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Original subtitles

MUSICA IN SOTTOFONDO

PAROLE NON UDIBILI

PAROLE NON UDIBILI

FRENATA E RUMORE DI VETRI INFRANTI

RINTOCCHI DI CAMPANE

< (suora) Grazie Silvana, lei è sempre così premurosa.

Si figuri.

Arrivederci.

< Eminenza, mi faccia il movimento dell'offertorio.

Tira? Guarda un pò Carmine. Va bene?

Allora, facciamo adesso il gesto della Comunione.

- Hm? - Tira, sì.

- Com'è che tira? - Com'è Guglielmo?

Con suo padre bastava solo una prova!

Eminenza, però se Lei mi prende un chilo a settimana,

- pure io, come faccio? - In un mese avete preso quattro chili!

- E vabbè, provvederò... - Deve, eh!

- A proposito... - Sì. - Per questa sera, tutto apposto!

- Grazie, grazie di cuore! - Buon anniversario. - Grazie.

- Quanti anni sono, 20? - Sono 25 anni di matrimonio,

ma ci amiamo come se fosse il primo giorno.

- Ah, sono contento. - Grazie. - Eminenza?

Ci onorate di una vostra santa benedizione?

Lo desidero da tanto tempo!

Una benedizione non si nega a nessuno.

< Grazie Eminenza.

Ego benedico vos in nomine Patris et Filii, et Spiritus Sa...

STRAPPO - Eh no, eh.

- S'è strappata la manica. - Se era cotonata co... - Carmine!

Eminenza, basta con le mozzarelle di bufala!

Lo dico anche per il suo colesterolo, il suo fegato e il suo peso.

La prego, dica a suo fratello di piantarla. Scusi, eh!

< (Guglielmo) Ma non dici niente Lidia, eh?

- Grazie, Guglielmo. - Non è bello?

- Grazie. - Grazie.

Qua cena soltanto l'alta gerarchia del Vaticano.

E la cosa mette anche un pò di soggezione.

Sì, però è un grande privilegio.

No! Aspetta, aspetta, fermati.

No quella.

Guarda... là.

Guarda un pò, c'è una sorpresa.

- Guarda un pò. - E chi è?

Padre Martinez, il gesuita che ci ha sposato.

- Ma non era morto? - No, quello è Frate Angelico

che è morto di ebola in Gambia. Quello cresimò Serena.

- Quello che racconta le barzellette? - Sì, ha quell'hobby là...

< - Evviva! Evviva! - C'ha sto difetto, però è simpatico.

- Evviva padre, evviva! Come sta? - Guglielmo!

Grazie tanto per esser venuto, è stato veramente molto carino.

- Ricorda mia moglie... - Ah, sì.

Come no! Lidia. Che splendore!

- Eh, sì. - Ah, grazie davvero.

Che meraviglia ritrovare una coppia esemplare come voi,

- che dopo un quarto di secolo

ancora si ama... - È vero.

- ...come il primo giorno.

- È vero.

Che bello.

Posso? Grazie.

- Si accomodi un attimo. - Giusto, giusto per...

...un momento fugace, che devo... - Prego.

È già un onore che sia venuto.

< - Ad accettare il mio invito. - Grazie. - Grazie a Lei.

Parentesi laica.

Questa me l'ha raccontata il mio padre confessore.

La barzelletta!

< Lo sapevo... dica.

- Una mela e una pera si vogliono sposare. - Sì.

Il giorno delle nozze il prete dice:

"Tu mela vuoi sposare pera?",

e lei dice: "Sì" e il prete:

"E tu pera vuoi sposare mela?",

e pera dice: "Sì",

e il prete: "Vi dichiaro macedonia".

- Ma è molto carina, molto carina. - Mace... ahahah!

È raffinata, è raffinata dai, è carina.

LAMENTI - No, no, no.

Ma che cos'ha, che succede, sta male?

< - Un pò di enfiseuccio. < - (cemeriere) Vuole un pò d'acqua?

< (Guglielmo) Tossisca.

< Meglio... questo è un enfisema, però, eh? Deve farsi visitare.

- Ah sì eh? < - Eh, sì.

- Ho perso l'auricolare. - Dov'è l'auricolare?

- È caduto qua. - Non lo so dov'è. - L'auricolare.

- Nella mia minestra. - Nella tua minestra?

- ...il mio auricolare dov'è? - Eccolo qua, stava sul tavolo.

- Grazie. - Ma per carità.

< ( padre Martinez) Adesso... sì!

- Lidia, ma tu non mangi? - Sì, certo io...

< - Ma guarda che è tutto biologico. - Si sente.

< Padre Martinez, che sorpresa!

Eccellenza, Monsignor Galasso!

- Vogliate scusarmi, con permesso. - Prego, ci mancherebbe altro.

< - Che piacere rivederla. - Oh!

Lidia, facciamo una cosa:

- prendi il mio dai, dammi il tuo. - Non ho più fame.

- Sta male che la gente ti guarda e non mangi, dai. - Mi fa schifo.

Fà una cosa, tu prendi il mio, io prendo il tuo.

Non l'ho toccata, su forza.

Cazzo, Guglielmo.

Ma che hai Lidia? Che hai?

(sussurrando) Io non ne posso più! Adesso tu mi ascolti.

È da un anno... che io mi vedo con un'altra persona.

- Eh? < - Fermi così!

Voglio un bel ricordo di questa meravigliosa coppia!

Su, un bel sorriso eh?

< Ah!

Scommetto che è Polverini, l'amministratore.

- Piantala. - Pistolesi, il ginecologo.

- Stai scherzando? - Venuti, il farmacista.

Oh! Il farmacista, il ginecologo, l'amministratore di condominio...

...ma Guglielmo mi vedi?

- Ma che idea ti sei fatto della mia vita? - Io ho il diritto di sapere

- chi è questa persona. - Silvana.

La nostra commessa?

- In che senso Lidia? - Nel senso che sono lesbica.

BOTTO - Ah!

- Ma che vuol dire lesbica? - Fabrizio!

Tua madre ha una relazione con la mia commessa,

- ed è una cosa normale? - Semplicemente,

mamma ha scoperto di essere lesbica.

Non voglio sentire quella parola!

Non pronunciare per favore quella parola, mi dà fastidio.

Lesbica?

Ma sto ragazzino proprio qua deve stare?

- Ruggero fa una cosa, portalo a casa e io... - A casa!

- ...dopo prendo un taxi. - Non è serata.

Io sono sconvolto dal tuo menefreghismo.

È una questione di decenza!

Quindi per te essere lesbica è una cosa indecente?

Dimmi la verità: tu lo sapevi di mamma,

mamma ne aveva parlato con te.

Dice la signora se viene di là un attimo.

- Anche io? - Lei no.

"LA STAGIONE DELL'AMORE" IN SOTTOFONDO

- Prego dottore. - Grazie.

- Prego dottore. - Grazie.

- Come sta? - Mah...

- Buon appetito. - Grazie.

METTE IN MOTO

Grazie, le faremo sapere. Grazie mille.

- Mani sudate? - Ammazza. Mi sembra di aver toccato un'orata.

Poi non sa l'inglese, non sa il francese,

dice: "Programmo il Javascript",

- ma che ci facciamo col Javascript? - Dottor Guglielmo, scusate.

Forse vi dovreste un pochino adattare.

Sono mesi che stiamo senza commessa.

Io tengo due mani sole!

Ma è colpa mia se l'Italia è un paese di scienziati?

Poi vengono qua e non sono in grado di distinguere

un'icona da un ex voto. Non si arriva.

Vedrete che anche oggi non troveremo nessuno,

- ne sono convinto. < - (Rita) Permesso, si può?

Venga. Dottore...

Ah, è qui per l'annuncio? Il suo nome?

- Questo è il mio curriculum, è scritto tutto qui. - Grazie.

Rita Sardaro, esperienze Collegio Santissimi Quattro,

Congregazione Terra Santa. Ma lei è una suora laica?

Ah.

Parrocchia Santi Urbano e Lorenzo,

formazione Dottorato di ricerca in Arte sacra

e laurea magistrale in Beni Culturali, però!

Quella è una Madonna russa del XVII secolo.

L'ho comprata in un antiquario a Bruxelles.

Qui di russa c'è solo l'insalata dentro a quel tramezzino.

- Cosa intende dire, scusi? - Non si dovrebbe mangiare in negozio.

Vabbè, io comunque stavo parlando dell'icona.

È bulgara. Scuola di Zograph, circa 1630.

Lo vede il panneggio della Beata Vergine?

Ma lei sta scherzando?

Io non scherzo mai sulla Beata Vergine.

Io la devo ringraziare, forse anche abbracciare...

...lei veramente mi ha...

Io non ero mai stato convinto della provenienza di quell'icona

e lei mi ha aperto... grazie.

Senta, io ho un occhio clinico: per me lei è assunta.

Ecco, io preferirei di no perché ho un ritiro spirituale

per un mese al Convento di Santa Caterina di Faenza.

La attenderemo. Vedo professionalità e serietà.

Bene. Allora attendo il contratto via email.

- Benvenuta tra noi. Grazie. - Arrivederci. - Arrivederci.

Perché fai quella faccia? E autorevole e preparata.

Tu hai visto il disastro che abbiamo incontrato questa mattina?

In più è pure suora laica eh, non ho capito.

Buon pranzo, ci vediamo alle tre e mezzo.

Dottor Guglielmo, scusate, siete proprio sicuro

che non volete venire al battesimo con noi?

Ci sta pure la cugina di Torre Annunziata,

quella è ancora signorina, così vi divertite un pochetto.

Antonietta, grazie mille veramente, però questo fine settimana

preferisco rivedere un pò la contabilità, che sono rimasto indietro.

Mi saluti tanto sua cugina e la ringrazi.

- Però mi raccomando, non ci pensate troppo. - Vabbè.

- È andata così, eh?

- È andata così.

- Tanto il tempo guarisce ogni ferita.

- È vero.

- Aspetti, aspetti, aspetti! - Dove va, è chiuso!

L'esercizio è chiuso, signorina, per cortesia.

- Forza. - Lei è padre Guglielmo? - No, io non sono padre.

(con accento romano) Sono venuta per l'annuncio.

- Il posto è già stato assegnato, mi dispiace. - Ammazza!

- Caruccio qua eh, bello! - Sì, caruccio. Forza.

Guardi che questa non è mica una chiesa, eh?

Oddio, che figuraccia! No mi scusi, guardi

è che io quando vedo le Madonne, non ci capisco più niente.

Senta, è il mio momento di pausa, io dovrei andare a pranzo.

Padre, la prego, vengo da Tor Tre Teste

mi faccia fare almeno il provino! Guardi.

Ho pure il curricula! Eccolo qua, vede.

- Lidia Lu Lu Luna? - Sì.

Luna Cecconi. Scusi ma è scritto a penna!

E lo so, perché mi si era rotta la stampante.

Però solo da questo lato.

Che dice, sono assunta?

Non si capisce niente qua.

Senta, esperienze commerciali che lei ha già fatto?

- Allora sì, beh ho fatto tre mesi al bingo. - Al bingo?

- A Mostacciano, tutta gente di un certo livello. - Certo.

Poi ho fatto due mesi la modella per un cartonato a Centocelle.

Ah, poi ho lavorato a quel palazzetto,

quello vicino al Colosseo, quello dei preti, dai...

- La Biblioteca Pontificia Antoniana. - Bravo, quello dove fanno I'happy hour.

- Allora non è quello. - Poi me ne sono dovuta andare,

perché al proprietario un pò "je ribolliva", capito.

Senta, lingue scritte e parlate?

Beh, l'inglese lo mastico.

Eh, lo vedo, sì. Sentiamo un pò la pronuncia?

Sì, allora hamburger, all inclusive, bancomat, bed & breakfast.

- Taxi, hotel e metro drive in. - Sono assunta?

- Io posso cominciare pure da subito. - Si riprenda il suo curricula.

Io capisco la situazione dei giovani oggi,

- però il posto è stato assegnato. - Oddio, zitto un pò.

- Che è? - No, ma che davvero? - Che c'è?

- Mi sa che mi sono venute. - Chi è venuto?

Ma che per caso lei ha un assorbente?

- Ma mica è una farmacia questa! - Guardi non mi dica niente.

Me li deve andare a comprare, è un'emergenza.

Ma ci vada lei a comprarseli, che devo andare io?

Allora questi sono i soldi, tenga. Dove sta il bagno?

- Dritto, dritto. - Ecco.

Ah signore, con le ali eh! Mi raccomando.

Senta, non tocchi nulla!

Non apra i cassetti, non tocchi le teche, non tocchi niente.

Maledetto me. Porca pupazza.

- Ne abbiamo preso abbastanza? - Sì.

- Lidia! - Oh, Guglielmo. - Ciao.

LIDIA RIDE

No, no non sono per me, è una commissione che ho fatto.

- Lo spero bene. - Come stai?

Lidia, io non faccio che chiamarti, ma non mi rispondi mai.

- Ma una sera di queste stiamo a cena insieme? - Perché?

Per parlare, per confrontarci, è stato tutto così violento.

Sono 25 anni che non ci parliamo, dobbiamo farlo proprio ora?

Dammi retta, diamoci ancora un pò di tempo...

Lidia, io sto malissimo, credimi.

Devo andare, mi dispiace.

- (Lidia) Ah! METTE IN MOTO

393888 pure!

Ma che mi stanno fregando Madre Teresa?

(Guglielmo) Ma che fate? Fermatevi! Fermi un pò!

- Che vi rubate? Fermi un pò! - Ma no, signor Guglielmo!

Tranquillo, mica l'hanno rubata, l'ho venduta, ecco qua.

- Ma così ti hanno pagato? - Sono russi!

Sei riuscita a vendere la Madre Teresa? Erano 10 anni che non ci riuscivo.

- Ma perché, era Madre Teresa? - Sì, lo scontrino l'ha fatto?

- Che è matto, così ci fanno pagare una cifra di tasse. - No!

- In questo negozio si fa tutto in maniera regolare. - Vabbè.

Ha capito? Mai più, ecco.

- Vabbè. - Senta, ma lei non aveva un'emergenza?

Ho capito, lei c'ha messo mezz'ora

io mi sono dovuta arrangiare. Anzi, a proposito...

Bisognerà che ricompriamo la carta igienica in bagno, è finita.

- Ricompriamo, dobbiamo, andiamo... - Vabbè, perché...

Signorina, forse non ci siamo capiti. SQUILLI DEL CELLULARE

- Aspetti un attimo. - Il posto è stato assegnato. - Licia!

Aspetta che ti richiamo dopo, sto un attimo impicciata

col principale mio. Dai, ciao.

Quale principale? Lei non è assunta.

Cioè? Già mi sta licenziando?

Ma quando mai l'ho assunta io?

- È perché non parlo le lingue straniere, ve'? - No!

A me quello che mi preoccupa è l'italiano.

Vabbè ho capito, è sempre la solita storia.

Si asciughi.

Una bella ragazza come lei, poi il posto lo trova, non ci metterà tanto.

RUMORE DAL NASO

Grazie... me lo diceva pure l'ex mio:

"A Luna non ti preoccupare!".

Poi mi ha lasciato il giorno dell'anniversario,

e mi ha lasciato pure in un mare di guai.

Quell'infamone.

Vabbè, sta in buona compagnia.

È stato lasciato pure lei?

- Mia moglie mi ha lasciato per una donna. - Eh?

- Mi ha lasciato per una donna. - Vabbè, è lesbica!

Per cortesia, è già tanto umiliante per me, parli piano.

Signor Guglie', venga qua, mi abbracci dai.

Ma non si preoccupi, guardi, meglio così.

Non ci meritavano quelli.

Senta, io sto per dirle una cosa della quale forse mi pentirò.

Io la assumo per un mese, con una preghiera. - Davvero?

Mi stia ad ascoltare.

- Di parlare meno dialettale. - Grazie, signor Guglie'!

- No, buona, buona! - Grazie, è un mito!

- Basta, si fermi per favore. - Un mito... grazie.

< - Buongiorno. - Sorelle, che vi serve?

Volevamo delle pettine.

Ma pèttine, o le pettine proprio?

Le pettine, pettine.

Ah vabbè, mi segua, che mo' le troviamo.

Che sono ste pettine, boh?

Le pettine stanno nel terzo cassetto a sinistra.

< Senta, ma ha provato a trovarne un'altra?

- Ma di che cosa? - Di donna no? - Ma perché?

Guardi, io fossi in lei, proverei con la zumba.

Ha presente? La zumba sono balli quelli sudamericani?

Là ci stanno un sacco di tardone

e secondo me una bella sessantenne la trova.

Ma io non voglio una sessantenne,

io voglio riprendermi mia moglie.

Allora sua moglie, signor Guglielmo mio,

non la trova perché ha preso un'altra direzione.

Quindi, ci dobbiamo organizzare.

Peccato che c'ha sto problema che è cardiopatico e iperteso...

- Ma quando mai? - Sennò ci stava quella cosa

che si suda una cifra, come se chiamava, il bikram yoga.

Secondo me là una bona la trovava, mannaggia.

Senta, ma perché lei non lascia decidere a me della mia vita?

- Perché si impiccia tanto? - Io la volevo aiutare.

- Comunque lei... - Non mi sta aiutando.

...è noiosissimo. Neanche il gelato si è preso, dai.

Mi vuol far sentire male? Io sono intollerante al lattosio.

- È senza speranza eh? - Sarò senza speranza.

Vabbè.

Però dove non c'è speranza, ci sta...?

- Loveit, eh. - No, io non prendo medicine,

- non prendo antidepressivi, ansiolitici. - Ma che medicine!

È un'applicazione per socializzare, no?

Dai, anzi, mi dia il telefono che gliela installo subito.

- No, che mi installa? - Senta, tranquillo.

Scegliamo solo donne di classe, raffinate, aristocratiche,

come piacciono a lei, dai su.

Guardi che io sono una persona molto conosciuta a Roma.

- Sì. - E non mi va di finire in pasta dappertutto.

Scusi, io devo uscire che ho il mal di mare su sto barcone.

Quant'è scusi?

< (Guglielmo) Ha lasciato la borsa.

Comunque lei è una persona molto invasiva, lo sa?

Senta, ma guardi che bel profilo che gli ho fatto.

Gli ho calato l'età di dieci anni, vedrà le donne domani così.

- Ma che ha fatto? - Che carino! Ma che è un castorino?

- Ma quello è un sorcio, oh! - Che fa, ci punta?

No, no, andiamo via. Via, via, via!

MUSICA IN SOTTOFONDO

SEGNALE DI LINEA LIBERA

Messaggio gratuito.

Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile.

SUONO DAL CELLULARE

MUSICA

LA MUSICA SI INTERROMPE < Scusi, eh?

Ha scambiato questo negozio per una discoteca?

< - Oddio... - Mi faccia capire. - Mi scusi.

- Credevo di stare da sola. - Dotto', non è stata una scelta felice.

- È diventata la padrona. - Lei mi fa da sfollagente!

Via quei trucchi, per cortesia.

Poi, non si può presentare tutta scosciata!

- È una questione di decenza! - Scusi.

CLACSON - DHL.

- Buongiorno. - Eccoci qua, come va?

< - Ho una spedizione per Pantalei. - Sì, grazie.

Oh!

- Che ci fate qua? - I soldi? - Ci sono novità? - Ancora no.

- Se mi può confermare i dati. - Sì.

- Guarda che finisci male. - Ma io che c'entro?

Ti devi sbrigare, hai capito?

< - Mortacci... < - Luna, gli interessi si alzano.

- Ok, possiamo procedere con una firma, per favore? - Sì.

Grazie.

Carmine... sono arrivate le papaline!

- Una firma, per favore. - Certo.

- Benissimo, grazie. - A lei, arrivederci.

- Che succede? - Niente.

- Che ha? - No, sono gli ormoni.

Quella musica non va messa in un negozio di arte sacra.

- Soprattutto quel tipo di musica. - Ha ragione.

Ecco.

RINTOCCHI DI CAMPANE

MUSICA IN SOTTOFONDO

7.000...

Questo gruppo di quattro croci è molto interessante.

This group of four crosses is very interesting.

- Vengono da Arezzo. - They come from Arezzo.

E particolarmente bella è questa croce...

SUONO DAL CELLULARE - che ha un rubino al centro.

Especially beautiful is the che in the middle.

Queste quattro pissidi vengono da un'industria di Vicenza.

This come from a company in Vicenza...

E da un... scusate, da un'industria di Vicenza.

Sorry, eh, mea culpa.

Particolarmente interessante è questa qua, centrale.

< Guardate bene gli intarsi come sono perfetti.

Vorrei adesso far vedere a Sua Eminenza

un tabernacolo che per me è particolarmente prezioso.

Allora, tutto a posto. Mi sono messaggiata con Letizia.

- Ma chi è Letizia? - Letizia, la sua conquista di Loveit.

- Ma che già se I'è dimenticata? - Ma si faccia gli affari suoi!

Stia tranquillo, senta qua: 40 anni, capricorno,

ama la grappa, lo sci di fondo,

le piacciono le poesie di Bucouoski, Kubouoski... boh!

Bukowski, un poeta maledetto che lei non può conoscere, vai.

Non le dica che lavora in mezzo ai preti,

che a quella me l'ammoscia subito.

Poi invece di dire arte sacra, le dica arte.

- Al momento opportuno, glielo dirò. - Ma quale momento!

- Quella la aspetta stasera a casa sua! - Stasera?

- E che ci vado vestito così? - Ecco, appunto.

- Mi da un'oretta e mezza? - Per fare cosa?

Io la cambio da così a così. Se fida?

- Mi fiderò... MUSICA IN SOTTOFONDO

No, no, no, no.

Ma ti vedi? Sei perfetto.

PAROLE NON COMPRENSIBILI

Oh, questa meglio, sì.

Bella... precisa.

- Ma è sicura che sto bene? - Ma non si vede?

È fichissimo!

- Guglielmo! Benvenuto! - Che c'è Gianfranco?

- Chi? - C'è Gianfranco?

- No, qui non c'è nessun Gianfranco. - Scusi, ho sbagliato civico.

Zia, ma non l'hai fatto entrare?

No, ha detto che ha sbagliato civico cercava un certo Gianfranco...

- Ma va, te l'avevo detto che avrei aperto io no? - Ahhh...

- Guglielmo? - Sì?

- Che fai scappi? - No, è che... - Piacere, Letizia.

- Piacere, Guglielmo. - Andiamo a bere una cosa?

- Ti va? - Sì, volentieri. - Andiamo! - Sì.

Ma ti sei calato l'età sul profilo.

- Perché, che hanno scritto? - 46.

- Me l'hanno fatto scrivere. - Però sei un tipo!

Grazie.

LETIZIA RIDE

Oddio... fammi capire.

L'anno scorso tua moglie ti ha lasciato per una donna...

RIDE

...e tu stai ancora patendo come un cane?

- Vabbè, più o meno. - Oddio, mi sento male.

Senti, ma non ti farà male tutto sto vino?

Ma figurati, son veneta, reggo!

E dimmi un pò una cosa:

ma tu hai sempre vissuto a Roma?

- Io, sì. - Questa città è una puttana!

Non se ne può fare a meno!

"E daghe de taco, daghe de punta, quanto è bona sta sora Assunta,

- tira la corda, tira la sega!" - Buonasera, buonasera.

- Ma è buonasera o buona sega? - Buonasera.

Lo stornello dice buonasera, no buona sega.

La cucina sta chiudendo, posso portarvi qualcos'altro?

- Il conto di corsa! - Due grappe!

- Ancora? No per me no. - Sono sempre due, eh?

Non ti sbagliare!

- Bon, allora dimmi Gualtiero... - No Gualtiero, Guglielmo.

Guglielmo, Gualtiero, sei un romano noioso, eh?

Ma dimmi, dopo che vuoi fare?

- Dopo prendiamo un taxi e ce ne andiamo verso... - Ah!

- No, no! - Da te o da me?

No dai, con le unghie mi rompi il pantalone.

Dai su... no, scusa, ci conosciamo da un'ora e mezza.

Ma ci conosciamo a casa tua.

No, perché domani alle sei e mezzo avrei un treno per Milano.

Ma quanto rompi i cojoni tu, eh?

Sei proprio un rompicojoni patentato!

Dai, giusto il tempo di bere una roba!

Un'altra?

Questa magnifica deposizione,

è tradizionalmente attribuita alla scuola neoparmigianesca

facente capo a Fabrizio Santafede.

Mio padre, uomo di grande cultura,

volle andare alla genesi della tela

e interpellò un grosso critico.

Che guardando il quadro disse:

"Oh, ma questo è un Santafede!".

Tu dirai: ma ci sono delle influenze caravaggesche?

Non sbagli. Perché in quei tre angeli...

Ahia! Mi rompi il tendine.

Fai il bravo, Gualtiero.

Dimmi che hai il preservativo...

- Dovrei averlo. - Vai. - Sì.

MUSICA IN SOTTOFONDO

2001...

Letizia?

Letizia, c'è un inconveniente. Letizia?

Dove sta questa...

Leti...

Ma che dormi?

- Letizia? LETIZIA RUSSA

Letizia?

Dai, Letì!

Andiamo!

Andiamo!

Il fuoco!

Il fuoco!

Andiamo, svegliati!

Forza! Ho i nipotini, ho i nipotini, te ne devi andare!

Oddio...

SUONO DAL CELLULARE

Ma certo che ti do l'amicizia, bel fustacchione!

Meglio cambiare aria, va!

Sto vecchio impotente!

Signor Guglielmo, che le devo dire?

Dalla foto non mi sembrava una sfasciona!

Questa ieri sera si è fatta fuori due boccioni di vino,

se fosse andata al bagno si sarebbe attaccata pure al colluttorio.

Vabbè, le pare che su quattro match non ne troviamo una decente, dai!

- Questa Adriana sembra caruccia. - Per carità!

Questa manda continuamente messaggi erotici, pornografici.

Questa è una matta... no, no!

Ma poi l'idea di mettere un'estranea

al posto di mia moglie, a letto. Mi blocca psicologicamente.

Lei però sua moglie se la deve dimenticare!

Va al manicomio così, basta dai!

Piano, piano ci sto provando.

- Ah, ci sta provando? - Certo. - Gli faccio vedere una cosa.

Lidia: 26 chiamate in uscita, solo ieri sera!

Non trovavo il libretto d'istruzioni dell'asciugapanni.

Volevo sapere dove l'aveva messo, tutto qua.

Alle tre di notte? Dai, su!

Sorelle, siete interessate a questi...

Siete interessate a tutte e due? Eh... Antonietta?

Può venire per cortesia, un attimo?

- Le sorelle sono interessate ai due rosari. - Certo.

Sai cosa mi da tanto fastidio di lei?

Che ha sempre quest'aria da psicologa "de noantri".

Vabbè, io la volevo aiutare mi sto zitta.

- Basta. - Una domanda.

Come mai una ragazza così bella, slanciata, giovane come lei

non ha ancora un fidanzato?

Come mai sto fatto?

Non è per caso che pure lei è un pò... strana?

Pure? Ma lo sa che lei è proprio stronzo?

METTE IN MOTO

MUSICA IN SOTTOFONDO

< - Signor Guglielmo, ma che fa? - Mi ha messo paura!

- Chi ti ha detto che stavo qui? - Carmine.

- È successo qualcosa? - Facciamo pace?

- Dai. - Mi scusi per prima.

C'ho la mano... un pò sporca.

Mi scusi anche lei per prima.

Che bella sta moto, ma di chi è?

Questa è una 650, quattro cilindri, è della metà degli anni '80.

- Vabbè e di chi è?

< - È mia.

- Ma che si è rotta? - No, non si è rotta.

Però, quando c'è un rumore che non mi piace...

io mi distendo, è il mio relax: smontarla e rimontarla...

Mi rilasso così.

Senta, ha chiamato il segretario di uno, un certo...

...Bigono, Bagono, l'ha mai sentito?

- Il Cardinal Bekono? - Eh!

Ma è uno importantissimo, col Papa sta così.

E che ha detto?

- Ecco, sta cosa non si è capita tanto bene. - Come non si è capita?

- Parla questo, che è importante, e non si capisce? - Oddio, ma che ne so!

- Gli serviva un ferro, un ferramenta... - Un ferramenta a Cardinal Bekono?

- Feruccio! - Ma come...

- No, forse voleva dire un ferraiolo. - Ferraiolo, sì.

- Ma che è?

- È una mantella molto preziosa,

che si usa per le cerimonie di altissimo livello.

- Quelle aristocratiche. - L'aristocratico non c'entra niente col Vaticano.

Allora, bisogna prendere l'appuntamento,

- dare una bella pulita al negozio. - Guglielmo, lei non si deve preoccupare.

- Quelli già la stanno aspettando al Vaticano. - Quando?

- Ora! - Adesso? - Eh, sì.

Mi devo pulire allora, porca miseria!

- Si regga! - Sì, vada piano però!

Possibile che un ex motociclista come lei

- ha paura del motorino? - Ho avuto un trauma, purtroppo.

- Ah, vabbè. - Piano.

Non guidi a scatti.

Non si guida in quel modo e senza freni.

- È una follia! - Poteva guidare lei, allora!

No, io non guido da quando ho avuto l'incidente.

- Lo sa che conobbi mia moglie il giorno dell'incidente? - Mhh...

Ancora co' sta moglie, me la sta facendo diventare antipatica.

- Ma perché, è una donna invece... - Innamorata di un'altra donna. - Shhh.

Lei con questa cosa ci deve fare i conti, se la deve dimenticare!

- Silenzio! - È move on, voleva l'inglese...

Ci vogliamo far sentire da tutti?

Lei si ferma qua e mi aspetta.

- Non combina guai ed è composta, eh? - Vabbè. - Ferma!

- La aspetto qua, eh? - Sì.

Oddio... che grezza!

Madonna, non volevo.

Accidenti, che caldo oggi... eh?

Accipicchia.

Però... sei caruccio, eh?

Eminenza carissima, che piacere.

Che onore, veramente.

Lei chiama e noi ci precipitiamo.

- Veramente sono tre quarti d'ora che l'aspetto. - Ha ragione.

Purtroppo ci sono state due manifestazioni,

e i taxi erano introvabili.

Comunque, io le ho portato tutti i nostri migliori

tessuti per paramenti, come lei aveva chiesto.

Lo sai che sembri? Sembri uno di quei principi,

però non azzurri, quelli tutti colorati.

Una cosa di... altri tempi, eh.

Sì.

Lei ha una 54 mi pare, vero?

Ho capito, non potete parlare!

Però almeno una foto ce la possiamo fare?

Se la mando a Licia, quella guarda...

La voglio fare schiattare! Aspetta...

Bella così, bella!

Rimanga così.

Dai, fermo... ecco. Così è perfetto.

Molto bello questo di tessuto.

Niente male... no, aspetta che qua c'è il sole.

Ecco.

Ecco qua...

Poi chiaramente mi deve dire come vuole i bordini.

Ancora sono indeciso,

tra quelli in seta e quelli in oro zecchino.

Ci pensi con calma e poi ce lo fa sapere.

- L'importante è che cominci il lavoro subito. - Certo.

Il 2 del mese ho un incontro

con il Patriarca ortodosso a Sofia.

Guardi, a costo di lavorare fino all'alba,

le daremo il lavoro in tempo.

L'importante è che si ricordi di dirmi dei bordini.

- Va bene. - Grazie.

Grazie per la fiducia, grazie.

No, sono venuta con gli occhi chiusi!

La dobbiamo rifare, scusa un attimo.

Aspetta...

Scusi, ma cosa... importuna le persone che lavorano.

- Poi è una guardia svizzera, questa. - Sto facendo i selfie.

La scusi tanto, la perdoni.

Tanto non ti può rispondere.

Lei combina solo guai, eh?

- Senta, com'è andata?

- È andata benissimo.

Il lavoro è preso.

Gli è piaciuto il campionario, gli è piaciuto tutto.

Adesso gli faremo un ferraiolo, se... secondo me...

Ma dove sta?

Lei è proprio un pericolo ambulante.

- Forza, andiamo al negozio. - Allora, a questo ci penso io.

- Perché lei stasera ha da fare. - Che devo fare stasera?

Si è già dimenticato l'appuntamento di stasera?

- Quale appuntamento? - Raffaella 49! - No!

- Grande conversatrice, ama la natura, il twist, Dottor House. - No!

- No, no. - Sì, sì.

- Sì, signor Guglielmo. - No. - Lei si deve riesumare. - No.

Non la posso più vedere così morto, così depresso.

Io non sono depresso!

Ammazza, dai!

Se non è depresso lei...

E anche il sesto dottore è uno schifo!

- Uno schifo, capito? - Grazie.

Poi, sto professorone mi fa:

"Raffaella, questa è una rosacea non c'è cura,

se la deve tenere." E mi da delle pomate.

E che ho risolto? Sta zitto, niente!

Dopo un mese ero irriconoscibile.

Ero piena di bolle, ma brutte sai... tipo queste.

Così, tipo queste qua.

Però capito, pa, pa, Pa, P3,P3-

Così, belle polpose.

- Allora che faccio, do retta alla mia amica di Latina. - Certo.

E vado da questo vecchio dermatologo,

di cui si parla un gran bene, tra l'altro un bel signore,

molto a modo, eh. Appena mi vede mi fa:

"Ma chi è, chi è quel coglione

che ha parlato di rosacea. Signora questo è un lupus."

Capirai, io mi sono sentita morire.

Morire! Quattro mesi di cortisone mi ha fatto fare.

- Mi sono ingrassata 20 chili. - Sì, perché... - Sta zitto.

20 chili, una palla! E che ho risolto?

- Niente. - Sta zitto, niente!

Ma io dico... scusa mi passi il posacenere? - Sì.

Dico... ma se non è psioriasi,

se non è lichen planus, se non è fotodermatite,

solo una cosa può essere, no? Che può essere?

Sta zitto! Elettrosensibilità!

Infatti, da quando uso l'auricolare per telefonare,

guarda, ho una pelle da ragazzina, senti.

Vabbè, a parte che nell'orecchio mi è venuto una specie di eczema.

Un pò squamoso, no ma non si attacca, eh!

Cioè, non è ora perché ti tocco...

Scusa lo sfogo, scusa!

- Non della pelle, eh? - No, ho capito.

Senti... Guglielmo.

Sì.

Ti posso leggere una cosa mia, personale?

Sì.

- Allora te la leggo. - Certo.

- Leucociti assenti, acetone? - (insieme) 11!

- Urobilina? - 0,9.

- Glucosio? < - 30. - Aspetto? - Unico.

- Ma che unico, è limpido! - Allora leggile tu, scusa.

- Sono tue, eh. - Vabbè, che c'entra.

È un modo per conoscersi.

Colore: oro. Aspetto: limpido. Densità: 10, 85.

- Ho il vizio di bere poco. - Bisogna bere tanto.

- Il medico dice un litro e mezzo al giorno. - Io ne bevo tre.

- Allora va bene. - No, non va bene è poco.

- Perché io non dreno. - E se non dreni, non dreni!

Guarda, vedi?

Vedi che qui la parte chiara si è espansa?

È come se l'osso si fosse mangiato tutto il calcio che poteva.

Tipo pokemon, hai capito?

E questa infatti si chiama la "Sindrome dell'osso affamato."

- Che non è altro... oddio, ma ti sto annoiando?

- Sono due ore che parliamo di analisi, lastre. - Scusa.

Hai ragione, anch'io me lo dico sempre da sola:

Raffaella, basta parlare di malattie! La vita è bella, va vissuta.

ACCENDE LO STEREO - Musica!

Dai lasciati andare, che ti frega!

- Ahia! Mi hai preso la rotula. - Vabbè, è il twist, dai.

- Dai. - Mi hai preso la rotula. - Dai che non ti ho fatto niente!

- Mi fa malissimo. - E dai, che pigrone!

- Mi fa male veramente. - Su, che ti devo convincere?

Dai, ti prego.

Oddio!

Oddio... che ti sei fatto male?

Un taxi...

Che è lombare o cervicale?

- Eh? - Ma vaffanculo, chiamami un taxi.

Te lo chiamo.

LINEA OCCUPATA

- Signor Guglielmo!

- È un'ora che aspetto!

- Ma dove stavi, a Benevento? - Sono strade complicate!

- Io sto a pezzi... ah! MUSICA DALL'AUTORADIO

Ragazze, lui è Guglielmo il mio principale, salutate.

- Ciao. - Piacere. - Piacere... scusa.

- Mi fa male la spalla, ce l'ho fuori uso. - Non ho capito,

- Io dobbiamo accompagnare a casa questo? - No!

Questo se da fastidio, questo lo si lascia davanti un taxi

- e torna a casa col taxi. - Sì, vabbè e quando lo trova il taxi, eh Manola?

Signor Guglielmo, non si preoccupi

l'accompagno io a casa, non gli dia retta a questa.

- Luna, guarda che è una festa, mica un after. - Venga con noi!

- Dove vengo con voi? - Al Black Hole!

- È caruccio! - Desidererei essere portato a casa.

Signor Guglielmo lei lo sa, se vuole venire...

- Luna mi porti a casa, per piacere? - Va bene, ok.

Un'idea...

Oh, allungatemi un pò i soldi che nella macchina di mia madre

- non ci sta mai benzina? - Tieni. - Io devo fare il bancomat.

< Se, vabbè...

- C'ho 50. < - Questi vanno benissimo.

- Ridammi un pò i 5? - Ammazza che tirchieria! - Grazie!

Ragazze scusate, non è che per caso...

...avete un analgesico? - Un? - Che?

- Un antidolorifico. - Ah... - Ce l'avete?

- Un attimo che controllo. - Guarda un pò.

Tempo di arrivare a casa, 30 minuti.

- Sì, ce l'ho eccolo. - Ah!

- Prego. - Grazie.

- Ma che è? Paracetamolo? - Sì.

- Tenga. - Grazie.

MUSICA IN SOTTOFONDO

< (Guglielmo) Quanti sono quei semafori?

- Quanti ne vede? - Io ne vedo 12.

- Anzi, 13! - Sono 13!

(la voce rimbomba) Signor Guglielmo, ma come sta?

- Siamo quasi arrivati. < - Voglio la musica alta!

- Altissima! < - Alzo? - Sì.

- Mica gli avrete dato quella pasticca? - Noi? Ma scherzi?

Calcolate che se gliel'avete data poi fate i conti con me!

- Alzi la musica, per favore? (la voce rimbomba) - Eh?

- Alzami la musica! - Alzo? - Alza, voglio sentire i bassi.

< E più di così? Mi sfonda gli altoparlanti!

< - Alta, alta!

A me questa sembra una follia, signor Guglielmo.

È una benedetta follia, fossero tutte così le serate mie!

Purtroppo non sono tutte così, le serate mie.

- Povero cucciolone! - Io voglio cambiare, voglio vivere!

Io non voglio esistere, voglio vivere!

- Ma quanti sono quei semafori? < - Andiamo bene...

- Quattro semafori. - Quattro, sì.

(voce che rimbomba) Io ne vedo uno, due, tre, quattro,

cinque... sei, sette ne vedo!

Oddio, ma non è che questo oltre la spalla, ha sbattuto pure la testa?

< - Mi sa... - Facciamoci il segno della croce.

Bella però, bella!

MUSICA DA DISCOTECA

- Ma che gli avete dato? - Niente! - Un antidolorifico!

Certo che siete proprio delle stronze!

Guardi che questo è il bagno delle donne.

- Non ha visto la targhetta? - Questo è il bagno mio.

Questa è casa mia!

(sente la sua voce che gli parla) Oh, Guglie'!

- Eh? < - Sto parlando con te.

- Chi è? < - Dico a te!

< - Ti stai divertendo, eh? - Ma che voi?

Che mestizia, che tristezza, ma come ti sei ridotto?

- Come? - Io ho preso soltanto una...

...una pasticca, perché... avevo un dolore... alla spalla.

Tu hai buttato al cesso la parte migliore della tua vita.

Volevi spaccare il mondo, volevi andare in Asia, in America,

a Sidney, a Melbourne, volevi andare a Miami,

a Bangkok, a Singapore.

Non sei arrivato manco a Terracina.

Ti sei ficcato in quel negozio polveroso, pieno di cianfrusaglie.

< Afare il ruffiano con preti e monache.

E ti lamenti pure che tua moglie ti ha lasciato per un'altra?

Ma che è colpa mia?

Ma non sta bene, chi ci pensava al negozio?

Guglielmo, qua se c'è uno che sta poco bene, quello sei tu.

Guarda che io sto benissimo.

Hai capito? Io sto benissimo!

Guglielmo?

Cerca di vivere, non di esistere.

(ridendo) Ma ti vedi.

MUSICA DA DISCOTECA

Buongiorno.

Buongiorno.

- No, l'iniezione no, che mi fa impressione! - Fermo!

E meno male che le fanno impressione, visto che qua

a droghe pesanti già stiamo una bellezza.

Scusi una domanda, ma a me chi mi ha portato qui?

Una che dovrebbe ringraziare.

L'ha trovata nel bagno di una discoteca, strafatto di ecstasy.

Ma quale ecstasy? Io ho chiesto un paracetamolo.

Certo, è per questo che aveva la pressione 180 su 96,

per il paracetamolo.

Senta, ma lei li conosce gli effetti di queste droghe tipo...

...ecstasy, MDMA.

Scusi, ma allora mi viene il dubbio che mi hanno drogato a mia insaputa!

Ascolti.

Questa è una cosa che lei fa... sistematicamente,

oppure soltanto nei fine settimana, di tanto in tanto.

No, qua c'è un grosso equivoco.

Io queste cose non le faccio!

Io sono una persona estremamente perbene.

- Chiaro? - Va bene, mi scusi.

Comunque si può rivestire perché il dottore

ha detto che può andare.

Senta, non è per impicciarmi dei fatti suoi.

Però, perché non torna domani mattina?

- A fare che? - A parlare con lo psicologo.

Signorina, io sono una persona di grandissimo equilibrio,

che non ha mai avuto bisogno dello psicologo.

Abbia pazienza, sono una persona perbene.

- Mi scusi, non volevo... - Ma molto perbene.

I vestiti miei?

Si dia una pulita.

- Prego. - Dove?

- Si dia una pulita. - Oddio mio.

Mi scusi.

Sti writer del cazzo.

In che posto sono finito.

Signorina, per piacere un poco ferma e un poco dritta!

Luna, ma che hai fatto girare la testa al pasticciere?

Stai attenta, che quello tiene già due bypass.

- Ma figurati! - Qualcuno ha lasciato questi davanti al negozio.

Senza che mi guardi a me, non me lo posso permettere!

Ah, ho capito! Sarà una fiamma del signor Guglielmo.

Ci sta un bigliettino, per caso?

- Soltanto un cuore vuoto. - Sono del signor Guglielmo.

In questo periodo gli sto facendo fare roba, capito?

Signorina per piacere, mi volete far venire

- un modello futurista? - Buongiorno!

Bungiorno a tutti, signorini!

- Signor Guglie'. - Che c'è? - Io le devo chiedere scusa.

- E di che cosa? - Anche a nome di Manola,

- per quella situazione di venerdì. - Ma per carità!

È stata una benedizione quella serata.

Quella serata è stata straordinaria.

Mi segua, Luna. Continuate a lavorare.

< Venga Luna, venga!

Che appuntamenti abbiamo oggi?

Allora, c'è da consegnare il ferraiolo al Cardinal Bekono,

- è tutto pronto, mancano solo i bordini. - Ma che Bekono!

Io voglio appuntamenti seri!

- Ah, quelli? - Sì!

Beh, ci stava quella Gigliola, 40 anni,

quella che le piacevano le poesie africane.

No, no, no.

Non vanno bene sti intellettuali da strapazzo.

Voglio una più... più... scusa.

- Quella con le tette di fuori. - Ma chi, Adriana? - Eh.

Mi prenda un appuntamento per stasera!

- Ma che vuole fare sesso? - Io voglio vivere!

Io voglio annusare una vita nuova!

Mi sono stufato, devo recuperare quello che ho perso, Luna.

- Vabbè. - Basta!

- Carmine? - Sì. - Ma cos'è questa musica?

I madrigali, quelli che teneva vostro padre.

Basta, hanno rotto le palle.

Voglio un approccio con il clero più moderno.

- Una musica tipo... - Metti un pò di musica mia, dai. - Eh!

La sua, a basso volume.

Dai. Modernizziamoci, dai!

- Oh! "Luna") - Eh? '

- Fatto tutto? - Yes.

- Dammi il telefono. - Eccolo qua.

Adesso farò un gesto rivoluzionario.

Attenzione, eh?

Che c'è scritto qua?

- Lidia. - Guardi che faccio io adesso?

- Cancellata. - Finalmente. - Lidia non esiste più.

Quindi, se lei mi risente nominare Lidia, mia moglie,

- lei mi prende a schiaffi. - Volentieri, signor Guglie'.

- Solo che oggi è il 31 luglio. - Beh, Sant'Ignazio.

È il mio ultimo giorno.

Ma che ultimo giorno!

Questo è il primo di una lunga serie, Luna.

- Lei è assunta a tempo indeterminato. - Oddio, grazie.

Santa Vergine di Lourdes!

Dottor Pantalei, cosa sta facendo?

Esercizi spirituali, sorella.

Sai, io Loveit lo uso un pò così per gioco.

- Però poi dopo... - Grazie. - ...mi sono reso conto

che è una visione perfetta della società,

quindi è interessante dal punto di vista sociologico.

- Io lo uso solo per il sesso. - Ma va?

- Vuoi? - No, sono intollerante al lattosio.

- Aaaah. - Mi fai star male, dai. - Aaaah.

Amm.

Com'è, duro?

- Mi è capitato un nocciolone. - Io dicevo l'inquilino del piano di sotto.

Come lo chiami?

- Io non lo chiamo. - Tutti gli uomini gli danno un nome.

Io non l'ho mai chiamato.

- No? - No.

FA CADERE UNA POSATA

- Che fai? - Glielo do io, aspetta.

- C'è gente che ci guarda.

- È timido?

- No, non mi fare il solletico, dai. - Mortificato?

- Ci guardano. - E anche molto emozionato.

Ci guardano. Ricomponiti.

No, ci guarda la gente.

- Ah... - Mettiti apposto, dai!

- Complimenti. - Grazie.

- Comunque gli ho trovato il nome. - Ma a chi?

Per lui.

Pappalardo.

Ti piace?

Mah... però se ti diverte.

Vabbè, dai mangiamo che poi chiediamo il conto.

Che fai col telefono?

No, non mettere la vibrazione, eh?

- Sì. - No vibrazone, no.

- La vibrazione sì. - No, perché aspetto una telefonata importante,

di un Cardinale che mi deve ordinare dei bordini,

questo parte per Sofia, e mi deve chiamare.

- Ma dove l'hai messo? - Nel posto più bello del mondo.

- Ma che davvero? - Sì.

- Ma che sei pazza te? - No.

- Che devo fare? - Adesso chiamati.

Ma che vuoi fare?

Lo famo a 4G.

VIBRAZIONE DEL TELEFONO

GEMITI - Ma no, dai.

Piantala.

GEMITI

Fermati.

Che è?

- Riattacca. - Sì, basta.

- Riattacca, riattacca. - Ho riattaccato.

- Ridammi il telefono. - Non posso.

Come non puoi? Perché non puoi?

- Non esce. - Come non esce? - Non esce.

- Spingi bene dai. - Sto spingendo, non esce.

Mi fa malissimo.

SOSPIRI

- Ma stai godendo o ti fa male? - Mi fa male!

Oddio non viene più fuori.

- Accompagnami in bagno. - Per forza.

Sì, ma non ti far vedere da nessuno.

Non ti far vedere, c'hanno visto tutti, ma che cazzo dici?

- Mi è rimasto dentro. - Ma che cazzo ti è venuto in mente?

- Mi devi tenere, ah! - Scusate, ha una colica renale.

È una colica, è una colica renale.

- Adesso risolve. - Non esce!

Adesso il calcolo esce, su, su, piano, piano.

Oddio che dolore, che dolore.

< - Scusi, ma che fa?

- È un'emergenza signora.

< Ma lo sa che lei è un bel prepotente?

Piano, ah!

Guarda, io me volto e non ti guardo. Vai, dai vai.

Ma che stai facendo, ma vai a prendere qualcosa per toglierlo, no?

- Non esce, quanto brucia, vai! - Spingi te, però!

< (signora) Scusi, ma che vi state facendo la doccia?

< È un'emergenza, signora!

Ma che m'è venuto in mente!

< (signora) Ma che l'ha scambiato per il bagno di casa sua?

Meno male! Avanti, che aspetti dai!

Dai... dai avanti, che apetti! IL CELLULARE VIBRA

Ma vibra? Ma questo è il Cardinal Bekono!

Io ci devo parlare, c'ho una commessa importante con lui!

- Che mi frega, dai, levami sto coso da qua dentro! < - Pronto?

< - Pronto? - Ma che hai azionato il vivavoce?

- Hai risposto? < - Pronto? - Io?

- Ma saranno state le contrazioni. < - Mi sente?

Sì la sento, la sento, mi dica Eminenza.

< Dottor Pantalei, mi sente? LA SIGNORA BUSSA

- Occupato! < - (Cardinale) Ma come occupato?

No, non non dico a Lei, mi dica pure Cardinale.

< - La sento lontano, è in macchina? - Sto dentro ad un ascensore!

< Allora, mi ascolti: per i bordini del ferraiolo...

...avrei scelto

< Mi raccomando, è urgentissimo!

- Che ha detto? - Ma che ne so!

Ma i bo i bordini li vuole di seta o d'oro zecchino?

< - Ho detto, che quei bordini... - Ma quei bordini,

li vuole di seta o li vuole d'oro zecchino?

< Controlli bene il rilievo. Ha capito?

Pronto? Pronto?

- È andata via la linea, è andata via! - Mi manca l'aria!

No, mi manca l'aria!

Ho un attacco di panico, lo sento.

- (urlando) Ho un attacco di panico! - Che dobbiamo fare allora!

< - (signora bussando) Dovete uscire! - Occupato!

- Usa la pinza! - Mi fa impressione.

- Non me ne frega niente, usa la pinza! - Vabbè.

- Ho detto vai, usa la pinza! - Vado, vado!

URLA

SIRENA DELL'AMBULANZA

ADRIANA SI LAMENTA

Non mi toccare, manco ti conosco!

- Eccone un'altra che si è seduta sul telefono. - Scusi.

Mi deve fare una cortesia, recuperi il cellulare,

ho tutti i numeri in rubrica. Mi raccomando!

- Ma giocatece di meno co' sti telefoni. - Vibra!

- L'hai messa te la vibrazione, ma che voi da me? < - Vibra!

- Lei è di nuovo qua? - Oh buonasera, come sta?

Che si è fatto stavolta? Crack, funghi, ketamina, cosa?

No, guardi, lei di me si è fatta un'idea completamente sbagliata.

- È stato dallo psicologo? - Sì.

No questa sera comunque ho accompagnato una mia amica

che purtroppo ha un attacco di colica renale.

Comunque, io mi chiamo Guglielmo Pantalei.

Piacere. Io sono Ornella, infermiera.

Faccio il turno di notte.

Ornella, la posso invitare a bere una cosa?

- Ma che ci sta provando? - Come dice?

- Sto scherzando! - Mi ha fatto prende un accidente!

- No... - No, mi scusi. - Mi avrebbe fatto piacere.

Guardi, mi dispiace, mi piacerebbe tantissimo

però proprio non non mi posso allontanare.

Lei non crederà, ma a quest'ora,

qui arriva di tutto, io non lo so che cosa gli succede alla gente,

ma di notte si scatena il putiferio,

fanno dei giochetti di una perversione

Me lo immagino.

Oggi la sessualità è arrivata proprio a vertici veramente impensabili,

c'è proprio... a me fanno paura i giovani.

Ma che mondo gli lasciamo? E un mondo pornografico.

Sono perfettamente d'accordo con lei, è la mia stessa preoccupazione.

Poi lei non ha idea di che cosa arrivi qua.

Cioè, stasera c'è una ragazza con un cellulare dentro!

- E poi arrivano con deodoranti, penne, lattine, bottiglie... - Immagino.

- Pinze, batterie, tantissime batterie. - Incredibile...

Infatti qua sembra, più che un ospedale,

un emporio di ferramenta.

- Tenga, è per lei, ha tre chiamate perse. - Grazie.

Io le giuro sulla testa di mia figlia che quella ragazza non la conosco.

Lei mi deve credere, mi è stata presentata per un incontro...

Ornella, mi creda, non la conosco io.

Arrivederci.

MUSICA IN SOTTOFONDO

Ma ci deve mangiare o parlare con questo telefono?

Lasciamo perdere. Che c'è?

Ha chiamato il Cardinal Bekono per quel ferraiolo...

Beh? Andavano bene i bordini bianchi di seta?

No, volevano gli altri.

Era incazzato come una iena, mi sa che il contratto...

...ce lo siamo giocato. - Abbiamo sbagliato.

Vabbè, senta Carmine, la raggiungo io in sartoria,

- volevo parlare un attimo... - La aspetto giù. - Prego.

Senta... le volevo parlare.

Mi dica.

- Ho incontrato una che mi piace. - Davvero? - Sì.

- Dai sono contenta, dai! - Però c'è un problema.

Mi sa che mi sono bruciato e sarà difficile recuperarla.

No! Non mi dica che le attaccato un discorso su Bruno Giordano!

No, innanzittutto è Giordano Bruno,

poi non ho parlato né di Giordano Bruno, né di papi, di santi...

- Meno male. - Ecco.

Il problema è che mi ha scambiato sicuramente

- per un drogato e un depravato. - Ah, vabbè!

Come tutti i miei ex, vabbè quello si recupera, dai.

- Senta, ma chi è questa?

- È un'infermiera.

- Lavora al Sant'Agnese. - E come si chiama?

- Ornella. - Ornella?

- Eh. - Ornella come?

Eh, non lo so.

Però so solo che ha un sorriso meraviglioso.

Io sono rimasto colpito dal sorriso, come mi vede ride.

- Ride? - Sì, sorride in una maniera che colpisce. - Strano.

Perché è strano, non posso far ridere una donna io?

- Vabbè, ma il numero di telefono ce l'ha? - No.

Mi dia sto telefono, forza.

- Guardi che non sta su Loveit. - Ma quale Loveit!

- La becchiamo su un altro social, allora questa? - No.

- No... questa? - No, no.

Questa?

Sì, è lei... bella, no?

Pensavo meglio io eh, però vabbè...

- No, che ha fatto! No! - Le ho chiesto l'amicizia.

Ma dai, le doveva mandare un messaggino!

Ora, oltre che depravato, quella la prende pure per stalker.

- Dai, su... - Tanto, con tutto quello che ha visto...

...questo è l'ultimo dei problemi, guardi. - Una fa tanto.

- Dice che ho sbagliato? - Eh, sì, sì!

MUSICA IN SOTTOFONDO

"Cara Ornella."

"Dolce Ornella."

"Ornella cara,

sono Gugliel..."

Ma che guinzaglio?

Ma che è sta scrittura facilitata?

"...Guglielmo."

"lo sono... a letto

e volevo tanto darti la buonanotte."

No, no!

Non sono capace...

Ornella buongiorno.

Io le volevo chiedere scusa.

Avrà capito che non ho molta dimestichezza col telefono.

Ne ha fin troppa, se ricordo bene.

Io volevo scrivere soltanto "buonanotte",

putroppo il correttore automantico m'ha scritto "banana",

io poi ho cercato di recuperare, ma...

...non ho visto le spuntature. - Senta, io c'ho da fare.

Senta, posso offrirle un caffè?

Per presentarmi meglio, per farle capire chi sono.

Qua io sto lavorando. Che cosa devo fare,

- devo chiamare la sicurezza? - Ma no, ma che sicurezza.

Comunque senta, avevo preso questo pensiero per lei.

Lo accetti.

- Anita? < - Eh? - Guardi che bei fiori le ha portato questo signore.

Mica son morta, io non li voglio i fiori, portano jella!

Non li vuole, portano jella.

< (Anita) Ci mancano solo i fiori!

La vedete questa?

Questa è una reliquia di Maria Francesca

delle Cinque Piaghe di Gesù, quella della fertilità.

Un'amica mia se l'è messa sotto al cuscino per tre mesi,

oh, ci credete che ha fatto tre gemelli?

Non vi ho convinto, allora aspettate che voi siete di classe,

vi faccio vedere una cosetta, eh?

Allora questa è una crocetta tutta d'oro

< Grazie, arrivederci! Su, andiamo!

- Vi consegno tutto il negozio a domicilio. - A scucita!

- Ma che ti sei scordata di noi? - Ma che volete da me?

- Vi ho detto che i soldi non celi ho. - Ah, no? - No!

Forse non ci siamo capiti.

- Ti diamo tempo fino al primo settembre. - Ma come faccio?

Scusa, ma torna a lavorare al locale no?

- Ma quale locale! - Sai quanto ci manca quel culetto?

- E se poi va in giro a piedi, senza il motorino - No!

- ...le diventa ancora più bello! - La borsa no, dai!

Ma vattene va! Andiamo.

- No, le chiavi del motorino mi servono... - Devi stare zitta, capito?

< No vi prego, il motorino no!

Oh... fermati!

Dove vai? Il motorino!

No... no!

(piangendo) C'ho solo quello!

Che è successo?

Che è successo?

- 10.000 euro? - Eh!

Ha capito che bel fidanzato che mi sono trovata?

Bravo.

L'avevo consciuto al Durango, il locale di quei due.

Io stavo al bar, lui faceva il dj.

Diceva dopo due settimane che mi voleva sposare.

Poi invece si è fatto prestare i soldi da quei cravattari,

e chi l'ha visto più?

Guardi, se fosse stato un altro momento

l'avrei aiutata io, però adesso col divorzio di mia moglie,

- che non si sa se lo vuole, non lo vuole - Non si preoccupi.

- Sto un attimo un pò... - Che cretina che sono stata a fidarmi.

- Ahia! Proprio lì, però... - Scusi, che le ho fatto male? - No.

Mi sa che le ho fatto male io con questo.

- Non si stia a preoccupare. - Scusi.

- Le porto un analgesico, va bene? - Grazie.

- Prenda questo. - Grazie. - Per il dolore.

Ma la vogliamo chiamare la polizia? Come no!

Ma che è matto, poi così oltre a quei due

mi trascino dietro pure le guardie? No, no!

- Niente, l'unica è riattaccarsi al palo. - Quale palo?

- Quello della lapdance. - Ma no!

Quelli mi hanno chiesto di ritornare a lavorare lì al locale,

al Durango. Giusto per il 2 settembre!

Ma tu dimmi se io, il giorno del compleanno mio

devo andare a far vedere... vabbè, dai.

Adesso ci mettiamo di buona lena e li troviamo sti 10.000 euro.

Signor Guglielmo, grazie.

Ma manco se ci vendiamo quattro tabernacoli qua...

- Glieli chiederò a mamma. - Ma sua madre lavora?

- Ha la possibilità di trovarli? - No, ci faremo fare un prestito.

Ma che pr suo padre? Suo padre?

Mio padre lasciamolo proprio stare.

Lo sa dove l'ho conosciuto io? In tribunale.

Neanche il cognome mi voleva dare,

- figuriamoci se mi da 10.000 euro, dai. - Ci parlo io!

- Scommette che ci riesco? - No.

I padri verso le figlie hanno un sentimento particolare.

- Davvero? - Sì, andiamo a parlare con lui!

Si fidi di me.

Prenda la borsa.

Andiamo, andiamo.

Ci parlo io, gli spiego la situazione.

(Guglielmo) Arrivederci, grazie mille.

- Ma lavora qua suo padre? - Eh!

Ma che fa, l'impiegato o il lavavetri, che fa?

- Macché, fa il presidente. - Il presidente?

Hai capito il signorino, sì?

Non me l'aspettavo.

- Vabbè signor Guglielmo, andiamocene dai. - No!

Aspetta un attimo, usciranno no?

Signorina, mi scusi, ne avranno per molto?

Guardi, non glielo so dire,

il presidente è impegnato in una riunione molto importante.

- Ho capito. Senta, c'è una toilette? - In fondo, a sinistra.

Grazie. Un secondo.

(Di Staso) Sono molto soddisfatto,

quindi potremmo vederci lunedì.

< - (cliente) Certamente. - Facciamo alle 15?

- Va benissimo. - Va bene?

D'accordo, grazie mille. Arrivederci.

- Arrivederci. Ciao papà. - Oh, Luna.

Ho solo un minuto, dai dimmi.

- Hai visto che mi sono fatta crescere i capelli? < - Sì.

- Ti piacciono? - Mh, mh.

Vabbè, in autunno me li ritaglio.

Vabbè, ho capito, quanto ti serve?

Ma no, poco...

Tieni.

Veramente mi servirebbe poco poco di più.

Papà io te lo giuro, sto giro te li ridò! Non è come le altre volte.

- Eh, infatti. - Mese per mese! - Sì.

Come i soldi di gennaio scorso, il motorino, il frigorifero

Vabbè, però il motorino si era rotto.

< Mi son rotto pure io di fare da bancomat a te e a tua madre.

No, mamma la lasci da parte perché stavolta non c'entra niente.

Ma ci mancherebbe altro. Dopo tutto quello che vi siete prese.

< Ma che ci siamo prese?

In vent'anni ti ho visto sì o no due volte, una in tribunale.

< Che ci siamo prese?

- Sì. - Ti vergogni, eh?

- Parla piano! < - Dimmelo in faccia che ti vergogni!

(piangendo) - Dai, dimmelo che ti vergogni - Arrivederci.

- No, arrivederci te lo dico io! - Oh, vattene!

Stronzo!

Stronzo.

- Oh! - Signor Guglie', che fa qua?

Io ti ho persa, non t'ho vista più,

mi son messo qua, ho detto ora uscirà, eh.

Ma le volevo far conoscere mio padre, è stato così carino

- Eh, lo credo. - Glielo volevo presentare.

- Sarà per la prossima volta, dai. - Va bene.

- Per i soldi tutto ok. - Ah, meno male. - Sì.

Domani mi fa il bonifico,

ha detto che ci mette anche qualcosa per me.

- È stata una gran persona, sì. - Aveva ragione lei.

- I padri (insieme) - ...sono sempre i padri.

È vero, sì.

- Senti, idea: visto che stiamo sulla strada che va a Ostia... - Eh.

Ma se ce ne andassimo a fare un bagnetto,

- ci compriamo un costume, eh? - Ma veramente? - Eh!

MUSICA IN SOTTOFONDO

Signor Guglielmo, mi tolga una curiosità:

ma Ornella, ma che fine ha fatto?

- Non mi chiama più. - Allora è matta, ora ci parlo io!

- Ma che ci parli te, dai! - Senta, ho un'idea:

ma perché non le manda una bella foto del mare?

Ma che sei pazza? Ma che significato c'ha?

- Mi prende per matto. - Ma è romantico!

- Scusi, mi dia retta per una volta, no? - Non mi risponderà mai.

Ma si fidi di me, non si sa mai no?

Dai!

Che mi fai fare. Cosa mi fa fare lei!

Folle chi parla alla luna, stolto chi non le presta ascolto.

Ammazza, è bellissima questa.

Ora gliela mando.

Ma che fa?

È pieno di lattosio questo!

Chissene frega.

Luna, piuttosto...

Per quei 10.000 euro, ci penso io.

- Ha sentito tutto, vero? - Sì.

- Grazie, signor Guglielmo. - Dai.

Grazie. Io giuro che glieli ridò, mese per mese, veramente.

Grazie.

SUONO DAL CELLULARE

- Oh, ha risposto Ornella! - Che le dicevo?

- Ma è meraviglioso! - No!

MUSICA IN SOTTOFONDO - Questo è "Splendido, splendente"!

< Andamola a ballare dai. Andiamo.

"SPLENDIDO SPLENDENTE" IN SOTTOFONDO

Che carino sto posto!

Mi sa che ci faccio la festa mia di compleanno il 2 settembre.

< Quando ieri ho trovato il tuo messaggio, veramente sono rimasto contento.

È che il mare è una di quelle cose a cui proprio non so resistere.

Senti, io dopo la figura di merda che ho fatto con te

non sapevo più come recuperare.

Pensavo che l'unico modo per poterti rivedere,

- era quello, non so, di farmi ricoverare per un'appendicite. - No!

- Avresti sbagliato, ti avrei mandato direttamente in chirurgia. - Per carità.

Senti, parlami un pò di te, ma sei sposata?

Convivi? Hai figli?

Ah, quindi tu pensi che io sia quel genere di donna

- che se fosse stata sposata starebbe qua a passeggiare con te? - No.

- Lo chiedevo così - Sto scherzando.

Sto scherzando.

Comunque no, non sono sposata.

- E tu invece perché ti sei separato? - Eh, perché?

Perché il mio matrimonio si era spento dopo tanti anni,

probabilmente per colpa mia.

Ah ho capito, ti è venuta la classica crisi di mezz'età.

Ti sei comprato la motocicletta, hai perso la testa per una più giovane,

sì, tutto così.

Hai elencato tutte cose che ha fatto mia moglie,

io non ne ho fatta neanche una.

Io comunque la moto ce l'ho sempre avuta,

anche se non ci vado più.

Senti, ti posso far vedere una cosa meravigliosa?

È un palazzo, questo qua.

- Ma che cos'è, un convento? - Qualcosa di simile.

Questa fu la dimora del Cardinale Marco Altems,

che era il nipote di papa Pio IV. Lo acquistò nel 1568.

Questo è il luogo più suggestivo di tutto il palazzo.

Tu pensa che il cardinale Altems chiamò il pittore Antonio Viviani

per decorare il tutto come se fosse un giardino delle delizie.

- E quello è un giglio? - Il giglio dell'ananas.

- Il giglio dell'ananas? - Sì, perché 100 anni prima

fu scoperto il nuovo mondo, e nessuno conosceva niente,

quindi lui inserì tutti gli elementi esotici, piante, animali, fiori.

Pensa a come sarebbe bello cenare qua.

A lume di candela, una situazione speciale.

Ma dove sei stata tutti questi anni te?

- A Roma est. - A Roma est?

MUSICA IN SOTTOFONDO

Shhhh.

E non ti incazzare, te l'ho riportata!

No vabbè, ma che m'ha seguito questo?

Ma questo è uno psicopatico.

Se lo prendo ce lo strozzo con i cioccolatini.

< (Ornella) Grazie.

Grazie.

È carino questo posto, eh?

Certo, non ha l'atmosfera di quello che abbiamo visto.

Che dici, è bellissimo.

- E poi comunque l'atmosfera

la facciamo noi, no? - È vero.

Cin cin.

SUONO DAL CELLULARE

Scusa un attimo.

È successo qualcosa?

Sì.

È successo che è scattato l'antifurto a casa,

e c'ho mezzo condominio furibondo.

E adesso mi tocca andare dai carabinieri per la denuncia.

- Non ti preoccupare, ti accompagno. - No, no.

- Non voglio assolutamente che ti disturbi - Ma che mi disturbo!

- Vengo volentieri. - Ma è una cosa burocratica!

Devo mettere duemila firme, le conosco ste cose, già le ho fatte.

Ti chiedo veramente scusa, la serata è stata bellissima,

sono stato molto bene, e mi auguro veramente

di incontrarti di nuovo.

Comunque ti chiamo io, ti telefono io.

Grazie, scusami ancora.

Al conto ci penso io ovviamente.

SQUILLI DEL CELLULARE - Shhh.

- Pronto? < - (Guglielmo) Luna?

- È successa una cosa incredibile. - Signor Guglielmo, che c'è?

- Lidia mi vuole vedere. - Chi?

< Lidia, mia moglie, mi ha mandato un messaggio

adesso che stavo al ristorante, tra un'ora sarà a casa mia.

< Ma scusi, ma non stava a cena con Ornella?

Senta, Luna, mi deve fare una cortesia:

lei tra un'ora e un quarto, massimo un'ora e venti,

- deve stare da me, va bene? - Ma che è successo?

Lei deve entrare, va in camera da letto, cerca qualcosa,

la trova, poi viene in salotto dove sarà mia moglie,

mi parla all'orecchio, mi dice una cosa,

poi mi da un bacetto e se ne va, le chiedo questo.

- Cioè, scusi, mi sta chiedendo di fare la donna sua? < - Ma no!

Le sto chiedendo di fare un piccolo pezzo di teatro

per farla ingelosire, sono quelle cose che funzionano, capito?

- Guardi, comunque ora c'ho da fare, non po - Senta.

Luna, la pago 50 euro.

Prendiamola come prestazione occasionale, eh?

- Ah, pure, tipo mignotta proprio! - Macché mignotta, Luna, per favore!

A parte il fatto che mi sembra una cosa inaccettabile in generale.

Ma poi non c'ha pensato, mi scusi, a quella poveraccia

- che ha parcheggiato al ristorante, no? - No.

Io penso ai 30 anni che ho passato con mia moglie.

Se permette, io la voglio recuperare in qualche modo.

Allora, me la fa questa piccola recita? Me la fa questa piccola parte, sì o no?

Come no, gliela recito non bene, benissimo.

Lei è una grande, l'aspetto tra un'ora e un quarto, va bene?

Grazie.

Certo che gli uomini so' tutti stronzi.

- Senti, ti volevo dire... CAMPANELLO

...che io verrò direttamente a Chamonix dalla Sardegna.

- Sì, starò in Sardegna. Ciao, tesoro. - Ciao.

Sì, sì.

No, il 7 c'ho una cena in piedi, con Ale, Francesca, Melania.

No, no, no.

No, con Melania non ci sono mai stato.

(sussurrando) Con Francesca, sì...

Sette e mezzo, eh E il negozio?

Il negozio no no no, voglio rinnovare tutto,

basta con le cianfrusaglie, voglio farlo diventare un centro fitness.

Saune, massaggi, tutta una parete di integratori.

- Tesoro, vuoi bere qualcosa? - No, grazie.

- No? - No.

Senti, Marcello, senti ti devo salutare

perché c'è una mia amica in stand-by. D'accordo, ciao.

Madonna mia, questo quando attacca a parlare.

Che c'è, mi spaventi!

- Che c'è? - Niente.

Ero soltanto venuta a riprendere il mio quadro, il mio Scialoja.

Eh, ma mi fai paura così.

No, è che delle volte uno si fa tanti problemi,

tante... paranoie.

- Cioè? - E poi, e poi si sapeva.

Si sapeva cosa?

- Dai, su, mi sa che ho fatto una cazzata. - Cioè?

Guglielmo, alla mia età, con una donna, ma che senso ha?

Tu però devi capire una cosa:

- tu stai di qua, Lidia, o stai di là? - Ecco appunto, non lo so.

Ma come non lo sai?

- E poi Silvana si vuole sposare. - Ma va... - Sì.

Vuole mettere su casetta.

- Ma io mi sono già sposata, ho già fatto tutto con te. - Eh.

Sono stanca, alla mia età non ce la faccio, sono stanca Guglielmo.

- Dì la verità, avete litigato? - Sì.

- E poi ogni volta che ti vedo - Amore.

- Mi vengono le lacrime agli occhi. - Anche a me.

- Me dai un bacetto? - Sì.

CAMPANELLO - Un bacetto, che vado ad aprire la porta.

- No, vado io. - No, vado io. - No!

Perché questa è l'inquilina del piano di sotto,

una rompicojoni che vuole lo zucchero.

Le manca sempre lo zucchero a questa.

- No non c'è più bisogno, non c'è più bi - Ciao amo'!

< - Ma come sei vestita? - Da mignotta, no?

- Buonasera. - Ah... buonasera.

Lei è l'inquilina del piano di sotto,

è venuta a prendere dello zucchero, adesso andiamo in cucina

così lei sceglie se di canna o raffinato.

Ahò, io ve lo dico, eh?

Se volete fare una cosa a tre non sono più 500,

- sono 1.000, il doppio eh? - Che è impazzita?

Amore mio cucciolo, vieni qua.

Per te sono 950, dai su!

- Ma che sta dicendo questa? - Non lo so.

A zia, senti, tu sei pure caruccia, però io mica lavoro al Fatebenefratelli.

- Che schifo è questo, Guglielmo? - Oh, ma che che schifo!

Io mi faccio le analisi ogni tre mesi eh? Le vuoi vedere?

Non c'è n'è bisogno, non ti preoccupare carina.

Me ne vado a casa, me ne vado a casa, sì.

Adesso ti spiego, lei è la mia commessa e insieme...

...volevamo fare una piccola messainscena per...

Oh, ma non te l'ha detto che sono lesbica?

- Peccato, però che non sei il mio tipo.

- È bella lei!

- Ciao. - Allora, guarda, Lidia!

- Lidia senti, era una scena per... - Guglielmo, fai schifo!

Sì, eh lo so...

Ancora che insiste con questa?

Gliel'ha detto pure lei che è lesbica!

Boh, guardi che io proprio boh boh boh, eh.

Lei è licenziata.

Io non la voglio più vedere per il resto della mia vita, va bene?

No, sono io che me ne vado.

E se fossi in lei, io almeno chiederei scusa

a quella poraccia che ha lasciato stasera al ristorante.

Ma chi se ne frega di quella poraccia!

- Senti, ti posso dire una cosa Guglie'? - Mi dia del lei.

Se ne vada affanculo va'!

Che disastro.

Che disastro ho combinato.

Che disastro.

MUSICA IN SOTTOFONDO

Arrivederci, grazie ancora Eminenza.

- Dottor Guglielmo? - Sì?

- Noi avremmo finito. - Andate pure, chiudo io.

Sì, solo che ne è arrivato un altro,

con il solito mazzo, stavano sul gradino qua fuori.

- Che dobbiamo fà? - Questi, come al solito,

- li prendete te e Antonietta. - Ah, grazie assai. - E questi...

...ai vostri nipotini, va bene, no?

Ormai stanno con l'acetone tutti e cinque,

- mia figlia non mi parla più. - Allora no.

- Li metti là sopra, poi li regalerò io a qualcuno. - Va bene.

- Va bene? - Buona serata, dotto'.

Grazie di tutto.

< - (Antonietta) Ah, buonasera. - Buonasera.

Lidia ciao, come stai?

- Entra. - Un salutino al volo.

Ti ho riportato questo.

Voglio che stia con te, è sempre stato il tuo preferito.

Ma non eri tenuta, dai. Fra l'altro, era anche di tuo padre.

Beh, anche papà avrebbe preferito così.

Dai, diciamo la verità, questo quadro era odiato da Silvana.

Sono convinto.

Dai, è così.

- L'importante è che avete fatto pace, dai. - Guglielmo.

- Dimmi. - Ti voglio chiedere scusa.

- E di che? - Tutto questo andirivieni,

questo casino che ho combinato.

Non è facile neanche per me sai?

Ero spaventata e

avevo bisogno di parlare con qualcuno che mi volesse davvero bene.

Anch'io ti devo chiedere scusa,

per quella commediaccia che ho recitato quel pomeriggio,

- è stata una cosa infantile, scusa. - Poi non ho capito se sono etero...

Vabbè quello che sei sei, e lo capirai col tempo.

- Basta, è inutile parlarne, dai. - Guglielmo.

Io con Silvana ci voglio provare stavolta.

Vabbè, però sta attenta a non farti mettere sotto.

Io c'ho lavorato con lei,

bastava una frase detta male e stava muta sette giorni.

- E allora tu mi fai una promessa. - Dimmi.

- Quella smantrappona la lasci perdere. Non è da te poi. - Ma no.

Ma come no? Dov'è che l'hai raccattata, sulla Salaria?

No, ma non è una prostituta quella.

- Ma è una mia amica che si è... - Un'amica? - Ma sì!

Si è travestita così per fare quella commedia.

- Fra l'altro non c'è neanche più. - Io ci sono, però.

Anch'io.

- Amici? - Amici.

- Ma ce la facciamo? - Io dico che ce la dobbiamo fare.

Ciao Lidia, grazie.

MUSICA IN SOTTOFONDO

MUSICA DA DISCOTECA

A Miche', e andiamo su, datti una regolata.

Luna, sbrigati che tocca a te, dai forza.

E cerca di farli divertire.

Ma che m'ha bloccato?

(voce di Luna) Che carino sto posto, signor Guglie'!

Mi sa che ci faccio la festa di compleanno il 2 settembre.

< È il compleanno suo oggi!

MUSICA IN SOTTOFONDO

(Katia) Per la prima volta in pista,

diamo il benvenuto all'italianissima,

la romanissima Kandy Lady!

Spegnete tutto! Spegnete tutto!

- Ah signor Guglie'! - Luna, vieni giù.

- Ma che ci fa qui? - Basta, vieni giù!

- Se ne deve andare, è pericoloso qui! - Vieni giù!

- Non ci rimani manco un minuto qui, via, via! < - Ahò!

Chi cazzo sei? Dove vuoi andare, eh?

- Sei bravo te a prendertela con le donne, eh? - Ti gonfio!

- Sei bravo eh. - Portate fuori questo imbecille!

- Non c'entra niente! - Sto deficiente! - Prendetevela con me!

Sono venuto per pagare. Ho i soldi.

Vi pago il debito della signorina, sono venuto per pagare il debito.

< (Luna) Il signor Guglielmo non c'entra niente!

- Oh, buoni. - Allora, ho i soldi

e voglio pagare il debito di 10.000 euro della signorina.

< - (Luna) Ma ti pare che... - Statti zitta te!

Per cominciare ho questa

...questa croce dei Gonzaga del '600.

- Non ce ne frega un cazzo di questa. - Che ci facciamo?

- Se non te ne frega un cazzo, ridammela. - Oh!

Allora, ovviamente 10.000 non è che li potevo prendere...

Allora questo è un anticipo, ecco.

Domani io sarò il primo cliente della banca

- a prendere 7.000 euro e portarveli. - Domani? - A pulciaro!

- Portatelo fuori, sto morto di fame. - Morto di fame a chi?

- Ah, non te sta bene? - No, non sono morto di fame.

Dai, signor Guglielmo, dai

< Lasciatelo perdere, ma che c'entra?

- Signor Guglielmo. < - Luna, levati dal cazzo.

Su, buttatemelo dentro al cassonetto a questo.

- Prendetevela con me! - Dentro al cassonetto, no!

- Ma io voglio... < - Dai ragazzi, si continua!

< (Adamo) Ce li famo 4.000 euro?

< Tre ce li da lui in contanti, tre il crocifisso.

< Che dici Fra?

< Sì, ce li facciamo. Stiracchiati, ma ce li facciamo.

Vabbè, ce la prendiamo.

Signor Guglie', ma siamo sicuri?

È la moto sua, ci tiene così tanto!

Stai tranquilla, va bene così. Va bene così.

- Oh! < -Eh? - A posto così.

Andatevene affanculo tutti e due.

- Pure. - Via da sto posto, dai.

(uomo) Ma non ho capito, ma chi era il padre quello?

(uomo 2) Boh!

Signor Guglie', certo che gli ha dato una crocca quella delinquente.

Sì, ma perché tu mi hai fermato.

Se non mi fermavi, tu non sai quello che succedeva qua.

Succedeva che gliene dava un'altra.

- Oh, ma come sta? - Mi gira un pò la testa,

- ho un pò di nausea. - In che senso, come si sente?

Adesso mi passa. Senti, ma tu non avevi un motorino?

Eh, ma ho bucato sulla Colombo, non ce l'ho più.

- Oddio. - Oh!

- Signor Guglie'. - Eh? - Che si sente?

- Io vedo che sbianca. - Mi gira la testa.

- Luna, Luna? - Non mi faccia così!

- C'ho la nausea. - Che si sente? - Oddio...

Non mi caschi, signor Guglie'. Oddio che faccio?

- Ferma una macchina. - Chiamo un'ambulanza?

- La polizia? Chi chiamo? - Ferma una macchina.

Aspetta. Aiuto!

< (Ornella) Buongiorno.

- Grazie mille. - Bevi piano, però.

Ornella... ma che ci fai qua?

Ero alla fine del turno... mi ha chiamato Luna.

Luna?

Ciao, signor Guglie'.

- Luna! - Come sta? Come si sente?

Ma scusate, ma voi due siete amiche?

Sì, solo quando non mi fa incazzare però.

È mia figlia.

Ti chiedo scusa.

No, non guardare me, io non c'entro niente.

- Ha fatto tutto lei. - No.

Io te l'ho solo portato al pronto soccorso,

poi a chattare vi ci siete messi voi due, uno e due.

Quindi non gli hai detto che io ero il tuo datore di lavoro?

< Ma lei si ricorda com'è arrivato al pronto soccorso?

Fatto come una zucchina? Questa poi mi faceva licenziare.

Ma potevo anche essere avvertito, no?

Così pensava pure che le volevo accollare mia madre.

Comunque, grazie per aver salvato sta sciroccata.

Finalmente una parola in romano, eh?

E io invece sarei tanto contenta se tu per una volta

riuscissi a dire una parola, ma una sola, in italiano, eh?

< Vabbè.

Io sono ancora...

Questo è per avermi lasciato da sola al ristorante.

Chiedo scusa.

E questo è per avermela salvata.

Di niente. Lo dovevo fare.

Prima questo.

Scusate, non vorrei essere indiscreta.

Signor Guglie', domani arrivano gli inginocchiatoi, apre lei?

- Ancora con questo lei, Luna? - Eh, vabbè.

- Vabbè, apri te? - Apro io.

< Vabbè, allora io posso pure andare. Ciao, ma'.

- Ciao signor Guglie'. - Ciao.

Oh, ma sicuri che non volete venire?

- Ci sta un dj che mette pure la roba vostra, eh? - No, Luna.

Restiamo qua a casa, ci vediamo un pò di televisione.

- Capirai... vabbè ho capito. Ciao! - Hai capito che?

Ciao tesoro, divertiti.

- Ma veramente vuoi guardare la televisione? - Ma quando mai!

- Ma che sei matta. - Mi hai fatto paura! - Ma va!

Scusami, eh.

Che carino, grazie.

Grazie.

"E LA CHIAMANO ESTATE" IN SOTTOFONDO

PAROLE NON UDIBILI

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