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Traduzione di Cipollotta
- Ciao. - Ehilà.
Posso avere una birra?
- Stai mangiando? - Sì.
Ehi! Deficiente!
Non puoi guidare.
Non puoi guidare. Dai, dammi le chiavi.
- Perché mi dici così? - Perché sei troppo ubriaco per guidare.
Sei troppo ubriaco. Ehi... dammi le chiavi.
Bene.
Perché mi dici così?
Lasciami andare. Lasciami andare.
Andiamo.
Ciao.
Ciao. Posso prendere in prestito la tua bici?
- Ha bevuto? - Sta bene.
- Ha bevuto molto? - Sì.
Va bene.
- Posso prendere la bici? - Prendi l'auto invece, ti congeli.
- Non ti serve domani? - Sì.
Dai, allora prenderò la bici.
Andiamo.
Andiamo!
Proprio qui.
Mettiti una maglia.
Voglio farti vedere una cosa.
- Vieni. - Ecco...
Alex! Che cosa stai cercando?
Kille, dobbiamo muoverci senza far rumore.
È la tana di una volpe.
È vero! C'è la mamma, un papà e tutta una cucciolata di piccole volpi.
Devi vederla. Dai!
Oh, cazzo... stai bene? Su.
- Andiamo, dai, andiamo a casa. - Che cosa?
- Andiamo a casa. - Cosa, vuoi arrenderti?
Come al solito, Kille si arrende.
Sei in un bosco, ubriaco fradicio, alla ricerca di volpi.
- Cosa stai facendo? - Sei proprio una...
Non lo so, come una pianta o qualcosa del genere.
Lasciami andare.
Stai sanguinando.
Stai sanguinando.
Non è niente.
Ma non lo capisci che, a causa del fatto che non hai mai lottato...
non hai mai combinato nulla.
Fa male? No, vero?
- Kristian, hai un attimo? - Solo un secondo.
Dobbiamo finire di pulire qua.
- Cosa stai disegnando? - Sto disegnando un pesce palla.
Un pesce palla?
- E questo che cos'è? - Un labirinto.
E questo?
- Chi è questo? - Questo è un tasso.
- Mi sei venuto a prendere oggi? - Sì, sono venuto.
- Sei contento? - Sì.
- Vuoi finire il pesce palla? - Sì.
Forza... aggrappati.
Su le gambe!
Eli, Elias! Tieni!
- Ciao. - Ciao! Grazie mille veramente!
Alex è qui?
No, non l'ho sentito per tutto il giorno.
- Cosa avete fatto ieri sera voi due? - Oh, niente di che...
- Sarà probabilmente... sai... - Che cosa?
- Lo sai. - No, non lo so.
- Vuoi venire a saltare? - Sì, vengo.
Vado a saltare con lui.
- Se senti qualcosa... - Certo.
Il ragazzo sta facendo i capelli scuri.
Ha un teschio.
Un teschio enorme.
Alex?
Alex?
- Ciao. - Ciao.
Scusa il ritardo.
Ciao, avete chiamato Alex, potete lasciare un messaggio.
Ciao, avete chiamato Diana...
Ci sei?
C'è qualcuno?
Ciao.
Questa casa non sarà mai finita.
Ma certo che sarà finita.
- Hai visto Alex? Kåmark? - No.
Kille!
Accidenti, da quanto tempo!
- Come ti vanno le cose? - Bene.
È bello rivederti. Sembri un po' dimagrito.
- Ma... Alex. - Sì.
- Lo sai? - Sì, ho saputo. Ho parlato con Diana.
- Tu non l'hai sentito? - No.
È proprio strano.
- Non hai idea di dove sia? - No.
Hai parlato con la polizia?
- E tu? - No.
- Chi sono questi pagliacci? - Non è come ai vostri tempi.
Era meglio prima.
- Pronto? - Ho parlato con la polizia.
Potranno iniziare le ricerche, ora. Alex mi ha proprio scocciata.
Ho chiamato tutti gli ospedali, ma non c'è.
Kille, ti chiameranno, gli ho dato il tuo numero.
Gli ho detto quello che so, chiederanno a te se sai altro.
- Ciao. - Ciao.
- Diana mi ha detto che ti hanno chiamato. - Sì.
- Kristian Keskitalo? - Ciao, Kristian.
- Seguimi. - Salve, io sono il padre...
- della persona scomparsa. - Certo! Sono Fouad.
Può aspettare sul divano, presto sarò da lei.
Tu e Alexander vi siete incontrati nel pomeriggio per guardare una partita.
Dopo la partita, mi dici, era troppo ubriaco,
così lo hai portato alla macchina e lo hai aiutato ad arrivare a casa.
Hai parlato con Diana e preso in prestito la sua bici per tornare a casa.
Non lo hai più visto o sentito da allora, nemmeno via SMS o in email?
- No. - Silenzio completo.
Ascolta...
so che voi due siete amici.
Se sai qualcosa che io non so, apprezzerei me lo dicessi.
Rimarrebbe tra noi.
Se si vedeva con qualcuna, se era coinvolto in qualcosa, vorrei saperlo.
Non preoccuparti di Diana, la cosa rimarrebbe veramente tra di noi.
Sì, naturalmente te lo direi.
Ascolta, siamo andati alla polizia e... non è niente del genere.
Voglio solo trovare quel coglione. Voglio solo sapere dove si trova!
- Come si comporta Elias? - Lui è bravo.
Lo vedi di tanto in tanto, vero?
Pronto?
Cos'è questa, una punizione del cazzo?
Mi ha lasciata con suo figlio, capisci?
Ha un figlio.
Non so nemmeno cosa cazzo fare...
Ne ho abbastanza. Non sono una stupida.
Potrebbe anche essere morto ormai, che diavolo ne so?
Dai, fammi vedere cos'hai.
Sei solo un coglione!
Avanti, fammi vedere che cos'hai!
Cosa? Avanti, fammi vedere!
- Senza che ridi! - Cosa vuoi vedere?
- Cosa? - Cosa vuoi vedere?
Ehi, voi!
- Finitela. - Che cosa?
- Finitela. - Finire cosa? È colpa sua.
- Non la smette. - Sta' zitto!
- Finiscila! Questa cosa non ti riguarda. - Mi hai sentito? Non dargli calci!
- Sei stupido o cosa? - Lui lo sa bene.
- Che cazzo... - La bicicletta! Prendi la bici!
Ecco... vieni.
Su...
Su, prendi questo.
- Ciao. - Ciao.
- Come stai? - Bene.
- Sei di fretta? - Che diavolo hai fatto?
Sei di fretta?
Non lo so quanto tempo mi ci vorrà.
Cosa... cosa gli hai detto?
Che vado a trovare un cugino che è gravemente malato.
Vieni.
- Ti chiamerò più tardi! - Sì.
- Elias? - Sì?
- Come ti va? - Bene.
Se vuoi parlare con qualcuno, puoi sempre venire da me.
Qualunque cosa. Bella, brutta, qualcosa di cui vuoi parlare.
- Cosa vuoi dire? - Volevo dire che...
Quando ero un ragazzino, non avevo un padre con cui parlare,
allora ho trovato qualcun altro.
Se hai bisogno di parlare, puoi sempre venire da me.
Potrei essere come un padre.
- Ma ce l'ho un papà. - Sì, lo so che ce l'hai.
Non intendevo come un padre, come un adulto... come un amico!
Ok.
- Ma solo se lo vuoi. - Sì, va bene.
Andiamo.
I licantropi sono per metà lupo e per metà umani.
Sono umani durante il giorno,
e quando c'è la luna piena, di notte, si trasformano in lupi mannari.
Aspetta un minuto. Aspetta qui.
Bene, allora questa è la tua porta e questa la mia.
Va bene, forza.
Dov'è la mia bici?
Ehi!
Van Damme! Dov'è la mia bici?
Questo è grave.
È da segnalare alla polizia. Allora, dov'è la mia bici?
Elias? Elias, dobbiamo andare.
Elias?
Elias?
Elias?
Elias?
Elias!
Elias? Cazzo.
Elias!
Elias?
Ehi! Hai visto un ragazzino? Hai visto un bambino qui?
- Ho visto un bambino laggiù. - Vicino al bosco?
Elias?
Elias?
Elias!
Elias...
Che cosa stai facendo? Non si può sparire così! Lo sai questo?
Vieni qui! Dai vieni, alzati.
Ehi... mi riconosci?
Guarda! Ti sembra giusto, questo?
Io non ho fatto niente.
Sai che puoi finire in prigione per questo? Aggressione.
- Ma io non ho fatto niente. - Bene, allora dimmi chi è stato?
- Non lo so. Io non lo conosco. - Sì.
Voglio indietro la mia bici.
- Cinquecento corone. - Per cosa? Per riavere la mia bici...
- che hai rubato? - O questo o niente.
Cinquecento? Ferma, siediti! Siediti...
Va bene, 500 corone per la bici e il nome di chi mi ha colpito.
Cinquecento.
Il tuo numero?
- È gentile da parte tua. - Beh, devi mangiare.
Dove diavolo sarà?
Si può sparire per una notte o più, ma poi si chiama, anche ad un amico.
Penso che finirà tutto bene. Andrà tutto bene.
- Tornerà. Ci sei tu, c'è Elias. - E se gli fosse successo qualcosa?
Qualcosa deve essere successo.
Pronto? - Sei Kristian?
- Si -So dov'è la tua bici.
Mi devi promettere una cosa.
- Non devi dire come l'hai avuto. - Ovviamente no.
- Hai i soldi? - Sì.
Sì!
Stefan Kretschmann?
- Ehi! Dammi 500 corone. - Non ti darò 500 corone per la mia bici.
- Ma che... - Hai sentito cosa ha detto.
- Dammi le chiavi. - Dammi le mie 500 corone. I miei soldi!
- Le chiavi! - Quando avrò i miei soldi.
Lasciala andare!
- Lasciala andare! - Smettila, dammele!
- Cosa stai facendo? - Ti filmo.
- Smettila! - No.
- Smettila! - No di sicuro.
- Smetti di filmare! - No.
Perché dovrei ascoltarti quando tu non la ascolti?
- Dammi le chiavi! - Dammi i soldi! Dammeli!
Ecco fatto.
Senti, Kristian Keskitalo, mi devi 500 corone.
- Ciao... - Ciao!
- Che cosa state combinando? - Non molto.
- Che cosa hai sotto il cappotto? - Niente.
- È vino? - No.
- Quanti anni hai? - 14.
Io ne ho 13.
- Che cosa state facendo? - Stiamo aspettando.
- Ehi... ehi! - Ciao.
Ti dispiacerebbe utilizzare il guinzaglio?
Ci sono un sacco di ragazzi ubriachi qui.
Ehi! Metti il guinzaglio al cane! Ci sono ragazzi ubriachi qui.
- Calma. - Usa il guinzaglio!
È innocuo, stai calmo.
Metti il guinzaglio al tuo brutto cagnaccio. Adesso!
- Ti calmi, cazzo? - Il guinzaglio.
Rilassati.
# Sune è qui, e Kristian è qui,
# non è bello che Alicia sia qui?
# E che bello che anche Siri sia qui con noi.
# Non è bello che Anton sia qui?
# Alfred è qui, e Siri è qui... ##
Una volta lì, ho dovuto svegliarlo, perché si era addormentato.
Una volta svegliato, l'ho portato dentro.
Perché era molto ubriaco.
L'hai portato dentro, da dove eri entrato?
Siamo entrati di lato, attraverso la lavanderia...
- Voglio dire... l'ingresso laterale. - L'ingresso laterale.
- E... è barcollato dentro, più o meno. - Era sveglio allora?
Beh, si è svegliato in macchina, poi l'ho portato dentro.
Quindi l'hai accompagnato fino a casa sua.
- Che cosa è successo dopo? - Una volta dentro...
io sono andato in bagno e lui...
si è spostato, da qualche parte... sì, insomma, era a casa sua.
Da qualche parte? Non avevi idea di dove fosse?
Sì, lui è... no, forse... no, non credo di saperlo.
Ma penso sia entrato dentro. Io, uscito dal bagno, sono andato in cucina.
Ho incontrato Diana e ho parlato con lei per un po'.
Mi ha chiesto cosa avevamo fatto, e se lui aveva bevuto molto.
- Poi cos'è successo? - Abbiamo parlato per un po'...
- Le ho chiesto la bici in prestito. - Perché?
Beh, ho guidato la sua auto per portarlo a casa, la mia era ancora alla pizzeria.
Così ho preso in prestito la sua bici e sono andato a casa.
- A casa tua o di qualcun altro? - A casa mia.
Bene...
Mi scusi, ma ha preso un pugno o ha sbattuto? È un livido quello?
Sì, ho preso un pugno.
- Quando è successo? - Tre, quattro giorni fa.
- Ma non c'entra nulla con questo. - Giusto...
- Elias non c'è? - No.
- Penso che rimarrà a casa per un po'. - Bene.
È dura.
- È molto dura. - Già...
No, io... io non posso crederci.
Che cosa... è successo?
La polizia crede sia andato nel bosco per andare a pisciare o chissà cosa.
Era buio, era ubriaco. È caduto e ha battuto la testa.
È finito a faccia in giù in qualche maledetta pozzanghera.
È annegato. Così.
È assurdo...
Se fosse caduto un poco più in là, forse sarebbe finita diversamente.
Merda.
Ho cercato di sentire Diana.
- Come sta? - Non lo so. Lei non parla con me.
Siete stati insieme, giusto?
Sì, per alcuni anni.
C'è stato un triangolo amoroso.
L'ho visto dopo che ho parlato con Diana, nel garage.
Abbiamo parlato per un po' e lui...
Voleva mostrarmi una tana di volpe.
Voleva andare nel bosco, ma io non volevo andare.
- Ma non l'hai detto prima. - L'ho detto.
- No. - Sì, l'ho detto.
- L'hai detto alla polizia? - Sì.
Ti rendi cosa potrebbero pensare?
Se tu non avessi detto una cosa del genere?
Sì, naturalmente.
- Salve. - Ehi.
Posso aiutarla?
- Lei lavora qui? - Sì.
- Come insegnante? - No, come counselor.
Sto cercando uno studente, Stefan Kretschmann.
- Sono tutti in classe, ora. - E non si può...
Ecco, guarda qui. È stato lui. Mi piacerebbe parlare con lui, solo parlare.
- Sono Johan. Piacere di conoscerti. - Piacere, Kristian.
- Dove vorresti andare? - No, non lo so.
Sto semplicemente girando, speravo di trovarlo.
- Hai parlato con la polizia? - No, non ne ho intenzione.
Voglio solo parlare con il ragazzo.
Sai cosa...
Non possiamo far entrare persone non autorizzate nella scuola.
- Io sono stato studente qui. - Questo non conta.
- È la mia vecchia scuola. - Capisco, ma non importa.
- Kretschmann. - Ciao, Stefan.
Ciao. Chi sei? Pronto?
Sono Kristian. Kristian Keskitalo.
Non ti conosco.
Lo sai che non si può andare in giro a colpire in testa la gente?
È pericoloso. La testa potrebbe avere un rigonfiamento.
Non... on intendo solo all'esterno, ma anche dentro.
Si può avere un'emorragia, si può morire. È davvero pericoloso.
Pronto? Pronto?
- Cosa stai facendo? - Ti sto filmando.
- Dammi i miei soldi! - Le chiavi!
Diana? Diana?
- Alex? - No, sono io.
- Eh? - Non riuscivo a chiamarti.
- Che ore sono? - Non lo so. Mi dispiace averti svegliato.
Possiamo parlare?
- Esci dalla mia stanza. Fuori! - Voglio solo parlare.
Vattene via, Kristian!
Non si può entrare nelle case della gente, nel mezzo della notte.
Volevo solo sapere se eri viva.
E poi...
Mi manchi.
Elias...
- Cosa stai facendo? - Sto disegnando... con il coltello.
Vuoi giocare fuori?
Diana...
C'è il caffè.
- Dov'è Elias? - È fuori sul tappeto elastico.
Non sapevo non potesse uscire? Scusa, non lo sapevo.
- Ehi... ce la caveremo. - Ma vai all'inferno!
Ce la caveremo?
Noi?
Diana...
Lì...
- Senti, potrei comprare metà della casa... - Zitto!
Comprerò metà della casa. Posso ottenere un prestito.
- Bene, quindi ora vorresti venire dentro? - No, verrei qui, terminata la costruzione...
- Kristian, ne ho abbastanza. - Ma voglio farlo.
È finita ora... no.
Mi assomiglia.
Ha il mio aspetto, i miei occhi, i suoi capelli stanno diventando scuri.
Esci.
È mio figlio.
- Grazie, Bosse. - Prego.
Kille!
Ho pensato di tornare a giocare di nuovo.
Il funerale sarà domani, ci sarà una bella cerimonia.
- Ci sarai, non è vero? - Sì, naturalmente.
Ci vediamo, allora.
Forza!
- Ciao. - Ciao.
- Come va? - Bene.
- Torni a a fare hockey? - Sì.
Penso che dobbiamo parlare.
Ok.
Devo andare, ora.
- Ti sei calmato? - Sì. Lasciami andare.
- Lasciami andare! - Calmati.
Sei un malato mentale.
Se ti rivedo al parco di nuovo, ti ammazzo.
Te ne devi andare. Hai capito?
Sei tu quello che ha bisogno di un guinzaglio. Sei uno psicopatico del cazzo!
Sparisci! E rimani alla larga!
- Stai bene? Stai bene? - Sparisci!
- Scusa. Stefan Kretschmann? - In prima superiore.
Ciao.
- Allora? - Tu non puoi stare qui.
È tutto ok, questa è la mia vecchia scuola.
Non ti preoccupare, non ti farò nulla. Voglio solo parlare con te.
Ehi, tu!
- Voglio solo parlare, diglielo... - Stefan, esci. Vai.
- Kristian, è il tuo nome vero? Ascolta. - Calmati.
- Devi uscire. - Voglio solo parlargli.
- Non qui. Non è possibile... - Lasciami andare!
Entra!
Apri la porta!
- Apri la porta! Kristian? - È tutto ok.
- Ok? Non ti farò nulla. - Stefan, stai bene?
Voglio parlare con te. Solo parlare.
- Rispondimi, Stefan! Stai bene? - Mi dispiace per quello che è successo.
- Non ti preoccupare. - Stefan?
- Voglio solo parlare. Solo... - Rispondimi, Stefan!
- Perché è sempre così difficile parlare? - Stai calmo. Kristian!
- Che cazzo! - Voglio dire...
Cos'è che ti piace?
Qual è la cosa che ti piace fare?
Non lo sai? Lo devi scoprire. Trova qualcosa.
E tutte quelle persone che ti vogliono mettere nei casini, ignorale e basta.
Non dargli nulla, niente. Capito?
Va bene. Fa sempre bene parlare con qualcuno.
E... se ne vuoi parlare, puoi sempre chiamarmi.
Devo andare. Bene.
- Va bene, ci vediamo. - Grazie.
Stai bene?
- Ciao. -Ciao.
Entra.
Siediti.
- Vuoi da bere? Una birra? - No, grazie. Sono in macchina.
Non ti sei fatto vedere al funerale.
Io sono andato con lui nel bosco.
Sono andato con lui...
Voleva mostrarmi una cazzo di volpe, così l'ho accompagnato.
Non so perché, ma l'ho fatto.
Era completamente ubriaco e voleva battersi, come al solito.
Ero là fuori con lui...
Mi è saltato addosso e... e poi è caduto e...
si è fatto un buco nella testa, un taglio, e ha cominciato a sanguinare.
Ha detto che stava bene, non era niente.
E ho pensato che... non posso...
Voglio dire, non potevo sapere...
Me ne sono andato.
Mi sono allontanato.
L'ho lasciato lì. E me ne sono andato.
Sono andato via...
e probabilmente non avrei dovuto.
Non avrei dovuto lasciarlo.
- Mi dispiace. - Non ti preoccupare.
Senti...
Ecco che cosa faremo.
Ascoltami attentamente.
Vai a casa.
Mettiti a letto e cerca di riposare per bene.
E poi domani mattina...
verrò a prenderti.
E poi io e te andremo alla stazione di polizia.
Solo tu e io, cercheremo di risolvere tutto questo una volta per tutte, Kille.
Ehi...
E anche per l'altra cosa.
Lo sai... allo spogliatoio.
La gente ne sta parlando.
Anche per quello sistemeremo tutto. Non è vero?
Va tutto bene.
È tutto a posto.
- Non stiamo andando alla polizia? - Hai avuto un brutto momento, così...
volevo prima mostrarti qualcosa di bello.
Qualcosa in cui sperare.
Quindi, per lo spogliatoio...
Erano due contro uno, non era mia intenzione.
- Come sta? - Non troppo male, almeno credo.
Gli hanno dato alcuni punti.
- Capisco. - Forse gli rimarrà una cicatrice.
Vedi qua, io... possiedo un piccolo pezzo di terra.
Volevo mostrartelo.
Di qua.
Ho chiesto ad Alex e Diana se ne volevano una parte,
un'area libera, ma non gli interessava.
E certo, sarebbe stato un posto solitario per un bambino qui.
Cosa diresti se ti offrissi un po' di terra qui?
- Cosa? - Mezzo acro, un acro, due acri...
- Grande come lo desideri. - Dici sul serio?
Ricominciare da capo. Dannazione, Kille, che ne dici?
- Certo, perché no? - Ricominciare tutto!
- Lo vorresti un terreno? - Sì, mi piacerebbe.
È deciso, allora.
Beviamoci sopra!
Quanto ubriaco era?
Era completamente ubriaco.
Deve aver buttato giù qualcosa di molto forte prima di partire, perché...
Perché lo si poteva sentire... Era come...
Come vederlo scorrere nelle vene ogni volta che ti guardava.
Era ubriaco fradicio.
- Una tana di volpe, quindi? - Sì.
Voleva farmela vedere.
È incredibile.
E te ne sei andato?
- Voleva fare la lotta. - Perché?
Perché io volevo tornare indietro.
Così hai lasciato mio figlio...
lì al buio.
Mio figlio.
Beh, dannazione...
No, ho finito. Il resto è tuo.
Offro io.
Sai, potrei colpirti in testa con questa bottiglia
e fracassartela sul cranio.
Potrei romperla e tagliarti la gola in due.
- Fallo! - Potrei farlo e potrei prenderti a calci.
Ho capito.
Ho capito. La pena per cattiva condotta.
Sei un buon allenatore. Tu sei un grande allenatore.
Lo faccio.
Questo mi butterà completamente giù, abbracciami.
Abbracciami!
Vieni qui!
Kille Keskitalo è un omosessuale, ehi!
Omosessuale! Omosessuale, oh!
Kille Keskitalo è un omosessuale!
Omosessuale! Omosessuale...
La mamma di Kille è un papà! La mamma di Kille è un papà!
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Sottotitoli: Cipollotta
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