad ascoltare.

A proposito di mele Marina, che hai comprato dopo questo ottimo cuscus?

Dopo c'è la parmigiana. Quella I'ho fatta io, eh.

Direi di passare al dolce direttamente.

Ricordi la storia di San Clemente, la colonna?

Certo.

Certo che me la ricordo.

A casa sono tornata io, non la colonna.

- Ho visto. Sì. - Gli occhi li ho chiusi io.

Prima mentre mangiavi, ti guardavo.

Anch'io ti guardavo.

Io ti amo.

Così da vicino sembri un gufo.

Veramente hai chiuso gli occhi per venire qui?

Un po'.

Però adesso sono aperti e vedo davanti a me I'uomo che amo.

Che con molta probabilità amerò per sempre.

Rocco?

Rocco, la scommessa!

"E 'sti cazzi".

Grazie. Il carico sta arrivando.

- Avete idea di quanta roba entri in un container? -Posso immaginarlo.

La cosa importante è che venga scaricato tutto

e che i pezzi vengano controllati. Arriverà il proprietario.

- Trattenetelo il più possibile. - Possiamo andarci personalmente.

I controlli non sono mai così capillari. Desterà dei sospetti.

E' per questo che mi servite voi. Inventi qualcosa...

Una circolare dell'autorità portuale, della Finanza.

Ci proveremo.

Zuccari? Schiavone.

Abbiamo dirottato il container sul luogo di perquisizione.

- Apri bene gli occhi e avvisa quando vedi qualcuno. -Ricevuto.

Fate piano.

Ragazzi, da questo momento orecchie tese. Stiamo per aprire il container.

Dai.

- Scusi, qui non si potrebbe fumare. - Lo so, ma la situazione è tesa.

Dai!

- A posto. - Attenzione.

E' appena passato un suv nero e dentro c'è anche Silvestrelli.

- Seguito da un tir. E' articolato. - Eccolo.

Zuccari, avvicinati senza farti notare.

Ragazzi, voi state in allerta che è arrivato Silvestrelli.

- Guarda la scritta qui dietro. - E' roba che arriva dall'Honduras.

Fortuna che diceva Messico.

Cazzo! Guarda chi c'è. Bob Marley e "Il miglio verde".

Stia tranquillo, non è successo nulla. Sono controlli di routine.

- Un cazzo, tu? -Niente. Dottore, qui non c'è niente.

- Serve più tempo. -Zazà, io faccio partire i cani. Quando li vedono

capiranno subito. Giochiamo a carte scoperte.

- Andrea, Battistini, partite. - Ricevuto. -Vengo ad aiutarvi.

- Massimo, che facciamo? - Tu fai il giro di Ià. -Okay.

Vado.

- Questa la metti sul topolino. - Te lo dico io dove la metto.

C'è qualcosa che non va?

Non lo so. Dovrebbe dirmelo lei se c'è qualcosa che non va.

Sandro Silvestrelli, il proprietario di questi mobili.

Non è esagerato un controllo del genere? Ritardo lo scarico

...e la consegna in magazzino. - 'Sti cazzi.

- No? - Dottore, qui ancora nulla.

- E' veramente troppo. Mi fa vedere i documenti? -Lei si innervosisce.

Abbiamo I'autorizzazione del tribunale. Basta?

- Posso? - Sì.

- Intanto chiamo I'avvocato. - Chiama chi cazzo vuoi.

- Non sa in quale guaio si è messo, Schiavone. -Come sa il mio nome?

Io non gliel'ho detto.

Dottore, guardi che ho trovato.

- Che cosa hai trovato?- La roba arriva dall'Honduras. - Guardi.

Se pensa che siano di epoca precolombiana, sbaglia. Sono falsi.

- Li vendo come tali. C'è scritto nella bolla. -Io non penso niente.

Do un'occhiata. E' il mio lavoro.

- A quanto li vende uno di questi? - 30 euro.

- Qualcuno li usa come fermacarte, altri come fermalibri. -Ho capito.

- Diciamo multiuso. - Sì.

Che cazzo ridi?

Non sono del XVI secolo. Sono falsi dichiarati.

Pensi che un mio amico è stato ingannato con un buddha.

Permette?

- Massimo, avvicina il cane. - Subito, dottore.

- Massimo? - Eccomi, commissario.

- Vicequestore, Massimo. - Scusi.

Cucciolotto, vedi un po'. Che cos'è?

Fermo!

Fermo! Ti ho detto fermo!

- Ah! - Fermo!

Fermo!

Cazzo! Fa male.

- Muovi le gambe, le braccia? - Sì. -Sei sicuro? -Sì.

Fai vedere. Stai tranquillo che arriva I'ambulanza.

- Eccola. Senti? - Quanto mi prendo?

Se sopravvivi, puoi andare in ferie.

Bella ferita ti sei fatto!

Fermo! Fermo!

Schiavone? Che succede?

Zazà?

Qui c'è stato un morto

anzi, due.

- Dottore, come sta? - E' fuori pericolo. -Bene.

Simone dov'è?

Allora?

Ho ammazzato un uomo.

Io ho visto che Francesco...

lo stavano accoltellando.

E' partito...

da solo.

Simone, hai fatto il tuo dovere.

Sei un poliziotto.

Ti sembrerà retorico o una stronzata.

Hai a che fare con questa gente ogni giorno. Hai capito?

Queste cose capitano. Adesso è capitato a te.

- Questo è il nostro lavoro. - Sa qual è la cosa che temo di più?

Non sarò più quello di prima.

No, Simone.

Questo te lo assicuro.

Non sarai più quello di prima.

Grazie per la sincerità.

- Lo dico a mia madre. - No.

Non dire nulla a tua madre.

Non ti capirebbe.

Grazie, dottore.

Adesso parliamo del Natale.

- Natale? Okay. - Dai miei.

Un brutta storia, Schiavone.

Anche molto strana.

Ricapitolando...

lei dice che Luigi Baiocchi voleva ucciderla per un traffico di droga.

Per come I'ha raccontata

...sembra un regolamento di conti tra delinquenti. -Poteva evitarlo.

- "Vada a fare in culo". - Ehi, Schiavone... -Vaffanculo!

Basta!

Sono d'accordo con quello che vuole dire Baldi.

Sparare a un vicequestore è molto grave.

Di quel traffico di droga non scoprimmo molto.

Sono convinto che coinvolgesse qualcuno di molto in alto.

Luigi Baiocchi che fine ha fatto?

E' sparito.

Sembra che si fosse rifugiato in Sud America. Forse è morto.

Allora perché Enzo Baiocchi vuole ucciderla?

Perché mi ritiene responsabile della rovina del fratello.

E' così.

Può essere.

Lei ci ha raccontato tutto?

Sì. Avrò dimenticato qualcosa così...

Ho la bocca impastata, la saliva azzerata. Non so più ciò che dico.

Io diramo un ordine di cattura per Baiocchi.

Bene.

E' finito I'interrogatorio? Posso andare?

Andiamo.

Vorrei dire che è stato un piacere, ma non lo è stato. Buonanotte.

D'Intino, il caffè è pronto.

Tieni che scotta.

- Tosto te I'ho fatto. - Oh! Sta arrivando.

- Allora? Tutto bene, Rocco? - No.

Dottore, voglio dire una cosa.

- D'Intino, non è il caso. - Buonanotte. -Buonanotte.

A domani.

Come stai?

Me ne dai una?

Grazie.

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