All language subtitles for Non stuzzicare la zanzara

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian Download
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Downloaded from YTS.MX

Official YIFY movies site: YTS.MX

Mettetevi in testa una cosa, questa non è solo una scuola militare.

La nostra accademia d'armi privata otterrà un riconoscimento ufficiale.

Qui si diventa soldati e si apprende l'antica arte militare.

Preparatevi a sacrificio, disciplina e assoluta dedizione.

Sergente! 50 giri di corsa per il campo!

Achtung!

Fianco destro. Destro.

Aah! Secondo, terzo, quarto, quinto, settimo, nono!

In Fortezza a pane e acqua per tre giorni!

Imparate a scattare. Voi, serrate!

Eeeee...

Di corsa! Muoversi!

Un, due, un, due, un, due...

Mozzarelle! Sfaticati!

Sergente, devono diventare dei soldati!

- Disciplina! - Jawohl!

- Bartolomeo. - Che c'è, sorellina?

- Vieni. - Eccomi.

Cosa fanno qui questi animali? Sergente, mandateli via!

Bartolomeo, devi andare da tua moglie, siamo preoccupati.

Giovannino, stai buono, non mangiare troppo.

Peppino, tu non essere ingordo, ce n'è per tutti.

Carletto, tu sei rimasto senza, come al solito.

Maria Cristina!

- Sì, Bartolomeo? - Maria Cristina, che vergogna!

- Guarda tua moglie cosa fa. - Lo sta facendo di nuovo.

- Che figura facciamo se la vedono? - Dai di nuovo cibo agli uccelli.

Un po' di becchime era rimasto e faceva molto freddo, poverini.

Te lo avevo proibito, questa è una Fortezza, non la casa degli animali.

Cosa devo fare? Metterti a pane e acqua come i soldati?

Se lo scoprono il generale, la marchesa o il ministro?

La moglie del comandante Santangelo regala il rancio ai mendicanti,

ruba le scarpe delle reclute per darle ai suonatori ambulanti.

Hai fatto le brache ai contadini con la bandiera del reggimento!

Non le avevano, era anche un po' immorale.

Maria Cristina, quando vivrai con la dignità consona al mio grado?

Devi sempre occuparti di uccellini, conigli, conchiglie e farfalle?

Hai raccolto cani e gatti randagi, topi randagi! Non hai 13 anni!

Ho dovuto chiudere in collegio nostra figlia Rita

per paura dell'educazione che poteva ricevere da te.

Maria Cristina, guardami negli occhi.

Giura che non ti occuperai più di straccioni e di animali.

Lo giuro. Oh, scusa.

La mia mano nelle tue mani.

I tuoi occhi che guardano i miei.

Sorridere senza ragione.

Sentirsi felici di niente.

Il bisogno di stare vicini,

di sentirci soli nel mondo.

In questo grande mondo che mi sembra tutto nostro

perché sono innamorata così.

Questo nostro amore

non si può nascondere.

Non si può nascondere.

Questo grande amore.

Io ti giuro, amore,

che saprò difenderlo

e che saprò proteggerlo.

Questo grande amore.

Il bisogno di stare vicini,

di sentirci soli nel mondo.

In questo grande mondo che mi sembra tutto nostro

perché sono innamorata di te.

Questo nostro amore

non si può nascondere.

Non si può nascondere

questo grande amore.

Io ti giuro, amore,

che saprò difenderlo

e che saprò proteggerlo.

Questo grande amore.

- Quanti sacchi di bene mi vuoi? - Tre.

- Così pochi? - Tre milioni di milioni di milioni.

E' stupendo, amore, siamo fuggiti insieme.

Ora dovrei parlare con tuo padre per dirgli che vogliamo sposarci.

Se gli dici che ho vinto il Festival e che siamo fuggiti dal collegio,

mi chiude in un convento di clausura e ti squarta con l'alabarda.

- Cosa? - E' un pazzo furioso.

I suoi ideali sono i tiranni del cinquecento.

E' fissato con il mondo militare, vive perennemente in costume.

Ha fondato un'accademia di armi che il ministero non ha riconosciuto.

- E' un vero pazzo. - Ci sarà modo di farlo ragionare.

- No. - Allora come facciamo?

Non posso portarti in giro, io ti rispetto

L'importante è che ci vogliamo bene. Scappiamo a Londra, poi si vedrà.

Non capisci, non possiamo continuare a vivere così,

giocando come due bambini.

Smettila, adesso non pensarci.

Pensa solo che ti voglio bene, che sono bagnata e che ho fame!

Guarda, i giornali parlano di noi, del Festival, non è fantastico?

Che succede? Perché sei così serio? Amore, che succede?

No, è... Io sono preoccupato.

Vorrei che tu capissi

che io ti voglio bene, ma sono responsabile di te.

Devi capirlo, perché se non capisci questo,

puoi fraintendermi e arrivare a odiarmi.

Smettila, sai che ti voglio tanto bene.

Mi prometti che qualunque cosa accada,

- avrai fiducia in me? - Sì. Ti diverti a farmi paura?

Scusi, signore.

Va bene, grazie. Ricordati, hai promesso.

- Sì. - Allora vieni.

- Dove? - Vieni.

Io ti seguo, ma non ti capisco. Dove andiamo?

- Andiamo. - Che succede?

- C'è suo padre, signorina. - La cara, piccola, Rita.

- Le ho riportato sua figlia. - Ciao, Rita. Cos'è questo berretto?

E' stata un'ottima allieva, ha preso il diploma a pieni voti.

La direttrice me l'ha affidata per portarla a casa finiti gli studi.

Ben, professore, la ringrazio e ringrazio la signora direttrice.

Rita torna a casa. Professore, io devo tornare in accademia,

nella scuola militare io forgio soldati, lei forgia alunni.

- Bene, la saluto, grazie, - Scusi.

Rita, salutail professore, io chiamo la macchina.

Rita. E' meglio per te e per tutti e due.

Lasciami andare, sei un traditore, non voglio vederti mai più!

Rita!

- Braccio di ferro! - Bentornata, signorina Rita.

- Come stai? - Sono in servizio per il capitano.

- Sergente! - Mio generale!

Una colomba è in testa alla sentinella!

- Sì. - La vede? Vuole spiegarmi?

- E' una colomba impertinente. - Punizione!

- Patatina! - Mamma!

Ci sono altre bestiacce! Sergente, lei è il responsabile

di qualsiasi presenza di pennuti in caserma!

- Patatina! - Mamma!

Mamma!

Mi hai spaventata con la tua fuga dal collegio, so tutto.

- Maria Cristina! - Arriva papà.

Parleremo stasera in soffitta.

Quante volte devo dirti che non voglio uccelli nella Fortezza.

- E' arrivata Patatina. - Basta con i vezzeggiativi.

Basta con queste inutili effusioni, andiamo a salutare le zie.

Patatina...

Rita, saluta le zie.

- Ciao, zia Carlotta. - Bentornata.

- Zia Genoveffa. - Buongiorno.

- Come stai? - Bene, grazie. Ecco fatto.

Bang!

Ehi!

- Sergente! - Oooh!

Alla tua età ti fai ancora prendere a spade in testa!

Signorina Rita, mi ha fatto tanto piacere rivederla.

Era tanto tempo che nessuno mi svegliava con la spada sulla testa!

Sono i vecchi amici. Ragazzi, come state? Vieni.

- Ciao. Ciao. - Signorina, ferma!

- Ciao. - Rita, sei diventata grande!

Sei una signorina! Vuoi ancora essere la nostra mascotte?

Sì! Non dimenticherò mai i miei svizzeri!

- Voi ricordate il nostro coro? - Sì!

- Lo facciamo? Andiamo! - Signorina Rita, fate piano.

Se il comandante vi sente, manda tutti nella Fortezza. Fate piano!

Forza, ragazzi! Uno, due!

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

La Svizzera.

Questa Svizzera da cui venite voi,

questa Svizzera che cosa sarà mai?

Questa benedetta Svizzera che sembra chissà che,

in fondo che cos'è?

La Svizzera cos'è?

Non sottovalutate la Svizzera perché...

La Svizzera cos'è?

La Svizzera.

E adesso attenti,

io vi rivelerò cos'è.

Ein! Zwei! Ein! Zwei! Tre!

La Svizzera cos'è?

La Svizzera è una nazione.

Ein! Zwei! Ein! Zwei! Tre!

La Svizzera cos'è?

Non sottovalutate la Svizzera perché...

La Svizzera, che mai? La Svizzera, oh, dai!

La Svizzera.

E adesso attenti,

io vi rivelerò cos'è.

Ein! Zwei! Ein! Zwei! Tre!

La Svizzera. La Svizzera.

La Svizzera è una nazione.

- Sono dell'Accademia Colleoni? - Jawhol.

- Sei una Guardia Svizzera? - No.

Beato te, purtroppo io sì.

Vieni a fare un ultimo brindisi.

Bevi, amico. La vita non vale un cavolo.

- Hai ragione. Salute. - Prosit.

Io devo andare in galera! Devo andare in accademia.

Mio padre mi costringe a fare l'allievo di Guardia Svizzera.

Ci sono tante fabbriche di orologi! Mio padre mi costringe,

io non voglio fare l'allievo di Guardia Svizzera!

- Hai ragione. - Wolfango è molto triste.

- Chi è Wolfango? - Io sono Wolfango.

Non capisco perché, con tante belle ragazze in città,

io devo stare chiuso in caserma. Non voglio fare la Guardia Svizzera!

Porca miseria!

Io pagherei per non andare in caserma.

- Io pagherei per andarci! - Perché?

La mia ragazza è lì, è la figlia del comandante.

Hai capito?

Quelli ti conoscono?

No, devo presentarmi stasera per la ferma di due anni.

- Vuoi cedermi il tuo posto? - Sì, ma come possiamo fare?

Io ho un'idea...

Rita.

Questo rumore fa allegria.

- No, è un rumore scostumato. - Da maleducati!

Non sta bene mangiarlo davanti a noi che abbiamo pochi denti!

Scusate, non ci avevo pensato.

- Tu non ci pensi mai! - Un'altra volta pensaci!

- Maria Cristina, la zia ha ragione. - No, papà.

- Cosa? - Bartolomeo, Rita voleva dire...

Volevo dire quello che ho detto. Le zie non hanno ragione.

Secondo questo ragionamento,

dovremmo camminare con le stampelle per non umiliare gli zoppi

e portare gli occhiali per non umiliare i miopi.

- Cosa dice? - Rita!

Per fortuna che in collegio doveva ricevere una buona educazione!

- Mi hai fatto passare l'appetito! Scusate, è colpa mia.

Rita, chiedi scusa alle zie, immediatamente. Marsch!

Scusate.

- No, vi prego, aspettate. - Io vado via.

- Ho preparato un dolce. - La solita focaccia con le mandorle?

Andiamo via, prepara sempre lo stesso dolce.

- Rita! - Mamma lo ha fatto per me.

- Non ti comportare più così! - Papà, sei esagerato!

- Bartolomeo, solo un pezzo. - Ho detto di no.

Non importa. Stasera che fanno in televisione?

Shh! Sei pazza? Non farti sentire dalle zie!

- Perché? - C'è Rita, accendiamola un po'.

Mi meraviglio di te! Volete portare all'esasperazione quelle tre donne?

La sera le zie suonano gli archi.

E' una nobile maniera di passare il tempo,

nutrendo spiritualmente la famiglia. Andate ad ascoltarle.

- Sì, Bartolomeo - Papà, tu dove vai?

Io andrò nello studio a rivedere le bozze del mio trattato di strategia...

militare.

Mamma, cosa fanno le zie la sera?

- Un terzetto d'archi. - Papà è furbo!

Ci incastra a noi con gli archi e lui scappa!

- Con me papà ha capito male! - Porta pazienza.

I trio d'archi è da morire! Non sono scherzi da fare!

Attenta, non farti sentire.

Bene, stasera due nuove reclute sono arrivate, vediamo...

Achtung! Perché sei nudo?

- La divisa è piccola. - Caporale, provvederò io!

- Come ti chiami? - Raus, da Berna.

- Tu come ti chiami? - Wolfango.

- Da dove vieni? - Da Zurigo.

Quando ti rivolgi a un superiore, devi dire sempre "sissignore"!

- Hai capito? - Sì.

- "Sì, sissignore." - Sì.

- Ci vuole sempre "sissignore"! - Sì, sissignore.

Imparate a parlare italiano!

Caporale, porta le reclute in dormitorio.

- Sì. Fianco destro! - Fianco destro!

Presto! Presto!

Sul mio letto c'è il dentifricio! Non posso dormire così!

Povero piccolo!

Povero bambino, vuoi la mamma?

Ehi, cerchi problemi?

Sei suscettibile!

Di' al bambino nuovo che io non amo la gente spiritosa.

Di' al piccolo bambino che gli gonfio la faccia,

se non sta buono.

- Tu gonfi la faccia a me? - Sì.

Cosa succede qua?

Dormite...

Dormite!

Ciao, mamma.

Rita, finalmente.

E' carino qui, è proprio un amore.

Che fai? Fumi?

- Leggi "Angelica"? - Sì, questo è il mio rifugio.

Ho portato qui tutta la mia roba, i miei conigli, le mie tortore,

c'è anche Senofonte. L'ho dipinto e sistemato tutto da sola.

Papà non capisce certe cose, ha la sua mentalità

- me lui e le zie sono così... - Le zie sono noiose.

Come fai a sopportarli?

Rita, papà...

Senofonte!

Dicevo, tesoro...

- Senofonte! - Senofonte!

Dicevo, papà non è cattivo.

Lo so, lui ha un brutto carattere,

ma è anche colpa delle zie.

- Hanno sempre vissuto con voi? - Sì.

- Allora, nessun ballo, nessun teatro? - No, mai.

Io avevo tanta voglia di giocare, di ridere, di divertirmi.

Per questo ho iniziato a sfogarmi con gatti, colombe e conigli.

Forse loro hanno ragione a credermi un po' matta.

No, i matti sono loro!

Al giorno d'oggi gli uomini sono arrivati sulla Luna

e loro passano le serate con il trio d'archi.

Io non resterò in questa tomba, sono venuta a dirtelo. Io scappo.

- Cosa? - Non ce la faccio più. Me ne vado stasera.

Mamma, perché fai così?

Dai, mamma!

Io ho aspettato tanti anni che tu tornassi

Con la scusa che ti avevo educata male, ti hanno messa in collegio

e io sono rimasta sola con loro.

Anche questa volta diranno che è colpa mia, ma non mi importa.

Ti aspetto da tanto e se tu vai via, è proprio finita!

Uffa! Va bene, mamma, per ora rimango.

Però qui devono cambiare tante cose. Io movimenterò la situazione.

Ti farò divertire! Ho in mente certe idee... Ci faremo tante risate!

Qui è molto carino, ci sono tante cose divertenti, mi piace.

Per la prima volta mi sento a casa mia.

- Che cosa c'è qui dentro? - I miei tesori.

Sono gli abiti da sera di tua nonna, era una signora molto elegante.

Andava a ballare, all'opera, ai concerti, viaggiava all'estero.

- Anche lì ci sono cose? - Sì.

Mi piacciono molto, qualche volta li indosso.

- Davvero? - Sì.

Vediamo come ti sta. Bellissimo!

- Lo indosso anch'io. - Brava!

Ti ho sentita alla radio e non sapevo che fossi tu.

- Sei molto brava. - Grazie.

- Ti sono piaciuta davvero? - La mia Patatina!

Com'è carina quella canzone! Come fa?

Abbiamo un riff! Geghe geghe geghe geghege'.

Uuuuh!

Sei straordinaria! Io impazzirei a saper ballare e cantare come te

- con questi ritmi di oggi. - Te li insegno?

Magari!

Non è difficile fare lo Shake.

Su, vieni, prova anche tu come me.

Ma quello è Charleston.

Io non ballo mai questo Shake.

Mamma, dai, lo farai!

Lasciati andare ed è subito Shake.

Basta soltanto un pochini di Beat.

Ma quello è il Can-can.

Sono vecchia e non ballo ye-ye.

Mamma, dai, prova con me!

No, mamma, questo è un Tango.

No, ti sbagli.

Questa è una Samba. Lo Shake fa così.

Dai! Prova con me, mamma!

Sì, brava, lo Shake è questo.

Sì, così, mi piace!

Su, dacci dentro con tutto il tuo swing.

- Amore. - Che cosa fai lì? Vai via.

- Apri. - Non voglio più vederti.

Rita, apri, ti prego. Non fare la bambina, sii ragionevole.

Oltretutto qui fa molto freddo.

- Hai molto freddo? - Sì.

Te lo meriti! Mi hai consegnata nelle mani del nemico.

Non ti perdonerò mai. Non capisco perché sei lì.

Con me è finita, addio.

- No, Rita... Ah! - Oddio!

- Ti ho fatto male? - No.

Rita! Rita!

Rita, sii buona.

Amore, io spero che tu sia lì

e che non mi lasci a parlare solo qui fuori come un cretino.

Non fare così. Io ho tanta voglia di tenerti fra le braccia.

Dove possiamo vederci in tranquillità?

Fammelo sapere presto, prima che tuo padre mi veda qui e mi riconosca.

Non sarebbe contento di trovare il tuo professore fra i suoi allievi.

Rispondimi. Ti passo un foglietto sotto la finestra,

è una canzone che ho scritto per te.

Spero che tu sia lì e la prenda, sennò una delle tue zie la prenderà.

Aspetta.

Ah! Allora ci sei, imbrogliona!

Amore, ora devo andare.

Aspetto. Ti voglio bene.

A domani. Ciao.

Ahi!

Una notte intera

per pensare a te.

Una notte intera

per sognare te.

Corri nei miei sogni

presto più che puoi.

Una notte qui

davanti a noi.

Chiudo gli occhi

e nel buio vedo te

che sorridi innamorato

accanto a me

e che stringi le mie mani

più che puoi.

Una notte qui davanti a noi.

Cose senza senso

in sogno ti dirò.

E fra le tue braccia, amore,

ballerò.

E' una notte senza tempo,

se lo vuoi.

E' una notte, amore,

solo per noi.

Energia!

Mozzarelle! Correte!

Abbiamo fatto una bella galoppata, la signorina cavalca bene.

Sì, mi piace cavalcare, ma perché dobbiamo farlo all'alba?

Il comandante dice che il mattino ha l'oro in bocca.

Se qui alle 5 del mattino non sono già tutti svegli, sarebbe un guaio.

Allora?

Ehi! Il cappello!

Tu non scherzi!

Guarda là!

- Come ti chiami? - Jack Lo Smilzo.

- Quanto pesi? - 20 chili.

Prima! Ora pesi 20 chili e tre once! Bang! Bang! Bang!

- Hanno ammazzato il capo! - Deve essere del Texas!

- Tu chi sei? - No, è la figlia del comandante.

Ti sbagli, io sono Calamity Jane, ma i nemici mi chiamano Gringa.

- Perché giocate qui? - A casa non ci lasciano giocare.

- Perché? - Non vogliono che facciamo i cowboy.

Gli adulti sono tutti uguali,

vorrebbero che tutti si annoiassero come loro.

Sono ingiusti, come dice la canzone. La conoscete?

Perché

i grandi non fanno che criticare tutte le cose che vogliamo fare?

Perché? Perché due non fa tre.

Perché,

sia che siamo poveri o signori,

noi abbiamo sempre dei superiori?

Perché? Perché due non fa tre.

Perché questo è vietato, quello è proibito e quell'altro è negato?

Questo non si deve. Quello non si fa.

Perché, se la mamma è arrabbiata per i fatti suoi,

gli scapaccioni li prendiamo noi?

Perché? Perché due non fa tre.

Perché

i grandi non fanno che criticare tutte le cose che vogliamo fare?

Perché? Perché due non fa tre.

Perché questo è vietato, quello è proibito, quell'altro è negato?

Questo non lo fare. Questo non si può.

Perché,

se mammina è arrabbiata per i fatti suoi,

gli scapaccioni li prendiamo noi?

Perché? Perché due non fa tre.

"Ti aspetto stasera alle 21 alla sala d'armi. Rita."

- Finalmente sei arrivata. - Sei tu. Mi fai male! Smettila!

- Aprilo. - Sei un traditore.

Mi hai consegnata a mio padre per liberarti di me.

Apri questo coso!

Credi che io mi diverta a fare l'allievo Wolfango da Zurigo?

Quel mostro di caporale mi fa correre con l'alabarda in mano!

Stamattina ti ho visto, eri fantastico con quei pantaloni.

- Mi hai fatta ridere tanto! - Tu ridevi e io ero lì a faticare!

E' il castigo del cielo, mi hai tradita e paghi!

Aprilo, qui dentro soffoco!

Non essere così ingiusta.

Questa situazione non mi fa piacere.

Non potevo portarti in giro così, che figura ci facevi?

Tu sei minorenne, non posso sposarti senza il consenso di tuo padre.

Che dovrei fare? Dai, guardami.

Io ti amo, non lo capisci? Facciamo la pace.

Le zie!

- Ho sentito dei rumori. - Sciocchezze!

- I fantasmi! Aiuto! - Scappiamo!

- Aiuto! - Che paura!

Si sono spaventate! Togli l'armatura, io controllo.

Aiutami a togliere questo.

Finalmente, amore!

- Mi hai perdonato? - Sì.

Avevo tanta voglia di abbracciarti.

Ahia! Ahia!

- Che hai? - Sono le esercitazioni di oggi.

Non ridere, guardami negli occhi.

Mi vuoi ancora bene?

Tesoro, ho avuto paura che tu non volessi più vedermi.

Purtroppo non ne sono capace.

E' inutile cercare di scappare, tutti e due siamo nel sacco.

Sei un traditore, mi hai rovinato.

Sono qui con papà e non potrò firmare contratti fino a 21 anni.

Però dovremmo parlare lo stesso con Teddy Reno e gli altri.

- Per te, per le tue canzoni. - Sì.

Hai ragione, una sera andremo al Carnaby Club, sono sempre lì.

- Andiamoci stasera. - Come facciamo a uscire?

Il cancello è chiuso e ci sono le guardie, la ronda.

Io conosco un'altra uscita.

Dentro la polveriera c'è una botola.

Poi un passaggio segreto che porta fuori.

Ci andavo da bambina. Andiamo.

Troppe cose troverai

contro di te.

- Devi lottare. - Scusa, torno subito.

Devi soffrire.

Cosa vuoi fare se questa vita è così?

- Amico! - Wolfango!

- Cosa fai qua? - Sono scappato dalla caserma con la mia ragazza.

- La figlia del comandante, ricordi? - Quanto ci tornerai?

Io non torno più in caserma. Tu devi tornarci, stasera!

- Porca miseria! - Non mi presenti?

- Lei è Vanessa, la mia ragazza. - Ciao.

Io non posso pensare di tornare in quel cimitero di caserma!

Avevo appena cominciato a vivere e adesso devo morire, povero me!

- Accidenti! - Guarda!

- La biondina! - Lui chi è?

Io sono Wolfango, lei è Vanessa, la mia ragazza.

Quella è la biondina misteriosa!

Lasciatela un po' anche a me. Tesoro, vieni.

Finalmente si è fatta rivedere, signorina!

Ho qui il suo contratto, manca solo la sua firma.

Non posso firmare, sono minorenne e mio padre non approva.

Ma lei ha vinto il Festival, è un colpo eccezionale.

Non vorrà compromettere la sua carriera!

- Aspetterò. - Giovanotto, glielo dica anche lei.

Io che posso fare? Io scrivo le mie canzoni.

Io metterò una buona parola perché incidano le sue canzoni,

però collabori anche lei perché la signorina faccia gli show televisivi.

- Le faccia da segretario. - Da segretario?

Lui non fa il segretario, lui è un compositore.

- Canterò solo le sue canzoni. - Questo sarebbe un altro errore.

Lei deve cantare tutte le canzoni belle,

non può legarsi in esclusiva a un autore, per di più sconosciuto.

Mi dispiace, io canterò solo le sue canzoni.

Preferisco che tu non canti le mie canzoni.

Anzi, io non ne voglio più sapere niente, buonasera.

- Paolo! Mi scusi. - Paolo, perché fai così?

Io non voglio fare il principe consorte.

Io voglio cantare le tue canzoni perché mi piacciono.

Io ho la sensazione che tu le canti solo perché sono le mie

e che loro prenderanno me perché vogliono te.

Non si può fare carriera in coppia, noi dobbiamo lavorare da soli

e ritrovarci insieme come due ragazzi che si vogliono bene.

Altrimenti il lavoro rischia di divederci.

- Ma io... - Non dire più niente, torna da lui.

- Ti prego, non parlare più di me. - Paolo!

Balliamo?

Tu guardi lei

e lei ti guarda dolce,

poi si stringe a te.

E tu le parli proprio come fai con me.

Con quel sorriso,

quel tuo sorriso,

quel tuo sorriso che credevo solo mio.

Stai distruggendo,

stai rovinando il nostro amore

e non lo sai.

No, non lo sai.

Tutto quel mondo

che eravamo stati noi,

solo noi.

Tu puoi sorridere a un'altra,

come a me.

Come a me.

Con quel sorriso,

quel tuo sorriso,

quel tuo sorriso che credevo solo mio.

Stai distruggendo,

stai rovinando il nostro amore

e non lo sai.

No, non lo sai.

Tutto quel mondo

che eravamo stati noi.

Solo noi.

Tu puoi sorridere a un'altra,

come a me.

Come a me.

Passa sempre di qui quando passeggia a cavallo.

Eccola! Forza, salite!

Accidenti, non parte!

Rita. Rita!

Forza! Togli il freno, cretino!

Corri!

- Ahi! - E' caduta!

Rita! Rita! Aspetta!

Fermati! Rita! Fermati!

Rita, scendi! Rita!

Scendi dall'albero!

Non annoiatemi, non vi parlerò.

Questa storia non mi piace, lui non fa per me.

Lui ti vuole bene veramente.

L'altra ragazza non conta niente.

Ha sbagliato, peggio per lui.

Non ne voglio più sapere di uno come lui.

Vada pure con chi vuole, non mi importa più.

Non fare troppo la cattiva,

ora devi perdonarlo.

Ti prego, vieni da me.

Questo mondo oggi è pieno di ragazze

sempre pronte giocare con l'amore,

ma se credi di poterlo fare anche con me,

non ci sto.

Non portarmi ancora il muso, non fare così.

Non fare la bambina, scendi giù da lì.

Lui ti vuole bene veramente.

L'altra ragazza non conta niente.

Hai sbagliato, peggio per te.

Non mi state più a seccare, tanto non ci sto.

Vada pure con chi vuole, non mi importa più.

Non fare troppo la cattiva.

Ora devi perdonarlo.

Ti prego, vieni da me.

Questo mondo oggi è pieno di ragazze

sempre pronte a giocare con l'amore,

ma se credi di poterlo fare anche con me,

non ci sto. Non ci sto.

Guardami.

Ti odio.

Non mi importa niente di quella ragazza, né di nessun'altra.

Ho una notizia straordinaria.

Guardami.

Ieri sera, dopo che sei andata via,

Teddy Reno mi ha offerto di fare

uno show televisivo per la serata di fine anno.

Amore, è fantastico!

E' uno spettacolo di beneficenza offerto dalla marchesa Filangeri,

in un albergo del Sestriere.

Ci saranno i miliardari di tutta Europa.

Ci saranno addirittura due re, non so quanti ministri

e il biglietto costa milioni.

La TV riprenderà lo show e se va bene, è un lancio meraviglioso.

Purtroppo devo partire fra mezz'ora.

Vado con Teddy Reno e un complesso di ragazzi che sono molto bravi.

Io canto con loro.

C'è appena il tempo di fare le prove.

Sei contenta?

- Attenta, viene qualcuno. - E' mamma.

- Lo sa? - Sì.

Ciao, Rita, vi cercavo.

Avanti, Pasqualino. Rita, ti vuole papà.

- Lui è Paolo. - Io sono la mamma.

Volevo dirti che io e Paolo ci vogliamo bene.

- Ci vogliamo sposare. - Sono contenta.

Pasqualino, stai buono.

- Cosa? - Sì, ci vogliamo sposare.

Lei che cosa ne pensa?

- Non lo so. - Come ti sembra come suocera?

- Sono felice di averla conosciuta. - Ora devo andare.

- Ciao. - A presto. Se permette...

- Ciao. - Attenta.

Fai del tuo meglio.

Auguri, ciao.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Dobbiamo correre alla villa, papà ti sta cercando.

E' molto arrabbiato, è con una strana signora.

- Chi è quel giovanotto? - Ciao!

Andiamo, Pasqualino! E' simpatico.

Sono lieta di vederla, signorina Santangelo.

Dopo la sua fuga, non pensavo di trovarla qui.

- Immagino che lei sia la mamma. - Sì, è mia moglie.

Piacere.

Signorina, mi meraviglia che lei abbia sottovalutato

la mia coscienza di educatrice, e pensato che non sarei venuta qui

a parlare con suo padre.

Lui ha apprezzato moltissimo la mia relazione.

Glielo dimostro subito.

Tu hai tradito la mia fiducia, ti sei comportata molto male.

- Ma... - Zitta!

Senza ritegno, senza alcun rispetto per il nome di tuo padre. Vergognati!

- Papà, stai esagerando. - Non sederti e non rispondermi!

- Taci e vergognati! - Rita, ti prego.

Signora, non c'è da pregare.

Con certe persone ci vuole la mano dura!

In prigione!

Comandante Santangelo.

Il generale Gavazzeni Scotti vuole ispezionare l'accademia?

Quando vuole. Domattina alle 10:30?

Benissimo. Spero che dopo l'accademia sarà riconosciuta ufficialmente.

Grazie.

I generali vedranno come tratto quei soldati più duri del ferro!

In prigione! Tavolaccio! Pane e acqua! Carcere duro.

E un mesee di segregazione in Fortezza.

Vedremo chi di noi due è più testardo. Sergente!

Sì, mio generale.

Portate mia figlia nella Fortezza, ne sarete responsabile voi.

- Bartolomeo, ti prego... - Non preoccuparti, mamma.

Adesso inizio a divertirmi.

Ti assicuro che è meglio il carcere duro che la vita con le zie.

- Svergognata! - Sì, va benissimo così.

Mi dispiace per te, papà, tu hai commesso un errore.

- Te ne pentirai. Ciao. - Rita!

Dimenticavo. Signorina, grazie.

- Dovere. - Lei non è bella,

però è tanto antipatica.

- Maleducata! - Buonasera.

Rita, mi hai fatto chiamare. Il carcere duro ti ha distrutta...

Rita! Guardie, è evasa!

- Sono qui, papà. - Ah, sei qui.

Immagino che tu, stremata dal carcere,

voglia chiedermi scusa per la tua indegna condotta.

Non posso pensarci, mia figlia sul palcoscenico come una ballerina!

Dovrei disconoscerti! Ma spero che tu sia ancora recuperabile,

e io devo tentare di redimerti. Per questo aspetto le tue scuse.

Papà, c'è un equivoco, non ti ho fatto chiamare per chiederti scusa,

- ma per darti un ultimatum. - Tu a me?

Sì, mi sono stufata. Se entro domattina non mi avrai fatto uscire,

e non avrai finito con questa ridicola storia, sarà la guerra!

Tu osi dire questo a tuo padre? Al comandante Santangelo!

Io ti farò pentire della tua insolenza.

Marcirai qui dentro finché non diventerai come un agnellino!

Ho spezzato schiene più dure della tua!

Un ultimatum a me! Vedrai! Io ti distruggerò!

Ti farò marcire qui dentro! Come Silvio Pellico allo Spielberg!

Papà, attento, domattina alle otto.

Zitta!

- Sono le ore 8. - Benissimo.

Sono le 8 e papà non si è visto. Iniziano le ostilità.

Attenzione! Di corsa! Scattare!

Gli ultimi cinque li sbatto nella Fortezza!

Presto! Sellate i cavalli!

Adunata sulla piazza fra cinque minuti!

Presto! Presto!

Attenzione! Presto, allievi! Prendete l'alabarda!

Prendete l'alabarda!

Adunata sulla piazza!

Svelti! Svelti!

Cos'è questo prurito?

Tre colombi? Tre colombi!

- Io... - Generale, la guardia è schierata in cortile!

Perché i colombi sono nella sala d'armi?

Arrestateli, confiscateli, giustiziateli, portateli via!

Agli ordini! L'auto del generale sta arrivando.

- Va bene, scendo subito. - Sì.

Che cos'è questo prurito?

Devono essere le pulci delle bestiacce di mia moglie.

Speriamo bene, che figura farei con il generale Gavazzeni Scotti?

Mi scusi. Signor generale, ossequi. Prego.

Io sono molto orgoglioso della sua visita.

Non capisco. Che cosa sta succedendo?

- Siete impazziti? - Fermi!

Sottufficiali! Soldati!

Che spettacolo indecoroso!

Non travolgete il generale!

Chi butta queste piume?

Perché scivolate?

Ecco fatto! Questa è una guerra!

Lo hai voluto tu. Peggio per te.

Questa accademia è indegna! E' mostruosa!

Mi avete insultato coinvolgendomi in questa ressa!

Vi infilzerò con la mia spada! Criminali!

Portatemi in salvo! Non avrete nessun riconoscimento!

Mi avete rovinato cinque anni di lavoro! Vi impicco tutti!

Wolfango, sei tu? Vieni, fatti vedere! Sei buffo!

Io sono stanco e triste, torno in Svizzera!

Non esagerare, la scena è stata stupenda!

Non posso ridere, se tu ridi, significa che non sei innamorata.

- Che c'entra? - Sei sfortunata in amore come me.

Io non lo sono, forse lo sei tu.

Vanessa e Paolo sono insieme al Sestriere!

C'è anche Vanessa?

Sarà andata in montagna a sciare.

No, è una scusa, perché Vanessa...

perché Vanessa...

- E' molto bella. - Perché mi racconti queste cose?

Mi fido di Paolo, mi ha detto che non gli importa nulla di Vanessa.

Lei mi ha detto che è innamorata di Paolo

e che lo preferisce a me.

Quando Vanessa vuole qualcosa, lei la prende!

- Te l'ha detto veramente? - Sì.

- Parola d'onore? - Sì!

- Allora io vado! - Dove?

- Al Sestriere. - Piano! Cado!

- Sergente! - Sissignore.

E tu non ridere! Sergente, portate qui quella criminale di mia figlia!

Sì, generale.

Distrutto, rovinato, ridicolizzato davanti agli organi ufficiali!

In un'ora tua figlia ha polverizzato cinque anni del lavoro

che avevo dedicato alla mia scuola militare! Piano!

Io la mando in prigione davvero! Ha infranto il codice penale!

Il generale ha avuto un collasso.

La mia scuola non sarà riconosciuta ma lei finirà in prigione!

Smettila di ridere! Ahi!

Bartolomeo, che ci posso fare? Mi viene da ridere.

Maria Cristina, sei impazzita? Mi rispondi?

- Generale. - Fatela entrare.

Non posso, non c'è.

- Non è nella sua cella? - E' evasa dalla cella.

- E' evasa? - Sì, mio generale,

nella cella io ho trovato questa lettera

- per sua madre. - Ferma!

"Cara mamì, mamò..."

- Santo cielo! - "Tu sai che finora"

"ho rinunciato a fuggire da questo ridicolo sepolcro..."

Che dobbiamo sentire!

"Solo per te, ma stavolta cerca di capirmi, io devo andare."

"Sono al Sestriere, ti farò avere mie notizie. Ti voglio bene, Rita."

- L'ha fatta grossa! - Ci vuole il carcere!

"Post scriptum."

"Non mi importa niente di quello che penseranno le zie,"

"perché sono tre vecchie tarta..."

E' svenuta!

"Tartarughe."

"Se puoi, cerca di farlo capire a quel bestione di papà."

"Ciao, mamì, ti bacio."

E' svenuta.

Questi sono i risultati della tua educazione.

Ecco cosa è diventata tua figlia.

Cosa è diventata mia figlia?

Una svergognata! Un'anarchica!

No, caro Bartolomeo, Rita è una brava ragazza, buona e intelligente.

E' giovane e ha ragione. Voi non riuscirete

a farla diventare come me, spenta e soffocata da quei tre ruderi.

- Che cosa dice? E' pazza! - E da te, Bartolomeo.

Maria Cristina, come osi?

Sì, io oso! Dovevo farlo quando ho capito di aver sposato

un uomo noioso, ridicolo, megalomane e rompiscatole!

"Ridicolo? Noioso? Megalomane?" "Rompiscatole?" Maria Cristina...

Sergente, non dovete ascoltare fatti privati di famiglia! Fuori!

- Maria Cristina... - Ti sei mai guardato allo specchio?

- Perché? Sono bellissimo! - Non ti accorgi di essere ridicolo.

Ridicolo? Maria Cristina, tu non ti senti bene.

Io non posso vederti così!

Signor comandante, non si preoccupi, lei non mi vedrà mai più!

Vado dalla mia Patatina a fare tutto quello che lei non mi ha fatto fare!

Vado a divertirmi, a fumare! Mi taglio i capelli e vado a ballare!

- A ballare? - Sì, io so ballare!

- Ti prego! - Volete vedere?

- Forse ha un attacco di meningite. - Dio ci scampi!

Povera creatura!

"Bye, bye"!

Genoveffa, Onorina, Carlotta, avete visto anche voi?

- Sì! - Ballava!

- Sì, abbiamo visto! - Ballava!

Sempre più su per dimenticare che

siamo giù.

Sempre più su, per dimenticare che sono giù.

Per convincermi che ormai

questa volta fra noi

è finita così.

Sempre più su, brilla il sole, ma, lo sai, non per me.

Questa neve bianca ormai

ora non mi piace più

e la colpa ce l'hai tu.

E su sulla montagna, anche la tristezza mi passerà.

Su sulla montagna, anche la tristezza ti passerà.

E su sulla montagna, io ritroverò la felicità.

Sempre più su, per dimenticare che sono giù.

Questo lo hai voluto tu.

Sono felice, credi a me,

riesco a stare senza te.

Bam, bam, bam, bam.

E su sulla montagna, anche la tristezza mi passerà.

Su sulla montagna, anche la tristezza ti passerà.

E su sulla montagna, io ritroverò la felicità.

Sempre più su, per dimenticare che sono giù.

Per dimenticare te.

Per dimenticare te.

Per dimenticare, sempre più su,

per dimenticare che sono giù.

Per dimenticare te.

Per dimenticare te.

Per dimenticare te.

- Scusi, il maestro Paolo Randi? - Randi?

Senta... Lei è qui?

Cerco il maestro Randi, dovrebbe essere qui.

- Sì, l'ho chiamato io. - Lo ha visto?

- No. - E' uscito con una signorina.

Sono sui campi da sci.

- Dove va? - A cercarlo.

- Lei sa sciare? - No. - Paura!

Questo nostro amore

non si può nascondere.

Non si può nascondere.

Maestro, è la rovina! Guardi qui, è arrivata adesso!

Judy, la cantante, è rimasta bloccata all'aeroporto di Las Vegas!

Siamo rovinati! Come la sostituiamo a quest'ora?

Lei è il regista, faccia qualcosa. Io telefonerò a Milano.

E' facile dire che devo fare qualcosa! Che sfortuna!

Ho la soluzione! Ho visto la ragazza del Festival di Napoli!

- Rita è qui? Dov'è? - E' con Teddy Reno.

Dove stai andando?

- Buongiorno, signora. - Buongiorno, vorrei una camera.

- Avete prenotato? - No.

- Allora è difficile. - Signora, buongiorno.

- Paolo! - Sta molto bene vestita da sci.

- Che cosa fa qui? - Sto cercando Rita, è qui, vero?

Sì, anch'io la cerco. Lei si sistemi in una camera.

- Sistemi la signora, per favore. - Va bene.

Quando trovo Rita, le dico che lei è qui.

- Grazie, caro. - La signora va alla stanza 23.

Il nostro equilibrio è instabile!

Non sarebbe meglio andare a prendersi un cappuccino?

Io devo andare! Come faccio con questi sci?

- Sono bloccata! - Serve aiuto?

Devo cercare una persona, ma non so sciare!

Allora venga con me, salga sulle spalle!

- Sulle spalle? - Ehi, mi lasciate qui?

- Aspettate! - Si regga forte!

Pazzi! Che Santa Pupa vi protegga!

Pistaaaa!

Quella è la ragazza, devono essere loro, corriamo.

Pistaaaa!

Mi scusi, pensavo fosse un'altra persona.

E' lei? Credeva che fossi con quell'idiota del suo Paolo?

Non tratti così l'uomo che sto per sposare!

- Ciao. - Ciao.

Eccolo!

Ciao, amore!

Tu sei matta, sei venuta qui per quella sciocchezza.

- Sì, scusami. - Potrei anche offendermi!

- Sono tanto felice! - Tu sai sciare?

No!

Paolo, sono tutti miliardari?

Vengono da tutta Europa. Sono ospiti della marchesa Filangeri.

- Dov'è? - Là.

E' la presidentessa delle opere assistenziali internazionali.

Peccato che Bartolomeo non sia qui, lui ci tiene tanto a lei!

- Rita dov'è? - Si sta vestendo in camerino.

- Andiamo da lei? - Sì.

Che lusso!

La marchesa dev'essere molto ricca per offrire una serata così.

- Rita, sei pronta? - Patatina!

- Amore! - Non c'è.

- Dove sarà? - Iniziamo fra cinque minuti.

- Ha visto la signorina Santangelo? - Non c'è?

- E' stata chiamata al telefono. - Chi poteva essere?

- Buonasera, signora. - Ha visto la signorina Santangelo?

Sì, sta parlando con un signore con la macchina nera.

- Una macchina nera? - Come è fatto questo signore?

- E' alto, ha la barba. - Rossa? - Sì.

- E' Bartolomeo! - Allora l'ha rapita!

- Sì, senza dubbio. - Rapita?

- Rita si è fatta rapire! - Bartolomeo avrà trovato una scusa.

- Iniziamo lo spettacolo? - E' successa una cosa grave.

- Rita è stata rapita! - Rapita? Porca miseria!

- E' la fine! Che facciamo? - Vado a cercarla.

- No, lei deve fare lo spettacolo! - Ehi, un momento!

Volete fare una follia?

Fateci portare dei punch al mandarino bollenti. Qui si muore dal freddo!

Credevi di scappare? Avevi sottovalutato tuo padre.

Non potevo permetterti di coinvolgere il nostro nome

in ridicole avventure canore!

Se tu non senti rispetto verso il nostro nome, noi te lo insegneremo.

Siete stati meschini, mi avete rapita fingendo un incidente.

Avete detto che le zie erano ferite e volevano vedermi per l'ultima volta.

- Io vi ho creduto come una stupida. - E' stata strategia.

Per l'onore della famiglia faremmo qualsiasi cosa.

- Brava! - Non ci saranno cantanti famosi,

solo tanti amici che vogliono divertirsi.

Questo doveva essere il tuo show!

- Brava! - Bravi!

- Straordinaria. - Stupenda! E' bravissima.

Direttore, la star chi era?

E' una signora che ci ha salvati da una situazione gravissima.

E' la signora Santangelo, la moglie del comandante.

La moglie di quell'uomo noioso? Incredibile! Voglio conoscerla.

- Cosa avete osato? - Silenzio!

Dov'è mia moglie? Io sono il comandante Santangelo!

- E' con la marchesa. - Sì, lo spettacolo le è piaciuto.

C'è anche il ministro!

Che vergogna! Mi faccia portare da bere.

- Qual è? - E' quello con la barba!

E' andato tutto benissimo, ma se a questo punto ci fosse stata Rita...

- Ragazzi! - Rita! Sei tornata!

- Sono ancora in tempo? - Sì! Presto!

- E' scappata! No, mia figlia! - Stai calmo!

C'è suo marito! Comandante!

Marchesa, mi scuso per l'accaduto.

Comandante, che rivelazione! Ci ha tenuto nascosti due tesori!

Vorrei sua moglie nel patronato,

abbiamo bisogno di elementi giovani e innovatori.

- Lei dev'essere orgoglioso. - Lo sono!

Il signor ministro desidera conoscerla.

- Io non capisco. - Certo, non hai mai capito niente.

- Piacere. - Sono onorato, ministro, grazie.

- Sua moglie meravigliosa. - Sì, è così.

In un certo senso...

Bartolomeo, che cosa hai detto alle zie?

Le ho mandate al diavolo, amore, come mi hai detto tu.

Puoi perdonarmi per tutti questi anni?

- A un patto. - Quale?

Che tu venga a ballare lo Shake con me.

Lo Shake? Maria Cristina, non è consono.

- Dobbiamo aspettare Rita, dov'è? - Sarà con il suo Paolo.

- A quest'ora? E' quasi l'alba! - Ma è la notte di Capodanno!

Sono fidanzati.

Questo nostro amore

non si può nascondere.

Non si può nascondere

questo grande amore.

Io ti giuro, amore,

che saprò difenderlo,

che saprò proteggerlo

questo grande amore.

Questo nostro amore

non si può nascondere.

Non si può nascondere

questo grande amore.

Io ti giuro, amore,

che saprò difenderlo,

che saprò proteggerlo

questo grande amore.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.