All language subtitles for Si.Vive.Una.Volta.Sola.ITA.2021.

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish Download
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American) Download
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Welcome, Your Holiness. Our head physician, Professor Gastaldi.

- Holiness. - Professor Pezzella, help of Professor Gastaldi. - Holiness.

(Pope in Spanish) Pleasure. - Doctor Lasalandra, anesthetist.

Life gives me a great gift. Tomorrow is my birthday.

- He turns 60. - Doctor Riccardi who will do the radiological examination.

(Pope) Thank you all.

She is our instrumentalist, Lucia Santilli.

Now he comes back from Africa where he volunteers.

(in Spanish) Your Holiness, it is an honor. I work with SottoSopra Malawi when I'm on vacation.

(Pope) We need people like you.

(Gianluca) It seems unchanged from the last time.

You can do the surgery in September as His Holiness asks.

I'd do one with contrast to be sure on the cystic duct.

I don't want any last minute surprises. Are you staying here? Thank you.

Here we are playing for credibility. First Umberto said one thing right.

Don't worry, I'm the radiologist.

Hello.

(Umberto) Who were you talking to?

She is the daughter of Spampinato, the one we operated on for diverticula.

What were you saying?

We've been texting for twenty days. She is unscrupulous!

Let me read.

Kill! But the washing machine is an old thing.

You can't feel it. You have to be more creative.

Compra un palco al Teatro dell'Opera.

Choose an opera performance that lasts three and a half to four hours.

A Parsifal, a Wagner.

When the lights go down, they start playing and the audience is silent ...

... you throw yourself low and have a memorable fuck.

The nice thing is that the audience is in religious silence.

- Meanwhile, you enjoy, but you cannot scream. - It's beautiful! Sin.

Damn! For the birthday...

Next time, stage at the Opera House.

- Quanto costa questa macchina? - 75.000 euro.

(Umberto) Ma il concessionario ti ha fatto lo sconto. - Solo il 10%. - Ti pare poco!

- Gli abbiamo anche salvato la moglie. - Appunto! Vabbè, andiamo.

- Andiamo a casa, signora Maria. - Dove? - A casa di Amedeo, è il suo compleanno.

(Maria) Il mio compleanno non è oggi. - Signora, è il compleanno di suo figlio.

- La portiamo un'oretta a casa del figlio, è il compleanno. - Va bene.

(Maria) Dove andiamo? - Andiamo da Amedeo, suo figlio.

- Si è rimesso con la moglie. - No, non deve farlo mai.

- A me Federica piaceva. - Era una mignotta. - Come?

Era bigotta, pregava sempre.

Se non credeva in Dio, come faceva a pregare?

- Che dite! (Corrado) Non mi graffi la tappezzeria.

(Lucia) Basta! Sei ossessionato. (Corrado) Si aggrappa alla pelle!

- Ma... Non è ristrutturata. (Lucia) No.

- Perché dovrebbe? (Maria) Mi piaceva di più. - Non è ristrutturata.

- Non ci sta con la testa. - Il figlio ci sta.

(Maria) Tu somigli a mio nipote. - Mi fa piacere.

- È morto. - Bella somiglianza! - Un incidente con la moto.

Bene! Mi vendo la moto.

- Signora, si alzi. (Umberto) Mettiamola sul letto.

(Lucia) Così fa un pisolino. - Ecco qua la bella signora!

(Lucia) Più su. (Corrado) Piano, le gambe su. Eccola qui!

- Vado a fare quel servizio. - Vado a preparare la sorpresa ad Amedeo.

(Corrado) La metto dritta. (Maria) Tu somigli...

(Corrado) Al morto. (Maria) A mio nipote.

Ecco qua.

Non ti trovavo.

Amedeo! Allora? So che hai preparato un programmino.

Stai con lei? Scusa! (sottovoce) Sta salendo.

No, era per farti gli auguri. Ciao. (sottovoce) Sta salendo.

Madame.

Ho una lavatrice che vibra una meraviglia. GEMITI DI PIACERE

- Andiamo a centrifugarci? - Sì!

(Amedeo) La lavatrice è di là. Per me è la prima volta sulla lavatrice.

- Perché hai poca fantasia. - Sì, ma apprendo velocemente. Accomodati.

- Metto anche il risciacquo? - No, solo la centrifuga.

È strappato.

La colf è proprio una cretina!

- Non so che cosa sia successo con il filo. - Mi dispiace.

Vabbè. Comunque...

Abbiamo numerose altre opzioni.

- Dov'è la roba? - In frigorifero.

(Amedeo) Che dici del letto matrimoniale con materasso ad acqua?

Ha le molle erotiche. Vieni.

(Maria) Amedeo. - Chi è?

Oddio! È mia madre.

- Aiutami a tirarla su. Mamma! (Vera) Avevi detto che eravamo soli!

- Tanti auguri. - Mamma, chi ti ha portato qui?

(Lucia) Auguri! - Auguri!

- Auguri! - Chi sono? - Sono tre stronzi!

- Piacere, Corrado Pezzella. Com'è andata la centrifuga? - Stronzo!

(Lucia) Che schiaffo! - Vera! (Umberto) Un selfie. - Vera!

Un selfie. Un selfie.

- Facciamo un selfie. - Lasciami!

- Vera! - Vai!

(Umberto) Possiamo chiudere. Hai fatto il conto delle garze?

(Lucia) Sì. Vai a prendere le altre. (Miriam) 10 10 o 45 45? (Lucia) 45 45.

(Corrado) Complimenti. (Umberto) Di che? - Ti sei accorto del problema al coledoco.

- Intuizione geniale. - Corrado, è l'ABC. - Non era facile. - Ho operato senza curaro.

(Amedeo) Che dici? I parametri sono giusti. Va in infusione continua.

(Corrado) Primo giorno? Piano piano.

Disturbo?

Auguri, cucciolotto!

(Corrado) Auguri! - Tieni, per farci perdonare.

- Ancora? - Rifiutare un regalo di compleanno porta iella. - Ancora?

- Ti sarà utile. Apri. - Aprilo! - Apri.

Le pilloline blu per la disfunzione erettile.

Kamasutra che illustra 850 posizioni. Tu sei poco creativo da quel punto di vista.

Preservativi. Ho preso la medium, ma credo di averti sopravvalutato.

Provane uno, casomai si cambiano.

- Il solito regalo imbecille e inutile. - No, invece è molto utile.

- Vai, Lucia. (Amedeo) Dai! (Lucia) Questo è vero.

- Aprilo! Non fare il timido. - Apri, apri.

La scelta dell'orologio è stata mia.

- No! - Quadrante e cinturino è scelta mia. (Lucia) Ti piace? (Amedeo) È bellissimo.

- Sei un signore adesso. (Lucia) Come faresti senza di noi?

- Hai cambiato espressione. - Che faccio con questi? Prendo la small?

- Ti abbiamo dato fiducia, almeno trombi. - Se una volta mi fate concludere!

Scusate!

(TV) Siamo al momento clou della serata.

A quest'ora torni? Hai scambiato questa casa per un bed and breakfast?

La mattina io lavoro in maniera dura. Devo essere rilassato e concentrato.

- Anche io lavoro. - Sì! Ti sei piazzata qui a tempo indeterminato.

Tua madre ha detto che ti saresti fermata dieci giorni. Sei qui da un mese e mezzo!

- Allora? - Abbassa il tono. - Spiegami che programma ho visto in TV.

- Che programma ho visto! - Vedo solo com'è venuta la registrazione.

Come pensi di avere successo mostrando il culo alla gente?

Hanno inquadrato un'ora e mezza il sedere, un minuto il viso. Puoi andare avanti così?

(accento napoletano) Sì, con questo culo ho fatto il picco di ascolti!

- Mi hanno proposto pure più soldi. - Non capisco quali siano i tuoi parametri.

Io mi vergogno di te, perché sono una persona rispettabile!

Allora prendo le mie cose e vado via. Tanto chi ti conosce, non stavi mai a casa!

Da bambina ti chiamavo Babbo Natale.

Ti vedevo solo il 25 a pranzo.

Parliamo di un'altra cosa. Ho sentito dei pettegolezzi che non mi piacciono.

Un signore più grande ti aiuta in questi lavori. Chiamiamoli "lavori"!

- Chi è questo signore? Nome e cognome! - Che te ne fotte? - Sono tuo padre!

- Devo sapere! Chi è questo signore? - 'Sto cazzo. - Non ho capito.

'Sto cazzo!

Albertina, parliamo in maniera civile.

Albertina, parliamo tranquillamente. Apri.

Vai a dormire, Babbo Natale!

(Lucia) Notate che sciccheria!

Guarda che scrive! "Mater sempre certa est, padre no".

(Amedeo) Che ignoranza! (Umberto) Va bene? (Corrado) Zitti, è arrivato.

- Buongiorno. - Ciao. - Maestro.

Questa settimana abbiamo dieci interventi abbastanza delicati.

Io darei la precedenza al carcinoma epatico che è il più grave.

- Va bene. - Lo facciamo domani mattina presto. Però venite un'ora prima.

Miriam ha avvisato il laboratorio. Dovete fare i prelievi per i nostri esami.

- A che ora? - Alle sette. (Corrado) Sei fissato! Stiamo bene. - No.

- Guarda. - Non mettermi le mani in faccia. - Te le metto nel culo? - Buoni!

La prevenzione vale anche per noi. Questo è un "must".

Giovedì c'è la stenosi diverticolare. La anticipi alla pausa pranzo?

- Così finiamo prima. - Perché? - Devo fare un'intervista.

(Umberto) Dove? - Su Repubblica. È sull'abuso di anestetici tra i giovani.

- Che cazzo di articolo è? - Bah!

Dai.

Ragazzi! Ho dimenticato il cellulare sulla scrivania.

(Lucia) Vabbè. Ciao, Umberto. - Ciao.

- Buongiorno, professore. - Buongiorno. - Buongiorno.

Io sono basito. È possibile ridurre la parete di un ascensore così?

Sembra il cesso di un autogrill. Non guardi.

Poi Lasalandra fa parte della mia équipe. La prendo come un'offesa personale.

- Noi non ne sappiamo niente. - Infatti. - Chi sa paga.

Faccio l'esposto alla direzione sanitaria. Il colpevole va trovato. Non si fa così.

- Prego. Se scoprite qualcosa, ditelo. - Certo.

- È importante. - Buonasera, professore. - Questo è vandalismo.

(TV) Brava! Ora scopriremo chi si è aggiudicato...

Corrado, stavolta hai esagerato. Non dovevi mettere il numero di telefono.

- Ora devo cambiarlo. (Corrado) Parliamo dopo? (Amedeo) Che significa?

- Siamo in un momento catartico. Guarda. (TV) Ora la nostra sirena, Tina!

- Cambia canale, comincia la partita. - No!

Aspetta, fammi godere questo culo in santa pace. Parla da solo.

- È la figlia? (Lucia) Ora fa la sirenetta. - Sì, di culo.

RISATE

Visto che ridete alle spalle, pagate voi.

(Corrado) Ha sentito? - Sì. Umberto!

Umberto!

Dai!

È un'umiliazione vedere certe scene che non ti puoi immaginare.

Però io non mi sento di dare la colpa a mia figlia, la colpa è mia.

Sono stato un disastro di padre. Sono stato assente.

La colpa è mia.

Bravo nel lavoro, disastroso nella vita privata.

Pensi di essere l'unico? Io ho una sorella. Quando eravamo ragazzine, litigavamo sempre.

Io dicevo che lei era una suora laica, lei che io ero una... Lasciamo stare.

Poi lei si è sposata con uno fico e ha fatto due figli.

Io non riesco a tenermi un uomo nemmeno per un quarto d'ora.

Quasi quasi divento lesbica!

- Che dici? - Dai, fatti una risata!

- Ti voglio bene. - Anch'io. Vai a chiamare quei due "fregnoni".

- Li vado a chiamare? - Vai a chiamarli. - Fatti una risata. Vado a chiamarli.

Xabier!

- Non mi aspettavo questa sorpresa. Quanti giorni rimani? - Sette, otto.

- Facciamo otto? - Ci provo.

- Come è stato il viaggio? - Lungo.

GEMITI DI PIACERE

- Parlami in spagnolo! (in spagnolo) Non è vero, angelo d'amore...

..che in questa appartata riva...

Che in questa appartata riva più pura la luna brilla e si respira meglio?

- Ancora! (in spagnolo) Che in questa...

- Non è vero, angelo d'amore... - Sì!

(in spagnolo) Che in questa appartata... - Sì! - Non è vero, angelo d'amore...

..che in questa appartata riva più pura brilla la luna e si respira meglio?

Ancora!

(in spagnolo) Non è vero, angelo d'amore... - Sì!

Oddio, lo spagnolo quanto mi eccita!

- Lo spagnolo! - Che in questa appartata riva...

Guarda che cosa mi è arrivato.

(Lucia) Il nostro centro. Che nostalgia! Quanto sono belli.

Io ci ho pensato tanto.

Anche se mi dispiace, io...

Ho bisogno di fare una vita più tranquilla, di fermarmi un attimo.

Al reparto di Pediatria si libera un posto. Il chirurgo va in pensione.

Magari chiedo a Gastaldi, il mio capo. Può aiutarci.

- Non sono tanti i chirurghi bravi come te con i bambini. - Roma.

Vivere a Roma? Sarebbe bello.

Per me Roma è la città più bella del mondo.

Tu hai scopato. È inutile negare.

Voi donne lo avete scritto negli occhi. Avete un display.

- Passa davanti agli occhi e dice "ho scopato". - Tu non scopi da una vita.

(Corrado) Non immagini che ho fatto ieri. - Tu che fai qualcosa mi fa ridere.

(Umberto) Zitti! (Amedeo) Scusate.

Umberto, finite per le 16,30? Ho la famosa intervista.

Noi svegliamo il paziente e gli diciamo: "Scusi se l'abbiamo svegliata".

- "L'anestesista aveva un'intervista e doveva andare". È normale? - Scusa.

L'inserto sulla salute di Repubblica è importante. È abbastanza prestigioso.

(Umberto) Vabbè, abbiamo finito.

- Chiudi tu? - Certo. (Lucia) Filo di sutura zero. - Sì.

(Amedeo) Grazie, Umberto. (Lucia) Ahhh...

(Corrado) Vedi? Non sbaglio mai. - Ahhh... - Dai, continua.

SQUILLI DI CELLULARE

- Pronto? (vivavoce) Sono Fontolan. È pronto per l'intervista? - Prontissimo.

Oggi assistiamo, soprattutto fra i giovani, al consumo di nuove droghe...

..che dovrebbero essere a disposizione solo delle strutture ospedaliere.

< Parlo di anestetici generali tipo Propofol e altri oppiacei devastanti.

< Parlo dell'uso di alcaloidi più potenti della morfina e di forti anestetici.

< Sostanze che devono essere di esclusiva competenza dell'anestesista.

Vogliamo dire due parole sui danni cerebrali?

Sì. Lo leggiamo su tutti i giornali, nelle cronache.

Solo quest'anno centinaia di morti in Italia.

Queste sostanze si stanno diffondendo tra i giovani in maniera capillare.

Provocano danni neurologici e cerebrali devastanti.

Attenda un attimo.

(voce contraffatta) Dottor Lasalandra? - Dottor Fontolan?

Le passo il caporedattore. Un attimo di cortesia.

(voce contraffatta) Buongiorno. Sono Picchiotti, il caporedattore.

< Volevo una conferma.

< C'è una notizia che gira per le redazioni.

< È vero che opererete il Papa per una cosa poco simpatica alla cistifellea?

- Chi tace acconsente. (Amedeo) No.

Non acconsento proprio niente.

Sono dicerie.

(Amedeo) Non ho mai incontrato il Santo Padre.

Non so niente di questo. Mi scusi.

- Perfetto. La ringrazio tanto. - Quando esce l'articolo?

(Corrado) È venuto bene? Deve essere identico.

Sì. Non hai capito, non è questione di soldi.

Quanto costa, costa. Domani vengo, ti pago e me lo dai.

Non deve vederlo nessuno, solo io e te. Mi raccomando. Ciao.

Amore, il risotto è quasi pronto.

Che profumo!

- Quelli? - Tartufi. Da Maria Grazia, a Norcia, se ne trovano parecchi.

- È bellissimo lì. - Mi ci devi portare.

- Con chi parlavi al telefono? - Niente, roba di lavoro.

Domani mattina gli porti i soldi. Hai sempre qualche segreto.

Sei diventata gelosa? Ma posso avere i segreti per te?

- Chiama tuo figlio, è pronto. - Paolo, è pronto! - Paolo!

BUSSANO ALLA PORTA Avanti.

Che c'è?

Leggi.

Io non ho detto niente. Giuro su Dio.

Lascia stare Dio, stavolta non ci aiuta.

Alla domanda: "Sarete voi a operare il Santo Padre?"...

..tu hai risposto: "Sì".

Hai aggiunto: "Sarò io ad avere l'onore di addormentare il Papa".

Questo è da querela! Io chiamo l'avvocato. Non ho detto nulla.

Il tuo avvocato contro gli avvocati del Vaticano non vale niente!

Non ho detto queste cose. SQUILLI DI CELLULARE

- Ecco. - Non ho detto niente! - Lo abbiamo chiamato.

- Il Vaticano. - No!

- Fai parlare me? - Zitto, hai già combinato tanti guai!

- Pronto? Sì, attendo. (Corrado) Fallo parlare.

Monsignor Casarò, buongiorno.

Sì, abbiamo letto. Siamo molto rammaricati.

Digli che è partita la querela. Mannaggia alla miseria!

Non farà più parte della nostra équipe. Sarà allontanato.

- No! - Assolutamente, non sarà più tra noi.

Non avrà più niente a che fare con noi.

Non ho fatto niente! Non ho detto quelle cose.

Prenderemo dei provvedimenti.

Assolutamente. Però io... Sì, monsignor Casarò.

- Io mi fermerei, è un essere umano che ha sbagliato. - Non l'ho detto.

È quel... Come si chiama? Picchiotti di merda!

Lui mi ha fatto quelle domande, ma io non ho detto niente!

- Zitto! - Non ho fatto niente. - Però...

Anche i giornalisti esagerano su certe espressioni.

- I titoli sono molto forti, di effetto. - Io non uso questi termini.

Non posso denunciarlo perché... Non posso denunciarlo, lo conosco.

Non posso denunciarlo! Monsignor Casarò, sa che c'è?

Si scelga un'altra équipe! Chiunque opera la colecisti. Va bene?

- Vaffanculo! - Senti, Pulcinella. Levami una curiosità.

Preferivi essere radiato o andare all'inferno?

Era uno scherzo.

- Cucciolotto nostro! - Abbiamo fatto un po' di teatro.

- Sei grande. Andiamo a prendere un caffè. - Dai! - Io torno al turno.

- Professore, è l'ora della medicina. - Sì, grazie.

Mi hai dato la medicina. Puoi andare.

- La signorina è molto sexy. - Molto?

Molto sexy.

Grazie.

(segreteria) Lasciate un messaggio. - Sempre la segreteria. Angela!

Hai visto tua figlia in TV che fa la sirenetta con il culo di fuori?

Non ti vergogni? Oppure sei orgogliosa?

La convivenza tra me e lei non potrà andare avanti per molto tempo.

Non può andare avanti! Spero che tu mi faccia un bel regalo.

Mi dici che è stata plagiata.

Non posso pensare che mia figlia abbia scelto di fare una merda simile!

Non è nel mio DNA! Va bene?

Chiama!

- Malik! - Sì, professore?

- Vado a un dopo cena. - Va bene. - Grazie.

- Scendi, vado a parcheggiare. - Sì.

Parcheggia là, dove sta quella serranda.

- È passo carrabile. - Chi viene a prenderla?

- Il carro attrezzi. - Che dici? Io l'ho messa tante volte. Vai, mettila.

(Umberto) Vigili urbani? Ufficio rimozioni?

In Via Eraclito, 9 una macchina ostruisce il mio garage.

CANTA IN SPAGNOLO

- Umberto. - Dimmi. - Dopo le vacanze, devo fare l'ernia inguinale.

- Che problema c'è? - Voglio che la fai tu. - Certo.

- Quando trombo, mi fa male. - Lo credo!

Non preoccuparti, è un'operazione di routine. Dopo l'estate, la facciamo.

Guardale. Guarda tua moglie.

Ti guarda mai così? No.

Sono tutte ai suoi piedi. Questo le tromba tutte.

Tutte! Te lo dico io.

CANTANO IN SPAGNOLO

- Bravo! Adesso diamo una svolta alla serata. - Non ha finito. - Maleducato!

- Sei un cafone! Un gran cafone. - Tanto si sa come finisce.

- Facciamo altro. - Sei terribile!

- Una canzone con temi sociali importanti. - Lascia fare. - È cretino. - Va bene così.

Fai quella...

- No, Corrado. È troppo sconcia. - Che sconcia!

- Dai, dammi retta. È bellissima. Ci tiriamo su. - Che fai?

(canta) Ho preso una malattias...

..por una vecchia bagascia...

..che per soli tres pesos...

..me donasse la fregascia.

Era meglio una sega...

..fatta con muchas manos.

Risparmiavo denaro.

Risparmiavo dolor.

Che figura di merda! Dobbiamo sempre farci riconoscere?

- Mi hai chiesto tu di farla! - No.

- Io intendevo quella che lui lascia lei in lacrime sulla spiaggia. - Ho frainteso.

Vabbè, scusate.

Prendiamola come un incentivo alla prevenzione.

(Lucia) Xabier, suona. - Ricanta? - Maleducato!

SQUILLI DI CELLULARE Pronto?

Sì.

Da quanto sanguina?

Tra venti minuti siamo lì. Ciao.

(Umberto) Chiedo scusa. - È un vizio. - No, scusate. È una cosa seria.

Mantelli, quello che abbiamo operato l'altro ieri, perde sangue dai drenaggi.

- Dobbiamo andare. - Xabier, ti lascio le chiavi di casa. - Io servo? - No.

- Fatemi sapere. - Sì, vedo la situazione e chiamo.

- Aspettate fuori, prendo la macchina. (Amedeo) Andiamo con la mia.

(Umberto) No, andiamo con la sua. Facciamo prima.

- Non c'è la macchina. - L'avranno portata via. - Avevi detto niente carro attrezzi.

- Sei sfortunato, non passa mai. - Non dovevo fidarmi di te!

- Sei uno stronzo! - Amedeo, i problemi sono altri. Esageri.

- Stiamo andando a operare uno! - Porca troia!

(Lucia) Levati.

- Vai! (Corrado) Tu hai culo. - No, ho testa.

Lo rifaccio. Guarda.

(Corrado) Hai un grandissimo culo.

Io non ne posso più di voi.

I vostri scherzi non fanno ridere.

- Li fate solo perché siete abituati. - Vabbè, dai. - Allora basta.

Basta! Facciamola finita.

- Andiamo a casa, siamo stanchi. - Io non sono stanco.

Potrei stare altre cinque ore in sala operatoria. Io sono stanco di voi!

Andatevi a sfogare da qualcun altro! Lasciatemi in pace.

Ecco fatto. Avevo smesso nel 2004.

Sapete come si chiama questa? Lo sapete?

Esasperazione.

- Corrado! - Che ho fatto? - Mi dai un passaggio? - Certo.

(Lucia) Che fai? - Niente. - È la carta di Amedeo? - Beh?

- La vuoi spezzare? - No, ma qualcosa ci faccio.

- Nascondila. - Brava, la nascondo.

Meriterebbe che la rompessi. Lo hai visto prima?

- "Ho ricominciato a fumare per colpa vostra"! - Vabbè, mi accompagni? - Sì.

Chi crede di essere?

Ecco, la metto al fresco. Chissà quando la trova! Ti accompagno.

Avanti.

- Umberto. - Ciao, Miriam. - Ciao. - Miriam.

Questa è la cartella del professor Turcato. Lo hai operato l'altro giorno.

Miriam, forse domani sera non possiamo vederci, c'è mia figlia.

Vabbè, sono abituata a vederti sempre di meno.

- Giovedì ci potremmo... - Finiamola qua. È meglio per entrambi.

Tanto non c'è futuro.

(Miriam) Ciao.

BUSSANO ALLA PORTA Avanti.

- Gianluca. - Guarda queste analisi, c'è qualcosa di strano.

Aveva mal di testa e problemi alla vista laterale. L'ho convinto a fare una TAC.

Guarda che è venuto fuori.

- Il primario è... al cervello? - Sì, ma ha metastasi dappertutto.

- Lui lo sa? - Sei matto? Sono venuto subito da te.

Amedeo? Non posso crederci!

Com'è possibile? Senza un sintomo, senza un malore, senza niente.

Ho sentito Ciampella, su a Milano.

Ha detto che queste forme aggressive esplodono in tutta la gravità verso la fine.

Lui ha già un problema di vista laterale.

- Quanto gli rimane da vivere? - Pochi mesi. - Oddio!

- Il problema è come dirglielo. - Glielo dici tu. - Non è facile.

- Lo so, ma glielo devi dire tu. - Vabbè, ma aiutatemi anche voi.

- La dovete... - Chi è?

- Scusate il ritardo. (Umberto) No, figurati. Ehi!

- Che sono queste facce? - Senti, Amedeo.

- Dovrei parlarti. - Anch'io devo parlarvi.

Ho impiegato più di un'ora per trovarla. Complimenti, era un ottimo nascondiglio.

Però sappiate che non siamo più nell'ambito dello scherzo. Qui si tratta di patologia.

È il sintomo evidente che siete esauriti.

Insieme a voi, mi sto esaurendo anch'io.

- Ti chiedo scusa. - Non si tratta di chiedere scusa! Io ho deciso.

12, 13, 14, 15 e 16 parto.

Vado con il camper in Puglia.

Da quanti anni non facciamo una vacanza? Cinque giorni consecutivi di vacanza.

- Umberto, quanti anni sono? - Due.

- Da tre anni non facciamo una vera vacanza. - Tre? - Quindi non voglio sapere niente.

Io parto. Si vive una volta sola.

Voi che cosa dovevate dirmi?

Volevo dire che è incredibile.

Hai detto le stesse cose che poco prima abbiamo detto noi.

Abbiamo detto che siamo stanchi, esausti.

- Lui lo diceva! - Io? - Sì. - Hai detto pure che si vive una volta sola.

Tu hai detto così?

- Veramente? - Ho detto che si vive una volta sola. Puoi dirlo solo tu?

Hai l'esclusiva? È un modo di dire. Si vive una volta sola. Ho detto così.

- Che ho fatto? (Amedeo) Quindi? - Quindi...

Il 12, 13, 14, 15 e 16...

..si va in vacanza, una meritata vacanza.

- Insieme? - Insieme. - Insieme. - Insieme.

- È bellissimo. (Lucia) Digli che sta male. - Io devo andare a Riccione. - Non ci vai.

- C'è sintonia. (Umberto) C'è sintonia.

- Puglia? - Se vuoi, sì.

- Dove vuoi tu. - Puglia. Puglia. Puglia.

A me sembra una grandissima cazzata andare in vacanza con uno che sta così male.

- Poi a fare che? Dove andiamo? - Andiamo in un bel posto, una bella litoranea.

Il sole, il tramonto, un gin tonic, discorsi sul senso della vita.

- Piano piano "la buttiamo là". - Sembra che dobbiamo morire noi! - No, dai!

Scusa, ha ragione lui.

Una volta dai ragione a me invece di darla sempre a Umberto.

- Non fai carriera così. - Non è bello quello che hai detto. - Calma.

- Perché sono donna. Mi sono sempre fatta un "mazzo" così! - Cose che si dicono.

- Facciamo una cosa. Appena lo incontri, glielo dici. - Io? - Sì. - No.

- Non ci penso proprio. - Scusate il ritardo. - Glielo dici di colpo.

- Di... corsa. - Che succede? - Niente. (Corrado) È un testa di cazzo.

- Cose nostre. - Ho fatto tardi perché ho avuto un giramento.

Mi sono fatto misurare la pressione. È un po' alta.

- Sarà il caffè. Stamattina ne ho presi due. - Sì. - Devo passare all'orzo.

- Mio nonno è morto per l'orzo. - Non è il momento di scherzare. - È vero.

- Vabbè, scusate. Era... (Umberto) Dimmi. - Devo dirvi una cosa.

- Non posso permettermi la vacanza con voi. - Perché?

- Ho ricevuto due cartelle esattoriali di 70.000 euro. - Tu vieni con noi.

Stai con noi. Paghiamo tutto noi. Non devi spendere niente.

- Sei nostro ospite. - Scusa, noi chi? - Noi chi?

Corrado, è nostro ospite.

È meraviglioso, ma non posso accettare. È una cosa troppo grossa.

- È una cosa che si fa per un amico al quale si vuole bene. - Umberto. - Dimmi.

Guardami negli occhi. È uno scherzo?

- Io non scherzo su queste cose. - Quali cose?

- Non si scherza su... queste cose. - Quali cose? - Quali cose?

LUCIA TOSSISCE

Quanto cumino hai messo?

È afrodisiaco.

Tu riesci a mantenere questo ritmo per sempre?

Sono attrazioni misteriose. Dai, sai che è così.

Tu riesci a fare sesso tre volte al giorno?

- È una cosa normale per te? È il tuo ritmo? - Vuol dire che mi piaci.

In tutto.

Che hai?

- Che pensi? - Un mio amico non sta bene.

Ha un male incurabile e noi non sappiamo che fare.

Stiamo cercando il posto e il modo migliore per dirglielo.

Perciò a volte mi vedi distratta, svagata, ma tu non c'entri niente.

Però ho deciso di non andare con loro. Voglio vivere la mia vita.

Perché si vive una volta sola e io voglio stare con te.

Tina! Io starò fuori quattro o cinque giorni.

Quindi lascio tutto a te.

Sii ordinata, precisa e...

Comunque non è una vacanza. Si tratta di portare un nostro amico con noi.

Dobbiamo dirgli una cosa delicata.

Tina, posso parlare con un culo? Vuoi voltarti e guardare tuo padre?

- Sto cercando un orecchino e non lo trovo! - Dai, forza.

Chiudi la camicetta.

- Ti vergogni? È tutta roba tua. - No, è roba del chirurgo.

- Quale chirurgo? - Sì, ho la fattura. - È roba naturale.

- Poi fa caldo. - Certo, è spenta l'aria condizionata! Non capisco perché.

- Fa male alla voce. Poi non posso cantare. - Canti?

(in napoletano) Non lo sai?

Mamma mia! Non sai che io canto?

- Canti? - Sì, tutti i giovedì.

- Al karaoke, a casa dell'onorevole. - Karaoke, onorevole.

Che cene frequenti? Che case frequenti? Dove vai la sera? Chi frequenti?

- Chi sono? - 'Sto cazzo! - Ho capito.

Niente, è una cafona incorreggibile.

SQUILLI DI CELLULARE

Amore, il telefono!

Alla fine sei crollato.

NOTIFICA DAL CELLULARE

"Purtroppo lei non parte più. Dobbiamo rimandare, tesoro."

"Non posso aspettare. Peccato, ero così eccitata."

Sei un pezzo di merda.

(Umberto) Porti il vestito? - Se ci scappa una seratina. - Che seratina?

- Andiamo al mare. - Non l'ho mai messo. - Il provinciale ha l'abito buono da parte.

Sbrighiamoci, abbiamo tanta strada da fare.

Aspettate!

Aspettate!

Non dite niente, altrimenti scoppio a piangere.

Tanto se siete intelligenti, lo capite da soli. Saliamo?

'Sto stronzo!

Aveva la riserva pronta.

Voi uomini siete dei grandissimi stronzi.

Possibile che il mondo gira sempre da una parte sola?

Se fosse capitato il contrario, voi avreste detto che sono una zoccola!

Perché siete dei maschilisti di merda! Nemmeno so che cazzo ci faccio qua.

Questa è la verità. So che state pensando!

Io sono la classica donna fragile, tormentata, cornuta. Ma non è vero!

- Io non sono fragile. - Però sei cornuta. - Dai!

- Cazzo! - Scusate.

- Non lo hai punito? - Che vuoi punire? Sono andata via.

- Gli ho lasciato un biglietto con su scritto "Vattene". - È pochino.

- È poco? - Beh. - Fai il numero e dammi il telefono. Ci pensiamo noi.

- Che vuoi fare? - Non discutere! - Dacci il telefono.

Merda! SQUILLI DI TELEFONO

- Amore, posso spiegarti. - Testa di cazzo!

(Lucia) Corrado! - Falso, cantante di merda!

- Rompi i coglioni alle donne nostre? - Latin lover!

Vieni in Italia a fregarci le donne?

- Sei un fallito, scopi solo con il vento a favore. - No, questo scopa.

- Scopa? - Uh! PARLA IN UNA LINGUA INVENTATA

- Che hai detto? - Hai parlato in curdo?

- Ho detto di non rompere le palle alle nostre donne. - Avete detto la stessa cosa.

RISATE

(Lucia) Corrado, ti fermi? Devo prendere qualcosa da bere, ho sete.

(Corrado) Qui va bene? (Lucia) Sì. Volete qualcosa? (Amedeo) Un succo di mirtillo.

(Amedeo) Ti do i soldi. (Lucia) Lascia stare. (Umberto) Sei ospite.

(Lucia) Umberto, vuoi qualcosa? - Un'acqua minerale.

(Lucia) Va bene. (Corrado) Pure io. - Sì.

Corrado. Non ho soldi, non sono passata al bancomat.

- Non ho cash. Dammi qualcosa. (Corrado) Ti pareva! - Sono uscita di corsa.

- Non ci ho pensato. - Dieci euro bastano? - Dammene venti! - Prendine venti.

- No. - Fammela guidare un po'. - No, abbi pazienza.

- Sembra un aereo! Me la fai portare? - Un'altra volta, ora non è il momento.

- Non è il caso. - Umberto, diglielo tu. - Un'altra volta, non è il momento.

- Fagli fare qualche chilometro. - È automatica, non sa portarla.

- Ho guidato quella di mio zio zoppo con i comandi sul volante. - Bravo.

(Corrado) Ma questa è normale, stai attento. (Lucia) Tieni. - Cominci pure tu?

- Ho i sedili nuovi. - Daglielo! - Glielo dai dopo. Fallo guidare adesso.

Come sei pesante! Non eri così.

- Com'ero? (Lucia) Eri meno pesante.

La sigaretta no, vanno i lapilli sui sedili. Se volete fumare, là c'è un piazzale.

(Amedeo) Accosto? (Umberto) Alla piazzola. (Lucia) Amedeo!

- Sei scemo? - Che fai?

(Corrado) Che cazzo fai? Sei scemo? - Smettila!

- Ho avuto un giramento. Ho perso la visione laterale. - Esci.

Prendi un po' di aria. Dai!

(Umberto) La vedo male. - Guarda che ha fatto!

Chi perde la visione laterale non deve guidare le macchine degli altri.

- Scusa. (Lucia) Vuoi l'acqua? - La faccio riparare. - Che cosa?

- L'ho portata tre volte! (Lucia) Dai! - Guarda il dito. Seguilo.

PARLA IN TEDESCO (Corrado) Stia calmo. - Guarda.

- Seguilo. Lo vedi sempre? - Sì. GRIDA CONFUSE

(Corrado) Non guidavo io. - Con questa mano fai così.

- Allarga. A occhi chiusi, vai. Punta del naso, allarga. (Corrado) Amicizia.

Fallo con la mano destra. Punta del naso, allarga. Di nuovo.

(Corrado) Mette le mani addosso. (Lucia) Umberto! - Hai rotto! - Umberto!

- Stanno litigando. (Corrado) Non capisce un cazzo.

(Umberto) Prenda la targa. (Corrado) Non capisce, andiamo.

- Ho detto di fare il CID, non capisce! (Lucia) Si calmi. (Umberto) Forza.

È inutile urlare. Basta fare una foto alla targa ed è tutto risolto.

(Umberto) Che meraviglia! (Lucia) Come va? (Amedeo) Bene.

- Ho recuperato la visione laterale. - Meno male. Oddio! - Guarda.

Hai recuperato la laterale, ma hai perso quella frontale. Amedeo!

- Entro stasera bisogna dirgli qualcosa. - Mi hai fatto spaventare. - È strano.

Pretendi che io glielo dica stasera. Sei impazzito?

- Vai in vacanza con uno ridotto così? - Questa non è una vacanza.

È un supporto psicologico che diamo a un caro amico che sta molto male.

- Può fare danni su danni. - Basta con questo cinismo! - Vabbè.

SQUILLI DI CELLULARE

- Umberto! - Stai in camera? - Scusa.

- Mi apri, per favore? - Non ho sentito, stavo facendo la barba.

- Umberto, scusa. Non sentivo, stavo facendo la barba. - Bene.

Allora, e...

Senti, io ti devo parlare.

- Accomodati. - Grazie. - Che posto fantastico! - Bellissimo.

Vedi, Amedeo.

Alcune volte la vita porta belle sorprese.

- Però a volte porta sorprese meno belle. - Questa è una sorpresa bellissima.

- Siete venuti con me in questo posto straordinario. - Sì.

- È una gioia da godere fino in fondo. - Esatto. - Non me lo aspettavo.

- Sì. - Sai che diceva mia madre?

(in dialetto) Ho fatto una bella vita. Ora posso morire tranquilla.

- Hai capito? - Sì, tutto. - Il segreto della vita...

..è sapere trattenere i momenti belli, come questo.

Però bisogna sapere affrontare alcuni eventi che accadono.

- Posso fare una cosa che non ho avuto mai il coraggio di fare? - Che cosa?

Amico mio!

- Grazie. - Figurati! - Dai, che cosa mi volevi dire?

Lo chef de "La Peschiera" ha preso una bellissima ricciola.

- Adoro la ricciola! - La facciamo con le patate. - Patate!

- Patate per tutti. - È la morte sua. - Allora ricciola. - Ricciola per tutti!

(Lucia) Allora? - Non ci sono riuscito. - Grazie. - Prego. Ricciola per tutti.

(Umberto) Con le patate. - Non è andata. - Non ho capito. (Lucia) Non è andata.

Bella vita!

(Umberto) Basta! È il quinto.

- Fermati! - Stasera voglio divertirmi. La danza mi chiama, voglio andare a ballare.

Non puoi.

- Perché? - Non puoi continuare a rompere i coglioni con il ballo.

- È la prima volta che lo dico. - L'avevi già detto. - Mah. - Sono stanco.

- Scusate, vado a dormire. Buonanotte. - Buonanotte.

(Lucia) Buonanotte. (Amedeo) Buonanotte. (Umberto) Ci vediamo domani.

- Croata? - No.

- Slovena. - Vicenza. - Vicenza?

- Si dice "vicentini magna-gatti". - Che battuta banale!

Chiedo scusa.

(Umberto) Non puoi bere così. - Scusate, abbiate pazienza.

- Io sono stanca, vado a dormire. - No! - È stata una giornata faticosa.

- Voglio stare un po' da sola. Mi capisci, Umberto? - 'Notte.

- Vado a leccarmi le ferite. - Tranquilla. - Sì!

- Sono stata stronza a stare con quello stronzo. - Un altro poco.

Buonanotte. Buonanotte.

Tranquilla.

- Spesso da un male nasce un bene. (Amedeo) Ciao. (Lucia) Ciao.

- È bello questo accordo. - Ho sbagliato.

Aveva il suo fascino, anche sbagliato, come lei.

(Umberto) Ci vediamo domani a colazione.

- No, Umberto! Non lasciarmi solo. - Fammi andare a dormire, sono stanco.

- Andiamo a ballare. - A ballare? - Dai!

C'è una discoteca qui vicino piena di quarantenni. Facciamo un sirtaki.

- Il sirtaki? - Sì. - Mica siamo a Patrasso, siamo in Puglia.

- Dai, sono stanco. - Dai!

No, non mi mollare!

Non mi mollare.

(DJ) Ragazzi, voglio vedere le mani alzate! Voglio vedervi ballare!

Stasera qui al Trappeto da RDS 100% Grandi Successi...

..suona per voi il DJ Storm!

< Umberto!

Aspetta! Aspetta!

Voglio fare un annuncio.

(insieme) No! - Dammi il microfono.

- Che vuole questo? - Aspetta, aspetta.

- Zio, vai a casa, è tardi. - Ora vado, un momento.

- Voi non sapete chi c'è qui stasera. - 'Sta minchia!

Pure! Ma c'è anche un uomo molto speciale.

(Amedeo) È un uomo con le mani d'oro.

Ha salvato molte vite. Un eroe!

(insieme) Buuu! - Un supereroe!

FISCHI

Vorrei un grande applauso per il più grande chirurgo del mondo.

Umberto Gastaldi!

PERNACCHIE

(insieme) Buuu!

- Vieni. - Non mettermi in mezzo.

- Devi parlare. - Per favore.

I giovani hanno fame di consigli.

Parla ai giovani. Hanno bisogno di parole ricche di etica.

Umberto Gastaldi, un luminare!

- Umberto, di' qualcosa. - Non mi viene niente.

Come? Ai congressi sei straordinario.

Di' qualcosa sulla prevenzione. Dai!

Visto che siamo in un locale notturno, sottolineo tre aspetti fondamentali.

- La moderazione negli alcolici. (insieme) Buuu!

Secondo.

Massima vigilanza quando rientrate a casa, possibilmente prima dell'alba.

RISATE

Poi la terza cosa fondamentale. Allontanatevi dalle droghe.

FISCHI

(Umberto) Dove cazzo mi hai portato?

- Un ultimo sirtaki! (ragazzo) Che cazzo è il sirtaki?

(Amedeo) Umberto! - Sì.

Ho fatto una vomitata straordinaria. Sto benissimo.

- Non ho voglia di dormire. - Scusa, non ti avevo visto prima.

Guarda che spettacolo!

"Il mare di notte è senza ferite", diceva mio padre.

Pensa, io sono un uomo di mare.

Eppure non ho mai guidato un motoscafo.

Quanto mi piacerebbe!

Grazie, amici! Che bel regalo mi avete fatto!

(canta) Sono contento, sono contento.

Sono contento...

..di guidare sopra al mare del Salento.

Possiamo fare un tuffo? Almeno non lo sentiamo.

- Da due ore giriamo come cretini per accontentarlo. - Lo so.

Purtroppo questa non è una vacanza. Lo dico a tutti e due. Intesi?

Facciamolo contento.

(Amedeo) Lucia, appunta questa strofa!

Mi è venuta di getto perché sono felice.

Amedeo, tutto a posto? Mi tuffo!

- Vai! - Umberto, mi tuffo. Tu non vieni?

No, ho paura. Non me la sento di risalire su quella scaletta con questa anca.

- Mi butto pure io, mi sto a cuocere. - Buttati.

Con quello che ci è costata questa barca, almeno fate il bagno.

(Corrado) Io vado!

Faccio il bagno anch'io.

- Te la senti? - Sì.

- Sicuro? - Ti dedico questo tuffo a volo d'angelo.

Beh?

- Mi sento male! - Che hai? - Mi gira la testa.

Ti gira la testa?

- Scusa! - Sei scemo?

- Qui non può stare, è proprietà privata. (Lucia) Due minuti. - Gentilmente.

- Perché devo andare via? - Vada.

- Che succede? - Dobbiamo andare via, è proprietà privata. - Vengo là?

Comunque siete due cafoni. Mandate via una signora!

(Umberto) Che è successo? - Quella villa è di un imprenditore.

È di un certo Romagnoli. Io non lo conosco. Dicono che la spiaggia sia sua.

- La spiaggia non può essere privata. - Lo so. - È demaniale. Ma che dice?

- Questa è prepotenza. - Quindi? - Quindi, vendetta. - Come?

- Guardia di Finanza o Protezione Civile? - Protezione civile, a lui viene meglio.

- Li avverto. (Umberto) Poi mi mostra il permesso di soggiorno.

- C'è gente della Protezione. - Buongiorno, Protezione Civile.

- Che succede? - Dobbiamo vedere gli spazi per accoglierli.

- Chi? (Lucia) 'Sto cazzo. - Prego? - Stanno per arrivare.

- Bisogna controllare gli spazi. - Siamo impazziti? Io non ne so nulla.

(Umberto) Deve essere arrivata al proprietario della struttura, signor...

- Furnirussi. - È stato avvisato che questa abitazione diventa un sito di accoglienza.

È per i rifugiati politici nigeriani del programma Makombo.

- Lo avrà letto sui giornali. Ricorda? - Sì, ma non è possibile una cosa simile.

- È importante. - Adesso lo chiamo, con quello che mi costa!

- Ho dato un anticipo. - Allora c'è un contratto.

- Certo che ho un contratto, ma una parte glieli ho dati... - Come?

- In nero! - Glieli ho dati così! - Entro tre ore via divani e poltrone.

- Anche il tappeto. - Divideremo lo spazio. Di là mettiamo le donne incinta.

(Amedeo) Quanti bagni ci sono? - Non lo so. Sei, sette. - Ahi!

- Metteremo dieci bagni chimici qui fuori. - Anche cinque alla turca con tendine?

- Siamo pazzi? È contro la loro cultura! - Che cazzo dite? - Ehi!

- È Ferragosto, ho degli ospiti. - Stia calmo e non dica parolacce.

- La signorina è extracomunitaria? - Come si permette? - È nera.

- È creola? - No, è abbronzata. - La ciabatta è da extracomunitaria.

- Che dice? - È abbronzata, abbiamo capito.

Lei è poco operativo. Ci fa perdere un sacco di tempo.

- Non so che fare. - Abbassi l'aria condizionata. - Va bene.

Fausto! Che succede?

- Questi chi sono? - Rodolfo, scusa. Protezione Civile.

- Non ho capito niente. - Michele D'Amato, Protezione Civile. Lei è?

Sono l'onorevole Rodolfo Montesanti. Mi dice qual è il problema?

- Rodolfo! (Umberto) Riguarda i migranti. (Rodolfo) I migranti? Tesoro, dimmi.

(Tina) Vieni? È pronto l'idromassaggio.

Papà.

(Tina) Papà. (Umberto) Non c'è nessun papà. - È papà.

- Chi è il papà? - Corrado? (Corrado) Dov'è Corrado? - Papà!

- Papà! - Ferma! Quello è tuo padre? Rispondi! È tuo padre?

- Non sapevo che veniva qua a fare queste stronzate. - Vaffanculo!

- Gli faccio vedere io, buffone! (Romagnoli) Mi dispiace. (Rodolfo) Zitto!

'Sto cretino. Cretino!

(Corrado) Buongiorno. - Buongiorno. - I bagagli sono dietro. - Va bene.

(Umberto) È bello, vero? (Lucia) Molto.

SQUILLI DI CELLULARE (Umberto) Scusate.

- È mia figlia. (Lucia) Fai, fai. - Mia figlia!

- Pronto, amore. - Amore il cazzo! - Ti stavo per chiamare.

- È stata una goliardata. - Tu mi hai rovinato la vita.

Quello mi amava, mica come te. Si occupava di me.

- Ora mi ha abbandonata in mezzo alla strada. - Secondo me, ci hai guadagno.

Stai zitto! Fai parlare me una volta ogni tanto.

Per non farti denunciare, mi sono dovuta mettere in ginocchio!

Mamma ha sempre detto che sei uno stronzo. Ma uno stronzo fino a questo punto?

All'età tua ti metti a fare la Protezione Civile? Con chi cazzo sto parlando?

Hai ragione, è stata una stronzata, una cosa infantile, goliardica.

Però cerca di capire, è una reazione alla vita di merda che facciamo!

Ogni giorno tra vivi, morti, apri, chiudi. Cerca di capire.

Poi non potevo sapere che in tante ville, stavi proprio là.

Io avevo convinto l'onorevole. Mi aveva presentato l'autore, ero quasi in finale.

Entravo nella casa del reality show. Sai che significava per me?

Non significa niente!

Significa che ti vogliono vedere con le chiappe di fuori. Vergogna!

Io non voglio un padre come te.

Ora ti blocco sui social, così non puoi vedermi, scrivermi e rintracciarmi!

- Vaffanculo! - Io ti blocco la Mastercard.

Voglio vedere come fai le spese senza la Mastercard di papà!

Vediamo un po'. Eh?

Eh?

Oh! Eh?

Professor Gastaldi!

- Sono l'architetto Lenzi. Ricorda? - Noi andiamo. - Sì. Rettocolite ulcerosa.

- Mi ha operato di rettocolite ulcerosa! - Non si faccia sentire da tutti.

- Ricorda mia moglie? - Come sta? Piacere. - Clara.

- Come va, Clara? - Benissimo grazie a lei. - Sono contento.

- Quanto tempo è passato dall'operazione? Fu molto difficile. - Sì.

- Quasi cinque anni. - Siamo a cavallo.

Mi fa uno strano effetto incontrarla qua, senza camice.

Sto al mare!

Amore, anche i chirurghi devono prendere qualche giorno di vacanza.

- Abbiamo solo quattro giorni. Sto con la mia équipe. - Ah! - Bene.

- Mio marito non glielo ha detto perché è un po' orso. Io la ringrazio. - Di che?

Grazie, grazie. Grazie a lei la nostra vita è cambiata.

È gratificante quello che dice. Io ringrazio lei.

- Quest'anno sono 25 anni che stiamo insieme. - Complimenti.

- Di questi tempi, siete una coppia speciale. - Una coppia specialissima.

Specialissima.

Sì. Ci "ribecchiamo".

- Ci becchiamo, professore. (Umberto) Di nuovo.

(Speciale? Che cazzo dice?)

(Umberto) Non ho capito perché abbiamo cambiato hotel. Lì stavamo tanto bene.

- Questo è il migliore della costa. - Ti dico io perché.

Guarda chi suona il pianoforte.

Sei uno stronzo.

Paghiamo 200 euro in più per farti fare una scopata con David Bowie?

- Sarà un caso. - Quale caso? Dai!

(Lucia) Ci preoccupiamo di Amedeo?

- Umberto, hai pensato che dirgli? - Sì, oggi.

Faccio una prova, così mi dite che vi sembra.

Comincio in maniera dolce.

Sguardo carino e gli dico...

- "Amedeo... Amedeo". - Lo dici due volte? - Sì, è rafforzativo.

"La vita è una commedia."

"Non importa tanto quanto sia lunga questa commedia..."

"..ma l'intensità di come è interpretata". Poi vado dritto al problema.

- "Amedeo... Amedeo". - Sono quattro. - Non rompere il cazzo.

"Amedeo, noi non siamo padroni del nostro destino."

"C'è un'entità, un regista che ci indica il sentiero da percorrere."

- "Chi è questo regista, Amedeo?" - 'Sto cazzo.

- Il destino! - Quale destino? Abbi pazienza! - Allora pensateci voi!

- Dai, era una battuta. Guarda chi c'è. (cantano) Tanti auguri a te. (Lucia) No!

- Non è possibile, non l'ho detto a nessuno. - È il tuo compleanno? - Sì.

- Ti prego! (Corrado) Non hai detto niente? - Auguri!

- Auguri! (cantano) Tanti auguri a te.

- Solo tu potevi ricordarlo. Sei tremendo. - Io ho un computer qua. Ricordo tutto.

- Sei tremendo. - Auguri! - Dai, soffia! - Soffia!

- Brava! - Fate le porzioni. - Scusate, non vorrei interrompere.

- Devo salutare il professore, mi assento per lavoro. (Umberto) Mi dispiace.

- Sì, ma Clara rimane. (Umberto) La teniamo noi sotto controllo.

- Aspetta un'amica. Passano un paio di giorni qua. (Umberto) Sarà con noi spesso.

- Grazie. - Spero di vederla presto. Non per questioni mediche. - Per carità!

- Grazie. - Grazie a lei. - Buon compleanno.

- Grazie! - Arrivederci.

- Oh! - Che è? - Io darei una "bottarella" a questa. - Mamma mia!

Hai la pianista, non rompere i coglioni.

- Perché non si accomoda qua? - Non vorrei disturbare. - Ma no!

(Umberto) Venga. - La nostra amica fa 54 anni. - Li fa quella zoccola di tua sorella.

- Io vado a farmi una canna. Dà fastidio a qualcuno? - Una canna?

- Vada pure. - Si unisce a me? - Non mi unisco a lei perché non fumo.

- Viziosa la signora Clara! - "Rinuncio a tutto, ma non alle tentazioni".

Oscar Wilde.

- Sei un mattacchione! (Amedeo) Porta bene.

- Verso? (Umberto) Dai! (Lucia) Stiamo monopolizzando la sala.

Lucia, mi sei piaciuta quando hai detto che sua sorella è una zoccola.

Questa sincerità mi ha messo eccitazione.

Mi piacerebbe che ci parlassimo, veramente.

Mi piacerebbe sapere che pensate di me.

Se vuoi, dico io la verità su di te.

- È arrivato il momento. - Avanti!

Sei una brava persona. Non hai sbagliato un colpo nella vita.

Però hai sbagliato una cosa, se posso permettermi.

La tua ex moglie che è zoccola come mia sorella.

- Ecco la verità. (Amedeo) Bella scoperta.

- Lo sapevano tutti. (Corrado) Tu no.

- Che hai, Amedeo? - Ogni tanto si abbassa la vista.

- La finiamo? (Corrado) Ha iniziato lui. - È meglio dire le fregnacce, ci divertiamo.

(Umberto) Ha ragione. (Amedeo) No, non è vero.

Perché... Questo è un buon momento per dirci le cose.

Dopo una vita di cazzeggio...

..è arrivato il momento, se posso permettermi, di dirci le cose come stanno.

- Anch'io ho delle cose da dire di voi. Comincio da te, Corrado? - Certo.

- Non c'è problema. - Tu sei una brava persona. - Meno male.

Mi piaci, sei simpatico.

Moderatamente.

Posso affermare con certezza che sei il secondo più bravo chirurgo che conosco.

(Corrado) Grazie. - Maestro. - Grazie.

Però...

Anche tu hai fatto un errore, come me. Tua moglie.

- In che senso? - Nel senso del tartufo.

Dove va tua moglie almeno una volta a settimana da tre anni a questa parte?

A Norcia a prendere il...

- Tartufo. - Chi le dà il tartufo?

Gianluca, il radiologo.

Forse non lo sai, ha una casa a Norcia.

- Ma questa è una cosa che sapevamo. (Umberto) Basta, Amedeo.

- Festeggiamo il mio compleanno? (Clara) Eccomi.

- Sono avanzati due tiri. Sicuri di non volerli? - Non fumo!

- Dai a me. La fumo io. - Brava. - Fanne un'altra.

- Amedeo, c'era bisogno di questo show? - Secondo me, sì.

Posso parlarti un attimo? Devo dirti una cosa importante.

- Possiamo aspettare domani? - Meglio adesso.

Entra.

Allora...

- Buonanotte. A domani. - La notte non è finita. - No? - No.

- Come no? - Vieni!

Ahia! Mi stacchi il braccio. Piano. Che mi devi dire?

Vieni! Dai, sbrigati!

- Vieni! - Sì!

- Gattina in amore! - Sì!

- Se venisse una mia amica adesso? - "Ménage a trois"? - Ti piace, vero?

Chiamala! Chiamala!

(Clara) Se ne venissero due?

- "Ménage a quatre"? - A quattro! (in francese) Chiamala. Chiamala ora.

(Umberto) Chiamala di corsa! (Clara) Sì!

- Se qualcuno ci guardasse? - Magari! Tutto l'hotel!

Tutta la Puglia fino all'Albania! Tu sei piccoletta, ma sei peperina.

Vieni, vieni.

(sottovoce) Professore. Professore. - Chi è?

- Professore. - Chi è? Ah! Oddio! - Non si spaventi!

- Sono io, professore. - Non era andato via? - È un gioco tra noi.

- È così eccitante. - Sì, eccitante. - Siete due zozzoni!

Mi avete messo in mezzo! Mi fate fare l'hot dog?

Ora capisco perché le viene la rettocolite ulcerosa. Gioca troppo con il culo.

Abbiamo sbagliato tutto.

Che hai? Sono cinque minuti che stai zitto.

Scusa se ti faccio perdere tempo.

Questa serata, questa voglia di sincerità...

Sento il bisogno di dire anche a te quello che penso.

Non dirmi che sono cornuta perché lo so.

- È proprio uno stronzo questo Xavie... Come si dice? - Xabier.

Io non sono bello e misterioso come lui.

Però non ti avrei mai fatto una cosa del genere.

Lucia, io... Non so come dire.

Ho bisogno di dirti esattamente che cosa provo per te.

Mettiti seduta, per favore.

Vieni.

Lucia, io...

Ho continuamente pensieri belli per te.

Non voglio dire amore.

Non voglio spaventarti.

Ma voglio che tu sappia che per me, sei sempre stata la donna perfetta.

Di te mi piace prevalentemente tutto.

Mi piace come ti muovi...

..come tocchi le cose.

Invidio moltissimo le cose che tocchi.

Invidio la forchetta, invidio la tua borsetta.

Invidio soprattutto il tuo rossetto.

Invidio tutto.

Non spaventarti. Non voglio nulla, Lucia.

Volevo solo dirtelo.

Stiamo sempre insieme, tutti i giorni.

Ho ancora tanto tempo da passare con te...

..a guardarti.

Voglio viverlo così, vicino a te senza...

Senza grandi pretese.

Un solo desiderio.

Mi dai un bacio?

Solo per potere dire a me stesso: "Hai visto?"

"Hai aspettato tutta la vita, ma alla fine Lucia ti ha baciato."

No, Amedeo, ti prego! Cazzo, siamo amici, non roviniamo tutto.

- Roviniamolo! - Non roviniamo tutto!

VIBRAZIONE DEL CELLULARE

- Pronto? - Amore, che fai? - Corrado!

- Che ore sono? - È tardi, ma volevo sentire la tua voce. - Stai bene?

- È successo qualcosa? - No, niente. Volevo solo chiederti una cosa.

- Tu mi ami? - Che domande!

Certo che ti amo.

- Così mi fai preoccupare. Corrado, che hai? - Non ho niente.

In questi giorni, con la storia di Amedeo mi è...

Mi è venuta un po' di tristezza.

Volevo sentirtelo dire.

Buonanotte, amore. Mi dispiace di averti lasciata sola in questi giorni.

- Che fai domani? - Pensavo di andare due giorni da Maria Grazia, a Norcia.

Corrado. Corrado, ci sei?

- Sì, ci sono. - Ti voglio bene.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Dio mio! - Sai che mi è tornata la voglia?

- Sono le tre di notte, stai buona. - Dai! - No. - Dai!

- Mi hai rotto il cazzo, dormi! - Quanto sei maleducato!

- Com'è andata con la signora? - Tralascio i particolari perché è stata una merda.

Meglio non raccontarti.

- Tu con la pianista? - Per carità, non ne parliamo!

- Disastro? - Lascia perdere. (Umberto) Ciao, Lucia. - Ciao.

- Che hai? - Ci sono andata a letto. - Con chi? - Con Amedeo.

- No! - È venuto in camera e mi ha fatto la dichiarazione d'amore.

- Mi ha fatto pena e... - Spero che tu, in questa cazzata, gli abbia detto la verità.

- Non gliel'hai detta? - No. - Allora sei una zoccola!

- Poi parlate di mia moglie? - Ho fatto una stupidaggine.

Voleva un bacio, gliel'ho dato e siamo andati oltre. Sono molto fragile per Xabier.

- Sta arrivando Amedeo. - Non voglio incontrarlo. Vado alla Spa.

- Ora non vuole incontrarlo! - Buondì! (Umberto) Buondì, Amedeo.

(Corrado) Buongiorno. - Come stai? Bene, no?

- Scusa per ieri. - Non preoccuparti. - Davvero scusami. - Non preoccuparti.

- Vuol dire che siamo tutti cornuti. - Sì.

Ho passato una nottata straordinaria.

- Perché? - Ho fatto sesso con Lucia. - No!

A letto è una furia! È scatenata! Sarà venuta quattro o cinque volte.

Con te?

Sapete che quando viene, morde?

- Sono pieno di lividi. - Ora è un vampiro? Dai!

- Dov'è andata? - Ha detto che andava in farmacia.

(Umberto) Deve essere uscita... - La raggiungo. - "Quando viene, morde".

- Questa vacanza è diventata surreale! - Ho sbagliato tutto.

L'idea di tornare in quella casa mi terrorizza. Stavolta ci avevo creduto.

Tanto è colpa mia. Mi innamoro sempre di perfetti imbecilli.

Non parliamo dei sensi di colpa.

Il rapporto con mia figlia mi ha distrutto.

Mi sento un padre fallito. Non riesco ad avere rapporti con lei.

Ho capito, ma fai qualcosa.

- Che faccio? - Prendi un'iniziativa. - Non c'è comunicazione!

Credo che mi detesti come padre. Per me è un fallimento totale.

(Umberto) Non so da dove cominciare. Ho sbagliato tutto. (Corrado) Io che faccio?

Mi separo? Dico a mia moglie che so tutto? Che faccio con il radiologo?

(Umberto) Per favore! Era uno scherzo di Amedeo.

< È un contro scherzo.

< Falla finita!

Avete ordinato gli Spritz? Eccoli qua freschi, freschi.

- Accomodatevi. Ho prenotato la lezione di snorkeling alle 17. (Umberto) Sì.

- C'è anche il bananone. Lo facciamo. (Umberto) Io lo dico.

Vieni qua. Siediti.

- Siediti. (Amedeo) Che succede?

Allora, guardami. Questa non è una vacanza.

- È una grande vacanza. - No.

Noi ti abbiamo seguito perché volevamo parlarti con calma.

Potevamo farlo a Roma, ma pensavamo che così sarebbe stato meglio.

Abbiamo sbagliato. Tu hai delle analisi cliniche disastrose.

Purtroppo hai un glioblastoma che, come sai, è uno dei tumori più aggressivi.

Però noi siamo qua per supportarti con vera amicizia, affetto e amore.

Cercheremo di trovarti il migliore specialista che ti segua in questa cosa.

Non posso crederci. Era tutto troppo bello.

Mi avete portato qua, mi ci avete fatto credere e poi la zampata finale.

Che belle facce contrite avete! Ma questo scherzo non vi è riuscito.

- Questo scherzo non è bello. - Amedeo, non è uno scherzo. - Ancora?

Ancora?

Che vi ho fatto di male per torturarmi così?

Questo è uno scherzo di merda! Siete degli stronzi!

Anche tu, Lucia. Da te non me lo aspettavo.

(Umberto) Gliene abbiamo fatte troppe.

Ecco il risultato. Adesso come facciamo?

Come facciamo?

Mi è venuto di dirglielo, non resistevo più. Appena ha parlato del bananone.

Ma quale cazzo di bananone?

SQUILLI DEL CELLULARE

- Ciao, papà. - Ciao, Tina.

Sono felice per questo messaggio.

Io vorrei che tu appoggiassi le mie idee e mi dedicassi un po' di tempo.

Io ti voglio bene, papà.

Anch'io ti voglio bene, tanto.

Grazie.

(Umberto) Mi dispiace.

Quanto mi rimane?

Cerchiamo di fare un tentativo. Conosco un primario a Boston...

Quanto mi rimane?

Qualche mese.

Sarebbe stato meglio se fosse stato uno scherzo.

Cazzo, che botta!

Io devo fare ancora tante cose.

- In questi casi, come si fa con il mutuo? - Che c'entra il mutuo? Facciamo una cosa.

A Stoccolma il professor Larson sta studiando un nuovo monoclonale.

Non voglio fare sperimentazioni. Conosco bene la trafila dei malati.

- Adesso io voglio solo capire... - Che fai?

- Come fare per godermi questi ultimi mesi. - Che fai? - Tu mi aiuti, vero?

- Entra dentro. - No, voglio stare fuori tutta la notte. Voglio cominciare subito.

- Entra, dai! - No, voglio cominciare subito. Devo pensare...

- Hai mai fatto l'amore con una cinese? - Con una cinese? No.

- In generale con un'asiatica? - No.

- Nemmeno io. - Dove trovo una cinese?

- Non mi sono mai buttato con il paracadute. - Ora non hai il paracadute.

Facciamo una cosa. Scendi da qua.

Vieni dentro . Forza!

- La droga, Umberto! - La droga?

Io ho provato tutte quelle dell'anestesia.

- Ma la cocaina, per dire. - Sì. - Hai mai provato la cocaina? - Siediti.

- Diamo... una botta di coca. - Che c'entra?

- Droghiamoci, insieme. Ci droghiamo insieme? - Dai!

- Ci droghiamo? - Entra. Che dici? Siediti qua, forza.

- Umberto. - Dimmi.

- Tu stai con me? - Certo.

Fino alla fine?

Sì.

- Ora vorrei rimanere solo. - Certo. - Ho un mal di testa che non passa.

Vuoi delle gocce per stare più tranquillo?

Vabbè, ci vediamo domani. Ciao.

- Umberto. - Dimmi.

- Sei sicuro che non c'è un'asiatica nei paraggi? - Un'asiatica?

- Una leggera preferenza per la cinese. - Devo andare a Otranto e chiedere.

- Forse a Bari, non lo so. - Fino a Bari!

Cercheremo la cinese.

Tu le avevi lette?

Lo sapevi?

È stata un'idea di Umberto.

- Io devo morire e andiamo in vacanza? - Io non ero d'accordo, ma tu non morirai.

- Ho paura, Lucia. - No!

Non fare così. Su, non fare così!

- Tranquillo, troveremo la terapia giusta. Umberto si sta impegnando. - Ho paura!

- Stai tranquillo. - Ho paura! - No, però devi levare la mano. - Dai!

- Abbiamo già fatto la stronzata. - Dai! Facciamone un'altra. - No!

- Stavolta è l'ultima. - Ti prego, no!

- Dai, dai! - Oddio!

- Se vuole controllare. - Grazie. - Io ho preso un succo di frutta. - No.

- Dai, Umberto. - Non dovete fare niente. - Grazie.

- Amedeo? - Boh! - Stamattina non l'ho visto a colazione.

- Nemmeno io. - Neanche io.

- Chiama il dottor Lasalandra in camera? - Il dottore è uscito più di un'ora fa.

- Dove andava? - L'ho visto dirigersi verso gli scogli. - Gli scogli?

- Dio. - Lascio tutto qua, bagagli compresi. Torniamo subito. - Prego. - Grazie.

(Umberto) Agli scogli? (Lucia) Andiamo.

(Corrado) Ha fatto una cazzata?

(Umberto) Oh!

- Guardate là! (Corrado) Che ha combinato? (Lucia) Dio!

(Corrado) Dio santo!

Questa è la camicia sua!

(Amedeo dall'altoparlante) Tenetevi forte, signore e signori.

< Stiamo per essere al cospetto di uno dei posti più suggestivi e belli...

..della costa adriatica meridionale. La Grotta della Zinzulusa.

È un posto incantevole con un probabile campo magnetico dove i poli si attraggono.

Infatti, se guardate bene, lì, al centro...

..potete scorgere tre stronzi che sono stati attratti.

Li vedete lì, in piedi, ammutoliti.

Trattasi di tre stronzi "sui generis". Li descrivo.

Al centro, probabilmente il loro capo, il professor Umberto Gastaldi.

È un eccellente chirurgo, noto per essere il padre della sirenetta...

..che mostra le chiappe in televisione.

Un grande applauso, signori.

Più forte!

Basta così. L'altro esemplare maschile è Corrado Pezzella.

È il suo assistente, particolarmente leccaculo e molto amante del tartufo.

Applausino. Basta, non merita di più.

Ora vorrei una grandissima ovazione per l'esemplare femminile.

Lucia Santilli, ferrista e grandissima gnocca.

È molto generosa sessualmente.

Un'ovazione, signori! Viva Lucia!

(insieme) Lucia! Lucia!

Grazie.

(Amedeo) Basta. Ora vediamo...

Vediamo se riesco a stimolarli.

Luminari!

Davvero credevate che io potessi morire così?

Gianluca, il radiologo, mi ha dato le analisi che avete visto.

Sono di uno che è morto due anni fa. Quel falegname di Terni fallito.

(Amedeo) Ricordate? Quello con la moglie "bona". Io non ho niente.

< Anche il colesterolo si è abbassato.

Adesso? Come la mettiamo?

Che cosa si prova a passare per fessi?

(Amedeo) Nessuna reazione?

Volevo solo comunicare ai miei illustri colleghi...

..che per me adesso il conto è pareggiato.

Ripartiamo da zero, se siete d'accordo. Chi tace acconsente. Grazie.

Capitano, invertiamo la rotta!

Continuiamo lo straordinario giro...

..su questa costa strepitosa!

"Vamos, amigos!"

Io gliel'ho data pure stanotte!

- Allora la storia di mia moglie non è vera. - No, quella è vera. - Sì?

Da una parte sono sollevato, però... Però è un figlio di mignotta!

Mamma mia!

(Umberto) È pronto il paziente? (Corrado) È in fase di pre-medicazione.

Gianluca, l'ernia inguinale è un'operazione di routine.

- Quindi te la fa Corrado. - No! - Buongiorno.

- Come va in Umbria? Il tartufo cresce? - Il tartufo?

(Amedeo) Procediamo con l'induzione. (infermiera) Sì. (Amedeo) Conta, Gianluca.

- Dieci. - Dieci. - Nove. - Nove.

- Otto... - Quanto anestetico gli metti? Peserà 75 Kg, ne hai messo il doppio!

- Non voglio il morto per ernia inguinale. - Il morto? Che dici?

- È in ipotensione, sta desaturando. - Desaturo!

(insieme) Conta! Tre, due, uno.

(Corrado) Eccolo! È andato. (Umberto) Si è addormentato.

Era complice tuo, Amedeo. Quindi dovevamo farlo anche a lui.

- Ecco. Operalo tu. (Corrado) Veramente? - Sì.

Allora datemi una sega, la fiamma ossidrica e ci siamo.

Sottotitoli Laser S. Film s.r.l. - Roma

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.