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Original subtitles

Qua siamo sul Canal Grande, là in fondo c'è Palazzo Labia.

E quel gondoliere che sta arrivando è il più bel gondoliere di Venezia.

Si chiama Bepi Buleghin.

Lo metteranno sulla carta geografica tra le bellezze della laguna.

Lucia, aspettami!

- Lucia! - Vai via, Bepi.

- Non ti sei fatto più vedere. - Ho il nonno malato.

Devo darti una cosa... No, queste sono di Matilde.

Le cravatte che mi hai regalato. Sposo Nina, non posso più metterle.

- Impiccatici! - L'ha presa bene. Credevo peggio con questa. Ohi!

Dorina? Ecco le pantofole. Mi piacevano, ma non posso più metterle.

Traditore, farabutto, vigliacco!

Non battere troppo il tappeto o lo rovini.

Bacio le mani, contessa.

- Dorina, come batti forte! - Vorrei che tu fossi al posto del tappeto.

- Preferirei al posto della coperta. - E' la coperta della vecchia.

La coperta della vecchia!

La vecchia campana che sento far din don!

- Paolina? - Bepi!

Mi hai rimandato il regalo che ti ho fatto per la tua festa.

Lo terrei, ma il parroco mi ha detto di restituire tutto.

- Per sposarmi santamente non devo avere nessun legame. - Ti sposi?

- Sposo Nina tra una settimana. - E io?

Vorrei sposare anche te, ma sono cristiano, posso sposarne una sola.

- Allora mi lasci? - Per forza, nasetto bello.

Addio, Paolina! Ti mando un bacio. Tieni, prendi!

- E ti lascio il regalo! - Tieniti il tuo regalo!

- Bepi, è arrivato un treno carico di belle ragazze. - Pronto. Gondola!

Guarda quelle due, sono carine, vero?

Ho promesso a Nina di non portare più belle ragazze. Porto le vecchie.

Andiamo! Andiamo in gondola!

Non ti capisco, nonnetta, andiamo in gondola.

Tieni, prendi le valigie. Vecchia, io non ti capisco, che dici?

- Le valigie non sono le loro. - E di chi sono? - Sono le nostre.

Paolino, prendi le vecchie, io carico queste due, pazienza!

Andiamo, miss!

- Conosce una buona pensione? - Sì, la migliore di Venezia.

- Bepi, che colpo! Se ti vede Nina... - Che c'entra?

Nina la sposo e a loro mostro le bellezze di Venezia.

Ci vediamo in palestra, figlioli.

Bepi?

Aspettami! Bepi!

- Mi dai un passaggio? - Se te la senti, con queste belle ragazze.

- Miss, facciamo salire l'uomo nero? - Ti aiuto a remare.

Fatti in là!

Fulgenzio, mi sembra che sei fuori allenamento.

Tre anni fa hai vinto la regata perché c'ero io.

Da quando sono frate, il sestiere di San Moisè arriva sempre ultimo.

- Miss, sbaglio o parla italiano? - Sì, lo insegno a Cincinnati.

A Cincinnati, "ostrega"! L'italiano è una bella lingua.

- Anche la sua amica parla italiano? - Un po', lo sto imparando.

Avete fatto bene a venire a Venezia. Per imparare la lingua,

bisogna stare sul posto dove si "ciacola". - Non ho capito bene.

Strano! Ma ci vuole tempo. Restate molto a Venezia?

No, partiamo domattina. Io vado in Austria

e la mia amica va a Firenze. - Peccato! E' poco un giorno solo.

- A Venezia si possono fare tante belle cose. - Ehm, ehm! - Ehm, ehm!

Bepi, ricorda che tra una settimana ti sposi.

E' colpa del tuo principale, il Padreterno.

Io vado per imbarcare le vecchie e lui mi manda due angeli in gondola.

Fulgenzio, se parli con Nina, ricorda che la confessione è segreta.

- Perché ti metti la berretta? - L'ho promesso a Nina.

Può controllarmi da lontano.

Ehi!

Nina, c'è Bepi!

Bepi? Bepi!

Bepi!

Nina, vengo subito!

Vedi come mi controlla con la berretta rossa?

Vado su a darle un bacetto, tu comportati bene con le due straniere.

Nina!

- Nina, amore mio, ti voglio bene. - Caro!

Stai bene con il vestito rosso che ti ho regalato!

Sei l'amore più grande del mondo.

Se lo giro in largo e in tondo, non lo trovo più bello di te!

- Chi sono quelle due sulla gondola? - Sono due americane di passaggio.

Sono brutte, vecchie. Non le ho caricate per don Fulgenzio.

Addio, Nina.

- "Cocoleta" mia! Ciao! - Ciao.

Bepi, mi sta bene il vestito che mi hai regalato?

Rosa, ti sta benissimo, ostrega!

- Eccomi! - Non era tutto finito con Rosa e le regali il vestito?

Sì, è tutto finito, gliel'ho dato a saldo.

Che furbo! Le hai regalato lo stesso vestito di Nina.

Perché parli così? Cosa credi?

Io non credo, vedo.

Scusate, ma lassù hanno bisogno di una spiegazione.

Ci vuole ancora molto prima di arrivare alla pensione?

Dipende da quello che succede lassù.

Ti insegno io a fare la stupida con Bepi!

- E' una baruffa che mi piace! - Le toglierà la sottoveste? - Spero!

Anche i vestiti ti fai regalare, vergognosa!

- Che altro ti ha regalato Bepi? - Le ha regalato la sottoveste!

Prendi questo!

- Nina, che c'è? - Hai il coraggio di chiederlo?

- Butta la berretta! - Vergogna!

Ecco la berretta. Ne avremo ancora per un po', se tutto va bene.

- Vattene, Bepi. Non ti sposo più. - L'hai detto tante volte,

ma non possiamo vivere separati. - No, senza di te starò benissimo.

E chi ti porterà a spasso in gondola? Chi ti darà quei baci sotto la luna?

Vai via, chi ti conosce? Pussa via!

- Stai calmo, stavolta sposo Toni. - Nina!

- Guarda che doveva capitarmi! - Vergogna!

Ecco un altro barbone. Andate via!

Lo spettacolo è finito, potete andarvene.

Roba da matti!

- Filippetto, vai via, devo parlare con Nina. - No, resta qui.

- Prendi Ferdinando. - Ferdinando? E' un gioco?

Sono cose mie, non ti riguarda più quello che faccio.

- Tienilo su. - Tienilo su.

Ferdinando, un colombo con un nome da cristiano e la campanella.

- Cosa fa? - Roba nostra, non ti riguarda.

Pussa via! Sei un uomo?

- Nina... - Lasciami stare! Riprendi i tuoi regali e vattene.

Toni, ci sono due clienti.

- Il motoscafo è libero? - E' libero, prego.

Ferdinando, che cosa mi porti?

Spero buone notizie.

- Mi chiamano da un'altra parte. E' occupato. - Libero!

Occupato. Devo andare con Ferdinando.

- Dovremo aspettare ancora molto tempo? - Mah!

- Ciao, don Fulgenzio. - Ciao, Toni. - Sei in bella compagnia.

- E' libero il motoscafo? - Porto Ferdinando sul ponte e torno subito.

- Non credo che tornerà tanto presto. - Non potrebbe accompagnarci lei?

No, se mi vede il vescovo, mi rimanda in seminario.

- Questo è lo scialle che mi hai regalato, riprenditelo. - D'accordo!

- Ma se stasera hai freddo... Torno a prenderlo domani. - Che domani!

- Non ci vediamo più. Riprendi anche la collanina. - Si è sfilata!

- Non ridere, aiutami a raccogliere. - Raccogliamo!

Cerca bene, non deve rimanere nemmeno un corallo.

- Quanti erano? - 57 piccoli e tre grossi.

Bene, ne avremo ancora per mezz'ora. Prendi...

- Apri, Ninetta! - E' Toni, digli di andare via. Vai via, Toni!

- Voglio parlare con Nina! - Vai via! - Invece gli dico di restare.

- Aspetta, abbiamo quasi finito! - Avevamo quasi finito.

Nina! Ma se sta con Bepi, non è vero che si sono lasciati.

- E' vero, gli sta dicendo addio. - Si stanno dividendo i regali.

Ferdinando, finalmente ci siamo tolti Bepi di torno.

E' contento anche lui. Ninetta!

La ciocca dei tuoi capelli.

Il santino di don Fulgenzio, la Madonnina e la medaglietta.

- Il portafoglio. - Già, è tuo anche questo. Prendo i soldi.

Dimenticavo i lumi! Riprenditi anche questi.

Peccato! Stavano bene ai lati del letto matrimoniale.

Nina!

- Mandalo via, altrimenti... - Ah! Bepi, che hai fatto?

Il nostro lume...

- Non ne troveremo più un altro come questo. - Meglio!

- Non sento più questa musica. - Lo senti? Suona da solo.

- Sei arrabbiata? - No, è finito tutto. - Allora non sei arrabbiata.

Senti, la nostra canzone.

Cocoleta, vieni con me sul canal.

- Facciamo pace? - No! - Una pace piccola, provvisoria.

- Non si sente niente, sarà un brutto segno? - No, dividono i regali.

- Ne hanno fatti tanti. - Nina starà controllando la lista.

Spero non si restituiscano anche i baci.

Nina!

- Avevo detto uno e corto. - Non lo ricordo.

- Riga dritto, è la settimana santa per te. - Lo prometto.

- Nina! - Un giorno metto una pietra al collo a Toni e lo annego.

Non lo tocchi. Se ne sento ancora una sul tuo conto, lo sposo.

- E io lo annego. - Non pettinarti! Tutti i tuoi giuramenti...

- Ho giurato di non pettinarmi? - Vai! - Vado. Oddio, il bacetto!

Vai! Ehi, Bepi!

- Bepi! - Nina! - Ricorda che oggi alle tre c'è la processione.

Ci sarò!

- Scusa, Toni. - Niente. - Nina mia! Ciao, Nina!

Ciao, Bepi!

Cocoleta, vieni con me sul Canal Grande in gondola.

E il tuo cuore batterà, tic e tac!

Pretini, non passate lassù perché oggi tolgono i vestiti rossi.

Restare in sottoveste.

Andate via!

- Ancora qua, Toni? - Mi hai mandato a chiamare da Ferdinando.

- Arrivi sempre quando abbiamo rifatto pace. - Io vengo subito,

ma finite sempre di litigare prima che arrivo! Hic!

- Ogni volta ti viene il singhiozzo! - No, non succede più, mi domino.

- Quando ti sposi? - Tra una settimana. - Hic!

Proprio quando finisco di preparare la casa per te.

- Ogni volta che litigate, compro qualcosa. A settembre... - Il 22!

Quando era tutto finito per sempre, ho comprato un servizio per 24.

- A Natale... - No, alla Vigilia. - Gli hai detto "Bepi, ti odio"

e ho comprato la cucina elettrica, poi preso il televisore...

A San Giuseppe, quando Bepi e io ci siamo presi a schiaffi.

Nina, la casa è pronta ormai. Manchi solo tu.

Allora verrò a trovarti.

Finché non ti sposi, ti aspetto, ti lascio la porta aperta.

Tieni, spero che ti serva subito.

Ferdinando, se Nina ti manda a chiamarmi, non venire a piedi. Vola!

Hic! Vai a "remengo"!

C'è un ritornello

antico e tanto bello

ed è un incanto.

Ti voglio tanto bene.

Bepi, scendo, sono quasi arrivato.

Aspetta, Fulgenzio. Accompagno loro e poi ti porto in canonica.

- A dire la verità sono stanco di questa brigata. - Fai male.

San Filippo disse: "Poca brigata, vita beata."

Lascia stare San Filippo. Mi raccomando, puntuale alle tre

per la processione. - Va bene, sarò puntuale, alle tre!

Prendi il pallone!

Valigia maledetta!

Datemi il pallone! Il pallone!

Questo è il Ponte dei Sospiri.

Un tempo ci sospiravano i prigionieri che il doge mandava a morire.

Ora ci sospirano sotto le ragazze che il gondoliere fa innamorare.

E' molto romantico, vero, Janet?

Cocoleta,

vieni con me sul Canal Grande in gondoletta.

E il tuo cuore batterà, tic e tac.

Cocoleta, vieni, su cara, vieni.

Magnifico sarà!

Questo è il rio dei più grandi amanti di tutti i tempi.

Da quella finestrella, nelle notti senza luna, si vede vagare,

lo spirito di una gentildonna che si è uccisa per amore.

Quello è il palazzo dove si amarono Tristano e Isotta.

Giulietta e Romeo non fecero nulla da queste parti?

Si incontrarono tre ponti più avanti. A Venezia anche le foglie si amano.

- L'edera, dove si attacca, muore. Un souvenir. - Grazie. - Ohè!

Prego, miss.

Quanto le dobbiamo?

Sono il gondoliere della pensione. Faremo il conto alla partenza.

- Possiamo fare una foto? - Con piacere.

Buongiorno, ben arrivate! Buongiorno! Americane, vero?

Sì. Potremmo avere una camera a due letti?

Ne abbiamo una che si affaccia sul Canal Grande. Accomodatevi.

Siete state fortunate ad arrivare alla Pensione Amore

con il più bel gondoliere di Venezia!

Non guardami con quella faccia da stupido!

Vai alla stazione a caricare clienti, abbiamo la casa vuota.

- Carine le americane! - Io non le ho guardate.

Fammi portare la gondola.

- Gino, hai il gancio, fai il gansèr. - Sempre il gansèr!

Quando mi sposo, ti do il remo e ti faccio fare il gondoliere.

- Davvero? Me lo prometti? - Te lo prometto!

"Cocoleta, vieni con me."

"Cocoleta, vieni, su, cara, vien!"

"Magnifico sarà."

"Cocoleta..."

"Ohè! Sparisci! Figlio di un cane maledetto!"

Venezia, la luna e tu.

Metti un'altra fila di garofani a poppa, non risparmiare.

Nina vuole che la mia gondola sia la più bella della processione.

- Bepi? - Comandi, signora Elvira!

- Devi portare due clienti a fare il giro di Venezia. - Ho la processione.

- Buongiorno. - Buongiorno! - Buongiorno anche a lei.

- Ho promesso a don Fulgenzio di andare alla processione. - Vado io!

Taci, tu fai il gansèr! Bepi, non discutere, è un ordine.

- Se è un ordine, obbedisco. - Buongiorno e divertitevi.

Spero che don Fulgenzio mi assolva. Andiamo, togli i festoni, tutto!

Scusate, mi cambio in un minuto.

- Cosa aspettiamo? - Bepi, aspettiamo sempre lui.

- Voi vi fidate troppo. - Mi fido troppo di lui e Dio mi castiga.

- Mi si è rotto l'elastico della tonaca. - Tienila con le mani.

Fate svelte! E voi cantate forte durante la processione.

E voi non parlate sempre.

- Nina, perché Bepi non viene? - Ora arriverà, me lo ha promesso.

- Ma è tardi! - Nina, questo velo in testa ti sta molto bene.

Infatti sto pensando di farmi monaca.

- Toni, che fai qua? Sei libero? - Se nessuno mi vuole, sono libero.

- Porta quelli che doveva portare Bepi. - E' in giro per servizio.

- Niente paura, miss. - Lenta, lenta.

Premi, stai. Premi, stai.

- Brava! - Janet, guarda come sono brava!

Ti voglio bene. Ti voglio tanto bene.

Vuole remare anche lei?

La sua amica è molto seria.

- Lei è molto bella. - Grazie.

Premi, stai. Premi, stai!

Questa è la parte più interessante del palazzo. Venga.

Quella è la finestra della camera da letto di Casanova.

Ora, modestamente, ci dormo io.

Da quella parte c'è un passaggio segreto.

Se volete uscire di là, si va all'Imbarcadero.

Era l'uscita di sicurezza delle nobildonne maritate.

Andavano via di qua dopo che con Casanova...

Bepi, guarda dove mettono i piedi, dovessero farsi male!

Ci penso io. Venite, miss.

Attenzione al gradino, si può inciampare.

Venite dietro di me, non abbiate paura.

Una alla volta, ci si passa soltanto in due.

- Non vedo niente. - E' un po' buio qui.

- Bepi, dov'è? - Sono qua, mi dia la mano.

Non abbia paura, piano, si appoggi a me. Sì, così.

Lei chi è? Janet o Nathalie?

- Io? - Sì, lei...

Ma... Adesso che fa?

Oh!

Miss, non scappi! Era uno scherzo.

- Bepi! - Sì, venga!

- Dov'è? - Eccomi, venga, mi dia la mano.

- Ma non si vede niente, è buio. - Lo so, cammini qui, piano.

- Faccia piano, si appoggi a me. - Grazie.

Si lasci sostenere, non abbia paura. Chi è lei delle due?

Ma cosa fa?

Ahia!

Venga l'altra! Ah, sono solo due, meno male.

Dove siete, miss?

- Qual è uscita per prima? - Perché?

Vorrei sapere chi mi ha dato un bacio e chi uno schiaffo. Che ridi?

Bau!

Facciamo la pace, miss?

Tu mi vuoi bene.

Ti voglio tanto bene.

Ma quanto, quanto,

tanto, tanto!

Darò rifugio al peccatore!

Oddio, lo avevo dimenticato. La processione!

Andiamo, miss. Proprio qua doveva passare!

- Nina, guarda, Bepi con due ragazze. - Non è vero, è fuori per servizio.

- Guarda, è sulla riva. - No, non voglio guardare!

Andiamo... Andiamo!

Oh, Santa Vergine, prega per me.

E' sparito.

Svelte!

- Bepi? - Bepi?

Grazie.

Tutti ti invocano,

soccorritrice.

Nina, c'è Bepi!

Hai visto, Toni? Bepi è venuto.

Non è Bepi, è il demonio.

Oh, Santa Vergine,

prega per me.

Oh, Santa Vergine,

prega per me.

Nina?

"Caro Bepi, ti amo. Penso sempre a te e alle notti sul Canal Grande."

"A presto. La tua piccola selvaggia indiana."

Questa è bella, mi piace.

Ha la gamba lunga, è di coscia alta. E' una scandinava.

- Nonno, non è roba per te. - Non è roba per me!

Se te ne avanza qualcuna, passala a me.

Ma vai, nonno! Non pensare a queste brutte cose.

E' alta, mi piace. Guarda che bella notte di luna piena!

Non è roba per me... Scandinava, straniera!

- Ciao, papà. - Ho trovato queste lettere, Olanda e Lussemburgo.

- Grazie, papà. - Rompi tutto? - Straccio tutto.

Non voglio più vedere queste donne, do un addio al passato.

- Questa non la conosco. - La conosco io. E' una svizzera, Gretel.

Ah, che donna era! Ricordo che aveva un neo proprio...

Guarda la luna! Devo stare a casa proprio con la luna piena.

Con la luna piena, se non faccio l'amore, sto male!

Smettila, sembri una bestia feroce!

E' una malattia di famiglia, lo sai. Noi siamo come i lupi mannari.

Loro con la luna piena, abbaiano, noi andiamo in amore.

- Bepi? - Nina!

Nina, dove sei?

Chiudi gli occhi, devo mostrarti una cosa.

Gli occhi? Va bene, li chiudo. Cosa devi mostrarmi?

- Nina... - Adesso aprili.

Ostrega, come sei bella! Ma davvero mi toccherà questa fortuna?

- Me lo hanno portato da provare, ho voluto mostrartelo. - Si spoglia?

Sì, si spoglia. Nonno, vai a ricamare, vai!

- Ti piace? - Mi piace così così. Mi farà sfigurare sull'altare.

Tutti diranno: "Chi è quella bella ragazza che sposa quello sciocco?"

Per stasera può bastare così. Buonanotte.

Buonanotte un corno! Adesso ti sognerò tutta la notte!

- Bepi, che ti prende? - Nina, cocoleta mia, non andartene.

- Hai visto che luna? - L'ho vista.

Manca una settimana al matrimonio. Sette giorni sono lunghi, Nina!

Sono lunghi per tutti e due, siamo in due ad aspettare.

- Pensi che è meglio aspettare? - Non fare il furbo.

Nina, mi basterebbe solo un tuo bacetto.

Vieni da me un momento prima di dormire.

Domani. Conosco i tuoi baci.

Va bene, andrò a letto senza il dolce.

- A domani! - Buonanotte, Bepi.

Buonanotte, amore mio. Cocoleta! Cocoleta mia!

Luna boia!

Bepi, c'è Gino che vuole parlarti!

- Dai, vieni fuori, figlio di un cane! - Vengo!

La signora Elvira vuole che porti in giro due clienti.

La signora sa che non faccio più il turno di notte, non ci vado.

- Allora vado io, dammi la gondola. - Aspetta, Gino!

- Non puoi portare la gondola. - Hai detto che non ci vai!

Ho promesso a Nina di non fare più il turno di notte. Sono le americane?

Americane? Giovani e belle?

- Allora? - Se non vado, mi licenzia. - No, vado io.

No, tu sei gansèr. La signora Elvira mi licenzia, la conosco.

- Vuoi andarci tu? - Il servizio è servizio, dille che arrivo.

Papà, devo fare il turno di notte. Nonno, non dire niente a Nina.

- Quando si tratta di donne, so mantenere un segreto. - Ciao!

Americane?

- Guido, apri la porta. - Nadir, vai ad aprire. - Vai tu!

- Gianni, apri tu! - Devo aprire sempre io! - Tu sei il più piccolo.

- Ciao, Gianni. Buonasera. - Entra pure, Toni.

Grazie, ma mi si è agganciata la giacca alla porta.

Ecco! Buonasera, signor Todaro. Mi permetta, signora.

No, non permetto...

Mi dispiace! Mi dispiace tanto!

- Buonasera. - Ciao, Guido. - Ciao.

- Ciao, Nina. - Nina, c'è il tuo fidanzato.

Il mio fidanzato è Bepi, non fate gli spiritosi!

- Toni, vuoi un caffè, qualcosa... - Onorato, sì.

Nina, sei libera di fare ciò che vuoi, anche di sposare Bepi,

ma ricorda che Toni per noi resta sempre il tuo fidanzato!

- Un sigaro? - Grazie, obbligato.

- Tieni, Toni, accendi. - Grazie.

Tira forte. Tira bene! L'uomo si vede nel sigaro.

Bravo, così!

Sono ancora ragazzo, non sono pratico.

- Che cosa scrivi? - Le partecipazioni di nozze.

- C'è scritto che sposi me. - Sono quelle di quando dovevo sposarti.

Cancello il tuo nome e metto Bepi. Dobbiamo risparmiare, lui è povero.

Per questo vogliamo che sposi Toni!

- Avresti anche la ghiacciaia. - Hai anche la ghiacciaia?

Da 180 litri, anche 181!

- Perché non vuoi sposarlo? - Perché non mi piace!

Non mi piace! Quante volte devo dirvelo?

- Hic! - Bevi, Toni, ti passerà.

Hic! Sì, ora passa. Hic! Grazie.

- Passato, eh? - Sì, grazie tante.

Hic! Hic!

Bepi, dammi un bacio.

- Stai buona, calmati. - Bepi, non preoccuparti.

- Baciami, ti prego! - Marito... - Non preoccuparti, è sordo.

Baciami, Bepi! Baciami!

Cattivo! Cattivo.

Bepi?

- Ciao, Bepi! - Salve, miss!

Sole in gondola in questa notte d'incanto.

- E' un peccato che non sei sulla nostra gondola. - Un peccato davvero.

Andiamo, gondoliere.

Nane, fammi un piacere.

- Bravo, Bepi! - Contenta? Grazie, Nane.

Vuole ballare? Vuole ballare? Vuole ballare?

- No, grazie. - Come non detto.

Ciao, Bepi.

Nonno, cosa fai qui? Se mi cerca Nina, sono rovinato!

- Devo stare qui per servizio. - Quale servizio? Vai a casa.

- E' scandinava! - Vai! Scandinava!

- Ciao, Bepi. - Ciao, Brando. Stasera ci sono molte vecchie.

Gianni, cos'è questo rumore? La tua dama batte il tempo con le nacchere?

Le nacchere? E' la dentiera.

- Ciao, Bepi! - Ciao!

Smettila con questo Bepi!

Come ti guarda! Che le hai fatto?

"Venezia by night", il solito servizio.

- L'hai portata alla casa di Casanova? - Ostrega!

Quella c'è stata e mi ha baciato, ma quella... Vedi quella rossa?

- Quella mi ha dato uno schiaffo. - A me piace di più, è più donna.

- Sì, più donna. Hai ragione, Brando. - Scusa.

- Non stringermi. - Perché? - Non voglio!

- E' donna anche quella, povero Nane! - Che povero Nane!

E' un bambino, non sa trattare con le straniere.

- Bepi? - Andiamo, miss? - No, voglio ballare.

Un momento, è già il terzo drink, le fa male.

- Balliamo? - Volentieri. E' servizio, Brando!

- Bepi, sono molto felice. - Mi fa piacere.

- Che ore sono? - Sono le 11, miss.

- Peccato! Tra un'ora è già domani. - Ha ragione, non ci avevo pensato.

Guarda che bella luna!

- Bepi! - E' un male di famiglia, siamo mannari.

Sai che ho studiato il calendario per essere a Venezia con la luna piena?

Davvero? Non credevo.

Bepi, fai ballare Janet. Non voglio si accorga di ciò che c'è tra noi.

- Non mi va tanto di ballare con lei. - Fallo per me!

Va bene.

- Permette, miss? - Sì, grazie.

Che c'è? Io non ballo il minuetto.

In Italia si balla stretti, guancia a guancia.

- Questi italiani! - Voglio bene a tutti gli italiani!

Tengo questo per souvenir.

Porta via il ghiaccio per souvenir! E' ubriaca.

Carina la sua amica!

Bepi!

Bella, mi piaci.

Scusi.

- Andiamo noi due a ballare. - Ma che vuoi?

Gli italiani sono gentili, guarda che bel regalo.

- No, è la chiave della camera. - Ha bevuto troppo.

- Vai a letto, Nathalie. - Vado.

Che facciamo? Andiamo?

No, Bepi, è troppo tardi.

Noi partiamo domani, ci svegli alle 8 e ci prenoti il motoscafo.

- Vi porto con la gondola. - No, grazie, è meglio il motoscafo.

- Hai fatto prima tu a piedi che io in ascensore. - Siamo rimasti giù.

- E Janet? - Anche lei. - Allora vado a prenderla.

- No, no! - Nathalie, l'ascensore non funziona.

- Facciamo scendere la camera. - Cosa ne facciamo?

- Mi aiuta a portarla a letto? - Con piacere!

E' la mia specialità cantare la ninna nanna alle belle ragazze.

Fai la ninna, fai la nanna.

Visto che là sono in quattro, posso anche andare via. Ciao, Nina.

- Mi saluti Nina, per piacere. - Ciao, Toni.

Arrivederci, signor Todaro. Dove metto questo? Lo metto qua.

- Bruci il vestito! - Per carità, mando in fumo il matrimonio!

- Toni, qual è il tuo indirizzo? - Sotoportego dei Basi 51/24, perché?

- Mando la partecipazione anche a te. E' giusto, no? - Sì, grazie.

E' un pensiero delicato.

- Faccio tanti auguri di felicità a te, a Bepi e al nonno. - Il nonno?

- Il nonno di Bepi vivrà con voi. - Il nonno in casa?

Sì, come cameriera. E' un po' matto, ma lava, stira, ricama, bestemmia.

Chi ti ha detto la storia del nonno?

In Campo Bandiera lo dicono tutti. Se non mi credi, chiedilo a Bepi.

- Certo, glielo chiedo. - Chiedi!

- Il nonno in casa! - Va a chiederglielo. Chiedi!

Bepi? Bepi!

- Nina, che vuoi da Bepi? - Voglio Bepi!

Dorme, ma te lo chiamo.

Bepi, caro, ti vuole Nina. Svegliati!

Oh, è ancora in giro...

Dorme, cosa volevi dirgli?

- Volevo chiedergli una cosa, ma puoi dirmela anche tu. - Dimmi.

- Dopo sposati, tu abiterai con noi? - Verrei molto volentieri,

ma sono trent'anni che tribolo con quel figlio di un cane.

Mi fa fare di tutto in casa, mi fa spazzare, cucinare, ricamare.

Sono stanco di tribolare. Se te lo sposi, mi fai un favore.

Se non mette la testa a posto, dagli tante legnate!

- Stai tranquillo, lo metto a posto io. - Va bene, mi raccomando.

Questo disgraziato sta per sposarsi e va a fare baldoria con le americane.

Americane!

E' una "putea".

- Che cos'è? - Bambina. - Sì.

- Devo spogliarla io? - Ci penso io! Non si preoccupi.

Vado a prendere il pigiama.

Bepi?

Bepi.

Il bacio della buonanotte. Fa ancora male?

- Che? - Lo schiaffo che ti ho dato oggi.

- Sei stata tu? - Sì, scusami. Janet mi ha raccomandato di farlo

se un italiano avesse tentato di baciarmi.

- Mi perdoni? - Sì.

Dorme.

Bella! Che bei capelli! Sono di seta.

Fa caldo, no?

Che profumo!

Ci vediamo dopo.

Bepi, grazie di tutto, ora può andare.

Io devo ringraziarla per il bacio che mi ha dato oggi.

- Partite davvero domani? - Sì, è deciso.

- Proprio deciso? - Sì.

- Sono le ultime ore che ci restano. - Le capitano spesso queste crisi?

Capita spesso di incontrare una donna come lei? Risponda.

Conoscendola capisco che è giusta l'idea che abbiamo degli italiani.

- L'ho delusa? - No. Ero preparata.

Avevo previsto tutto quello che è successo.

E' offeso, gondoliere?

Mi chiami Bepi.

Venezia, la luna e tu.

Stanotte questo cuore

sognando aspetterà.

Venezia, la luna e tu.

Sulla laguna

l'amore ci avvincerà.

Tra il sussurrar...

In queste notti il doge veniva in laguna,

buttava un anello in mare per mostrare che si sposava con Venezia.

Da allora chiunque butta qualcosa in acqua, si sposa con questa città.

Splendido! E' una storia deliziosa.

Vuole provare? Vuole sposarsi con Venezia?

- No, non mi piace buttare nulla in mare. - Perché?

Le piacciono i pop corn?

"Ti voglio bene."

Perché lei prende i baci di giorno e di sera no?

Perché pensavo... che noi due non ci saremmo più rivisti.

- Le importa di me? - Non può importarmi.

- Perché? - Perché... - Perché?

- Perché... sono sposata. - No, è impossibile!

Sì, ho due bambini alti così. Eccoli, Mary e Jimmy.

Mary e Jimmy...

Sono proprio sfortunato. Comunque, visto che parte domani...

Mary e Jimmy!

Oh, Bepi!

Tesoro? Janet, amore mio?

Devo uscire.

Da dove passo?

- Bepi cattivo! - Chi è?

- Che cosa vuoi fare? - Io vado via, stavo passando.

Mio marito è molto geloso. Mi hai lasciata sola con lui.

Prudenza, frau!

Niente paura, vado via.

E questo è niente! A casa di Bepi si mangiano anche i gatti.

Il nonno, durante la guerra, mangiava i colombi di Piazza San Marco.

Fanno arrosto i colombi del santo patrono?

E' peccato mortale, un sacrilegio!

A che serve parlare di sacrilegio con un uomo come Bepi?

- Non è mai venuto alla comunione di Pasqua. - Non ha fatto la comunione?

Nina, siamo una famiglia rispettata. Non vogliamo morire dannati!

- Ritira la tua promessa, non vederlo più! - Non è nemmeno cresimato.

Il nonno è un mezzo infedele, l'ha battezzato con una botta in testa.

Non è vero! Bepi è religioso, battezzato e cresimato.

E la comunione di Pasqua? Chiedigli se ha fatto la comunione per Pasqua.

- Se non si comunica a Pasqua, non lo sposi. - Va bene, glielo chiedo!

- Ma sentila... - Chiedi, chiedi!

Bepi! Bepi!

Alla salute degli infedeli, poveretti.

Bepi, alzati dal letto, Nina deve parlarti!

Bepi!

Dorme come un angioletto.

Bepi, svegliati!

Dai, pigrone! Bepi!

Nina, non riesco a svegliarlo.

Gli parlerai domattina.

Nonno, devi svegliarlo, fallo saltare giù dal letto, è importante!

Va bene.

Bepi, svegliati!

Svegliati!

Rompigli la testa con un bastone, devo parlargli!

Bepi, vai a remengo! Nina, non riesco a svegliarlo!

Gli parlerai domattina, neanche le cannonate lo svegliano.

Nonno, rompigli la testa, sveglialo!

Bepi, svegliati!

- Oddio! Oddio! - Stavo per rompermi la mano.

- Oddio! Mi hai rotto la testa! - Nina vuole parlarti.

- Mi hai rovinato... Nina? - Bepi, muoviti!

Questo vecchio!

Nina, che cosa vuoi?

Volevo solo un'informazione. Tu fai o no la comunione a Pasqua?

La comunio... Ostrega, certo! Sai quanto sono religioso.

Se don Fulgenzio non mi vede in chiesa, non inizia la messa.

Ah! Grazie, Bepi, buonanotte.

Buonanotte, amore.

Nonno boia, che botta!

- E così una va a Firenze e l'altra va in Austria. - Sì.

- Posso prenderlo come souvenir? - No, è il bollo di circolazione!

- Credevo fosse una réclame. - Lei colleziona ricordi di viaggio.

Tutte le straniere portano via qualcosa da Venezia,

ma è molto più quello che lasciano che quello che portano via.

Tante non partono nemmeno, restano qui.

Si sposano e diventano veneziane anche loro.

Quasi tutte sposano i gondolieri,

forse perché i gondolieri hanno fama, oltre che di essere belli,

di essere fedeli, buoni mariti e ottimi padri di famiglia.

E' bello per una donna di sentimento vivere in una città come questa.

La chiamano la capitale dell'amore.

Prendi, Gigio!

- Facciamo presto! - Tira!

Prendi!

Fate piano! Se mi fate cadere il corredo nel canale, resto zitella.

Sarebbe una fortuna. Meglio zitella che sposare un uomo come Bepi.

- Neanche aiuta! - Starà ancora dormendo.

Non si può dormire con questa confusione. Per quattro mobiletti!

Scusate il disturbo! E' per casa nostra, dovresti portarla tu.

Il corredo tocca ai parenti della sposa!

- Perché ti alzi a quest'ora? - Avevo sonno e ho fatto tardi.

E voi, mammalucchi, non fate danni! Ciao, Nina!

Devi venire anche tu alla casa nuova. E smetti di pettinarti!

- Dobbiamo portare la roba. - Non arrabbiarti, vengo.

- Vieni a faticare un po' anche tu. - Abbiamo fatto, andiamo.

Forza, non battete la fiacca!

Grazie.

Facchino!

Grazie.

- Non può portarmi lei la valigia? - Cosa dice?

Presto, il vaporetto parte.

Buongiorno, miss!

- Alla Pensione Amore. - Bene.

Cara, benedetta! Sono contenta di vederla.

Venezia è una città che non si può dimenticare facilmente.

E' una città galeotta.

- Non capisco. - Invece mi capisce!

- Potrei avere la stanza di prima? - Sì, è ancora libera.

- Perché la sua amica non è venuta con lei? - E' partita per l'Austria.

Era così simpatica! Se ha bisogno, mi chiami, signorina.

Questa è ritornata per Bepi.

Oh, benedetta!

E' tornata! Brava. E' sola?

- La mia amica è partita per Firenze. - Firenze!

- Potrei avere la stessa stanza? - No! Mi dispiace, è occupata.

Le do questa, guarda sul Canaletto, proprio sul posteggio delle gondole.

- Bepi! Ti specchi sempre. - Per vedere se sono degno di te.

- Ti piaccio? - Certo, mi piaci.

Da vecchi ricorderemo questo giorno dopo quarant'anni di vita felice

e di fedeltà. - Pensa a essermi fedele adesso.

- Nel mio cuore ci sei solo tu, nessun'altra. - Nessun'altra?

- Nessun'altra, Nina, nessun'altra. - Bepi!

- Cocoleta... Chi è? - Bepi!

- Ma chi chiama quella? - Mi sembra chiami te. - Bepi!

- Nina, io non la conosco... - Non sono partita, rimango qui.

- Sei contento? - Mi fa piacere, ma io non la conosco.

La conosco io! Maledetto, farabutto, disgraziato!

- Non voglio vederti più! Vai all'inferno! - Mia sorella... Nina!

- Riportate tutto a casa! - Lasciami spiegare! - Ti sei già spiegato!

- Non è un matrimonio, è un manicomio. - Bepi? - Lasciami!

Lasciami! Lasciami!

Aiuto!

Dammi la mano!

Chi diavolo sarà questa matta?

Poveretta! E' caduta nel canale.

- Cos'è successo? - Voleva ammazzarsi.

- Com'è possibile? - Lo sai tu. - Io non so niente!

- Non la conosco. - Bepi, amore mio... - Non la conosci, eh?

La conosco solo per servizio. Andate tutti "in malora"!

Oddio, non morirà mica?

Non dovevi partire? Mamma mia, come pesi, miss!

Nina...

Toni? Toni!

- Dimmi. - Toni! - Questa è la voce di Nina.

- Nina! - Apri, devo parlarti. Sbrigati!

Vengo subito... Oh! E' caduto nel canale. Niente, è solo latte.

- Maria! - Comandi!

Sparecchia, presto! Sbrigati, Maria...

- Maria Vergine! - Svelta, pulisci! - Sì, subito.

Fai presto, sta venendo Nina!

- Prendi! - Apri, Toni!

Sì, sì. Prego, accomodati. Come mai questa visita così improvvisa?

- Toni, fammi vedere la casa. - Vuoi vedere la casa?

- Hai litigato con Bepi, eh? - Fammi vedere la casa!

La casa è tutta qua, non è grande, ma per due persone va bene.

- Cos'è questo pappagallo? - E' una pappagalletta.

- Vuoi sentire quanto è brava? "Nina, ti voglio bene." - Anch'io.

Cosa sono tutte queste cornici vuote?

Quella grande è per la foto... della cerimonia nuziale.

- E quelle piccole? - Menico, Fantin e Nane.

Se verranno, si capisce, ecco...

- Di qua cosa c'è? - Niente! E' una camera...

E' una camera... matrimoniale.

Io ancora non ci dormo, sai? No, no. Scusa, eh?

Toni, hai fatto bene ad avere tanta pazienza.

180 litri!

E' arrivato il momento di sposarsi. Andiamo da don Fulgenzio.

Sì... Hic! Cosa?

Non guardarmi così! Prendi la giacca e muoviti!

Maria, tira fuori l'abito scuro, stavolta mi sposo!

- Bepi, cosa è successo? - E' caduta nel canale.

- Si è buttata per te, dovrai sposarla. - Sposarla?

Bepi, amore mio! Se mi lasci, mi uccido.

- Sei rinvenuta. Stai bene? - Sto benissimo adesso.

- Puoi camminare? - Sì. - Allora cammina, andiamo.

Non potevi partire com'è partita la tua amica?

- Ciao, Nina. - Ciao, Filippetto.

- Dove posso trovare don Fulgenzio? - Eccolo là.

Don Fulgenzio, devo parlarti.

- Quant'è una candela alla Madonna? - Cento lire. - Accendimene due.

- Queste, sono più alte. - Va bene.

Nina, io non ho capito niente.

- Insomma, vuoi sposare Toni o no? - Sì, voglio sposarlo.

Ma gli vuoi bene?

Toni è un ragazzo serio, posato, buono... anche troppo.

E poi non mi tradisce.

Ma tu gli vuoi bene?

Ha una buona posizione, una bella casa, non mi farà mancare niente.

Ma tu gli vuoi bene?

Lui mi vuole bene.

Scusa un momento, Nina.

Che fai qua? Stai a sentire quello che dice Nina?

No, non ho sentito niente. Volevo dire...

Se Nina dice che non mi vuole bene, dille... Io con il tempo, guadagno.

Sono come il vino, più invecchia e più diventa buono.

- Dille questa del vino. - Come? - Dille questa del vino.

So io cosa devo dire!

Allora, Nina, gli vuoi bene?

Toni è onesto, lavoratore e poi si comunica almeno una volta l'anno.

- Insomma, gli vuoi bene? - No, ma lo sposo lo stesso!

Scusa un momento, Nina.

- Toni. - Sì? - Questo matrimonio si mette male.

Non puoi rinunciare all'idea?

Le hai detto quella del vino? Le hai detto che con il tempo guadagno?

Smettila con il vino! Si è fissato con il vino.

- Allora, Nina... - Senti, don Fulgenzio. Tu devi farmi un piacere.

Questo matrimonio deve farsi subito e in segreto.

Nessuno deve saperlo, meno di tutti Bepi. Capito?

Va bene.

Va bene, ho capito. Ho capito.

- Dov'è Toni? - Sono qua, Nina. - Arrivederci, padre.

- Arrivederci. - Arrivederci al matrimonio. - Non mancherò.

Basilio, ricordi le pubblicazioni di quando Nina doveva sposare Toni?

- Vai a prenderle. - Un'altra volta? - Sì e mettile fuori.

Bene in vista, forse qualcuno vorrà opporsi a questo matrimonio.

Nina? Nina, vieni fuori!

- Provati questa maglia. - Vai via, nonno! Nina!

- Che cosa vuoi ancora? - Nina, devo dirti due parole.

Sbrigati, è l'ultima volta che mi affaccio a questo balcone.

Volevo dirti traditrice, civetta, spergiura.

- Queste sono tre parole. - Bugiarda!

Mentre sei fidanzata con me, ti prometti a Toni!

- E tu te la spassavi con altre donne! - Ma quali donne?

- E' per servizio! - Nel servizio è compreso dare baci a tutte?

Perché quell'americana, invece di partire, è rimasta a Venezia?

- Ma io che c'entro? - Tu non c'entri mai. Comunque non mi interessa più.

Preferisco avere vicino un uomo sincero, fidato, inoffensivo.

Appunto, un tanghero, un babbeo come Toni.

- Sai che ti dico? Sposa Toni! - Certo, lo sposo!

- Che hai detto? - Ho detto che lo sposo! - Bene... Bene...

Mi... Mi fa piacere.

Sì, lo sposo! Lo sposo e lo sposo!

Si è fatta notte e stiamo ancora a parlare.

Riprendi i tuoi regali e non farti vedere più.

Riprendi i tuoi miseri regali. In tre anni avrai speso 5.000 lire.

Ti metti a fare i conti? Non mi presto a queste meschinità.

Non ti conviene fare i conti. Ridammi subito le mie lettere.

Riprenditi questi quattro fogli di bugie!

Che stupida sono stata!

Non dormivo per farti arrivare mie notizie quando eri soldato.

E mi faceva piacere.

Ti credevo cara, adorabile.

Sei cattiva come la peste!

Vergognati! Non eri degno di me, questa è la verità.

- Le lettere! - Nina, sono cadute nel canale!

Corri, andiamo a prenderle!

Corriamo! Andiamo!

Dove sono? Eccole qua!

Nina, prendile! Una... due...

Salviamone qualcuna! Prendi quella che ti ho scritto quando eri malato!

L'acqua cancella le belle frasi che ho fatto tanta fatica a scrivere!

Nina, senti che belle parole mi scrivevi.

"Non vedo l'ora che torni in licenza, così potrò darti tanti ba..."

Nina, l'acqua ha cancellato tutto. Cosa vorrà dire questo "ba"?

"Bastonate"! E' quello che meriti.

- Allora abbiamo fatto pace? - Ma quale pace? Come corri!

- Prima devi darmi una spiegazione. - Che spiegazione? - Dell'americana.

Ti spiego subito, vengo da te.

No, è meglio che non ti fai vedere oggi dai miei fratelli. Vengo io.

- Mangi da me? Vedremo! - Va bene, fai presto.

Mettete un altro coperto, abbiamo un ospite.

Riso e "bisi", bene!

- Buonasera. C'è Bepi? - Si accomodi. - Grazie.

- Bepi, l'ho fatta accomodare in salotto. - In salotto?

Nina!

Bepi!

Janet...

Ho freddo, dev'essere l'emozione.

Ti ho cercato tutto il giorno, dov'eri nascosto?

- Quindi sei rimasta a Venezia. - Sì, sono proprio io, Janet.

- Toccami! Non sono un fantasma. - Sì, non sei un fantasma.

Ho lasciato partire Nathalie per Firenze, ma io ho preferito restare.

- Hai fatto bene. - Che caldo!

No!

Ciao.

- Sei pazzo? - Sì, sono pazzo di te.

- Janet, sono pazzo di te! - Ma che vuoi fare? No, non qui!

Ma vai sempre alla finestra? Siedi, per favore.

Janet, sono sconvolto. Ti rendi conto di quello che stiamo facendo?

- Tu sei sposata, hai figli. - Bepi, ho una grande notizia da darti.

- Io non sono sposata. - Ecco... Non sei sposata? - No.

Bene! E quei due figli?

Sono di mia sorella, sono i miei nipotini.

Bepi, ti ho mentito, ti ho detto delle bugie, ma per difendermi.

Avevo tanta paura di te.

- Ma quando ti ho visto così sincero, così innamorato... - Stai buona.

- Ricordi cosa mi hai detto? - Che ti ho detto?

- Che se fossi stata libera, mi avresti sposato. - Te l'ho detto?

- Non ricordi? - Ora ricordo, credevo di averlo solo pensato.

Se vuoi, possiamo sposarci subito, qui a Venezia.

Sono amica del console americano. Posso andare da lui domattina!

- Questa è matta... - Tu non sei contento? A che pensi?

- Sto pensando a cosa direbbe la mia povera mamma. - E' contraria?

- No, è morta. - Morta?

La mia povera mamma è morta...

E' Nina! Mia sorella è contraria e anche viva! Stai buona, non muoverti.

- Va bene. - Non muoverti!

Gesù, se ti ho offeso una volta, non ti voglio offender più.

- Chi è? - Bepi, sono io.

- Hai paura dei ladri? - Sono preoccupato. Il nonno non mangia più.

Non mangia da tre giorni, guarda che puoi fare. Nonno, mangia!

Bepi?

Ti ho detto di non muoverti, vai dal console. Vai, presto!

- Bepi, tu mi vuoi bene? - Sì, ti voglio bene, ma vai via.

Mia sorella è contraria al matrimonio, vai!

- Bepi, il nonno sta bene, mangia. - Sì? Sono contento, l'hai guarito!

- Siete voi i Micheluzzi? - No!

Chi conosce i Micheluzzi? Dammi un bacetto, amore mio!

Prima devi spiegarmi dell'americana che si è buttata nel canale per te.

Quella è una matta, sarà già arrivata in America. Mangiamo!

- Stai meglio? - Sì, il dottore ha detto che posso alzarmi.

Sono felice perché è arrivato il momento di partire.

- Partiamo? - No, tu parti.

- Io? - Devo dirti una cosa che non ho avuto mai il coraggio di dirti.

Nathalie... io sono sposato.

- Sposato? - Sì, Nathalie, con due figli.

Due baby, Mary e Jimmy.

Nathalie... Nathalie, cosa fai?

- Perché non me lo hai detto subito? - Avevo paura di perderti.

E' il destino crudele. Fatti forza, Nathalie.

- Bevi qualcosa. Vuoi un po' di sciroppo? - No, voglio morire!

Perché, non è buono?

E' buono lo sciroppo!

E' davvero buono.

- Tu le vuoi ancora bene? - A chi?

- A tua moglie. - Per carità, è stato un matrimonio combinato.

Siccome il nonno ricama, lei credeva le facessi il corredo.

Davvero, Bepi?

- E' magnifico! Diventa tutto facile. - Beh, facile...

Tu verrai con me in America e io ti aiuterò a divorziare.

- Bepi, sono felice! - Noi dobbiamo parlare.

Se mi dicevi che le volevi ancora bene,

bevevo tutto questo bottiglione, sarei morta.

Bambinona! Sciocca!

Cosa dici? Saresti morta perché avresti bevuto tutto...

Questo bottiglione?

- Oh, mamma mia! Credevo che era sciroppo... - Non piangere!

Mamma mia! Mi sono avvelenato!

- Dov'è un negozio di regali? - Ce ne sono tanti, uno è là.

Grazie.

- Nina, c'è una cliente. - Desidera? - Vorrei fare un regalo.

Che genere di regalo? Un servizio di bicchieri, un portaprofumo...

Un regalo per un uomo.

Allora un portaritratti, una bella donnina di vetro, un portacenere.

Oh! Mi piace questo. Perfetto!

- E' un lume da notte, esemplare unico. - Quanto costa?

Non è in vendita. E' bello, vero? C'è anche il carillon, senta.

- Si sente male? - No, ma questa musica...

- Le ricorda qualcosa? - La canta sempre, è la sua canzone preferita.

Sia buona, me lo venda. Lo pago qualunque cifra.

- Va bene, glielo do. Filippetto? - Grazie!

- Metti il lume nella scatola. - Grazie.

Scusi una domanda.

- E' uno di qui? - Non capisco. - Lui è di Venezia?

- Perché vuole saperlo? - Niente, scusi.

- Quant'è? - Sono 20.000. - Ecco. Grazie.

- Grazie molte. Buongiorno, grazie! - Buongiorno.

- Era il lume che ti ha regalato Bepi! - Ho un pensiero in testa,

ma spero di sbagliare. Staremo a vedere.

Ecco Toni, ora che gli dico?

Nina, ho ricevuto un Ferdinando urgentissimo. Buone notizie?

Volevo dirti... Non mi ricordo. Ah, volevo chiederti un piacere.

- Ricordi il lume con la musica dentro? - Certo, "Cocoleta".

Forse oggi gliene regalano uno uguale. Più tardi vai a casa di Bepi

e guarda se lo trovi. - Perché devo cercarlo? - Trova il lume!

- Quanto costa? - Sono 7.500.

Trova il lume! Se trovo Bepi? Se lo trovo, gli spacco il lume in testa!

Ferdinando, non chiamarmi più per le sciocchezze o ti faccio arrosto!

Mamma mia... Mi sono avvelenato!

Sono sudato... Che è? Sto male?

No, oggi di queste medicine se ne possono bere a litri.

- Una volta uccidevano veramente. - Davvero?

- Si alzi. - Dottore, se dice che sto bene, salto come un grillo!

La sua borsa. Non sono pratico di questi veleni.

Non è uno sciroppo, serve per i gargarismi!

- Saremo felici in America! - Certo, saremo...

Nathalie, volevo dirti che riguardo l'America... Non arrabbiarti.

Come faccio con il lavoro? Come faccio a lasciare la gondola?

Mio padre ha una grande piscina, porteremo con noi la gondola.

In piscina? La gondola?

Va bene, ci penserò. Ciao, ora devo andare via, il servizio!

Bepi, per favore, imbuca questa lettera. E' per Janet.

- Le hai scritto? - Le ho scritto che ti sposo e ti porto in America!

Sì, con la gondola. Ciao!

Ti voglio bene.

Ti voglio tanto bene.

- Bepi! Bepi, eri venuto a cercarmi? - No... Sì.

Scusa, se non mi sono fatta viva. Ho avuto molte cose da fare.

Sono stata tutta la mattina in giro per Venezia.

- Ho parlato con il console, ci aspetta oggi alle cinque. - Ah...

E' mezzogiorno! Ho un appuntamento telefonico con i miei in America.

Voglio dargli la notizia del nostro matrimonio.

Mi dispiace, non possiamo stare insieme. Pranzo con degli amici.

Poi devo ancora farmi i capelli, scrivere delle lettere...

A proposito di lettere!

Per favore, imbucami questa, è per Nathalie.

Ho voluto dare anche a lei la bella notizia che noi ci sposeremo

e che resterò a Venezia per sempre.

Sono tanto felice!

Bepi, ho dimenticato di darti questo.

E' un regalo per te, sono sicura che ti piacerà.

Ricordati, oggi alle cinque davanti al consolato.

Toni, non ho ancora capito cosa cerchi.

Una cosa, ma nemmeno io ho capito perché.

Se cerchi Bepi, non c'è, è fuori e non so quando tornerà.

- Che odore di bruciato! Qualcosa prende fuoco in cucina. - Vai.

- Nina? Nina! - Dimmi, Toni.

- Non trovo il lume. - Guarda bene, deve esserci.

Ma dove guardo?

- Nina! - Come mai sei qui? - Devo darti una grande notizia.

- Ricordi quell'americana? Parte stasera per Firenze. - Mi fa piacere.

- Te lo avevo promesso. - Smetti di pettinarti sempre!

- Nina, farei qualunque cosa per te. - Allora fatti tagliare i capelli.

- Sei matta? - Sei vanitoso. Vuoi più bene ai tuoi capelli che a me.

- Io voglio bene a te. - Ma che fai?

Io ti voglio bene! Ti voglio bene! Non vedi il fioccone rosso?

Ho girato tutta Venezia per trovarlo. Mi costa tantissimo, sai?

Pensa quando saremo sposati.

Ci sveglieremo al mattino al suono di quella musichetta.

Sei contenta, Nina?

Contentissima! L'ho venduto io stamattina a quella americana.

Permesso?

Disturbo?

Che fa Bepi sul tavolo?

E' venuto a dirmi addio. Accompagnalo subito alla porta.

- Hai capito, Toni? Buttalo fuori! Fuori da casa mia! Fuori! - Subito.

Bepi, hai sentito Nina, devo buttarti fuori.

Non toccarmi, sai?

Ti prego, fammi il piacere, vai via. Personalmente, ecco.

Fatto.

Nina...

Mi dispiace, ho cercato dappertutto,

ma non sono riuscito a trovare il lume. - L'ho trovato io.

Ora vai via anche tu e lasciami in pace.

- Allora non mi sposi più? - Sì, ti sposo, ma vai via!

Sì, come vuoi.

Tira! Tira! Dai!

Che modi!

Lui mi ha fatto lo sgambetto!

Dai, tira!

- Fulgenzio! - Che vuoi? - Padre, devo parlarti.

- Se mi chiami "padre", è qualche pasticcio. - Devi aiutarmi.

- E' questione di vita o di morte. - Va bene. Torno subito, ragazzi!

Andiamo in canonica, intanto faccio la doccia.

Sembrava una furia...

State attenti, lazzaroni!

Andate a giocare da un'altra parte, sto parlando con il padre.

Dai, così!

Passa, passa!

Nina mi ha detto: "Vattene!"

"Va bene, Nina, vado via."

"I fatti danno ragione a te e io ho torto, lo riconosco."

"Mi conosci da quando eravamo bambini."

"Sono gondoliere, lo sai bene! Sai qual è il mio servizio."

"Allora dimmi di non fare più il gondoliere."

"Non conosco solo te, non conosco solo le veneziane."

"Un gondoliere deve trattare specialmente con le straniere."

"Alla straniera io dico..."

"Buongiorno, miss."

Conforme!

- E' giusto, Fulgenzio? Mi senti? - Sì, ti sento, ma non ti capisco.

E' la solita storia con Nina, ma stavolta è finita per sempre.

- Ho sentito parlare di un'americana. - L'hai sentito?

- Veramente sono due. - Due? Meglio!

Una è mezza matta. Quando le dico che la lascio, vuole ammazzarsi.

- Una volta si è buttata nel canale! - E l'altra?

Peggio! Vuole sposarmi.

Bravo, Bepi, complimenti! Complimenti vivissimi!

Perché non la sposi?

Non scherzare, sai che voglio bene a Nina e lei sposa Toni.

- Lo so. - Allora aiutami, per questo sono venuto da te.

Non posso aiutarti con quelle due ancora a Venezia.

- E se le faccio partire? - Bravo, falle partire!

- Ma subito e con qualunque mezzo. - Non è facile.

Ma quanti cappucci hai? Con qualunque mezzo?

Bepi, l'americana ti aspetta davanti al consolato.

- La tonaca è lunga, inciampo sempre. - Mettiti la cinta.

E' vero! Metto la cinta. Adesso vai via.

Bepi!

Janet, sorpresa di vedermi così, vero?

Ho tanto lottato con me stesso.

Non capisco, Bepi. Cosa vuole dire questo abito?

Sono stato in seminario fino all'anno scorso, poi mi hanno dimesso...

Per ragioni di salute.

Lo so, dovevo dirtelo subito.

Ho cercato di riattaccarmi alla vita terrena.

- Tu mi hai molto aiutato, ho creduto di esserci riuscito, ma... - Allora?

- Non ce l'ho fatta. Ho sentito la voce. - La voce?

- La voce? - Sì, la voce.

"Bepi, ritorna!" E Bepi ritorna lassù, nel suo convento,

sulla montagna, a meditare.

Scusami, Bepi,

se non sono capace di essere così in alto

come sei tu.

Oddio... Oddio...

- Addio, Janet. - Addio.

No! Vai.

Vai via, Janet.

- Vai via, io non posso muovermi, se non te ne vai tu. - Oh, Bepi!

Vai, Janet! E non voltarti.

Vai via senza voltarti, Janet!

Addio!

Vai, Janet. Vai... E vai!

- Andiamo, sorelle! - Sorelle...

Nina, con Toni starai bene. E' tanto buono, non ti farà mancare niente.

Non muoverti continuamente!

Bepi!

Bepi!

Non c'è. E' andato via con il nonno.

Ha fatto la valigia, ma non so quando torna.

Meglio così.

- Eccola! A che ora si sposa Nina? - A mezzogiorno.

- Quando parte il treno? - Alle 11, arriva a Milano... - Che mi importa?

- Devo fare in tempo! - Non ho capito il trucco.

Nonno, appena il treno sta per partire, tu arrivi e gridi

"Bepi, corri, la casa brucia!" - La casa brucia! - Dopo, dopo.

- Bepi! - Nathalie, sono qua!

Americana?

- Bepi, sono tanto felice! - Cerco il nonno, non si vede.

- Sei nervoso? - Sono preoccupato. Quando sono andato via di casa,

ho lasciato il fuoco acceso.

- Ecco, il nonno mi fischia, fammi andare. - Il treno parte!

Devo andare, intanto tu mettiti a sedere, torno subito.

Oh! Oddio!

E' in partenza sul secondo binario

il direttissimo Venezia-Milano-Genova.

- E' tutto a posto. - Dove ha messo la valigia?

Nel secondo scompartimento, starà bene, c'è una sola viaggiatrice.

Grazie.

Signori, si parte!

Attenzione alle mani.

Bepi!

Bepi! Bepi!

- Nathalie! - Janet!

Oh, Nina...

Nina, Ninetta...

Perdonami...

Sei contenta?

- Che ore sono? - Le 11 e 30. - Sul treno c'è la mia valigia.

Me la mandi a casa, c'è l'indirizzo. Comunque è lo stesso, è vuota!

- Evviva gli sposi! - Evviva!

Grazie.

Ciao, Guido. Ciao!

Zio Menego! Sono contento che sei venuto.

E' la terza volta che vengo da Bassano. Stavolta ti sposi davvero?

E' vero! Zio Menego, ci vediamo all'altare.

- Toni! - Gigi, auguri! - Ma sei tu che ti sposi.

- Già, sono io lo sposo. Come no? - E' un tic nervoso.

Mancano cinque minuti! Nina, aspettami!

- Toni, stiamo aspettando solo te. - Sei bella come una sposa.

Non dire stupidaggini. Andiamo.

Don Fulgenzio! Bepi è rimasto chiuso nel treno, scenderà a Mestre.

- Bisogna ritardare il matrimonio. - Cosa vuoi dire?

E già, non possiamo fare questo matrimonio senza Bepi.

- Possiamo aspettare dieci minuti? - No!

- Se non viene alla cerimonia, viene al pranzo. - Non rovinarmi il velo!

Scusala, oggi è nervosa.

- Corri! Che ora è? - Mezzogiorno.

- Vada via lei, per favore! - Sì... Ma io sono lo sposo.

Toni, la mamma.

- Pronti? - Un momento, manca Filippetto.

- Filippetto, vieni qua! - Zio Menego, vieni anche tu.

Perché non arriva questo benedetto uomo? Io me lo mangio!

Fatto, grazie!

Un momento, scusate, mi sono mosso. Ne facciamo subito un'altra.

Fatto, grazie.

Mezzogiorno passato, è finita!

Padre, dobbiamo suonare l'Andante di Corelli o il Largo di Handel?

- Quanto dura l'Andante? - Tre minuti.

- E il Largo? - Dieci minuti circa. - Suonate il Largo di Handel.

E tenetelo lungo, lunghissimo!

- Motoscafo della malora! - Maledetto!

Bepi, sei arrivato tardi, ormai è fatta!

Ah, Bepi, Bepi!

Hai fatto tardi, ma forse è meglio così.

Ti servirà per un'altra volta, se pensassi ancora di sposarti.

Io non mi sposo più.

Non mi sposo più!

Bepi!

- Bepi... - Nina!

Nina mia, come sei bella! Non ti meritavo.

Hai fatto bene e ti auguro di essere tanto felice con Toni.

Bepi, quando mi sono trovata davanti all'altare...

E io le ho detto: "Vuoi prendere come tuo sposo Toni Valmarin?"

Lei ha detto di no e allora ho detto di no anch'io.

- Non potevo sposare una che vuole bene a un altro. - Grazie, Toni!

- Hic! - Toni, andiamo in canonica, ti do l'acqua zuccherata. - Hic!

Grazie, Toni!

- Nina! - Bepi!

- Cocoleta mia... - Bepi...

Nina...

Bepi! Ma... - L'ho fatto per te,

per non essere più vanitoso, per non pettinarmi più. Ti piaccio?

Come sei brutto!

Ma come sei brutto...

- Mi piacevi con i tuoi bei capelli. - Non li faccio crescere più.

Non farò più il gondoliere, vendo la gondola.

Starò sempre vicino a te, giorno e notte, non ti lascerò mai!

No, ho sposato il più bel gondoliere di Venezia.

Voglio vederti in gondola con i tuoi capelli belli. Non sarò più gelosa.

Ti lascerò fare il gondoliere di giorno e di notte.

- Davvero? Di giorno e di notte? - Sì, basta che tu mi vuoi bene.

Ti voglio bene, ti voglio tanto bene!

Ti voglio bene, ti voglio bene!

Ti voglio bene,

ti voglio tanto bene.

Ma quanto, quanto.

Tanto, tanto, tanto!

- Nina! - Bepi, siamo intesi, eh?

Stai tranquilla, Nina!

E' mia sorella, sposata, con un bambino. Tenga il souvenir.

Ciao, Nina!

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