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Andiamo a giocare!
Pecoraro, a Roma il latte di capra fa male. Fa venire la "scacazza".
Anche il vino che vendi tu.
- Almeno se te la fai sotto con il vino, non ti frega niente. - Vabbè!
Frascatano, hai sentito? Oggi Er Più esce dal carcere.
"Me cojoni"!
Acqua fresca, acqua acetosa! Acqua acetosa per chi vuol bere bene.
Vi sciacquate le budella con l'acqua di Roma.
Acqua per chi ha sete, acqua fresca di Roma. Donne, compratela!
L'acqua più buona del mondo!
Leggete il fatto di cronaca più importante del giorno!
Hanno liberato Nino Er Più di Borgo!
E' stato rimesso in libertà per insufficienza di prove!
Grazie, Nino.
Nonne', come hai fatto a sapere che ero io?
Non ho gli occhi, ma le orecchie mi funzionano bene.
Ti ho riconosciuto dal passo.
Ti so dire anche che il tuo è un passo da coltellate.
Bentornato, Nino.
L'amicizia si vede dal gesto.
Per non far torto a nessuno, giovanotti.
Io un po' per volta i soldi glieli ridò.
Se li vogliamo scalare con le barbe... Due al giorno.
Bentornato, sor Nino.
Nino...
Mozzica.
Ti ho detto che devi mozzicare, spia!
Inghiotti.
Devi ritenerti fortunato perché sei un cacone.
Nino non sporca il suo coltello con un vigliacco.
Sta arrivando!
Augustare', Nino ha saputo che è andato in galera per colpa tua.
Dai retta a Ignazio.
Scappa dalla cucina, altrimenti esci da qui con i piedi davanti.
Non ho paura di nessuno e sto qui quanto mi pare.
Buongiorno a tutti.
Meno che a uno.
Nino, come stai? Ti aspettavamo tutti. Ce l'hai fatta a uscire.
- Sei ingrassato, lo sai? - L'aria del carcere mi ha fatto bene.
Ahò, che bevi?
- Il solito. - Ci penso io.
Quando sono stato qua l'ultima volta, un annetto fa,
dentro questa osteria c'era odore di vino.
Oggi ritorno e sento puzza di carogna.
- Carogna a chi? - Carogna a te e a quelli che non te lo dicono.
- Carogna. - Carogna.
- Carogna! - Carogna! - Carogna. - Carogna! - Carogna!
- Carogna! - Ballando e cantando.
- Carogna, carogna! - Carogna, carogna!
- Carogna! - Che carogna! - Carogna! Carogna! - Carogna!
- Carogna! Carogna! - Sei una carogna, carogna!
Basta!
Augustare', una coltellata ti aspetta.
Ma dato che sei giovane, bello e stronzo,
voglio rimandare l'esecuzione.
Bevi.
E' buono, è Frascati!
Bevi.
- Piove! - Piove! - "In campana", sta arrivando il maresciallo.
- E' già arrivato. - Buongiorno, marescia'.
Buongiorno, marescia'.
- Maresciallo. - Ciuffini, tasta questi due, per formalità.
Maresciallo, sono ammonito e volete che porto il coltello in tasca?
Volete del Cannellino? E' ateo, non ho avuto il tempo di battezzarlo.
- Niente, maresciallo. - E' naturale. Chissà perché quando piove
i coltelli si rifugiano nei posti più impensati.
Come questo, per esempio.
- Di chi sarà? - Di qualche estraneo. Qui è un porto di mare! - Sì, eh?
In questo porto io andavo a pesca di due che stavano per sbudellarsi.
- Mi sa che li ho trovati. - Ma che dite?
Come vi viene in mente? Augustarello ed io stavamo bevendo da buoni amici.
- E' vero, Augustare'? - Io posso testimoniare. - Siamo a posto!
Sei già stato un anno in galera per quella rissa finita a coltellate.
Fu un errore, quel poveraccio si ferì con un coccio di bottiglia.
Un coccio come questo con le tue impronte digitali sopra.
Le impronte digitali sono una cosa fantastica! Chi le ha inventate?
Le impronte non sarebbero servite, se non ci fosse stata una delazione.
- Il Cinese, l'antiquario, ha fatto la soffiata. - Sì, lo dicono tutti.
Però al Cinese chi l'ha detto? Lui è convinto che sei stato tu.
Augustarello, marescia'?
- Io sospetterei di tutti. - Sì? - Anche di mia madre, ma non di lui.
Per quale motivo tu, Augusto Di Lorenzo, avresti agito così?
Per via di una certa Rosa Turbine, molto bella... Molto bella.
- Di cui ti saresti invaghito. - Che dice, marescia'?
Rosa è come una cieca, non vede nessuno. Per lei esisto solo io.
Chi porta via una donna a me?
Modestamente, tutti i figli di NN del rione potrebbero chiamarmi papà.
Fai lo spiritoso!
Io ho fatto il mio dovere, perquisizione e discorsetto.
Finché crederete di potervi fare giustizia da soli con il coltello...
Saremo uomini d'onore e non pecoroni come ci vorreste voi.
- La legge nostra è quella vera e anche la più antica. - Sì, eh?
La legge moderna prevede un minimo di cinque anni per i recidivi.
Cinque anni sono lunghi da passare. Vieni, Ciuffini.
Chi lo sa se Rosa Turbine ti aspetterebbe... per tanto tempo?
Dove vai? Non è finita!
Non hai scampo, Augustare'.
Ti "spanzo" e con le tue budella ci faccio i festoni per Carnevale.
Nino, che fate? Disgraziati! Metti via il coltello!
Non devi tornare in prigione, vieni via!
- Ti fai difendere dalle donne? - Stai zitto, imbecille!
Meriti una coltellata, ma il mio uomo non deve tornare in galera!
- Rosa, vai a casa. - Non impicciarti, si tratta del codice d'onore.
- Il codice dei mortacci tuoi! - Sono cose da uomini. - Uomini!
Siete tutti dei vigliacchi o li avreste fatti smettere prima!
- Basta, sennò finisce male anche per te. - Davvero? Ti faccio vedere io!
Uomini d'onore, guardate. Lo spettacolo è doppio!
Ahò! Che fai? Sei impazzita?
- Vieni con me? - No! - Allora alzo le vesti e vi mostro cos'è il coraggio!
- Sant'Antonio vi protegga tutti. - Entra, zi' frate!
- Che vuoi fare? - Posa il coltello e vieni con me. - No!
Conto fino a tre e poi vi mostro tutto!
Uno.
Due.
E... Ah!
Ammazza, ci ha detto male!
Se non resisteva, vedevamo la sventola!
Adesso dovrei alzarti le vesti e prenderti a schiaffi sulle chiappe!
Provaci e poi vedi se non ti "caccio" un occhio!
Vuoi capire che comando io? Se lo rifai, ti accorgerai che ti succede!
Nino, non comandi sulle chiappe di Rosa Turbine!
Certo, tu sei la mia padrona, la mia signora, lo sai.
- Smetti di fare la stupida, vai a lavorare. - La padrona!
Dopo un anno di galera vai a fare a coltellate e te ne freghi di me!
Mi fai ridere. Dovevo venire da te e dirti: "Rosa, ora che faccio?"
Ti vergogni?
Meglio fare a coltellate piuttosto che venire davanti alla Madonna,
e giurare di non prendere più in mano il coltello!
Rosa, io sono Er Più di Borgo. Se lo giuro alla Madonna, si arrabbia.
Chi difende dai soprusi i poveri del rione?
L'uomo è uomo e deve fare la parte dell'uomo. Dio l'ha fatto per questo.
- Per cosa? - Per fare l'uomo. Sennò l'avrebbe fatto femmina.
Ni', sei fortunato che io non sono uomo,
o rimediavi una bella coltellata in "panza"!
Rosa, mi sei piaciuta. Sei proprio la donna di Er Più!
- Avanti. - Scusate il disturbo, sor delegato.
- Più che disturbo è proprio fastidio. - Oh...
Chi ti ha detto di sederti? Alzati, boia di un Giuda!
Sì...
Perché mi trattate male? Anch'io faccio gli interessi della legge.
No, tu fai i tuoi! Fare lo spione rende bene.
Che ti hanno fatto quelli del rione per farsi odiare da te?
Se la prendono con me perché sto dalla parte della legge.
- Abbiamo il cittadino esemplare! Firma. - Vorrei controllare... - Sì.
-Secondo te fare l'usuraio vuol dire stare nella legge? -Non sono usuraio.
Sono un benefattore. Molta gente morirebbe di fame e di malattie
se non avesse l'aiuto del Cinese. Non quadra. - Non quadra!
Dalle mie parti si chiama carità pelosa, pelo fitto sulla coscienza!
Quale coscienza? Mi hanno succhiato sangue e fatica questi delinquenti.
- Non quadra... - Adesso firma e vai via!
Io firmo, ma non è giusto. Il servizio che ho fatto questa volta
vale di più. Mi date sempre così poco!
La tua delazione non rientra nelle soffiate remunerate dalla legge.
Nino e Augustarello dal Frascatano stavano facendo una buona bevuta.
Voi siete troppo buono, sor maresciallo.
Questi delinquenti vanno trattati con più violenza.
Bisogna fargli vedere i "sorci verdi", raddrizzargli le ossa.
Un poliziotto deve picchiare! Oppure non fate carriera.
Ascolta, boia di una sanguisuga. Le ossa le raddrizzo a te!
I sorci verdi li faccio vedere a te! Hai capito? Vai fuori da qui!
- Sor maresciallo, proteggetemi sempre. - Cosa fai?
Vai via! Vai via! Fuori dalle balle!
Donne, servitevi da sole. Che freschezza questo pesce!
Il pesce più "bono" per la cliente più bona. Gnappe', prendi il "grano".
- 250, signo'. - Nino, per fortuna siete venuto.
- Il pesce di Gnappetta non è come il vostro. - Ci mancherebbe!
Che pesce può avere Gnappetta? Con questa faccia, sembra un merluzzo!
Pesce fresco! Il pesce di Nino è vivo!
- Ma', dove andate? - Alla funzione. Chiedo la grazia a Santa Rita.
- Ma', non è meglio Sant'Antonio? - No, ha troppe richieste.
Santa Rita è una santa nuova e la grazia la fa subito. Andiamo!
- Andiamo, Velia. Andiamo! - Ahò! Che c'è? - Che deve esserci?
- Che è successo? - Perché piangi? - Per Totarello.
- Ti ha mancato di rispetto? - No, anzi. E' proprio per questo.
Velia, spiegati meglio. Non farmi incazzare!
Totarello... Insomma, non mi tocca mai!
- Che vuol dire? - Una donna sente se l'uomo vuole farla sua, no?
- Beh? - Beh ! Totarello non ci ha provato mai.
In tre anni mai!
Questa è nuova. Totarello secondo te sarebbe frocio?
Nino, che parole! Qui ci sentono tutti.
Devo sposarlo io e se non funziona, che faccio?
Fammi capire.
Le "zinne", le cosce...
- Ci ha provato mai? - Neanche le braccia ha sfiorato!
Ma', tu qualche volta li hai lasciati soli, spero.
Non dovresti farmi certe domande! So fare il mestiere di madre.
- L'altro giorno li ho lasciati a casa soli. - Beh?
Niente! Niente! Dopo un po'...
- Si è addormentato. - Si è addormentato? - Si è addormentato.
- No! Fermo! - Dai! Un pochino, dai. Vai via?
- Insomma! - Mi lasci così?
Non ho interesse per "pompetto". Hai capito?
Chi ti ha detto niente? Che ti sei messa in testa?
Mannaggia la miseria! Mannaggia queste turiste. Ma vai, va'!
Tieni. Mangia. Affogati, godi. Mi fai pure schifo!
- Totarello. - Nino, che fai da queste parti?
Sono venuto a controllare se avevi cambiato parrocchia.
- Devo farti un discorso da uomo a uomo. - Non capisco. - Mi capisco io.
Totare', non mi freghi. Non sei frocio né impotente.
Perché ti fidanzi con mia sorella,
fai fare le pubblicazioni in chiesa e poi fai il pesce "fracico"?
Ti credevo un uomo d'onore, degno di imparentarsi con Er Più di Borgo.
Dillo chiaramente. Cerchi la lite?
Ma quale lite? Non voglio litigare con il re della coltellata.
Non ci sposiamo perché le cose non vanno tanto bene.
Qui non si guadagna e questo figlio di una paracula si mangia tutto.
Non posso fare le nozze così, da pidocchioso.
Penso a tua sorella, la gente che direbbe?
Sta arrivando il re!
Arriva il re, evviva!
Viva il re! Quanto mi piace il re!
- Quant'è brutto il cinese! - Un po' di rispetto per l'ospite straniero.
L'Italia ha delle mire precise sulla Cina.
Signorina Rosa, che bella sorpresa! Anzi, è più bella lei della sorpresa.
- E' meglio che vada. Scusi. - Non si scusi, lei è sempre il benvenuto.
Ahò! Appena esci fai la civetta? Proprio con una guardia!
- Ni', sei geloso? - Sì, sono geloso.
Tu sei la mia donna e nessuno si deve permettere neanche di guardarti.
Piano piano non mi guarda più nessuno, sa?
Che ti credi? Io la notte mordo il cuscino!
Il sangue mi bolle. Mi sono stancata di dormire da sola.
Rosa, io ci ho provato tante volte, mi hai sempre detto di no!
Io ti dico sì, ma davanti al prete.
A proposito di prete!
Quel vestito da sposa che avevi alla stireria,
quello di seta bianca, ce l'hai sempre? - Certo.
- Quello con i ricami e le perline, no? - Sì.
Anche il velo con i merletti ricamati?
Sì. Perché?
Tiralo fuori e stiralo.
Nino... Nino, che dici?
- Fai sul serio? - Faccio sul serio, sì.
Allora ti sei deciso? Amore, quanto ti amo!
Mi viene da piangere per la commozione che ho nel cuore. Piango!
Rosa, che piangi? Che hai capito? Mia sorella deve sposarsi!
Il vestito serve a lei. E' come se si sposasse la sorella di un re.
No. E' come se si sposasse la sorella di un figlio di mignotta!
Mi sa che Totarello non viene più. E' una vita che aspettiamo!
- Allora? - Totarello non si vede. - E com'è?
Stronzo, ci stai coglionando tutti? Il prete, i testimoni, la sposa!
Siamo tutti pronti per la cerimonia e tu stai qui a ubriacarti!
Non posso, non ce la faccio!
- Alzati e andiamo subito in chiesa. - Non arrabbiarti, Ni'. Siediti.
Fammi spiegare come stanno le cose, no?
Andiamo, fammi sapere questo mistero. Attento perché mi stanno fumando!
Il fatto è...
Tua sorella...
- Non mi "arrapa". - Come? - Che posso fare?
Mi dispiace, dovevi pensarci prima. Che ha mia sorella che non va?
Mah... Saranno i baffi!
- Baffi o non baffi mia sorella la sposi! - Come faccio, Nino?
Metti il caso che stanotte non mi si arma?
Sono cose che non mi riguardano, pensa a un'altra che ti "allappa"!
Beh...
- Una ci sarebbe. Posso pensare a lei? - Certo. Chi è?
- Rosa. Non ti offendi, no? - No. Non mi offendo, ti "gonfio".
Antonio Cerino, vuoi prendere come moglie Velia Patroni qui presente
secondo il rito di Santa Madre Chiesa?
Devi rispondere, figliolo.
Vuoi prendere come moglie Velia Patroni qui presente
secondo il rito di Santa Madre Chiesa?
Sì.
Sì, sì... Sì.
Velia Patroni, vuoi prendere come marito Antonio Cerino qui presente
secondo il rito di Santa Madre Chiesa? - Sì!
Vi unisco in matrimonio nel nome del Padre, del Figlio...
- Ciao, Ni'. - Ciao. - Ho ripreso la bicicletta.
Abbiamo discusso, non voleva che la prendevo, l'ho dovuto "puncicare".
- Hai fatto bene. Portala dal sacrestano. - Va bene.
Per stavolta non ti faccio altro. Sai che non si ruba a chi lavora?
Avevo bisogno, mia moglie è malata.
Falla curare. Ricorda di dire che sei caduto su un chiodo arrugginito.
- Grazie, Nino. - E' vivo il pesce!
Venite, gente! Abbiamo il pesce vivo!
Gridi troppo! Il pesce vivo, con gli strilli lo fai morire di paura.
Sor Ni', visto quanto è bella la vostra maschera?
Questo sono io? Mi sembri tu.
Sor Nino, a me non mi serve nessuno? - Come no!
Sto qua solo per te, pronto a darti tutto quello che vuoi.
Basta che lo dici. Io ho il miglior pesce di Roma.
Il pesce mio è a tua disposizione. Che vuoi...
- Voglio un bel "cefalottino". - A te serve un bel "cefalottone"!
"Ostrega", sor Nino, ma cosa fa?
Il cefalo con l'ostrega, è un piatto veneziano? Ti do anche quello!
- Mi fa venire i brividi! - Ehm, ehm!
- Buongiorno, signor maresciallo! - Buongiorno.
Hai visto che vuol dire avere il negozio con due entrate? Vai, va.
Gnappe', servi la signorina! Con rispetto, eh?
Nino, mi hai fatto quel piacere?
Se andate dal sacrestano, avrete notizie della bicicletta rubata.
Si potrebbe sapere anche il nome del ladro? Possibilmente quello vero.
- Si cede il clarinetto, ma non il suonatore. - Capisco.
Ci sarebbe anche una borsa rubata a una turista olandese
qui nel tuo quartiere.
Mi dispiace, borse, valori, preziosi, niente da fare.
Togli questo pesce, dà fastidio!
E' gente che porta della valuta pregiata. L'Italia vive di turismo.
Sei un italiano anche tu. Cosa credi penseranno di noi all'estero?
Marescia', dovrebbero ringraziarci che gli restituiamo la forestiera.
- Comunque mi avete convinto. Domani riavrete la borsa. - Bravo, Nino.
Vuota.
Quando la tromba suonava allarmi con Garibaldi andai ad arruolarmi.
La mano mi strinse con forte scossa e mi diede questa camicia rossa.
Volete comprarvi questa camicia? Ne ho bisogno...
Che ci faccio? Non è nemmeno Carnevale!
-Me l'ha data Garibaldi! -Garibaldi? Allora si tratta di antiquariato.
Ero il tamburino di Garibaldi. Abbiamo fatto tante cariche insieme.
- Suonavo il tamburo. Budu-bum! - Non fate così, Zoccone si mette paura.
La tengo qui in deposito, se la vendo, ti do mezza lira.
- Mezza lira una camicia patriottica? - Fai presto. Forza, spogliati!
- Puzzi come una latrina! - Un momento... - Tutta stracciata!
Che puzza! Che schifo...
- Cosa succede? - Maresciallo! Davo una mano a questo povero disgraziato.
Marescia', mi vendo la camicia per bisogno.
- La camicia rossa? Quanto ti dà? - Mezza lira. - No!
La tenevo qui in attesa di venderla. Se l'avessi venduta...
Sciacallo, non hai rispetto di niente. Dagli la mezza lira!
- Non ti vergogni? - Mi vergogno, ma ho fame. Mi attanaglia le viscere.
La coscienza non ti si attanaglia a vendere un cimelio del Risorgimento?
I nostri padri hanno combattuto per questo! Dagli la mezza lira!
- Vergognati. - La camicia... - No, la tiene lui! Vai a casa.
Siete bravo. Mi ricordate Giuseppe. Facevo il tamburino vicino a lui.
- Posso fare il tamburino vicino a voi? - No, per carità.
- Budu-bum! - Vai a casa e tieniti la tua camicia. Vai!
- Si porta via la camicia? - E' un anticipo sull'ammenda che ti elevo.
Questo negozio contravviene alle più elementari norme di igiene.
- C'è un po' di polvere. - Che schifo! - Devo pulire.
- C'è puzza qui dentro. - No... - Pieno di zanzare, mosche. - Mosche?
- Ci sono tante mosche! Io odio le mosche. - Sì?
- Quante... Ce n'è una! - Aaah !
Adesso ce n'è una di meno. Pulizia, Cinese. Pulizia.
Andiamo voi!
Rosa, quanto siete bella!
Se la migliore stella vi vede, cerca una nuvola per nascondersi.
I vostri occhi hanno trafitto più cuori di tutti i coltelli di Roma.
Se qualcuno non vi riconosce come la donna più bella del mondo
giuro che lo "strippo", lo "spanzo", lo "sdereno".
- Augustare', oggi "non è aria". - Ah, perché voi non ci credete!
Beccamorto, vieni qua. Dichiara a voce alta
che Rosa Turbine è la ragazza più bella del mondo. - Chi la conosce!
Di' quello che ti ho detto o ti sfascio le costole!
- Rosa Turbine è la ragazza più bella del mondo. - No, dillo forte.
Devono sentirti in tutto il vicolo! Hai capito?
Rosa Turbine è la donna più bella del mondo!
Avete sentito tutti? Avete sentito tutti? Adesso ripeti!
- Avete sentito tutti... - Ma che dici? Vai via, va'!
Vai a morire ammazzato tu e Rosa Turbine!
Insomma, io sono meglio di lui, sono più ricco di lui,
voglio sposarvi subito e voi preferite quel "pesciarolo".
Augustare', voi siete meglio... di un "bacarozzo", no?
Bacarozzo? Che volete dire?
Se a una bacarozza chiedete di scegliere tra voi e un bacarozzo
chi sceglierebbe? - Il bacarozzo. - Ecco, con questo vi ho risposto.
Come ragioni?
Impara a giocare a tresette, va'!
- E' arrivato il morto. - Sor Nino, volevo dirvi una cosa.
Mi dispiace disturbarvi, sor Nino, ma pensavo che vi interessasse sapere
che Augustarello sta nella stireria della sora Rosa.
Poi dite che non sono amico!
- Cinese. - Sì? - Vieni un po' qua.
Le spie si pagano, no?
Augustare', io ho da fare. Ho tanta biancheria da stirare.
- Andate via. - Per me i vostri desideri sono ordini, ma io torno.
Tornerò perché vi voglio convincere che il mio amore è il migliore.
Fermati.
Figlio di una "smandrappata".
Lascia stare mia madre, è morta.
Allora vuol dire che sei un figlio di una smandrappata morta. Entra.
- Fane', io sono disarmato. - Anche io.
Non ti voglio "puncicare", ho un'altra fantasia.
Nino!
Nino! Non fare stupidaggini.
Nino!
Ora sai che vuol dire essere preso a pesci in faccia.
E' tornata Velia!
Sono tornata!
Ma', sono tornata! Ma'!
- Ma', sono tornata. - Ah, sei tornata.
- Totare', com'è andato il viaggio di nozze? - Come vuoi che è andato?
- Che è successo? Nino? - Sta dentro. Si sta ammazzando con Augustarello.
Va bene. Velia, scendi. Devo portare il cavallo a mangiare.
Non mi posso muovere, sono stanca. Non ce la faccio...
- Devi aiutarmi tu. - Ti sei fatta lo schiavetto?
Ahò! Io sono tua moglie!
Hai capito? Sono tua moglie!
E quello è tuo marito.
Devi portargli rispetto per tutta la vita senza rompere i coglioni.
Hai capito?
Andiamo.
Ricorda di dire che sei cascato in mezzo a una fratta.
Ma guarda! "Li morte'"!
Cognato, sei sempre "er più meglio" di tutti.
Se dice Er Più e basta, impara la grammatica.
Ieri ancora batteva.
Tieni, sette etti di cuore.
- Quanto fa, sor Bartolo? - Sono 19 soldi e 19 centesimi.
Non si poteva fare una lira?
Mamma mia, Augustare'! Sei cascato dentro un cespuglio di more?
No, in un cespuglio di rognosi. Cercava rogna e l'ha trovata.
Davvero? Gesù mio! Buonasera.
Bartolo, io non sono un rognoso.
A quello, quanto è vero Dio, lo spanzo. Lo spanzo!
Stai zitto!
Non sai neanche spanzare un abbacchio di tre giorni.
Sai solo disonorarci tutti, a infangare il nome della famiglia.
Specialmente il mio, Er Più di San Giovanni!
Pietro, Alfredo, quest'affare va sistemato subito. Andiamo.
Ahò! Dove volete andare?
Nino er Fanello è mio e io lo "accoro"! Giuro che lo accoro.
Chi vuoi incantare? Ti conosciamo bene, il coraggio non è roba per te.
- Fai fare a noi. - Che figura faccio con quelli di Borgo?
La figura che hai sempre fatto, quella del "cojone"!
- Sei! - Sette! - Quattro! - Sette! - Cinque!
- Nove! - Tre! - Cinque! - Quattro!
- Sette! - Cinque! - Oh !
I fratelli di Augustarello. Cercano la lite.
- Il "macellaro" non è Er Più di San Giovanni? - Sì.
Per venire a fare "canizza" al Borgo,
ci voleva un dichiaramento, no? - Dipende.
Il coltello non c'è, cambia tutto.
Vanno a vendicare il fratello per il pesce in faccia che ha preso.
Come vice Più, tu che devi fare?
Non posso intervenire, tocca a Nino.
- Frascata', dov'è Nino? - Dove vuoi che sta? Sta scopando.
Rega', dove sta il tuo principale?
Non c'è.
Vai a cercarlo.
Hai sentito che ti ha detto? Vai di corsa!
Calma, frate'. Nelle famiglie rispettabili
quando si cerca qualcuno che non c'è, si lascia un biglietto da visita.
Che tanfo!
Maria, corri! Porta giù la sporta!
- La sporta? Perché? - C'è il pesce gratis! Corri!
Correte, gente! Oggi il pesce è gratis!
- Sor Nino! Sor Nino, correte! - Ahò! Un po' di discrezione!
Ci stanno i fratelli Di Lorenzo al negozio. Chi se ne frega!
- Stanno sfasciando tutto! Come? - Sì, sfasciano tutto!
I pesci per terra, le vetrine rotte, un macello!
- Che fanno? - Stanno sfasciando il negozio. - Davvero? - Sì.
Andiamo.
Nino! Io che faccio?
Vai al diavolo!
Boia di un Giuda, via! Sgomberare! Cosa sta succedendo qui?
Bene... Bravi! Benissimo!
Mazzini e Garibaldi messi sotto ai piedi.
La merce buttata per la strada, porte fracassate!
Si sono commesse parecchie infrazioni di legge.
Insudiciamento del suolo pubblico già sudicio di suo.
Danneggiamenti vari, effrazioni.
Vilipendio degli eroi della patria.
Aggravato.
Tutto questo ha un prezzo, gente. La legge calpestata si difende
colpendo con pene pecuniarie i trasgressori.
Eleviamo contravvenzione di lire 12 e centesimi 30.
A chi vogliamo intestare la bolletta?
Chi è l'autore di questo scempio?
- Sono stato io, marescia'. Bartolo Di Lorenzo. - Sì.
Però se crede che pago, si sbaglia.
Non "caccio" una lira a costo di prendere l'ergastolo.
- Qui deve pagare uno solo... - Nino er Fanello.
Marescia', quello che è giusto è giusto.
Quando vengono qua i fratelli Di Lorenzo sono miei ospiti.
Se consumano, rubano o sfasciano, pago sempre tutto io.
Il negozio volevo rifarlo nuovo. Grazie, Bartolo.
Date pure a me, ci penso io. Quant'è?
12 e 30? Ammazza, ahò!
- "Scuci", Cine'. - Io? - Caccia il grano o il maresciallo si arrabbia.
Anch'io posso arrabbiarmi e ci va di mezzo il tuo negozio.
- Io non c'entro... - Pensaci e vedrai che c'entri.
Ditelo voi. C'entra questo spione in tutto questo casino?
- Sì! - C'entra! - I soldi te li fai dare dal governo.
- Quando il governo chiede i soldi, devi cacciarli tu. - Calma!
- Il maresciallo ha fretta. - Cinese, se insisti... Sono 12 e 30.
Trenta...
Le 12.
Va bene.
- Ti è andata bene! - Silenzio!
Silenzio!
Attenti perché tra un po' ripasso.
Quando torno, voglio trovare tutto calmo, pulito e sistemato. Chiaro?
- Andiamo. - Certo, marescia'. Sempre all'ordine della legge!
Non si preoccupi.
Bartolo.
Poi noi facciamo tutto un conto.
La legge dell'onore è cosa antica.
Ora siamo pari. Per me possiamo anche fare pace.
Avete sentito che ha detto Er Più di San Giovanni? Vuole fare pace.
- Rispondetegli voi. - Ma quale pace?
- Vai via, va'! - Ci vengono da San Giovanni!
Imparate che al Borgo non c'è "trippa per gatti"!
- I coltelli, se volete mangiare. - Li abbiamo dimenticati a casa.
- Allora digiunate. - Come? - Totarello, stiamo alla regola.
- Rigatoni con la pajata abbondanti, se sono al dente. - Certo.
Stai "in campana".
Perché siamo qua? Dovevamo incontrare i macellari di San Giovanni.
- Ci ha pensato Gnappetta. - Che eroe! - Quale eroe?
- E' andato a presentare il dichiaramento. - Ah, già! Ma che è?
Per sistemare un fatto d'onore, bisogna agire secondo la regola.
- Pensi che scappi il morto? - Se è morto, come scappa?
- Sor Bartolo, avete il fegato? - Ne abbiamo in abbondanza.
Serve a te o a qualcun altro?
Serve a voi. E' un dichiaramento da Nino er Fanello.
Vi aspetta tra un'ora dietro l'Osteria dei Cornuti. Non mancate.
- Ci saremo. Che vuole fare? - Dice che lo capirete da solo.
Beviamo alla faccia di chi non ha una lira!
Alla nostra salute che abbiamo i soldi!
Noi siamo uomini d'onore, dobbiamo stare alle regole del gioco.
Solo al coltello si risponde con il coltello.
Al "sercio" si risponde con il sercio.
Ahio! Mi hanno "beccato"! Gran figli di mignotta...
- Fammi vedere, Alfre'! - Ahio...
- Non è niente. - "Non è niente" un cazzo! - Alzati.
Vigliacchi! Uscite, se avete coraggio!
Eccoci! Siamo qua, come i tre Orazi.
Siamo coraggiosi come i Romani di una volta!
Vaffanculo a te e a Orazi e Curiazi, vedete come vi "pistiamo"!
Fratelli Di Lorenzo, alla carica! I mortacci vostri!
- Tieni! Che ti prenda in fronte! - Spostatevi. - Che spingi!
- Uscite fuori! Non vi nascondete! - Tirate i serci grossi. - Va bene.
Prendete questo!
- Via! Tieni! - Andiamo, Bartolo! - Dietro a muro rotto!
- Dai! - Andiamo!
Tieni, macellaio "zozzo"! Prendi questo filetto!
- I mortacci... - Ti ho preso!
Forza, ragazzi! Non diamogli requie!
Vuoi "inchiappettare" il pecorone?
Forza, frate'! Ora sono serci loro!
- Andiamo a caricare! - Li facciamo neri.
Ragazzi, andiamo all'attacco.
Tieni, prendi questo soprammobile!
- All'attacco! Li mortacci... - Ahò, attenti!
- Prendi questo! - Ecco, bravo, nascondiamoci!
- Hanno trovato una fabbrica di serci? - Cerchiamo di scappare!
- Andiamo via! - Di qua!
Ammazza quanto tirano, ahò!
- Nino, sbaglio o ci stanno "corcando"? - No, non sbagli!
Forza, ragazzi! Prendiamoli alle spalle.
- Attenti alla curva! - Ahia, il culo!
Andiamo! Andiamo, sennò scappano! Andiamo!
Bartolo, beccati questo ossobuco!
Velia! Velia!
- Che c'è? - Totarello sta a casa?
- E' uscito, è andato a lavorare. - La carrozza sta nella stalla!
- Che dici? - Sono andati a farsi ammazzare.
Levatevi! Levatevi da mezzo!
-Cosa succede? -Faccia qualcosa! -Stia calma, contessina. Ci penso io!
Resistiamo!
- Pietro, coprimi! Coprimi! - Non sono Pietro! Cosa volete!
Sciogli i cani!
"Scacazzari"!
Oddio, i cani!
Corriamo, non ci fermiamo!
- Passa lì ! - Quest'arco è stretto!
Corri!
Vieni qui, siamo salvi!
Aaaah!
Menomale... che ho fatto il bersagliere!
Tie', faccia di gatto!
- Ahò! Che fai lassù? - Eh? Faccio due passi...
Ahio!
Eccolo qua, Er Più di Borgo, ridotto come un San Lazzaro.
Va a fare a "serciate" come i ragazzini.
Fa l'uomo d'onore, l'atto di coraggio e io sempre pronta a preoccuparmi
perché ti voglio bene, ti possano ammazzare!
Ahò, devi rinvenire perché mi sto stancando!
Ahò! Ti porto in ospedale?
Ahò!
Vuoi vedere che sta male sul serio?
Dammela.
- Ahò! - Tesoro, stai meglio? - Ti sei ammattita?
Così impari a farti scarrozzare. Facevi finta di essere svenuto.
Stavo proprio bene, lo sai?
- Sentivo che spostavi i serci, le buchette... - Lasciami!
Beh? Che vetturina sei, se non ti fai pagare il prezzo della corsa?
Ahò! Sei matto? Mi dai i baci in strada, vuoi disonorarmi!
Voglio disonorarti? Chi te l'ha messo in testa? Chi ti dice queste cose?
Voglio disonorarti? Io voglio scarrozzarti.
Andiamo, bella morona! Basta che paghi con la stessa moneta.
Che ti importa dei miei baci? Fatteli dare da quella "sdrucinata" veneta.
Non mi importa di quella "strappamutande". Io faccio così
solo per fare pubblicità al negozio. Solo te voglio fare... - Scema!
- Regina, Rosa. Il 29 luglio ti sta bene? - Fermati, Ni'!
Nino! Nino, ti scongiuro, non prendermi in giro.
- E' vero? Hai detto che ci sposiamo? - Ho detto che ci sposiamo.
- Non ti rimangerai la parola, vero? - Ahò! Io sono Nino di Borgo.
Ogni volta che ho promesso a una ragazza di sposarla, l'ho sposata.
Sarà una bella festa, Rose'.
Verranno tutti al matrimonio di sua maestà il re di Borgo.
Perché proprio il 29 luglio?
Perché ora viene Carnevale e a Carnevale non ci si sposa.
Poi perché sarà estate
e andremo in viaggio di nozze a Venezia a fare i bagni.
Terzo perché quando ho fatto il soldato in Abruzzo
una zingara mi ha letto la mano.
Disse che il 29 luglio era la data più importante della mia vita.
- Indovina pure di chi altro. - Di chi?
Di re Umberto.
Cinese, brutto spione!
Andate a morire ammazzati voi e chi vi ha messo al mondo!
Ammazzerei tutti i ragazzini! Vaffanculo voi e il Carnevale!
Vaffanculo, non rompete il cazzo!
Giacomino che è senza lavoro
veste sempre con grande decoro.
Non lavora, non suda, non lotta. Ha la moglie che fa la...
No, no, no. Non lo dico perché non lo so!
Mia cugina con l'uomo è nervosa.
Strilla, smania o gli tira qualcosa.
Domenica lei non lo nega, a un amico tirava una...
No, no, no. Non lo dico perché non lo so!
Se qualcuno si è scandalizzato perché dice che sono "sboccato",
non discuto, però non lo adulo e lo mando a pigliarsela...
No, no no. Non lo dico perché non lo so!
Ragazzi, ora facciamo il ballo alla francese. Tieni la chitarra.
Attenzione! A ogni colpo di gong...
Che simpatico!
Mi piacerebbe fare un balletto con te, ma dopo, eh?
Ahò! Che fai? Guardi altre donne?
Rosa, faccio il paragone e risulta che tu sei la migliore di tutte.
- Mi prendi in giro? Lo dico a Er Più. - Sarebbe questo? Che paura!
- Quanto sei bella, Rosa! Come fai a essere così bella? - Boh!
- Ti mangerei. - E io ti direi "buon appetito".
Totare', togliti la maschera.
Mi sembra di ballare con mio fratello! Mi fa impressione.
- Va bene. - Rimettila, è meglio!
Cambio di dama! Riverenze a riprendi le danze.
Per stringervi fra le braccia
devo mascherarmi con la faccia del mio peggiore nemico.
Ora che l'ho fatto, non ho rimpianti. Anche se muoio, non mi frega niente.
Anche a noi non fregherebbe niente, però ci rovinereste la festa.
Alt! Ragazzi, basta con il ballo.
Sono le otto, non voglio prendere multe.
Frascata', potrebbe non starmi bene!
- Sor "coso", non deve stare bene a te. - Ho detto "potrebbe".
- Vai via, va'. - Non allunghiamo il brodo.
- Andiamo alle corse dei berberi. - Vince il cavallo che arriva prima.
- Andiamo anche noi alla corsa? - No. Vai con tua madre, odio i cavalli.
Augustare', nascondi la faccia dietro la mia faccia?
Che male c'è? E' Carnevale, mi andava di fare il pagliaccio!
Bravo, ma non preoccuparti di mascherarti, sei sempre pagliaccio.
E' una buona idea andare a vedere i berberi. Andiamo, Rose'.
Ci vediamo.
A ogni festa qui si è fatta una cerimonia. Perché stasera no?
Ha ragione. Sotto con la "passatella"!
No?
No, preferisco andare a vedere i berberi. Buon divertimento.
Non fare la passatella con gli amici è l'insulto peggiore che si può fare.
Non solo per me, ma per tutti.
Perdonami, Rosa, ma devo restare. Gnappe', accompagnala tu.
Non preoccuparti, non succederà niente. Ti do la mia parola.
Frascata', un quartarolo di bianco marinese
asprigno e generoso come il cuore della donna che mi vuole bene.
La passatella con Padrone e Sotto,
senza trucco e senza inganno, senza accordo e senza danno.
Con il bicchiere sempre colmo e uno solo regge l'Olmo.
- Andate voi, io non vengo. - Perché? Ci divertiamo!
- Preferisco andare a casa. - Fai come vuoi! - Gnappe', muoviti!
La conta, giovano'.
Per chi gode la fiducia della compagnia, per il più bullo,
per il più bello, io di tutti sono fratello.
Tre, otto, undici, tredici.
Diciassette, ventuno, ventitré.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette,
otto, nove, dieci, undici, dodici,
tredici, quattordici, quindici, sedici,
diciassette, diciotto, diciannove,
venti, ventuno, ventidue, ventitré.
Io di tutti ho grande stima, però il vino si paga prima.
Per questa passatella nomino Padrone...
Verdicchio.
E Sotto... Nino Er Fanello.
La prima bevuta di riconoscenza la mando a chi ci ha fatto del bene.
Posso bere?
Sì.
Mando questa bevuta al mio amico Gigi, "poraccio".
Muore sempre di sete.
- Posso bere? - No.
Io dispongo che questa bevuta vada a Ciancicagnocchi.
All'obbedienza.
Passo.
Il passo tuo è la passione mia.
Ora offro questa bevuta
al "macellaretto" Augustarello Di Lorenzo
che ci ha fatto la sorpresa di questa visita inattesa.
Augustarello può prendere il bicchiere.
Può portarlo alla bocca.
Lo può sniffare per sentire l'odore.
L'hai sniffato?
Lo passa a Totarello che mi è più simpatico.
Poi perché è mio cognato e ha una capoccia che sembra un abbacchio.
Io a questo punto farei bere Augustarello.
- Come vuole il Sotto. - Giusto. Il Sotto fa sempre come gli pare,
il tuo vino lo scolo io. - All'obbedienza.
Ammazza, ci siamo scolati 25 litri!
"Che sfondati!"
Ni', questo residuo di vinello...
lo vorresti dare ad Augustarello?
- Sì. - Eh, no! L'Olmo deve starci.
Se il Sotto non vede giusto, il Padrone ci prende gusto.
Coraggio, Augustare', non è un disonore regge l'Olmo.
- Buonanotte, ragazzi. - Buonanotte. - Vado a dormire.
- Andiamoci a svuotare, la passatella è finita. - No! Non è finita!
Non è finita! Non è finita!
Non è finita! No... Ah!
Nino!
Non è niente, non preoccuparti...
Mannaggia... Mannaggia... Mannaggia!
Quando uno è sfortunato è sfortunato proprio...
Una volta che potevo "buscare" qualche soldarello sostanzioso...
Non so niente, non ho visto niente!
Nessuno mi aveva detto niente!
Carnevale mi fa venire "le fregne"! Ero andato a dormire.
Non potevo pensare che il fattaccio succedeva proprio quella sera.
Va bene, ormai è successo. Se non hai niente da dire, vai via.
Mi trattate sempre male.
Poi...
Il fatto che Augustarello è morto e che Nino sta per morire...
Non dovrebbe farvi dispiacere.
A me? Perché?
Perché...
Perché se Nino muore... Rosa Turbine rimane libera.
Senti, faccia di merda!
Tu sei pagato per fare la spia e non il ruffiano!
Facciamo tutto un conto?
Allora vi dico che a casa di Nino morente,
ci sono i fratelli Di Lorenzo. Che stanno facendo?
Perché non mi aiuta nessuno?
Mi brucia!
Mi brucia... Sento dentro come un fuoco che mi brucia.
E' una ferita tra la quarta e la quinta costola. Non è grave.
Sono macellaro, me ne intendo.
- Ahò, è un cristiano, non un bove! - Siamo fatti uguali.
Ha perso molto sangue, ma la ferita non ha toccato il polmone.
- Ci penso io. - Ci pensiamo noi. - Non vi preoccupate.
- Come sta? - Come deve stare?
Il dottore ha detto che forse se la cava e forse no.
Come dire che se non campa, muore! Voi tre che fate qui?
- Stiamo qui per aiutarlo. - Per la scesa, come si dice a Roma.
Marescia', dovete crederci. Quello che è successo non conta.
- Nino e nostro fratello erano amici. - Voglio dirvi una cosa.
Se avete qualche idea di vendetta, vi metto in guardia.
- Non vi perdo d'occhio. - Noi non perdiamo d'occhio lui.
Si può salvare. Qui ci vuole un grosso dottore, un luminare.
- Per quanto riguarda le spese e le medicine, ci pensiamo noi. - Ah, sì?
Fate una preghiera speciale in chiesa, andate al Divino Amore
come fece nostra madre quando ci venne la meningite.
Nino parlava sempre di nostra madre con Augustarello.
Qualsiasi cosa...
Voglio arrivare al 29.
Il giorno più importante per me.
Mi sembra incredibile! Si danno il cambio al letto di Nino.
Uno sta sempre pronto giù al portone con la bicicletta.
E' andato a prendere le medicine di notte al Santo Spirito.
Ha menato al guardiano che non si sbrigava a svegliarsi.
- Lo curano come se Nino fosse il fratello. - Più di un fratello.
Sono contento che è andata a finire così.
Sì, però è anche la fine degli uomini d'onore.
- Vorrei lavarmi le mani. - Si accomodi, dottore.
- Velia, dammi un asciugamano. - Non c'è pulito. - Non importa.
Ecco la carne, è la migliore di Roma.
Bene. Fate del brodo ristretto e dateglielo. Una tazza ogni due ore.
- Il mio cappotto. - Signo', una tazza ogni due ore. - Ho capito.
- Professo', che mi dice? - Ha un fisico eccezionale.
- Credo che se la caverà. - Bravo, professore.
Non badiamo a spese. Prima lo rimette in piedi, meglio è.
Costi quel che costi, facciamo quello che c'è da fare.
Sorvegliate che non si affatichi. In caso di necessità, chiamatemi.
Ma credo che non ce ne sarà bisogno.
Per la mia parcella... sarebbero 80 lire.
Dieci. Venti.
Trenta. Quaranta, cinquanta.
- Che giorno è oggi? - Il primo giorno d'estate.
- Sono tre mesi ormai. - Ho fame. - Ti cuocio due uova? - Sì.
- Rosa dov'è? - E' andata in chiesa a ringraziare la Madonna.
- Ma'! Preparagli due uova. - Subito!
- Ahò! Si è svegliato. - Sì? - Ha detto pure che ha fame.
- Che c'entra Nino? - Lei lo sa, in questo quartiere,
non si muove foglia che Nino non voglia.
No, la prego, preferirei continuare a parlare qui.
Fuori ci vedrebbe tutto il vicolo. Lo dico più per lei che per me.
- Va bene, ma sbrighiamoci. Che deve dirmi? - Ecco...
Ho saputo che finalmente Nino sta meglio. E' guarito, vero?
Se lo sa, perché me lo chiede?
Abbiamo interrogato tutti sulla morte di Augusto Di Lorenzo.
E' una faccenda seria, sa?
Ferimento e omicidio o almeno omicidio presunto.
Il magistrato sta studiando se è il caso di incriminare qualcuno.
Lei può immaginare di chi sto parlando.
Ecco, io... Ho cercato di evitare che la chiamassero in delegazione.
Per questo sono qui. Se lei sapesse qualcosa...
Qui nessuno parla e allora...
Qui di spia ce n'è una sola e la pagate pure.
Anche se sapessi qualcosa, non ve lo direi mai,
nemmeno per salvare la vita del mio uomo.
Se il mio uomo sapesse una cosa simile, mi sputerebbe in faccia!
Capisco.
Grazie, Bartolo. So che sono al mondo per merito vostro.
Perché l'abbiamo fatto... lo sai.
Non potevamo lasciarti morire così dentro a un letto.
Devo ammazzarti io, con le mie mani.
Certo, io avrei fatto lo stesso.
- Quando volete. - Hai ancora dieci giorni per rimetterti in forza.
Ti sta bene il 29 luglio?
No, il 29 non posso.
Devo fare una cosa molto più importante.
Facciamo prima.
- Il 23. Va bene? - Allora all'alba del 23, al cortile della Renella.
Coltello da 15.
Che vi serve? Un po' di bollito o un cuore da fare alla graticola?
Signor Bartolo, devo parlarvi.
Alfredo, servi la signora.
Forza allora.
Il 29 luglio io e Nino dobbiamo sposarci.
Domani c'era il giuramento, ma Nino ha detto che non è possibile. Perché?
Non lo so, non devo sposarvi io.
- Augustarello voleva sposarvi. - Ditemi la verità.
- Avete un dichiaramento con Nino per domani? - Potrebbe essere.
Allora è vero, vi volete ammazzare! Signor Bartolo, dimenticate tutto.
Vi supplico, lasciate perdere!
- Vi ha mandato er Fanello? - No! Non lo sa. E' un uomo d'onore, come voi,
pronto a farsi ammazzare per non perdere la faccia!
A me invece non mi importa niente.
Se volete, vi chiedo perdono, mi umilio.
Io non ho questo orgoglio stupido. Mettiamoci una pietra sopra.
Certo, una bella pietra! Una pietra tombale.
Forbici e coltelli da arrotare!
Arrotino!
- Salute, signor Nino. - Ciao, bella occhialona!
Mi hanno detto che vi sposate. Beata Rosa che vi avrà sempre nel letto!
- Stai tranquilla, un bel cefalottino per te si rimedia sempre! - Ma va'!
- Ciao, Nino. Come stai? - Stasera beviamo. Per poco non la raccontavi.
L'erba cattiva non muore mai.
- Nino! - Verdi'.
Per domattina tutto a posto. Ho avvisato anche Totarello.
Sora Rosa, volevo mostrarvi la biancheria che ho comprato...
Che fa? Non risponde mai questa stronza.
Bartolo mi ha detto tutto. E' per domani mattina, vero?
- Ahò! Rispondi almeno! - Sono cose che non ti riguardano.
Non mi riguardano? Vuoi farmi diventare vedova prima di sposarmi?
- No, tu non ci vai, stai con me! - Rosa, cerca di capirmi.
A quell'appuntamento non posso mancare. Sarei disonorato.
Ah, sì? Allora ti faccio una proposta.
Giochiamoci l'onore insieme.
Tu stai con me da oggi fino a domani, tutta la notte, in camera mia.
Il mio onore varrà l'onore tuo.
Coraggio! Hai sempre detto che mi ami, dammi questa prova d'amore.
Ti prendo in parola, eh?
Da stasera fino a domani mattina in camera tua, con te.
Mi sta bene. Andiamo!
Che fai, ci ripensi? Devi scegliere, Bartolo o me.
Ho scelto.
Però se vieni a letto con me, Rosa mia, non ti posso più sposare.
Va bene, non sposarmi.
- Beh? Non ti spogli? - Certo che mi spoglio!
Credi che solo tu tieni fede alla parola?
Ho detto che stavo con te fino a domani e ci sto, senza inganno
magari come una donnaccia! Io voglio solo una cosa.
Ho chiesto la grazia alla Madonna, voglio salvarti da una coltellata.
Che fai, Rosa?
Che vuoi fare?
Lasciamo perdere queste pagliacciate. Io ti voglio bene, tu lo sai.
Ormai è andata così. Non torniamo indietro, stiamo ai patti.
(fisc
Solo per amore non si vive.
Io ce l'ho scritto nel destino scolpito sulla mano.
C'è un'altra cosa più importante,
per quella ci si campa, per quella si muore!
Un uomo vero per l'onore...
si fa spaccare anche il cuore.
Perché la vita non è vita,
se chi la deve vivere l'onore non ce l'ha.
Pure se io t'amo tanto non posso avere il rimpianto...
e me ne devo andar!
Tornerò!
Non me ne andrò mai più!
Con te...
del mondo sarò il re!
Ma se tu...
non mi vedrai tornare,
sappi che...
l'ho fatto pure per te!
Cinese!
- Che c'è? - Venite giù! - Eh? - Giù!
Che vuole questa?
Cine', devo dirvi una cosa importante.
- Vogliamo parlare nel vicolo? Accomodatevi, entrate. - Sì.
- Vi scaldo un po' di caffè? - No, non ho tempo da perdere.
Nino è andato a fare a coltellate, bisogna impedirlo!
Di che avete paura? Nino è sempre il più forte.
- Non dovete preoccuparvi. - Si può rovinare e anch'io sono rovinata.
Cine', dovete aiutarmi.
Vorrei aiutarvi, ma come?
Basta avvertire il maresciallo.
So dove sono andati a fare il duello quei disgraziati!
Sì. Quando si tratta di fare la spia si viene dal Cinese.
Certo, so che è così.
Io sono zozzo, sanguisuga, sciacallo, spia.
Dicono tutti così, ma lo dicono sempre dopo avere avuto i benefici.
Sora Rosa, io i benefici li faccio solo dietro pagamento.
- Vi do quello che volete! Volete i soldi? - No.
Da te non voglio i soldi.
Quanto sei bella, Rosa...
Da me potresti avere tutto quello che vuoi, tutto.
Anche per poco, basta che...
- Cine', che vuoi? - Un bacio.
Soltanto un bacio. A me non vuole bene nessuno.
Un bacio te lo do, da sorella. Io non voglio male a nessuno, neanche a te.
Rosa...
Se vuoi che faccia la spia,
devi darmi un bacio dove dico io!
Zozzo! Zozzo schifoso!
Arrivano.
Vai.
Manca il coltello da venti.
- Nino fa il pesciarolo, non lo usa. - Va bene. Scegli.
Questo per Nino.
Questo per Bartolo.
- All'ultimo sangue. - All'ultimo sangue.
- Devo dirvi qualcosa prima. - Non c'è più niente da dire.
So che siete forte con il coltello e potreste farcela con me.
Dici bene, ma sbrigati a parlare. Il mio coltello ha sete del tuo sangue.
Se io rimarrò per terra,
ricordate di sentire quello che dirà Verdicchio. E' importante.
Digli di prepararsi a parlare. Tra un po' andrai a fare terra per i ceci!
Piove! Piove!
Piove! Per Dio, piove!
Quando piove i coltelli si vanno a riparare, no?
- Allora? - Stavamo scherzando. - Ci stavamo allenando a fare la lotta.
Per le Olimpiadi di Atene! Mi avete preso per fesso?
Gli esperti hanno stabilito che vostro fratello Augustarello
è morto cadendo e infilzandosi da solo sul suo stesso pugnale
dopo aver colpito Nino a tradimento.
Lo sapevano tutti, ma nessuno ha parlato per la faccenda dell'onore.
Per fortuna la signorina Rosa è corsa ad avvisarmi.
Stai calmo, avvisando me non ha avvisato la Polizia.
Io mi sono dimesso tre giorni fa.
Sì, ho deciso che di questi tempi fare il poliziotto e avere delle idee
è una cosa impossibile. Torno a casa mia.
Allora, questi coltelli? Andiamo!
Vogliamo usarli per tagliare delle bistecche?
Quando festeggeremo la pace tra San Giovanni e Borgo
con una bella "pappata" alla romana.
Andiamo. Datevi la mano, su.
Nino!
Velia, Velia! Signora Teresa!
Venite qua, Nino è tornato! E' tornato!
- Ciao, Nino... - Facciamo la "stira" a questo zozzone?
- Pussa via! - Prendetelo!
Sanguisuga, dove scappi?
- Infame! - Trucido!
Lasciatemi perdere... Lasciatemi perdere!
Lasciatemi perdere...
- Si è "pisciato" sotto! - Portatelo alla fontana e fategli il bagno!
Bevi!
Ancora!
Il Cinese ha fatto l'acqua nera per quanto è zozzo!
Un'altra volta!
Ora basta.
Cine', ti sei lavato abbastanza.
Ora posso anche invitarti al mio matrimonio, il 29 luglio.
Ricordatelo tutti, è una data importante.
- Frascata', a che punto stai? - Siamo pronti. Voi?
- Il prete fa la predica. - Spero sia corta o si scuoce la pasta.
Gli sposi! Arrivano gli sposi!
Che bella coppia siete!
- Facciamo la fotografia o no? - Dai, rimarrà nella storia!
Forza!
Cine', vieni a fare la fotografia anche tu.
No, preferisco stare da quest'altra parte.
Fermi.
Sorridete.
Uno...
Due...
Tramonta il sole a mano a mano.
Attorno a noi diventa scuro, spariscono le cose.
Ma non sparisce dentro al petto questa smania che tormenta,
questa fiamma che brucia.
Chiedo perdono del dolore,
dei sospiri, delle pene.
Amore mio, ti voglio bene,
con il pianto nel cuore mi devo rassegnare...
a farti solo una carezza,
perché mentre tu dormi io me ne devo andare.
Tornerò!
Non me ne andrò mai più.
Con te...
del mondo sarò il re.
Ma se tu...
non mi vedrai tornare,
sappi che...
l'ho fatto pure per te.
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